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07 settembre 2016

E due. All'IBC di Amsterdam l'annuncio di un secondo nuovo ricevitore DRM, il Gospell GR-216

Sono passati pochi giorni dalle prime rivelazioni riguardanti un nuovo modello di ricevitore predisposto per il sistema di radiofonia digitale DRM - Digital Radio Mondiale, e già arriva la notizia di un secondo ricevitore presto disponibile sul "mercato di massa". Il ricevitore, siglato GR-216, verrà prodotto da una azienda cinese dal nome un po' improbabile, Gospell, al momento conosciuta solo per i suoi set top box. Ma a chi come Radiopassioni segue questo settore da tempo praticamente immemore, non sfugge la coincidenza di una origine in comune: nel febbraio scorso Gospell ha infatti acquisito un concorrente chiamato Newstar Chengdu, produttore negli ultimi anni di ben due modelli DRM, il DR111 e DR212.
Nella sua storia prossima a diventare trentennale (i primi esperimenti con una versione preliminare dello standard Eureka 147, altrimenti noto come DAB, risalgono al 1988), la radio digitale ha raggiunto in poche occasioni livelli di penetrazione autenticamente compatibili con la definizione di mass market. Il DAB in questo momento è la tecnologia più diffusa a livello globale, in alcuni casi con popolazioni di qualche milione di ascoltatori. Anche i due sistemi americani terrestri e satellitare - rispettivamente HD Radio, non a pagamento e Srius XM, a pagamento - si può misurare in diverse centinaia di migliaia di apparecchi venduti o abbonamenti sottoscritti.
Il DRM, concepito a suo tempo (1998) dai costruttori di apparati come tecnologia "rivitalizzante" nell'ambito del broadcasting internazionale, in forte declino negli anni a ridosso della caduta del Muro di Berlino, non ha mai avuto neppure sfiorato queste cifre. In una dozzina d'anni di vita commerciale dello standard, ufficializzato dall'ETSI, i pochi ricevitori standalone prodotti da una manciata di costruttori hanno venduto - e solo a hobbysti molto motivati - un esiguo numero di esemplari. Insuccesso che non ha mai del tutto bloccato la lenta ruota del mulino di una nicchia di industria che a dispetto della evidente scarsità di componentistica, non ha mai smesso di riprovarci con una certa regolarità. Tra i primi ricevitori "di massa" ci fu il Morphy Richards, poi tanti altri tentativi fino al Newstar. Più recentemente ci ha provato un costruttore indiano, Avion, con un modello disponibile solo via Amazon India. E pochissimi giorni fa, in occasione di un meeting della HFCC, l'associazione globale dei broadcaster in onde corte, la presentazione del PantronX Titus II (i nomi, quando si tratta di DRM, sembrano quelli inventati per i film di James Bond 007), un dispositivo basato su tablet Android che se non altro desta proprio per questo motivo una certa curiosità. 
E adesso ecco il turno di Gospell, il cui comunicato diffuso nei giorni della fiera olandese IBC recita così:

GR-216 is equipped to receive DRM broadcast, as well as traditional FM with RDS and AM in medium wave band and shortwave band. Featuring a high performance DRM/AM/FM tuner, GR-216 provides noise-free reception of even the weakest stations. It supports the latest audio compression standard xHE-AAC and traditional HE-AAC as well as SBR and parametric stereo.
Besides the built-in whip antenna and ferrite bar antenna, dedicated AM/FM external antenna terminals with switch are located on the rear side of the radio, this will help those who live or work in a metal or concrete building and enjoy listening to a radio.
This unique radio will automatically turn itself on and initiate its emergency-tuning process when the Emergency Warning Broadcasting is engaged. The radio will enlarge its volume, flash the backlight, play siren sound and tune itself to the emergency program.
In addition to DRM program recording, AM/FM are also supported. Recorded program will be stored on the attached USB pen drive and can be played back on other devices such as a phone or a tablet. The GR216 also includes a scheduler which allows the user to schedule regular and unattended recordings for their favorite radio programme.
The built-in high-quality 3 inch full-range speaker with enlarged magnet provides outstanding audio performance and room filling sound. With the help of state-of-the-art audio processing technology, GR-216 includes separate bass, mid and treble tone controls and a graphics equalizer, users can tailor the sound to their taste. We’ve provided an output for headphones along with an audio output on the rear side of the radio for line recording or to connect GR-216 as a radio tuner to a home audio system.
As a tabletop radio, GR-216 features dual independent alarm clocks with sleep timer. The alarm clock allows for once, daily, weekday and weekend settings. The alarm can be adjusted to the volume you prefer with buzzer or radio stations. 

Caratteristiche interessanti, soprattutto il nuovo codec audio xHE, e un design che per una volta non ricorda un brutto giocattolo in plastica made in China. Non ci sono indicazioni di prezzo ma è presumibile che si aggiri intorno ai soliti 100, 150 euro. A parte il sospetto che continuando di questo passo il famoso mass market non sarà raggiunto da un costruttore capace di sfornare un milione di pezzi ma da un milione di costruttori incapaci di andare oltre qualche manciata di prototipi, resta un problema non marginale: ormai sono pochissimi  broadcaster attivi con trasmissioni digitali, i più impegnati sono gli enti statali di Romania, India e Nuova Zelanda. Il senso di tutto questo sfugge ai più, sembra diventata una strana partita tra broadcaster sicuramente non celebri per la loro governance e trasparenza interna, costruttori di trasmettitori HF, e un numero imprecisato, ma non elevatissimo, di ascoltatori. Pergiunta, in una fase storica in cui tutto lascia intuire che la radiofonia convergerà sulle future infrastrutture 5G.

15 settembre 2015

IBC Amsterdam, Digital Radio Mondiale ci riprova con l'India: annunciato un nuovo ricevitore consumer


Bisogna riconoscere al consorzio internazionale che promuove lo standard Digital Radio Mondiale una grande abnegazione nel perseguire un obiettivo - la "numerizzazione" della radiofonia in modulazione di ampiezza - che da un punto di vista commerciale e anche tecnologico, appare sempre più irraggiungibile. All'IBC di Amsterdam in questi giorni il consorzio ha presentato un nuovo modello di ricevitore DRM/AM/FM portatile e a costo contenuto (non si sa esattamente quale, perché il ricevitore, contrariamente a quanto annunciato dal comunicato, non si trova ancora sul sito indiano di Amazon). Il principale target commerciale del ricevitore è l'India, dove continua l'installazione di nuovi trasmettitori in onde medie di nuova generazione, già in grado di essere commutati sul DRM30 se solo ci fosse una audience in grado di sintonizzarsi sulle trasmissioni senza complicati adattatori interfacciati col computer. Recentemente si è svolta a Kolkata la cerimonia di inaugurazione del nuovo impianto onde medie di All India Radio. Un impiato DRM-ready, ma l'ente radiofonico è stao costretto a precisare che «due to non-availability of DRM receiver at affordable price, this new transmitter will transmit audio in analog mode for the time being. However, the transmitter can be switched over to simulcast mode or pure DRM mode at any moment.»


Il ricevitore a un affordable price potrebbe essere questo Avion AV-DR-1401 della Communications Systems descritto in dettaglio sul sito Avion Electronics ("the future is arriving", once again viene da dire)? Secondo la corrispondenza pubblicata dall'ottimo Davide Moro su Radioworld, entro l'anno il costruttore promette un primo lotto di mille apparecchi, seguiti nel 2016 da una seconda "salva" di produzione, molto più consistente. Non credo sia necessario ricordare al consorzio i principali dati demografici relativi all'India... Ancora una volta tra l'altro siamo in presenza di un apparecchio compatibile con l'FM analogica, mentre non ci sono tracce di un dispositivo realmente consumer orientato alla ricezione della versione DRM+ dello standard, quella che secondo il consorzio dovrebbe consentire la digitalizzazione nello spettro dell'FM analogica. 
L'aspetto esteriore del 1401 mi sembra leggermente meno grezzo e giocattoloso rispetto ai tentativi coreani di qualche anno fa, anche se si avverte chiaramente un'idea di design estranea ai grandi circuiti, persino a quelli low cost dell'industria cinese. Sull'ergonomia, con il tastierino messo di sghembo e staccabile, quasi replicare un telecomando tv, non posso ovviamente esprimermi, ma non intuisco niente di buono. Speriamo di poter organizzare presto qualche prova...
Ecco le specifiche riportate sul sito (non ho al momento informazioni sui chipset utilizzati) e qui c'è il testo del comunicato stampa:


