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10 marzo 2009

Sorpresa: Worldspace ricompra se stessa

La sorprendente (e forse solo temporanea) conclusione della vicenda Worldspace, la cui asta presso un tribunale fallimentare del Delaware si è conclusa venerdì, entra nell'intricato quadro della storia imprenditoriale del fondatore dell'operatore satellitare, il cittadino sudanese Noah Samara. Come sempre è l'informatissima RapidTv a svelare i particolari, ricavati dalle 150 pagine del documento ufficiale rilasciato dalla corte. Il compratore di Worldspace altri non è che Noah Samara in persona, attraverso una sua altra società, la Yenura, basata a Singapore. Yenura compare anche nell'elenco dei creditori di Worldspace per una somma di 55 milioni di dollari, in passato, l'azienda aveva già tirato fuori capitali freschi per rimediare alla situazione debitoria dell'operatore. Come sottolinea Chris Forrester nella sua ennesima corrispondenza su RapidTv, uno degli aspetti più inquietanti è la presenza nell'assetto azionario di Yenura di un socio importante come Salah Idris, cittadino saudita secondo alcune fonti su Internet, che nel 1999 la stampa USA indicò come coinvolto in un impianto di produzione di armi chimiche successivamente distrutto da un attacco missilistico americano. Idris non è mai stato formalmente accusato e ha sempre categoricamente smentito ogni coinvolgimento in questi loschi affari.
Per rilevare Worldspace Yenura ha versato 25,3 milioni di dollari. In cambio ottiene tutti gli assets materiali - satelliti, brevetti, stazioni di terra - e il controllo delle sussidiarie che non sono coinvolte in altre cause per bancarotta. Worldspace Europe, Worldspace Europe Holdings e Worldspace UK per esempio sono tutte coinvolte in cause separate. C'è poi l'intricata questione della posizione dell'italiana New Satellite Radio e del progetto di un servizio di pay radio satellitare in Italia, in collaborazione con Telecom Italia e con Fiat. Un progetto che in questo momento appare ancora molto in sospeso ma che NSR ha cercato di difendere in tribunale in queste settimane, opponendosi alla messa all'asta di Worldspace. Secondo NSR gli accordi presi con Worldspace per l'accesso ai transponder su Afristar e dei satelliti futuri, sarebbero stati vincolanti e avrebbero dovuto costringere la società fallita a non includere tra i beni strumentali messi all'incanto quelli necessari per il lancio di Worldspace Italia. Ora che l'asta si è conclusa il nuovo proprietario di quei beni è Yenura. Resta da vedere che cosa decideranno di fare Samara e il controverso Idris. Worldspace Italia partirà lo stesso?

Samara buys Worldspace

Chris Forrester
10-03-2009

The Worldspace Chapter 11 bankruptcy is over. The news came via a 150-page document from the Delaware Bankruptcy Court. A company controlled by Noah Samara, the founder and CEO at Worldspace, successfully bid $25,300,000 in cash in an auction for Worldspace’s pay-radio assets.
The winning bid came from Yenura Pte Ltd, a Singapore-based business. However, the bid comes with some major challenges, not least the former Worldspace subsidiaries that are financially cash-strapped or may themselves be bankrupt. There are also some major questions over the position of Worldspace’s former ‘partners’ around the world, and especially in regard to relationships with important players like Italian carmaker Fiat.
Yenura Pte Ltd is based in Singapore and already placed large sums into pre-bankruptcy Worldspace. Yenura has been lending cash to Worldspace since at least 1998 when an interlinked series of agreements were made between Industrial Development Inc (of the British Virgin Islands) and Salah Idris (see below), and Saifcom Establishment (of Liechtenstein) and Yenura were signed. At one stage Yenura placed $40m at Worldspace’s disposal, but not all that cash was paid over.
Yenura is itself mired in controversy because of Mr Samara’s other shareholder in the business. That individual, Salah Idris, holds all the non-voting shares in Yenura and thus the economic interest in the company. Mr Idris was accused in 1999 by the US of making chemical weapons at a pharmaceutical factory in the Sudan, and the facility was destroyed by US cruise missiles. Mr Idris has always robustly and firmly denied any involvement in chemical weapons, or of being linked in any way with Osama bin Laden. WorldSpace's own statements of the time stress: "These allegations were subject to serious challenge in the press and to our knowledge have never been substantiated. Moreover, Mr Idris has never appeared on the US Government's designated terrorist list."
Yenura is listed in Worldspace’s recent Chapter 11 bankruptcy as a major unsecured creditor, owed some $55m.
Part of the Court agreement (Section 14.12) states that “no party shall make any press release or public announcement concerning the transactions.”
The agreement covers all the assets of Worldspace, including its satellites, patents, and ground control facilities, and subsidiary companies where they are not involved in separate bankruptcy proceedings. Worldspace Europe, Worldspace UK, Worldspace Europe Holdings are all involved in separate bankruptcy actions.
The Court documents also show the long list of litigation currently being faced by Worldspace, not least a Class Action claim of misrepresentation in Worldspace’s IPO registration statement. A former COO, Alex Brown is suing the broadcaster for $500,000 in salary/holiday pay and so forth.

