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22 agosto 2013

Juventus Live e Zello: il Voip diventa social trasformando lo smartphone in un walkie-talkie tematico

Non sono applicazioni propriamente radiofoniche, ma la trasmissione della voce c'è ed è ciò che conta. Con l'inizio del campionato di calcio inizia per l'azienda californiana TOK.tv l'avventura italiana: da oggi è scaricabile da App Store Juventus Live, l'app che permette ai tifosi juventini (tanto la Juve ha già vinto il campionato che si sta per aprire) di interagire a distanza attraverso lo smartphone, parlando e urlando tutti insieme davanti ai goal segnati su rigori inesistenti (non prendetevela, è solo una battuta, guardate che razza di immagine sono costretto a pubblicare...). 
TOK.tv ha il suo quartier generale negli USA ma il fondatore è italianissimo. Fabrizio Capobianco, grande cervello del software, nel 2003 è emigrato sulla costa ovest per fondare Funambol, una azienda impegnata sul versante della messaggistica e della sincronia tra dispositivi mobili. TOK si occupa di social tv e applicazioni tipiche da "second screen", quelle che consentono di guardare la tv interagendo contemporaneamente con il tablet o lo smartphone. Prima di Juventus Live (bisogna riconoscere alla dirigenza juventina una grande lungimiranza per questo accordo con TOK), la nuova società di Fabrizio ha messo appunto analoghe applicazioni per il football, il baseball e anche per la notte degli Oscar. «Ho fondato TOK perché ero stufo di guardare le partite in tv solo con il mio cane,» scrive Capobianco sul suo blog. Grazie alla nuova app, aggiunge il suo inventore in una mail personale che ho appena ricevuto, i tifosi juventini possono riscoprire l’esperienza (e il divertimento) di guardare la partita insieme in TV. Con Juventus Live si parla con gli amici lontani, gridando goal insieme. Come se fossero sul salotto di casa. Senza bisogno di mandare un SMS al momento del rigore, perdendosi l’azione dopo. E ci si può scattare una Social Photo con gli amici, da condividere su Facebook.
La trasmissione della voce in una modalità molto familiare ai radioamatori è anche la finalità di Zello, una tecnologia russa implementata però a Austin, nel Texas. Zello è un vero e proprio walkie-talkie virtuale a tecnologia voice over IP implementato su iPhone, Android e Balckberry. E' gratuito e permette di parlare in modalità push to talk con i propri amici in una buddy list, creando anche delle "stanze" tematiche che fungono da community vocale (ci sono già più di 200 mila "canali", incluso un Gruppo Radioascolto). Un canale di Zello supporta conversazioni tra cento utenti. Facile come una radio a due vie, più immediata di un SMS e anche di una telefonata e - almeno per il momento - gratuita. Esiste anche una versione professionale/aziendale, anch'essa gratuita fino a 5 utenti, con prezzi che partono dai 10 dollari mensili per gruppi di 6 utenti o più. Anche Zello potrebbe essere un concorrente molto valido di Twitter o Skype in ambito radioamatoriale, perché offre la possibilità di coordinare le trasmissioni via radio o le sessioni di ascolto, scambiandosi informazioni in tempo reale.

26 agosto 2010

GMail integra posta e telefonia. E le Web radio?

Questa mattina nella schermata di Gmail, dentro la buddy list di GChat, mi è apparso un nuovo contatto. Cliccando su "Call Phone" ecco che appare la finestrella stile GChat ma con le funzionalità telefoniche di Skype. Insomma, ora posso fare telefonate verso fissi e cellulari dall'interno della mia finestra GMail. Chiamare un mobile in Italia costa 21 centesimi di dollaro al minuto, un fisso ne costa 2, tariffa che vale per molte nazioni europee. In promozione le chiamate verso fissi USA e Canada sono gratuite per tutto il 2o10. La gestione dell'account telefonico è semplice, una videata aggiuntiva riporta la bolletta con le chiamate effettuate, il credito residuo, i contatti dell'indirizzario Gmail e il pulsante per l'acquisto di nuovo credito in tagli di 10 dollari (ho visto che parto da un credito di 10 centesimi evidentemente offerti da Google). Rischia di essere una cosa grossa. Mi è venuto in mente se non sarebbe fantastico avere una analoga finestra per selezionare e ascoltare le stazioni radio attive sul Web, sono decine di migliaia e probabilmente costituirebbero una opportunità pubblicitaria in più, per le stazioni e gli altri inserzionisti.

27 dicembre 2007

A ciascuno la sua (blog) talk radio



L'ultima frontiera del podcasting si chiama Blog-talking. Un curioso e intrigante ibrido tra blogging, podcasting e... Talk radio. Un bell'articolo della Reuters descrive tre servizi per i quali basta disporre di un computer per la connessione e una linea telefonica presso cui essere chiamati. In pochi minuti si possono impostare autentici phone-in shows, cioè le dirette audio (via Internet) con gli ascoltatori che possono intervenire in tempo reale, anche attraverso il telefono. Proprio come alla radio, ma con diverse funzionalità aggiuntive, compresa la possibilità di raggiungere ospiti da intervistare e ascoltatori ovunque sia disponibile una connessione alla rete.
Gli aspiranti conduttori possono emulare personaggi come Howard Stern o Rush Limbaugh, a seconda dei gusti, con nuovi servizi come BlogTalk Radio, creato da Alan Levy quasi per caso, dopo che il padre si era ammalato e aveva insistito affinché il figlio escogitasse un modo per essere sempre in contatto con gli amici. Alan propose a suo padre di costruire un blog, che poi divenne un memoriale. Dopo questa esperienza Levy decise di escogitare uno strumento che non fosse solo in grado di "trasmettere" il parlato ma di ridiffondere anche gli interventi audio degli ascoltatori.
Lo stesso concetto è alla base degli Skypecasts, che tra l'altro integrano sulla stessa piattaforma anche le "telefonate" in ingresso (effettuate ovviamente via Skype).
E infine Talkshoe, che comporta il prelievo e l'installazione di un software speciale. Qui il concetto è più simile a un social network fatto per audiobloggers e piccole comunità ma i canali attraverso cui intervenire si moltiplicano: telefono, Skype, Voip o il software correlato ShoePhone, un client Voip orientato al conference calling.
In tutti e tre i casi gli eventi live si possono "registrare" e si trasformano in un attimo in un podcast. Secondo me, questi nuovi mezzi di espressione potrebbero diventare ancora più interessanti se immersi nel contesto delle Web radio o delle emittenti radio convenzionali. Può essere un ottimo argomento di discussione al prossimo RadioCamp.