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24 novembre 2010

Napoli, Festival della Traduzione: "Parole d'altri suoni"

Mi sembra di grande qualità la discussione - nella Napoli assediata dai rifiuti e da un vergognoso gioco al rimpiattino di una politica che sa solo essere complice del degrado - che si sta svolgendo nel quadro del Festival della Traduzione. Oggi si è parlato di plurilinguismo e (in)traducibilità.
Nel corso di "Esistono gli intraducibili?", la filologa francese «Barbara Cassin presenta il meraviglioso Dizionario degli intraducibili letterari, da lei stessa curato, un volume che raccoglie migliaia di parole da tutte le lingue europee impossibili da tradurre in qualsiasi altra lingua che non sia quella che le ha generate. Si affaccia al discorso un’idea non negativa di intraducibile e di differenza, come se il limite al trasporto di un concetto da una lingua a un’altra divenisse l’occasione per un superamento del punto di partenza. Questo perché, in realtà, come sottolinea l’intervento di Barbara Cassin, intraducibile è ciò che non cessa mai di essere tradotto. La traduzione racchiude la semantica del tramandare, concetto chiave per un’Europa ultimamente troppo incline a dimenticare le tragedie che ha dovuto sperimentare nel corso della sua storia.
La lingua, continua Barbara Cassin, citando Lacan, è “l’integrale degli equivoci che la sua storia le ha lasciato decantare”. L’errore, l’angolo preso male lungo il percorso, la deviazione dalla purezza originaria, non sono altro che occasioni di superamento e ripetizione in altra forma di tutto il senso e di tutti i valori di cui una cultura si fa portatrice attiva quando è pronta a non cristallizzarsi in rigidi schematismi nazionalistici.»
Ho ricevuto da Gianna Fusco alcuni comunicati che fanno il punto sui primi giorni del Festival, in programma ancora per tutta la settimana. "Esistono gli intraducibili" ha visto la partecipazione, accanto alla Cassin, anche Franco Buffoni (direttore di “Testo a Fronte”) e Riccardo Pozzo, (Direttore CNR – Lessico Intellettuale Europeo) con la moderazione di Camilla Miglio e per la cura di Daniela Allocca e Domenico Ingenito.
Leggo ancora dal comunicato: «L’intraducibile: confrontarsi con ciò che non può esser detto è il tormento di ogni traduttore, ma anche la forza attiva che mostra, nel suo limite, tutte le potenzialità del plurilinguismo e della differenza culturale.
«Camilla Miglio, project manager del Festival della Traduzione “Tradurre (in) Europa” (Napoli 22-29 novembre 2010) apre di nuovo le porte del Rettorato dell’Università di Napoli “L’Orientale” e, in una sala colma di studenti, studiosi, traduttori e intellettuali fermamente convinti che la rinascita napoletana passi per la commistione culturale e lo sguardo sull’alterità, ci introduce al dibattito teorico sul concetto di intraducibile.»
Dopo la Cassin «Franco Buffoni, poeta, saggista, traduttore, studioso e direttore di Testo a Fronte, la più importante rivista europea di traduzione letteraria, insiste sul significato politico del superamento della purezza intoccabile dei testi originali rispetto alla possibilità della loro traduzione. Il concetto di intraducibile per Buffoni va ridiscusso radicalmente proprio a Napoli, per combattere parte del crocianesimo che negli ultimi anni ha negato l’autonomia estetica del testo tradotto. Riccardo Pozzo, ricercatore del CNR, presenta il "Lessico Intellettuale Europeo", e segnala i percorsi anomali e non immediatamente lineari che hanno contraddistinto la formazione dell’identità culturale europea, parte di quel patrimonio filosofico greco classico tramandato da Averroè e trasportato dal Marocco alla Spagna a dorso di cammello accanto alla salma del filosofo arabofono. Lo studioso chiama in causa direttamente la questione dell’immigrazione, sottolineando quanto sia cruciale che i figli degli immigrati crescano conservando la propria lingua materna.
Abbiamo bisogno di pluralità, lasciare che le parole seducano costantemente gli oggetti che designano, per cambiare gli oggetti stessi, sottolinea ancora Barbara Cassin. Affidare al plurilinguismo il destino culturale dell’Europa significa realizzare una politica concreta già nel rapporto con le lingue e le rispettive letterature, per dare vita a un nuovo programma civile laddove le istituzioni sono immobilizzate nel mutismo, mentre le parole d’altri suoni, d’altri spazi, lasciano che il mondo vibri di rinnovato senso.»

