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22 gennaio 2014

1924-1954-2014: si racconta la RAI che racconta l'Italia

Dal 31 gennaio al 30 marzo 2014 il Complesso del Vittoriano (insomma, l'altare della patria) e dal 29 aprile al 15 giugno la Triennale di Milano ospitano “1924-2014. La Rai racconta l’Italia”, una mostra che celebra una delle più importanti istituzioni culturali del Paese attraverso la storia di sessanta anni di tv e novanta di radio pubblica. L’esposizione nasce sotto l’alto patronato della presidenza della Repubblica e che si avvale del contributo di un prestigioso comitato formato da grandi nomi della cultura, giornalismo e divulgazione radiotelevisiva: Piero Angela, Piero Badaloni, Andrea Camilleri, Bruno Pizzul, Arnaldo Plateroti, Emilio Ravel, Marcello Sorgi, Bruno Vespa e Sergio Zavoli . La mostra è stata curata da Costanza Esclapon, direttore Comunicazione e Relazioni Esterne della Rai, con Alessandro Nicosia, presidente di Comunicare Organizzando e Barbara Scaramucci, direttore di Rai Teche - Per approfondimenti, consultate questa pagina di RAI News o scaricate l'opuscolo in pdf realizzato per l'occasione.  

21 aprile 2013

RAI, RaiWay e WorldDMB Forum: il trentino capitale italiana della nuova radio digitale


Alla linea di partenza di sono tutti o quasi. L'impegno della RAI, proclamato dal direttore generale Gubitosi e ribadito con forza dal responsabile di RaiWay Stefano Ciccotti, sembra particolarmente positivo. È veramente fatta, per la radio digitale in Italia? Lunedì scorso a Trento la nutrita presenza del management dell'ente radiotelevisivo pubblico e del suo braccio infrastrutturale sembra essere di buon auspicio per quello che il piano di rilancio della tecnologia Dab, che dovrebbe portare il nostro paese alla pari con nazioni come la Svizzera e la Germania, mentre in Europa la Norvegia (che il Dab l'ha lanciato una volta sola) è ormai prossima (mancano tre anni) allo spegnimento della radio analogica trasmessa in modulazione di frequenza.
In Italia le "prove" sono andate avanti per quasi vent'anni, ma solo nel 2009 Agcom è riuscita a delineare un piano d'azione che parte dalla definizione dei multiplex in termini di "unità di capacità" (un multiplex accoglie in pratica fino a 12 emittenti) e dall'assegnamento delle frequenze. Queste ultime sono state notoriamente un grosso ostacolo per la transizione al digitale del nostro settore radiofonico. Dopo aver fatto chiarezza, Agcom ha individuato un'area in cui implementare un progetto "pilota" ma definitivo per la radio DAB+ e insieme agli operatori ha autorizzato la creazione di cinque multiplex nella provincia di Trento. Uno dei multiplex, con la prima postazione dalla Paganella (alla quale dovrebbero fare seguito a breve altri impianti), è stato  presentato dalla Rai lunedì e prima ancora abbiamo avuto l'attivazione delle postazioni del consorzio nazionale commerciale Club Dab, mentre Digiloc e DBTAA, i due spazi che saranno occupati dalle emittenti locali si apprestano a loro volta a debuttare "on air". Digiloc ha firmato con RaiWay lo scorso febbraio un contratto che conferma la società controllata da Rai nel suo ruolo di "operatore unico" a livello nazionale per le emittenti interessate a trasmettere in DAB senza disporre di infrastruttura propria. Un ruolo che Ciccotti a Trento ha giustamente definito come indispensabile per l'affermazione della tecnologia. Ancora non si conoscono le tempistiche esatte per l'inizio delle trasmissioni di Eurodab, il consorzio di RTL102.5, particolarmente attivo tra i privati nella lunga sperimentazione della "nuova" radio.
Forse la parte più interessante della conferenza stampa, insieme alla credibilità che la presenza del Direttore generale RAI ha dato all'intera iniziativa, è quella che riguarda i piani futuri. Nelle prossime settimane, come hanno confermato sia Vincenzo Lobianco sia i rappresentanti di RAS, l'ente che nella Provincia autonoma di Bolzano vanta nella radio digitale italana il ruolino di marcia più lungo, anche l'Alto Adige passerà al DAB. In buona sostanza, ha precisato Ciccotti, man mano faranno seguito altre province del Nord Italia, con l'obiettivo di avere, entro tre anni, una copertura capillare «da Aosta a Trieste e dalla Riviera ligure al Brennero, scendendo lungo l'asse nord-sud almeno fino a Rimini.» Oltre alla copertura, assicurano poi i costruttori di apparecchi riceventi, gli ascoltatori del DAB troveranno nei negozi una adeguata fornitura di ricevitori, di ogni foggia e per ogni tasca. Anche dal mondo automotive arriveranno - grazie soprattutto all'effetto volano del DAB in Germania - diversi modelli con autoradio digitali integrate. 
Per la radio numerica il successo è dunque assicurato? Le nuove premesse sono ottime, ma a Trento nel corso della conferenza RaiWay e successivamente a Riva del Garda, dove il WorldDMB Forum ha tenuto il suo primo importante convegno nel pomeriggio di lunedì e per tutto martedì 16 aprile, si è discusso a lungo del fattore C, come "contenuti". Tra i più accaniti sostenitori della necessità, per il DAB+, di predisporre una ampia offerta di contenuti possibilmente nuovi ed esclusivi per spingere il pubblico a dotarsi di ricevitori digitali in grado di riceverli, è stato Marco Rossignoli di Aeranti-Corallo. Anche Stefano Ciccotti ha parlato della questione quando ha chiarito - a beneficio soprattutto della stampa locale - che il DAB utilizza frequenze diverse dalle stazioni in FM e che queste ultime continueranno a trasmettere normalmente per moltissimo tempo. Ma parlando in seguito con gli stessi giornalisti, tra cui il sottoscritto, il capo di Radio RAI Bruno Soccillo ha ammesso che trasmettere in DAB un'offerta completamente nuova non è facile a causa del regolamento Agcom che impone a chi non sia un nuovo entrante di mettere in onda in digitale almeno il 50% dei programmi diffusi in FM. Una regola che voleva essere un compromesso tra liberalizzazione totale e salvaguardia degli spazi competitivi ma che di fatto si rivela una zavorra. Però, a concluso Soccillo con qualche ragione, un motivo forte per acquistare una radio DAB in Italia c'è: vista la situazione di affollamento dell'FM e le difficoltà di ascolto dei network che non possono contare sull'isofrequenza, il digitale è comunque un buon modo per ascoltare meglio i programmi preferiti. Basterà come argomento di marketing? Staremo a vedere.

Al termine dell'evento allestito a Trento ho approfittato di un cortese passaggio per Riva, dove ho potuto seguire le prime sessioni del convegno WorldDMB. La partecipazione da parte degli operatori locali è stata davvero corposa e la curiosità evidente nella piccola area espositiva a contorno della conferenza. Ma altrettanto evidente, per chi aveva preso parte poche ore prima all'incontro con la dirigenza Rai, era il cambiamento di umore davanti agli interventi degli oratori dalla Germania, la Norvegia, il Regno Unito. L'idea era che le rispettive success story dovessero agire da pungolo al settore della radiofonia digitale in Italia, ma ho avuto la sensazione che per qualcuno il confronto fosse soprattutto un motivo di imbarazzo. Considerando che le prospettive del DAB+ in Italia continuano a essere condizionate da un clima generale che non sembra incoraggiare alcun tipo di cambiamento anch'io tenderei al pessimismo, ma continuo a credere che il DAB possa aprirci molte opportunità, vuoi come ascoltatori della radio, vuoi come fornitori di contenuti, servizi, impianti, strumentazione. Mi ha fatto piacere vedere tra gli stand espositori come FIAMM (con il suo prodotto automotive "SM10" disponibile da settembre e pensato per consentire - attraverso una antenna con convertitore incorporato - la ricezione del DAB anche alle car radio analogiche) e soprattutto Parrot, con il nuovissimo Asteroid, un digital tuned multistandard DAB/IP touchscreen e basato su Android. Asteroid utilizza un componente sviluppato dalla stessa azienda francese attraverso la sua divisione DiBcom, uno sviluppatore fabless di silicio che ha messo a punto Octopus, una famiglia di chip basati su un motore di "Vector Signal Processing" software-defined, disponibile anche in versione modulare completa, che permette di realizzare dispositivi riceventi multi-standard (incluso il DRM) e multi-banda. Rappresentati a Riva del Garda anche i ricercatori torinesi del CSP, con un interessantissimo progetto che implementa su una schedina ARM a bassissimo costo, la Odroid, un trasmettitore DAB+ embedded supercompatto. Per realizzarlo i tecnici del DSP sono partiti dai tool open source DAB messi a punto dalla canadese CRC, ricompilando il software per la compatibilità con Odroid e il suo coprocessore. 

Infine, tra le novità più interessanti sul fronte dei ricevitori commerciali c'è sicuramente la nuova versione della radio ibrida Pure Sensia, modello 200D Connect, la famosa radio digitale "ovoidale" con schermo touch integrato e sistema operativo Android, compatibile con radio FM, DAB e Internet.

