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09 marzo 2012

Gli innovatori di Telettra e il ponte radio più lungo del mondo

Niente di meglio di un bel tuffo nel passato per misurare il potenziale futuro delle conoscenze accumulate in un laboratorio come quello di Alcatel-Lucent a Vimercate, oggi bersaglio di un drastico piano di ridimensionamento. La storia risale agli anni di Telettra, quando l'azienda di Virgilio Floriani riceve una incredibile "(s)commessa": la realizzazione di un ponte radio tra Arabia Saudita e Sudan, una gittata di oltre 350 km sopra il Mar Rosso, un record di distanza che resta tutt'ora imbattuto ed è stato realizzato anche grazie all'uso di un sofisticato (siamo alla fine degli anni '70) sistema di sopressione di un segnale interferente riflesso sulla superficie del mare.
I sauditi scartarono per l'occasione sia l'idea di ricorrere a un cavo sottopmarino, sia l'alternativa di un sistema a scattering troposferico simile a quello utilizzato per il famoso "backbone" militare ACE, implementato dalla NATO in Europa negli anni della Guerra Fredda. Il racconto di questa straordinaria realizzazione italiana, progettata da Florio Fabbri, S. Giaconia e Luigi Francesco Mojoli (il quale ha recentemente pubblicato un curioso e molto "personale" testo di calcolo matematico, "Analisi per adulti"), con l'importante contributo di Giovanni Tartara e Peter Aschenbrenner per l'alimentazione fotovoltaica e il condizionamento, è contenuto nella risposta che Gianfranco Verbana, sul sito di alta divulgazione scientifica Via Lattea, fornisce a un lettore incuriosito dal problema delle distanze effettivamente raggiungibili per ponti radio a microonde nei diversi casi di modulazione analogica o digitale. Ecco la risposta di Gianfranco (lo ringrazio anche per la serie di scansioni storiche realtive al progetto saudita), che fu personalmente coinvolto nella progettazione del modem 4QAM da 34 Mbit/s su frequenze <10 GHz utilizzato nella tratta sperimentale a 7 GHz realizzata (Telettra - CSELT) tra 1989 e 1993 tra Monte Limbara e Monte Capanne (228 km):
Mi sono accorto che in rete poco o nulla si conosce della tratta più lunga del mondo sul mar Rosso, mi sembra doveroso cogliere l’occasione per diffondere, non solo le caratteristiche tecniche ma le enormi difficoltà e rendere omaggio ad una grande avventura di uomini che con grande passione risolsero brillantemente problemi, non solo, di alta ingegneria delle telecomunicazioni radio.

La tratta radio (telefonia e TV ) analogica più lunga del mondo. Record rimasto imbattuto

Il 5 novembre del 1979 grazie ai ministeri PTT dell’Arabia Saudita ed il Sudan che hanno voluto e promosso l’opera e la Telettra che ha progettato, costruito ed installato le apparecchiature, entrò in funzione il collegamento radio più lungo del mondo di 360 km. I consulenti Arabi scartarono soluzioni avanzate da importanti società internazionali Giapponesi e Americane, come il cavo sottomarino o sistema radio a diffusione troposferica e scelsero il progetto Telettra con apparecchiature di altissima affidabilità e basso consumo alimentate a batteria ed a celle solari.

Fu un progetto all’avanguardia con torri alte 112 m erette su cime inaccessibili per vie normali. Il massiccio di Jebel Erba (Sudan) si erge in modo aspro in pieno deserto. Non di meno la locazione di Jabel Dakka (Arabia Saudita) di 2580 metri (In arabo la parola "monte" si può scrivere in molti modi diversi: jabal, jabel, jebal, jebel, jbel etc)..
Fu necessario una vera e propria spedizione organizzata e guidata da scalatori dal Touring club italiano per trovare la posizione migliore. Mille problemi in un clima torrido, forte vento e nebbia. Dai campi basi situati a 15 km dalle cime, furono necessari 1400 voli di elicottero per trasportare 400 tonellate di materiali l’erezione delle torri non fu un’impresa da poco.
Principali caratteristiche elettriche
- Sistema radio 2 +1, in diversità di spazio e frequenza, con 5 ricevitori per scegliere il migliore fascio radio (Frequenze 1951, 2009 e 2067 MHz). Doppio ARS (anti riflettente). Le due antenne spaziate 80 metri, sono ognuna somma di due antenne tramite ibrido con cancellatore interferente. Si ottiene pure un beneficio di guadagno di sistema di 4 dB (6 dB teorici meno perdite guide d’onda e ibrido) due 2 dB in ricezione e 2 dB in trasmissione.
- Quattro antenne paraboliche di diametro di 4,6 m (15 ft). Base torre a J. Erba a 2179 metri.
- Quattro antenne con le stesse caratteristiche e spaziatura anche a J. Dakka con torre a 2572 metri ( vedi foto).
- Apparato allo stato solido Telettra HT2 con 10 Watt in antenna in Modulazione di Frequenza
- Il Fascio radio trasportava 960 canali telefonici, 96 canali telegrafici e un canale televisivo
- 336 panelli solari che fornivano 1 kW alle batterie che garantivano una riserva di energia per 13 giorni (G. Tartara ” Photovoltaic System to Feed a Radio Link of Unusual Length" I.T.E.C nov. 1979).
- Generatore diesel installato quale riserva controllabile a distanza
- Shelter di contenimento autoventilati e condizionanti a temperatura costante.


