24 maggio 2012

Feezy, Emi, Sony, Universal e Warner lanciano una nuova piattaforma musicale streaming


Sarà lo Spotify italiano? Tra un'ora a Roma inizia il party inaugurale di Feezy, nuova piattaforma musicale streaming, per una volta non di importazione come Deezer o Rara. Interessante la struttura dei prezzi, basata su un modello freemium che prevede la possibilità di ascoltare 15 ore di musica al mese gratis. Abbonamento mensile a 3.99 e formula "unlimited" a prezzo da annunciare (possibilità di ascolto in mobilità con smartphone, anche in situazione dove non c'è connettività). Dietro ci sono quattro big discografici come Emi, Sony, Universal e Warner, la libreria messa insieme comprende 11 milioni di brani. Particolarità curiosa: la tecnologia è Microsoft, PlayReady il Digital Rights Management di Windows 7 su Silverlight. Tanto che per usufruire della prova gratuita del servizio bisogna scaricare una applicazione separata (per Win/Mac), registrandosi su Web. Le versioni a pagamento prevedono app per iPhone/Android. Ho scaricato tutto, installato e l'applicazione Mac funziona. Ma mi sa che il servizio non è ancora partito. Intanto ecco il testo del comunicato, restate sintonizzati per ulteriori dettagli.

Emi, Sony, Universal e Warner scommettono su Feezy, nuovo servizio italiano di musica digitale

Roma, 16/05/2012 – Undici milioni di brani da ascoltare in streaming su computer e mobile in accordo con le major discografiche Emi, Sony, Universal e Warner. Questo è Feezy, il nuovo servizio italiano di musica digitale arrivato a maggio nel nostro Paese. Nato dall'amore per la musica e dalla voglia di renderla sempre disponibile per tutti, Feezy è stato sviluppato da One Italia (multinazionale che opera nel mercato del Web e del Mobile) e Televideocom (affermata Internet Company specializzata nei settori ICT e Networking). “Sony Music ha fortemente voluto la nascita di un servizio come Feezy - sostiene Lino Prencipe, Direttore Digital & Business Development Sony Music Italy - che rappresenta un punto di partenza fondamentale per lo sviluppo di una innovativa fruizione della musica in Italia. Contiamo sul commitment e sulle sinergie da creare con un’azienda come One Italia, da anni un punto di riferimento in questo settore, che propone un'offerta che risponde alle esigenze del mercato e dei consumatori”.

Il servizio ha già lanciato importanti collaborazioni con affermate realtà del Web quali Angolo Testi e Musictory, oltre ad aver ottenuto l'appoggio delle principali major discografiche mondiali che hanno messo a disposizione il loro catalogo musicale: “EMI Music si associa con entusiasmo alla sfida di Feezy, una realtà italiana con una visione internazionale - afferma Enrico Pugni, Digital Sales & Brand Partnership Manager di EMI Music Italia - Siamo felici di rendere disponibile il catalogo dei nostri successi su una piattaforma accessibile da tutti i dispositivi e fortemente orientata al mondo social, che veicola finalmente anche in Italia la fruizione legale in streaming della musica”.

E' da questa voglia di proporre tutti insieme una nuova esperienza musicale che è nata l'idea di creare uno spazio di scambio e collaborazione chiamato “Amiamo la musica!”, un marchio che d'ora in poi promuoverà un ascolto responsabile: legale, in alta qualità e a basso costo. Feezy, infatti, integra in un unico servizio lo streaming, la mobilità e la condivisione proponendo un modello alternativo di fruizione della musica, che grande successo sta avendo in altri Paesi: niente più acquisti di singoli brani o album da scaricare ma accesso in abbonamento all'intero catalogo. “Questo progetto - conferma Marco Taricco, Head of Digital Department di Warner Music Italia - basa la sua forza sullo streaming che trasforma il concetto di musica da singolo contenuto a servizio musicale dove, attraverso una piattaforma semplice, fruibile da tutti i terminali e perfettamente integrata ai principali social network, gli utenti possono accedere e ascoltare illimitatamente tutta la musica che vogliono”.

Oltre ai brani distribuiti dalle quattro major, Feezy permetterà di ascoltare la musica di centinaia di etichette indipendenti, con un catalogo in costante crescita. Strumento principe per vivere questa nuova esperienza diventano i dispositivi mobili (Smartphone e Tablet) che si trasformano in music player di nuova generazione. L'integrazione con i Social permette poi di condividere in maniera facile e veloce i propri gusti musicali, creando uno spazio in cui sarà possibile proporre le proprie playlist e conoscere nuovi artisti suggeriti da chi ci sta intorno. “Il mercato della musica digitale in Italia ha fortemente bisogno di un salto di qualità – sottolinea Fabio Riveruzzi, digital Manager di Universal Music Group - Per crescere ai ritmi dei paesi più sviluppati necessita di realtà che investano sull’offerta di servizi in streaming, declinabili in particolare su mobile e social: One Italia mostra tutte le intenzioni di voler contribuire a questo con il lancio del servizio Feezy, a cui Universal Music ha subito aderito con impegno e fiducia”.

