Visualizzazione post con etichetta digital radio mondiale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta digital radio mondiale. Mostra tutti i post

14 settembre 2014

IBC 2014, spunta una nuova radio DRM: viene dall'India per il potenziale mercato interno

All'IBC di Amsterdam l'altro ieri è stato presentato un nuovo prototipo di ricevitore DRM, è siglato AV-DR-1401 e lo produce il brand indiano Avion Electronics, del gruppo Communications Systems Inc. Bisogna ammettere che il sistema di trasmissione digitale DRM (Digital Radio Mondiale) ha una resilienza invidiabile. Oggi standard ETSI, il DRM è stato concepito una quindicina di anni fa per rimpiazzare la tradizionale modulazione d'ampiezza analogica per frequenze fino a 30 MHz. L'intenzione era lodevole: dare nuova linfa al settore delle emittenti internazionali che trasmettevano sulle onde corte - ormai all'inizio del loro travolgente e irreversibile declino - e al tempo stesso offrire una nuova possibilità alle infrastrutture e alle singole stazioni attive sulle onde medie. Il sistema funzionava, molti avevano dichiarato il proprio interesse e avviato dei testi, ma in tutto questo tempo il DRM non è riuscito a creare un mercato dei ricevitori degno di tale nome e i broadcaster internazionali, quasi tutti enti pubblici sottoposti a mille pressoni di budget, non hanno avuto la pazienza di aspettare una fantomatica iniezione di qualità e versatilità digitale in un medium chiaramente al tramonto. A parte qualche la notevole eccezione della Cina, le onde corte sono morte prima di poter diventare digitali e i pochissimi ricevitori che sono stati messi in commercio sono diventati praticamente obsoleti (le trasmissioni test in DRM proseguono, ma si tratta di poche ore giornaliere e hanno pochissima rilevanza).

C'è qualcuno però che sul fronte degli apparati in questi anni ha avuto un parziale successo: i pochi produttori che ancora soddisfano alla scarsa domanda di impianti di trasmissione AM. Un'industria in grado di rifornire sia modulatori in grado di adattare al digitale i trasmettitori analogici, sia nuovi impianti ibridi analogico-digitali. Considerando che il DRM necessita di trasmettitori molto più lineari di quelli normalmente utilizzati per la modulazione di ampiezza, è quasi inevitabile che i broadcaster interessati al discorso dell'AM digitale investano in trasmettitori di nuova generazione, per i quali il DRM diventa un'opzione molto accessibile. A un certo punto, qualche anno fa, è accaduto che due delle più importanti nazioni del mondo, Russia e India, dichiarassero il loro "commitment" in favore della modulazione d'ampiezza. L'India in particolare ha cominciato a investire in nuove infrastrutture, soprattutto per le onde medie, impegnandosi a far partire le trasmissioni digitali una volta che il pubblico fosse stato in grado di dotarsi di apparecchi riceventi compatibili. Come è finita? È finita che la Russia ha addirittura smantellato onde corte e onde medie, giudicate inutili, mentre l'India ha recentemente lanciato segnali contrastanti, lasciando intendere che la conversione al digitale non fosse più un obiettivo primario. In Brasile, in compenso, sono stati avviati recentemente dei test sulle onde medie.
Adesso ecco arrivare un'altra azienda - questa volta non taiwanese o coreana - che si dice pronta a rilasciare "nei prossimi mesi" un ricevitore AM digitale che sembra avere caratteristiche interessanti, inclusa la capacità di sfruttare le funzioni di trasmissione di informazioni testuali e visive (Journaline, Slideshows, ecc.) che rappresentano uno dei plus del DRM. Nei mesi scorsi per la verità c'erano stati dei rumors sul produttore cinese Tecsun, molto noto tra gli appassionati per le sue eccellenti radioline a onde corte, che sarebbe stato intenzionato a entrare nel mercato del DRM, ma non se ne è saputo più niente.  
Dell'AV-DR-1401 - le cui prime notizie risalgono allo scorso aprile - abbiamo soltanto una fotografia e qualche dichiarazione come sempre entusiastica dei dirigenti del consorzio che in barba alla lunga sequenza di flop commerciali cui è andata incontro questa tecnologia nel corso degli anni, continua a promuovere l'adozione dello standard. Si tratta come sempre di un annuncio e di un prototipo. Ancora non si conosce il prezzo e l'effettiva data di disponibilità. Sono andato a vedere sul sito di Avion Electronics e francamente le pagine che riguardano il piccolo catalogo di radioricevitori sembrano aver viaggiato indietro nel tempo di qualche lustro: tutti i modelli (analogici) sono anche a lettura di frequenza analogica e sono chiaramente orientati a un mercato con pochissimo potere di spesa. È possibile che un'azienda del genere, che può vantare solo una produzione di televisori di nuova generazione (incluse le smart tv e le 3D tv), riesca ad assicurare una produzione su larga scala? Chi ha progettato il nuovo ricevitore? Che componentistica è stata utilizzata per riuscire ad assicurare un prezzo che non può essere quello di un bene di lusso? Mi chiedo se il fornitore di chipset possa essere Analog Devices India, che anni fa aveva lavorato per il DRM e che dispone di processori per un tipo di modulazione abbastanza diversa dal DAB. Al momento le due aziende che sembrano in grado di fornire componenti e chipset sono NXP, con il co-processore SAF3607EL e l'israeliana Siano, una delle prime a specificare che i suoi processori sono aperti anche al DRM+, espansione dello standard predisposta per la trasmissione nelle VHF in sostituzione dell'FM analogica. 
Ma ancora una volte tutti i dubbi dovranno restare in sospeso. Io cercherò di contattare l'ufficio stampa del DRM Consortium, per adesso accontentiamoci della fotografia e del comunicato:

