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27 agosto 2015

We are here for the night, la creatività radiofonica protagonista del Prix Italia 2015 a Torino

Paolo Morawski sta facendo un bellissimo lavoro al Prix Italia, la manifestazione RAI che da decenni mette nel meritato risalto la programmazione radiotelevisiva di qualità. L'edizione 2015 segue in modo particolare gli aspetti della creatività radiofonica e crossmediale, istituendo per la prima volta un premio, il Prix Italia Golden Award for Radio New Formats, aperto alla partecipazione dei produttori indipendenti, alle emittenti e alle organizzazioni che non fanno parte del tradizionale novero di membri ufficiali del Prix, rivolto essenzialmente alle emittenti pubbliche. Il premio, si legge nel bando internazionale «is being awarded to the most innovative, unconventional, groundbreaking, daring and bold radio/audio format, including web native radio and audio offers, with no limit of genre, platform, length, produced with or without the support of archive material.»
In questi giorni diversi amici sono impegnati nella preselezione dei programmi che verranno poi presi in esame dalla giuria costituita per il Prix Italia, che si svolgerà a Torino dal 19 a 24 settembre (il programma completo). Nella giornata di mercoledì 23 sono previsti alcuni eventi espressamente dedicati alla radio:

16:15-18:15, Sala Samuel Beckett (Museo della Radio) Prix Italia Lab: “Festa della Radio”. Riunione di tutte le Giurie Radiofoniche, annuncio terne finalisti del Concorso ufficiale Radio
 18:30-19:30 Sala Samuel Beckett (Museo della Radio) Visions. Prix Italia Lecture: “Nuove forme di narrazione radiofonica”. Evento aperto al pubblico 21:00,
Anteprima Rai al Cinema Massimo 21:00,
Village Prix Italia e Rai Radio Tre presentano: “United Voices of Radio Poetry 2015”. In diretta da Torino il 23 settembre dalle 21:00 alle 23:00 (Fino ad esaurimento dei posti. Prenotazione obbligatoria) Tre poeti italiani, voci italiane tra le più forti degli ultimi decenni e tre poeti idealmente rappresentativi dei paesi del Mediterraneo si avvicenderanno in una staffetta polifonica leggendo i loro testi in lingua originale a conferma, ancora una volta, che la poesia non conosce barriere linguistiche né culturali. Saranno accompagnati dalle sonorità avvolgenti di un musicista che accoglierà le loro parole e costruirà un tessuto connettivo di suoni e suggestioni capace di accompagnare gli ascoltatori di Radio3 e il pubblico presente in sala in un viaggio che avrà come guida la voce, il suo potere comunicativo, talvolta incantatorio, recuperando on air tutto il significato della parola charme.

Tra i moltissimi lavori pervenuti, Andrea Borgnino mi segnala un'opera davvero singolare, "Trilogy for night and radio" di Konrad Korabiewski e Ann Friz, prologo in tre parti - Radiotelegraph/Night Fall/Relay - di un'opera più estesa intitolata The Remote Series, realizzata dall'islandese Skálar FM e commissionata da The Creative Audio Unit dell'australiana ABC Radio National. The Remote Series è una affascinante rielaborazione sonora del concetto di lontananza geografica. Nella trilogia del prologo, Radiotelegaph è un brano recitato in codice Morse da una voce femminile. Ulteriori dettagli su questo affascinante esempio di sound art, li trovate sul sito del committente, dove si può scaricare l'mp3 di Trilogy for night and radio. Ecco la "trascrizione" alfabetica del testo Morse di Radiotelegraph:

CQ

65,15 N

14,0 W

calling

MSG

Clear light

Waning light

sun setting

day closing

night closing in

this is the evening of the year

cheer us for the darksome hours

we remain together.

we are here for the night.

