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19 luglio 2011

Codice Morse, nella cronaca e nell'arte contemporanea

Qualche tempo fa Fuori Orario di Rai 3 ha trasmesso un film di Jacques Doillon, "Le premier venu". La protagonista femminile è Clémentine Beaugrand, al suo debutto cinematografico. Ne ero rimasto colpito e cercando su Internet ho scoperto che la Beaugrand è soprattutto un'artista figurativa e performer. Il suo sito Web, condiviso con Antoni Collot, contiene un album delle sue strane istallazioni.
Dissolvenza.
Il New York Times ha pubblicato, con grande sorpresa degli appassionati del genere, un lungo articolo sulla Night of Nights, l'iniziativa dei ragazzacci marconisti della Maritime Radio Historical Society, quelli che in occasione dell'anniversario della chiusura delle stazioni costiere americane tornano a sedersi di fronte agli apparati originali di stazioni come la KPH di San Francisco e per un'intera giornata diffondono notizie e traffic lists.
Dissolvenza.
Oggi sono tornato per caso sul sito della Beaugrand e ho trovato una nuova aggiunta al suo album. Il mese scorso, presso un centro universitario di Versailles, Clémentine ha "trasmesso" - attraverso un doppio set di 12 lettori mp3 - una registrazione dei 551 nomi di Dio secondo le tre religioni monoteiste, codificati in Morse a 551 Hz (non c'entra con l'espressività artistica della giovane attrice e studentessa di teologia francese ma 550 Hz è la mia nota di ascolto dei radiofari). I due insiemi di lettori vengono attivati con un leggero décalage, creando un effetto di sfasatura alla Philip Glass che nel complesso risulta molto suggestivo. Ecco il video di questa performance:

Appeler Dieu from esperluette.biz on Vimeo.

Ed ecco invece la trascrizione in punti e linee dei 551 nomi:

09 ottobre 2010

Ciao, Bratislava

Ricevere una conferma di ricezione da una stazione radio ormai chiusa è un po' come farsi bucare il biglietto di un treno partito l'anno prima. Ancora più difficile riuscirci nel campo delle stazioni utilitarie, tanto più quando l'emittente in questione è una stazione costiera molto rara, di una nazione come la Slovacchia. Le uniche "coste" in Slovacchia, sono quelle fluviali del Danubio e proprio da Bratislava Radio, che fino al luglio 2010 operava in banda "marittima" Chris Diemoz ha ricevuto la sua avventurosa QSL. La ricezione risale al maggio dello scorso anno, su 6224 kHz, vicinissimo alla banda broadcast dei 49 metri, in piena banda "hobby pirate". Il programma doveva essere uno di questi:


Un primo tentativo non era andato in porto, ma Chris ha scoperto recentemente il nome di un operatore di Bratislava Radio che è anche radioamatore. Ha scritto al suo indirizzo e ha ottenuto la conferma della stazione che non c'è più. Ecco la fotografia degli apparati allegata alla QSL. La fotografia della location con l'antenna "log periodic" che apre questo post è stata trovata su Picasa. Probabilmente nessuna delle barche sul lungo fiume, oggi così ferito, ascoltava quei bollettini meteo in HF, ormai basta cavar fuori di tasca il cellulare. Alla faccia di una professione e di un hobby fatti ormai di pensionati e nostalgici. Negli "specials" di Utilityradio trovate una incredibile museo virtuale di registrazioni e QSL di 250 stazioni costiere di tutto il mondo. Noto solo che Bratislava Radio non c'è.

