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09 settembre 2009

Banda 2 (FM) digitale, meeting a Copenhagen

Dal 16 al 17 settembre prossimo si riunisce a Copenhagen il comitato FM PT45 dell'ECC, l'Electronic Communications Committee del CEPT sotto il coordinamento dell'ECO, lo European Communications Office. Il PT45 è il gruppo che si occupa delle Digital Broadcasting Issues. Uno dei punti all'ordine del giorno a Copenhagen è la stesura del final draft di un documento chiamato “Future Possibilities for the Digitalisation of Band II” (Band II Digital Broadcasting Report Working Document). Stiamo parlando insomma della digitalizzazione della Banda II, lo spettro della modulazione di frequenza. È sorprendente il numero di documenti che il gruppo di lavoro mette a disposizione del casuale navigatore. Come giornalista interessato a queste tematiche mi sono anche iscritto alla mailing list dei partecipanti alle riunioni. Iscrizione prontamente accettata. In questi giorni sul sito Web dell'ECO è stato rilasciata la bozza del Band II Digital Broadcasting Report rivista con i commenti ufficiali dei rappresentanti del Regno Unito. Un documento di una trentina di pagine denso di considerazioni sul futuro impiego delle frequenze da 88 a 108 e di dettagli sui quattro sistemi alternativi all'FM analogica: DRM+ HD Radio, FMeXtra e T-DAB (fuori banda).
Ho qualche remora nel mettere a disposizione il testo, anche se non esiste alcuna barriera al suo download dall'indirizzo www.ero.dk (ERO era la vecchia denominazione dello European Radio Office). Vi prego di contattarmi se siete interessati e sarò lieto di mandarvene una copia.
Dal paragrafo Future usage of Band II spectrum, ecco il capoverso dedicato al digital switchover. In realtà quella della digitalizzazione completa dall'FM è solo una delle ipotesi in discussione. Si parla anche, per esempio, di modificare i parametri imposti alle trasmissioni analogiche (parametri già ampiamente ignorati in molte nazioni, come precisa il documento) per far posto a una digitalizzazione parziale. Il documento ECC è in ogni caso una lettura interessante, ricca di spunti molto sensati. Sarebbe molto importante se al gruppo partecipassero anche delegati italiani, dell'ente pubblico o dei privati, perché è da meeting come questi che emergono gli assetti normativi e regolatori applicati, prima o poi, in tutta Europa. Chissà...
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4.4 Digital switch-over

Within the national laws on sound broadcasting services that control the standardization of the signal and the application to frequencies and services, one approach for the introduction of digital services into Band II could be the replacement of analogue transmissions with digital transmissions. In many parts of Europe this would mean an instantaneous switch to digital.
For most commercial broadcasters such an instantaneous switch to digital is not feasible, because the listener base will be lost for a long time period, until the digital platform gains widespread receiver penetration. A significant period of simulcasting is almost inevitable to maintain a commercial presence during the transition with its inherent extra costs. If the simulcast signal is in another band for example via T-DAB in Band III, then it becomes easier to switch off or convert the Band II transmitter once the audience has migrated or is able to receive in both bands.
Perhaps, in some situations, it might be possible to create some free spectrum by condensing the existing analogue FM. Condensing in that respect refers to re-organising the spectrum usage in geographical and spectral separation terms. However, this is likely to result in significantly increased levels of FM to FM interference.
In a situation where broadcasters might consider that the introduction of a digital terrestrial broadcasting system in Band II is unnecessary, they could be confronted by others wishing to introduce digital systems either nationally or internationally. In such a scenario it would be necessary to develop planning parameters to allow for co-existence of digital broadcasting systems and FM analogue transmissions in Band II. A set of compatibility criteria would be required for each candidate system to allow the network planning to be undertaken together with cross border coordination.
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18 giugno 2008

L'ERO apre i commenti sulle frequenze europee

Otto megabyte spesi bene quelli per il download della "EUROPEAN TABLE OF FREQUENCY ALLOCATIONS AND UTILISATIONS IN THE FREQUENCY RANGE 9 kHz to 3000 GHz", la nuova tabella di allocazione delle frequenze radio europee attualmente in discussione sul sito ERO, l'Ufficio Radiocomunicazioni Europeo di Copenhagen. Dall'altro ieri la pubblicazione del documento sul sito Web dell'organismo regolatore della Commissione EU fa scattare il periodo di due mesi entro i quali è possibile commentare e sollevare obiezioni da parte di altre istituzioni e entità private. Le obiezioni ricevute vengono ridiscusse durante la successiva riunione plenaria sugli usi civili/militari delle frequenze, che dovrebbe essere prevista in ottobre. Ricordo che entro il 2008 l'ERO ha l'ambizioso obiettivo di stilare la versione definitiva della European Table of Frequency Allocations and Utilisations for the frequency range 9 kHz to 275 GHz e il meccanismo della consultazione pubblica estende anche ai privati la partecipazione al processo di elaborazione di questo piano. L'ERO in pratica è l'ufficio pianificazione della ECC, l'Electronic Communications Committee, che a sua volta opera (dopo aver rimpiazzato nell'era della convergenza i due comitati - separati fino al 2001 quando anche l'ERO è stato fuso con l'ETO, l'ufficio tecnico per le telecomunicazioni - sulle Radiocomunicazioni e le Telecomunicazioni) in seno alla CEPT, la Conferenza Europea delle poste e telecomunicazioni, che riunisce le amministrazioni postali di 48 nazioni europee. La CEPT ha creato nel 1988 l'ufficio di standardizzazione ETSI, da cui ha per esempio origine lo standard GSM. Dentro alla CEPT opera l'ITU Working Group che coordina la partecipazione delle nazioni rappresentate dal CEPT alle conferenze ITU.
Le comunità dei radioamatori fanno notare che la bozza appena pubblicata contiene alcune annotazioni fatte lo scorso anno a Ginevra, nella conferenza WRC, sull'uso "secondario" della porzione di spettro 70-70,5 MHz e sulla banda dei 135,7-137,8 kHz.
Questo mi fa ricordare che a maggio l'associazione dei radioamatori italiani ha reso noto un documento, allora ancora attribuibile al Ministero delle comunicazioni (che non esiste più) relativo all'autorizzazione, anche in Italia, all'uso (per il momento a statuto secondario, cioè con limitazioni di potenza legate alla condivisione con altri servizi) della porzione di spettro dei 7100-7200 kHz nei 40 metri, finora proibita in Italia. In questa finestra i radioamatori potranno stabilire i loro collegamenti, ma per qualche mese ancora dovranno condividere lo spettro con le emittenti broadcast. A partire dal 29 marzo del 2009, è previsto che in Regione ITU 1 e 3 (l'Europa e Groenlandia e l'Asia) i 7100-7200 diventino di uso esclusivo, cioè primario, per la comunità radioamatoriale. La banda broadcast in regione 1 passerà alla fascia 7200-7450 kHz. Data la natura delle onde corte, resteranno i problemi reciproci di interferenza con le emittenti che operano in Regione 2 (Americhe), dove i radioamatori continueranno ad avere a disposizione i 7000-7300 kHz mentre le broadcast potranno utilizzare i 7300-7400.