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20 dicembre 2010

Una radio elettromeccanica per monumenti telegrafici

In occasione della prossima trasmissione augurale che la stazione SAQ, lo storico impianto radiotelegrafico svedese di Grimeton trasmetterà la vigilia di Natale alle 8 UTC su 17,2 kHz, la comunità degli appassionati delle onde lunghe ripropone lo schema di un ricevitore realizzato con componenti elettronici passivi, senza transistor o valvole. Per la sintonia viene utilizzato un oscillatore elettromeccanico, un motore a corrente continua che alimenta a sua volta uno "stepper motor" utilizzato come alternatore ad alta frequenza. La sinusoide a 8 kHz così generata inserita in un mixer passivo produce una armonica a 16 kHz che entra in battimento con la portante non modulata di SAQ e questa audiofrequenza pilota una cuffia ad alta impedenza per l'ascolto. Il principio di funzionamento di questo ricevitore, realizzato nel 2001, ricalca precisamente quello del trasmettitore di SAQ, che utilizza un alternatore elettromeccanico di Alexanderson. Niente di meglio per festeggiare le periodiche messe in funzione di una postazione che dal 2004 fa parte del patrimonio culturale dell'umanità voluto dall'UNESCO. Il monumento è ancora in perfetto ordine ed è l'ultima testimonianza ancora in vita di una radiotelegrafia pionieristica, precedente all'era delle valvole termoioniche. Lo schema del ricevitore, realizzabile anche con componentistica di recupero (per esempio un vecchio hard disk), si può prelevare da questo link.



26 ottobre 2010

Antenne coi buchi



Un paio di fotografie scattate dal treno alle antenne LF di Prangins, vicino a Losanna, che verranno smantellate nel 2011. Oggi trasmettono il segnale della stazione di tempo HBG, su 75 kHz. Ma le strutture sono vetuste, intaccate dalla ruggine e non conviene effettuare la manutenzione.


27 novembre 2009

Falsi "precursori": la radio spenta non fa terremoto

Lunedì 30 novembre a Roma, a palazzo San Macuto, si terrà una conferenza nazionale dedicata alla sismologia in cui si parlerà anche di strumenti predittivi (non ho capito bene perché ma partecipa anche l'europarlamentare onorevole Borghezio, forse la presenza ha a che fare con la sua nota irruenza oratoria). In ogni caso Expert System, una azienda software specializzata in strumenti per il knowledge management e l'analisi linguistico-semantica, spiegherà come questi strumenti possono servire anche per cercare di anticipare i terremoti più distruttivi.
"Nella sessione dedicata agli eventi sismici è previsto l'intervento di Andrea Melegari, Vice Presidente Security & Intelligence di Expert System, che illustrerà quale contributo può fornire l'analisi semantica nel campo della predizione dei terremoti.
Oltre agli strumenti scientifici di osservazione, rilevazione e mappatura del territorio già ampiamente usati, nel corso del convegno saranno presentati nuovi metodi e tecnologie che, senza alcuna pretesa di certezza, aprono tuttavia alla possibilità di sfruttare una serie di informazioni fornite direttamente dalla popolazione.
Tipicamente si tratta di dati poco strutturati e difficilmente misurabili, ma è possibile, attraverso strumenti di analisi semantica, analizzarli automaticamente ed estrarne la conoscenza utile. Tutti questi dati, plausibilmente, contengono in sé le informazioni necessarie a ricavarne le "regole" secondo cui con buona approssimazione, in termini previsionali di tempo, luogo ed intensità, accadono i fenomeni calamitosi dai cui disastrosi effetti ci vogliamo difendere. Esistono degli strumenti matematici appositi che messi opportunamente alla prova potrebbero offrire tale possibilità."
I lettori di questo blog forse ricordaranno i miei post dedicati alle perturbazioni dei segnali radio in bassissime frequenze utilizzate come "precursori sismici", come sintomi di un terremoto imminente. Per una strana coincidenza proprio stamattina discutevo con Andrea Borgnino (complimenti per la nascita del suo terzogenito, Emilio!) di un fatto correlato alla ricerca in questo campo. Un contatto di Andrea, radioamatore e docente all'università dell'Aquila, gli aveva segnalato la pubblicazione di un recente articolo scientifico apparso sulla rivista Natural Hazards and Earth System Sciences della European Geosciences Union firmato da un gruppo di ricercatori italiani. Gli autori affermano di aver registrato, una settimana prima del terremoto in Abruzzo, un brusco calo del segnale del trasmettitore di Radio Monte Carlo su 216 kHz, in onde lunghe, segnale addirittura scomparso dai loro spettrogrammi. Ecco il testo che si legge nell'abstract apposto all'articolo intitolato A pre seismic radio anomaly revealed in the area where the Abruzzo earthquake (M=6.3) occurred on 6 April 2009:
From 31 March to 1 April the intensity of the MCO radio signal dropped and this drop was observed only in this signal. The possibility that the drop was connected to problems in the transmitter or in the receiver was investigated and excluded. So, the drop indicates a defocusing of the radiated signal. Since no particular meteorological situation along the path transmitter-receiver happened, the defocusing must be related to other causes, and a possibility is presented that it is a precursor of the Abruzzo earthquake.
Secondo gli scienziati le presunte perturbazioni propagative in onde lunghe potevano essere considerate un precursore dell'evento sismico del 7 aprile che ha così duramente colpito L'Aquila. C'è però una grave falla in questa ipotesi: non so quali controlli abbiano svolto i ricercatori, ma il 31 marzo il trasmettitore di Monte Carlo era spento per ordine di un tribunale francese. Notizia che gli scienziati avrebbero potuto leggere anche su Radiopassioni. L'emittente, mi riferisce ancora Andrea, ha confermato oggi che l'impianto era stato disattivato. Non è quindi il caso di correlare il suo "silenzio" a una condizione pre-sismica, forse neppure il nostro Caro Leader potrebbe accusare la magistratura di certe colpe. Una brutta figura, che ricercatori esperti avrebbero dovuto evitare. Ma che non toglie validità alle teorie sui precursori sismici. Nello stesso numero di NHESS, il 5 del Volume 9/2009, si trova un altro studio, condotto su segnali radio in VLF. Si intitola Anomalies in VLF radio signals prior the Abruzzo earthquake (M=6.3) on 6 April 2009 e mi sembra più sensato.