25 maggio 2009

Nuova gestione per le costiere spagnole. Tra polemiche


Discutevo questa mattina con C., redattore aggiunto di RP nell'ufficio di corrispondenza di Aosta dietro il paravento di un incarico di addetto stampa per la pubblica amministrazione locale (a differenza dei grandi quotidiani, che questi uffici li falcidiano senza pietà, io posso permettermi di allargare il mio desk quanto mi garba, e con le penne migliori), a proposito delle notizie che arrivano dalla Spagna, dove il servizio di Socorro Marittimo, ossia tutte le comunicazioni radio tra stazioni costiere e navi civili, è passato di mano lo scorso anno. Le notizie sono state diffuse da UDXF, gruppo Internet specializzato nel monitoraggio delle trasmissioni civili e militari sulle onde corte e non solo. Il primo agosto del 2008, il gruppo di telecomunicazioni Abertis si è infatti aggiudicato l'asta per l'erogazione dei servizi di radiocomunicazione marittima finora assicurati da Telefonica, l'operatore ex monopolista, per una durata di quattro anni prorogabili per altri quattro. Valore della commessa: 42,5 milioni di euro, 11 milioni meno di quelli offerti dal precedente gestore. Tra i fornitori per gli apparati GMDSS - acronimo corrispondente al Global Maritime Distress System . sistema ampiamente automatizzato, c'è la società austriaca Frequentis (vi sareste immaginati una nazione senza un centimetro di coste non fluviali, così all'avanguardia nell'elettronica per radiocomunicazioni marittime? Eppure...).
In ottemperanza al nuovo contratto, le stazioni costiere che operavano in MF e VHF sotto il controllo di Telefonica, hanno spento a metà marzo e Abertis/Retevision è subentrata questa settimana. Non mancano le polemiche tra gli utenti del mare, perché - come rivela Antón Luaces negli articoli riportati dal sito della Confraría de Pescadores de Cedeira, e nel commento sul quotidiano La Opinion Coruña - le stazioni MF di Telefonica, che ascoltavamo anche qui con grande divertimento (in Galizia esistevano, ricorda Luaces, quelle di Coruña e Finsterra), vale a dire 33 stazioni in VHF e 15 in MF più il centro di Radio Madrid, che controllava le antenne trasmissive di Pozuelo del Rey, verranno tutte sostituite da sei centri Abertis a Bilbao, A Coruña, Tenerife, Las Palmas, Málaga e Valencia, oltre a un centro in onde corte per una maggiore copertura (le MF coprono fino a 35 miglia). La chiusura delle vecchie costiere è iniziata il 15 marzo ma non tutti i nuovi centri risultano operativi a oggi, periodo di entrata in vigore del famoso accordo. I pescatori e gli altri naviganti temono di subire un serio disservizio e si chiedono che cosa Abertis offrirà veramente, sul piano dei servizi di trasmissione di bollettini meteo e avvisi, o di collegamenti radiotelefonici in voce e dati tra navi in navigazione e terra (i satelliti non sono un'opzione economica per tutti e la telefonia cellulare funziona per i mosconi e gli yacht in rada in Costa Smeralda, non nelle acque internazionali dei pescatori in Atlantico).
Le stazioni chiuse sono rimaste in solo ascolto fino a oggi, 26 maggio. E ora che succede? Sul sito MadridRadio (presumibilmente non ufficiale) si trovano diverse notizie storiche sui trent'anni di operatività delle stazioni costiere gestite da Telefonica, ma non ci sono dettagli sulle nuove frequenze e sui servizi erogati, mentre il sito di Abertis è alquanto laconico al proposito (Telefonica almeno pubblicava una simpatica guida in PDF, che avevo segnalato anche qui). Sul sito della Marina mercantile ci sono ancora i dettagli relativi alla gestione Telefonica. Insomma, non si capisce più niente e c'è solo da augurarsi che chi naviga per davvero sia stato informato meglio. Ma perché è successo tutto questo? Perché nella gara per l'aggiudicamento del contratto Abertis, controllato dall'impresa di costruzioni ACS e dalla banca La Caixa, che ha rilevato la rete di Retevision (in pratica una ex RaiWay spagnola), ha consentito alle casse pubbliche di realizzare il formidabile risparmio di 11 milioni.
Evaluación de riesgos

