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03 giugno 2013

Uno scrigno sonoro collettivo per i tesori delle onde corte


Thomas Witherspoon, uno dei principali autori del blog The SWLing Post, una fonte informativa sull'hobby del radioascolto recente ma subito impostasi per la sua autorevolezza, ha appena lanciato una benemerita iniziativa: la creazione di un archivio Creative Commons con le registrazioni delle "voci" delle onde corte, un mdium informativo che vanta una storia incredibilmente diversificata e ricca ma che oggi rischia seriamente di finire nel dimenticatoio. Il Shortwave Radio Audio Archive contiene già una ottantina di testimonianze sonore e già si capisce che le intenzioni del progetto non sono puramente quelle della preservazione di un patrimonio storico. C'è molto materiale recente usufruibile in un formato molto simile al blog e liberamente scaricabile in podcast, come le registrazioni effettuata da Myke Weiskopf di Shortwavemusic nel suo viaggio nel deserto del Mali, oggi accessibile via Soundcloud. Contribuire al Shortwave Radio Archive è semplice: basta caricare l'audio da condividere sulla piattaforma di Archive.org e segnalare il link sul sito di Thomas. 

15 luglio 2012

Qui Ljubljana, esegue la pianista Nadina Ferreri

Quello che vedete è un documento del tutto inaspettato della mia storia familiare incrociata con la mia fascinazione per la radio. E' la copertina del bollettino settimanale di Radio Ljubljana del novembre 1937, con la copertina che annuncia un concerto di Nadina Ferreri, una dei figli di un mio prozio, il fratello di mia nonna materna. Se vorrete seguirmi vi spiegherò come mi sono imbattutto in questo documento, uno dei tanti conservati nella "Biblioteca digitale slovena" Dlib. Una query per "Radio Ljubljana" genera decine e decine di documenti come questi, tutti prelevabili in PDF e tutti riferiti agli anni 30, fin dal primo numero del maggio 1929. La guida settimanale della radio slovena (già parte del sistema radiofonico del Regno di Yugoslavia) è interessante perché come molti analoghi periodici, i "radiocorrieri" dell'epoca contenevano anche i dettagli sulle stazioni radio che si potevano ascoltare in onde medie e corte dall'Europa e dal resto del mondo. Ma ecco il retroscena di questa scoperta.
Da diversi anni, ormai, mia madre deve essere seguita costantemente nella sua autonomia quotidiana, ancora conclamata per fortuna, ma seriamente limitata da un decadimento cognitivo segnato in particolare da una evidente perdita di memoria "anterograda" (riferita cioè alla incapacità di registrare gli eventi recenti). Detta in parole più povere mia madre è affidata a una famiglia di badanti. I quali com'è logico e giusto hanno diritto a qualche ora di libertà, in cui il sottoscritto - in qualità di figlio unico - subentra come care-giver in seconda.
Al di là di tutto non è un lavoro eccessivamente complicato da un punto di vista infermieristico, anzi. Ma le cose vanno molto meglio quando insieme a me, nel cercare di tener viva una conversazione che senza precisi stimoli sarebbe inesistente o assurdamente ripetitiva, c'è la sorella di mia madre, che ho preso l'abitudine di portare regolarmente con me nella settimanale visita della domenica. Pur essendo anche più anziana, prossima alla soglia dei novant'anni, mia zia vanta ancora una invidiabile lucidità e soprattutto ha la straordinaria abilità di far leva sul comune patrimonio di ricordi infantili e giovanili. Per poche ore quello che altrimenti sarebbe un contesto geriatrico alquanto soffocante, si trasforma in una commedia di ricordi familiari che per le situazioni vissute (la Palermo di una comunità religiosa fortemente minoritaria nel pieno della parabola del fascismo e della guerra) è anche molto istruttiva.
Oggi il discorso è caduto sui cugini, i cinque figli del fratello della mia nonna materna, che di cognome fanno Ferreri. Non mi sembra di averli conosciuti personalmente (o forse solo Bruno, che abitava a Milano), anche perché erano molto dispersi. Uno di loro, Raoul, viveva negli Stati Uniti. «E poi c'era Nadina - fa mia zia, che era una brava pianista e suonava anche alla radio, per l'EIAR... E' andata a vivere a Monaco.» Davanti a questi dettagli, lo confesso, la mia prima reazione è di scettica prudenza. Per quanto lucida e brillante, la mia parente di secondo grado più stretta sta pur sempre compiendo un salto nel tempo di oltre settant'anni. Ma adesso c'è Internet, gli smartphone, iPad. Mentre la zia parla dei cugini, io sono già su Google. Per "Nadina Ferreri" ci sono tre risultati. Uno si riferisce all'albero genealogico di Albert Maucher, un geologo tedesco che nel 1945 dev'essersi evidentemente sposato con la musicista italiana(un matrimonio che le cugine non ricordavano). Un altro risultato conferma che la pianista Nadina lavoravao veramente per la Bayerischer Rundfunk: sua, in quella sede, fu la prima esecuzione (1950) di un brano (composto nel 1944) per pianoforte, clarinetto e viola del compositore tedesco Heinrich Kaspar Schmid (morto nel 1953). Il terzo hit è appunto il settimanale Radio Ljubljana che reca in copertina la foto della mia seconda cugina, l'apprezzata pianista europea Nadina Ferreri. Oltre alla copertina, potete vedere le pagine che riportano l'elenco delle stazioni ricevibili nel 1937 sulle onde corte nel mondo e sulle medie in Europa.



23 novembre 2010

Ungheria '56: in digitale le trasmissioni di Free Europe

La Hoover Institution di Stanford, che raccoglie un imponente archivio di 80 mila nastri di studio delle emittenti Radio Free Europe e Radio Liberty, fondamentali armi propagandistiche all'epoca della guerra fredda, ha reso disponibile in formato digitalizzato le incisioni dei programmi della redazione ungherese trasmessi nelle tre settimane dell'insurrezione di Budapest, nel 1956. Per lungo tempo le incisioni di controllo delle trasmissioni, che avvenivano su bobine di nastro continuamente riutilizzate, sono state considerate disperse. Ma nel caso dei nastri della breve rivoluzione ungherese alla fine degli anni novanta sono comparse le copie conservate in un archivio pubblico tedesco, che 40 anni prima aveva condotto una valutazione delle attività di RFE, essendo quest'ultima ospitata in Germania da infrastrutture in affitto.
All'inizio del terzo millennio una "squadra di recupero" ha riversato il contenuto dei nastri ritrovati in formato digitale e oggi, come racconta la RFE di oggi - ancora molto attiva verso le regioni dell'Asia ex sovietica, sempre alle prese con gravi problemi di democrazia e libertà di espressione - quei contenuti sono a disposizione degli studiosi.

RFE Broadcasts From Hungarian Revolution Digitized

Once thought destroyed, RFE broadcasts from the Hungarian Revolution of 1956 are now available in digital format.

