12 maggio 2012

Labirinto SDR, prove di catalogazione, le novità non si fermano

La nicchia di mercato della Software Defined Radio per applicazioni di radiascolto e ricetrasmissione dilettantistica (c'è anche il comparto professionale civile e militare, ma lì le polemiche se ci sono non emergono) è quanto mai vivace. Mentre si è creato un imponente clima di attesa sull'applicazione Studio 1 dell'italiana SDR Applications, presentata in anteprima alla fiera ham radio di Pordenone, ogni giorno ha la sua piccola o grande novità, aggiornamento, upgrade. Si va dalla nuova versione, la 0.92, del software Sodira, un demodulatore SDR che decodifica anche il Digital Radio Mondiale ad aggiunte e modifiche apportate a piattaforme già consolidate, come PMSdr dell'altoatesino Martin Pertner (commercializzato da RF System sul cui sito è disponibile anche una interessante versione modificata della scheda audio esterna Soundblaster X-Fi) e SDR-4 dell'inglese Cross-Country Wireless. Mentre su eBay spuntano e subito vanno a ruba per merito di un prezzo molto aggressivo, alcuni esemplari del ricevitore SDR a campionamento diretto e interfaccia Ethernet "Andrus", realizzato da un esperto di number station, le stazioni spia, dell'Estonia. Andando ancora più a est, senza che si sia placata la sensazione destata dal ricetrasmettitore a campionamento diretto SDR Zeus ZS-1 "made in Sankt Peterburg" ecco arrivare sui cataloghi online della russa Expert Electronics, un ennesimo SDR QSD costruito a Taganrog, sulle coste del Mar d'Azov. Il brand dei ricevitori caucasici comprende una linea di prodotti SunSDR (con un transceiver radioamatoriale modello EE-SUNSDR-15M1S e un ricevitore multibanda) e addirittura un nuovo software di demodulazione, ExpertSDR che completamente nuovo non dev'essero dato che da quasi due anni viene presentato in alcuni filmati You Tube (come questo).
Si rischia ormai di perdere il conto di un filone che solo per la parte dei front zero-IF/QSD (campionamento in quadratura), comprende ormai - secondo la meticolosissima lista di Ken Hopper, N9VV splendidamente affiancata dall'elenco realizzato da Alan Reeves G4ZFQ con tutti i principali progetti software SDR per la demodulazione attraverso la scheda audio del PC - è arrivata alla cospicua cifra di oltre 60 progetti, tra kit, ricevitori finiti e software assortiti.

11 maggio 2012

L'evento di Carrington, nel 1859 la prima tempesta geomagnetica registrata dalla scienza

Su Ars Technica è apparsa una dettagliatissima ricostruzione storica, firmata da Matthew Lasar del cosiddetto "evento di Carrington" la prima tempesta magnetica di eccezionale intensità registrata strumentalmente e con osservazioni astronomiche e atmosferiche. L'evento si verificò il 1 settembre 1859 quando l'astronomo Richard Carrington, nella sua consueta attività di osservazione e descrizione grafica delle macchie solari, osservò in diretta, otticamente, quello che gli astrofisici suoi discendenti avrebbero facilmente identificato come un brillamento solare "earth bound". >L'articolo riporta alcuni magnetogrammi registrati in contemporanea all'Osservatorio di Greenwich, che rappresentano la prima testimonianza scientifica di un episodio di cui ancora oggi non riusciamo a descrivere con precisione assoluta i meccanismi.
Le aurore boreali e australi che seguirono l'osservazione di Carrington, destò un tale scalpore che la gente si riversò nelle strade di città come New York o sulle navi in navigazione anche in acque tropicali. Nel 2006 gli scienziati della NASA pubblicarono su Advanced Space Research una selezione delle cronache apparse sulla stampa e sulla diaristica dell'epoca. Oltre alle spettacolari aurore, che illuminarono quasi a giorno l'oscurità della sera (già verso l'ora del tramonto), le cronache rivelano gli effetti sulle reti telegrafiche, che in alcuni casi continuarono a funzionare, anche a batterie staccate, con quella che venne chiamata "corrente aurorale". Nel 1865, forse con ancora in testa il ricordo di quella incredibile notte, il paesaggista americano Frederic Edwin Church dipinse un quadro intitolato "Aurora Borealis".
Una lettura davvero molto interessante.

