22 gennaio 2014

La CBC trasmette denaro (virtuale) via audio: premio in Bitcoin incassato a New York con la app "Chirp.io"

Ci sono modi misteriosi e subdoli di usare il suono come arma offensiva o di interdizione. Recentemente un esperto hacker ha denunciato la possibile esistenza di virus e tecniche di spionaggio informatico basati sugli ultrasuoni. Queste stesse tecniche sono state confermate da un proof of concept descritto su Journal of Communications da Michael Hanspach e Michael Goetz due ricercatori del Fraunhofer Institut. In "On Covert Acoustical Mesh Networks in Air" i due autori descrivono un sistema per lo scambio (e la cattura) di informazioni attraverso altoparlanti e microfoni dei computer, utilizzando modulazioni sulle frequenze degli ultrasuoni. Ars Technica ne ha parlato diffusamente qui.
Del resto i primi modem utilizzati per l'interconnessione tra computer  e prima di loro i fax, si servivano delle stesse modulazioni per inviare dati e immagini attraverso le linee telefoniche, utilizzando la comune banda vocale (l'unica accessibile senza complesse modifiche delle centraline locali). In passato ci sono stati esperimenti effettuati via radio. Nel 1984, il programma "Un certo discorso" di Radio 3, con Pasquale Santoli e Roberto Mastroianni, inaugurò il ciclo di Radiosoftware, rinnovato anche successivamente (almeno fino al 1987, quando ne parlò la mitica rivista MC Microcomputer). Durante il programma venivano trasmessi in formato audio contenuti e programmi compatibili per le piattaforme personali di allora, lo Spectrum o il Commodore 64. Bastava registrare i suoni su cassetta e riprodurli sugli ingressi audio dei computer, ma vennero sviluppate anche interfacce più evolute (la trasmissione del codice binario avvenne poi anche attraverso il teletext di Televideo). 
Molto più recentemente, la Voice of America trasmette testi e immagini sulle onde corte attraverso le nuove modalità digitali dei radioamatori, raggiungendo bitrate relativamente elevati. In questo caso basta sintonizzarsi sulle frequenze usate per i VOA Radiograms in modulazione d'ampiezza e collegare l'uscita audio del ricevitore alla porta audio del computer. I suoni (generati dai protocolli binari a modulazione di fase o frequenza radioamatoriali) corrispondono a un contenuto digitale, un testo o una fotografia, visualizzati sullo schermo dai software di decodifica.
Ma l'esperimento della canadese CBC (segnalatomi oggi da Andrea Borgnino) è ancora più interessante e per certi versi inquietante. La stazione CBC Radio One di Kitchener-Waterloo (89.1 FM), nel corso del suo Morning Show ha trasmesso... Del denaro elettronico. Per la prima volta nella storia, l'emittente ha premiato un ascoltatore recapitandogli un premio del valore di 5 centesimi di Bitcoin, la valuta elettronica peer-to-peer, equivalenti a 40 dollari canadesi. Bitcoin non si può certo considerare una valuta mainstream, ma nella comunità dei geek del computer sta diventando un fenomeno sempre più affermato e come tale viene studiato anche dagli economisti. In Canada, secondo quanto afferma la stessa CBC, Bitcoin sarebbe particolarmente diffusa. Nella stessa Waterloo, Ontario, è stata fondata una startup, Tinkercoin, che promuove l'acquisto semplificato di una forma moneta virtuale estremamente raffinata sul piano tecnologico. Le implicazioni dell'esperimento della trasmissione di denaro via radio sono notevoli, unendo due tecnologie molto resistenti ai controlli e alle censure. Ma come sottolineavo inizialmente le transazioni via etere aprono anche la porta a scenari di illegalità di cui non si sente certo il bisogno. Nell'occasione, la stazione radio si è servita di una tecnologia gratuitamente disponibile sottoforma di app per iOS e Android. La app si chiama Chirp.io e consente appunto di collegare due telefonini sulle normali frequenze audio, utilizzando altoparlanti e microfoni incorporati. Chirp è stato lanciato come una specie di giocattolo per giovani high-tech, ma il connubio con radio e moneta virtuale potrebbe avere sviluppi inattesi.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Scusa Andrea ma quanta confusione nel tuo articolo: il suono usato per trasmettere informazioni... mi spieghi cosa c'è di inquietante rispetto all'uso della moneta elettronica (ma vale per le transazioni bancarie online)? Il punto debole nella sicurezza non è il livello 1 o 2 del modello ISO/OSI ma il livello applicativo delle transazioni. Puoi usare tutti i supporti ed i sistemi di modulazione che vuoi anche quelli cablati e troverai sempre un punto di contatto con l'illegalità. Certo che quanto scrivi fa sicuramente notizia...anche se totalmente errato.

