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07 settembre 2016

E due. All'IBC di Amsterdam l'annuncio di un secondo nuovo ricevitore DRM, il Gospell GR-216

Sono passati pochi giorni dalle prime rivelazioni riguardanti un nuovo modello di ricevitore predisposto per il sistema di radiofonia digitale DRM - Digital Radio Mondiale, e già arriva la notizia di un secondo ricevitore presto disponibile sul "mercato di massa". Il ricevitore, siglato GR-216, verrà prodotto da una azienda cinese dal nome un po' improbabile, Gospell, al momento conosciuta solo per i suoi set top box. Ma a chi come Radiopassioni segue questo settore da tempo praticamente immemore, non sfugge la coincidenza di una origine in comune: nel febbraio scorso Gospell ha infatti acquisito un concorrente chiamato Newstar Chengdu, produttore negli ultimi anni di ben due modelli DRM, il DR111 e DR212.
Nella sua storia prossima a diventare trentennale (i primi esperimenti con una versione preliminare dello standard Eureka 147, altrimenti noto come DAB, risalgono al 1988), la radio digitale ha raggiunto in poche occasioni livelli di penetrazione autenticamente compatibili con la definizione di mass market. Il DAB in questo momento è la tecnologia più diffusa a livello globale, in alcuni casi con popolazioni di qualche milione di ascoltatori. Anche i due sistemi americani terrestri e satellitare - rispettivamente HD Radio, non a pagamento e Srius XM, a pagamento - si può misurare in diverse centinaia di migliaia di apparecchi venduti o abbonamenti sottoscritti.
Il DRM, concepito a suo tempo (1998) dai costruttori di apparati come tecnologia "rivitalizzante" nell'ambito del broadcasting internazionale, in forte declino negli anni a ridosso della caduta del Muro di Berlino, non ha mai avuto neppure sfiorato queste cifre. In una dozzina d'anni di vita commerciale dello standard, ufficializzato dall'ETSI, i pochi ricevitori standalone prodotti da una manciata di costruttori hanno venduto - e solo a hobbysti molto motivati - un esiguo numero di esemplari. Insuccesso che non ha mai del tutto bloccato la lenta ruota del mulino di una nicchia di industria che a dispetto della evidente scarsità di componentistica, non ha mai smesso di riprovarci con una certa regolarità. Tra i primi ricevitori "di massa" ci fu il Morphy Richards, poi tanti altri tentativi fino al Newstar. Più recentemente ci ha provato un costruttore indiano, Avion, con un modello disponibile solo via Amazon India. E pochissimi giorni fa, in occasione di un meeting della HFCC, l'associazione globale dei broadcaster in onde corte, la presentazione del PantronX Titus II (i nomi, quando si tratta di DRM, sembrano quelli inventati per i film di James Bond 007), un dispositivo basato su tablet Android che se non altro desta proprio per questo motivo una certa curiosità. 
E adesso ecco il turno di Gospell, il cui comunicato diffuso nei giorni della fiera olandese IBC recita così:

GR-216 is equipped to receive DRM broadcast, as well as traditional FM with RDS and AM in medium wave band and shortwave band. Featuring a high performance DRM/AM/FM tuner, GR-216 provides noise-free reception of even the weakest stations. It supports the latest audio compression standard xHE-AAC and traditional HE-AAC as well as SBR and parametric stereo.
Besides the built-in whip antenna and ferrite bar antenna, dedicated AM/FM external antenna terminals with switch are located on the rear side of the radio, this will help those who live or work in a metal or concrete building and enjoy listening to a radio.
This unique radio will automatically turn itself on and initiate its emergency-tuning process when the Emergency Warning Broadcasting is engaged. The radio will enlarge its volume, flash the backlight, play siren sound and tune itself to the emergency program.
In addition to DRM program recording, AM/FM are also supported. Recorded program will be stored on the attached USB pen drive and can be played back on other devices such as a phone or a tablet. The GR216 also includes a scheduler which allows the user to schedule regular and unattended recordings for their favorite radio programme.
The built-in high-quality 3 inch full-range speaker with enlarged magnet provides outstanding audio performance and room filling sound. With the help of state-of-the-art audio processing technology, GR-216 includes separate bass, mid and treble tone controls and a graphics equalizer, users can tailor the sound to their taste. We’ve provided an output for headphones along with an audio output on the rear side of the radio for line recording or to connect GR-216 as a radio tuner to a home audio system.
As a tabletop radio, GR-216 features dual independent alarm clocks with sleep timer. The alarm clock allows for once, daily, weekday and weekend settings. The alarm can be adjusted to the volume you prefer with buzzer or radio stations. 

Caratteristiche interessanti, soprattutto il nuovo codec audio xHE, e un design che per una volta non ricorda un brutto giocattolo in plastica made in China. Non ci sono indicazioni di prezzo ma è presumibile che si aggiri intorno ai soliti 100, 150 euro. A parte il sospetto che continuando di questo passo il famoso mass market non sarà raggiunto da un costruttore capace di sfornare un milione di pezzi ma da un milione di costruttori incapaci di andare oltre qualche manciata di prototipi, resta un problema non marginale: ormai sono pochissimi  broadcaster attivi con trasmissioni digitali, i più impegnati sono gli enti statali di Romania, India e Nuova Zelanda. Il senso di tutto questo sfugge ai più, sembra diventata una strana partita tra broadcaster sicuramente non celebri per la loro governance e trasparenza interna, costruttori di trasmettitori HF, e un numero imprecisato, ma non elevatissimo, di ascoltatori. Pergiunta, in una fase storica in cui tutto lascia intuire che la radiofonia convergerà sulle future infrastrutture 5G.

27 ottobre 2015

Onde medie ai privati, parte la consultazione sulle regole. Ma ci sarà spazio per le radio associative?

Siamo sempre più vicini all'apertura definitiva - almeno sul piano normativo - delle onde medie al mondo dell'emittenza privata. Con  una rapidità che stupisce me e Giorgio Marsiglio - il giurista che segue la questione da sempre e che anzi vanta un indubbio merito personale come propulsore della legittimazione dell'uso delle radiofrequenze delle onde medie da parte di soggetti diversi dalla RAI - il sito AGCOM ospita da oggi la documentazione relativa al «procedimento per acquisire, tramite consultazione pubblica, commenti, elementi di informazione e documentazione in merito allo schema di Regolamento contenente i criteri e delle modalità di assegnazione delle frequenze radio in onde medie a modulazione di ampiezza (AM) ovvero mediante altre tecnologie innovative». La formula "altre tecnologie innovative" rappresenta un'aggiunta significativa, osserva Marsiglio e a mio parere è un chiaro riferimento all'impiego di modulazioni digitali come il DRM, che nelle ultime  uscite erano un po' sparite dai radar.

«E' l'unica occasione,» scrive il nostro esperto, «concessa per intervenire e, se possibile, correggere quello che non va della proposta che ora viene fatta dall'AGCOM.
Il documento è così strutturato:

- delibera di adozione dello schema (bozza, proposta) di regolamento, che viene sottoposto a consultazione pubblica;

- allegato A, contenente lo schema di regolamento;

- allegato B, contenente le modalità di partecipazione alla consultazione.

Per intervenire alla consultazione, vi invito fin da ora a leggere con attenzione l'allegato B, ricordandovi che abbiamo tempo trenta giorni da oggi per inviare le nostre osservazioni (quindi sino al 26 novembre 2015) via PEC. Attenzione, il termine è tassativo e, quindi, è buona norma inviarlo qualche giorno prima per evitare contestazioni. Per chi lo desidera, è possibile chiedere di essere direttamente ascoltati presso la sede dell'AGCOM (normalmente a Roma): in questo caso, le richieste di audizione dovranno essere fatte pervenire all'AGCOM entro dieci giorni dal termine di scadenza della consultazione. Al termine della consultazione, l'AGCOM approverà in via definitiva il proprio regolamento (speriamo tenendo conto delle nostre osservazioni), che servirà poi da guida al Ministero per fare le gare di assegnazione delle frequenze.»

Per quanto mi riguarda sono molto deluso dalla formulazione dell'articolo "5. Procedura di selezione comparativa" dove si legge:
La selezione comparativa di cui al comma 1 avviene sulla base dei seguenti elementi

e relativi punteggi massimi applicabili:



a. qualità del progetto tecnico di utilizzo delle frequenze e tempi di realizzazione del progetto (totale massimo 30 punti);
b. potenzialità economica del soggetto richiedente valutata in base al capitale sociale, interamente versato (totale massimo 30 punti);
c. piano di investimenti previsto (totale massimo 30 punti);
d. soggetto nuovo entrante (10 punti).
Insomma, il riferimento a potenzialità economiche e investimenti sembra escludere a priori la possibilità di avviare sulle onde medie progetti di carattere no profit e associativo, come se il "potenziale economico" delle onde medie potesse essere automaticamente equiparato a quello della banda FM. Non credo affatto che sia così e ho fondati motivi per pensarlo, a incominciare dalle pessime condizioni elettriche ambientali che fanno di questa porzione di spettro una finestra particolarmente rumorosa.
Possibile che esistano in Italia, soggetti commerciali pronti a investire così pesantemente su una parte del mezzo radiofonico che ovunque è commercialmente in declino e viene semmai riservato a iniziative strettamente comunitarie? Tra l'altro da quello che si è ascoltato finora con le varie "sperimentazioni" su queste frequenze, l'interesse sembrerebbe scarseggiare anche sul piano associativo. A parte il caso più strutturato della pionieristica Radio Challenger su 1368 kHz, tutto mi sembra chiudersi intorno alla nostalgia per due o tre generi musicali. Di spirito di iniziativa, e tanto meno di business plan, ho sentito parlare poco.
In ogni caso, se questa è una consultazione, fatevi sotto con opinioni e progetti, anche perché la scadenza è molto vicina.

