06 settembre 2007

XM e Sirius, approvazione in vista?

Con un editoriale sul New York Sun, quello che fu il capo della FCC durante la presidenza Reagan, Mark Fowler, ha dichiarato che Sirius e XM Satellite hanno tutto il diritto di fondersi in una sola compagnia. E subito alcuni commentatori hanno scommesso che il merger si farà entro l'annno. Forbes riferisce dell'editoriale di Fowler ricordando che ai due operatori di radio digitale satellitare non basta convincere un ex-capo della FCC. E l'attuale management del regolatore USA che dice? Che per avere l'OK della FCC e del Dipartimento di giustizia occorre dimostrare che i consumatori trarrebbero immediati vantaggi dalla proposta di fusione. Fowler dice che la radio satellitare ha già dato un importante contributo, costringendo i broadcaster terrestri ad attivare una offerta digitale. Insomma il mercato è già diventato più ricco e meno monopolistico, ed è giusto dare alla radio via satellite una opportunità che due operatori separati non potrebbero sfruttare appieno a causa dei costi molto elevati da sostenere.
Io ho la netta sensazione che ancora una volta la discussione sull'intera materia della radio che cambia avviene su due livelli: uno di normale buon senso, l'altro puramente virtuale. Il buon senso dice che Ibiquity ha convinto oltre mille stazioni radio americane ad attivare un canale digitale (che per lo più ripete quello che si sente già in AM o FM). L'osservazione virtuale trascura di precisare che queste stazioni non le ascolta praticamente nessuno perché le radio riceventi sono pochissime. E' vero, la radio sta cambiando, ma una forte percentuale di questo cambiamento avviene nei comunicati stampa, i consumatori ne percepiscono solo l'eco molto lontana. La radio digitale via satellite è innegabilmente una grande novità, ma anche qui scatta il complesso del virtuale. Io non capisco bene una cosa: se due operatori di radio digitale non riescono a sopravvivere con milioni di abbonati, perché gli esperti devono dedurre che il mercato della radio digitale nel suo complesso sarà un paese di Bengodi? Solo perché mescolando modelli di business (pay per use contro advertising revenues) i consumatori correrebbero ad acquistare radio e terminali dedicati?
I consumatori hanno sempre reagito bene al satellite, televisivo e radiofonico che sia. Milioni di abbonamenti hanno premiato una programmazione giudicata variegata e accattivante. Ma il risultato di questo entusiasmo è che dalle nostre parti Sky è l'unico operatore di tv satellitare e il mercato "alternativo" del digitale terrestre non mi sembra particolarmente fiorente (vedremo come va adesso con la nuova offerta calcistica di Sky). Mentre negli Stati Uniti la concorrenza tra due operatori della radio satellitare mobile è insostenibile e l'unica alternativa al merger è il fallimento di uno dei due. In questa situazione nulla impedirebbe a Sky (o a quello che resterà del attuale duopolio tra Sirus e XM) di imporre forti aumenti di prezzo. Se non la paura di perdere tutti i clienti. E' una questione di price point, : quello che il pubblico percepisce come "prezzo giusto" di un servizio, non basta a sostenere l'offerta del servizio stesso. Se il costo-cliente è più alto dei ricavi medi per cliente, il negozio chiude bottega. Ergo, non è la presenza di un concorrente o di un mercato alternativo a rendere l'attuale offerta mediatica digitale conveniente agli occhi dei consumatori. Ma la paura. E un forte ingrediente di questa paura è il gran movimento che gli attuali broadcaster continuano a vedere nel campo avversario della nascente offerta mediatica basata su IP. Il grande spauracchio di Internet (e guarda un po', l'offerta via cavo, IP o coassiale che sia, tollera meglio la presenza di più provider).
Come premessa e garanzia di un mercato sano non mi pare granché. Non è per caso arrivato il momento di ripensare meglio questa famosa transizione al digitale?

Ex-FCC Honcho Cool With Sirius/XM Combo
Andrew Farrell, 09.05.07, 2:50 PM ET

Sirius and XM have convinced a former Federal Communications Commission chairman they should be allowed to merge. Now, they just need to persuade the current one.

"If the two satellite radio companies, each only several years old, need to combine to be more effective competitors in an audio entertainment marketplace teeming with technological change and innovation, the government should not stand in the way," said Mark Fowler in an opinion piece in Wednesday's New York Sun. Fowler served as chairman of the Federal Communications Commission under President Reagan.
The supportive op-ed rallied hopes that Sirius and XM's proposed merger will receive regulatory approval. Shares of XM Satellite Radio rose 22 cents, or 1.7%, to $12.94, and shares of Sirius Satellite Radio rose 7 cents, or 2.3%, to $3.08.
For a successful deal, more important than Fowler's take is the opinion of current Federal Communications Chairman Kevin Martin. The proposed merger between Sirius and XM must receive regulatory approval from the FCC and Department of Justice.
Martin has said that Sirius and XM must prove their merger leaves consumers better off. Fowler made the case Wednesday that it will. He said satellite radio has benefited consumers by forcing terrestrial radio to offer digital channels. A combined company would only be more competitive and drive further innovation in the audio entertainment marketplace.
After a year of rumors, Sirius and XM announced they agreed to merge in February. A combination of the only two satellite radio companies would net big cost savings and could attract more subscribers with broader offerings. The proposed merger has run into furious lobbying efforts by the National Association of Broadcasters, which represents terrestrial radio stations.