03 maggio 2012

Alpine, un navigator, un sinto/CD, un adattatore AUX; un 2013 per il DAB+

Il marchietto della radiofonia DAB compare molto frequentemente sul catalogo generale 2012-2013 di Alpine Electronics, brand di un gruppo giapponese leader nel settore del car entertainment per i dispositivi after-market. Con l'estate Alpine renderà disponibile un car navigator multimediale che integra la ricezione DAB/DAB+, una autoradio anch'essa con DAB integrato e un adattatore per ricevitori con ingresso AUX che somiglia in modo impressionante a quello appena presentato da Pure (non sono affatto da escludere accordi di collaborazione OEM, anche perché Pure non può non avere contatti con gli ambienti produttivi estremo-orientali e cinesi, gli stessi che tutti i brand dell'elettronica di consumo frequentano). L'adattatore DAB con marchio Alpine si chiamerà Ezi-DAB e campeggia anche sulla home page del sito europeo del costruttore.
Per quanto riguarda gli altri due prodotti, la radio digitale va ad arricchirre il già notevole patrimonio funzionale di INE-W925R, Advanced Navi Station, un navigatore con schermo touch da 6.1 pollici. Per chi si accontenta di una autoradio, anzi un "sinto-CD", la sigla da tenere presente è CDE-136BT. Questo dispositivo, dotato di interfaccia Bluetoth e di porta USB compatibile con iPod/iPhone, permette di navigare nel database di Web radio del sistema vTuner.
Tutti i prezzi, al momento, sono T.B.A. to be announced. Un po' come l'infrastruttura DAB+ italiana...

Satellite Hinobe, un sole a quattro poli?

Diversi siti Web cospirazionisti hanno fatto eco in questi giorni a un lancio dell'Asahi Shinbun, il quotidiano giapponese, che riportava a sua volta il comunicato stampa del team di scienziati che analizzano i dati del satellite Hinode (Sunrise, nome assegnato dopo che nel pre-lancio, risalente al 2006, il satellite si era chiamato Solar-B), una missione congiunta JAXA, NASA e ESA che esplora in dettaglio l'attività magnetica del sole. La notizia riguarda un evento che a una lettura superficiale suona abbasanza inquietante. Il sole si sta trasformando in un gigantesco quadrupolo magnetico.
Il livello di risoluzione raggiunto da Hinode ha consentito in questi anni di rafforzare la nostra conoscenza sul fenomeno della "dinamo solare", l'effetto allla base della produzione delle celebri macchie, nonché degli eventi a esse correlati, come le eiezioni di massa coronale. Alla base della dinamo solare c'è il campo magnetico dell'astro: secondo la teoria le linee che congiungono i due poli del sole subiscono all'altezza dell'equatore una progressiva distorsione causata dalla diversa velocità angolare del sole alla latitudine bassa. Le linee tendono a spezzarsi, a richiudersi in maniera indipendente e a formare quindi delle "zone di interdizione" al calore che a loro volta si traducono in macchie solari (poi anche le linee del campo locale associate alle macchie si ricongiungono con le linee del campo magnetico totale dando vita agli effetti eiettivi, ma questo è un altro discorso).
