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24 ottobre 2011

Rai estero e minoranze: 50% di tagli sui fondi pubblici

Dobbiamo operare sotto la ferula. Non lo dico io, lo dice il sottosegretario Paolo Buonaiuti annunciando i prossimi tagli - pari al 50% (su un totale che ammonta attualmente a 45 milioni) - sui fondi di finanza pubblica devoluti alla RAI a
supporto di due importanti "convenzioni": quella per le trasmissioni destinate alle minoranze linguistiche e quella (già penalizzata in passato con la soppressione delle trasmissioni in onde corte) per i programmi diffusi all'estero da Rai International.
La ferula? Confesso: da bravo (o cattivo, giudicate voi) non-cattolico non sapevo si trattasse del caratteristico bastone pastorale vescovile. Il dizionario mi ha rivelato però che la ferula, una pianta da cui i romani ricavavano bastoncini molto dolorosi se manovrati come scudisci, è anche l'attrezzo utilizzato per le punizioni corporali nelle scuole di un tempo che fu. E' ironico che proprio per dare la notizia di un inevitabile ridimensionamento dell'offerta radiofonica rivolta alle minoranze di una Italia che tutela le proprie comunità linguistiche nella Costituzione, Buonaiuti abbia scelto un termine da cercare sul dizionario. "Siamo sotto la ferula di una crisi globale" e quindi, cari amici di Aosta, Trieste, Bolzano, la radio nel 2012 parlerà un po' meno in patois, sloveno e tedesco. Lo stesso vale per gli italiani all'estero, per informare e intrattenere i quali RAI International utilizza circa 22 di quei 45 milioni. Estrapolando dalle anticipazioni di Buonaiuti, adesso dovranno accontentarsi di 11.
“Non ho grandi buone notizie. Dobbiamo operare sotto la ferula di una crisi globale che vede ridotti tutti i contributi. Sono stati tagliati trasversalmente i fondi al Ministero; la Presidenza del Consiglio, depositaria del fondo per l’editoria, non potrà avere una sorte diversa, benché al momento io non possa dare informazioni precise sulle cifre”. Lo ha affermato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per l’editoria, Paolo Bonaiuti, in occasione dell’audizione della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera.
"Sto preparando – ha proseguito Bonaiuti - una lettera da inviare al Direttore Generale della Rai in cui dico che come minimo prevedo un taglio del 50% alle convenzioni stipulate con la Rai per le minoranze linguiste e Rai Internazionale - ha proseguito Bonaiuti - Il valore di queste convenzioni è di 45 milioni di euro, di cui 21-22 dovrebbero andare a Rai Internazionale a cui, come i cultori della materia sicuramente ricorderanno, già l’anno scorso ebbi a ridurre i fondi per far arrivare i contributi alla carta stampata".
Sul fronte delle riforme, Bonaiuti ha aggiornato la Commissione sui tavoli di lavoro tematici insediati per rinnovare il settore: "martedì si sono riuniti i tavoli tecnici su diritto d’autore, onlus e tariffe postali. Mercoledì si riunisce quello per le questioni forme di sostegno, cioè i contribuiti diretti, e nel pomeriggio quello per gli accordi quadro (pubblicità istituzionale). Venerdì, infine, si riunirà il tavolo informatizzazione e parità di trattamento (digitalizzazione della distribuzione). Stiamo preparando gli articolati per agire con efficienza".
Obiettivo della riforma “è "andare a cercare sprechi e tagliarli tutti assieme, tenendo presente due principi fondamentali: l’occupazione dei giornalisti e dei poligrafici e le vendite effettive" ha concluso Bonaiuti. (20/10/2011 – ITL/ITTNET)
(Così scrive il portale Italian Network).
Solo dopo che Chris Diemoz (impegnato tra l'altro nella conduzione del programma "Caleidoscopio" per conto della redazione di Radio Rai Val d'Aosta) mi ha segnalato la notizia attraverso un post apparso nel blog di Luciano Caveri, consigliere regionale valdostano con responsabilità dei programmi locali dell'emittente pubblica, ho visto che molte agenzie l'avevano ripresa dopo le dichiarazioni di quattro giorni fa. Con i tagli praticati a partire dal prossimo anno, i programmi radiotelevisivi nelle lingue minoritarie e quelli pensati per gli italiani all'estero riceveranno la metà dei finanziamenti destinati finora. Come dire che gli italiani che parlano tedesco e gli italiani che vivono in Germania sono sotto la ferula un po' più degli altri. La crisi è globale, evidentemente, mica andrete a pensare che possa essere una nostra responsabilità? Tagliamo i fondi per colpa di Merkel e Sarkó.
Ho fatto qualche altra ricerca e ho trovato un recente studio della Fondazione Rosselli sugli Investimenti pubblici nell'industria culturale e delle telecomunicazioni. Fino al 2008 i fondi utilizzati per le due già citate convenzioni ammontavano a 69,1 milioni di euro. Dal 2002 al 2008 gli stanziamenti hanno avuto un andamento irregolare: in crescita fino al 2004, poi in calo fino alla brusca riduzione del 2007, in coincidenza con la soppressione dei programmi radio in onde corte. Poi di nuovo un piccolo aumento, ma evidentemente siamo arrivati a oggi e ai famosi 45 milioni. Contro gli 83 del 2004 (con le onde corte ancora accese). Il prossimo scalino scenderà davvero a 22,5 milioni? Probabile.
Immagino che basterebbe fare un piccolo taglio sui contratti con Bruno Vespa e Giuliano Ferrara per finanziarie anche un canale 24/7 in lingua shqiptare per Piana degli Albanesi. Se poi ci aggiungessimo i soldi regalati a Sgarbi per non fare programmi, potremmo andare a trasmettere in onde corte anche dalla Stazione Spaziale. E che dire della vergognosa carenza di contenuti che l'emittente pubblica rivolge a milioni di persone che sono venuti a lavorare qui e che pagano tasse e contributi? Per loro ci sono sempre i telegiornali con dentro Salvini che li esorta a tornarsene a casa. Che problema c'è del resto: uno la radio e il televisore può sempre spegnerli.

