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15 marzo 2010

Radiofari QRP, il progetto di Ross KB1KGA

Nella mia rapsodica catalogazione di progetti interessanti per radioamatori e DXer ho già avuto modo di parlare di diversi trasmettitori per attività QRP (trasmissione a bassissima potenza) e radiofari propagativi. Ma quello messo a punto da Ross Keatinge KB1KGA, neozelandese residente negli USA, è un vero capolavoro di semplicità, anche per la pulizia del blog che ospita i minuziosi dettagli della realizzazione. Il progetto di Ross utilizza un DDS (sintetizzatore digitale di RF) e su un microcontrollore programmabile che gestisce l'output dei segnali generando le forme d'onda richieste. In genere è il tipico allestimento utilizzato dai radioamatori che "operano" un radiofaro a bassa potenza.
Il dispositivo realizzato si basa su una basetta DDS-60 della Midnight Design Solutions in collaborazione con American QRP Club (la si può ordinare in kit o già montata e testata) e su un microcontrollore Arduino, un hardware/software open source sviluppato da un italiano, Massimo Benzi, che ha utilizzato il chip ATmega 328. Per ottimizzare gli spazi e sfruttare alloggiamenti di dimensioni ridotte Ross ha scelto la Really Bare Bones Board di Modern Device e una piccola interfaccia verso la porta USB del computer, che serve a programmare il tutto. Una manciata di componenti, un codificatore della Mouser, qualche pulsante e un display LCD completano il tutto. Davvero semplice e lineare.
In futuro Ross conta di esplorare le possibilità di implementare il controllo di sistemi di trasmissione più avanzati come WSPR, solitamente gestiti via PC, continuando a sfruttare le capacità di Arduino.
Ecco tutti i link ai componenti necessari per l'assemblaggio.

27 maggio 2009

Radiofari con microcontroller "in a box"

Nutro molto fascino nei confronti della sperimentazione dei radiofari radioamatoriali a bassissima potenza utilizzati negli studi propagativi e non voglio perdere l'occasione per segnalarvi, di tanto in tanto, i progetti autocostruttivi più interessanti. Il fascino di questi trasmettitori sta nella possibilità di fare arrivare i segnali a migliaia di chilometri di distanza con emissioni di pochi milliwatt, magari grazie all'uso di modulazioni particolari gestite via software. L'obiettivo è implementare il software non su un ingombrante personal computer, ma con un singolo chip di un microcontrollore, realizzando così sistemi molto compatti. Questa volta i link sono stati presi dalla lista di discussione della telegrafia lentissima, QRSS, che recentemente ha trattato l'argomento dei sistemi per la trasmissione autonoma, "senza computer", del sistema WSPR (il software per la trasmissioni a bassa potenza sviluppato da un radioamatore premio Nobel, Joe Taylor). Le pagine qui citate si riferiscono a circuiti basati su microcontrollori programmabili.
Due i progetti più interessanti, uno dei quali molto articolato è stato sviluppato da Stu Phillips "intense Brit" che abita a Menlo Park, alla periferia sud di San Francisco. Trovate tutti i dettagli del suo progetto WSPR QRPP (la sigla per micro-potenza) sul suo blog EtherGeist. In parte italiano in parte svedese, è il circuito (vedere illustrazione) disegnato da Paolo Saia e Johan Bodin. Riferimenti sul sito di Paolo IZ1KXQ e Johan SM6LKM (vedere il progetto designato MJB002).
Tutte queste informazioni si riferiscono a circuiti in grado di funzionare con una semplice alimentazione, senza essere collegati a computer capaci di generare la sequenza dati. I radiofari possono essere dunque sistemati in qualsiasi posizione, magari con alimentazione solare, o del tutto remotizzati. Ricordate che per operare sulle frequenze QRSS bisogna essere radioamatori con licenza.

12 maggio 2009

Un seminario per il bricolage elettronico

Ricevo regolarmente dagli amici della associazione ticinese Nuove Proposte Culturali i comunicati relativi a diverse iniziative artistiche. Ma Home Made Ticino, che si svolgerà a Vico Morcote il prossimo agosto (l'evento richiede un numero minimo di iscrizioni, motivo per cui l'organizzazione chiede di prenotarsi per tempo) è sicuramente la più curiosa di cui mi sia giunta notizia. Si tratta di una intera settimana "per bricoleur dell'elettronica" promossa dalla "SGMK, Società svizzera di arte mecatronica". Un vero e proprio seminario dedicato agli appassionati di elettronica e autocostruzione, dove sarà possibile imparare a fare "ricerca e attività pratiche per tutti i possibili progetti do-it-yourself, tecnologici e artistici: circuiti sonori, mini-robot, installazioni, oggetti luminosi, dispositivi/microcontroller e altro ancora..."
Nei nostri computer troviamo microprocessori molto complessi, con set di istruzioni molto evoluti che rendono ardua la programmazione in codice macchina (per questo sono stati inventati i cosiddetti linguaggi di alto livello). Oggi questi processori sono circondati da una miriade di fratelli e cuginetti minori, i "microcontrollori", in genere oggetti un po' più semplici ma capaci di fare parecchie cose. Io parlo spesso di microcontrollori perché oggi è frequente trovarli in diversi dispositivi utilizzati dai radioamatori, per esempio i radiofari. Il microcontrollore infatti può essere utilizzato per modulare un segnale radio trasmesso o rielaborare i segnali in arrivo. A Vico Morcote si studieranno anche i risvolti "artistici" di queste forme di trattamento dell'informazione. Con i microcontrollori si possono manipolare suoni ed effetti luminosi, creare strane strutture meccaniche, con risultati interessanti. Protagonista del workshop, una coproduzione di Homemade-Labor di Culture and Science Migros, del collettivo artistico romando Cycle Operant e di Nuove Proposte Culturali, sarà il controller Arduino, di cui ho già avuto modo di parlare spesso.
Il seminario che si terrà dal 24 al 29 agosto prossimo, ha un costo molto contenuto, 295 franchi svizzeri, e comprende il vitto (ma i pasti si cucinano da soli) e l'alloggio nella villa dell'Istituto Internazionale di Architettura di Vico Morcote, un paesino in territorio svizzero non lontano da Ponte Tresa. Il docente sarà Uwe Schüler, ingegnere e artista elettronico. Non so se ci sarà una vera e propria lingua ufficiale ma se c'è una dote di cui gli svizzeri possono andare fieri è quella di riuscire a parlare un po' di tutto. Per informazioni sicuramente in italiano: info (at) nuoveproposteculturali (dot) ch.