In un comunicato rilasciato il 19 aprile (questa la versione originale in giapponese, ve la fornisco perché la traduzione con Google è abbastanza chiara e c'è un sacco di materiale aggiuntivo, molto meno rispetto alla traduzione inglese pubblicata nella versione del sito Hinode in questa lingua). In questi 4 anni, dice il comunicato, Hinode ha osservato in dettaglio il fenomeno dell'inversione di polarità che caratterizza, tra i tanti, il famoso ciclo solare. Ogni 11 anni circa, in corrispondenza del massimo solare, il picco di intensità raggiunto dal flusso e dal numero di macchie, i poli magnetici del sole si invertono rapidamente, il polo nord prende il posto del sud e viceversa. In base alle previsioni, questa inversione avrebbe dovuto verificarsi intorno al 2013, data appunto prevista per il nuovo massimo. Ma come forse sapete se leggete questo blog regolarmente, stiamo attraversando un periodo di intensità solare molto bassa, con un minimo di macchie che è stato prolungatissimo. Per quasi un anno anzi, il sole non ne ha praticamente avute, di macchie.
Che qualcosa stia succedendo (gli esperti ipotizzano un effetto di Dalton, o addirittura Maunder, due osservatori che nel '600 e alla fine del '700 hanno descritto periodi estremamente lunghi di minimo solare) sembrano ora testimoniarlo le osservazioni di Hinode. Quali sono le conclusioni degli astrofisici giapponesi? In quest'ultimo anno di rilevamento del flusso magnetico in corrispondenza delle regioni polari del sole si è rafforzato un fenomeno che va avanti dal 2008: il polo nord geografico del sole sta cambiando rapidamente la polarità magnetica. Normale, direte voi, con l'approssimarsi del massimo.
E invece no: il cambiamento di polarità sta accelerando, passando dal meno al più (la polarità dovrebbe cambiare già quest'anno) mentre non sta accadendo la stessa cosa al polo sud geografico, dove il segno più magnetico è assolutamente stabile. Le immagini che potete vedere, allegate a una recente testi di astrofisica e distribuite dai responsabili della missione Hinobe a corredo dei loro comunicati, sono molto evidenti. Al colore arancione corrisponde una polarità negativa, all'azzurro una positiva. Nell'immagine che riguarda le latitudini nord (coppia di immagini in alto) le chiazze arancione si diradano, cedono il posto all'azzurro (il confronto è 2008-2011 e 2009-2012), mentre alle estreme latitudini meridionali le chiazze azzurre dominano senza flessioni. Insomma, tra poco tempo rischiamo di avere un sole con quattro poli magnetici, due, positivi entrambi, in corrispondenza dei poli geografici; più verosimilmente altri due, ma col segno meno, in regioni equatoriali opposte tra loro. Un quadrupolo magnetico al posto di un dipolo.
Seguendo tale ragionamento, ci si potrebbe chiedere quali potrebbero essere le conseguenze di tale anomalia sulla dinamo solare. La quadrupla polarità potrebbe influire sul "motore" delle macchie solari, riducendone, come per una sorta di messa a terra, l'output complessivo e trascinando il sistema terra-sole verso le condizioni climatiche pre-glaciali che duecento e trecentocinquanta anni fa furono il "segno" più evidente dei minimi profondi. Nonché verso un probabile letargo delle onde corte sulle frequenze più alte.
Intanto, anche la NASA conferma, con la sua ultima stima sull'andamento del ciclo 24, che il prossimo massimo solare si raggiungerà nella primavera del 2o13 e sarà il meno intenso degli ultimi 100 anni, con un numero normalizzato di macchie pari a 60,2, contro i 118,4 del settembre 2000, in corrispondenza con il massimo del ciclo 23.