CFM (confirm)

AS (waiting period)

(at end of 2nd loop)

AR (end transmission)

CL (closing station)


19 settembre 2014

Crossmedialità, news social e radio non convenzionale: a Torino il meglio del broadcasting

L'equinozio autunnale è alle porte e settembre si tinge di radio. Domani e fino al 26 apre i battenti a Torino la 66esima edizione del Prix Italia, sotto la sapiente guida del neosegretario generale Paolo Morawski, l'italiano più mitteleuropeo dopo Claudio Magris l'evento sarà focalizzato sull'innovazione dei linguaggi radiotelevisivi. Il convegno di apertura alle 9 del mattino di sabato sarà appunto dedicato all'Europa dei broadcaster pubblici e alla sfida della cross-medialità:

"Il futuro del Servizio Pubblico crossmediale. Quale Governance?" Con Lucio Battistotti, Direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea; Gianni Bellisario, Vice Presidente Infocivica; Manlio Cammarata, Direttore MC Reporter, Interlex e Tabulas; Claudio Cappon, Vice Presidente EBU; Nicola D’Angelo, giurista e magistrato; Massimo De Angelis, Presidente Infocivica; Giampiero Gramaglia, Direttore EurActiv.it; Andrea Fabiano, Vice Direttore Marketing RAI; Matthew Hibberd, Università di Stirling (Scozia); Giacomo Mazzone, Direttore Affari Istituzionali EBU; Alessandro Picardi, Direttore Affari Istituzionali e Internazionali RAI; Giuseppe Richeri, Università della Svizzera Italiana di Lugano; Carlo Rognoni, giornalista e politico; Bruno Somalvico, Segretario Generale Infocivica; Michele Sorice, LUISS di Roma. – (streaming sul sito del Prix Italia)

Le due sessioni da non perdere per me saranno quella condotta da Mike Mullane Responsabile Eurovision Media Online EBU domenica 21 alle 15:00:

"I social media nelle newsroom: casi di successo, questioni aperte". Con Madiana Asseraf, Social Media Manager Eurovision; Cilla Benkö, Direttore Generale SR Svezia; Mario Calabresi, Direttore La Stampa; Aline De Volder, News; Laurent Dehasse, CEO & Co-Founder Vigiglobe (Social Media Intelligence Company); Cordelia Hebblethwaite, giornalista BBC/Stanford University California; Mark Little, CEO & Founder Storyful; Monica Maggioni, Direttore RAI News -- Tra i temi in agenda: l’integrazione dei social media nelle newsroom e nel giornalismo investigativo, i processi di validazione del user generated content e il problema della responsabilità. Come monitorare l’impatto delle proprie strategie nei social media? Come attrarre e coinvolgere il pubblico più giovane con le news? Come passare dalle notizie alle storie? – (streaming sul sito del Prix Italia)

e soprattutto quella di martedì 23 sempre alle 15, quando Andrea Borgnino, strategist per le Web Radio RAI, e altri ospiti condurranno una discussione su 

"La radio non convenzionale. E se domani fosse oggi?" Modera Wojciech Markiewicz,
Polskie Radio Polonia. Con Andrea interverranno Dick Dunkerley, Direttore creativo di Hindenburg Systems Danimarca; Silvain Gire, Responsabile editoriale ARTE Radio/Arte France; Sophie Halliot, COO @Bobler; Sara Lacomba,
URTI; Natacha Mercure, Responsabile offerta digitale Radio Canada; Christian Vogg, Responsabile Radio EBU; Samuel Vuillermoz, CEO & Founder mx3.ch-mxlab Svizzera. Gli esperti introdurranno diversi esempi e casi di successo di progetti audio/radio nel nuovo contesto competitivo digitale. Ascoltare la televisione e vedere la radio, il Web, le produzioni transmediali e la narrazione non-lineare mescolano limiti e confini, creano nuovi modelli e nuovi pubblici. La voce diventa uno strumento iperlocale per creare comunità globali. Le radio nazionali possono diventare vettori di promozione di contenuti locali ma anche internazionali. Professionisti e ascoltatori, musicisti, conduttori e Web master si scambiano ruoli e idee mentre, sullo sfondo, i grandi media tradizionali riflettono sul proprio domani digitale. Che poi è già oggi. – (streaming sul sito del Prix Italia)

Come vedete quest'anno c'è la novità dello streaming dei convegni accessibile sul sito, ma io cercherò di esserci, almeno martedì. Qui trovate il programma completo della manifestazione e qui la guida preparata dall'ufficio stampa in occasione della conferenza di presentazione.

