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22 agosto 2010

A Mantova la voce è d'Autore e fa tremare la mafia

Niente drammi se quest'anno al Festival della letteratura di Mantova (8-12 settembre) non ci saranno i radiodrammi. Intanto possiamo ampiamente consolarci con l'incontro con Giovanni, fratello di Peppino Impastato e il magistrato Antonio Ingroia, che parleranno dell'esperienza di Radio Aut, la stazione che si permise di prendere per il naso i potentati mafiosi. Ci volle appena un anno perché Peppino pagasse con la vita una sfrontatezza che forse pesava più della sua posizione politica di sinistra.

Giovanni Impastato e Antonio Ingroia
RADIO AUT 98.800 MHz
La radio di Peppino Impastato
(10.30 di domenica 12 settembre)

Terrasini è un piccolo centro di pesca in terra di Sicilia. Proprio qui, nella primavera del 1977, prendeva il via l’esperienza di Radio Aut, la prima radio libera siciliana. L’idea era quella di trovare uno strumento che permettesse di denunciare l’intreccio tra mafia e clientele politiche e di parlare liberamente di temi come la condizione giovanile, i rapporti interni alla famiglia, le energie alternative. Radio Aut cercava di raccogliere le voci di tutti quelli che normalmente non si facevano parlare: braccianti, pescatori, donne, disoccupati. E dava fastidio. Il suo fondatore, Peppino Impastato, fu assassinato dalla mafia solo un anno dopo, il 9 maggio 1978. A ricordare quell’esperienza e l’impegno civile di Impastato, intervengono il fratello di Peppino, Giovanni, e il magistrato palermitano Antonio Ingroia.
Fortemente connaturate alla missione di recupero storico-culturale del Radiodramma Hotel dello scorso anno, saranno tuttavia le registrazioni audio degli incontri di Fernanda Pivano con alcuni dei più grandi autori del Novecento, tra cui Fabrizio De André. Le voci di Fernanda e di tutti i maestri letterari e poetici che parlarono con lei saranno riproposte a Palazzo Ducale di Mantova, nell'Atrio degli Arcieri, durante tutto l'arco della manifestazione, a cura degli archivi della Fondazione Pivano e della Fondazione Olivetti, in Voci d'Autore del Novecento. Per chi volesse scaricare il libretto con il programma completo del Festival ecco l'indirizzo.

15 settembre 2009

Opera da camera, al Radiodramma Hotel

Agenzia Fix è il titolo di una opera in musica di Alberto Savinio che la radio italiana trasmise il 14 novembre del 1949 (esattamente, al giorno, dieci anni prima che nascessi io), con il testo letto da Arnoldo Foà e l'orchestra diretta niente meno che da Carlo Maria Giulini. Era uno dei radiodrammi selezionati per il Festival della Letteratura di Mantova e l'ho registrato, così com'è, con i rumori ambientali, al Radiodramma Hotel. L'Agenzia Fix è una sorta di clearinghouse, di camera di compensazione, dell'aldilà. L'ufficio incaricato dell'accoglienza e della trasfigurazione del corpo in pura anima. Un distaccato Dottor O, consigliere delegato dell'agenzia, accoglie nell'ufficio uno che si è appena tirato un colpo in testa, rievoca con lui le altre perdite della sua vita, lo prepara al ritrovamento e...
La registrazione è quella che è, non me ne vogliate, anche il suono originale è chiaramente recuperato da un vecchio nastro. Spero solo che i preziosi materiali che erano stati raccolti e stipati nelle stanze del Radiodramma Hotel vengano messe a disposizione, online, in modo più degno. L'opera è stata presentata da Francesco Anzalone anche in occasione del festival del teatro di Santarcangelo, per una analoga iniziativa sul radiodramma. Ma soprattutto venne ripreso quattro anni fa da Esercizi di memoria, il programma di gemme d'archivio del minatore musicale Arrigo Quattrocchi, scomparso ahimé da pochi mesi. Mi fa tra l'altro molto, molto piacere segnalarvi qui che Esercizi di memoria, dopo un'estate di inquietante silenzio, riprende il suo lavoro di paziente ricerca, sotto la guida di Lorenzo Chiera, che di Quattrocchi è stato a lungo collaboratore. Si comincia tra sabato e domenica 20 settembre, a mezzanotte precisa, con l'Idomeneo di Mozart e, tra domenica e lunedì, sempre a mezzanotte, con la Clemenza di Tito, due registrazioni di inizio anni Settanta sotto le direzioni di Colin Davis e Istvan Kerstez. Quando ad Agenzia Fix, ecco la scheda dal sito DelTeatro.it e un estratto dall'opera Radiodramma e arte radiofonica, pubblicato da EDT nel 2004 e catturato da Google Books. Potete ascoltarlo qui o scaricarlo.



13 settembre 2009

Una stanza, al Radiodramma Hotel

Proprio come un vero blogger. Sono qui, armato di computer, pennetta 3G e connessioni Bluetooth a Mantova, in una stanza del Radiodramma Hotel allestito per il Festival della Letteratura. La mia è la stanza 104, "occupata" da Primo Levi e da due sue pièces: Intervista aziendale e Se questo è un uomo. Il Radiodramma Hotel è un vero albergo, come potete vedere. Le stanze del primo piano sono tutte arredate come per accogliere turisti, viaggiatori. Un po' i nostri apparecchi radiofonici, quello che utilizziamo per ascoltare la radio, allesticono per noi le stanze, più o meno poetiche, più o meno frivole, in cui amiamo raccoglierci, soli, o in compagnia.
Per gli audio vi rimando a qualche altro post. Certo che se il genere del radiodramma trovasse qui da un altro tipo di accoglienza, qualcosa di più stabile, di meno aleatorio di un festival occasionale, per quanto autorevole...