November 14, 2010

The RFE/RL Broadcast Collection at Stanford’s Hoover Institution contains some 80,000 studio tape reels of RFE and Radio Liberty (RL) broadcasts. Now, thanks to the hard work of a dedicated team of RFE affiliates, it also contains rare log tapes (low-quality recordings of short-wave transmitter output) for the crucial three weeks of the Hungarian Revolution (October 19 – November 13, 1956).
During this era, log tapes were routinely reused (no others have been preserved), but thanks to historical accident and modern technology, the complete recordings of every RFE broadcast hour from that momentous period are now available in digitized form at the Hoover Archives at Stanford University and the Hungarian National Szechenyi Library. While the transcripts of many of these programs aired during those three weeks of 1956 have long been available, the recovered 1956 log tapes provide the only complete audio record of RFE’s broadcasts at that time.

Accidental Preservation

During the Cold War, RFE and RL log tapes were retained for only a few months in accordance with German, Portuguese, and Spanish transmitter licensing requirements. However, after public controversy developed around RFE’s 1956 Hungarian broadcasts, the West German Foreign Office borrowed the set of log recordings made at the RFE transmitter station at Biblis in order to conduct a review (which was generally positive). It quickly returned the log tapes to RFE, but, fearing more controversy in the media and labor courts, reclaimed them again in the spring of 1957. Seeking secure storage, the Foreign Office deposited the tapes in the Federal German Archives in Koblenz – where they remained, forgotten until their rediscovery in the late 90s. By this point, the ravages of time and outdated technology had made them all but unplayable.

Archaic Sound Recovered

In 2000, after Hungarian Radio arranged for the copying of the Hungarian broadcasts, RFE/RL and the Federal German Archives decided to recover in digital form all RFE language broadcasts during the period of the Revolution. Manfred Hanspeter of RFE/RL Technical Services and RFE/RL archive consultants Leszek Gawlikowski and Laszlo Rajki oversaw the project, which was epic in scope. The 1956 log tapes alone contained a total of over 6500 broadcast hours, recorded on 60 fourteen-track paper-backed tapes.
Today, much of the restorative work could be done on laptop, but ten years ago the project required more creative solutions. Using two computers, a Network Attached Storage (NAS) unit, a low noise amplifier, and a modified Telefunken tape machine (which reduced the tape speed), former RFE/RL Hungarian Service producer Robert Trunk was able to meticulously transfer the recordings on the tape to MP3 format. In 2001, Trunk spent several months adjusting the audio for each of the 727 tape tracks, transferring the output to the NAS, editing the audio to enhance sound quality, and finally depositing the content onto 60 CDs.
Preserved by historical accident and retrieved with modern technology, this unique record of a key period of RFE broadcast history is now available for research.

05 febbraio 2010

Ugo Gregoretti, il castigo delle onde corte

L'altra sera a Parla con me uno straordinario Ugo Gregoretti ha parlato della sua televisione di mezzo secolo fa, le sue provocazioni, le sue "gregorettate" diventate - come ha raccontato il grande autore televisivo - "una parolaccia" per indicare tutto quello che in mamma RAI non doveva essere fatto. «E il castigo che ci veniva assegnato erano... Le onde corte. "Ti sbatto alle onde corte!" ci dicevano.» E a una Dandini perplessa gli è toccato pure spiegare che sulle onde corte viaggiavano le "trasmissioni radiofoniche per gli emigrati"... Chissà se qualcuno gli ha detto che ormai non esistono più.
Trovate questo grande momento di storia del nostro costume sul portale listato a lutto di Rai.tv e sul più luminoso spazio RAI su YouTube (dopo il minuto 11:30)


11 gennaio 2009

Dalle Marianne, una regina del sound anni Ottanta

Riccardo, Ricky, Borelli è uno di quelli del giro dei matti per la radio che vedi e senti raramente ma sai che c'è e la cosa ti tranquillizza. Ci si conosce da molto, forse da troppo tempo. Ricky frequentava l'atelier di elettronica autocostruita di Giuseppe Zella, uno dei più prolifici degli anni Settanta e Ottanta, e ascoltava, ascolta, i segnali lontani come un vero intenditore. Oggi mi arriva una delle sue graditissime mail:«ti ricordi quando agli inizi degli '80 si ascoltava "Superock" KYOI su 11900 kHz da Saipan?, mi scrive. Per caso cercando altro ho scoperto che è finita su Wikipedia
Che ricordo lontano come quel segnale, Ricky! Appena ho letto il call mi è tornato in mente anche il logo della stazione, sovraimpresso a un fumettistico bipede, forse un pellicano. Seguendo i link dalla pagina di Wikipedia ho trovato una storia della stazione scritta dall'australiano Calvin Melen, che ha anche raccolto una serie di registrazioni effettuate a Brisbane un quarto di secolo fa. In Europa KYOI - e in generale le stazioni in onde corte dell'isola di Saipan, un protettorato americano, riuscivano spesso ad arrivare con discreti segnali, ma la stazione, fondata nel 1982 dal proprietario di una radio di Honolulu, aveva un format particolare, rock e Top 40, e l bacino utile era giocoforza il Pacific Rim. L'iniziativa aveva molto fascino, sembrava che una stazione offshore britannica o olandese si fosse trasferita su una isola delle Marianne, in pieno oceano Pacifico. Ma come scrive Melen il progetto, costato in totale 4 milioni di dollari, aveva bisogno di finanziamenti pubblicitari che non arrivarono mai, malgrado l'aggiunta di programmi in lingua giapponese. Nel 1986 la stazione fu ceduta alla divisione radiofonica del Christian Science Monitor, un quotidiano fondato - che strano villaggio è l'America - non in associazione a un partito politico ma a una setta religiosa, la Chiesa del Cristo "scientista". In quegli anni il Monitor aveva creato un network di stazioni religiose in onde corte che ebbe una copertura mondiale e continuò fino al 1997, quando il peso finanziario si fece insostenibile. Oggi da Saipan opera ancora l'impianto di Marpi gestito dall'organizzazione religiosa FEBC e in questa stagione non è raro ascoltarla nella tarda mattinata e nel pomeriggio nei 31 e 25 metri.
KYOI, però, era ben più divertente da ascoltare... Grazie Ricky per avermi regalato questa occasione di ricordarla.