02 settembre 2013

Prix Italia 65esima edizione, si discute del futuro del servizio pubblico nel mondo

Le presidenti del Prix Italia e della Rai, Giovanna Milella e Anna Maria Tarantola
al Museo della Radio della sede RAI torinese, vicino alla teca del mitico
"uccellino" EIAR-RAI
Torna a settembre l'appuntamento con il Prix Italia, il concorso internazionale con cui la RAI cerca di promuovere la programmazione di qualità nelle emittenti di servizio pubblico di tutto il mondo. Proprio il tema del servizio pubblico sarà quest'anno al centro della 65esima edizione del premio, con una serie di riflessioni che culmineranno, domenica 22 settembre, con l'intervento del presidente della BBC, Lord Patten: "Il Servizio Pubblico nel XXI Secolo: Rinascimento o Declino?"
Ecco dal comunicato il riassunto degli eventi più importanti. Da parte mia voglio segnalare l'inaugurazione dell'archivio digitale con tutti i programmi storici che hanno partecipato al Prix Italia nel corso dei decenni e naturalmente il convegno di domenica 22 sul giornalismo nell'era multimediale. Il calendario completo si trova sul sito ufficiale della manifestazione. Di grande rilievo anche l'intervento di Derrick de Kerckhove sulla spiritualità in rete, il martedì 24, data prevista anche per l'assemblea della comunità delle emittenti italofone. 

«Le opere in concorso sono trecento con una forte crescita del Web. Grande novità di questa edizione è l’apertura al Concorso anche dei programmi di broadcaster non membri del Prix Italia e di produttori indipendenti dell’area del Mediterrano associati alla Copeam i quali possono aderire al Premio Speciale “Nutrire il Pianeta, energia per la vita” promosso con Expo Milano 2015.
Quattro i nuovi broadcaster entrati nella Comunità Internazionale del Prix Italia: Discovery Italia, Sky Arte HD, HBO Europe, che partecipano al concorso televisivo, ed Euronews che invece partecipa al concorso Web.
Innumerevoli le linee tematiche caratterizzanti: di tipo sociale, inchieste, conflitti, ma anche valori universali quali l’amicizia, l’amore, la solidarietà.
Il pubblico potrà vedere e ascoltare tutti i programmi in concorso nel 2013 e quelli degli anni passati, nell’apposita sezione On Demand allestita nelle sale del centro Erasmo da Rotterdam dell’Università di Torino, con accesso da via Verdi 8 e da via Po.
Accanto si potranno vedere le novità tecnologiche della Direzione Strategie Tecnologiche e Centro Ricerche della Rai e di altri importanti centri di ricerca quali TILAB di Telecom e CSP – Innovazione nelle ICT.

CONVEGNI INTERNAZIONALI.

Numerosi ed importanti i convegni internazionali. Domenica 22 settembre, la Presidente Rai Anna Maria Tarantola nel convegno internazionale “Il giornalismo nell’era multimediale”, sarà intervistata insieme al Presidente di France Television, Rémy Pflimlin e al Presidente dell’Uer Jean-Paul Philippot su “Il futuro dei servizi pubblici in Europa” da Ruurd Bierman, EBU Visione2020, e Danile Psenny, Le Monde. Nella sezione “Giornalismo di qualità: è possibile?” interverrà il Direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, mentre Monica Maggioni, Direttore Rai News e Televideo, interverrà nella sezione “C’è ancora bisogno dei corrispondenti esteri?”; sempre lo stesso giorno nell’incontro “Nutrire il Pianeta” saranno presenti il vice ministro degli Affari Esteri Marta Dassù, il Commissario unico delegato dal Governo per Expo Milano 2015, Giuseppe Sala e il vicedirettore del World Food Programme dell’Onu, Elisabeth Rasmusson. Ancora domenica, l’anteprima di Rai Educational "L'intellettuale e la spia. Il caso Pitigrilli" con il direttore Silvia Calandrell e la "Lecture" del Presidente della BBC, Lord Patten, sul tema “Il Servizio Pubblico Radiotelevisivo nel XXI Secolo: Rinascimento o declino?”.
Il lunedì 23, nel convegno internazionale “Le serie televisive in Europa e nel Mondo”, oltre al direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta, saranno presenti i rappresentanti delle maggiori emittenti europee e americane; nel pomeriggio, nell’incontro internazionale “Siamo in libertà vigilata?” si confronteranno il Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e Richard Allan, Director of Policy di Facebook.
Mercoledì 25 i 20 anni di Euronews saranno raccontati da Michael Peters, Presidente del direttorio del Canale europeo.