ANTÓN LUACES A la vista de la que se viene encima, uno se pregunta hasta qué punto el director general de la Marina Mercante, Felipe Martínez, ha evaluado el riesgo al que se va a ver sometido el mundo de las radiocomunicaciones marítimas cuando, a partir de abril, Abertis-Telecom (Retevisión) se haga cargo del servicio de socorro que, desde el ya lejano año 1971, vienen prestando las estaciones costeras de Telefónica. Sólo desde la existencia de unos intereses superiores -que a uno se le escapan- puede entenderse que Marina Mercante haga el Tancredo ante la embestida que va a suponer un cambio que, en primer lugar, significa la pérdida de la correspondencia pública (el 16 de marzo Telefónica abandona este servicio importante para los profesionales de la mar y Abertis-Telecom no se hace cargo del mismo), seguida de la Red Mercurio (a través de la cual se facilita información para servicios indispensables, entre estos los de Salvamento Marítimo), el Navtex y hasta, presumiblemente, el Sistema de Identificación Automática de buques (AIS). Además, Abertis prescinde de 6 de los 61 oficiales radio que conforman la actual plantilla de Preservi (servicio creado por Telefónica en el seno del Servicio Radiomarítimo) porque, al parecer, "no encajan con el estilo de trabajo de Abertis". Otro paso más de Abertis: recurre a la contratación externa (15 personas) y pone el ojo en los capitanes y pilotos de la Marina Mercante, dos de los cuales ya tienen destino: Valencia y Bilbao. Son éstos oficiales de puente femeninos que, al decir de los que actualmente desempeñan la función radio en las comunicaciones, no tienen experiencia en estas, como tampoco la tienen otros titulados por la Escuela de Cádiz que, asimismo, disponen ya de un precontrato. Pero, además, los radios de las costeras de Telefónica, de ser contratados por Abertis deberán superar un periodo de prueba que, en el peor de los casos, puede servir a la compañía para ponerlos en la calle sin ningún tipo de compensación económica al cabo de tres meses. Oficialmente, se les contratará a unos en calidad de fijos (los más antiguos) y, a otros, (los más recientes) por obra y servicio. Abertis no especifica el número.
Las estaciones costeras (en Galicia existen las de A Coruña-Fisterra, A Guarda, Vigo y Ortegal en VHF, y Coruña Radio y Fisterra Radio en AM) se irán cerrando paulatinamente y serán sustituidas por centros de Abertis en Bilbao, A Coruña, Tenerife, Las Palmas, Málaga y Valencia, con 12 personas en cada centro. Las previsiones apuntan a que los centros de Bilbao y A Coruña (este situado en un antiguo almacén de Retevisión, en A Grela) comenzarán a emitir el 30 de marzo con personal de Preservi. El día 23 de febrero, Abertis abre sus emisiones (sólo recepción) en prueba en el centro de Valencia, con 7 trabajadores que han realizado ya un curso de tres días para saber "cómo tratar a los clientes", es decir, a gente de mar que sabe perfectamente qué servicio se les presta.
Si Marina Mercante quiere corregir esta situación -cosa que dudo- tiene en su mano el poder hacerlo: una cláusula del pliego de concurso estipula que, antes del 26 de abril, el adjudicatario (Abertis) debe tener en funcionamiento pleno el sistema de radiocomunicación marítima, con su canal de socorro al 100%. De no ser así, la Dirección General de la Marina Mercante puede rescatar el servicio. Hasta entonces, el operativo actual de Telefónica se mantiene en paralelo con el de Abertis. Si no funciona éste, a ver cómo Marina Mercante "tapa" un problema que conoce suficientemente bien y que no beneficia, en absoluto, a la gente de mar, que retrocede 15 años en la prestación de este servicio indispensable. Porque Marina Mercante sabía que no resultaría fácil, ni mucho menos, montar en seis meses un servicio radiomarítimo partiendo de cero. La sociedad Isdefe que asesoró a la mesa de contratación y, al parecer, asesora actualmente a Abertis tendría que aclarar, junto con Marina Mercante y su jefe de área de Radiocomunicaciones, qué ventajas ofreció Abertis sobre una red ya instalada, en funcionamiento desde 1971, y que invirtió más de 100 millones de euros en actualizar sistemas (10 millones en instalar el GMDSS que ya no le servirá para nada).
Realmente no se evaluaron los riesgos. Salvo que existan beneficios ¿para la mar y su gente? que uno desconoce. El tiempo lo va a decir.

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Abertis-Telecom, corrige

En defensa de su puesto de trabajo y, posiblemente, consciente de la importancia que el mismo tiene -al menos para él- el director de Marketing de Abertis-Telecom en una carta al director de LA OPINIÓN manifestaba su disconformidad con cuanto se había publicado en este diario, en relación con su empresa, (nunca contra sus empleados), y la adjudicación del contrato que vincula por cuatro años a Abertis-Telecom (Retevisión) con el socorro marítimo, entre otros servicios que vienen prestando las todavía estaciones costeras de Telefónica