Tra le novità che presto faranno parte dell'offerta Feezy c'è la possibilità di visualizzare i testi delle canzoni che si stanno ascoltando, grazie alla collaborazione con Angolo Testi che è il primo sito italiano ad aver siglato un accordo con gli editori musicali detentori dei diritti. Inoltre la parthership con Musictory, uno dei più noti siti del settore, permetterà di trovare informazioni sempre aggiornate sugli artisti. Si è inoltre da poco conclusa una promozione riservata ai clienti dell'operatore 3 Italia che tra febbraio e aprile hanno potuto provare gratuitamente una versione beta di Feezy.

Il rinnovato entusiasmo nei confronti della musica digitale è supportato anche dai numeri che indicano come nel 2011 i servizi di musica digitale in abbonamento abbiano visto gli utenti aumentare del 65%, raggiungendo la quota di 13 milioni di clienti nel mondo (Fonte: IFPI Digital Music Report 2012). "L'annuncio del lancio di Feezy e l'adesione delle principali case discografiche italiane - spiega Enzo Mazza, Presidente di FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) - è un segnale importante di crescita e di sviluppo di nuovi modelli di business legati alla musica digitale, che a livello mondiale ha fatto registrare nel 2011 un fatturato superiore ai 5 miliardi di dollari, raggiungendo il 32% del totale mercato. In Italia, secondo i dati Deloitte del primo trimestre del 2012, la musica liquida ha superato il 30% del totale mercato, mostrandosi come una delle realtà più vivaci ed interessanti nell'ampio panorama dei contenuti digitali legali".

Il servizio è attualmente disponibile in una versione gratuita da scaricare su Pc e Mac attraverso il sito www.feezy.it: questa permette agli utenti di conoscere il prodotto e ascoltare musica per 15 ore al mese senza dover sottoscrivere un abbonamento. Sarà possibile eliminare questo limite attivando un abbonamento Feezy Plus a 4,99 euro al mese (3,99 euro fino al 30 giugno). Prossimamente arriverà la versione Feezy No Limits utilizzabile su Smartphone, Tablet e Smart Tv anche in assenza di una connessione Internet, grazie alla modalità off-line.

Il servizio utilizza la tecnologia PlayReady di Microsoft che garantisce la distribuzione di contenuti multimediali protetti da DRM nel pieno rispetto dei diritti d'autore. Quindi musica legale ma anche in altissima qualità, grazie alla bassa compressione dei file ed al player integrato Silverlight, considerato uno dei migliori sul mercato.

21 maggio 2012

Onde medie locali: attiva una nuova frequenza in provincia di Bari con i 1566 di Radio Amicizia

Sulla pagina Facebook associata a questo blog (lo so, dovrei animarla molto di più, da quando Zuckerberg ha tolto la possibilità di segnalare automaticamente i post attraverso il feed RSS di RP lo spazio langue parecchio) mi è appena stata notificata l'attivazione di un nuovo impianto privato in onde medie. La frequenza è di 1566 kHz e il luogo è Conversano, Bari, dove sarebbe stata accesa, con 20 Watt, una antenna a V invertita che ripete i programmi di Radio Amicizia in Blu. La frequenza FM dell'emittente cattolica di Conversano è 100.8, ma a quanto posso vedere sono in funzione altre cinque frequenze FM in un'area che comprende anche Alberobello. Secondo l'autore della segnalazione la potenza dovrebbe presto salire a 50-100 Watt.
Mi farebbe molto piacere se qualcuno potesse confermare la notizia verificando la presenza del segnale sui 1566. Sarebbe un timido ritorno delle onde medie nella provincia dopo la sospensione del servizio dell'impianto di Radio 1, in un momento in cui la breve alba delle onde medie low power sembrava essere stata intimidita dai richiami ufficiali recapitati a diverse emittenti.

Chiavette SDR, anche per le onde corte con i converter

Continua senza sosta la sperimentazione delle famose chiavette low cost basata su tuner digitali ad alta integrazione normalmente utilizzati per produrre economici "set top box" che abilitano il computer alla ricezione della tv digitale. L'australiano Balint Seeber, autore del software che permette di "dirottare" verso i software SDR il segnale ricevuto dalle chiavette, ha pubblicato su You Tube un video per dimostrare la possibilità di ricevere le onde corte con opportuni "up-" o "trans-verter", un circuito che sposta verso l'alto una frequenza RF ricevuto (in questo caso il transverter è un Kuranishi FC-965DX che aggiunge uno shift di +60 MHz).




