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12 giugno 2008

Gli impianti HD Radio che vengono dal Cile

Uno dei fornitori tecnologici (quasi mille impianti venduti) del mercato americano di HD Radio è una azienda cilena, Continental Lensa. Il costruttore fornisce anche i trasmettitori a onde corte al governo Morales in Bolivia. Questo pezzo sul quotidiano El Mercurio celebra le meraviglie della radio digitale, lasciando intendere che l'azienda ambirebbe a digitalizzare le onde medie in Cile.

Miércoles 11 de junio de 2008
Y ya viene la radio digital:
La radio AM obtiene nueva vida gracias a la tecnología digital

Una empresa de Recoleta fabrica transmisores de radio digital y exporta el 90% de su producción. Aunque la Subtel no enfrenta este tema aún, Continental Lensa prospera.

ALEXIS JÉLDREZ

Evo Morales usa sus transmisores de onda corta para llegar a las comunidades indígenas. "Éste es el segundo transmisor que fabricamos para el Gobierno de Bolivia", cuenta Marcos Caballero, presidente de Continental Lensa, mientras muestra un ropero metálico justo al medio de una fábrica en Recoleta. "Ellos tienen muchos indígenas en regiones alejadas que reciben señales en onda corta. Y hay dos más que les vamos a fabricar más adelante. Son de 10 kilowatts, de onda corta, estado sólido".
-¿A qué le llaman "estado sólido"? "Al hecho de que use transistores; que no tenga válvulas. Es todo con semiconductores". Nunca con tubos. Esta empresa, que ya tiene 20 años, nunca usó tubos. Se manejó siempre con transistores.
Ahora, el empeño de Lensa es la radio digital. En el sitio de Lensa ofrecen una comparación entre el sonido la AM convencional análoga y la AM digital: se escucha mucho más nítida. Es una tremenda ventaja para la radio AM actual. Y transmite en estéreo.
Claro que se necesitan nuevos receptores, que sean digitales. Hubo un tiempo en que la Radio Portales promovió acá la radio AM Stereo. El proyecto tuvo fallas: nadie tenía receptores AM Stereo (y, como decía Gila, para qué quiero un disco pornográfico si no tengo pornógrafo) y no se promovió lo suficiente. Sin nuevos receptores, no hay nuevo sonido. Pero antes, el Gobierno debe tomar una decisión, lo que se ha mostrado difícil. Después de que elija la norma para la TV digital abierta, deberá hacerlo con la radio digital.
Como ocurre con la TV digital, acá también hay normas en competencia. Las más importantes son HD Radio y DRM. EE.UU. está usando HD Radio; Europa, DRM. Existe alguna relación entre ambas normas: cuando vino una delegación francesa a promover la norma europea de TV digital, al final mencionaban las bondades de DRM.
Lensa tiene una de las cinco licencias en el mundo para fabricar equipos con la norma HD Radio. De hecho, es la única licencia que se ha otorgado fuera de Norteamérica. "Nosotros estamos apostando por HD Radio, porque ya está funcionando en 1.500 emisoras en EE.UU., y Brasil está a punto de apostar por esa norma", confía Caballero. "Argentina ya tiene una en prueba. Nosotros compramos esa licencia para fabricar equipos digitales. Y hacemos también los excitadores para generar la señal".
-¿Qué es un "excitador"? "Un excitador digital es un aparato que genera una forma de onda capaz de meter ahí dentro los dos canales estéreo".
Caballero fue durante seis años director de la División Industrial de Gradiente, un fabricante líder de productos electrónicos, y cuenta que una de las preocupaciones del Gobierno brasileño es que la radio comunitaria no quede afuera de esta evolución tecnológica.
"Como tenemos una fábrica en Sao Paulo, esperamos ofrecer transmisores y generadores de señal digital de bajo costo y muy fácil de operar, de manera que cualquier comunidad pueda emitir su señal". En Brasil hay 10 mil radios comunitarias.
En el caso de la TV digital, le parece atractivo ese mismo mercado: el de los pequeños canales. "El mercado nuestro va a ser el de la TV digital de baja potencia". No le interesan los cinco grandes canales, donde habrá mucha competencia. Como el Gobierno está interesado en que se extienda la TV digital a todos los puntos del país, hay una oportunidad para los pequeños canales.
Otra de las ventajas de los equipos de Continental Lensa es que permiten transmitir tanto en forma análoga como digital. Radio Agricultura acaba de comprar uno de estos transmisores.
-¿Qué posibilidades tiene la radio digital en Chile? "Buenísimas, porque es una sobrevida para la AM".

Una historia de éxito

En 2007, Continental Lensa exportó US$ 1,5 millón ($727 millones). Los principales clientes son emisoras de Latinoamérica, España, Australia y Nueva Zelandia. "Radio Nacional de España es un cliente cautivo nuestro, hace más de doce años. Casi todas las radios de Brasil usan transmisores nuestros".
Los transmisores AM de 500 watts cuestan US$ 10 mil ($4.850.000). Uno de 15 KW vale US$ 69.063 ($33 millones). En la empresa trabajan 33 personas; entre ellos, siete ingenieros (cinco de ellos se dedican al desarrollo de software para los controladores), cuatro técnicos y quince con formación Inacap o equivalente.
Ya están llegando a mil equipos vendidos.

16 marzo 2007

In margine all'SDRday

Ricevo e pubblico molto volentieri questo commento a margine del mio breve resoconto della grande giornata di Modena, l'SDRday di sabato scorso. Tengo a precisare che il commentatore non è anonimo ma mi ha chiesto di poter mantenere una riservatezza dovuta più che altro alla mancanza di tempo dovuta ai suoi impegni professionali. Un fattore che gli impedirebbe di seguire con attenzione eventuali dibattiti.