ANTÓN LUACES

El contrato significa para Retevisión la percepción de 42,5 millones de euros, 11 millones de euros menos que lo ofertado por Telefónica para renovar la concesión que mantenía desde 1971.
Telefónica, por cierto, ha realizado importantes inversiones en la digitalización de los sistemas de comunicación hoy en día exigidos por la tecnología de los propios buques.
Como es conocido, a partir del 27 de abril próximo, la seguridad de la vida humana en la mar estará, en buena medida, en manos de los técnicos -55 de ellos, al parecer, de los que actualmente prestan servicio en las costeras a través de la empresa Preservi- que, se supone, habrá contratado ya la concesionaria. El contrato adjudicado a Abertis-Telecom (Retevisión) obliga a esta a hacerse cargo de los servicios de comunicación radiomarítima -para lo cual ya realizan pruebas que, según fuentes consultadas, han significado serios problemas por invasión con interferencias y bloqueos de los canales de socorro- en VHF, AM y Onda Corta, con sus correspondientes servicios Navtex, red mercurio, correspondencia comercial, etc.
Nadie duda de la capacidad tecnológica de Abertis-Telecom, pero sí de la experiencia de la compañía en el campo al que ahora accede por una diferencia de 26 puntos sobre la oferta de Telefónica, abierta, al igual que la de Abertis-Telecom, en presencia de la sociedad calificadora Isdefe que, en contra de lo que expone en su carta el director de Marketing de Retevisión, sí asesoró y continuará asesorando a la nueva concesionaria. Los criterios objetivos de adjudicación han generado muchas dudas entre los profesionales del sector, que temen que se esté a punto de "tirar por la borda el trabajo de casi 40 años".
Actualmente existen 33 estaciones costeras de cobertura VHF, 15 en MF y, en Madrid, un centro de comunicación, Diana Radio, de vital importancia para las radiocomunicaciones de los barcos españoles que operan en aguas lejanas, muchos de ellos pesqueros.
En el Congreso de los Diputados están registradas varias iniciativas en las que se pregunta al Gobierno si garantiza este servicio en unas condiciones óptimas cuando se produzca el cambio de operador, si la nueva concesionaria posee experiencia en el campo de las comunicaciones marítimas, si los oficiales radioelectrónicos van a ser suplantados por titulados náuticos con el certificado de operador del sistema mundial de socorro, o si el Ministerio de Fomento puede encomendar la operación de las estaciones costeras a empresas que carecen de la necesaria solvencia patrimonial.
Son iniciativas firmadas por diputados de distintas formaciones políticas, que pretendían evitar una hecatombe en un sector que, con la propia Telefónica, ha vivido ya suficientes sobresaltos en los últimos años y de los que, en cualquier caso, tiene constancia fehaciente el actual Director General de la Marina Mercante.
La crítica -de eso se trata- del director de Marketing de Retevisión no es sino el conocido "disparar al mensajero". Sólo la puesta en marcha del servicio -que uno, particularmente, desea se lleve a cabo felizmente por el bien de la gente de mar- podrá indicar hasta qué punto la concesión y la responsabilidad de Marina Mercante se han conjuntado debidamente para dar cobertura a quien la necesita en la mar y no a quien juega y vela por sus intereses personales y/o profesionales.


12 luglio 2008

San Francisco torna a trasmettere in Morse per le navi

Sono le 20 UTC e tra quattro ore gli operatori della stazione costiera "vintage" californiana, la KPH di Bolinas, San Francisco (chiusa da anni per pensionamento dei servizi), tornerà a trasmettere e ad ascoltare il traffico delle navi. E' la Night of Nights dei ragazzi (si fa per dire) della Maritime Radio Historical Society, radioamatori americani dediti al ricordo della stazioni marittime telegrafiche. La Notte delle Notti comincia come ogni 12 di luglio alle 17 ora di San Francisco, le 00.01 UTC (le 02.01 in Italia). Ecco le frequenze, non è facile ascoltare un segnale dalla California, ma chi può provare si divertirà.

Nostalgia live: CW Maritime stn from California!

KPH will return to the air for commemorative broadcasts on 12 July at 1701 PDT (13 July at 0001 UTC). Transmissions are expected to continue until at least midnight PDT (0700 UTC).

KPH will transmit on 426, 500, 4247.0, 6477.5, 8642.0, 12808.5, 17016.8 and 22477.5 kc.
KPH operators will listen for calls from ships on ITU Channel 3 in all bands. The Channel 3 frequencies are 4184.0, 6276.0, 8368.0, 12552.0, 16736.0 and 22280.5 kc on HF.