  • 3.5” tft lcd
  • 320 by 480 resolution
  • Stereo speakers & headphones
  • FM: 87.5-108 mhz
  • DRM / AM: SW 2.3-27 mhz
  • DRM / AM: MW 522-1720 khz
  • adjustable tuning speed
  • adjustable mw step 9/10 khz
  • DRM AFS
  • MPEG audio signal
  • digital audio output
  • built-in li-pol rechargeable battery
  • 3.7 @ 6000 mah battery
  • 3.5 mm stereo headphone jack
  • SDcard slot
  • DRM audio input AAC+
  • external antenna jack 3.5mm
  • speaker size: 3.5” 4 ohms 3w
  • detachable remote control
  • 10 hour battery backup
  • dc in 5v 1000ma
  • DRM / AM /FM stereo reception
  • MW / SW / FM band
  • DRM journaline data
  • DRM scrolling text
  • DRM program recording
  • auto scan & manual tuning
  • DRM emergency warning
  • unicode character support
  • 100 station memory
  • music / photos playback from sd card
  • multiple language support
  • realtime clock
  • mot slideshow
  • service mode
  • DRM audio codec XHE-AAC (by Fraunhofer IIS) 

15 novembre 2014

TitanSDR: un pdf spiega i vantaggi della ricezione HF multicanale in applicazioni SIGINT

Nils Schiffhauer did it again. Ancora una volta il noto radioamatore-recensore ci sorprende con una approfondita analisi pratica delle funzioni di monitoraggio multi-canale (nello spettro HF) di un ricevitore SDR professionale - ma abbastanza abbordabile, il prezzo parte da valori inferiori ai 2000 euro  - di cui avevo sentito parlare solo di sfuggita: TitanSDR. L'aspetto sorprendente è che questo strumento, rivolto in modo esplicito al mercato dell'intelligence militare e civile, viene progettato e prodotto a Roma, da una società chiamata Enablia.
L'approccio utilizzato da TitanSDR è un po' diverso dall'ormai classica strategia del Perseus. Anche qui viene utilizzata una FPGA per la preselezione digitale dei canali da ricevere, ma a differenza di Perseus - che effettua la conversione diretta di un'intera porzione di spettro per poi andare a demodulare solo uno specifico canale - Titan implementa dei filtri digitali che acquisiscono uno o più canali di larghezza di banda fissa, consentendo così di monitorare/registrare più frequenze in simultanea. Una capacità che può essere preziosa per una stazione ricevente che deve sorvegliare contemporaneamente diverse frequenze fisse, come avviene per esempio nel campo delle radiocomunicazioni aeronautiche.
Nils ha provato TitanSDR acquisendo fino a 40 canali in simultanea,  con una varietà di software di decodifica. Il software di demodulazione di TitanSDR ha infatti una architettura a plug-in che gli permette di utilizzare direttamente programmi di SIGINT come Code-3 di Hoka Electronic o come Krypto500, dell'americana Comint Consulting, mentre altri programmi si possono utilizzare attraverso Virtual Cable. 



Il risultato delle sue osservazioni è stato condensato in un pdf di 25 pagine ricco di videate e esempio audio e video (visualizzabili con una versione recente di Acrobat Reader). Viene per esempio dimostrato come è possibile interfacciare TitanSDR con un programma di forecasting propagativo come Propman2000, un software basato sugli algoritmi di modellazione ionosferica VOACAP (ulteriori informazioni) per avere sempre un ascolto ottimizzato dentro a finestre temporali molto lunghe.
Come sempre, il lavoro di Nils Schiffhauer è di eccellente qualità e pieno di informazioni tecniche espresse in modo molto semplice. Nils riesce a dimostrare come la banda delle onde corte continua a essere un formidabile mezzo di comunicazione, efficiente e accessibile.

14 settembre 2014

IBC 2014, spunta una nuova radio DRM: viene dall'India per il potenziale mercato interno

All'IBC di Amsterdam l'altro ieri è stato presentato un nuovo prototipo di ricevitore DRM, è siglato AV-DR-1401 e lo produce il brand indiano Avion Electronics, del gruppo Communications Systems Inc. Bisogna ammettere che il sistema di trasmissione digitale DRM (Digital Radio Mondiale) ha una resilienza invidiabile. Oggi standard ETSI, il DRM è stato concepito una quindicina di anni fa per rimpiazzare la tradizionale modulazione d'ampiezza analogica per frequenze fino a 30 MHz. L'intenzione era lodevole: dare nuova linfa al settore delle emittenti internazionali che trasmettevano sulle onde corte - ormai all'inizio del loro travolgente e irreversibile declino - e al tempo stesso offrire una nuova possibilità alle infrastrutture e alle singole stazioni attive sulle onde medie. Il sistema funzionava, molti avevano dichiarato il proprio interesse e avviato dei testi, ma in tutto questo tempo il DRM non è riuscito a creare un mercato dei ricevitori degno di tale nome e i broadcaster internazionali, quasi tutti enti pubblici sottoposti a mille pressoni di budget, non hanno avuto la pazienza di aspettare una fantomatica iniezione di qualità e versatilità digitale in un medium chiaramente al tramonto. A parte qualche la notevole eccezione della Cina, le onde corte sono morte prima di poter diventare digitali e i pochissimi ricevitori che sono stati messi in commercio sono diventati praticamente obsoleti (le trasmissioni test in DRM proseguono, ma si tratta di poche ore giornaliere e hanno pochissima rilevanza).

C'è qualcuno però che sul fronte degli apparati in questi anni ha avuto un parziale successo: i pochi produttori che ancora soddisfano alla scarsa domanda di impianti di trasmissione AM. Un'industria in grado di rifornire sia modulatori in grado di adattare al digitale i trasmettitori analogici, sia nuovi impianti ibridi analogico-digitali. Considerando che il DRM necessita di trasmettitori molto più lineari di quelli normalmente utilizzati per la modulazione di ampiezza, è quasi inevitabile che i broadcaster interessati al discorso dell'AM digitale investano in trasmettitori di nuova generazione, per i quali il DRM diventa un'opzione molto accessibile. A un certo punto, qualche anno fa, è accaduto che due delle più importanti nazioni del mondo, Russia e India, dichiarassero il loro "commitment" in favore della modulazione d'ampiezza. L'India in particolare ha cominciato a investire in nuove infrastrutture, soprattutto per le onde medie, impegnandosi a far partire le trasmissioni digitali una volta che il pubblico fosse stato in grado di dotarsi di apparecchi riceventi compatibili. Come è finita? È finita che la Russia ha addirittura smantellato onde corte e onde medie, giudicate inutili, mentre l'India ha recentemente lanciato segnali contrastanti, lasciando intendere che la conversione al digitale non fosse più un obiettivo primario. In Brasile, in compenso, sono stati avviati recentemente dei test sulle onde medie.
Adesso ecco arrivare un'altra azienda - questa volta non taiwanese o coreana - che si dice pronta a rilasciare "nei prossimi mesi" un ricevitore AM digitale che sembra avere caratteristiche interessanti, inclusa la capacità di sfruttare le funzioni di trasmissione di informazioni testuali e visive (Journaline, Slideshows, ecc.) che rappresentano uno dei plus del DRM. Nei mesi scorsi per la verità c'erano stati dei rumors sul produttore cinese Tecsun, molto noto tra gli appassionati per le sue eccellenti radioline a onde corte, che sarebbe stato intenzionato a entrare nel mercato del DRM, ma non se ne è saputo più niente.  
Dell'AV-DR-1401 - le cui prime notizie risalgono allo scorso aprile - abbiamo soltanto una fotografia e qualche dichiarazione come sempre entusiastica dei dirigenti del consorzio che in barba alla lunga sequenza di flop commerciali cui è andata incontro questa tecnologia nel corso degli anni, continua a promuovere l'adozione dello standard. Si tratta come sempre di un annuncio e di un prototipo. Ancora non si conosce il prezzo e l'effettiva data di disponibilità. Sono andato a vedere sul sito di Avion Electronics e francamente le pagine che riguardano il piccolo catalogo di radioricevitori sembrano aver viaggiato indietro nel tempo di qualche lustro: tutti i modelli (analogici) sono anche a lettura di frequenza analogica e sono chiaramente orientati a un mercato con pochissimo potere di spesa. È possibile che un'azienda del genere, che può vantare solo una produzione di televisori di nuova generazione (incluse le smart tv e le 3D tv), riesca ad assicurare una produzione su larga scala? Chi ha progettato il nuovo ricevitore? Che componentistica è stata utilizzata per riuscire ad assicurare un prezzo che non può essere quello di un bene di lusso? Mi chiedo se il fornitore di chipset possa essere Analog Devices India, che anni fa aveva lavorato per il DRM e che dispone di processori per un tipo di modulazione abbastanza diversa dal DAB. Al momento le due aziende che sembrano in grado di fornire componenti e chipset sono NXP, con il co-processore SAF3607EL e l'israeliana Siano, una delle prime a specificare che i suoi processori sono aperti anche al DRM+, espansione dello standard predisposta per la trasmissione nelle VHF in sostituzione dell'FM analogica. 
Ma ancora una volte tutti i dubbi dovranno restare in sospeso. Io cercherò di contattare l'ufficio stampa del DRM Consortium, per adesso accontentiamoci della fotografia e del comunicato:

At IBC on Friday 12th September the DRM Consortium launched the first DRM AM model receiver produced in India for India and for global use. 

