17 novembre 2007

Colossus perde la sfida crittografica

Proprio un brutto e ironico scherzo, quello vissuto dal povero Colossus. La replica del glorioso computer di Bletchley Park ha perso la sfida crittografica organizzata in questi giorni dal National Museu, of Computing. A causa delle cattive condizioni propoagative e atmosferiche, il messaggio trasmesso da un gruppo di radioamatori tedeschi utilizzando una macchina cifrante originale Lorenz è stato ricevuto solo nella tarda serata del primo giorno della gara. L'indomani, Colossus ha impiegato diverse ore per craccare il codice. Troppo tardi: un radioamatore aveva già captato le trasmissioni e decodificato tutto con un programma scritto in ADA, il linguaggio sviluppato per usi militari. L'ironia sta nel fatto che il radioamatore Joachim Schüth, è un tedesco. La storia è raccontata in dettaglio sul sito della BBC, che fornisce anche una descrizione di come funzionava Colossus.

Colossus loses code-cracking race
By Mark Ward Technology Correspondent, BBC News website

An amateur cryptographer has beaten Colossus in a code-cracking challenge set up to mark the end of a project to rebuild the pioneering computer.

The competition saw Colossus return to code-cracking duties for the first time in more than 60 years.
The team using Colossus managed to decipher the message just after lunch on 16 November.
But before that effort began Bonn-based amateur Joachim Schuth revealed he had managed to read the message.
"He has written a suite of software specifically for the challenge," said Andy Clark, one of the founders of the Trust for the National Museum of Computing at Bletchley Park where Colossus is sited.
News of Mr Schuth's success reached Bletchley Park on Thursday night, said Mr Clark.
The target messages, enciphered with a Lorenz S42 machine as used by the German high command, were transmitted by a team of radio enthusiasts in Paderborn, Germany.
However, radio reception problems throughout the day on Thursday meant that the British code-cracking team did not get a full copy of the enciphered message until after 1700 GMT.
"For that all credit must go to Milton Keynes Amateur Radio Society," said Mr Clark. "They worked tirelessly yesterday."
A copy of the ciphertext in the messages was loaded onto the re-built Colossus at 0855 GMT on Friday morning, said Mr Clark.
At 1315 GMT on Friday Colossus managed to work out the message, he said - though there was a slight delay as two valves blew just as the final run was being carried out.
"We've got all the wheel settings," said a delighted Mr Clark, adding that there was spontaneous applause when the announcement of success was made.
At the same time as Colossus cranked through the messages a separate team used a virtual Colossus on a laptop to read the scrambled messages. That too beat Colossus and deciphered the message mid-morning on Friday.
The ciphertext from the messages will also be placed on the museum's website so amateur code-crackers who do not have access to radio can have a go at breaking the signals.
Colossus is widely recognised as being one of the first recognisably modern computers in that it could be programmed. It was the size of a small lorry and used more than 2,000 valves.
Tony Sale led the 14-year Colossus re-build project and it took so long because all 10 Colossus machines were broken up after the war in a bid to keep their workings secret. When he started the re-build all Mr Sale had to work with were a few photographs of the machine.
In its heyday Colossus could break messages in a matter of hours and, said Mr Sale, proved its worth time and time again by revealing the details of Germany's battle plans.
"It was extremely important in the build up to D-Day," said Mr Sale. "It revealed troop movements, the state of supplies, state of ammunition, numbers of dead soldiers - vitally important information for the whole of the second part of the war."
This, and the other information revealed by the code-cracking effort at Bletchley, helped to shorten the war by at least 18 months, said Mr Sale.
The Cipher Challenge is also being used to mark the start of a major fund-raising drive for the fledgling National Museum of Computing. The museum will be based at Bletchley and Colossus will form the centre-piece of its exhibits.
Colossus has a place in the history of computing not just because of the techniques used in its construction.
Many of those that helped build it, in particular Tommy Flowers, went on to do work that directly led to the computers in use today.
The museum said it needed to raise about £6m to safeguard the future of the historic computers it has collected.

Story from BBC NEWS: http://news.bbc.co.uk/go/pr/fr/-/1/hi/technology/7098005.stm

16 novembre 2007

Rigs e righe, il mondo degli OM su Avvenire

Se potessi avere non dico mille lire al mese ma venti righe sul Corriere per parlare del meraviglioso hobby della radio, sarei felice. Il collega Giampiero Bernardini, uno dei più preparati DXer italiani, di righe se n'è prese cento, più un taglio basso da sessanta, più non so quanti riquadri, insomma quella che in gergo si chiama lenzuolata, l'intera terza pagina, per parlare su Avvenire di oggi dei radioamatori e delle loro conquiste scientifiche e... alpinistiche. E per affrontare la triste vicenda delle onde corte messe in pensione dalla RAI. Parlare diffusamente di SDR su un quotidiano a diffusione nazionale è un impresa che ha del miracolistico e considerando l'editore di riferimento della testata non è un'eventualità che escluderei. Oltretutto l'interfaccia Web di Avvenire facilita molto la lettura. Se in edicola tutte le copie sono già esaurite, potrete leggervi il brillante pezzo di Giampiero online per altri 15 giorni.