18 marzo 2013

Lettere aperte sulle onde medie chiuse


La pubblicazione del piano di ristrutturazione degli impianti di diffusione radiofonica in onde medie della RAI sull'annuario tecnico del suo braccio infrastrutturale RaiWay, "Comunicare Digitale multilinguaggi & multischermi" diventa lo spunto per il sindacato UIL Comunicazione  per scrivere una lunga lettera aperta alla stessa RaiWay per lamentare il drastico sfrondamento di quello che nell'epoca d'oro della modulazione d'ampiezza era un glorioso network di decine di impianti - alcuni dei quali molto potenti - distribuiti su tre canali nazionali. Uilcom lamenta anche il fatto che la presunta digitalizzazione delle onde medie di cui parla la rivista sembra essersi già arrestata con lo spegnimento dei test che erano in corso da Milano Siziano su 693 kHz. Purtroppo la lettera aperta viene alquanto vanificata per aver sventolato un po' a vanvera l'argomento secondo il quale in altre nazioni europee le onde medie stanno andando fortissimo. Apprendo per esempio con una certa sorpresa che la vicina Svizzera "illumina" il suo intero territorio con un impianto OM da 600 kW. 
I miei dati, e quelli di tutti gli esperti europei del settore, dicono tutto il contrario. A me risulta che la Svizzera ha spento da tempo i tre impianti nelle sue principali aree linguistiche  e lo ha fatto proprio per risparmiare soldi e problemi di manutenzione. Lo spegnimento di Radio Monteceneri su 558 kHz ha avuto molte ripercussioni anche in Italia, dove la radio svizzera aveva ancora parecchi ascoltatori. Per un po' di tempo la frequenza era stata affittata ai programmi internazionali della Voce di Russia, ma persino l'amico Putin ha avviato un piano di risparmio che prevede forti tagli alla modulazione di ampiezza. Il sindacato italiano cita anche il Regno Unito, parlando di numerosi impianti ancora in essere. La cosa è in parte vera, anche se le potenze citate da Uilcom sono semplicemente fuori range. Ma è anche vero che la BBC ha sta già valutando la possibilità di spegnere gli impianti in onde medie locali sovrapposti alla più moderna copertura in FM e alcune frequenze sono già state sacrificate. Per non parlare del fatto che la Gran Bretagna si sta concretamente avviando verso lo spegnimento di buona parte della radio analogica, FM compresa. Proprio oggi la newsletter Southgate Amateur Radio News cita due report che il governo di Sua Maestà  ha rilasciato a febbraio - Impact of a Radio Switchover on the Government’s Emergency Communications Policy e Switchover Communications Plan - da cui si evince che difficilmente la modulazione di ampiezza in Gran Bretagna resisterà dopo il 2016.  Stessa cosa per un'altra nazione citata nella lettera aperta Uilcom, la Germania, dove diversi impianti di una certa potenza sono stati recentemente chiusi dalle emittenti regionali, mentre resistono - ma fino a quando? - quelli del nazionale Deutschlandfunk. 
Anch'io appartengo alla schiera di coloro che osservano con perplessità il rapido declino di infrastrutture che hanno costruito il mito della radio come primo mezzo di comunicazione di massa, ma non riesco a far finta di ignorare la realtà dei fatti. Mantenere in vita impianti in modulazione d'ampiezza a copertura regionale o addirittura nazionale oggi è insensato, soprattutto a causa di un inquinamento elettrico che negli agglomerati urbani ha reso impraticabile la ricezione su queste frequenze. L'uso locale di impianti a frequenza mediobassa potrebbe, nei casi più fortunati, essere un altro discorso e le onde medie andrebbero a mio parere liberalizzate per le emittenti microlocali no profit, ma stiamo comunque parlando di un uso ampiamente alternativo rispetto alle finalità cui le onde medie assolvevano fino a qualche lustro fa. Su tutto il comparto della modulazione di ampiezza pesa una perdita di visibilità che ha reso praticamente sconosciuta l'esistenza delle onde medie fuori dalla fascia degli over-50. La radio analogica in generale andrà incontro inevitabilmente all'assalto da parte di un modello digitale che sta finalmente mietendo i primi successi. Non sarà un assalto incruento per noi ascoltatori, perché nessuno dei fautori anche governativi del radio digitale DAB sembra capire che le frequenze in gioco - caratterizzate non per caso da modalità di ricezione con antenne rooftop - qualche serio problema di ascolto indoor lo danno. Qualunque ipotesi di switchoff rischia di rendere la radiofonia europea complessivamente più difficile da sintonizzare.
Se la modulazione di frequenza comincia solo adesso a starnutire, per la modulazione d'ampiezza la respirazione è già assistita da un bel pezzo. I nostalgici del mezzo devono rassegnarsi, non solo le onde medie sopra i 10 kW sono vecchie: sono soprattutto terribilmente costoso per nazioni che fanno fatica a dare i soldi agli impiegati pubblici e i sussidi ai disoccupati. In Italia - commentava poco fa il nostro ottimo Chris Diemoz, giornalista che con Radio Rai ci lavora e che con il quale discutevamo a proposito dei documenti segnalati da Southgate - la RAI perde 200 milioni a semestre. Con quali risorse dovrebbe salvare le onde medie tanto care a qualche migliaio di ascoltatori? All'epoca della roventi manifestazioni di piazza la Grecia aveva annunciato un piano di abbattimento delle onde medie che in seguito è in parte rientrato, senza che per questo il futuro dell'emittenza pubblica in Grecia, come altrove, ci debba apparire più roseo. Non mi stupirei se da qui a un anno la lettera aperta alla RAI la scriveremo perché ci tenga in piedi due o tre impianti in FM per Radio 2 e Radio 3. 

02 marzo 2012

RAI su iPad, finalmente streaming e catch up tv per iOS


Mi sembra proprio che la RAI sia sulla strada giusta con la nuova applicazione iPad che finalmente supera i limiti del portale Rai.tv sui tablet iOS. La app, disponibile da una decina di giorni, permette infatti di accedere agli streaming dei maggiori programmi televisivi in diretta e alla catch up tv di Rai Uno, Due, Tre e Cinque. Addio incompatibilità con la tecnologia Silverlight e con Flash. Sarebbe bello adesse vedere una applicazione iPad degna di questo nome anche per Radio RAI, ma non pretendiamo troppo.
L'aspetto interessante è che a quanto leggo sul comunicato stampa che mi è arrivato adesso, l'applicazione iPad è stata sviluppata internamente, dalle forze della ex-RaiNet oggi confluite nella direzione Nuovi Media. Io ero rimasto alle app come quella per Radio RAI su iPhone, uscita ormai parecchio tempo fa e giunta oggi alla versione 2.0, tra l'altro una delle prime della RAI. Allora per lo sviluppo era stata coinvolta Neo Network, oggi in Zodiak Active, del Zodiak Media Group di DeAgostini (in Zodiak c'è anche Magnolia). Ecco quello che si legge nel comunicato, secondo il quale la nuova app è già stata scaricata da 70 mila utenti.

Nuovo record di traffico per il web della Rai, che migliora a febbraio il risultato raggiunto il mese scorso. Con 174,3 milioni di pagine viste e 10,5 milioni di utenti unici, il web Rai cresce infatti rispettivamente del 39% e del 30% rispetto ai valori medi 2011 riportando un nuovo risultato positivo. A trainare, i nuovi portali Rai.tv e Rai.it - disponibili dal 18 gennaio - e la sempre maggiore integrazione dell’offerta Rai con i social network. Ottima accoglienza del pubblico anche per l’applicazione iPad di Rai.tv, con la quale è possibile seguire in diretta, in modalità replay e on demand la programmazione Rai. Dal rilascio, una settimana fa, Rai.tv è infatti costantemente in testa alle speciali classifiche delle app gratuite più scaricate. Ad oggi sono oltre 70.000 le applicazioni già scaricate. Per il direttore di Rai Nuovi Media, Piero Gaffuri: “Un’applicazione realizzata all’interno dell’Azienda dai tecnici di RaiNet, la dimostrazione concreta che oggi Rai ha risorse per essere leader anche sulle piattaforme innovative”. Tra i siti, il videoportale Rai.tv è in crescita costante , con quasi 68mln di pagine viste e 5,2 mln di utenti unici incrementando la media 2011 rispettivamente del 59% e del 39%. Altro significativo fattore di crescita sul totale dei domini Rai è la durata delle visite: 16 minuti e 40 secondi, più del 48% rispetto al 2011 (+146% per Rai.tv).

10 aprile 2011

Su Radio 3 Classicaradio, le gemme musicali dal vivo

Sul forum di discussione di Radiopassioni, la nostra Mariù si occupa della grossa novità annunciata da Radio 3, che comincerà a rendere disponibili attraverso il suo sito le registrazioni storiche dell'archivio musicale classico "dal vivo" della RAI. Classicaradio Non è una vera e propria Webradio, ma rappresenta pur sempre una grande opportunità di fruizione di un patrimonio così importante. Il debutto dell'iniziativa è previsto martedì 12 in occasione della giornata Radiopride che Radio 3 e Fahrenheit organizzano insieme a MediaAid onlus, quella del progetto "Dai voce a una radio". Qui i dettagli di questa giornata, cui parteciperà anche Andrea Borgnino. Appuntamento dunque il 12 aprile su Radio 3 per il Radiopride e per le musiche di Classicaradio.

16 marzo 2011

I sindacati radiotelevisivi sul caso RAIWay



Domani, festa dell'Unità, i lavoratori della RAI celebrano l'occasione in sette piazze italiane, per divulgare il ruolo del nostro ente radiotelevisivo di Stato nell'unificazione culturale della Nazione e per sensibilizzare il pubblico sulle gravi questioni di bilancio che lo affliggono, con particolare riferimento alla privatizzazione del suo braccio infrastrutturale, RAIWay. Con l'occasione verrà distribuito un volantino firmato da Slc Cgil, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater e Libersind-ConfSal. Non c'è molto da commentare. In altre nazioni europee la privatizzazione delle operatività infrastrutturali dei broadcaster ha creato realtà industriali interessanti. Peccato che sul nostro mercato pesi l'incognita del "duopolio monopolista". L'eventuale cessione di RAIWay (chissà perché, una delle poche privatizzazioni portate avanti dalla destra, insieme a quella dell'acqua e della scuola) a mio modesto parere non avverrebbe nelle necessarie condizioni di trasparenza. L'idea che i programmi della Rai continuino a essere trasportati da un organismo controllato dall'attuale Parlamento mi preoccupa non poco. Ma l'alternativa rappresentata da un carrier "privato" (quale?) che potrebbe decidere, chessò, di far pagare qualcosa in più per il trasporto di Rai Tre, o comunque di influire in qualche modo sulla qualità del servizio di distribuzione privilegiando certi contenuti, mi lascia forse più perplesso. E' proprio il caso di procedere con questo piano di dismissione?