14 settembre 2014

IBC 2014, spunta una nuova radio DRM: viene dall'India per il potenziale mercato interno

All'IBC di Amsterdam l'altro ieri è stato presentato un nuovo prototipo di ricevitore DRM, è siglato AV-DR-1401 e lo produce il brand indiano Avion Electronics, del gruppo Communications Systems Inc. Bisogna ammettere che il sistema di trasmissione digitale DRM (Digital Radio Mondiale) ha una resilienza invidiabile. Oggi standard ETSI, il DRM è stato concepito una quindicina di anni fa per rimpiazzare la tradizionale modulazione d'ampiezza analogica per frequenze fino a 30 MHz. L'intenzione era lodevole: dare nuova linfa al settore delle emittenti internazionali che trasmettevano sulle onde corte - ormai all'inizio del loro travolgente e irreversibile declino - e al tempo stesso offrire una nuova possibilità alle infrastrutture e alle singole stazioni attive sulle onde medie. Il sistema funzionava, molti avevano dichiarato il proprio interesse e avviato dei testi, ma in tutto questo tempo il DRM non è riuscito a creare un mercato dei ricevitori degno di tale nome e i broadcaster internazionali, quasi tutti enti pubblici sottoposti a mille pressoni di budget, non hanno avuto la pazienza di aspettare una fantomatica iniezione di qualità e versatilità digitale in un medium chiaramente al tramonto. A parte qualche la notevole eccezione della Cina, le onde corte sono morte prima di poter diventare digitali e i pochissimi ricevitori che sono stati messi in commercio sono diventati praticamente obsoleti (le trasmissioni test in DRM proseguono, ma si tratta di poche ore giornaliere e hanno pochissima rilevanza).

C'è qualcuno però che sul fronte degli apparati in questi anni ha avuto un parziale successo: i pochi produttori che ancora soddisfano alla scarsa domanda di impianti di trasmissione AM. Un'industria in grado di rifornire sia modulatori in grado di adattare al digitale i trasmettitori analogici, sia nuovi impianti ibridi analogico-digitali. Considerando che il DRM necessita di trasmettitori molto più lineari di quelli normalmente utilizzati per la modulazione di ampiezza, è quasi inevitabile che i broadcaster interessati al discorso dell'AM digitale investano in trasmettitori di nuova generazione, per i quali il DRM diventa un'opzione molto accessibile. A un certo punto, qualche anno fa, è accaduto che due delle più importanti nazioni del mondo, Russia e India, dichiarassero il loro "commitment" in favore della modulazione d'ampiezza. L'India in particolare ha cominciato a investire in nuove infrastrutture, soprattutto per le onde medie, impegnandosi a far partire le trasmissioni digitali una volta che il pubblico fosse stato in grado di dotarsi di apparecchi riceventi compatibili. Come è finita? È finita che la Russia ha addirittura smantellato onde corte e onde medie, giudicate inutili, mentre l'India ha recentemente lanciato segnali contrastanti, lasciando intendere che la conversione al digitale non fosse più un obiettivo primario. In Brasile, in compenso, sono stati avviati recentemente dei test sulle onde medie.
Adesso ecco arrivare un'altra azienda - questa volta non taiwanese o coreana - che si dice pronta a rilasciare "nei prossimi mesi" un ricevitore AM digitale che sembra avere caratteristiche interessanti, inclusa la capacità di sfruttare le funzioni di trasmissione di informazioni testuali e visive (Journaline, Slideshows, ecc.) che rappresentano uno dei plus del DRM. Nei mesi scorsi per la verità c'erano stati dei rumors sul produttore cinese Tecsun, molto noto tra gli appassionati per le sue eccellenti radioline a onde corte, che sarebbe stato intenzionato a entrare nel mercato del DRM, ma non se ne è saputo più niente.  
Dell'AV-DR-1401 - le cui prime notizie risalgono allo scorso aprile - abbiamo soltanto una fotografia e qualche dichiarazione come sempre entusiastica dei dirigenti del consorzio che in barba alla lunga sequenza di flop commerciali cui è andata incontro questa tecnologia nel corso degli anni, continua a promuovere l'adozione dello standard. Si tratta come sempre di un annuncio e di un prototipo. Ancora non si conosce il prezzo e l'effettiva data di disponibilità. Sono andato a vedere sul sito di Avion Electronics e francamente le pagine che riguardano il piccolo catalogo di radioricevitori sembrano aver viaggiato indietro nel tempo di qualche lustro: tutti i modelli (analogici) sono anche a lettura di frequenza analogica e sono chiaramente orientati a un mercato con pochissimo potere di spesa. È possibile che un'azienda del genere, che può vantare solo una produzione di televisori di nuova generazione (incluse le smart tv e le 3D tv), riesca ad assicurare una produzione su larga scala? Chi ha progettato il nuovo ricevitore? Che componentistica è stata utilizzata per riuscire ad assicurare un prezzo che non può essere quello di un bene di lusso? Mi chiedo se il fornitore di chipset possa essere Analog Devices India, che anni fa aveva lavorato per il DRM e che dispone di processori per un tipo di modulazione abbastanza diversa dal DAB. Al momento le due aziende che sembrano in grado di fornire componenti e chipset sono NXP, con il co-processore SAF3607EL e l'israeliana Siano, una delle prime a specificare che i suoi processori sono aperti anche al DRM+, espansione dello standard predisposta per la trasmissione nelle VHF in sostituzione dell'FM analogica. 
Ma ancora una volte tutti i dubbi dovranno restare in sospeso. Io cercherò di contattare l'ufficio stampa del DRM Consortium, per adesso accontentiamoci della fotografia e del comunicato:

At IBC on Friday 12th September the DRM Consortium launched the first DRM AM model receiver produced in India for India and for global use. 

The AV-DR -1401 designed and produced by Communications Systems Inc under the brand name Avion Electronics of India (www.avionelectronics.in) is a digital DRM SW, MW, as well as analogue AM and FM receiver with stereo reception, offering some of the extra features that make digital superior to analogue: more choice in perfect sound (MPEG audio), multimedia applications and local interactive text and media (Journaline), automatic tuning by station, not frequency, emergency alert capability etc.
The receiver was unveiled at the first DRM ‘Pit-stop’ on Friday 12th September at the Ampegon stand (Hall 8:D35). It was subsequently showcased on Saturday 13th September at Thomson Broadcast, the second ‘Pit stop’ event and at the “tell and show” event organised by DRM Consortium member Nautel Ltd. At their session ‘Building to a Billion and Beyond’, Nautel representatives and other Consortium companies from India and around the world gave an update on the digital project in India and participants could sample the excellent sound of the new DRM receiver model.
Ankit Agrawal, Director of Communications Systems Inc which produced the new model was thrilled with the interest created by the DRM radio: ”Our receiver performed very well and its audio quality, extra features and ease of use received a lot of positive feedback. IBC participants particularly liked the extended battery life of the receiver and its emergency warning capability. With small adjustments we plan to make the receiver available for order in the next few months.”
Ruxandra Obreja, the Consortium Chairman, says that: “We are very pleased with the exciting announcement on this new Indian receiver. With sufficient orders and support it could do very well and start the receiver ball rolling demonstrating that global, green and extremely cost-effective DRM is not just the future of digital radio but a reality for listeners now.”
Other DRM members present at IBC are: Digidia, Fraunhofer IIs, GatesAir, RFmondial and Transradio

05 giugno 2014

DRM, la sudafricana Radio Pulpit sperimenta il digitale sulle onde medie.

Partirà il 25 giugno la Piattaforma sudafricana per la sperimentazione della radiofonia digitale DRM (Digital Radio Mondiale). Il progetto prevede anche la sperimentazione di trasmissioni in DRM sulle onde medie di Radio Pulpit, emittente cristiana che opera sui 657 kHz da Gauteng e copre la parte settentrionale del Free State e parti delle province di Mpumalanga e Kwazulu-Natal e ha una consorella, Cape Pulpit, su 729 kHz. Ecco il comunicato del DRM Consortium:

The DRM Consortium is expanding its activities with the launch of a new DRM Platform in Southern Africa. The objectives of the DRM Consortium’s Southern Africa DRM Platform, a voluntary group without financial aims, are to coordinate the various industry stakeholders in the countries of Southern Africa interested in DRM, to stimulate the introduction and roll-out of DRM broadcasts and to demonstrate a business case for producing and selling DRM radio sets or auxiliary devices. The DRM Platform in Southern Africa joins thus the Indian, Brazilian, German and other DRM national platforms working together with the DRM Consortium but using national knowledge and expertise.
The launch of the Southern Africa DRM Platform is scheduled on June 25th June and will be followed a week later by the beginning of the first DRM medium wave trial (by Radio Pulpit) in South Africa.
Dr Roelf Petersen of Radio Pulpit, the Chairman of the new Platform says: “My role will be to coordinate the strength of all the African parties involved, in order to ensure that the great potential of the DRM technology becomes a practical reality for serving the peoples of Southern Africa.”
The DRM Consortium has already been present in Southern Africa, recently attending a well-attended SABA Digital Radio Broadcasting Summit in Cape Town, and being part of other SABA events in Johannesburg and in Arusha (Tanzania) last year.
“The DRM global standard can be used in all radio frequency bands and is ideal for the large countries of Southern Africa”, stresses Ruxandra Obreja, DRM Chairman. ”From national networks and regional stations to smaller commercial and community stations, all would be able to broadcast their digital radio programmes with enhanced content and in excellent sound quality to everyone in their respective countries. DRM is an ideal African digital solution and we have high hopes of the activity of the newly created DRM Southern Africa Platform, now open to all those interested.”

