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05 settembre 2016

L'emergenza provocata dal tifone Lionrock riaccende le onde medie e corte dell'est siberiano

Il profondo est russo è scosso dalla peggiore tempesta degli ultimi 40 anni, le scorte di cibo e acqua devono essere aviotrasportate, le devastazioni sono superiori a quelle registrate nel 1989 con il tifone Judy. E Radio Rossii decide di ripristinare i servizi in onde medie e onde corte dagli impianti siberiani, gli stessi che erano stati messi frettolosamente in pensione un paio d'anni fa. Già nei mesi scorsi la repubblica siberiana della Yakuzia aveva ripreso a diffondere sulle onde corte, nei 41 metri, i programmi di Radio Sakha, perché l'FM non era sufficiente per le esigenze di ascolto di una popolazione sparpagliata in un territorio vastissimo. 
Lo sfacelo provocato dal tifone "Lionrock" dimostra ancora una volta che le infrastrutture radiofoniche in onde medie e corte, con la loro capacità di assicurare una copertura territoriale molto estesa a partire da un unico punto emittente, possono essere fondamentali. E che le conseguenze del cambiamento climatico suggeriscono estrema attenzione quando si tratta di decidere se smantellare o anche semplicemente mettere in naftalina impianti che necessitano di regolare manutenzione per funzionare senza problemi.
I DXer stanno seguendo l'evoluzione con i loro ricevitori, anche remotizzati. La frequenza onde corte più attiva è quella dei 5900 tra le 10 e le 14 UTC, dalle possibili località siberiane di Tulagino in Yakuzia, Kamchatka o Arman/Magadan nel nord siberiano. Ripristinato anche il trasmettitore di Razdolnoye su 810 kHz, ripreso in un recente notiziario televisivo:

 

07 maggio 2016

La basker music australiana di RadioDX, presto anche in banda tropicale HF


Una curiosa Webradio "ads free", tutta dedicata alla nuova musica australiana, in particolare i "baskers" (i musicisti che si esibiscono per strada, per qualche moneta) dell'area di Sydney, promossa da un radioamatore, sta per avere - sempre grazie a Nick Hacko, VK2DX, patito dei collegamenti radio a bassa potenza, o QRP come si dice in gergo amatoriale - il suo battesimo ufficiale nella banda dei 60 metri. Tempo fa Nick ha pubblicato sulla lista DXLD di Glenn Hauser la sua storia di piccolo editore radiofonico, raccontando di aver scoperto che il regolatore australiano ACMA aveva bandito un nuovo tipo di licenza "HF domestic service", per l'assegnamento di frequenze tra i 2,3 e 26,1 MHz (ovviamente per le frequenze nei 120, 90 e 60 metri bisogna operare da un'area geografica compresa nella fascia tropicale definita dall'ITU). Ottenere una di queste licenze, racconta ancora Nick, non è stato per niente facile perché la burocrazia si è rivelata un serio ostacolo. Ma alla fine VK2DX ce l'ha fatta: la licenza è stata concessa e RadioDX - un nome che è tutto un programma - dovrebbe cominciare a testare tra un mese, un mese e mezzo, una delle due frequenze messe a disposizione da ACMA. Le prime trasmissioni dovrebbero avvenire su 5045 kHz con 1 kW di potenza.

Che possibilità ci sono di ascoltarla da noi? Molto dipende dalle fasce orarie in cui RadioDX sarà attiva. La potenza è un decimo di quella che consente, o consentiva, alle emittenti della Papuasia ad arrivare con segnali non trascurabili, condizioni permettendo. Il Queensland non dovrebbe essere impossibile. Per ora, non ci sono problemi nel seguire il piacevole stream dal suo player Web.

Ben risentita Radio Sakha. La Siberia russa torna sulle onde corte!

Dopo la decisione da parte delle autorità russe di smantellare in pratica l'intera infrastruttura radiofonica operante sulle onde lunghe, medie e corte nel 2011, sul territorio della Federazione russa  (e su quello conteso della Transdnistria) sono rimasti pochissimi impianti ancora attivi. A parte i 1413 di Grigoriopol non è certo lo status di due o tre frequenze in onde medie utilizzate su scala locale e segnalate fino a poco tempo fa. Mentre in onde corte l'unica presenza certa era quella di Adygeyskoye Radio, emittente locale caucasica, che utilizza per il suo "servizio internazionale" in lingue come il circasso, la frequenza di 6000 kHz, nella prima serata di lunedì, venerdì e domenica. Ecco come arrivava ieri alle otto di sera, a Milano.


Da pochi giorni è tornata sulle onde corte anche la Yakuzia, la repubblica siberiana di Sakha, che aveva annunciato l'intenzione di riottenere una licenza in onde corte per favorire l'ascolto di Radio Sakha su un territorio che vede poco meno di un milione di abitanti sparsi in qualcosa come 2 milioni di chilometri quadrati, pieno di cacciatori, pescatori e persone in movimento (diciamolo, solo un ammnistratore cretino può pensare di rinunciare alle onde corte per offrire servizi radiofonici in geografie del genere). La notizia dei progetti di riattivazione risale all'inizio dell'anno ma la stazione, NVK, ha mantenuto le promesse e ha iniziato a trasmettere proprio all'inizio di maggio. Ci sono ancora incertezze sugli orari del servizio, ma una segnalazione giunta proprio adesso dalla California conferma che Radio Sakha è attiva su 7295 e 7345 kHz, due frequenze non certo libere da interferenze. Poter ascoltare da una spiaggia nei dintorni di San Francisco aiuta. Ecco il fantastico clip appena diffuso da Ron Howard, leggendario beach DXer sul Pacifico. Quali sono le possibilità di ascoltare qui in Italia Radio Sakha? Probabilmente con l'oscurità, soprattutto in autunno e inverno, le chance ci sono, dopotutto stiamo parlando di impianti da 100 e 250 kW dichiarati, ma 7345 è molto utilizzato dalla Cina, tanto per cambiare. 

04 maggio 2015

In Somalia Puntland Radio One nasce sulle onde corte (con finanziamenti italiani) in condizioni ancora difficili.

La notizia del momento, in mezzo a tanti annunci di stazioni che chiudono, è l'attivazione di una stazione in onde corte che sembra assicurare anche in futuro una certa continuità a dispetto delle difficili condizioni del contesto da cui opera. Si possono ascoltare da qualche giorno i test di Puntland Radio One, sui 13800 kHz dalla Somalia, nella regione costiera del Puntland, la punta geografica del Corno d'Africa. Dopo aver letto le prime segnalazioni ho potuto ascoltare il suo segnale il 28 aprile, a Favignana, con sorprendente intensità. Gli annunci sono in italiano (!), inglese e somalo e parlano anche di una frequenza, i 6160 kHz per la quale al momento non ci sono segnalazioni.
Il progetto ha una matrice molto italiana, perché i finanziamenti rientrano nei fondi che l'Italia devolve ai progetti che fanno capo all'agenzia delle Nazioni Unite UNOPS e il responsabile dell'installazione è Enrico Li Perni, tecnico e radioamatore italiano basato nella regione, dove è CEO di una società di ingegneria RF, la Red Telcom. Via Skype, Enrico mi conferma che la recitazione del Corano registrata poco fa (14:55z) qui a Milano, sul mio nuovo Tecsun PL-680 (l'ho appena ordinato a causa dei problemi che il mio vecchio 660 mi stava dando), viene effettivamente dalla nuova stazione (le trasmissioni sono in AM con banda inferiore soppressa). Nell'area sono già attive stazioni in FM, ma un impianto a onde corte offre sicuramente una maggiore copertura, oltre a dare a tutti noi hobbisti la possibilità di tornare a ricevere una stazione interessante e soprattutto "ufficiale". 
Puntland Radio One si unisce dunque a Radio Hargeisa, altra emittente del Somaliland attiva su 7120 kHz, come sintomo radiofonico di una situazione politica che - si spera - possa diventare un po' più stabile e serena in Somalia e nelle sue regioni semi-autonome. Purtroppo Enrico mi ha riferito di aver "scampato per un soffio", l'attentato dei militanti di al Shabaab che il 20 aprile ha provocato almeno sei vittime dopo che una bomba ha fatto saltare in aria un van delle Nazioni Unite con a bordo quattro funzionari dell'UNICEF.