26 febbraio 2009

NSR non ferma asta Worldspace (che slitta ancora)

La newsletter online RapidTV News ricostruisce le ultime vicende della messa all'incanto dell'operatore satellitare Worldspace, rivelando anche alcuni interessanti retroscena su New Satellite Radio, la società italiana che in joint venture con Worldspace Europe guida il progetto di Worldspace Italia. L'asta di Worldspace, fissata presso una corte del Delaware, ha subito diversi slittamenti in queste settimane perché le parti coinvolte nel fallimento, come i creditori e i partner di Worldspace hanno presentato diverse obiezioni. Ho anche scoperto, sul sito dello studio legale che assiste Worldspace, Kurtzman Carlson Consultants, una pagina con molti documenti ufficiali interessanti.
Ma veniamo a NSR. Da quanto racconta Chris Forrester su RapidTV News, il primo slittamento risale alla metà di gennaio, quando tra il 22 e il 23 gennaio il tribunale del Delaware incaricato della gestione della dismissione delle proprietà Worldspace sotto la protezione del Chapter 11 della normativa fallimentare, avrebbe ricevuto, tra le obiezioni alla vendita, quella dei soci italiani di Worldspace Europe. New Satellite Radio avevo sostenuto davanti ai giudici americani che Worldspace non aveva alcun diritto di cedere il transponder del satellite AfriStar che Wordlspace Italia avrebbe dovuto utlizzare per diffondere i programmi al pubblico italiano, chiedendo di depennare questo transponder dai beni che Worldspace avave indicato nella sua lista degli assett. In pratica NSR asseriva che Worldspace aveva già conferito l'uso del transponder alla joint venture europea, perdendo di fatto il diritto di venderlo a qualcun altro. E' evidente che NSR vuole evitare il rischio di perdere la possibilità di usare il satellite AfriStar una volta che questo finirà nelle mani di qualcun altro.
Una mozione di emergenza di NSR è stata presentata anche il 22 febbraio, poco prima della nuova data fissata per l'asta, il 23. Riunito per l'occasione, il tribunale ha infine optato per un nuovo rinvio, al 6 marzo, anche per esaminare la controdocumentazione presentata da Worldspace per difendersi dalle pretese di New Satellite Radio. La tesi è che il transponder non è mai stato conferito a nessuno, il satellite AfriStar è pur sempre di proprietà di Worldspace e che i piani di Wordlspace Italia non erano altro che... Piani. Da quanto scrive RapidTV i giudici sarebbero propensi a negare la rivalsa presentata dalla società italiana, controllata da Class Editori. Le prospettive, per Worldspace Italia diventano sempre più incerte. I satelliti Worldspace potrebbero anche finire sotto il controllo di un operatore europeo come SES Astra, ma a quel punto la decisione sul progetto di pay radio satellitare verrà presa dal nuovo acquirente. Bisognerà aspettare l'esito della gara, tra poco più di una settimana.

