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31 marzo 2012

Birmania, grande ritorno delle onde corte: un nuovo impianto per le lingue locali


C'è forse un preciso disegno del regime birmano nella frenesia che dallo scorso febbraio anima i rapporti d'ascolto che arrivano dai radiohobbysti sintonizzati sulle frequenze in onde corte dalla Birmania (Myanmar). La nazione asiatica situata tra Bangladesh e Thailandia sta per andare alle elezioni e da settimane è impegnata a trasmettere su frequenze del tutto inedite programmi destinati alle sue numerose minoranze linguistiche. I "DXer" in India, Sri Lanka,Thailandia e California, segnalano gli annunci di Radio Thazin, ma anche di Radio Kachin (lo stato del nord di un paese dalla geografia molto allungata) e di Radio Rakhine. Proprio in queste ore analizzando Google Maps (foto) è stato individuato un impianto di trasmissione poco a est di Pyin Oo Lwin, nuovo nome di Maymyo, nella provincia di Mandalay, quindi parecchio a nord rispetto alla città principale, la costiera Yangon (Rangoon) ma anche della nuova capitale birmana, la centrale Naypyidaw. A Pyin Oo Lyn sono state individuate una grande antenna per onde medie, probabilmente attiva su 639 kHz e due antenne per onde corte, la cui frequenza più attiva (e facile da ascoltare anche da noi) è di 7110 kHz, quella osservata dall'inizio del mese di febbraio in tutto il mondo, dopo la segnalazione da parte dei DXer indiani. Impianti di trasmissione sono visibili però anche a poca distanza da Naypyidaw, mentre a Yangon dovrebbero tutt'ora operare gli impianti di Myanma Radio, l'emittente ufficiale, e la stazione delle Forze Armate (quella che si ascolta su 5770).
Del resto, in uno dei regimi più ermetici dell'Asia, nonostante la concessione di qualche decina di seggi elettorali offerti ai partiti oppositori del regime da mettere in palio con le votazioni di domenica, in Birmania alcune trasmissioni radio venivano curate dal Direttorato Pubbliche Relazioni e Guerra Psicologica del Ministero della Difesa. L'improvviso interesse nei confronti delle trasmissioni in lingue minoritarie (ma anche in lingua inglese) da Radio Thazin/Radio Kachin potrebbe derivare da una rinnovata intenzione di estendere la copertura della propaganda di regime anche nelle regioni più periferiche. Una prima lista di frequenze attive è stata ricavata da osservazioni effettuate in febbraio in Thailandia da Gerhard Werdin (s/on=apertura programmi, s/off=chiusura):

5770 Defence Forces Bc;
0030 a 0430, 0800-0930, poi s/on 1130 fino alle 1440 UT.

5915 Myanma R; 2330-0200 e 0900-1400, alle 1240 UT tutti programmi diversi sulle varie frequenze (5770, 5915, 5985, 7110, 7345 kHz), fino alle 1340 UT;
s/off presunto 1430.

5985/6 Myanma R; 2330-0130 UT s/off; 0930 s/on, fino ad almeno le 1445 UT,

6030 Myanma R Thazin

7110 Myanma R Rakhine pres.; 2330 s/on fino alle 0130 UT s/off,

7110 Myanma R Thazin pres; 1030 s/on fino alle 1430 UT s/off;

7200 nuova frequenza QRG; Myanma R da inizio marzo nella fascia 0300-0930 UT; annunci "Myanmar, Naypyidaw" forse rimpiazzata da 9400 kHz (?).

