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30 ottobre 2014

A Roma (4-5 novembre) tutto il mondo della radio digitale: Pure sale a bordo dell'automobile.


A Roma il 4 e 5 novembre si tiene l'edizione 2014 della "General Assembly" del WorldDMB Forum, la conferenza mondiale della radio digitale. Il nutrito programma prevede due appuntamenti davvero sostanziosi nella giornata del 5, quando i partecipanti all'evento faranno il punto sulle prospettive di mercato in italia e sul futuro "senza FM" delle nazioni che stanno per decidere o hanno già fissato un percorso di definitivo passaggio alle infrastrutture radiofoniche numeriche (Norvegia, UK, Svizzera) o in cui lo standard DAB, Digital Audio Broadcasting, sta avendo particolare successo (Australia, Danimarca, Germania). L'appuntamento è al Crowne Plaza St. Peter's Hotel sull'Appia Antica.
Non mancheranno gli annunci dell'industria dei ricevitori, con un occhio particolare al tema del digital car radio. La britannica Pure presenterà Highway H250S e Highway H270SB – due avanzate autoradio 1 DIN caratterizzate da un sintonizzatore che, oltre a ricevere il segnale AM ed FM, riceve anche la DigitalRadio a standard DAB e DAB+. Entrambi i modelli Pure offrono un’ottima qualità del suono e dispongono di una porta USB per collegare iPod/iPhone e altri dispositivi per la riproduzione di playlist. Highway H270SB offre in più la connessione Bluetooth sia per lo streaming della musica che per telefonare. Highway H250S e Highway H270SB dispongono dell’innovativa funzione “Service following”: in caso di perdita di segnale, un utente all’ascolto di una stazione DAB verrà risintonizzato automaticamente sulla medesima stazione radio, con la migliore ricezione disponibile o, in alternativa, su una stazione radio digitale simile (se l’informazione è trasmessa dall’emittente). Qualora la stessa stazione (o simili) non fosse disponibile in modalità DAB, Highway tenterà di trovare la stessa stazione in modalità  FM. Ritornando in un’area dove questa stazione è di nuovo disponibile in DAB, Highway passerà automaticamente dall’FM al Digitale. 
Pure disponeva già di una soluzione pensata per tutte quelle autovetture ove la sostituzione dell’autoradio (1 DIN) non è possibile perché la radio è completamente integrata all’interno del veicolo. Le autoradio Pure Highway H250S e H270B si aggiungono infatti al convertitore esterno Highway 300D, da tempo inserito nei canali degli accessori after market.
Sarà presente anche il brand italiano Brionvega, noto per i suoi prodotti DAB di fascia alta e dai tratti inconfondibilmente vintage. Con la sua radio.cubo modello ts 522 D+Bluetooth, Brionvega ha creato un nuovo modo di gestire e ascoltare la musica combinando uno dei design rediofonici storicamente più distintivi e il futuro delle tecnologie DAB/DAB+ e Bluetooth.

01 settembre 2014

Podcast e streaming su grande schermo, con Chromecast la tv fa da Internet Radio

«Guarda che NPR One, la nuova app per l'accesso ai contenuti di National Public Radio attraverso gli smart devices, ha appena aggiunto il supporto di Chromecast. Anche Watch ABC  adesso può fare screencasting verso dispositivi Google, bisognerebbe scriverlo.» È più o meno questo il messaggio che Francesco Delucia mi ha mandato qualche giorno fa. Già, Chromecast...  Intanto partiamo subito col dire che NPR One è la nuova app che mette insieme le trasmissioni e i podcast del circuito National Public Radio in un collage molto personalizzato di notizie locali e internazionali, contenuti tematici e argomenti specializzati legati a particolari località o interessi. È una app disponibile per Android e iOS e può tranquillamente essere usata per ascoltare i programmi NPR in diretta o differita, direttamente sullo smartphone o dallo smart verso una molteplicità di dispositivi, in particolare, se avete la versione Android e un dongle Chromecast, il televisore HD. 
La notizia di NPR One e Chromecast interessa gli appassionati di radio e podcast proprio perché queste nuove tecnologie di "screencasting o mirroring" (la riproduzione sullo schermo e l'altoparlante del televisore di contenuti audio e video che appaiono sullo schermo o sull'uscita audio dello smartphone), oltre a offrire nuove modalità di fruizione, rendono ancora più flessibile la già ricca pletora di contenuti e servizi tipica della nuova generazione di set top box ibridi, connessi alla rete. Spesso - cosa più importante - senza le limitazioni geografiche o di copyright che impediscono ancora di accedere dall'Italia, senza trucchetti di mascheramento dei proxy, all'offerta Netflix su set top box Roku (che di Netflix è uno spin-off).
Il dialogo tra il nostro smartphone e il televisore è una ricetta che prevede alcuni ingredienti fondamentali da amalgamare: il dispositivo HDMI da connettere alla Tv; i protocolli con cui lo smartphone/tablet dialogherà o si integrerà con questo dispositivo; e infine le eventuali app che come NPR One controllano questo dialogo e gestiscono i contenuti da inviare verso il televisore. 
Tutte queste tecnologie che permettono di consumare in modo sempre più alternativo anche i contenuti sonori, siano essi il brano musicale in streaming, il programma radiofonico, o il podcast. Cerchiamo di vedere come (un piccolo disclaimer: io una chiavetta Chromecast ce l'ho ma non l'ho ancora potuta provare, senz'altro vi saprò dire). 
Stiamo parlando di Google Chromecast - e al suo uso in ambito Internet radio vi suggerisco anche questo post di Radiosurvivor -  ma in realtà il panorama è probabilmente destinato a popolarsi di alternative. NPR One è disponibile anche in versione iOS in versione Airplay per Apple TV ma è già possibile trovare online dongle made in China compatibili con il protocollo di screencasting Miracast (anche Belkin sta lavorando su questo protocollo e la stessa Microsoft avrebbe in cantiere una chiavetta) e Roku Streaming Stick può essere utilizzato per fare del "videocasting" dallo smartphone con servizi come YouTube. 
Quanto alle app che permettono di gestire i contenuti, a parte NPR One, due recenti aggiunte all'universo Chromecast sono Pocket Casts di ShiftJelly, DoggCatcher e Podcast Addict (quest'ultima ha il vantaggio di essere free, il pagamento serve solo per rimuovere la pubblicità della versione adware). Per il casting delle stazioni radio ricevute in streaming una app interessante sembra essere Audials Radio, che tra l'altro si vanta di essere l'unica app Android compatibile con AirPlay (la cosa andrebbe approfondita). TuneIn e VLC starebbero lavorando a versioni Android compatibili con Chromecast  ma neppure le piattaforme musicali streaming se ne sono rimaste ferme. Spotify non offre ancora ufficialmente il supporto a Chromecast. Fino a poco tempo fa esisteva la scorciatoia di Spoticast, ma sembra che sia stata rimossa da Google Play. Deezer ha appena annunciato il supporto del dongle televisivo di Google mentre Rdio invece, insieme a Pandora, è inserita nella vetrina delle app Chromecast ufficiali, insieme a Google Play Music, Songza, RealPlayer Cloud. Chromecast si sta lentamente integrando anche con l'universo dei contenuti che risiedono sui media server e su dischi NAS in rete locale. Un esempio interessante è la app AllCast che offre un ponte verso Chromecast dai media server DLNA. Col tempo mi aspetto che il sistema messo a punto da Google diventi una grande piattaforma per la condivisione dei contenuti di Internet sul televisore e considerando il connubio radio-Internet è facile immaginare l'arrivo di soluzioni di Internet radio su Chromecast sempre più evolute.