At IBC on Friday 12th September the DRM Consortium launched the first DRM AM model receiver produced in India for India and for global use. 

The AV-DR -1401 designed and produced by Communications Systems Inc under the brand name Avion Electronics of India (www.avionelectronics.in) is a digital DRM SW, MW, as well as analogue AM and FM receiver with stereo reception, offering some of the extra features that make digital superior to analogue: more choice in perfect sound (MPEG audio), multimedia applications and local interactive text and media (Journaline), automatic tuning by station, not frequency, emergency alert capability etc.
The receiver was unveiled at the first DRM ‘Pit-stop’ on Friday 12th September at the Ampegon stand (Hall 8:D35). It was subsequently showcased on Saturday 13th September at Thomson Broadcast, the second ‘Pit stop’ event and at the “tell and show” event organised by DRM Consortium member Nautel Ltd. At their session ‘Building to a Billion and Beyond’, Nautel representatives and other Consortium companies from India and around the world gave an update on the digital project in India and participants could sample the excellent sound of the new DRM receiver model.
Ankit Agrawal, Director of Communications Systems Inc which produced the new model was thrilled with the interest created by the DRM radio: ”Our receiver performed very well and its audio quality, extra features and ease of use received a lot of positive feedback. IBC participants particularly liked the extended battery life of the receiver and its emergency warning capability. With small adjustments we plan to make the receiver available for order in the next few months.”
Ruxandra Obreja, the Consortium Chairman, says that: “We are very pleased with the exciting announcement on this new Indian receiver. With sufficient orders and support it could do very well and start the receiver ball rolling demonstrating that global, green and extremely cost-effective DRM is not just the future of digital radio but a reality for listeners now.”
Other DRM members present at IBC are: Digidia, Fraunhofer IIs, GatesAir, RFmondial and Transradio

20 agosto 2013

Ancora un flop per Digital Radio Mondiale: il ricevitore DR111 esce di produzione