Reception reports may be sent to:
Ms. DA Stoops
P.O. Box 381
Bolinas CA 94924-0381
USA

07 giugno 2008

Tragedia in mare: mancavano i contatti via radio

La barca da pesca Mi Jay era salpata con tre persone a bordo dal porto neozelandese di Nelson il 22 novembre del 2005 per una navigazione di due settimane. Il 19 dicembre, sulla sua zattera di salvataggio, vengono ritrovati i corpi dei due componenti dell'equipaggio. Lo skipper era disperso. L'inchiesta di Maritime New Zealand ha concluso che la tragedia è dovuta a una grave mancanza dell'armatore dell'imbarcazione, che non aveva una chiara idea della rotta e non ha mai contattato via radio le tre vittime. Nessuno aveva idea di dove cercare la Mi Jay in un'area navale (la XIV) quasi tutta di mare aperto. Questa è la griglia delle attività di ascolto e assistenza alla navigazione e meteo di Maritime New Zealand (ricordo che proprio recentemente Christian Diemoz ha ricevuto Taupo Radio ad Aosta, su 6224 kHz alle 06.11z).

22 febbraio 2008

Stazioni costiere, il caso Norvegia

La notizia della conferma di una stazione costiera norvegese ricevuta in Spagna da Mauricio Molano mi ha permesso di scoprire il sito, pieno di informazioni, sui servizi per la navigazione marittima e interna in Norvegia. Ho trovato persino un video di sette minuti sulle stazioni costiere, gestite dall'operatore Telenor. Da non perdere la pagina con la storia di questi impianti da Marconi al GMDSS, fortunatamente in lingua inglese. Il network norvegese è ancora molto attivo su frequenze ricevibili a distanza, anche se il relay delle telefonate in HF offerto da Rogaland Radio, la capomaglia, è terminato nel 2004. Alcune stazioni hanno una loro pagina dedicata e non manca il prospetto delle trasmissioni meteo e di avvisi alla navigazione, in fonia su MF e in Navtex. In formato PDF è possibile scaricare una dettagliata mappa di tutte le stazioni con le rispettive frequenze. Fate riferimento a quest'ultima per trovare le frequenze cui si riferiscono i numeri di canale della seguente tabella dei bollettini meteo trasmessi:

· Farsund (kanal 291) UTC: 1215 2315
· Rogaland (kanal 260) UTC: 1215 2315
· Bergen (kanal 272) UTC: 1215 2315
· Florø (kanal 256) UTC: 1215 2315
· Ørlandet (kanal 290) UTC: 1215 2315
· Sandnessjøen (kanal 266) UTC: 1203 2303
· Andenes (kanal 249) UTC: 1203 2303
· Jan Mayen (kanal 277) UTC: 1203 2303
· Hammerfest (kanal 241) UTC: 1203 2303
· Berlevåg (kanal 261) UTC: 1203 2303
· Vardø (kanal 267) UTC: 1203 2303
· Svalbard (kanal 273) UTC: 1203 2303
· Svalbard (kanal 401) UTC: 1203 2303

18 febbraio 2008

Valentia e Malin, due costiere a rischio

L'Irlanda sta falcidiando la sua presenza radiofonica sulle frequenze sotto i 2 MHz. Dopo l'annuncio della chiusura della stazione in onde medie di RTE a Tullamore - che ha scatenato una ondata di proteste soprattutto da parte dei cattolici dell'Irlanda del Nord, che facevano affidamento sull'impianto per essere informati sulle vicende dell'Eire, ora è la volta di due stazioni costiere importanti, Malin Head e Valentia, le uniche tra l'altro a mantenere un servizio meteo in MF e a svolgere una fondamentale opera di coordinamento di tutte le operazioni di search and rescue nelle acque settentrionali e occidentali irlandesi.
Il ministero dei trasporti irlandese ha fatto sapere che le due stazioni sono troppo vecchie e che devono essere chiuse. Entrambe verranno "rilocate" in altre cittadine costiere. Certo che sono due stazioni vecchie, Malin Head è stata aperta il primo gennaio del 1902 ed è attualmente la più antica stazione costiera d'Europa. Valentia Radio è stata aperta nella stessa isola dove più di centoquaranta anni fa si attestava il primo cavo telegrafico transatlantico con l'America. Oggi le due stazioni continuano a fare il loro mestiere, Valentia lo scorso anno ha coordinato 600 missioni di soccorso in mare. Lo scorso novembre il programma Pobal di RTE 1 (un bellissimo notiziario locale in gaelico e inglese) ha trasmesso un lungo servizio. Lo potete visualizzare andando nell'archivio di Pobal per il 4 novembre 2007 e cliccando sulla seconda porzione del clip Real Video. Il reportage dura cinque minuti e contiene diverse interviste oltre a mostrare lo staff della stazione che risponde alle navi.
In gioco c'è non solo la sicurezza della navigazione ma il benessere di qualche decina di famiglie che hanno scelto di rimanere nelle due località proprio per la presenza delle stazioni. La sicurezza in mare non dovrebbe essere compromessa se davvero le operazioni verranno affidate a una nuova postazione. Ma la popolazione locale afferma che si tratta di una decisione avventata, tanto più che fino a pochi anni fa si parlava addirittura di potenziamento, non di chiusura. Il giornale Derry Journal è diventato il capofila di una petizione da presentare alle autorità. "Tutta colpa dei burocrati di Dublino", dicono gli abitanti di Malin Head. E la stessa opinione circola a Valentia.

