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07 marzo 2015

Dopo la Colombia, il confine Paraguay-Brasile: un altro giornalista paga per il suo coraggio al microfono



L'America del Sud continua a essere un ambiente malsano per i giornalisti e vista la popolarità del mezzo radiofonico è ancora una volta un "periodista" al microfono a rimanere vittima della violenza prevaricatrice di una criminalità da sempre pericolosamente intrecciata con la politica locale. Il suo ruolo di personaggio scomodo in una delle aree più pericolose del momento - la linea di confine tra Brasile e Paraguay nel dipartimento paraguajo del Amambay - è costata la vita a Gerardo Ceferino Servían Coronel, giornalista dell'emittente comunitaria Ciudad Nueva FM, raggiunto da sette colpi di arma da fuoco mentre era alla guida del suo motorino per le strade di Ponta Porã, in Brasile, a pochi passi dal confine. Dall'altra parte della linea, in Paraguay, c'è la capitale della provincia di Amambay, Pedro Juan Caballero.  La stazione radio da cui trasmetteva Servían, collaboratore di diverse testate della zona, si trova a Zanja Pitã, altra località di frontiera, pochi chilometri da Pedro Juan, di cui era originario. Il giornalista radiofonico risiedeva a Ponta Porã, forse perché l'area contigua alla sua patria e sede professionale offriva un minimo di tranquillità in più. Il fratello di Servían, Kiko Francisco, lavora presso un'altra emittente, la Voz del Amambay (570 kHz), che ha dedicato all'omicidio un articolo corredato di impressionanti fotografie.


Come spiega un altro articolo, questa volta del quotidiano paraguajo ABC Color, la zona di Pedro Juan si è trasformata in un Far West in mano alle bande di narcos brasiliani e locali. La connivenza con i potenti politici dell'Amambay ha determinato una situazione di impunità per le bande criminali, che agiscono in modo sfacciato. Secondo l'organizzazione internazionale CPJ, che denuncia le uccisioni di giornalisti nel mondo, Servían è la vittima più recente di una ondata di violenza che dura da mesi.  Nel maggio dello scorso anno a Pedro Juan era stato ucciso Fausto Gabriel Alcaraz Garay, che aveva una rubrica a Radio Amambay. A ottobre era stato il turno di Pablo Medina Velázquez, inviato di ABC Color. La dinamica degli omicidi è più o meno sempre la stessa, la moto o l'automobile della vittima vengono affiancate da un'altra moto con a bordo gli assassini, che agiscono imperturbabili sotto gli occhi dei testimoni. Il clima di complicità tra questa spietata mafia e la politica emerge in tutti i suoi tratti inquietanti dal comunicato che il sindaco, "intendente" di Zanja Pytã, Marcelino Rolón Recalde (del celebre ANR, il "partido colorado") si è affrettato a diffondere dopo l'omicidio del giornalista, considerato dal sindaco un amico personale. Recalde lamenta il fatto che «algunas personas inescrupulosas quieren aprovecharse de la situación para decir que su muerte tiene un tinte político como consecuencia de supuestas críticas realizadas en contra de mi Administración Municipal» e aggiunge che «desde cualquier punto de vista es inadmisible que quieran culpar a una autoridad municipal de un hecho tan grave por el simple hecho de haber recibido supuestas críticas por parte del referido comunicador.» Come dire «non ho fatto uccidere Gerardo Ceferino Servían perché mi criticava.»

22 agosto 2014

Partono in Brasile i test della FM "estesa" dai 76.1 MHz ai 107.9 per far posto alla migrazione dell'AM

Sempre sul pezzo, l'infaticabile Dario Monferini mi fa notare la notizia del giorno (per le sue possibili implicazioni anche a in Europa e in Italia in particolare). Come informa il sito brasiliano Tudoradio, oggi a San Paolo l'emittente Jovem Pan - attiva finora sulle onde medie - inizia la sperimentazione per l'uso della cosiddetta FM "estendida", un rivoluzionario ampiamento della normale banda FM (in Brasile compresa tra gli 87.7 e i 107.9 MHz, che includerà in futuro anche la porzione bassa compresa tra 76.1 e 87.5 MHz. Non è un concetto completamente nuovo, considerando che anche i giapponesi hanno storicamente potuto usufruire di una banda FM più bassa e lo stesso hanno fatto per anni le nazioni dell'ex blocco sovietico (dove però non era consentito trasmettere sopra i 73 MHz). La soluzione adottata in Brasile serve per rendere fattibili l'ambizioso piano di migrazione di tantissime stazioni dalle onde medie - porzione di spettro sempre più afflitta da problemi di interferenze e rumori che riducono pesantemente la qualità del segnale - verso la modulazione di frequenza. La banda standard non sarebbe in grado di ospitare tutte le stazioni "migranti", specialmente nelle aree metropolitane che in Brasile sono gigantesche.
Tudoradio pubblica anche il lungo elenco di emittenti che avrebbero fatto richiesta di migrazione dall'AM all'FM, avvertendo che ovviamente il piano della FM estendida ha due grossi ostacoli da superare: la carenza di ricevitori in grado di coprire al momento tutto lo spettro Personalmente vedo già i cinesi produttori cinesi e soprattutto i chipmaker come SiLabs pronti a sfornare a passo di marcia i loro apparecchi dual-FM, perfettamente in grado di coprire da 64 a 108 MHz senza fare una piega. L'industria locale brasiliana, inoltre, verrà opportunamente incentivata a produrre le nuove radio. L'altro problema non trascurabile è che il processo di digitalizzazione della TV in Brasile non si è ancora concluso e che intorno ai 76 MHz esistono ancora dei canali televisivi analogici, che dovrebbero essere convertiti solo nel 2016. 
Comunque sia, non ci sono particolari ragioni per non prendere esempio da questo approccio, che negli Stati Uniti viene preso in considerazione da anni, magari per creare una banda FM estesa in grado di ospitare, attraverso una ripartizione, stazioni a modulazione solo analogica o solo numerica. Anche in Brasile l'Abert aveva suggerito qualcosa di simile. In Europa una FM estesa potrebbe servire a risolvere problemi di affollamento, ma anche a creare nuove finestre di opportunità per la diffusione di contenuti non commerciali.

06 aprile 2012

Quel che resta delle Ande

Il mese di aprile è sempre stato molto favorevole alla ricezione delle emittenti sudamericane dell'area andina. Poco sotto l'equatore le giornate si stanno accorciando dopo l'estate australe e il sole tramonta molto rapidamente dissolvendo gli strati bassi della ionosfera. In corrispondenza della linea del terminatore, la gray line, si determinano così condizioni sui 90, 60 e 49 metri, molto favorevoli in corrispondenza del tramonto locale, quando qui è passata la mezzanotte (ora legale). L'unico problema è che queste bande appaiono ormai falcidiate rispetto a 15 o 20 anni fa.
Questa notte nella breve trasferta ligure dei giorni che precedono Pasqua ho effettuato un breve monitoraggio tra i 3.200 e i 6.200 kHz e facendo finta di aver completamente dimenticato i bei vecchi tempi (non una gran fatica nella mia situazione da pre-demenza), potrei anche ritenermi soddisfatto del buon numero di stazioni che è ancora possibile ascoltare da Peru, Bolivia e Brasile su queste frequenze.
Le prime due in particolare hanno goduto di un periodo d'oro verso la metà degli anni 80, quando i radiohobbysti, equipaggiati con apparecchiature che oggi in molti casi verrebbero giudicate rudimentali, scoprirono che i segnali dalla regione andina all'Europa risultavano ricevibili quando le condizioni geomagnetiche risultavano un po' - ma solo leggermente - instabili e in una fascia oraria contrassegnata da una marcata intensificazione proprio nei minuti corrispondenti al passaggio della linea d'ombra, specie quello del tramonto sulle Ande (alla nostra alba i segnali ricevono un analogo boost ma a quel punto non tutte le stazioni sono ancora accese). Per anni fu una autentica corsa alla ricezione dentro e fuori le bande designate per i servizi broadcast, e molte prede, stazioni che utilizzavano impianti acquistati sui mercati del surplus navale o militare, si ascoltavano su frequenze occupate da navi e aerei.
Che cosa è rimasto di quel bendidio? Non molto, ma stazioni come la boliviana Radio Mosoj Chaski, che trasmette in lingue locali su 3.310 kHz



o la vecchia conoscenza di Radio Tarma, dal Peru su 4.775 kHz


svolgono tuttora la loro funzione di faro propagativo. In questo periodo il loro segnale comincia ad arrivare verso le 23:00 UTC, in teoria potrebbero arrivare anche prima.
La cosa interessante è che non sono sole. Ieri notte sono arrivate almeno altre dieci o quindici stazioni e addirittura su 3.355 kHz dovrebbe esserci una nuova radio di Lima, Radio JPJ (acronimo del nome del suo direttore Jesus Parraga Jimenez), segnalata la prima volta lo scorso anno su 3.360 kHz. Il nome della stazione può essere nuovo ma difficilmente l'impianto trasmittente utilizzato lo è, anche in passato era abbastanza consueto vedere i trasmettitori passare di mano in mano, in base alle peripezie finanziarie dei loro prioprietari (allora si vociferava che molte emittenti boliviane erano in realtà gestite direttamente dai narcos e trasmettevano messaggi utili ai piccoli aeroplani che attraversavano i confini per trasportare la merce grezza). Poco più sopra, nei 60 metri, è quasi incredibile ascoltare ancora la voce di Radio Huanta 2000 (Peru), Santa Ana e San Miguel (Bolivia), mentre la più forte delle boliviane rimane Radio Pio XII su 5.952,3 kHz. Sono frequenze ormai occupate da vent'anni e parlano delle Ande profonde, del loro versante interno che digrada nell'immenso bacino amazzonico. San Miguel per esempio trasmette da Riberalta, chilometri a valle rispetto a Madre de Dios di Puerto Maldonado, stazione peruana intitolata allo stesso fiume (ieri arrivava debole anche lei). Oggi in pochi secondi Google Maps ci mostra la cartografia e decine di foto di posti che da giovani riuscivamo a individuare a stento, acquistando i nostri atlanti da editori inglesi o americani.
E' una vera fortuna che gli amici di Mosquito Coast DX, italianissimi, continuino a tenere aggiornate le pagine di un sito che ancora raccoglie le segnalazioni di tutte le stazioni latinoamericane in onde corte, una piccola edicola votiva che può ancora fungere da prezioso punto di riferimento per chi vuole provare a sintonizzarsi, in diretta, approfittando della stagione favorevole su quel che resta delle Ande.