I radioamatori ricordano Clansman la "radio delle Falklands"

Il mestiere del radioamatore e del radioascoltatore ha anche una forte componente di salvaguardia della memoria tecnologica, industriale, culturale del mezzo radiofonico. E' molto diffusa in questa estesa comunità l'abitudine di ricorrere ad apparati d'epoca, magari dopo impegnativi lavori di restauro. Chris Diemoz, radio-onnivoro "par excellence", si è fatto a sua volta mordere dal tarlo della radio vintage e mi segnala una manifestazione radioamatoriale che si svolgerà domenica nel Suffolk, nel quadro dei numerosi eventi che in questo periodo i sudditi di sua Maestà (60 anni di regno quest'anno) dedicano al trentennale della spedizione militare nelle Isole Falklands.
Quello della riconquista dell'arcipelago conteso, invaso nell'aprile del 1982 dalle forze armate argentine, è ancora oggi un esempio di operazione "impossibile" ma riuscita. Per quanto nella morsa di una spietata dittatura militare, l'Argentina non poteva certo essere considerata una grande potenza armata. Ma le isole Falklands (Malvinas per gli invasori) sono quanto di più "lontano da tutto" si possa immaginare nell'oceano Atlantico e rivaleggiano con le isole dello sconfinato Pacifico, con in più l'ingrediente imprevedibile della bisbetica meteorologia dell'autunno australe.
L'evento che i radioamatori British allestiscono presso il museo dell'aria della Suffolk Aviation Heritage Society nell'ex base RAF/USAF di Foxhall Martlesham Heath, dove ancora adesso si possono vedere i tralicci della rete di comunicazione troposferica che negli anni 70 costituiva un backbone di comunicazione strategico per le forze NATO, vuole ricordare una specie di "dodicesimo giocatore" nel campo della squadra militare britannica: la linea di apparecchi ricetrasmittenti "Clansman" che era appena stata sviluppata con una commessa a fornitori come Racal e Plessey e praticamente debuttò sulle spalle dei paracadutisti intervenuti a Port Stanley. Progettati negli anni '70, gli apparecchi Clansman erano considerati il non plus ultra delle radiocomunicazioni tattiche. Per la prima volta le trupe potevano far leva su accorgimenti come la singola banda laterale, o la modulazione di frequenza a banda stretta, che facilitavano le comunicazioni e aumentavano comprensibilità e distanze coperte. Introdotte ufficialmente sulla fine di quel decennio (le Falklands furono un battesimo del fuoco), le ricetrasmittenti hanno resistito in servizio fino al 2010 dopo che da qualche anno le forze britanniche erano gradualmente passate alla serie digitale Bowman, piena di diavolerie come la trasmissione frequency-hopping. Un passaggio che tuttavia sollevò parecchie proteste a causa dei tanti malfunzionamenti segnalati. I detrattori delle nuove radio - tra i cui fornitori ci siamo anche noi italiani con Selex Elsag - scherzarono sul nome degli apparati, affermando che Bowman stesse per "better off with map and Nokia" (meglio tenersi cartina e cellulare).
La linea Clansman comprendeva impianti ricetrasmittenti per stazioni "base" e da campo, in versione portatile o veicolare. Credo che Chris sia orgoglioso proprietario di un modello PRC 320, un ricetrasmettitore che opera tra i 2 e i 30 MHz in passi di 100 Hz, con una potenza massima di 30 W (solo USB, anche se esistevano specifiche versioni del 320 in LSB). I radioamatori di Foxhall utilizzeranno invece modelli base RT322 da 250-watt sulle bande in HF e due modelli "Clansman" RT353 VHF per le bande VHF dei 4 e dei 6 metri (50 e 70 MHz). Per la trasmissione verranno utilizzati i tralicci delle vecchie antenne NATO. Poi, tutt'intorno saranno attivi modelli RT320 HF e RT352 VHF con le antenne previste dalla linea Clansman per le operazioni sul campo. Le frequenze saranno decise in base alle condizioni propagative, ma i canali da sorvegliare sono i 3.615MHz in AM e i 7.1875MHz in USB (un modo per riconoscere subito le trasmissioni, perché la convenzione per i radioamatori sui 7 MHz è di usare la LSB), o i 51.75MHz sui 6m e i 70.475MHz sui 4 entrambe in FM. La postazione avrà l'identificativo GB2CRF e dovrebbe essere in funzione dalle 10 alle 15 UTC del 6 maggio.

02 maggio 2012

A cup of DAB: per i suoi 10 anni Pure veste la radio con la Union Jack


Un look che più British non si può per la radiolina DAB "celebrativa" che Pure mette in vendita in edizione limitata, per festeggiare i dieci anni della messa in commercio di "Evoke", la prima radio digitale per il mass market a scendere sotto le 100 sterline di prezzo. Nell'anno delle Olimpiadi di Londra e del giubileo di diamante di una Regina che nel 2016 potrebbe battere il record della sua ava Vittoria, Pure si attesta poco sotto le 150 sterline per un ricevitore digitale DAB/DAB+ e FM con display OLED e corpo in simil pelle dall'inconfondibile tema "Union Jack", la bandiera dell'impero britannico.
Un certo numero di esemplari di Evoke Mio Union Jack, dovrebbe essere disponibile anche qui in Italia, senza bandiera italiana ma con regolare bollino dell'Associazione ARD.

Brionvega e Bose, due autorevoli "griffe" sposano la radio digitale DAB+ E AGCOM?

Due brand dell'hi-fi come Brionvega e Bose sposano la causa della radio digitale con prodotti dall'inconfondibile design "retró" ma di grande prestigio. In effetti Radiocubo.it Brionvega, oggi inserito in un contesto più ampio di sistema audio modulare compatibile con il DAB+, con i canali in streaming delle Web radio e con iPod, è stato annunciato nel 2010, ma il 23 aprile scorso Brionvega ha lanciato su diversi canali Sky e su alcuni canali del digitale terrestre una campagna promozionale basata su un suggestivo spot in cui il design e la qualità digitale vengono coniugati alla grazia coreografica di una ballerina classica. Radiocubo, modello ts525, segna in modo particolare il rilancio di un marchio italiano di enorme prestigio rivitalizzato dal gruppo industriale Sisvel. Sullo store online Brionvega Radiocubo.it costa 549 euro con telecomando e docking station per iPod/iPhone.