10 aprile 2011

Contratto di Servizio RAI, per la radio solite promesse

E' stato finalmente firmato al Ministero per lo Sviluppo economico il testo del Contratto di servizio che lega alla Rai allo Stato italiano. Un contratto triennale che avrà però una validità di poco più di 20 mesi perché per le tipiche lungaggini che contraddistinguono dalle nostre parti certi rituali, nessuno si era ancora dato da fare per approvare un testo scaduto al 31 dicembre 2009. Esattamente un anno fa la rivista Prima Comunicazione diffondeva una prima bozza del testo. Immagino che anche alla luce delle novità emerse a proposito delle intenzioni della RAI di cedere la proprietà delle antenne controllate oggi da RaiWay, ci possano essere delle variazioni. Ma questo è il testo di quella bozza riferito alla "radiodiffusione sonora". Come si vede, viene ancora espressamente citato lo sviluppo della radio numerica DAB+, un progetto che malgrado gli impegni presi esplicitamente nel corso del 2010 è rimasto drammaticamente al palo. In questo senso fa abbastanza sorridere il comma riferito alla radio numerica DRM. Ormai la mia convinzione è che anche quest'anno non ci saranno novità sostanziali, né sul fronte del potenziamento della rete DAB+, né tantomeno su quello della sperimentazione del DRM (che sarebbe del tutto ingiustificata a fronte della completa assenza di una ragionevole offerta commerciale di ricevitori compatibili). Abbiamo come "sistema Paese" questioni molto più serie da affrontare, il DAB+ viene buon ultimo. Ma è un sintomo in più di quella tragica patologia dell'incapacità di innovare che ci pesa addosso peggio - e assai più concretamente - della maledizione dei Maya.

Articolo 22
Radiodiffusione sonora

1. La Rai deve assicurare un grado di copertura del servizio di radiodiffusione sonora per ciascuna delle tre reti radiofoniche in modulazione di frequenza (FM) non inferiore al 99 per cento della popolazione e di copertura del territorio non inferiore all'80 per cento, salvo le implicazioni interferenziali.
2. La Rai, ove occorra, migliora la qualità del segnale, previa assegnazione da parte del Ministero delle necessarie frequenze.
3. La Rai incrementa il servizio RDS (Radio Data System) sulle tre reti radiofoniche in FM mediante il sistema EON (Enhanced Other Network), conformemente alle norme ETSI (European Telecommunications Standards Institute) e potrà estendere la sperimentazione del servizio RDS-TMC (Traffic Message Channel).
4. Nel corso dell'attività di adeguamento della rete per garantire il grado di copertura con impianti che rispettino i valori della normativa vigente in materia di tetti elettromagnetici, è ammissibile una temporanea riduzione del grado di copertura di cui al comma 1.
5. La Rai, anche attraverso consorzi, é tenuta a sviluppare concretamente le trasmissioni radiofoniche in tecnica digitale secondo i nuovi standard trasmissivi che costituiscono l’evoluzione del DAB, nel rispetto della regolamentazione adottata dall’Autorità, cooperando attivamente per lo sviluppo del mercato della radio digitale nel rispetto del principio di neutralità tecnologica e competitiva.
6. Il servizio di radiodiffusione sonora in modulazione di ampiezza viene svolto attraverso gli impianti ad onde medie di cui all’allegato 1. La Rai si impegna a presentare al Ministero, entro sei mesi dall’entrata in vigore del presente contratto, un progetto di razionalizzazione del servizio di radiodiffusione sonora in onde medie, finalizzato alla riduzione dei campi elettromagnetici irradiati, che garantisca al tempo stesso la copertura delle principali aree metropolitane e renda possibile la sperimentazione della modulazione digitale in standard DRM.