Per la sua demo Balint sta utilizzando tra l'altro il software HDSDR, appena rilasciato in versione 2.14: un clone molto, molto interessante della nota piattaforma Winrad (nella fervida attesa della versione 3.0 annunciata dall'autore di HDSDR, Mario Täubel). Dal sito dell'australiano vedo anche i risultati delle prove di ricezione del sistema di localizzazione utilizzato per il traffico aereo civile, l'ADS-B mode S. L'applicazione era live su Web a questo indirizzo e altri dettagli su queste prove - effettuate non con le chiavette economiche ma con la ben più costosa piattaforma USRP di Ettus Research - si possono trovare sul Wiki di Balint o su questa pagina più divulgativa. Ecco un video abbastanza spettacolare di "Aviation Mapper":



L'uso dei transverter in campo SDR si sta diffondendo molto tra gli sperimentatori, anche per quanto concerne il Funcube Dongle, il frontend VHF/UHF su chiavetta sviluppato dai radioamatori britannici interessati alle applicazioni satellitari (dispositivo che guarda caso utilizza il tuner digitale Elonics preferito da molte chiavette low-cost). Funcube copre le frequenze superiori ai 60 MHz, ma con i convertitori c'è la possibilità di usare lo stesso frontend anche per ricevere frequenze HF fino a 30 MHz, con gli stessi buoni risultati. Un transverter può rappresentare una alternativa - forse un po' intricata - all'acquisto di front end separati, che magari permettono di risparmiare qualcosa ma comportano manovre di sostituzione di apparati e sono per certi versi meno divertenti. Due i converter HF adatti al Funcube: il modello disponibile in kit sul sito Web WIMO e la famiglia di convertitori High Sierra Micro, che offrono anche l'opportunità di sintonizzare i 50 MHz della banda amatoriale dei 6 metri (in particolare il modello FCD-1-55-UC).

20 maggio 2012

HD Radio (e FM analogica) per iPhone: buona qualità ma scarso interesse

Se avete un iPhone o un iPod, viaggiate negli Stati Uniti per lavoro (o per svago) e vi piace ascoltare la radio, potrebbe essere divertente acquistare per pochi dollari su eBay un giocattolino con cui è possibile farsi un'idea di come funziona HD Radio, il sistema di radio digitale che da qualche anno Ibiquity cerca - con parziale successo - di diffondere nella piazza radiofonica USA. Si tratta di un piccolo ricevitore compatibile sia con l'FM analogica sia con il digitale di HD Radio e controllabile da iPhone/iPod prodotto per "Gigaware", uno dei brand del gruppo Radioshack, la famosa catena di negozi di elettronica e consumer electronics. Gigaware Navigation Controller è un "dongle" per la porta docking di iPhone e pur essendo un ricevitore autonomo, con una propria presa per cuffia, viene alimentato dallo smartphone e va usato in abbinamento con la HD Radio App che si può prelevare gratuitamente sull'iTunes Store (anche nella versione italiana). Il fatto di poter ricevere l'FM con RDS può essere considerato comunque un vantaggio per un utente iPhone (notoriamente refrattario alla ricezione radio integrata), ma c'è un problema non indifferente: il dispositivo Gigaware è molto funzionale ma il passo di sintonia da 200 kHz è preimpostato sulle frequenze americane, a partire dagli 88,1 MHz e sui successivi decimali dispari. Qui in Europa, con il passo a 100 kHz, si rischia di essere fuori frequenza una volta su due.
In attesa di poterlo provare oltre-Atlantico, mi sono accontentato di qualche prova limitata alle frequenze FM locali e anche in questo caso ho potuto rendermi conto della qualità della componentistica che Ibiquity è riuscita a mettere a punto per la sua modulazione ibrida. Il ricevitore, di forma quadrata, è più o meno grande come un iPod Shuffle, ma offre una resa audio davvero convincente.
Una volta caricata la HD Radio App e inserito il Controller nella porta dell'iPhone lo schermo visualizza una interfaccia grafica anche lei abbastanza simile alla rotella dell'iPod: facendola girare si comanda la sintonia della radio (la frequenza può essere impostata anche agendo sul pulsante fisico del dispositivo). Sempre sullo schermo dell'iPhone compariranno le informazioni RDS (nel caso dell'FM analogica). Quando il segnale sintonizzato è digitale vengono visualizzate anche le informazioni sui canali addizionali previsti dal sistema Ibiquity. Il ricevitore Gigaware è inoltre compatibile con il tagging di HD Radio, la funzione che consente di applicare un segnalibro virtuale ai brani musicali ascoltati e di acquistarli in seguito su iTunes. Il tagging avviene anche da un pulsante soft dell'interfaccia grafica della HD Radio App, la quale consente inoltre di inviare via mail, Facebook e Twitter, le informazioni sulle stazioni ascoltate.
Come ho già detto la qualità di ascolto è di ottimo livello, il piccolo Controller appare nettamente superiore ad analoghi dispositivi analogici di dimesioni così ridotte. La sensazione è che il merito sia dei componenti che Ibiquity è riuscita a immettere sul mercato. La radio digitale targata HD Radio funziona straordinariamente bene, almeno sul piano dell'ascolto, della qualità e dell'ergonomia dei terminali utente. Ciò nonostante, il livelli di adozione sono ancora molto deludenti, la digitalizzazione delle stazioni AM è praticamente un flop e i negozi nel complesso hanno venduto pochi apparecchi. Gigaware Navigation Controller ha fatto il suo debutto nel 2009 e allora costava 80 dollari. Oggi su eBay lo potete trovare per 10 o 20 ed è diventato piuttosto difficile trovare ricevitori HD Radio nuovi, nonostante le ottimistiche affermazioni del sito Ibiquity che riporta un lungo catalogo di marche compatibili. Bastano pochi click per rendersi conto che spesso gli apparecchi non sono acquistabili. Portatili, radio da tavolo, componenti Hi-Fi a prezzo basso sono di scarsa reperibilità: ormai sembra che i costruttori siano molto poco interessati a servirsi degli ottimi chip Ibiquity. Per acquistare un apparecchio HD Radio non resta che rivolgersi al mercato dell'usato o del discount.
Che prospettive ci sono per la radio digitale negli USA e nelle altre nazioni, incluso il Messico, che hanno manifestato interesse in questa tecnologia? Uno studio di un consulente specializzato nel mercato automotive, J.D. Powers, rileva ancora un forte interesse da parte degli automobilisti: HD Radio è la tecnologia più citata dai nuovi acquirenti di un'auto, ancora prima di novità come i radar anticollisione . Forse la cosa ha più senso di quanto sembri, visto che in esterno la ricezione del segnale digitale sembra essere più agevole, mentre all'interno delle case i ricevitori finiscono spesso per doversi agganciare ai segnali analogici e questo non è certo in incentivo all'acquisto. Se i chip per la radio digitale verranno integrati a bordo delle nuove automobili o nelle autoradio per l'after market, HD Radio potrebbe ancora avere delle chance, ma è lecito nutrire qualche dubbio. Per la radio digitale, almeno degli Stati Uniti, è davvero molto dura, anche se la tecnologia funziona, in apparenza, molto bene.

