Visualizzazione post con etichetta test. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta test. Mostra tutti i post

22 settembre 2013

Norvegia, tra nostalgia e progettività. Nuovi test per la stazione hobbystica in AM LKB/LLE.

Dopo analoghi casi in Finlandia e Germania, anche in Norvegia, la nazione che si appresta a spegnere definitivamente le radioemittenti analogiche, FM compresa, per passare alla radio digitale, parte un progetto di radiofonia in onde corte a bassa potenza. L'origine del progetto è hobbystica e radioamatoriale, ed è basata credo in parte sull'uso di impianti vintage appartenuti alla stazione in onde medie e lunghe di Bergen della NRK, l'ente di stato norvegese, trasformato in un museo dal locale club di radioamatori.
L'anno scorso erano state effettuate delle trasmissioni sperimentali celebrative su 1314 kHz (frequenza usata non da Bergen ma da un potente impianto che copriva la Norvegia e il nord Europa anni fa). Ora però sembra che intorno alla stazione che ancora viene designata dalla storica sigla LKB, possa nascere un progetto più articolato. Svenn Martinsen, appassionato di radio pirata e organizzatore della Web radio  Northern Star in collaborazione con l'associazione Foreningen Bergen Kringkaster, avrebbe finalmente ottenuto (dopo una richiesta inoltrata già nel 2009) dalle autorità norvegesi una licenza "test e sviluppo" che consente al club di operare con un trasmettitore in onde medie e uno in onde corte.
Gli ultimi due mercoledì, l'11 e 18 settembre, sono stati svolti i primi test su 1314 kHz e 5895, con potenze molto basse, tra i 50 e gli 80 watt. Il primo test, in voce e musica, su 5895 non ero riuscito ad ascoltarlo, ma l'altro ieri, anche grazie alla tempestiva segnalazione di Chris Diemoz, ho ascoltato il segnale da Bergen, modulato in USB. La trasmissione consisteva nella semplice ripetizione del nominativo dei due impianti LKB/LLE-2 e 3 in codice Morse, isentificazione che faceva seguitonalla tipica chiamata generale delle stazioni telegrafiche, la serie "VVV" ripetuta tre volte.
Ecco un campione del segnale di LKB/LLE su 5895 ricevuto a Milano con un semplice portatile. La chiamata Morse si distingue abbastanza bene, ("vvv de lkb/lle"):



Secondo Martinsen le prove di LKB dovrebbero preludere al lancio di una stazione più regolare, anche se non sono chiari le possibili tempistiche e la regolarità delle future trasmissioni. La finnica Scandinavian Weekend Radio per esempio trasmette ogni primo sabato del mese. Probabilmente ci saranno altri test e bisognerà anche fare maggiore chiarezza sulla reale provenienza di questi segnali. Molto probabilmente le prove su 5895 sono state effettuate con un impianto che era stato utilizzato lo scorso anno per un analogo esperimento effettuato in Svezia, a Deslbo, 350 chilometri a nordest di Stoccolma, per una riunione di appassionati della radio. In quella occasione, dal 1 al 3 giugno 2012 aveva trasmesso, con una licenza temporanea, Radio Dellen International. Non si può escludere che per i test di LKB siano stati utilizzati la stessa location svedese o quanto meno lo stesso apparato.
Tutte queste attività dimostrano sicuramente il forte attaccamento alla radio ancora vivo nella comunità dei radioamatori e degli ascoltatori delle emittenti internazionali. C'è anche da aggiungere la sensazione positiva sulla disponibilità dimostrata dalle varie authority nazionali, che sembrano aperte a discutere la possibilità di aprire a un uso più generalizzato frequenze che erano un tempo appannaggio di grosse emittenti pubbliche, o addirittura di servizi di comunicazione non broadcast. Come hobbysta non posso non essere emozionato di fronte a queste nuove opportunità di dare la caccia a segnali deboli, comunque non facili da captare.
Un'altra parte di me, quella ancora convinta delle straordinarie potenzialità del mezzo radiofonico in generale e di porzioni di spettro ormai dimenticate come le onde medie e corte in particolare, si sente invece un po' perplessa. Le frequenze che un tempo erano dominate da numerosi grandi e piccoli broadcaster, emittenti religiose, locali e clandestine, oggi vede la presenza di qualche grande nazione, di alcuni organismi religiosi, una manciata di emittenti regionali o locali di nazioni in via di sviluppo e infine una pletora di programmi che vengono diffusi da enti, associazioni, partiti e gruppi che affittano la loro capacità trasmissiva da società commerciali non più pubbliche. Poi ci sono le stazioni non autorizzate, pirata, che sono sempre molto divertenti ma si comportano sempre più come i radioamatori con licenza, comunicando via Internet con i loro ascoltatori e spesso spostando la frequenze delle loro saltuarie trasmissioni in modo da favorire certe aree di ascolto sulla base delle indicazioni ricevute in tempo reale. Ripeto, tutto molto divertente e stimolante, anche perché si tratta di stazioni che usano livelli di potenza molto bassi e ascoltarle a grande distanza può essere un'impresa.
Fa molto piacere assistere al moltiplicarsi di iniziative che cercano di uscire dalla sfera della non ufficialità o della palese violazione delle leggi vigenti e conquistare una certa regolarità. Ma sarebbe bello se ci fosse una maggiore progettualità, che il modello non debba continuare per forza a essere quello della stazione pirata musicale. Lo stesso discorso vale per esempio per le varie stazioni locali in onde medie che in questi ultimi due o tre anni hanno effettuato o stanno effettuando i loro test in Italia. La situazione è più o meno la stessa: in Italia le onde medie non sono mai state autorizzate fuori dal contesto dell'ente pubblico RAI e invece proprio nelle onde medie potrebbe esserci molto spazio per associazioni, scuole, enti no profit, pubbliche amministrazioni locali. Parliamo di stazioni a bassa potenza in grado di coprire un bacino d'ascolto limitato, ma il concetto di "nicchia" dovrebbe essere solo geografico. La radiofonia è capace di portare avanti discorsi molto complessi, di impattare su aspetti sociali importanti, sulla vita dei centri urbani, delle periferie, delle persone. Io oso ancora sperare che da tutti questi esperimenti di natura hobbystica possa emergere un fenomeno molto più esteso, contenuti che valga davvero la pena di seguire, possibilmente in chiave partecipativa.

22 maggio 2009

BBC Devon pubblica i risultati dei test DRM in AM

Sono finalmente disponibili i risultati della sperimentazione Digital Radio Mondiale effettuata nel 2007 dalla BBC sui trasmettitori in onde medie del Devon (Plymouth). La pagina di BBC Devon porta a tutte le pubblicazioni disponibili, incluso il final report mentre il blog dei BBC Radio Labs riassume la situazione: buon comportamento con l'onda diurna, dove il DRM risulterebbe più efficace dell'AM analogica (almeno strumentalmente, ma io sospetto che i dati strumentali non siano perfettamente sovrapponibili a quelli soggettivi di chi ascolta); e comportamento più erratico dopo il tramonto, quando fading e interferenze entrano in gioco. Silenzio tombale sul problema della catena del valore con tutti i suoi buchi. In DRM è facile trasmettere ma la ricezione non è altrettanto scontata, a causa della scarsa disponibilità di ricevitori stand alone. C'è un singificativo vantaggio, sempre dal punto di vista di chi trasmette, che riguarda la possibilità di dislocare più trasmettitori sulla stessa frequenza senza interferenze incrociate e questo è un plus che il digitale può vantare sull'analogico insieme a una qualità audio superiore là dove non sussistano problemi di soglia del segnale che compromettano la decodifica.

Digital Radio Mondiale - our medium-wave experiences

James Cridland Thursday, 21 May 2009

My colleague Tom writes...

Hello. My name is Tom and I work for the part of the BBC which looks after our television and radio transmissions in the UK. For a bit more than two years, I was also looking after a project to do with digital broadcasting on medium-wave and as we've just published the final report for that, I've been asked to write a few words here to explain what we did and what we found out.
It might surprise you to know that we're still interested in technologies like medium-wave given everything else that's going on but there are good reasons for that. Whichever way you cut it, the BBC is still one of the world's largest medium-wave broadcasters and a considerable chunk of our audience still makes use of our transmissions. From an engineer's point of view, medium-wave is great because it's relatively simple and goes much further than, say, FM: it's not as blocked by trees and buildings and terrain as technologies which use higher frequencies. But it has its problems as well: it's mono, it's not very high quality, it can suffer from interference from domestic appliances. So, a decade or so ago, research engineers from around the world - including the BBC's team at Kingswood Warren - began development of a new transmission standard which would turn medium-wave digital: something which ended up being called digital radio mondiale, or DRM.
Our colleagues at the BBC World Service have been using DRM for a while now on some of their European medium-wave and short-wave transmissions but before April 2007, we in the UK-bit of the BBC (the "home" or "domestic" service) had never really had a chance to experiment with it. We'd certainly never tried running a DRM transmission as a service for an extended period of time to see what the listeners made of it.
In April 2007, we did just that. We took a frequency used by BBC Radio Devon in Plymouth, closed down the medium-wave service, and re-engineered the transmitter so that it could carry DRM. We then ran Radio Devon using this system - and over the course of the next year, we worked with a panel of listeners in Plymouth and west Devon (to whom we had given special DRM-capable radios) to understand how the technology worked for them and what their experience of it was.
The results were interesting. For the most part, the panel's reaction to DRM was positive. They enjoyed the generally improved audio quality and they took easily to their new radios. And for most of them, the reception was good; one or two glitches but normally ok.
This was borne out by our own measurements of the signal. We found that the area we were able to cover during the day was very much bigger than the area we could cover with the old AM signal that had been there previously.
But, on the downside, some of our panel experienced problems at night - and we saw these effects in our measurements as well. The problem will be familiar to many listeners to medium-wave: at night, changes in the atmosphere mean that signals from distant transmitters reach our shores more easily. On medium-wave, you might hear this as cross-talk: a foreign voice underneath what you're trying to listen to, or the occasional 'splat' of another transmission. The issue we came across with DRM is that this interference causes the radio to stop decoding the signal: sometimes only momentarily, sometimes for a while longer. So rather than listening through the interference, it's like all digital systems: you either get it (and so get it at a consistently high quality) or you don't get it at all.
So while most of the panel continued to listen without experiencing any problems, some of them found they were only served during the day and had patchy coverage at night. And of course this problem became worse as the hours of daylight shrunk during the autumn; so by winter, some were beginning to experience poor reception in the late afternoon.
This problem can be solved - but it would require us to re-plan our transmission network: either by moving the frequencies around so that we use ones that aren't quite so damaged by interference, or by building higher power transmitters, or by simply building more of them. (One of the nice things about DRM - which we also proved in the trial - is that you can run two transmitters on the same frequency without causing interference between them, so building more transmitters doesn't necessarily mean using more frequencies.)
DRM still has potential: indeed, considerable potential for international broadcasting where it remains of great interest to our colleagues at the BBC World Service and others, and it might have an application at home as well. But our trial has shown that the migration from analogue to digital at many of the frequencies which are currently allocated to the UK has its own set of challenges that would need to be addressed.
Anyway, there's much more in our final reports - because we worked so closely with the people at BBC Radio Devon, they're available over on their website. Have a read and see what you think.
(Tom Everest works within BBC Distribution)

25 novembre 2008

Sony XDR-F1HD, un DSP di tutto rispetto




Sto provando in questi giorni, da casa mia a Milano, un "tuner" Sony XDR-F1HD, quello con la media frequenza filtrata digitalmente. Un lettore di RP ricercatore in fisica dello stato solido e molto interessato ai componenti avanzati ha letto giorni fa il mio post su questo ricevitore AM/FM/HD sviluppato da Sony America con chipset NXP e mi ha proposto un acquisto congiunto, in modo da poter provare l'apparecchio in due condizioni d'ascolto diverse (due grandi città in ogni caso) e magari cercare di capire meglio come è fatto dentro. Questo ricevitore sta raccogliendo pareri entusiastici tra gli appassionati di FM DX grazie ai suoi filtri DSP applicati alla demodulazione dei segnali analogici.
Ho trovato su eBay un commerciante americano che non si spaventa all'idea incollare sul pacco un'etichetta con su scritto "Milan, Italy" (per le radioline cinesi bloccate dalla nostra dogana per assenza di marchio CE ormai mi sono rassegnato a utilizzare i miei contatti di lavoro in Svizzera, vi saprò dire come è andata) e ho quindi ordinato il Sony XDR- F1HD per un totale di 102 euro, spese di spedizione incluse. In meno di dieci giorni mi è arrivato un pacchetto molto ben confezionato che ho sdoganato pagando al postino "soli" 32 euro in più. Vi chiederete se questo ricevitore, rigorosamente Made in China, rechi il fatidico marchio di conformità con le severe normative europee. La risposta è no. In pratica stessa provenienza dei Degen, stessa mancanza di marchio, ma in dogana non hanno battuto ciglio. Due pesi e due misure.
In attesa di reinstradare il tuner Sony verso il mio socio dell'estemporaneo microgruppo di acquisto (se vi fidate posso coordinarne altri, fatevi vivi), in questi giorni mi sono divertito a giocarci un poco. Prove come sempre di poche pretese, non sono bravo come gli autentici cultori dell'hands on e non ho gli strumenti e le competenze tecniche per delle misure di laboratorio. Per la prova ho utilizzato il dipolo filare fornito col Sony, che ho reso orientabile con una listella di legno, e come confronto lo messo accanto al tuner di casa, un vecchio Kenwood con RDS di qualità non eccelsa ma direi sufficiente per i miei scopi (essenzialmente ascoltare Radio 3 e Auditorium a Milano)
Il tuner Sony HD è uno scatolotto di plastica nera robusto ma abbastanza elegante e "salottiero" ed è delle dimensioni giuste per essere utilizzato insieme al computer portatile. L'unica uscita è la line out, niente finale amplificato, niente presa cuffia. Basta però un cavetto per farlo entrare nell'ampli di casa o nel MacBook (che ho utilizzato per le registrazioni). Niente manopole ma una fila di pulsantini per la regolazione della frequenza, della banda da selezionare, dello scanning. Tutto sommato una buona ergonomia.
Il vero difetto è che è una radio troppo americana. I passi di sintonia sono di 100 kHz e vi assicuro che con i filtri DSP che ha il Sony, 100 kHz non sono abbastanza fini qui in Italia, dove per sfuggire alle interferenze i trasmettitori vengono sintonizzati su frequenze tutt'altro che europee (ma si può?). Altro difetto non indifferente, niente alimentazione a batteria, perché dopotutto si tratta di un tuner "companion", ci vuole qualcosa per amplificarlo. In compenso la spina americana necessita di un riduttore da 220 a 110 volts. Ho dovuto acquistare anche quello e per la fretta mi sono dovuto anche qui rassegnare a un trasformatore di alta qualità (intorno ai 20 euro), anche perché quello da pochi euro che avevo è qui in ufficio attaccato alla GE SuperRadio analogica che mi serve anche lei per Auditorium. Il trasformatore a 110 eroga fino a 100 Watt e non mi sono pentito perché il Sony ha un discreto assorbimento a giudicare dal calore prodotto (comunque non eccessivo). Il Sony visualizza le informazioni RDS ma non è un fulmine di guerra nel decodificare quelle dei segnali deboli e disturbati. Dispone di soli 20 canali di memoria e viene fornito con telecomando, antennino loop per AM (passi di 10 kHz, inutilizzabili o quasi a meno di improbabili modifiche del software).
Come funziona? Diciamo subito che il confronto sul canale di Auditorium (102.2) il confronto Sony Kenwood è vinto da quest'ultimo, la musica suona sicuramente meglio, più ricca di toni alti e bassi, con un timbro decisamente più orchestrale e meno ovattato. Va detto che a casa ho una buona ricezione dei 102.2 senza troppi splatter.
Le cose cambiano quando si tratta di sintonizzare le frequenze prossime alle powerhouse più potenti, che a Milano, vi assicuro, SONO potenti. Il filtro digitale del Sony si adatta molto meglio. Tra i tanti esempi possibili ho preso quello dei 93 MHz dove a Milano con qualche difficoltà con il Degen 1103 e i filtri a 53 kHz riuscito a sintonizzare il canale svizzero tedesco ritrasmesso da Castel San Pietro. Utilizzando sul Kenwood e sul Sony la stessa antenna, potete sentire i due risultati. Nel primo file (Kenwood), parto da 93.1, mi sintonizzo su 93 (dove si sentono solo splatter), mi sposto poi su 92.9 e ritorno sui 93. Con il Sony faccio lo stesso per registrare il secondo file, ma arrivato su 93, anche se con parecchia distorsione, DSR1 si sente benino (non tanto da far scattare l'RDS). Per registrare il terzo file ho posizionato meglio l'antenna e DSR1 è ancora più convincente (ma sempre senza RDS).
Non mi sembra un ricevitore in grado di affrontare l'etere italiano, troppo irregolare nelle sue anarchiche frequenze non standard. Ma sicuramente mi piacerebbe metterlo alla prova con una antenna FM come si deve e in condizioni di tropo o e-sporadico estivo, su canali distanti e intervallati a 100 kHz. Sensibilità dell'RDS a parte, l'XDR-F1HD sembra anche piuttosto sensibile. Il sound delle onde medie (i 900 li ho potuti sintonizzare ovviamente) è discreto. Non ho avuto ovviamente modo di provare la ricezione HD Radio.
Il funzionamento dei filtri DSP mi sembra dimostrare che l'approccio alla qualità del segnale focalizzato sul lato client (cioè sulla componentisitica di qualità e il trattamento digitale delle medie frequenze) piuttosto che sul lato server (modulazioni digitali) può dare risultati molto significativi. I chipset NPX sono evidentemente disponibili in volumi sufficienti e garantiscono margini di costo interessanti per i costruttori (a meno di non pensare che Sony lavori in perdita per generare consensi). Davvero interessante, questo tuner ibrido analogico-digitale. Chissà se un giorno ne vedremo una versione con DAB+, T-DMB e DRM+...

07 giugno 2008

DRM+ e FM, convivenza possibile

Francesco Marzano mi ha gentilmente inviato il link alla pagina dedicata al meeting che il 29 maggio ha discusso i primi risultati della sperimentazione del DRM+ (lo standard di radiofonia digitale adattato dalle onde corte all'FM) a Kaiserslautern, in Germania. So che Giuseppe Allamano, di RAI e DRM Consortium, doveva partecipare, quindi proverò a contattarlo per conoscere le sue impressioni. Il sito segnalatomi da Francesco contiene un notevole apparato di documenti in tedesco, principalmente le slide delle varie presentazioni. Quello che ci interessa è l'esito delle prove sulla compatibilità tra DRM+ e FM analogica. La conclusione riassunta nella slide che pubblico qui (i refusi non sono miei, sappiate che stör significa disturbo, wirkung azione, verträglichkeit, con la r, vuol dire compatibilità) è piuttosto scontata e plausibile per una modulazione che occupa solo 100 kHz di banda. Malgrado il potenziale di disturbo leggermente più elevato da parte di una emissione DRM+ nei confronti di una in FM a parità di ERP, potenza effettiva irradiata, le due modalità sono compatibili e possono convivere in-band, mantenendo le attuali soglie di protezione contro le interferenze (quelle in vigore nelle nazioni europee, noi in questo senso non siamo una nazione europea). Considerate che i tecnici della FH-KL, la scuola tecnica che ha condotto i test, osservano come i loro risultati siano stati determinati attraverso una valutazione qualitativa in laboratorio, perché la situazione reale comporta rumori di fondo che risultano ancora più critici dei disturbi generati dalle modulazioni. Inoltre, a 300 kHz di distanza dalla frequenza DRM+, le misure non hanno senso perché sono nettamente inferiori a quelle rilevabili da un potente trasmettitore FM della SR1. Qui trovate anche un comunicato stampa in inglese.
Insomma, non ci sono troppe novità sulla possibile convivenza di segnali analogici e digitali. E del resto non mi aspettavo che i fautori del DRM+ misurassero una possibile incompatibilità. In laboratorio e nei field test controllati le cose funzionano così, come vuole la teoria. Bisogna vedere poi che succede sul campo quando i trasmettitori non sono più sperimentali... E sul sfondo resta la biggest question of all: con che apparati riceveremo le trasmissioni DRM+, di grazia?


10 febbraio 2007

Stili di sperimentazione

Continuo a tornare sull'argomento della sperimentazione della radio digitale: piaccia o meno, anche questo mezzo di comunicazione deve pur evolvere ed è giusto esplorare le varie opzioni. Le mie perplessità riguardano il modo di avvicinarsi alla radio del futuro. Un modo che a volte non mi sembra in linea con le attuali esigenze di pacifica convivenza con tecnologie "vecchie", ma seguite da qualche miliardo di persone.
All'inizio del mese la RAI ha avviato l'ennesima sperimentazione: il T-DMB. Le frequenze sono le stesse di un'altra sperimentazione: il DAB. Il vantaggio è che i pochi utilizzatori di ricevitori DAB (quelli per il DMB non esistono sul mercato, non li trovi neppure su eBay in Corea) possono continuare a seguire i programmi con la vecchia codifica Mpeg Layer 2. O no? Giorni fa mi scrive Giorgio Galifi, chiedendomi un parere. "Da quando è attivo il DMB il mio canale preferito," dice Giorgio, "il quinto della filodiffusione, è passato da 160 a 96 kilobit. Il risultato sull'ascolto della musica classica è quanto mai negativo." Sono andato a controllare sul mio ricevitore DAB ed è vero: per far posto ai bit del DMB, RAI ha dovuto limare qualcosina ai programmi del bouquet DAB. Invece di togliere bit a Radio 1 (rimasta a 160 kbit) a sacrificarsi è stata Auditorium. Ecco cosa dice Giorgio:

Sì, purtroppo il bit rate è davvero cambiato... (drasticamente diminuito). Io utilizzo un sintonizzatore Sony ST-SDB900 e il IV e il V canale della Filodiffusione (trasmessi via DAB) sono scesi da 160 Kbps a 96 Kbps. Altri drastici "tagli" (forse più comprensibili) sono stati operati su GPR (il canale che trasmette le sedute parlamentari) dove il bit rate è sceso a 48 Kbps ed è diventato mono. A sua volta anche Isoradio è sceso da 160 kbps a 96 ed è diventato egualmente mono. Invariati invece restano Radio 1,2 e 3 che trasmettono sempre a 160 Kbps.
Conosco il Call center di Raiway dove credo d'essere ormai tristemente conosciuto come un rompiscatole storico. Li ho avvisati della modifica, cosa di cui una prima centralinista non sapeva dirmi nulla.. Poi dopo un ennesima telefonata ho parlato finalmente con un ragazzo che mi ha avvisato della sperimentazione ed ha preso nota della mia comunicazione sulla modifica del bit rate.
Successivamente ho scritto anche alla Filodiffusione avvisandoli di come - oltre alla diminuzione di bit rate - il IV canale FD fosse completamente sparito e fosse stato sostituito da un doppione, in versione mono, di Radio Tre. Beh... questi ultimo si sono attivati subito facendomi, via mail, tutta una serie di domande di conferma di quanto avevo scritto, e poi ho constatato ieri che il IV canale FD è stato ripristinato (anch'esso però a 96 Kbps).
Io abito in provincia di Treviso ad una certa distanza dal trasmettitore DAB di Campalto (Venezia) e così quando ho iniziato a chiamare facendo le mie prime segnalazioni per le periodiche disfunzioni non volevano nemmeno credere che ricevessi il segnale... Alla fine esasperati dalle mie segnalazioni mi hanno mandato un tecnico rai a casa il quale ha effettuato tutta una serie di misurazioni ed ha constatato che, effettivamente (e alquanto inspiegabilmente), ricevevo il segnale (forse di rimbalzo mi hanno spiegato). Va beh... sia come sia proprio ora che il segnale era diventato finalmente stabilissimo (lo ricevevo con una percentuale di 60 punti su 100 ed una conseguente qualità sonora - segnalatami sempre dal mio sintonizzatore - di 98/100! Raiway ha pensato bene di fare una ennesima sperimentazione (peggiorativa, temo).
Quello che volevo chiedere è se vale la pena aspettare ancora sperando che qualche spirito benefico illumini le menti di questi signori e gli faccia riportare il bit rate ad una dimensione appena decente (160 Kbps) per l'ascolto della musica classica oppure se è meglio definitivamente abbandonare il DAB e passare ad acquistare un classico decoder satellitare per ricevere la filodiffusione ed altri canali radio di musica classica.
Dovete ammettere che è un po' perversa. La "sperimentazione" del DAB va avanti da una quindicina d'anni o poco meno. Uno sarebbe portato a pensare che se devi sperimentare qualcosa per quindici anni questa cosa tanto bene non deve funzionare, ma tant'è. Diciamo che quei due o trecento ricevitori DAB in Italia ci saranno. Ma ora la sperimentazione cambia e quei ricevitori, pur non smettendo di funzionare, devono fare un significativo passo indietro. Con il mio ricevitore DAB la musica classica arriva maluccio (96 kilobit con la codifica Musicam sono molto peggio dell'FM). In compenso... Non posso vedere le famose immagini della sperimentazione DMB perché i terminali del futuro, essendo futuri (concept products, li chiamano, in genere l'unica cosa tangibile è la fregatura) non li trovo nemmeno a Seoul.
In Gran Bretagna, tanto per cambiare, fanno le cose in modo diverso. La BBC ha annunciato una prima sperimentazione del DRM su scale molto locale. Il trasmettitore in onde medie della città di Plymouth (855 kHz, 1 kW) che oggi trasporta i programmi di BBC Devon, a partire da fine aprile funzionerà per un anno in DRM. La novità è che per questo test BBC selezionerà un panel di ascoltatori di Plymouth e fornirà loro un apparecchio capace di ricevere in digitale e analogico (il Roberts? Il Morphy Richards?). Alla fine il panel fornirà un parere su come sono andate le cose e l'esperienza, precisa la BBC, servirà per impostare le future strategie di transizione al digitale.

26 gennaio 2007

DAB Slideshow, la radio sposa la TV in UK

Per un paio di mesi alcune stazioni londinesi sperimenteranno il nuovo servizio DAB Slideshow con trasmissione di immagini a colori (la notizia arriva da Pocket-lint.co.uk attraverso Media Network). Su BDXC Mike Barraclough segnala un link a un sito Web che permette di accedere a una simulazione del servizio e ascoltare il flusso audio mentre le immagini vengono proiettate così come gli ascoltatori inglesi possono ammirarle sul display del piccolo dispositivi iRiver usato per la prova. Ecco la spiegazione di Mike:

There is now a webpage where you can listen each of the stations and at the same time see the slides being broadcast on the IRiver receiver which is an interesting looking set, you can hold it in the palm of your hand, been listening to Capital and watching the slides go through, the screen does occasionally go blank. Certainly for Londoners the travel information it is putting up is a useful adjunct to the radio service. To me there's not much comparison with television as the slides are just supplementing what is being broadcast, i.e. you are listening to a piece of music and the latest weather and travel information etc is just coming through on the screen in front of you. See the service for yourselves at:

http://85.159.184.112/for/

And a further report from Radio Today:

Even though we were in the basement of a London address, the signal was still quite impressive and let us view various images from one of the trail stations, Capital Radio.

http://www.radiotoday.co.uk/news.php?extend.1549.2
In questo momento sto ascoltando il buffo "Australia Day" su Capital Radio, con immagini dallo studio e da alcune zone nevralgiche di Londra (informazioni sul traffico).