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25 gennaio 2011

BBC Online taglia e toglie la radio a iPlayer


Se ancora non si sa nulla sulle nuove strategie Web di Mamma RAI né sui progetti di reintegrazione del suo spin-off digitale RAI Net, la stampa britannica dà ampio spazio al piano di revisione della strategia online della BBC. Dopo l'annuncio di una spietata politica di riduzione dei costi, in questi giorni i tagli sono stati esplicitati. Finanziamenti tagliati di un quarto e 360 posti di lavoro eliminati da qui a due o tre anni. La presenza online della BBC viene riorganizzata in dieci prodotti suddivisi in cinque aree generali.
Moltissime, circa 200, le sezioni del sito che verranno chiuse (secondo Wired sparirà anche la leggendaria Hitchhiker's Guide to the Galaxy ideata dal compianto Douglas Adams).
Ma la parte che ci interessa maggiormente riguarda iPlayer, il programma che consente di accedere via Web, in streaming e on demand, all'intera offerta televisiva e radiofonica della Beeb. Marketing Week riprende le ultime dichiarazioni del direttore Future media and technology, Erik Huggers (ultime perché Huggers oggi lascia la BBC per approdare alla divisione Digital Home di Intel) e annuncia che iPlayer si focalizzerà sulla televisione, perdendo i programmi di BBC Radio. Una intervista audio a Huggers è stata pubblicata su uno dei blog del Financial Times, il Tech Hub. Il piano strategico della BBC Online appena approvato dal BBC Trust è disponibile in pdf a questo indirizzo.
Gli sforzi si concentreranno piuttosto sulla joint venture con il mondo della radio commerciale per il lancio del Radioplayer, un progetto di cui ho parlato già diverse volte. Qui di seguito potete seguire l'intervista di Jonathan Mark, di Critical Distance, noto consulente mediatico internazionale a Michael Hill, responsabile dell'aggregatore Radioplayer, la cui ambizione è raccogliere *tutti* gli stream delle emittenti britanniche, dalla BBC alle più piccole locali, offrendo anche una guida alla programmazione. Il lancio ufficiale era previsto in queste settimane, forse le notizie su iPlayer faranno da stimolo.

06 settembre 2010

Il nuovo BBC iPlayer integra old e social media

While social networks are now a well established phenomenon, socially enhanced TV and radio aren't. It's early days yet, but we're pretty sure that this is going to be an important facility in the near future. Lo scrive James Hewines sul blog della BBC presentando l'ultima versione dell'affermatissimo iPlayer, l'interfaccia che permette di accedere ai contenuti televisivi e radiofonici (oggi separati) della Beeb su Web. Un cambiamento ispirato alla semplificazione, ma anche alla personalizzazione dell'esperienza e alla "socializzazione" dell'ascolto/visione.
Ma è vero, come scrive Hewines, che se i social network sono ormai una realtà consolidata, radio e televisione socially enhanced sono ancora all'inizio di un cammino che li porterà a un luminoso futuro? A noi italiani un commento del genere appare francamente un po' ingenuo: soprattutto la televisione da noi è un medium fin troppo al centro della nostra vita di relazione, non facciamo che parlare di lei.
Quello di iPlayer resta comunque un esperimento - anzi, più che un esperimento - da studiare e, se possibile, adattare ai diversi contesti, un "case study" di come incrociare vecchi e nuovi media. Delle nuove funzioni di iPlayer si occupa, sempre sul BBC Blog, Anthony Rose (a proposito della beta del nuovo player, introdotta poco prima dell'estate). Webmaster e architetti della user experience dovrebbero leggere e mandare a memoria le spiegazioni che Simon Frost dedica agli aspetti tecnici.
L'utente registrato dell'iPlayer (la registrazione è possibile anche per chi non risiede in Gran Bretagna, nonostante il fatto che la BBC non autorizza la visione dei programmi televisivi da indirizzi IP non-British) può creare un suo profilo pubblico, un po' come avviene su Facebook. Attraverso questo profilo può effettuare e ricevere suggerimenti ("raccomandazioni") sui programmi preferiti dai suoi contatti. Le raccomandazioni possono essere estese ai propri account su Facebook e su Twitter. In questo senso Hewines può aver ragione. Siamo già abituati a parlare di programmi radiotelevisivi con i nostri amici, ma grazie a iPlayer questi programmi diventano un modo per riconoscersi, condividere gli stessi gusti e trovare nuovi contatti. Finora i siti delle emittenti radiotelevisive hanno sfruttato soprattutto i forum come mezzo di discussione e socializzazione, ma ora i meccanismi di Twitter vengono integrati direttamente con le funzioni che consentono di esplorare le griglie di programmazione e usufruire dei vari programmi via Web. Potrebbe essere la nascita di un nuovo modo di consumare radio e televisione, una modalità che a dire il vero viene da tempo esplorata anche nel mondo della IPTV o dei set top box che mescolano Web, televisione e multimedialità. Il merito della BBC è appunto quello di aver escogitato una delle possibili ricette per applicare queste nuove interazioni a un patrimonio di contenuti molto tradizionale.