The AV-DR -1401 designed and produced by Communications Systems Inc under the brand name Avion Electronics of India (www.avionelectronics.in) is a digital DRM SW, MW, as well as analogue AM and FM receiver with stereo reception, offering some of the extra features that make digital superior to analogue: more choice in perfect sound (MPEG audio), multimedia applications and local interactive text and media (Journaline), automatic tuning by station, not frequency, emergency alert capability etc.
The receiver was unveiled at the first DRM ‘Pit-stop’ on Friday 12th September at the Ampegon stand (Hall 8:D35). It was subsequently showcased on Saturday 13th September at Thomson Broadcast, the second ‘Pit stop’ event and at the “tell and show” event organised by DRM Consortium member Nautel Ltd. At their session ‘Building to a Billion and Beyond’, Nautel representatives and other Consortium companies from India and around the world gave an update on the digital project in India and participants could sample the excellent sound of the new DRM receiver model.
Ankit Agrawal, Director of Communications Systems Inc which produced the new model was thrilled with the interest created by the DRM radio: ”Our receiver performed very well and its audio quality, extra features and ease of use received a lot of positive feedback. IBC participants particularly liked the extended battery life of the receiver and its emergency warning capability. With small adjustments we plan to make the receiver available for order in the next few months.”
Ruxandra Obreja, the Consortium Chairman, says that: “We are very pleased with the exciting announcement on this new Indian receiver. With sufficient orders and support it could do very well and start the receiver ball rolling demonstrating that global, green and extremely cost-effective DRM is not just the future of digital radio but a reality for listeners now.”
Other DRM members present at IBC are: Digidia, Fraunhofer IIs, GatesAir, RFmondial and Transradio

07 gennaio 2014

Etón a Las Vegas: l'industria dei ricevitori a onde corte continua a crederci

Ecco in rassegna i quattro ricevitori portatili annunciati oggi a Las Vegas da Etón. Prezzi variabili dai 50 ai 220 dollari e diversi fattori di forma, incluso il tascabile Mini. Le caratteristiche in comune sono la ricezione AM/FM-RDS. Il top di gamma, dal punto di vista dell'ascoltatore delle onde corte più impegnato, è ovviamente il Satellit, che riceve l'SSB di radioamatori e aerei e grazie alla demodulazione sincrona è in grado di ridurre notevolmente le distorsioni dovute al lungo viaggio compiuto dai segnali sulle onde corte. Trattandosi di un annuncio preliminare, l'acquisto vero e proprio sarà possibile solo con l'arrivo della primavera, data prevista per le prime disponibilità. 
Se mi è consentita una osservazione, trovo davvero sorprendente
la vitalità di un settore merceologico che pur essendo di nicchia continua a sfornare anno dopo anno una tecnologia sempre aggiornata, anche se in questo caso - come ha prontamente osservato un mio lettore - Etón è intervenuta in chiave soprattutto cosmetica, specie con il Satellit (un chiaro remake del Traveller G3). È comunque un sintomo di una volonta di inseguire acquirenti che non possono essere completamente fittizi. Purtroppo i broadcaster non sembrano tenerne conto, anche se bisogna ammettere che la crisi delle onde corte è molto legata all'assottigliarsi dei finanziamenti pubblici nelle varie nazioni.


Etón SatellitPaying homage to the features that have made Satellit radios the top performers in radio reception and audio quality for the past 50 years, the Etón Satellit receives every radio wavelength – AM(MW), FM with RDS, Longwave and Shortwave - at home and abroad, making it the ultimate travel companion. Take the news of the world wherever you go. Features include:


· Single Sideband (SSB) and VHF aircraft band
· A PLL dual synthesized conversion receiver so your AM signal comes in strong and clear
· RDS for FM which enables users to see your favorite stations' call letters, style of music and song title
· A Sync Detector, which lowers distortion and fading
· Ability to store up to 700 stations
· Line input to plug-in your favorite device
· Local and world time settings
· Rich orange LCD display
· Alarm clock, sleep timer and time backup

Specs & pics at : http://www.etoncorp.com/en/productdisplay/satellit


Etón FieldFeaturing AM(MW), FM with RDS and Shortwave radio features, the Etón Field boasts high-sensitivity, strong anti-interference and fine-tuning of stations, so they come in loud in clear, with low background noise and distortion. This portable radio, complete with carrying strap, has local and world time settings, alarm clock and sleep timer. The Etón Field even displays the temperature on its rich orange LCD display, ensuring you are always prepared while in the field.


Specs & pics at : http://www.etoncorp.com/en/productdisplay/field

Etón Mini – This compact radio gives you access to news and music from across the globe, right in your pocket, whether on an AM, FM or Shortwave frequency. The Mini's built-in digital tuner and internal and telescoping antennas easily identify stations, which can be viewed on the high-contrast digital display. The radio also features an alarm clock, sleep timer and earphone jack. Perfect to listen to the radio broadcast at your favorite sporting events.

Specs & pics at : http://www.etoncorp.com/en/productdisplay/mini

Etón Traveler III – The Etón Traveler III receives a multitude of radio wavelengths – AM(MW), FM with RDS, Longwave and Shortwave. Providing four options to tune the radio including auto, manual and Auto Tuning Storage (ATS), the Etón Traveler III also boasts internal and telescoping antennas to ensure your reception is clear and crisp. The Etón Traveler III can store up to 500 stations in the memory and the rich, orange LCD display allows you to see temperature and time. The perfect travel companion, the Traveler III also features an alarm clock and sleep timer.

Specs & pics at : http://www.etoncorp.com/en/productdisplay/traveler-iii

CES di Las Vegas: Etón festeggia i 50 anni del Satellit

Etón ha appena lanciato diversi nuovi modelli di ricevitori portatili al CES di Las Vegas. Tra questi Etón Satellit, che celebra il 50esimo anniversario del celeberrimo ricevitore Grundig. Il prezzo si aggira sui 220 dollari, una somma abbordabile considerando che il ricevitore copre onde medie e corte con ricezione sincrona e SSB, FM con RDS e Air Band VHF. A dopo per qualche dettaglio in più su questo e gli altri modelli.