05 settembre 2007

Firedrake, anatomia di un jammer

Avvincente come una spystory il racconto di come SatDirectory ha individuato l'origine del "Drago di fuoco" (Firedrake), nome convenzionale delle trasmissioni di radiodisturbo (jamming) che i cinesi irradiano per impedire l'ascolto di Sound of Hope, voce ufficiosa el movimento Falun Gong. SatDirectory e il confratello Mediaexplorer, sono due siti Web australiani creati da un gruppo che sorveglia le comunicazioni radiotelevisive satellitari nell'area dell'Asia Pacifico. Le due testate telematiche commercializzano straordinari cataloghi e rassegne multimediali su DVD basati su questa attività di sorvegliamento dei transponder, con materiale video esclusivo Vale davvero la pena visitare la loro libreria online o cliccare qui per ordinare il DVD di Mediaexplorer.
Tornando a Firedrake, oggi mi sono letto d'un fiato il contributo che l'ultimo numero di DXLD di Glenn Hauser pubblica da Mark Fahey di SatDirectory. Come dicevo all'inizio Sound of Hope è l'organizzazione mediatica del movimento dissidente cinese Falun Gong. Da diverso tempo l'emittente, che è disponibile anche via Internet, utilizza facilities taiwanesi per trasmettere verso la Cina, sulle onde corte, notizie e propaganda fortemente contraria al Partito comunista cinese e all'ordine costituito. Evidentemente certe verità sono scomode e il governo reagisce come hanno sempre fatto i governi autoritari dall'invenzione della radio in poi: cercano di impedirne la ricezione. Nei lunghi anni della guerra fredda i sovietici utilizzavano potenti trasmettitori e generatori di rumore nelle frequenze audio. La Cina preferisce un approccio più soft e sommerge le trasmissioni di Sound of Hope con una musichetta tradizionale senza neanche un accenno di annuncio parlato. La potenza usata dev'essere notevole perché il Drago di fuoco arriva dappertutto grazie alla propagazione. Ascoltarlo sulle onde corte è facile: basta andare sulle frequenze della schedule di Sound of Hope. Ma gli australiani hanno capito che il feed della musichetta doveva viaggiare via satellite, perché diffonderlo in altro modo sarebbe stato troppo complicato (e anche perché China National Radio ha riorganizzato completamente - con una bella prova di forza e efficienza - la modalità di distribuzione satellitare dei suoi innumerevoli programmi proprio perché Falun Gong in passato era riuscita a sovrapporsi ai vecchi feed, facendo in modo che i cinesi ricevessero i loro comunicati sovversivi sulle frequenze ufficiali cinesi). Dopo un paziente monitoraggio, ecco spuntare l'audio di Firedrake trasmesso dalla nuova rete di feeder: occupa il canale stereo destro di uno dei pochi canali radio monofonici distribuiti oggi dal satellite Chinasat 6B. SatDirectory promette di inviare su richiesta un CD con l'intera registrazione dei 60 minuti del "programma" di Firedrake.
Le attività di trasmissione e disturbo di SoH sono seguite con apprensione dall'intera comunità dei radioamatori perché molte delle frequenze utilizzate dalla stazione - e quindi interferite dal jammer musicale - ricadono nelle porzioni di banda condivise o assegnate in esclusiva al servizio HAM Radio, con pessime conseguenze sulla possibilità di stabilire dei contatti radio fruttuosi. L'organizzazione sovranazionale IARU, che riunisce le associazioni radioamatoriali nei diversi Paesi, ha pubblicato un interessante documento sulla partita a rimpiattino giocata con i responsabili di Sound of Hope.

Firedrake - The source of China's Radio Jammer found on Chinasat 6B

Some countries fear a free flow of information through the media and often go to extraordinary lengths to ensure they maintain control over the distribution of news and information in their nation. While some governments are kept busy building media firewalls or other barriers to stop outside information being received by their citizens, other groups are just as determined to allow their views to be heard behind these barriers. Information can be diluted or restricted by many different methods. Some information is controlled via a relatively "light" non-technical approach, other "heavy" techniques use various technologies to jam or completely stop the flow of the information considered subversive.
An example of a 'light" approach to control a media outlet may be the ridiculing of Al-Jazeera by senior members of the USA government. The anti Al-Jazeera campaign in the USA has led many in that nation to consider the broadcaster as an evil mouthpiece for Islamic terrorists and not ideal viewing by patriotic Americans. Meanwhile outside of the USA some view the station as un-biased and a shining example of a balanced media organisation. A "heavier" approach may include national restrictions and censorship of the Internet and jamming of radio and television transmissions that do not align to a particular belief. Two groups that definitely don't see eye-to-eye when it comes to beliefs is the government of the Peoples Republic of China and the followers of Falun Gong. Both parties have been accused of being players in a constant war to control the delivery of information, and interestingly part of the war is being played out over satellites.

Falun Gong - Satellite Hackers?

2007 is seeing a massive reorganisation of the domestic radio and television services delivered by satellite links in China. Over recent years the Chinese have been exposed to an embarrassing series of hijacks of these satellite links. The hijacks have seen the official evening news from Beijing being replaced by Falun Gong programming. For many years the AsiaSat, Sinosat and Apstar platforms have been used to distribute media across mainland China. As a result of the hijackings the services are now shifting on mass to two new satellites, Chinasat 6B and Sinosat 3. The new satellites have been built with systems that are designed to prevent the hacking of the services. Chinasat 6B also plays another important role in the war of control of the Falun Gong, it is the source delivering the dreaded Firedrake Jammer to Chinese Radio Jamming transmitter sites.

Firedrake Jammer

The Falun Gong's shortwave radio station The Sound of Hope is the main method of reaching their supporters in mainland China. Sound of Hope programs allege persecution and torture by the Peoples Republic of China, and as you might expect, the Chinese go to incredible efforts to ensure the station is basically impossible to listen to by jamming the station. The Chinese Firedrake Jammer is a powerful transmitter that sits on top of the same frequency as the Sound of Hope. Firedrake covers the Falun Gong programming with loud Chinese Classical Music featuring gongs, flutes and drums. The Firedrake music is so intense that it usually completely dominates the frequency with the Falun Gong program underneath it becoming unintelligible. Shortwave Radio Enthusiasts and Ham Radio operators have been watching China's Firedrake with interest. They believe that the primary Firedrake transmitter location is on Hainan Island off the coast of Southern China, however it is believed that there may be other transmitter sites also in use. It has also been noted that the Firedrake audio is a one hour loop with no announcements. This got us thinking at Satdirectory; how does the Firedrake programming get to the transmitter site? Is it delivered by a tape or CD on repeat or is it like most other Chinese radio, delivered by a satellite link to the transmitter?
Well, a search with our 3 meter dish has found Firedrake! The audio is transmitted on Chinasat 6B within the China National Radio (CNR) satellite feed circuits. Many of the China National Radio feeds are in stereo, however one channel that is solely mono is the CNR 8 - The Voice of the Minorities broadcast which features programs in the Kazakh, Korean, Mongolian, Tibetan and Uighur languages. The CNR 8 audio feed to the Chinese transmitter sites can be found on the left audio channel of a feed circuit labelled "Lzh8Rdjy". On the right audio channel of this feed is the feed for the Firedrake transmitters. Following our discovery we tuned up a shortwave receiver to 17780 kHz which at the time also had the jammer running. The audio from the satellite feed and the shortwave radio were synchronised with no delay. This confirmed that the Firedrake shortwave transmitter site was also being fed by the same satellite feed, otherwise we would have expected a delay of a second or so due to the satellite uplink and downlink path delay when compared to the shortwave broadcast.
Satdirectory can confirm that the Firedrake audio program in exactly 60 minutes (down to the second actually) and we have made a full studio quality copy of the broadcast which can be made available on CD for study and academic use on request.