Malgrado si tratti di una norma tecnica molto consolidata e adatta a trasmissioni in AM e FM su un ampio spettro di frequenze broadcast, le prospettive di mercato restano incerte. Le sperimentazioni in onde medie Europa sono praticamente chiuse, e le onde corte annaspano alquanto. I progetti di digitalizzazione annunciati dalla Russia a suo tempo si sono arenati forse definitivamente e anche in India le opportunità non sono chiare. Soprattutto pesa ancora la sostanziale assenza di fornitori di ricevitori in volume: finora i pochi modelli di radio DRM stand alone (cioè non dipendenti da computer e software esterni) hanno deluso sul piano della qualità, dei volumi di produzione e delle vendite.

03 settembre 2013

Onde medie digitali, scenario impossibile?

Quale sarà il destino ultimo delle infrastrutture trasmissive europee che ancora oggi operano sulle frequenze delle onde medie? La Germania ha recentemente annunciato un piano di dismissione totale degli impianti OM dei due canali nazionali DeutschlandsRadio Kultur e Deutschlandfunk, analoghe considerazioni sono in corso in Francia, Spagna, Olanda...
E in Italia? Un piano di razionalizzazione avviato ormai da diversi anni ha portato a una drastica riduzione, con una prima fase di concentramento delle trasmissioni della sola Radio Uno a una cinquantina di impianti. A questa prima fase è seguito un ulteriore sfoltimento a 12 impianti. Uno dei trasmettitori dismessi, i 693 kHz di Siziano-Milano, funzionava in tecnica numerica DRM. Ieri sul blog AIR è stata pubblicata la notizia relativa a una possibile terza puntata di questo piano di ristrutturazione, che secondo l'Associazione Radioascolto dovrebbe concludersi con la digitalizzazione delle onde medie su un totale di sette impianti in tecnica numerica. In effetti questo è lo scenario che si può ricavare dalla originale formulazione di un piano che risale a due anni fa, alla fine del 2011 (non proprio una "novità", dunque). Se quell'assetto fosse mantenuto, il DRM in onde medie dovrebbe coprire circa il 42% del territorio (55% della popolazione). Resterebbe però una grossa incognita. A distanza di poco meno di 24 mesi da quel piano, il mercato dei ricevitori DRM consumer non esiste (è fallito anche l'ennesimo tentativo promosso dalla cinese NewStar con il portatile DR111 e oggi stiamo aspettando che i "rumors" sul ricevitore ibrido Tecsun diventino più concreti, peraltro senza sapere niente di quello che succederà nel fondamentale mercato del car radio). L'idea di tenere in vita sette trasmettitori per una base di ascolto parziale e perdipiù costretta a utilizzare astrusi adattatori di media frequenza e personal computer mi pare azzardata, anche considerando fattori come il forte risparmio ipotizzato sui costi della corrente, o la italica predisposizione alla messa in atto di piani infrastrutturali morti prima di nascere. Contemporaneamente, le grandi nazioni stanno decidendo di spegnere le onde medie, senza più alcun accenno a una eventuale loro migrazione al digitale e c'è anche chi spegnerà l'FM. Resta da vedere l'esito della consultazione Agcom sull'uso delle frequenze sotto i 30 MHz, ma la mia personale scommessa è che le onde medie RAI verranno decommissionate e spente.

20 agosto 2013

Ancora un flop per Digital Radio Mondiale: il ricevitore DR111 esce di produzione

Secondo Keith Perron, produttore di programmi radiofonici in onde corte che risiede da tempo a Taiwan, la produzione del ricevitore Digital Radio Mondial DR111 verrà definitivamente sospesa a causa del numero molto basso di apparecchi venduti (addirittura meno di 50 nell'ultimo anno). Il ricevitore, fabbricato in Cina dalla Chengdu Newstar, era in pratica l'unico apparecchio radiofonico "autonomo" capace di sintonizzarsi sulle trasmissioni digitali nel controverso sistema DRM, proposto oltre 10 anni fa proprio in chiave di possibile rilancio di un medium, le onde corte, oggi quasi completamente abbandonato. La scomparsa del ricevitore Chengdu non sembra deporre favorevolmente sul destino ultimo della tecnologia DRM, oggi utilizzata da una decina di broadcaster per un totale di poco più di 260 ore di trasmissione giornaliera (ecco la griglia di programmazione completa). L'interesse nei confronti del DRM sembra per il momento concentrato, geograficamente, sui piani di digitalizzazione delle trasmissioni domestiche in India, Russia e probabilmente Cina, tre aree del mondo in cui densità popolazione e superficie sono ancora forse conciliabili con l'uso di frequenze nelle onde medie e corte, due ambiti in cui il DRM offre interessanti spunti di qualità di ricezione e basso consumo.
Sul suo gruppo Fecebook PCJ Media and PCJ Radio, lo stesso Perron dà tuttavia una seconda notizia: se Chengdu smetterà di fabbricare le sue radio per le onde corte digitali, un altro produttore cinese molto più conosciuto tra gli hobbysti (e probabilmente tra il normale pubblico, specialmente in Cina) come Tecsun sarebbe pronto a rilasciare un ricevitore DRM ibrido e low cost. La nuova Tecsun "duale" (onde corte analogiche e digitali), potrebbe infatti costare tra i 70 e i 100 dollari, più o meno come il portatile PL660. Un prezzo praticamente dimezzato rispetto al modello proposto dalla Chengdu Newstar.
Lo scorso anno ho fatto parte della prima cordata di acquirenti del DR111 e naturalmente l'ho sottoposto a una serie di prove su strada, qui a Milano. Le mie impressioni su questa radio non sono tutte negative, il chipset utilizzato mi sembra anzi di buon livello. La sensibilità in onde corte analogiche è superiore a quella che ho avuto modo di riscontrare in altri ricevitori portatile di questa classe e anche in digitale il vero ostacolo è costituito dalla scarsità dell'offerta più che da difetti tecnici. Anche in un ambiente rumoroso come la mia città, il DR111 riesce a ricevere in entrambe le modalità con la sua sola antenna stilo. Vi propongo come esempio un breve estratto di ricezione dei programmi di All India Radio, dove tra l'altro emerge molto evidente il caratteristico problema delle onde corte digitali: un audio "a singhiozzo" al posto del sonoro ondeggiante, molto variabile per intensità, tipico dei segnali che si propagano per via ionosferica. A lunga distanza il DRM funziona così, quando il segnale RF scende sotto una certa soglia la ricezione si interrompe del tutto.


A fronte di un comportamento più che dignitoso in ricezione, il DR111 fallisce completamente sul versante dell'ergonomia. Il ricevitore progettato dagli ingegneri della Chengdu è estremamente macchinoso, le frequenze troppo difficili da impostare con una rotellina in plastica di dimensioni ridotte e quasi inutilizzabile. Probabilmente il difetto è anche legato alla diversa filosofia delle modulazioni digitali, le cui trasmissioni sono evidentemente "taggate" e riconoscibili dall'intelligenza del ricevitore. Purtroppo, pensare che un ricevitore a onde corte possa funzionare come un televisore, con la ricerca automatica, è a mio parere troppo limitante. Una radio digitale/analogica deve poter supportare la modalità di scansione completa della banda, ma deve anche dare la possibilità di sintonizzarsi subito sulla frequenza desiderata. Il DR111 è addirittura privo di tastierino alfanumerico. Ora non resta che aspettare i risultati del lavoro di Ricerca&Sviluppo della Tecsun, che forse potrebbe avere implementato la sua nuova soluzione sulla recente famiglia di chip annunciata da Silicon Labs (tradizionale fornitore della Tecsun per i portatili basati su DSP), la Si468x. La posta in gioco, per i pochi fautori del DRM che ancora sembrano credere nelle scarse chance di questo sistema, è molto elevata. L'arrivo, dopo tanti anni, di una generazione di ricevitori adeguati e convenienti, potrebbe determinare un interessante cambiamento di scenario.

05 settembre 2012

La confusa questione della radio digitale "più verde"