7345 Myanma R Rakhine pres.; tent s/on 1030, s/off 1330 UT.

9460 Myanmar R, nuova frequenza da inizio marzo s/on 0430, s/off 0630 UT.

9590 Myanma R pres.; s/on 0130, s/off 0330 UT, e a volte 0530-0830 UT, forse fino alle 1030 UT,

9730 Myanma R (nominale, ascoltata in realtà su 9730,85 kHz); s/on 0230 UT, s/off 1000 con segmenti in inglese 0230-0330 e 0700-0730 UT. Su questa frequenza è stato osservato anche il relay di PadaukMyay Radio di Naypyidaw

Babul Gupta, dall'India, ha diffuso in questi giorni una griglia molto dettagliata dei programmi di Radio Kachin e di quella che viene tentativamente identificata come Radio Thazin, entrambe operative dal nuovo impianto di Pyin Oo Lwin:

Morning
2330 to 0130 hrs UTC in Burmese on 639 kHz, 6030 kHz
0130 to 0200 hrs UTC in English on 639 kHz, 6030 kHz

Afternoon
0430 to 0630 hrs UTC in English on 639 kHz, 9460 kHz

Evening
1030 to 1430 hrs UTC in Burmese on 639 kHz, 7110 kHz
1430 to 1500 hrs UTC in English on 639 kHz, 7110 kHz

The other new station in Myanmar which I posted earlier as "Rakhine Broadcasting Station" in IDXCI fb group, I think this station is also from the same studio in Phin Oo Lwin for minority language broadcast, but I'm not sure about it. The schedule is as follows:

Morning
2330 to 0030 hrs UTC in Chin on 7110 kHz
0030 to 0130 hrs UTC in Kachin on 7110 kHz
0130 to 0230 hrs UTC in La on 9590 kHz
0230 to 0330 hrs UTC in Po on 9590 kHz

Afternoon (secondo Victor Goonetilleke a Sri Lanka gli orari corretti sono 0430-0830)
0530 to 0630 hrs UTC in Geba on 9590 kHz
0630 to 0730 hrs UTC in Kokang in 9590 kHz
0730 to 0830 hrs UTC in Karen on 9590 kHz
0830 to 0930 hrs UTC in Shan on 9590 kHz

Evening
1030 to 1130 hrs UTC in Kayah on 7345 kHz
1130 to 1230 hrs UTC in Gekho on 7345 kHz
1230 to 1330 hrs UTC in Mon on 7345 kHz

