Visualizzazione post con etichetta Rete Otto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Rete Otto. Mostra tutti i post

16 marzo 2007

Soddisfazione digitale per Rete Otto

Ho appena ricevuto una gentile telefonata da Massimo Caracciolo, di Rete Otto, che ha voluto darmi le sue prime impressioni sui test già effettuati dalla sua emittente sulla frequenza di 103,4 MHz. Intanto la prima cosa da dire è che contrariamente a quelle che erano le prime interpretazioni della catena di immissione della codifica digitale, il segnale delle sottoportanti - rivela Caracciolo - sta passando tranquillamente attraverso la rete dei ripetitori provinciali dell'emittente. E questo significa che il segnale FMeXtra "entra" anche su altre frequenze a parte i 103,4. La cosa avviene anche nel caso di un piccolo ripetitore in Valganna che riceve il multiplex stereo, lo demodula e lo rimodula, salvaguardando la componente FMeXtra.
Secondo Caracciolo il sistema funziona molto bene, in termini vuoi di protezione "interna" (cioè di scarsa interferenza tra componenti spettrali analogiche e digitali) vuoi di interferenza sui canali adiacenti. In pratica questo significa che ascoltando Otto FM con una radio normale non si sente rumore digitale e che anche chi sta ascoltando una frequenza vicina non riceve significativi disturbi. Vicevera, il segnale può essere compromesso se vicino alla frequenza FMeXtra c'è una interferenza molto intensa. In quel caso, precisa Caracciolo, è molto facile che il segnale digitale venga sganciato. Lo staff tecnico della radio deve ancora condurre ulteriori prove di copertura, determinando con più precisione sotto quali livelli di intensità di campo i ricevitori FMeXtra non riescono più a seguire il flusso digitale. «Ma questo,» sottolinea giustamente Caracciolo, «è un fattore legato più alla qualità dei ricevitori utilizzati che alla validità del sistema, che mi sembra molto valido e robusto.»
Un'altra osservazione riguarda l'impiego di tecnologie di ottimizzazione e preenfasi della bassa frequenza in studio. L'uso di questi apparati può determinare in fase di codifica FMeXtra spurie e curve meno ripide nella cosiddetta "campana" dell'occupazione spettrale. Caracciolo sostiene che probabilmente anche i costruttori di questi apparati dovranno adeguarsi in qualche modo alla presenza dell'encoder e ottimizzare i loro algoritmi e componenti di enhancemet. Paradossalmente la cosa può avere una ricaduta positiva, perché potrebbe portare al ritorno a un audio più naturale e gradevole e soprattutto a un impiego più virtuoso delle risorse di spettro e potenza trasmissiva da parte delle emittenti.
Ho avuto una conversazione lunga e ricca di spunti che è impossibile riportare qui. Il tecnico di Rete Otto si dice convinto che questo sistema funziona e che prenderà piede, probabilmente anche presso i grandi network, potenzialmente molto interessati alla possibilità di diffondere contenuti aggiuntivi senza impegnare nuove risorse di frequenza e con un investimento minimo in tecnologie. FMeXtra, ipotizza, Caracciolo, potrebbe servire tranquillamente per veicolare contenuti specifici verso clienti diretti, per esempio un centro commerciale che volesse diffondere musica senza pubblicità, potrebbe ricevere questo stream direttamente attraverso lo spettro FM, senza satelliti o costosi ponti radio. «Secondo meFMeXtra decollerà rapidamente e segnerà la fine del DAB,» ritiene Caracciolo.
Giudizi positivi anche per i ricevitori attualmente disponibili, anche se probabilmente c'è ancora molta strada da fare in termini di qualità circuitale e design esterno. Con Caracciolo abbiamo discusso anche di possibili strategie di marketing. Rete Otto non esclude la possibilità di stringere accordi con i grandi rivenditori di elettronica di consumo per coinvolgerli nella creazione di brand awareness per FMeXtra. I partner potrebbero investire parte delle risorse pubblicitarie nell'acquisto dei ricevitori da proporre ai loro clienti, mentre Rete Otto potrebbe occupare i propri spazi per spiegare agli ascoltatori i vantaggi della tecnologia e invitarli a recarsi presso i punti vendita per provarla. I rivenditori recupererebbero con le vendite la loro spesa e la stazione otterrebbe in cambio una maggiore visibilità del nuovo sistema.
Appena possibile proverò a organizzare una trasferta a Varese per delle prove sul campo, approfittando della gentile disponibilità di questa emittente-pioniere. Rete Otto fu tra le prime emittenti ad andare sul satellite molti anni fa e oggi è la prima a sperimentare una tecnologia-outsider di cui hanno parlato in pochissimi (ricordatevi di Radiopassioni) ma che rischia di trasformarsi in una tendenza inarrestabile.