INAUGURAZIONE DELL’ ARCHIVIO CONDIVISO DEL PRIX ITALIA

Martedì 24 settembre l’inaugurazione dell’Archivio digitale condiviso del Prix Italia. Dopo il lavoro di recupero dei programmi storici e di digitalizzazione dell’intero concorso, compiuto negli anni scorsi con Rai Teche a Torino, le emittenti che fanno parte del Prix Italia in tutto il mondo potranno consultare, senza scaricare, un patrimonio culturale straordinario. Questo progetto fortemente voluto e realizzato da Giovanna Milella, Segretario Generale del Prix Italia dal 2009, sarà presentato, al Museo della Radio in via Verdi 16 alle 15.30, nel corso del convegno internazionale intitolato “L’Albero delle idee”,  cui è invitato il Ministro per i Beni Artistici e culturali Massimo Bray.»

Ricordo che il premio si tiene a Torino (da qualche anno il Prix ha smesso di essere una manifestazione "itinerante"), dal 21 al 26 settembre.  

15 settembre 2012

L'immaginazione al Prix Italia. Il ruolo (passato?) della radio nella musica contemporanea

Come l'arte contemporanea, anche la musica del nostro tempo - in particolare nelle sue articolazioni elettroniche e digitali - vive imprigionata tra i falsi miti di due scontate estremizzazioni, la presunta inaccessibilità («è troppo difficile» si dice di Pollock, «vuoi mettere Giorgione?»; «è una accozzaglia cervellotica di suoni disordinati» si commenta su Nono, «io mi tengo il mio Mozart») o una arrogante sottovalutazione («ma così disegnerebbe un bambino!» davanti a un Klee, «la chiamano musica, per me è solo rumore» detto di Sciarrino). Peccato che entrambi i miti siano assurdi. Pur ospitando timbricità e ritmi spesso "sgradevoli", oltre a essere concepita come arte meno elitaria rispetto a una produzione nata in contesti assai più esclusivi, la musica contemporanea non è certo frutto di casuale, infantile improvvisazione, ma di studio lungamente coltivato e ragionato.
Dovrebbero saperlo più di tutti gli italiani, che dopo aver ceduto un secolo abbondante di primato musicale europeo per assecondare un genere operistico a volte troppo condiscendente nei confronti della più nazional-popolare delle melensaggini melodiche, hanno avuto modo di riscattarsi ampiamente nella seconda metà del secolo scorso ridefinendo, con compositori come Luciano Berio e Bruno Maderna, il concetto stesso di avanguardia musicale. A questa fertile produzione, l'editore milanese Die Schachtel in collaborazione con Rai Trade e con il Prix Italia che si sta aprendo a Torino ha presentato ieri al Museo degli strumenti musicali del Castello Sforzesco il cofanetto "L'immaginazione in ascolto. Il Prix Italia e la sperimentazione radiofonica".
Curato da Maddalena Novati, instancabile cantrice e catalogatrice del mitico Studio di Fonologia della sede RAI di Corso Sempione, e dalla musicologa Angela Ida De Benedictis (la quale a partire dal 24 settembre racconterà le vicende e i contenuti di questa meritoria opera editoriale per la trasmissione "I maestri cantori", ogni giorno su Radio 3 alle 13), il volume di 400 pagine è accompagnato da sei CD audio estremamente rappresentativi. Si tratta infatti di una accurata selezione di lavori musicali che hanno partecipato o vinto al Prix Italia tra gli anni '50 e '80. Molti dei compositori prescelti ebbero direttamente a che fare con lo Studio di Fonologia e testimoniano della qualità e notorietà raggiunte allora proprio in virtù di un uso sperimentale e colto del mezzo radiofonico. Ecco una lista di materiali che "L'immaginazione in ascolto" consente di tornare ad apprezzare (tra parentesi l'anno del debutto al Prix Italia):

