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23 agosto 2011

Digital Mobile Radio, nuovi filmati divulgativi

L'amico Marco Morresi, della Digital Mobile Radio Association, mi ha scritto segnalandomi la disponibilità di una nuova serie di filmati intorduttivi sul canale You Tube della organizzazione che promuove il nuovo standard ETSI per i walkie-talkie digitali. Le informazioni preliminari fornite possono essere facilmente integrate dalla corposa documentazione che possiamo prelevare sul sito Web. Il DMR (ovviamente da non confondersi con il DRM o Digital Radio Mondiale) è stato sviluppato in questi ultimi anni per rendere più leggeri i rigidi requisiti implementativi che hanno rallentato l'evoluzione del personal mobile radio digitale, in particolare con l'altro standard ETSI Tetra. Quest'ultimo, preferito per le complesse infrastrutture comunicative delle forze di pubblica sicurezza ma anche in ambiti molto specifici come le comunicazioni aeroportuali, prevede tutta una serie di certificazioni di interoperabilità che rischiano di vincolare in misura eccessiva operatori e fruitori, spesso legati a singoli fornitori tecnologici.
Il DMR è uno standard molto più aperto ed elastico e ha il significativo vantaggio di una canalizzazione del tutto conforme ai tipici canali da 12,5 kHz che le licenze per le reti di comunicazione a due vie professionali in vigore in quasi tutto il mondo. Proprio per questo motivo il DMR si presta molto bene alla graduale introduzione del digitale su infrastrutture che possono mantenere anche frequenze analogiche. Ogni singolo canale viene suddiviso, tramite multiplazione TDMA, in due slot da 6,25 kHz, adatti a comunicazione di tipo voce e dati. In origine, lo standard non prevedeva l'uso di un determinato vocoder, ma per ragioni di interoperabilità si sta imponendo il sistema (proprietario) Advanced Multiband Excitation, AMBE. La modulazione utilizzata dall'interfaccia radio è il 4FSK.
Un altro vantaggio è la scalabilità. Il DMR prevede infatti tre livelli di implementazione che si adattano agli attuali modelli di radiocomunicazione a due vie. Un primo "tier" è quello per la comunicazione "networkless" (senza infrastruttura) tra due apparati DMR, già adattabile alla digitalizzazione di sistemi che non richiedono la licenza, come il PMR446. Il secondo tier prevede la realizzazione di semplici reti intorno a una singola stazione base. Il tier 3 è più complesso e consente la creazione di infrastrutture medio-grandi di tipo "trunked" o condiviso tra più gruppi di utenti. In questo caso è prevista la duplice opzione di reti con canale di controllo dedicato o "composito" (che serve cioè sia per il controllo delle richieste di chiamata, sia per il successivo traffico).


27 giugno 2011

UCOM: la radio professionale per le emergenze

Se vi capita di trovarvi a Torino il prossimo giovedì, mi troverete al Lingotto dove nell'ambito della manifestazione Protec Italia 2011, salone dei servizi per la protezione civile e ambientale, organizzato dal 30 giugno al 2 luglio, si svolge anche il convegno specializzato UCOM Urgent & Critical Communication Technology. In calendario, alle 14.30 del 30 giugno, è previsto in Sala Blu l'incontro "Infrastrutture, reti e servizi a supporto delle attività in emergenza e in situazioni critiche"
Ecco la lista dei partecipanti e delle tematiche che verranno affrontate nel corso di una chiacchierata di tre ore.

Moderatore: Andrea Lawendel
Relatori: Alberto Barbera, Antonio Pigozzi, Sergio Zaccaria, Libero Cannarozzi, Luca Sani, Marco Morresi, Pippo Sergio Mistretta, Renato Farina, Sandro Mari

L'adozione di mezzi e strumenti quanto più efficienti possibili che facilitino gli interventi del personale di emergenza e che consentano di effettuare rilevazioni, comunicazioni e quant'altro necessario al buon andamento delle operazioni è fondamentale in zone a rischio o nei casi in cui un evento sia già verificato. Ciò consente infatti di ridurre l'impatto dell'evento stesso sul territorio e sulla popolazione e talvolta si rivela determinante anche per il salvataggio di vite umane.
Le comunicazioni in casi di emergenza sono uno dei fattori più critici ma al contempo essenziali per le squadre di soccorso. La sessione offrirà una panoramica sulle infrastrutture, le reti e i servizi pensati per supportare e assistere efficacemente le attività degli operatori di emergenza on site e da remoto. Fornirà inoltre un avanzamento sulle soluzioni per garantire integrazione e interoperabilità tra i vari sistemi, con uno sguardo particolare alle necessità di protezione e sicurezza delle reti stesse da intrusioni esterne.
Nella mia attività mi sono occupato abbastanza spesso, in passato, di sistemi e reti di comunicazioni mobili professionali (professional mobile radio), un settore molto vivave e caratterizzato dalla presenza di numerosi standard in continua evoluzione. Le reti di comunicazione di pronto intervento e emergenza sono quelle che il grande pubblico - e anche molti appassionati di radioascolto - tendono a occupare le "frequenze della polizia". E' una definizione molto generica perché gli scenari si sono molto evoluti da quando il professional mobile radio era un modello di comunicazione analogico, basato sul concetto di radiotrasmissione istantantea o push to talk. Schiaccio un bottone e grazie a un ripetitore centrale vengo ricevuto sia dalla centrale operativa che da tutte le altre radio sintonizzate in quel momento sul mio canale di trasmissione. Il concetto di fondo, almeno per la comunicazione vocale, è ancora quello, ma le infrastrutture di supporto sono enormemente complesse, altamente (quando non completamente) digitalizzate, offrono la possibilità di comunicare in modalità miste voce-dati, sono di tipo stabile (rappresentano cioè una vera e propria rete di comunicazione indipendenti dalle altre anche se con forte orientamento al multiservizio, cioè alla possibilità di servire con una unica infrastruttura dei corpi di intervento diverso, con eventuale interoperabilità) o ad hoc. Insomma una complessa realtà autonoma dalle altre reti di teleradiodiffusione e dalle reti telefoniche radiomobili.
In Italia, tanto per cambiare, siamo piuttosto indietro, anzi drammaticamente indietro con l'adozione di architetture PMR di penultima e ultima generazione. A Torino spero si possa anche approfondire il perché di questo ritardo. Uno dei temi affrontati riguarda lo standard ibrido Digital Mobile Radio (DMR), sviluppato in ambito ETSI, e recentemente affiancatosi al precedente sistema TETRA Terrestrial Trunked Radio. Se intanto volete documentarvi sul DRM e sul confronto tra DRM e TETRA vi suggerisco questo eccellente documento preparato dalla società milanese Radio Activity. Spero di incontrarvi a Torino.