Stessa ottica modulare anche per Bose, che da ieri ha reso disponibili le nuove versioni di Bose Wave Radio e Bose Wave Music System, due prodotti-simbolo anche per l'azienda americana fondata nel 1964. A bordo dei due apparecchi, c'è un nuovo sintonizzatore AM/FM, che consentono a Wave Radio III e a Wave Music System III di ricevere, insieme alle stazioni radio analogiche, i segnali delle emittenti DAB, DAB+ e T-DMB, con tutti i vantaggi in termini di qualità musicale e le informazioni aggiuntive che rendono l'ascolto ancora più completo. A differenza di Brionvega Radiocubo.it, però, la gli apparecchi non integrano una interfaccia di rete: per ascoltare podcast e stream da Internet bisogna passare per il "Wave Connect Kit", la docking station per dispositivi iPhone/iPod, o l'interfaccia Bluetooth con il tablet o il pc, i quali provvedono a stabilire la connessione con il Web.
L’azienda ha migliorato anche la praticità dei prodotti, introducendo ad esempio sulla parte superiore dell’unità un touch pad che può essere utilizzato per l’accensione e lo spegnimento del sistema e per il posticipo della sveglia (che ha un doppio allarme per poter impostare differenti orari, con diversi volumi e fonti).
Secondo Santiago Carvajal, business director per la linea dei prodotti Bose Wave, quesi apparecchi sono diventati due dei prodotti d’elettronica di consumo più longevi e apprezzati dal pubblico. «Li abbiamo aggiornati con nuove funzioni e accessori, migliorandoli per poter fruire di radio e musica digitale senza però rinunciare alle emozioni che il loro look riesce ancora a evocare».
Il Wave Music System III integra un lettore CD a caricamento frontale ed entrambi i sistemi includono una periferica ausiliaria per connettere smartphone, iPod, HDTV o il proprio computer. Entrambi i sistemi offrono un ingresso Bose Link per la connessione a diversi accessori:
  • Adattatore Wave Bluetooth per la trasmissione della musica senza fili da computer o da altri apparecchi che supportino questa tecnologia;
  • Wave Connect Kit per il dock-and-play con iPod o iPhone;
  • Wave Multi-CD Changer per l’ascolto di tre dischi senza interruzioni.
Qualunque sia la sorgente, la performance audio di questi prodotti rimane uno standard per i sistemi da tavolo. La Wave Radio III e il Wave Music System III offrono un suono fedele e naturale, combinando un altoparlante dalla tecnologia a guida d’onda brevettata, che garantisce bassi profondi e ricchi, con il sistema proprietario di elaborazione del segnale digitale per una maggiore precisione del suono su tutte le frequenze e a tutti i livelli di volume.
La linea Wave fu introdotta dal Amar Bose nel 1993 e ha rappresentato un’innovazione assoluta. Per la prima volta, infatti, una piccola radio da tavolo poteva offrire le performance tipiche di un sistema sonoro molto più grande. Nel 2004 Bose ha introdotto il Wave Music System, caratterizzato da migliori performance audio, lettore CD integrato e nuove funzionalità. Da allora Wave Radio e Wave Music System sono stati aggiornati con miglioramenti all’acustica, altre funzioni e nuovi accessori.
Wave Radio III e il Wave Music System III sono disponibili solo da Bose dal 2 maggio 2012, rispettivamente al prezzo di € 499.95 e € 699.95. Sostituiranno gli attuali Wave Radio e Wave Music System. Wave Radio III è disponibile negli allestimenti bianco platino o grigio grafite, mentre il Wave Music System III è disponibile in argento titanio, bianco platino o grigio grafite. Gli accessori come il Wave Multi-CD Changer (€ 349.95), l’adattatore Wave Bluetooth (€ 149.95), e il Wave Connect Kit (€ 149.95) saranno venduti separatamente. La Wave
Radio III, il Wave Music System III e i loro accessori sono in vendita in tutti i negozi retail Bose, su www.Bose.it e telefonicamente al numero verde 800-906042.
In definitiva sembra proprio che il mercato dei terminali utente stia reagendo in modo molto "proattivo" ai segnali di rilancio delle infrastrutture DAB+ in Europa e nel mondo. Diventa così ancora più preoccupante la nebbia di incertezza che avvolge i progetti di crescita della radio digitale in Italia. A questo proposito non mi sento di rallegrarmi per quello che ho letto - anzi, sarebbe meglio dire non ho letto - sul rapporto di fine mandato che il presidente di AGCOM Corrado Calabrò ha rilasciato oggi sul sito Web del nostro regolatore. Vengo a sapere che il tanto decantato Catasto delle Radiofrequenze sancisce la presenza di 263 impianti di radio digitale nel 2011 (che cosa vorrà dire "impianti attivi" nel caso del DAB, numero di multiplex, numero di canali complessivamente disponibili nei multiplex?). Ma non mi pare di leggere niente sulla transizione verso la radio numerica, su un definitivo piano di assegnazione dei multiplex ai richiedenti. Niente che sia minimamente paragonabile all'impegno regolatorio e industriale manifestato recentemente dai tedeschi. Mai nulla di chiaro, di scritto in lingua italiana: le solite considerazione da burocrati che non trovano più posto neppure nel linguaggio della politica europea.
Né Bose né probabilmente Brionvega avranno difficoltà a vendere le loro eleganti radio in Australia, in Germania, in Svizzera, in UK ma perché dobbiamo a tutti i costi perdere l'ennesimo treno, anche se meno decisivo di altri?

