Splendido, quasi commovente il minireportage fotografico che il blog di Aprescindere ha dedicato a quel che resta, sul lungomare di Ostia, di quella che fu la postazione di Italcable. A due passi dal mare è stato posto un cippo che segnala il punto presso cui si attestava il cavo sottomarino proveniente da Malaga.
Per un appassionato, quale io sono, di archeologia industriale, c'è un posto speciale a Ostia (RM) dove affiora (letteralmente, dalla sabbia) una traccia tangibile di un glorioso passato tecnologico. Una traccia che probabilmente ben pochi casuali spettatori ,vedendola, saprebbero mai riconoscere.
Quasi di fronte a tale casetta, su una terrazza che dà sul mare, c'è un cippo di marmo che reca delle iscrizioni difficilmente leggibili.
Di cosa si tratta ? Il cippo ricorda i dipendenti caduti di una grande azienda italiana che oggi non c'è più: l'Italcable, fusa in Telecom Italia nel 1994.
Sulla spiaggia sotto alla terrazza, scavando appena la superficie della sabbia, affiora tutt'oggi, ormai corroso dagli anni, il cavo cablografico che univa l'Italia a Malaga e che, giunto a Ostia, veniva smistato nella "casetta" di cui sopra, nata proprio come "casotto di approdo" dell'Italcable.
Diverse foto pubblicate da Pietro sono tratte dalla pubblicazione "Italcable 1921 1981" (Foto Alinari, 1981).