Per chi volesse continuare la lettura ho cercato di elaborare qualche altra informazione di contesto.
Il modo di ascoltare la musica e la radio (o meglio i contenuti radiofonici) sta cambiando rapidamente e mi rendo sempre più conto che dopo l'autoradio - il dispositivo con cui la maggior parte dei normali utenti della radiofonia (non parlo di appassionati di segnali lontani e onde corte) si relazione con questo mezzo - è lo smartphone ad acquistare sempre maggiore centralità. Un esempio? Su Facebook frequento le pagine del gruppo FM-World Talkmedia e sto notando che molti di coloro che amano seguire le evoluzioni della banda degli 88-108 ormai si serve di telefoni Android per ricevere i segnali via radio o direttamente in streaming. La centralità dello smartphone presuppone però dei cambiamenti radicali anche alla periferia, come che dire che quando cambia l'hub, il mozzo, cambiano anche i raggi e il cerchione della ruota. 
In passato la radio era il tipico apparecchio che bastava a se stesso, come del resto il televisore. Poi sono arrivati gli impianti hi-fi e gli intenditori di musica hanno cominciato ad apprezzare l'abbinamento tra "tuner" FM e "ampli" e casse ad alta fedeltà. Analoga evoluzione, dal DVD fino ai set-top box ibridi connessi a Internet, ha avuto il nostro rapporto con il televisore: quindici, venti anni fa ha cominciato a imporsi il concetto di home theatre, e anche lo schermo televisivo è diventato un terminale attraverso il quale consumare non solo i normali programmi trasmessi dalle tv terrestri o satellitari, ma anche video musicali, film a noleggio e molto altro. 
Con l'era dei set top box ibridi, nati per ampliare la normale offerta di un set top box televisivo (terrestre, satellitare o via cavo) con i contenuti prelevati direttamente dalla Rete, Internet ha cominciato ad avere una importanza crescente. Fino ad avere oggi una varietà di content provider - i più importanti dei quali sono americani e sono ancora focalizzati sul mercato USA ma in netta ascesa anche in Europa: Apple iTunes con Apple Tv, Netflix con il suo spin-off Roku, Amazon con il recente Amazon Fire. Sono fornitori che vanno oltre quelle che sono state finora le tipiche offerte degli operatori di Internet-TV, e abbinano offerte di video, musica, gaming che transitano su protocollo IP direttamente verso il televisore tramite un dispositivo HDMI capace di interfacciarsi con la rete fissa o wireless. Dispositivi che come abbiamo visto con Chromecast diventano sempre più piccoli e compatti.  Proprio perché smartphone e tablet si identificano sempre di più con il nostro modo vivere e consumare la multimedialità, tutto comincia a ruotare intorno a questi due oggetti, che non a caso servono anche da telecomandi evoluti per le piattaforme dei contenuti in streaming. Tale convergenza è facilitata anche dallo standard Wi-Fi e da altri protocolli, wireless e no, che servono a instradare i contenuti direttamente dallo smartphone al televisore o altri sistemi di riproduzione audio/video. Chromecast è in pratica uno di questi protocolli, insieme per esempio a AirPlay di Apple, ma come si vedrà non sono i soli.
Partiamo per esempio dai protocolli utilizzati per il vero e propro screencasting dello smartphone sul televisore, che includono oggi diversi flavour principali. Il protocollo storico è sicuramente Apple AirPlay, che però è molto limitato al mondo Apple (iPhone, iPad, Apple Tv) e ai pochi dispositivi hi-fi compatibili. Abbiamo poi la risposta di Microsoft e altri costruttori a AirPlay: si tratta del protocollo Miracast, un sistema di cui esistono diverse implementazioni (spesso note con altri nomi come Samsung AllShare Cast, o SmartShare di LG) poco interoperabili tra di loro. Anche Intel è presente in questo campo con WiDi, associato al suo Wi-Fi Direct. E infine è arrivato Chromecast, con il suo dongle a basso costo (sotto i 40 euro) su cui vale la pena concentrarsi. Qui purtroppo dobbiamo fare una precisazione necessaria ma che può portare confusione. A differenza di AirPlay, che utilizza Wi-Fi per instradare audio/video tra due dispositivi AirPlay, Chromecast non "trasporta" alcunché (solo recentemente ha aggiunto autentiche funzionalità di screencasting). Il sistema si basa piuttosto sulla possibilità di sincronizzare tra loro la riproduzione su smartphone/tablet Android  e su dongle Chromecast. La nuova app NPR One funziona in questo modo, sintonizzandosi con lo smartphone su un podcast per poi passare la palla a Chromecast che si collega in rete e riproduce lo stesso contenuto sul televisore. Per un approfondimento su questi sistemi trovate un articolo dettagliato su HowTo Geek. Solo recentissimamente, si è detto, Chromecast e i nuovi Google Play Services 5.0 introducono una autentica modalità di screen mirroring, riservata però ai dispositivi smartphone basati su Android KitKat o Android L, in pratica solo certi Nexus e i terminali Google Play Edition come il Samsung Galaxy S4. Un altro articolo di Android Central spiega come configurare il display mirroring appena inaugurato anche in ambito Android. 
In tutto questo discorso non faccio volutamente rientrare ciò che riguarda in modo specifico il mondo dell'audio ad alta fedeltà e in particolare i sistemi che servono per instradare il suono da un dispositivo come lo smartphone, o anche una Internet radio, verso un sistema di riproduzione sonora. Apple AirPlay è forse l'unico protocollo che si adatta anche ad applicazioni puramente hi-fi, con alcuni prodotti compatibili. Ma sul mercato sono presenti diverse alternative come lo stesso Bluetooth, o sistemi proprietari come Caskeid e Bluetooth Caskeid, tecnologia di sincronizzazione dell'audio per sistemi di casse distribuiti in "multiroom" sviluppata da Pure società di Imagination Technologies, nota per le sue radio Dab e ora sul mercato con le sue casse wireless Jongo. Oppure Sonos, o anche Bose. Più recentemente sono spuntati sistemi aperti come Play-Fi di Dts, che insegue il successo di Sonos, ma c'è anche Qualcomm che ha appena lanciato Allplay. E infine piattaforme streaming come Spotify, con Spotify Connect stanno cercando di coinvolgere i costruttori nel creare un ecosistema di altoparlanti wireless e altri dispositivi compatibili con il sistema Spotify Connect (qui alcuni esempi di questi brand). Mi fermo qui, rimandandovi ai post successivi, per non rendere del tutto impossibile la lettura di un articolo già fin troppo denso di concetti e nomi.

07 giugno 2013

Evoke F4 wi-fi/Bluetooth e Jongo speakers: Pure diffonde la radio digitale sulle casse senza fili.

La società britannica Pure ha reso disponibili in questi giorni due prodotti radiofonici/DAB davvero interessanti, anche se purtroppo ancora non si sa quale sarà la data di commercializzazione in Italia (sempre che Pure decida di distribuirla). Il primo prodotto è il nuovo arrivato della serie di apparecchi "da cucina" (non nel senso che si mangiano, è la categoria britannica degli apparecchi da tavolo o mensola) Evoke, il modello F4. La radio ibrida Pure riceve in FM e DAB+ e integra il software per la gestione dei flussi che arrivano dalle Internet Radio. Può utilizzare le funzioni di sospensione temporanea dell'ascolto e di registrazione su memoria USB. Ma soprattutto supporta connessioni wi-fi e Bluetooth. Con la prima è possibile diffondere la musica di Evoke F4 verso i nuovi altoparlanti wireless della famiglia Pure Jongo, realizzando impianti senza fili per la diffusione sonora in più stanze. Il Bluetooth permette alla F4 di ridiffondere l'audio ricevuto da dispositivi palmari o di instradarlo verso un singolo altoparlante Jongo (anche questi dispositivi supportano sia il wi-fi, sia Bluetooth). Il costo suggerito è piuttosto alto, 180 sterline, ma la Evoke F4 è davvero versatile.


Novità anche per la citata famiglia Jongo, che ora dispone anche di un adattatore con uscite analogiche (Jongo A2, questo il nome del nuovo dispositivo, integra un convertitore DAC stereo a 192 kHz). In questo modo è per esempio possibile interfacciarsi con un impianto stereo per ascoltare la musica in arrivo da un iPad, semplicemente installando la app gratuita Pure Connect (per iOS e Android). La stessa app serve del resto per gestire un apparecchio come Evoke F4, usandolo come altoparlante remoto. Insomma, tutta una serie di possibilità offerte dalla radio digitale - Pure offre anche un servizio di streaming musicale chiamato Pure Music - che dovrebbero rendere ancora più attraente una maggiore diffusione della radiofonia DAB+ in Italia. L'adattatore Jongo A2 costa 100 sterline, mentre una singola cassa portatile Jongo S3 ne costa 170 ed è compatibile con lo streaming da dispositivi smart con Pure Connect installata. I prezzi non sono particolarmente abbordabili, ma il mercato di questi prodotti si sta animando e in prospettiva dovremmo assistere al consueto fenomeno della loro riduzione.


Pure launches the ultimate radio-Evoke F4 digital and Internet radio with multiroom Wi-Fi and Bluetooth
London, 29th May 2013: Pure launches Evoke F4, a digital and internet radio with Bluetooth and the ability to stream a world of multiroom audio entertainment. 
Compatible with Pure’s award-winning Jongo multiroom music system, Evoke F4 (SRP £179.99) enables users to enjoy perfectly synchronised music throughout their home. As with all members of the Jongo family, Evoke F4 can be used on its own or grouped together with other Jongo speakers to deliver the most flexible and accessible multiroom audio system on the market today. Users can simply add extra Jongo speakers or adapters on the same Wi-Fi network to build their multiroom system. Bluetooth is included for casual streaming from mobile devices.
Users can listen to a world of internet radio, digital radio or FM and are spoilt for choice with easy access to over 20,000 internet radio stations and 200,000 on demand programmes and podcasts from around the world. Music fans can stream over 15 million music tracks from the Pure Music subscription service* and those in search of relaxation can unwind to a selection of ambient sounds. When listening to the radio, users can benefit from Evoke F4’s innovative tagging technology by pressing the tag button to find out the track and artist name. Tracks can be bought there and then from the radio or at a later date from the Pure Connect website or added to a Pure Music playlist.
All this audio content and locally stored audio can be streamed wirelessly from the comfort of the sofa to Evoke F4 via the Pure Connect app for iPhone, iPad and Android via Wi-Fi or Bluetooth. Audio from other apps can be streamed wirelessly to Evoke F4 via Bluetooth.
Benefitting from Pure’s heritage of British design and engineering and trademark real wood casing, Evoke F4 delivers the best possible sound quality, using highly energy efficient Class-D audio amplification and in-house DSP (digital signal processing) loudspeaker correction, equalisation and sound profiling. Based on the multi award-winning Evoke Flow, the audio has been further refined with significantly increased detail retrieval, focus and resolution.
Leading edge features Include recording live internet and digital radio to USB memory stick**; instant and timed recordings; touch-sensitive controls; large clear graphical OLED display; multiple alarms; a sleep and kitchen timer; input for an iPod or MP3 player; headphone socket; support for the optional matching stereo speaker (SRP £34.99) and rechargeable F1 battery pack (SRP £34.99) that gives 12 hours of portable listening per charge.
 