Radioamatori: avanguardie della tecnologia

DI GIAMPIERO BERNARDINI

La televisione non è riuscita a oscurarla. Internet nemmeno. Nonostante i facili profeti di sventura, l’invenzione di Guglielmo Marconi non solo è sopravvissuta ai concorrenti mediatici, ma conosce una nuova giovinezza. Un mezzo tanto vecchio, quanto capace di innovarsi. E alla sua ombra prosperano i radioamatori. Quegli appassionati che in troppi immaginano come dei chiacchieroni, perditempo, attaccati a un microfono. Negati per il computer, magari stravaganti e coi capelli scompigliati da inventore pazzo. Sbagliato. I radioamatori, in gergo Om, dall’inglese old man, sono tutt’altra cosa. E soprattutto sono spesso persone di cultura, all’avanguardia sul fronte della tecnologia. Anzi contribuiscono a farla sviluppare.
«In gran parte sono delle persone curiose, a cui piace sperimentare – dice Claudio Re, ingegnere, di rettore (tecnico) delle reti di Radio Maria nel mondo, radioamatore con nominativo i1rfq –. La comunicazione è un corollario. Non è fine a se stessa. La curiosità poi si trasferisce nel lavoro. Spinge, anzi, a fare certi lavori. Dove c’è ricerca c’è un radioamatore. Un esempio? La Nasa».
Non a caso anche Paolo Nespoli, l’astronauta italiano, in forza all’Esa, ente spaziale europeo, volato con lo Shuttle fino alla Stazione spaziale inter nazionale, è uno del gruppo, iz0jpa. E non è un caso che lassù, sulla stazione orbitante, ci siano delle radio operanti sulle frequenze amatoriali dei 144 e 432 MHz. Così a fine ottobre Nespoli si è collegato con alcune scuole e università. Ad ascoltare la conversazione anche gli studenti di altre scuole sparse per l’Italia. Tante le domande. Si è parlato di astronautica, fisica, astronomia, ma anche di pace e di cultura.
Il legame tra passione e formazione scolastica si stringe. «Per i giovani la passione per la radio spesso rappresenta uno stimolo ad approfondire gli studi scientifici e tecnologici – osserva Michele D’Amico, iz2eas, professore associato al Politecnico di Milano, docente di campi elettromagnetici ed esperto tra l’altro di radarmeteorologia –. Il ragazzo è spinto a tentare le autocostruzioni, dai ricevitori alle antenne. E la pratica lo porta ad approfondire la teoria. Impara a verificare le sue conoscenze e le sue idee. Stimola la creatività». E questo appare sempre più importante in una fase in cui le iscrizioni alle facoltà scientifiche e a ingegneria sono in continuo calo. Si salva solo ingegneria gestionale, legata più al management aziendale, non alla ricerca.
Quanto le parole del professor D’Amico siano vere lo dimostra la storia di Nico Palermo, iv3nwv. A 11 anni giocava con la radio. Vent’anni più tardi, dopo aver fatto Ingegneria a Trieste e aver lavorato alla Siemens, ha costruito la sua prima radio. E dopo aver lavorato nel campo biomedico, ora ha una sua azienda e costruisce il Perseus, un ricevitore dalle caratteristiche elevate e, sembra incredibile, poco costoso. E qui viene il bello. L’Italia, grazie a un gruppo di radioamatori ingegnosi, è tornata all’avanguardia in questo settore delle telecomunicazioni. La tecnologia è quella dell’Sdr, software defined radio. Un termine che sta a indicare un apparato radio senza più valvole o transistor, manopole, bottoni e accordatori. Uno scatolotto, valore meno di mille euro, che viene col legato al computer e che sfrutta le potenzialità di questo per offrire prestazioni paragonabili o superiori a radio tradizionali, riceventi o trasmittenti, del valore di 10mila o più euro. I giapponesi sono rimasti indietro. Il confronto è solo con gli americani, che però sembrano perdere terreno. Nel nostro Paese sono già diverse le aziende impegnate nel settore. Come la Elad, oppure la Microtelecom di Nico Palermo. O ancora lo stesso Claudio Re, che ha sviluppato l’italianissimo CiaoRadio H101, e che presto presenterà l’ancora più innovativo H102. Questa corsa è collegata allo sviluppo di programmi software sempre più sofisticati, che vedono in prima linea ancora altri radiomatori italiani, come Oscar Steila, ik1xpv, e Alberto Di Bene, i2phd, che ormai godono di fama internazionale.
La cosa non è passata inosservata nelle aziende che contano nel mondo, la tedesca Rohde & Schwarz, la Ferrari della radio, ha iniziato a produrre ricevitori SDR prefessionali a uso civile e militare. A costi però inaccessibili.
Ma tutto passa anche dallo studio. L’Associazione radioamatori italiani ne è convinta. «Gli insegnanti 'Om' sono tantissimi – spiega Nicola Sanna, i0nsy, presidente dell’Ari e direttore di Radio Rivista –, due anni fa abbiamo siglato una convenzione a Roma per entrare nelle scuole, dalle elementari agli atenei. Il progetto, noto come 'La radio a scuola', è piaciuto così tanto che lo stanno riprendendo anche in Slovenia e in Romania. E se ne stanno interessando negli Stati Uniti». «La radio tra i banchi si presta a un lavoro interdisciplinare e per gli studenti è molto coinvolgente», spiega Fabio Tagetti, docente d’Inglese all’Istituto Silva di Legnago ed esperto d’area del ministero del la Pubblica Istruzione. Al suo attivo ha pure un volume, 'Imparare l’inglese con radio, tv e internet', edito da Il Rostro. «Il progetto dell’Ari – riprende – da una parte ha finalità linguistiche e culturali, dall’altra si presta allo studio della fisica, dell’informatica e della tecnologia, anche nei suoi ambiti più a vanzati, come le 'convergenze digitali', quelle che stanno cambiando il mondo dei media. O aiuta a studiare la meteorologia, leggendo un fax meteo ricevuto via etere. Infine insegna ad aprirsi al mondo e a 'capire' le notizie, confrontando, ad esempio, anche i notiziari in italiano di Rai, Radio Vaticana, Radio Ci na internazionale, Radio Romania in ternazionale e altri».
Studiando e sperimentando qualcuno potrebbe anche diventare un Premio Nobel. Come il radioamatore, esperto in comunicazioni estreme (anche sfruttando le riflessioni lunari) e astrofisico Joseph H. Taylor jr, k1jt, che ha ricevuto il riconoscimento nel 1993 per la scoperta di un nuovo tipo di stella pulsar.

Quel primo segnale a Bandung

Interessantissima, la rievocazione che oggi il Jakarta Post pubblica sull'80esimo anniversario delle trasmissioni in onde corte verso le Indie olandesi. Da leggersi tutto d'un fiato, sperando che sia possibile (forse sul sito di Radio Nederland?) ascoltare qualche registrazione d'epoca. Leve de Koningin!