19 febbraio 2011

Aperto su Web il museo radiotv RAI di Torino

Aperto anche su Web il museo della radiotelevisione RAI di Torino. Ecco il testo del comunicato che annuncia la creazione della pagina Web siglata RAI Net (a proposito, ma dell'internelizzazione dell'ex spin off che ne è stato? Va bene che in questo momento l'azienda mediatica di Stato ha ben altro cui pensare...).
Il sito è molto ben fatto ma la visita risulta inutilmente macchinosa. In apertura per esempio c'è la proiezione delle "mostre" (bella quella dei vecchi manifesti della radio), ma cliccando sulle varie sezioni pubblicizzate si apre (non su Safari/Mac che ha qualche problema di compatibilità) una nuova pagina sul sito istituzionale, quello "nero" per intendersi. Il link alla bibliomediateca citata nel comunicato è utile ma non fatevi illusioni, non è la porta di accesso diretto online ai materiali custoditi presso il centro "Dino Villani".

Dal telegrafo alla Tv digitale, dai trasmettitori di Guglielmo Marconi al primo televisore, racchiuso in uno schermo di pochi centimetri. Pezzi di storia delle comunicazioni che fanno parte del Museo della Radio e della Televisione Rai di via Verdi 16, a Torino, dedicato all’ingegner Enrico Marchesi, pioniere della radiofonia italiana e primo presidente dell’Eiar. Un museo che – da oggi – e’ possibile “visitare” con un semplice click, al sito www.museoradiotv.rai.it, realizzato da Rainet con la collaborazione dei Servizi Tecnici del Centro di Produzione Tv Rai di Torino e della Bibliomediateca.
Diviso in sezioni, il sito racconta la nascita e l’evoluzione del museo torinese dal 1939 a oggi, e guida il visitatore – anche attraverso filmati e foto – all’interno della collezione che comprende circa 1200 cimeli, materiali e apparati tecnico-professionali e di uso domestico. Tra gli oggetti esposti online, anche alcune “chicche” come il fonografo a cilindro di Edison, il microfono ad acqua, il registratore a nastro di acciaio tipo Lorenz del 1935, il primo microfono della radiofonia italiana, le radio anni ’30, le telecamere delle prime trasmissioni tv, fino all’apparecchio utilizzato per riprodurre l’inconfondibile “cinguettio” che per anni ha accompagnato le trasmissioni radiofoniche. Nella sezione “come funziona”, inoltre, alcuni video svelano i segreti di apparecchiature come il registratore magnetico o la prima telecamera a colori, datata 1953 e realizzata negli Stati Uniti.
All’interno del sito e’ presente anche un link con la Bibliomediateca Rai di Torino, che offre un servizio di consultazione dell’archivio contenuto nel Catalogo Multimediale di Rai Teche, con oltre un milione e mezzo di ore di programmi radio e tv, oltre a 40 mila foto, 10 mila spot e migliaia di manifesti pubblicitari, tutti digitalizzati.
Sempre aperto su web, il Museo della Radio e della Televisione di Torino e’ visitabile su prenotazione nei giorni feriali dalle 9.00 alle 19.00, a ingresso gratuito. Possibili anche le visite guidate per scuole superiori, universita’ e gruppi. Contatti: 011-8104486, e-mail museoradiotv (at) rai (dot) it.

22 ottobre 2010

Il Cda Rai approva la fusione di Rai Trade. E Rai Net?

Il solito, laconicissimo comunicato, per annunciare una decisione importante del CdA della Rai, tenutosi l'altro ieri, 20 ottobre. "Nell’odierna seduta, il Consiglio di Amministrazione, su proposta del Direttore Generale, Mauro Masi, ha approvato il progetto di fusione di Rai Trade in Rai." L'orientamento annunciato a luglio è diventato realtà: la società "Rai Trade", varata 13 anni fa, rientra in seno alla capogruppo. Tutto a posto, sono i classici avvicendamenti tipici della grandi organizzazioni. E allora perché questa sensazione da Aguzzate la vista, da "le due figure, quella di fine luglio e quella di due giorni fa, differiscono per un solo piccolo particolare"?
Il CdA balneare che aveva annunciato l'intenzione di riassorbire Rai Trade aveva detto lo stesso per un'altra società esterna, Rai Net, la controllata al 100% nata nel 1999 e responsabile dei progetti Web della Rai, due scherzetti 2.0 chiamati Rai.it e Rai.tv. Perché il Cda non si è occupata anche di lei? Ci sono ripensamenti su una decisione che nonostante la calura e l'indifferenza estiva aveva suscitato (anche grazie a questo piccolissimo blog) qualche perplessità? Ci sarebbe da augurarselo ma la cosa più probabile, a mio parere, è che non ci sia stato alcun dietro front: Rai Net prima o poi deve tornare all'ovile. Il problema starà nel tracciare il percorso più opportuno, trovare il modo di collocare la strategia Internet della Rai nel grande calderone di viale Mazzini. Come ricollocare le funzioni svolte da Rai Net nel contesto delle attuali divisioni Rai? Dentro alla direzione Nuovi Media affidata peraltro allo stesso Ad di Rai Net? Sarebbe la collocazione più logica, ma come deve essere ingegnerizzato l'innesto di una unità a vocazione tecnologica (specie negli ultimi due anni) in una direzione sostanzialmente editoriale? Che risorse finanziarie allocare, che grado di autonomia offrire a un team che si è mosso bene con gli accordi e le collaborazioni ormai inevitabili nel mondo della "connected tv"?
Tutte considerazioni che gettano una luce ancora più inquietante su una manovra apparsa fin da subito poco sensata. E preoccupantemente foriera di ogni sorta di italica dietrologia. I lettori di questo spazio sanno che ho avuto e continuo ad avere posizioni critiche nei confronti dei prodotti Internet della Rai. Non tutte le scelte del nuovo portale Rai.tv sono condivisibili mentre la presenza Web di Rai.it, malgrado i recenti restyling continua a soffrire di una seria carenza di brand unity, dovuta, chissà, alla difficoltà di coordinare l'azione di Rai Net nei confronti dei vari canali televisivi e radiofonici.
Ma questi punti di criticità sono del tutto normali e non tolgono nulla alla opinione che ho espresso lo scorso luglio: abbandonare il modello di società esterna in grado di agire in sostanziale autonomia è una grande sciocchezza e certo non sarà un rimedio alle eventuali difficoltà di coordinamento. Semmai, in presenza di questi ostacoli si deve intervenire con una ridefinizione dei ruoli e dei rapporti, si deve fare in modo che il dialogo funzioni ancora meglio. Moltissime delle cose fatte da Rai Net negli ultimi tempi sono all'avanguardia, perfettibili quanto si vuole ma valide. E soprattutto mi sembra da autentici sconsiderati azzerare di colpo la strategia Internet - perché di questo si tratta, ora si deve partire da capo - in un momento in cui con il perfezionamento del passaggio al digitale televisivo terrestre esplode in tutta la sua complessità (ma anche in tutto il suo potenziale) il fenomeno Connected Tv, con cui Rai Net stava imparando a famigliarizzare.
Ma qui entriamo veramente nel campo delle illazioni sull'impossibilità per un governo della cosa pubblica (espresso nella sostanza dei fatti dal principale concorrente di Mamma Rai) di occuparsi dell'ente radiotelevisivo pubblico con uno stile e una modalità al di sopra di ogni sospetto. Forse c'è anche un elemento di banale "ignoranza" nel probabile azzeramento di Rai Net, una componente di cultura informatica d'altri tempi, una cultura centralizzata, in cui la risorsa "Edp" è succube di decisioni prese a monte dell'infrastruttura. Comunque sia c'è per l'ennesima volta di che vergognarsi. La vicenda Rai Net sembra sempre più figlia di un padre chiamato conflitto di interessi e di una madre troppo anziana per capire il senso dell'innovazione.

30 agosto 2010

RaiNet torna alla controllante Rai. Come e perché?

Ci vuole obiettivamente il lanternino per trovare, sul sito dell'Ufficio Stampa Rai, il comunicato con cui l'azienda dava conto, alla fine di luglio, della decisione, presa dal CdA, a "larghissima maggioranza" di avviare il processo di internalizzazione di Rai Net, la società (esterna ma controllata al 99,9%) del gruppo Rai che fa riferimento all'area editoriale Nuovi Media e si occupa della presenza del nostro ente pubblico sul Web.
Nell’odierna seduta del Consiglio di Amministrazione il Direttore Generale, Mauro Masi insieme con i quattro Vice Direttori Generali ha illustrato il documento sullo “ Stato di avanzamento del Piano Industriale 2010-2012”, fornendo un’ampia panoramica su tutti i progetti che si riferiscono ai nove “cantieri ” specifici.
Lo “Stato di avanzamento” conferma pienamente l’obiettivo del Piano di raggiungere entro la fine dell’esercizio del 2012 l’azzeramento del deficit.
In quest’ottica si ricorda che gli interventi già attuati da questa gestione in termini di minori costi e maggiori introiti, hanno permesso di recuperare circa 200 milioni di euro di risparmi effettivi.
Sempre nell’ambito del Piano Industriale sono state approvate a larghissima maggioranza le importanti proposte di internalizzazione di RAITRADE e RAI NET nella capogruppo RAI Spa.