04 dicembre 2013

Tecsun PL-880, ecco le prime prove del nuovo, avanzato portatile low cost

Stanno cominciando ad arrivare nelle mani degli appassionati di onde corte i primi esemplari del ricevitore portatile Tecsun PL-880, il successore del modello 660, una radio che ha accumulato un enorme consenso per l'eccezionale rapporto qualità prezzo e l'ottimo rendimento complessivo. Ne abbiamo parlato a settembre e poche settimane fa sono cominciati a spuntare i primi annunci di pre-vendita su eBay. La radiolina ha un aspetto ancora più professionale e elegante, ma deve rinunciare alla copertura dell'AIR Band (che rende ancora più simpatico il 660) e, a quanto mi sembra di capire, anche della ricezione AM sincrona (ma sembra potenziata la sintonia in SSB e i filtri frutto del trattamento DSP della media frequenza analogica). In ogni caso il prezzo, inclusa la spedizione per corriere, si aggira intorno ai 145 euro, che sono pur sempre un prezzo interessante (se l'FM avesse l'RDS lo sarebbe ancora di più).
Al momento la data di spedizione prevista è il 6 dicembre, ma come dicevo qualche primo esemplare è già stato preso in esame negli Stati Uniti, da dove è stato postato, come oggi mi segnalava Christian Diemoz, sul blog The SWLing Post un primo filmato in cui l'880 viene messo a confronto con il suo predecessore su una frequenza (i 9580 kHz di Radio Australia), che sulla costa est degli USA è molto interferita da Radio China International. Se posso esprimere un parere mi pare che il 660 si difenda egregiamente. Se fosse confermato che questa nuova proposta Tecsun non offre un significativo salto di qualità ed ergonomia, mi chiedo quale possa essere l'interesse del mercato hobbystico. Stiamo parlando di apparecchi progettati in Cina verosimilmente per l'immenso mercato interno, e quindi queste considerazioni possono apparire oziose. Adesso vedremo se davvero Tecsun darà seguito alle voci che la vorrebbero pronta a lanciare l'ennesimo tentativo nel finora sfortunato filone dei ricevitori portatili per le onde corte digitali dello standard Digital Radio Mondiale. Le prime notizie relative a questo inatteso sviluppo sono arrivate da Taiwan dal responsabile del programma PCJ Media, Keith Perron, ma non ci sono stati aggiornamenti. L'unico rammarico, dal mio punto di vista di vecchio ascoltatore delle onde corte, è che queste incredibili scatolette non esistevano ancora negli anni in cui potevano davvero fare la differenza in un mare di stazioni da ascoltare. Stazioni che oggi non esistono più.

27 settembre 2013

Da Tecsun imminente il successore del PL-660. Il nuovo 880 aggiunge la demodulazione DSP

Buone notizie per chi come me è utente molto soddisfatto del piccolo ricevitore portatile Tecsun PL-660, per onde medie e corte e dotato di SSB. Un ricevitore molto sensibile e suffientemente selettivo per discriminare segnali anche molto deboli dalle interferenze. Sarebbe ormai imminente il lancio del successore PL-880, che introdurrà finalmente la demodulazione DSP (il front end e la media frequenza sono tradizionali), offrendo probabilmente opzioni di filtraggio ancora maggiori. Sembra anche che il passo di sintonia, almeno in HF (certo sarebbe un peccato che se in onde medie non fosse così), sia di 10 Hz in SSB, immagino attraverso la rotella di fine tuning. Il sito Tecsunradio.com ha pubblicato le prime immagini ufficiali del ricevitore e della confezione. Ancora nessun dettaglio sui prezzi, ma mi aspetto che non sia troppo diverso rispetto ai circa 80 euro del PL-660.


20 agosto 2013

Ancora un flop per Digital Radio Mondiale: il ricevitore DR111 esce di produzione

Secondo Keith Perron, produttore di programmi radiofonici in onde corte che risiede da tempo a Taiwan, la produzione del ricevitore Digital Radio Mondial DR111 verrà definitivamente sospesa a causa del numero molto basso di apparecchi venduti (addirittura meno di 50 nell'ultimo anno). Il ricevitore, fabbricato in Cina dalla Chengdu Newstar, era in pratica l'unico apparecchio radiofonico "autonomo" capace di sintonizzarsi sulle trasmissioni digitali nel controverso sistema DRM, proposto oltre 10 anni fa proprio in chiave di possibile rilancio di un medium, le onde corte, oggi quasi completamente abbandonato. La scomparsa del ricevitore Chengdu non sembra deporre favorevolmente sul destino ultimo della tecnologia DRM, oggi utilizzata da una decina di broadcaster per un totale di poco più di 260 ore di trasmissione giornaliera (ecco la griglia di programmazione completa). L'interesse nei confronti del DRM sembra per il momento concentrato, geograficamente, sui piani di digitalizzazione delle trasmissioni domestiche in India, Russia e probabilmente Cina, tre aree del mondo in cui densità popolazione e superficie sono ancora forse conciliabili con l'uso di frequenze nelle onde medie e corte, due ambiti in cui il DRM offre interessanti spunti di qualità di ricezione e basso consumo.
Sul suo gruppo Fecebook PCJ Media and PCJ Radio, lo stesso Perron dà tuttavia una seconda notizia: se Chengdu smetterà di fabbricare le sue radio per le onde corte digitali, un altro produttore cinese molto più conosciuto tra gli hobbysti (e probabilmente tra il normale pubblico, specialmente in Cina) come Tecsun sarebbe pronto a rilasciare un ricevitore DRM ibrido e low cost. La nuova Tecsun "duale" (onde corte analogiche e digitali), potrebbe infatti costare tra i 70 e i 100 dollari, più o meno come il portatile PL660. Un prezzo praticamente dimezzato rispetto al modello proposto dalla Chengdu Newstar.
Lo scorso anno ho fatto parte della prima cordata di acquirenti del DR111 e naturalmente l'ho sottoposto a una serie di prove su strada, qui a Milano. Le mie impressioni su questa radio non sono tutte negative, il chipset utilizzato mi sembra anzi di buon livello. La sensibilità in onde corte analogiche è superiore a quella che ho avuto modo di riscontrare in altri ricevitori portatile di questa classe e anche in digitale il vero ostacolo è costituito dalla scarsità dell'offerta più che da difetti tecnici. Anche in un ambiente rumoroso come la mia città, il DR111 riesce a ricevere in entrambe le modalità con la sua sola antenna stilo. Vi propongo come esempio un breve estratto di ricezione dei programmi di All India Radio, dove tra l'altro emerge molto evidente il caratteristico problema delle onde corte digitali: un audio "a singhiozzo" al posto del sonoro ondeggiante, molto variabile per intensità, tipico dei segnali che si propagano per via ionosferica. A lunga distanza il DRM funziona così, quando il segnale RF scende sotto una certa soglia la ricezione si interrompe del tutto.


A fronte di un comportamento più che dignitoso in ricezione, il DR111 fallisce completamente sul versante dell'ergonomia. Il ricevitore progettato dagli ingegneri della Chengdu è estremamente macchinoso, le frequenze troppo difficili da impostare con una rotellina in plastica di dimensioni ridotte e quasi inutilizzabile. Probabilmente il difetto è anche legato alla diversa filosofia delle modulazioni digitali, le cui trasmissioni sono evidentemente "taggate" e riconoscibili dall'intelligenza del ricevitore. Purtroppo, pensare che un ricevitore a onde corte possa funzionare come un televisore, con la ricerca automatica, è a mio parere troppo limitante. Una radio digitale/analogica deve poter supportare la modalità di scansione completa della banda, ma deve anche dare la possibilità di sintonizzarsi subito sulla frequenza desiderata. Il DR111 è addirittura privo di tastierino alfanumerico. Ora non resta che aspettare i risultati del lavoro di Ricerca&Sviluppo della Tecsun, che forse potrebbe avere implementato la sua nuova soluzione sulla recente famiglia di chip annunciata da Silicon Labs (tradizionale fornitore della Tecsun per i portatili basati su DSP), la Si468x. La posta in gioco, per i pochi fautori del DRM che ancora sembrano credere nelle scarse chance di questo sistema, è molto elevata. L'arrivo, dopo tanti anni, di una generazione di ricevitori adeguati e convenienti, potrebbe determinare un interessante cambiamento di scenario.

25 gennaio 2013

CR-1 CommRadio, inatteso microricevitore analogico con DSP

Apre il primo di febbraio lo store on-line di un nuovo fornitore di ricevitori HF-VHF-UHF autonomi, portatili e (solo in parte) software based. Il modello "CR-1", proposto da CommRadio (ma il sito Web è registrato da AeroStream Communications, una azienda della Pennsylvania) costa solo 500 dollari, non richiede computer, è veramente piccolissimo, forse fin troppo miniaturizzato, e pur non essendo a tutti gli effetti una software defined radio così come abbiamo imparato a conoscerle, ha lo stadio di mediafrequenza realizzato in tecnica DSP. Diciamo una soluzione a metà strada tra un JRC 545 e un Tecsun basato su chip DSP SiLabs. Devo dire che mi sembra una soluzione molto interessante per il viaggio e le DXpedition sulla spiaggia. Stadio frontale simile al Palstar e demodulazione DSP. Leggendo però le specifiche mi sembra che il DSP sia ridotto al minimo ed è difficile capire se i filtri digitali sono o no personalizzabile (si parla genericamente di filtri pre-impostati ma con funzione di "override"). Probabilmente però vengono utilizzati algoritmi di filtraggio ottimizzati, a larghezza di banda fissa. A questo prezzo è interessante, se solo ci fosse qualcosa da sentire nelle onde corte. Però ci si può ampiamente consolare con le onde medie, un po' l'FM (lo step di sintonia è di 200 kHz, per la canalizzazione americana) e le VHF e UHF oltre che con le medie.