01 maggio 2008

This is radio... Un tuffo nelle onde corte anni 70

Sto facendo un tuffo nel mio passato di ascoltatore di emittenti internazionali grazie a un documento sonoro di eccezionale valore storico-affettivo. The Radio Kitchen, incredibile blog sul mondo della radiofonia AM curato da uno degli animatori della stazione "freeform" (le trasmissioni, finanziate esclusivamente dal pubblico, sono curate dai singoli DJ senza automatismi e palinsesti predefiniti) WFMU, uno degli esempi più incredibili del panorama radiofonico statunitense.
The Professor, questo il nome de plume del prolifico autore di Radio Kitchen, è riuscito a procurarsi una copia di un vinile pubblicato nel 1979 da Mitch Murray, paroliere e personalità dello spettecolo e della radio in Gran Bretagna. Intitolato Long live Short-wave! il disco contiene sul lato A un vero e proprio manuale di istruzioni su come ascoltare le emittenti internazionali e sul lato B una mezz'orata di identificazioni e segnali di intervallo registrati proprio negli stessi anni in cui mi ero avvicinato alla radio. Alcune di quelle stazioni, per non parlare di certe nazioni, non esistono più. Altre hanno cambiato completamente il loro format. In ogni caso sono suoni che non ascoltavo più da almeno 25 anni, considerando anche che l'idea di segnale di intervallo - una breve sequenza musicale o ritmica che aiutava gli ascoltatori a sintonizzarsi sulla frequenza giusta in un epoca in cui non esistevano display numerici ma solo "scale parlanti" - è stata quasi completamente abbandonata.
Un ricordo bellissimo e una grande occasione per ripercorrere oggi gli echi di un mondo ormai desueto. The Radio Kitchen riporta l'intero contenuto audio del disco, la sua copertina e il libretto interno, con ulteriori grafici e spiegazioni su propagazione, antenne e ricevitori. Ma tutto il blog di The Professor è da compulsare con la stessa passione che il suo autore continua evidentemente a provare per questo mezzo. Se volete, potete direttamente prelevare qui il file con gli spezzoni audio

16 dicembre 2007

Marconi e la daylight

All'ultimo convegno di Renon su Software Defined Radio, Gianfranco Verbana è intervenuto, parlando a braccio, sul tema della cosiddetta "onda diurna". La propagazione dei segnali di cielo in condizioni di illuminazione solare non era un fatto assodato agli albori della radiofonia di Marconi, che non a caso finì per orientare la pratica commerciale dele sue sperimentazioni non verso le onde corte ma verso le frequenze più basse, dove era predominante il segnale di terra. Furono i radioamatori, successivamente, a realizzare connessioni transocontinentali e transoceaniche alle frequenze elevate usate ancora oggi dalle broadcast internazionali, anche su tracciati completamente illuminati.
Dopo il convegno Verbana ha preparato un breve saggio sulla storia dell'onda diurna, saggio che è stato pubblicato in due puntate sulla newsletter della sezione ARI di Milano.
«La verità storica sull'onda diurna è di un'attualità sorprendente - mi scrive ora Verbana segnalandomi l'uscita della seconda parte del suo saggio. Dalla codifica di sorgente (ottimizzazione dell'alfabeto Morse all'attuale compressione del canale fonico) all'efficienza spettrale della codifica di canale (da 0,5bit/sec di Morse ai 10 ed oltre bit/sec/ Hertz ), dai pochi bit il minuto agli attuali Gigabit/Sec, si è sempre perseguita la ricerca della più alta velocità di trasmissione con la maggior lunghezza di collegamento possibile. In pratica aumentare il numero di parlatori al massimo valore di prodotto banda B per lunghezza L.
Inoltre questo lavoro risponde a moltissime domande: Quando fu fatta la prima connessione wireless transatlantica bilaterale? Se era vero che le società dei cavi erano preoccupate, quando entrarono i primi "soldini " dei radiogrammi? La velocità, parole il minuto, quanto era più lenta rispetto al cavo atlantico? Perché c'è tanto silenzio su questi record? Perchè Marconi ignorò il lavoro dei due ricercatori che per oltre un decennio, grazie ad un loro sogno, permisero la fattibilità della radiofonia?
Non ho scritto nulla che non sia noto. Ho cercato di far emergere risposte che altrimenti sarebbero cancellate da una notevole quantità di ripetitiva faziosa e partigiana informazione. Molte sono le riflessioni che mi vennero spontanee quando studiai la storia delle TLC. Una fra molte: L'attività di sperimentazione radioamatoriale d'oggi è "individualistica" alla Marconi o fa "scuola" alla Vecchiacchi?
Potrebbe essere un tema di discussione per chi volesse organizzare una tavola rotonda a Renon 2008.

Augurandovi un sereno Natale ed un favoloso 2008, rinnovo la richiesta, se trovate questo lavoro educativo, di divulgarlo o renderlo visibile in rete. Vi lascio con il finale di una bellissima poesia di Eliot del 1934:

Dove è la saggezza che abbiamo perso con la conoscenza?
Dove è la conoscenza che abbiamo perso con l'informazione?»

Pubblicare qui tutto il testo di Verbana finirebbe per occupare troppo spazio. Ma avendo trovato questo lavoro ben più che semplicemente "educativo", mi sembra doveroso riportare qui almeno qualche estratto. Tutti sono invitati a consultare l'archivio delle newsletter di ARI Milano per poter accedere al testo completo (prelevare le newsletter numeri 223 del 6/11 e 226 del 15/12/2007)

L’Onda diurna
Introduzione

Tra le recenti ed interessanti presentazioni alla Conferenza del Renon 2007 ci fu quella di Elio Fior: ”La spedizione d’ascolto DX al circolo polare artico”.
Affascinante, rilassante relazione e almeno per me, istruttiva poiché non ero a conoscenza delle attività polari da parte di SWL. Però, alla terza volta che sentii dire: "Marconi studiò la greyline" sbottai in assemblea: “Marconi non ha nulla a che fare con la ricerca della greyline in onde medie! Egli non ha studiato la daylight, l’ha eliminata scendendo sempre più di frequenza fino alle VLF.

[ …]

La storia, meno errata possibile, dell'onda diurna

Le scoperte marconiane sono quattro ed appartengono a periodi nettamente distinti 1894-1896 1898-1902,1924-1926 e 1931-1933.
Per il periodo fino al luglio 1897 vedi RadioKit luglio 2007, oppure:
http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=8396

Un overview sulle fasi importanti del wireless fino al 12 dicembre 1901 fu pubblicata su RR Aprile 1995. a cura di "vigiò".
Come nacque e chi osteggiò la diffusione del termine “radio “lo trovate su RR di giugno 1995 sempre di "vigiò".
Il periodo 1931-1933 per la scoperta della super rifrazione, lo trovate sull’inserto speciale del centenario marconiano su RadioRivista del settembre 1995. Lavoro chiestomi da Pesce e Miceli. http://www.aritaranto.it/marconi/opere.asp

[...]

