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13 aprile 2008

Musica, radio e computer, istruzioni per l'uso

Mi sono imbattuto casualmente in uno strano programma di WNYC, la stazione NPR newyorkese (trasmette su 820 kHz, che tra parentesi è possibile ascoltare, rarissimamente, anche da noi). In calendario nella rubrica Evening Music, IBM 1401 A user's manuale, è una composizione del musicista islandese Jóhann Jóhannsson:
IBM 1401: A User's Manual
Saturday, April 12, 2008

Released on the market in 1959, the IBM 1401 was the first "affordable" general-purpose computer (if you consider $2500 a month affordable). It also had a distinctive noise profile, which nearly fifty years later inspired Icelandic composer Jóhann Jóhannsson to create an entire album around it, IBM 1401: A User's Manual. Originally written as a string quartet for a dance piece (and based on a reel-to-reel recording Jóhannsson's father had made of the computer many years before), the work was expanded for a sixty-piece string orchestra (with electronics) for this recording, which we hear tonight.
Letta così è già piuttosto intrigrante. Ma se andate a guardarvi il sito dedicato a A user's manual, con le note a margine scritte dal compositore, c'è letteralmente da sciogliersi. A parte che Jóhannsson confessa di essersi rifatto, per il titolo, al capolavoro di Georges Perec (La vie, mode d'emploi, di cui quest'anno ricorre il trentesimo anniversario), la fonte di ispirazione principale di questo lavoro musicale sono i racconti del padre del compositore, che fu responsabile della manutenzione di un IBM 1401, il primo computer programmabile "a buon mercato" e fatto in serie, nato nel 1959 e importato in Islanda nel 1964. Jóhannsson spiega che il padre era riuscito scoprire un trucco per usare l'ingombrante macchina IBM per fare della computer music. Sembra infatti che i banchi di memoria del sistema emettessero delle radiazioni elettromagnetiche che si potevano "ascoltare" mettendo loro vicino una radio. Programmando l'accesso alla memoria, l'altoparlante della radio finiva per produrre dei suoni regolari che per fortuna il padre di Jóhannsson aveva registrato su nastro. Era, dice Jóhannsson, una melodia malinconica e delicata, che probabilmente ricordava le note un po' lamentose del theremin.
Una storia davvero affascinate, che si conclude nel 1971 con la messa fuori servizio del sistema, già diventato obsoleto. Per l'occasione venne organizzata una vera e propria cerimonia d'addio, in cui venne riprodotta la musica elettronica generata dal 1401, insieme ad alcune registrazioni del rumore prodotto dalla macchina. Ascoltando dopo tanto tempo i nastri del padre, Jóhannsson ha creato la sua musica, pubblicata nel 2006, quasi cinquant'anni dopo quel primo, "economico" computer. Volendo il disco si può acquistare anche su iTunes.
Sulla musica di Jóhannsson la danzatrice islandese Erna Omarsdottir ha realizzato una coreografia suggestiva, che potete vedere in questo filmato di YouTube nel corso di una rappresentazione avvenuta qui in Italia:



Jóhannsson dice di aver discusso a lungo, insieme a Erna, sulla musica prodotta dal 1401 e su tutto quello che gli esseri umani possono simulare utilizzando le macchine. E la conclusione è che non dobbiamo temere il computer, ma in un certo senso accoglierlo, addottarlo come faremmo con un figlio. Perché il rischio è che, come un figlio, una macchina trascurata possa un giorno rivolgersi contro di noi.

01 gennaio 2007

AM nordica, si salvano le danesi e i 558 di Pori

Il colpo di spugna che ha definitivamente rimosso le frequenze in onde corte e dei 963 kHz della Finlandia ha avuto regolarmente effetto alle 22 UTC del giorno 31 dicembre. In compenso, sembra proprio che la Danimarca non abbia ancora deciso ufficialmente il destino dell'impianto in onde lunghe e medie di Kalundborg, che quindi risulterebbe ancora attivo.
Stig Harvig Nielsen, su Medianetwork commenta così le notizie di questi ultimi giorni, riprese anche da RP, sulla presunta chiusura definitiva dell'impianto costiero danese:
No - with regard to Denmark - that's not true. Both 243 and 1062 from Kalundborg will continue on January 1st 2007. The FINAL decision as to what exactly will happen with these two transmitters still hasn’t been taken.
Era anche il senso della risposta che avevo ricevuto l'altro giorno da Erik Køie, fresco ex-dipendente di Danmark Radio (Erik è andato in pensione a fine novembre). I tagli di budget sulle trasmissioni di DR erano stati decisi nel 2005, ma evidentemente la data di chiusura delle onde lunghe era solo indicativa. Per noi nostalgici è una temporanea buona notizia.
Anche le due frequenze delle onde corte che ripetevano - a beneficio dei marinai - i programmi domestici dell'islandese RUV dovrebbero essere state spente. Nelle tre nazioni nordiche, oltre ai 243 e 1026 kHz danesi, entrati in un limbo che potrebbe però portare comunque alla chiusura, restano attivi anche i 558 kHz della Finlandia, usati per coprire l'area che si affaccia sul golfo di Botnia. E' una frequenza praticamente impossibile perché utilizzata anche da Radio Monteceneri. Sono ancora attive le stazioni islandesi in onde lunghe, su 189 e 207 kHz. Per niente facili, ma a volte possibili nel Nord Italia.