12 marzo 2007

FMeXtra: Rete Otto si fa in quattro

Massimo Caracciolo, il consulente che per Rete Otto di Varese sta seguendo la speimentazione FMeXtra, non è un grande fan di Eureka 147. «La scelta dei canali su cui operare è apparsa subito discutibile,» dice, «e uno standard sperimentale che impiega quindici anni a decollare, per me non decollerà mai.» Invece, l'idea di uno standard in band è sempre stata più accattivante. Ma quale tra le varie possibilità oggi proposte dal mercato e dagli organismi standardizzatori? Il DRM, oltre a essere di là da venire nella versione FM, non è molto sexy per una stazione commerciale. HD Radio di Ibiquity è robusto e consolidato, soprattutto dà la possibilità di mescolare facilmente vecchi e nuovi segnali, per non perdere gli ascoltatori e avere comunque la possibilità di sperimentare qualcosa di nuovo . Ma ha un'occupazione di banda che richiede le rigide protezioni tra una stazione all'altra osservate negli USA e nelle nazioni civili europee.







Ecco che in questo quadro poco incoraggiante si inserisce una piccola startup americana, Digital Radio Express, poco conosciuta ma con una proposition interessante da fare. «Un sistema digitale che cambia molto poco per chi lo deve trasmettere, un encoder e poco altro, e di cui le normali radio analogiche non si accorgono neppure,» dice Caracciolo. Ma per chi acquista una radio FMeXtra, c'è la possibilità di ascoltare fino a un paio di canali stereo in più o quattro monofonici, con una qualità interessante. FMeXtra, infatti, sfrutta un principio già noto alle stazioni che modulano in FM: quello di inserire il flusso digitale negli spazi di spettro lasciati liberi dalle componenti monofoniche e stereofoniche (i segnali L+R e L-R) e già occupati attualmente dalle informazioni RDS. In America il sistema delle cosiddette sottoportanti (SCA viene attualmente usato da qualche stazioni per diffondere canali audio analogici a bassa qualità, tipicamente la "muzzak" degli ascensori.
«La proposta di FMeXtra mi pare l'unica che possa davvero salvaguardare quello che gli editori radiofonici hanno già. Dalle prove di laboratorio che ho avuto modo di studiare il sistema funziona anche con una modulazione molto bassa della sottoportante, a 35 dB sotto il segnale principale. Anche la resistenza nei confronti delle perturbazioni e interferenze mi sembra buona, così come l'immunità dai disturbi sul proprio segnale analogico.» La qualità in ascolto è buona anche senza particolari preprocessamenti e la decodifica avviene anche in mobilità. L'idea è proprio quella di verificare tutti questi parametri "teorici" attivando la sperimentazione già in questa o nella prossima settimana, sulla storica frequenza di 103,4 MHz, che copre anche qualche area di Milano, una piccola zona del sud del Canton Ticino e la provincia di Varese. Lo stream digitale, secondo Caracciolo, occuperà una sottoportante compresa tra 61 e 98 kHz.
In principio l'approccio basato sulla sottoportante è molto interessante anche per un altro elemento: la possibilità di costruire dei multiplex virtuali subaffittando lo spazio nelle sottoportanti ad altri programmi o editori. Ma a parte la verifica della qualità del sistema on the road, restano due questioni aperte: i ricevitori compatibili e la scarsa notorietà di Digital Radio Express e di un sistema di radiofonia digitale che in tanti anni (DRE ha aperto i battenti alla fine degli anni novanta) non sembra aver conquistato molti spazi. Quest'ultimo punto, osserva Caracciolo, può anche essere considerato un merito. «La loro sembra una politica dei piccoli passi, non quella delle affermazioni roboanti.»Quanto agli apparecchi compatibili, un modello da tavolo esiste già e DRE parla sia di altre radio portatili sia di adattori stile iPod per apparecchi e autoradio analogici. Questo in effetti è un altro vantaggio di un sistema che non richiede particolari accorgimenti a lilvello di radiofrequenza. Così come è possibile realizzare un decoder per l'RDS che campioni il segnale del multiplex stereo prima della demodulazione finale, FMeXtra può essere facilmente estratto e rielaborato a partire dai ricevitori attualmente in commercio.
Sembra quasi troppo bello per essere tutto vero. Perché DRE non è riuscita a emergere più velocemente? Negli Stati Uniti le trasmissioni si contano sulle dita di una mano. L'ottobre scorso - RP ne ha parlato - era stato annunciato un test in Norvegia, con Radio 1 di Oslo. Ma potrebbe essere una precisa strategia da parte di questo outsider tecnologico.
Staremo a vedere: per il momento ci sono tutte le ragioni per seguire da vicino i test di Rete Otto.