Il 12 dicembre 1901 alle ore 12,30 Marconi è raggiante. Lui sa bene che ha sentito i famosi tre punti della lettera e voleva una conferma " Sente nulla, signor Kemp?"
Ancora una volta aveva sperimentato che le onde seguono la curvatura della terra.
Il convincimento della riuscita di questa "assurda" impresa lo ottenne, però, non in quel momento, ma nel gennaio 190, quando collegò via radio l'isola di Wight e la Cornovaglia (altrimenti non si sarebbe mai imbarcato in un opera così pazzesca), per una distanza di oltre 186 miglia. Le due antenne erano a meno di 100 metri d'altezza e per renderle in visibilità ottica, sarebbero servite due torri alte circa 1600 metri. Qui la distanza era notevolmente maggiore ed il 14 dicembre
Marconi comunica con cablogramma al maggiore Flood Page, direttore responsabile della società, di aver ricevuto i messaggi, ma che devono smontare tutto e presto per le condizioni climatiche. Non vi saranno altri testimoni.
Il 15 dicembre il New York Times esce in edizione straordinaria. ”Marconi annuncia la più grande conquista scientifica di tutti i tempi….”

[...]

Nel gennaio 1902, Marconi arrivò a Londra con la nave Philadelphia ed un contratto in tasca da 75.000 dollari (una somma notevole ai quei tempi), stipulato con il governo canadese, per la costruzione, in tempi brevi, della stazione di Table Head.
Egli fece salti mortali per evitare i giornalisti che volevano risposte ai mille dubbi degli scienziati. Si nascose e diede disposizioni alle segretarie dell’ufficio di non fornire a nessuno il suo indirizzo di casa.
In meno di un mese, ritornò in America con lo stesso piroscafo, accompagnato dalla sua equipe: ingegneri Vyvyan e Franklin (con mogli per i lunghi mesi, che poi diventeranno anni, che passeranno in Canada), due operatori radio, Stacey e Taylor, il segretario personale di Marconi, Henry Saunders, per l'enorme business con il Canada ed il bravo Kemp, obbediente, discreto, riservatissimo, tuttofare.
Pensate che Marconi ha solo 27 anni. Mi ha sempre affascinato il suo stile di management d'attuale scuola bocconiana.
Marconi fece installare l'impianto di ricezione sulla nave con un unico scopo: dimostrare ai dubbiosi che con il Wireless si possono inviare segnali oltre Atlantico.

[...]

Ebbene, forse non tutti sanno che, in questo momento Marconi è triste. Gli ingegneri di Marconi si erano accorti, da una settimana, che durante il giorno i segnali non si ricevevano. Nessun altro passeggero lo seppe per fortuna. La parola d'ordine fu: Silenzio. Non dire niente a nessuno. Lo chiamarono “ effetto dì”.
Invitarono le persone in sala radio solo dopo le 17, quando ormai é buio a quella latitudine e fecero ascolti serali. Di giorno saranno occupati con le antenne dichiarando che sono esperimenti per la sera

[...]

E’ forse dovuto alla rotazione della terra? O la luce del sole toglie elettricità alle onde. Guai se la stampa venisse a saperlo, ....mamma mia… sarebbe una conferma che mai avrei potuto ascoltare i segnali a S.John,s a mezzogiorno.
Forse fu dovuto all’antenna mobile dell’aquilone e non fissa come ora?... e poi il contratto con il governo canadese…. la società che sopravvive a malapena agli enormi costi dei miei impianti e il presidente Wallace che mi fa una testa così perché dedichi il tempo per le licenze della sicurezza di navigazione e non vuole questo tipo di ricerche in contrapposizione al cavo telegrafico. Forse ha ragione: la forza del wireless è il marittimo e non coast to coast”.
Questi ed altri erano i pensieri che frullavano nella testa di Marconi.

[...]

Quando l’Ingegner Vyvyan apprese da Marconi che i diversi mesi d’ascolti diurni e notturni sulla Carlo Alberto delle dodici stazioni costiere sparse per il nord Europa e con varie modifiche dei circuiti sintonici fatte da Fleming, a Poldhu, concordate con Marconi tramite cablogrammi durante i parcheggi ai porti dell’incrociatore, non avevano prodotto nessuna comprensione né contromisure per “l’effetto dì”, subentrò una non indifferente preoccupazione.
Dopo sette mesi di prove Marconi si convinse, che la luce del sole “diselettrizzava” le antenne trasmittenti. Quindi l’unica soluzione, per risolvere il problema, anche se comporterà un rallentamento alla velocità di trasmissione, era elettrizzarle ancora di più aumentando la tensione di carica della capacità dell’aereo fino e oltre 150 KV(energia=1/2CV2). Erano speranze, supposizioni, fu molto preoccupato, e non lo diede a vedere.

[...]

Alle 7 del mattino del 15 dicembre 1902, avverrà il miracolo tanto atteso, i segnali
saranno recepiti a Poldhu, deboli ma leggibili per due ore. (E’sempre buio sull’atlantico). Sono i primi ascolti radio, direzione Ovest-Est, transatlantici della storia umana.
Gioia, abbracci. Tutti a saltare sulla neve in preda ad entusiasmi dopo mesi di sacrifici ed incredulità. Marconi senza scomporsi convocò subito una riunione e come sua abitudini pianificò tutto e ordinò: “Prima di tutto. cercare di riuscire a mandare tre messaggi nel seguente ordine: al Re d’Italia, al Re d’Inghilterra e al governatore del Canada.

[...]

La notte del 18 Gennaio 1903, tra le 19 e le 23, fu trasmesso da Cape Cod un messaggio, del presidente Roosevelt al Re d’Inghilterra, Via Table Head per inoltrarlo poi a Poldhu. Con meraviglia di tutti, l’Inghilterra riceverà il messaggio direttamente da Cape Cod. A Poldhu era il 19 Gennaio. Questo messaggio passerà alla storia come il primo ascolto transoceanico tra America e Inghilterra.

[...]

Forse non tutti sanno che il primo collegamento bilaterale transantlatico sarà effettuato il 10 Gennaio del 1906 con un innovativo sistema ad onda continua non a scarica del tipo marconiano, tra Brank Rock (Massachusset ) e Machrihanish(Scozia). Iniziò un regolare scambio di radiogrammi in tutte le stagioni dell’anno di giorno e di notte alla frequenza di 80 KHz.

[...]

L’effetto della lunghezza d’onda sulla distanza sarà compreso (non la causa) tra il 1906 e 1912 con il contributo di Poincarè e tanti altri scienziati e sperimentatori. La soluzione fino al 1926, per collegamenti “long haul ”, ricavata sperimentalmente (col salire di frequenza peggioro e abbassandomi miglioro) fu di lavorare a frequenza sempre più basse possibili, si raggiunsero in pochi anni i 13 KHz. La tecnologia permetterà solo nel 1926 la scoperta che non vi è nessuna differenza, a mezzogiorno, nel comportamento dei segnali a grande distanza, tra le VLF e le HF maggiori di 18 MHz. Sarà chiamata la rivoluzione delle onde corte. Le torri passarono da 250 a 40 metri, dimezzando il numero. La frequenza di trasmissione passò da 18 KHz a 18 MHz, la potenza si ridusse da Megawatt a 10-20 kWatt. Si passò da un canale telegrafico a 20 canali telefonici e/o 60 canali telegrafici con la stessa antenna.