Radio connection cherished 80 years on

Features News - Friday, November 16, 2007
Yuli Tri Suwarni, Contributor, Bandung

"Wij sluiten nu. Vaarwel tot betere tijden! Leve de Koningin!" (We are ending now. Farewell until a better time. Long live the Queen). These were the last sentences uttered by the announcer of NIROM (Nederlandsch Indische Radio Omroep Maatschappij, the Netherland-Indies Radio Broadcasting Company) on March 8, 1942.
These sentences are recorded in documents of the history of radio broadcasts in Indonesia as a farewell from the Dutch-Indies colonial power in Indonesia.
But the "better time" referred to by the NIROM announcer did not come to pass. The Dutch colonial power was replaced by the Japanese military administration and then, on Aug. 17, 1945, Indonesia proclaimed its independence.
The historical traces of the radio broadcast that first "connected" Indonesia and Holland were recorded in Bandung. On Saturday night, the 80th anniversary of this relationship was celebrated in a small party at the Savoy Homann Hotel, Bandung.
Han Harlan, the regional representative of RNW (Radio Nederland Wereldomroep) for Indonesia, said the date of the anniversary celebration was eight months later than the date on which the short-wave radio relationship between Holland and the Dutch-Indies colonial relationship was established.
The trial short-wave radio broadcast, transmitted through a Philips-made transmitter under the code of PCJJ (Papa Charlie Juliet Juliet) from Philips Laboratoria, Eindhoven, Holland, was clearly received by Ir de Groot -- a Dutch telecommunications expert domiciled in the Dutch Indies -- on March 11, 1927.
This first short-wave broadcast could be heard in Bandung regency, to be exact in Cangkring village at the foot of Mount Malabar, about 100 kilometers to the south of downtown Bandung.
Cangkring has become an important historical witness to the establishment of radio and telegram communications between the Dutch-Indies administration and European countries in 1917. Later the Dutch-Indies administration decided to set up a radio transmitter using a tube lamp.
Unfortunately, the building that housed the transmitter's antenna in Cangkring has been demolished, leaving only a pool of water in its place. The pool, now neglected, used to be the place where the power required by the radio transmitter was generated.
Nina Lubis, a historian of Padjajaran University, said the 750-meter-high trasmitter's antenna in the valley of Mount Malabar was then the tallest of its kind in the world, as in those days a transmitter's antenna was on average only 350 meters high.
This antenna also marked a new chapter in history as it shortened the communications between Indonesia (then known as the Dutch Indies) and Holland -- a distance of about 12,000 kilometers.
"According to historical documents, a Dutch lieutenant riding a horse from Batavia (now Jakarta) to Bandung would need six days. He would arrive in Bandung after passing Cibinong, Megamendung and Cianjur. Meanwhile, a journey from Batavia to Surabaya would take four to six months," said Nina, who, during the evening marking the celebration of the anniversary the Dutch Indies radio broadcast, was asked to narrate the story of the radio connection between Holland and Indonesia.
De Groot was an important figure as he was in charge of the construction of a telephone transmitter in three weeks to enable Queen Wilhelmina to greet her subjects in the Dutch Indies on June 3, 1927. "That was the first radio telephone conversation using a short wave between Holland and the Dutch Indies," Nina said.
In memory of this historical moment, the then Bandung mayor, B. Coops, assisted by architect C.P. Wolff. Schoemaker, put up the Tjitaroem Plein (Citarum Square) monument behind Gedung Sate in Bandung municipality.
This monument is in the shape of half a globe with the statues of two naked men facing each other on its two sides. A fish pond surrounded this monument. One of the statues depicted a man shouting, while the other, a man cupping his hand to his ear.
The monument symbolized the disappearance of communication distance on earth thanks to the establishment of radio and telephone communication. Unfortunately, to the laymen, who did not fully understand the symbolism behind this monument, it was often referred to as Bloote Billen Plein (Bare Bottom Square), because from afar you could see only the statues of two men with their naked buttocks.
"This historical monument was demolished in the 1950s as it was considered indecent," Nina said.
In the 1960s, Istiqaman Mosque was built on the site where the monument used to stand, seemingly blotting out the memory of Bloote Billen Plein.
Following the suggestion of de Groot, Philips later set up a broadcasting company called Philips Omroep Holland Indie (PHOHI). "With this international broadcasting, Holland was orchestrating cross-continental broadcasting earlier than BBC World Service," Harlan said.
This maiden radio broadcast did not contain political reports but was dominated by entertainment and music for the Dutch living far away from home. NIROM itself came into being after 1934 when the Dutch Indies administration issued a radio law. With the assistance of the postal, telegraph and telephone service, NIROM was able to improve the quality of its broadcasts so that it later had its own relay stations and telephone connection. NIROM also broadcast to Bandung, Sukabumi, Cirebon, Tegal, Pekalongan, Semarang, Solo, Yogyakarta, Magelang and Surabaya.
Nina was of the opinion that the radio relationship was mutually beneficial to Holland, as the colonial power, and Indonesia as a colony. The radio station was established to allow the Dutch in the Dutch Indies to establish speedy communication with Holland.
"However, finally, Indonesians could make use of this radio station to obtain international information and in this way the broadcast improved the understanding of the Indonesians and spurred them to independence," Nina said.
Through a radio network in Bandung, the text of Indonesia's proclamation of independence could be broadcast for the first time to the world by Sakti Alamsjah at 7 p.m. on Aug. 17, 1945. Owing to the tight security posed by the Japanese soldiers, the text of the proclamation of independence could not be relayed to Bandung. The text, which was read out for the first time by Soekarno and Hatta, was dispatched through a courier from Jakarta, arriving in Bandung at 5 p.m.
"We are here today to commemorate those days from the past, symbolically through the pleasant memories of old radio broadcasts. But we must also look at the future, and explore the possibilities for cooperation between our countries which after all remain connected in so many ways," said Ad Koekkoek, deputy chief of Mission at the Embassy of the Kingdom of the Netherlands in Jakarta, who was present at the celebration.
Until now, Koekkoek said, about 5 percent of the Dutch continued to have family ties with Indonesia. Therefore, the Dutch embassy in Jakarta is the largest Dutch embassy in the world. The Indonesian language used in the broadcast through Radio Nederland of Indonesian Section (Ranesi) -- which went on air for the first time in 1947 -- is the second language after Dutch.
Ranesi is now relayed by 70 partner radio stations all over Indonesia, including Radio Maraghita in Bandung.
"One of Ranesi's partners outside Indonesia is Radio Taiwan International, most of whose listeners are migrant Indonesian workers," Harlan said.

Il telegrafo della diplomazia italiana di Tangeri

Mi è arrivato ieri il gentile messaggio di Francesco Tamburini, dottore di ricerca in
Storia, Istituzioni e Relazioni internazionali dei paesi afro-asiatici presso l'Università di Pisa, Facoltà di Scienze Politiche. «Ho letto con interesse il tuo articolo sulle radio a Tangeri,» scrive Francesco, «e mi è piaciuto molto. Tra l'altro vi ho ritrovato molte cose su cui ho scritto di recente interssandomi della zona internazionale traendo informazioni dall'Archivio Storico Diplomatico della Farnesina a Roma. L'Italia ha sempre avuto desiderio di creare una Stazione Radio nella Zona, ma vuoi l'avversione delle altre potenze, vuoi la mancanza di fondi, non se ne fece mai nulla. Fu creata una stazione radiotelegrafica che inoltrava dal consolato corrispondenza privata dal 1933 al 1943.»
Ancora Tangeri, dunque, e per una strana coincidenza l'interessante nota di Tamburini mi arriva proprio mentre con l'uscita del Passport to World Band Radio vengo a sapere che un altro autorevole amico, Henrik Klemetz, ha pubblicato sull'edizione 2008 di questo repertorio per radioappassionati un lungo articolo sulla radiofonia della Tangeri internazionale.
Non è finita qui perché successivamente Francesco mi ha trasmesso una concisa ma densa bibliografia dei suoi lavori dedicati alla affascinante città dello Stretto (protagonista, per colmo di coincidenza, di un documentario trasmesso mercoledì sera, 14 novembre, da Rai Tre).
«Ho pubblicato diversi saggi sulla Zona Internazionale di Tangeri,» aggiunge Tamburini, la cui tesi di dottorato verte proprio su questo argomento. «Forse quello che più può interessarti è il seguente:

Le istituzioni italiane di tangeri (1926-1956) : "Quattro noci in una scatola", ovvero, mancati strumenti al servizio delta diplomazia, sulla rivista «Africa», 2006 , vol. 61 , no 3-4 , pp. 396 - 434

In ogni caso tratto diffusamente il caso della stazione Radio-telegrafica italiana anche in un libro che ho pubblicato recentemente, ossia:

L'internazionalizzazione di Tangeri nella politica estera italiana (1919-1956), Genova, ECIG, 2007.