Phi, nuovo front end SDR a larga banda

Difficile ormai svegliarsi senza trovarsi davanti a un nuovo progetto SDR nella posta mattutina. I gruppi di discussione sulla radio definita via software discutono l'arrivo di una startup un po' misteriosa che propone una magica scheda in grado di acquisire qualsiasi segnale da 0 a 4 GHz e agire così da "gateway" tra servizi oggi confinati su infrastrutture radio diverse, dalla tv digitale terrestre al telefono cellulare. La società si chiama Per Vices (pronunciato all'incirca "purvisis") e anche se il sito - stranamente laconico - non lo dice, ha sede a Toronto in Canada. Il suo front end SDR si chiama Phi (un bel nome) va in vendita il 6 maggio e per il momento la compatibilità è garantita solo per ambienti Linux. Il prezzo, 666,66 dollari suona un po' come una parodia dell'Esorcista ma tant'è. A 750 dollari la scheda viene venduta insieme a due "antenne" log periodiche implementate su due schedine pcb triangolari - e questo è un tocco da maestro. Le poche specifiche fornite da Per Vices dicono che l'ADC della scheda lavora a 125 megasammple/s su 12 bit con 84 dBc di range dinamico, mentre il DAC opera a 250 megasample su 16 bit.


Con Google si viene a sapere qualcosina in più. Per esempio che la startup è canadese ed è stata fondata da Victor Wollesen e Yi Yao, due fisici che lavoravano nell'industria della difesa. Altre notizie si trovano in un thread su Hacker News. Giustamente la scheda viene paragonata al front end SDR di Ettus Research, anche se il prezzo è assai più contenuto (la scheda Ettus costa il doppio). Il cuore della scheda è una FPGA Altera Cyclone IV e la principale differenza rispetto alla scheda USRP della Ettus, costo a parte, è il bus PCIe x4 con 8 (invece di 1) Gbps di velocità di trasferimento. Dallo stesso thread vengo a sapere dell'esistenza di un'altra startup canadese, di Ottawa, chiamata ThinkRF che produce schede di acquisizione concettualmente simili per la digitalizzazione, la conversione e l'analisi di segnali RF fino a 10 GHz