Pure launches Jongo A2 wireless multiroom Hi-Fi adapter with Wi-Fi and Bluetooth 
London, 6th June 2013: Pure announces the availability of Jongo A2, a wireless multiroom Hi-Fi adapter with Wi-Fi and Bluetooth.
Available at an SRP of just £99.99, Jongo A2 gives users the flexibility to transform any audio system from a simple micro to a high-end Hi-Fi, into a music streamer. Jongo A2 also offers an easy way to integrate an existing Hi-Fi product into the Jongo multiroom music sys tem and enjoy perfectly synchronised music, radio and much more through their existing audio equipment.
Jongo A2 is engineered to provide high integrity and low distortion audio and comes with a high-quality 24-bit internal DAC (digital to analogue converter) as well as optical and coaxial digital and dual (RCA) phono analogue audio outputs. The digital outputs allow users to connect to a digital enabled hi-fi, DAC or home cinema amplifier and the analogue outputs allow connection to legacy hi-fi or other audio devices.
Jongo A2 is the second product in Pure’s new Jongo multiroom music system and works with the free companion Pure Connect iPad, iPhone and Android app. Music fans can enjoy a 30 day free trial of Pure Music*, Pure’s on demand music service.  Pure Connect offers an unparalleled combination of the best of radio and music in one place and takes the user on a journey of discovery with recommendations based on listening patterns and a selection of curated content from a range of trusted partners.
The Pure Jongo A2 can be used on its own or combined with Jongo S3 portable, rechargeable wireless speakers (SRP £169.99) to deliver the most flexible and accessible multiroom audio system on the market today. Jongo products use Wi-Fi to stream perfectly synchronised audio within a single or multiroom environment, while Bluetooth allows users to stream content from any audio app on their smartphone or tablet, including locally stored music, to a single Jongo product. Users can simply add extra Jongo speakers or adapters on the same Wi-Fi network to build their multiroom system.
Jongo A2 has been designed to stand out and is available in a range of eye-catching colours. Users can choose from a black, or piano (white with black covers) base unit and then purchase  clip on covers in burnt orange, lime green, mango or white (from £12.99) to match their home colour scheme and other Jongo products.
The new Pure Connect app for iPad is also now available to download. Using Wi-Fi along with the free Pure Connect app, users can get the additional benefit of listening to multiple, tightly synchronised Jongo products in a single room or in a multiroom environment. The new Pure Connect app currently gives users access to local music on their smartphone or tablet, over 20,000  radio stations, in excess of 200000 free on-demand programmes and podcasts, as well as 15 million streamable music tracks via the Pure Music subscription service.

21 aprile 2013

RAI, RaiWay e WorldDMB Forum: il trentino capitale italiana della nuova radio digitale


Alla linea di partenza di sono tutti o quasi. L'impegno della RAI, proclamato dal direttore generale Gubitosi e ribadito con forza dal responsabile di RaiWay Stefano Ciccotti, sembra particolarmente positivo. È veramente fatta, per la radio digitale in Italia? Lunedì scorso a Trento la nutrita presenza del management dell'ente radiotelevisivo pubblico e del suo braccio infrastrutturale sembra essere di buon auspicio per quello che il piano di rilancio della tecnologia Dab, che dovrebbe portare il nostro paese alla pari con nazioni come la Svizzera e la Germania, mentre in Europa la Norvegia (che il Dab l'ha lanciato una volta sola) è ormai prossima (mancano tre anni) allo spegnimento della radio analogica trasmessa in modulazione di frequenza.
In Italia le "prove" sono andate avanti per quasi vent'anni, ma solo nel 2009 Agcom è riuscita a delineare un piano d'azione che parte dalla definizione dei multiplex in termini di "unità di capacità" (un multiplex accoglie in pratica fino a 12 emittenti) e dall'assegnamento delle frequenze. Queste ultime sono state notoriamente un grosso ostacolo per la transizione al digitale del nostro settore radiofonico. Dopo aver fatto chiarezza, Agcom ha individuato un'area in cui implementare un progetto "pilota" ma definitivo per la radio DAB+ e insieme agli operatori ha autorizzato la creazione di cinque multiplex nella provincia di Trento. Uno dei multiplex, con la prima postazione dalla Paganella (alla quale dovrebbero fare seguito a breve altri impianti), è stato  presentato dalla Rai lunedì e prima ancora abbiamo avuto l'attivazione delle postazioni del consorzio nazionale commerciale Club Dab, mentre Digiloc e DBTAA, i due spazi che saranno occupati dalle emittenti locali si apprestano a loro volta a debuttare "on air". Digiloc ha firmato con RaiWay lo scorso febbraio un contratto che conferma la società controllata da Rai nel suo ruolo di "operatore unico" a livello nazionale per le emittenti interessate a trasmettere in DAB senza disporre di infrastruttura propria. Un ruolo che Ciccotti a Trento ha giustamente definito come indispensabile per l'affermazione della tecnologia. Ancora non si conoscono le tempistiche esatte per l'inizio delle trasmissioni di Eurodab, il consorzio di RTL102.5, particolarmente attivo tra i privati nella lunga sperimentazione della "nuova" radio.
Forse la parte più interessante della conferenza stampa, insieme alla credibilità che la presenza del Direttore generale RAI ha dato all'intera iniziativa, è quella che riguarda i piani futuri. Nelle prossime settimane, come hanno confermato sia Vincenzo Lobianco sia i rappresentanti di RAS, l'ente che nella Provincia autonoma di Bolzano vanta nella radio digitale italana il ruolino di marcia più lungo, anche l'Alto Adige passerà al DAB. In buona sostanza, ha precisato Ciccotti, man mano faranno seguito altre province del Nord Italia, con l'obiettivo di avere, entro tre anni, una copertura capillare «da Aosta a Trieste e dalla Riviera ligure al Brennero, scendendo lungo l'asse nord-sud almeno fino a Rimini.» Oltre alla copertura, assicurano poi i costruttori di apparecchi riceventi, gli ascoltatori del DAB troveranno nei negozi una adeguata fornitura di ricevitori, di ogni foggia e per ogni tasca. Anche dal mondo automotive arriveranno - grazie soprattutto all'effetto volano del DAB in Germania - diversi modelli con autoradio digitali integrate. 
Per la radio numerica il successo è dunque assicurato? Le nuove premesse sono ottime, ma a Trento nel corso della conferenza RaiWay e successivamente a Riva del Garda, dove il WorldDMB Forum ha tenuto il suo primo importante convegno nel pomeriggio di lunedì e per tutto martedì 16 aprile, si è discusso a lungo del fattore C, come "contenuti". Tra i più accaniti sostenitori della necessità, per il DAB+, di predisporre una ampia offerta di contenuti possibilmente nuovi ed esclusivi per spingere il pubblico a dotarsi di ricevitori digitali in grado di riceverli, è stato Marco Rossignoli di Aeranti-Corallo. Anche Stefano Ciccotti ha parlato della questione quando ha chiarito - a beneficio soprattutto della stampa locale - che il DAB utilizza frequenze diverse dalle stazioni in FM e che queste ultime continueranno a trasmettere normalmente per moltissimo tempo. Ma parlando in seguito con gli stessi giornalisti, tra cui il sottoscritto, il capo di Radio RAI Bruno Soccillo ha ammesso che trasmettere in DAB un'offerta completamente nuova non è facile a causa del regolamento Agcom che impone a chi non sia un nuovo entrante di mettere in onda in digitale almeno il 50% dei programmi diffusi in FM. Una regola che voleva essere un compromesso tra liberalizzazione totale e salvaguardia degli spazi competitivi ma che di fatto si rivela una zavorra. Però, a concluso Soccillo con qualche ragione, un motivo forte per acquistare una radio DAB in Italia c'è: vista la situazione di affollamento dell'FM e le difficoltà di ascolto dei network che non possono contare sull'isofrequenza, il digitale è comunque un buon modo per ascoltare meglio i programmi preferiti. Basterà come argomento di marketing? Staremo a vedere.