17 maggio 2009

Quella foresta di antenne a Niscemi

Christian Diemoz mi ha passato il link a un servizio che RAINews24 ha trasmesso in questi giorni sulle iniziative prese dagli abitanti di Niscemi, in Sicilia, per fare luce sulle attività dell'impianto di comunicazioni della Marina militare americana. La NRTF di Niscemi rientra nell'area di competenza del NavComTelSta di Sigonella e ospita decine di antenne HF e un impianto LF per comunicazioni navali sottomarine che i monitor specializzati continuano a segnalare su 45,9 kHz. La popolazione locale è molto preoccupata per gli eventuali effetti sulla salute delle emissioni di quell'impianto (aperto nel 1991) e adesso è ancora più angosciata: Niscemi sarà una delle quattro stazioni di terra del sistema di comunicazione satellitare UHF MUOS (questa la scheda di Wikipedia, qui c'è l'analisi di Global Security, normalmente attendibile e invece qui trovate delle informazioni di background dei contractors del Mobile User Objective System, la Lockheed Martin e la General Dynamics. Il servizio di RAINews24 è a suo modo dettagliato e cerca di ascoltare le diverse fonti, ma il risultato, alla fine, è sempre lo stesso: sensazionalismo disinformato. Nessuno che spieghi che cosa succede a Niscemi, nessuno che parli delle frequenze impegnate, dei livelli di potenza, insomma, nessun dato scientifico degno di tale nome (anche se vengono interpellati molti scienziati). Tanto lo spettatore "non capirebbe" (già perché così...).
Non dico naturalmente che impianto che opera dalle LF alle frequenze satellitari non possa avere un impatto sulla salute della gente. Ma per avere delle risposte bisogna implementare analisi epidemiologiche molto complesse e molto costose. Per salute e la prevenzione si fa questo e altro, direte voi. Assolutamente vero. Eppure, per tanti studi del tutto inconcludenti sugli effetti dannosi delle radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti, ci sono migliaia di analisi altamente allarmanti sugli effetti del fumo, con ricadute costisissime sulla salute degli individui e sui costi per il sistema sanitario. E nessuno si sogna di far chiudere le tabaccherie.
Un'altra ragione d'allarme sarebbe la possibilità che le emissioni UHF del MUOS possano interferire con le operazioni di volo degli aerei militari e addirittura innescare e far esplodere le armi portate a bordo. Questo sarebbe uno dei motivi per cui le parabole del MUOS non sono vengono installate a Sigonella, sede della base aerea, ma a Niscemi. Un responsabile militare intervistato da RAINews24 ha detto che sì, le comunicazioni e il volo strumentale possono essere disturbate ma che non c'è nessun rischio per le armi. La questione resta ovviamente aperta e Internet si mobilita per cercare di fare più chiarezza (questo uno dei primi articoli, ben informato devo dire ma anche inutilmente cospirazionista, pubblicato da Arianna Editrice). Il locale comitato contro l'installazione del MUOS, costituito a fine febbraio, ha il suo sito Web a questo indirizzo.