Shock at closure of Malin Head Marine Rescue station

By Sue Doherty

Both Malin Head and Valentia Marine Rescue Co-Ordination Centres (MRCC) are to be phased out as part of a new government plan, which will see the relocation of MRCC to a new centres in Drogheda and on the west coast (at Cork, Ennis or Galway).
A spokesperson for the outraged workers told the 'Journal' yesterday;: "This is a total reversal of an earlier decision by Minister Dermot Ahern TD. In July 2003, he announced plans was to close the MRCC in Dublin and upgrade rescue centers at Malin Head and Valentia. We were told that that proposals for upgrading Malin Head and Valentia were to be finalised mid 2005 and expected to be in operation by mid 2007. Now, in the last few weeks we've learned that these plans have suddenly been scrapped. We can't understand where this reversal of policy has come from. The MRCCs handle between 1,700 and 1,800 incidents each year, up to 1,300 or so involving emergency rescues. We cover the north and west coasts at Malin Head and we play a vital role in co-ordinating about 400 rescues each year. This year alone, we've responded to 343 calls so far, more than 100 of which involved the search and rescue helicopter from Sligo."
Staff say the reasons given by management for the re-think do not stand up to scrutiny. The spokesman said: "They say that the centres need to be in urban locations to be near shops, schools and universities. But we have these, in Malin, Carndonagh, Letterkenny and Derry. They say there's a problem with communications at Malin Head. But Eircom tell us there is no problem getting high-speed lines to Malin Head. Also the Irish Aviation Authority has communications radar at Malin Head covering aircraft out into the North Atlantic. If these lines are safe enough for aircraft they should be safe enough for ships! Finally, management claim that it is difficult finding staff willing to work at Malin Head. But there has never been a problem recruiting staff for Malin Head.
"There is a large resource of people from the fishing and marine industry based in Donegal. There were over 50 applicants for the last job advert for Radio Officers in the Irish Coast Guard. We feel that there are major questions to be answered as the result of this latest decision by Minister Dempsey.
"Why this change in policy - a total reversal of an earlier decision by Minister Dermot Ahern? There was no consultation with staff about this latest about face. This is totally against government policy on decentralisation and regional development. Why move jobs from rural areas in Donegal and Kerry to urba
n locations in Drogheda, Cork, or Galway? The management's plan is that the stations at Malin Head and Valentia are to be retained as Irish Coast Guard locations but not as rescue centres. Why build two new rescue co-ordination centres when they already exist at Malin Head and Valentia? These two centres would just need to be upgraded. The cost involved would be minimal in comparison to building two new centres."
Historically Malin Head is the oldest operating radio station in Europe and should be allowed to continue. Why close a station that has been operated flawlessly for well over 100 years? The spokesman concluded: "We, the staff, feel very strongly that all efforts should be put in place to reverse this decision. We intend to canvas the maritime community, political representatives, trade unions, media, civic and regional interests. Please give us your support!"
http://www.derryjournal.com/inishowen/Shock-at-closure-of-Malin.3426563.jp

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Valentia Island protests radio closure
Monday, 18 February 2008

Kerry County Council has unanimously decided to oppose the closure of Valentia Island's coastal radio station, in support of a campaign by islanders.