Worldspace allegations over sale

Chris Forrester
25-01-2009

Jan 22 and 23 saw a flurry of formal objections filed at the Delaware Bankruptcy Court which is looking after the Worldspace Chapter 11 restructuring. One claims Worldspace does not own everything on sale.
Most of the objections refer to understated debt amounts, with some showing considerable shortfalls in Worldspace’s calculations. Perhaps more important, however, was a detailed allegation from Worldspace’s Italian partners that the bankrupt broadcaster is deliberately attempting to sell “assets it does not own”.
Today (January 26) an auction of Worldspace assets is due to take place, and on Friday the Court is scheduled to decide who takes over the business, dependent on the bids made at today’s auction. The motions now before the Court could scupper those plans.
The major objection on Jan 23 was from New Satellite Radio SRL (NSR), the joint-venture business that Worldspace had in place with Italy’s Class Editori to develop a European radio system. NSR is claiming that Worldspace’s Chapter 11 forward plans, when the business is acquired by a new owner this week, would potentially see the Worldspace/NSR agreement assigned without preserving certain valuable rights.
The Italian filing to the Delaware Court states specifically that Worldspace “are attempting to sell assets it does not own, including the Worldspace NW AfriStar beam, the 40 channels utilising the beam, and other property already contributed to [Worldspace Italy] under the Partnership Agreement”.
The document continues, saying: “New Satellite Radio is a 35% owner of Worldspace Italy, with the balance owned by WSH, a Danish company. Worldspace directly owns 100% of WSH. Neither WSH nor Worldspace Italy are Debtors in this case and are not otherwise in bankruptcy. Worldspace Italy was formed to create and implement satellite radio in Italy. Worldspace Italy is incorporated in Italy.”
New Satellite Radio in its filing then explains how the above mentioned assets, and others, were ‘invested’ by Worldspace as their contribution to the Italian venture. The documents show that Worldspace Italy could use the 40 channels of bandwidth “free of charge” for 7 years. The document states that the Italian company has entered into various contracts with third parties to implement satellite radio in Italy, and has “performed substantially” all of its contributions to the Partnership Agreement, not least securing auto contracts with Fiat and Ferrari, procuring terrestrial repeater locations and installations, and obtained Italian broadcast authorisations.
NSR says it remains supportive of Worldspace being sold, but that the “efforts respect the Italian Project” and says that the sale motion is “premature”.
Other complaints came from electronics specialists Delphi, which outlined that Worldspace’s valuation of its debt obligations to Delphi is wrongly stated. Similar objections come from research institute Fraunhofer, Italian automaker Fiat, and others.

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Worldspace sale today

Chris Forrester
22-02-2009

Pay-radio broadcaster Worldspace has its Chapter 11 auction sale scheduled for today, Feb 23. The event takes place at 10am local time in the offices of Shearman & Sterling LLP, in New York.
Qualified bids actually had to be submitted in writing last week (by Feb 18) together with the financial background to the bidding company and other relevant documents. The auction takes place only where there are rival bidders for the same specified asset.
The final stage is before the judge in case, Judge Peter J Walsh, and is scheduled to take place this Wednesday, on Feb 25. This is a re-run of an earlier sale process, which was abandoned because there were no qualified bidders, according to Court documents.
Last Friday, Feb 20, saw a flurry of Court Motions filed in the case. Most were routine, but one from New Satellite Radio SrL, already a creditor of Worldspace and in essence representing Worldspace’s partners in their European operations, which argued (not for the first time) that Worldspace was selling assets it was not entitled to sell. New Satellite Radio wanted sight of the bids submitted, “because [Worldspace] are seeking to sell Non-Debtor assets for which NSR has an indirect interest and which are vital to its business.”
The Emergency Motion further argued that despite it not bidding for the distressed assets, it should still be able to examine the submitted bids.

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NSR fails in Worldspace legal challenge

Chris Forrester
24-02-2009

On Feb 23 we reported the then-impending auction of Worldspace’s assets, and the objections to the sale from New Satellite Radio (NSR) which in a Motion before the Court argued that Worldspace was selling assets it was not entitled to sell. NSR seems to have lost the argument.
NSR was asking the Court to permit it to see what bids had been submitted. NSR is the European joint-venture with Worldspace which contains players like Fiat.
Worldspace itself, as well as the Official Committee of Unsecured Creditors, objected to allowing NSR sight of the bids, nor did they want to permit an emergency teleconference to discuss bids. “In this instance the Committee staunchly opposes the release of bids to NSR,” said their Court Motion, “as [we] believe it could have a detrimental affect on the sale process.” Their argument continued, saying, “The next several days are critical…as all professionals are working feverishly on negotiating the terms of the sale. NSR’s requests are nothing more than ill-timed distractions to this critical process.”
Today, Feb 25, there are a series of hearings scheduled before bankruptcy judge Peter J Walsh, including the formal Sale Hearing (scheduled for 2pm), which will determine how the Worldspace assets are distributed.