Il comunicato in questione è l'unico a non portare la data, per fortuna è stato ripreso dalle agenzie ed è stato riportato dalla stampa e da Internet. Si riferisce a una riunione del 28 o 27 luglio. In compenso pochi, forse nessuno, hanno parlato delle motivazioni alla base della volontà di riportare Rai Net e le sue attività "in casa". Sui tempi e i meccanismi del riassorbimento non si sa ancora nulla. Non riesco a rimuovere la spiacevole sensazione che questa sia, tanto per cambiare, una decisione politica. Rai Net in questi ultimi due anni ha lavorato molto bene, a mio modesto parere. Le novità che hanno caratterizzato il portale Rai.tv sono perfettibili, ma l'immagine e il funzionamento della Rai sul Web sono cambiati in meglio, c'è più uniformità di marchio, più scelta. Sommando le attività Internet gestite direttamente da Radio Rai, i risultati sono consistenti e apprezzabili. Trattandosi della Rai vengono in mente mille interrogativi.
Che cosa può voler significare il ritorno del team guidato dall'Ad Piero Gaffuri (che è anche direttore dell'area Nuovi Media), in seno alla "controllante"? E' un riconoscimento positivo, un premio, oppure uno degli eterni tentavi di imbrigliare chi cerca di gestire il cambiamento nel rispetto dei mandati ufficiali ma con un forte grado di autonomia decisionale? Che fine farà l'attuale vertice di RaiNet, sarà riconfermato? Come proseguirà il lavoro svolto fin qui? E infine, era proprio il caso di prendere questa strada nel pieno del torpore estivo e in una fase così delicata per la politica e il governo?

21 luglio 2010

Prix Italia 2010, torna a Torino la qualità nel broadcast


Nella conferenza stampa di ieri la RAI ha presentato obiettivi e contenuti dell'edizione 2010 del Prix Italia che dopo il successo dello scorso anno torna a Torino dal 19 al 24 settembre. Ricordo che questo premio internazionale è una bellissima occasione per mettere a confronto le produzioni radiotelevisive di qualità provenienti dal mondo intero. La riconferma di Torino come sede del concorso è funzionale anche al clima di celebrazione (facciamo finta che sia così anche nelle stanze del Parlamento e del governo) intorno al 150esimo anniversario dell'unità di una nazione che ha smesso da tempo di ragionare su se stessa, chissà che nella sede di un premio che porta il suo nome non possano avvenire riflessioni interessanti. Insieme alla qualità alla radio e alla televisione, il Prix Italia si occupa da diverse edizioni della presenza su Web delle emittenti associate. Quest'anno verranno premiate anche le iniziative di user generated content.
Giovanna Milella è confermata come segretario generale dell'evento, con un fondamentale ruolo di direzione e coordinamento. Tra le novità di questa edizione vale la pena sottolineare la presenza, tra le emittenti in concorso di Radio 24 del Sole 24 Ore per la radio e di La 7 per la tv. Ci sono anche due nuove nazioni rappresentate, l'Egitto e il Messico. Tanti gli ospiti d'eccezione, come il regista Peter Greenaway e il musicista Roman Vlad, fondatore del Prix Italia nel 1948. Per scaricare il pdf del programma cliccate qui.

IL PRIX ITALIA NELL'EDIZIONE DEL 2010 ASSEGNA I SEGUENTI PREMI:

TELEVISIONE
1. Rappresentazioni artistiche - Prix Italia
2. Documentari di arte e di musica - Prix Italia
3. Film TV e mini serie - Prix Italia
4. Serie ad episodi e serie a puntate - Prix Italia
5. Documentari di interesse generale e culturale - Prix Italia
6. Documentari di attualità - Prix Italia

RADIO
1. Composizione musicale - Prix Italia
2. Programma sulla musica - Prix Italia
3. Opera originale- Prix Italia
4. Adattamento drammaturgico - Prix Italia
5. Documentario - Prix Italia per la migliore qualità globale
6.Documentario - Prix Italia Premio Speciale, per la straordinaria originalità e/o innovazione della forma di linguaggio documentaristico.

WEB
1. Sito interattivo legato ad un programma radiofonico o televisivo
2. Contenuto generato dagli utenti

Come al solito è abbastanza nutrita la serie di incontri e iniziative ma noto che quest'anno - forse perché Radio RAI è distratta da altre celebrazioni (per esempio il 60esimo del Terzo Programma culturale), di radio nello specifico non si parla, a differenza di quanto era accaduto nelle edizioni precedenti. Segnalo però, dal calendario che riporto integralmente, l'interessante momento dell'incontro “Mass media : disabilità e nuove tecnologie” a cura del Segretariato Sociale Rai e in collaborazione con il Centro Ricerche Rai.

IL CALENDARIO

Domenica 19 settembre

Accrediti. Ascolto/visione on-demand dei programmi in concorso.
Proiezioni pubbliche dei programmi in concorso.
Incontro con la stampa – presentazione eventi e programmi in concorso
Avvio dei lavori con accredito dei delegati, briefing delle giurie ed elezione dei presidenti.
Anteprima nazionale del film “Concerto Italiano” di Italo Moscati.

Lunedì 20 settembre

Lavori delle giurie e ascolto/visione on-demand dei programmi in concorso.
Proiezioni pubbliche dei programmi in concorso.
Dimostrazioni tecnologiche a cura del Centro Ricerche RAI
Presentazione Nuova Offerta Rai. Incontro con la stampa.
Incontro “2010: Donne in Afghanistan” a cura del Segretariato Sociale RAI
Serata dedicata al regista Peter Greenaway e proiezione di “TV Dante”, vincitore del Prix Italia 1991.

Martedì 21 settembre

Lavori delle giurie e ascolto/visione on-demand dei programmi in concorso.
Proiezioni pubbliche dei programmi in concorso.
Dimostrazioni tecnologiche a cura del Centro Ricerche RAI.
Seminario internazionale “Identità e diversità dell’Europa – L’integrazione comunitaria nelle prospettive del servizio pubblico crossmediale” a cura della Commissione Europea (Rappresentanza in Italia) e di Infocivica
Convegno internazionale “Raccontare il Mediterraneo” – Presentazione della ricerca inedita “Telling and broadcasting Mediterranean stories. A survey on documentary” sulla produzione di documentari nell’area mediterranea, realizzata dalla RAI, Direzione Palinsesto TV e Marketing e dal Prix Italia in collaborazione con (in ordine alfabetico) : ASBU, Babelmed, CMCA, COPEAM, Doc.it, Osservatotrio Balcani e Caucaso, Rai Teche. A seguire dibattiti e proiezioni.
Incontro con la stampa – presentazione eventi e programmi in concorso
Riunione della Comunità Radiotelevisiva Italofona.
Il Gruppo Donne della Copeam presenta i risultati finali del “Global Media Monitoring Project”.
Sinergie internazionali - Riunione delle Associazioni ABU, ASBU, CIRCOM, CIRTEF, CMCA, Comunità Radiotelevisiva Italofona, COPEAM e URTI con la Presidenza del Direttore Generale dell’EBU, Ingrid Deltenre
“Bentornato Maestro”. Incontro con il compositore Roman Vlad, fondatore del Prix Italia nel 1948, proiezione del film “Roman Vlad e il suono della memoria” con la regia di Giovanni Sinopoli.
Proiezione del film “Piccola Casa della Divina Provvidenza - S.G.B. Cottolengo - Torino” della serie “I passi del silenzio”di Ivano Balduini e Marina Pizzi per TV2000.
Serata dedicata al regista Ingmar Bergman con la proiezione cinematografica di “Saraband”, vincitore del Prix Italia 2004. In collaborazione con il Museo del Cinema di Torino.

Mercoledì 22 settembre

Lavori delle giurie e ascolto/visione on-demand dei programmi in concorso.
Proiezioni pubbliche dei programmi in concorso
Dimostrazioni tecnologiche a cura del Centro Ricerche RAI.
Convegno internazionale : “Le fonti dell’informazione – pluralità, affidabilità, responsabilità”.
Incontro con la stampa – presentazione eventi e programmi in concorso
Incontro “2010 : piccoli lavoratori, piccoli schiavi”, a cura del Segretariato Sociale RAI
Convegno internazionale in occasione del 40° FERPI - Federazione Relazioni Pubbliche Italiana – “Informazione e cultura nella network society”.
Concerto di Benvenuto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI. Dirige il Maestro Sir Andrew Davis. Violinista Nemanja Radulovic. Ripreso da Rai Tre e in diretta su Radio3.

Giovedì 23 settembre

Lavori delle giurie e ascolto/visione on-demand dei programmi in concorso.
Proiezioni pubbliche dei programmi in concorso.
Dimostrazioni tecnologiche a cura del Centro Ricerche RAI.
Convegno internazionale : “Le nuove frontiere della televisione e dei media” , in collaborazione con il Politecnico di Torino e con le dimostrazioni del CRIT.
Incontro con la stampa – presentazione eventi e programmi in concorso
Dibattito pubblico delle Giurie Radio, TV e Premi Speciali - tradizionale appuntamento molto atteso dai delegati internazionali del Prix, in cui vengono annunciate le terne finaliste di tutte le categorie del concorso.
Presentazione lavori Giurie Studenti dell’Università degli Studi di Torino.
Annuncio vincitori Radio, TV e Premi Speciali della 62° edizione.
Serata dedicata all’attrice Isabelle Adjani, insignita di 5 César, con la proiezione di “La giornata della gonna”, regia di Jean-Paul Lilienfeld.