24 ottobre 2009

Riattivazione nelle tropicali: bentornata Radio Cultura

«RP ha raccontato, negli ultimi mesi, di troppi spegnimenti,» mi scrive Christian stamattina. «Perché non dire di una riattivazione? Ed una vera... la stazione arriva. Nel file registrato stamane, a 5045khz, alle 05.54 GMT [un] programma di musica non stop».

Per la precisione si tratta di Radio Cultura Ondas Tropicais da Belèm, stato di Parà, su 5.045 kHz. Riattivata da poche settimane, dopo 11 anni di silenzio, grazie a un rifinanziamento pubblico. Questo blog è nato essenzialmente dalla mia passione per l'ascolto delle stazioni radio lontane. In questi quattro anni - il primo dei circa 2.600 post risale al 21 ottobre 2005 - credo sia diventato molto altro, le mie condizioni al contorno non mi permettono di ascoltare la radio che vorrei, ma quella passione, apparentemente sopita, cova ancora e coverà sempre. E' troppo grande il fascino misterioso di quelle voci evanescenti in mezzo ai rumori che potete avvertire nella pur cristallina registrazione di Chris.
L'altro giorno guardavo un aggiornamento di una lista delle stazioni che trasmettono ancora nelle bande tropicali, tra i 2.300 e i 5.700 kHz. Cinque paginette con le poche sopravvissute, quasi tutte russo-asiatiche, di centinaia di stazioni cui con tanti amici eravamo abituati a dare la caccia tra anni settanta e ottanta. In questo anno marconiano la capacità dei segnali compresi tra determinate frequenze dello spettro di viaggiare così lontano dovrebbe essere un argomento molto in auge. L'ostinazione con cui Marconi perseguì l'obiettivo della comunicazione transatlantica senza conoscere nulla dei meccanismi propagativi ionosferici e senza disporre di alcun apparato teoretico per il calcolo delle antenne, fu forse uno degli aspetti più peculiari di questo inventore. Eppure ne parlano in pochi.
Anche per festeggiare il quarto compleanno di questo diario accolgo volentieri l'invito di Chris e sono contento di parlare, per una volta, di una riapertura, oltretutto di una stazione che può tranquillamente arrivare anche da noi. Peccato che un segnale riapparso non faccia ormai altro che evidenziare il vuoto di una porzione dello spettro quasi totalmente abbandonata.
In ogni caso ecco la cronaca della riapertura di Radio Cultura OT dalle pagine di Jornal Web

Rádio Cultura Ondas Tropicais é reinaugurada após 11 anos de silêncio

Nesta terça-feira (6), veículo de comunicação voltou ao ar depois de passar mais de uma década desativado


07/10/2009

Por Carlos Henrique Gondim

O Estado do Pará viveu um momento histórico nesta terça-feira (6). Depois de 11 anos fora do ar, a Rádio Cultura Ondas Tropicais voltou a levar o seu sinal para os municípios mais distantes do estado. A rádio foi inaugurada em meio a uma cerimônia que contou com a presença da governadora Ana Júlia Carepa, do secretário de comunicação, Paulo Roberto Ferreira, e da presidente da Funtelpa, Regina Lima, entre outras autoridades.
Inaugurada em 1977, a Rádio Cultura OT é um importante instrumento de comunicação para o interior do estado, já que as Ondas Tropicais têm uma capacidade de expansão muito maior do que as FMs (ondas curtas) e Mas (ondas médias). A rádio foi desativada em abril de 1998 e se manteve em silêncio por mais de uma década, até que uma parceria entre a Fundação Paraense de Radiodifusão (Funtelpa) e a Empresa Brasil de Comunicação (EBC) possibilitasse a reativação do veículo.
“Para um Estado de dimensões continentais, como o Pará, uma rádio como essa tem uma importância fantástica. Vamos conseguir levar comunicação, notícias relevantes para os municípios e uma programação musical de qualidade. A população tem o direito de saber o que está acontecendo no Estado. A informação é um direito do cidadão”, defendeu a governadora Ana Júlia Carepa, em seu discurso.
A governadora ressalta que os equipamentos adquiridos para a Rádio Cultura OT já estão prontos para receber o sinal digital, assim que iniciarem as transmissões através deste novo sistema. “Nossos transmissores estão preparados para o sinal digital e teremos uma transmissão de altíssima qualidade, assim que o sistema for aprovado pelo Ministério das Comunicações”, completou Ana Júlia.
De acordo com a Regina Lima, presidente da Funtelpa, a reativação da Rádio Cultura OT tem um enorme significado para os paraenses que moram nas localidades mais distantes do estado. “É papel da rádio pública chegar aos lugares onde as emissoras comerciais não chegam. Comunicação é um direito do cidadão e é obrigação do estado chegar até lá, assim como ele faz com saúde, com educação”, considera Regina Lima.
Em seu discurso, Regina Lima, eleita recentemente presidente da Associação Brasileira das Emissoras Públicas, Educativas e Culturais (Abepec), lembrou que quando trabalhou pela primeira vez na Funtelpa, era funcionária da Rádio Cultura OT. “Para mim, a retomada da OT é uma emoção muito grande. Quando trabalhei na Rádio Cultura, eu trabalhava exatamente fazendo conteúdo para a OT. Quando a gente elaborou o projeto que a gente denominou de Reestruturação da Funtelpa, a gente decidiu rastrear em que pé ficou a OT e decidiu retomá-la”, lembra a presidente.
A reativação da Rádio Cultura OT representa um investimento de quase R$ 1,2 milhão, com recursos oriundos do Governo do Estado e de uma parceria estabelecida entre a Funtelpa e a Empresa Brasil de Comunicação (EBC). Como contrapartida, a EBC poderá utilizar oito horas da grade de programação da Cultura OT. Luciana Couto, da Rádio Nacional da Amazônia, falou em nome da EBC:
“É com muito orgulho que a EBC comemora essa parceria com a Funtelpa, que possibilitou a reativação da Rádio Cultura OT. Um dos diferenciais do rádio é alcançar populações que vivem em municípios distantes, carentes de infraestrutura básica, inclusive de informação, e não possuem outro meio de comunicação, a não ser o rádio”, enfatizou a representante da EBC. “Ao firmarem esta parceria, a Funtelpa e a EBC confirmam o papel social de levar cidadania por meio da informação à população brasileira. Aqui, mais especificamente, à população paraense e à população da Amazônia, aos ribeirinhos, aos quilombolas, aos extrativistas, aos pescadores”, completou.
Para o diretor da Rádio Cultura, Antônio Carlos de Jesus dos Santos, a retomada da OT significa o resgate de um bem público, imaterial. “Estamos recuperando um bem público. Na atual estrutura, há uma dificuldade enorme para conseguir a concessão de canais de rádio e televisão. Abrir mão de um canal que se comunica com a população é abrir mão de um bem, que não é material, é imaterial. E este bem estava desprezado”, lembra o diretor.
Segundo o diretor da rádio, mesmo com o advento da internet e da televisão via satélite, o rádio continua tendo uma importância crucial na Amazônia. “O rádio é, ainda hoje, e vai continuar sendo por muito tempo, o instrumento mais ouvido na região amazônica. O rádio ainda é o meio de comunicação referencial para que as pessoas saibam o que está acontecendo na capital e nas outras regiões do estado. E ainda hoje, na Amazônia, não há outra modalidade de rádio que se relacione tão bem com a floresta que não sejam as OTs. Em determinado momento, a floresta impede a propagação do sinal das AMs e FMs. A OT não sofre esse tipo de impedimento”, explica Antônio Carlos.
A Rádio Cultura Ondas Tropicais pode ser ouvida na frequência 5045 KHz. Inicialmente, são veiculados dois programas: “Nas Ondas do Rádio”, das 16h às 18h; e “Acorda, Pará”, das 6h às 8h da manhã.

18 ottobre 2009

Brasile, entro fine anno decisione sulla radio digitale?

Rocco, da Rio de Janeiro, mi ha trasmesso un recente flash di agenzia secondo cui il ministro brasiliano delle Comunicazioni Hélio Costa avrebbe annunciato l'intenzione di studiare per il Brasile il "sistema europeo" in vista dell'introduzione della radio digitale nella grande nazione latinoamericana. Il flash la presenta come una marcia indietro rispetto ai test che il Brasile ha condotto lo scorso anno con tecnologia HD Radio e in effetti io stesso avevo pubblicato alla fine del 2008 la notizia (segnalatami dallo stesso Rocco) sui deludenti risultati ottenuti in quei test. Leggendo meglio sembra che Costa ora voglia applicare una sorta di par condicio nei confronti delle varie tecnologie possibili, in vista di una scelta definitiva che il ministro vorrebbe consolidare entro fine 2009. Nei test di HD Radio effettuati nella città di Saõ Paulo erano stati riscontrati diversi problemi di interferenza alle stazioni analogiche e di copertura tra gli edifici, anche se le stazioni brasiliani hanno fatto sapere di apprezzare la capacità di miscelare segnali analogici e digitali da parte di IBOC.
Il comunicato di fine settembre non precisa quale sistema europeo sarà oggetto delle nuove sperimentazioni. Ho fatto però qualche ricerca e ho trovato negli archivi di Radio Senado l'intervista telefonica che Costa ha concesso il 22 settembre e il ministro brasiliano parla esplicitamente di IBOC e DRM. In una nazione estesa e popolosa come il Brasile, la scelta di Eureka 147 comporterebbe sul piano infrastrutturale investimenti non poco impegnativi. Considerando i bacini di ascolto delle principali città il DAB europeo (e australiano) avrebbe senso, ma comporterebbe anche un notevole sforzo sul piano del coordinamento degli accessi ai multiplex di questo sistema.
Per chi volesse approfondire, ecco i link all'intervista di Hélio Costa al giornalista del programma di Radio Senado Estação da Media, Adriano Faria. A seguire i link a un'altra intervista sulla stessa questione della radio digitale, in questo caso Faria intervista Gunnar Bedicks, docente di ingegneria elettrica della Universidade Mackenzie.