27 dicembre 2006

Il Nord Europa chiude il sipario sull'AM

Capodanno triste per tre nazioni del Nord Europa, Islanda Danimarca e Finlandia, che abbandonano la radio alla vecchia maniera. I trasmettitori in onde medie e lunghe di Kalundborg, in Danimarca, dovrebbero cessare a mezzanotte del 31 dicembre le trasmissioni dei programmi P5 e P6 della radio pubblica danese. Una decisione che risale ai tagli sul budget (95 milioni di corone) stabiliti nel 2005. Ci sono insomma altre tre o quattro sere per provare due frequenze storiche come i 1062 kHz (ricordo i tempi in cui a Milano facevano a gara, al mattino presto, con le onde medie di RAI Sardegna) e i 243 kHz. In Danimarca il DAB diventa sempre più forte, anche se per adesso non si pensa di abbandonare l'FM. Sullo spettro AM è difficile ovviamente fare previsioni, ma non si possono escludere riusi in modalità digitali come il DRM, su frequenze da assegnare alle radio comunitarie.
Il vero problema della modulazione d'ampiezza così come era stata concepita ai suoi esordi, cioè come strumento per la copertura di estesi bacini di pubblico, espatriati inclusi, sono i costi operativi e della manutenzione. Mettere qualche centinaio di kilowatt in antenna non è cosa che molte emittenti, soprattutto di stato, possono più permettersi. Anche in considerazione dell'impatto ambientale complessivo di tutta quella corrente elettrica da generare. La Danimarca aveva già lasciato le onde corte diversi anni fa, quando fu deciso di smantellare gli impianti di Herstedvester nel 1990. Fino al 2003 Radio Danmark utilizzò per i suoi programmi dei ripetitori norvegesi. Oggi neppure questi ripetitori esistono più.
Dall'Islanda invece non arriveranno più le voci del relay su onde corte dei programmi interni. Alla fine del 2006 "salteranno" insieme ai tappi dello spumante, le due frequenze di 12115 e 13865 kHz affittate dall'ente per le comunicazioni marittime e facilmente ascoltabili in Europa nel pomeriggio. Prendo in prestito la notizia di Bernd Trutenau/Cumbre apparsa a novembre sul blog di Gayle Van Horn, MT Shortwave Central:

Iceland's RÚV to end SW relays of main newscasts

The Icelandic public broadcaster RÚV will end the SW relays of its main newscasts by the end of the year. Since the 1970s, RUV had leased SW capacities at the Gufunes Telecommunicatons Centre in Reykjavík to serve Icelandic ships and expatriots in Europe and North America.
(Bernd Trutenau-LTU/Cumbre DX)

Correspondence to the station may be directed to:
Icelandic Broadcasting Corporation
International Relations Department
Efstaletti 1
IS-150 Reykjavik, Iceland
(GVH/TP NC)

Station relays home service newscasts. RÚV is the public service broadcaster in Iceland. Transmissions are in AM-compatible R3E modulation USB with -6dB carrier reduction on the following schedule in Icelandic.
Smobilitazione generale anche in Finlandia, dove a partire dal 1 gennaio vengono ufficialmente abbandonate le onde corte, dopo la cessazione quasi totale delle trasmissioni in onde medie. Ecco la storia degli impianti in onde corte di Pori, costruiti nel 1948, appena pubbicata su YLE News:

YLE Ends Short Wave Broadcasts
Published 24.12.2006, 18.37 (updated 25.12.2006, 18.54)

The end of the year marks the end of an era in Finnish broadcast history. On December 31st, YLE- the Finnish Broadcasting Company will transmit its final short wave broadcast. For half a century, short wave radio was the only way to stay in touch with home. Now internet and mobile services are taking over.

From January,1st. a world band radio will no longer keep Finnish listeners in touch with news from home. This follows a decision taken earlier this year by YLE to close down all international short wave broadcasts in favour of internet, mobile and satellite services. Finland's first pre-war short wave broadcasts were transmitted from Lahti, former home of the nation's only long wave station. The country's post-war attempts at international broadcasting were transmitted from a short wave station at Pori on the west coast. Opened in 1948, it provided a link with home for Finns residing abroad. Broadcasts sent out from Pori also attracted many enthusiastic listeners around the world through its popular English language broadcasts. For a time, there were also broadcasts in German and French.
Cold war power battles over the airwaves soon began to drown out Finland's small voice and a new purpose-built short wave centre was inaugurated outside Pori in the eighties. A powerful medium wave transmitter at the site served Finnish speaking listeners in parts of Sweden. The close down of the Pori shortwave station also means YLE will lose some listeners to its Russian service. These broadcasts are more and more aimed at the Russian minority living in Finland. YLE broadcasts daily news bulletins in English on radio and television but these are aimed for audiences in Finland.
Replacing the shortwave broadcasts are an internet service and mobile phone services as well as satellite distribution of all YLE radio channels. Jorma Laiho, Director of Corporate Technology at YLE believes few people will miss the short wave service. However, he admits that older Finns abroad might protest at the closure of the service from Pori that has kept them informed of events back home for over half a century.
Consoliamoci pensando ai tempi che furono sulla lettura di questa bella brochure sugli enti radiotelevisivi pubblici delle cinque nazioni nordiche che ho trovato proprio sul sito di Danmark Radio. Al momento, solo la Svezia mantiene un trasmettitore in onde medie, parzialmente la Finlandia continuerà a utilizzare un unico impianto, la Norvegia affitta ogni tanto le antenne su 1314 kHz spente pochi mesi fa e l'Islanda trasmette sulle onde lunghe (possibili anche qui, ma non facili). Poi non dite che sono pessimista.