Ho utilizzato prevalentemente fonti archivistiche inedite del Ministero degli affari esteri di Roma. Poiché in Italia nessuno si era mai occupato della vicenda.»
In effetti è proprio vero, la fine della Zona Internazionale, durata fino al 1956, ha visto trascorrere anche il suo cinquantesimo anniversario senza particolari celebrazioni in Italia, che pure fu protagonista neppure secondario di quella straordinaria avventura geopolitica. Non nascondo che l'idea di un libro che raccolga i ricordi dei tangerini italiani l'ho anche accarezzata. Chi allora aveva vent'anni potrebbe conservare chissà quali testimonianza. Ma l'anniversario se n'è andato e con esso un ottimo aggancio. Ora, chissà.

15 novembre 2007

Studio tedesco: DRM+, in FM meglio di IBOC

Antonio Tamiozzo (grazie, Antonio) ha intercettato la notizia, apparsa sul sito DAB Ensembles Worldwide, di uno studio appena pubblicato dalla Scuola tecnica superiore di Kaiserslautern sul potenziale interferenziale di due sistemi di radiofonia digitale, il DRM+ e HD-Radio.
The media regulator for Rheinland-Pfalz, the LMK, and the Fachhochschule Kaiserslautern have published the results of a joint study into the suitability for use in Band II in Germany of the competing digital systems, DRM+ and HD Radio. Full details of the results are available for download. Summarised briefly, the report states that HD Radio, a proprietary system from iBiquity standardised for the American market, does not conform to the European standard for broadcast signals in Band II. The bandwidth of the signal means that interference can be caused as much as 200 kHz away. Its regular use in Germany is therefore ruled out. DRM+, the report states, is fully conform with European standards and with the European Band II frequency raster. A European standardisation should follow in 2008. Both systems, however, are compatible with services in neighbouring bands - civilian and military mobile radio below Band II and aircraft communications above Band II. Further trials of both systems are planned to take place in Germany. Test transmissions using DRM+ are due to begin next week in Hannover. HD Radio will be tested in Heidelberg from December to the end of February. A trial of DRM+ will take place in Kaiserslautern next year.

Le conslusioni di questo studio in lingua tedesca, dicono in effetti che sul piano dei disturbi nei limiti dei 200 kHz il DRM+ è più o meno equivalente all'FM. In altre parole, se la ricezione FM è disturbata non ci sono troppe differenze se a interferire è una trasmissione analogica o digitale. Anzi, il DRM+ su certi ricevitori e con certi filtri di media frequenza sembra disturbare addirittura in misura inferiore. Non è così per HD-Radio che invece occupa troppo spazio e può provocare interferenze più forti dentro alla banda dell'FM e nelle finestre immediatamente adiacenti, occupate da servizi di supporto alla aeronavigazione e dai servizi di pronto intervento (pagg. 11 e 12 dello studio, che potete prelevare qui). Secondo la "Fachhochschule" nella primavera del 2008 verranno effettuati in Renania-Palatinato le prime prove col DRM+.
Sui problemi di compatibilità di HD Radio con l'attuale situazione delle bande FM in Europa ho appena parlato con Andrea Sentinelli, un consulente che opera soprattutto in Polonia (attraverso la società DTC), Ucraina, Bielorussia e nazioni baltiche e che è recentemente entrato a far parte della European HD Radio Alliance, di cui è direttore generale. Sentinelli afferma di avere piani strategici anche per l'Italia, ma la tempistica in questo caso si allunga. «Niente trial sul breve o medio termine,» mi ha detto Sentinelli. «L'obiettivo fondamentale in questo momento è essere certificati in seno ai diversi organismi regolatori nazionali e a livello europeo, è l'unico modo per accelerare il processo di adozione della tecnologia trasmissiva ibrida.» L'ibrido è considerato vincente perché non richiede l'aggiunta di nuove frequenze. Per questo, rivela Sentinelli, la HD Radio Alliance ha preso contatto con la Electronic Communications Committee (ECC) dello European Radiocommunications Office (ERO). «Prima dobbiamo passare per l'ECC e da qui all'ETSI, contiamo sulla possibilità di definire l'iter di certificazione entro il prossimo anno.» Forse non si devono aggiungere nuove frequenze grazie alla capacità dell'ibrido, ma mi chiedo se in situazioni come quella italiana le frequenze non si debbano piuttosto togliere.
Nel frattempo Ibiquity e i suoi alleati in Europa proseguono sulla strada dei trial. Dopo quello già consolidato in Svizzera ora è partito (dopo le prime difficoltà causate dai timori di interferenza con le comunicazioni aeronautiche) il test in Germania. In Ucraina, a Kiev, le trasmissioni sono già in corso, così come in Bielorussia (ufficialmente Sentinelli nella HD Radio Alliance rappresenta la Europejskie Radio dia Bialorusi polacca). Sentinelli ha parlato anche di un imminente test in Francia, senza precisare però alcuna data.

FM? Molto meglio del vecchio DAB

E' possibile affermare verità scomode come "non è vero che il DAB Eureka 147 vecchia versione suona meglio dell'FM" senza apparire un irriducibile nemico delle tecnologie? Io credo di sì e penso che Jack Schofield abbia fatta benissimo a scrivere, sul Guardian, che l'FM analogica, in buone condizioni di ricezione (ma anche il DAB ha i suoi problemi di ricezione, fa giustamente osservare il giornalista), è superiore. Il suo non è un attacco indifferenziato alla radio digitale, Schofield invoca anzi l'adozione del DAB+. Ma la critica è puntuale e condivisibile. Se è la ricchezza di programmazione che cerchiamo, sottolinea inoltre l'editorialista tecnologico del Guardian, oggi la troviamo su Internet: se in casa tua puoi permetterti una economica Internet radio Wi-Fi, che senso ha sintonizzarsi sul DAB?