Come si è visto in questi anni di dibattito, uno degli argomenti portati avanti a favore dell'adozione delle tecniche numeriche di modulazione radiofonica - insieme alla qualità del suono - è il rapporto più favorevole tra area di copertura e potenza impegnata. La radio digitale, si dice in sostanza, è più "ecologica" perché a parità di bacino di ascolto consuma meno energia. Per il DAB dovrebbe in teoria valere anche il principio del minor numero di impianti, perché questo sistema riesce a sfruttare le risorse di banda impegnate per veicolare in un solo canale un certo numero di singoli programmi e servizi. Ma è davvero così?
Nei vari report pubblicati sulla base delle sperimentazioni in corso si possono leggere molte cifre. Strumentalmente, il confronto tra impianti analogici e digitali sembra spesso favorire i secondi. Mi permetto di utilizzare questa formula generica perché ora come ora non potrei fornire link a documenti precisi. So che questo in uno spazio di discussione che pretende di essere tecnico non si dovrebbe fare, ma l'argomento di cui sopra si basa proprio su questi studi, dicisamo che mi prendo il lusso di una semplificazione, anche se volendo posso cercare un po' di letteratura a supporto.
Le mie esperienze personali con la ricezione in digitale non sono però altrettanto incoraggianti. Gli impianti DAB che ascolto senza problemi seduto accanto alla finestra risultano non più sintonizzabili se mi siedo in poltrona vicino alla porta che dà sul corridoio interno (mentre l'FM analogica non dà mai problemi). Nel caso del DRM la decodifica audio avviene solo al di sopra di soglie di rapporto S/N molto elevate (mentre la comprensibilità di un segnale AM è più che discreta parecchi dB più in basso). Mi sono sempre spiegato certe discrepanze tirando in ballo quello che potremmo chiamare lo "specs, o specifications factor". In sede di standardizzazione delle varie tecniche di modulazione sonora in ambito broadcast, vengono adottati livelli di guardia teorici che sui libri e i laboratori sembrano perfettamente realistici, ma che dispiegati sul campo cominciano a zoppicare. I test necessariamente vengono fatti sulla base di strumentazione di laboratorio e anche quando le misure avvengono sul campo, non tengono mai conto del fatto che l'ascoltatore della radio utilizza apparecchi commerciali, non level meters di classe professionale. Andate un po' a leggervi le recentissime polemiche sui problemi che angustiano gli spettatori della televisione digitale DVB-T e vi renderete conto che il tanto decantato "green digital" forse non è più verde dell'erba del vicino analogico.
Il vantaggio energetico del DAB viene ripreso anche in un documento di MCDT – Marketing and Consulting for Digital Broadcasting Technologies il consorzio che sta dietro il non trascurabile successo della radio digitale DAB in Svizzera. In pochi anni questa estate la Svizzera ha superato la fatidica boa del milione di apparecchi DAB venduti, per una audience complessiva di 2,4 milioni di persone. Una cifra considerevole per una nazione che ha meno abitanti della Lombardia (meno di 8 milioni contro più di 10). In questo senso direi che andrebbero ridimensionati i toni del comunicato con cui Commercial Radio Australia celebra, il 10 agosto, il terzo compleanno del DAB+ australiano. Nella nazione-continente vivono oltre 22 milioni di persone che in tre anni sono riuscite ad acquistare poco più di 900 mila apparecchi. Non mi pare un risultato così entusiasmante.
In Svizzera invece gli attuali livelli di penetrazione del DAB e l'imminente passaggio (22 ottobre prossimo) dalla prima generazione del digitale alle codifiche del DAB+ fanno dire all'MCDT che l'FM analogica è praticamente destinata allo switchoff (come in Norvegia e come, parzialmente, per il Regno Unito):

DAB+ will replace FM in the long term. This will benefit broadcasters and their listeners alike, because transmission costs for digital radio stations are only around 20% of those for FM services. Digital radio is also better for the environment along the entire value chain. Each station needs only 10 percent of the energy consumed by FM radio listening, partly because only 210 transmitters are needed for 18 stations in Switzerland. By comparison, 853 are currently needed for just four FM stations.

Da parte dei fautori del digitale l'ottimismo è d'obbligo, anche perché molti dei progetti di digitalizzazione della radiofonia hanno finito per coincidere, sul piano temporale, con la peggiore crisi economica globale dell'ultimo secolo, crisi che è andata a colpire duramente, ovunque, il modello dei servizi radiotelevisivi a finanziamento pubblico. È proprio di oggi la lettera-appello che l'EBU, l'Unione dei broadcaster (pubblici) europei ha inviato al primo ministro portoghese Pedro Manuel Passos Coelho per esortarlo a rivedere il suo progetto di totale privatizzazione dell'ente di Stato RTP.
In questa situazione abbastanza confusa, da cui potrebbero tuttavia emergere decisioni epocali per i sistemi radiofonici di molte nazioni (e in ultima analisi di tutta Europa), spicca ancora una volta la scarsa familiarità che i fautori del sistema DRM Digital Radio Mondiale sembrano nutrire nei confronti della realtà delle cose. In occasione del salone IBC che inizia dopodomani ad Amsterdam, il consorzio DRM organizza in collaborazione con Nautel (che ha adeguato l'impianto in onde lunghe danese di Kalundborg su 243 kHz) un test digitale:

The DRM Consortium and Nautel are pleased to announce a special digital DRM broadcast schedule during the International Broadcasting Convention (IBC) in Amsterdam. Courtesy of transmission infrastructure provider Teracom A/S, DRM transmissions will be heard during IBC on 243 kHz throughout much of Northern Europe carrying BBC programming. Teracom installed a DRM capable Nautel NX50 transmitter at the Kalundborg (Denmark) site in 2011, with this being the first DRM broadcast of this transmitter type on longwave.
Ruxandra Obreja, Chair of the DRM Consortium is very pleased to offer this service during IBC and said: “We welcome this opportunity to demonstrate how efficient, DRM AM digital broadcasts can be. All those interested will be able to experience a high quality listening experience”.
On Sunday, 9th September, during Nautel’s DRM event (stand #8. C61) 15:00-17:00, a brief recording of the broadcast will be played so attendees can hear the clarity of a DRM broadcast over AM.
Hal Kneller, European Sales Manager from Nautel and member of the Executive Committee of the DRM said: “We are very pleased to co-sponsor the DRM broadcasts during the IBC Show from the historic 1927 Kalundborg transmitter site”.
Transmitting just 10 kW of DRM provides equal or more coverage than the normal 50 kW of analogue transmission from Kalundborg. The BBC content will be a variety of music and speech, allowing DRM listeners to hear the full breadth of FM-like sound quality, available over the very wide coverage area of longwave transmissions, free of static and fading, as well.

Secondo le ultime indiscrezioni il test dovrebbe consistere nel programma della BBC "The Strand", ritrasmesso in loop su 243 kHz tra il 6 e il 12 settembre, prima delle 05:35, tra le 09:20 e le 11:35 e dopo le 18.30 CET. Ancora una volta leggiamo che grazie alla modulazione digitale 10 kW ssaranno sufficienti ad assicurare la stessa copertura oggi ottenuta in AM con 50 kW. Non si capisce però perché il DRM Consortium e Nautel invitano a partecipare a un evento che consisterà nell'ascolto di una registrazione di questa trasmissione... 10 kW in onde lunghe sono davvero pochi e a mio modesto parere in condizioni di ascolto reali (non strumentali) tutta questa efficienza non la si può dimostrare con un comunicato stampa e una registrazione "ricevuta" allo stand di una fiera.

01 settembre 2012

HD Radio all-digital? Perplessità negli USA. Il DRM abbandona IFA, che parla solo DAB

La National Association of Broadcasters americana starebbe pensando di lanciare una iniziativa per promuovere sulle onde medie la sperimentazione della radio digitale basata su un impiego completamente numerico del sistema ibrido Ibiquity, che oggi viene utilizzato per trasmettere simultaneamente una componente numerica e una analogica del segnale. L'obiettivo di questi test sarebbe quello di affermare la maggiore robustezza del segnale all-digital (agli effetti di una maggiore copertura anche in onde medie) e di limitare al tempo stesso il problema delle interferenze recate alle stazioni che operano alle frequenze limitrofe. Un segnale ibrido IBOC (in band-on channel) del sistema HD Radio occupa un totale di 30 kHz perché la componente digitale deve essere collocata ai lati dello spettro analogico. Sopprimendo quest'ultimo l'occupazione è di 20 kHz.
Qualche test all digital su scala temporale limitata è già stato effettuato nel 2012 e i suoi risultati sono stati pubblicati in questo report. Ora però l'idea consiste nell'operare stazioni puramente digitali su archi di tempo abbastanza estesi. In pratica Ibiquity/HD Radio propone di dimenticare la natura ibrida di questo sistema (natura che ha reso possibile la sua adozione da parte di stazioni che non hanno dovuto rinunciare alle loro audience solo-analogiche) e di sfruttare la maggior efficienza della trasmissione all-digital per "rilanciare" un medium, lo spettro "AM", che ha perso molta della sua originaria importanza. Una scommessa azzardata perché i test costringerebbero le stazioni AM coinvolte a farsi ascoltare solo dagli acquirenti di un ricevitore digitale e negli USA finora questi acquirenti sono stati molto pochi. Se fossimo in un ospedale e le onde medie fossero un paziente sarebbe la classica cura "alla va o la spacca". Se la cura funziona il paziente guarisce, se non funziona il paziente muore. Niente di quello che è accaduto nel mondo alla radio digitale in generale fa pensare che le probabilità di successo siano molto consistenti.
Leggendo i commenti alla notizia pubblicata in origine su Radio World leggo che di fronte alla proposta di una HD Radio non più ibrida c'è anche chi si chiede se a questo punto non sarebbe il caso di sperimentare negli Stati Uniti, sulle onde medie, un sistema come il DRM. Forse i giornalisti americani non sono molto preparati sul sostanziale flop di uno standard che proprio quest'anno è stato abbandonato da diversi broadcaster nelle onde corte e che ha perso anche nelle onde medie europee parecchie, se non tutte, delle già poche stazioni sperimentali. Mi sembra abbastanza indicativo il fatto che alla fiera berlinese IFA quest'anno non ci sia traccia di una presenza del DRM Consortium o di eventuali fabbricanti di chipset e ricevitori, mentre si annuncia una presenza molto marginale del DRM all'IBC di Amsterdam. All'IFA si parla praticamente solo di radio digitale DAB dove tra gli highlights troviamo un annuncio Frontier Silicon e Mediabroadcast sul TPEG, il sistema di informazione sul traffico basato appunto sulla radio digitale DAB.
Tornando a HD Radio, entro quest'anno dovrebbero partire i piani di adozione del sistema IBOC in Messico, dove IMER, Istituto Mexicano de la radio, quello che tanti anni fa gestiva sulle onde corte il servizio internazionale di La Voz de Mexico (oggi ascoltabile solo su Internet). Ironia della sorte, i piani di dispiegamento di HD Radio prevedono che il canale internazionale diventi uno dei canali digitali secondari sulla frequenza di 105.7 di IMER a Città del Messico dove nove frequenze FM complessive dovrebbero accendere il multicasting analogico-digitale entro questo dicembre.