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Tuning & Resources

China National Radio and the Firedrake audio feeds are available via Chinasat 6B.
Firedrake - Right Audio Lzh8Rdjy Circuit
Satellite : Chinasat 6B
Orbit Location : 115.5 East
Frequency : 4175
Polarity : Vertical
Symbol Rate : 5990
FEC: 1/2


Rumori, interferenze elettriche: come affrontarli

Tre libri fondamentali per risolvere il complesso problema delle interferenze elettriche sulle radiocomunicazioni, il famigerato man-made noise. I suggerimenti bibliografici vengono da Phil Rafuse, radioamatore americano:

For those of you with powerline interference problems, like myself, the long, long awaited 3rd edition of AC Power Interference Handbook -- by Marv Loftness, KB7KK is finally shipping! Its available online through the ARRL.
I have the latest ARRL interference book - it is pretty good. I have the old Nelson/Orr book ["Interference Handbook"], it is fantastic - informative yet enjoyable to read.

NATO preoccupata per i rumori del PowerLine


La NATO ha reso pubblico un lungo documento che analizza il potenziale effetto interferenziale di tecnologie come xDSL e Powerline Communication (Internet sul rame dell'elettricità) sulle comunicazioni HF. Ringrazio Andrea Borgnino per avermi girato prontamente il link a questo documento. Ma come? Se andiamo scrivendo da anni che le comunicazioni militari si trasferiscono su satellite e buonasera? Il trasferimento c'è stato ma forse stiamo esagerando, perché la stessa NATO nel 2001 scriveva ("Position on the use of the lower part of the HF band by the military (1.5 – 12 MHz)"):

The HF range between 1.5 -12 MHz is of critical importance to several classic radio communication services and their respective users. Even if in the recent past the military appeared to be shifting away from the HF frequency band as a primary means of communications due to the increasing availability of satellite communications and a demand for larger data transmission rates, the technological improvements in HF transmitters and receivers, especially the use of digital technology and of frequency adaptive systems again have made HF a viable primary means of communications for military purposes.
So, HF continues to be a pillar of tactical communications particularly when working with large coalitions and/or large task forces, where diversity enables better tactical information flow. Other new technologies, such as software programmable radios, tactical PC to PC data transfer and multi-path communication links incorporating HF provide the military large opportunities to continue to optimise the HF band as a viable resource.
Ora, dal lungo e dettagliato studio "HF Interference, Procedures and Tools", si evince che i militari high-tech della NATO guardano con una certa preoccupazione all'aumento della soglia di rumore elettrico nel loro ambiente operativo fatto di comunicazioni tra forze amiche in campo e di SIGINT (intercettazione delle comunicazioni altrui):
a) The cumulative noise field strength due to the PLT emissions may have a possible detrimental effect upon military HF radio communications and COMINT systems. This is particularly the case if In-House PLT systems should become widely popular. However, it should be noted here that the determination of the nature and the severity of any possible detrimental effect upon the military systems was outside the RTG’s expertise and ToR.

b) The HF noise level in the vicinity of PLT installations has been considered in numerous other studies. One study concludes that interference from PLT to a station receiving low-level signals is likely at distances up to 460 m from a single Access PLT installation using overhead power lines. On the other hand, in sensitive receiver sites, the user generally can be assumed to have control over the vicinities, such that a protection radius of up to 1 km, without PLT installations, can be employed. In this case, the cumulative effect of long-distance propagation from a large number of PLT installations may be a more serious problem that requires careful consideration. Therefore, the RTG chose to focus on this less-studied problem.

c) PLT rather than xDSL will cause the most problems regarding HF interference because:

• PLT devices and the power lines that carry PLT signals have the potential to act as unintentional radiators. The amount of radiation depends on the symmetry of the network at radio frequencies. Symmetry is related to the difference in impedances between conductors and ground, where perfect symmetry corresponds to equal impedances. PLT lines have poorer symmetry than xDSL lines, and will also exhibit impedance discontinuities. Any impedance discontinuity in a transmission line, which may arise from a PLT coupling device, a transformer, a branch or a change in the direction of the line, may produce radiation directly or by reflections of signals forming standing waves that are radiated from the conductors. Even if the RF energy is injected into one of two or more conductors, the remaining wires generally act as parasitic radiators and, therefore, the lines can act as an array of antenna elements at certain frequencies. Radiation may come from one or more point radiators corresponding to the coupling devices, as well as one or more power lines.

• A great number of PLT In-House systems (e.g., HomePlug) are expected to be deployed. Such products are readily available on the market and can be installed by anyone, with no verification of the quality of the installation.

• VDSL variants covering the whole HF range are still in the definition phase. Eventual implementation of these systems has not been in sufficient numbers to raise potential interference issues, in the time frame of this RTG. The other versions of xDSL have no documented HF interference-causing problems, therefore the RTG chose to focus on PLT as a noise source.

Insomma, PowerLine genera rumore ambientale reirradiato e può seriamente perturbare le normali attività di ricezione. Per fare la guerra le onde corte servono ancora e i provider dei servizi di accesso a Internet attraverso i cavi elettrici farebbero bene a tenerne conto (i pareri negativi espressi dai poveri radioamatori di solito vengono accantonati come ridicole paranoie). Non so se considerarla una buona o una cattiva notizia.

L'Australia prepara l'avvento della radio digitale

Computerworld Australia ci racconta come una nazione seria si sta organizzando per l'inizio delle trasmissioni di radio digitale previsto per il primo gennaio 2009. Mentre SBS (Special Broadcasting Service) punta su una codifica HE-AAC, ABC (Australiana Broadcasting Corporation) parla ancora di MPEG 1 layer II, ma a parte questa apparente contraddizione (dovranno convivere trasmissioni DAB e DAB+? Non si capisce bene) spicca l'uso di una infrastruttura comune e di un sistema di distribuzione satellitare-terrestre basato su protocollo IP. Obiettivo: offrire una copertura perlomeno equivalente all'attuale infrastruttura AM/FM, se non superiore, nelle aree metropolitane nelle quali è pianificato lo startup.

