Fervono già i preparativi per la World Radio Conference '07 del prossimo ottobre a Ginevra, dove verranno prese importanti decisioni in materia di spectrum policy. In discussione, tra l'altro, c'è il futuro delle comunicazioni mobili (per le quali già si pensa di utilizzare frequenze nella Banda C, sopra i 3 GHz) e dei servizi broadcast epunto punto, sempre più digitalizzati, che oggi utilizzano le onde corte. Un documento UE riassume tutte le questioni che si troveranno sul tavolo. In particolare, per la porzione delle HF si legge:
Leggevo l'altro giorno i reportage sulla liberazione di Alan Johnston, catturato e liberato da quei grandi simpaticoni di Hamas. Durante la sua prigionia, una radio gli permetteva di seguire i programmi della sua stessa emittente, la BBC. Immaginatevi la stessa situazione nell'era del DRM. Intanto i rapitori avrebbero dovuto permettersi una radio DRM, che a batterie offre una autonomia di una mezz'oretta. In balia di governanti e "regolatori" così illuminati, il povero Alan rischiava di ritrovarsi con una bella radio in onde corte di vecchia generazione, forzatamente pensionata dopo ottanta anni di onorato (ed efficiente) servizio. E tanti bei fruscii digitali da cui farsi cullare nelle tiepide notti mediorientali (sì, perché anche l'FM analogica la dobbiamo spegnere visto che funziona così male).
Come direbbe il mio amico Aldo... Ma, un bel vaffanculo?
5.2. REORGANISATION OF HF BANDS High-frequency (HF) or "short-wave" spectrum bands which are essential to transmit radio signals over long distances have come under pressure from different users, in particular radio broadcasting, aeronautical, military and maritime mobile services. The in-depth consideration of this band taking place at WRC-07 may potentially impact relevant EU audiovisual and transport policies. Short-wave broadcast radio is poised to embrace the benefits of digital technology and should be supported by sufficient spectrum capacity. New broadcasting services based on digital technologies such as DRM (Digital Radio Mondiale) technology offer the prospects of reviving long-distance radio and contribute to the dissemination of European culture and perspectives on the global scene. Further HF spectrum for broadcasting will assist the successful uptake of digital radio broadcasting technologies. Key HF maritime services are also gradually switching over to digital transmission. WRC-07 should address the spectrum needs of this sector in a timely manner while ensuring appropriate continuity with critical analogue services.
Community policy objectives
The switchover from analogue to digital technology of short-wave radio broadcasting and of maritime services should be assisted by accommodating their spectrum requirements in the review of the HF band due at WRC-07.E' il solito vizio del regolatore. Funzionari che si spostano dai loro uffici pieni di documenti cartacei, dove evidentemente la radio non si ascolta, e confluiscono all'ITU di Ginevra per decidere, tra un buffet e l'altro, "questo lo spegniamo", "quest'altro lo spostiamo", "quest'altro ancora è obsoleto". Se la radio la ascoltassero davvero non scriverebbero scemenze come "new broadcasting services based on digital technologies such as DRM (Digital Radio Mondiale) technology offer the prospects of reviving long-distance radio and contribute to the dissemination of European culture and perspectives on the global scene," le stesse frasi che leggiamo sui comunicati stampa dei fornitori di apparati DRM. E' straordinario il riferimento alla disseminazione di cultura europea, letto a pochi giorni di distanza dalla chiusura delle trasmissioni in lingua estera di Radio Budapest, della definitiva chiusura (1 luglio) dei relay in HF di RUV dall'Islanda e nell'imminenza della probabile chiusura delle onde corte RAI, della cessazione dei programmi in inglese di Kol Israel e di decine di altre simili decisioni "cost cutting". Non parliamo poi del delirio che vorrebbe "rivitalizzare" la ricezione a lunga distanza con una tecnologia calmorosamente incompatibile con i meccanismi propagativi ionosferici delle HF. Ormai si sa perfettamente che senza sparare almeno 500 kW il DRM non riesce neppure a superare la distanza tra Europa e Americhe e anche in quel caso l'evanescenza rischia di rendere del tutto inaccessibile una buona parte dei contenuti trasmessi (a differenza del fading analogico, durante il quale il contenuto, più debole e distorto, almeno riesce a farsi sentire). Le prove effettuate con potenze medio-basse dimostrano solo che la copertura del DRM può essere, quando va bene, solo continentale e a quel punto, cari signori, i poveri straccioni che possono permettersi solo un ricevitore analogico economico (milioni di persone, come dimostra l'audience della BBC), possono pure attaccarsi ai tram che non hanno e fischiare in curva. Altro che disseminazione. Tutti gli altri sono già su Internet via Adsl, cosa vuoi che gliene freghi delle onde corte, ai ricchi? E infine: che cosa volete digitalizzare, di grazia, se le redazioni internazionali chiudono, il silenzio fuori ordinanza?
Leggevo l'altro giorno i reportage sulla liberazione di Alan Johnston, catturato e liberato da quei grandi simpaticoni di Hamas. Durante la sua prigionia, una radio gli permetteva di seguire i programmi della sua stessa emittente, la BBC. Immaginatevi la stessa situazione nell'era del DRM. Intanto i rapitori avrebbero dovuto permettersi una radio DRM, che a batterie offre una autonomia di una mezz'oretta. In balia di governanti e "regolatori" così illuminati, il povero Alan rischiava di ritrovarsi con una bella radio in onde corte di vecchia generazione, forzatamente pensionata dopo ottanta anni di onorato (ed efficiente) servizio. E tanti bei fruscii digitali da cui farsi cullare nelle tiepide notti mediorientali (sì, perché anche l'FM analogica la dobbiamo spegnere visto che funziona così male).
Come direbbe il mio amico Aldo... Ma, un bel vaffanculo?