The councillors described the move to close the station as 'anti rural thuggery by Dublin-based bureaucrats'. The Coast Guard and the Department of Transport are proposing to close Valentia's coastal radio station as well as Malin Head radio station, and then combine both in a new station at an urban location.
Advertisement Kerry County Council has decided to form a joint approach with the Donegal County Council against both of the proposed closures.
Kerry County Manager Tom Curran described the Department of Transport's proposal as 'ridiculous' and having no logical reason. Mr Curran told Kerry County Council this morning that it was frustrating and a vote of no confidence in the county when it is trying to create highly skilled jobs. He said the county is having the rug pulled from under it by a policy with no logical reason and that does not make sense. Together with the Mayor of Kerry, Mr Curran had met a delegation of islanders protesting against the proposed closure and the removal of operations to an urban centre. The islanders see the closure attempt as anti-rural bias, particularly as the Coast Guard proposal suggested that staff and their families would have better lifestyles in an urban centre. The ESB and Eircom have contradicted Coast Guard claims that technology at Valentia is outdated. Valentia Island was where the first transatlantic telegraph cable was landed and the islanders are very proud of their involvement in maritime radio services and emergency rescues.
Story from RTÉ News:
http://www.rte.ie/news/2008/0218/valentia.html

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Coast Guard jobs won't be lost, Minister says
04 February 2008 By Donna Pryce

Marine Minister Noel Dempsey broke his silence on Malin Head coast guard station and pledged officers will not be forced to move or lose jobs.
But his promises have raised Inishowen TD Joe McHugh's eyebrows. He believes workers will have no choice but lose their jobs if they are faced with relocation or voluntary redundancy. Last week the 'Journal' ignited a campaign with Malin Head community Association to Save our station (SOS) from threatened closure. We want to help keep the 18 jobs in the area and the life-saving station which has helped rescue more than 4,000 people in the last ten years.
But plans by Minister Dempsey's department may see the 106-year-old station sunk if it is relocated to the West Coast. Deputy McHugh put the minister under the spotlight when quizzing him during parliamentary question time in the Dail last week. When asked if jobs at Malin Head and Valentia coast guard stations are safe, he replied: "It is my intention that the Irish Coast Guard and Maritime Administration will be strengthened on an ongoing basis over the coming years.
"My ambition is to put in place a service that will fully meet the needs of this country well in the 21st century. "These recent decisions referred to have been taken to reflect the future optimal configuration of co-ordination centres whilst ensuring that the detailed technical knowledge and experience of the Coast Guard Watch Officers is retained and fully utilised.
"I want to restate again that no Officer will be forced to move or lose their job. The transition arrangements for new centres, including the functions to continue at Malin and Valentia, will be negotiated with staff to ensure there is no loss of expertise." He said he wanted to modernise the Irish coast guard and the coast guard restructuring is 'aimed at improving the efficiency of a key public service'. He added: "My Department is in the process of evaluating options and this includes examining the similarities in service provision in the Department and its agencies - particularly in the safety area - to consider whether there are duplicating or overlapping functions which could be more efficiently delivered through the amalgamation, abolition or reduction of bodies, or pooling services.
"The position in relation to Coast Guard services is being considered in that context and with the benefit of the many comments that I have received since the restructuring proposal was announced. I can assure the Deputies that all the views expressed will be taken into account before a west coast location is determined." Deputy McHugh told the Journal: "Well he is saying no jobs will be lost. I think it is fair to say that that is disingenuous. On the one point he is correct in saying no one is going to lose their jobs but they will probably be offered relocation or, possibly a voluntary redundancy. But at the same time no one is going to be asked to quit their job. "The danger is Malin Head is going to be downsized and this is detrimental."
The fight to save Malin Head rumbles on and if you would like to sign the Journal's petition to save our station then email donna (dot) pryce (at) derryjournal (dot) com.
http://www.derryjournal.com/inishowen/Coast-Guard-jobs-wont-be.3742404.jp