ABC, SBS prep new digital radio service

IP the preferred distribution technology
Rodney Gedda (Computerworld) 03 September, 2007 12:32:36

The Australian Broadcasting Corporation (ABC) and the Special Broadcasting Service (SBS) corporation have started sourcing equipment and support for its new digital radio services for all state capital cities due to begin broadcasting in January 2009. Both organizations have jointly called for proposals for providing equipment, distribution, and transmission services for the new digital radio broadcasts. The technical requirements are divided into data servers, encoding, multiplexing, and time zone delay systems; distribution; transmission; and monitoring and logging.
The new services follow a federal government policy announcement for the introduction of digital radio services. A request by the Department of Communications, Information Technology and the Arts (DCITA) was made to national broadcasters to identify costs for a shared digital radio infrastructure. The first stage involves the implementation of six metro city transmission services, which has already been approved by the government. Regional expansion for national coverage of the new service is planned but is yet to be endorsed by the government. The ABC and SBS have agreed to share digital radio infrastructure which will minimize distribution costs, and common services and infrastructure are required where possible for the carriage of the combined ABC and SBS digital streams on land and via satellite.
The digital radio services will be encoded in digital audio broadcast (DAB) format like MPEG4 and HE-AAC v2, and, according to tender documents, the system must be designed so that no single equipment failure can put the whole service off-air. "Internet protocol (IP) connection is preferred for data input and output on the data servers [and] the system shall support and facilitate acquisition of program associated data such as slide show, photos, and text and its subsequent play out along with the audio program," according to the joint proposal. SBS has nine studios in Sydney and in Melbourne and uses Netia servers for broadcasting via Klotz digital mixers. "It is essential that the encoding system integrates with the existing program playout system in SBS given that at least two radio channels will be simulcast in AM and FM using this equipment," according to the proposal.
The ABC expects to produce 20 digital programs in Sydney to broadcast nationally, and up to 10 programs will be generated in each state, encoded in MPEG-1 layer II format. For distribution, both the SBS and ABC are looking for a fully managed solution with an availability of at least 99.985 percent, preferably via IP. The IP networking equipment to distribute the digital radio content will need to be procured as part of the project. Logging recorders are also required by both broadcasters in each capital city and there is a requirement to access the program loggers in any of the six capital cities remotely via IP to replay the audio and view the broadcast of any channel.
The broadcasters use Optus satellite services and the network requires geographically diverse and redundant paths to the satellite uplink. The Australian Communications and Media Authority is responsible for frequency allocations for broadcasting services and although planning for the transmission services is yet to be completed, both broadcasters expect the new transmission services to provide coverage equal to or greater than the existing FM radio services in each capital city.

Onde lunghe per le emergenze sotterranee

Ho come la sensazione di aver già parlato qui su RP di sistemi per la comunicazione radio nel sottosuolo, ma non riesco a rintracciare il link. In ogni caso, ecco una curiosa applicazione che Elasa, divisione di Siemens España ha realizzato in collaborazione con l'Università di Zaragoza (Grupo de Tecnologías en Entornos Hostiles) per la trasmissione, senza fili, attraverso la roccia di montagne e grotte. L'apparecchio si chiama TEDRA (through earth digital radio appliance) e sfrutta, a quanto leggo dalle specifiche del sito Siemens, una modulazione SSB di una portante a 70 kHz. Il ricetrasmettitore TEDRA dispone di due elettrodi da conficcare al suolo e la distanza percorribile dalla corrente iniettata nella roccia è di circa mille metri. Sufficienti per assicurare ad alpinisti e speleologi un prezioso canale di comunicazione con le missioni di soccorso. Secondo la documentazione, trasmissione e ricezione sono implementate via software tramite stadi DSP.
Nell'articolo che segue ABC descrive questa peculiare invenzione.

Un dispositivo inalámbrico permite la comunicación subterránea por radio
S. B. MADRID.

El reciente y espectacular rescate de la espeleóloga belga Anette van Houte, de 49 años, atrapada durante más de 80 horas a principios de agosto en una de las simas más profundas del mundo, la de la Piedra de San Martín, en la localidad de Isaba (Navarra), pudo haber sido menos prolongado y difícil para los equipos especializados que intervinieron de haber contado con un sistema de comunicaciones capaz de mantener un contacto permanente y fiable con la superficie.
Van Houte permaneció más de tres días a 600 metros de profundidad, con una temperatura de cuatro grados y una humedad del 100%, hasta que los esfuerzos de 142 especialistas lograron rescatarla. Espeleólogos y mineros, expuestos en cualquier momento a un accidente similar, han suspirado siempre por un sistema de comunicación de estas características.
La división Elasa de Siemens acaba de lanzar un novedoso sistema capaz de resolver el reto de la incomunicación en estas situaciones de alto riesgo. Se trata de un dispositivo de comunicación inalámbrica por medio de la voz entre entornos subterráneos y la superficie. Este dispositivo «Tedra» (Through Earth Digital Radio Appliance) no precisa de conexión por hilos entre los puntos a comunicar.
Cada dispositivo se basa en un equipo electrónico de emisión-recepción por radio y en un par de electrodos que se insertan en el terreno. Basta con una correcta distribución de las mallas de contacto para lograr una comunicación, por medio de ondas electromagnéticas, con total fiabilidad, entre la superficie y un punto subterráneo a más de un kilómetro de profundidad, independientemente de las características geológicas del terreno.
Su reducido peso y dimensiones, así como la facilidad y rapidez de su instalación, hacen del «Tedra» una herramienta ideal para los bomberos y los equipos especializados en el rescate de espeleólogos y mineros. Además, en estas situaciones de emergencia, el sistema de comunicaciones no pierde eficacia en caso de derrumbes y desprendimientos.
Siemens cree que resultará una herramienta imprescindible en tareas como estudios geológicos, prospecciones petrolíferas, desescombros y construcciones de obra civil, almacenamiento de residuos peligrosos, organización de expediciones... y para evitar el aislamiento en casos de accidente.


04 settembre 2007

Francia: mettete una radio (FM) nei telefonini!