DAB radio leaves us with the worst of all worlds

Thursday November 15 2007

Don't tell my wife, but for the past four months, she has been testing a DAB digital radio. It's a double-blind study, because her complete lack of interest in technology means she doesn't know if she's listening to DAB or FM: the only buttons she uses are the on-off switch and the volume control. It's objective because I have not asked her opinion: the "principle of quality" is whether things get used more.
All this started after I attacked DAB and a friend at Virgin Radio was shocked to find I didn't actually have one. He loaned me a Pure Elan DX40, a low-end mains-powered table-top model. I installed it on the kitchen table, showed my wife the on-off switch, and turned it on. She turned it off. So it goes.
Bearing in mind the small sample size, these are my findings. First, convenience is DAB's only real advantage. My wife ended up using the DAB radio rather than our old manual-tuning Sony FM/AM/LW ghetto-blaster, even though the Sony sounds better - the Elan DX40 has a thin and somewhat tinny sound.
Second, DAB doesn't sound any better than FM, assuming reasonable reception. To my ears, DAB sounds worse than FM, even on the Elan, but my wife either didn't notice or didn't care whether I'd secretly switched the setting to FM.
I can understand some people claiming that DAB "sounds better" if they mean that they are not getting any FM hiss, crackles or whatever. But still, this is a matter of reception quality, not sound quality, and DAB can have its own reception problems.
Third, the extra DAB radio stations are not worth paying for, unless you really want something like BBC7, the BBC Asian Network, or GCap's The Jazz or Chill. Even the most popular digital-only station, Emap's The Hits, only gets a 4% share of "digital platform listening," and 0.5% of all radio listening, according to Rajar, which measures radio audience figures. (2007, Q2).
And if you want this sort of station, you can probably listen to it already, without buying a DAB radio. The BBC stations and The Hits are among the 26 digital radio stations available on Freeview, and there are thousands more on the web. The bad news is that you can buy a Freeview box for less than the cost of DAB radio and you get a few dozen TV channels thrown in free.
It gets worse. We all know that content is king: if you want, say, Test Match Special or the latest grime, you will put up with mediocre sound quality rather than listen to Biber's Rosary Sonatas in stunning stereo, or (in my case) the reverse. And if you want content, it's on the net, usually in better-than-DAB quality. There are thousands of stations available, including customisable ones from sites such as Pandora and Last.fm. If you can get them all on a cheap Wi-Fi tabletop radio, does DAB still have a point?
We have the worst of both worlds. DAB could offer better sound quality, but the quality has been reduced below FM levels to make room for more stations, and it's still falling. DAB could offer better programs, but the broadcasters are on a hiding to nothing if they switch people from a few profitable FM stations to many unprofitable DAB stations (expensive to run, small audiences, very little advertising).
Finally, the UK's DAB system is old and technically obsolete, and I think it will eventually have to be replaced with the new world standard, DAB+. That was the point of my original attack. At the time, I thought that switching to the much more efficient DAB+, which will allow more stations and higher quality at lower cost, was DAB's best hope. Now I wonder if even that will be enough.


Sorrisi e malumori per Radio Maria in Francia e Spagna

Sui 1467 kHz di Col de la Madone, postazione in territorio francese gestita dal Principato di Monaco, non sono più attive le trasmissioni della belga Radio Zone 80 (a quanto sembra insolvente). Al loro posto, ora ci sono quelle di Radio Maria, versione francese. Ecco la notizia pubblicata su SatNews.de:
Radio Maria auf 1467 kHz
Drei Wochen nach dem Ende der Mittelwellensendungen des kommerziellen französischen Senders Zone 80 Azur ist die Frequenz 1467 kHz auf der von Monte Carlo Radiodiffusion betriebenen Station Col de la Madone bei Monaco wieder in Betrieb. Seit Monatsbeginn sendet hier täglich von 06.00 bis 20.00 Uhr Ortszeit das französische Radio Maria. Das berichtet das Medienmagazin des Rundfunks Berlin-Brandenburg. Radio Maria gehört zu einem weltweiten Netzwerk katholischer Sender, das mit Radio Horeb auch in Deutschland vertreten ist, jedoch in keiner Beziehung zum umstrittenen Radio Maryja in Polen steht.
Se ne sentiva la mancanza. Ma se Radio Maria sorride in Costa Azzurra, in Spagna la locale Radio María teme di perdere la frequenza FM su Madrid, per il riordino della banda voluto nell'ambito del nuovo Plan Técnico de la Frecuencia Modulada. Ecco l'agenzia cattolica Veritas:

Radio Maria se puede quedar sin licencia en Madrid

Fecha de publicación: 05/11/2007
Lugar: Madrid

(VERITAS) "URGENTE: desde Radio María, Esteban Munilla, (sacerdote) el director, está pidiendo oraciones, ya que hay muchas probabilidades y sospechas de que la Comunidad de Madrid denegará la licencia. Los cristianos necesitamos Radio María, no podemos permitir que nos la quiten ¡Pásalo!", este es el mensaje que vía SMS, vía foros de Internet está circulando estos últimos días por Madrid.
De manera espontánea, los oyentes de Radio María han iniciado una cadena de mensajes donde piden oraciones y muestran su preocupación ante los rumores del próximo resultado del concurso público para la adjudicación de las 21 nuevas emisoras de radio que el Ministerio de Industria otorgó a la Comunidad de Madrid, dentro del Plan Técnico de Frecuencia Modulada.
Entre estas 21 frecuencias se encuentra la 96.9, frecuencia que está siendo utilizada por Radio María desde hace 10 años.
Los oyentes de Radio María se encuentran preocupados ante la posibilidad que la Comunidad de Madrid deniegue la licencia de FM a esta emisora católica.
Ante esta cadena de SMS y E-mail, Veritas ha querido hablar con el director de Programación de Radio María, el sacerdote Esteban Munilla. "Llevamos 10 años emitiendo de manera pacífica y continuada", explica el padre Munilla que muestra su preocupación porque en esta concesión de licencias prime "la radio convencional ante la radio humanitaria, cristiana y evangelizadora".
El padre Munilla explica que la posibilidad de que no sea concedida la licencia a Radio María, no deja de ser un rumor cada vez más confirmado, pero que ha propiciado una "gran preocupación de los oyentes", que están colapsando las centralitas de la emisora y llaman constantemente para preguntar por la situación de esta radio católica.
Asimismo, deja claro que no ha sido una campaña iniciada por esta cadena. "No obstante, bienvenido sea este rumor", afirma el padre Munilla, si finalmente se consigue que se cambie la decisión, "todavía están a tiempo de cambiar", explica. "Hemos entregado más de 880.000 firmas a la presidenta de la Comunidad de Madrid, Esperanza Aguirre solicitando la frecuencia", continúa explicando el padre Esteban Munilla.
Los requisitos que impuso el Ejecutivo regional a las empresas que quieran explotar las nuevas emisoras de FM son el fomento de los valores culturales, históricos y sociales de la Comunidad de Madrid; el horario de emisión y los porcentajes de programas de elaboración propia de programas informativos, educativos y culturales; la viabilidad económica y técnica; y las garantías de calidad del servicio y la pluralidad informativa.
Per la verità la sindachessa Aguirre aveva già polemizzato a inizio anno con i piani del Ministero dell'industria, chiedendo almeno più del doppio delle frequenze (50 invece di 21) e accusando le autorità governative di aver discriminato la comunitad di Madrid. Ecco la notizia da Diariocrítico:

El ejecutivo de Aguirre, en contra
Abierto el concurso para la adjudicación de 21 emisoras de radio
09-01-2007 - Diariocrítico/Agencias

La Comunidad de Madrid abrió hoy el concurso público para la adjudicación de las 21 nuevas emisoras de radio que otorgó a la región el Ministerio de Industria, dentro del Plan Técnico de Frecuencia Modulada, que el Ejecutivo de Aguirre considera "discriminatorio" y cuya anulación solicitó al Tribunal Supremo.

La Comunidad de Madrid abrió hoy el concurso público para la adjudicación de las 21 nuevas emisoras de radio que otorgó a la región el Ministerio de Industria, dentro del Plan Técnico de Frecuencia Modulada, que el Ejecutivo de Aguirre considera "discriminatorio" y cuya anulación solicitó al Tribunal Supremo, informaron hoy desde el Gobierno autonómico.
La Comunidad denunció que en el Plan Técnico de la FM, aprobado en Consejo de Ministros el pasado 1 de septiembre, "de las 866 nuevas emisoras de radio sólo reparte en la región 21 licencias, mientras que en Andalucía y Cataluña Industria ha autorizado la puesta en marcha de 162 y 105 emisoras, respectivamente".

REQUISITOS Y PLAZOS
Los requisitos que impuso el Ejecutivo regional a las empresas que quieran explotar las nuevas emisoras de FM son el fomento de los valores culturales, históricos y sociales de la Comunidad de Madrid; el horario de emisión y los porcentajes de programas de elaboración propia de programas informativos, educativos y culturales; la viabilidad económica y técnica; garantías de calidad del servicio y la pluralidad informativa.
Las 21 nuevas emisoras que el Gobierno regional a concurso público pertenecen a los municipios de Alcalá de Henares (90.0), Alcorcón (94.8), Algete (89.2), Aranjuez (103.2), Arganda del Rey (105.1), Colmenar Viejo (97.5), Fuenlabrada (101.0), Galapagar(94.2), Getafe (105.7), Guadalix de la Sierra (98.5), Leganés (104.6), Madrid (99.1), Miraflores de la Sierra (103.4), Móstoles (93.5),Navalcarnero (96.9), Perales de Tajuña (102.2), San Sebastián de los Reyes (101.6), Sevilla la Nueva (104.1), Soto del Real (102.4), Torrejón de Ardoz (92.0) y Torres de Alameda (92.9).
Según el Boletín Oficial de la Comunidad de Madrid, las empresas que opten a la adjudicación podrán presentar su solicitud desde hoy hasta próximo 2 de marzo y la apertura de los proyectos presentados tendrá lugar el día 16 de marzo, en la sede de la Vicepresidencia Primera.

"TRATO DISCRIMINATORIO"
El Ejecutivo de Aguirre afirmó que solicitó al Gobierno 50 nuevas licencias, "pero al final sólo concedieron 21" y calificó de "trato discriminatorio más evidente" el reparto de radios en la capital "donde sólo se ha satisfecho una emisora, algo más del 12 por ciento de lo que pedía el Gobierno regional, mientras que en otras ciudades como Albacete o Manresa el Ministerio ha planificado 7 nuevas emisoras, o 10 en el municipio de Puigcerdá".
Asimismo, creen que el Plan de la FM se llevó a cabo de forma "insuficiente y sectaria" y es "un fraude para los ciudadanos y un obstáculo insalvable" para la ordenación del espacio radioeléctrico en la región, lo que afectará, en opinión del Gobierno autonómico, "en las empresas del sector al lastrar su futuro desarrollo".

Ben arrivata Radio Popolare Roma

Per parafrasare un noto proverbio, infelice è la nazione che ha bisogno di stazioni come Radio Popolare. Non fraintendetemi, qualunque nazione ha il diritto di godersi le sue radio di buona qualità. Averne bisogno è un'altra cosa, la necessità è un sintomo di malessere. C'è bisogno di Radio Popolare perché tutto il resto, con poche eccezioni, non va.
Ora dopo un parto travagliatissimo, nella capitale nasce Radio Popolare Roma, sulla frequenza dei 103.3 di BBS. E lo fa rispettando il suo stile, non con un vagito ma con una campagna abbonamenti. Per favore, prendete in considerazione l'eventualità di diventare abbonati. Qui di seguito il comunicato apparso su Articolo21.info, mentre Radio Radicale ha trasmesso una breve intervista con Marta Bonafoni, la direttrice di Radiopop Roma (e corrispondente per la "mother company" di Milano). In bocca al lupo, ragazzi.