Secondo Keith Perron, produttore di programmi radiofonici in onde corte che risiede da tempo a Taiwan, la produzione del ricevitore Digital Radio Mondial DR111 verrà definitivamente sospesa a causa del numero molto basso di apparecchi venduti (addirittura meno di 50 nell'ultimo anno). Il ricevitore, fabbricato in Cina dalla Chengdu Newstar, era in pratica l'unico apparecchio radiofonico "autonomo" capace di sintonizzarsi sulle trasmissioni digitali nel controverso sistema DRM, proposto oltre 10 anni fa proprio in chiave di possibile rilancio di un medium, le onde corte, oggi quasi completamente abbandonato. La scomparsa del ricevitore Chengdu non sembra deporre favorevolmente sul destino ultimo della tecnologia DRM, oggi utilizzata da una decina di broadcaster per un totale di poco più di 260 ore di trasmissione giornaliera (ecco la griglia di programmazione completa). L'interesse nei confronti del DRM sembra per il momento concentrato, geograficamente, sui piani di digitalizzazione delle trasmissioni domestiche in India, Russia e probabilmente Cina, tre aree del mondo in cui densità popolazione e superficie sono ancora forse conciliabili con l'uso di frequenze nelle onde medie e corte, due ambiti in cui il DRM offre interessanti spunti di qualità di ricezione e basso consumo.
Sul suo gruppo Fecebook PCJ Media and PCJ Radio, lo stesso Perron dà tuttavia una seconda notizia: se Chengdu smetterà di fabbricare le sue radio per le onde corte digitali, un altro produttore cinese molto più conosciuto tra gli hobbysti (e probabilmente tra il normale pubblico, specialmente in Cina) come Tecsun sarebbe pronto a rilasciare un ricevitore DRM ibrido e low cost. La nuova Tecsun "duale" (onde corte analogiche e digitali), potrebbe infatti costare tra i 70 e i 100 dollari, più o meno come il portatile PL660. Un prezzo praticamente dimezzato rispetto al modello proposto dalla Chengdu Newstar.
Lo scorso anno ho fatto parte della prima cordata di acquirenti del DR111 e naturalmente l'ho sottoposto a una serie di prove su strada, qui a Milano. Le mie impressioni su questa radio non sono tutte negative, il chipset utilizzato mi sembra anzi di buon livello. La sensibilità in onde corte analogiche è superiore a quella che ho avuto modo di riscontrare in altri ricevitori portatile di questa classe e anche in digitale il vero ostacolo è costituito dalla scarsità dell'offerta più che da difetti tecnici. Anche in un ambiente rumoroso come la mia città, il DR111 riesce a ricevere in entrambe le modalità con la sua sola antenna stilo. Vi propongo come esempio un breve estratto di ricezione dei programmi di All India Radio, dove tra l'altro emerge molto evidente il caratteristico problema delle onde corte digitali: un audio "a singhiozzo" al posto del sonoro ondeggiante, molto variabile per intensità, tipico dei segnali che si propagano per via ionosferica. A lunga distanza il DRM funziona così, quando il segnale RF scende sotto una certa soglia la ricezione si interrompe del tutto.


A fronte di un comportamento più che dignitoso in ricezione, il DR111 fallisce completamente sul versante dell'ergonomia. Il ricevitore progettato dagli ingegneri della Chengdu è estremamente macchinoso, le frequenze troppo difficili da impostare con una rotellina in plastica di dimensioni ridotte e quasi inutilizzabile. Probabilmente il difetto è anche legato alla diversa filosofia delle modulazioni digitali, le cui trasmissioni sono evidentemente "taggate" e riconoscibili dall'intelligenza del ricevitore. Purtroppo, pensare che un ricevitore a onde corte possa funzionare come un televisore, con la ricerca automatica, è a mio parere troppo limitante. Una radio digitale/analogica deve poter supportare la modalità di scansione completa della banda, ma deve anche dare la possibilità di sintonizzarsi subito sulla frequenza desiderata. Il DR111 è addirittura privo di tastierino alfanumerico. Ora non resta che aspettare i risultati del lavoro di Ricerca&Sviluppo della Tecsun, che forse potrebbe avere implementato la sua nuova soluzione sulla recente famiglia di chip annunciata da Silicon Labs (tradizionale fornitore della Tecsun per i portatili basati su DSP), la Si468x. La posta in gioco, per i pochi fautori del DRM che ancora sembrano credere nelle scarse chance di questo sistema, è molto elevata. L'arrivo, dopo tanti anni, di una generazione di ricevitori adeguati e convenienti, potrebbe determinare un interessante cambiamento di scenario.