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Legal unhappiness over Worldspace sale

Chris Forrester
26-02-2009

On Feb 25 the sale process for Worldspace’s assets was originally due to have been taking place at a Delaware bankruptcy court. A last-minute postponement pushes the Hearing Date back to March 6. Meanwhile, Worldspace filed a massive 192-page document that said – in effect – that its former European partner New Satellite Radio SrL, had made “unfounded and unconvincing” assertions that Worldspace was selling assets it was not entitled to sell.
The basis for NSR claims is that contracts and exchanges of letters between itself, and its partners (Worldspace Italia), and Worldspace formed agreements whereby NSR would use capacity on AfriStar to beam satellite radio services to Europe, and in particular Italy. The agreements amounted to an “indefeasible right of use” (IRU) to supply more than 40 channels of audio using the Northwest beam of Afristar.
“WorldSpace Italia was never granted an IRU or any other ownership right,” says the Feb 25 document. “At most WSI has an executory, contingent, contractual right of future use of the AfriStar satellite. WSI never acquired an IRU or any other ownership right in the AfriStar satellite broadcasting capacity.” The affidavit then goes on to list all the reasons why neither WSI or NSL had any reason to assume those alleged rights.
Rapid TV News is of the (non-legal) opinion that this action, like all else of the catastrophe that surrounds Worldspace, will no doubt run and run and provide guaranteed income for an army of lawyers for some considerable time yet.

05 febbraio 2009

Slitta l'asta Worldspace. Si fa seria per Sirius

Gli operatori di radio satellitare digitale non riescono a uscire dal loro ginepraio finanziario. Dal Delaware arriva la notizia secondo cui la prevista messa all'asta di 1 Worldspace, ormai in procedura fallimentare, slitta al 19 febbraio e probabilmente da lì a una data successiva. Secondo RapidTv News sarebbero emersi nuovi dettagli relativi a una polizza assicurativa contratta da Worldspace per avere una copertura di 15 milioni di dollari contro una class action intentata da un gruppo di azionisti contro l'azienda e il suo Ceo Noah Samara. Gli azionisti avrebbero accusato la dirigenza di Worldspace di aver falsificato i dati relativi agli abbonamenti attivi in occasione della quotazione della società in borsa. Oggi nel tribunale fallimentare del Delaware, che cura la pratica Worldspace, ci sarà una nuova udienza. Il destino di Worldspace (tra i possibili acquirenti c'è l'europea Ses Astra) interessa molto a Worldspace Italia, che in teoria ha ancora nel cassetto il progetto di lanciare un'offerta sul mercato italiano. Anzi, da qualche tempo è online un sito Web che offre parecchi dettagli su questa offerta (anche se nel filmato promozionale compaiono le immagini del top management Fiat, a suo tempo annunciato come partner dell'iniziativa, con un Luca De Meo, dimissionario da settimane, poco opportunamente messo accanto a Marchionne...).
Objectors delay Worldspace auction

Chris Forrester
04-02-2009

The Delaware Bankruptcy Court has delayed the auction of Worldspace’s assets. The auction is delayed until at least Feb 19, and probably later.
One fresh legal point emerged Feb 3 when it emerged that Worldspace has bought an insurance policy that gives them up to $15m-worth of cover for a Class Action lawsuit that is running against the company, as well as company founder Noah Samara.
The Class Action alleges that Samara and the company in their August 2005 Initial Public Offering, made certain statements that overstated the broadcaster’s subscriber numbers.
A hearing is planned for Feb 5 when further matters will be decided.
Negli Stati Uniti, invece, il Wall Street Journal, qui riportato dalla newsletter Taylor On Radio, sostiene che l'operatore satellitare televisivo EchoStar, sta rastrellando il debito di Sirius XM. In pratica EchoStar va dai creditori di Sirius, versa dei soldi, e subentra come nuovo creditore. La manovra, secondo il quotidiano finanziario, potrebbe servire ad assumere il controllo dell'operatore in difficoltà, per costringerlo ad aprire la procedura fallimentare e cedere a poco prezzo gli asset, le proprietà. Il Wall Street sottolinea come quest'anno Sirius XM dovrà saldare quasi un miliardo di debito e che ci sono molti dubbi sulla possibilità di conservare i contratti per la ritrasmissione della cronache del baseball e del football.