ROMA SI SENTE MEGLIO

E' nata Radio Popolare Roma FM 103.3

Radio Popolare Roma accenderà i suoi microfoni sulla capitale, farà parlare “i protagonisti” della città: i romani, i comitati, le associazioni, i partiti, le istituzioni. Dieci giorni di dirette no-stop in cui proveremo a “metterci in mostra”: a spiegare a tutti come intendiamo lavorare sin da subito sulla città e nella città. Ogni giorno porteremo in onda un tema, un pezzo della nostra linea editoriale. Siamo partiti venerdì 9 novembre con il PLURALISMO DELL'INFORMAZIONE: una maratona radiofonica con giornalisti e amici che come noi si battono per la libertà di espressione. Sabato 10 siamo stati a Colleferro, a parlare di PACE, un mese dopo l'esplosione nella fabbrica di armi. Domenica abbiamo parlato di AMBIENTE: Radio Popolare Roma si è trasferita a Ciampino, a bordo pista, coi comitati che si battono contro l'invasione dei voli low cost. Questa mattina siamo andati a spasso per l'Acquedotto Felice, con Don Sardelli, a parlare di PERIFERIE e DIRITTO ALLA CASA.
Martedì 13 la CULTURA: monteremo uno studio nel foyer del Teatro Vascello. Poi l'IMMIGRAZIONE, e l'allarme SICUREZZA: tutto mercoledì 14. La mattina monteremo uno studio a Piazza Vittorio, il pomeriggio visiteremo, sempre in diretta, alcuni campi rom. Giovedì 15 andrà in onda il LAVORO! Prima dalla sede della Cgil di Roma e Lazio, poi dal piazzale di CinecittàDue, dove ci aspettano i precari di Atesia, e dove i Tetes de Bois suoneranno per noi. Instancabili, venerdì 16 monteremo mixer e microfoni dentro al Museo della Liberazione di via Tasso: è la giornata dedicata all'ANTIFASCISMO, e alla lotta ai fascismi di ieri e di oggi. Sabato 17 reclameremo anche noi DIRITTI, insieme alle donne e agli omosessuali. Domenica 18 ci trasferiamo tutti alla città dell'ALTRAECONOMIA, a parlare di sviluppo sostenibile e commercio equo e solidale.
Le feste e i concerti per Radio Popolare Roma
Mercoledì 14 novembre il concerto degli Ardecore (Brancaleone, ingresso gratuito, h. 22), giovedì 15 l'esibizione dei Tetes de Bois davanti ai cancelli di Atesia (Piazzale Cinecittà 2, h. 18), infine sabato 18 il gran finale: sul palco del Brancaleone (ingresso gratuito, h. 22) saliranno Cisco, i Folkabbestia, Pino Marino. E tanti altri...
L'abbonamento alla radio
Per sostenere la radio abbiamo bisogno dell'aiuto dei nostri ascoltatori: il sistema più semplice e immediato è l'abbonamento alla radio. Abbonarsi significa essere parte attiva del nostro progetto, facendo crescere una radio assolutamente indipendente.
Perché Radio Popolare Roma è una radio d'informazione non finanziata da lobby economiche o partiti politici ma ispirata a criteri di trasparenza e no-profit.
Perché Radio Popolare Roma vive del sostegno dei suoi abbonati, perché in questo modo può limitare il numero degli spot pubblicitari, perché così può scegliere la sua programmazione musicale, rimanendo svincolata dagli interessi promozionali e dalle case discografiche.
Come ci si abbona? La cifra minima è di 60 euro all'anno. Ci si può abbonare sottoscrivendo un RID (domiciliazione bancaria), con addebito su CARTA DI CREDITO (on line e per telefono), oppure tramite CONTO CORRENTE POSTALE.
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Passport to World Band Radio, secondo Dario

Dario Monferini mi ha inviato, autorizzandomi a pubblicarla, la recensione di Passport to World Band Radio 2008, una pubblicazione che cerca in qualche modo di fare concorrenza al World Radio Tv Handbook, il repertorio delle emittenti radiotelevisive di tutto il mondo apparso per la prima volta alla fine degli anni Quaranta. PWBR è molto più recente e diversamente dal WRTH non è fatto solo per essere consultato, ma anche per essere letto.
Pubblico volentieri il parere di Dario perché come sempre il nostro non le manda a dire. Sull’originalità del suo stile non si può dubitare e l’immediatezza può aiutare anche i lettori meno scafati a farsi un’idea del tipo di contenuti. A volte l’immediatezza si perde nelle osservazioni collaterali, ma queste sono un altro marchio di fabbrica dell’inventore di Play DX, bollettino di informazione radiantistica molto sui generis che Dario compila instancabile da più di 30 anni per la riproduzione su carta, in fotocopia. Se leggete con attenzione nel pezzo sulla pubblicazione americana Dario non lesina giudizi trancianti e ricordi di un passato, remoto ma a suo modo glorioso.
Tornando al Passport, gli abbonati a Play Dx lo possono ordinare al “DX editor” (come il recensore ama definirsi), oppure direttamente dal distributore Monitor Radio-Tv, pubblicazione di settore curata da Enrico Callerio. Il costo dell’edizione ordinata negli USA è di 30 dollari, non ho idea dei prezzi applicati quest’anno da Enrico per l'acquisto qui da noi.
Se vi state chiedendo quale delle due pubblicazioni, il Passport o il WRTH, sia più opportuno acquistare tenderei a rispondere: se non è un sacrificio, entrambe. Il WRTH è sempre molto preciso nelle informazioni fornite e i dettagli sulle stazioni sono molto più approfonditi. Mentre Passport rappresenta sempre una lettura piacevole e la sezione dedicata ai ricevitori (una analoga, di dimensioni più contenute, è presente nel WRTH) è molto utile per orientarsi nel mercato dei dispositivi. Dovendo scegliere un solo libro io forse resterei fedele allo spirito del WRTH, quello del repertorio. Molte informazioni, incluse le griglie aggiornate dei programmi delle emittenti internazionali, si trovano su Internet, insieme a quasi tutto quanto serve conoscere su ricevitori e altri apparati.
«Ho avuto modo di poter leggere in anteprima nazionale una copia del nuovo 2008 PWBR il libro che da anni fa concorrenza al World Radio TV Hanbook, almeno ci prova. La copertina è certamente più psichedelica e piena dei soliti gnometti verdi che stanno provando i nuovi apparati .simpatica e certamente meno monotona di quella del WRTH che da 10 anni non cambia (la copertina). Trovate 390 pagine di articoli e di molta pubblicità ovviamente, e poi le Blue Pages (180 pagine) (per fortuna ora sono azzurrine alcuni anni fa erano davvero Blu notte e non si leggeva nulla!) La carta è patinata lucida e se anche avete i polpastrelli un po "unti" o "sudati" non danneggiate il testo anche questo particolare estetico è importante in un libro che si presuppone viene sovente utilizzato da chi lo compra in continua ricerca di nuove emittenti o di piacevoli programmi diffusi da emittenti del nostro pianeta non sempre disponibili in podcast o real audio.

L'editore Larry Magne quest'anno ha fatto un bel colpo, il libro si apre con uno spettacolare intervento storico realizzato da Henrik Klemetz che da oltre 50 anni si dedica con passione al nostro hobbby, L'articolo è dedicato a "Casbah Radio" in 13 pagine descrive le emittenti che negli anni 50 dello scorso secolo operavano da Tangeri in Marocco, pregevoli foto a colori (ricolorate bene) completano l'articolo che a mio avviso ha un valore straordinario, dato che racconta di una epopea da molti di noi , meno matusa, non vissuta. In Italia il radioascolto incominciò negli anni 1966-1967 a cura di Dan Rolla, Giuseppe Zella, Enrico Oliva e Elio Fior, tra gli altri. Poi il tempo purtroppo ha un po’ corroso tutti quanti ma non la memoria di Henrik Klemetz fortunatamente.