05 aprile 2012

Radio Canada International, onde corte addio. Ma l'Australia accende il DRM


Avevo pubblicato la notizia dei tagli decisi dal governo conservatore canadese solo pochi giorni fa ma le ripercussioni sul bersaglio di queste riduzioni di bilancio - la Canada Broadcasting Corporation - sono state incredibilmente repentine. La CBC dovrà rinunciare a oltre 110 milioni di dollari in tre anni (anche di più considerando altre pressioni antispesa) e una delle prime vittime dichiarate è proprio Radio Canada International, finora una delle poche emittenti internazionali apparsa immune dall'inesorabile marcia verso il definitivo oblio della radio a onde corte per l'estero. Nel giro di una settimana è già stato annunciato che RCI spegnerà definitivamente i trasmettitori, chiuderà le redazioni in lingue russa e brasiliana e addirittura cesserà di produrre notiziari propri. Già a partire da giugno. Un comunicato di Courrier Mondial, il radiogiornale francofono, gentilmente giratomi da Chris Diemoz, parla di una drastica riduzione dell'organico: 40 dismissioni su un totale di 60 persone in forza alla redazione internazionale previste per l'estate. RCI continuerà a diffondere programmi in inglese, francese, spagnolo, arabo e cinese, ma solo via Internet. "Giornata durissima per noi della CBC," ha dichiarato il CEO Hubert Lacroix. E commentando la notizia, che arriva insieme a una analoga stretta su un'altra istituzione culturale, il National Film Board, la giovane regista Tara Johns, intervistata dalla Montreal Gazette, ha dichiarato: «The CBC has been the thing that connects us and talks to us, and it’s being eroded. It feels like there’s a wide swath of homogenization that’s happening and this will only contribute to it. The feeling isn’t good. (These institutions do) feel particularly targeted in this budget.» Un'ondata di omogeneizzazione, quella che attraversa tutti i più importanti broadcaster pubblici del mondo, che va a colpire le capacità produttive interne e porta alla totale o comunque alla significativa scomparsa della comunicazione verso l'estero. Nel caso del Canada è un rospo più difficile da ingoiare perché la nazione nordamericana promuove da sempre l'immigrazione e i programmi radiotelevisivi possono essere uno strumento efficace per questo tipo di politiche.
Le ragioni delle casse statali sempre più impoverite, tuttavia, sono ancora più forti. Subito dopo il sostanziale addio annunciato da Radio Netherland (che l'11 maggio prossimo celebrerà con una intera giornata di trasmissioni rievocative la cessazione delle trasmissioni per l'estero in olandese e ha già chiuso il blog di approfondimento in lingua inglese Media Network), il ridimensionamento drastico delle trasmissioni di Deutsche Welle, quelle della BBC World Service e dell'operatore infrastrutturale Babcock (che chiuderà la frequenza di 1296 kHz di Orfordness con cui copriva una discreta area dell'Europa centrale), adesso anche il Canada spegne le onde corte e lo fa in modo inatteso ma perfettamente in linea coi tempi. Dei big ancora in funzione rimane forse la potenza regionale di Radio Australia, che dal primo aprile tra l'altro ha avviato una programmazione in modulazione numerica DRM dall'impianto di Shepparton (40 kW annunciati). Due le frequenze più favorevoli per l'Europa: 5940 kHz tra le 15 e le 17 UTC e 9475 kHz tra le 17 e le 19 (trasmissioni in modo DRM "C" su 10 kHz di banda in 16QAM level 1 a un rate di 11 kilobit/sec)

02 settembre 2011

DRM/DRM+, spunta un altro ricevitore commerciale

Aridaje DRM. Mesi fa, forse lo ricorderete, avevo incontrato a Torino due ingegneri coreani del KETI, istituto pubblico di ricerche a supporto dell'industria privata, presenti alla giornata di sperimentazione del sistema di radio digitale DRM+ organizzato da Claudio Re, chief engineer di Radio Maria. I due mi avevano mostrato una evaluation board basata su un chip universale per la decodifica dei principali standard di radio numerica, tra cui appunto il DRM.