18 maggio 2012

L'attivismo delle radio private anni '70 su Rai Storia


Domani, sabato 19, alle ore 10.30, il canale Rai Storia rimanda in onda, per la rubrica Italia in 4D, il documentario "Onde anomale - Libertà di antenna e attivismo mediatico", catalogato "Anni 70" in questo nuovo spazio che Rai Storia dedica ai primi quattro decenni della nostra cronaca del dopoguerra. Sul sito Web del programma, trasmesso anche sul digitale televisivo terrestre, si può ascoltare l'intervista a Franco Berardi, tra i fondatori di Radio Alice.

17 maggio 2012

TV mobile su iPad, facile e immediata con Tivizen Dongle

Ho colto l'opportunità di una piccola promozione eBay di Euronics (59 euro e 90) per farmi mandare una chiavetta Humax TivizenDVB-T Dongle - modello iEU-100 - per la ricezione del digitale terrestre su iPad2/iPhone4S (per la verità funziona anche su iPhone4 aggiornato all'ultimo iOS). Dovrebbe esistere anche una versione compatibile con Android. Il brand Tivizen è della coreana iCube e i suoi prodotti, che oltre al Dongle includono un tuner digitale che ridistribuisce i programmi ricevuti in streaming Wi-FI, devono essere localizzati in Italia da Humax. Uno dei motivi che mi hanno indotto all'acquisto era la fondata speranza che la chiavetta funzionasse anche per la ricezione del DAB/DAB+, come dovrebbe essere possibile - ma evidentemente con un altro modello, siglato iTB-100 - con un'altra app. Il mio acquisto per il momento sembra essere in grado di sintonizzarsi solo nella banda UHF 400-800 MHz. Resto convinto che sia solo una questione di firmware e che tutte queste chiavette siano basate su un unico tuner digitale le cui gamme di ricezione possono essere attivate o disabilitate via software. Nel caso del Tivizen le mie ricerche mi hanno condotto non verso il tuner Elonics E4000 delle famose chiavette DVB-T trasformate in sofisitcati SDR, bensì a una famiglia di chip sviluppati da Siano Mobile Silicon, una startup israeliana "fabless" con estesa presenza asiatica, come l'SMS2230.
Anche se la ricezione DAB non è per il momento possibile, il mio non è stato un incauto acquisto: Tivizen Dongle funziona davvero bene e tutto sommato il prezzo non è eccessivo.
Nella confezione trovate la chiavetta, un corto cavetto che serve per ricaricare la batteria integrata a bordo del dispositivo e un conciso manuale. Ho trovato strana la presenza della batteria a bordo, inusuale rispetto ad altri dispositivi di questo tipo che non richiedono una operazione analoga. Non credo che la batteria autonoma sia necessaria per proteggere delle impostazioni volatili come i canali sintonizzati, più probabilmente si tratta di un accorgimento che evita di dover alimentare la chiavetta con un secondo cavo USB. In ogni caso non è un particolare problema, basta ricordarsi sempre di tenere la chiavetta sotto carica quando si prevede di utilizzarla per guardare la tv in mobilità. A occhio direi che l'autonomia, tra iPad e chiavetta, sia di due o tre ore di visione continua forse di più. Visto che la chiavetta occupa la porta utilizzata per ricaricare l'iPad, una volta che ques'ultimo ha esaurito la sua batteria si deve rinunciare alla televisione ma non mi pare un grosso ostacolo considerando che iPad non può certo fungere da apparecchio principale: Tivizen Dongle è chiaramente una soluzione da viaggio o vacanza.
Il software che gestisce il tutto si preleva gratuitamente dall'Apple Store ed è veramente molto semplice da usare. L'app parte inserendo la chiavetta nell'iPad e in caso di primo uso visualizza la semplice finestra di impostazione, dove è sufficiente selezionare la nazione desiderata e avviare la scansione dei canali (ovviamente free to air). In pochi minuti la chiavetta trova i segnali ricevibili e crea una lista di stazioni tv e radio, con il nome e, dove presenti, le informazioni sul programma in onda. A quanto vedo non c'è modo di rendere manuale la scansione o di ottenere maggiori dettagli sui multiplex sintonizzati, ma trattandosi di una soluzione "on the go", dei dati si può fare a meno (a me piacerebbero solo perché certi retroscena tecnici mi interessano molto quando sono in viaggio). Quello che invece si può fare è registrare i programmi (la registrazione non è "schedulabile") e questa può essere una feature interessante anche se non ho trovato modo di esportare i file con le registrazioni.
Tivizen Dongle è in definitiva una soluzione molto pratica per i viaggiatori, i vacanzieri, i tgdipendenti e gli affezionati della fiction e della serialità televisiva. Permette di accedere a contenuti televisivi live anche in mancanza di copertura wi-fi o 3G e può essere utilizzata per registare al volo un programma che altrimenti andrebbe perduto. Una piccola spesa voluttuaria che ci si può anche concedere. Ora mi piacerebbe riuscire a procurarmi una chiavetta per il DAB/DAB+ o scoprire il modo per reimpostare il mio acquisto per andare a coprirne le frequenze del DAB. Vi terrò aggiornati.