17 gennaio 2013

Trentino, il DAB+ c'è, con calma. Ma lo standard entra nel public domain

Anno nuovo radio nuova per la provincia di Trento, dove sembra che finalmente si stiano muovendo le cose con la sperimentazione DAB+. Mentre la RAI ha bandito una gara che dovrebbe concretizzarsi entro i prossimi tre mesi nel nuovo impianto che prenderà il posto delle attuale a standard DAB, il consorzio DBTAA è stato il primo a inaugurare un multiplex di undici emittenti (la lista è curata da FmWorld): Radio Anaunia di Cles, Radio Digi-One di Fiavè, Radio Dolomiti di Trento, Radio Gamma di Rovereto, la versione trentina di Radio Italia Anni ’60, Radio NBC di Bolzano, Radio Primiero di Imer, Radio RTT di Trento, Radio Südtirol 1 di Bolzano, Radio Tirol di Bolzano e Radio Trentino In Blu di Trento. Al momento si aspetta, oltre alla ripartenza della RAI, anche il lancio ufficiale del terzo consorzio commerciale, Digiloc, che dovrebbe accendere sul blocco 12D. ClubDAB, che nel convegno di presentazione tenutosi qualche mese fa a Trento era apparsa molto motivata, ha già attivato il blocco 12C con i flussi DAB+ di diverse emittenti: Radio Capital, Radio Deejay, M2O, R101, Radio 24, Radio Maria, Radio Radicale, RDS. 

Continua a deludere molto la strategia di lancio di un servizio che potrebbe avere un impatto molto significativo in termini di rinnovamento dell'offerta e che invece - colpevole anche un regolamento che obbliga i titolari di licenze analogiche a rispettare la norma del "simulcast" in digitale di almeno il 50% di programmazione ordinaria. A Trento, mi riferisce il country manager Pure in Italia Giorgio Guana, i rivenditori hanno promosso la vendita di ricevitori digitali e sembra che anche senza particolari annunci da parte delle emittenti le cose siano andate molto bene (si parla di migliaia di radio vendute, cifra che in una piccola città sarebbe davvero lusinghiera). Il momento continua a essere quello che è, il clima elettorale sicuramente non ci induce a occuparci di DAB, ma non vedo nessuna traccia di quell'entusiasmo, di quella voglia di proporre cose nuove, che dovrebbe precedere il lancio di una piattaforma nuova per il pubblico italiano.

Ormai si sa che radio digitale non significa soltanto audio di buona qualità (affermazione finalmente vera con le codifiche del DAB+). Uno dei servizi alternativi più interessanti è Journaline, un radiotext evoluto che permette alle stazioni di diffondere numerose informazioni testuali strutturate (non più sequenziali) e agli ascoltatori di consultarle con maggiore immediatezza. In Germania cominciano ad arrivare le prime radio compatibili con questo servizio, già adottato da una dozzina di emittenti DAB+. Terratec ha per esempio annunciato proprio in questi giorni Noxon Journaline, una radio DAB+/FM dal prezzo accattivante, 99 euro e 90. Sempre in Germania Kenowood annuncia anche la futura disponibilità di autoradio installabili in slot formato DIN, con almeno un paio di modelli intorno ai 130-150 euro. La buona notizia per i costruttori europei è che oggi, 18 gennaio 2013, scade la validità dei brevetti depositati da Philips con la tecnologia DAB e con essi le royalties che i fabbricanti di apparecchi riceventi devono versare ai titolari della proprietà intellettuale. Probabilmente dovremo aspettarci una riduzione dei prezzi. Per la Corea, invece, i brevetti scadranno il prossimo dicembre.

06 dicembre 2012

Revo e Geneva, le radio DAB diventano mainstream

Ci sono tutti i sintomi dell'accreditamento del concetto di radio digitale DAB tra le tecnologie "mainstream", quelle familiari a milioni di utenti (e acquirenti). Spinta dall'allargamento delle zone di copertura - dalla Norvegia, che sarà con tutta la proabilità la prima nazione al mondo a spegnere la radio analogica in FM, a grandi nazioni come UK, Germania, Australia, presto Francia e speriamo anche Italia, nell'imminenza del lancio del progetto di radio digitale in Trentino - nonché dall'arricchimento della scelta dei contenuti, il Digital Audio Broadcast registra un aumento geometrico del numero di marche e apparecchi immessi sui mercati.
I designer norvegesi di Skrekkøgle sono riusciti a costruire Plugg, un prototipo di radio DAB, utilizzando addirittura una stampante 3D. L'interfaccia è ultralineare, la radio si accende e si spegne con un tappo di sughero. L'idea è dimostrare un diverso concetto di interazione, ma quel che conta è il dispositivo con cui si interagisce è una radio digitale.

Plugg from Skrekkøgle on Vimeo.

Se Plugg può essere considerato un semplice esperimento, la britannica Revo e la svizzera GenevaLab attaccano direttamente il mercato finale con due apparecchi DAB tra loro molto diversi ma uniti dall'obiettivo di fornire una soluzione all in one. Revo Pixis è una radio DAB+/FM con display a colori touch e una navigazione che si limita a una unica grande manopola. Il prezzo suggerito di 99 sterline la colloca in una fascia di prodotti intermedia rispetto a Geneva WorldRadio, erede della grande tradizione anni 50 e 60 degli apparecchi "portatili" a onde corte. Ora le stazioni "di tutto il mondo" si ricevono via Internet e Geneva WorldRadio lo fa con un escamotage: il ricevitore non integra l'elettronica per la ricezione e la decodifica diretta degli stream radiofonici Web, ma la sua interfaccia Bluetooth permette di sintonizzare WorldRadio sullo stream ricevuto dallo smartphone o dal tablet. La funzionalità radiofonica copre le frequenze e le modulazioni del DAB+ e dell'FM con RDS. Unico difettuccio di questa soluzione è un prezzo di 349 euro che non è propriamente regalato, ma è giustificato o almeno spiegabile con la presenza di due stadi di amplificazone, uno analogico per l'FM, l'altro digitale per gli streaming audio ricevuti via Bluetooth. Un particolare interessante: tanto la scozzese Revo che la ticinese (la sede è a Balerna) GenevaLab, sono evidentemente interessate al nostro mercato. Il manuale della Pixis è in lingua italiana, mentre Geneva WorldRadio ha un distributore milanese. Sounders, che ha anche un accattivante sito Web.

12 novembre 2012

Reuter Elektronik, SDR PC-free da sogno. Ma non per tutte le tasche


Si sa abbastanza poco dal punto di vista dell'hardware interno e tutta la documentazione sul sito sembra solo in tedesco, ma i ricevitori SDR a campionamento diretto, con controllo integrato (non c'è bisogno di PC) e già previsti per il rack mounting prodotti dalla Reuter-Elektronik di Dessau-Rosslau sembrano molto interessanti. Autentiche DX machine per utilizzatori esperti e esigenti. Sono di conseguenza apparecchi molto costosi. Il modello HF RDR54, altamente modularizzato (previsti per esempio un modulo per la trasmissione e un converter per le VHF), parte dai  3.550 euro, la versione senza tastiera numerica e funzionale RDR50 non scende comunque sotto i 1.950 euro. 

Ancora più costoso è il nuovissimo RDR 160, pensato proprio per le VHF, anche come tuner FM stereo di altissimo livello. Annunciato qualche tempo fa la disponibilità del 160 (con copertura fino a 160 MHz) dovrebbe essere imminente e il prezzo è già stato fissato a 4.500 euro.