Era inevitabile che dalla disponibilità di questi componenti scaturisse prima o poi una nuova offerta commerciale, in ambito DRM30 e DRM+ (rispettivamente, il DRM per le onde medie/corte e per l'FM). L'offerta è stata annunciata in questi giorni da MsWay Technology Co. che attraverso il sito GoBizCorea.com (rilanciato dall'informatissimo DRMNA.info di Chris Rumbaugh, K6FIB, con una serie di post e interviste) pubblica alcune informazioni su tre modelli di ricevitori digitali universali compatibili con lo standard lanciato per digitalizzare le trasmissioni tra 0 e 30 MHz e poi esteso fino a coprire anche le frequenze fino a 108 MHz e oltre.
Si tratta di tre ricevitori commerciali - ma ancora non si sa niente sulla reale disponibilità: la MDR-S100, una radio da tavolo più o meno simile, dal punto di vista funzionale a quello che abbiamo visto finora da costruttori come Morphy Richards e Uniwave; l'MDR-U100, un dispositivo USB per computer portatili che include anche la ricezione DRM+; e l'MDR-M200, un ricevitore di misura pensato per applicazioni professionali. L'offerta viene illustrata con numerosi dettagli in questo documento PDF scaricabile da DRMNA.info. MsWay cita espressamente tra i suoi partner il KETI e le sue tecnologie. Insieme ai prodotti finiti, mi pare di capire che sia disposta a offrire ad altri costruttori i moduli necessari per assemblare altri apparecchi. Le radio sviluppate da MsWay possono sintonizzarsi su trasmissioni analogiche e digitali (non è così per la versione USB, che è solo digitale), ma mi pare di capire che i difetti non mancano. L'MDR-S100 non è compatibile con il DAB, bensì unicamente con il DRM30. Inoltre non è prevista alcuna forma di immissione diretta della frequenza da ricevere e personalmente dubito che una radio basata esclusivamente sulla scansione delle frequenze ricevibili, senza alcuna possibilità di controllare manualmente la sintonia sia accettabile per chi deve usufruire dei contenuti trasmessi sulle onde corte. L'MDR-U100 non può ricevere trasmissioni analogiche e francamente non vedo come possa destare la curiosità di consumatori non particolarmente motivati.
La radio digitale DRM continua a trovarsi in quel limbo di zoppicante sperimentazione proprio delle tecnologie che funzionano in linea teorica e forse anche pratica, ma ancora non hanno un vero mercato alle spalle. E' chiaro che l'avvento di ricevitori consumer rappresenta una tappa importante per lo sviluppo di questo mercato, ma la mentalità dei costruttori deve essere molto più aperta. Un dispositivo che riceve solo le poche trasmissioni DRM in onde medie e corte (sempre di meno, a parte qualche recente eccezione come la religiosa KTWR che ha iniziato a trasmettere in DRM da Guam, non si capisce bene perché) e oltre gli 88 MHz può trovare solo qualche raro test universitario, non andrà mai le poche decine di acquirenti. L'unica strada possibile consiste nell'offrire tutte le modulazioni e le codifiche oggi disponibili in un unico apparecchio, senza mai rinunciare alla compatibilità con l'attuale base di contenuti analogici, la radio che tutti conoscono. E nell'offrire il massimo grado di flessibilità, dando l'opportunità sia di sintonizzarsi sulle stazioni preferite nel solito modo (impostando la frequenza), sia di avvalersi delle avanzate funzioni di scansione automatica che il digitale ha reso possibili, magari senza gli errori implementativi del sistema LCN del digitale televisivo terrestre.
Ancora non si può dire se MsWay riuscirà dove in questi ultimi anni tutti gli altri hanno sostanzialmente fallito. Molto dipende dalla robustezza della piattaforma hardware utilizzata. Il resto dall'efficacia delle interfacce utente. Il DRM ha già fortemente deluso in entrambi i perimetri di valutazione e le chance di sopravvivenza di questo sistema nello spettro inferiore ai 30 MHz mi sembrano scarse. L'affermazione del DRM+ come alternativa alla modulazione analogica oggi dominante, la radio FM, è per il momento solo una vision ingegneristica gettata, con un po' di sfrontatezza, sul tavolo di alcuni enti regolatori a loro volta formati da ingegneri. Troppo poco per mettere il fiocco rosa alla porta e spedire le partecipazioni di nascita di una radio nuova.

