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24 gennaio 2015

Larga banda in HF: una magia ionosferica moltiplica la capacità trasmissiva

Il satellite sembra aver risolto tutti i nostr problemi di comunicazione radio in situazioni "normali" e critiche, specialmente in ambiti professionali, civili o militari che siano. Ma è davvero così? In realtà la comunicazione satellitare continua ad avere i suoi inconvenienti, anche facendo la tara dei costi e delle complessità di qualsiasi messa in orbita. Le antenne del satellite possono non coprire adeguatamente le aree di trasmissione e ricezione, oppure possono richiedere infrastrutture a terra non sempre dispiegabili con facilità, o ancora soffrire di disservizi di varia natura, incluse interferenze e blackout. 
Per questo motivo la propagazione HF via ionosferica continua a rappresentare una valida alternativa, che aziende e organizzazioni non smettono di studiare ai fini di una ulteriore ottimizzazione delle tecniche trasmissive. Tra gli sperimentatori c'è MITRE Corporation, una società no profit che gestisce negli Stati Uniti una rete di centri di ricerca e sviluppo sponsorizzati a livello federale. MITRE ha richiesto e ottenuto dalla FCC, il regolatore americano, un certo numero di frequenze HF per condurre la sperimentazione di un nuovo sistema di trasmissione dati a larga banda sulle onde corte, un sistema che sfrutta la tecnica del MIMO (multiple input, multiple output) già ampiamente utilizzata per la telefonia cellulare LTE su frequenze UHF-SHF. 
MIMO consiste nell'utilizzare un unico canale radio, una singola frequenza per intendersi, per trasmettere più flussi di comunicazione che seguono percorsi propagativi diversi. MITRE intende applicare questo stesso metodo alla trasmissione ionosferica in onde corte sfruttando una particolarità nota ma poco conosciuta del magnetoplasma (la ionosfera è un plasma magnetizzato). Quando indirizziamo un segnale radio verso la ionosfera questo segnale si "splitta" in più componenti magnetiche ortogonali. Due di queste componenti sono perpendicolari al campo elettrico trasmesso, il modo ordinario o O-mode (che in pratica conserva le caratteristiche del segnale originario mentre questo attraverso il mezzo propagativo, in fisica si dice che ha la stessa "relazione di dispersione") e il modo straordinario X-mode, che ha una relazione di dispersione più compessa.
Il risultato di questa separazione - matematicamente complessa - è molto semplice:  sfruttando le due modalità in teoria è possibile trasmettere due canali che operano sulla stessa identica frequenza e sullo stesso tracciato geografico, allargando la banda complessiva. MITRE, come spiega questo articolo di TVTechnology, ritiene di poter ottenere densità comprese tra 1 e 4 bit per Hertz, in pratica un totale di 256 kilobit con correzione di errore per una banda di 100 kHz. I test appena autorizzati dalla FCC avverranno su frequenze comprese tra 2505.00 - 4100.00, 4210.00 - 4995.00, 5005.00 - 6210.00, 6320.0 - 8250.00, 8450.00 - 9995.00, 10005.00 - 12200.00, 13500.00 - 14990.00 e 15010.00 – 16000.00 kHz.
Un paper già pubblicato da MITRE, fornisce tutti i dettagli di queste tecniche, mentre se volete leggere una analisi a uso e consumo dei radioamatori vi suggerisco questa presentazione della Katy Radio Amateurs Society, tra l'altro molto utile per approfondire l'argomento della propagazione in HF.

20 novembre 2010

Furbe antenne MIMO per il video over Wi-Fi

Embedded Internet Design ha pubblicato un interessante articolo sui sistemi wireless a larghissima banda che l'industria dell'elettronica di consumo sta mettendo a punto per supportare lo scambio di contenuti video ad alta definizione su connessioni non cablate. Oggi il video digitale richiede una capacità di trasporto da 30 Mbps, che possono diventare 60 se il video è quello a bassissima latenza dei videogiochi. L'industria secondo la rivista specializzata deve tuttavia prepararsi a sistemi da 120 Mbps. La soluzione tecnologica da adottare - senza cambiare i protocolli già affermati, Wi-Fi incluso - è il multiplexing nella dimensione spaziale del sistema MIMO, Multiple Input/Multiple Output lo stesso che viene implementato anche per il 4G, la quarta generazione radiomobile di LTE. MIMO prevede in pratica l'uso di antenne intelligenti che consentono di incrementare in modo significativo le larghezze di banda senza un effettivo impiego di risorse spettrali o potenze di trasmissione potenziate. Gli stream fluiscono tra le singole antenne che compongono un aggregato, senza interferire gli uni con gli altri. L'articolo è scritto da un tecnico della società Quantenna, che ha già realizzato sistemi MIMO domestici adottati da costruttori come Netgear. La soluzione Quantenna-Netgear è stata adottata da Swisscom, l'operatore elvetico, per soluzioni di "video bridging" capaci di distribuire i contenuti televisivi HD senza l'uso di fili ("video over Wi-Fi").


4x4 MIMO solutions deliver up to four HD video streams at more than 100 Mbps data rates, over 100 feet, with near-zero PER data transfers, regardless of signal impairments and dead zones in the home.
Next-generation home networks must provide adequate reach and performance to support multiple streams of HD video, while also delivering the lowest cost of deployment and an optimal viewing experience. As service providers gravitate to wireless technologies as the easiest, most economical way to deploy video-networking services, there are a number of design issues to consider.
With the arrival larger and higher-resolution flat-panel TVs, a 30Mbps video-encoding rate is needed across many as three or four TVs plus game consoles, and up to 60Mbps is required when including wireless gaming with low latency response. Meanwhile, some HD compressed sources may have much higher peak data rates. Service providers and content providers should plan ahead so that they don't have to re-configure their offerings every few years, which means it would be reasonable to allocate at least a sustained 120 Mbps of compressed HD video rates in the downstream direction (and perhaps higher peak rates) from a variety sources such as STBs, RGWs and NAS boxes.
Available Multiple Input Multiple Output (MIMO) wireless architectures vary widely in their ability to deliver this level of bandwidth in large-scale service roll-outs, while optimizing connection strength and reliability for consumer entertainment. There is a significant performance delta between older 2x2 and 3x3 MIMO solutions and the latest generation 4x4 systems with dynamic beamforming and low density parity check (LDPC), and this has significant implications for video networking performance and viewing satisfaction.


http://www.embeddedinternetdesign.com/dhandler.jhtml;jsessionid=ND2K550KGC0SPQE1GHRSKH4ATMY32JVN?articleID=228200364&printableArticle=true