Fin qui l'estratto del testo di Gianfranco Verbana sulla problematica dell'onda diurna. Vorrei concludere a mia volta con una piccolissima precisazione e una citazione. Le domande poste dal grande poeta americano Thomas Stearns Eliot citate nel l'augurio finale di Verbana (che ricambio di cuore, a lui e a tutti i lettori), compaiono in realtà nelle stanze introduttive del "coro" di un lavoro teatrale, "The Rock", composto appunto nel 1934. Verbana non me ne vorrà - ultimamente, in seguito ad alcune discussioni, mi ha chiesto di rimuovere dal mio archivio alcuni suoi interventi passati, spero che mi consenta di lasciare intatto questo suo contributo - se mi permetto di citare nella sua interezza la stanza di apertura, perché mi sembra ancora più in sintonia - è il caso di dire - con gli argomenti, e le ricerche, che ci stanno a cuore:

O perpetual revolution of configured stars,
O perpetual recurrence of determined seasons,
O world of spring and autumn, birth and dying!
The endless cycle of idea and action,
Endless invention, endless experiment,
Brings knowledge of motion, but not of stillness;
Knowledge of speech, but not of silence;
Knowledge of words, and ignorance of The Word.
All our knowledge brings us nearer to our ignorance,
All our ignorance brings us nearer to death,
But nearness to death no nearer to God.
Where is the Life we have lost in living?
Where is the wisdom we have lost in knowledge?
Where is the knowledge we have lost in information?
The cycles of Heaven in twenty centuries
Brings us farther from God and nearer to the Dust.

21 novembre 2007

Il ruolo della radio nel crollo del blocco orientale

Nel 2004 la Hoover Institution ha organizzato un simposio dedicato all'impatto che durante la Guerra Fredda ebbero le trasmissioni radio rivolte alle nazioni d'Oltrecortina. Dalle relazioni presentate in occasione di Cold War Broacasting Impact è stato tratto un sunto molto corposo, un documento di oltre 50 pagine che potete prelevare dal sito di questo organismo della Stanford University, dedicato allo studio di Guerra, Rivoluzione e - fortunatamente - Pace.

16 novembre 2007

Quel primo segnale a Bandung

Interessantissima, la rievocazione che oggi il Jakarta Post pubblica sull'80esimo anniversario delle trasmissioni in onde corte verso le Indie olandesi. Da leggersi tutto d'un fiato, sperando che sia possibile (forse sul sito di Radio Nederland?) ascoltare qualche registrazione d'epoca. Leve de Koningin!

Radio connection cherished 80 years on

Features News - Friday, November 16, 2007
Yuli Tri Suwarni, Contributor, Bandung

"Wij sluiten nu. Vaarwel tot betere tijden! Leve de Koningin!" (We are ending now. Farewell until a better time. Long live the Queen). These were the last sentences uttered by the announcer of NIROM (Nederlandsch Indische Radio Omroep Maatschappij, the Netherland-Indies Radio Broadcasting Company) on March 8, 1942.
These sentences are recorded in documents of the history of radio broadcasts in Indonesia as a farewell from the Dutch-Indies colonial power in Indonesia.
But the "better time" referred to by the NIROM announcer did not come to pass. The Dutch colonial power was replaced by the Japanese military administration and then, on Aug. 17, 1945, Indonesia proclaimed its independence.
The historical traces of the radio broadcast that first "connected" Indonesia and Holland were recorded in Bandung. On Saturday night, the 80th anniversary of this relationship was celebrated in a small party at the Savoy Homann Hotel, Bandung.
Han Harlan, the regional representative of RNW (Radio Nederland Wereldomroep) for Indonesia, said the date of the anniversary celebration was eight months later than the date on which the short-wave radio relationship between Holland and the Dutch-Indies colonial relationship was established.
The trial short-wave radio broadcast, transmitted through a Philips-made transmitter under the code of PCJJ (Papa Charlie Juliet Juliet) from Philips Laboratoria, Eindhoven, Holland, was clearly received by Ir de Groot -- a Dutch telecommunications expert domiciled in the Dutch Indies -- on March 11, 1927.
This first short-wave broadcast could be heard in Bandung regency, to be exact in Cangkring village at the foot of Mount Malabar, about 100 kilometers to the south of downtown Bandung.
Cangkring has become an important historical witness to the establishment of radio and telegram communications between the Dutch-Indies administration and European countries in 1917. Later the Dutch-Indies administration decided to set up a radio transmitter using a tube lamp.
Unfortunately, the building that housed the transmitter's antenna in Cangkring has been demolished, leaving only a pool of water in its place. The pool, now neglected, used to be the place where the power required by the radio transmitter was generated.
Nina Lubis, a historian of Padjajaran University, said the 750-meter-high trasmitter's antenna in the valley of Mount Malabar was then the tallest of its kind in the world, as in those days a transmitter's antenna was on average only 350 meters high.
This antenna also marked a new chapter in history as it shortened the communications between Indonesia (then known as the Dutch Indies) and Holland -- a distance of about 12,000 kilometers.
"According to historical documents, a Dutch lieutenant riding a horse from Batavia (now Jakarta) to Bandung would need six days. He would arrive in Bandung after passing Cibinong, Megamendung and Cianjur. Meanwhile, a journey from Batavia to Surabaya would take four to six months," said Nina, who, during the evening marking the celebration of the anniversary the Dutch Indies radio broadcast, was asked to narrate the story of the radio connection between Holland and Indonesia.
De Groot was an important figure as he was in charge of the construction of a telephone transmitter in three weeks to enable Queen Wilhelmina to greet her subjects in the Dutch Indies on June 3, 1927. "That was the first radio telephone conversation using a short wave between Holland and the Dutch Indies," Nina said.
In memory of this historical moment, the then Bandung mayor, B. Coops, assisted by architect C.P. Wolff. Schoemaker, put up the Tjitaroem Plein (Citarum Square) monument behind Gedung Sate in Bandung municipality.
This monument is in the shape of half a globe with the statues of two naked men facing each other on its two sides. A fish pond surrounded this monument. One of the statues depicted a man shouting, while the other, a man cupping his hand to his ear.
The monument symbolized the disappearance of communication distance on earth thanks to the establishment of radio and telephone communication. Unfortunately, to the laymen, who did not fully understand the symbolism behind this monument, it was often referred to as Bloote Billen Plein (Bare Bottom Square), because from afar you could see only the statues of two men with their naked buttocks.
"This historical monument was demolished in the 1950s as it was considered indecent," Nina said.
In the 1960s, Istiqaman Mosque was built on the site where the monument used to stand, seemingly blotting out the memory of Bloote Billen Plein.
Following the suggestion of de Groot, Philips later set up a broadcasting company called Philips Omroep Holland Indie (PHOHI). "With this international broadcasting, Holland was orchestrating cross-continental broadcasting earlier than BBC World Service," Harlan said.
This maiden radio broadcast did not contain political reports but was dominated by entertainment and music for the Dutch living far away from home. NIROM itself came into being after 1934 when the Dutch Indies administration issued a radio law. With the assistance of the postal, telegraph and telephone service, NIROM was able to improve the quality of its broadcasts so that it later had its own relay stations and telephone connection. NIROM also broadcast to Bandung, Sukabumi, Cirebon, Tegal, Pekalongan, Semarang, Solo, Yogyakarta, Magelang and Surabaya.
Nina was of the opinion that the radio relationship was mutually beneficial to Holland, as the colonial power, and Indonesia as a colony. The radio station was established to allow the Dutch in the Dutch Indies to establish speedy communication with Holland.
"However, finally, Indonesians could make use of this radio station to obtain international information and in this way the broadcast improved the understanding of the Indonesians and spurred them to independence," Nina said.
Through a radio network in Bandung, the text of Indonesia's proclamation of independence could be broadcast for the first time to the world by Sakti Alamsjah at 7 p.m. on Aug. 17, 1945. Owing to the tight security posed by the Japanese soldiers, the text of the proclamation of independence could not be relayed to Bandung. The text, which was read out for the first time by Soekarno and Hatta, was dispatched through a courier from Jakarta, arriving in Bandung at 5 p.m.
"We are here today to commemorate those days from the past, symbolically through the pleasant memories of old radio broadcasts. But we must also look at the future, and explore the possibilities for cooperation between our countries which after all remain connected in so many ways," said Ad Koekkoek, deputy chief of Mission at the Embassy of the Kingdom of the Netherlands in Jakarta, who was present at the celebration.
Until now, Koekkoek said, about 5 percent of the Dutch continued to have family ties with Indonesia. Therefore, the Dutch embassy in Jakarta is the largest Dutch embassy in the world. The Indonesian language used in the broadcast through Radio Nederland of Indonesian Section (Ranesi) -- which went on air for the first time in 1947 -- is the second language after Dutch.
Ranesi is now relayed by 70 partner radio stations all over Indonesia, including Radio Maraghita in Bandung.
"One of Ranesi's partners outside Indonesia is Radio Taiwan International, most of whose listeners are migrant Indonesian workers," Harlan said.