Costa parte prima
Costa parte seconda

Bedicks parte prima
Bedicks parte seconda


Brasil começará a testar sistema europeu de rádio digital, diz Costa
29/09 - Agência Estado

O ministro das Comunicações, Hélio Costa, disse há pouco que, nas próximas semanas, emissoras de rádio brasileiras começarão a testar o sistema europeu de rádio digital. A expectativa do Ministério das Comunicações é a de escolher até o fim do ano o novo sistema que será adotado no Brasil.
O ministro disse que foram tomadas medidas junto à alfândega brasileira para liberar a entrada dos equipamentos europeus. Os testes serão feitos, segundo Costa, nos sistemas AM, FM e de ondas curtas, principalmente nos grandes centros, como São Paulo, onde há uma quantidade elevada de estações de rádio.
As emissoras já testaram o sistema dos Estados Unidos e chegaram a recomendá-lo ao governo brasileiro. A escolha de um padrão digital para o rádio vem sendo discutida desde 2007, quando a tendência era a de se optar por um sistema híbrido: o padrão americano para as emissoras AM e FM e o europeu para as emissoras de ondas curtas.
No entanto, problemas detectados no padrão americano, como interferências entre sinais digitais e analógicos e redução no raio de alcance das emissoras, levaram o governo brasileiro a adiar a decisão. Depois de quase dois anos em compasso de espera, o governo retoma os testes, agora com o sistema europeu.
"Para fazer um processo democrático, aberto, temos que oferecer as mesmas condições que nós oferecemos ao sistema americano. Eles (europeus) terão que fazer testes e provar que o sistema é bom", afirmou. Segundo o ministro, os representantes do sistema americano disseram que os problemas de cobertura já foram resolvidos.

06 giugno 2009

L'oro in radio, al cinema la grande canzone brasiliana


Il rapporto tutto particolare dei brasiliani con la loro musica si intreccia con quello, ancora più sentimentale e profondo, che lega - o dovrebbe legare - qualsiasi cultura al suo passato recente, quello che sconfina tra cronaca e storia, nel progetto di Cantoras do rádio, un documentario girato da Gil Baroni presentato in questi giorni nei cinema di Brasília, Curitiba, Porto Alegre, Rio de Janeiro e São Paulo. Il film racconta la storia di quattro artiste - Carmélia Alves, Carminha Mascarenhas, Violeta Cavalcante e Ellen de Lima - che con le loro canzoni hanno fatto da sfondo alla generazione tra anni trenta e cinquanta, l'epoca d'oro della radiofonia. Fu la radio, forse ancora più dei dischi che potevano permettersi in pochi, a determinare il successo di quei brani in Brasile (e non solo in Brasile).
Il filo conduttore del documentario, che ha già raccolto gli applausi del Festival di Rio nel 2008, è uno spettacolo dal vivo organizzato e filmato nel 2005, sempre a Rio. Nel corso della kermesse le protagoniste (se andate sul sito ufficiale di Cantoras do rádio trovate delle foto di scena semplicemente fantastiche) celebrano se stesse e tante altre cantanti loro colleghe della Era de Ouro, con in testa la celebre Carmen Miranda. La verve delle quattro eterne ragazze della musica, la loro capacità di tenere la scena a sessant'anni dai loro fasti giovanili, diventano un secondo leit motif della storia, che nelle intenzioni del regista è anche un inno alla bellezza senza età. Ecco la presentazione dell'opera dalle pagine di Paranà Online.
Documentário homenageia a era de ouro do rádio
Newton Almeida
06/06/2009

Dirigido pelo paranaense Gil Baroni, o filme resgata a história de Carmélia Alves, Carminha Mascarenhas, Violeta Cavalcanti e Ellen de Lima, que viveram o auge há quase 60 anos.

As atemporais canções que embalavam o cotidiano da sociedade brasileira entre os anos 30 e 50 e atravessam gerações são retratadas no documentário Cantoras do rádio.
O filme, que entra em cartaz a partir do dia 11, em cinco capitais (Brasília, Curitiba, Porto Alegre, Rio de Janeiro e São Paulo), conta a história de vida de quatro artistas que fizeram parte da chamada Era de Ouro do Rádio no Brasil, com suas alegrias, o sucesso e a dificuldade em manter as eternas canções ainda vivas na cultura popular.
O documentário, dirigido pelo paranaense Gil Baroni, resgata a história de Carmélia Alves, Carminha Mascarenhas, Violeta Cavalcanti e Ellen de Lima, que viveram o auge há quase 60 anos. As protagonistas do documentário acompanharam a pré estréia, exibida esta semana no Unibanco Arteplex do Shopping Crystal em Curitiba.
O filme traz os depoimentos das cantoras em meio a um show, gravado no Rio de Janeiro em 2005, produzido especialmente para as filmagens, no qual as cantoras, num surpreendente ato de resistência, lutam para sobreviver da música.
Segundo Gil Baroni, além de um resgate dos valores culturais da sociedade brasileira, o foco do filme é mostrar a força de vontade das cantoras. “É admirável saber da persistência dessas mulheres. É importante mostrar a experiência que estas senhoras podem trazer para a juventude”, afirma.
Baroni conta que as cantoras conviveram com grandes compositores e intérpretes que fizeram sucesso nos anos dourados da MPB. Com o declínio da era do rádio, elas amargaram um período de ostracismo.
“A intenção foi fazer um trabalho de resgate sem apelar para o saudosismo, evitando uma coisa apelativa, mas, como diz a Carminha, mostrar a beleza da alma.”
Para Baroni, que também foi um dos roteiristas, o documentário presta um serviço cultural, já que, segundo ele, “uma parte das pessoas não sabe que a raiz da Música Popular Brasileira está nesse período”.
No show, exibido durante o filme, as cantoras homenageiam as Divas do rádio, das quais fizeram parte. O roteiro do show, produzido pelo pesquisador Ricardo Cravo Albin, relembra Carmem Miranda, Aracy de Almeida, Aurora Miranda, Dalva de Oliveira, Dolores Duran, Elizeth Cardoso, Linda e Dircinha Baptista, Isaura Garcia e Nora Ney. Em depoimentos reveladores, as cantoras relatam casos e bastidores daquela época.
O documentário, do início do projeto até a edição, levou cinco anos para ser concluído. No entanto, o diretor não esconde a satisfação em apresentar o filme. “Foi como se todos da equipe descobrissem um tesouro enterrado”, diz.
Segundo Baroni, o filme, que foi exibido no Festival do Rio 2008, em sessão de gala no Cine Odeon, foi muito bem recebido na capital fluminense. O documentário Cantoras do rádio foi idealizado pela produtora curitibana Laura Dalcanale e produzido pela sua Arte Lux Produções.

16 febbraio 2009

Brasile, un dominio .br per tassisti, Web radio e teologi

Dal Brasile arrivano sempre notizie divertenti, ma questo non è uno scherzo di carnevale. Il NIC brasiliano, insomma il gestore dei domini Internet .br, ha appena annunciato la nascita di tre nuovi domini secondari per altrettante attività di impresa private. Uno per i tassisti (taxi.br), l'altra per le stazioni radio Web (radio.br) la terza per i teologi (teo.br). Quest'ultima categoria è impagabile e probabilmente è il segno che i regolatori di Internet della grande nazione latinoamericana hanno dovuto cedere alle richieste di centinaia di denominazioni religiose non cattoliche e allo stuolo di predicatori esaltati che imperversano nell'etere e fuori. Il dominio della teologia (e meno male che non hanno optato per deus.br) potevano inventarselo solo loro. E' sufficiente del resto compulsare la lista dei domini secondari al TLD .br per rendersi conto delle numerose altre categorie professionali che erano state già codificate. Potrebbe essere un'idea, per le fisioterapiste italiane registrare un dominio .fst.br o per i dentisti un bell'.odo.br, mentre i traduttori dovranno badare a non farsi passare per traditori con il loro blog su .trad.br.

Internet brasileira ganha domínios 'taxi.br' e 'radio.br'

Extensões poderão ser registradas a partir desta terça (17).
Objetivo de diferentes domínios é abrigar atividades e serviços específicos.


Taxistas, teólogos e emissoras de áudio na web poderão registrar, a partir desta terça-feira (17), endereços na internet com as extensões “taxi.br“,“teo.br“ e “radio.br”. As inscrições serão abertas a partir das 10h, e os interessados podem encontrar mais informações no registro.br.
Segundo o Núcleo de Informação e Coordenação do ".br" (NIC.br), o objetivo da criação de novas extensões é abrigar atividades e serviços específicos e facilitar a forma de identificação e endereçamento na internet.
O registro será feito de acordo com a ordem de chegada dos pedidos. O Brasil já conta com uma lista de categoria de domínios que inclui diversas extensões para pessoas jurídicas, físicas e profissionais liberais.


22 gennaio 2009

Smascherati dalle radio: niente rielezione per i corrotti

Ho trovato questa curiosa analisi su una testata online brasiliana, PantanalNews, a proposito di uno studio di due politologi che ha dimostrato una correlazione tra la presenza sul territorio di stazioni radio con copertura giornalistica locale, e mancata rielezione di amministratori che si macchiano di reati come la corruzione. L'ipotesi di Claudio Ferraz e Frederico Finan sarebbe insomma che quando c'è qualcuno che le notizie, magari scomode, le dà, gli elettori ascoltano e si adeguano. In realtà la correlazione messa in evidenza dai due studiosi non è trascurabile. Su un tasso di rielezione medio del 46% per i "prefetti", il fatto che durante il loro mandato fossero state commesse irregolarità portava a una diminuzione del 6% di questo tasso. Ma con una radio locale la percentuale scende all'11% in media. La non rielezione diventa quasi sicura.
Come per ogni ipotesi che si rispetta, c'è un possibile controesempio. Parlavo di questa notizia con Rocco Cotroneo da Rio de Janeiro, l'altra sera, e lui giustamente osserva che in Brasile tutte le stazioni sono controllate da politici locali, che le utilizzano come strumento elettorale. Il segreto - di Pulcinella, direi - è che il localismo delle fonti informative dovrebbe accompagnarsi all'assoluta indipendenza delle stesse. Ma anche i politici, dopo tutto, tengono famiglia.