Venerdì 24 settembre

Ascolto/visione on-demand dei programmi in concorso.
Proiezioni vincitori TV 62° edizione Prix Italia.
Ascolto vincitori Radio 62° edizione Prix Italia.
Dibattito pubblico della Giuria Web, con i quattro finalisti
Dimostrazioni tecnologiche a cura del Centro Ricerche RAI.
Annuncio vincitori Web.
Assemblea Generale Prix Italia delle emittenti televisive e radiofoniche, presieduta da Eva Hamilton, Presidente Prix Italia
Sinergie internazionali – TV Committee Presidency meeting
Incontro “Mass media : disabilità e nuove tecnologie” a cura del Segretariato Sociale Rai e in collaborazione con il Centro Ricerche Rai
Cerimonia di Premiazione dei vincitori della 62° edizione e spettacolo di chiusura presso l’Auditorium Rai “Toscanini”, ripreso da Rai Uno.

05 febbraio 2010

Ugo Gregoretti, il castigo delle onde corte

L'altra sera a Parla con me uno straordinario Ugo Gregoretti ha parlato della sua televisione di mezzo secolo fa, le sue provocazioni, le sue "gregorettate" diventate - come ha raccontato il grande autore televisivo - "una parolaccia" per indicare tutto quello che in mamma RAI non doveva essere fatto. «E il castigo che ci veniva assegnato erano... Le onde corte. "Ti sbatto alle onde corte!" ci dicevano.» E a una Dandini perplessa gli è toccato pure spiegare che sulle onde corte viaggiavano le "trasmissioni radiofoniche per gli emigrati"... Chissà se qualcuno gli ha detto che ormai non esistono più.
Trovate questo grande momento di storia del nostro costume sul portale listato a lutto di Rai.tv e sul più luminoso spazio RAI su YouTube (dopo il minuto 11:30)


20 aprile 2009

Amnèsia, il libro

Da non perdere, oggi 21 aprile alle 18.30, alla Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano, la presentazione di Amnèsia, il libro Mondadori dedicato alla omonima popolare trasmissione di Radio 2 di e con Matteo Caccia. Alla presentazione parteciperanno Caccia e il coautore Alessandro Genovesi. Interverrà anche Matteo Bordone di Condor.

15 aprile 2009

Come Cervia che assetata: Radio 3 Infestival 2009

Perché l'autore di un blog come questo non dovrebbe recarsi in devoto pellegrinaggio a Cervia, questo fine settimana, nella lieta occasione del terzo Festival di RAI Radio 3? Appunto, non c'è una sola buona ragione per astenersi dal partecipare alla kermesse voluta per il 17, il 18 e il 19 aprile nella località balneare romagnola, dal nostro canale radiofonico pubblico culturale: l'eroica Radio 3, che rema con coraggio d'altri tempi contro l'avversa corrente di un clima culturale che farebbe vergognare nazioni assai meno fortunate e ricche della nostra. Il canale radiofonico che acrobaticamente cerca di comprimere in un singolo, oggettivamente angusto spazio, le parole e le musiche che altri affrontano con "envergure" e risorse almeno raddoppiate.
Ragioni non ce ne sono, ma temo invece che il lavoro, un possibile impegno con gli amici, insomma la routine di sempre mi terranno lontano. Mi consolerò sapendo che l'intero Radio 3 Infestival verrà catturato e ritrasmesso sulle pur sacrificate frequenze della radio.
Quello che segue è il programma della tre giorni di incontri, spettacoli, concerti, persino concorsi enigmistici (e mi commuove pensare all'affinità tra i giochi proposti domenica mattina dallo Studio Woquini - il nome di un capo cheyenne, a quanto leggo - e quelli della mitica rubrica "I Wutki", ideata da Sergio Morando per il mensile Linus dei miei diciottanni, piccolo "Oulipo" di creatività intelligente e cortese). Una miriade di tenui, ma riconoscibili tracce di quel garbo perduto che altrove si fa avvertire per la sua desolata assenza.
Se ci tenete a evadere per un po', distogliendo lo sguardo dai mortiferi volti dei nostri poco amati dirigenti per posarlo su quelli belli e naturali di Gabriella Caramore e Moni Ovadia, o ascoltando da fermi i racconti della "radio che cammina", o contrastando la degenerazione che ci trascina via con l'evoluzione di Darwin letta da Manuela Mandracchia, concedetevi qualche ora d'aria in Romagna. A Cervia, a Cervia
Venerdì 17 aprile

15.00 - 15.50 Magazzino del sale
Fahrenheit: conduce Marino Sinibaldi.
Tutto Fahrenheit in 50 minuti! In forma concentrata tutti i contenuti della trasmissione: i libri, le idee e qualche incontro “straordinario” con le realtà locali, gli scrittori di mare e di terra, la “filosofia romagnola”… Intervengono in trasmissione Giulio Tondelli per un ritratto inedito del fratello Pier Vittorio e Wu Ming per presentare l’ultimo libro “New Italian Epic”. Attenzione all’incursione del Teatro delle Albe con una mini – performance dal vivo.

15.50 – 16.00 Magazzino del sale
Musica: Filippo Gambetta Trio. Filippo Gambetta: organetto, Claudio de Angeli: chitarra acustica, voce, Riccardo Barbera: contrabbasso.
Questo trio propone musica originale oltre a pezzi dalle più svariate influenze. Le composizioni spaziano con grande libertà in un ambito musicale slegato dal repertorio tradizionale, pur suonando all’orecchio di chi ascolta come molto vicine, per intenzione e scelte stilistiche, al fare musica popolare. Questo è forse l’aspetto chiave che il trio intende mettere in evidenza nelle proprie esibizioni.

16.15 - 16.45 Magazzino del sale
Ad alta voce: Manuela Mandracchia legge “Le Cosmicomiche” di Italo Calvino.
Dopo il grande successo della lettura del “Barone Rampante”, Manuela Mandracchia torna alle pagine di Calvino con brani tratti da uno dei suoi libri più importanti.

16.50 – 17.40 Magazzino del sale
Fare Strada. La Radio che cammina: È questo il titolo dell’incontro tra il Direttore di Radio3 Sergio Valzania, il Direttore di Radio2 della Svizzera Italiana Lorenzo Sganzini e il giornalista Claudio Sabelli Fioretti, tutti con una personale esperienza di “radio-pellegrinaggio” da raccontare.

17.40 – 18.00 Magazzino del sale
Musica: Filippo Gambetta Trio.

19.00 – 20.00 Teatro Comunale di Cervia
Concerto del David Trio. Conduce Michele dall’Ongaro. Claudio Trovajoli: Pianoforte, Daniele Pascoletti: Violino, Patrizio Serino: Violoncello.
La continua ricerca di un approccio stilistico innovativo nell’esecuzione degli autori classici, e un dialogo continuo, diretto e paritario con il pubblico durante l’esecuzione, costituiscono per il David Trio, attivo da molti anni e vincitore di prestigiosi premi internazionali, costante fonte di ispirazione musicale e arricchimento umano. In programma il Trio Hob XV: 14 in La b Maggiore di F. J. Haydn e il Trio n.2 op. 87 in Do Maggiore di J. Brahms

21.00 - 22.30 Magazzino del sale
Il Cartellone di Radio3 Suite: conduce Michele dall’Ongaro. Batisto Coco in concerto.
Un’Orchestra Salsa tutta Italiana, nata nel 1985 dall’incontro di musicisti di estrazione classica e jazzistica con i percussionisti insegnanti ed allievi della scuola di musica di Mestre, uniti dalla comune passione per la musica latina. Balleremo ai ritmi di salsa e merengue anche sulle note di... Debussy, Stravinsky, Boulez!

23.30 - 24.00 Magazzino del sale
La fabbrica di Polli: con Marco Drago e Gaetano Cappa.
La fabbrica di polli più longeva dell’etere prende vita sul palco di Cervia con tutti i suoi personaggi deliranti: Cappa e Drago, il Pollo in Sbattimento, Tarek, l’amministratore delegato. Claustrofobica comicità nera per due interminabili mezz’ore.

Sabato 18 aprile

8.30 - 9.30 Magazzino del sale
Colazione in musica: musica dal vivo con Filippo Gambetta Trio... e bomboloni! (non in onda)

10.00 - 10.45 Magazzino del sale
Uomini e profeti: conduce Gabriella Caramore. Incontro con Moni Ovadia.
A colloquio con il grande uomo di teatro in una personale lettura e rielaborazione delle scritture, lontano dai dogmi e dalle idolatrie, nell’umorismo della tradizione ebraica e cristiana.

11.50 - 13.00 Teatro Comunale di Cervia
I Concerti del mattino: conduce Michele dall’Ongaro. Il Quintetto Bislacco.
Walter Zagato: violino, Duilio Galfetti: violino, Gustavo Fioravanti: viola, Marco Maria Radaelli: violoncello, Enrico Fagone: contrabbasso.
Nato alcuni anni fa per iniziativa di cinque musicisti un po’ annoiati dal solito tran-tran quotidiano, questo ensemble si è prefisso di “combattere il dilagante sopore che regna sovrano nelle sale da concerto dell’intero pianeta”.
La scelta del programma, che spazia da Bach a Strauss da Morricone a Gershwin da Piovani a Rossini e ai Beatles, garantisce una varietà che non può che soddisfare tutti i palati.