01 maggio 2012

Parte la stagione FM DX, con un nuovo tool SDR


Proprio in queste ore sembra essere ufficialmente partita la stagione della propagazione FM in E Sporadico, la modalità di forte attivazione dello strato ionosferico E che nelle ore diurne (ma anche nella pre-oscurità del tramonto) permette alle emissioni di frequenza superiore ai 30 MHz e fino a circa 150 MHz di superare il tradizionale limite dell'orizzonte ottico. In questo modo trasmissioni radioamatoriali (nelle bande dei 6 e 2 metri) e radiotelevisive in VHF possono essere ricevute a distanze notevolissime. I record raggiunti dagli appassionati di ricezione FM negli 88-108 MHz comprendono per esempio di migliaia di kilometri dal continente americano (ricevuto nelle isole britanniche). Secondo le prime teorie si tratta di distanze compiute attraverso due o più "salti" ionosfera-terra, ma in epoca più recente i radioamatori hanno studiato modalità a geometri "cordali" che prevedono rifrazioni terra-ionosfera-ionosfera-terra e secondo tali ipotesi sono più attendibili, almeno per distanze così notevoli. Nell'Europa delle medie latitudini distanze tra i mille e i duemila chilometri da singolo "skip" sono abbastanza normali. Grande è ancora l'incertezza sulla formazione delle aree di eccitazione Es, a parte forse la banale considerazione che nasce dalla stagionalità di questi fenomeni. Chiaramente il tipo di insolazione influisce, ma sono molto meno correlati i collegamenti tra E sporadico e attività solare. Negli anni recenti, in pieno minimo solare, ci sono state stagioni Es molto intense e prolungate.
Gli eccellenti risultati raggiunti dagli appassionati di questo tipo di ricezione a lunga distanza sono legati anche all'uso di attrezzature più evolute: ricevitori più sensibili, antenne ben dimensionate e ampio impiego di sistemi di decodifica basata su software delle informazioni RDS trasmesse dalla quasi totalità delle stazioni FM europee e da buona parte di quelle del bacino mediterraneo. Oggi è possibile che un nuovo salto di qualità venga dall'applicazione del software anche alla demodulazione dei segnali audio basata sull'attuale generazione di ricevitori SDR. Apparecchi che oltretutto consentiranno di analizzare in maggior dettaglio gli aspetti propagativi.
Ho ricevuto in questi giorni alcune informazioni dal mio corrispondente "scientifico" sul fronte della sperimentazione SDR in modulazione di frequenza. Il mio contatto ha effettuato alcune prove con il nuovo ricevitore Elad FDM-S1, che consente di acquisire frequenze fino alla banda FM campionando però sotto la soglia di Nyquist (che in pratica dice che una frequenza n deve essere campionata a 2n). In teoria è possibile applicare il criterio del sottocampionamento effettuando un adeguato filtraggio delle frequenze superiori che possono generare immagini (Nyquist parlava di "ripiegamenti") all'interno della porzione di spettro interessata e proprio per questo motivo Elad ha pensato di offrire una scheda di espansione su cui realizzare circuiti di questo tipo. Ma queste schede sono appena state rilasciate e la comunità degli sperimentatori non ha ancora avuto la possibilità di sbizzarrirsi con le sue soluzioni. Il risultato è che FDM-S1 riceve l'FM, ma ovviamente può dare molti problemi di immagini che si sovrappongono ai segnali più deboli.
In altre parole se si utilizza un ricevitore SDR pensato per le HF, cioè limitato a 30 MHz, è praticamente obbligatorio utilizzare un convertitore che trasporti la banda dell'FM in una porzione di spettro più bassa. Microtelecom l'azienda italiana produttrice dell'SDR Perseus ha rilasciato per esempio il convertitore FM+, ma sul mercato esistono anche convertitori adatti a chi utilizza radio SDR che non sono a campionamento diretto, come la PMSdr che il mio contatto utilizza con successo insieme al convertitore NTi FMI 108-28, che riporta l'intera banda dell'FM in una finestra compresa tra i 7,5 e i 28 MHz.
La notizia interessante è che per ricevere l'FM (e decodificare l'RDS), il nostro esperto sta utilizzando un software SDR sperimentale, realizzato da un appassionato olandese per l'ambiente Linux (ma la portabilità è assicurata per Windows e probabilmente lo sarebbe anche per Mac OS, non fosse per delle criticità che vedo segnalate per alcune delle librerie utilizzate). Il software, JSDR (il programmatore si chiama Jan Van Katwijk), si compone di due ricevitori software, swreceiver e fmreceiver. Quest'ultimo implementa anche il decoder RDS (dal canto suo swreceiver integra anche diversi moduli per la decodifica di segnali radiotelegrafici, cosa che rende molto, molto interessante JSDR nel complesso).
Quella che vedete qui è una videata di JSDR-fmreceiver compilato per Linux. Il setup per la ricezione FM è costituito da un PMSdr con downconverter NTi e scheda audio 192 kHZ/24 bit.
La finestra di fmreceiver visualizza lo spettro del segnale FM con indicazione della frequenza dopo la conversione, il secondo spettro contiene il segnale MPX, prima della decodifica stereo/RDS (si distinguono bene, rispetto alla frequenza centrale, il pilota stereo a 19 kHz e la gobba delle informazioni RDS a 53 kHz), una finestra con la misura di intensità di varie componenti del segnale MPX, le informazioni RDS e tutto il restocompleto decoder RDS. JSDR è in grado di effettuare un band scan registrando i valori ottenuti. Il software non è ancora del tutto stabile e sui segnali più deboli è meno efficace ma la messa a punto continua e col tempo ci saranno quasi sicuramente miglioramenti.
Come reperire JSDR? In questo momento il sorgente è disponibile in un "tarball" nell'area file del gruppo Yahoo "Soft_radio", dove Jan lo ha depositato e quindi richiede l'iscrizione per il download. Non credo che per il momento esista una pagina Web dedicata. Per chi fosse interessato a una eventuale ricompilazione riporto la descrizione proposta dall'autore di JSDR nel suo manuale molto completo (quello lo potete prelevare da qui, l'ho salvato io):