Al termine dell'evento allestito a Trento ho approfittato di un cortese passaggio per Riva, dove ho potuto seguire le prime sessioni del convegno WorldDMB. La partecipazione da parte degli operatori locali è stata davvero corposa e la curiosità evidente nella piccola area espositiva a contorno della conferenza. Ma altrettanto evidente, per chi aveva preso parte poche ore prima all'incontro con la dirigenza Rai, era il cambiamento di umore davanti agli interventi degli oratori dalla Germania, la Norvegia, il Regno Unito. L'idea era che le rispettive success story dovessero agire da pungolo al settore della radiofonia digitale in Italia, ma ho avuto la sensazione che per qualcuno il confronto fosse soprattutto un motivo di imbarazzo. Considerando che le prospettive del DAB+ in Italia continuano a essere condizionate da un clima generale che non sembra incoraggiare alcun tipo di cambiamento anch'io tenderei al pessimismo, ma continuo a credere che il DAB possa aprirci molte opportunità, vuoi come ascoltatori della radio, vuoi come fornitori di contenuti, servizi, impianti, strumentazione. Mi ha fatto piacere vedere tra gli stand espositori come FIAMM (con il suo prodotto automotive "SM10" disponibile da settembre e pensato per consentire - attraverso una antenna con convertitore incorporato - la ricezione del DAB anche alle car radio analogiche) e soprattutto Parrot, con il nuovissimo Asteroid, un digital tuned multistandard DAB/IP touchscreen e basato su Android. Asteroid utilizza un componente sviluppato dalla stessa azienda francese attraverso la sua divisione DiBcom, uno sviluppatore fabless di silicio che ha messo a punto Octopus, una famiglia di chip basati su un motore di "Vector Signal Processing" software-defined, disponibile anche in versione modulare completa, che permette di realizzare dispositivi riceventi multi-standard (incluso il DRM) e multi-banda. Rappresentati a Riva del Garda anche i ricercatori torinesi del CSP, con un interessantissimo progetto che implementa su una schedina ARM a bassissimo costo, la Odroid, un trasmettitore DAB+ embedded supercompatto. Per realizzarlo i tecnici del DSP sono partiti dai tool open source DAB messi a punto dalla canadese CRC, ricompilando il software per la compatibilità con Odroid e il suo coprocessore. 

Infine, tra le novità più interessanti sul fronte dei ricevitori commerciali c'è sicuramente la nuova versione della radio ibrida Pure Sensia, modello 200D Connect, la famosa radio digitale "ovoidale" con schermo touch integrato e sistema operativo Android, compatibile con radio FM, DAB e Internet.

13 marzo 2013

Seminario WorldDMB 15-16 aprile: a Riva del Garda tutto il mondo della radio digitale

WorldDMB, il consorzio che da anni sta conducendo una efficace lobby a favore della radio digitale DAB in Europa, ha scelto Riva del Garda per organizzare uno dei suoi convegni internazionali. E' la prima volta che gli operatori della radio, gli inserzionisti e indirettamente tramite la stampa anche il pubblico degli ascoltatori hanno l'opportunità di ascoltare, direttamente dal mondo dell'industria dei componenti, degli impianti, dei ricevitori (gli ospiti internazionali parleranno in inglese con traduzione simultanea), il racconto di che cos'è la radio numerica oggi nel mondo, quali sono i suoi vantaggi in termini di nuovi servizi di news, infotraffico, turismo, quali inedite opportunità di comunicazione si aprono (spot radiofonici associati a immagini dei prodotti, per esempio) e tutti i numeri delle success stories che in questi ultimi due o tre anni sono state pazientemente costruite in diverse nazioni europee (pensiamo alla Svizzera e al suo milione e duecentomila ricevitori DAB venduti), in Australia.
Il convegno, dallo schettinesco titolo "A Trento il futuro della radio è già a bordo", si avvale della collaborazione di Trentino Network con il supporto di Club Dab Italia (il consorzio di network privati nazionali che ci sta credendo di più in questo momento) e si svolge dal 15 al 16 aprile 2013, al Centro Congressi Parco Lido di Riva del Garda. La partecipazione per operatori e giornalisti è gratuita ma a numero chiuso, quindi è consigliabile registrarsi subito a questo indirizzo. Gli organizzatori mi dicono che a poco più di un mese dall'evento i partecipanti iscritti sono già una cinquantina, quindi è meglio affrettarsi. Tra l'altro entro questa settimana scadono anche i termini per la definizione dei contratti di sponsorizzazioni e per le aziende che vogliono essere presenti.

Per la prima volta in Italia, WorldDMB in collaborazione con Trentino Network organizza un convengo sulla radio digitale 

A TRENTO IL FUTURO DELLA RADIO È GIÀ A BORDO 

“La Radio Digitale sale a bordo” o meglio - vista l’internazionalità dell’evento - “Digital Radios gets on board”. È questo il titolo della due giorni organizzata per la prima volta in Italia da WorldDMB con la collaborazione della società di sistema Trentino Network. 
Fra i luoghi possibili si è scelta Trento perché è questa la prima provincia in Italia a essere stata coinvolta dall’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) e dal Ministero dello Sviluppo Economico nel passaggio alla Radio Digitale secondo gli standard Eureka147. 
Questo evento rappresenta il momento conclusivo di una riflessione e conoscenza della nuova tecnologia digitale (DAB+) per la radio iniziata ad ottobre dello scorso anno. 
E proprio per concludere con un gran finale, il convegno vede il coinvolgimento attivo dell’organizzazione internazionale WorldDMB, ente coordinatore del progetto comunitario europeo Eureka 147, vale a dire il progetto che si occupa di favorire il passaggio della radio alla tecnologia digitale DAB+. 
La due giorni che si terrà presso il Centro Congressi – Parco Lido – a Riva del Garda TN l’15 e il 16 Aprile 2013, analizzerà tutti i temi collegati alla radio digitale e porterà direttamente in Italia le esperienze di successo europee. 
Il convegno vedrà così partecipare i più importanti team attivi nel concreto sviluppo della radio digitale dei vari paesi europei, rappresentati di case automobilistiche, fornitori di tecnologie, componenti e servizi per comprendere a fondo un fenomeno di evoluzione tecnologica e di consumo. 
L’evento si terrà in lingua italiana proprio per favorire gli oltre 2000 imprenditori italiani che operano nel settore della radio e che sono interessati ad approfondire gli impatti commerciali in termini di opportunità in un mercato che sta inesorabilmente cambiando e sempre più velocemente. 
Per salire a bordo dell’evento è però necessario prenotarsi per tempo. 
Il convegno infatti gratuito ma a numero chiuso per via della traduzione simultanea offerta a tutti i partecipanti. 
L'occasione è veramente di alto livello e si svolge nel cuore della provincia che in questo momento sta varando quello che potrebbe davvero essere più di un semplice, ennesimo, "progetto pilota". La regione intorno a Trento è stata scelta da AGCOM e dagli operatori come primo progetto di radio digitale DAB+ concreto, supportato dagli editori radiofonici pubblico e privati, dai costruttori di trasmettitori e antenne e soprattutto dai costruttori di apparecchi radio (tra questi ultimi non c'è solo il pioniere britannico Pure, ma anche marchi gloriosi come la stessa Sony, che ha presentato proprio in questi giorni una piccola, elegante, kitchen radio portatile DAB+, il modello XDR-S40DBP (ma perché si ostinano a usare queste sigle impossibili?): alimentabile con 4 pile AA con una autonomia di 13 ore, sarà disponibile da aprile.
Purtroppo non dobbiamo nasconderci che la radio digitale si è decisa a salire a bordo nel momento in cui è difficile dire se l'imbarcazione-Italia riuscirà a evitare il naufragio. E' addirittura verosimile che il 15 aprile al convegno di WOrldDMB non ci sarà il consueto saluto del ministro di un nuovo governo. La mia personale sensazione - molto pessimistica, lo ammetto - è che in Italia non ci saranno soldi per infrastrutture DAB+ per almeno due o tre anni, che la RAI subirà una drastica cura dimagrante e che il mercato pubblicitario radiofonico, colpito dalla crisi e certo non aiutato dalla mancanza di un sistema di rilevamento dell'audience ufficiale e riconosciuto, porterà ulteriori guai. La speranza  - se così posso dire perché le incognite, soprattutto per quanto riguarda la ricezione indoor del DAB non sono poche - a livello di governance complessiva, è che l'Europa si decida a indicare una strategia comune, basata come per la tv digitale sul concetto di graduale switch-off. Solo a quel punto l'Italia sarebbe costretta ad adeguarsi, ma non sarà comunque un adeguamento a costo zero, come insegna il triste caso delle tv locali messe fuori gioco dal digitale terrestre.
L'amore nei confronti di questo fantastico mezzo mi induce però a nutrire qualche speranza. È possibile che il clima, oggi poco favorevole, possa cambiare proprio in virtù delle informazioni che eventi come quello di aprile a Riva del Garda riusciranno a veicolare. Dopotutto i costi infrastrutturali del DAB non sono drammatici e la radio digitale potrebbe consentire la nascita di iniziative e operatori nuovi (ma bisogna cambiare un po' le regole di base, troppo prudenti e favorevoli agli incumbent), stimolando la vendita di apparecchiature e gli investimenti pubblicitari. Proviamo a salire a bordo, c...o!