Rádio Independente - 16/01/2009

Rádios dificultam a reeleição de políticos corruptos

Emissoras de rádio diminuem chance de reeleição de prefeitos apontados por corrupção

A presença de rádios locais diminui as chances de reeleição de prefeitos cuja administração apresenta indícios de corrupção ou irregularidades. A constatação é dos economistas Claudio Ferraz, da PUC-RJ, e Frederico Finan, da UCLA (Universidade da Califórnia, em Los Angeles), que analisaram os relatórios de fiscalização da CGU (Controladoria Geral da União) de 2003 e 2004 para avaliar os efeitos da divulgação de informações sobre práticas irregulares na gestão pública da cidade sobre o resultado das eleições.
Desde 2003, como parte de um esforço do governo federal para combater a corrupção na gestão pública, a CGU passou a escolher municípios, aleatoriamente, para submetê-los a auditoria. Segundo Ferraz, a pesquisa mostrou que a descoberta das irregularidades e a sua divulgação, em especial, pela presença de rádios locais, são fatores determinantes para reduzir as chances de reeleição de gestores públicos apontados por corrupção ou irregularidades.
Conforme o estudo, essa chance diminuiu 6% quando houve duas irregularidades apontadas. A presença de uma rádio na localidade auditada reduziu essa possibilidade a 11%. Em média, a taxa de reeleição ficou 3,6 % menor quando houve auditorias apontando irregularidades. A taxa de reeleição básica era de cerca de 46%.
Mas o inverso também foi revelado pela pesquisa: a ausência de irregularidades na gestão favorece a reeleição do gestor. “É como se fosse um prêmio ao político", avalia Ferraz. As auditorias realizadas pela CGU produzem informações que são repassadas ao TCU (Tribunal de Contas da União), ao Ministério Público e às Câmaras Municipais. Daí podem ser determinadas punições aos prefeitos.

11 gennaio 2009

In Sud America, le emittenti locali cadono nelle reti

Il Diário de Natal racconta il passaggio di una stazione locale in onde medie a una programmazione di rete, quella del giovane network Radio Clube Brasil. Questo è un fenomeno molto peculiare di tutto il Sud America e ha portato a una trasformazione (e per molti versi a un impoverimento) dell'offerta in termini di notizie a approfondimenti locali. Un continente dove le dimensioni geografiche hanno sempre alimentato una forte identità localistica nelle emittenti radiofoniche e dove le autorità statali hanno sempre faticato a imporre il concetto dell'emittenza pubblica, ha cominciato a vivere solo in epoca relativamente recente la problematica economica del sostentamento di questa identità. Le emittenti locali si devono coalizzare perché i mercati pubblicitari urbani non possono garantire risorse sufficienti per tutti. E sempre più spesso le reti hanno una connotazione religiosa, perché in quel caso i soldi arrivano anche senza pubblicità. Questo è tanto più vero nel caso delle onde medie, perché il segnale prodotto da queste emittenti spesso non è di qualità adeguata alle esigenze degli ascoltatori e degli inserzionisti.
La storia di Rede Clube Brasil, costituita lo scorso giugno, è in leggera controtendenza perché la programmazione non è religiosa ma le onde medie restano. Secondo i responsabili di Clube AM Natal, che promette di non limitarsi a ripetere solo i programmi prodotti e irradiati dal network, la stazione cercherà di preservare il più possibile la propria identità. L'avvio ufficiale delle trasmissioni con Rede Clube è prevista per la "terça", il martedì di questa settimana.

Clube AM vai integrar rede nacional de rádio a partir de terça

Fábio Cortez/DN

A Clube AM vira Super Rádio Clube e contará com suporte de uma das maiores redes de rádio do país

A partir da próxima terça-feira, 13, a Rádio Clube AM (antiga Rádio Poti, que opera na freqüência de 1270 Khz) passará a fazer parte de uma das maiores redes de Rádio AM do Brasil, dos Diários Associados: a Rede Clube Brasil. A mudança ocorrerá às 14h30, logo após o programa Bola ao Centro, comandado pelo apresentador esportivo, Jorge Aldir. Com isso, os ouvintes da mais tradicional rádio AM do Estado, terão acesso também, além da programação local, a uma ampla programação nacional e internacional, que é transmitida pela Rede Clube Brasil, via satélite. A partir de agora, a Rádio Clube AM também passará a se chamar a Super Rádio Clube e é a quinta a se integrar ao grupo que já conta com as emissoras do Distrito Federal, Campina Grande (PB), Fortaleza (CE) e Recife (PE).
Para o diretor gerente dos Diários Associados, Albimar Furtado, a Rádio Clube AM ou Super Rádio Clube ganhará em qualidade, fazendo parte da Rede Clube Brasil. ‘‘Mas isso não significa que teremos 100% de programação de Rede, ou que perderemos o vínculo local do nosso público ouvinte. A nossa rádio manterá sua identidade com Natal, realizando jornalismo local, sob a direção de Paulo Tarcísio Cavalcanti, assim como também manterá a mesma qualidade de sempre da programação musical e entretenimento. Só que agora, agregando também o que há de melhor na transmissão via satélite da programação da Rádio Clube Brasil’’, explicou.
De acordo com o gerente de todas as Rádios dos Associados, Arthur Luis Cardoso, sediado em Brasília (DF), a Rede Clube Brasil é uma das maiores do país em sua característica, já que o diferencial é que todas as emissoras de rádio pertencem aos Diários Associados. ‘‘Agora que todas as rádios farão parte da Rede, temos planos para 2009 de abrir para outras emissoras que quiserem se filiar’’, revelou Cardoso.
A criação da Rede Clube Brasil se deu em 18 de junho do ano passado, quando a Rádio Planalto AM - foi a primeira a ser instalada nessa concepção de Rede, uma rádio tradicional de Brasília (DF), com mais de 40 anos de existência e que teve uma resposta muito positiva dos ouvintes para a mudança. ‘‘Esse sempre foi um sonho do Grupo. Portanto, estamos realizando a união de todas as emissoras AM, com a entrada da Rádio Clube AM de Natal. Com isso, temos a possibilidade também de trabalhar de maneira mais forte e unida, tanto perante os artistas convidados, os ouvintes - que ganharão em qualidade de programação nacional - e dos anunciantes. Agora, cada rádio integrada poderá abrir espaços não só para anunciantes locais, como também para nacionais’’, disse Cardoso.
Indagado se a mudança de nome, assim como também a inserção de uma programação nacional não poderia causar estranhamento aos ouvintes, Cardoso disse que a experiência é contrária. ‘‘No caso da Rádio Planalto, nós tínhamos essa preocupação. Mas, o que vimos foi que a audiência aumentou. Porque os ouvintes tradicionais mantém sua fidelidade e outros ficam curiosos, sintonizam e não saem mais’’, disse continuando: ‘‘E tem outra coisa também, a gente respeita as características locais. Cada praça terá sua programação local, com as músicas que as pessoas gostam de ouvir, e também prestação de serviços à comunidade’’, complementou.
Com a inserção da Rede Clube Brasil, a Rádio Clube AM de Natal terá duas modalidades de transmissão: a via satélite, recebida em toda a rede, com programação nacional e participação de locutores nacionais. E a transmissão local, mantendo a programação já existente. Um projeto realizado por toda a rede e que, deverá ser inserido em Natal também, é o Encontro Marcado, no qual um artista é convidado para se apresentar ao vivo em determinado local, os fãs ouvintes são convidados e ele responde a perguntas, enquanto tudo é transmitido pela rádio. Em Brasília, já participaram artistas como Amado Batista e Capital Inicial; em Recife, passou por lá a Banda Calypso. ‘‘Vamos expandir esse projeto para todas as praças’’, garantiu Cardoso.
Manco a farlo apposta, finito di postare questa storia l'aggregatore mi suggerisce quest'altro articolo, questa volta del Correio de Sergipe, che racconta dell'ennesimo programma gionalistico (in onde medie, da Radio Atalaia AM), sacrificato a favore dei sermoni di un predicatore evangelico. E' la storia di Fernandes Dórea, un gionalista che entra così nella schiera dei duemila disoccupati censiti dal sindacato radiofonico di Sergipe. Nell'arco delle 24 ore di trasmissione, racconta Dórea, Atalaia AM ne dedicava solo tre alle notizie, dalle 6 del mattino alle 9. Adesso quella fascia sarà occupata da Daniel Fortes, che oltre a esercitare la professione di pastore evangelico è anche membro della camera municipale di Aracaju, la città da dove trasmette, su 770 kHz, Atalaia.
Jornalismo no rádio "pena" para ficar no ar
Data: 11/01/2009

De acordo com o Sindicato dos Radialistas de Sergipe, cerca de 2 mil profissionais estão sem trabalho no rádio. Em novembro deste ano, o radialista Fernandes Dórea (68) ficou sabendo que o programa jornalístico "Fala Sergipe," que ele apresentava junto com o também radialista Douglas Magalhães, na Rádio Atalaia AM, seria substituído por um programa que deverá ser comandado pelo pastor e atual vereador Daniel Fortes.
O programa, que ia ao ar das 6 às 9 horas da manhã, foi desativado no dia 1º de dezembro. Segundo o sindicato, cinco radialistas da área técnica foram dispensados e outros quatro da área artística também foram demitidos. Esta é a segunda vez que a Rádio Atalaia AM desativa o seu programa jornalístico para arrendar o horário, considerado nobre, para os evangélicos. "A saída de radialistas do rádio tem o dedo dos evangélicos", afirma Dórea, que atua no rádio desde 1968.
Em 2005, quando a Rádio Atalaia AM arrendou pela primeira vez o horário para um grupo evangélico, Dórea também comandava um programa jornalístico. Ele não chegou a ser demitido porque era dirigente sindical, mas ficou dois anos em casa sem trabalhar. "É uma situação angustiante", define. Fernandes Dórea é funcionário da emissora há 20 anos e mais uma vez foi mandado para casa porque tem imunidade até 2011.
Desde que os evangélicos começaram a crescer em ritmo acelerado nas rádios de Aracaju, uma grande polêmica surgiu em torno desses arrendamentos feitos pelas emissoras. "Quem arrenda não emprega", reclama Dórea. Talvez por isso muitos radialistas deixaram a profissão de lado e estão em outras atividades.
Fernandes Dórea conta que das 24 horas de programação da Atalaia AM, apenas três horas eram reservadas para o jornalismo, em cumprimento a lei que exige um percentual de música nacional, música local e de conteúdo informativo. "Agora a emissora está totalmente arrendada para os evangélicos e sem nenhuma função social", critica.

08 gennaio 2009

Emissoras Brasileiras de Ondas Médias

Gli amici del Dx Clube do Brasil hanno realizzato una nuova edizione della famosa Emissoras Brasileiras de Ondas Médias la lista delle emittenti brasiliane in onde medie. L'elenco, farcito di informazioni su ogni singola stazione e contenente molte frequenze "split" (leggermente diverse dalle nominali), può essere consultato direttamente in formato HTML via Web, o scaricato in forma di manuale PDF.