26 marzo 2010

Digital Radio Mondiale alla ricerca del ricevitore perduto

Al termine della conferenza annuale del DRM Consortium a Hilversum sono stati annunciati alcune nuove nomine in seno allo Steering Board e l'arrivo di nuove aziende (la francese Digidia, la tedesca RfMondial, l'americana Nautel) o enti trasmissivi che si aggiungono ai 15 organismi già presenti nel direttivo. Leggo dal comunicato stampa pubblicato ieri che i me
mbri del consorzio riconoscono all'unanimità i progressi compiuti dallo standard Digital Radio Mondiale in questi anni, con l'approvazione della versione DRM+ per la banda FM e l'adozione "ufficiale" dello standard in India e Russia.
Come sempre si continua a fare del cattivo marketing su un prodotto che richiederebbe un marketing da frigorifero agli eschimesi invece di concordare una strategia davvero omnicomprensiva, che tenga davvero conto dei potenziali di mercato del DRM nelle sue varie articolazioni (trasmissione a medio lunga distanza - facendo finta che non esistano grossi, forse insormontabili, problemi propagativi - e trasmissione locale) e del reale stato dell'arte dell'industria dei componenti, delle infrastrutture e dei sistemi di ricezione. Su quest'ultimo piano
il DRM è riuscito a produrre soltanto qualche modulatore, parliamo letteralmente di pochissimi pezzi utilizzati da una manciata di broadcaster internazionali e, in Europa, da alcune emittenti perlopiù pubbliche nella banda delle onde medie. Lato ricevitori, qualche componente di elettronica embedded, qualche chipset di trattamento e decodifica, appena sufficienti per sfornare poche centinaia di pezzi di cinque o sei modelli di ricevitori portatili stand alone. Troppo poco per chiamarlo "progresso" considerando che sono trascorsi sette anni dalla prima trasmissione inaugurale.
La verità è che fino a questo momento a spingere per il DRM è stata una manciata di aziende e technology and service provider concentrati sulla difficile impresa della modernizzazione delle onde corte. Una modernizzazione che non interessa praticamente a nessuno.
Ci sono due o tre tipi di audience oggi nelle onde corte internazionali: i ricchi occidentali colti o annoiati, i poveri derelitti ignoranti in nazioni normalmente vessate da governi non democratici e forse (dico forse perché sono comunità che possono tranqullamente fare a meno delle onde corte) le comunità di immigrati che vivono e lavorano in nazioni occidentali colte e annoiate, per i quali le onde corte sono solo in fondo, molto in fondo, a una lista di priorità mediatiche che la televisione satellitare, Internet e l'FM locale coprono in modo eccellente. La prima di queste tre audience trova tutto su Internet, incluse le emittenti internazionali che fino a ieri utilizzavano le onde corte e le hanno spente. I secondi hanno il dannato problema di dover sbarcare il lunario in condizioni difficili e non capirebbero l'utilità di un sistema di trasmissione che richiede ricevitori scarsi, costosi e difficili da alimentare. I migranti potrebbero anche affezionarsi alle onde corte, se solo qualcuno si degnasse di offrire una programmazione decente, ma vivono appunto in situazioni in cui il satellite e Internet sono più che sufficienti, considerando anche che in molti casi - Italia vistosamente esclusa - possono contare su valide emittenti locali etniche.
L'uso regionale locale del DRM potrebbe anche aver senso in un contesto di allargamento delle opportunità di accesso a risorse mediatiche alternative e nell'assai più arduo contesto della sostituzione/digitalizzazione dell'FM o in alcuni casi (vedi appunto India, Russia, Cina) della modulazione di ampiezza. Ma anche qui non mi sembra che il DRM Consortium abbia le idee molto chiare. Comunque la si giri in questa declinazione dello standard il vero problema consiste nel mettere in campo una catena dei valori sostenibile. Ci vuole interesse da parte del pubblico. Interesse che viene stimolato dall'offerta di contenuti. Offerta di contenuti che deve essere veicolata attraverso terminali utente abbastanza sexy da scatenare la voglia di acquistarli. E torniamo così alla square one, al punto di partenza del nostro gioco dell'oca digitale. Il DRM Consortium proprio non riesce a capire che è perfettamente inutile accendere mille trasmettitori digitali se la gente non riesce ad ascoltarli. Non si crea mercato cinematografico nuovo proiettando un film muto a una platea di non vedenti.
In questo maligno gioco dell'oca e dell'uovo, forse la casella dei terminali utente non è una ragion sufficiente. Ma è certamente una ragion necessaria. Non si può scommettere che un negozio farcito di ricevitori DRM scateni la voglia di produrre contenuti e quindi l'interesse
degli acquirenti. Senza ricevitori, però, non si va proprio da nessuna parte. Come devono essere fatti? Chi li produrrà? A sette anni di distanza nessuno del consorzio DRM può rispondere a questa domanda e questo è il loro problema di fondo. Il vero elemento di novità degli ultimi due anni è il peso acquisito nell'industria da un approccio Software Defined Radio, in cui la radiofrequenza viene convertita in banda base e questa manipolata con tecniche di DSP e componenti che a questo punto possono forse essere presi in prestito da altri comparti dell'industria. I processori DSP general purpose sono troppo complessi? Ci sono le economie di scala per pensare a degli ASIC? L'approccio della logica cablata è percorribile?
(A questo proposito ho trovato questo documento di Tensilica, azienda che lo scorso anno ha annunciato una soluzione DSP per DRM e altri standard che mi pare piuttosto interessante.) I fantastici breakthrough degli ultimi due o tre anni nel campo delle Graphics Processing Unit offriranno nuovi spunti anche a chi si occupa di audio base band processing?
Invece di annunciare accordi farlocchi con All India Radio - quando mai digitalizzeranno le loro onde medie se 900 milioni di persone non saprebbero come ascoltarne il segnale? - il consorzio DRM deve sedersi al tavolo e dare una risposta a questi interrogativi. Magari alla luce del sempre più serrato confronto tra modello broadcast e modello unicast di Internet, con o senza fili. Se non si fanno le cose sul serio, diventa sempre più difficile trovare i soldi per giochetti, convegni e comunicati stampa.