EchoStar has "quietly accumulated Sirius XM debt", says the Wall Street Journal.

Object - a takeover? Possibly a squeeze-play to force Mel Karmazin's company into Chapter 11, then swap its debt for equity and grab even more of the cheap debt from other bondholders? The Journal says EchoStar/Dish Network's Charles Ergen could also try to snatch the prize before it gets to Chapter 11, and that "either way, current shareholders would be left with nothing." Why is EchoStar interested? Its own core satellite TV business has been drifting and Ergen's searching for a new strategy. His company could also benefit from the Sirius XM ground facilities and repeaters. You probably couldn't combine the celestial hardware of the TV satellite service and the only remaining satellite radio supplier. But there would be economies of scale with the back-office aspects of the two subscription-based operations.

Mel may be running out of options.

The Journal reporters say that Sirius XM is "up against a wall", with a total of $925 million in debt coming due this year. It's "negotiating hard with Major League Baseball to let Sirius tap into" the $60 million it's got in escrow for MLB. That's payable in March. T-R-I has previously reported that Sirius XM has a hefty payment to the NFL coming up, and the league's worried about getting it. Sure enough, the Journal says Sirius XM "owes $43 million to the NFL on February 17." And car sales, which are critical to Sirius XM hitting its subscriber targets, may actually slump below 10 million vehicles a year. Suddenly - this is high drama.

27 novembre 2008

Una cordata italiana per 1Worldspace?

Su Prima Comunicazione di questo mese, citato anche dagli amici di Giornaleradio.info leggo di una possibile cordata di "cavalieri bianchi" italiani che potrebbero muoversi per salvare dal fallimento 1Worldspace, l'operatore di radio satellitare americano da tempo sull'orlo del fallimento. La cordata è stata proposta da Luca Panerai, del gruppo Class Editori, che controlla, attraverso New Satellite Radio, il 35 di Worldspace Italia. Ricordo sempre che Worldspace Italia doveva lanciare sul nostro mercato (si parlava di questo periodo, la fine del 2008, poi del primo semestre 2009) una offerta di contenuti pay radio satellitari.
Commentavo l'altro giorno le vicende di Worldspace Italia insieme a un ex insider del progetto, che condivideva il mio scetticismo. Tra l'altro, osservava il mio contatto, Worldspace Italia punta molto sul coinvolgimento delle case automobilistiche e in questo momento forse Fiat e compagni hanno ben altre gatte da pelare. E' molto vero. Non è solo una questione tecnologica,o di contenuti appetibili: i progetti di questo tipo diventano estremamente rischiosi e incerti per le condizioni economiche al contorno. 1Worldspace potrebbe salvarsi solo ricapitalizzando (ma come, con quali prestiti?) o vendendo a una cordata come quella proposta da Panerai, secondo il quale basterebbe un investimento di 100 milioni di dollari, "un valore che non si discosta molto da quello di un network radiofonico nazionale". In linea di principio non fa una piega, senonché il satellite che Worldspace ha messo in orbita geostazionaria sul continente africano e che dovrebbe fare le veci di una infrastruttura nazionale è ormai piuttosto vecchio: è stato lanciato nel 1998 e secondo WIkipedia dovrà essere decommissionato tra cinque. Il satellite che lo dovrebbe sostituire è, sembra, pare, parcheggiato in un hangar di Thales Alenia Space in attesa di un'orbita che forse non verrà mai. Avrebbe dovuto essere lanciato nel 2007. Anche ipotizzando che il satellite venga lanciato e che davvero si riesca a mettere insieme una cordata di salvatori italiani di 1Worldspace, questi ultimi dovrebbero affrontare un rischio di impresa che può essere misurato a spanne solo sulla base delle vicende dell'unico altro operatore di radio satellitare, Sirius XM. Io non sono un analista finanziario, ma immagino che un potenziale investitore che chiedesse una due diligence su 1Wordlspace e una fredda disamina sulle reali prospettive di mercato finirebbe per scappare a gambe levate, indipendentemente dalla modesta entità dell'investimento richiesto.
Il solito disfattismo di Radiopassioni (una testata contraddittoria direbbero alcuni)? Non saprei. Io sono appassionato di buona radio e buone tecnologie sostenibili, sul piano economico e possibilmente sociale e ambientale. I comunicati stampa e i convegni tecnici sulle modulazioni, i "field test" mi interessano relativamente. Quello della buona radio è un mercato piccolo, anche se muove gli interessi di parecchi ascoltatori e addetti. Però sono convinto che le prospettive di crescita, miglioramento, cambiamento ci siano e forse passano anche per l'introduzione di nuove tecnologie capaci di affiancare o prendere davvero il posto di quelle vecchie.
Il problema è che per ora ho visto più comunicati e convegni che vera "ciccia," anche se spero sempre di essere smentito.