Umberto Casiraghi responsabile negli anni ottanta del Laboratorio " Studi di Propagazione " della Telettra mi ha passato, oltre a utili conferme, copia della lettera del vice primo ministro dell' Arabia Saudita. E' un reference con la dichiarazione che il Ponte Radio, dopo tre anni, funzionava correttamente come da calcoli di predizione progettuali presentati nel contratto.

Inoltre mi segnala che tramite il localizzatore Google Earth, in Jebel Erba (20° 44’ 44.77” N - 36°50’ 24.33” E) si vede ancora la torre con le antenne e i pannelli solari. In Jebel Dakka (21° 0.5’ 27.91”N 40°17’27,91” E) invece sulla torre non ci sono più le antenne del 2GHz. L’enorme incremento di capacità trasmissiva dell’ultimo decennio ha reso preistorico e obsoleto una trasmissione di 960 parlatori contemporaneamente al telefono e un programma televisivo.

Il 29 maggio del 1982 per la serie “ Lavoro italiano nel mondo “ fu emesso un doppio francobollo da 450 lire l’uno. Il Ponte Radio Telettra sul Mar Rosso ed i lettori ottici dell’elettronica San Giorgio.

10 gennaio 2010

I quarant'anni dei ponti radio Telettra in Nuova Guinea

I2VGO mi ha segnalato dal blog dei Maestri del Lavoro monzesi un suggestivo ricordo di uno dei progetti internazionali di Telettra, l'azienda italiana che vanta una incredibile quantità di primati tecnologici nel campo delle telecomunicazioni. E che naturalmente non esiste più come realtà solo italiana. Attiva dal 1946 come società indipendente fondata da Virgilio Floriani, nel 1976 Telettra viene acquisita dal gruppo Fiat e invece di confluire nella Italtel guidata da Marisa Bellisario per dar vita a una nuova azienda, Telit, il marchio alla fine viene ceduto, nel 1990, alla francese Alcatel. Nell'area di Vimercate, dove tuttora ha la sua sede italiana la multinazionale nel frattempo fusasi con Lucent, c'è ancora il centro di competenza mondiale per i ponti radio, la vera specialità di Telettra.
Nel racconto di mastro Aldo Laus segnalatomi da Gianfranco, i ponti radio sono gli assoluti protagonisti della commessa vinta da Telettra alla fine degli anni 60 (il progetto durà dal 1969 al 1973) a Papua, dove l'azienda vimercatese realizzò una rete radiotelefonica fissa per collegare tra loro telefonicamente i principali centri dello stato oceanico che condivide, con l'Indonesia, l'isola di Nuova Guinea. Fino ad allora, gli uffici postali dovevano parlare tra loro in onde corte, perché la mancanza di strade non permetteva la creazione di linee cablate. L'impresa venne festeggiata con l'emissione di una serie di francobolli che raffigurano le antenne paraboliche dei ponti o gli elicotteri che servivano a trasportare le batterie per l'alimentazione dei ripetitori. Telettra era riuscita a vincere la gara di appalto perché i suoi dispositivi consumavano pochissimo: un fattore chiave per una infrastruttura che non poteva contare neppure sui fili dell'elettricità. Gianfranco aggiunge anche un collegamento a un'altra pagina Web realizzata da uno dei tecnici che collaborò con Laus, l'ingegner Pino Zollo, radioamatore con sigla I2KFX/ZP4KFX, oggi residente in Paraguay.
Le onde corte hanno ancora un ruolo non marginale in questa area tropicale, dove diverse emittenti locali del circuito di National Broadcasting Corporation trasmettono nella banda dei 90 metri. Chissà invece qual è stato il destino delle antenne Telettra.