13 novembre 2010

Napoli festeggia l'arte della traduzione

C'è questa bella iniziativa europea di Europa Spazio di traduzione - supportato in Italia dall'Istituto L'Orientale della Università di Napoli - di cui ho parlato anche l'anno scorso grazie a Pavel Morawski. Ora lo stesso Pavel mi segnale che sta per partire, sempre a Napoli, un'intera settimana di festival all'insegna di Tradurre (in) Europa. Il programma inizia il 22 novembre prossimo ed è fittissimo. Si può scaricare l'opuscolo con tutti gli appuntamenti da questo indirizzo. Approfondimenti sul sito del Porto di Toledo. La diversità linguistica dell'Europa, dove basta percorrere poche centinaia di chilometri per sentirsi, in assenza del fondamentale lavoro del traduttore, completamente "spaesati" (eppure irrimediabilmente "affini") è tra i beni più preziosi di questa parte di mondo. Chissà che gli organizzatori di questo evento non abbiano pensato di utilizzare la rete per mettere in condivisione con tutti noi gli argomenti trattati.

18 settembre 2009

Nella Babele della lingua russa

Dopo una anteprima documentaristica che ha avuto luogo ieri sera (della proiezione di "Siluro Rosso" parla mariu su Radiopassioni, il forum) inizia oggi alle 18 al Teatro Sociale di Bellinzona la quarta edizione del Babel Festival, un evento (nella foto il responsabile artistico Vanni Bianconi) che mescola letteratura e traduzione in un intreccio di suggestiva efficacia. La lingua ospite quest'anno è il russo e a Bellinzona, nella piccola ma cosmopolita Svizzera italiana, convergeranno alcuni degli autori più interessanti del panorama contemporaneo. Alcuni di questi autori risiedono all'estero e addirittura scrivono in altre lingue, rendendo il famoso intreccio ancora più denso di implicazioni e rimandi. Ecco qui in sintesi il programma del festival, che dura fino a domenica 20. Con mariu cercheremo di seguirlo il più possibile, per raccontarvelo. La Retedue della Radio della Svizzera Italia dedicherà domani, sabato 18, una diretta di un'ora e mezza e il sito ufficiale della manifestazione dovrebbe riservare, come ha fatto in passato, un'area podcast con l'audio degli interventi.

Venerdì 18 settembre

17.00 barBabel
Apertura dell'opera Effetto Barnum dell'artista Kerim Seiler

18.00 Teatro Sociale
Apertura ufficiale del festival e presentazione del programma Moving Words di Pro Helvetia.

18.30 Teatro Sociale
Tavola rotonda. Scrittura e presa sul reale: Ulickaja, Gallego, Shishkin, Pusterla, Kostioukovitch
(russo e italiano)

Sabato 19 settembre

10.30 Palazzo Civico
Anna Starobinec e M.A. Curletto
(russo e italiano)

14.00 Palazzo Civico
Mikhail Aizenberg e Serena Vitale (russo e italiano)

16.00 Teatro Sociale
Ljudmila Ulickaja e Emanuela Guercetti
(russo e italiano)

18.00 Teatro Sociale
Ruben Gallego e Elena Gori Corti
(russo e italiano)

21.30 Teatro Sociale
Concerto: Brodsky Quartet

Domenica 20 settembre

10.30 Palazzo Civico
Mikhail Shishkin e Stefan Zweifel
(tedesco e italiano)

14.00 Teatro Sociale
Elena Boc’orisvili e Emanuela Bonacorsi
(russo e italiano)

16.00 Teatro Sociale
Serena Vitale [qui una breve intervista alla celebre traduttrice, scrittrice e docente raccolta da Moby Dick per Radio Svizzera Italiana]
(italiano)