14 aprile 2012

Newstar DR111, le onde corte digitali ci provano ancora

Una "first impression" del ricevitore per onde corte digitali DRM DR 111 della Newstar Electronics è appena stata pubblicata sul blog specializzato DRM NA Info.
Molti shortwave listeners sono interessati a vedere come andrà a finire con questo ennesimo tentativo commerciale, dopo le grosse delusioni dei primi modelli usciti in questi anni. In teoria il ricevitore cinese Newstar dovrebbe essere disponibile per tutta Europa entro aprile, almeno a quanto mi ha confermato un messaggio ricevuto dal distributore tedesco, PFS Digital Radio. Il prezzo per l'apparecchio comprensivo di tasse e spedizione, è di 179 euro con trasferimento bancario (in pre-ordine, con garanzia informale che se la spedizione non avverrà i soldi verranno restituiti). Sono già disponibili il manuale utente in inglese e uno spreadsheet con alcuni valori di sensibilità/selettività.
Negli ultimi mesi la sperimentazione del DRM da parte dei broadcaster ha subito qualche ridimensionamento, a causa dei tagli apportati alle ore complessive di trasmissione (analogica o digitale che fosse). Resta l'interesse manifestato da Russia e India per le loro trasmissioni interne, ma non credo ci saranno segni concreti di adozione su larga scala senza un reale impatto sul mercato dei ricevitori. Un altro pianeta tutto da esplorare è rappresentato dalle prospettive ancora incerte dell'eventuale adozione del DRM+ nelle frequenze 88-108 in sostituzione della FM analogica.
Il silicio di questo modello Newstar dovrebbe rappresentare un segnale di discontinuità rispetto al passato. Il marchio cinese CDNSE ChengDu NewStar Electronics, era dietro l'avventura, del ricevitore digitale Uniwave, oggi scomparso dai radar, ma siamo ancora lontani da una massa critica di ricevitori. In teoria il partner CDNSE dovrebbe essere la Mirics (i due avevano annunciato una collaborazione già nel 2007, sulla base di quella che oggi dovrebbe essere l'architettura Mirics FlexiRF), ma è difficile dire quali chipset siano stati adottati per questo DR111. Dal punto di vista del marketing, pesa l'incognita DRM+: il ricevitore NewStar è digitale solo nella parte onde corte e medie (DRM30) e non si sa nulla dell'eventuale evoluzione digitale della parte FM. E' praticamente impossibile immaginare da parte dell'industria della radio FM una adozione su scala non limitata del DRM+ senza che il mercato offra qualche possibilità di ricezione a livello con apparecchi stand alone. Alla scorsa edizione del salone IBC di Amsterdam era stato presentato un prototipo di una chiavetta USB per la ricezione DRM+ sul computer, ma non si è saputo altro sulla tempistica e niente si sa sull'eventuale possibilità di effettuare un upgrade del DR111 per renderlo compatibile con il DRM+
Per quanto uno si sforzi di essere ottimista, le prospettive dello standard DRM non sono incoraggianti. Anche leggendo le osservazioni del Broadcasting Board of Governors in merito ai volumi di ricevitori a onde corte convenzionali effettivamente in funzione, non credo proprio che per l'emittenza internazionale il DRM possa rappresentare, ormai, una ragione solida per il mantenimento di servizi che vengono sospesi a prescindere. Un singolo ricevitore da 200 dollari non cambiano di molto le potenzialità del mezzo nelle aree più povere e politicamente critiche né del resto una radiofonia internazionale in qualità digitale sembra avere molte possibilità di scatenare l'interesse da parte degli ascoltatori nelle nazioni evolute.

05 aprile 2012

Radio Canada International, onde corte addio. Ma l'Australia accende il DRM


Avevo pubblicato la notizia dei tagli decisi dal governo conservatore canadese solo pochi giorni fa ma le ripercussioni sul bersaglio di queste riduzioni di bilancio - la Canada Broadcasting Corporation - sono state incredibilmente repentine. La CBC dovrà rinunciare a oltre 110 milioni di dollari in tre anni (anche di più considerando altre pressioni antispesa) e una delle prime vittime dichiarate è proprio Radio Canada International, finora una delle poche emittenti internazionali apparsa immune dall'inesorabile marcia verso il definitivo oblio della radio a onde corte per l'estero. Nel giro di una settimana è già stato annunciato che RCI spegnerà definitivamente i trasmettitori, chiuderà le redazioni in lingue russa e brasiliana e addirittura cesserà di produrre notiziari propri. Già a partire da giugno. Un comunicato di Courrier Mondial, il radiogiornale francofono, gentilmente giratomi da Chris Diemoz, parla di una drastica riduzione dell'organico: 40 dismissioni su un totale di 60 persone in forza alla redazione internazionale previste per l'estate. RCI continuerà a diffondere programmi in inglese, francese, spagnolo, arabo e cinese, ma solo via Internet. "Giornata durissima per noi della CBC," ha dichiarato il CEO Hubert Lacroix. E commentando la notizia, che arriva insieme a una analoga stretta su un'altra istituzione culturale, il National Film Board, la giovane regista Tara Johns, intervistata dalla Montreal Gazette, ha dichiarato: «The CBC has been the thing that connects us and talks to us, and it’s being eroded. It feels like there’s a wide swath of homogenization that’s happening and this will only contribute to it. The feeling isn’t good. (These institutions do) feel particularly targeted in this budget.» Un'ondata di omogeneizzazione, quella che attraversa tutti i più importanti broadcaster pubblici del mondo, che va a colpire le capacità produttive interne e porta alla totale o comunque alla significativa scomparsa della comunicazione verso l'estero. Nel caso del Canada è un rospo più difficile da ingoiare perché la nazione nordamericana promuove da sempre l'immigrazione e i programmi radiotelevisivi possono essere uno strumento efficace per questo tipo di politiche.
Le ragioni delle casse statali sempre più impoverite, tuttavia, sono ancora più forti. Subito dopo il sostanziale addio annunciato da Radio Netherland (che l'11 maggio prossimo celebrerà con una intera giornata di trasmissioni rievocative la cessazione delle trasmissioni per l'estero in olandese e ha già chiuso il blog di approfondimento in lingua inglese Media Network), il ridimensionamento drastico delle trasmissioni di Deutsche Welle, quelle della BBC World Service e dell'operatore infrastrutturale Babcock (che chiuderà la frequenza di 1296 kHz di Orfordness con cui copriva una discreta area dell'Europa centrale), adesso anche il Canada spegne le onde corte e lo fa in modo inatteso ma perfettamente in linea coi tempi. Dei big ancora in funzione rimane forse la potenza regionale di Radio Australia, che dal primo aprile tra l'altro ha avviato una programmazione in modulazione numerica DRM dall'impianto di Shepparton (40 kW annunciati). Due le frequenze più favorevoli per l'Europa: 5940 kHz tra le 15 e le 17 UTC e 9475 kHz tra le 17 e le 19 (trasmissioni in modo DRM "C" su 10 kHz di banda in 16QAM level 1 a un rate di 11 kilobit/sec)

11 gennaio 2012

Strada in salita per la radio digitale DRM, mentre su Web Radioplayer si sposa con AudioBoo

Sulle caselle di posta e l'account di Facebook confluiscono messaggi rivelatori sulla futura evoluzione tecnologica della radio. Ieri a Las Vegas, come anticipato da Radiopassioni, NXP e il DRM Consortium hanno presentato la nuova piattaforma "car radio" per la decodifica multistandard dei segnali radio digitali. Il co-processore, siglato SAF356X, è una evoluzione di un co-processore precedentemente orientato a standard affermati come il DAB e HD Radio e oggi aperto anche al DRM/DRM+. Questo il link al comunicato NXP e il breve filmato You TUbe dal CES 2012:



Devo dire che a me sembra molto più interessante la notizia, annunciata da un altro comunicato NXP, dell'avvento della tecnologia MEMS in grado di sostituire i vecchi cristalli di quarzo nei circuiti di oscillazione che troviamo in quasi tutti i dispositivi di elettronica di consumo. I sintetizzatori di frequenza MEMS di NXP presentano parecchi vantaggi rispetto ai quarzi: occupano uno spazio inferiore di venti volte, sono molto più stabili alle variazioni termiche e possono oscillare a frequenze molto alte (200 MHz contro i 50 dei quarzi). Inoltre essendo i resonatori realizzati interamente in silicio possono essere integrati sugli stessi wafer dei circuiti.
Ma torniamo alla radio digitale. Contemporaneamente all'arrivo delle notizie dal CES di Las Vegas il giornalista britannico Barry Phox, collaboratore del Consumer Electronics Daily, ha diffuso un messaggio sulla lista di discussione dell'ufficio stampa del DRM Consortium. In esso Barry scrive di aver rivisto gli articoli scritti nell'arco di quasi un decennio, a partire dal 2004, per descrivere la radio numerica Digital Radio Mondiale e le sue brillanti prospettive. Phox ammette oggi di essersi sbagliato nel definire promettente una tecnologia che non è mai riuscita ad avere un reale impatto sul mercato. Crederò al DRM, conclude Barry, quando vedrò una "scatola", anche in pre-produzione, che sia perlomeno al livello degli apparecchi da meno di 100 sterline con cui Pure ha fatto decollare il fenomeno DAB in Gran Bretagna.
Imperterrito, nei suoi notiziari da Las Vegas il DRM Consortium afferma che l'India sta per dispiegare la tecnologia digitale per le sue trasmissioni in onde medie e dà con entusiasmo la notizia del definitivo ingresso del Digital Radio Mondiale tra gli standard approvati dall'ITU (il DRM, già approvato dall'ETSI come ES 201 980V3.1.1 è stato inserito dalll'ITU nella raccomandazione BS-1114 come System G, insieme al System A/Eureka 147, il C/IBOC, l'F/ISDB-T.
Può anche essere che il sostegno da parte dei broadcaster e degli organismi normatori favorisca lo sviluppo industriale della necessaria componentistica, ma non ci sono garanzie, per il momento, che i famosi ricevitori DRM ci saranno. Se l'India dichiara un generico interesse nei confronti della radiofonia locale in medie e corte in digitale e si attrezza per accendere le trasmissioni (che ancora non sono partite), l'unico segno tangibile è il dato riportato dal Consorzio: le ore di trasmissione di All India Radio in DRM sono aumentate sulle onde corte internazionali. Peccato che due broadcaster come Radio Nederland e Radio France Internationale, tra i primi fautori del DRMin HF, abbiano contemporaneamente resi noti dei tagli micidiali alle onde corte. Radio Nederland, colpita da un taglio del 70% del suo budget, le abbandonerà del tutto, a parte forse quelle rivolte a nazioni fortemente carenti sul piano della libertà di stampa. Radio France dovrà restringere di parecchio l'output, come ha appena fatto Deutsche Welle (un altro profeta di una tecnologia nata obsoleta).
L'unica a rimanere ancora aperta è la questione del DRM+ e del suo potenziale come tecnologia sostitutiva dell'FM analogica, ma anche qui i dubbi sono tutt'altro che risolti. Il primo ostacolo è ancora una volta la mancanza di ricevitori, problema che forse componenti come il co-processore NXP possono aiutare a risolvere. Ma nel caso del DRM+, che al contrario della tecnologia ibrida HD Radio/IBOC è una modulazione digitale pura, l'altro grosso nodo è la presenza dei segnali digitali in uno spettro interamente dedicato alla modulazione analogica. A parte qualche test realizzato per studiare il fenomeno delle interferenze (a breve dovrebbe partire in Italia una sperimentazione di Radio Vaticana), sull'effettivo impatto del DRM+ in banda 88-108 ci sono solo i grafici e le tabelle pubblicate dai laboratori di misura, manca una vera prova sul campo, fatta dal pubblico in presenza di numerosi segnali digitali adiacenti ai canali analogici in situazioni molto spesso affollate. La lezione che arriva dagli Stati Uniti dice però che in mancanza di serie misure di protezione, la convivenza tra numerico e digitale non è tutta rosa e fiori. Sono sempre più numerose le stazioni americane che rinunciano all'IBOC per operare in onde medie, anche a causa delle interferenze provocate sui canali adiacenti dalla componente digitale dei segnali. Diverse stazioni AM cominciano piuttosto a sperimentare la tecnica MDCL, Modulation Dependent Carrier Level, in cui l'energia dell'onda portante, che nella modulazione d'ampiezza classica è costante, viene dosata in funzione della dinamica audio: se il sonoro è basso l'energia (e quindi i costi in bolletta) diminuiscono.
Se in definitiva il futuro delle modulazioni radiofoniche digitali appare sempre più illusorio, gli scenari reali raccontano di uno scenario sempre più misto, di un matrimonio tra la radio che conosciamo e la rete. Oggi Francesco Delucia mi segnala un articolo sul Guardian che anticipa l'accordo tra UK Radioplayer, la piattaforma Web che permette di ascoltare in diretta gli stream di oltre 300 stazioni radio britanniche, eAudioBoo, altro servizio Web rivolto alla produzione audio indipendente e alla registrazione/condivisione di materiali sonori.
L'alleanza traRadioplayer e AudioBoo consentirà agli ascoltatori di affiancare alla modalità di ascolto in diretta anche una funzione di registrazione temporanea che in pratica rende possibile anche l'ascolto in differita. Sarà possibile tramite un pulsante sospendere l'ascolto di un programma su Radioplayer e riprenderlo in seguito. Un altro esempio di come la duplice realtà del broadcast e del broadband può trovare inedite formule di interazione reciproca, trasformando il modo in cui ascoltiamo la radio e rendendo questo mezzo ancora più appetibile per le nuove generazioni tecnologicamente "native".

03 gennaio 2012

NXP, al CES la nuova piattaforma car radio per il DRM (senza dimenticare l'FM analogica)

Primi giorni di gennaio (a proposito, buon anno a tutti), primi annunci relativi al salone CES, che aprirà i battenti a Las Vegas tra una settimana. Ho ricevuto un comunicato sull'evento di lancio di una nuova soluzione NXP rivolta al settore automotive per la produzione di autoradio in grado di ricevere la radio digitale DRM, Digital Radio Mondiale. NXP aveva già presentato una piattaforma adatta alla demodulazione di diversi standard di radio digitale, il media processor SAF3560HV, probabilmente si tratta di una ulteriore estensione di questo concetto, basato appunto su un componente in grado di elaborare diversi tipi di modulazione numerica una volta estratta la banda base dal segnale RF. L'evento di lancio avverrà il 10 gennaio e NXP sottolinea che la nuova offerta per il DRM è rivolta in particolare ai mercati indiano e russo, che hanno manifestato un forte interesse per la digitalizzazione delle onde medie e corte, anche se non posso pensare che nelle mire del produttore non ci siano anche mercati interessanti alla radio digitale DRM in banda 88-108.
Nel frattempo però, NXP non smette di coprire il segmento della car radio con FM analogica, introducendo un nuovissimo processore per i servizi RDS e TMC. Si tratta di due chip di ricezione, demodulazione e decodifica basati ovviamente su tecnologia low-IF tipica del software defined radio. I modelli introdotti a fine 2011 si chiamano TEF7006 e TEF7007 (qui il pdf con la descrizione)

07 ottobre 2011

MsWay, la tabella di marcia per i ricevitori DRM/DRM+

Mi sono arrivati dalla Corea alcuni aggiornamenti sulla tabella di marcia per i prodotti Digital Radio Mondiale che ho visto esposti all'IBC di Amsterdam. Molto cortesemente Marticia Jo, responsabile del marketing di MsWay, ha ulteriormente precisato la roadmap relativa a tre sistemi di ricezione. Eccovi le informazioni così come mi sono arrivate:

1. Ricevitore su chiavetta USB (siglato MDR-U100)
  • modulazioni ricevibili: DRM30 & DRM+
  • tra fine novembre e dicembre 2011 dovrebbe essere possibile acquistare i primi campioni commerciali
  • l'azienda Coreana sta programmando nuovi field test in diverse aree geografiche
  • la versione commerciale definitiva dovrebbe essere messa in vendita tra gennaio e febbraio 2012
2. Sistema professionale di monitoraggio (MDR-M200)
  • modulazioni ricevibili: DRM30 & DRM+
  • potrebbe essere immesso sul mercato entro fine novembre 2011 in una versione comprensiva di servizi dati
3. Ricevitore portatile stand alone (MDR-S100)
  • nella prima fase (in ragione del prezzo) compatibile solo con modulazioni AM/FM/DRM30
  • MsWay riconosce la necessità di procedere a ulteriori revisioni e sviluppi rispetto alla tabella di marcia prevista per cercare di arrivare a una soluzione più a buon mercato senza compromettere la qualità
  • i primi campioni potrebbero essere disponibili entro il primo trimestre del 2012

02 settembre 2011

DRM/DRM+, spunta un altro ricevitore commerciale

Aridaje DRM. Mesi fa, forse lo ricorderete, avevo incontrato a Torino due ingegneri coreani del KETI, istituto pubblico di ricerche a supporto dell'industria privata, presenti alla giornata di sperimentazione del sistema di radio digitale DRM+ organizzato da Claudio Re, chief engineer di Radio Maria. I due mi avevano mostrato una evaluation board basata su un chip universale per la decodifica dei principali standard di radio numerica, tra cui appunto il DRM.
Era inevitabile che dalla disponibilità di questi componenti scaturisse prima o poi una nuova offerta commerciale, in ambito DRM30 e DRM+ (rispettivamente, il DRM per le onde medie/corte e per l'FM). L'offerta è stata annunciata in questi giorni da MsWay Technology Co. che attraverso il sito GoBizCorea.com (rilanciato dall'informatissimo DRMNA.info di Chris Rumbaugh, K6FIB, con una serie di post e interviste) pubblica alcune informazioni su tre modelli di ricevitori digitali universali compatibili con lo standard lanciato per digitalizzare le trasmissioni tra 0 e 30 MHz e poi esteso fino a coprire anche le frequenze fino a 108 MHz e oltre.
Si tratta di tre ricevitori commerciali - ma ancora non si sa niente sulla reale disponibilità: la MDR-S100, una radio da tavolo più o meno simile, dal punto di vista funzionale a quello che abbiamo visto finora da costruttori come Morphy Richards e Uniwave; l'MDR-U100, un dispositivo USB per computer portatili che include anche la ricezione DRM+; e l'MDR-M200, un ricevitore di misura pensato per applicazioni professionali. L'offerta viene illustrata con numerosi dettagli in questo documento PDF scaricabile da DRMNA.info. MsWay cita espressamente tra i suoi partner il KETI e le sue tecnologie. Insieme ai prodotti finiti, mi pare di capire che sia disposta a offrire ad altri costruttori i moduli necessari per assemblare altri apparecchi. Le radio sviluppate da MsWay possono sintonizzarsi su trasmissioni analogiche e digitali (non è così per la versione USB, che è solo digitale), ma mi pare di capire che i difetti non mancano. L'MDR-S100 non è compatibile con il DAB, bensì unicamente con il DRM30. Inoltre non è prevista alcuna forma di immissione diretta della frequenza da ricevere e personalmente dubito che una radio basata esclusivamente sulla scansione delle frequenze ricevibili, senza alcuna possibilità di controllare manualmente la sintonia sia accettabile per chi deve usufruire dei contenuti trasmessi sulle onde corte. L'MDR-U100 non può ricevere trasmissioni analogiche e francamente non vedo come possa destare la curiosità di consumatori non particolarmente motivati.
La radio digitale DRM continua a trovarsi in quel limbo di zoppicante sperimentazione proprio delle tecnologie che funzionano in linea teorica e forse anche pratica, ma ancora non hanno un vero mercato alle spalle. E' chiaro che l'avvento di ricevitori consumer rappresenta una tappa importante per lo sviluppo di questo mercato, ma la mentalità dei costruttori deve essere molto più aperta. Un dispositivo che riceve solo le poche trasmissioni DRM in onde medie e corte (sempre di meno, a parte qualche recente eccezione come la religiosa KTWR che ha iniziato a trasmettere in DRM da Guam, non si capisce bene perché) e oltre gli 88 MHz può trovare solo qualche raro test universitario, non andrà mai le poche decine di acquirenti. L'unica strada possibile consiste nell'offrire tutte le modulazioni e le codifiche oggi disponibili in un unico apparecchio, senza mai rinunciare alla compatibilità con l'attuale base di contenuti analogici, la radio che tutti conoscono. E nell'offrire il massimo grado di flessibilità, dando l'opportunità sia di sintonizzarsi sulle stazioni preferite nel solito modo (impostando la frequenza), sia di avvalersi delle avanzate funzioni di scansione automatica che il digitale ha reso possibili, magari senza gli errori implementativi del sistema LCN del digitale televisivo terrestre.
Ancora non si può dire se MsWay riuscirà dove in questi ultimi anni tutti gli altri hanno sostanzialmente fallito. Molto dipende dalla robustezza della piattaforma hardware utilizzata. Il resto dall'efficacia delle interfacce utente. Il DRM ha già fortemente deluso in entrambi i perimetri di valutazione e le chance di sopravvivenza di questo sistema nello spettro inferiore ai 30 MHz mi sembrano scarse. L'affermazione del DRM+ come alternativa alla modulazione analogica oggi dominante, la radio FM, è per il momento solo una vision ingegneristica gettata, con un po' di sfrontatezza, sul tavolo di alcuni enti regolatori a loro volta formati da ingegneri. Troppo poco per mettere il fiocco rosa alla porta e spedire le partecipazioni di nascita di una radio nuova.