A new version of medium wave radio stations list in Brazil (edited by the Dx Clube do Brasil), is online, both html and pdf. Dozens of updates, with many splitted frequencies.
Browse or download:

http://www.ondascurtas.com/om/index.htm

29 dicembre 2008

Brasile, completa marcia indietro su IBOC

Rocco dal Brasile mi manda questa importante notizia, apparsa sul giornale O Estado de S. Paulo, sull'improvviso retromarcia (marcha a ré) del ministro delle comunicazioni Hélio Costa sull'adozione del sistema di radio digitale HD Radio. In un suo articolo pubblicato dal giornale O Estado de Minas - e riportato sull'ottimo blog Caros Ouvintes - lo stesso ministro ha fatto capire che il sistema IBOC è ancora troppo problematico e dal futuro incerto persino negli USA, dove è stato concepito. E', come scrive O Estado de S. Paulo, un voltafaccia radicale, "dopo tre anni e mezzo in cui ha sostenuto apertamente lo standard di radio digitale nordamericano". Ora invece sembra che Costa si sia accorto della montagna di problemi che IBOC e altri sistemi digitali attraversano in tutto il mondo (Regno Unito a parte, dove però la sensazione è quella dell'ipnosi collettiva). Se il Brasile fa marcia indietro sulla tecnologia digitale della radio, potrebbero esserci ripercussioni importanti.

Digitalização
Hélio Costa abandona projeto de rádio digital

29.12.2008

Reproduzido de O Estado de S. Paulo

A mudança de posição foi radical. Depois de ter defendido abertamente durante quase três anos e meio o padrão de rádio digital norte-americano (Iboc ou HD), apresentando-o como o único aceitável para o Brasil, o ministro das Comunicações, Hélio Costa, acaba de retirar seu apoio àquela tecnologia, também preferida pela Associação Brasileira de Emissoras de Rádio e Televisão (Abert). O ministro reconhece agora o que todos os técnicos independentes vinham afirmando desde 2006: em todo o mundo, a tecnologia de rádio digital ainda tem muitos problemas que não permitem sua adoção no Brasil.
O recuo de Hélio Costa, embora tardio, é um fato positivo, pois seria muito pior se o País adotasse o padrão Iboc. O maior prejuízo ficaria com as 5 mil emissoras de rádio brasileiras, que seriam levadas a investir numa tecnologia que aindafunciona precariamente. O que mais estranhou os observadores nesse episódio foi a posição da Abert, ao defender apaixonadamente o padrão norte-americano, mesmo diante da comprovação de seus problemas.

Marcha a ré

Hélio Costa anunciou sua nova posição no domingo passado, em artigo no jornal O Estado de Minas (leia-o no site Caros Ouvintes), em resposta à jornalista e professora Nair Prata, que havia cobrado do ministro, no início de dezembro, o cumprimento de suas promessas quanto ao rádio digital. Entre as diversas opiniões citadas no artigo de Hélio Costa, uma das mais convincentes foi a de Sarah McBride, editora de tecnologia do Wall Street Journal.
Na realidade, o jornal norte-americano apenas confirmou a conclusão já conhecida havia muito tempo: depois de quase 5 anos de introdução nos Estados Unidos: a nova tecnologia digital não conta hoje sequer com 10% da adesão das emissoras. Para se ter idéia da baixa penetração do rádio digital nos Estados Unidos, basta lembrar que, do lado dos ouvintes, mesmo com preços subsidiados, apenas 0,15% da população norte-americana adquiriu seu receptor digital.

Problemas

Uma das características do padrão conhecido pelo nome de In Band on Channel (Iboc) ou HD Radio, criado pela empresa Ibiquity, é utilizar o mesmo canal de freqüência para transmitir um único programa, simultaneamente, tanto no modo analógico quanto no digital. A idéia é excelente, mas, até agora, o sistema não tem funcionado de forma satisfatória.
Nas transmissões em AM e FM, o padrão Iboc apresenta, entre outros, o problema do atraso (delay) de 8 segundos do sinal digital, em relação ao analógico. Como o alcance do sinal digital é menor do que o analógico, nos limites de sua propagação, a sintonia oscila entre um e outro, com grande desconforto para o ouvinte.
Embora pareça ser a grande saída, a idéia de usar o mesmo canal para transmissões analógicas e digitais, adotada pela empresa Ibiquity, não tem tido sucesso na prática. O fato indiscutível é que essa tecnologia ainda não está madura e apresenta diversos problemas sérios, como a impossibilidade de se utilizarem receptores portáteis - pois o consumo de energia é tão elevado que as baterias se descarregam em poucas horas.
Na Europa, outras tecnologias têm sido propostas em faixas de freqüências exclusivas para o rádio digital, o que, no entanto, obrigaria à troca de todos os receptores. Conclusão: ainda temos que esperar que o mundo desenvolva uma solução melhor para a digitalização do rádio.

Anúncios precoces

O ministro Hélio Costa, desde que tomou posse no Ministério das Comunicações, em julho de 2005, tem anunciado numerosos projetos puramente imaginários que nunca se concretizam ou que se revelam inviáveis. Na abertura do evento internacional Américas Telecom, em outubro de 2005, em Salvador (Bahia), ele anunciou que o Brasil já vivia "a era do rádio digital" (quando apenas algumas emissoras iniciavam os primeiros testes com o padrão norte-americano HD Radio ou Iboc).
Na mesma ocasião, anunciou ao auditório que a Grande São Paulo veria as imagens da Copa do Mundo de 2006 com imagens da TV digital, que só entrou no ar em 2 dezembro de 2007. Entrevistado no programa Roda Viva, da TV Cultura, em 2005, afirmou categoricamente que o Ministério das Comunicações iria investir não apenas o montante de R$ 600 milhões anuais dos recursos do Fundo de Universalização dos Serviços de Telecomunicações (Fust), bem como o saldo acumulado então superior a R$ 4 bilhões. Até hoje o Brasil não utilizou praticamente nada do Fust.
No ano de 2006, o ministro garantiu que o Japão havia concordado em instalar uma indústria de semicondutores (circuitos microeletrônicos) no Brasil, em contrapartida à escolha do padrão de TV digital nipo-brasileiro. Na verdade, o Japão jamais prometeu essa fábrica.
No caso do rádio digital Iboc, o ministro Hélio Costa chegou a sugerir que a indústria brasileira se associasse com a norte-americana Ibiquity, para produzir equipamentos no Brasil, com o eventual apoio do BNDES.

08 dicembre 2008

9999 kHz, il nuovo segnale di tempo brasiliano

Nonostante la crisi in cui obiettivamente versa da anni, le onde corte continuano a riservare sorprese e nuovi segnali da monitorare. L'ultima inattesa novità viene dal Brasile e riguarda una categoria di stazioni un po' speciale, quella degli impianti - di solito gestiti da istituzioni impegnate sul fronte della ricerca astronomica e geofisica - che trasmettono frequenze "campione" e segnali orario ad altissima precisione. In Italia di queste stazioni in passato ce n'erano due addirittura, all'Istituto Galileo Ferraris a Torino e a Roma. Oggi entrambi gli impianti sono stati smantellati.
La funzione delle stazion di tempo era da un lato fornire in ricenzione una portante radio molto precisa, che potesse servire per calibrare i ricevitori e svolgere altre prove di laboratorio; dall'altro quello di diffondere in modo capillare l'ora ufficiale della nazione di appartenenza, incluse quelle minuscole correzioni che gli astronomi devono introdurre nel calcolo dell'ora e del calendario a causa della variabilità dei fenomeni astronomici.
La nuova stazione di tempo e frequenza campione brasiliana, segnalata dagli amici della lista di discussione Radioescutas, viene gestita dall'Observatório Nacional di Rio de Janeiro e trasmette la sua portante su 9.999 kHz, su questa portante viene aggiunta una banda laterale superiore con gli impulsi di tempo a 1 kHz e una voce femminile per l'annuncio del minuto. A quanto sembra la banda laterale inferiore viene soppressa. Per calibrare il proprio ricevitore bisogna ottenere il battimento-zero sul segnale modulante sintonizzandosi su 10 MHz. Ecco un documento riportato da Radioescutas con alcune notizie su questa nuova emissione. Un tempo l'osservatorio di Rio generava il segnale ritrasmesso sulle frequenze delle stazioni costiere brasiliane, ma queste emissioni non sono più disponibili. A quanto mi sembra di capire l'iniziativa coincide con l'idea di diffondere l'ora ufficiale brasiliana e avviene a poche settimane dall'entrata in vigore dell'ora legale estiva nel corso della quale, la costa atlantica meridionale brasiliana passa a sole due ore di separazione dal meridiano di Londra. Sempre sulla lista Radioescutas è apparso un link a questa bella storia degli orologi pubblici brasiliani. Mentre una lista di emissioni di tempo e frequenza disponibili ancora oggi sulle onde corte (ma non so quanto la lista sia aggiornata) è quella curata da William Hepburn.

Divisão Serviço da Hora - Projeto Estrutural

A Divisão Serviço da Hora (DSHO) do Observatório Nacional (ON) tem como objetivos a Geração, Distribuição e Conservação da Hora Legal Brasileira (HLB), conforme Legislação Brasileira, bem como realizar Pesquisa e Desenvolvimento no campo da metrologia de Tempo e Freqüência.
O projeto de reestruturação da Hora Legal Brasileira em desenvolvimento na Divisão Serviço da Hora do Observatório Nacional possui três metas. A primeira delas é a transmissão de sinais horários e freqüência padrão para todo o território nacional através de radiofreqüência. Desta forma, todo cidadão em qualquer parte do território nacional terá acesso a informação de hora. Diversas aplicações utilizando os sinais horários e a freqüência padrão, poderão ser desenvolvidas na industria. A segunda meta é implantar a rastreabilidade dos relógios mantidos em laboratórios secundários, que compõem a Rede Brasileira de Calibração (RBC), de forma remota e contínua aos padrões nacionais de tempo e freqüência mantidos na Divisão Serviço da Hora, utilizando-se do sistema GPS. A terceira meta é agregar os relógios atômicos da RBC na Escala de Tempo Atômico Brasileira.
No último dia 10 de Novembro de 2008, a equipe do DSHO passou a emitir os sinais horários do Observatório Nacional, na freqüência-padrão de 10.000 Khz (10Mhz), com estimativa de cobertura de ao menos 2/3 de todo o território nacional.
Embora estas transmissões estejam no ar em caráter experimental, registra-se a importância de sua manutenção para garantir que a aferição de Tempo e Freqüências-Padrão possam ser re-estabelecidas em âmbito nacional. Na cidade do Rio de Janeiro, o mesmo serviço está disponível na faixa de V.H.F, cuja sintonia pode ser feita em 166,530 e 171,130 Mhz. A potência irradiada em Ondas Curtas inicialmente é de 300 Watts e a transmissão em V.H.F. é de 21 Watts.
A Diretoria de Radioastronomia e Telecomunicações do Clube de Astronomia de São Paulo – CASP, estará monitorando junto à equipe do DSHO as transmissões da Hora Legal e Freqüência-Padrão do Observatório Nacional em todo o território brasileiro. Reportagens de escuta e informações sobre esta sintonia serão muito bem vindos e confirmados no que for possível.
As reportagens de sintonia devem ser enviadas preferencialmente por e-mail, contendo nome, localidade, horário da sintonia e equipamento de escuta, para o endereço eletrônico: denis (dot) zoqbi (at) astrocasp (dot) com, com o Assunto “Observatório Nacional”. Caso preferir, os reportes podem ser enviados por carta para a Caixa Postal 12.622 São Paulo,SP. CEP 04744-970.