15.00 - 15.50 Magazzino del sale
Fahrenheit: conduce Marino Sinibaldi
Tutto Fahrenheit in 50 minuti! In forma concentrata tutti i contenuti della trasmissione: i libri, le idee e qualche incontro “straordinario” con le realtà locali, gli scrittori di mare e di terra , la “filosofia romagnola”… Tra le curiosità il più giovane editore d’Italia, una mini caccia al libro e la parola del giorno del vocabolario in versione, naturalmente, “tascabile”, curata dal linguista Alberto Sebastiani.
Ospite del programma il medievista e storico dell’alimentazione Massimo Montanari.

15.50 – 16.00 Magazzino del sale
Musica: Duo Benigni/Rocca. Paolo Rocca: clarinetto, Fiore Benigni: organetto.
Nato dall’originale accostamento di clarinetto ed organetto, il duo presenta un vasto repertorio in grado di attingere alle complessità armoniche e ritmiche e agli idiomi musicali più diversi: dalla musica klezmer al choro brasiliano, al moderno tango-jazz, con un costante riferimento alla tradizione popolare italiana.

16,00-16,45 Magazzino del sale
Speciale Radio3 Scienza - Ad Alta Voce: “A proposito di Charles”. Conduce Rossella Panarese.
Manuela Mandracchia legge passi tratti dagli scritti di Charles Darwin con il commento di Enrico Alleva, etologo dell’Istituto Superiore di Sanità. A 200 anni dalla nascita di Darwin e a 150 anni dalla pubblicazione de “L’origine delle specie”, uno sguardo sull’attualità del pensiero del padre dell’evoluzionismo e sulle manie e le passioni del naturalista.

16,50-17,40 Magazzino del sale
Speciale Hollywood Party: con Steve Della Casa, Enrico Magrelli, Alberto Crespi e Efisio Mulas.
Esattamente 15 anni fa nasceva il magazine “cult” di cinema di Radio3, che in tre lustri ha ospitato il gotha della cinematografia mondiale. Un’occasione imperdibile quindi per festeggiare a Cervia il compleanno della “meglio trasmissione della radio dai tempi de’ Marconi” in compagnia di ospiti a sorpresa e dei conduttori storici, incluso il sardo (e un po’ bislacco) Efisio Mulas.

17.40 – 18.00 Magazzino del sale
Musica: Duo Benigni/Rocca.

21,00-23.00 Piazza Garibaldi
Il Cartellone di Radio3 Suite: Stefano Bollani e I Visionari. Ospite speciale: Irene Grandi.
Il quintetto di Stefano Bollani , I Visionari, ha una caratteristica fondamentale: un suono ben preciso, personale, “dietro ad ogni cosa che facciamo insieme c’è un lavoro collettivo”, si percepisce infatti un forte equilibrio fra di loro, nei suoni, sul palco, in tutte le composizioni.
I Visionari è formato da il sassofonista Mirko Guerrini, il sassofonista e clarinettista Nico Gori, il contrabbassista Stefano Senni e il batterista Cristiano Calcagnile, tutti musicisti dal vasto e variegato bagaglio di esperienze, da molti anni ormai insieme, anche in altre formazioni, sui palchi sia italiani che internazionali. Cosa si può volere di più? La voce eclettica e affascinante di una star come Irene Grandi!

23.30 - 24.00 Magazzino del sale
La fabbrica di Polli: con Marco Drago e Gaetano Cappa.
La fabbrica di polli più longeva dell’etere prende vita sul palco di Cervia con tutti i suoi personaggi deliranti: Cappa e Drago, il Pollo in Sbattimento, Tarek, l’amministratore delegato. Claustrofobica comicità nera per due interminabili mezz’ore.

Domenica 19 aprile

8.30 - 9.30 Magazzino del sale
Colazione in musica: musica dal vivo con Quintetto Bislacco e... bomboloni! (non in onda)

10.00 - 10.45 Magazzino del sale
Uomini e profeti: conduce Gabriella Caramore. Incontro con Massimo Cacciari.
Dentro la polis: conflitti, decisioni e speranze, tra teologia e politica.

11.00 - 11.50 Magazzino del sale
Speciale La Barcaccia: con Michele Suozzo e Enrico Stinchelli
La storica trasmissione di Radio3 dedicata al mondo dell’Opera in una versione “live” per il pubblico di Cervia e gli ascoltatori della Radio, con la partecipazione speciale di Raina Kabaivanska. I prestigiosi ospiti dal vivo, le “perle nere”, il Karaoke e gli abituali commenti dissacratori dei due incontenibili conduttori.

12.00 Magazzino del sale
Torneo di enigmistica: fase finale e premiazione della gara ideata da Lucio Bigi - Studio Woquini.

05 febbraio 2009

Piangete Roma 3131

In questi giorni è stato celebrato il 40esimo anniversario di una trasmissione radiofonica molto importante per la crescita del mezzo. Era il 1969 quando su idea di Adriano Magli, il giornalista Franco Moccagatta, con Federica Taddei e Gianni Boncompagni, con Chiamate Roma 3131 aprirono per la prima volta gli altoparlanti di una radio molto unidirezionale ai microfoni nel telefono degli ascoltatori. Mica tutti lo avevano, il telefono in casa, quarant'anni fa, la Sip ci metteva mesi a portare un semplice cavetto in rame; e chiamare in teleselezione, con il prefisso 06, si sarebbe potuto fare solo a partire dall'anno successivo. Intervenire alla radio diventò una passione collettiva e qualche anno dopo, mentre 3131 conquistava la diretta, le radio private seppero far tesoro di quella prima esperienza.
Sulla storia di 3131 Raffaele Vincenti, in collaborazione con Teche RAI ha scritto un libro "La prima volta del telefono", presentato tre giorni fa a Roma.
Su questo pezzo d'archivio del Corriere trovate la cronaca dell'addio definitivo al programma, nel 2001, tra le polemiche suscitate dalla conduzione di Pierluigi Diaco. Ricordo ancora la voce di Franco Moccagatta. E soprattutto ricordo l'atteggiamento di Diaco. Che volete farci, i tempi cambiano. Con 3131, l'Italia mediatica imparò purtroppo a piangersi addosso in pubblico, deprecabile abitudine che ci siamo trainati fino alle attuali "piazze" televisive, ma quel canale di ritorno, quella prima forma di interattività, è ancora uno strumento formidabile.

Rai/ Presentato il libro 'La prima volta del telefono'
La storia del programma 'Chiamate Roma 3131' dal 1969 al 1995

Roma, 2 feb. (Apcom) - Presentato questa mattina il libro 'La prima volta del telefono. La storia del 3131 dal 1969 al 1995' di Raffaele Vincenti, edito da Teche Rai. "Tre anni di lavoro dell'autore e di ricerca in archivio - ha detto oggi il direttore di Rai Teche Barbara Scaramucci - hanno portato al racconto e alla testimonianza di una trasmissione radiofonica della Rai che ha fatto epoca e di cui si festeggia il quarantennale".
Grande l'affluenza alla conferenza, a cui hanno partecipato tutti coloro che si sono succeduti alla conduzione o come registi o come filtri nel programma che ha fatto diventare, attraverso il telefono, il pubblico protagonista. "E' come parlare della prima volta che l'uomo ha volato - ha raccontato Sergio Valzania, direttore di Rai Radio 2 - quando si parla di 3131, era questo il sapore della sua nascita. L'impatto spaventoso che qualcuno da fuori potesse entrare nella radio attraverso il telefono è stato incredibile. Io ho condotto il programma per un paio di settimane e ne sono orgoglioso".
Commosso l'autore del libro, Raffaele Vincenti. "Ho recuperato mille trasmissioni - ha spiegato Vincenti - c'è chi me ne ha date 50, chi me ne ha data una. Ho scovato i primi redattori, le scalette delle trasmissioni, i ritagli di giornale. Ma la vera novità del libro è il cd che contiene testimonianze audio, video e fotografie. Ho registrato i ricordi che tanti avevano su questa trasmissione fondata sul dialogo, in cui l'ascoltatore aveva quasi la stessa titolarità del conduttore. E nel cd c'è anche un documento eccezionale di Adriano Magli, ideatore di Chiamate Roma 3131, che andò in onda per la prima volta il 7 gennaio 1969 con Federica Taddei, Gianni Boncompagni e Franco Moccagatta".
Alla conferenza è intervenuto anche Michele Mirabella. "La radio, utilizzando il telefono - ha raccontato Mirabella - è diventata più ricca, è diventata raggiungibile da un pubblico attivo, peccato che si è snaturata quando in tutto il palinsesto è prevalsa la diretta telefonica. Magli ha intuito che la telefonata in radio, senza immagini, avrebbe messo l'ascoltatore in una condizione di parità. E quel quindicennio iniziale e fortunatissimo della trasmissione ha segnato il costume del Paese".
Presente anche Luciano Rispoli, che con Magli creò 'Chiamate Roma 3131'. "Io ho solo il merito di aver inventato la trasmissione - ha commentato Rispoli - avevo saputo che in Francia c'era un programma radiofonico in cui si interveniva telefonicamente su temi sessuali, lo proposi. Mi diedero 40 minuti ogni mattina, ricordo che dissi ai tre conduttori di dimenticare di avere un'identità e di essere uno strumento al servizio del pubblico: lo fecero ed ebbero successo".
Nel '66 la radio, dopo 10 anni di televisione, era in uno stato di minorità tremenda, ha spiegato lo storico di radio e televisione Franco Monteleone. "L'idea di dare voce alla popolazione italiana - ha proseguito Monteleone - all'opinione pubblica fu vincente. Fu un momento di straordinaria vitalità della radio. Gli italiani erano abituati alla radio istituzionale del dopoguerra, a quella del fascismo, a quella della democrazia cristiana. La radio con 3131 diventa partecipativa".
Il programma cambiò successivamente nome, chiamandosi 'Sala F', grazie alla femminista Lidia Motta, che sceglieva per il programma quattro laureate che riteneva brillanti. Tra queste ci fu Barbara Palombelli. "Io non fui scelta tra quelle quattro - ha raccontato la Palombelli - però una delle quattro rinunciò. Io ero appena rientrata dal funerale di mio padre, ero sotto la doccia e squillò il telefono. Stavo quasi per non rispondere, ma poi corsi al telefono e mi stavano chiamando per 'Sala F'".
E' intervenuto alla conferenza anche il Presidente della Rai Carlo Petruccioli, che ha risposto alla provocazione di Mirabella, che gli faceva notare come in passato per condurre i programmi si andavano a pescare i laureati migliori e ora si scelgano i passanti, dicendo che "nel neorealismo si prediligeva la gente di strada". Petruccioli ha aggiunto anche che per il nuovo programma Rai 'Buongiorno regione' gli addetti ai lavori sono stati selezionati nelle università. "Ieri in un programma - ha ribattuto Mirabella - ho sentito dire ad un conduttore di cui non faccio il nome 'Scusate ma devo banalizzare sennò a casa non arriva'. Questo per me è un passante".
Significativo anche l'intervento di Giorgio Simonelli. "Il 3131 è stao per la radio quello che 'Portobello' è stato per la televisione: il contenitore di tutti gli stili che sono venuti dopo. Il 3131 - ha spiegato Simonelli - ha accompagnato tante trasformazioni della nostra società, come quella che ha visto la donna inserirsi sempre di più nel lavoro. Il 3131 segna la data di nascita della radio moderna". Un mondo che non è più riproducibile secondo Paolo Taggi. "Io conducevo il 3131 della notte - ha ricordato Taggi - ogni volta ascoltavo delle microstorie, le persone telefonavano e raccontavano quello che accadeva loro in quel momento, era un mondo bellissimo, ma che non c'è più".