11 febbraio 2011

Il DRM tra Malesia, Scozia e radioamatori elevetici

Secondo il consorzio che promuove il sistema di radio digitale DRM (Digital Radio Mondiale, mi spiace per coloro che arrivano su questo post cercando per Digital Rights Management, benvenuti comunque!), il governo malese sarebbe favorevole a una adozione su larga scala di questa modalità trasmissiva in HF. Ancora non è chiaro per quali tipi di trasmissione, ma al momento la Malaysia sta ancora utilizzando - anche se non nella stessa misura di un tempo - le onde corte per le sue trasmissioni domestiche. La fonte della notizia, ripresa dal DRM Consortium, è la Continental Electronics, che afferma di aver consegnato ai malesi due nuovi trasmettitori HF che verranno dispiegati sui programmi digitali (in un comunicato "Contelec" afferma che anche la ABC australiana ha acquisito impianti "AM/DRM capable" da utilizzare nella stazione di Tennant Creek, sede del Northern Territory Shortwave Service oggi trasmesso su 120 e 60 metri in banda tropicale). Nel testo del comunicato firmato dal DRM Consoriutm è abbastanza buffo il riferimento al fatto che le autorità malesi avrebbero anche in mente di acquistare "grandi volumi" di ricevitori DRM. Se solo si capisse dove ordinarli!
Al momento diversi programmi di Radio Malaysia vengono segnalati (in analogico!) su:

  • 5030.00, RTM Sarawak FM, Kuching
  • 5964.9, RTM, Klasik Nasional FM, Kajang
  • 6045 RTM, Kajang, Kuala Lumpur
  • 7295, Traxx FM, Kajang
  • 9750, Voice of Malaysia, Kajang,
  • 9835, Sarawak FM, via RTM Kajang

Il DRM continua a fare notizia anche nella sua versione DRM+ adattata alla banda FM. Il 9 febbraio sono partiti i test DRM+ di Edimburgo, in Scozia, dalla postazione di Craigkelly sulla frequenza di 107.0 un tempo occupata da Talk 107, una licenza commerciale che purtroppo non ha avuto fortuna e ha chiuso nel dicembre del 2008. Anche in questo caso si tratta solamente di prove con attrezzature di laboratorio, non esistendo ricevitori DRM+ commerciali. Questo sistema continua a dibattersi tra un sostanziale fallimento maturato sulle onde corte internazionali e un precario tentativo di rilancio sullo spettro 88-108 MHz. La tecnologia funziona, ma non sono ancora riusciti a trovare uno sbocco reale nell'industria dell'elettronica di consumo e molti in Europa cominciano a pensare al sistema americano ibrido IBOC/HD Radio come possibile percorso per la digitalizzazione dell'FM, accanto a un DAB che continua a essere piuttosto anemico in barba ai diversi progetti di implementazione europei.
Visto che di sperimentazione si tratta, voglio citare anche quelli che domenica saranno effettuati dai radioamatori elvetici nel quadro di una iniziativa promossa dalle comunità radioamatoriali locali intorno all'impianto di Sottens, in Svizzera francese. In questa località Radio Suisse Romande operava la sua frequenza in onde medie, su 765 kHz, ma il segnale è stato spento a fine 2010. I radioamatori del club losannese HB9MM sono stati autorizzati a utilizzare il traliccio di Sottens per tutto il mese di febbraio, per effettuare collegamenti nelle bande della ham radio. Tra queste prove è prevista anche una breve serie di trasmissioni in DRM, basate sull'impiego di software e hardware open source. Ecco la presentazione, firmata da Mathias Coinchon, dei trial che iniziano questa domenica, 13 febbraio e continueranno domenica 20. Per la trasmissione, che prevede anche la diffusione di immagini, viene utilizzata la piattaforma software defined radio Spark, di Michael Feilen.

Recently a 600kW Mediumwave transmitter has been phased out in Switzerland and a local amateur radio club has been able to get the right to use the huge antenna (188m) for a month for amateur radio transmission.
More info and antenna pictures on: http://www.hb9mm.com/sottens/

With one of these amateur radio friend (HB9DTX), we have a decided to make a DRM transmission trial on this transmitter using Spark software (special thanks to Michael Feilen who gave us a full version for this), a USRP and amateur radio linear amplifier. We will use the narrowest band so 4.5kHz and high robustness to transmit slides.
So if you are interested, you are more than welcome to try to receive our signal and send us back reception report.
The tests will happen on the 2 next Sunday, on 13th February 2011 and 20th February with 15 minutes periods on the following times (same for both sundays):

- 20h-20h15 (19h-19h15 UTC) TX on 7.180 MHz
- 21h-21h15 (20h-10h15 UTC) on 3.780 MHz

To receive the signal here are some links on the techniques:

23 dicembre 2010

Radio digitale, il nuovo draft firmato ECO-FM45

Il comitato ECO-FM45 sulle problematiche del broadcasting digitale ha concluso i lavori della riunione di Stoccarda (15-16 dicembre) pubblicando una nuova bozza di documento sulla digitalizzazione della radiofonia, il Report on the possibilities for the future delivery of radio
Lo potete prelevare qui. Non ci sono particolari novità, si tratta ancora una volta di mettere sul piatto alcune considerazioni di fondo, vantaggi e svantaggi delle diverse modulazioni numeriche, le prospettive di riuscita per ciascuna di queste. Continuo a vedere le tipiche affermazioni di comitati analoghi. Quando i russi mi dicono di prevedere, per il 2011 (!) la "produzione di massa" di ricevitori per il loro nuovo sistema digitale RAVIS, mi chiedo davvero in che mondo vivano i tecnici che partecipano a un lavoro di standardizzazione così importante. Fior di ingegneri che suggeriscono ai governi le varie politiche di implementazione, che decidono sul futuro di un mezzo ascoltato da miliardi di persone.
C'è pochissima oggettività, scarsissima attenzione alla reale situazione di mercato di sistemi come HD Radio, che negli Stati Uniti viene utilizzato da centinaia di stazioni ma che non arriva a vendere un milione di apparecchi in un Paese di 300 milioni di abitanti. Nelle tabelle sul DRM30/DRM+ (il secondo non ha praticamente neppure un mercato per la fornitura di modulatori) si legge ancora "initial receivers in the market/available", una frase riportata da almeno cinque anni in documenti del genere e del tutto spropositata rispetto a una realtà di poche centinaia di pezzi di qualità mediocre. Mai un solo riferimento alla possibilità di digitalizzare non la distribuzione ma la ricezione dei contenuti audio. Secondo me comitati come l'FM-45 sono troppo condizionati dalla presenza di fornitori supply-side e sottorappresentati a livello client-side, manca il parere delle industrie dell'elettronica di consumo e manca soprattutto il parere dei consumatori. Se non capisco male, la stesura della versione definitiva del documento è prevista per il 2011.
A proposito di assenze, con l'eccezione del solito, preparatissimo Hanns Woltner di Club DAB Italia, non ci sono stati rappresentati della RAI o dal nostro MSE-Com. In compenso ha preso parte ai lavori Saeed Alavi, di IRIB/Voice of Iran. A livello istituzionale, come spesso accade, l'Italia finisce per prendere le decisioni degli altri. Essì che sull'argomento avrebbe parecchie cose da dire.