19 ottobre 2012

Il DAB "zeromediale". A Trento tutti pronti alla ripartenza della radio digitale, senza una data sul calendario



Nella provincia di Trento gli operatori pubblici e privati della radio italiana si apprestano a mettere in onda cinque ensemble DAB+ per almeno una quarantina di programmi. Accanto a queti programmi, che potrebbero essere costituiti da una quota significativa di contenuti originali, ci saranno servizi tipici del digitale, primo tra tutti l'infotraffico basato sullo standard TPEG. Un operatore come DBTAA, Digital Broadcasting Trentino Alto Adige, consorzio che sarà responsabile della messa in onda di undici stazioni locali della provincia, tra cui Trentino in Blu, Radio Dolomiti, Radio Tirol, fa sapere attraverso il suo responsabile Luigi Seppi che i costi di avviamento dell'impianto previsto sulla Paganella (e immagino per eventuali ripetitori low power) oscillano tra i 130 e i 150 mila euro. Non poco, in una congiuntura come la nostra.

Torno dal convegno organizzato per presentare la sperimentaz... Pardon, il Progetto Pilota di radio digitale DAB+ nella provincia di Trento, senza aver fugato tutti i dubbi che nutrivo alla partenza ma con una certezza parecchio lusinghiera per me: il fatto che Radiopassioni sia letto dalle persone che contano nel settore radiofonico. Dev'essere per forza così se Sergio Natucci ha aperto il suo intervento centrato sulle attività che Club DAB Italia si appresta a lanciare su uno dei tre ensemble "nazionali" assegnati in trentino, citando proprio il titolo del mio post di ieri: Ultimo treno per Trento. «Il DAB per noi non è un fumetto,» ha dichiarato un po' piccato Natucci, ribadendo poi che se il DAB italiano non è partito dieci anni fa è colpa di quelli che non hanno mai messo mano alla regolamentazione delle frequenze e anche della RAI che ha usato la Banda L (peraltro tre volte più costosa della Banda III in termini di investimenti, secondo Natucci) «per metterci i suoi ponti».
Mi preme ribadire a questo punto che il titolo Ultimo treno per Trento non voleva essere irrispettoso nei confronti delle ottime intenzioni degli editori radiofonici italiani. Ho sempre sostenuto che il DAB rappresenta una grossa opportunità per l'Italia. Forse avrei visto volentieri la creazione di più spazi per i nuovi entranti in un mercato blindato, ma è chiaro che con questo assurdo ritardo abbiamo compromesso, forse definitivamente, questa eventualità. Sono convinto che la mancata regolamentazione dell'analogico come del digitale (il quale era oggettivamente difficile da regolamentare vista la presenza in Banda III di un numero spropositato - rispetto alle medie europee - di canali televisivi, in maggior parte pubblici e di vincoli militari) abbia pesato come un macigno sui ritardi del DAB in Italia. 
Anche in presenza di tante condizioni avverse, tuttavia si poteva fare di più. Ma così non è stato. Non sarà colpa degli editori, ma neppure degli osservatori come me, che dal 1995 a oggi hanno assistito ad almeno due o tre rilanci in grande stile di una tecnologia che oggi, oggettivamente, sta rollando per l'ennesima volta su una pista ingombri di ostacoli vecchi e nuovi. Non solo infatti - come bene ha sottolineato a Trento Elena Porta, di Digiloc, la società che gestirà l'ensemble Aeranti nel trentino - ancora oggi la Banda III rischia di non riuscire a sistemare tutti i 16 network nazionali e il migliaio di emittenti regionali e locali che potenzialmente dovrebbero migrare al digitale («ci vorrebbero undici blocchi» ha detto la Porta, ma questi blocchi non ci sono). Nel frattempo la radio DAB si è trovata anche a dover fare i conti con una piattaforma di distribuzione dei contenuti, il sistema convergente di Internet e delle reti telefoniche cellulari, che non possiamo far finta di mettere sotto al tappeto reiterando gli indubbi vantaggi dei minori costi del broadcast contro le spese nascoste della connettività IP, o la minor potenza impegnata da una singola antenna emittente digitale rispetto alle numerose antenne analogiche (e l'ascolto indoor? E la badilata di inutili kilowatt che una stazione FM oggi è costretta a riversare nell'etere per farsi sentire in uno spettro assurdamente affollato?). Non dico che il broadcast digitale non abbia i suoi vantaggi rispetto al broadcast analogico o rispetto al broadband multimediale. Ne ha eccome. Ma i conti in questo settore vanno fatti senza trascurare l'estrema variabilità delle condizioni sul pianeta Internet e magari inserendo nell'equazione anche una valutazione attendibile delle persone che ascoltano la radio in Italia, valutazione oggettiva che manca da due o tre anni.

La situazione è difficile per la radio digitale in generale di fronte all'avanzata delle alternative tecnologiche e infrastrutturali capaci di catturare l'attenzione del pubblico e  di rivendicare nelle sedi normative l'uso di risorse che un tempo erano appannaggio del broadcast (a Trento è emerso un discreto pessimismo sui destini di una Banda L che quasi certamente passerà dal DAB a servizi di tipo telefonico). A questo si aggiunge la constazione che se i timidi regolatori italiani arrivano sempre in colpevole ritardo con il reperimento e l'assegnamento delle frequenze destinate alla radio digitale, gli editori non sempre brillano per tempestività e capacità di marketing. Guardate il caso del convegno di oggi. Da RAIWay, Club DAB, Digiloc e DBTAA abbiamo appreso che prima o poi dalla Paganella pioveranno su Trento e dintorni i segnali di cinque ensemble DAB+, per oltre una quarantina di prorgammi. Tutti hanno insistito sulle opportunità di arricchimento dell'offerta, Natucci in particolare ha insistito molto sull'infotraffico TPEG, Elena Porta ha parlato delle "reinterpretazione" della famigerata Legge Gasparri (che per i concessionari del DAB prevede solo il simulcast dei contenuti FM) a favore di una quota di programmi originali ed esclusivo che può arrivare al 50% del tempo totale di trasmissione. Ma per la milionesima volta nella mia carriera mi sono trovato davanti a un tavolo di operatori che annunciano la "futura disponibilità" di un'offerta che non c'è, con tanto di display di magnifici ricevitori Pure che allo stato attuale possono sintonizzarsi, quando va bene, su dieci, quindici programmi ripresi, male, dalla FM analogica. La speranza è che nella sala del Centro congressi su a Sardagna, ripida terrazza affacciata sull'Adige e sul capoluogo, non ci fossero troppi giornalisti locali, perché domani i loro lettori si troveranno davanti ai soliti pezzi di scenario dedicati a una tecnologia che non c'è, che al momento, in Italia, mi sento di definire "zeromediale". Non bisogna essere degli Steve Jobs per sapere che nell'era degli iPad e del 4G, non puoi permetterti di annunciare una tecnologia se questa arriverà nei negozi tra sei o dodici mesi. Se davvero vogliamo (ri)lanciare la radio digitale in Italia - prima che l'Europa ci costringa a farlo ex lege (con le conseguenze devastanti sul mercato legacy che abbiamo visto per le televisioni) e prima che Internet renda obsoleto l'intero dibattito - occorre tempestività e impegno da parte del regolatore, motivazione da parte degli editori e una strategia di marketing coerente, coraggiosa, fulminea. Basta formule stile "entro fine anno", "se tutto va bene", "valutiamo le opportunità", "cerchiamo di capire i costi". Voglio dei network e delle stazioni pubblici, privati o marziani che siano capaci di dirmi: dal primo novembre i consumatori trentini potranno ascoltare in digitale, in casa come sull'autoradio, cinque programmi esclusivi, le cronache in diretta delle partite locali dei campionati, i concerti live della loro città, con in più le informazioni testuali e visuali sul traffico, sui punti di interesse, sugli itinerari turistici.
Senza tutto questo, le incognite sul DAB all'italiana sono - alla luce di un possibile scenario di switch off dell'FM analogico imposto dall'Unione Europea e in un contesto infrastrutturale di massiccia migrazione verso le metafore di Internet mobile - una spada di Damocle appesa sulle teste di editori e ascoltatori. L'Italia che è stata la culla della radiofonia libera, dinamica e creativa, oggi rischia seriamente di diventare la tomba di un modo troppo vecchio di fare radio.