New DRM Steering Board leadership elected

The DRM Consortium has elected its new leadership for the next two years and agreed its broad strategy based on continuity, development and growth of the DRM standard worldwide during its General Assembly held at the headquarters of Radio Netherlands Worldwide (RNW) in Hilversum, Netherlands.
The Steering Board, which runs the DRM Consortium and sets its strategy and implementation, now includes five new companies: Digidia, Rfmondial, Nautel, Christian Vision and Voice of Russia. They join fifteen other companies that have existing representatives on the Steering Board and together strengthen the Consortium.
Ruxandra Obreja, Head of Digital Radio Development, BBC World Service was re-elected as the Chairperson of the DRM Consortium for the next two years. The Steering Board also elected two vice Chairs – Jochen Huber, Transradio and Ludo Maes, TDP. Lindsay Cornell, BBC and Michel Penneroux, TDF were re-elected Technical and Committee chairpersons respectively. Alexander Zink, Fraunhofer Institute, was confirmed as Treasurer of the Consortium for the next two years.
The two day conference (24th-25th March 2010) was attended by many DRM members and supporters from around the world who not only took part in the elections but discussed the progress of DRM technology and the challenges faced by the introduction of digital radio in general and DRM in particular. All members unanimously agreed that DRM has made great progress in the recent years including minimum receiver requirements, the extension of the DRM standard to include DRM+ and official adoption of the standard in Russia and India. The assembly urged receiver manufacturers not to overlook the growing demand for digital receivers and to bring appropriate products to the market.
The General Assembly is the largest decision-making body of the DRM Consortium which meets every two years for an extraordinary meeting to elect the governing bodies and representatives to oversee Consortium’s activities in spreading the use and take-up of DRM digital radio technology.

24 marzo 2010

"Requisiti minimi" per ricevitori Digital Radio Mondial

Si è aperta oggi a Hilversum l'annuale riunione del consorzio Digital Radio Mondiale, che durerà fino a domani. Sul piatto c'è l'annuncio delle specifiche del DRM Minimum Receiver Requirements, una specie di carta di identità delle caratteristiche di base che un ricevitore DRM deve avere per essere certificato dal consorzio. Il modello cui si ispira l'iniziativa è chiaramente l'analoga famiglia di "profili" creata a suo tempo dal consorzio World DMB Forum, che si occupa invece della promozione degli standard Eureka 147. Anche il DRM è uno standard ETSI, ma non si può negare che il suo insuccesso commerciale sia ancora più evidente del parziale successo ottenuto dalla radio digitale DAB.
Il DRM è nato con l'obiettivo iniziale di digitalizzare la trasmissione su lunghe e medie distanze in onde corte, un mezzo che da anni versa in evidente declino. L'ultima defezione è quella della Svezia, che spegnerà le sue trasmissioni internazionali il prossimo ottobre. La prima trasmissione in DRM è avvenuta nel giugno del 2003. Da allora, da standard proprietario il DRM ha avuto l'imprimatur ufficiale dell'ETSI ed è anche riuscito a finalizzare una versione DRM+ adatta alla trasmissione nella banda VHF, ponendosi così come alternativa in-band all'FM. Sulle potenzialità di questa proposta è difficile pronunciarsi ora, il DRM+ è molto nuovo e ancora non sono in vista ricevitori compatibili. Sul DRM in HF invece il verdetto è secondo me molto, molto negativo. In sette anni di trasmissioni sperimentali ricevibili solo con complicati circuiti di adattamento di ricevitori analogici e alcuni programmi, uno dei quali open source, per personal computer, il mercato dei ricevitori non è stato capace di andare al di là di quattro o cinque modelli commerciali, tutti piuttosto costosi e deludenti. L'ultimo annuncio, il più roboante, quello della francese Uniwave, sta ricevendo commenti a dir poco disarmanti. E' un ricevitore poco sensibile che funziona malino sia in analogico, sia in digitale. Non avendolo provato direttamente mi limito a riferire una sensazione che certo non depone favorevolmente per il futuro delle onde corte numeriche.
In questo senso l'annuncio dei Minimum Receiver Requirements mi sembra un clamoroso autogol. I "requisiti minimi" di cui parlano i membri del consorzio sono molto semplici e ovvi: costruire ricevitori che siano a), in grado di funzionare meglio dei ricevitori HF di produzione cinese e componentistica americana oggi più diffusi e b), abbiano un prezzo che non sia nettamente superiore ma che abbia un "mark up" accettabile a fronte di una offerta alternativa alle onde corte solo analogiche più o meno appetibile. Per ora questi due requisiti non sono stati soddisfatti e mi chiedo a questo punto se lo saranno mai. Il vero problema del DRM è duplice. Il consorzio che avrebbe dovuto promuoverne l'adozione ha lavorato male, perché male hanno lavorato le vere parti interessate a questo strampalato standard: i costruttori di impianti di trasmissione. Sì è vero, alcuni di questi impianti sono stati venduti, credo che molti siano stati regalati. Recentemente il consorzio ha fatto un gran chiasso sugli "accordi" per la digitalizzazione delle onde corte regionali in India. E' solo marketing di cattiva qualità. Oggi a chi acquista un nuovo trasmettitore HF presso i pochi fornitori di questi apparati viene consegnato un impianto DRM-ready, cioè in grado di trasmettere in DRM con gli opportuni modulatori (le HF digitali richiedono amplificatori di potenza di classe superiore, più lineari di altri). Da questo a dire che le onde corte digitali sono una realtà ne passa parecchio. Le onde corte digitali richiedono ricevitori in onde corte digitali. Una nazione come l'India deve poter contare su una capacità di fornitura all'altezza dell'industria della telefonia cellulare. Ma i numeri del cellulare per il DRM sono un sogno inarrivabile allo stato dell'arte del mercato dei componenti. Forse l'unico modo per spingere una adozione di questo standard fuori dai comunicati stampa del consorzio DRM consisteva, per le famose aziende produttrici di trasmettitori, nel generare una sostenibile offerta di ricevitori, bisognava prendere tanti soldini, spenderli nella realizzazione di componenti da parte dei manifatturieri del silicio, stimolare la nascita di società di integrazione in moduli e favorire la vendita di questi moduli presso le aziende di elettronica di consumo. Non è stato fatto niente di tutto questo, i progetti di chip adatti alla radio digitale, anche in casa dei grandi nomi, sono sempre stati isolati, non sufficientemente supportati, proprio perché rivolti a un incerto mercato di nicchia. Bisognava inventarsi una proposta completa, una catena di valore che comprendesse anche i contenuti. Ci sarebbero voluti tanti soldi in un gioco dell'uovo e della gallina allestito nell'asfittico pollaio delle onde corte, con scarse chance di ritorno su quegli investimenti.
Ora forse ci sono due fattori su cui far leva. Da un lato il possibile interesse per la digitalizzazione dell'FM, magari con l'aiuto di una politica di riallocazione di alcune frequenze ex-televisive in banda VHF/I. Dall'altro la grande evoluzione dei modelli SDR applicati all'industria dei ricevitori di fascia più bassa, tipica del mass market. Ma anche per sfruttare queste due nuove linee di tendenza ci vogliono soldi. E la capacità di andare a far la guerra - per accaparrarsi una porzione delle tasche di noi consumatori - alla potentissima industria del telefonino, dei lettori mp3 con FM, dei futuri "tablet"... Anche questa è solo una sensazione, ma non credo che questi semplici concetti siano ben chiari alle persone che si sono riunite a Hilversum questa mattina.

