Visualizzazione post con etichetta musica contemporanea. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta musica contemporanea. Mostra tutti i post

15 settembre 2012

L'immaginazione al Prix Italia. Il ruolo (passato?) della radio nella musica contemporanea

Come l'arte contemporanea, anche la musica del nostro tempo - in particolare nelle sue articolazioni elettroniche e digitali - vive imprigionata tra i falsi miti di due scontate estremizzazioni, la presunta inaccessibilità («è troppo difficile» si dice di Pollock, «vuoi mettere Giorgione?»; «è una accozzaglia cervellotica di suoni disordinati» si commenta su Nono, «io mi tengo il mio Mozart») o una arrogante sottovalutazione («ma così disegnerebbe un bambino!» davanti a un Klee, «la chiamano musica, per me è solo rumore» detto di Sciarrino). Peccato che entrambi i miti siano assurdi. Pur ospitando timbricità e ritmi spesso "sgradevoli", oltre a essere concepita come arte meno elitaria rispetto a una produzione nata in contesti assai più esclusivi, la musica contemporanea non è certo frutto di casuale, infantile improvvisazione, ma di studio lungamente coltivato e ragionato.
Dovrebbero saperlo più di tutti gli italiani, che dopo aver ceduto un secolo abbondante di primato musicale europeo per assecondare un genere operistico a volte troppo condiscendente nei confronti della più nazional-popolare delle melensaggini melodiche, hanno avuto modo di riscattarsi ampiamente nella seconda metà del secolo scorso ridefinendo, con compositori come Luciano Berio e Bruno Maderna, il concetto stesso di avanguardia musicale. A questa fertile produzione, l'editore milanese Die Schachtel in collaborazione con Rai Trade e con il Prix Italia che si sta aprendo a Torino ha presentato ieri al Museo degli strumenti musicali del Castello Sforzesco il cofanetto "L'immaginazione in ascolto. Il Prix Italia e la sperimentazione radiofonica".
Curato da Maddalena Novati, instancabile cantrice e catalogatrice del mitico Studio di Fonologia della sede RAI di Corso Sempione, e dalla musicologa Angela Ida De Benedictis (la quale a partire dal 24 settembre racconterà le vicende e i contenuti di questa meritoria opera editoriale per la trasmissione "I maestri cantori", ogni giorno su Radio 3 alle 13), il volume di 400 pagine è accompagnato da sei CD audio estremamente rappresentativi. Si tratta infatti di una accurata selezione di lavori musicali che hanno partecipato o vinto al Prix Italia tra gli anni '50 e '80. Molti dei compositori prescelti ebbero direttamente a che fare con lo Studio di Fonologia e testimoniano della qualità e notorietà raggiunte allora proprio in virtù di un uso sperimentale e colto del mezzo radiofonico. Ecco una lista di materiali che "L'immaginazione in ascolto" consente di tornare ad apprezzare (tra parentesi l'anno del debutto al Prix Italia):

Bruno Maderna – Don Perlimplin (in concorso, 1961)

Bruno Maderna – Ritratto di Erasmo (su commissione, 1969)

Bruno Maderna – Ages (vincitore, 1972)

Luciano Berio - Diario immaginario (vincitore, 1975)

Nino Rota – La notte di un Nevrastenico (vincitore, 1959)

Niccolò Castiglioni - Attraverso lo specchio (vincitore, 1961)

Salvatore Sciarrino – La voce dell’Inferno (in concorso, 1981)