(da 'Prima comunicazione', numero 389, Novembre 2008)

Il gruppo Class Editori sta verificando la disponibilità di broadcaster e istituti finanziari italiani ad allearsi in una cordata in grado di assumere il controllo di WorldSpace, l’operatore internazionale di radio satellitare del quale è già socio di minoranza in Italia e che a causa di una situazione debitoria si trova in amministrazione controllata. WorldSpace da qualche settimana è sottoposta alla procedura che il ‘Bankruptcy Code’ statunitense (equivalente della nostra legge fallimentare) indica come ‘Chapter 11’, che prevede la soluzione della crisi attraverso un piano di riorganizzazione simile al nostro concordato preventivo. Una situazione che terminerà il 17 gennaio, giorno in cui dovranno essere notificati i risultati delle due diligence di potenziali buyer.
La cordata italiana è guidata da Luca Panerai, amministratore delegato di WorldSpace Italia, controllata da WorldSpace e partecipata al 35% da New Satellite Radio, società che fa capo a Class Editori (Luca Panerai è il figlio di Paolo, presidente del gruppo). “Con un investimento che non supera i 100 milioni di dollari, un valore che non si discosta molto da quello che nel nostro Paese è necessario per entrare in possesso di un network radiofonico nazionale, abbiamo l’opportunità di mettere le mani su un operatore satellitare, in grado di offrire una copertura radiofonica mondiale e che in mercati ricchi come Italia, Germania e Svizzera, ha la licenza esclusiva a diffondere il segnale radio satellitare”, dice Luca Panerai.

17 giugno 2008

STMicroelectronics, in arrivo i chip per Worldspace

Significativo endorsement per Worldspace Europe: la società che si appresta a lanciare il prossimo anno, a partire dall'Italia, il servizio European Satellite Radio, ha sottoscritto con STMicroelectronics un accordo per la fornitura dei chipset che serviranno alla realizzazione dei ricevitori. STMicroelectronics è tradizionalmente uno dei nomi che contano per il silicio della radio digitale e la presenza del suo marchio è per molti versi una garanzia di solidità dell'iniziativa. Ecco il testo del comunicato stampa che Simona Bugada, portavoce di STM ad Agrate, mi ha appena inviato. Secondo STM i primi dispositivi verranno commercializzati nel primo semestre 2009.

WorldSpace e la STMicroelectronics insieme per i chip per la radio digitale satellitare europea

L'obiettivo è produrre una soluzione di sistema completa che favorisca la diffusione dei servizi di radio digitale satellitare in Europa e Medio Oriente