Interferenze al GPS: scenari di crisi e di tensione politica

Lightsquared non ce l'ha fatta a sostenere il braccio di ferro con l'autorità federale che amministra una delle risorsa più preziose per l'economia della conoscenza: lo spettro delle frequenze radio. La società che aveva ereditato il progetto di una infrastruttura di comunicazioni satellitari e voleva trasformarla in una rete nazionale ibrida (quindi anche terrestre) per servizi wholesale di telefonia 4g/LTE ha avviato volontariamente una procedura di Chapter 11, la normativa delle legge americana sui fallimenti che avvolge intorno alle imprese in grave difficoltà un cordone protettivo contro i creditori. Ma ora da più parti ci si interroga sui retroscena del braccio di ferro, sull'inusuale comportamento di una FCC che prima concede delle frequenze nella banda satellitare L, poi sulla base di una valutazione esterna dice no, la licenza c'è ma le frequenze non si possono usare perché provocherebbero serie intereferenze ai segnali trasmessi dalla costellazione GPS, creando il rischio di malfunzionamento di milioni di dispositivi di localizzazione geografica.
Ho parlato della controversia tra Lightsquared e FCC qualche tempo fa, quando sembrava ancora possibile una conclusione diversa. Lightsquared aveva reagito alle conclusioni tratte dalla FCC affermando che i suoi apparati di rete trasmettevano su frequenze adiacenti a quelle interessate dal GPS. Se ci sono interferenze, diceva il capo dell'azienda Philip Falcone (oggi dimissionario, ma anche la sua figura è controversa, essendo a capo di un fondo di investimento di tipo hedge che ha reso molto complessa il quadro finanziario della vicenda), la colpa non è di chi trasmette ma di chi riceve con dispoitivi che non sono abbastanza selettivi. La controrisposta è che i dispositivi GPS commerciali sono selettivi quanto basta per eliminare segnali trasmessi dal cielo, non da terra.
Se in gioco non ci fossero diversi miliardi di dollari di investimenti e un possibile danno al mercato delle comunicazioni mobili, il dibattito sarebbe anche interessante, ma i soldi ci sono e sono stati spesi proprio perché inizialmente la FCC aveva acceso un semaforo verde. E ora questo semaforo ha cambiato colore.
Per una interferenza potenziale che se ne va, ne spunta subito un'altra che i segnali GPS li disturba (sembra) davvero e lo fa in una delle regioni politicamente più calde del mondo: il confine tra le due Coree. Alla fine di aprile la stampa e le autorità sudcoreane sono tornate a denunciare il jamming con cui il "nemico" del nord disturba le frequenze del GPS provocando interruzioni del servizio anche per gli aerei in volo. Non è la prima volta che Seoul accusa Pyongyang di essersi procurata potenti impianti di fabbricazione russa in grado di disturbare radar e altre trasmissioni critiche. Gli apparati, si legge in questi giorni, si possono montare a bordo di camion che poi vengono dislocati lungo il confine. Il jamming può disturbare gli apparati GPS in un raggio di cinquanta o sessanta chilometri, sufficienti per arrivare ad alcuni grandi aeroporti della Corea del Sud. L'ipotesi - in una regione dove incidenti navali e aerei non sono certo una novità - suona quanto mai inquietante per le sue possibile implicazioni su scala globale.
Questa volta sembra però che le proteste abbiano sortito un effetto tempestivo. Riportato per la prima volta il 28 aprile, il jamming è cessato improvvisamente - sempre a quanto riferiscono fonti sudcoreane - nella giornata di lunedì. Forse, ipotizza Northkoreatech, lo stop è arrivato insieme alla notizia di colloqui formali tra sudcoreani e cinesi tenutisi a Pechino. Nell'occasione, si dice, il presidente coreano Lee Myung Bak e il premier Hu Jintao avrebbero anche discusso eventuali azioni comuni per interrompere le pericolose interferenze.
Northkoreatech