29 settembre 2008

Inventori, anche padre de Moura prima di Marconi?

Ho scovato sulla testata online Jornal Nortão un elenco di risorse Internet e librarie dedicate ai pionieri della radio e televisione brasiliana. Tra gli apripista spicca la figura di padre Roberto Landell de Moura un sacerdote cattolico di Porto Alegre iscritto nel nutrito club degli inventori la radio prima di Marconi. Secondo l'edizione portoghese di Wikipedia e soprattutto secondo lo studioso César Augusto Azevedo dos Santos in una conferenza del 2003 (Landell de Moura ou Marconi, quem é o pioneiro?) Padre de Moura avrebbe effettuato esperimenti di trasmissione senza fili su distanze di otto chilometri almeno un anno prima del 1895 di Pontecchio. Recentemente ci sono state grosse discussioni tra il partito italiano dei marconiani assoluti e le autorità del piccolo comune elvetico di Salvan, nel Vallese, dove Marconi trascorreva le sue vacanze montane e dove, a quanto sembra, l'inventore portò avanti i suoi primi veri esperimenti. L'ITU ha già concesso a Salvan lo status di Berceau (culla) des Télécommunications. E se adesso salta fuori che la vera culla è il Brasile?

Pioneiros do rádio e da televisão no Brasil

São dezenas, centenas os que abriram os caminhos para o mundo do rádio e da televisão no Brasil. Aqui estão algumas dicas de contato com a memória de alguns deles. Falaremos de três personagens emblemáticos do rádio e da televisão no Brasil: Roberto Landell de Moura, Edgard Roquette-Pinto e Assis Chateaubriand.

Rádio no Brasil

Aprimeira transmissão radiofônica realizada no Brasil ocorreu na Exposição do Centenário da Independência do Brasil em 1922, mas a primeira estação a transmitir regularmente foi a Rádio Sociedade do Rio de Janeiro - PRA-A - inaugurada por Roquete Pinto e Henrique Moritze, em 20 de abril de 1923.
A esses dois pioneiros juntaram-se outros como Elba Dias que fundou logo a seguir a Rádio Clube do Brasil - PRA-B e um grupo pernambucano que em 17 de outubro de 1923 iniciou as transmissões da Rádio Clube de Pernambuco.
http://www.collectors.com.br/CS05/index.shtml

Família Ganzo - Os Pioneiros da Telefonia no Sul do Brasil… e do Rádio, Petróleo, etc.

Site destinado a contar a história da família Ganzo, originária da Ilha de Lanzarote, arquipélago das Canárias. Neste site, temos o prazer de mostrar e comentar sobre todas as pessoas que de uma maneira ou de outra, contribuiram ou contribuem para a continuação desta saga iniciada em 1866.
http://familiaganzo.blogspot.com

Fábio Pirajá - Radionauta

Neste site você vai encontrar algumas das mais interessantes peças de Rádio, Televisão e Publicidade já produzidas no Brasil. Ele se destina àqueles que gostam do universo radiofônico, pesquisadores e estudantes de comunicação, marketing, rádio e TV, jornalismo, cinema e publicidade. Você poderá usar o conteúdo desta homepage, com o devido crédito a seus autores, para trabalhos, monografias e estudos científicos para as áreas a que se destina.
http://www.locutor.info/

Gravações dos Anos Dourados do Rádio Brasileiro
http://www.locutor.info/audioEradeOuro.html

Uma breve história do Rádio AM no Brasil
http://www.radialistasp.org.br/hist_radio.htm

David José Lessa Mattos
Pioneiros do Rádio e da Televisão no Brasil, volume 1.

Os depoimentos reunidos neste livro " o primeiro de uma série " fazem parte do acervo documental da Associação dos Pioneiros, Profissionais e Incentivadores da Televisão Brasileira, entidade presidida pela ex-atriz e escritora Vida Alves. Trata-se de um acervo bastante diversificado, contendo, além de material fotográfico e impresso, 140 depoimentos de artistas e profissionais que atuaram nos tempos pioneiros do rádio e da televisão, nas décadas de 40, 50 e 60. Este primeiro volume traz 7 dessas entrevistas colhidas por Vida Alves: Álvaro de Moya, César Monteclaro, Dias Gomes, José Bonifácio de Oliveira Sobrinho (Boni), Lima Duarte, Marcos Rey e Walter Avancini. (Sinopse: Site Submarino).

Vida Alves

Era cantora-mirim, e gostava de imitar Carmem Miranda. Precisava colaborar com a "renda familiar" e assim conseguiu um papel de "menino", na novela "A Vingança do Judeu", dirigida por Oduvaldo Viana, na PRA-5 Rádio São Paulo. Daí a receber o primeiro contrato foi um passo.
http://br.geocities.com/tevebrasil/vida.htm

A Luta Continua

Em nome da Pró-TV – Associação dos Pioneiros, Profissionais e Incentivadores da Televisão Brasileira, aqui estou eu, Vida Alves, sua presidente, para dizer a todos que a nossa luta continua. E sua finalidade é montar o Museu da Televisão Brasileira. Ou melhor, que fique claro, daqui por diante, o Museu do Rádio, da Televisão e Novas Mídias.
http://www.microfone.jor.br/vidaalves.htm

28 settembre 2008

Brasile, Radio digitale: e se il gol arriva dopo?

Sto apprendendo dai siti Web brasiliani che il 15 ottobre il locale Ministero delle comunicazioni riceverà ufficialmente i risultati dei test condotti in questi ultimi dodici mesi sui principali sistemi di modulazione numerica. Si tratta di decidere sul passaggio alla radio digitale in una nazione dove la radio continua ad avere una enorme importanza. Sembra però che ci siano già le prime guerre di religione tra fautori di HD Radio (l'associazione delle emittenti commerciali ABERT che ha appena annunciato ufficialmente di appoggiare il sistema Ibiquity) e gli altri, DRM e DAB in testa. Sembra che HD Radio a parte, i dati raccolti non siano sufficientemente completi e che la radio digitale made in USA possa avere la meglio.
La cosa che mi ha fatto morire dal ridere è che Felipe Zmoginski, scrivendo questa breve corrispondenza per Plantão INFO, ha trovato una delle obiezioni più sensate - dal punto di vista carioca - all'introduzione del digitale. A parte il maggior consumo di energia - e quindi di batterie - di un ricevitore digitale (siamo in Brasile, non nel ricco occidente che in batterie per i suoi gadget spende un badalucco di quattrini)... La radio digitale introduce un ritardo di diversi secondi dovuti alla codifica. Come cavolo facciamo coi risultati di calcio se sulle stazioni analogiche il gol arriverà prima?

Padrão de rádio digital gera discórdia

Felipe Zmoginski, do Plantão INFO
Sexta-feira, 26 de setembro de 2008

SÃO PAULO – O ministério das Comunicações vai receber, dia 15 de outubro, um conjunto de testes sobre dos os padrões de rádio digital.
Assim como o país viveu uma polêmica em torno de qual padrão de TV digital deveria adotar, o ministério das Comunicações agora avalia qual padrão de rádio digital escolherá. Na disputa está padrão IBOC, desenvolvido nos Estados Unidos, e os padrões europeus DRM (Digital Raio Mondiale) e DAB (Digital Áudio Broadcasting).
Um grupo formado por técnicos da Universidade Mackenzie, Anatel e Abert (Associação Brasileira das Empresas de Rádio e TV) realizou testes ao longo dos últimos meses e deve encaminhar até o dia 15 de outubro um relatório para o ministério das Comunicações.
A Abert defende claramente a adoção do padrão americano IBOC. No site da Abert, há um comunicado afirmando que, no dia 15, o relatório do grupo indicará o padrão americano por ser o único que se adequa às necessidades brasileiras.
Os técnicos do Mackenzie, no entanto, não devem assinar este relatório. Segundo a universidade, os testes com o IBOC foram adequados, porém não há testes suficientes para analisar as outras opções. O Mackenzie defende que o relatório só seja produzido quando houver uma comparação equilibrada dos três tipos de padrão disponíveis.
Com Iboc, o sistema de rádio digital apresentou mesmo alcance do sistema analógico e qualidade de sinal superior. A demanda por energia, no entanto, cresce com a rádio digital, o que prejudica quem usa rádios portáteis, como rádios a pilha ou rádio integrado ao celular.
O sistema digital também apresenta um delay em relação ao analógico. Assim, em eventos ao vivo como um jogo de futebol, quem ouvir a transmissão analógica saberá de um gol ou do fim de quem ouve rádio no sistema analógico.
A Aberta avalia que implementar o sistema digital abrirá novos mercados para as emissoras de rádios, porém a compra de novos equipamentos deve gerar custos elevados para as emissoras.
A Associação calcula que cada emissora deverá investir entre US$ 80 mil e US$ 120 mil para adquirir equipamentos adequados ao padrão digital.

25 settembre 2008

Brasile, il settore radiofonico vale 600 milioni

Quasi 1,7 miliardi di reais (poco meno di 630 milioni di euro), questo il valore del mercato radiofonico commerciale in Brasile secondo uno studio pubblicato dalla locale associazione delle emittenti radiotelevisive (Abert) e curato dalla Fondazione Getulio Vargas. Il settore radiotelevisivo occupava nel 2006 ben 150mila persone e rappresentava quasi mezzo punto percentuale del PIL nazionale. Il 90% del fatturato è legato alla pubblicità e curiosamente il settore merceologico che investe di più in comunicazione alla radio è quello del commercio e dell'abbigliamento. In Brasile sono censite tremila stazioni e la programmazione più popolare è la musica nazionale, trasmessa dal 38% delle stazioni FM e dal 21% delle AM.