Mi sembra molto giusto quello che il collega Charles de Laubier scrive in questo breve pezzo de Les Échos commentando i risultati di una ricerca commissionata dal network francese NRJ, curioso di misurare la propensione degli utenti di telefonia mobile (ormai tutti gli individui di età compresa tra i 5 e i 95 anni, immagino) verso l'ascolto della radio FM sul loro telefonino. Sulla base dello studio il giornale puntualizza che a fronte di un forte interesse da parte dei possessori di telefonini, raramente questi ultimi integrano uno stadio per la ricezione dell'FM. Problemi di batteria, di scarsa qualità audio per mancanza di antenna... Tutti limiti che forse si potrebbero superare. Gli operatori, scrive de Laubier, non amano i contenuti che non viaggiano attraverso le infrastrutture GPRS o UMTS e dal loro punto di vista è una posizione comprensibile. Ma allora perché, prosegue Les Échos, non riescono ad attecchire servizi come VisualRadio, che Nokia e HP hanno lanciato già due anni fa (e che al suo recente evento di Londra Nokia non ha neppure sfiorato). VisualRadio è una tecnologia rilasciata alle stazioni FM. Consiste in un servizio "radiotext" che accompagna le normali trasmissioni. Il telefonino con radio FM integrata si sintonizza normalmente sui programmi delle stazioni abilitate a VisualRadio e la sezione dati GPRS dello stesso apparecchio riceve il flusso radiotext, con informazioni testuali e grafiche sui brani ascoltati. L'ascoltatore può anche rispondere, intervenire a dibattiti e sondaggi, partecipare a radioquiz. Insomma, un sistema a basso impatto tecnologico, facile da implementare ma molto efficace, almeno sulla carta.
Purtroppo, il sito ufficiale di VisualRadio elenca solo un pugno di stazioni che hanno adottato la tecnologia in Finlandia, Spagna, Turchia. E sul mercato il numero di telefonini con ricevitore FM è ancora molto scarso. "Sans attendre la radio numérique sur de nouvelles fréquences, la FM devrait devenir une fonction « de série » sur tous les mobiles," auspica il quotidiano economico francese. Ne va della possibilità di arricchire le opzioni di ascolto della radio, oggi concentrate nelle abitazioni, negli uffici e a bordo delle auto. Il telefonino è in assoluto il dispositivo digitale più diffuso e un piccolo chipset per la ricezione dell'FM - come dimostrano centinaia di migliaia di lettori MP3 - non richiederebbe chissà quale sforzo manifatturiero. Mi chiedo per esempio quali possibilità si aprirebbero con una modulazione digitale come FMeXtra. Visti il perenne stato di incertezza che circonda tecnologie come il DRM, perché non si dovrebbero provare anche le possibili alternative?

La radio sur téléphone mobile plébiscitée
[ 04/09/07 ]
Charles de Laubier

Les fabricants de téléphones mobiles n'accordent pas suffisamment d'attention au potentiel de l'écoute de la radio sur les portables, alors que la demande est là. C'est en substance ce que montre une étude que NRJ a commanditée cet été à iBase. Sur plus d'un millier de personnes interrogées, seules 26 % disposent de la fonction radio FM sur leur mobile. Ce « taux d'équipement relativement faible » trouve une explication dans « une offre de gamme limitée en terminaux dotés de cette fonction ». Et ce, « malgré une attente forte de la part du public ». Parmi les 74 % qui en sont dépourvus, ils sont plus de la moitié à souhaiter la radio « sur tous les téléphones portables », de façon à pouvoir jouer la « complémentarité » avec les autres modes de réception (voiture, domicile, travail).

« La radio n'est pas génératrice de revenus pour un opérateur. Les constructeurs se concentrent donc sur les fonctions de téléchargement, plus génératrices de revenus pour leurs clients », explique Stéphane Rogeon, directeur des études et de la recherche de NRJ. Ainsi, le show médiatique de Nokia, le 29 août à Londres, ne met nullement en avant cette fonction radio sur les nouveaux modèles qui en sont néanmoins dotés (technologie VisualRadio). Face à l'offensive d'Apple avec son iPhone, les équipementiers mobiles pourraient en faire un atout. Que nenni ! La part belle est faite au téléchargement de musique et aux jeux vidéo.
Une fonction bientôt « de série »

NRJ - qui arrive en tête des radios les plus écoutées « par téléphone » (devant Europe 2, Fun Radio, Skyrock ou encore RTL2) - constate que « les utilisateurs de radio FM réguliers sur mobile téléchargent davantage de musique et de sonneries que l'ensemble de la population en raison d'une plus grande exposition à la musique : aussitôt écoutée... aussitôt téléchargée ! ». Quoi qu'il en soit, sans attendre la radio numérique sur de nouvelles fréquences, la FM devrait devenir une fonction « de série » sur tous les mobiles. TNS Sofres mènera en octobre une nouvelle étude sur les usages des portables qui, indique Valérie Morrisson, directrice associée technologie et médias, prendra en compte non seulement les webradios (via site Internet) mais aussi la FM en réception hertzienne.
Médiamétrie, lui, ne prend en compte ni les webradios ni la FM dans les mesures de son nouveau « panel de mobinautes ». Apparue pour la première fois au monde avec le Walkphone de Sagem et SFR en 1999, la FM sur mobile n'avait pas eu de succès, faute de batterie suffisante et de son correct.


Ecco, secondo il sito Les Mobiles, ripreso da Generation-NT, alcuni dei dati emersi dallo studio iBase.
Les chiffres de l'étude :
  • 26 % disposent d'un téléphone portable avec tuner radio, et 65 % d'entre eux écoutent au moins une fois par semaine la radio avec
  • 63 % des interrogés sont des hommes
  • 25 % habitent dans la région Île-de-France
  • 48 % souhaiteraient disposer d'un mobile munie de la radio
  • 58 % écouteraient la radio depuis leur mobile, si cela était possible
  • 51 % pensent qu'il n'y a pas assez de modèles avec radio disponibles sur le marché53 % aimeraient bien voir tous les mobiles équipés d'une radio
Les radios les plus écoutées depuis les téléphones portables :
  • 47 % écoutent NRJ
  • 33 % Europe 2
  • 33 % Fun Radio
  • 24 % Skyrock
  • 22 % RTL 2
  • 19 % Cherie FM
  • 15 % Rire et chansons
  • 11 % Nostalgie
  • 11 % Europe 1
D'accordo, la stazione radio che ha commissionato il lavoro risulta essere la più ascoltata da chi riceve l'FM col telefonino. Che combinazione. Altra curiosissima combinazione: NRJ, che possiede stazioni radio in 15 nazioni, in Francia e in Belgio è anche un operatore di telefonia mobile virtuale. Cioè vende servizi di telefonia che si appoggiano su una infrastruttura altrui. Insomma, è un committente non certo disinteressato. Ma nel complesso la domanda di un maggior numero di telefoni cellulari abilitati alla ricezione FM sembra piuttosto plausibile. In mille occasioni vorremmo avere in tasca una radiolina (per conoscere il risultato di una partita, o le ultime notizie). Il primo obiettivo dell'operatore di una rete di telefonia cellulare è fare in modo che queste curiosità vengano appagate attraverso un servizio a valore aggiunto. E a pagamento. Ma se si possono inventare trucchi come VisualRadio per mescolare i vantaggi di due tecnologie, forse tutti sarebbero più contenti.