Questa registrazione si riferisce a qualche ora dopo, con l'annuncio delle 17:05 UTC:


28 giugno 2014

Voice of America, addio onde corte per l'Asia

Da lunedì l'Asia non sentirà più Voice of America in inglese sulle onde corte: il Congresso, secondo SWLing.com che ha raccolto la notizia dall'ex corrispondente Dan Robinson, avrebbe decurtato drasticamente il budget per le trasmissioni per il continente asiatico. Chiuse le trasmissioni in azerbaigiano, bengali, cambogiano, curdo, laotiano e uzbeco. Forti limitazioni a Free Europe e Free Asia. Il rapporto costo/audience è diventato molto sfavorevole, a quanto sembra (a furia di sentirlo dire ci credo anch'io). Affermare che la radiofonia in onde corte sta morendo è banale e ripetitivo, potremmo organizzare un concorso aperto a chi riesce ad azzeccare meglio la previsione del momento in cui l'ultimo impianto broadcast tra 3 e 30 MHz verrà definitivamente spento, con buona pace di chi anche vivendo in nazioni governate da regimi oppressivi avrebbe potuto ascoltare con facilità (e senza dispositivi digitali comunque costosi e controllabili) buon giornalismo e politica equilibrata. Pazienza, tanto la prossima guerra farà passare tutto in secondo piano.

FAREWELL TO SHORTWAVE 
We were informed late Friday that BBG’s proposed shortwave cuts for FY2014 have been approved by Congress.
As of the end of the day on Monday, June 30th, all shortwave frequencies for English News programs to Asia will be eliminated. We will no longer be heard via shortwave in the morning (12-16 utc), and the evening (22-02utc)…mostly in Asia.
Shortwave frequencies for the following services will also be eliminated: Azerbaijani, Bangla, English (Learning), Khmer, Kurdish, Lao and Uzbek. Shortwave being used by services at RFE/RL and RFA are also being cut.
Because shortwave has been a cheap and effective way to receive communications in countries with poor infrastructure or repressive regimes, it was a good way to deliver information. But broadcasting via shortwave is expensive, and its use by listeners has been on the decline for years. At the BBG, the cost vs. impact equation no longer favors broadcasts via this medium to most of the world.
Important for us is that we will continue to be heard on shortwave frequencies during those hours we broadcast to Africa. Also, we know through our listener surveys that about half of our audience in Asia and the rest of the world listens to us via the web and podcast – so all is not lost.
Let’s break the news about this change to our audiences starting Sunday night. I doubt specific frequencies are critical to announce. The important point to make for our listeners is that we encourage their continued listening through local affiliates, and on the web at voanews.com.”

07 gennaio 2014

Etón a Las Vegas: l'industria dei ricevitori a onde corte continua a crederci

Ecco in rassegna i quattro ricevitori portatili annunciati oggi a Las Vegas da Etón. Prezzi variabili dai 50 ai 220 dollari e diversi fattori di forma, incluso il tascabile Mini. Le caratteristiche in comune sono la ricezione AM/FM-RDS. Il top di gamma, dal punto di vista dell'ascoltatore delle onde corte più impegnato, è ovviamente il Satellit, che riceve l'SSB di radioamatori e aerei e grazie alla demodulazione sincrona è in grado di ridurre notevolmente le distorsioni dovute al lungo viaggio compiuto dai segnali sulle onde corte. Trattandosi di un annuncio preliminare, l'acquisto vero e proprio sarà possibile solo con l'arrivo della primavera, data prevista per le prime disponibilità. 
Se mi è consentita una osservazione, trovo davvero sorprendente
la vitalità di un settore merceologico che pur essendo di nicchia continua a sfornare anno dopo anno una tecnologia sempre aggiornata, anche se in questo caso - come ha prontamente osservato un mio lettore - Etón è intervenuta in chiave soprattutto cosmetica, specie con il Satellit (un chiaro remake del Traveller G3). È comunque un sintomo di una volonta di inseguire acquirenti che non possono essere completamente fittizi. Purtroppo i broadcaster non sembrano tenerne conto, anche se bisogna ammettere che la crisi delle onde corte è molto legata all'assottigliarsi dei finanziamenti pubblici nelle varie nazioni.


Etón SatellitPaying homage to the features that have made Satellit radios the top performers in radio reception and audio quality for the past 50 years, the Etón Satellit receives every radio wavelength – AM(MW), FM with RDS, Longwave and Shortwave - at home and abroad, making it the ultimate travel companion. Take the news of the world wherever you go. Features include:


· Single Sideband (SSB) and VHF aircraft band
· A PLL dual synthesized conversion receiver so your AM signal comes in strong and clear
· RDS for FM which enables users to see your favorite stations' call letters, style of music and song title
· A Sync Detector, which lowers distortion and fading
· Ability to store up to 700 stations
· Line input to plug-in your favorite device
· Local and world time settings
· Rich orange LCD display
· Alarm clock, sleep timer and time backup

Specs & pics at : http://www.etoncorp.com/en/productdisplay/satellit


Etón FieldFeaturing AM(MW), FM with RDS and Shortwave radio features, the Etón Field boasts high-sensitivity, strong anti-interference and fine-tuning of stations, so they come in loud in clear, with low background noise and distortion. This portable radio, complete with carrying strap, has local and world time settings, alarm clock and sleep timer. The Etón Field even displays the temperature on its rich orange LCD display, ensuring you are always prepared while in the field.


Specs & pics at : http://www.etoncorp.com/en/productdisplay/field

Etón Mini – This compact radio gives you access to news and music from across the globe, right in your pocket, whether on an AM, FM or Shortwave frequency. The Mini's built-in digital tuner and internal and telescoping antennas easily identify stations, which can be viewed on the high-contrast digital display. The radio also features an alarm clock, sleep timer and earphone jack. Perfect to listen to the radio broadcast at your favorite sporting events.

Specs & pics at : http://www.etoncorp.com/en/productdisplay/mini

Etón Traveler III – The Etón Traveler III receives a multitude of radio wavelengths – AM(MW), FM with RDS, Longwave and Shortwave. Providing four options to tune the radio including auto, manual and Auto Tuning Storage (ATS), the Etón Traveler III also boasts internal and telescoping antennas to ensure your reception is clear and crisp. The Etón Traveler III can store up to 500 stations in the memory and the rich, orange LCD display allows you to see temperature and time. The perfect travel companion, the Traveler III also features an alarm clock and sleep timer.

Specs & pics at : http://www.etoncorp.com/en/productdisplay/traveler-iii

26 dicembre 2013

Regate natalizie, la Sydney to Hobart in diretta sulle frequenze HF marine

Come ogni anno la regata Sydney to Hobart in Tasmania può essere seguita anche via radio. La gara, tipica dell'estate australe, copre circa 700 migli nautiche e si svolge tra il 26 dicembre e il 2 gennaio. Tra l'altro è una buona occasione per ascoltare, insieme all'imbarcazione che fa da radio-ripetitore per i partecipanti, la stazione costiera di Hobart, che ha chiuso i battenti con la fonia proprio a novembre. Ricordati questa, c'à una settimana di tempo! La frequenza "serale" (locale) di 6516 kHz opera  tra le 20 e le 08 UTC mentre dalle 08 alle 20 il "radio vessel" JBW è in contatto con Tascoast Radio su 4483 kHz. Il sito radioamatoriale di VK3VIM ha uno stream audio in diretta, le istruzioni ufficiali della gara riportano altri dettagli. Naturalmente la posizione delle barche si può contrallare in diretta anche attraverso il tracker sul sito Web della "S2H", ma riuscire a farlo via radio è tutt'altra emozione!

21 dicembre 2013

La Liberia torna alle onde corte con la religiosa ELWA

Per la comunità degli ascoltatori delle onde corte la notizia è abbastanaza clamorosa e merita un post immediato. La stazione religiosa missionaria ELWA, storicamente attiva in Liberia, distrutta e ricostruita una seconda volta a cavallo del 2000 e da circa tre anni ormai disattiva per problemi di forniture di materiali, sta riprendendo a funzionare regolarmente sui 4760 kHz della banda tropicale dei 60 metri e a partire dal primo di gennaio sarà regolarmente in onda. Lo annuncia un esperto hobbysta americano, Dave Valko, che afferma di aver ascoltato i test dell'emittente nel primo mattino aggiungendo di  aver avuto conferma da parte dell'attuale responsabile della stazione, Moses Nyantee. In effetti il sito ufficiale di ELWA cita espressamente la frequenza in onde corte e il nome di Nyantee. ELWA dovrebbe trasmettere anche fino alle 22 ora liberiana.
In questo periodo sulle onde corte stanno tornando attivi servizi regionali che pensavamo definitivamente eclissati. Un bel regalo di natale per chi ama dare la caccia ai deboli segnali delle onde corte. Uno di questi è il servizio interno in lingua araba di Radio Sana'a, dallo Yemen, sulla frequenza (che dovrebbe operare dalla località di Aden) di 6135 kHz.