30 settembre 2007

La storia di Radio Liberty in un documentario

Davvero interessante il documentario trasmesso tra ieri e oggi dalla spagnola Canal de Historia sulle vicende di Radio Liberty, a partire dalla fondazione da parte della CIA nel 1955 e fino alla recente (2006) distruzione dell'impianto emittente di Playa de Pals a Girona.
Lo segnala oggi su Hard Core Dx José Miguel Romero, che cita anche il sito Web della società catalana che ha prodotto il documentario, Waves of Liberty, presentato anche a Cannes e a numerosi altri festival. Il sito di Canal Paradis presenta una scheda completa del programma con un lungo trailer. Il programma viene presentato anche da El Mundo, il quotidiano spagnolo (anche lì potete trovare un trailer più breve), che ho trovato citato, insieme al nostalgico commento che riporto qui, sul blog spagnolo di Nibarcom. Nibarcom è riuscito a scovare su Radioliberty.org, sito spagnolo con la storia delle antenne di Pals alcune fotografie scattate subito dopo la loro distruzione da parte della società specializzata Control Demeter (se vi va vi suggerisco di dare un'occhiata anche alle foto di Venezia e Milano che Nibarcom ha pubblicato sulle sue pagine di Flickr, sono molto belle).
Apprendo da Canal Paradis che il documentario è stato acquistato anche dalla TSI in Svizzera e mi auguro che venga trasmesso anche da History Channel in Italia. Oltre, evidentemente ma illegalmente, a confidare in San You Tube...

Algunos nacimos al mundo cuando cayó en nuestras manos un receptor de radio con Onda Corta. En nuestro recuerdo quedarán las emisiones de Radio España Independiente (“La Pirenaica”), de La Voz de Canarias Libre, Radio Moscú, Radio Nederland Wereldomroep (acabé enviándoles crónicas durante tres años), La Voz de Alemania, Radio Vaticano… o de cómo estábamos al tanto de la nueva ola musical (aquella New Wave de finales de los 70) con Radio Luxembourg y sus magníficos “jingles”. En fin, la lista sería interminable… También recordamos las emisoras norteamericanas que transmitían para los países del “Bloque del Este”: Radio Free Europe y Radio Liberty.
Ahora podemos escuchar emisoras de todo el mundo gracias a internet, pero aquel pasado de las ondas ha marcado la vida de algunos de nosotros. Por eso me llamó la atención el artículo de El Mundo que ahora reproduzco. Y espero poder ver ese documental lo antes posible. Por cierto: en internet hay un magnífico website en castellano dedicado a la emisora: http://www.radioliberty.org. No dejéis de visitarlo si queréis saber más sobre la historia de Radio Liberty. La foto la he tomado prestada del sitio web de la empresa que demolió las instalaciones de la emisora en Pals. (NB)
LA MÍTICA EMISORA FUE CREADA POR LA CIA EN 1955:
‘Radio Liberty’, el azote anticomunista desde la playa de Pals en Girona


MADRID.- Canal de Historia estrena “Radio Liberty” un documental en coproducción con Canal Paradis y TV3, que desvela la verdadera historia de Radio Liberty en España, referente de la propaganda anticomunista desde su nacimiento en 1955 hasta su desmantelamiento en marzo de 2006.
Eran los años de la Guerra Fría, en la que Europa estaba dividida por el mítico “Telón de acero” y tanto el Gobierno norteamericano como el Soviético querían dominar la transmisión de las consignas lanzadas a la población de la época.
Radio Liberty fue creada en 1955 por el Comité americano de Liberación para, según diversos historiadores, imponer en sus mensajes el “modo de vida americano” en contraposición a la falta de libertades de los regímenes comunistas, pero para ello se necesitaba una potente forma de transmisión para toda Europa.
Los programas se producían en Munich y Nueva York, se grababan en diferentes idiomas y se lanzaban por las antenas de Pals. La última emisión de Radio Liberty fue en mayo de 2001.
Partiendo de las imágenes de su desmantelamiento y de la posterior destrucción de las torres y antenas de onda corta de Radio Liberty en la Playa de Pals en Girona, el trabajo recorrerá los 50 años de vida de esta emisora instalada allí por decisión de Eisenhower que consideró la playa un emplazamiento idóneo para instalar antenas de radio y transmitir propaganda anticomunista a la URSS y los países del Este.
Se trataba de una emisora con seis transmisores de onda corta de 250KW cada uno, y su objetivo principal era Rusia y sus países satélites. Mikhaïl Gorbachov reconoció que durante el golpe de estado, a mediados de los 90, cuando estaba cerrado en una estancia, consiguió estar conectado al mundo exterior mediante una pequeña radio del personal de servicio y gracias a las emisiones de Radio Liberty desde Pals pudo seguir lo que pasaba realmente en su país.
El documental mostrará cómo Radio Liberty, emisora financiada por la CIA, desempeñó un decisivo papel durante la Guerra Fría al transmitir noticias desde una perspectiva afín al capitalismo pero, tras la caída del muro de Berlín, en 1989, el nuevo contexto internacional hizo que la emisora perdiera progresivamente influencia hasta que dejó de emitir en 2001.
La producción repasará los hechos cronológicos más notorios de la radio desde el inicio de la Guerra Fría y analizará cuál fue la relación de la emisora con los sucesivos gobiernos españoles, desde la construcción de la estación de Pals en 1958 hasta la cesión de sus instalaciones a Radio Nacional de España en 2002 y su posterior desmantelamiento en 2006.