21 novembre 2008

Amnesia ricorda il futuro

Matteo, il protagonista di Amnésia su Radio2, ha ricordato di avere una barca a vela. E come ogni velista che si rispetti, salendo a bordo si è rimesso all'ascolto del Meteomar, il servizio di previsioni del tempo per la navigazione diffuso tutti i giorni in VHF e in media frequenza dall'Aeronautica militare. Potete ascoltare le divagazioni di Matteo sull'arte di prevedere il tempo e - verso la fine della trasmissione - qualche secondo di audio del Meteomar, sul podcast della puntata di Amnésia di ieri 20 novembre. Nella sezione fotografica del sito del programma trovate delle belle foto di Genova.

28 settembre 2008

"La limba" su Radio Uno

Un comunicato stampa della Regione Sardegna annuncia che a partire dal 29 settembre i bollettini regionali di Radio Uno (1062 kHz) trasmetteranno per la prima volta nella storia della RAI tre spazi in lingua sarda il lunedì, mercoledì e sabato. Gli orari sono quelli dei giornali radio regionali, alle 12.35 nei feriali fino al sabato e alle 14.10 la domenica. In inverno è possibile cercare di sintonizzarsi su Cagliari in onde medie anche di giorno, specie sulle coste tirreniche e siciliane. Una bella opportunità per identificare con sicurezza un impianto radiofonico locale. La Corsica, di converso, sulle stazioni di Frequenza Mora di Radio France, ha già adottato da tempo l'uso della lingua locale.
La lingua sarda approda a Radio Sardegna

Sulle frequenze di RadioUno, dal lunedì al sabato alle 12,35 e la domenica alle 14,10 una trasmissione quotidiana di circa 25 minuti. Il lunedì, il mercoledì e il sabato andranno in onda i programmi in lingua sarda. Il ruolo attivo della Regione.

CAGLIARI, 26 SETTEMBRE 2008 - La lingua sarda approda a Radio Sardegna, conquistando una striscia quotidiana con tre giornate su sette dedicate alla limba. Da lunedì 29 settembre la sede regionale Rai trasmetterà, sulle frequenze di RadioUno, dal lunedì al sabato alle 12,35 e la domenica alle 14,10 una trasmissione quotidiana di circa 25 minuti. Il lunedì, il mercoledì e il sabato andranno in onda i programmi in lingua sarda, secondo l'accordo stipulato con il Ministero delle Comunicazioni e la Regione.
"Addisòra" è il titolo del programma che andrà in onda il lunedì, mentre il mercoledì sarà la volta di "Ego/Deu/Zego" (da tre dei quindici modi diversi di dire "io" in sardo): alla prima puntata, in programma il 1° ottobre, parteciperà l'assessore regionale della Cultura, Maria Antonietta Mongiu. Infine, "In limba" è il titolo del programma inserito nel palinsesto del sabato.
"E' un momento storico, che deve portare a nuovi obbiettivi, come la riapertura del Centro di programmazione di Rai Sardegna - commenta l'assessore Mongiu -. La sede Rai di Cagliari è stata la prima ad aprire in Italia nel dopoguerra, e ora è nuovamente Rai Sardegna che, per prima, usa la lingua sarda come lingua ufficiale del servizio pubblico".
"E' la prima volta che la Rai introduce ufficialmente la lingua sarda nella sua programmazione - spiega il direttore della sede Rai della Sardegna, Romano Cannas -. Siamo soddisfatti di legittimare in questo modo il servizio pubblico, nel rispetto della legge 482 del 1999 sulla tutela delle minoranze linguistiche storiche".

10 settembre 2008

Radio 2, Caccia al ricordo

Un sincero in bocca al lupo a Tiziano Bonini, regista, e Matteo Caccia, mattatore del nuovo programma di Radio 2 (è partito lunedì 8) dall'accattivante titolo Amnésia, con l'accento sulla e. Una ventina di minuti, ogni giorno alle 12.10. L'argomento è, come forse avrete intuito, la perdita di memoria. Matteo ha esordito al microfono raccontando di essere stato colpito, esattamente un anno fa, da una grave crisi di amnesia retrograda globale. In pratica la sua esistenza pregressa, tutte le sue esperienze, la sua vita, sono state cancellate. Il suo caso avrebbe colpito molto i responsabili di Radio RAI, che avrebbero chiesto a Matteo di dipanare in pubblico la sua seconda vita di smemorato.
Sarà vero? Matteo "giura" che è vero, l'ho sentito oggi nel podcast che ho scaricato. Se andate su Wikipedia, trovate una breve voce dedicata a Caccia e alle sue esperienze di annunciatore di Radiopopolare prima, di attore radiofonico ancora per Radio 2 poi. Ma Wikipedia non è l'anagrafe e soprattutto non è la cartella clinica di un ospedale. Chi ha ragione? Matteo sta narrando di sé o sta interpretando - con molta maestria e senza alcuna enfasi, davvero molto bravo - un intrigante copione?
L'importante, dopo tutto, è che la storia sia vissuta e interpretata dai suoi "coprotagonisti": gli ascoltatori. Dal microfono Matteo racconta il faticoso re-incontro con il suo passato, la "riscoperta" del tiramisù della mamma. Lo stile, se volete, ricorda (oops!) quello dell'Umberto Eco della Regina Luana (un romanzo straordinario, chissà perché non se ne parla mai). Ma Amnésia serve anche per lanciare appelli a chi ha conservato un segno dei suoi passaggi precedente al trauma. Amici, parenti lontani, semplici conoscenti, tutti vengono accoratamente invitati a mettersi in contatto col sito Web del programma, a inviare un messaggino col cellulare. Nella concisione del format quella di Matteo è una avventura molto cross-mediale. Tiziano mi dice che le reazioni stanno già arrivando. Segno, mi sembra, che in una storia come questa - ma forse la cosa vale per tutte le storie - la veridicità della narrazione conta più della verità stessa. In effetti, quante volte la verità è meno appassionante della finzione?
Che questo sia il diario di un autentico dramma personale, o l'equivalente di una fittizia biografia di stampo borgesiano, quel che conta (per davvero) è la sua rappresentazione in radio. La bocca è secondaria rispetto all'orecchio. Che cosa vi suggerisce la vicenda, vera o verosimile, di Matteo? Come reagireste se, svegliandovi un mattino, tutto fosse diventato, di colpo, una "prima volta"? Vi dirò, se questo si rivelasse l'ennesimo reality show, ne sarei un po' deluso.

25 agosto 2008

Forum RAI, il blocco prosegue

I forum di discussione della RAI all'indirizzo www.forum.rai.it continuano a restare fermi alla sola lettura. Si può leggere quello che è stato scritto fino al 23 agosto ma non si può più rispondere. Resta una unica eccezione, il forum "Radio 3", dove infatti i transfughi dei forum sterilizzati si stanno interrogando in queste ore. Il forum sembra essere diventato un recinto sorvegliabile e viene da chiedersi se anche questa decisione è casuale, determinata da un attacco di hacker, da un baco o che altro.
Il seguente messaggio (l'originale lo trovate seguendo questo link) è stato pubblicato un'ora fa da "Baverix" e cerca di formulare alcune ipotesi attraverso la rilettura di giornali come Libero, Il Velino e relativi spazi di discussione su Internet. Conclusioni non posso trarne, non prima di aver cercato di parlare con qualche fonte ufficiale RAI. Certo che la situazione, così com'è, appare inquietante.
[Qualche indicazione di lettura: le parole in corsivo sono di Baverix, i blocchi in corsivo nero rientrati (quote) sono contenuti e messaggi da lui citati.]

quote (giosby @ 24 Aug 2008, 21:11 )
Vorrei capire:

1. quali sono i forum RAI chiusi
2. da quando
3. quali sono i precedenti
4. a chi ci si può rivolgere per mantenere questi spazi
5. questo su cui sto scrivendo è un FORUM RAI. Allora alcuni sì e altri no?