FGV mostra que rádios faturaram R$ 1,67 bilhão em 2007

Brasil - Pesquisa realizada pela Fundação Getúlio Vargas (FGV) divulgada na manhã desta terça-feira, 23, pela Associação Brasileira de Emissoras de Rádio e Televisão (Abert) revela que as rádios brasileiras tiveram receita de R$ 1,67 bilhão em 2007.
Deste total, 89,2% são provenientes da publicidade, sendo que 58,2% da contratação de espaço via agências e 31% por meio de ações diretas das emissoras. Dados que, segundo o presidente da Abert, Daniel Slaviero, reforçam a necessidade da entidade trabalhar junto ao Legislativo e ao Executivo para evitar que projetos que propõem maior restrição à publicidade avancem.
"Fica muito clara a dependência do setor do mercado publicitário. Na verdade é um mercado livre, aberto e gratuito, financiado exclusivamente pelos seus anunciantes. Qualquer iniciativa que vise a restrição de produtos que são legalmente autorizados a produzir e distribuir, entendemos como ameaça a liberdade de expressão comercial", afirmou Slaviero.
Dentro desta perspectiva de receitas, o setor varejista é o que mais investe em anúncios no rádio: 45%; em seguida aparece o setor de telecomunicações com 8,2% do total de anúncios, perfumaria e farmácia com participação de 7%, os governos estaduais representam 6,7% do bolo, os municipais 6,2% e a administração federal investe 4,9% da sua verba nas emissoras de rádio do país. As bebidas alcoólicas que vem enfrentando restrições à veiculação de propaganda, correspondem a 1,5% do faturamento das rádios.
O economista da FGV, Márcio Couto, destacou que todo o setor de radiodifusão ?-incluindo a televisão - gera 143,5 mil empregos diretor e 159,1 mil trabalhos indiretos. Isso, de acordo com Couto, evidencia a força que o setor possui no país, além de representar 0,49% do Produto Interno Bruto (PIB) de 2006.
O pesquisador ressaltou ainda que, além de mostrar a receita do rádio, o levantamento mensurou os custos das emissoras de rádio."Identificamos que 62,9% dos custos das empresas estão relacionados à administração e pessoal, 14,1% correspondem à remuneração de agências e os demais custos são de energia, telecomunicações, manutenção, entre outros", explicou o economista.
O levantamento partiu da base cadastrada de 3006 emissoras de rádio comerciais - 1556 foram contatadas e 917 responderam. Do total de respostas, 464 eram emissoras AM e 453 FM. Para o presidente da Abert, esse alcance possibilitou chegar ao verdadeiro número do faturamento do setor de rádio no país.
A pesquisa constatou ainda que, na grade de programação das rádios FM do país, a maior parte (37,5%) é de música nacional, seguida por 20,3% de programas de variedade e 17,8% de canções estrangeiras. Já nas rádios AM, 24,2% é de programas de variedades e 21,1% é de música nacional. A música estrangeira aparece somente com 3,3% de participação nessas emissoras.
Slaviero afirmou que agora o trabalho da entidade será reforçar aos empresários a importância de responder ao trabalho já consolidado e de referência desenvolvido pelo Intermeios, que hoje alcança 113 rádios e estimou faturamento de R$ 767,2 milhões para o setor em 2007. "Cabe a nós da Abert e às entidades locais trabalharmos para que as emissoras informem ao Intermeios, já que ele é o meio tradicional e que já trabalha com informações bastante confiáveis", ressaltou Slaviero.
89,2% da receita é formada pela publicidade; dados servirão para Abert brigar para o fim das restrições ao mercado publicitário. Em novembro a Abert deve apresentar os dados relativos à televisão.

Fonte: Meio & Mensagem - Alexandre Bicca
às Quarta-feira, Setembro 24, 2008

09 settembre 2008

Radio Tube, social network delle stazioni comunitarie

Portal Amazonia, sito informativo di Rede Globo sulla remota e scarsamente accessibile regione brasiliana, racconta di un progetto che mescola contenuti radiofonici e multimediali promossa da una Ong di Rio de Janeiro, ll Centro de Imprensa, Assessoria e Radio. CRIAR, specializzata in progetti per radio comunitarie, ha appena lanciato un social network espressamente dedicato ai giornalisti e locutores delle piccole stazioni periferiche: uno spazio attraverso cui co-produrre e scambiarsi programmi e iniziative focalizzate sulla partecipazione e la cittadinanza. Misto di Orkut (comunità online oggi controllata da Google ma da sempre dominata da iscritti brasiliani) e YouTube, Radio Tube sta registrando un buon successo fin dai suoi primi giorni di attività, con già oltre trecento giornalisti e operatori radiofonici iscritti.
Simpatica la storia, raccontata da Portal Amazonia, di Daniel Almeida, giovane corrispondente di Radio Educação de Coari. Tanto per darvi un'idea, per recarsi a seguire i corsi di formazione di CRIAR a Rio, Daniel ha dovuto sorbirsi le 18 ore di barca necessarie per raggiungere Manaus, la capitale dell'Amazzonia e da lì volare verso sud.

Radio Tube une internet e rádio
06 de setembro de 2008.

RIO - Uma iniciativa pioneira no mundo do rádio promete revolucionar a construção coletiva do conhecimento, em especial entre comunicadores populares ligados à radiodifusão. Trata-se do Radio Tube – Rede de Cidadania, a mais nova comunidade de relacionamentos da internet, que entrou no ar recentemente.
O novo espaço é uma mistura de Orkut com YouTube, permitindo a construção de uma página pessoal, além de fazer downloads e uploads de produções de áudio e texto, como entrevistas, spots, músicas e radionovelas. O projeto é desenvolvido pela ONG Criar Brasil - Centro de Imprensa, Assessoria e Rádio - e conta com o apoio da Petrobras.
A comunidade, que vai ter em uma segunda fase recursos como chat, vídeos e fotos, está baseada no princípio do copyleft, o que permite uso livre dos
materiais com o crédito da fonte, exceto quando para fins comerciais. O
projeto também treina jovens de todo o país para o uso da nova ferramenta.

Coari

Um dos jovens treinados pela ONG, Daniel Almeida, 24, mora em Coari. Para fazer o treinamento no Rio de Janeiro foram 18 horas dentro de um barco fazendo a travessia até chegar a Manaus. Ele trabalha na Rádio Educação de Coari, uma emissora comercial.
"O meu trabalho está voltado para a informação. Procuro gerar notícias que valorizem os Caboclos Ribeirinhos da Amazônia, sua Identidade, histórias - mitos e lendas, com Indicadores de sustentabilidade", explica o jovem, acrescentando que "o desafio é mostrar os costumes e os valores dos povos da Amazônia em um meio radiofônico que não possui a mesma cultura porque durante décadas foi tocado apenas por pessoas de fora", declarou.
A idéia do RadioTube surgiu de pesquisa do Criar Brasil junto a emissoras de rádio comunitárias, educativas e comerciais de pequeno porte em diferentes estados, onde foi constatado que 98% delas estavam dispostas a veicular produções de outras emissoras. Desses radialistas, 92% acessam a internet mais de duas vezes por semana e 71% têm condições técnicas para receber materiais por meio da rede.
"Percebemos aí uma oportunidade de aproveitar a onda das redes colaborativas para democratizar o conhecimento e estimular o debate de temas relevantes, como a cidadania. Há 14 anos o Criar produz material radiofônico e capacita comunicadores populares. Agora, vamos atuar como moderadores dessa rede estimulando a troca de produções", explica Rosangela Fernandes, coordenadora do projeto.


23 agosto 2008

Il diario do Nordeste di Néia

Lo stato di Santa Catarina è il penultimo più a sud del Brasile, superato solo dal Rio Grande do Sul. Tanto a sud che in questo momento, ho controllato, fa relativamente freschino: 15 gradi. a un mese dall'inizio della primavera australe. E' lo stato della capitale Florianopolis, suggestiva città insulare. Radiofonicamente e geograficamente lontano, non è di quelli banali da sentire in onde medie.
In quello stato, a Criciúma, c'è una radio in FM che da qualche tempo pubblica sul proprio sito Web le corrispondenze di una giornalista brasiliana che abita in Italia in una cittadina vicina a Belluno, Sèdico. Che guarda caso ospita anche uno dei DXer italiani più attivi in onde medie, l'amico Saverio De Cian. Chissà, forse la scelta di Néia Pavei è dovuta a ragioni familiari. Nel Santa Catarina la presenza dei discendenti dei nostri emigrati è molto radicata, ci sono posti come Nova Veneza dove il 95% della popolazione è di famiglia italiana!
Quasi settimanalmente, nella sua column Direto da Itália, Néia racconta gli eventi e i personaggi italiani che le sembrano più curiosi, rovesciando la prospettiva che ci fa vedere il Brasile come paese esotico e poco comprensibile. Smentendo lo stile di certi nostri corrispondenti con la puzza sotto il naso, il suo sguardo è sempre rispettoso, pur conservando il distacco, e l'ironia, di chi deve cercare di mediare tra due culture così diverse. E se l'altra sponda su cui gettare il ponte è quella italiana, ragazzi, non è un mestiere facile, anche quando l'Italia ce l'hai nel DNA.
Seguite il link e andatevi a leggere le sue ultime cronache, sempre precedute dal suo simpatico Ciao, Brasile! E Saverio mi raccomando, se già non l'hai incontrata, invita Néia a sentire uno dei tuoi nastri brasileiros.

Direto da Itália: Colunista da Rádio Criciúma faz sucesso entre os internautas
A jornalista Néia Pavei traz semanalmente na Rádio Criciúma, sua coluna direto da Itália. São informações de diversas áreas, descritas de uma forma descontraida, e que tem conquistado um público cada vez maior de leitores.
No Brasil, Néia passou por assessorias de imprensa na região Sul de Santa Catarina, trabalhou em TV, rádios e jornais, como o Tribuna Criciumense, Jornal da Manhã, A Notícia e Diário Catarinense. Morando em Sédico, Belluno, ela está sempre atenada com tudo que acontece em sua volta. Suas observações do comportamento humano, da economia, política, da arquitetura, esportes, das diferenças entre os povos, etc, são alguns dos destaques que temperam seus prazeirosos textos.
CLIQUE AQUI para ler as colunas da Néia Pavei, ou acesse pelo menú à esquerda do site.
Na mais recente edição, alguns dos destaques são as férias na montanha, com imagens de lindas paisagens, o hábito de usar a bicicleta e palavras comuns para italianos, mas que sugerem outro sentido em português.