   

La banda dei 49 metri non è certo adatta alle coperture a lunga distanza ma nella regione dello Yemen può assicurare un buon servizio. Le opportunità di ascolto sono limitate alla fascia compresa tra le 15:30 e le 16 ora italiana (del resto Radio Sana'a trasmette in onde corte solo poche ore) e ho perfino avuto una cordiale risposta via email dal "tech consultant" della stazione, Ali Tashy, il quale conferma che la frequenza viene utilizzata per ripetere il programma nazionale. Un'altra riattivazione è quella delle  isole del Pacifico Solomon dove è stato acceso un nuovo trasmettitore, inizialmente sulla frequenza storica di 9545 kHz, che subito dopo sono diventati i 6080 kHz. Questa stazione è sicuramente molto più difficile, ma non è detto che sia del tutto impossibile.

26 novembre 2013

RItorno dall'esilio: la voce democratica della Birmania lascia Oslo dopo 21 anni e apre a Yangon

A volte ritornano. Nel senso che per fortuna anche le vicende politiche più intricate, le storie di opposizione ai regimi più sanguinari hanno un lieto fine. Il 21 novembre a Oslo, in Norvegia, si è tenuto un evento che ha coinvolto, in un lungo ringraziamento, le autorità norvegesi e l'organizzazione di Democratic Voice of Burma. L'emittente radiotelevisiva ha trasmesso dai suoi studi di Oslo per oltre 21 anni, essendo stata fondata da un gruppo di esuli birmani nel 1992 con il sostegno delle organismi umanitari in Norvegia. Fino alla prima metà del 2000 DVB trasmetteva esclusivamente in onde corte, decidendo poi di affiancare un servizio televisivo diffuso via satellite. Oggi le condizioni politiche della Birmania sono cambiate al punto che DVB ha deciso di ritornare in patria. Da tempo aveva spostato il grosso delle operazioni a Chiang Mai, nel nord della Tailandia. Entro l'anno l'ufficio di Oslo verrà definitivamente chiuso perché DVB sta già aprendo una sede a Yangon, nella sua Myanmar. Considerando che l'ente di Stato utilizza le onde corte per le sue trasmissioni interne, forse anche DVB continuerà a servirsi di questo mezzo.
La notizia ha ricevuto una certa prominenza in Norvegia, come testimonia l'articolo su Aftenposten. Ma lo stesso quotidiano locale inglese Myanmar Times lo scorso marzo raccontava delle intenzioni di DVB, annunciando la prossima apertura di una sede ufficiale birmana. Il percorso di democratizzazione non è ancora stato concluso e il leader dell'opposizione Aung Saan Suu Kyi si sta battendo per una riforma di una Costituzione che attualmente le impedirebbe di presentarsi come candidata alla presidenza nelle elezioni che potrebbero svolgersi nel 2015. Il segnale della liberazione dei giornalisti di DVB dal loro esilio praticamente polare è però molto forte. Al momento, in ogni caso, DVB si può ancora ascoltare in onde corte, in birmano, su 6225 kHz  tra le 14:30 e le 15:30 (dal Tajikistan) e su 7510 kHz tra le 23:30 e le 00:30 UTC (dall'Armenia).
Questo è il discorso pronunciato la settimana scorsa a Oslo da Guri Hjeltnes, rappresentante del board della organizzazione Fritt Ord (Libertà di parola) che in questi 21 anni ha contribuito a finanziare le operazioni dell'emittente.
Dear journalists and editors of DVB, distinguished guests from abroad, and very soon arriving Børge Brende, Norwegian Minister of Foreign Affairs!
On behalf of the Fritt Ord Foundation and the DVB Multimedia Group: Welcome to the seminar “DVB Operations and Myanmar Media: Past Experiences and Future Vision”! This is a seminar to commemorate DVB’s stay in Norway. DVB is on the move, leaving Norway, it is off to Myanmar. 
Besides journalists and editors of DVB, we have prominent journalists from other Burmese media, and exiled journalists from Belarus and Zimbabwe as well as journalists from South Africa and South Sudan, who are now able to work inside their own countries, that are here today to both learn from DVB, and share their experiences with DVB, on their new path as a commercial, independent media house in Burma.
A warm welcome to you all!
As many of you might know, The Fritt Ord Foundation is a private non-profit foundation that works to promote freedom of expression and public debate in Norway.  We are both a grant-giving foundation, and we do run our own projects.  On an international level, Fritt Ord has over many years supported Index of Censorship. A few years ago Fritt Ord established the Free Word Centre in London, a building devoted to freedom of expression, where both Index of Censorship and Article 19 have had their headquarters. Together with the German foundation ZEIT-Stiftung, Fritt Ord annually awards press prizes to journalists and media in Russia, Belarus, Ukraine, Georgia, and Azerbaijan. The press prizes are intended to support the independent role of journalists, despite reprisals and financial difficulties, to encourage them not to be intimidated by censorship and to resist self-censorship.
I would like to mention just two of our recent initiatives.
In Norway the Fritt Ord Foundation recently established the Freedom of Expression Barometer of Opinion, the first comprehensive survey of the general public's attitudes to and experience of freedom of expression. The Foundation has also taken an initiative for a Monitoring Project designed to monitor the status of freedom of expression in Norway. The project is being run by the Institute for Social Research. The Monitoring Project is a comprehensive research project that will survey freedom of expression in a multi-cultural society, the digitalization and modification of the new media reality, the surveillance needs of society and the market, and freedom of expression in the work place.
An important international exhibition and information project in the wake of the terrorist act perpetrated in Norway on 22 July 2011 will be opened to the public in spring 2014. With the tentative title “We live on a Star”, the project is a result of cooperation between the Henie Onstad Art Centre and the Fritt Ord Foundation.
And so to our guests from far away - and what we are commemorating here today. The Fritt Ord Foundation has provided support for DVB for a number of years. We supported the establishment of the DVB radio in Norway in 1992.  Ten years later, in 2002, the contact between DVB and Fritt Ord resumed, then with support for an international media conference in Oslo and for educational programs for the DVB journalists.  In 2003 we extended our support to media training of journalists within Burma.  Fritt Ord was actually the first foundation to support a pilot project, in 2004, under the auspices of the DVB that was aimed at setting up a TV station. 
We have subsequently followed up by providing substantial annual support for the media organization’s TV project. The Foundation has also provided grants for the production of the documentary film “Burma VJ – reporting from a Closed Country” which received an Oscar nomination in the category ‘best documentary film’. The Norwegian premier of the documentary took place at Fritt Ord in 2009. In 2010 we invited to a film screening of the documentary “Burma’s Nuclear Ambitions” and a follow-up debate together with DVB in Oslo. In 2011 Fritt Ord and DVB co-organized a preview screening of the documentary film “The Voice of Burma”. Both films received production support from the Fritt Ord Foundation.
It was with great joy that we were able to invite Zarganar – comedian, film actor, director and former political prisoner, and Min Htin Ko Ko Gyi – poet, filmmaker and screenwriter, with help from DVB to take part in the opening ceremony of the First World Conference on Artistic Freedom of Expression, entitled "All That is Banned is Desired", at the new Opera in Oslo in autumn 2012. The session was most appropriately called ‘Beauty under Pressure’: about film, poetry and music in Burma. 
Two weeks ago members of the board of Fritt Ord visited DVB’s new premises in Thailand and Burma, accompanied by Khin Maung Win, Deputy Executive Director of the DVB. First stop was Chiang Mai in Northern Thailand. We met the most engaged group of editors and journalists, working on different media platforms, in the midst of unopened boxes sent from Norway, a charming chaos. The working conditions – and the working spirit – are impressive. The TV-monitors in the DVB-building demonstrated the wide journalistic activity. The competence amongst the DVB was convincing. Next stop was Yangon, where another dynamic group, maybe a bit smaller, met the Fritt Ord guests. We were once again well informed of the ambitions and challenges of working in Burma. Hot topics are the new laws – a complicated mixture of laws and regulations, heavily debated when we visited.
We also had a most enlightening morning meeting Zarganar, other artists, and other editors, and not to forget an eager group of quite young journalists, greating us with optimism and determination. I am happy to share with you the repeated praise of the exile radio- and tv- station:
– DVB was our light in the darkness.
This fall, the biggest journalistic event is the SEA games. Next stop was the capital Nay Pyi Taw – quite a change from the extreme traffic in Yangon, quite a long way to fill the streets of Nay Pyi Taw. 
Fritt Ord met the Minister of Information and his top leaders in the ministry. Fritt Ord – alas, thanks to our friend Khin – we also met and talked to Daw Aung San Suu Kyi. Our chairman Georg Rieber-Mohn told her about our visit and cooperation with DVB through many years. He mentioned that after our short week we are optimistic of the development. Suu Kyi replied: - I am carefully optimistic. You cannot just hope. You can only allow yourself to be optimistic if you at the same time work hard. 
I think these words sums up DVB’s effort over the years: hard work and a media adventure with no parallel anywhere. The small radio station, Democratic Voice of Burma, an exile opposition, more propaganda-like in the beginning, has developed into a professional multimedia organization.  Yes, Fritt Ord is optimistic, and we enjoyed the beautiful landscape of Burma. Being a WWII-historian it was also a travel back in Burmese history. On behalf of the board, I would like to thank Khin Maung Win. He took a week off from his important work at DVB, and gave Fritt Ord an unforgettable journey into his home country and into the new world of DVB. 
At the Fritt Ord Foundation we will follow the new path of DVB in Chiang Mai, Yangon and Nay Pyi Taw with great interest, and also with understanding of the need for financial support in this crucial transitional period. I repeat – an understanding of the need for support … – hope you get the point. And now I turn to you – Aye Chan Naing, Executive Director and one of the founding members of the DVB. You have for many years been a driving force of the DVB, so we are honored that you will open this seminar. Together with the DVB staff you have created an independent flagship in the Burmese media landscape. 