Foto: el derribo de Radio Liberty en Playa de Pals (Girona). Foto: C & D Control Demeter, www.controldemeter.com



24 settembre 2007

Ducati, quando la radio inforca la moto

Questo giovane signore si chiama Adriano Cavalieri Ducati, famiglia di nobili origini, padre "valligiano" di Comacchio, famoso ingegnere idraulico e ferroviario. Dice niente? Era solo per ricordare che la fabbrica che oggi viene celebrata per la vittoria nella coppa del mondo di motociclismo, prima delle moto era nata (1926) come "Società Scientifica Radio Brevetti Ducati". I brevetti erano appunto del geniale Adriano, appassionato radioamatore, uno dei tre fratelli fondatori (Bruno e Marcello erano gli altri due, all'epoca insieme non facevano cinquant'anni) della SSR. Adriano, uno che nel 1924 era riuscito a collegare il Nord America da Bologna, per la sua precocità di sperimentatore fu chiamato nei laboratori dell'Accademia navale di Livorno per costruire gli impianti radio per i contatti con Somalia e Eritrea. Nel 1927 pubblicò un libro intitolato "Le onde corte nelle comunicazioni radioelettriche". La fabbrica da lui fondata sfornò per 20 anni componenti per radio, in particolare i celebri condensatori venduti in tutto il mondo, ma anche antenne e apparecchi finiti. Solo in seguito, come racconta l'interessante tesi di Alessandro Marchi (disponibile, per 24 euro, su Tesionline) e diversi siti amatoriali, arriverà la svolta di questa impresa elettromeccanica verso un più marcato orientamento meccanico. Nasce così il "Cucciolo:, una specie di bicicletta motorizzata. Siamo ormai nell'immediato dopoguerra. Il resto è storia sportiva, ma prima ci fu quella radiofonica. Sono contento per i tifosi, ma un po' mi dispiace.

01 gennaio 2007

Pirati italiani delle onde corte

Giampiero Bernardini e Dario Monferini riportano sulla lista di distribuzione di Bclnews.it la riattivazione di Pirate Music/Power FM, strana pirata italiana che secondo l'attendibile ricostruzione di Dario dovrebbe trasmettere da una località vicina a Milano su 6.878 kHz. Il segnale in questo momento, le 13.45 utc del primo gennaio 2007 (a proposito: auguri a tutti!) è più che discreto su un piccolo portatile Degen e la modulazione è di qualità.
Come Dario osserva esiste una Web radio, Power Fm, che fa capo a una piccola società di Milano, nel quartiere settentrionale di Dergano. Il nome proprio del proprietario coinciderebbe con quello di chi lo scorso autunno confermava i rapporti d'ascolto inviati all'indirizzo piratemusic (at) hotmail (dot) it. Non so se questo indirizzo sia ancora attivo.
Trattandosi di radio che operano su frequenze non autorizzate e che quindi rischiano multe e sequestri non vorrei fornire altri dettagli. Tutto del resto si trova molto facilmente con una ricerca su Google. Diciamo che Pirate Music sembra proseguire una tradizione di emittenti pirata delle onde corte che anche in Italia ha avuto e sta avendo diversi rappresentanti di rilievo. Personalmente ricordo i vecchi tempi di Italian Broadcasting Corporation, che aveva iniziato a trasmettere alla fine degli anni Settanta, diventando piuttosto famosa in tutta Europa. Poi ci fu il caso di Radio Europe, una stazione divertente (soprattutto quando riprendeva le irriverenti goliardate di Dario nel programma curato da Play DX), che continuò a trasmettere con regolarità fino a circa il 2000. Oggi questa tradizione è ben rappresentata da Radio Mystery, spesso presente sui 6.220 kHz, che molti ritengono basata in Italia.

27 dicembre 2006

Il ritorno (italiano?) della Mohrman's List

"Hai visto che Mark Mohrman è tornato ad aggiornare la sua lista di emittenti sudamericane?", mi scrive Fabrizio Magrone l'altro giorno. In effetti è vero, il sito degli LA SW LOGS, fermo da esattamente due anni, ora annuncia di essere aggiornato al 15 dicembre, non più al dicembre del 2004. Spulciando DX Listening Digest mi accorgo che la lista è tornata a rianimarsi nel settembre scorso. Caspita. Per molto tempo gli LA SW LOGS sono stati un punto di riferimento essenziale per l'appassionato di DX latinoamericano sulle bande tropicali e le corte. In questa lista, costantemente aggiornata, Mark registrava puntualmente tutte le segnalazioni che apparivano sui migliori bollettini DX del mondo e in altre fonti su Internet. Un lavoro da certosino che rendeva davvero agevole il monitoraggio delle bande: quando si verificavano delle condizioni interessanti, zac!, si apriva il sito Web di Mohrman e in pochi minuti si potevano sorvegliare le frequenze più interessanti. Quando Mark decise di sospendere la sua attività di aggiornamento furono in molti a essere dispiaciuti, ma bisognava essere realisti: su quelle frequenze le uniche variazioni allo statu quo erano in negativo, con tante emittenti che tiravano giù baracca, burattini e antenne.
La sensazione di vuoto che ti prende quando cominci a scorrere i nuovi LA SW LOGS non è piacevole, ma tutto sommato è giusto festeggiare il ritorno di una fonte informativa importante. C'è però un retroscena curioso. La lista viene firmata da Mark Mohrman e da un gruppo, il Mosquito Coast DX Team che sulle prime mi diceva poco. Il fatto, però, è che l'indirizzo di e-mail fornito a coloro che volessero inviare i loro ascolti è registrato su un dominio Internet italiano. Ho fatto un piccolo giro di consultazioni e a quanto sembra sarebbe confermato il momentaneo disinteresse da parte di Mohrman nel proseguire la gestione esclusiva dell'iniziativa. E' evidente che Mark si sta facendo aiutare da qualcuno. Facendo mente locale, ho ricordato che sotto l'insegna di Mosquito Coast si svolgono da qualche tempo le DXpedition in una località costiera del nord dell'Adriatico che alcuni amici DXer del Nord Est italiano hanno scoperto e sapientemente sfruttato. Siccome non ho ricevuto una precisa conferma, le mie restano solo delle illazioni e visto che evidentemente questi amici preferiscono, almeno per il momento, mantenere un profilo piuttosto basso, non farò altri nomi. Mi limito a ringraziarli per il lavoro che stanno facendo. L'elenco sarà anche molto più corto dei precedenti, ma il suo improvviso pensionamento era sembrato un po' prematuro. Sul Web ci sono validissimi repertori di frequenze relativi ad aree geografiche diverse, completamente gratuiti e frutto (come il DX Handbook di Salvo) del lavoro volontario di tanti bravi ascoltatori. Mettendoli insieme agli LA SW LOGS si ottiene un panorama ancora di tutto rispetto dell'emittenza locale in onde corte, bande tropicali comprese. Finché queste stazioni continueranno a trasmettere, ci saranno DXer disposti a dar loro la caccia, anche se per i più vecchi si tratterà perlopiù di riascoltare radio già sentite. Emozioni e fascino sono ancora intatti.