Andrea Lawendel ha detto...

Ma l'errore qual è?

Roberto FURLAN ha detto...

Ricevo puntualmente i VOA Radiogram, in onde corte dagli Stati Uniti.
Nonostante le condizioni di ricezione spesso critiche e al limite dell'udibile, la ricezione dei testi e' veloce quanto basta, con un elevato tasso di comprensibilità. Anche le immagini risultano buone, anche in relazione alle condizioni di ricezione che, ripeto, sono spesso al limite dell'udibile.
Unica precisazione: per la corretta decodifica dei VOA Radiogram e' necessario che il ricevitore possa demodulare la SSB.

Andrea Lawendel ha detto...

Grazie per aver riportato qui la tua esperienza, Roberto. A dire il vero non so se sia proprio necessario, anzi. A quanto ne so La stazione VOA in North Carolina non è attrezzata per trasmettere in banda laterale, Credo che le varie modulazioni siano in AM "centrate" sul tono standard di 1500 Hertz, quello che un ricevitore produrrebbe in SSB. Nelle istruzioni del resto il sito VOA Radiogram precisa, nella lista di accorgimenti necessari per l'ascolto e la decodifica:

1. A shortwave radio. The radio does not need to have single sideband (SSB) capability. Even if you do have SSB capability, listening in the AM setting will probably work best.

Roberto FURLAN ha detto...

Diciamo che sintonizzare l'emittente in SSB, e magari in sincrono, consente di decodificare meglio un segnale che, tra distanza e disturbi vari, in AM non si riesce quasi a percepire. In questo senso ritengo necessaria questa funzionalita'.
Nel corto raggio e in buone condizioni di ricezione, certamente e' sufficiente l'AM.

Andrea Lawendel ha detto...

Sui segnali molto deboli l'ascolto in banda laterale è quasi obbligatorio per il DXer, sono d'accordo. Volevo solo sottolineare che tra i numerosi errori di questo post, almeno la frase "frequenze usate per i VOA Radiograms in modulazione d'ampiezza" è corretta e che quindi in linea di principio non è indispensabile un ricevitore con BFO. In condizioni di cattiva ricezione la possibilità di scelta della banda laterale ricevuta può aiutare, a patto di sintonizzarsi bene per un centro-frequenza audio di 1500 Hz (i programmi di decodifica sono più o meno tutti capaci di inseguire frequenze audio diverse, ma una sintonia non precisa riduce la qualità complessiva dell'audio generato).

Roberto FURLAN ha detto...

Inizialmente avevo fatto dei tentativi con radio tradizionali, tipo quelle degli anni '70, ma con scarsi risultati.
Con un ricevitore moderno a sintesi digitale della frequenza si va decisamente meglio.
Purtroppo, questo andrebbe detto, le nostre case sono letteralmente inzuppate di disturbi di ogni tipo proprio nelle bande OL-OM-OC. Se si ha la fortuna di stare in aperta campagna, di notte si ascolta il mondo intero con un transistor. Ma basta avere in casa qualche apparecchietto acceso (basta un carichino per il telefono) ed e' il disastro.

Cristian ha detto...

a proposito di informazioni trasmesse tramite audio, Gizmodo rilancia questa notizia: A Hacker Found GPS Data in the Audio of This Police Chase Video.
http://gizmodo.com/a-hacker-found-gps-data-in-the-audio-of-this-police-cha-1514803232
Il mondo è piccolo, la scoperta è stata fatta dalla ragazza finlandese che ti segnalai tempo fa in privato.
Cristian

Andrea Lawendel ha detto...

Avevo visto dell'ennesima impresa di Oona e l'avevo aggiunta a tutte quelle che voglio ancora trattare in un post a parte! È un periodo di difficoltà nel tenere il blog costantemente aggiornato, ma sono intenzionato a fare qualcosa. Grazie, Cristian.