02 maggio 2012

A cup of DAB: per i suoi 10 anni Pure veste la radio con la Union Jack


Un look che più British non si può per la radiolina DAB "celebrativa" che Pure mette in vendita in edizione limitata, per festeggiare i dieci anni della messa in commercio di "Evoke", la prima radio digitale per il mass market a scendere sotto le 100 sterline di prezzo. Nell'anno delle Olimpiadi di Londra e del giubileo di diamante di una Regina che nel 2016 potrebbe battere il record della sua ava Vittoria, Pure si attesta poco sotto le 150 sterline per un ricevitore digitale DAB/DAB+ e FM con display OLED e corpo in simil pelle dall'inconfondibile tema "Union Jack", la bandiera dell'impero britannico.
Un certo numero di esemplari di Evoke Mio Union Jack, dovrebbe essere disponibile anche qui in Italia, senza bandiera italiana ma con regolare bollino dell'Associazione ARD.

21 febbraio 2012

Pure Highway 300Di, il bello del DAB+ per ogni autoradio. Ora ci vuole solo la radio digitale in tutta Italia




Ormai non ci sono più molte scuse perché l'Italia non debba seguire l'esempio di altre nazioni europee e offrire a se stessa e al proprio mercato radiofonico, pubblico e privato, nazionale e locale, le opportunità della radio digitale DAB+. Prima non c'erano i ricevitori. Quando sono arrivati i ricevitori da tavolo, mancavano quelli per le automobili. Ora che stanno arrivando gli adattatori tanto per l'aftermarket (un mercato ancora molto significativo, considerando che GfK Retail and Technology Italia valuta per il segmento "car audio" italiano nel 2011 un venduto di 625 mila pezzi, con una contrazione del 14% rispetto al 2010, e un fatturato superiore ai 55 milioni) come per le autoradio integrate nel cruscotto dei nuovi veicoli acquistati, mancano le licenze basate su una pianificazione definitiva.
Affinché ci siano questi indispensabili lasciapassare, bisognerebbe fare un po' di chiarezza in più sugli spazi frequenziali che si potranno utilizzare senza problemi, una volta che le questioni del passaggio al digitale televisivo terrestre e dell'assegnamento del dividendo (le frequenze rimaste libere nel post transizione) - inteso come dividendo "esterno" (le frequenze destinate a usi non televisivi) e "interno" (le frequenze da spartire ai broadcaster che già partecipano al televisivo terrestre) - saranno definitivamente risolte.
Anche con ricevitori da tavolo, autoradio, licenze, frequenze e infrastrutture a portata di mano, il puzzle della radio digitale deve affrontare l'aspetto non trascurabile dei contenuti editoriali, che dovranno essere accattivanti e il più possibili esclusivi, e della consapevolezza del pubblico.
Il quale pubblico per il momento (e questo un altro problema non da poco) è molto più esperto di meccanica quantistica - mediamente più studiata, nelle facoltà italiane di fisica e matematica - che di radiofonia digitale. Bisognerà fare parecchio marketing per spiegare a milioni di persone che cosa è e a che cosa serve la radio digitale.
Ma la sensazione - parlando oggi con gli amici addetti ai lavori in ambito infrastrutturale in occasione della presentazione milanese di Pure Highway 300Di, l'adattatore DAB+ per le autoradio di quasi tutte le marche - è che siamo veramente a un passo dalla "vera" radio digitale all'italiana. Dopo oltre quindici anni di false partenze e sperimentazioni che hanno portato a sacche di copertura (alcune delle quali particolarmente virtuose, come in Alto Adige) e a un'offerta abbastanza discontinua, oggi l'Italia potrebbe seguire l'onda tracciata dai tedeschi, che nel giro di pochi mesi hanno rilanciato un DAB dato praticamente per spacciato e lo hanno trasformato in un fenomeno che ha spinto gli acquirenti d'Oltralpe ad acquistare un numero di ricevitori digitali nettamente superiore ai 50-100 mila previsti dai più ottimisti. Devono aver pesato, nel caso della Germania, i soldi pubblici stanziati, la volontà di mettersi d'accordo tra tutte le parti (ok, qui da noi concordare una linea comune tra radio pubblica, una ventina di network nazionali importanti e un migliaio di stazioni tra regionali e locali non è altrettanto facile) e l'idea di proporre contenuti davvero interessanti come le radiocronache in esclusiva delle partite della Bundesliga.
Gianluca Sigillo, che oggi a Milano ha presenziato alla mini tavola rotonda seguita alla presentazione dell'apparecchio Pure al posto del suo collega in RaiWay Giuseppe Braccini, ha reso noti i dettagli delle ultime decisioni prese in Agcom pochi giorni fa. L'annunciata espansione dell'attuale infrastruttura DAB dovrebbe ripartire dalla provincia di Trento, dove verrebbero allocati quattro blocchi del canale 12 in banda III per i multiplex nazionali e altri quattro del canale 10 per dare il necessario spazio a una quarantina di emittenti provinciali (ricordo che RaiWay, oltre a dover portare in digitale i programmi di Radio RAI, si propone anche come provider nazionale di servizi DAB in outsourcing rivolti agli editori locali non infrastrutturati). Il Trentino, nelle intenzioni dei partecipanti al tavolo dell'Agcom dovrebbe diventare non l'ennesimo "pilota" ma l'autentico primo passo verso una infrastruttura DAB a copertura nazionale. A questo punto però è il Ministero dello sviluppo economico che deve dimostrarsi attento e capace di cogliere questa opportunità assegnando tempestivamente le licenze.
Di Pure Highway ho già parlato, anticipando il lancio commerciale avvenuto oggi. Si tratta di un adattatore in due componenti separate. Una unità con doppio tuner (il secondo serve per effettuare una scansione delle emittenti ascoltabili e aggiornare di conseguenza la lista delle trasmissioni tipica del DAB) che deve essere sistemato in un alloggiamento nascosto alla vista e può essere collegato in due modi all'autoradio pre-esistente: per le autoradio più nuovi si devono utilizzare gli ingressi e le uscite AUX della radio e l'ingresso AUX dell'adattatore; per radio non abilitate all'AUX si collega l'adattatore all'antenna FM per mezzo della porta FM Aerial IN e il segnale digitale viene mixato a un segnale FM da reinserire nella presa d'antenna dell'autoradio tramite l'uscita Aerial Out.
Una presa USB consente all'adattore di fungere da centrale di smistamento per i contenuti memorizzati su iPod/iPhone o altri lettori. La seconda componente è un piccolo controller che server per gestire i multiplex di programmi ricevuti e un display su cui vengono visualizzate le informazioni del DAB. Un terzo elemento è la speciale antenna per banda III e banda L (entrambe possono essere ricevute dalla Highway) da applicare al vetro e da collegare all'adattatore tramite una placca a induzione.
Il costo suggerito per la 300Di, che sarà distribuita dal gruppo vicentino Calearo, sarà di 289,99 euro. Fino al 31 maggio questa somma include l'installazione, che verrà effettuata dai professionisti nei punti del circuito CheckStar MagnetiMarelli. La radio digitale, ha ricordato il rappresentante di Pure e Immagination Technologies in Italia, Giorgio Guana, ha enormi potenziali. Ricezione senza fruiscii, possibilità di individuare subito la stazione preferita, una funzione "pause and rewind" che permette di interrompere l'ascolto per rispondere a una telefonata e riprenderlo dal punto dell'interruzione, servizi informativi molto più avanzati rispetto a quelli possibili con l'RDS analogico. Ma bisogna fare in fretta e consentire agli utenti finali di decidere se tutti questi potenziali sono reali o no. Per molti di questi utenti un dispositivo come Pure Highway dà la possibilità di usufruire dei contenuti mp3 e, tramite smartphone, dei flussi radiofonici in streaming Web, abilitando all'ingresso USB anche i modelli di autoradio meno aggiornati. E' sicuramente un plus, ma l'obiettivo primario è quello di sfruttare i vantaggi del modello broadcast per la distribuzione di contenuti.
Sui costi che gli editori radiofonici dovranno inevitabilmente sostenere per potenziare le loro infrastrutture digitali una volta sgomberato il campo dagli ostacoli in materia di licenze, uno dei partecipanti alla discussione di oggi mi ha fatto giustamente osservare che il DAB rappresenta nei fatti un impegno molto marginale a fronte della spesa che un network nazionale sostiene e ha dovuto sostenere negli anni nel "mercato delle vacche" delle frequenze FM analogiche nell'Italia della legge Mammì. In una certa misura questo può essere considerato un incentivo per una radio digitale che oggi potrebbe accogliere gran parte degli operatori, incluse le stazioni molto piccole. Le distorsioni di un mercato regolamentato solo ex post pesano naturalmente sull'evoluzione delle eventuali politiche di switch-over o peggio ancora dello switch-off dell'FM, due obiettivi che nazioni come la Norvegia, i Paesi Bassi e naturalmente il Regno Unito stanno prendendo in seria considerazione. Gli investimenti passati hanno pesato finora, purtroppo, sull'apertura del mercato radiofonico a nuovi entranti o a soggetti no-profit, comunitari o istituzionali. Un motivo per cui in Italia è obiettivamente più difficile anche pensare a strategie di lancio del DAB che incentivino all'acquisto dei ricevitori digitali sulla base di contenuti nuovi ed esclusivi rispetto all'FM. Al momento per chi oggi non è "nuovo entrante" ma possiede già una licenza analogica (vedere delibera Agcom 664/09/CONS) il 50% dei contenuti DAB dovrà essere in simulcast con l'FM. Ma la sola esistenza di una alternativa come il DAB porterà quasi sicuramente a un alleggerimento della pressione sulla banda 88-108 e stimolerà la nascita di contenuti e formati che l'ascoltatore non troverebbe in analogico.
E' una alternativa che va tuttavia concretizzata quanto prima, altrimenti si rischia di far rientrare nel fardello degli "investimenti pregressi" anche i soldi spesi finora per il DAB, rendendo ancora più bloccata la situazione. Senza contare che come dimostrano le recenti edizioni dei principali saloni automobilistici, l'industria del car entertainment sta accelerando la corsa verso dispositivi e modelli di distribuzione basati su Internet mobile. Per quanto conveniente possa essere il modello broadcast per i contenuti di massa, le nicchie di contenuto in streaming su reti 3 e 4G, insieme all'audio "asincrono" della musica MP3 e dei podcast potrebbero trasformarsi nell'ennesimo impedimento per la radio digitale. Proprio ora che tutti gli ostacoli sembravano rimossi.