jff-sdr (or JSDR) is an implementation of a set of support programs for software de ned radio. The programs implement a basic receiver in the sdr domain: functioning, but many improvements and enhancements are possible and needed. The set is written in C++, it was developed under Linux (recent versions of Fedora and Ubuntu, both 32 and 64 bits versions), using Qt (and Qwt) for the gui. Thanks to the portability of Qt and C++ and thanks to Mingw-32 as Windows development platform with all its libraries (e.g. portaudio), porting it to Windows turned out to be surprisingly simple (though not trivial).
The software has been tested under Windows XP, Vista, W7, Fedora 12/13/14/15,16 and Ubuntu 10.04/11.10. Currently I am running Fedora-16 (32 bits), Ubuntu 11.10 (64 bits) and Windows-7 with Mingw-32 on one laptop and Ubuntu-10.04 and Fedora-15 (both 64 bits) on another.
The software is being developed as a hobby project and is available as open source under the LGPL V2 and V3. It builds upon many open source libraries (e.g. Qt, Qwt, tw3, libusb-1.0, libftdi, libsamplerate, libsndfile, libportaudio) while other existing software available under open source licenses, e.g. gmfsk and fldigi, served as source of inspiration (and some lines of code) for the various decoders. The set contains a shortwave and an fm receiver (swreceiver resp. fmreceiver).

Analoghe prove di ricezione FM sono state fatte con il PMSdr (utilizzato in terza armonica, come specificato nel messaggio dallo stesso esperto), con il software SDR che ho segnalato ieri, SDRSharp. La soluzione di Youssef Touil, scrive il nostro sperimentatore, non ha filtri variabili e non decodifica l'RDS, ha un suono accettabile, ma non HiFi, però funziona alla grande: tutte le 80 e più stazioni ricevibili nel centro di Roma, forti, medie, deboli risultano ricevibili.
Anche senza aver provato direttamente questo programma ho appena trovato su You Tube un breve filmato con un esempio di ricezione con SDR# di una stazione FM americana (ricevuta con il FunCube Dongle) e in effetti si notano strane saturazioni. Non fosse per quelle anche questo sembra essere un software molto promettente:

Gwenfestival, la Web radio ticinese torna in FM per la terza edizion


La Web radio ticinese GwenRadio tornerà nuovamente on air in FM con una concessione speciale di UFCOM in occasione del suo terzo festival di musica e radiofonia. Il Gwenfestival si tiene in diverse location tra Lugano, Locarno e Chiasso dal 21 al 27 maggio, con concerti e altre iniziative che verranno illustrate sul sito Web dell'emittente musical-culturale. Per la zona del luganese la frequenza sarà di 107.2 MHz, mentre a sud, nell'area di Chiasso, ci si deve sintonizzare su 97.3.
La notizia mi arriva come gli scorsi anni da Luigi Ghiringhelli, di Luino, che in genere riusciva ad ascoltare il segnale di Gwen anche in territorio italiano.