24 ottobre 2011

Rai estero e minoranze: 50% di tagli sui fondi pubblici

Dobbiamo operare sotto la ferula. Non lo dico io, lo dice il sottosegretario Paolo Buonaiuti annunciando i prossimi tagli - pari al 50% (su un totale che ammonta attualmente a 45 milioni) - sui fondi di finanza pubblica devoluti alla RAI a
supporto di due importanti "convenzioni": quella per le trasmissioni destinate alle minoranze linguistiche e quella (già penalizzata in passato con la soppressione delle trasmissioni in onde corte) per i programmi diffusi all'estero da Rai International.
La ferula? Confesso: da bravo (o cattivo, giudicate voi) non-cattolico non sapevo si trattasse del caratteristico bastone pastorale vescovile. Il dizionario mi ha rivelato però che la ferula, una pianta da cui i romani ricavavano bastoncini molto dolorosi se manovrati come scudisci, è anche l'attrezzo utilizzato per le punizioni corporali nelle scuole di un tempo che fu. E' ironico che proprio per dare la notizia di un inevitabile ridimensionamento dell'offerta radiofonica rivolta alle minoranze di una Italia che tutela le proprie comunità linguistiche nella Costituzione, Buonaiuti abbia scelto un termine da cercare sul dizionario. "Siamo sotto la ferula di una crisi globale" e quindi, cari amici di Aosta, Trieste, Bolzano, la radio nel 2012 parlerà un po' meno in patois, sloveno e tedesco. Lo stesso vale per gli italiani all'estero, per informare e intrattenere i quali RAI International utilizza circa 22 di quei 45 milioni. Estrapolando dalle anticipazioni di Buonaiuti, adesso dovranno accontentarsi di 11.
“Non ho grandi buone notizie. Dobbiamo operare sotto la ferula di una crisi globale che vede ridotti tutti i contributi. Sono stati tagliati trasversalmente i fondi al Ministero; la Presidenza del Consiglio, depositaria del fondo per l’editoria, non potrà avere una sorte diversa, benché al momento io non possa dare informazioni precise sulle cifre”. Lo ha affermato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per l’editoria, Paolo Bonaiuti, in occasione dell’audizione della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera.
"Sto preparando – ha proseguito Bonaiuti - una lettera da inviare al Direttore Generale della Rai in cui dico che come minimo prevedo un taglio del 50% alle convenzioni stipulate con la Rai per le minoranze linguiste e Rai Internazionale - ha proseguito Bonaiuti - Il valore di queste convenzioni è di 45 milioni di euro, di cui 21-22 dovrebbero andare a Rai Internazionale a cui, come i cultori della materia sicuramente ricorderanno, già l’anno scorso ebbi a ridurre i fondi per far arrivare i contributi alla carta stampata".
Sul fronte delle riforme, Bonaiuti ha aggiornato la Commissione sui tavoli di lavoro tematici insediati per rinnovare il settore: "martedì si sono riuniti i tavoli tecnici su diritto d’autore, onlus e tariffe postali. Mercoledì si riunisce quello per le questioni forme di sostegno, cioè i contribuiti diretti, e nel pomeriggio quello per gli accordi quadro (pubblicità istituzionale). Venerdì, infine, si riunirà il tavolo informatizzazione e parità di trattamento (digitalizzazione della distribuzione). Stiamo preparando gli articolati per agire con efficienza".
Obiettivo della riforma “è "andare a cercare sprechi e tagliarli tutti assieme, tenendo presente due principi fondamentali: l’occupazione dei giornalisti e dei poligrafici e le vendite effettive" ha concluso Bonaiuti. (20/10/2011 – ITL/ITTNET)
(Così scrive il portale Italian Network).
Solo dopo che Chris Diemoz (impegnato tra l'altro nella conduzione del programma "Caleidoscopio" per conto della redazione di Radio Rai Val d'Aosta) mi ha segnalato la notizia attraverso un post apparso nel blog di Luciano Caveri, consigliere regionale valdostano con responsabilità dei programmi locali dell'emittente pubblica, ho visto che molte agenzie l'avevano ripresa dopo le dichiarazioni di quattro giorni fa. Con i tagli praticati a partire dal prossimo anno, i programmi radiotelevisivi nelle lingue minoritarie e quelli pensati per gli italiani all'estero riceveranno la metà dei finanziamenti destinati finora. Come dire che gli italiani che parlano tedesco e gli italiani che vivono in Germania sono sotto la ferula un po' più degli altri. La crisi è globale, evidentemente, mica andrete a pensare che possa essere una nostra responsabilità? Tagliamo i fondi per colpa di Merkel e Sarkó.
Ho fatto qualche altra ricerca e ho trovato un recente studio della Fondazione Rosselli sugli Investimenti pubblici nell'industria culturale e delle telecomunicazioni. Fino al 2008 i fondi utilizzati per le due già citate convenzioni ammontavano a 69,1 milioni di euro. Dal 2002 al 2008 gli stanziamenti hanno avuto un andamento irregolare: in crescita fino al 2004, poi in calo fino alla brusca riduzione del 2007, in coincidenza con la soppressione dei programmi radio in onde corte. Poi di nuovo un piccolo aumento, ma evidentemente siamo arrivati a oggi e ai famosi 45 milioni. Contro gli 83 del 2004 (con le onde corte ancora accese). Il prossimo scalino scenderà davvero a 22,5 milioni? Probabile.
Immagino che basterebbe fare un piccolo taglio sui contratti con Bruno Vespa e Giuliano Ferrara per finanziarie anche un canale 24/7 in lingua shqiptare per Piana degli Albanesi. Se poi ci aggiungessimo i soldi regalati a Sgarbi per non fare programmi, potremmo andare a trasmettere in onde corte anche dalla Stazione Spaziale. E che dire della vergognosa carenza di contenuti che l'emittente pubblica rivolge a milioni di persone che sono venuti a lavorare qui e che pagano tasse e contributi? Per loro ci sono sempre i telegiornali con dentro Salvini che li esorta a tornarsene a casa. Che problema c'è del resto: uno la radio e il televisore può sempre spegnerli.