13 ottobre 2012

Lingo iMini, DAB e FM per iPhone/iPad in pochi grammi on the go

Sono rimasto in sospeso per diverso tempo con la recensione di un dispositivo per la ricezione della radio digitale DAB/DAB+ (e FM con RDS) su iPhone/iPad che ho acquistato per corrispondenzatTT e ho avuto modo di provare in diverse Dlocation durante le mie trasferte, iItalia e in Svizzera. Si tratta di un piccolo ricevitore per 30-pin connector prodotto dalla taiwanese Lingo e battezzato iMini. Mi è costato 60 euro inclusa la spedizione postale e l'ho ordinato direttamente da sito Web britannico del costruttore, all'indirizzo http://www.lingodab.co.uk/product_imini.php (sul fondo della pagina si trova un pulsante per il pagamento tramite Paypal). Non ho effettuato l'ordine così alla cieca, ho prima cercato un contatto mail e ho ricevuto una cortese risposta da Tinna Chen, che mi ha spiegato come il prezzo indicato sul sito includesse le spese e mi ha persino chiesto (avevo ovviamente indicato il mio interesse per una recensione di iMini) se poteva interessarmi provare anche la radiolina tascabile DAB Lingo iJoy, che mi è puntualmente arrivata e che recensirò la prossima volta. Non credo che al momento sia possibile ordinare iMini in altro modo in Italia. Sul sito lingodab.co.uk è riportata una lista di distributori in diverse Nazioni asiatiche e europee, ma l'Italia non c'è.

In ogni caso iMini e iJoy sono arrivati senza dazio nella loro busta al mio indirizzo di Milano e le confezioni erano intatte. Il dispositivo per iPhone è poco più grande di un normale connettore, è piatto e pesa pochissimo. L'uso di iMini su smartphone e tablet iOS richiede l'installazione della app Lingo DAB Go! Prelevabile gratuitamente su App Store. L'ascolto richiede l'auricolare da inserire nella presa audio di iMini e il file fa anche da antenna, sia per il DAB, sia per l'FM. Con DAB Go! potete effettuare una scansione dello spettro DAB in banda III (niente banda L, ma le frequenze, si sa, sono a rischio) oppure sintonizzare manualmente le stazioni FM e persino accedere alle radio su Internet attraverso il database di canali Shoutcast, che comprende anche diverse emittenti italiane.

La ricezione radio è integrata dalla decodifica de tipici metadati della radio digitale (DLS e slide show per il DAB) e dell'RDS per l'FM analogico. Quest'ultimo richiede un segnale abbastanza intenso e consente di visualizzare il nome della stazione, il tipo di programma e il radiotext. La sensibilità di iMini mi sembra molto buona in FM e il passo di sintonia è di 50 kHz. Naturalmente il problema è la mancanza di una vera e propria antenna, ma considerando che questa è una soluzione rivolta espressamente all'ascolto in mobilità, o come sottofondo mentre si utilizza iPhone o iPad per fare altre cose (l'autonomia della sorgente audio consente di mettere in primo piano altrenapplicazioni), direi che l'efficienza del piccolo ricevitore è più che accettabile. La qualità del suono, da fonti analogiche o digitali, è anzi ottima (peccato per il noise ground che mi sembra un po' più elevato del solito, specie per l'ascolto della musica classica) e la selettività dell'FM migliore di molti apparecchi tradizionali.

Nello specifico del DAB, iMini effettua una prima scansione memorizzando sul dispositivo (!) le liste dei multipli ricevibili. Giunti in una località diversa, una nuova scansione non rimuove i nomi memorizzati ma ne aggiunge altri in calce all'elenco. In questo modo la lista finale conterrà dei duplicati, ma per chi viaggia c'è la possibilità di ritrovare le stazioni già scansite e per me questa opportunità è interessante. Le stazioni preferite possono essere salvate con un semplice tap in una lista a parte. Un'altra funzione utile è la visualizzazione di tutte le informazioni sulle caratteristiche delle stazioni di un determinato multiplex, inclusi frequenza di ricezione, bit e sample rate, nome dell'ensemble, tipo di programma, nome del brano trasmesso (sempre che i metadati siano disponibili).

L'applicazione DAB Go! offre qualche interessante aggancio per gli appassionati di social network. Un link diretto a Facebook e Twitter permette di condividere attraverso il profilo personale i nomi delle stazioni ascoltate. Dall'interno della app si può accedere anche a You Tube, ai file mp3 del telefono o del tablet e a un orologio che visualizza anche il meteo della località in cui ci si trova.

Nel complesso, Lingo iMini è un dispositivo soddisfacente, non economico ma nemmeno troppo costoso. Mi sembranche possa dare il suo meglio a chi lo utilizzi nel corso delle trasferte di lavoro o in vacanza, situazioni in cui con le sue dimensioni assolutamente ridotte può supplire all'assenza di un chip per la ricezione della radio nell'iPhone e può sostituire una radiolina più ingombrante. Lingo produce anche una versione solo FM di iMini, un ricevitore DAB integrato in una batteria aggiuntiva per iPhone (il dispositivo si chiama iRis), il ricevitore da taschino iJoy e il nuovo iVy, un ricevitore FM/DAB grande come un lettore mp3 e gestibile via Bluetooth, sia da dispositivi iOS, sia da Android, con la possibilità di ricevere via Bluetooth brani da altri apparati. Per una prova di iJoy restate sintonizzati su questo blog. Ho messo insieme alcune foto e videate prese durante la mia prova di iMini e per non occupare spazio qui le ho caricate su questa cartella condivisa su Dropbox

 

 

 

 

 

 

 

 

20 maggio 2012

HD Radio (e FM analogica) per iPhone: buona qualità ma scarso interesse

Se avete un iPhone o un iPod, viaggiate negli Stati Uniti per lavoro (o per svago) e vi piace ascoltare la radio, potrebbe essere divertente acquistare per pochi dollari su eBay un giocattolino con cui è possibile farsi un'idea di come funziona HD Radio, il sistema di radio digitale che da qualche anno Ibiquity cerca - con parziale successo - di diffondere nella piazza radiofonica USA. Si tratta di un piccolo ricevitore compatibile sia con l'FM analogica sia con il digitale di HD Radio e controllabile da iPhone/iPod prodotto per "Gigaware", uno dei brand del gruppo Radioshack, la famosa catena di negozi di elettronica e consumer electronics. Gigaware Navigation Controller è un "dongle" per la porta docking di iPhone e pur essendo un ricevitore autonomo, con una propria presa per cuffia, viene alimentato dallo smartphone e va usato in abbinamento con la HD Radio App che si può prelevare gratuitamente sull'iTunes Store (anche nella versione italiana). Il fatto di poter ricevere l'FM con RDS può essere considerato comunque un vantaggio per un utente iPhone (notoriamente refrattario alla ricezione radio integrata), ma c'è un problema non indifferente: il dispositivo Gigaware è molto funzionale ma il passo di sintonia da 200 kHz è preimpostato sulle frequenze americane, a partire dagli 88,1 MHz e sui successivi decimali dispari. Qui in Europa, con il passo a 100 kHz, si rischia di essere fuori frequenza una volta su due.
In attesa di poterlo provare oltre-Atlantico, mi sono accontentato di qualche prova limitata alle frequenze FM locali e anche in questo caso ho potuto rendermi conto della qualità della componentistica che Ibiquity è riuscita a mettere a punto per la sua modulazione ibrida. Il ricevitore, di forma quadrata, è più o meno grande come un iPod Shuffle, ma offre una resa audio davvero convincente.
Una volta caricata la HD Radio App e inserito il Controller nella porta dell'iPhone lo schermo visualizza una interfaccia grafica anche lei abbastanza simile alla rotella dell'iPod: facendola girare si comanda la sintonia della radio (la frequenza può essere impostata anche agendo sul pulsante fisico del dispositivo). Sempre sullo schermo dell'iPhone compariranno le informazioni RDS (nel caso dell'FM analogica). Quando il segnale sintonizzato è digitale vengono visualizzate anche le informazioni sui canali addizionali previsti dal sistema Ibiquity. Il ricevitore Gigaware è inoltre compatibile con il tagging di HD Radio, la funzione che consente di applicare un segnalibro virtuale ai brani musicali ascoltati e di acquistarli in seguito su iTunes. Il tagging avviene anche da un pulsante soft dell'interfaccia grafica della HD Radio App, la quale consente inoltre di inviare via mail, Facebook e Twitter, le informazioni sulle stazioni ascoltate.
Come ho già detto la qualità di ascolto è di ottimo livello, il piccolo Controller appare nettamente superiore ad analoghi dispositivi analogici di dimesioni così ridotte. La sensazione è che il merito sia dei componenti che Ibiquity è riuscita a immettere sul mercato. La radio digitale targata HD Radio funziona straordinariamente bene, almeno sul piano dell'ascolto, della qualità e dell'ergonomia dei terminali utente. Ciò nonostante, il livelli di adozione sono ancora molto deludenti, la digitalizzazione delle stazioni AM è praticamente un flop e i negozi nel complesso hanno venduto pochi apparecchi. Gigaware Navigation Controller ha fatto il suo debutto nel 2009 e allora costava 80 dollari. Oggi su eBay lo potete trovare per 10 o 20 ed è diventato piuttosto difficile trovare ricevitori HD Radio nuovi, nonostante le ottimistiche affermazioni del sito Ibiquity che riporta un lungo catalogo di marche compatibili. Bastano pochi click per rendersi conto che spesso gli apparecchi non sono acquistabili. Portatili, radio da tavolo, componenti Hi-Fi a prezzo basso sono di scarsa reperibilità: ormai sembra che i costruttori siano molto poco interessati a servirsi degli ottimi chip Ibiquity. Per acquistare un apparecchio HD Radio non resta che rivolgersi al mercato dell'usato o del discount.
Che prospettive ci sono per la radio digitale negli USA e nelle altre nazioni, incluso il Messico, che hanno manifestato interesse in questa tecnologia? Uno studio di un consulente specializzato nel mercato automotive, J.D. Powers, rileva ancora un forte interesse da parte degli automobilisti: HD Radio è la tecnologia più citata dai nuovi acquirenti di un'auto, ancora prima di novità come i radar anticollisione . Forse la cosa ha più senso di quanto sembri, visto che in esterno la ricezione del segnale digitale sembra essere più agevole, mentre all'interno delle case i ricevitori finiscono spesso per doversi agganciare ai segnali analogici e questo non è certo in incentivo all'acquisto. Se i chip per la radio digitale verranno integrati a bordo delle nuove automobili o nelle autoradio per l'after market, HD Radio potrebbe ancora avere delle chance, ma è lecito nutrire qualche dubbio. Per la radio digitale, almeno degli Stati Uniti, è davvero molto dura, anche se la tecnologia funziona, in apparenza, molto bene.