17.15 Teatro Sociale
Nicolai Lilin
(italiano)


21 gennaio 2009

"Europa Spazio di Traduzione" presentato a Napoli

Paolo Morawski, l'amico connazionale organizzatore, in RAI, del Prix Italia e autore del blog Polonia Mon Amour, mi ha trasmesso l'invito alla conferenza stampa del progetto Europa Spazio di Traduzione - Incontri Internazionali e Festival della Traduzione, una manifestazione biennale dell'Università di Napoli "L'Orientale". L'evento verrà presentato a Napoli, il prossimo 29 gennaio, presso l'Hotel Royal. Riporto qui un estratto del comunicato che potete leggere sul sito di Paolo e su Il Porto di Toledo, un sito realizzato con il patrocinio del Dipartimento di Studi Comparati dell'Orientale e dedicato all'indefinibile arte della traduzione.
Lo spunto offertomi parte dalla pagina aperta su Facebook per annunciare l'incontro di Napoli. Ma (forse lo sa anche Paolo, che ogni tanto mi legge) il tema mi coinvolge molto, non solo perché nel mio piccolo, nell'ambito della comunicazione divulgativa informatica, esercito anche il mestiere del traduttore. Per quanto labile, imperfetto, forse impossibile, la traduzione è un autentico atto d'amore nei confronti della parola apparentemente estranea, dell'essere "altro da sé". Ma proprio questo sospetto di impossibilità rende così bella la voglia di provare a superare una barriera, mettersi in gioco, non celarsi dietro al pregiudizio dell'incomprensione. E la radio che conosco io, quella dei mille linguaggi che ti arrivavano nell'orecchio con stupefacente anticipo su quella meravigliosa Babele che oggi è il Web, era, forse rimane il perfetto luogo di accoglienza per chi vuole discutere di questo atto d'amore (che a volte, inevitabilmente, sfocia nel tradimento...).
All'incontro del 29 partecipano traduttori e scrittori, vedo anche tra loro dei collaboratori di Radio 3. Il Festival, che si terrà, mi pare di capire, nel 2010, promette di essere molto suggestivo. Mi piacerebbe tanto poter partecipare, ma le condizioni al contorno venutesi a creare per me in questo ultimo anno stanno precipitando ed è meglio non fare piani a breve termine. Cercherò di seguire a distanza, in modo traslato, l'iniziativa.

Il 29 gennaio 2009 l'Università di Napoli "L'Orientale", nella sala conferenze dell'Hotel Royal di Napoli, presenta e inaugura il progetto Biennale E.S.T., "Europa Spazio di Traduzione – Incontri Internazionali e Festival della Traduzione".

29 Gennaio 2009, ore 10:30
Hotel Royal,
Sala conferenze – Roof Garden
Via Partenope, 38/44

La conferenza stampa sarà accompagnata da una tavola rotonda sul tema "Vivere e scrivere tra le lingue". L'incontro, moderato da Camilla Miglio, raccoglierà attorno al tavolo alcuni tra i più importanti scrittori-traduttori italiani: Antonella Anedda, Franco Buffoni, Laura Bocci, Lisa Ginzburg, Gabriele Frasca, Helena Janeczeck, Marco Ottaiano, Silvio Perrella e i traduttori Dieter Hornig (Parigi) e Johanna Borek (Vienna). Centro della loro riflessione sarà il lavoro intellettuale visto come opera di traduzione e mediazione culturale delle differenze e delle varietà linguistiche, culturali e politiche non solo italiane ma anche europee.
Il progetto E.S.T., finanziato dalla Comunità Europea (Programma Cultura 2007-2013), è ideato e coordinato dall’Università di Napoli, L’Orientale, in collaborazione con le Università Paris VIII e Vienna, e con la partnership delle Università di Bucarest, Dresda, Istanbul, con il patrocinio del Goethe Institut, dell'Istituto Cervantes, dell'Institut Français de Naples Le Grenoble, del Teatro San Carlo di Napoli e della Scuola Europea di Traduzione Letteraria (SETL) nella persona della fondatrice, Magda Olivetti. Il comitato scientifico napoletano è composto da Giovanni Chiarini, Valentina Di Rosa, Camilla Miglio e Giusi Zanasi.
"Europa come Spazio di Traduzione" parte da una riflessione sul ruolo della traduzione nelle sue più varie manifestazioni. L'idea di fondo è rendere finalmente visibile il grande lavoro della comunità dei traduttori nei diversi contesti: traduttori di letteratura e poesia, doppiatori, lettori-attori, raccontastorie, editori, attori, cantanti, sopratitolatori.
“L’Orientale” stesso si profila nelle parole del Rettore Viganoni, come “soggetto traduttore di culture”. L'intera città, tra il 22 e il 29 novembre 2010, accoglierà il progetto E.S.T. nei suoi spazi: i cortili, il porto, le navi, teatri e palazzi, università e scuole. Napoli diventerà quindi la cornice di un incontro proiettato su diverse direzioni, a metà strada tra Oriente, Europa e Mediterraneo.
La biennale E.S.T. tradurrà a Napoli una prospettiva di carattere internazionale, eliminando le barriere che spesso s’interpongono tra l’attività accademica e l’attivismo culturale presente nei vari strati della società civile.