Il Nord Europa chiude il sipario sull'AM

Capodanno triste per tre nazioni del Nord Europa, Islanda Danimarca e Finlandia, che abbandonano la radio alla vecchia maniera. I trasmettitori in onde medie e lunghe di Kalundborg, in Danimarca, dovrebbero cessare a mezzanotte del 31 dicembre le trasmissioni dei programmi P5 e P6 della radio pubblica danese. Una decisione che risale ai tagli sul budget (95 milioni di corone) stabiliti nel 2005. Ci sono insomma altre tre o quattro sere per provare due frequenze storiche come i 1062 kHz (ricordo i tempi in cui a Milano facevano a gara, al mattino presto, con le onde medie di RAI Sardegna) e i 243 kHz. In Danimarca il DAB diventa sempre più forte, anche se per adesso non si pensa di abbandonare l'FM. Sullo spettro AM è difficile ovviamente fare previsioni, ma non si possono escludere riusi in modalità digitali come il DRM, su frequenze da assegnare alle radio comunitarie.
Il vero problema della modulazione d'ampiezza così come era stata concepita ai suoi esordi, cioè come strumento per la copertura di estesi bacini di pubblico, espatriati inclusi, sono i costi operativi e della manutenzione. Mettere qualche centinaio di kilowatt in antenna non è cosa che molte emittenti, soprattutto di stato, possono più permettersi. Anche in considerazione dell'impatto ambientale complessivo di tutta quella corrente elettrica da generare. La Danimarca aveva già lasciato le onde corte diversi anni fa, quando fu deciso di smantellare gli impianti di Herstedvester nel 1990. Fino al 2003 Radio Danmark utilizzò per i suoi programmi dei ripetitori norvegesi. Oggi neppure questi ripetitori esistono più.
Dall'Islanda invece non arriveranno più le voci del relay su onde corte dei programmi interni. Alla fine del 2006 "salteranno" insieme ai tappi dello spumante, le due frequenze di 12115 e 13865 kHz affittate dall'ente per le comunicazioni marittime e facilmente ascoltabili in Europa nel pomeriggio. Prendo in prestito la notizia di Bernd Trutenau/Cumbre apparsa a novembre sul blog di Gayle Van Horn, MT Shortwave Central:

Iceland's RÚV to end SW relays of main newscasts

The Icelandic public broadcaster RÚV will end the SW relays of its main newscasts by the end of the year. Since the 1970s, RUV had leased SW capacities at the Gufunes Telecommunicatons Centre in Reykjavík to serve Icelandic ships and expatriots in Europe and North America.
(Bernd Trutenau-LTU/Cumbre DX)

Correspondence to the station may be directed to:
Icelandic Broadcasting Corporation
International Relations Department
Efstaletti 1
IS-150 Reykjavik, Iceland
(GVH/TP NC)

Station relays home service newscasts. RÚV is the public service broadcaster in Iceland. Transmissions are in AM-compatible R3E modulation USB with -6dB carrier reduction on the following schedule in Icelandic.
Smobilitazione generale anche in Finlandia, dove a partire dal 1 gennaio vengono ufficialmente abbandonate le onde corte, dopo la cessazione quasi totale delle trasmissioni in onde medie. Ecco la storia degli impianti in onde corte di Pori, costruiti nel 1948, appena pubbicata su YLE News:

YLE Ends Short Wave Broadcasts
Published 24.12.2006, 18.37 (updated 25.12.2006, 18.54)

The end of the year marks the end of an era in Finnish broadcast history. On December 31st, YLE- the Finnish Broadcasting Company will transmit its final short wave broadcast. For half a century, short wave radio was the only way to stay in touch with home. Now internet and mobile services are taking over.

From January,1st. a world band radio will no longer keep Finnish listeners in touch with news from home. This follows a decision taken earlier this year by YLE to close down all international short wave broadcasts in favour of internet, mobile and satellite services. Finland's first pre-war short wave broadcasts were transmitted from Lahti, former home of the nation's only long wave station. The country's post-war attempts at international broadcasting were transmitted from a short wave station at Pori on the west coast. Opened in 1948, it provided a link with home for Finns residing abroad. Broadcasts sent out from Pori also attracted many enthusiastic listeners around the world through its popular English language broadcasts. For a time, there were also broadcasts in German and French.
Cold war power battles over the airwaves soon began to drown out Finland's small voice and a new purpose-built short wave centre was inaugurated outside Pori in the eighties. A powerful medium wave transmitter at the site served Finnish speaking listeners in parts of Sweden. The close down of the Pori shortwave station also means YLE will lose some listeners to its Russian service. These broadcasts are more and more aimed at the Russian minority living in Finland. YLE broadcasts daily news bulletins in English on radio and television but these are aimed for audiences in Finland.
Replacing the shortwave broadcasts are an internet service and mobile phone services as well as satellite distribution of all YLE radio channels. Jorma Laiho, Director of Corporate Technology at YLE believes few people will miss the short wave service. However, he admits that older Finns abroad might protest at the closure of the service from Pori that has kept them informed of events back home for over half a century.
Consoliamoci pensando ai tempi che furono sulla lettura di questa bella brochure sugli enti radiotelevisivi pubblici delle cinque nazioni nordiche che ho trovato proprio sul sito di Danmark Radio. Al momento, solo la Svezia mantiene un trasmettitore in onde medie, parzialmente la Finlandia continuerà a utilizzare un unico impianto, la Norvegia affitta ogni tanto le antenne su 1314 kHz spente pochi mesi fa e l'Islanda trasmette sulle onde lunghe (possibili anche qui, ma non facili). Poi non dite che sono pessimista.