27 ottobre 2011

Pure, musica in abbonamento sulla radio Internet/DAB. E Nokia segue con MIx Radio per Win Phone


Ieri, per il lancio dei suoi nuovi Windows Phone, Nokia ha annunciato l'ennesimo app musicale e l'ennesimo servizio per l'ascolto "social" della musica, Nokia Music con Mix Radio. Su questo annuncio aspetto di conoscere ulteriori dettagli, anche perché a Nokia World, la manifestazione ancora in corso a Londra, i responsabili di Nokia Music hanno ammesso che non tutti gli accordi di licenza sono stati perfezionati, in attesa della disponibilità commerciale degli smartphone Nokia Lumia. Sappiamo per esempio che «Nokia Music (is) introducing MixRadio, a free, global, mobile music-streaming application that delivers hundreds of channels of locally-relevant music. In an update delivered later this year, Nokia Lumia users will also gain the ability to create personalized channels from a global catalogue of millions of tracks. Also integrated in Nokia Music is Gigfinder, providing the ability to search for live local music for a complete end-to-end music experience, as well as the ability to share discoveries on social networks and buy concert tickets also coming in the Nokia Music software update delivered later this year.» Sembra di capire che Mix Radio sarà un servizio stile Pandora, orientato però alla scoperta della musica locale con una interessantissima estensione che riguarda la possibilità di individuare i concerti live e acquistare i biglietti per parteciparvi. Ma la vera sorpresa (che fa capire la complessità della questione licenze) è che Mix Radio dovrebbe essere a costo zero, senza costi di abbonamento.
Non dev'essere proprio un caso se Pure, il noto costruttore di radio digitali DAB/Internet, ha scelto di datare 26 ottobre il comunicato stampa che annuncia la nascita di Pure Music. Anche in questo caso si tratta di accedere a brani musicali in streaming in modo illimitato, però su abbonamento, poco meno di 5 sterline al mese al momento solo per i consumatori residenti in UK e a partire da dicembre 2011. Attraverso il portale The Lounge, gli abbonati potranno utilizzare Pure Music attraverso il computer, il telefonino e su otto apparecchi radio Pure abilitati alla Internet radio.

The revolutionary new way to discover, explore and listen to music

London, UK 26th October 2011: PURE, the world-leading radio maker, presents ‘PURE Music', a cloud-based on-demand music service that allows the user to discover, explore and listen to millions of music tracks through any of PURE's wide range of internet-connected digital radios, a smartphone and a computer, all for a monthly subscription of £4.99.

PURE Music will go live in the UK during December 2011 and people can register their interest at www.thelounge.com/puremusic
PURE Music allows the user to organise and play as many tracks and albums as they want on multiple devices, including PURE's range of eight internet-connected digital radios (ONE Flow, EVOKE Flow, Oasis Flow, AVANTI Flow, Sirocco 550, Siesta Flow, Contour and Sensia), PCs and Macs via the PURE Lounge internet radio and media portal (www.thelounge.com) and on smartphones running the PURE Lounge app.
Says Colin Crawford, PURE's director of marketing: "Whether you are into chart hits or would prefer a trip down memory lane, PURE Music is the perfect service to allow you to find music and listen to individual tracks, full albums, or even mixtapes perfectly matched to your mood. PURE Music is now at the heart of all of our internet radios, making it child's play to find and enjoy any music you want directly on your favourite listening device. Forget the hassle of downloading and ripping - just search and enjoy."
PURE Music also incorporates PURE Tag, PURE's unique, free, tagging service which lets users bookmark tracks they hear on the radio, and subsequently explore around those tracks via the powerful search and recommendation facilities of the PURE Lounge, to discover more about the artists and their back catalogue, podcasts, or even branch out and discover similar and related artists.
Tracks or albums can simply be dragged and dropped into playlists which are automatically kept synchronised across all of the user's PURE Music listening devices. Playlists can also be shared via social media sites such as Facebook and Twitter.
The PURE Lounge iPhone and Android App are currently free of charge to all and will allow PURE Music subscribers to access any music they want on the move provided they have a WiFi connection or 3G reception. Users of the App can also enjoy PURE Music and content from the PURE Lounge through a speaker dock.
The PURE Music subscription service will go live to UK customers during December through a free software update and will be rolled out internationally during 2012.

02 settembre 2011

IFA 2011, a Berlino la radio è digitale

Lungo i padiglioni dell'Ifa 2011 a Berlino è stato tracciato un percorso che tocca, in diverse isole, l'arcipelago della radio digitale, una tecnologia sperimentata da tempo in Europa ma che in questo ultimo anno si sta finalmente concretizzando con il lancio di nuove infrastrutture in molte nazioni Ue (tra cui l'Italia, dove però i piani di espansione vanno a rilento). La fiera berlinese si apre a un mese esatto dal debutto in Germania della nuova rete radiofonica a standard DAB+, che opera su frequenze molto prossime a quelle della banda televisiva VHF-III, oggi meno affollata grazie alla transizione alla tv digitale. La radio numerica offre migliore qualità audio in mobilità ma soprattutto la possibilità di aprire la tradizionale programmazione radiofonica ai servizi interattivi e all'informazione grafica e testuale.
Molte le aziende coinvolte in un'opera di rinnovamento che assegna al consumatore finale lo scomodo ruolo del co-protagonista. L'accesso alle meraviglie del DAB+ comporta l'acquisto di nuovi apparecchi riceventi. Società come Pure, Revo, Roberts, Grundig e Tivoli presentano a Berlino le loro ultimi offerte in materia di ricevitori classici e ibridi, capaci cioè di visualizzare sui loro display gli stream multimediali o di offrire servizi di download di brani musicali. Marchi come Bmw e Sony, affrontano invece la fondamentale questione del passaggio al digitale dell'autoradio, uno strumento chiave per coinvolgere e convincere milioni di ascoltatori mobili. Sony per esempio annuncia la sua prima autoradio FM/AM/DAB+, modello CDX-DAB700U, pronta per l'inizio del 2012. Revo debutta con il suo K2 (disponibile da ottobre a 300 sterline), un tower in alluminio con funzioni di radio, Internet radio e iPhone dock. Tivoli Audio rinnova la linea delle sue colorate portatili PAL con la versione DAB PAL+. Il Fraunhofer Institute, infine, punta la sua attenzione sul software per piattaforme PC in grado di offrire ai costruttori di hardware un agevole percorso di integrazione dei loro dispositivi nel contesto del consumo multimediale informatico. La sua piattaforma MultimediaPlayer, disponibile per Win, Mac e Linux, supporta lo standard Mpeg Surround ed è stata già utilizzata da Terratec/Noxon per la sua nuova chiavetta USB per la ricezione DAB+.