Ginevra, e Silver Spring (USA) 17 giugno 2008 – La STMicroelectronics, leader di mercato nelle tecnologie per la radio digitale satellitare 1, ha recentemente firmato con WorldSpace Satellite Radio, uno dei leader mondiali nei servizi radio digitale satellitare, un accordo per lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di chip per i ricevitori ESDR (European Satellite Digital Radio, radio digitale satellitare europea) utilizzati per i servizi che WorldSpace offrirà in tutta Europa e in Medio Oriente, iniziando dall’Italia nel 2009.
L’accordo tra WorldSpace e la ST dovrebbe portare alla realizzazione del primo dispositivo completamente integrato per la decodifica di canale nei ricevitori ESDR. La tecnologia ESDR, basata su uno standard aperto ETSI (European Telecommunications Standards Institute) permette a WorldSpace di utilizzare una rete ibrida satellitare-terrestre, utilizzando i propri satelliti per garantire un’ampia copertura geografica a basso costo, e i trasmettitori terrestri per migliorare la qualità della ricezione nelle aree urbane e suburbane.
L'offerta di servizi di WorldSpace Satellite Radio comprenderà 40-50 canali senza interruzioni pubblicitarie per ognuno dei mercati serviti in Europa, con musica, notizie, sport, informazione e altri programmi personalizzati tra cui la possibilità di scaricare indicazioni stradali, sul traffico o musica direttamente dal satellite. La Società prevede di iniziare a diffondere i propri servizi in Europa cominciando con l'Italia, nel 2009, seguita a breve dagli altri principali paesi europei e del Medio Oriente fra cui Germania, Svizzera, Bahrain ed Emirati Arabi Uniti.
Il nuovo decodificatore di canale della ST è stato progettato utilizzando una tecnologia CMOS d'avanguardia e offre una elevata integrazione di sistema che garantisce un basso consumo di corrente. Il chip viene perfezionato per garantire una ricezione ottimale in condizioni difficili e per sfruttare al massimo lo spettro di frequenza disponibile.
Oltre al decodificatore di canale, la ST fornirà altri tre chip per i ricevitori radio digitali WorldSpace: un sintonizzatore RF super-eterodina, un dispositivo non volatile e sicuro per la memorizzazione dei dati, e la versione studiata per il mercato dell'auto del processore applicativo Nomadik della ST. Questo chipset adatto al settore dell’automobile gestirà tutte le funzioni RF e in banda base, rispondendo ai rigorosi requisiti richiesti nel settore sia per i sistemi OEM (di prima installazione) che per i radio-ricevitori venduti nel mercato degli accessori (after-market).
Questi primi ricevitori radio satellitari ESDR saranno disponibili nei negozi e nei punti vendita di ricambi e accessori già nella prima metà del 2009, seguiti in breve tempo dalle versioni OEM. Il Gruppo Automobilistico Fiat è stato il primo a firmare con WorldSpace un accordo di distribuzione per ricevitori OEM e per i ricevitori after-market, destinati ad alcuni modelli Fiat, Alfa Romeo e Lancia a partire dall'anno prossimo.

17 dicembre 2007

Roberto Zaino: "Con Worldspace, lo stesso entusiasmo"

Worldspace Italia mi ha offerto l’opportunità di scambiare quattro chiacchiere con Roberto Zaino, da poche settimane responsabile dei contenuti che saranno proposti, entro fine 2008, dal nuovo servizio di pay radio satellitare digitale. Ecco il testo della breve intervista telefonica.

Che cosa sta accadendo nel dietro le quinte dei preparativi per il lancio di Worldspace Italia?

C’è una voglia di fare assimilabile per davvero ai tempi pionieristici degli albori della radio commerciale, la voglia di sperimentare un mezzo nuovo sicuramente per l’Italia ma anche per l’Europa. Con il satellite abbiamo la possibilità di essere ascoltati in tutta Italia senza disturbi, a tutti gli effetti in isofrequenza, con cinquanta canali proposti con le più varie tipologie di programmazione: intrattenimento, informazione, cultura. Il tutto senza i vincoli dei soliti formati cui l’FM ci ha ormai abituato. Sarebbe ingiusto dire che la radio è diventata tutta uguale ma bisogna ammettere che la distanza, tra le varie programmazioni, si è molto ridotta. La cosa importante è che in questo momento sto rivivendo lo stesso entusiasmo di tanti anni fa. Ho l’opportunità di inventare non dei nuovi canali ma cinquanta radio diverse, la radio con tutte le altre radio.

Negli Stati Uniti, con Xm e Sirius, il modello della firma, del personaggio famoso che propone una “sua” programmazione sia stata vincente. Sarà lo stesso da noi?

Fino a pochi giorni fa ero a Wshington, dove sono andato a visitare gli studi di Xm Radio per parlare coi responsabili, confrontarmi con loro e verificare le ipotesi che mi stanno frullando in mente. E’ vero, da quelle parti la programmazione firmata da Bob Dylan, dai Le Zeppelin e soprattutto i due canali del mitico Howard Stern è stata un buon “specchietto per le allodole” se mi passi il termine. In Italia abbiamo invece l’esempio di stazioni che sono diventate famose grazie ai personaggi, penso a casi come Deejay, ma anche altre, come RTL 102.5, che ha portato avanti un modello basato su un brand e su un prodotto assoluto, più che su personaggi carismatici (con la possibile eccezione di Federico l’Olandese volante). Direi che c’è spazio per tutto, anche per la grande firma, purché la firma non diventi una scorciatoia, una semplice furbizia. Secondo me la firma vince quando riesce a trasferire un’immagine intima, privata, come in una fanzine musicale. Allora sì che si possono immaginare programmi legati alle celebrità. Io ho già in mente almeno quattro nomi.