26 marzo 2010

Digital Radio Mondiale alla ricerca del ricevitore perduto

Al termine della conferenza annuale del DRM Consortium a Hilversum sono stati annunciati alcune nuove nomine in seno allo Steering Board e l'arrivo di nuove aziende (la francese Digidia, la tedesca RfMondial, l'americana Nautel) o enti trasmissivi che si aggiungono ai 15 organismi già presenti nel direttivo. Leggo dal comunicato stampa pubblicato ieri che i me
mbri del consorzio riconoscono all'unanimità i progressi compiuti dallo standard Digital Radio Mondiale in questi anni, con l'approvazione della versione DRM+ per la banda FM e l'adozione "ufficiale" dello standard in India e Russia.
Come sempre si continua a fare del cattivo marketing su un prodotto che richiederebbe un marketing da frigorifero agli eschimesi invece di concordare una strategia davvero omnicomprensiva, che tenga davvero conto dei potenziali di mercato del DRM nelle sue varie articolazioni (trasmissione a medio lunga distanza - facendo finta che non esistano grossi, forse insormontabili, problemi propagativi - e trasmissione locale) e del reale stato dell'arte dell'industria dei componenti, delle infrastrutture e dei sistemi di ricezione. Su quest'ultimo piano
il DRM è riuscito a produrre soltanto qualche modulatore, parliamo letteralmente di pochissimi pezzi utilizzati da una manciata di broadcaster internazionali e, in Europa, da alcune emittenti perlopiù pubbliche nella banda delle onde medie. Lato ricevitori, qualche componente di elettronica embedded, qualche chipset di trattamento e decodifica, appena sufficienti per sfornare poche centinaia di pezzi di cinque o sei modelli di ricevitori portatili stand alone. Troppo poco per chiamarlo "progresso" considerando che sono trascorsi sette anni dalla prima trasmissione inaugurale.
La verità è che fino a questo momento a spingere per il DRM è stata una manciata di aziende e technology and service provider concentrati sulla difficile impresa della modernizzazione delle onde corte. Una modernizzazione che non interessa praticamente a nessuno.
Ci sono due o tre tipi di audience oggi nelle onde corte internazionali: i ricchi occidentali colti o annoiati, i poveri derelitti ignoranti in nazioni normalmente vessate da governi non democratici e forse (dico forse perché sono comunità che possono tranqullamente fare a meno delle onde corte) le comunità di immigrati che vivono e lavorano in nazioni occidentali colte e annoiate, per i quali le onde corte sono solo in fondo, molto in fondo, a una lista di priorità mediatiche che la televisione satellitare, Internet e l'FM locale coprono in modo eccellente. La prima di queste tre audience trova tutto su Internet, incluse le emittenti internazionali che fino a ieri utilizzavano le onde corte e le hanno spente. I secondi hanno il dannato problema di dover sbarcare il lunario in condizioni difficili e non capirebbero l'utilità di un sistema di trasmissione che richiede ricevitori scarsi, costosi e difficili da alimentare. I migranti potrebbero anche affezionarsi alle onde corte, se solo qualcuno si degnasse di offrire una programmazione decente, ma vivono appunto in situazioni in cui il satellite e Internet sono più che sufficienti, considerando anche che in molti casi - Italia vistosamente esclusa - possono contare su valide emittenti locali etniche.
L'uso regionale locale del DRM potrebbe anche aver senso in un contesto di allargamento delle opportunità di accesso a risorse mediatiche alternative e nell'assai più arduo contesto della sostituzione/digitalizzazione dell'FM o in alcuni casi (vedi appunto India, Russia, Cina) della modulazione di ampiezza. Ma anche qui non mi sembra che il DRM Consortium abbia le idee molto chiare. Comunque la si giri in questa declinazione dello standard il vero problema consiste nel mettere in campo una catena dei valori sostenibile. Ci vuole interesse da parte del pubblico. Interesse che viene stimolato dall'offerta di contenuti. Offerta di contenuti che deve essere veicolata attraverso terminali utente abbastanza sexy da scatenare la voglia di acquistarli. E torniamo così alla square one, al punto di partenza del nostro gioco dell'oca digitale. Il DRM Consortium proprio non riesce a capire che è perfettamente inutile accendere mille trasmettitori digitali se la gente non riesce ad ascoltarli. Non si crea mercato cinematografico nuovo proiettando un film muto a una platea di non vedenti.
In questo maligno gioco dell'oca e dell'uovo, forse la casella dei terminali utente non è una ragion sufficiente. Ma è certamente una ragion necessaria. Non si può scommettere che un negozio farcito di ricevitori DRM scateni la voglia di produrre contenuti e quindi l'interesse
degli acquirenti. Senza ricevitori, però, non si va proprio da nessuna parte. Come devono essere fatti? Chi li produrrà? A sette anni di distanza nessuno del consorzio DRM può rispondere a questa domanda e questo è il loro problema di fondo. Il vero elemento di novità degli ultimi due anni è il peso acquisito nell'industria da un approccio Software Defined Radio, in cui la radiofrequenza viene convertita in banda base e questa manipolata con tecniche di DSP e componenti che a questo punto possono forse essere presi in prestito da altri comparti dell'industria. I processori DSP general purpose sono troppo complessi? Ci sono le economie di scala per pensare a degli ASIC? L'approccio della logica cablata è percorribile?
(A questo proposito ho trovato questo documento di Tensilica, azienda che lo scorso anno ha annunciato una soluzione DSP per DRM e altri standard che mi pare piuttosto interessante.) I fantastici breakthrough degli ultimi due o tre anni nel campo delle Graphics Processing Unit offriranno nuovi spunti anche a chi si occupa di audio base band processing?
Invece di annunciare accordi farlocchi con All India Radio - quando mai digitalizzeranno le loro onde medie se 900 milioni di persone non saprebbero come ascoltarne il segnale? - il consorzio DRM deve sedersi al tavolo e dare una risposta a questi interrogativi. Magari alla luce del sempre più serrato confronto tra modello broadcast e modello unicast di Internet, con o senza fili. Se non si fanno le cose sul serio, diventa sempre più difficile trovare i soldi per giochetti, convegni e comunicati stampa.

New DRM Steering Board leadership elected

The DRM Consortium has elected its new leadership for the next two years and agreed its broad strategy based on continuity, development and growth of the DRM standard worldwide during its General Assembly held at the headquarters of Radio Netherlands Worldwide (RNW) in Hilversum, Netherlands.
The Steering Board, which runs the DRM Consortium and sets its strategy and implementation, now includes five new companies: Digidia, Rfmondial, Nautel, Christian Vision and Voice of Russia. They join fifteen other companies that have existing representatives on the Steering Board and together strengthen the Consortium.
Ruxandra Obreja, Head of Digital Radio Development, BBC World Service was re-elected as the Chairperson of the DRM Consortium for the next two years. The Steering Board also elected two vice Chairs – Jochen Huber, Transradio and Ludo Maes, TDP. Lindsay Cornell, BBC and Michel Penneroux, TDF were re-elected Technical and Committee chairpersons respectively. Alexander Zink, Fraunhofer Institute, was confirmed as Treasurer of the Consortium for the next two years.
The two day conference (24th-25th March 2010) was attended by many DRM members and supporters from around the world who not only took part in the elections but discussed the progress of DRM technology and the challenges faced by the introduction of digital radio in general and DRM in particular. All members unanimously agreed that DRM has made great progress in the recent years including minimum receiver requirements, the extension of the DRM standard to include DRM+ and official adoption of the standard in Russia and India. The assembly urged receiver manufacturers not to overlook the growing demand for digital receivers and to bring appropriate products to the market.
The General Assembly is the largest decision-making body of the DRM Consortium which meets every two years for an extraordinary meeting to elect the governing bodies and representatives to oversee Consortium’s activities in spreading the use and take-up of DRM digital radio technology.

14 febbraio 2010

Tutta l'Alaska in DRM: parte Digital Aurora?

Benn Kobb, il mio amico americano esperto di politiche di gestione dello spettro delle radiofrequenze e consulente, mi segnala che il sito di Digital Aurora Radio Technology (DART) è stato aggiornato con fotografie e dettagli sulle frequenze di trasmissione della stazione sperimentale WE2XRH, autorizzata tempo fa dalla FCC per un test in modalità digitale DRM in banda HF. L'obiettivo di DART è coprire, in onde corte, lo stato artico dell'Alaska.
Secondo le informazioni pubblicate ora sul sito le trasmissioni sono già "on air" e l'aspetto quanto mai curioso è che l'operatore afferma di utilizzare (forse a scopi identificativi?) il codice Morse. «We are currently testing DRM on 4.85 MHz, 7.505 MHz and 9.295 MHz. In addition, we are broadcasting CW on 4.851 MHz, 7.511 MHz and 9.301 MHz. If you pick up our signal, let us know - we would like to hear from you.» Non mi sembra di aver visto segnalazioni, difficile dire se queste trasmissioni ci sono o no. Tra l'altro l'emittente afferma espressamente di utilizzare un tipo di antenna (NVIS, Near Vertical Incident Skywave) che utilizza la ionosfera come una sorta di ombrello, illuminando una zona centrata intorno al trasmettitore con un cono di radiofrequenza a riflessione quasi verticale. E' uno schema che certo non favorisce la propagazione a lunghissime distanze. Fatta la tara della brutta sensazione di vaporware che ho avuto leggendo queste informazioni, un progetto come quello delineato da DART non è poi così campato per aria. Coprire l'intera Alaska via radio richiederebbe un network di emittenti, link terrestri e satellitari, energia, soldi. Con le onde corte tutto questo diventa possibile con mezzi più limitati. Ma tutto dipende molto dal tipo di contenuti, dall'interesse che questi, insieme ai servizi associati al DRM, potrebbero suscitare negli ascoltatori. Resta su tutto l'incognita dei ricevitori, problema ancora irrisolto.