Vorrei capire bene, e ritengo la faccenda alquanto allarmante.
Possiamo discuterne CIVILMENTE?
Grazie
Per Capire ciò che è successo bisognerebbe leggersi tutti gli articoli scritti da Feltri osservando pure le date di questo per poter capire come mai son stati chiusi, da chi son stati chiusi e il perchè son stati chiusi oltre a individuare i veri responsabili che si nascondono nelle ombre e agiscono in modo non tanto corretto.
quote (Da Libero di Vittorio Feltri)
FORUM RAI3
Pubblicato il giorno: 23/04/04

L'assassino, il terrorista, l'irresponsabile, l'incompetente, il m....iuolo, il cavaliere Silvio Berlusconi: sono espressioni che si possono leggere nel Forum del Tg politico di (continua)...

http://www.libero-news.it/articles/view/38652
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Rai di tutto di più Insulti a Silvio inclusi

| Italia | Enrico Paoli
Pubblicato il giorno: 08/08/08
Il disservizio pubblico

D’accordo, la Rai sarà anche di «di tutto, di più», ma quando è troppo è troppo. Perché se dentro al quel «tutto» e «di più» ci finiscono le contumelie contro il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi - definito un «mafioso, ’nfame» -, necrologi non proprio “carini” nei confronti di Andrea Pininfarina, morto ieri a Torino in un incidente stradale, o gentilezze dedicate al ministro dell’Economia Giulio Tremonti, qualcosa non torna. Non dimentichiamoci che la Rai, essendo un servizio pubblico, percepisce i soldi del canone. Cioè i nostri. Meglio sarebbe allora uno slogan all’insegna del «poco ma buono», e controllato, trattandosi della Community del sito web della Rai. Proviamo a raccapezzarci qualcosa. Sulla home page del sito web della Rai (www.rai.it), oltre all’indicazioni dei programmi, c’è un angolino dedicato a coloro che amano scambiarsi idee e opinioni in rete, facilmente accessibile a tutti, denominato Community. Cliccando lì si accede al pagina http://www.community.rai.it/ dal quale si accede ai Forum. Scegliendo quello che fa capo alla redazione politica del Tg3 (vi si può arrivare anche dalla home page della testata giornalistica) si arriva alla pagina http://www.forum.rai.it/index.php?c=116&act=SC, all’interno della quale c’è tutto quello che vorreste non leggere su Berlusconi. Tutto talmente facile, che anche chi non mastica troppo di banner, link e altra roba simile, si ritrova nel mare magnum delle offese gratis al presidente del Consiglio tipo questa. «A dimostrazione della stupidità di Silvio Berlusconi - persona simpaticissima, per carità (che possa morire col sorriso sulle labbra!) - c’è ad esempio la vicenda Alitalia». La carineria è stata postata (si dice così no?) il 2 agosto. E visto che nella Community Rai non può mancare l’attualità, ecc (continua)...

http://www.libero-news.it/articles/view/294898
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Nuovi insulti nel forum Rai FI: protesteremo

| Primo Piano |
Pubblicato il giorno: 09/08/08
Il caso

«La Rai è un servizio pubblico, come tale richiede un maggior senso di responsabilità. Peccato che tutto ciò non avvenga più. Anzi, ormai avviene l’esatto contrario». A suscitare l’indignazione di Paolo Romani, sottosegretario alle Comunicazioni, è il caso sollevato da “Libero” relativo al sito della Rai. Nel sezione dedicata ai forum, quello gestito dalla redazione politica del Tg3 è diventato una sorta di tazebao telematico antiberlusconiano. «Il problema reale è quello del mancato controllo dei contenuti», afferma Romani, «non s (continua)...

http://www.libero-news.it/articles/view/294953
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Il Tg3 chiude il forum: gli insulti a Silvio traslocano a Unomattina

| Primo Piano | Enrico Paoli
Pubblicato il giorno: 23/08/08
Volgarità sul web

In principio fu l’antiberlusconismo tout court, con tanto di accuse di «correità con la mafia». Poi è toccato ai giornali e ai suoi direttori, Libero e Il Giornale nella fattispecie, beccarsi un po’ d’insulti. Libero per aver denunciato, circa un mese fa, lo scandalo del forum gestito dalla redazione politica del Tg3, usato per insultare il governo e il premier Silvio Berlusconi. Il Giornale perché considerato “servo” del presidente del Consiglio. Ovviamente i frequentatori del suddetto forum, inserito nella community del sito Web della Rai, non hanno lesinato “commenti” non proprio delicati nei confronti dei due direttori, Vittorio Feltri e Mario Giordano. Questa volta però la redazione politica del Tg3, titolare del forum inserito all’interno del sito Web della Rai, in un rigurgito di buon senso, ha deciso di chiudere lo spazio autogestito, togliendo le pagine incriminate. Insomma, dopo l’ennesima denuncia (ieri l’agenzia il Velino ha rilanciato il caso del forum anti berlusconiano) Big Ben Rai ha de (continua)...

http://www.libero-news.it/articles/view/296759

quote (Da il Velino di Daniele Capezzoni di Forza Italia)
POL - Il forum Rai? È di sinistra. E insulta Giordano e Feltri

Roma, 21 ago (Velino) - Da un'azienda radiotelevisiva di Stato ci si aspetta l'imparzialità. E una concezione del servizio pubblico "politicamente corretto". Ebbene, se andate a dare un'occhiata alle pagine internet del forum Rai (www.forum.rai.it), potete trovare un lungo elenco di insulti nei confronti dei direttori di Libero e Giornale.

Andiamo direttamente alla pagina www.forum.rai.it/lofiversion/index.php/t198422.html di quella Rai che ha come presidente Claudio Petruccioli. Si pubblica un testo di Mario Giordano, che guida il Giornale, e seguono dei commenti. Di che genere? Cominciamo con un "mario giordano ama alzare i toni..perché ormai può alzare solo quelli, dato che lui davanti a berlusconi ha già calato le braghe restando in posizione prona...(come già fecero i suoi due predecessori, maurizio belpietro e vittorio feltri...)...". Come inizio, per la "community rai", non è davvero male.
Ma seguitiamo nella visione. Più in basso (è proprio vero: sempre più in basso) ecco che al nome di Giordano viene associata una fotografia che immortale un cane al guinzaglio, mentre dice "Grrrrrr!!!!Grrrr!!!!Bauuuu!Bauuuu!!!" (segue)
Continuando nella dotta esposizione degli affezionati al forum, ecco che qualcuno seguita a dare giudizi su Giordano: "E, secondo voi, il pisello lo alza? beh, a giudicare dalla voce..ho i mei dubbi eheh, anzi immagino che quella voce sia la diretta conseguenza di quanto è avvenuto dopo che ha calato le braghe davanti a berlusconi...".
E gli italiani devono pagare il canone per vedere un forum di questo tipo, targato Rai?

(fer) 21 ago 2008 19:36

http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=620340
Ecco quanto successo raccontato sui 2 quotidiani di Feltri e di Capezzoni
L'hanno raccontata giusta?
Secondo me no e questo commento apparso li su Libero forse forse ne spiega lo un pò di più di quello strano attacco dai faticenti personaggi che tutti orami conosciamo molto bene.
quote (Commento letto sul giornale di Vittorio Feltri)
rebarbaro ha detto...
11/08/08 19:23
M.V.S.N.

LA TIGRE HA FATTO UN OTTIMO LAVORO E SIAMO PRONTI A SOSTENERLO E POTENZIARLO CON SISTEMI CERTO SCONOSCIUTI A QUELLE CANAGLIE ANTROPOMORFE. MA NON BASTA. É NECESSARIO COERCIZZARE (DICO COERCIZZARE)LA RAI E RAI TRE A PRODURRE, PER UN LEGITTIMO E INALIENABILE DIRITTO DI REPLICA, QUALCOSA DI ANALOGO MA DI SEGNO OPPOSTO E DI UNA INTENSITÁ TALE DA PROVOCARE UN CONATO DI BAVA TANTO SOFFOCANTE DA COSTRINGERLI A USCIRE ALLO SCOPERTO PER ACCAREZZARLI E CONGRATULARCI CON LORO.

Sandokan ha detto...
11/08/08 16:18
Apologia di reato

L' indignazione di Paolo Romani non è fuori luogo: ormai è tiro al piccione. L'ultima vigliaccata in uso dei trinariciuti stanziali su Red Pol TG3 consiste nell' aprire un thread sul tipo di "Uccidere Silvio Berlusconi" e fare in modo che dopo un centinaio dinterventi l'autore stesso del misfatto possa tranquillamente e senza colpo ferire cancellare il post con cui ha aperto il thread. Mordi e fuggi: peccato che ho provveduto a fare una copia del thread all' altezza (o meglio bassezza) del 63° intervento e a metterlo in salvo su Mediafire (file sharing host) dove lo ho messo a disposizione delle Autorità competenti nella beata speranza che vogliano finalmente intervenire contro questi delinquenti impuniti. Ecco i link da cui chiunque può scaricare copia del thread senza alcun rischio di averere l ' IP tracciato:

uccidere_berluskoni sulla RAI:
http://www.forum.rai.it/index.php?showtopi...dpost&p=5563388
copia PDF su mediafire:
http://www.mediafire.com/?mzzh7bddbx2
copia HTML su mediafire:
http://www.mediafire.com/?4sdobzbm1py

Thread RAI:
http://www.forum.rai.it/index.php?showtopic=217703&f=30 1°intervento: http://www.forum.rai.it/index.php?showtopi...dpost&p=5544784 63° intervento: http://www.forum.rai.it/index.php?showtopi...dpost&p=5564205

fonte: http://www.libero-news.it/comments/index/2...3/articles/5/1/