Al breve convegno organizzato per la presentazione milanese hanno partecipato insieme alle curatrici, Mimma Guastoni, che ha lavorato a lungo con l'editore Ricordi proprio sulla musica contemporanea; il compositore Michele Dall'Ongaro, l'ultimo vincitore del Prix Italia 2008 con "Musica nascosta" (musiche di Michele Tadini su testi di Tiziano Scarpa, in catalogo sul nostro Elencone mp3); la segretaria del Prix Giovanna Milella; Bruno Stucchi, che con Fabio Carboni dirige Die Schachtel; e il musicologo Enzo Restagno in veste di coordinatore dell'evento.
E' stata un'ora abbondante di intelligenti considerazioni sul ruolo che le tecnologie e la radiofonia hanno avuto e continuano ad avere nello sviluppo di nuovi linguaggi musicali ma soprattutto nel lento processo di costruzione di un diverso gusto nell'ascoltatore, una diversa consapevolezza nei confronti della creazione musicale. Le riflessioni in materia, ha ricordato Enzo Restagno, risalgono addiritturao a Theodor W. Adorno, con il fondamentale "Corrente di musica" frutto della partecipazione del filosofo tedesco, fuggito dalla Germania nazista, al Princeton Radio Project, (1937-39) il primo tentativo di analisi approfondita delle potenzialità del nuovo mezzo sul piano della creazione letteraria e musicale. Una potenzialità che non si estrinseca semplicemente attraverso il nuovo armamentario che l'elettronica offre al compositore per liberarsi dai limiti timbrici ed esecutivi degli strumenti musicali tradizionali, ma che apre la strada a dimensioni di produzione e fruizione inedite, come la forte spazialità resa possibile dal suono multicanale. Interrogandosi sul ruolo che la radio deve assumere nel contesto creativo attuale, i partecipanti al dibattito hanno infine discusso dell'eredità lasciata da istituzioni ormai scomparse come lo Studio di Fonologia. Una delle ipotesi formulate è che oggi, grazie alla disponibilità di tecnologie di trattamento del segnale a bassissimo costo e alta accessibilità, la composizione musicale dovrebbe essere più diffusa e ancora meno vincolata alla presenza di veri e propri laboratori. Ma tra gli esperti c'è stato chi ha lamentato la politica di sostanziale disarmo creativo portata avanti - complice la crescente esiguità di fondi - dagli enti radiofonici pubblici come la RAI, colpevole di aver abdicato alla propria funzione aggregatrice e catalizzatrice di talenti rinunciando anche alla sua capacità di committente.
La speranza è che iniziative come questa promossa da Bruno Stucchi e Fabio Carboni risveglino anche un'altra consapevolezza: quella per cui seppellire in un archivio impenetrabile quel passato di attualissima potenza creativa sarebbe un delitto per il futuro di un'intera collettività.
L'audio del convegno può essere prelevato qui.

11 novembre 2011

Messaggi fluttuanti, la nuova musica di Annie si ispira alla vecchia radio di guerra

Un altro compositore affascinato dai suoni non sempre gradevoli ma musicalmente etimbricamente complessi, mai banali che escono (anche nell'immaginario collettivo) dagli altoparlanti delle radio. Radio vecchie, possibilmente, quelle delle musichette distorte, dei proclami gracchianti, dei mille disturbi e fruscii e brusche cadute di intensità.
Questa volta è una compositrice, viene da New York e si chiama Annie Gosfield. La sua discografica include già un titolo, uscito tre o quattro anni fa, che gli amanti della radio d'epoca non potranno fare a meno di apprezzare: Lost signals and drifting satellites, interpretato dal violino di George Kentros ma contrassegnato, nello sfondo, anche dal tenue bip bip che le registrazioni amatoriali dello Sputnik hanno reso celebre.
La Gosfield, dice il Telegraph, sta per iniziare una nuova tournée europea. Il 23 novembre, a Dartington ci sarà la prima di un nuovo lavoro che sembra essere stato composto da un marconista: Floating messages and fading frequencies. Con lei, in un tour che si concluderà a Liverpool, la danese Athelas Sinfonietta. raggruppamento orchestrale specializzato nella musica del XX secolo. E' importante il rimando alla Danimarca perché come la Gosfield ha raccontato al quotidiano britannico, l'ispirazione per Floating messages viene dalle sue relazioni con un anziano insegnante di piano che a New York le raccontava delle sue esperienze nella Resistenza europea. Annie ha rivolto le sue ricerche alla storia, alle modalità scelte dai raggruppamenti partigiani per comunicare, specie in Danimarca e Francia. Secondo l'autrice, parte dei messaggi scambiati venivano veicolati, sottoforma di codice, attraverso i programmi delle emittenti ufficiali, in modo che potessero essere ascoltati con mezzi normali. Lo sappiamo bene anche noi italiani, con i famosissimi messaggi personali di Radio Londra. Anche i francesi avevano i loro messages personnels. Questo, sottolinea però la Gosfield, non significa che la sua musica possa essere considerata descrittiva, d'ambientazione. Al contrario, il concetto stesso di codifica viene trasferito sui piani della notazione e della strumentazione, con in più l'innesto di contributi al campionatore, che saranno sostanzialmente improvvisati sullo sfondo di una partitura perfettamente definita e affidata alla piccola orchestra danese. Non mancheranno certamente i crepitanti rumori e le sequenze Morse che tutti noi continuiamo ad associare alla radio al tempo di guerra.