La musica alla radio, seminario in Sorbona

Leggendo ieri l'annuncio di un seminario sui contenuti musicali della radio che si terrà a Parigi il prossimo 29 settembre (e nel quale ritroviamo come esperto l'amico Albino Pedroia, dotto ricercatore ticinese trapiantato in Francia), mi sono tornate in mente le recenti dichiarazioni di Giordano Sangiorgi presidente della associazione AudioCoop sui positivi effetti ottenuti dall'iniziativa dello scorso 21 giugno, giornata in cui AudioCoop, insieme ad altre associazione di artisti indipendenti, aveva invitato il pubblico a boicottare l'ascolto dei network radiofonici troppo orientati a trasmettere musica straniera. Secondo le ricerche Knowmark, agenzia di monitoraggio dei network, questo sciopero e altre iniziative a favore di una maggiore presenza della musica italiana avrebbero avuto già effetto. I brani italiani sarebbero passati da una soglia del 15% del totale registrata due mesi fa al 25% di oggi. Prossimo appuntamento di rilievo per chi si muove a favore di uno spazio di maggior rilievo per la musica nostrana sarà il MEI, Meeting delle etichette indipendenti, edizione 2007, che si terrà il 24 novembre in occasione della Fiera di Faenza. AudioCoop anticipa che tra i partecipanti di questo salone sulla musica italiana esterna ai grandi circuiti commerciali stranieri ci sarà Pietro Folena, chiamato a discutere dei contenuti della nuova proposta di Legge sulla Musica.
Sulle complesse relazioni tra il mondo della produzione e dei consumi musicali da un lato e del'emittenza radiofonica dall'altro, l'istituto di ricerche GRER, Groupe de Recherches et d'Etudes sur la Radio organizza un incontro intitolato Musique, Radio et Nouveaux Medias. Qualcosa mi dice che la discussione sarà molto stimolante, almeno a giudicare dal testo della presentazione, che riporto qui nella sua integrità. Come forse sapete, la Francia ha introdotto fin dal 1994 una legge che impone alle stazioni radio la trasmissione di una quota minima di produzione musicale francese. Il dibattito che si terrà all'università Parigi 1, la mitica Sorbona, parte da questo presupposto per analizzare gli effetti di questa legge sulla programmazione e i risvolti - che molti ritengono non positivi - sull'industria discografica e più in generale la distribuzione e il consumo della musica attraverso Internet e gli altri media elettronici (per esempio il telefono cellulare, che potrebbe in futuro avere un ruolo importante sulla scia di prodotti hardware come Apple iPhone). Ad Albino spetterà il compito di introdurre i temi in discussione e gli esperti che interverranno. Tra i documenti consultabili in preparazione (o come surrogato di una mancata partecipazione) al convegno, il GRER suggerisce la lettura di "Indicateurs de la diversité musicale dans le paysage radiophonique - Rapport annuel 2006" pubblicato nel giugno 2007 per iniziativa dell'Observatoire de la musique della Cité de la musique parigina. La dettagliata relazione, che mette a confronto i format e la tipologia dei contenuti musicali radiotrasmessi in Francia, è stata commissionata dal governo francese e il PDF può essere prelevato dal link che troverete in fondo al testo di presentazione del seminario GRER.

Musique, Radio et Nouveaux Medias
le samedi 29 septembre 2007, le GRER (Groupe de Recherches et d'Etudes sur la Radio) organise un séminaire sur ce thème,
de 9 heures 30 à 12 heures 30, à Paris

La diversité musicale sur les ondes des radios françaises est une réalité. L’introduction du principe de quotas de diffusion d’artistes d’expression francophone, en 1994, y contribue de manière active. Néanmoins, en liaison avec l’industrie musicale, les effets de cette politique sont plus discutés. Les ventes des CD audio et DVD musicaux sont en nette décroissance, tandis que la diffusion musicale à travers Internet ou la téléphonie mobile pose de nouvelles problématiques.
Quelles ont été les évolutions de la programmation musicale à la radio depuis les années 1990? Quel avenir pour les quotas de diffusion? Quel rôle joue le tiers secteur (radios associatives) dans la diversité musicale? Quel futur pour la relation entre les secteurs de la filière musicale, les secteurs radiophoniques, les nouvelles technologies et les nouveaux médias? À travers les interventions de chercheurs et de professionnels, ces différentes questions seront traitées.

LES INTERVENANTS:

Président : André Nicolas (Responsable de l’Observatoire de la musique)

• Introduction : Albino Pedroia (Consultant, maître de conférences associé Sciences Po Paris)

• Didier Aaron (CSA, Chef du département Radio, Direction des programmes)

• Hervé Glévarec (Chercheur CNRS – CLERSE)

• Tristan Jurgensen (Directeur des études RTL, RTL 2 et FUN Radio)

• Henri Landré (Programmateur Musical, Jet FM Nantes)


LE LIEU

Université Paris 1, Sorbonne Panthéon - INHA (Institut National d'Histoire de l'Art)

6, Rue des Petits Champs, 75002 Paris (Galerie Colbert, Salle René Jullian, 1er Etage)


(Stations de métro : Palais Royal, Pyramides ou Bourse – lignes de bus 29 39, 48 et 67)

Accès libre et gratuit (dans la limite des places disponibles)

À la suite de ce séminaire, l’Assemblée Générale du GRER se tiendra durant l’après-midi du samedi 29 septembre 2007, dans les mêmes lieux, de 14 heures 30 à 17 heures.
L’assemblée générale est ouverte à tous les adhérents et à ceux qui souhaiteraient rejoindre l’association ; le droit de vote est réservé aux adhérents à jour de leur cotisation à la date de la réunion.