"Avere davanti a sé una radio software significa poter contare su una maggiore sensibilità unita a una maggiore dinamica, arrivare a demodulare segnali che non farebbero nemmeno il solletico a un demodulatore a diodo, ridurre un fenomeno rovinoso per il DXer come lo "splatter" da canali adiacenti, grazie alla sparizione delle non linearità associate agli stessi diodi."
Tutto esatto Andrea (ma bisogna citare anche il minore costo, la ripetibilità produttiva, la mancanza di tarature), ma deve essere generalizzato. Intanto, per completezza di informazione il primo convegno in Italia su SDR è stata la 7a Convention di Renon nel 2005 totalmente dedicata allo stato dell'arte che vedo è rimasto tale quale a Modena 2007 (vedi programma su http://www.i-link.it/). Tornando alla questione, SDR significa anche...

I segnali numerici li posso elaborare in due modi, con costi e prestazioni completamente differenti:

A) In logica programmata (DSP su processori particolari o, con tutti i suoi limiti, potenti PC che attualmente possono manipolare, limitando il numero di eleborazioni, segnali compresi tra i 10 e i 20 Khz.

B) In logica cablata. Scolpisco su silicio, su ASIC se si hanno almeno 250.000 Euro (Il componente poi costa 1 euro) oppure su FPGA se vogliamo spendere 400 Euro per il componente vergine e avere alti assorbimenti, calore...

A) è comodo per hobbisti e softwaristi, didattica, università... Ma ad esempio non so se a Modena hanno fornito i tempi di elaborazione del SW? Se un OM vuole trasmettere in CW non può aspettare 1 secondo per trasmettere. Negli anni 90 quando telefonavo in America tramite geostazionario, mi dava fastidio 0,25 sec (oggi con la fibra il problema è superato) si opera in tempo reale e oggi si può fare (filtri, demodulatori, mixer, noise limiter) fino a frequenza di 90 Mhz. Se non si usano FEC i processing delay sono di decine di millesimi di secondo.
Oggi i ricevitori numerici casalinghi (decoder DVB-T e DVB-S e DBV-C e mobile DVB-H, DAB, DMB-T e DRM) sono in logica cablata ed elaborano frequenze massime di una trentina di MHz (alcune radio con DRM hanno logica programmata).
Strano che molti radioamatori in sala ,anche se non esperti, non abbiamo chiesto perché non si fa un trasmettitore numerico? E' molto più semplice di un ricevitore. Forse è poco noto che nel 2002 un radioamatore italiano (ha un azienda progetti) ha realizzato penso il primo trasmettitore radioamatoriale (HF) numerico al mondo in logica cablata, con FPGA poiché come dissi con gli ASIC oltre che grossi investimenti, se si commette un errore tutte le maschere devono essere rifatte, mentre lo schema elettrico su FPGA può essere riprogrammato n volte...
E’ possibile usare un trasmettitore analogico o numerico insieme ad un ricevitore numerico a logica programmata con PC? Gli oscillatori numerici DDS (quelli "digitali" erano i PLL) sono puliti come un oscillatore a quarzo? A Modena hanno fatto vedere la pulizia spettrale degli oscillatori? Hanno quantificato la distorsione? I prodotti d’intermodulazione dovuti agli splatter? Al giorno d'oggi non è possibile realizzare un ricevitore numerico con dinamiche e sensibilità paragonabili a costosi analogici. Poiché al 99 % delle applicazioni non sono richieste performance troppo spinte, i vantaggi del numerico sono notevoli, tenendo poi conto che se utilizziamo una modulazione numerica volente o nolente debbo usare una demodulatore numerico.


Alcune precisazioni sui commenti. Sì, a Modena si è parlato del problema latenze, anche in relazione al problema della commutazione delle antenne. Con un ricevitore analogico "switchare" da un'antenna all'altra porta a immediate ripercussioni in cuffia. Col digitale no, ci sono i tempi di elaborazione che influiscono appunto sulla latenza, sul tempo che intercorre tra commutazione e ascolto delle conseguenze sulla ricezione.
Si è parlato anche di trasmissione (dopotutto SoftRock è un progetto di ricetrans SDR), ma in almeno due casi, se non ricordo male, si è anche precisato che il problema della modulazione e trasmissione è forse meno critico rispetto alle ripercussioni che il trattamento della radiofrequenza e la demodulazione numerica possono avere sulla resa complessiva, sulla qualità della ricezione.
Doveroso il riferimento (mi scuso molto con il gruppo i-LINK Packet Radio Group Alto Adige Südtirol che organizza l'evento) alle giornate di Renon, iniziate addirittura nel 1999 con le prime discussioni sulle tecniche digitali radioamatoriali e un primo cenno alla software radio. Ma il convegno organizzato dall'ARI a Modena ha il merito di aver affrontato al banco di misura proprio la questione del confronto tra ricevitori analogici e numerici. Alcuni intoppi organizzativi non hanno permesso a Marco Bruno di effettuare tutte le misure volute. Per esempio, quella effettuata sul ricevitore SDR RFSpace SDR-IQ sono state pubblicate solo oggi sul sito di Marco (spero che il nostro tecnico lasci ancora per qualche tempo a disposizione di tutti questo documento). Nel corso della sua presentazione introduttiva, Marco ha citato anche le applicazioni SDR in ambito professionale (per esempio il nuovo modello Rohde&Schwarz, un ricevitore di sorveglianza il cui costo è compreso tra i 25 e i 40mila euro), facendo chiaramente capire che i rapporti di forza tra gli approcci analogico e numerico stanno per cambiare radicalmente. I valori misurati in questi mesi, prima e dopo Modema, dimostrano che a parità di costo il rendimento di un progetto SDR può essere enormemente superiore rispetto all'analogico.