13 maggio 2012

Ricevitori da tavolo: resiste il mercato dei "communication receiver" analogici

Il fatto che ancora oggi continuino a uscire ricevitori per onde corte per uso fisso e di tipo analogico costituisce di per sé una notizia. Alinco, storico marchio giapponese normalmente associato a scanner e ricetrasmettitori palmari per uso nautico e radioamatoriale, propone un "communication receiver" all-modes (AM/SSB/FM) che copre da 150 kHz (e qualcosa anche sotto) a 35 MHz. Il modello DX-R8E fa da pendent al ricetrasmettitore HF SR8 a bassa potenza e adotta il classico disegno a doppia conversione analogica con prima media frequenza a 71 MHz e seconda a 455 kHz. Oltre alla selettività stretta in media frequenza (2,4 kHz ceramici) ha un filtro audio da 500 Hz utile per il CW amatoriale e per i radiofari. Unica concessione alla modernità, a parte il display dal design contemporaneo e la lettura a 10 Hz, è l'uscita analogica I/Q che può essere utilizzata per effettuare analisi e demodulazioni con le varie piattaforme SDR per personal computer. Il prezzo è tutto sommato abbordabile, dai 450 dollari americani (per una versione che limita la ricezione a 30 MHz) ai circa 600 euro in Europa. Dal video su You Tube sembra di capire che la resa audio è abbastanza piacevole.

12 maggio 2012

Labirinto SDR, prove di catalogazione, le novità non si fermano

La nicchia di mercato della Software Defined Radio per applicazioni di radiascolto e ricetrasmissione dilettantistica (c'è anche il comparto professionale civile e militare, ma lì le polemiche se ci sono non emergono) è quanto mai vivace. Mentre si è creato un imponente clima di attesa sull'applicazione Studio 1 dell'italiana SDR Applications, presentata in anteprima alla fiera ham radio di Pordenone, ogni giorno ha la sua piccola o grande novità, aggiornamento, upgrade. Si va dalla nuova versione, la 0.92, del software Sodira, un demodulatore SDR che decodifica anche il Digital Radio Mondiale ad aggiunte e modifiche apportate a piattaforme già consolidate, come PMSdr dell'altoatesino Martin Pertner (commercializzato da RF System sul cui sito è disponibile anche una interessante versione modificata della scheda audio esterna Soundblaster X-Fi) e SDR-4 dell'inglese Cross-Country Wireless. Mentre su eBay spuntano e subito vanno a ruba per merito di un prezzo molto aggressivo, alcuni esemplari del ricevitore SDR a campionamento diretto e interfaccia Ethernet "Andrus", realizzato da un esperto di number station, le stazioni spia, dell'Estonia. Andando ancora più a est, senza che si sia placata la sensazione destata dal ricetrasmettitore a campionamento diretto SDR Zeus ZS-1 "made in Sankt Peterburg" ecco arrivare sui cataloghi online della russa Expert Electronics, un ennesimo SDR QSD costruito a Taganrog, sulle coste del Mar d'Azov. Il brand dei ricevitori caucasici comprende una linea di prodotti SunSDR (con un transceiver radioamatoriale modello EE-SUNSDR-15M1S e un ricevitore multibanda) e addirittura un nuovo software di demodulazione, ExpertSDR che completamente nuovo non dev'essero dato che da quasi due anni viene presentato in alcuni filmati You Tube (come questo).
Si rischia ormai di perdere il conto di un filone che solo per la parte dei front zero-IF/QSD (campionamento in quadratura), comprende ormai - secondo la meticolosissima lista di Ken Hopper, N9VV splendidamente affiancata dall'elenco realizzato da Alan Reeves G4ZFQ con tutti i principali progetti software SDR per la demodulazione attraverso la scheda audio del PC - è arrivata alla cospicua cifra di oltre 60 progetti, tra kit, ricevitori finiti e software assortiti.

02 maggio 2012

A cup of DAB: per i suoi 10 anni Pure veste la radio con la Union Jack


Un look che più British non si può per la radiolina DAB "celebrativa" che Pure mette in vendita in edizione limitata, per festeggiare i dieci anni della messa in commercio di "Evoke", la prima radio digitale per il mass market a scendere sotto le 100 sterline di prezzo. Nell'anno delle Olimpiadi di Londra e del giubileo di diamante di una Regina che nel 2016 potrebbe battere il record della sua ava Vittoria, Pure si attesta poco sotto le 150 sterline per un ricevitore digitale DAB/DAB+ e FM con display OLED e corpo in simil pelle dall'inconfondibile tema "Union Jack", la bandiera dell'impero britannico.
Un certo numero di esemplari di Evoke Mio Union Jack, dovrebbe essere disponibile anche qui in Italia, senza bandiera italiana ma con regolare bollino dell'Associazione ARD.

Brionvega e Bose, due autorevoli "griffe" sposano la radio digitale DAB+ E AGCOM?

Due brand dell'hi-fi come Brionvega e Bose sposano la causa della radio digitale con prodotti dall'inconfondibile design "retró" ma di grande prestigio. In effetti Radiocubo.it Brionvega, oggi inserito in un contesto più ampio di sistema audio modulare compatibile con il DAB+, con i canali in streaming delle Web radio e con iPod, è stato annunciato nel 2010, ma il 23 aprile scorso Brionvega ha lanciato su diversi canali Sky e su alcuni canali del digitale terrestre una campagna promozionale basata su un suggestivo spot in cui il design e la qualità digitale vengono coniugati alla grazia coreografica di una ballerina classica. Radiocubo, modello ts525, segna in modo particolare il rilancio di un marchio italiano di enorme prestigio rivitalizzato dal gruppo industriale Sisvel. Sullo store online Brionvega Radiocubo.it costa 549 euro con telecomando e docking station per iPod/iPhone.

