Qualsiasi tentativo dalla mia abitazione di Milano era stato inutile. Qui in Liguria invece il segnale di Media Veneto (o Veneta) Broadcast arriva più che discretamente su 1233 kHz, intorno alla mezzanotte locale del 30 agosto (22 UTC). Lo spezzone purtroppo non contiene l'annuncio in voce femminile con nome e indicazione della frequenza, mandato in onda qualche minuto prima della mia registrazione:
Un'altra privata italiana in onde medie attive la stessa sera: Radio Challenger con programmi VOA (credo) su 1368 e in parallelo su 1566 (quest'ultima da Roma?). Sui 1566 è stata segnalata questa estate anche Kolbe Sat, con un impianto tra Vicenza e Padova, ma non mi pare fosse ricevibile stanotte. Mi sono sembrate invece presenti su 1512 Ondamedia Broadcast e su 1485 Broadcast Italia (forse anche lei con un programma in inglese). Una novità, anch'essa segnalata questa estate, è quella - veneta anch'essa - di Radio Marina su 1071 kHz, ma sulla frequenza ieri sera dominava l'Iran insieme all'Egitto, la mia sensazione è che il segnale fosse spento. Devo controllare meglio se la capostipite del genere, la toscana, Studio X su 1584, è in questo momento ricevibile, mentre posso solo limitarmi a riscontrare, negli spazi Web adibiti allo scambio di informazioni per addetti all'hobby della radio, la segnalazione di analoghi test in Sicilia orientale.
Da diversi mesi ormai la banda delle onde medie si è risvegliata con queste trasmissioni ancora decisamente sperimentali. Spiace tra l'altro notare che le informazioni relative a queste iniziative restano piuttosto scarne, anche le emittenti che si appoggiano a un sito Web ufficiale non cercano affatto di conquistare maggiore visibilità. E' comprensibile, considerando che trasmettere in onde medie in Italia non è semplicemente previsto dalle normative e non è mai un bene farsi notare dalle autorità con comportamenti "non previsti".
E' una situazione analoga a quella che caratterizzava la prima fase dell'emittenza commerciale, con una differenza importante: è impossibile stabilire, al di là delle passioni e degli interessi dei singoli, quali siano gli obiettivi dell'attuale sperimentazione, quali gli eventuali modelli di business, quali le possibili linee editoriali e le finalità sociali e comunitarie. Per il momento si sa che alcuni imprenditori mediatici, spesso già attivi su scala locale in FM, in Veneto, Emilia, Toscana, Lazio e forse Sicilia, hanno avuto l'idea di provare a colonizzare una porzione di spettro quasi totalmente dimenticata dagli ascoltatori e gradualmente abbandonata, in tutta Europa, da broadcaster perlopiù pubblici, in affannosa lotta contro seri problemi di copertura finanziaria e consenso. Senza una maggiore chiarezza - e in totale assenza di precisi orientamenti o stimoli da parte dei regolatori e delle forze politiche locali e nazionali - queste trasmissioni restano per il momento un divertente giocattolo per noi hobbysti, nulla da eccepire. Ma per gli operatori delle frequenze citate non è un giocattolo a costo zero e anche se il fenomeno è molto recente io comincerei già a interrogarmi sulla sua sostenibilità. Mi sbaglierò, ma la speranza che in Italia sulle onde medie possa nascere per davvero una via alternativa all'emittenza privata, commerciale o no che fosse, mi appare quanto mai tenue.