In effetti, a parte qualche caso eclatante, siamo più abituati a pensare ai Vip televisivi che ai “personaggi” radiofonici.

Per me questo dimostra che la qualità vera la si trova più facilmente nella radio piuttosto che nella tv generalista di oggi. In radio bisogna avere ritmo, rispettare i tempi, dire le parole che sanno emozionare. Spesso in tv bastano due belle tette, un po’ di pubbliche relazioni col funzionario giusto. In radio non succede, bisogna essere bravi davvero.

E secondo te come potrebbero reagire gli ascoltatori italiani al modello pay radio? Forse abbiamo una programmazione poco variata, ma intanto è gratuita.

Il mercato è sicuramente maturo. Siamo passati per una fase in cui nessuno pagava più il canone per una RAI che sapeva fare un prodotto magari dignitoso ma non da tv pubblica, impegnata com’era a rincorrere la tv commerciale. Poi è arrivata la tv satellitare, che è esplosa veramente quando Sky è diventato il provider unico. Anche qui abbiamo avuto la lunga fase dei decoder e delle schede crakkate. Le cose sono cambiate anche perché Sky ha saputo trovare una struttura di pricing più adeguata. E oggi ci sono 4 milioni e mezzo di famiglie che sono disposte a pagare per vedere qualcosa di diverso e almeno inizialmente privo di pubblicità. Sono convinto che questa lungo processo educativo sia un vantaggio per la radio a pagamento, che quando il pubblico avrà davanti la nostra offerta accetterà più che volentieri l’idea di pagare l’equivalente di un paio di pacchetti di sigarette al mese per accedere ai programmi.

Negli Stati Uniti la radio digitale è arrivata col satellite. In Italia il contesto normativo è quello che è ma in Europa la radio digitale ha avuto tutto il tempo per affermarsi per via terrestre. Eppure, nella maggior parte dei casi non ce l’ha fatta. Forse perché la tecnologia non veniva incontro a una reale esigenza? Colpa dei contenuti poco allettanti?

Direi una miscela delle ragioni che hai evidenziato. In Italia si è preferito privilegiare la digitalizzazione della Tv a discapito di quella radiofonica. Il DAB moltiplica il numero di canali ma ti costringe a costruire un’offerta, se non hai la possibilità di sviluppare una programmazione specifica fare canali troppo anonimi non è la risposta giusta. E lo dico con un certo rimpianto perché se il DAB si fosse sviluppato forse oggi anche noi avremmo davanti un terreno già arato: Così non è stato e sono convinto che la strada giusta sarà quella satellitare.

Ma a questo punto non temete la possibile concorrenza del terrestre?

La concorrenza è sempre positiva, stimola la creatività, spinge a fare sempre meglio. Chi ha inventiva e coraggio e sceglie di osare proponendo qualcosa di nuovo, di mettersi in gioco con una programmazione anche aggressiva, “scomoda”, alla fine ha successo. Se un’idea è vincente, lo sarà a dispetto della piattaforma utilizzata.

Chi è Roberto Zaino?

E’ uno che nel 1975 lavorava a Radio Milano International e che più di trent’anni dopo ha deciso di lasciare RTL 102 proprio per la voglia di rimettersi in gioco. Ho scelto qualcosa che mi riporta indietro, al pionierismo delle origini. L’FM mi ha dato letteralmente tutto: dopo RMI, Montecarlo, Radio Music (diventata poi Deejay), ma anche la RAI, RTL... Ho la sensazione che in Italia l’FM abbia dato il 90% delle sue possibilità e voglio sperimentare un mezzo che può ancora dare il 100%.

Pensate di rispettare le tempistiche previste? Worldspace Italia sarà on air nella seconda metà del 2008?

Credo proprio di sì e a questo proposito un’idea ce l’avrei. Io compio gli anni il 25 ottobre, che è anche la data di compleanno di Luca Panerai [ideatore e oggi responsabile del progetto Worldspace in Class Editori, NdR]. Ma è anche l’anniversario della Rivoluzione d’ottobre. E la nostra sarà una rivoluzione.