20 febbraio 2011

"Internet radio" e smartphone, matrimonio ideale


Ho già ricevuto un paio di feedback sulla notizia di ieri della Internet radio+docking station+ricevitore DAB/FM-Rds della britannica Gear4, annunciato insieme a una app per iPhone/iPod che funge da telecomando per il controllo remoto del dispositivo. Sembra in effetti un prodotto interessante, ma come sottolineato da Claudio nel commento al mio post orginario, trattandosi di un modello commercializzato in UK è possibile che non sia compatibile con le codifiche audio del DAB+. Sempre ammesso che si desideri dare priorità a una funzione del genere qui in Italia, dove comincio a pensare che il DAB+ non prenderà mai piedei.Non si può escludere che Gear finisca per mettere in vendita una versione DAB+ o comunque una radio con firmware aggiornabile via computer, la componentistica Frontier Silicon lo renderebbe fattibile. E' sicuramente interessante questo abbinamento con iPhone come telecomando. Ma a questo proposito mi sembrava utile precisare che anche un altro brand britannico come Pure, rappresentata commercialmente qui in Italia e produttrice di radio sicuramente compatibili DAB+ (oltre che FM e Internet), ha già annunciato app che vanno in questa direzione. La sua Lounge App permette di accedere al proprio account sull'aggregatore radiofonico/podcast della stessa Pure, The Lounge e offre diversi livelli di interazione con gli apparecchi radiofonici Pure (anche se al momento non credo che possa fungere da telecomando per queste ultime). Dei preferiti impostati con questa app su The Lounge è possibile usufruire anche attraverso una Internet radio Pure di tipo "Flow". Penso che in futuro queste forme di interazione si evolveranno, allargandosi.
C'è anche un'altra osservazione da fare e riguarda l'aspetto qualitativo del suono riprodotto dalle Internet Radio. In genere gli stream radiofonici di Internet non hanno privilegiato questo aspetto, né a valle, cioè lato server, né a monte. A parte qualche lodevole eccezione (per esempio Logitech con SqueezeBox), i costruttori di "ricevitori" Internet non si prodigano troppo sul fronte della qualità dell'audio analogico riprodotto. Apparecchi come quelli di Gear4 sembrano invece orientati a fare dell'esperienza Web radio una esperienza piacevole. Anche qui vorrei però aggiungere la segnalazione della nuova linea di ricevitori Pure Contour, che vantano specifiche interessanti in tal senso (tecnologia Clearsound). Contour è una Internet Radio (e DAB/DAB+/FM), Flow-compatibile, e con docking station che grazie alla porta S-video integrata sul retro del dispositivo, permette di visualizzare sulla tv di casa i filmati di iPod/iPhone. Contour è integrabile nell'ecosistema The Lounge e quindi nel possibile futuro contesto di interazione con applicazioni di remote control/access su telefonini iPhone e Android.

15 dicembre 2010

Pure Sensia, con l'RSS il teletext arriva sulla radio

Pure Technologies ha rilasciato una nuova versione del software del suo ricevitore digitale ibrido Pure Sensia, introducendo una nuova app dedicata alla lettura dei feed RSS alle applicazioni per Twitter, Facebook, Picasa e Meteo già in dotazione. E' un novità importante per questo ricevitore capace di sintonizzarsi su trasmissioni FM analogiche e DAB+, nonché su migliaia di stazioni radio presenti su Web, offrendo inoltre l'opportunità di interagire con i contenuti e i social network di Internet attraverso uno schermo a interfaccia tattile. Grazie al supporto dei formati RSS sarà possibile costruire su questo schermo una pagina e continuamente aggiornata con le notizie dai blog e dai siti preferiti, un teletext personalizzato che un normale televisore digitale "non connesso" non è in grado di offrire. Grazie al supporto della tecnologia RadioDNS, Sensia è compatibile con i futuri servizi ibridi delle stazioni, analogiche e digitali che adottano questo stesso sistema. Grazie ai metadati diffusi via RDS, RadioDNS consente infatti di trasferire verso un ricevitore radio connesso simultaneamente a Internet in Wi-Fi, servizi visuali come "Slideshow" (normalmente disponibile solo su segnali DAB) anche associandoli a trasmissioni analogiche FM.
Sensia fa parte di un catalogo di ricevitori digitali FM/DAB+ che Pure ha appena iniziato a commercializzare in Italia con FNAC e Unieuro.

PURE launches RSS reader app on Sensia

Major software release delivers new features

London, UK 14th December 2010: PURE, the world-leading radio maker, announces a major software release for Sensia, its internet-connected radio with colour touchscreen. The new software release includes an RSS reader app and delivers additional functionality to Sensia’s Facebook and weather apps, slideshow support for FM stations and significantly enhanced overall performance.
RSS (Really Simple Syndication) is a family of web feed formats used to publish frequently updated information - such as blog entries and news headlines - in a standardised format.
The RSS reader app allows the user to view RSS feeds on Sensia delivering the latest information from their favourite websites. Recommended feeds can be browsed or the user can search for a feed by name and add it to their list of feeds. Articles within the feeds can then be selected individually and read. Recommended feeds are in the following categories: news, finance, sport, arts and entertainment, and tech news, and will feature the likes of BBC News, E! Entertainment News, The Guardian and ESPN.
The software release also adds features to the Facebook app on Sensia including the most recent newsfeeds, the ability to view photos and to tag status posts with ‘like’ or ‘unlike’. Up to six locations can now be added and viewed when using the weather app and forecasts for both day and night for five consecutive days are available.
Sensia also now supports slideshow for FM RDS stations enabling users to view visual content such as competitions, album artwork or photos when listening to an FM station. The extra slideshow content is delivered via the latest RadioDNS technology (www.radiodns.org) over the user’s Wi-Fi connection. When not connected to Wi-Fi, Sensia also supports broadcast digital radio slideshow.
The software release also adds enhanced user performance and a confirmation prompt when switching Sensia on or off preventing the user inadvertently switching it off.
The RSS reader is the fifth app on Sensia adding to Twitter, Facebook, Picasa and weather and is available now through an automatic software download that is free to the user. For more information, please visit www.pure.com , www.touchmyradio.com.

28 novembre 2010

The Lounge App, Pure aggrega la radio su iPhone

Non penso ci siano stati problemi di autorizzazione per The Lounge App, l'applicazione iOS che consente di accedere da iPhone e iPad all'aggregatore di stazioni radio di tutto il mondo The Lounge, sviluppato da Pure/Imagination Technologies in abbinamento alla sua offerta di ricevitori digitali ibridi, stile Pure Sensia tanto per intendersi. Non solo The Lounge permette di accedere a migliaia di stazioni su Internet, ma Imagination Technologies è partecipata da un azionista chiamato Apple!
PURE’s world leading internet radio portal, the Lounge, now on iPhone

The Lounge App on iTunes store brings iPhone into PURE’s Flow family of connected radios

London, UK 25th November 2010: PURE, the world-leading radio maker, announces an iPhone App for its world-leading radio and media portal, the Lounge (thelounge.com). The Lounge App enables iPhone, iPod Touch and iPad users to listen to a world of internet radio, podcasts, listen again content and a library of unique and ambient PURE sounds, on the go.
The new Lounge App can be downloaded today at the Apple iTunes App Store in the UK, throughout Europe and in the US for just £2.99, € 3.99 and $ 4.99 respectively.
The PURE Lounge offers the user a world of local, national and global radio content ranging from American country to current events in Poland and from Gaelic football results to Austrian hip-hop. Listen again content allows users to catch up with radio programmes that they’ve missed such as the latest episode of the Archers or Dave Pearce’s dance anthems on BBC 6 Music. Podcasts available on the Lounge give users access to thousands of programmes available anytime whether it’s bedtime stories for the kids, DIY tips or highlights of a favourite breakfast show. There are also over 80 ambient PURE Sounds on the PURE Lounge to stimulate, inspire and relax ranging from ‘babbling brook’ to ‘cicadas at sunset’. The PURE Lounge App delivers a gateway to all of this content on the move.
The PURE Lounge App connects seamlessly to audio content over both Wi-Fi and 2G/3G, and allows Apple iPhone, iPod Touch and iPad users to access the Lounge’s powerful and simple to use search filters and find the content they want. Any combination of name, language, country, genre or audio quality can be entered to narrow down exactly what the user is looking for.

In questi giorni Pure ha anche presentato un ricevitore digitale, Twilight, che conferma il ruolo del costruttore britannico nel "ridefinire" il nostro modo di concepire e utilizzare un apparecchio radio domestico. Twilight abbina alla funzionalità di ricezione un diffusore luminoso elettronico che simula diversi effetti cromatici, per esempio la luce dell'alba. Il dispositivo viene commercializzato con una inedita connotazione "wellness", come strumento per il benessere, ideale anche per la stanza dei bimbi.

30 settembre 2010

Brionvega: il nuovo "radiocubo" riceve DAB+ e Internet



Fermate le macchine. Tra una settimana, giovedì 7 ottobre, nel corso di un open day presso un museo del design milanese, Brionvega presenterà l'edizione "terzo millennio" del mitico radiocubo, classe 1964 (il sito Web è per il momento in costruzione). Giorni fa mi era arrivato un primo teaser dall'ufficio stampa e avevo pensato a una bella radio con qualche funzionalità pensata per la Web generation: display digitale, dock per iPod, cose del genere... E invece salta fuori che la nuova radiocubo sarà una radio digitale ibrida FM/DAB+/Internet!
See si muovono marchi come Brionvega e la Milano da bere del design, il discorso del digitale DAB in Italia assume prospettive decisamente diverse (con tutto il rispetto per la qualità e la solidità tecnologica della proposta Pure). La famosa industria dei terminali utente, tante volte tirata in ballo come alibi (da me per primo), dimostra di volersi muovere. Ora sono i signori delle infrastrutture e delle regole che devono far seguire i fatti ad annunci e buone intenzioni.
(foto del radiocubo originale tratta dal sito del collezionista Lucio Roetta, IK3HIA)