Pour plus de renseignements ou précisions:

Jean-Jacques Cheval : chevaly (at) club-internet (dot) fr

Albino Pedroia : pedroia_al (at) yahoo (dot) fr


Séminaire : MUSIQUE, RADIO ET NOUVEAUX MEDIAS

GRER, Groupe de Recherches et d'Etudes sur la Radio


Samedi 29 septembre 2007, de 9 heures 30 à 12 heures 30

Université Paris 1, Sorbonne Panthéon – INHA - 6, Rue des Petits Champs, 75002 Paris

Galerie Colbert, Salle René Jullian, 1er Etage


PROBLEMATIQUE


La diversité musicale sur les ondes des radios en France existe indéniablement. L’introduction du principe de quotas de diffusion d’artistes d’expression francophone, en 1994, dans la législation française y a fortement et activement contribué.
Globalement, les radios sont dans l’obligation de consacrer 40 % de leur programmation à des chansons d’expression française. Plus spécifiquement, la loi prévoit que le CSA peut permettre des dérogations afin de favoriser l’épanouissement de formats spécifiques (modulant plus ou moins les pourcentages de chansons francophones et de nouveaux talents).
Initialement, cette obligation a soulevé une protestation assez vive de la part des radiodiffuseurs. Aujourd’hui, l’intérêt de cette réglementation est largement partagé par les programmateurs. Néanmoins, il convient de souligner un plus fort taux de rotation des artistes francophones par rapport aux artistes internationaux.
Les quotas ont eu un effet positif indéniable pour les artistes francophones : la part des albums francophones dans la commercialisation d’albums a doublé en 10 ans, passant de 17 % des ventes en 1996 à 33 % en 2006. Mais, il est intéressant de constater qu’ailleurs, en Italie par exemple où la loi n’impose pas de quotas, la vente d’artistes italiens se porte très bien également.
Pour autant, les ventes des CD audio, dans le monde et en France en particulier, sont en nette décroissance (- 43,6% en volume et - 44,8% en valeur, entre le premier trimestre 2003 et la même période en 2007) alors que les ventes légales par téléchargement ne prennent pas la relève. Selon l’Observatoire de la musique, les ventes de CD audio et de DVD musicaux ont chuté de 17,6 % au premier trimestre 2007, en comparaison de la même période en 2006. Dans le même temps et depuis plusieurs années, on constate une relative désaffection de la radio de la part des jeunes (notamment les 13-18 ans), alors qu’Internet, et tout particulièrement le haut débit, permettent l’accès à la musique souhaitée, sans restriction.
La téléphonie mobile, même si le phénomène reste marginal pour l’instant, prendra-t-elle progressivement une place complémentaire à la diffusion radiophonique ? Orange a, par exemple, participé au marketing du nouvel album de Madonna (offre exclusive limitée), SFR a diffusé en direct le premier concert en France de Michel Polnareff. Plus récemment Orange était le partenaire des dernières Victoires de la musique…

THEMES DE DISCUSSION

Quelle évolution de la programmation musicale à la radio depuis les années ’90 ?

Quel avenir pour les quotas de diffusion ?

Quel rôle joue le tiers secteur (radios associatives) dans la diversité musicale?

Quel futur pour la relation entre les secteurs de la filière musicale, les secteurs radiophoniques, ceux des nouvelles technologies et des nouveaux médias ?

LES INTERVENANTS:

Président : André Nicolas (Responsable de l’Observatoire de la musique)

• Introduction : Albino Pedroia (Consultant, maître de conférences associé Sciences Po Paris)

• Didier Aaron (CSA, Chef du département Radio, Direction des programmes)

• Hervé Glévarec (Chercheur CNRS – CLERSE)

• Tristan Jurgensen (Directeur des études RTL, RTL 2 et FUN Radio)

• Henri Landré (Programmateur Musical, Jet FM Nantes)

Pour préparer ce séminaire…

Indicateurs de la diversité musicale dans le paysage radiophonique - Rapport annuel 2006 (établi à partir d’un panel de 31 radios), André Nicolas, responsable de l’Observatoire de la musique - juin 2007

http://www.culture.gouv.fr/culture/dmdts2006/publications/paysage-radio2006.pdf

03 settembre 2007

Il nuovo iPod riceve la radio digitale. Forse.

Un paio d'ore fa VNUnet ha pubblicato uno di quei "rumors" che tanto piacciono agli appassionati dei prodotti Apple, sempre alle prese con la estrema segretezza che circonda di solito le caratteristiche dei nuovi prodotti del brand della mela bianca. Secondo il sito specializzato i prossimi modelli iPod saranno in grado di ricevere la radio digitale:

Apple is expected to launch a new range of iPods this week designed to receive digital radio.
The company will make an announcement about the new products on 5 September, but is remaining quiet about what changes will be made. However, a reliable industry insider has told vnunet.com that the announcement will include plans to bring digital radio to the iPod along with an option to buy music using the device.
The source said that the new iPods will be able to receive digital radio, and will include a 'buy-now' function to allow the user to download and buy tracks as they are being played. This facility will be limited to tracks sold from the iTunes store, but Apple hopes to dramatically increase the number of tracks available via the service. It is not known whether the same functions will be included in the iPhone.

Insomma un iPod capace di ricevere musica in qualità digitale via radio e con la ghiotta possibilità di acquistare, salvandolo in memoria, un brano che ci è piaciuto ascoltare. Resta un delicato problema forse sfuggito a chi ha riportato questa voce: "radio digitale" non significa niente se non ci si attacca l'etichetta col nome dello standard trasmissivo. E' del tutto plausibile che Apple abbia preso in considerazione il lancio di un iPod con tuner per HD Radio per esempio, e in questo caso sarebbe una dichiarazione d'intenti forte, capace di imprimere al sistema Ibiquity una spinta decisiva. Ma nascerebbe anche la questione delle versioni non americane del prodotto. Oggi iPod è un oggetto di culto su scala internazionale e per Apple non sarebbe facile giustificare l'uscita di una versione quasi completamente inutilizzabile fuori dai confini USA. A meno di non ipotizzare l'uscita di più versioni, ciascuna compatibile con gli standard di riferimento nelle varie aree geografiche. In ogni caso non c'è molto da attendere, i nuovi iPod dovrebbero uscire tra due giorni.

02 settembre 2007

Street radio: tutti sulle onde medie?