(Gli speaker dell'evento, al quale hanno partecipato altre organizzazioni mediatiche extraterritoriali)
1. Professor Guri Hjeltnes is a member of the Board of Trustees of Fritt Ord (Freedom of Expression
Foundation), a Norway based DVB donor since the beginning and the host this event at their office
2. Mr. Aye Chan Niang is Executive Director and one of founding members of the DVB
3. Mr. Harn Yawnghwe is former Executive Director of the DVB
4. Mr. Harald Bockman is Chairman of the Board of both DVB Foundation and Norwegian Burma
Committee which helped DVB get started in 1992 in Oslo
5. Mr. Maw Lin is Chief Editor of the People’s Age Journal, Myanmar
6. Mr. Khin Maung Win is Deputy Executive Director of the DVB, and one of founding members of the
DVB
7. Ms. Eva Atterlov Frisell is Programme Manager at Swedish International Development Cooperation
Agency (Sida), a DVB major donor since the beginning
8. H.E Børge Brende is Minister of Foreign Affairs, Government of Norway
9. Professor Helge Rønning is a professor at the Department of Media and Communication, University
of Oslo
10. Mr. Kavi Chongkittavorn is a Thai journalist and member of Board of Directors of the DVB since
2006
11. Mr. Jacob Akol works for Gurtong Trust Peace and Media Project
12. Ms. Tu Tu Thar is an Editor of the Irrawaddy Magazine and Online (Burmese section)
13. Ms. Jane McElhone works for Media Programme, Open Society Foundation
14. Mr. Jacob Akol runs Gurtong Trust Peace and Media Project, South Sudan
15. Mr. Thaung Htike is Chief Editor of True News Journal, Myanmar
16. Mr. Toe Zaw Latt is Myanmar Bureau Chief, DVB
17. Ms. Maria Sadovskaya-Komlach is a Senior Project Coordinator of the European Radio for Belarus
18. Ms. Gerry Jackson runs Short Wave Radio Africa (Zimbabwe)
19. Mr. Pe Myint is Consultative Editor of People’s Age Journal, Myanmar
20. Mr. Kyaw Min Swe is Chief Editor of The Voice Daily Newspaper and The Voice Weekly Journal,
Myanmar
21. Mr. Wilf Mbanga is Chief Editor “The Zimbabwean Newspaper”, which is published in South Africa
and circulation is made within Zimbabwe

24 settembre 2013

Le "QSL" di KVOH e Channel Z, simboli tradizionali di una radiofonia in divenire


La posta, quella che ancora viaggia nella borsa a tracolla del portalettere, mi ha consegnato negli ultimi giorni due testimonianze attuali ma riferibili al glorioso passato di una radiofonia avviata a una radicale trasformazione. Due messaggi cartacei che confermano l'avvenuta ricezione del segnale di due stazioni nordamericane alle quali avevo inviato un "rapporto d'ascolto". Si tratta in entrambi i casi di due cartoline (e una lettera) che nel gergo radioamatoriale, derivato dai primi collegamenti telegrafici, vengono chiamate "QSL". Dopo un primo periodo in cui le comunicazioni tra marconisi avvenivano attraverso liste di abbreviazioni (codici di due o tre letteere che servivano per accelerare la trasmissione dei messaggi) specifiche per ciascun operatore, il British Post Office stabilì un elenco di abbreviazioni di tre lettere che iniziavano con la lettera Q. Pubblicata nel 1909 la lista venne adottata dagli organi marittimi internazionali nel 1912 ed entrarono ufficialmente in vigore nel luglio del 1913. Esattamente un secolo fa.  I marconisti delle navi telegrafavano "QSL" per sincerarsi o confermare che il messaggio fosse stato ricevuto correttamente, poi la consuetudine si è estesa alle prime stazioni broadcast e ha preso piede nelle relazioni tra chi trasmetteva e chi riceveva più assiduamente, o si impegnava a ricevere i segnali più lontani. Attraverso le QSL le prime, pionieristiche stazioni di radiodiffusione, in un'epoca vissuta ancora in modo molto dilettantesco, si rivolgevano agli ascoltatori che avevano captato il loro segnale e avevano scritto sull'onda dello stesso entusiasmo degli hobbysti di oggi. L'hobby della radio è ancora fatto di questi piccoli riti ma a parte il drastico crollo del numero di stazioni, il dialogo si svolge soprattutto via Internet. Le cartoline che potete vedere qui riprodotte rappresentano una gradita eccezione.


Anche la natura delle emittenti che hanno confermato ufficialmente il fatto che io abbia ascoltato i loro programmi è indicativa.  KVOH è una stazione religiosa in regolare possesso di licenza della FCC americana e sta riprendendo a trasmettere dopo diversi anni di assenza o funzionamento a singhiozzo. Un tempo esistevano molte più stazioni radio di questo tipo e la autorizzazione a operare sulle onde corte dagli Stati Uniti - licenze concesse con parsimonia e solo con specifche restrizioni, perché la possibilità di andare a coprire un territorio esteso utilizzando tali frequenze era considerata "sleale" nei confronti di una radiofonia che sulle onde medie e in modulazione di frequenza viene ancora rigidamente organizzata in circoscritti bacini di raccolta pubblicitaria. 

Anche l'altra stazione è  (o perlomeno è lecito supporre che sia) americana, ma non è ufficialmente autorizzata a trasmettere. Channel Z è una stazione hobbystica, addirittura "autarchica", che appartiene al ristretto novero delle emittenti pirata in onde corte concentrate negli Stati Uniti in una piccola porzione di spettro a ridossod dei 7 MHz. Le omologhe stazioni pirata europee utilizzano più frequentemente piuttosto i cosiddetti 48 metri, compresi più o meno tra i 6200 e i 6300 kHz. Due fenomeni diversi, quelli delle stazioni hobbystiche europee e americane. Più numerose ma anche molto più folk e ruspanti le prime. Più saltuarie ma anche più raffinate, a vocazione più "politica", oltre che musicale, le seconde (anche per merito di una attività repressiva che forse negli USA è più forte che sul nostro continente). 
L'emittenza illegale sulle onde corte può essere considerata comunque un unico sottoinsieme di un fenomeno più esteso che sta acquistando sempre maggiore consistenza rispetto alla radiofonia tradizionale, pubblica o commerciale. Questo è vero in particolare sulle onde corte, dove i pirati potrebbero anche diventare (se già non lo sono) maggioritari. Personalmente ritengo che proprio l'uso delle onde corte faccia da linea di confine tra pirati dell'etere interessati a un contatto più prossimale con i loro ascoltatori e "bootlegger" che sono invece affascinati dalla "mondialità" di un segnale capace, per sua natura, di colmare distanze anche notevoli. Diciamo che questi pirati sono più vicini allo spirito dei radioamatori, mentre gli altri, attivi di solito in FM, hanno obiettivi quasi commerciali ma non vogliono rispettare i vari meccanismi di licenza, o li considerano punitivi e restrittivi. 
Da un punto di vista tecnico ricevere il segnale di una stazione pirata può essere molto difficile a causa delle basse potenze in gioco. Nel caso di Channel Z, poi, non sembra neppure esserci possibilità di confronto con KVOH: 25 watt di un piccolo trasmettitore autocostruito da una presumibile località sulla costa Est, contro 50 kW dalla costa Ovest.  In effetti, anche considerando tutti i fattori dell'equazione (la maggiore distanza con Los Angeles, ma anche un impianto di antenna che per KVOH è certamente più professionale), si tratta di due ascolti che tecnicamente si equivalgono, entrambi richiedono in ogni caso buone condizioni propagative e ricevitori sensibili. La speranza è che le due QSL siano anche il segno di un interesse rinnovato e duraturo per una radiofonia messa a dura prova dall'inesorabile scorrere del tempo. Interesse che auspicabilmente deve riflettersi anche nella propensione da parte dei regolatori, compresa la nostra Agcom, ad aprire spazi di legalità a iniziative nuove, anche sul piano dei contenuti e dell'impatto sociale. 