16 maggio 2012

Swissinfo, riorganizzazione per l'erede delle onde corte elvetiche

Il servizio radiotelevisivo pubblico elvetico è stato storicamente uno dei primi a rinunciare alla diffusione all'estero in onde corte (l'ultima trasmissione via radio e via satellite di Radio Svizzera Internazionale risale al 30 ottobre 2004). Con l'occasione è stata varata l'iniziativa del portale Web Swissinfo, che oltre alle informazioni grafiche e testuali, maggioritarie, ospita anche diversi contributi audio e video. Con largo anticipo rispetto a nazioni sicuramente meno ricche, la Svizzera è stata la prima a certificare il destino di obsolescenza - in molti casi forzosa e forse meritoria di rilancio, devo dire - di un mezzo nato una settantina d'anni prima.
Oggi il Consiglio Federale ha stilato un nuovo accordo con SSR, l'ente che gestisce Swissinfo per una riorganizzazione che porterà a un ulteriore risparmio (il 30%) di risorse, oggi quantificate all'intorno di 18,6-20 milioni di franchi. Malgrado questa riorganizzazione i contenuti del portale aggiungono una decima lingua, il russo. Inaugurata anche una collaborazione con le reti televisive satellitari 3SAT tedesca e TV5 francese.
Nuovo quadro per l'offerta estera della SSR

Berna, 16.05.2012 - Il Consiglio federale ha concluso con la SSR un nuovo accordo sulle prestazioni in materia di offerta informativa destinata all'estero, della durata di quattro anni. La Confederazione offrirà quindi un contributo tra i 18,6 e i 20 milioni di franchi l'anno, destinato alla piattaforma internet "swissinfo.org" e alla collaborazione della SSR con le emittenti televisive internazionali TV5 e 3Sat. Grazie a un nuovo orientamento strategico di Swissinfo si prevede inoltre un risparmio per le casse federali dai due ai tre milioni di franchi l'anno.
Il mandato legale conferito alla SSR le impone di offrire agli Svizzeri che vivono all’estero un servizio d'informazione sulle attualità del nostro Paese, nonché promuovere la presenza mediatica della Svizzera a livello internazionale. In base alla legge sulla radiotelevisione, la Confederazione fissa mediante contratto con la SSR l'offerta editoriale destinata all'estero e partecipa almeno al 50 per cento dei costi. Il precedente accordo, scaduto a fine 2011, è stato prolungato la scorsa estate fino al termine del 2012.
Il nuovo accordo sulle prestazioni sarà valido per il periodo 2013 – 2016 ed è focalizzato in primo luogo sulla piattaforma d'informazione Internet Swissinfo (swissinfo.org), oltre che sulla collaborazione della SSR nell'ambito dei programmi televisivi internazionali TV5 (francese) e 3Sat (tedesco). L'accordo vede la SSR impegnata ora anche sul fronte di un'offerta, destinata a un pubblico internazionale, delle trasmissioni svizzere in lingua italiana.
Per la prima volta, il nuovo accordo sulle prestazioni fissa direttive di ordine qualitativo e quantitativo per la cooperazione internazionale con TV5 e 3Sat, includendo anche Swissinfo. Alla SSR si richiede inoltre di presentare ogni anno una relazione completa che informi sulla collaborazione e sulle offerte di Swissinfo.

Nuovo orientamento di Swissinfo

La piattaforma Internet Swissinfo proporrà in futuro contributi in dieci lingue (tedesco, francese, italiano, inglese, spagnolo, portoghese, arabo, cinese, giapponese e, per la prima volta, anche in russo). Nell'estate del 2011 il Consiglio d'amministrazione della SSR ha deciso di dare un nuovo orientamento strategico a Swissinfo, ottimizzando l'offerta e riducendo l'organizzazione. La nuova formula permetterà di ridurre i costi del 30 per cento circa.
I servizi di Swissinfo sono disponibili in formato testo e immagine, presentano grafici e animazioni, ma anche contributi audio e video. I dossier sulle votazioni e le elezioni intendono continuare a proporre agli Svizzeri all'estero un'adeguata offerta informativa per l'esercizio dei propri diritti politici in Svizzera. Le pagine Internet di Swissinfo sono consultate mensilmente da circa 6,6 milioni di persone.
Grazie alla collaborazione con le emittenti televisive TV5 e 3Sat la SSR diffonde le proprie trasmissioni incentrate sulla Svizzera in oltre 210 paesi del mondo.