09 settembre 2009

A Mantova trionfano radiodrammi e letture ad alta voce

È partito oggi il celebre Festival della Letteratura di Mantova, che nell'edizione 2009 inaugura una speciale "sessione radiodrammi" curata dall'amico Francesco Anzalone e da Lorenzo Pavolini, "Radiodramma Hotel". Il teatro alla radio può ben essere considerato un genere a sé stante, considerando la particolare valenza che finisce per assumere il nudo potere evocativo della parola, dell'eloquio delle voci recitanti, degli effetti sonori. Componenti essenziali come la regia, le scene, la coreografia, i costumi, vengono meno in un vuoto riempito solo dalla parola e dalla scansione dei suoi ritmi e delle pause di silenzio. Non so ancora se riuscirò a essere presente a Mantova, ma mi piacerebbe molto percorrere l'allestimento di Anzalone e Pavolini e auguro a voi di poterlo fare.
«L’arte invisibile del radiodramma dalle origini agli ultimi fuochi - recita il programma ufficiale della manifestazione, è - un percorso che presenta il meglio delle produzioni RadioRai nelle stanze di un antico albergo del centro di Mantova, abitate per l’occasione da illustri ospiti sonori. Presenze acustiche, voci e rumori per l’invenzione di un nuovo linguaggio che vede protagonisti gli scrittori. Dai radiodrammi di Savinio, Pratolini, Levi, Camilleri alle Interviste impossibili in cui Calvino dialoga con l’Uomo di Neanderthal, dai radioplays di Hughes, Beckett, Thomas alle produzioni degli scrittori italiani dell’ultima generazione (Mazzucco, Scarpa, Fois e molti altri). Dal mattino a notte fonda, camera per camera, la possibilità di avvicinare uno dei generi che più ha favorito la sperimentazione e l’incontro tra scrittori, registi e attori.» Il progetto si avvale della collaborazione di RadioRai, Audioteche e Radioscrigno e si articolerà nei giorni del Festival, dalle 10 alle 24 fino a domenica 13.
Il co-curatore tempo fa mi raccontava che la selezione consentirà l'ascolto di brani estratti da circa sedici radiodrammi. A questa antologia si affiancherà una performance realizzata per Mantova su modello del lavoro che Anzalone presentò a Cagliari in occasione del Prix Italia 2008, intitolata "Giochi di parole, giochi di radio". «La cosa più divertente dell'operazione, sottolineava Francesco, è che ci hanno affidato un albergo abbandonato in cui si svolgerà tutto e il clima è proprio quello di Shining



Per quanto riguarda invece Giochi di Radio, in programma domani e fino a domenica prossima alle ore 21 nella stessa location dell'"Arte invisibile", la Squassabia Maison (ex Albergo San Lorenzo), ecco il testo della presentazione: «Se dovessimo raccontare la radio attraverso i suoi generi, il radiodramma e le sue suggestioni, avrebbe certamente una posizione di privilegio. Il gioco sulle parole e attraverso le parole ha permesso una crescita di una recezione evocativa che ha certificato, negli anni, il fatto che la radio e i suoi generi fossero una forma artistica e di comunicazione autonoma e autosufficiente, nonostante lo strapotere della televisione. Frammenti da ascoltare, attingendo al repertorio dell’Audioteca RAI, pagine di letteratura da approfondire, e poi commenti sagaci e ironici: il pubblico, insieme a Francesco Anzalone, sarà parte attiva di un meccanismo quasi teatrale e suggestivo, utile ad attraversare in maniera disordinata gli stili, le voci, i mondi da cui il radiodramma ha attinto a piene mani.»
Mi permetto infine di segnalare, tra i tanti laboratori, quello dell'attore/autore Pino Costalunga, fondatore di Glossa Teatro. Rivolto a un pubblico giovane (Costalunga è specializzato in spettacoli ludico-formativi per bambini e ragazzi) ma con l'unico limite "dagli 8 anni in su", il laboratorio è intitolato Ad Alta Voce ed è un minicorso di lettura "non silenziosa". Al Teatro di San Lorenzo sono previste due repliche giovedì 10 e una venerdì 11. Ecco la scheda di questa fantastica, piccola iniziativa:

AD ALTA VOCE
Laboratorio di giochi e trucchi per leggere bene e... farsi sentire dagli 8 anni in su
Provate a pensarci un attimo: che cosa usate per leggere? Gli occhi senz’altro, ogni tanto la testa... E la voce? No, ormai la voce nessuno la usa più, si fa tutto a mente, magari andando di corsa e saltando qualche frase. Eppure, lette a voce alta, le storie assumono tutto un altro fascino: le parole prendono corpo, si possono sentire le emozioni vibrare, insomma... tutto suona meglio! Pino Costalunga, attore e autore di teatro, ci insegna alcuni divertenti esercizi per educare bocca, corde vocali e polmoni alla lettura, per non vergognarsi di... alzare la voce!