22 settembre 2013

Norvegia, tra nostalgia e progettività. Nuovi test per la stazione hobbystica in AM LKB/LLE.

Dopo analoghi casi in Finlandia e Germania, anche in Norvegia, la nazione che si appresta a spegnere definitivamente le radioemittenti analogiche, FM compresa, per passare alla radio digitale, parte un progetto di radiofonia in onde corte a bassa potenza. L'origine del progetto è hobbystica e radioamatoriale, ed è basata credo in parte sull'uso di impianti vintage appartenuti alla stazione in onde medie e lunghe di Bergen della NRK, l'ente di stato norvegese, trasformato in un museo dal locale club di radioamatori.
L'anno scorso erano state effettuate delle trasmissioni sperimentali celebrative su 1314 kHz (frequenza usata non da Bergen ma da un potente impianto che copriva la Norvegia e il nord Europa anni fa). Ora però sembra che intorno alla stazione che ancora viene designata dalla storica sigla LKB, possa nascere un progetto più articolato. Svenn Martinsen, appassionato di radio pirata e organizzatore della Web radio  Northern Star in collaborazione con l'associazione Foreningen Bergen Kringkaster, avrebbe finalmente ottenuto (dopo una richiesta inoltrata già nel 2009) dalle autorità norvegesi una licenza "test e sviluppo" che consente al club di operare con un trasmettitore in onde medie e uno in onde corte.
Gli ultimi due mercoledì, l'11 e 18 settembre, sono stati svolti i primi test su 1314 kHz e 5895, con potenze molto basse, tra i 50 e gli 80 watt. Il primo test, in voce e musica, su 5895 non ero riuscito ad ascoltarlo, ma l'altro ieri, anche grazie alla tempestiva segnalazione di Chris Diemoz, ho ascoltato il segnale da Bergen, modulato in USB. La trasmissione consisteva nella semplice ripetizione del nominativo dei due impianti LKB/LLE-2 e 3 in codice Morse, isentificazione che faceva seguitonalla tipica chiamata generale delle stazioni telegrafiche, la serie "VVV" ripetuta tre volte.
Ecco un campione del segnale di LKB/LLE su 5895 ricevuto a Milano con un semplice portatile. La chiamata Morse si distingue abbastanza bene, ("vvv de lkb/lle"):



Secondo Martinsen le prove di LKB dovrebbero preludere al lancio di una stazione più regolare, anche se non sono chiari le possibili tempistiche e la regolarità delle future trasmissioni. La finnica Scandinavian Weekend Radio per esempio trasmette ogni primo sabato del mese. Probabilmente ci saranno altri test e bisognerà anche fare maggiore chiarezza sulla reale provenienza di questi segnali. Molto probabilmente le prove su 5895 sono state effettuate con un impianto che era stato utilizzato lo scorso anno per un analogo esperimento effettuato in Svezia, a Deslbo, 350 chilometri a nordest di Stoccolma, per una riunione di appassionati della radio. In quella occasione, dal 1 al 3 giugno 2012 aveva trasmesso, con una licenza temporanea, Radio Dellen International. Non si può escludere che per i test di LKB siano stati utilizzati la stessa location svedese o quanto meno lo stesso apparato.
Tutte queste attività dimostrano sicuramente il forte attaccamento alla radio ancora vivo nella comunità dei radioamatori e degli ascoltatori delle emittenti internazionali. C'è anche da aggiungere la sensazione positiva sulla disponibilità dimostrata dalle varie authority nazionali, che sembrano aperte a discutere la possibilità di aprire a un uso più generalizzato frequenze che erano un tempo appannaggio di grosse emittenti pubbliche, o addirittura di servizi di comunicazione non broadcast. Come hobbysta non posso non essere emozionato di fronte a queste nuove opportunità di dare la caccia a segnali deboli, comunque non facili da captare.
Un'altra parte di me, quella ancora convinta delle straordinarie potenzialità del mezzo radiofonico in generale e di porzioni di spettro ormai dimenticate come le onde medie e corte in particolare, si sente invece un po' perplessa. Le frequenze che un tempo erano dominate da numerosi grandi e piccoli broadcaster, emittenti religiose, locali e clandestine, oggi vede la presenza di qualche grande nazione, di alcuni organismi religiosi, una manciata di emittenti regionali o locali di nazioni in via di sviluppo e infine una pletora di programmi che vengono diffusi da enti, associazioni, partiti e gruppi che affittano la loro capacità trasmissiva da società commerciali non più pubbliche. Poi ci sono le stazioni non autorizzate, pirata, che sono sempre molto divertenti ma si comportano sempre più come i radioamatori con licenza, comunicando via Internet con i loro ascoltatori e spesso spostando la frequenze delle loro saltuarie trasmissioni in modo da favorire certe aree di ascolto sulla base delle indicazioni ricevute in tempo reale. Ripeto, tutto molto divertente e stimolante, anche perché si tratta di stazioni che usano livelli di potenza molto bassi e ascoltarle a grande distanza può essere un'impresa.
Fa molto piacere assistere al moltiplicarsi di iniziative che cercano di uscire dalla sfera della non ufficialità o della palese violazione delle leggi vigenti e conquistare una certa regolarità. Ma sarebbe bello se ci fosse una maggiore progettualità, che il modello non debba continuare per forza a essere quello della stazione pirata musicale. Lo stesso discorso vale per esempio per le varie stazioni locali in onde medie che in questi ultimi due o tre anni hanno effettuato o stanno effettuando i loro test in Italia. La situazione è più o meno la stessa: in Italia le onde medie non sono mai state autorizzate fuori dal contesto dell'ente pubblico RAI e invece proprio nelle onde medie potrebbe esserci molto spazio per associazioni, scuole, enti no profit, pubbliche amministrazioni locali. Parliamo di stazioni a bassa potenza in grado di coprire un bacino d'ascolto limitato, ma il concetto di "nicchia" dovrebbe essere solo geografico. La radiofonia è capace di portare avanti discorsi molto complessi, di impattare su aspetti sociali importanti, sulla vita dei centri urbani, delle periferie, delle persone. Io oso ancora sperare che da tutti questi esperimenti di natura hobbystica possa emergere un fenomeno molto più esteso, contenuti che valga davvero la pena di seguire, possibilmente in chiave partecipativa.

18 settembre 2013

Grecia, il ministro delle Finanze rottama le antenne di Voice of Greece

Chi segue questo blog anche casualmente saprà che molti dei servizi internazionali multilingue trasmessi per decenni sulle onde corte della radio a partire dagli anni 30 del secolo scorso (quando non esisteva altro mezzo per veicolare informazioni a lunga distanza e in tempo reale) oggi sono stati o vengono rapidamente smantellati. Molti di questi servizi venivano trasmessi da nazioni importanti, grazie agli enti radiofonici finanziati dal denaro pubblico, a questi si aggiungevano i servizi di nazioni più piccole, ma comunque interessate a far sentire la propria presenza all'estero o a mantenere una relazione informativa e "politica" con i propri immigrati. Tutti questi operatori oggi hanno altri mezzi di comunicazione a disposizione e altre priorità di bilancio, le onde corte non hanno (o si dice che non abbiano) un bacino d'utenza tale da giustificare la spesa e tutto viene smantellato.
Uno degli ultimi servizi sopravvissuti in Europa, quello di Voce della Grecia (che trasmette solo in greco per gli espatriati e i naviganti), verrà non solo smantellato ma addirittura rottamato. In questi giorni i tecnici che gestiscono l'impianto di Avlis hanno ricevuto la visita dei rappresentanti di una azienda incaricata di ispezionare i tralicci delle antenne, che a quanto sembra verranno abbattute e rivendute come metallo di risulta. La decisione, secondo The Greek Radio, sarebbe stata presa dal ministro delle Finanze, senza studi costi/benefici che giustifichino una scelta tanto drastica. 
Il tutto si inserisce nella dolorosa vicenda della riconversione dell'ente pubblico radiotelevisivo ERT, che il governo greco ha improvvisamente chiuso e sostituito con un nuovo operatore, ovviamente più snello. In realtà la mossa non era del tutto necessario perché il bilancio di ERT non era in rosso, ma il segnale è chiaro - e tra l'altro riguarda anche economie molto più solide di quella greca: gli "enti pubblici" appartengono a un modello non più sostenibile, non a certi livelli di spesa. Un discorso per certi versi condivisibile, ma non del tutto convincente: servizio pubblico significa anche informazione potenzialmente libera e scomoda per una classe dirigente che ha molte decisioni (prese con i soldi di tutti) discutibili di cui render conto, magari per farsi perdonare.
In questi mesi di duro contrasto tra il governo e gli ex dipendenti dell'ERA, la sezione radiofonica, le onde corte di Avlis hanno funzionato quasi come una emittente pirata, annunciando a volte come Radio Grecia Libera e proponendo notiziari in inglese in aperto contrasto con le posizioni ufficiali governative. Il nuovo ente trasmissivo, NERIT, ancora non è una realtà consolidata. Al vecchio indirizzo ERT, le pagine sono ancora in costruzione e non si sa bene quanti canali radiofonici e televisivi trasmetterà. Attualmente dalla Grecia restano in piedi alcune frequenze in onde medie ma oggettivamente è difficile distinguere quali di questi siano "ufficiali" e quali proseguano le trasmissioni "nonostante tutto". Il sito "resistente" di ERTopen offre per il momento dei canali alternativi, mentre gli aggiornamenti sulla situazione si possono trovare in lingua inglese sulle pagine Web di To Vima. Mentre scrivo, le frequenze in onde corte utilizzate da Voice of Greece sembrano tutte spente e a questo punto il rischio è che il silenzio duri per sempre. Non sembra proprio di essere nell'Unione Europea.

Greek shortwave to be dismantled after order by Ministry of Finance
(Submitted by radiofono.gr on Tue, 17/09/2013) 
The degradation of Greek Radio is going on, having shortwave radio "Voice of Greece" as a victim. This includes 39 shortwave antenna masts hosted in Avlis, which the government plans to sell as scrap metal. The shortwave service started 75 years ago and it is still transmitting in 5 frequencies that cover the globe with shows in Greek for expatriates and foreign language news. The facilities are currently controlled by redundant ERT employes and broadcast the guerilla service of the Greek National Radio ERA. Eighteen months ago, shortwave facilities in Thessaloniki were dismantled.
According to a statement by ERT employees, on Monday morning "in the shortwave broadcasting center of Avlis, a representative of a company that sells metal showed up and started taking photos of the site. After we, ERT people, asked him, we got informed that he had been mandated by the Ministry of Finance to give an offer for the dismantling of 39 masts and purchasing the metal as scrap." The name of company and the registration plate of the car are available.
The union body of ERT notes that this is an area of 1160 acres, featuring 39 metal masts, with a height between 30 and 70 meters each, that function as the shortwave aerials that transmit the "Voice of Greece", the ERA-pénte, across the world.
"Greek shortwave started operating in 1938 and later was also used sent information to the Greek soldiers fighting Fascists in Albania. The only ones who dared to turn it off were the Nazis during the occupation. Since the liberation, it never stopped to link the country with Greek seafarers and the Diaspora. The Voice of Greece broadcasts information, entertainment, culture and tradition from Greece with programs in 12 languages, all over the globe".
It is true that big broadcasters in Europe have decided to stop broadcasting via shortwave, because of cuts and because alternatives tuning possibilities are provided due to the development of technology. On the other hand, in the case of Greece. there are still generations of Greek immigrants abroad and seamen who are still affiliated with shortwave, whereas area around Greece the are still countries with low technological development. Also, it is outragious that the decision to remove an entire radio service was taken by the liquidator of the Ministry of Finance: there is no study about ceasing shortwave by any official body, although the promise was that the future of Greek broadcasting will be decided after an analysis performed by  the administrative Board of the new official broadcaster .

08 settembre 2013

Ascoltando California

Completo successo per i test che segnano la ripartenza di KVOH Voice of Hope, una stazione religiosa che aveva iniziato a trasmettere dall'area di Los Angeles nel 1987 e che dopo diverse vicissitudini e passaggi di proprietà (il fondatore, George Otis era mancato nel 2005) intende rilanciare la programmazione. La FCC ha riautorizzato a trasmettere su due frequenze, la storica 17775 e i nuovi 9975 kHz, e KVOH ora dispone di una nuova doppia antenna log periodica in una nuova postazione sulle alture della contea di Los Angeles, a nord dalla metropoli. Negli ultimi anni la ricezione qui in Europa aveva smesso di essere possibile, le poche segnalazioni riguardavano rari ascolti negli Stati Uniti, sempre piuttosto distorti, poi erano seguiti lunghi mesi di silenzio prima nel 2011.
Qualche tempo fa, dopo intensi lavori di ripristino, KVOH aveva annunciato un primo test su 17775, una frequenza poco adatta, in questa fase di attività solare abbastanza scarsa, ai balzi a lunga distanza. L'alba di ieri e di stamane hanno però visto la seconda fase di test, questa volta sui 31 metri e i 9975 sono risultati perfettamente ascoltabili anche dalle nostre parti. In realtà la prova nella notte tra il 6 e il 7 settembre è stata deludente perché l'orario scelto - tra le 01 e le 04 UTC - coincideva perfettamente con lo slot in lingua hindi di CVC Voice of Asia, emittente religiosa che utilizza gli impianti in onde corte dell'Uzbekistan. Anche grazie al continuo dialogo tra la stazione e la comunità internazionale degli ascoltatori, KVOH ha però deciso di trasmettere il secondo giorno una mezz'ora in più. Questo è bastato per garantire la piena identificazione di un segnale che anche prima delle 04 era talmente robusto da superare quello che arrivava dall'Asia centrale. Ecco l'annuncio in lingua spagnola ascoltato subito dopo che CVC aveva spento su 9975 kHz:



In effetti le condizioni generale erano talmente buone da consentire di ricevere KVOH anche sul mio piccolo portatile Tecsun. Non certo un audio esplosivo, ma pur sempre leggibile. Non conosco la potenza utilizzata ma la FCC americana non autorizza impianti superiori ai 50 kW e a orecchio direi che KVOH ne utilizzasse assai meno. Queste riaperture sono sempre una buona notizia ed è auspicabile che le trasmissioni regolari di KVOH durino a lungo.

07 settembre 2013

California dreaming: prolungati - per favorire l'Europa - i test nei 31 metri di KVOH

Internet ha trasformato in qualcosa di profondamente diverso un hobby, quelli del radioascolto, che hanno saputo anticipare di parecchi decenni quel senso di comunità e scambio che gli appassionati di onde corte sapevano creare intorno alla loro attività, prima ascoltando i programmi e identificando le stazioni più lontane, poi comunicando i risultati della loro caccia ai colleghi e alle stazioni stesse, le quali a loro volta rispondevano con lettere molto cordiali, inviavano gadget e pubblicazioni, finivano per diventare dei veri amici. Oggi a trasmettere sulle onde corte sono rimasti in pochi e anche la comunità di chi insegue i segnali più difficili, al di fuori dai bicini che i broadcaster intendono normalmente raggiungere, si è ristretta. Ma il dialogo, attraverso Internet, si è fatto ancora più serrato, l'hobby, un tempo incentrato sull'ascolto, diventa sempre più relazione.
Sono in Liguria per qualche altro giorno di distrazione prima della ripresa full time del lavoro e questa notte avevo un preciso obiettivo: cercare di sintonizzarmi sui test che l'emittente californiana KVOH, Voice of Hope (un call storico, che ora viene rilanciato per una audience che immagino concentrata nell'area centro-sud americana e nella Bible belt nord-americana) aveva annunciato per la notte tra venerdì e sabato e quella tra sabato e domenica. La frequenza, 9975 kHz era ottimale, né troppo alta, né troppo bassa: le lunghezze d'onda dei 31 e 25 metri sono spesso utilizzate dai broadcaster che vogliono ottenere il miglior compromesso tra distanza coperta e indipendenza dalle condizioni propagative. Anche lo slot orario, tra le 01 e le 04 UTC sembrava ideale per l'ascolto in Europa, a cavallo com'era tra il tramonto in California e l'alba dalle nostre parti. Purtroppo sulla strada di KVOH c'era un ostacolo che ho scoperto solo qualche ora fa, quando alle 3 del mattino stavo ascoltando il tono continuo che KVOH aveva messo in onda qualche minuto prima dell'ora di inizio ufficiale dei test. All'improvviso una voce in linguaggio chiaramente asiatico ha praticamente bloccato il canale, rendendolo inutilizzabile. Come forse avrete modo di ascoltare dal mio breve clip, la voce che annuncia KVOH si riesce a percepire ma la comprensibilità è ridotta a zero. A interferire il debole ma fino ad allora pulito segnale californiano è, proprio tra le 01 e le 04 la trasmissione in hindi di CVC Voice of Asia, una organizzazione religiosa internazionale che utilizza per le sue trasmissioni verso l'India gli impianti ex sovietici dell'Uzbekistan. Meno distante della California rispetto all'Europa, ma soprattutto molto più potente. In questo spezzone di un minuto e mezzo potete seguire la storia di questo ascolto. Si sente il tono continuo, l'attacco improvviso del programma di CVC Asia (in parallelo con 6260 kHz), i time pips di KVOH sulle 01:00 precise e la voce in inglese sotto la dominante in hindi. Per un po' il segnale di KVOH si distingue bene, ma quando CVC comincia a trasmettere musica la leggibilità scompare quasi completamente. Più avanti, in un momento di evanescenza del segnale uzbeko, sono riuscito ad ascoltare KVOH che invitava a spedire i propri rapporti di ascolto all'indirizzo di mail indicato sul sito.



Ho subito scritto allegando l'audio che avete sentito e stamane mi ha risposto, molto sollecito, il manager della stazione, Ray Robinson. Il primo giorno di test di KVOH nei 31 metri è andato molto bene dal loro punto di vista. La stazione è stata ascoltata in 18 stati americani, 7 latino-americani, in Australia, Nuova Zelanda e anche in diverse nazioni europee che hanno però lamentato l'interferenza con CVC. In ragione di queste "proteste", KVOH ha deciso che la seconda fascia di test prevista per domattina sarà allungata di mezz'ora, fino alle 04:30 UTC. Dopo le 04 CVC dovrebbe aver chiuso le trasmissioni e le condizioni dovrebbero consentire l'ascolto senza interferenze della California. Staremo a vedere.
Mentre attendevo l'inizio delle trasmissioni su 9975 ho trascorso un paio d'ore in compagnia di colleghi ascoltatori e di operatori di stazioni pirata dei 48 e 41 metri utilizzando i due canali chat ormai stabilmente utilizzati per discutere, in tempo reale, su attivazioni e ricezioni di queste emittenti non autorizzate (e spesso perseguite per legge) musicali, sempre divertenti e un po' sguaiate. Anche questo aspetto dell'hobby è molto cambiato con Internet. Le stazioni pirata hobbystiche in onde corte sono un fenomeno antico, che risale almeno agli anni settanta, quando molte nazioni europee avevano implementato duri regolamenti repressivi. La banda scelta, a ridosso dei 49 metri, era occupata dalle stazioni costiere e i pirati con le loro interferenze era visti molto male dalle autorità. Trasmettevano pochissime ore, esclusivamente la domenica mattina, quando gli operatori non lavoravano.
Lo scenario ora è completamente diverso, le trasmissioni stanno diventando praticamente quotidiane, la sera nei giorni infrasettimanali, mentre sabato e domenica i pirati possono accendere i loro impianti, spesso ricavati dal surplus militare, anche al mattino. Soprattutto, grazie alle chat è possibile interagire in diretta, riportare agli operatori l'intensità dei segnali ricevuti, identificare immediatamente una stazione. Insomma un hobby diverso rispetto a quando un ascoltatore era costretto a districarsi, con un ricevitore mediocre, per identificare annunci male articolati, ma pur sempre divertente. I trasmettitori pirata raramente riescono a mettere in antenna potenze superiori a qualche decina di Watt e anche le antenne non sono il massimo dell'efficienza. Chi vuole provare a entrare in questa nuova forma di ascolto interattivo può iscriversi online alla chat del Free Radio Café, dove si riuniscono gli ascoltatori dei pirati americani (questi ultimi sono attivi soprattutto tra i 6925 e i 6985 kHz) e, in Europa, alla Pirate Radio Chat di Iannski. Due osterie virtuali dove scambiare quattro chiacchiere ascoltando contemporaneamente alla radio, sulle onde corte, le canzoni degli Abba, le polka della tradizione folk olandese e tedesca e i brani del grande rock.
Chiacchierando su Free Radio Café sono riuscito ad ascoltare due stazioni pirata americane, identificate dagli amici della chat: BOCHF su 6930 kHz in USB e Boombox Radio su 6925 kHz in AM. Ecco anche qualche piccolo estratto di questi due segnali, mi raccomando di utilizzare la cuffia o gli auricolari per questi clip e per KVOH.



05 settembre 2013

Il mistero della sera: tanghi e milonghe su 6210. Ma da dove? E per chi?

Ormai c'è un mistero al giorno. Chi sta trasmettendo no stop tanghi e milonghe molto vintage su 6210.45 kHz, in piena banda delle onde corte pirata dei 48 metri? Il segnale, debole, arriva a tratti udibile anche nel centro di Milano, ma la registrazione qui acclusa è stata fatta con la radio SDR online dell'Università di Twente. Arriva ancora adesso, intorno all'una di notte italiana, ma la prima segnalazione viene da Carlos Gonçalves, in Portogallo, che giustamente si chiede se questa sia una emittente pirata sudamericana. 

02 settembre 2013

Number station in cinese, l'ascolto di Star Star Radio in Italia

Qualche giorno fa ho raccontato la strana storia della stazione (forse) spionistica in cinese, la number station "Star Star Radio" ( New Star Radio secondo altre fonti), che si ritiene essere operativa a Taiwan o nel mainland cinese verso Taiwan. Gli esperti - la stazione nella classificazione Enigma 2000 è individuata dalla sigla V13 - sostengono che potrebbe anche trattarsi di una operazione commerciale o addirittura un depistaggio. Fatto sta che è una number station piuttosto anomala: annuncia con un vero e proprio identificativo (Xin(g) xing guangbo diendai) e utilizza formule di saluto degli ascoltatori. C'è persino chi riferisce di aver scambiato con Star Star dei messaggi di mail.
Star Star è attiva da parecchi anni, anche se ultimamente viene segnalata solo una frequenza attiva, i 13750 kHz, in piena banda broadcast e in orari poco adatti all'ascolto dalle nostre parti. L'altro giorno in Liguria, il 29 agosto, sono riuscito ad ascoltare la trasmissione delle 13:00 UTC ed ecco un estratto di alcuni minuti. Il ricevitore è il solito Icom R75 con antenna K9AY. Segnale non intenso ma leggibile, il vero problema è costituito dalle forti interferenze laterali. I numeri però si riconoscono bene.

16 giugno 2013

AGCOM apre ai privati sulle onde medie e corte. Partita la consultazione pubblica.


Abbastanza clamoroso il documento pubblicato dieci giorni fa sul sito AGCOM, in cui la nostra authority invita le persone e le organizzazioni interessate a sottoporre nuovi progetti di radiodiffusione analogica o digitale sulle frequenze delle onde medie e corte. Si tratta di una vera e propria consultazione mirata a stabilire il livello di interesse nei confronti di una porzione di spettro ormai desueta e progressivamente abbandonata dalla RAI.

Il rispondente, ove soggetto interessato ad effettuare radiodiffusioni sonore in onde medie e  corte e, comunque, in bande di frequenza inferiori a 30 MHz è invitato a fornire i dati di seguito  indicati, tenuto conto che quanto dichiarato non è da considerarsi vincolante in relazione alle  successive autorizzazioni e/o assegnazioni di diritti d’uso delle frequenze di competenza del  Ministero dello Sviluppo economico, ma è finalizzato unicamente a fornire all’Autorità elementi  tecnici per valutare il grado di interesse per la banda in argomento:
3.1) Manifestazione di interesse ad effettuare radiodiffusioni sonore in onde medie e corte e, comunque, in bande di frequenza inferiori a 30 MHz, recante denominazione, identità giuridica e sede legale dello scrivente e campo di attività con indicazione di eventuali titoli abilitativi  (autorizzazioni e diritti d’uso) già posseduti.
3.2) Breve descrizione (massimo 2 pagine) del servizio che si intende offrire, incluse:
3.2.1) indicazione della banda di frequenza che si intende utilizzare;
3.2.2) indicazione della tecnologia (analogica o digitale) che si intende utilizzare,
3.2.3) la copertura geografica di interesse;
3.2.4) la tempistica di massima del proprio piano progettuale; 

Il bando, segnalatomi da Andrea Borgnino, prevede una introduzione al tema e una serie di istruzioni per la partecipazione e l'invio delle proprie proposte alla stessa AGCOM, entro 30 giorni dalla pubblicazione sul sito (avvenuta il 6 giugno 2013). Il testo del bando è disponibile qui e adesso sono allegati due documenti (Allegato A) e (Allegato B) con le spiegazioni e le modalità.
Nel testo si fa riferimento a una prima volta - nel 1995 - in cui gli eventuali operatori erano stati invitati a manifestare il loro interesse a trasmettere sulle onde corte, ma devo ammettere che non ho memoria diretta di tutto ciò:

Il d.P.R. n. 991 del 10 luglio 1995 ha già aperto ai privati, seppure con varie limitazioni, la  possibilità di operare un servizio di radiodiffusione sonora a modulazione di ampiezza nella gamma  di frequenze delle onde corte, apertura che tuttavia ha dato come esito, a quanto risulta presso il  Ministero dello sviluppo economico - Dipartimento comunicazioni, alla presentazione di un numero limitatissimo di domande e non ha condotto ad alcuna realizzazione pratica.

Non siamo evidentemente di fronte a una vera e propria apertura all'emittenza privata o comunitaria sulle frequenze inferiori ai 30 MHz, ma è un passo estremamente significativo da parte di AGCOM. Non occorre dire che adesso il testimone passa ai settori del broadcast e del volontariato, che non devono far cadere nel nulla una opportunità che Radiopassioni - tra gli altri - invoca da anni. È verosimile per esempio che le emittenti che in questi mesi hanno attivato servizi soprattutto musicali in onde medie si facciano avanti con progetti concreti. Ma mi aspetto una analoga reazione anche da parte di quanti si sono detti interessati a modelli di diffusione radiofonica low power in onde medie. È la vostra occasione, gente!

03 giugno 2013

Uno scrigno sonoro collettivo per i tesori delle onde corte


Thomas Witherspoon, uno dei principali autori del blog The SWLing Post, una fonte informativa sull'hobby del radioascolto recente ma subito impostasi per la sua autorevolezza, ha appena lanciato una benemerita iniziativa: la creazione di un archivio Creative Commons con le registrazioni delle "voci" delle onde corte, un mdium informativo che vanta una storia incredibilmente diversificata e ricca ma che oggi rischia seriamente di finire nel dimenticatoio. Il Shortwave Radio Audio Archive contiene già una ottantina di testimonianze sonore e già si capisce che le intenzioni del progetto non sono puramente quelle della preservazione di un patrimonio storico. C'è molto materiale recente usufruibile in un formato molto simile al blog e liberamente scaricabile in podcast, come le registrazioni effettuata da Myke Weiskopf di Shortwavemusic nel suo viaggio nel deserto del Mali, oggi accessibile via Soundcloud. Contribuire al Shortwave Radio Archive è semplice: basta caricare l'audio da condividere sulla piattaforma di Archive.org e segnalare il link sul sito di Thomas. 

25 marzo 2013

Centrafrica, saccheggiati gli uffici dell'ultima stazione SW

Cominciano ad arrivare da Bangui, nella Repubblica Centrafricana, i primi report sulla situazione dopo il golpe dei ribelli Seleka e la cacciata del presidente Bozize. Da qualche anno a nord di Bangui opera una emittente in onde corte dell'organizzazione religiosa ICDI, Integrated Community Development International, collegata alla nota istituzione cristiana non denominazionale HCJBli uffici di questa ONG sono stati saccheggiati, come riferisce in questa telefonata pubblicata su Web uno dei dipendenti. Radio ICDI, dalla località di Boali, è stata segnalata su 6030 kHz, ma da diverso tempo non esistono più rapporti d'ascolto. Un'altra frequenza è 3390 kHz e anche in questo caso non ci sono notizie recenti sullo stato di attività. Probabilmente in questa fase è ancora più difficile che le trasmissioni possano essere regolari. Nessuna nuova anche per quel che riguarda le frequenze in onde corte dell'emittente di stato, le storiche 5035 e 7220 kHz. Per dettagli molto aggiornati sulle emittenti africane vale sempre la lista Africa on Shortwave del British DX Club.

21 dicembre 2012

La scienza della radio: risposte per tutti da Maxwell a Marconi e oltre

Ho il piacere di poter annoverare tra i miei più autorevoli (e assidui) lettori il nome di Gianfranco Verbana, radioamatore ma soprattutto inventore ed esperto di telecomunicazioni, autentico rappresentante della gloriosa tradizione ingegneristica italiana del dopoguerra (Gianfranco ha avuto la fortuna di poter approfondire una già estesa dottrina lavorando a stretto contatto con molti di coloro che hanno fatto la fortuna di aziende come Telettra e molte altre e condivide generosamente con noi i frutti intellettuali di quella frequentazione). Ora Gianfranco stesso mi segnala il restyling del sito Web del circolo radioamatoriale ARI di Lissone, il quale ospita nella sezione "Documenti" diverse presentazioni firmate Verbana.
Con l'avvicinarsi del periodo delle feste di fine-anno, non c'è occasione migliore per ripercorrere, insieme a Gianfranco, il complesso percorso dell'invenzione marconiana e molte altre problematiche tecniche e storiche affrontate dal nostro studioso, sempre molto abile nello spiegare le cose in modo chiaro ma senza pericolose semplificazioni e nel rispetto assoluto dei formalismi di formule e teorie. Possiamo partire da questa minibiobliografia dei suoi interventi e articoli apparsi o segnalati qui su Radiopassioni:

Serata 11 dicembre 2009, dedicata a una approfondita disamina dele attività di Marconi fino al 1901 annunciata in:


la presentazione della serata si può scaricare adesso all'indirizzo: 


Interventi e articoli su Marconi (alcuni link sono stati riparati, in particolare quelli alle due parti del fondamentale articolo sulla "scoperta" delle potenzialità delle onde corte nella daylight):


Sull'apparecchio "Ondina"

Il raggio della Morte e le bugie fasciste.

A proposito di logica cablata:

La "querelle" sui fratelli Judica Cordiglia: 

Lincredibile storia del ponte radio Telettra con il record di "gittata":

Che cosa ha veramente detto Shannon:

Alle pubblicazioni raccolte dai siti dell'ARI di Milano e Lissone, mi sembra doveroso aggiungere la presentazione che Gianfranco tenne nel 2010 all'Istituto Floriani di Vimercate raccontando la storia dell'elettricità.
Ricordo anche che molti delle osservazioni verbaniane che in questi anni anni ho riportato sul mio blog sono state originariamente pubblicate sul sito di alta divulgazione scientifica Via Lattea, fondato e coordinato da Nicola Scarpel e Paolo Sirtori, iniziativa no profit alla quale Verbana partecipa rispondendo alle domande della sezione Chiedi all'esperto. L'ultima risposta in ordine cronologico è recentissima e riguarda la velocità della radiazione elettromagnetica nel vuoto ricavata dalle equazioni di Maxwell, ma nelle sue numerose risposte dal 2000 a oggi (il sito Via Lattea è stato fondato nel 1997) Verbana si è occupato anche della velocità del paracadutista stratosferico Baumgartner e della questione dei campi elettromagnetici "vicini" non-radiativi. 
Ancora un ringraziamento all'amico Gianfranco e tanti auguri per un Natale superscientifico, in barba alle assurde superstizioni dei Maya e degli oroscopi per l'anno nuovo.