05 luglio 2008

Lula, più radio per chi lavora l'acciaio, le università e le associazioni

Quel bravo figlio del presidente Lula, riferiscono i giornali brasiliani tra cui la Gazeta do Povo, ha promesso al potente sindacato metallurgico della regione ABC - così viene designato il triangolo industriale dello stato di Sao Paulo, dal nome delle tre città di Santo André (A), São Bernardo do Campo (B) e São Caetano do Sul (C), quando il triangolo non diventa un quadrilatero con l'aggiunta della D di Diadema - una licenza per la creazione di una propria stazione radio. Lula ha anche affermato che dovrebbe essere molto più facile aprire stazioni per le università e le associazioni. A proposito di radio comunitarie Lula ha precisato di aver parlato con il capo del regolatore Anatel e con il ministro delle comunicazioni per "democratizzare" il processo di creazione di radio comunitarie, aggiungendo però che «democratizzare significa innanzitutto separare il grano dal loglio, perché esistono stazioni che non hanno nulla di comunitario, né vista da destra, né da sinistra.»

Lula promete concessão de rádio para sindicato de metalúrgicos

04/07/2008 Agência Estado

O Sindicato dos Metalúrgicos do ABC deverá obter concessão de uma rádio que transmitirá para as cidades da região do ABC e Mogi das Cruzes em 90 dias. A previsão é do presidente Luiz Inácio Lula da Silva, feita durante entrevista ao programa "ABCD Maior Em Revista", que vai ao ar neste sábado (5), às 20 horas, pelo canal GNT (48 UHF), e também por uma rede local no ABC, a TV Mais (8 da NET). Há possibilidade de haver concessões também para universidades.
"Essa rádio de São Bernardo é uma agonia porque acabei de falar com o ministro por telefone e ele disse que está resolvido o problema. É que entre assinar a portaria e fazer a concessão e acontecer de verdade leva, pelo menos, uns 90 dias. Precisamos fazer uma discussão, que penso estar concluída nos próximos 45 dias, com o ministro das Comunicações para que a gente possa tirar todos os obstáculos que temos hoje, que dificultam criar tanto uma rádio popular como fazer concessão de um canal de televisão para um sindicato ou para uma universidade, que acho extremamente importante", disse Lula.
A concessão da rádio dos metalúrgicos do ABC, explica o diretor-geral do programa "ABCD Maior", Celso Horta, é em nome da Fundação Sociedade, Comunicação, Cultura e Trabalho, cujo maior mantenedor é o Sindicato dos Metalúrgicos do ABC, entidade que Lula já presidiu. O pedido de concessão é antigo. Tem mais de duas décadas e o próprio Lula, quando era deputado federal, esteve à frente de movimento que reivindicava a democratização do acesso aos meios de comunicação de massa. Na época, o então parlamentar se reuniu com o ministro das Comunicações , Antonio Carlos Magalhães, para fazer o pedido de concessão. Mas não houve resultado positivo.
Na Presidência da República há quase sete anos, Lula agora fará avançar novas concessões de rádio e televisão, mas estariam de fora alguns pedidos de rádios comunitárias. Várias reuniões sobre o tema já foram feitas com os Ministérios da Comunicação e da Casa Civil e com a Agência Nacional de Telecomunicações (Anatel).
"Nós fizemos uma reunião que envolveu a Anatel, o ministro das Comunicações, Casa Civil e resolvemos criar todas as condições para democratizar as rádios comunitárias no Brasil. Agora, democratizar significa separar o joio do trigo. Porque tem muito pedido de rádio comunitária que não tem nada de comunitária. Nem pela esquerda, nem pela direita", reconheceu o presidente.
"Tem muita gente que tenta se aproveitar de um instrumento que é extraordinário para que a gente possa democratizar as informações no Brasil e os meios de comunicação. Quando nós decidimos fazer a TV Pública, não foi uma coisa fácil Foi extremamente complicado porque você encontra muita barreira da burocracia interna, da legislação e depois a barreira política. Mas estou convencido que nós avançamos e que é possível avançar muito mais", disse.
No programa, Lula admitiu que a inflação é uma grande preocupação atual, mas que mesmo assim consegue dormir sossegado "Ainda não tira o sono, mas é uma preocupação muito grande. Nós temos hoje uma inflação sui generis, decorrente da alta dos alimentos no mundo inteiro. No caso do Brasil, tenho dito que não podemos ver isso como um problema, mas como uma solução. É um desafio para o Brasil." Sobre as eleições, Lula prometeu subir no palanque de candidatos do PT em todas as cidades em que os adversários forem do PSDB e DEM.

28 giugno 2008

1958: Il tifo radiofonico del Brasile mondiale

O Povo di Fortaleza intervista a Rio de Janeiro José Carlos Asbeg, regista di un documentario che celebra il mezzo secolo dall'affermazione della nazionale brasiliana al campionato del mondo di calcio, Svezia '58. A contorno, il giornale pubblica una rievocazione di un'epoca in cui il tifo calcistico era solo radiofonico. A Fortaleza il pubblico si riuniva in Praça do Ferreira per ascoltare dagli altoprlanti le radiocronache di Radio Banderaintes, che trasmetteva in catena per tutto il Brasile le partite e per questo era diventata per tutti la Cadeia Verde-Amarela, la catena giallo-verde.
Per Asbeg il 1958 fu l'anno in cui il resto del mondo scoprì il Brasile. Il suo film raccoglie le interviste ai giocatori della storica finale vinta contro i padroni di casa svedesi. L'assenza cospicua è quella di Pelé, il regista ammette con rammarico di non essere riuscito a fissare un appuntamento con il giocatore simbolo di un secolo di calcio.



SÓ DE OUVIR
Torcida pelas ondas do rádio

Roberto Leite
da Redação

Em 1958, o fortalezense só tinha o rádio para acompanhar os jogos da Seleção brasileira na Copa do Mundo. Sem o recurso da televisão, as transmissão radiofônicas eram responsáveis por emocionar e transportar o ouvinte à Suécia, onde o escrete atuava

28/06/2008

Clique para ampliar foto Praça do Ferreira nos anos 50, o local preferido para a torcida acompanhar os jogos do Brasil na Copa (Banco de dados)
O clima na Praça do Ferreira começava a esquentar cedo naqueles idos de 1958. E não por causa da temperatura de Fortaleza, sempre acima dos 30 graus. Mas pelo acúmulo de pessoas em frente a um grande placar, situado na esquina das ruas Major Facundo e Guilherme Rocha. Lá, podia se ver os resultados dos jogos da Copa do Mundo. No sistema de auto-falantes, o narrador Pedro Luiz soltava o gogó na partida com a União Soviética.
"A cada gol, as pessoas pulavam, soltavam fogos. Era uma verdeira festa!", relembra o pesquisador Miguel Ângelo de Azevedo - o Nirez. Ele lembra que a televisão estava longe de chegar ao Ceará, e assim, o rádio era a única forma de acompanhar os jogos. "Na época, a Rádio Bandeirantes transmitia em cadeia para quase todo o Brasil. Era a Cadeia Verde-Amarela."
Cristiano Câmara, também pesquisador, explica que o rádio criava um espaço lúdico com relação à Seleção brasileira. "Os narradores esportivos criavam uma verdadeira imagem mítica dos jogadores e do que acontecia lá", explica. Quem concorda é Nirez. "A transmissão era como se fossem os nossos olhos lá no campo."

Medo da derrota
O Brasil ainda guardava o rescaldo das campanhas de 1950 e 1954, quando a Seleção voltou para casa sem o tão sonhado título mundial. "Em 50, fez-se uma festa antes da hora. E o Uruguai foi lá e tomou o título da gente. Mas os brasileiros entraram em campo meio que de sapato alto, sabe?", recorda Cristiano Câmara. Nirez pontua que em 54, o escrete sentiu a pressão também. "Nós fomos para (a Copa de) 54 e paramos ali na Hungria (o Brasil foi eliminado pelo húngaros nas quartas-de-final, por 4x2)."
"Então, o torcedor sempre tinha o desejo de acompanhar um titulo mundial", lembra Cristiano Câmara. E naquele ano, a cada vitória, o torcedor cearense renovava as esperanças. E sempre perto do rádio. "As famílias se reuniam, convidavam os amigos. Era aquela festa!" Outras, como Nirez bem lembra, iam para a Praça do Ferreira, acompanhar o som no auto-falante o telão com o placar dos jogos.

Imaginário
"A gente acreditava em tudo que o rádio dizia. Então, cada lance era uma grande emoção", diz Nirez. Ao que Cristiano Câmara reforça. "O rádio é dinâmico. Então você fica ali escutando. Cada lance é como se fosse o último e fica se esperando aquele jogador milagroso, salvador, que vai fazer em um minuto o que não se fez em 90."
As imagens dos jogos só seriam vistas dias depois, em narrações antes dos filmes, no Cine São Luiz. Mas aí o torcedor já havia gritado, comemorado e mais do que isso, imaginado. Trazido a Suécia para dentro de casa, através das narrações do rádio. Emocionado-se como qualquer um dos torcedores que presenciaram ao vivo as vitórias brasileiras.

Brasile, radio digitale entro il 2008?

Il ministro delle comunicazioni brasiliano, Hélio Costa, vuole lanciare la radio digitale in band, possibilmente ainda este ano, già in questo 2008. Le sperimentazioni, ha affermato il ministro, sono praticamente già concluse. Il Brasile aveva manifestato interesse nei confronti di HD Radio e DRM e infatti Globo parla di operazioni in FM e onde corte (sono pochissime le stazioni in onde corte ancora attive).

Hélio Costa diz que implantação da rádio digital deve ocorrer em 2008

Plantão | Publicada em 25/06/2008
Mônica Tavares - O Globo

BRASÍLIA - O Brasil deverá contar com o rádio digital ainda este ano. A expectativa é do ministro das Comunicações, Hélio Costa. Em entrevista na manhã desta terça-feira, ao programa "Bom dia, ministro", da Empresa Brasileira de Comunicação, ele disse que os testes do rádio digital estão praticamente concluídos. Segundo Costa, os testes da rádio digital foram acompanhados por várias entidades, entre elas o próprio Ministério, a Agência Nacional de Telecomunicações (Anatel) e a Associação Brasileira de Emissoras de Rádio e Televisão (Abert).

- No máximo em dois meses levo ao presidente da República os resultados. Vamos ter o rádio digital ainda este ano - afirmou.

O ministro explicou que o padrão de rádio digital brasileiro deverá possibilitar a operação das rádios FM e de ondas curtas e principalmente poderem operar na mesma faixa de freqüência, sem necessidade de um canal adicional. Para isso, o governo deverá fazer uma espécie de chamamento para que os padrões americano, coreano, chinês e europeu façam as propostas.

- Vamos decidir pelas exigências, pelas especificações - disse Hélio Costa.