16 ottobre 2010

Minoranze linguistiche e radiofonia, il caso russo


Se escludiamo Internet, un medium relativamente nuovo, la radiofonia più ancora che la televisione è lo strumento più formidabile per chi voglia avere coscienza della diversità linguistica che ci caratterizza come esseri umani. Leggevo ieri sul sito di Radio Free Europe/Radio Liberty le cronache dalla Kabardino-Balkaria, repubblica del Nord Caucaso, situata tra l'Ossetia del nord e la repubblica Karachay-Circassa. Anche in quest'area si riscontra un forte grado di ostilità legato all'insorgenza di matrice islamica e dopo gli scontri che nel 2005 hanno dato luogo ad arresti sfociati in un processo ancora in corso, ci sono stati nuovi attacchi da parte dei leader della "jamaat" (assemblea) che hanno raccolto il testimone dei capi arrestati o uccisi nel frattempo.
In questo territorio montagnoso (qui c'è l'Elbrus, il monte più alto d'Europa secondo la maggior parte dei geografi), dove gli abitanti non arrivano al milione di persone, si parlano oltre al russo due lingue minoritarie, il kabardiano e il balkar. Il secondo è una lingua del ceppo turchico. Il primo invece, chiamato anche est-circassico, viene classificato tra le lingue ergativo-accusative, a differenza della nostra che è nominativo-accusativo. Ogni giorno si impara una cosa nuova, nell'infinito labirinto linguistico. Una lingua ergativa tratta in modo diverso il soggetto o meglio l'agente di un verbo transitivo, e il soggetto di un verbo intransitivo. Per l'italiano, anzi il latino, in io leggo un libro e io torno a casa l'io è lo stesso, un nominativo. Agente e soggetto sono uniformati dal caso nominativo e il complemento oggetto del transitivo è un caso "accusativo". Nel kabardiano a essere accumunati sono il soggetto di un verbo intransitivo e il complemento oggetto di un transitivo che ricevono un caso detto "assolutivo", mentre l'agente di un verbo transitivo cade in un caso ergativo.
Al di là di questi tecnicismi da glottologi della domenica, per me è interessante capire come vengono trattate dal punto di vista radiofonico le lingue, circa 150, parlate nella federazione russa. L'ente radiotelevisivo locale della Repubblica kabardino-balkaria ha a questo proposito un sito esemplare, con un archivio aggiornatissimo dove poter ascoltare i notiziari e i commenti in russo e nelle due lingue citate. Cliccate per esempio qui per accedere al radiogiornale in tre lingue diverse. E' piuttosto facile individuare anche i clip televisivi e viene persino fornito un notiziario settimanale con voice over in inglese.
Ho cercato sul Web qualche risorsa che mi permettesse di accedere ad analoghi stream per altre lingue della Federazione. Insieme a un bel saggio scritto da Iryna Ulasiuk dello European University Institute di Firenze piuttosto critico sull'effettivo rispetto delle minoranze linguistiche nelle sedi locali di VGTRK, l'ente pubblico radiotelevisivo russo (l'ente avrebbe una politica molto accentratrice e russofila), sul sito del Consiglio d'Europa, nella sezione dedicata al monitoraggio delle minoranze, si trova un report molto aggiornato compilato dalle autorità fedarali russe con parecchi dati sulle associazioni culturali e linguistiche minoritarie e le ore di trasmissione dedicate nel 2009 alle varie lingue rappresentate in Russia. Davvero istruttivo. Su circa 9.500 canali radiotelevisivi in Russia secondo il report trasmettono poco meno di 6300 canali o stazioni radiofoniche. 400 canali televisivi e oltre 300 radiofonici sono in lingue non russe. Una tabella allegata al report elenca le attività esercitate dalle GTRK locali.
Anche il governo italiano ha sottoposto al Consiglio un report analogo, dove vengono indicati anche alcuni programmi radiofonici minoritari. Trovate molti altri documenti in questa sezione del sito Coe.int. Altre risorse sul multilinguismo delle trasmissioni radiotelevisive si trovano sul sito dell'OSCE alla sezione dedicata all'Alto Commissariato per le Minoranze Nazionali.