13 maggio 2012

Ricevitori da tavolo: resiste il mercato dei "communication receiver" analogici

Il fatto che ancora oggi continuino a uscire ricevitori per onde corte per uso fisso e di tipo analogico costituisce di per sé una notizia. Alinco, storico marchio giapponese normalmente associato a scanner e ricetrasmettitori palmari per uso nautico e radioamatoriale, propone un "communication receiver" all-modes (AM/SSB/FM) che copre da 150 kHz (e qualcosa anche sotto) a 35 MHz. Il modello DX-R8E fa da pendent al ricetrasmettitore HF SR8 a bassa potenza e adotta il classico disegno a doppia conversione analogica con prima media frequenza a 71 MHz e seconda a 455 kHz. Oltre alla selettività stretta in media frequenza (2,4 kHz ceramici) ha un filtro audio da 500 Hz utile per il CW amatoriale e per i radiofari. Unica concessione alla modernità, a parte il display dal design contemporaneo e la lettura a 10 Hz, è l'uscita analogica I/Q che può essere utilizzata per effettuare analisi e demodulazioni con le varie piattaforme SDR per personal computer. Il prezzo è tutto sommato abbordabile, dai 450 dollari americani (per una versione che limita la ricezione a 30 MHz) ai circa 600 euro in Europa. Dal video su You Tube sembra di capire che la resa audio è abbastanza piacevole.

AGCOM assegna le frequenze del test DAB+ in Trentino. Ma l'Europa scommette sulla radio digitale