21 novembre 2010

Kurzwellen di Stockhausen su BBC Radio 3

BBC Radio 3 ha trasmesso sabato il concerto di musica contemporanea del festival londinese "Hear and Now". In programma una rara esecuzione di Kurzwellen di Stockhausen. Link e registrazione da scaricare in Radiopassioni, il forum.

16 marzo 2010

A Milano, Cinque Giornate per la nuova musica

Mi scrive Stefano Giannotti, compositore e artista radiofonico lucchese, che lavora da molti anni per la radio tedesca. Del Maestro Giannotti mi ha parlato un altro sound artist e compositore per la radio, Alessandro Bosetti, nell'intervista che mi aveva concesso.
L'occasione è un festival di musica contemporanea che si terrà a Milano nei prossimi giorni, dal 18 a al 22 marzo, i giorni in cui la città celebra i moti antiaustriaci del 1848. Il Festival 5 Giornate, giunto alla sesta edizione e promosso dal Centro Musica Contemporanea. Forse anche per rilanciare forme musicali che a Milano hanno sempre avuto una certa prominenza, grazie anche a un Conservatorio abbastanza attento e con validi maestri.
Una sorta di anti-tradizione, quella delle avanguardie musicali a Milano, che rimanda a iniziative pionieristiche come il Laboratorio di fonologia della RAI di Luciano Berio. Alla fine degli anni settanta, con Musica del Nostro Tempo, Milano aveva una stagione di musica contemporanea davvero pregevole ed era ora che si riappropriasse di certi linguaggi, considerando l'impoverimento di tutti gli altri linguaggi cittadini. Ho sempre pensato che questo tipo di musica avesse tra l'altro un rapporto speciale con la radio, con la quale condivide molte tecnologie di fondo. Entrambe sono figlie degli oscillatori, circuiti davvero affascinanti.
Quelle che seguono sono le date dei tre appuntamenti con Stefano Giannotti (e vi prego di notare il notebook sulla città polacca di Wałbrzych). Uno dei luoghi dell'evento, a Palazzo Reale, è l'esposizione dedicata al grande Gillo Dorfles, motivo in più per partecipare. Per leggere il resto del programma del Festival della nuova musica, potete andare sul sito ufficiale, già molto ricco (qui la versione in pdf). I siti di Stefano Giannotti, presente anche su MySpace, consentono di ascoltare parecchio materiale e condividere le ragioni della sua opera anche attraverso videoclip musicali molto curiosi.
Venerdì 19 Marzo

Milano, Palazzo Reale, Piazza del Duomo 2, ore 17
Stefano Giannotti: UNA SERATA IN FAMIGLIA (1999/2000) per clarinetto e nastro magnetico (Gaetano Nenna: clarinetto)


Domenica 21 Marzo
Milano, Cinema Anteo, Via Milazzo 9, ore 11
Stefano Giannotti: CHIAYI SYMPHONY (2006/2007) proiezione del video (Taiwan/Italia, dur. 63'20")
http://www.stefanogiannotti.com/chiayisymphony.html

Milano, Arci Bellezza, Via Giovanni Bellezza 16, ore 22
Stefano Giannotti: UNA SERATA IN FAMIGLIA (1999/2000) per clarinetto e nastro magnetico (Gaetano Nenna: clarinetto)
THE WALBRZYCH NOTEBOOK (2004/2010) proiezione del video (Polonia/Italia, dur. 71'35")
http://www.stefanogiannotti.com/thewalbrzychnotebook.html