Ho finalmente avuto modo di fare un'amabile chiacchierata con Giovanni Montefusco, ricercatore e docente universitario, giornalista, curatore di programmi radiofonici in passato e ideatore di Radio Spazio Musica, Web radio che sta per debuttare online. Giovanni mi ha contattato dopo aver letto su RP del mio interesse nei confronti dell'emittenza locale e comunitaria in onde medie, per discutere dei progetti, suoi e di Mario Albanesi del Conna (Coordinamento mazionale nuove antenne), per la promozione delle onde medie - "banda di nessuno" o quasi - come risorsa da dedicare a stazioni a bassissima potenza a carattere no profit ("street radio", radio universitarie e scolastiche, voci dell'associazionismo).
Giovanni che dice di aver rafforzato i suoi personali convincimenti in materia di street radio dopo aver verificato l'efficacia dell'associazionismo sulle piccole beghe amministrative di un quartiere di nuova costruzione nella zona di Montemario, a Roma, è molto preparato e ha accumulato una quantità di insolite competenze nel campo della normativa radiofonica. Insolite perché spesso gli esperti in questo campo tendono a concentrare i propri interessi sulle tecnologie trasmissive o sui linguaggi e formati della radio. Con Albanesi, mi racconta, l'idea è di arrivare a una forma di regolamentazione delle onde medie low power "per giurisprudenza", facendo leva non sugli organi giuridici e decisionali italiani ma sulla Corte di Giustizia europea. «Davanti al prevedibile silenzio o addirittura al diniego da parte del Ministero cui le street radio faranno regolare richiesta di autorizzazione,» spiega Giovanni sottolineando che questo nuovo movimento per una microradiofonia popolare non intende in alcun modo agire contro la legge (o meglio, nel vuoto normativo che in pratica nasconde l'esistenza stesse delle onde medie) nè fare la guerra alle potenti stazioni commerciali, «invitiamo i richiedenti a presentare ricorso alla Corte europea, appelandosi a diritti che dopotutto sono costituzionali. Davanti a una parere favorevole alle street radio, il Ministero e le altre autorità italiane se proprio non saranno costrette a uniformarsi, almeno non ci farebbero una esplicita opposizione.»
E' un ragionamento lucido e pacato che non fa una piega. Io aggiungo che un altro possibile appiglio di natura giuridica è rappresentato dai lavori dei comitati tecnici europei sui dispositivi in radiofrequenza a corto raggio il cui impiego non dovrebbe richiedere licenza pur operando su porzioni di spettro che sono normalmente occupate da titolari di concessioni. In particolare l'Europa si sta occupando da diverso tempo degli apparati FM a bassissima potenza che servono per l'ascolto wireless, in automobiole o nella propria abitazione, di musica riprodotta da lettori Mp3, impianti stereo e televisori (qui per esempio c'è un report sulle differenze normative tra FCC e ETSI per questo tipo di apparati). Basterebbe estendere la deregulation alle onde medie.
Il ragionamento fila, ma tutto il discorso si regge sulla possibilità di accumulare una massa critica di opinioni e di progettualità. Difficile che la macchina della giustizia, europea o italiana che sia, si muova con la piccola scintilla di una street radio occasionale e isolata. Bisogna, come dice Giovanni "fare rete" sfruttando la radio innanzitutto e poi Internet, le associazioni, i comitati, gli opinion maker e i personaggi che possano fare da cassa di risonanza alla spinta "dal basso" per una radiofonia diversa dal solito. Ma il primo obiettivo deve essere legale: occorre infatti trovare studi e avvocati in grado di patrocinare il caso delle street radio presso i competenti organi europei. Alcune possibili iniziative potrebbero scaturire nei prossimi giorni, anticipa l'"avvocato delle onde medie", dopo l'incontro con il fondatore del Conna, attivista radiocomunitario di antica data e pioniere della proposta di una banda delle onde medie liberamente accessibile. Nel frattempo, RP non si tira indietro e incomincia fin d'ora, nel suo piccolo, a fare da sponda.
C'è da chiedersi se i presupposti di questo nuovo movimento siano sufficientemente solidi. Sul piano tecnico non sarebbe certo la prima volta che le onde medie fossero utilizzate per dare spazio a emittenti di potenza minima (inferiore a un Watt). A queste frequenze le onde si propagano di giorno per via di terra, coprendo aree molto limitate le potenze impegnate e il guadagno delle antenne sono bassi. Gli impianti che rispettano questi minimi requisiti hanno il vantaggio di essere poco costosi, facili da configurare e mantenere. Dopo il tramonto scatta il fattore della propagazione via onda di cielo, croce e delizia del DXer. Le distanze percorribili dal segnale diventano potenzialmente molto lunghe. Nasce quindi un problema di interferenza reciproca e salvaguardia che bisogna gestire a livello sovranazionale, assegnando frequenze opportune (ed esclusive) oppure agendo ancora una volta sulle potenze in gioco o sulla componente di onda di cielo irradiata dall'antenna. Per come vengono utilizzate oggi le onde medie, gradualmente abbandonate dai grandi broadcaster pubblici e commerciali e ampiamente trascurate dagli ascoltatori, gli spazi auspicati da Giovanni non dovrebbero mancare. Ma non dobbiamo trascurare una variabile che potrebbe avere un grosso peso nella nostra equazione in futuro: l'avvento di modulazioni come il DRM e HD Radio ha spinto molti regolatori a ragionare su un possibile rilancio delle onde medie attraverso una politica di allocazione di risorse vista oltretutto come ideale valvola di sfogo di porzioni di spettro sature come la banda degli 88-108. Secondo me questa è una incognita da non prendere sottogamba perché i segni della difficoltà di far convivere modulazioni analogiche e digitali in una finestra di frequenze piuttosto ridotte (stiamo parlando di un megahertz di banda o poco più) come le onde medie ci sono tutti. Questi due o tre anni di sperimentazioni del DRM dimostrano che se davvero si vuole questa convivenza non si può prescindere da una forte dose di coordinamento e controllo. Il che per certi versi stride con la diffusa voglia di deregolamentazione che anima i fautori del broadcasting diffuso e comunitario.
Basterà una eventuale azione presso la Corte europea a mettere in moto un meccanismo virtuoso al punto da modificare il pietrificato statu quo della normativa italiana e sfocaire, in prospettiva, in una sensibilità su scala continentale nei confronti della radiofonia comunitaria in onde medie? Tutto, come sempre, dipende dall'effettiva esigenza di spazi che il "mercato", cioè noi, sapremo concretizzare. E nel nostro attuale contesto lo spazio occupato si misura mettendo a bilancio anche la capacità di offerta del fenomeno Web radio. Bisognerà insomma capire anche se il Web riuscirà ad ampliare e moltiplicare le opportunità di accesso attraverso le nuove infrastrutture wireless. O se viceversa i vantaggi che la radio può ancora offrire in tal senso continueranno a essere tangibili ancora per lungo tempo e se qualcuno continuerà a percepirli. Secondo l'amico Montefusco ci sono molte entità collettive e individuali in grado di apprezzare questi vantaggi. L'auspicio è che tali entità si facciano parte attiva e chiedano, sommessamente ma fermamente la possibilità di usufruirne. Per il momento gli interessati sono invitati a consultare i materiali accessibili attraverso il sito Web del Conna, nelle pagine riguardanti le street radio AM. Nei messaggi che mi ha inviato Giovanni invita anche a scaricare dal sito www.lpam.info "LPAM Handbook", pubblicazione rilasciata gratuitamente sotto licenza Creative Commons. Io vi rimando invece ai miei ultimi post sull'argomento low power AM, in particolare quello con i preziosi commenti di Andrea Russo sui fornitori di apparati di trasmissione.