Un lettore, Giovanni De Simone, si interroga sulle conseguenze dell'annuncio che arriva dall'IEEE sull'approvazione dell'aggiornamento 802.11 "2012" (tutta la normativa è in vendita a un prezzo promozionale di 5 dollari) dello standard oggi universalmente utilizzato per Internet senza fili, chiedendosi se la nuova norma sia un ulteriore passo avanto verso la convergenza broadband-broadcast. Bisogna innanzitutto dire che l'emendamento 2012 dello standard è in realtà una sintesi di una decina di varianti approvate in questi anni e riguarda per esempio la sicurezza, l'uso di nuove frequenze sui 3,7 GHz, le antenne MIMO, il mesh networking. Però è indubbio che una volta tradotto in chipset, il sistema ci darà un Wi-Fi, ancora più robusto, in grado di supportare velocità di trasferimento da 600 megabit al secondo, una enormità rispetto agli albori del Wi-Fi. Una rete senza fili resta pur sempre una risorsa condivisa, che non può offrire gli stessi livelli di servizio di una rete broadcast, non in tutte le situazioni possibili.
La domanda di Giovanni rimane in ogni caso ben posta. La convergenza tra i due modelli non prosegue solo a livello di definizione di standard, ma anche là dove tale convergenza conta di più: sui terminali utente. Stiamo andando inevitabilmente verso dispositivi capaci di parlare diverse "lingue", diverse modulazioni radiofoniche, con in più l'intelligenza necessaria per passare senza soluzione di continuità da un modello all'altro. Broadcast e broadband troveranno la loro sintesi definitiva sui nostri smartphone, sui tablet, nei sistemi di comunicazione e intrattenimento delle automobili.
Anche per questo motivo trovo che il ritardo che l'Italia sta scontando su tutte queste infrastrutture (poco Wi-Fi pubblico, una radio FM piena di problemi, un digitale terrestre televisivo ancora in mezzo al guado e soprattutto una radio digitale incapace di progredire), rischia di essere un serio problema allo sviluppo futuro di un mercato importante per tutta l'economia. Sulla radio digitale DAB+ siamo ormai alla farsa. Il piano di espansione promesso da RaiWay, quello che avrebbe dovuto coinvolgere l'emittenza FM regionale e locale, è bloccato da mesi, con i due ennesimi test di Bologna e Venezia ormai spenti. In questi giorni sul sito AGCOM è stato reso disponibile (delibera 180/12/CONS) il "PIANO PROVVISORIO DI ASSEGNAZIONE DELLE FREQUENZE PER IL SERVIZIO RADIOFONICO DIGITALE NELLA REGIONE DEL TRENTINO ALTO ADIGE PROGETTO PILOTA NELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO." definendo i blocchi 12A, B e C alle emittenti RAI e ai network nazionali, insieme ai blocchi 12D e 10A, B, C e D alle reti locali. Sembra una buona notizia e un po' lo è. Ma è possibile - in una Europa in cui Germania e Francia (per non parlare della vicina Svizzera) hanno lanciato il DAB+ in grande stile o si preparano (la Francia) a una adozione, forse tardiva ma oggi decisamente convinta - che un regolatore usi termini come "piano provvisorio" e "progetto pilota" a 17 anni dai primi "progetti pilota" di Eureka 147? Sono trascorsi quasi vent'anni dall'accensione della radio digitale in Italia ma per i politici e l'autorità delle comunicazioni dobbiamo ancora verificare che tutto funzioni. Mentre in Europa si vendono centinaia di migliaia di radio DAB+ e il settore automotive si appresta a integrare i nuovi chipset che consentiranno l'ascolto digitale a bordo delle nuove automobili, una Italia in piena crisi di idee oltre che di risorse finanziarie, cincischia e gli italiani, quei trentacinque milioni di ascoltatori della radio, non vengono neppure a conoscenza degli indubbi vantaggi del DAB+. Tra questi c'è l'opportunità di usufruire via etere di nuovi contenuti di intrattenimento e di servizi informativi, per i quali su FM non c'è semplicemente spazio. E' una solenne stupidaggine ancor più che una vergogna e voglio dire con chiarezza una cosa: non è solo una questione di scarsità di risorse finanziarie, qui c'è di mezzo l'incapacità culturale e politica italiana di immaginare scenari infrastrutturali che sia un patrimonio collettivo. Dalla metà degli anni '70 il sistema radiotelevisivo italiano pensa unicamente al vantaggio politico e clientelare di chi controlla il servizio pubblico e al profitto economico (e politico) di quei pochissimi che controllano l'emittenza privata. Su questi due altari degni di una nazione feudale abbiamo sacrificato lo svago, la crescita culturale, l'informazione corretta di milioni di persone.
L'altro giorno ero al Salone del libro di Torino, dove chiunque, al grande padiglione di Radio Rai, poteva toccare con mano l'entusiasmo del pubblico nei confronti di un mezzo, la radio, che mi è parso in ottimo stato di salute. Centinaia di persone prendevano parte agli show in diretta di una emittente, Webradio 8 della RAI, che diffonde esclusivamente via Internet. E' così insensato ipotizzare che i contenuti delle tre Web radio splendidamente curate da via Asiago possano e debbano conquistare un pubblico ancora più vasto grazie al DAB+? Quanti progetti pilota si devono allestire per verificare un'ipotesi che sarebbe evidente anche per un bambino? Non si poteva sacrificare l'acquisto di un fottutissimo caccia-bombardiere e mettere quei soldi in una rete di trasmettitori?
La radio digitale sta diventando una realtà tecnologica e commerciale in Europa grazie all'azione quasi individuale di un marchio come Imagination Technologies, che controlla un discreto patrimonio di proprietà intellettuale in applicazioni come la demodulazione di segnali radiotelevisivi digitali. Imagination Technologies (fondata nel 1985 come VideoLogic, Intel e Apple come azionisti importanti) non produce direttamente silicio, ma lo progetta. Ha un interesse diretto in Frontier Silicon, un chipmaker indipendente, senza fonderie, che oggi fornisce all'industria dell'elettronica di consumo una percentuale significativa dei componenti utilizzati nelle radio digitali. Imagination ha anche una divisione commerciale, Pure, che commercializza queste radio e promuove su scala internazionale l'adozione della radio digitale. Nel novembre scorso, presentando a Londra il nuovo adattatore DAB+ Highway, che Pure ha sviluppato per trasformare le normali autoradio in dispositivi digitali, il CEO Hossein Yassaie ha parlato delle strategie per l'immediato. Una strategia chiamata "convergenza mobile".



Una cosa è costruire radio digitale per la casa e l'automobile o adattare al digitale le autoradio tradizionali, ha detto Yassaie, ma la nuova sfida riguarda la mobilità. I nostri smartphone, i nostri tablet, dice in sostanza Yessaie, dovranno essere in grado di ricevere i segnali della radio broadcast, gli utenti si aspettano una feature di questo genere. Imagination intende sviluppare i chip che renderanno possibile l'accesso a infrastrutture broadband mobile e alle reti broadcast, con lo stesso dispositivo. Per questo dobbiamo risolvere diversi problemi, ha aggiunto Yessaie. I chip devono consumare pochissimo per non pesare sulle batterie e dovranno costare molto poco, sotto la soglia dei 2 dollari in volume. Con due dollari, i costruttori potranno integrare a bordo degli smartphone chip capaci di ricevere la radio analogica e la radio digitale, tutta la radio digitale, non ci possono essere dispositivi che non funzionano sempre, con il DAB+ in Europa e Australia, con HD Radio negli USA, con ISDB in Giappone. Non servono molti anni di attesa, chip come questi saranno disponibili tra due o tre anni. Sono pronto a scommettere che tra due o tre anni in Italia staremo ancora pensando a qualche bel progetto pilota in una qualche virtuosa provincia felice.