Segue una celebrazione del mito di Trans World Radio articolone di 11 pagine scritto da Jock Elliott. Anche qui le foto storiche abbondano. Alcune a mio avviso non centrano molto, per esempio il porto del Principato di Monaco, ma tutto va bene. Poi il manuale di 8 pagine per chi inizia il radioascolto in modo serio. Le 3 priorità : 1) conoscere l'orario mondiale delle emittenti che si cerca di sintonizzare 2) orari e schedule delle emittenti 3) il ricevitore giusto per riuscire a sintonizzare le emittenti e l'antenna appropriata. Personalmente io ci avrei aggiunto anche avere i dati per contattare le emittenti che si ascoltano, un particolare che purtroppo il PWRB non riesce a offrire, dato che offre informazioni solo delle emittenti internazionali mondiali, tralasciando il 90% delle altre emittenti commerciali mondiali su MW e FM. è vero che molte informazioni di questo tipo le trovate sul WRTH, oppure su internet (sempre che in questo ultimo caso, abbiate a disposizione 20 delle 24 ore della vostra giornata!). Segue poi un articolo di 7 pagine, spumeggiante (come l'acqua del mare): i 10 migliori programmi show del 2008. L'inizio dell'articolo offre una fotocolor di un bellissimo cane labrador con una bella coppa forse un po’ un sinonimo per far capire che sono programmi apprezzati anche dai cani? O forse la foto era stata preparata per un articolo dedicato ai 10 peggiori programmi show del 2008? Boh?! Segue poi il classico e direi quello che da anni è il piatto forte della pubblicazione che in USA tira oltre 50000 copie: come scegliere il ricevitore per fare radioascolto, articolo suddiviso in ricevitori portatili, 44 pagine, con dettagli, pareri, e valutazioni di tutti i portatili attualmente sul mercato mondiale con le quotazioni direi sicuramente indispensabile.

Segue poi una parte di 16 pagine dedicata ai ricevitori tabletop, nella quale viene inserito anche l'AOR 7030 PLUS, che io reputo attualmente il miglior apparato attualmente sul mercato, con le migliori prestazioni al miglior prezzo. Poi ovviamente ognuno ha le sue preferenze. La sezione successiva chiamata Professional receivers 2008 in 16 pagine offre mirabolanti ricevitori dai prezzi esorbitanti e che a mio avviso, non sempre vanno bene per ascoltare la BBC con il filtro a 12 kHz in AM ma piuttosto vanno utilizzati per ascolto di emittenti utility. Sono inoltre ricevitori dai prezzi un po’ folli e non alla portata delle tasche quasi sempre vuote di chi nel radioascolto cerca un passatempo e non un mezzo per far valere il proprio ego. Il successivo capitolo è di grande attualità: i Ricevitori per PC cioè quelli che necessitano per funzionare di un collegamento ad un PC. 17 pagine da leggere attentamente per meglio valutare cosa prendere, un settore in espansione anche qui in Italia, dopo il CIAO e l'arrivo del recente PERSEUS, due ricevitori che NON sono descritti nel manuale, almeno in quello di quest'anno.

Seguono 30 pagine dedicate alle antenne esterne ed interne per migliorare la ricezione, le migliori a mio parere sono le multifunzionali ALA prodotte dalla Wellbrook Inglese (pagina 195 e 196). Dopo questa indigestione di tecnica . arrivano un bel po di pagine per rilassarsi "Cosa ascolto stasera?" Ordinato per orario UTC in 54 pagine con molte simpatiche foto, non sempre attinenti il radioascolto. Viene fatta una carrellata su quello che potete ascoltare con il vostro ricevitore sempre che su quella emittente non ci sia un segnale DRM devastante, oppure una utility birichina, o una propagazione sia assente (in tal caso sentirete il silenzio non quello di Nini Rosso). Forse l'autore dell 'articolo avrebbe fatto bene a segnalarlo, avvisando l'ascoltatore che non è colpa del ricevitore e neppure della antenna, onde evitare che in impeto di reazione incontrollata il radioascoltatore lanci dalla finestra il portatile! Arriviamo alle "dolenti note" la sezione Addresses PLUS-2007: 66 pagine che cercano invano di fornire dettagli completi per contattare le emittenti, il WRTH di solito ne dedica oltre 400 di pagine per dare lo stesso servizio e nonostante le centinaia di collaboratori anche lui fatica nella impresa, pertanto potete ben immaginare in 66 pagine la quantità mancante di indirizzi ed emittenti. Dell'Italia giustamente viene fornito solo il dato della IRRS NEXUS con sede a Milano niente RAI non esiste più la RAI (ma allora perchè paghiamo il canone?) e poi la IRRS NEXUS non trasmette neanche dall'Italia ed allora cacchio che la mettono a fare? Booooohhhhh?!) Decisamente migliore la parte successiva dedicata alle "Emittenti Mondiali in Inglese 2008", 40 pagine che offrono un utile servizio a chi si dedica alla ricerca di programmi in Inglese.

Pregevoli poi le molte foto che sono inserite nel testo. Conclude il libro la sezione delle BLUE PAGES cioè delle frequenze in uso dal 28 Ottobre da quasi tutte le emittenti internazionali, nel testo sono anche inserite le emittenti commerciali che ancora usano le onde corte in sud e centro america, ma che ogni anno diminuiscono, passando sulla banda FM, il cui utilizzo costa meno di quello delle onde corte, al momento solo in Brasile molte emittenti commerciali continuano ad operare in onda corta per nostra fortuna Questa sezione è a mio parere molto utile e fa pesare la bilancia a favore del libro. Chi desidera ordinarlo può contattare la Redazione di PLAYDX : info@playdx.com»
(Le opinioni espresse nella recensione sono personali)

Dario Monferini
http://www.playdx.com



14 novembre 2007

Lorenz-Colossus sfida via radio di crittografia


Una romantica sfida all'ultimo codice per ricordare la gloriosa battaglia tra il controspionaggio inglese e la macchina cifrante Enigma dei tedeschi. Il 15 e il 16 novembre il National Museum of Computing britannico organizza con le associazioni dei radioamatori del Regno Unito e in Germania una serie di trasmissioni cifrate che utilizzano la telescrivente cifrante Lorenz SZ42. Le trasmissioni verranno intercettate in Gran Bretagna e decodificate con una ricostruzione di una macchina Colossus, antesignana dei moderni computer, nella celebre sede di Bletchley Park.
Il bando completo del concorso, che ovviamente coinvolgerà tutti i radioamatori interessati a cimentarsi nella decodifica, si trova sul sito dell'NMC mentre "Codes and Ciphers" contiene utili dettagli tecnici, il software di un Colossus "virtuale" per tentare il crack e un esempio di come "suona" la telescrivente cifrata Lorenz. Questa invece è la griglia delle tramissioni, irradiate da Paderborn, presso l'Heinz Nixdorf Computer Museum.