DRM Minimum Receiver Requirements (MRR) Published

The DRM Consortium's Technical Committee has completed the technical requirements for receivers designed for the DRM system below 30 MHz. This Minimum Receiver Requirement (MRR) document describes the minimum performance required for the technical parameters that provide a fully functioning DRM receiver. A second phase of work will extend the document to detail the figures for DRM+ receivers too.
"We have taken account of the real world environment in which DRM receivers will operate" says Frank Hofmann of Robert Bosch, who led the team writing the document. "That means ensuring that the receivers will not only work well if they meet all the requirements, but will also be cost effective to manufacture." The MRR document is an important basis for receiver manufacturers and will be available to everybody.
The DRM Technical Committee has also completed work revising the Multiplex Distribution Interface (MDI) and Receiver Status and Control Interface (RSCI) standards to include DRM+. "We wanted to make sure we had captured everything in these revisions, so we waited a little while after publication of the extension to the DRM System Specification last summer” said Lindsay Cornell, Chairman of the Technical Committee. "We wanted to get some experience of DRM+ transmissions." The MDI and RSCI specifications have been approved for release from DRM to ETSI for consideration and publication.
The finalised MRR document will be presented to the DRM General Assembly this week and then published on the DRM website for easy access. The Annual General Assembly of the DRM Consortium will be held at the headquarters of Radio Netherlands Worldwide (RNW) on 24th and 25th of March in Hilversum, Netherlands. The DRM General Assembly is attended by DRM full and associate members and it is the largest decision making body of the Consortium.

10 gennaio 2009

Ricezione DRM "senza PC": un prototipo su base Atmel

Manco a dirlo, proprio stamattina sul gruppo DRM Italia è apparso il link a un video YouTube realizzato da Stefano Fasciani, application engineer di Atmel in Italia, su una catena di ricezione e decodifica delle trasmissioni DRM basato su un chipset Atmel, il Diopsis 940HF. Il prototipo realizzato da Fasciani si compone di un ricevitore (banda base) DRM basato su Atmel Diopsis, a valle di un frontend RF costituito da un ricevitore SDR CiaoRadio H101 e antenna loop L101, entrambi di Comsistel.
Il chipset Diopsis (in pratica un processore dedicato DSP in virgola mobile e una CPU ARM) diventerebbe il nucleo di trattamento e controllo di un futuro ricevitore radio digitale multistandard standalone. Ecco qui sotto, embedded, il video pubblicato da Stefano Fasciani: