Visualizzazione post con etichetta radio digitale satellitare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta radio digitale satellitare. Mostra tutti i post

17 ottobre 2011

USA: Pandora, Facebook e Sirius stanno cambiando la radio.

Si anima sempre di più il quadro anche economico della radio ibrida, tanto sul fronte dei servizi alternativi alla radiofonia FM terrestre come su quello dei contenuti di tipo radiofonico, soprattutto musicale, distribuito attraverso il Web, in modalità sempre più interattiva e "social". L'operatore satellitare americano Sirius XM sta gradualmente alzando il sipario su una offerta "2.0" che include nuovi apparati veicolari e per l'ascolto casalingo, nonché una ventina e più di canali accessibili solo con la nuova generazione di apparati.
Non è solo una questione di svecchiamento di un bouquet di offerta ormai relativamente anziano.
Sirius XM sta chiaramente guardando con una certa preoccupazione a fenomeni come Pandora, la Web radio musicale di tipo partecipativo, capace di adattarsi ai gusti degli utenti e della loro cerchia di amici. Un mese fa Pandora ha completamente ridisegnato, in HTML5, il suo player Web, rimuovendo tra l'altro i limiti di tempo che impedivano di superare una quota di 40 ore di ascolto per gli abbonamenti free. Stitcher, interessante piattaforma di talk radio su IP, ha ricevuto nuovi finanziamenti per alimentare la sua crescita e offrire agli abbonati l'opportunità di creare i propri talk show personalizzati o ascoltarli su dispositivi alternativi al personal computer.
Stitcher ha per esempio siglato un accordo per essere presente sui dispositivi Wi-Fi/Hi-Fi di fascia medio-alta Sonos e continua a rinnovare la sua app per iPad.
Sono soprattutto i rumori di guerra che arrivano dal pianeta Facebook a preoccupare Sirius XM e tutti gli altri editori o operatori di infrastrutture radiofoniche non-Internet. Nei giorni del suo evento mondiale, F8, Facebook ha rivelato l'imminente disponibilità di una applicazione social per l'ascolto di canali radiofonici musicali personalizzati. Il progetto si basa su una collaborazione con Myxer, una azienda specializzata nello streaming di brani musicali e nel download di suonerie e altri materiali sonori attraverso un modello finanziato dalla pubblicità. Attualmente in fase beta "chiusa", la nuova Myxer Social Radio andrà oltre le funzionalità oggi possibili con Pandora offrendo anche l'opportunità di chattare mentre si ascoltano i brani e di creare dei video per raccontare le proprie emozioni di appassionati di musica. Il nuovo servizio vivrà rigorosamente dentro al contesto di Facebook come ha spiegato in una presentazione il responsabile Myk Willis. Come se non bastasse, Facebook ha ribadito nella stessa occasione le proprie partnership con servizi di social music come Spotify, MOG e Rdio, con il preciso obiettivo di stimolare l'acquisto di brani e album attraverso il passaparola tra i frequentatori del social network.

La risposta dell'industria radiofonica convenziona va anch'essa all'attacco del Web e delle sue modalità di interazione. La radio FM americana produce un fenomeno come iHeartRadio, mentre la satellitare Sirius XM preme ulteriormente sull'acceleratore delle offerte combinate. Quella di Sirius sta diventando un catalogo di prodotti fin troppo articolato tra ricevitori veicolari, adattatori e tuner per le autoradio convenzionali, ricevitori portatili, tuner domestici per impianti stereo hi-fi "abilitati" al dialogo con questi accessori satellitari tramite interfacce appositamente studiate per l'occasione (i connettori Sirius e XM). Non manca neppure una Internet radio specializzata per la ricezione via Internet dell'offerta satellitare (del resto disponibile anche attraverso app per smartphone). La nuova generazione di apparati, attesa per questo ultimo trimestre 2011, in tempo per la stagione delle feste, è appena stata protagonista di un duplice debutto - uno autorizzato l'altro no. Qualche giorno fa sul sito Best Buy, la catena retail di elettronica di consumo, è apparsa "per sbaglio" (ma dopo il clamoroso caso di iPhone 4 questi errori paiono quanto mai sospetti) la descrizione del ricevitore SiriusXM "Lynx", un touchscreen basato su una variante di Android che può essere utilizzato con uno dei kit o docking station per la ricezione satellitare venduti per gli utenti veicolari e fissi, ma può ridistribuire via Wi-Fi gli stream ricevuti via IP dalla già citata Internet Radio.
Lynx dispone di innovative funzioni per il riascolto dei programmi dopo brevi sospensioni, o per abilitare la sintonia di un programma nell'istante preferito dall'abbonato, indipendentemente dalla griglia dei programmi. La seconda novità, appena apparsa nella vetrina dello shop online del sito Sirius XM è la versione veicolare, con tuner satellitare integrato, chiamata SiriusXM Edge. Anche qui abbiamo un ricevitore touchscreen che volendo può essere utilizzato fuori dall'automobile e in mobilità con gli appositi accessori. Altra peculiarità, Edge è il primo a potersi sintonizzare sui nuovi canali aggiunti recentemente al ricco palinsesto Sirius: più di venti nuovi programmi che includono, guarda caso, una robusta offerta in spagnolo rivolta agli abbonati "latinos". Sarà interessante tener d'occhio l'evoluzione del titolo Sirius in Borsa, dove la società è listata come "SIRI", lo stesso nome del sistema di riconoscimento vocale di iPhone 4S.

10 settembre 2011

Solaris Mobile e Class inseguono in Italia il sogno satellitare di Sirius XM

Forse la payradio digitale satellitare italiana - un sogno che il gruppo Class Editori aveva già inseguito senza successo - sta ripartendo davvero. Ma questa volta le prospettive appaiono un po' più rosee, la strada meno in salita, perché il partner infrastrutturale del progetto non è più quell' outsider del tutto privo di trasparenza sulle sue origini finanziarie e i suoi obiettivi di mercato che era stato Worldspace. L'accordo di luglio, ribadito ieri in occasione dell'apertura del salone IBC di Amsterdam, vede Class in rapporti stretti con Solaris Mobile, joint venture paritaria tra due assoluti big del settore satellitare, la lussemburghese SES e l'europea Eutelsat.La sede della joint venture, che utilizza una parte di banda sul satellite W2A a 10 gradi Est e può occuapre 30 MHz nella porzione radiofonica della S-band nei 27 paesi EU, è a Dublino.
Ad Amsterdam ho incontrato il Ceo di Solaris Mobile, Steve Maine che mi ha spiegato come la sua società è in grado di offrire ai suoi clienti la banda satellitare ma anche - tramite opportune partnership - le frequenze terrestri necessarie per garantire una copertura seamless in tre segmenti applicativi: la radio digitale innanzitutto, le applicazioni industriali, il broadband in aree periferiche non coperte da altri servizi, la machine to machine communication. Quella rivolta ai provider radiofonici interessati alle opportunità satellitari è un'offerta solida, pensata con una mentalità continentale, con in testa il successo di pubblico che la radio satellitare ha avuto negli Stati Uniti. Solaris vuole provarci anche in Europa.
«Il primo cliente importante - afferma Maine, è Class Editori. L'idea è offrire un bouquet di 50 programmi radiofonici utilizzando la nostra capacità satellitare e le infrastrutture di gap filling terrestri che siamo in grado di realizzare grazie ai nostri partner. In Italia è già stato fatto un accordo - speriamo di poterlo presto annunciare ufficialmente - con un primo fornitore rivolto alla creazione della rete terrestre che supporterà la fase di testing prevista già a ottobre nella città di Milano. Il servizio potrebbe essere essere esteso ad altre aree italiane a partire dal secondo semestre 2012.»
Solaris Mobile sta anche lavorando sulle tecnologie per la ricezione. Uno dei primi dispositivi abilitato alla ricezione della radio satellitare a standard DVB-SH dovrebbe essere un gateway tascabile realizzato da Elektrobit. Sarà dotato di antenna integrata per la ricezione dei segnali ripetuti a terra dai gap filler e di ingresso per antenna satellitare per le applicazioni mobili. Il segnale ricevuto viene "restituito" sottoforma di stream Wi-Fi verso smartphone e dispositivi similari. Altri gateway più evoluti vengono sviluppati da Quantum per la ricezione veicolare, sia a bordo di singole autovetture sia per veicoli collettivi come treni e pullman. La tecnologia core alla base dei sistemi di ricezione è un chipset realizzato da DiBCom, DIB29098.
Ad Amsterdam Solaris Mobile ha annunciato la disponibilità una demo basata su una tecnologia di emulazione di applicazioni interattive sviluppata dal GMIT, il Galway-Mayo Institute of Technology. Non sono purtroppo in grado di riferire nulla su questa piattaforma.
Sempre a livello dimostrativo, conclude Maine, Solaris Mobile ha messo a punto una vera e propria piattaforma di radio digitale su scala continentale ricevibile via satellite e aperta ai contributi degli editori. «La piattaforma si chiama EurRadio e può ospitare nel complesso una trentina di canali radiofonici. Già due editori tedeschi, Hit Radio FFH e Planet Radio hanno manifestato il loro interesse e un terzo canale offrirà servizi DVB-H. Chiaramente cerchiamo opportunità anche nelle nazioni che non hanno, come il Regno Unito, una infrastruttura di radio digitale DAB già consolidata.»
Quali possono essere le aspettative concrete di successo del servizio su scala italiana e continentale? Un progetto come quello annunciato da Class Editori ha come sottolineavo il vantaggio di una partnership molto robusta. Tra SES e Eutelsat stiamo parlando di operatori che nel complesso distribuiscono oltre 8.500 canali radiotelevisivi praticamente in tutto il mondo. Gli aspetti più strettamente editoriali e commerciali, ma soprattutto la concreta disponibilità di terminali utente non sono però marginali. Spero di poterli approfondire già a partire dai prossimi giorni. Personalmente ho qualche riserva sulla scelta di utilizzare uno standard come il DVB-SH, nato come dice l'acronimo in un contesto che ancora pensava che ci sarebbe stato un mercato fiorente per i contenuti televisivi trasmessi, via terrestre o satellitare, verso ricevitori palmari. Oggi che l'idea della tv da tasca con il DVB-H si è molto ridimensionata, mi chiedo se per la radiofonia abbia senso utilizzare un sistema così poco snello (siamo davanti a un confronto simile a quello tra DAB+ e DMB-T). Le mie perplessità diventano ancora più marcate se penso che proprio all'IBC 2011 è stato annunciato il sistema DVB-T2Lite, sviluppato guarda caso dopo che erano state abbandonate le iniziative per una ulteriore generazione del DVB-H. Va anche detto che la linea di evoluzione degli standard è molto più rapida del normale ciclo di vita industriale e commerciale di una idea come la radio numerica satellitare: se uno vuole proprio evitare ogni rischio di obsolescenza la ricetta migliore è l'immobilisimo.

15 luglio 2011

Pay radio via sat, Class Editori ci riprova con SolariMobile

Quattro anni dopo gli accordi con l'operatore satellitare Worldspace, accordi saltati a causa del fallimento dell'azienda americana, Class Editori prova a rilanciare il discorso della pay radio satellitare in Italia. Questa volta però sceglie due partner decisamente più affidabili: SES Astra e Eutelsat, due competitor uniti nella joint venture SolarisMobile. Sto cercando di approfondire i dettagli su questa importante iniziativa, che dovrebbe partire a ottobre con un trial su Milano. Intanto eccovi il comunicato di SolarisMObile (grazie a Antonio Tamiozzo che mi ha segnalato quello di Class Editori).

SOLARIS MOBILE AND CLASS EDITORI SIGN AGREEMENT TO LAUNCH DIGITAL RADIO SERVICE IN ITALY

First Commercial Contract for Solaris Mobile

Solaris Mobile Ltd., the Dublin based pioneer of European next generation mobile communications networks, a joint venture company formed by SES Astra and Eutelsat Communications, and Class Editori, a leading Italian media publishing group, have reached an agreement to launch an initial phase package of radio services to listeners across Italy.
The initial phase of the roll-out will commence in October 2011 with the deployment of a hybrid satellite and terrestrial network in Milan. Solaris Mobile is partnering with major Italian network operators for the provision of the terrestrial transmission network. Following the successful implementation of the initial phase, it is envisaged that a full commercial launch may take place in 2012 where Solaris Mobile plans to extend the hybrid network across the whole of Italy.
Italy enjoys the largest number of radio channels within the EU and through this agreement, Italians will be able to access dozens of new digital radio channels broadcasting music, news, entertainment and sports, in their original format with continuity of reception across the entire country. The high quality digital audio signal will also be complemented with new visual elements, delivering sophisticated media services such as programme information and traffic related data. Class Editori will provide high quality content to radio listeners through the Solaris Mobile radio network.
Solaris Mobile was recently granted an 18 year licence to operate Mobile Satellite Services (MSS) in Italy enabling it to deploy its hybrid satellite and terrestrial transmission network for the delivery of entertainment and information services to people on the move, in cars and to personal handsets. This licence brings to eleven the total number of national licenses awarded to Solaris Mobile across Europe,
which also include France, Sweden, Germany, Finland, Luxembourg, Slovenia, Denmark, The Netherlands, Poland and the United Kingdom.
Steve Maine, CEO, Solaris Mobile Ltd. commented, “The agreement with Class Editori is a historic occasion not just for Italian radio audiences but for radio listeners throughout Europe as it signals an innovative step forward in the migration from analogue to digital radio. This contract is our first and marks the debut of the delivery of services using our network infrastructure within the EU. Our hybrid satellite and terrestrial network provides a cost effective and rapidly deployable platform for digital radio broadcasters offering more channels for local, national and regional coverage.”
Luca Panerai, Vice Chairman, Class Editori commented, “In recent years, Class Editori has been involved in developing a pay-radio business model, which is evident by past agreements with a major automobile manufacturer and other important players interested in the development of the sector. Finally, we now have the opportunity to begin working with a serious and motivated partner who shares
our vision of building this business on a large scale. Partnering with Solaris Mobile, the initial phase, commencing in October is the first step in realising our vision of delivering the most advanced rich media infotainment and radio services to Italian listeners.”


L'infrastruttura è mista satellitare-terrestre (immagino con gap filler isofrequenziali) ma il vero elemento di interesse, tecnologicamente parlando, è che mentre Worldspace era una infrastruttura decisamente vecchia per i parametri attuali, il satellite su cui poggia SolarisMobile è il W2A lanciato da Eutelsat e in orbita geostazionaria a 10 gradi Est. Spulciando le informazioni sul sito Solaris e su altre fonti, ho trovato una documentazione dettagliata (al punto da specificare il chipset utilizzato, un DIB29098 della francese DIBcom, un ricevitore DVB SH/T/H quad-band) sui sistemi che consentono per la ricezione "in car" dei contenuti radiotelevisivi. La famiglia di dispositivi in grado di sintonizzarsi sui segnali del W2A - a quanto ci è dato di capire a standard DVB, ma questo dettaglio va confermato - comprende il ricevitore satellitare Q200 sviluppato da Quantum, descritto come un fornitore specializzato italiano(!). Sulla carta è disponibile anche una versione pocket, sviluppato dalla tedesca Elektrobit. Più che di ricevitori si tratta di veri e propri gateway, perché i segnali vengono riproposti all'interno delle vetture attraverso Wi-Fi. Tutti particolari che attizzano la curiosità nei confronti di questo progetto, soprattutto alla luce dei continui sviluppi della larga banda mobile terrestre.

11 luglio 2011

Con iHeartRadio ClearChannel insegue Pandora

Sulla scia della quotazione in borsa dell'americana Pandora e del suo servizio di streaming musicale personalizzato, capace di portar via cospicue fette all'ascolto convenzionale della radio, l'iundustria radiofonica prepara una risposta che dimostra come la lezione comincia a passare: le stazioni radio USA non possono sperare che la loro rendita di posizione, la forte base locale di ascoltatori, possa resistere a lungo all'attacco che non è solo di Pandora ma anche di servizi come Sirius XM, il network satellitare digitale il cui titolo proprio in questi giorni è stato inserito nell'indice Nasdaq-100. L'azione SIRI non vale i gli oltre 350 dollari di Apple, si aggira piuttosto intorno ai 2 dollari. Ma l'ingresso nel Nasdaq-100, al posto del titolo di una azienda di prodotti biomedici, è un riconoscimento significativo per una azione che fino a poco tempo fa rischiava addirittura di essere completamente esclusa dai listini. Pandora, che si è quotata in borsa circa un mese fa, nel frattempo dopo i primi giorni di comprensibile acclimatamento, sembra aver imboccato un percorso di graduale anche se lenta crescita. Partita a 17 dollari era subito capitombolata quattro dollari in basso, per poi riguadagnare fino a quota 20: come dire che chi aveva investito un milione nei primi giorni di quotazione oggi, in meno di quattro settimane, ha in tasca un milione e mezzo.
Farà senza dubbio bene sia a Pandora, sia a "SIRI" (il nome di Sirius XM allo stock exchange) la notizia del grande annuncio che il gruppo ClearChannel farà questa mattina in America (le due del pomeriggio da noi) a proposito del suo servizio Internet, iHeartRadio. Secondo le indiscrezioni raccolte da Radio.info la novità riguarda l'aggiunta di contenuti streaming musicali di stampo "pandoriano", oltre che la piena disponibilità dei flussi Internet delle centinaia di stazioni locali in FM e AM controllate da ClearChannel. Al centro di questa manovra ci sarà un imponente concerto programmato a fine settembre all'MGM Grand, uno dei più grandi alberghi di Las Vegas. Concerto che vedrà la partecipazione di molti divi della musica pop.
Un interessante articolo di Rocco Pendola, analista dalle chiare origini italiane, sul sito Seeking Alpha, descrive uno scenario di inseguimento che si presenta abbastanza favorevole per l'inseguitore ClearChannel. Secondo le cifre di ascolto online di Triton Digital oggi Pandora supera ClearChannel di cinque a uno, con oltre 680mila sessioni di ascolto attive in media contro le 122mila di ClearChannel su Internet. Pendola sostiene che la radio terrestre, impegnata finora a combattere battaglie di retroguardia - come quella che le permette di svicolare i congrui versamenti di royalties musicali che le radio online devono versare come balzello ai discografici - sembra finalmente essersi accorta di avere a disposizione tutte le armi che le servono per competere in una realtà dove tralicci, connessioni Internet, telefonini e grandi eventi musicali, si mescolano dando luogo a strategie convergenti del tutto innovative. Per dirla come Rocco: la radio si è accorda di essere «free, it's everywhere and it has thousands of stations and personalities at its disposal to drive digital, online and mobile efforts.» (gratis, dappertutto e ricca di migliaia di stazioni e personalità radiofoniche pronte a condurre campagne digitali, online e in mobilità).
Per l'Europa e l'Italia in particolare è ancora uno scenario futuribile, anche perché oltre agli importanti operatori "pure Internet play" manca completamente il terzo incomodo di una radio satellitare mobile come Sirius XM. Ma se vale il principio per cui quello che avviene oggi oltreoceano potrebbe accadere qui fra tre anni, forse i nostri gruppi nazionali farebbero bene a fare i loro compiti a casa. Quando saranno tornati dal funerale di Audiradio.

10 dicembre 2010

Stern resta su Sirius e (previa app) su iTunes

Con un laconico comunicato ("details will follow") e un gioco di parole tra il verbo resign (dare le dimissioni) e l'iterativo re-signs (ri-firmare), il celebre conduttore radiofonico Howard Stern ha sciolto la lunga riserva sulla sua partecipazione al palinsesto radiofonico satellitare di Sirius XM, una piattaforma con oltre 17 milioni di abbonati. Stern trasmetterà da Sirius per altri 5 anni con grande gioia dei suoi fan e il disgusto di un esercito di detrattori che non sopportano il suo linguaggio estremo e i suoi sfottò.
L'annuncio mette fine anche a un'altra speculazione: in questi giorni si era diffusa la voce che voleva Stern prossimo alla firma con Apple, disposta a quanto si diceva a spendere milioni di dollari per avere Stern in esclusiva su iTunes. I rumors non sembravano molto attendibili per la verità, considerato il trattamento che Apple riserva di solito ai contenuti scollacciati (è di questi giorni la protesta di una rivista danese che si è vista negare la certificazione per una app iPad ricca di tette in copertina). Anche la radio su iPhone era incappata in una mezza censura, dopo che Apple aveva respinto come spam alcune app realizzate (per la verità con lo stampino) da uno sviluppatore attivo con il mercato delle stazioni locali americane. Ora Howard Stern sarà comunque disponibile su iTunes, ma solo attraverso la app dedicata agli abbonati al servizio, che usano iPhone su rete telefonica in alternativa alla ricezione satellitare.
I dettagli promessi dovrebbero completare quanto dichiarato qualche giorno prima, quando Howard pur sottolineando di non aver ancora firmato alcunché, aveva comunque ammesso di voler continuare con Sirius e ribadito l'opportunità di essere ascoltato anche online attraverso una app. Intanto io comincio a pensare che forse qualcuno dovrebbe proprio cominciare a finalizzare i progetti di radio satellitare in Europa: non mi pare inconcepibile una offerta di programmi pay su questo mezzo e le frequenze ci sono. Che diavolo stanno combinando quelli di Ondas Media (l'ultimo comunicato risale a ottobre)? E Solaris, la joint venture Eutelsat/Astra che ha dimostrato la sua tecnologia a Belfast, in occasione della digital radio conference?

THE REAL ANNOUNCEMENT: 5 MORE YEARS AT SIRIUS XM

“I’m not saying I signed anything, but this is the end. This is my final decision.” Howard said he’d mulled several offers, but “I never once considered going back to terrestrial...we are continuing on. I have signed a deal.” The deal will keep him at Sirius XM: “The real innovators and the real geniuses are here at Sirius Satellite Radio...I will be here for the next 5 years.”
Howard also announced that the show would now be made available on mobile devices: “As of today, our fans can get us on any of these apps.” The show will still start at 6am and end after 10, but “We will have more flexibility with our schedule...for now it’s four days a week but at some point, that’s going to change.” Robin said she had yet to sign: “I’m still looking at the end of my career here on December 31st.”

08 maggio 2010

Sorpresa. Adesso Sirius XM guadagna

Legata a doppio filo agli andamenti del mercato dell'auto negli USA, Sirius XM ha chiuso il primo trimestre dell'anno con un profitto. Lo stesso periodo del 2009 si era chiuso con circa 240 milioni di perdite. Sirius, che non ha concorrenti sul mercato della radio satellitare, ha stretto accordi con tutti i costruttori che montano all'interno delle loro vetture i ricevitori digitali. L'offerta è allettante e molti acquirenti finiscono per diventare abbonati, in questo trimestre sono stati 170 mila in più. Ormai Sirius viaggia verso i 20 milioni di abbonati, uno zoccolo duro impossibile da battere. E' chiaro che l'offerta terrestre free di HD Radio è ancora lontana dalla credibilità.
Anche in questo condizioni apparentemente favorevoli c'è da togliersi il cappello davanti a Mel Karmazin, il patron di Sirius: un anno fa la sua azienda era data per spacciata ma lui ha saputo tener duro e in Liberty Media ha trovato un partner ideale, che ci ha messo i soldi senza pretendere il controllo della baracca. Tra gli analisti c'è chi continua a restare scettico, perché l'uscita dalla crisi del settore auto è tutt'altro che scontata e il titolo in borsa, pur registrando una crescita, è sostenuto da un azionariato fatto all'80% da piccoli risparmiatori, visto che gli istituzionali non hanno voluto rischiare. Il successo dovrà essere consolidato ma intanto Sirius stappa lo spumante.

Sirius Shapes Up
Madalina Iacob, 05.04.10

Satellite radio giant turns a first-quarter profit, but what happens when auto sales level off?

Sirius XM Radio ( SIRI - news - people ) swung to a profit in the first quarter thanks to rising auto sales that pushed up its subscriber base. Analysts say the company remains on solid footing as long as car sales are on an upward trend, hardly a guarantee.
The satellite radio company reported a first-quarter income of $41.6 million, or 1 cent per share, compared with a loss of $238.8 million or 7 cents, last year. Analysts expected the company to break even. Sales rose 11% to $670.6 million in the first-quarter.
Sirius XM Radio broadened its subscriber base by 171,441 customers in the first quarter and maintained its guidance that calls for 500,000 new subscribers in 2010.
"The continuing recovery of the automotive sector and expanding signs of increased consumer spending are encouraging signs for the company's growth prospects,” said Mel Karmazin, the company's CEO.
The improving outlook did little to boost shares on a day when the broader market was reeling over European debt worries, and Sirius shares dropped 4% to $1.18. Shares have been on the mend in general, though, rallying more than 90% since the beginning of 2010 as the U.S. economy recovers. Investors have also overcome fears of a potential bankruptcy after Liberty Media Corp ( LCAPA - news - people ) pumped cash in the overly levered company at the beginning of last year.
Sirius has an almost symbiotic relationship with the auto industry, thriving when more cars are sold since its service is frequently offered as a free trial to buyers. The company managed to retire some of its debt in the first quarter...

30 aprile 2010

Sirius XM chiude tra anni. E invece no

La stampa americana continua a interrogarsi sui potenziali di crescita del settore, oggi monopolistico, della radio satellitare. Rick Aristotle Munarriz è un bravissimo analista di Motley Fool che cito spesso nella mia cronaca delle vicende di Sirius XM, l'operatore di radio numerica via satellite negli Stati Uniti. Questa volta Rick prende in esame un intervento di un notista economico del Washington Post a Motley Fool Radio, podcast dedicato alla finanza USA (numero del 23 aprile), a proposito delle scare possibilità di durata di Sirius. Secondo Frank Ahrens, il giornalista del quotidiano di Washington, "fra tre anni Sirius XM non esisterà" più.
Per Munarriz è una buona occasione per spiegare che invece Sirius è destinata a restare con noi per lungo tempo. Nessuno mette in questione il brillante futuro delle infrastrutture Web wireless, precisa Munarriz. Ma queste buone prospettive future non equivalgono ancora a una certezza, anche considerando i costi che i consumatori potrebbero dover sostenere per poter usufruire della larghezza di banda mobile sufficiente. E poi la radio satellitare di Sirius, ritornata in Borsa oltre la soglia del dollaro di quotazion, ha ancora parecchie frecce al suo arco, inclusa una ferrea alleanza con i costruttori di automobili che partecipano alla crescita del business. Anche quando la copertura 4G sarà molto capillare, sostiene infine Munarriz, Sirius avrà dalla sua qualcosa come 19 milioni di utenti e non è mai molto facile, in questi casi, imporre una modalità di fruizione alternativa.

Sirius XM Dead in 3 Years? Pshaw!
By Rick Aristotle Munarriz
April 26, 2010

Who tossed Sirius XM Radio (Nasdaq: SIRI) back into the death pool?

"I'm not sure there's going to be satellite radio in the next three years," Washington Post business reporter Frank Ahrens said during this weekend's Motley Fool Money Radio show.
Not again! Sirius XM is finally tasting success. Its stock has closed with a bid above $1 for eight consecutive trading days, leaving it just two days away from regaining its listing compliance with NASDAQ OMX Group.
The upbeat trading is warranted, as Sirius XM has been able to achieve positive cash flow, push back its debt repayment obligations, and has now come through with three consecutive quarters of net subscriber additions.
However, Ahrens isn't an ignorant basher. He is one of the platform's earliest adopters, stepping up as an XM subscriber more than eight years ago. He praises the product, though he's not sure of its lasting power.

Transitional radio

The crux of Ahrens' argument is that he sees satellite radio as a "transitional technology" -- basically "a bridge between where we were and your PC in the car."
In other words, just as it's hard to go back to terrestrial radio after sampling satellite radio, it will be hard to justify a premium, subscriber-based service when cars are tethered to everything that can be streamed off the Internet.
The mobile connectivity migration is happening. Automakers themselves have been slow in offering in-car wireless routers, but it's breaking through in the form of portable gadgetry. 3G and 4G smartphones can do it. The popularity of Novatel Wireless' (Nasdaq: NVTL) MiFi and Sierra Wireless' Overdrive mobile hot spots open the door for automakers and audio component manufacturers to introduce more Web-based radio.
There are a few shortcomings to the thesis that Sirius XM is on a limited lifeline, though.
For starters, it's hard to argue against an incentivized partner. Apple (Nasdaq: AAPL) isn't paying royalties to automakers for installing audio jacks in cars. Pandora isn't going to share its meager revenue with car manufacturers if connectivity improves on the road. Satellite radio is different. It's been striking deals with car showrooms for years, making sure that the installation rates are high and actively promoted.
Another satellite radio lifeboat comes in the form of accessibility. Radio is supposed to be a passive, yet rewarding, entertainment process. Tracking down Internet streams, podcasts, and stored MP3s can turn into a cumbersomely sophisticated process. It may also prove to be overly distractive to someone manning the wheel.

The future of radio

I'm not naive. I think it's totally feasible that the socialization of the Web transforms the way we entertain ourselves on the road. In a few years, why can't a morning commute consist of customized hyperlocal news nuggets, audio messages from Facebook friends, text-to-speech conversions of Twitter followings, favorite podcasts, and play lists pooled together by like-minded buddies?
All of this can happen, but it doesn't mean that it will happen.
Along the way, Sirius XM will evolve. After all, if rival ear magnets improve their game over time, why not Sirius XM? The next generation of satellite receivers will make it easier to engage in e-commerce, provide more interactivity, and be more customizable.
The important thing to remember in the eventual flux is that Sirius XM has a huge lead right now with more than 18.9 million subscribers. Never underestimate the advantage of having a sizable paying audience.
Netflix (Nasdaq: NFLX) clearly won't be the only company providing unlimited movie streams in the future, but it has a base of 14 million members (and growing), which won't make it easy to overtake. Research In Motion (Nasdaq: RIMM) is still moving millions of BlackBerry handsets every passing quarter. Competition may intensify, but it's still blessed with a lead that isn't easily surmountable.

Content is kingfish

Ahrens' bearish perspective on the future of Sirius XM came up as he proposed that if Howard Stern is still on the air in three years, Sirius XM's model at that point wouldn't be able to pay for him.
It's an interesting point, but where would the more lucrative alternatives be for Stern and other high-priced talent? Terrestrial will only fade with broader choices, and free, ad-supported online content will never be caught writing big checks. Sirius XM should continue to be radio's great monetizer.
That's why I wouldn't be betting against Sirius XM right now -- or three years from now.

21 marzo 2010

Worldspace: Liberty lascia, è davvero la fine?

Questa volta è l'amico Benn che mi segnala, da Washington, l'ennesima puntata della soap opera "Worldspace". Riassumere gli episodi precedenti della vicenda incentrata sull'operatore satellitare - entrato da mesi in procedura fallimentare - sarebbe impossibile, ma negli ultimi mesi dell'anno eravamo arrivati alla possibilità che Liberty Media, altro grosso operatore satellitare televisivo coinvolto anche nell'operazione di salvataggio (e probabilmente, alla lunga, di acquisizione) di Sirius XM (il terzo operatore satellitare della nostra telenovela), si offrisse come acquirente anche di Worldspace, che nel frattempo ha sospeso le sue operazioni in India, unica nazioni in cui aveva raccolto diverse decine di migliaia di abbonamenti. Si diceva che Liberty volesse combinare le strategie americane di Sirius XM con quelle euroasiatiche di Worldspace per offrire radio digitale satellitare anche oltre atlantico.
In questi giorni è arrivato un laconico comunicato stampa di Worldspace, che annuncia l'uscita di scena di Liberty, che avrebbe abbandonato il tavolo delle trattative. Worldspace conclude il suo comunicato affermando di aver preso in considerazione il possibile de-commissionamento dei suoi due satelliti e di avere allo studio le alternative in vista di un possibile venir meno di ogni interesse da parte di Liberty. Decommissionare un satellite geostazionario significa (come spiegato qui) elevarne l'orbita per rimuoverlo dal prezioso anello equivalente alla quota orbitale geosincrona. Una operazione necessaria per togliere di mezzo un satellite inattivo senza rischiare di recare disturbo agli altri. In altre parole il sogno di Worldspace finirebbe qui, dopo dodici anni dal lancio di AfriStar ed esattamente dieci da quello di AsiaStar (messo in orbita il 21 marzo del 2000).
Oggi la società di Noah Samara, che avrebbe dovuto essere riacquistata da un'altra società dello stesso imprenditore (non ha mai raccolto i capitali necessari) è quotata sull'over the counter delle Pink Sheets a New York. Il titolo vale tra i 2 e i 3 centesimi e la capitalizzazione supera di poco il milione di dollari. Non male per una azienda che si è quotata al Nasdaq (bei tempi) nel 2005 raccogliendo 150 milioni e che avrebbe bruciato due miliardi e mezzo di dollari sauditi. Andando a leggere i commenti dei siti finanziari (per esempio Motley Fool) aleggia il sospetto che sia tutta una finta, che Liberty dovrà tornare a sedersi al tavolo con Worldspace e siglare una forma di accordo, per speculare sul titolo e su quel che resta degli asset. Con Worldspace somiglia sempre a uno di quei film dell'orrore, in cui i morti non sono mai veramente morti. Non mi stupirei affatto se si verificasse un altro colpo di scena di questa lunga, estenuante storia di successi mancati. Adesso dove lo trovo un museo delle invenzioni interessato a un ricevitore Worldspace Hitachi?

WorldSpace Strategic Transaction Negotiations with Liberty Terminated

SILVER SPRING, Md.--(BUSINESS WIRE)--WorldSpace, Inc. ("WorldSpace") announced today that strategic transaction negotiations with Liberty Satellite Radio, Inc. (“Liberty”), its debtor-in-possession lender, have been terminated by Liberty. WorldSpace is awaiting information from Liberty as to its expectations as WorldSpace’s secured lender with respect to the handling of Liberty’s collateral. In the interim, WorldSpace is planning for a potential de-commissioning of its satellites and reviewing its strategic alternatives in light of the termination of negotiations.

***

Liberty ‘abruptly’ abandoned WorldSpace plans
Wednesday, 17 March 2010

WorldSpace, in a filing to the Delaware Bankruptcy Court on March 16, said that Liberty Satellite Radio on March 12 had “abruptly and without explanation terminated its negotiations with [WorldSpace]”.
The filing then said, in effect, ‘What do we do now?’ WorldSpace explained that for the past 6 months, and “at the urging of Liberty” they had been conducting a strategy towards agreeing a strategic sale of the WorldSpace assets to Liberty. “Liberty has not provided [WorldSpace] with any guidance on protecting or disposing of Liberty’s collateral [the orbiting satellites] despite the Debtors’ repeated requests.”
WorldSpace has told the Court that because of its severe financial problems they have no option but to remove their satellites from orbit “immediately” in order not to risk damage to orbiting equipment owned and operated by others.
Liberty put in about $21m or so to either buy up WorldSpace’s debt obligations or to assist in day-to-day running costs for WorldSpace’s Chapter 11 bankruptcy. Most observers happily predicted a link between Liberty Media and Sirius-XM and using the WorldSpace orbiting satellites to jump-start a ‘Sirius International’ pay-radio service.
Not so. WorldSpace’s press release, issued late on Tuesday afternoon, said: “WorldSpace is awaiting information from Liberty as to its expectations as WorldSpace's secured lender with respect to the handling of Liberty's collateral. In the interim, WorldSpace is planning for a potential de-commissioning of its satellites and reviewing its strategic alternatives in light of the termination of negotiations.”
Only last week Liberty submitted a formal filing to the FCC to take posessesion of the two orbiting satellites, and most observers saw this as another careful step on the road towards WorldSpace’s rehabilitation.
What a mess! We cannot begin to speculate as to what’s gone wrong this time.

10 febbraio 2010

Solaris Mobile, si avvicina la pay radio via sat europea?


Tra le innumerevoli novità (si dice sempre così) presentate al prossimo Mobile World Congress di Barcellona, torna alla ribalta l'operatore multimediale satellitare Solaris Mobile, una iniziativa congiunta Eutelsat SES-Astra per la diffusione di contenuti televisivi, radiofonici e dati/infomobilità via satellite verso dispositivi palmari, il DVB-SH, sempre con il supporto di reti di trasmettitori gap filler terrestri.
Ne scrive Chris Forrester su RapidTvNews ma anche la testata online Auto-Mobi.info riprende la notizia dell'accordo tra Solaris e una nota società di autonoleggio per l'installazione degli apparati a bordo delle sue vetture. In questa fase Solaris si limita ad allestire dei test drive nelle varie capitali d'Europa e un veicolo equipaggiato sarà presente anche a Barcellona nei giorni del Mobile Congress. Secondo me Forrester fa parecchia confusione alla fine, quando parla della possibilità per la specifica di inviare verso il satellite messaggi brevi stile SMS. Se si riferisce al DVB-SH chiaramente quello prevede una forma di integrazione con l'infrastruttura terrestre GSM/GPRS per assicurare ai servizi una forma di interattività. Potrei sbagliarmi, naturalmente. Anche così però, i servizi sarebbero interessanti. Quanto alla loro reale disponibilità… Aspettiamo di vedere quel che succede con l'eventuale ripresa dell'economia. Dopo il fallimento di Worldspace, ora le prospettive della pay radio satellitare in Europa non sono più ridotte a zero. Oltre a Solaris Mobile, ricordo i progetti di Ondas Media e persino i discorsi che avrebbero visto Liberty Media e Sirius XM manifestare interesse proprio nei confronti della defunta Worldspace.

European pay-radio gets closer

Written by Chris Forrester Thursday, 04 February 2010

Solaris Mobile is the satellite joint-venture between SES Astra and Eutelsat. Despite technical problems last year it is now geared up for operations. European viewers – and listeners – might shortly get satellite TV to their mobile phones, and a pay-radio service similar to Sirius-XM.
Solaris has kitted out a car which is currently being road-tested and shown to “interested parties” in Paris, Berlin, Barcelona (for the 3G Global Forum show) and elsewhere in Europe.
Eutelsat’s new CEO Michel de Rosen said: “Our short term intention is to showcase the [Solaris Mobile] system, and to continue working with regulators at national and European level to see the licences fully developed. Our friends at Inmarsat, to my knowledge, have yet to be active in the field. Obviously regulators want to know what Inmarsat and Solaris are doing and going to do. It is our common duty to answer clearly and convincingly these legitimate requests.”
Mr de Rosen said that Solaris is now re-addressing the whole market, especially in regards to potential partners. “The rate of development of mobile video services in Europe has been slower than anticipated, and the fact that we ourselves have not moved faster than the market is not a handicap.”
But the technical result is now a tangible reality. The transmission system is beaming S-band/DVB-SH video and audio signals to some test vehicles. Customers – or more accurately potential customers – have already seen the snazzy set-up, and the vehicle is now on a true road show to most of Europe’s major cities, which will include Barcelona for the upcoming 3G Global Forum, showcasing what a real system can look and sound like.
And it is impressive. A test drive offered up a half-dozen video channels, a few radio services, and most importantly rock-solid images with zero video drop-out or other troubling artefacts. Moreover, Solaris’ clever technical solution beams a mini-WiFi signal into the car enabling up to 3 different images to be viewed (including your editor’s iPhone). It was seamless to set up.
Solaris Mobile’s next iteration will be a more powerful chip-set allowing potentially dozens of different users (on a bus, or a train, for example) to pick and choose their own channel, or data stream. Indeed, it will be obvious to any operator that the concept’s ability to handle data and other vehicle-based telematics is a key advantage. Currently the scheme assumes the satellite will beam its couple of Muxes to Europe’s major regions with terrestrial repeaters filling in the local urban gaps but also complementing the core channel offerings with, perhaps, local traffic, weather or other personalised information.
Solaris is also working on a battery-driven ‘dongle’ receiver that will have a similar chip-based battery driven device that will transmit content to mobiles without an on-board receiver. The Paris test uses four 30-Watt transmitters to cover the city. Solaris’ key target markets, remembering the problems with the antenna, are currently France, Germany, Italy and Spain.
Ondas Media is seen by most as being a strong contender in this space and already has contracts signed with Renault, BMW and Nissan. Interestingly, the specification also allows SMS-type short messages to be sent directly from a vehicle up to the satellite. Transmission power is just 1 Watt, but the technicians say it all works fine. Solaris is looking to see standards body ETSI establish an open standard for this aspect of the technology.

***
SOLARIS MOBILE ANNOUNCE CORPORATE PARTNERSHIP WITH EUROPCAR
Sunday, 07 February 2010

Solaris Mobile Ltd, the Dublin based operator of new hybrid satellite and terrestrial wireless networks across Europe today announced a major new partnership with Europcar.
The new corporate partnership is another in the long list of Pan-European businesses that are now working with the Irish company to evolve broadband services and develop superior quality mobile television, radio and broadband services.
Yet again at the forefront of innovation both in terms of technology and new services made available to their customers, Europcar will showcase next generation communication services installed by Solaris Mobile in a small selection of cars in Paris. In a first instance, Europcar will be equipping a handful of cars with TV and radio services either via devices located in the vehicles or directly in the embedded car multimedia systems. In addition, Europcar vehicles currently driven by Solaris Mobile employees have also been equipped with the system.
Commenting on the announcement of the partnership, Steve Maine, CEO, Solaris Mobile, said; “The partnership with Europcar gives Solaris Mobile the opportunity to showcase the potential of delivering next generation broadband and broadcast services to people on the move. Solaris Mobile’s new hybrid network enables video, data downloads and ubiquitous voice services, services which have previously only been available to fixed line services”.
Eric de Saint-Louvent, Director of Sales & Marketing Europcar France added: “Europcar as N°1 Car Rental Company is always looking for ways to innovate its product offering and improve its customer rental experience. This partnership with Solaris is a perfect opportunity for Europcar to be at the forefront of technology, and trial these new services for & with our customers”.
A demonstration of the newly equipped cars and their communication capabilities will be available at the Solaris Mobile stand in The App Planet, Hall 7, Stand 7G4 at the GSMA Mobile World Congress (Barcelona, 15-18 February 2010.
Solaris Mobile, a joint venture between Eutelsat and SES-Astra was set up in 2008 to develop next generation mobile communication services. The company intends to deploy a hybrid satellite and terrestrial network enabling the provision of mobile television, radio and data channels as well as broadband and voice communication services to be delivered to mobile phones, portable terminals and in-vehicle devices.
In May 2009, the European Commission awarded Solaris Mobile the right to operate satellite & terrestrial services in S-Band in all 27 EU member states. S-Band is spectrum residing in the 2GHz band and is adjacent to UMTS used by mobile 3G operators.
At present, Solaris Mobile is carrying out trials in Paris, demonstrating the broadcast of TV and radio services to phones, other handheld devices and cars – across the city and surrounding areas.

03 gennaio 2010

Worldspace chiude in India, Liberty/Sirius in Europa?

Enrico Oliva mi ha segnalato dalla stampa indiana la notizia dell'improvvisa chiusura del servizio di pay-radio dal satellite di Worldspace Asia. Andando sul sito di Worldspace.com in effetti il visitatore viene accolto da questo simpatico avviso:
Special Announcement for India Subscribers to WorldSpace Satellite Radio

On December 31, 2009, the WorldSpace satellite radio broadcast service will be terminated for all customers serviced from India.

This action is an outgrowth of the financial difficulties facing WorldSpace India’s parent company, WorldSpace, Inc., which has been under bankruptcy protection since October 2008. The potential buyer of much of WorldSpace’s global assets has decided not to buy the WorldSpace assets relating to and supporting WorldSpace’s subscription business in India. As a consequence, WorldSpace, Inc. must discontinue its subscriber business in India. Your subscription contract is with WorldSpace, Inc., a US company that is in a bankruptcy proceeding in the United States. The company recognizes that you may have paid for services to be rendered beyond the termination date, but is not in a position to offer a refund for any unused portion of your subscription.
You may have a potential remedy under the U.S. bankruptcy law. You may file a claim under the claims procedure that is intended to protect creditors of the bankrupt company. Sometime early next year, a claim servicing company will send notice to all creditors listed by the company. In order to ensure that you receive timely notice, we would request that you send the following information by mail or email to Rakesh Raghavan at WorldSpace, Inc. headquarters in the United States.

1. Name
2. Address
3. Email
4. Subscription Account Number
5. Date of Subscription
6. Length of Subscription
7. Amount paid for your current subscription

Send this information to: By email -- CustomerServiceUS@worldspace.com or by regular mail – Rakesh Raghavan, WorldSpace, Inc. 8515 Georgia AV, Silver Spring, MD 20910 USA.

Our sincere apologies for this circumstance.
A questo punto non ho potuto fare a meno di correre su RapidTVNews alla ricerca delle ultime notizie pubblicate da Chris Forrester, il cronista che ha seguito le agitate vicende dell'operatore satellitare creato da Noah Samara e entrato in procedura fallimentare nell'ottobre del 2008. Forse ricorderete che avevamo lasciato questa radionovela, lo scorso aprile, con la notizia della vendita di quel che restava di Worldspace a una società finanziaria di Singapore controllata dallo stesso Samara.
Una vendita che il socio italiano di Worldspace Europe, New Satellite Radio, aveva duramente contestato nel tribunale del Delaware che si occupa appunto di procedure Chapter 11. Nel corso dell'estate Chris Forrester ha riferito il clamoroso risvolto del ritiro dell'offerta da parte di questa società di Singapore, anch'essa in grosse difficoltà. Samara tra l'altro nello stesso periodo è comparso come testimone in un processo a carico di un ex deputato americano, William Jefferson, accusato di corruzione. Samara ha dovuto spiegare i suoi rapporti con Jefferson e la moglie di quest'ultimo, Andrea, per delle strane promesse di aiuti in favore delle attività africane di Worldspace.
Worldspace stessa ha successivamente confermato che il compratore che aveva determinato l'uscita di New Satellite Radio dall'asta per l'acquisizione dell'operatore fallito, aveva ritirato l'offerta.

Liberty planning European pay-radio?
Chris Forrester 21-10-2009

Liberty Media, via its subsidiary Liberty Satellite Radio, is now in control at Worldspace, the struggling European and Asian pay-radio broadcaster. Executives from Liberty and Worldspace are visiting Europe this week.
Rapid TV News understands that some aspects of the visit are concerned with meeting Worldspace creditors. However, we also understand that Liberty staffers are also in Europe to examine prospects for pay-radio in Europe and elsewhere internationally. Liberty has a significant stake in Sirius Satellite Radio in the US.(...)
Annuncio che è stato subito seguito da una seconda notizia clamorosa: a rilevare Worldspace sarebbe stata Liberty Media, l'operatore americano che ha il controllo del 40% di Sirius Satellite Radio. Leggendo gli interventi di RapidTVNews di questi ultimi tre mesi la chiusura delle attività indiane di Worldspace assume un significato molto più chiaro. Lo stesso Mel Karmazin Ceo di Sirius avrebbe confermato più volte l'interesse della sua azienda a entrare in un business internazionale e chiaramente gli occhi di Malone e Karmazin il bersaglio principale di questo interesse è l'Europa.
In Europa però si fanno sempre più consistenti i piani del nuovo operatore Ondas Media, che pur non disponendo di alcun satellite in orbita, ha accelerato il passo in modo significativo in questo 2009, stipulando accordi con provider di contenuti e tecnologie e assumendo come CEO proprio l'ex responsabile di Worldspace Europe, Benoit Chéreau. Ondas Media ha piazzato il suo colpo migliore con il fornitore di ricevitori satellitari Delphi, che ha sigliato con l'operatore paneuropeo un accordo di esclusiva per la vendita di car radio satellitari. Lo scenario europeo per un potenziale intervento di Liberty/Sirius si complica ulteriormente se si tiene conto dell'avvento di un secondo operatore, Onde Numérique. Onde è una iniziativa di Franz Cantarano, anche lui della scuderia di Worldspace Europe e laureato del piano di studi della "Aerospace MBA" presso la Toulouse Business School (Toulouse è la capitale dell'industria aerospaziale europea). Incorporata presso l'Incubateur Midi Pyrénées nel luglio scorso, Onde Numérique ha un piano di commercializzazione di servizi di pay radio digitali terrestri in banda L, un progetto che lo stesso Cantarano, intervistato dall'immancabile Forrester, definisce complementare alla radio satellitare, anche se Onde Numérique per il momento vuole coprire solo la Francia. Questa la concisa presentazione della startup di Cantarano pubblicata sul sito dell'incubatore pirenaico: Onde Numérique souhaite commercialiser en France un bouquet de radios numériques thématiques exclusif, sans publicité. L'innovation est portée par le développement d’un module électronique dont l’intégration aux récepteurs du service apportera des fonctionnalités inédites dans le domaine de la radio. Una descrizione che puzza di software defined radio da un chilometro (ed è un complimento).

(...)Worldspace has confirmed that it is seeking to sell itself to Liberty Satellite Radio. Worldspace said that such a deal would ensure it is able to carry out a debt repayment plan.
Europe already has at least two potential pay-radio broadcasters in the shape of Ondas Media and new rival ‘Onde Numérique’, formally registered in July, and initiated by Franz Cantarano, formerly VP/Strategy & Development Europe, for Worldspace (and who previously worked at Thales). Recently Cantarano told us: “I’m now committed to the development of a digital radio service, dedicated and tailored to the French market (only), for which I’m just finalising a market survey that was required to test some of its specificities,” he said. “Although I intend to first deploy this service terrestrially (i.e. targeting L-band), I remain a great supporter of DARS in Europe and look forward to – maybe - also contributing to its success, and have now indeed finalised the acquisition of a couple of assets in this regard.”

Tornando all'India, l'improvviso spegnimento delle trasmissioni dal satellite Worldspace è stato accolto da un mare di proteste. Non solo i contenuti musicali di Worldspace erano molto apprezzati perché diversi dalle solite nenie trasmesse dalla radio nazionale e dal ciarpame diffuso dalle centinaia di nuove emittenti FM commerciali. Nonostante il fallimento della casa madre, il business di Worldspace in India era addirittura in crescita, e con esso il numero di abbonati. Ora quelli che sono diventati di colpo gli ex dipendenti di Worldspace India giurano che se Liberty Media/Sirius sta pensando di tornare nel mercato indiano con una nuova iniziativa, può anche scordarselo.
Insomma, la payradio satellitare europea torna di colpo a cullare prospettive assai più promettenti di quelle che il fallimento di Worldspace aveva determinato non più di 12 mesi fa. Ondas Media sembra intenzionata a fare sul serio nel 2011 e i progetti francesi di Onde Numérique in banda L aprono la strada a un contesto aperto di neutralità tecnologica che potrebbe rivelarsi fruttuoso. Qualora Liberty/Sirius decidesse di manifestare il suo interesse in modo più concreto, ci potrebbe essere una ricaduta in termini di attenzione da parte del pubblico (che intanto può leggere Radiopassioni per essere regolarmente aggiornato). Un unico dubbio: New Satellite Radio, che insieme a Fiat doveva lanciare la radio satellitare in Italia già nel 2009, è ancora interessata a questo business?

18 novembre 2009

Dopo Sirius nuove speranze per satradio in EU?

Il positivo andamento dell'ultima trimestrale di Sirius Xm, l'operatore di radio digitale satellitare USA, potrebbe avere inaspettate ricadute anche su questo versante dell'Atlantico, nell'Europa che dopo il fallimento di Worldspace ha già visto sfumare la promessa di un analogo servizio di pay radio. Per giunta a partire dal mercato italiano.
Il turn around di Sirius proietta una luce più positiva sulle prospettive di un altro operatore, Ondas Media (headquarter nella capitale spagnola, ma capitali di origine tedesca e svizzera), su cui però è lecito continuare a nutrire qualche perplessità. Un articolo recente del Daily Telegraph (segnalatomi da Francesco Delucia) annuncia un accordo tra Ondas e il network commerciale britannico Jazz FM per la realizzazione di contenuti che popoleranno i servizi della società spagnola a partire dal 2012, data prevista per l'attivazione di un bouquet di 150 canali potenzialmente in grado di raggiungere una trentina di nazioni europee. Il Telegraph riporta le dichiarazioni del nuovo CEO di Ondas, Dave Krueger, che guarda caso è stato consulente di Sirius, e afferma che l'eventuale arrivo della radio via satellite potrebbe costituire un duro colpo alle speranze del DAB, l'eterno candidato alla sostituzione della radio analogica e da sempre in bilico per quanto concerne il reale gradimento da parte del pubblico e del seguito in mercati critici come quello dell'autoradio. Oltretutto nel Regno Unito i piani del passaggio al DAB delle emittenti commerciali ha subito vistosi rallentamenti, con il mancato debutto di un secondo multiplex nazionale. Nel board di Ondas siedono Klaus Otto Rehnig e Hans Peter Peters, definiti "seed investor" oltre che amministratori. I due manager si sono finora occupati di banche e finanza, sicuramente sanno il fatto loro. Ondas Media in questi mesi ha annunciato diversi accordi con i manifatturieri automobilistici per l'installazione degli impianti satellitari a bordo dei veicoli venduti. Il business plan presentato da Krueger parla di un fatturato potenziale di 200 milioni di euro nel 2013, da raddoppiare nel 2014. Ma come insegna il caso di Sirius Xm (operatore singolo nato dalla fusione tra due concorrenti originariamente imposti dal regolatore americano), sul business della radiofonia satellitare pesano costi di avviamento molto elevati, che possono impattare in modo devastante sui piani iniziali. A quanto mi risulta Ondas non ha ancora messo in orbita un satellite, ma deve affrettarsi a farlo se vuole centrare gli obiettivi di tempo che sembra essersi data. Non so se l'avvento della radio digitale satellitare in Europa possa costituire una minaccia per la radio digitale terrestre, per somiglia troppo a un alterco tra promesse mancate.


DAB radio faces threat from satellite rival

DAB radio, the digital radio format in which the commercial radio sector and BBC has pinned its hopes and invested heavily, is facing its biggest threat yet as US-style subscription satellite radio is set to launch throughout Europe.

By Amanda Andrews
Published: 3:04PM GMT 16 Nov 2009

Ondas Media, a private Madrid-based satellite radio group funded by a group of German and Swiss investors, has agreed to provide its radio devices to a string of car manufacturers such as BMW and Nissan, and will today announce a landmark deal with Britain’s Jazz FM to broadcast the station in 27 European countries when Ondas’ service launches in 2012.
(continua)


08 novembre 2009

La rimonta di Sirius XM: conti a posto e iPhone alleato

Mel Karmazin ha vinto, almeno per il momento. Ed è più o meno come se una squadra di calcio fosse riuscita a rimontare un sei a zero vincendo sette a sei con due espulsi al primo tempo e l'unica punta chiamata a sostituire due portieri infortunati. La radio satellitare di Sirius XM è stata protagonista in questi nove mesi di un formidabile turnaround, una delle aziende più derelitte della borsa, sovraccarica di debiti e con un titolo sceso sotto i 10 centesimi di dollaro, ha registrato il miglior trimestre della sua storia e, per la prima volta, un flusso di cassa positivo. Il tasso di crescita del numero di abbonamenti torna anch'esso positivo (nuovi abbonati e rinnovi superano il numero di disdette). E come osserva Brandon Matthews di Seeking Alpha, testata online specializzata nella finanza delle startup, Sirius XM ha fatto capire una volta per tutte che la radio digitale satellitare non ha nulla a che fare con quella sfigata della radio commerciale terrestre "free to air" finanziata da spot pubblicitari che portano sempre meno soldi nelle casse delle varie Clear Channel e compagnia piangendo.
Nossignori, il brutto anatroccolo che tutti davano per spacciato, la tecnologia che avrebbe dovuto essere sopraffatta da Internet e iPhone è diventato di colpo un business finanziato dalla cosa più sicura che ci possa essere in questo momento: una base di abbonati fedeli, motivati ad acquistare e in costante espansione. E può permettersi il lusso di inseguire brand di successo come Apple sul loro stesso terreno, sfruttando possibili sinergie "comportamentali" degli ascoltatori ormai abituati a decidere quali programmi e musiche consumare. Altro che iPhone come killer di Sirius XM: il supertelefonino della Apple rischia di essere il migliore alleato della radio satellitare ora che da casa Sirius XM è arrivato SkyDock, rivoluzionario "cradle" per automobile con ricevitore satellitare integrato e software gratuito che trasforma iPhone in una perfetta centrale di controllo per la ricezione di centinaia di canali.
Il titolo in borsa è risalito oltre i 60 centesimi (chi a febbraio aveva investito mille dollari ora ne ha in tasca diecimila) e gli analisti, scrive Seeking Alpha, prevedono che possa presto arrivare a un dollaro, un dollaro e trenta. Con l'ottovolante delle trimestrali uno non può mai dire, ma se le tendenze attuali verranno confermate (e di mezzo ormai ci sono le festività e la voglia di fare regali), se Sirius XM è davvero riuscita nel miracolo di ribaltare una situazione disastrosa in una fase dell'economia da suicidio collettivo, si potrà affermare che qualunque "cosa" sia, è la radio digitale satellitare ad aver ucciso la radio.

Positive Cash Flow Signals New Era for Sirius XM

By Brandon Matthews

Yesterday, Sirius XM Radio (SIRI) reported its third quarter results, which can only be described as outstanding by any measure. Subscriber growth has returned, revenue has increased, costs continue to fall as any future liquidity questions have now been put to rest.
As critics attempt to spin the results, much like a sports fan would blame a referee for a favorite team’s loss, they ignore the most important facts that the company has now achieved positive free cash flow and cash flow break-even. This while beating earnings expectations by .02 per share. All of this has been achieved in just over 1 year since the merger of the two satellite radio giants, demonstrating the futility of betting against the future success of Sirius XM Radio.
Nothing worth having or doing ever comes easy. The N.Y. Yankees just won the World Series, but it took time to get there. There was doubt and fear earlier in the year. Injuries, losses and other obstacles that needed to be overcome. In the end, not a single critic nor their combined assaults were able to prevent the 2009 Yankees from realizing their destiny. Likewise, the verbal assaults that will no doubt come today from Sirius XM critics will have little in the way of fact and much in the way of misplaced negative speculation. Facts don’t lie. People Do.
We now begin a new era, as Sirius XM can no longer be justified as a radio company and compared to the likes of Clear Channel and other failing radio companies. The satellite radio provider has leapfrogged its way into a new weight class of subscription-based companies such as DirectTV and Comcast (CMCSA). Cash flow breakeven and free cash flow cannot be ignored. It cannot be denied. It means that all future growth will go directly to the bottom line, which means company shareholders will reap the rewards of victory.
As of Friday, shares of SIRI remain on sale at .62. Tuna Amobi of Standard & Poors has a 1.00 price target on the equity. Jim Goss of Barrington Research Associates has provided a target of 1.30. The current quarter looks to be the most promising quarter in the company’s history, as a new nationwide branding campaign is about to begin and retailers such as Apple (AAPL), Best Buy (BBY) and RadioShack (RSH) promote new satellite radio products. By December, everyone in America will know that Sirius XM Radio is here to stay. Demand will increase. Churn will drop. Retail will again be on the rise.
For the critics that remain, the game is about over. The clock is running out and they have no timeouts left. All they can do now is grab a face-mask and hurl insults as they cry of their misfortune. Enjoy the victory Sirius XM. You’ve earned it.




07 novembre 2009

NASA "Spinoff", la ricaduta dello spazio

Dal 1976 la NASA pubblica ogni anno un volume che illustra le ricadute della ricerca e della scienza aerospaziale nelle altre discipline. Tutte le edizioni sono accessibili online nell'archivio della pubblicazione, intitolata Spinoff. L'edizione 2009 è appena stata rilasciate e nelle sue 212 pagine viene per esempio raccontato il caso di WirldWinds, che sfrutta le immagini satellitari della NASA per offrire a 8.500 abbonati un servizio - veicolato attraverso il canale di WxWorx sul satellite radiofonico digitale XM - che individua le zone di mare più ricche di banchi di pesce (FishBytes, questo il nome del meteopesce). Ma anche la storia di SeaSpace Corporation e della sua antenna low cost che abbatte i costi della ricezione dei dati (sempre satellitari). Oppure ancora il caso di Xcom Wireless, che sempre per le comunicazioni dati ad altissime frequenze costruisce MEMS (microcomponenti elettromeccanici) in radiofrequenza da inserire nei front-end degli apparati. Il sito di Spinoff contiene l'archivio di tuttel le 33 edizioni del volume. Da qui si può prelevare il PDF dell'edizione 2009

24 agosto 2009

Sirius: un dock trasforma iPhone in radiosat

Si moltiplicano, dalla Borsa e dal mercato dei terminali utenti, i segnali positivi per i destini ultimi di Sirius XM, l'operatore di radio digitale satellitare che continua a lottare con una situazione finanziaria ancora lontana dalle soglie di sicurezza per il suo futuro. Mentre il titolo - come del resto anticipavo l'altro giorno riportando le considerazioni di un analista finanziario tedesco - consolida la sua crescita e tenuta, superando il limite dei 70 centesimi di dollaro (non sembra molto, ma Sirius pochi mesi fa era scesa negli inferi di una quotazione di soli 5 centesimi), mercoledì la società guidata da Mel Karmazin dovrebbe annunciare il nuovo ricevitore con docking station per iPod/iPhone, capace di trasformare lo smartphone di Apple in un ricevitore satellitare. In questo modo iPhone potrebbe fungere da strumento di accesso ai flussi Web di Sirius in mobilità, mentre la docking station consentirebbe di passare al satellite inserendo iPhone nell'apposito cradle, che dovrebbe essere fornito insieme a un kit per il montaggio a bordo dell'auto. Il kit converte i flussi audio in un segnale FM che viene irradiato dal sistema elettrico del veicolo, per la ricezione tramite autoradio convenzionale. Nella stessa data dovrebbe essere presentato anche un nuovo ricevitore con display a colori, dotato di analogo kit automobilistico, al costo 80 dollari (la docking station per iPhone dovrebbe costare qualcosa di più). La notizia riportata da Taylor-on-Radio Info è apparsa come scoop su XMFan.com un forum di appassionati della tecnologia Sirius.


Sirius XM stock reaches a new high for 2009, with the iPhone dock coming.

Mel Karmazin’s franchise-saving deal with Liberty Media’s John Malone produced a stability that allowed the stock to reach some giddy heights – if you can call 70 cents a share “giddy.” But the trend line’s been all positive lately, and especially cheery for speculators who bought bucketloads of “SIRI” stock when it was below 20 cents a share, or even less than a dime. And if the much-rumored Sirius XM accessory for the iPhone really does get announced on Wednesday, expect further Wall Street interest. XMFan.com says the “dock accessory” could potentially make any iPhone into a satellite radio, for about $100. Lots of folks would like to get Howard Stern on their iPhone, something which isn’t possible now because Sirius has held Stern back from its iPhone app. Also reportedly due on Wednesday – the unveiling of a new receiver with a color screen, for about 80 bucks.

19 agosto 2009

Sirius XM, finalmente un segnale positivo in borsa

In questa curiosa analisi "tecnica" del titolo azionario di Sirius XM che ho scovato su un sito di informazione finanziaria tedesco, Börse-go.de, non contano fattori qualitativi come la situazione debitoria, le prospettive di mercato, l'andamento (negativo) delle vendite di automobili e autoradio digitali. Tutte le valutazioni sono puramente matematiche, come in uno studio di funzione. E questo studio suggerisce, spiega l'analista André Rain, che l'azione Sirius potrebbe raddoppiare o addirittura triplicare il suo valore entro fine anno, specie se riuscirà a consolidare in questi giorni la sua posizione attuale intorno ai 60 centesimi di dollaro. Giustamente Rain fa notare il crollo a 5 centesimi dello scorso aprile: in quattro mesi il rimbalzo è stato di ben dieci volte. La soglia di guardia è intorno ai 30 centesimi, sotto la quale potrebbero essere viceversa in vista nuovi crolli.
Oggi gli investimenti in borsa funzionano così. In termini assoluti, chi ha investito nella radio satellitare di Sirius fin dall'inizio, quando il titolo valeva 30 dollari, fa benissimo a chiedersi perché diavolo un'azienda con 20 milioni di clienti debba valere così poco (debiti a parte). Vista con gli occhi degli analisti tecnici, un titolo che promette una crescita del 100% in pochi mesi è una occasione ad altissimo rischio (a causa della volatilità storica) ma molto ghiotto.
Per Sirius e la sua tecnologia, finora così sfortunata, è una medaglia a due facce. Acquistare valore in borsa implica un rafforzamento sul piano finanziario. Ma quando i titoli valgono così poco c'è anche il rischio del passaggio di mano di ingenti volumi di azioni (e di voti in consiglio di amministrazione) con dirette implicazioni sui destini del management. E' il "bello della diretta" del mercato dei capitali, capace di premiare oltremisura le cattive idee di business e penalizzare quelle più estrose. Ma anche un luogo per nulla virtuale dove non è (quasi) mai detta l'ultima parola.

SIRIUS XM RADIO - Verdoppelt sich der Wert jetzt?

Sirius XM Radio Inc. - Kürzel: SIRI

Börse: Nasdaq in USD / Kursstand: 0,62 $

Rückblick: Die Sirius XM Radio Aktie vollzog 2008 einen massiven Crash und rutschte zunächst auch 2009 weiter ab. Ein Kurseinbruch bis auf 0,05 $ im Februar wurde aber sofort wieder gekauft, die Aktie startete zu einer deutlichen Kurserholung bis auf 0,63 $ im April.
Seit diesem Hoch konsolidiert die Aktie oberhalb von 0,30 $, wobei sie sich seit einigen Wochen wieder bullisch "aufbäumt". Schön zu sehen sind immer wieder deutliche Kaufwellen unter erhöhten Umsätzen, die dann moderat auskorrigiert werden. Zuletzt setzte die Aktie an die 0,48 $ Marke zurück und zieht nun deutlich an in Richtung Jahreshoch.
Charttechnischer Ausblick: Das charttechnische Setup zeigt starken, bullischen Druckaufbau, eine Entladung nach oben hin wird in Kürze möglich. Gelingt ein Ausbruch per Tages- und Wochenschluss über 0,63 $, könnte eine Kaufwelle für steigende Kurse bis 1,26 und ggf. 1,80 $ sorgen.
Unter 0,45 $ sollte die Aktie jetzt nicht mehr nachhaltig zurückfallen, dann droht eine Abwärtskorrektur bis 0,30 $. Unterhalb von 0,30 $ trübt sich das Chartbild deutlich ein, Rücksetzer bis 0,21 - 0,23 $ dürften dann folgen.



17 agosto 2009

La storia di Sirius XM vista dagli investitori delusi

Il commento al precedente post sulla estenuante saga tecnologico-finanziaria di Sirius XM viene con tutta probabilità dall'ufficio stampa dei produttori del documentario, ma mi ha fatto conoscere un film che almeno a giudicare dal trailer e dalle premesse non può non far discutere. Sulla falsariga del giornalismo di inchiesta alla Report - o più propriamente di Capitalism, A love story, di Michael Moore (annunciato per il 2 otobre) - la regista di Stock Shock, Sandra Mohr, parte da un interrogativo più che lecito: come è possibile che una azienda come Sirius XM, cui la Federal Communications Commission ha concesso l'inedito ruolo di monopolista del settore della radio digitale satellitare, con in mano una tecnologia di provata efficacia, che vanta 19 milioni di abbonati e da questi percepisce circa 2 miliardi e mezzo di dollari all'anno, possa arrivare a quotare in borsa solo cinque centesimi di dollaro? Il documentario intervista esperti di finanza e molti piccoli risparmiatori che hanno creduto in un titolo quotato inizialmente 30 dollari e che ora si ritrovano in mano della carta straccia, mentre ancora non è dato sapere se Sirius riuscirà mai a uscire dall'acquitrino dei debiti. E' un difetto "sistemico", oppure, come sembrano suggerire gli autori del documentario, l'effetto di una cosciente manipolazione?
Il DVD di Stock Shock (un titolo che fa il verso all'appellativo di Howard Stern, conduttore-star dei microfoni di Sirius, detto anche "shock jock" per il suo eloquio sempre molto sboccato) è in vendita sul sito del produttore a 16 dollari più tasse e spese di invio in Europa.

16 agosto 2009

Sirius XM continua a lottare con i debiti

La lenta e penosa manovra di avvicinamento di Sirius XM al break even, al pareggio in bilancio, ha raggiunto ieri una nuova tappa quando la società ormai unica fornitrice di servizi di radiofonia digitale satellitare ha annunciato l'emissione di note di credito per un totale di 250 milioni di dollari. Le note verranno proposte a investitori istituzionali qualificati e serviranno a ripagare parte del debito che Sirius XM aveva contratto con Liberty Media nel corso del 2009 per salvarsi dall'amministrazione controllata. La scorsa settimana l'azienda guidata da Mel Karmazin aveva pubblicato l'ennesima trimestrale in rosso in una spirale debitoria che le impedisce per il momento di far leva sugli introiti del suo parco abbonati, tra l'altro in calo a causa dell'attuale situazione del mercato dell'auto. I ricevitori satellitari vengono installati a bordo dei veicoli nuovi e di questi tempi le vendite di automobili non vanno propriamente a gonfie vele. La notizia della perdita viene compensata per Karmazin da diversi segnali positivi, incluso il completamento dell'acquisizione di XM Satellite e la diminuzione del costo-per-nuovo-abbonato. Anche le azioni Sirius vanno leggermente meglio al Nasdaq, dove avevano raggiunto un minimo di 5 centesimi. Il titolo è sceso sotto il dollaro dallo scorso settembre, ma oggi vale più di 50 cents.
Nel 1992 uno degli slogan con cui Bill Clinton riuscì a evitare la rielezione di George Bush padre fu "it's the economy, stupid". In fin dei conti è lo stesso principio che ha portato alla sconfitta del figlio e che dovrebbe essere incorniciato e appeso in tutti gli uffici di chi si occupa di radio digitale.

Sirius XM Radio offers $250 mln notes to repay debt
Wed Aug 12, 2009

* Sirius to offer $250 mln in senior secured notes
* Net proceeds to repay Liberty Media Corp

SAN FRANCISCO, Aug 12 (Reuters) - Sirius XM Radio Inc on Thursday said it would offer $250 million in senior secured notes with net proceeds going to repay some of its debt obligations to Liberty Media Corp.
The notes, which will come due in 2015, will be offered to qualified institutional buyers to repay certain debt under its credit agreement with Liberty Media Corp.
Earlier this year Sirius secured millions in financing from John Malone's Liberty Media Corp, which owns TV home shopping network QVC.
Pay-radio operator Sirius, which hosts programs by Howard Stern and Oprah Winfrey as well as Major League Baseball, reported a second quarter loss last week due to debt-related charges and a floundering auto industry.
Shares in New York-based Sirius closed up 2.64 percent at 51 cents on the Nasdaq and were flat after-hours.

***

Sirius XM posts net loss but raises outlook

By Franklin Paul – Thu Aug 6

NEW YORK (Reuters) – Sirius XM Radio Inc. on Thursday posted a second-quarter loss on debt-related charges and the auto industry slowdown, but the pay-radio operator said it sees signs of a recovery and raised its 2009 outlook for operating earnings.
Shares of Sirius, which have traded for less than $1 since last September, slipped about 4 percent after the company reported a net loss attributable to common shareholders of $157.3 million, or 4 cents a share.
Excluding $108 million of debt-related charges and other special items, the company lost 1 cent a share, matching analysts estimates, according to Reuters Estimates.
The company, which earlier this year secured financing from John Malone's Liberty Media Corp to stave off looming debt problems, said subscribers to the pay-radio service declined by 186,000 from the first quarter, better than many analyst expectations.
Cost-cutting -- reflected in a drop in the cost of acquiring a new subscriber to $57 from $71 a year ago -- was a primary driver of the company's improved financial results.
On the revenue side, Sirius XM Chief Executive Mel Karmazin said he sees positive potential for subscription sales as the beleaguered auto industry inches toward a revival.
"Declines (in car sales) appear to have bottomed out," he said on a conference call with analysts. "Production schedules are resuming, 'cash for clunker' programs are working and we are cautiously optimistic that the second half of 2009 will show improvement."
Sirius XM, home to programs by Howard Stern and Oprah Winfrey as well as Major League Baseball, ended the period with 18.4 million subscribers. It marked an increase in original equipment manufacturer (OEM) customers from a year ago -- those gains from radios built into new cars -- but its sales to customers who buy radios in stores fell sharply.
"While (the decline) improved sequentially on signs of auto stabilization, the impact seems muted by retail channel decay," said Standard & Poor's analyst Tuna Amobi.
Pro forma revenue rose 1 percent to $607.8 million, on par with analysts' views. The pro forma figures reflect the fact that Sirius completed its purchase of rival XM Satellite Radio last July and compare the latest results as if they were a single company a year ago, also making some accounting adjustments for the transaction.
It raised its 2009 outlook for adjusted income from operations to more than $400 million, fueled by accelerated cost-cutting. It was the second time it lifted the forecast, after raising it in May to $350 million from $300 million.
"We think the stronger subs performance, as well as better-than-expected profitability, in the quarter, suggests this number should be attainable," J.P. Morgan analyst Lev Polinsky said in a note to clients.
The outlook improvement comes as more subscribers to Sirius signed up for premium programing packages and on higher prices for users with multiple subscriptions.
In addition, churn, a measure of the number of customers who quit the service, increased from one year ago, but, at 2.0 percent was smaller than in the first quarter, and better than some analysts expectations.
Shares traded at about 52 cents each on Nasdaq, down from 54 cents on Wednesday.
The stock has climbed from a 52-week low of 5 cents a share in February, after Malone's cash infusion allayed fears the company could become insolvent. In August the stock rallied further, fueled by optimism about new revenue streams, the launch of its iPhone software and the "cash for clunkers" car-buying program.