12 settembre 2007

"Une vraie connerie." Spegne Monaco Radio

Da un ritaglio di giornale diffuso da Francesco Cecconi (su segnalazione originale di Christian Ghibaudo e Dario) e da una versione più estesa della notizia che sono riuscito a trovare sul Web, sono venuto a sapere della chiusura degli impianti HF di Monaco Radio, stazione marittima di Monaco Telecom. Servizi come i bollettini, l'accesso alla rete telefonica terrestre e perfino i dati e l'e-mail su HF migrano sul satellite. Non è chiaro se Monaco Radio dovrà rinunciare anche alle VHF, mi parrebbe strano, ma l'avviso sul sito della stazione parla di tutti i servizi di radiodiffusione. I soldi, dice l'operatore, non bastano. Neppure a mantenere le sette persone sette dello staff e i trasmettitori. E stiamo parlando del Principato di Monaco, non del Niger. Monaco Radio farà la fine di St. Lys Radio e di tante altre stazioni costiere chiuse in questi anni. Probabilmente le motivazioni di queste chiusure sono fondate, forse è vero che queste strutture costano più di quanto non rendano dopo l'avvento del satellite e del telefono cellulare e satellitare. Ma la sensazione è che un po' gli amministratori di queste strutture ci marcino anche. Prima chiudono, poi dicono vedete? nessuno protesta quindi il servizio non serviva. Però ci sono i casi degli australiani, che prima di chiudere consultano gli utenti e se costoro manifestano un determinato interesse verso la prosecuzione dei servizi, i conti cercano di farli quadrare in altri modi. Le onde corte sono efficienti, efficaci, poco costose e una discreta percentuale di naviganti le utilizza ancora (guarda caso, tutti i velisti di alto mare sono dotati di equipaggiamento radioamatoriale e li usano). Insomma, non c'è proprio richiesta di questi servizi o semplicemente non avete voglia di sbattervi un poco per mantenerli in vita, offrendo a un sacco di gente un servizio alternativo al satellite? Per mare mica ci vanno solo i riccastri, c'è anche gente normale che con le HF godrebbe di una navigazione ancora più sicura. Soldi pubblici per installazioni e equipaggiamenti militari non mancano mai, neppure in nazioni che hanno combattuto l'ultima volta nel XVII secolo o che sono alla canna del gas. E infatti i militari si guardano bene dal rinunciare alle HF, mica sono scemi, loro.

Monaco : Monaco-Radio bientôt sans voix

navigation - Sur presque toutes les mers, les bulletins de la radio maritime rassurent les marins. Une voix qui risque de ne plus faire d'échos à la fin de l'année

Coup de tabac dans le Landerneau de la plaisance monégasque et plus généralement méditerranéenne. Dans le courant de l'été, Monaco Telecom a informé ses clients de l'arrêt prochain de l'activité de Monaco-Radio. La station Radio Maritime de Monaco Telecom a été créée en 1967. Sa vocation ? Assurer le lien entre les marins en mer et la terre. Depuis 40 ans la voix des mers assure des services aussi vastes que l'assistance médicale, la mise en relation de particuliers ou de professionnels avec la terre ferme via les liaisons radiophoniques et surtout la diffusion quotidienne de bulletins météo pour les zones Méditerranée mais aussi les zones Antilles, Atlantiques, Mer Noire, Mer Egée.

Une décision unanimement critiquée

« Dans le cadre de la réorganisation de nos activités vers le téléphone fixe, le mobile, Internet et la télévision, il n'y a pas de synergie avec Monaco Radio, souligne Agnès Segala, responsable de la communication chez Monaco Telecom. Nous arrêtons donc à fin décembre les activités de mise en relation des navigants avec le réseau public, les bulletins météo, les écoutes et surveillances des eaux et la HF data par radio pour les mails. Nous ne gardons que l'activité satellite. »
Monaco Telecom assure qu'il discute avec un éventuel repreneur pour cette activité et qu'il dialogue avec les 7 employés « qui n'ont jamais démérité. » Rien n'y fait, le monde de la mer ne décolère pas « C'est une vraie connerie, s'enflamme Didier Ravon, rédacteur en chef du magazine Voiles et Voiliers. C'est la fin d'une époque. Ils étaient toujours très précis. » Même son de winch pour Marc Costa, plaisancier monégasque « Je navigue énormément et je trouve tout simplement scandaleuse cette fermeture. C'est toujours le profit qui commande sur le service public. C'est une présence sécurisante. »

La voix de Monaco sur les mers du globe

Certes avec l'embarcation à bord de téléphone satellitaire, l'activité liaison téléphonique ne cesse de péricliter. Pour autant la principauté doit-elle vraiment se séparer d'une oeuvre de sécurité publique? D'une voix monégasque qui surfe sur les vagues du monde entier ? «Non», répond ce président de centre de plongée de Beaulieu-sur-Mer «Le canal VHF est particulièrement accessible et les informations extrêmement précises. Ils annoncent les coups de vents, la hauteur des vagues? C'est un outil indispensable.» Cette décision enflamme même la Toile et les internautes du site de l'association Sail the World ne veulent pas y croire. Une pétition circule d'ailleurs sur les pontons du port Hercule. La principauté saura-t-elle entendre les voix des marins qui s'élèvent ?
(Marc Brunoy/Nice Matin)