Stessa ottica modulare anche per Bose, che da ieri ha reso disponibili le nuove versioni di Bose Wave Radio e Bose Wave Music System, due prodotti-simbolo anche per l'azienda americana fondata nel 1964. A bordo dei due apparecchi, c'è un nuovo sintonizzatore AM/FM, che consentono a Wave Radio III e a Wave Music System III di ricevere, insieme alle stazioni radio analogiche, i segnali delle emittenti DAB, DAB+ e T-DMB, con tutti i vantaggi in termini di qualità musicale e le informazioni aggiuntive che rendono l'ascolto ancora più completo. A differenza di Brionvega Radiocubo.it, però, la gli apparecchi non integrano una interfaccia di rete: per ascoltare podcast e stream da Internet bisogna passare per il "Wave Connect Kit", la docking station per dispositivi iPhone/iPod, o l'interfaccia Bluetooth con il tablet o il pc, i quali provvedono a stabilire la connessione con il Web.
L’azienda ha migliorato anche la praticità dei prodotti, introducendo ad esempio sulla parte superiore dell’unità un touch pad che può essere utilizzato per l’accensione e lo spegnimento del sistema e per il posticipo della sveglia (che ha un doppio allarme per poter impostare differenti orari, con diversi volumi e fonti).
Secondo Santiago Carvajal, business director per la linea dei prodotti Bose Wave, quesi apparecchi sono diventati due dei prodotti d’elettronica di consumo più longevi e apprezzati dal pubblico. «Li abbiamo aggiornati con nuove funzioni e accessori, migliorandoli per poter fruire di radio e musica digitale senza però rinunciare alle emozioni che il loro look riesce ancora a evocare».
Il Wave Music System III integra un lettore CD a caricamento frontale ed entrambi i sistemi includono una periferica ausiliaria per connettere smartphone, iPod, HDTV o il proprio computer. Entrambi i sistemi offrono un ingresso Bose Link per la connessione a diversi accessori:
  • Adattatore Wave Bluetooth per la trasmissione della musica senza fili da computer o da altri apparecchi che supportino questa tecnologia;
  • Wave Connect Kit per il dock-and-play con iPod o iPhone;
  • Wave Multi-CD Changer per l’ascolto di tre dischi senza interruzioni.
Qualunque sia la sorgente, la performance audio di questi prodotti rimane uno standard per i sistemi da tavolo. La Wave Radio III e il Wave Music System III offrono un suono fedele e naturale, combinando un altoparlante dalla tecnologia a guida d’onda brevettata, che garantisce bassi profondi e ricchi, con il sistema proprietario di elaborazione del segnale digitale per una maggiore precisione del suono su tutte le frequenze e a tutti i livelli di volume.
La linea Wave fu introdotta dal Amar Bose nel 1993 e ha rappresentato un’innovazione assoluta. Per la prima volta, infatti, una piccola radio da tavolo poteva offrire le performance tipiche di un sistema sonoro molto più grande. Nel 2004 Bose ha introdotto il Wave Music System, caratterizzato da migliori performance audio, lettore CD integrato e nuove funzionalità. Da allora Wave Radio e Wave Music System sono stati aggiornati con miglioramenti all’acustica, altre funzioni e nuovi accessori.
Wave Radio III e il Wave Music System III sono disponibili solo da Bose dal 2 maggio 2012, rispettivamente al prezzo di € 499.95 e € 699.95. Sostituiranno gli attuali Wave Radio e Wave Music System. Wave Radio III è disponibile negli allestimenti bianco platino o grigio grafite, mentre il Wave Music System III è disponibile in argento titanio, bianco platino o grigio grafite. Gli accessori come il Wave Multi-CD Changer (€ 349.95), l’adattatore Wave Bluetooth (€ 149.95), e il Wave Connect Kit (€ 149.95) saranno venduti separatamente. La Wave
Radio III, il Wave Music System III e i loro accessori sono in vendita in tutti i negozi retail Bose, su www.Bose.it e telefonicamente al numero verde 800-906042.
In definitiva sembra proprio che il mercato dei terminali utente stia reagendo in modo molto "proattivo" ai segnali di rilancio delle infrastrutture DAB+ in Europa e nel mondo. Diventa così ancora più preoccupante la nebbia di incertezza che avvolge i progetti di crescita della radio digitale in Italia. A questo proposito non mi sento di rallegrarmi per quello che ho letto - anzi, sarebbe meglio dire non ho letto - sul rapporto di fine mandato che il presidente di AGCOM Corrado Calabrò ha rilasciato oggi sul sito Web del nostro regolatore. Vengo a sapere che il tanto decantato Catasto delle Radiofrequenze sancisce la presenza di 263 impianti di radio digitale nel 2011 (che cosa vorrà dire "impianti attivi" nel caso del DAB, numero di multiplex, numero di canali complessivamente disponibili nei multiplex?). Ma non mi pare di leggere niente sulla transizione verso la radio numerica, su un definitivo piano di assegnazione dei multiplex ai richiedenti. Niente che sia minimamente paragonabile all'impegno regolatorio e industriale manifestato recentemente dai tedeschi. Mai nulla di chiaro, di scritto in lingua italiana: le solite considerazione da burocrati che non trovano più posto neppure nel linguaggio della politica europea.
Né Bose né probabilmente Brionvega avranno difficoltà a vendere le loro eleganti radio in Australia, in Germania, in Svizzera, in UK ma perché dobbiamo a tutti i costi perdere l'ennesimo treno, anche se meno decisivo di altri?

14 aprile 2012

Newstar DR111, le onde corte digitali ci provano ancora

Una "first impression" del ricevitore per onde corte digitali DRM DR 111 della Newstar Electronics è appena stata pubblicata sul blog specializzato DRM NA Info.
Molti shortwave listeners sono interessati a vedere come andrà a finire con questo ennesimo tentativo commerciale, dopo le grosse delusioni dei primi modelli usciti in questi anni. In teoria il ricevitore cinese Newstar dovrebbe essere disponibile per tutta Europa entro aprile, almeno a quanto mi ha confermato un messaggio ricevuto dal distributore tedesco, PFS Digital Radio. Il prezzo per l'apparecchio comprensivo di tasse e spedizione, è di 179 euro con trasferimento bancario (in pre-ordine, con garanzia informale che se la spedizione non avverrà i soldi verranno restituiti). Sono già disponibili il manuale utente in inglese e uno spreadsheet con alcuni valori di sensibilità/selettività.
Negli ultimi mesi la sperimentazione del DRM da parte dei broadcaster ha subito qualche ridimensionamento, a causa dei tagli apportati alle ore complessive di trasmissione (analogica o digitale che fosse). Resta l'interesse manifestato da Russia e India per le loro trasmissioni interne, ma non credo ci saranno segni concreti di adozione su larga scala senza un reale impatto sul mercato dei ricevitori. Un altro pianeta tutto da esplorare è rappresentato dalle prospettive ancora incerte dell'eventuale adozione del DRM+ nelle frequenze 88-108 in sostituzione della FM analogica.
Il silicio di questo modello Newstar dovrebbe rappresentare un segnale di discontinuità rispetto al passato. Il marchio cinese CDNSE ChengDu NewStar Electronics, era dietro l'avventura, del ricevitore digitale Uniwave, oggi scomparso dai radar, ma siamo ancora lontani da una massa critica di ricevitori. In teoria il partner CDNSE dovrebbe essere la Mirics (i due avevano annunciato una collaborazione già nel 2007, sulla base di quella che oggi dovrebbe essere l'architettura Mirics FlexiRF), ma è difficile dire quali chipset siano stati adottati per questo DR111. Dal punto di vista del marketing, pesa l'incognita DRM+: il ricevitore NewStar è digitale solo nella parte onde corte e medie (DRM30) e non si sa nulla dell'eventuale evoluzione digitale della parte FM. E' praticamente impossibile immaginare da parte dell'industria della radio FM una adozione su scala non limitata del DRM+ senza che il mercato offra qualche possibilità di ricezione a livello con apparecchi stand alone. Alla scorsa edizione del salone IBC di Amsterdam era stato presentato un prototipo di una chiavetta USB per la ricezione DRM+ sul computer, ma non si è saputo altro sulla tempistica e niente si sa sull'eventuale possibilità di effettuare un upgrade del DR111 per renderlo compatibile con il DRM+
Per quanto uno si sforzi di essere ottimista, le prospettive dello standard DRM non sono incoraggianti. Anche leggendo le osservazioni del Broadcasting Board of Governors in merito ai volumi di ricevitori a onde corte convenzionali effettivamente in funzione, non credo proprio che per l'emittenza internazionale il DRM possa rappresentare, ormai, una ragione solida per il mantenimento di servizi che vengono sospesi a prescindere. Un singolo ricevitore da 200 dollari non cambiano di molto le potenzialità del mezzo nelle aree più povere e politicamente critiche né del resto una radiofonia internazionale in qualità digitale sembra avere molte possibilità di scatenare l'interesse da parte degli ascoltatori nelle nazioni evolute.