Bruno Maderna – Don Perlimplin (in concorso, 1961)

Bruno Maderna – Ritratto di Erasmo (su commissione, 1969)

Bruno Maderna – Ages (vincitore, 1972)

Luciano Berio - Diario immaginario (vincitore, 1975)

Nino Rota – La notte di un Nevrastenico (vincitore, 1959)

Niccolò Castiglioni - Attraverso lo specchio (vincitore, 1961)

Salvatore Sciarrino – La voce dell’Inferno (in concorso, 1981)

Al breve convegno organizzato per la presentazione milanese hanno partecipato insieme alle curatrici, Mimma Guastoni, che ha lavorato a lungo con l'editore Ricordi proprio sulla musica contemporanea; il compositore Michele Dall'Ongaro, l'ultimo vincitore del Prix Italia 2008 con "Musica nascosta" (musiche di Michele Tadini su testi di Tiziano Scarpa, in catalogo sul nostro Elencone mp3); la segretaria del Prix Giovanna Milella; Bruno Stucchi, che con Fabio Carboni dirige Die Schachtel; e il musicologo Enzo Restagno in veste di coordinatore dell'evento.
E' stata un'ora abbondante di intelligenti considerazioni sul ruolo che le tecnologie e la radiofonia hanno avuto e continuano ad avere nello sviluppo di nuovi linguaggi musicali ma soprattutto nel lento processo di costruzione di un diverso gusto nell'ascoltatore, una diversa consapevolezza nei confronti della creazione musicale. Le riflessioni in materia, ha ricordato Enzo Restagno, risalgono addiritturao a Theodor W. Adorno, con il fondamentale "Corrente di musica" frutto della partecipazione del filosofo tedesco, fuggito dalla Germania nazista, al Princeton Radio Project, (1937-39) il primo tentativo di analisi approfondita delle potenzialità del nuovo mezzo sul piano della creazione letteraria e musicale. Una potenzialità che non si estrinseca semplicemente attraverso il nuovo armamentario che l'elettronica offre al compositore per liberarsi dai limiti timbrici ed esecutivi degli strumenti musicali tradizionali, ma che apre la strada a dimensioni di produzione e fruizione inedite, come la forte spazialità resa possibile dal suono multicanale. Interrogandosi sul ruolo che la radio deve assumere nel contesto creativo attuale, i partecipanti al dibattito hanno infine discusso dell'eredità lasciata da istituzioni ormai scomparse come lo Studio di Fonologia. Una delle ipotesi formulate è che oggi, grazie alla disponibilità di tecnologie di trattamento del segnale a bassissimo costo e alta accessibilità, la composizione musicale dovrebbe essere più diffusa e ancora meno vincolata alla presenza di veri e propri laboratori. Ma tra gli esperti c'è stato chi ha lamentato la politica di sostanziale disarmo creativo portata avanti - complice la crescente esiguità di fondi - dagli enti radiofonici pubblici come la RAI, colpevole di aver abdicato alla propria funzione aggregatrice e catalizzatrice di talenti rinunciando anche alla sua capacità di committente.
La speranza è che iniziative come questa promossa da Bruno Stucchi e Fabio Carboni risveglino anche un'altra consapevolezza: quella per cui seppellire in un archivio impenetrabile quel passato di attualissima potenza creativa sarebbe un delitto per il futuro di un'intera collettività.
L'audio del convegno può essere prelevato qui.

06 settembre 2012

Un Prix Italia all'insegna della sobrietà tra la benedizione laica di Michelangelo Pistoletto e la radio multimediale

La qualità dei contenuti in concorso sarà verosimilmente all'altezza di tutte le edizioni precedenti ma non riesco a sfuggire alla sensazione che il 64esimo Prix Italia in programma nell'ormai stabile sede di Torino dal 16 al 21 settembre sarà un po' sottotono, in linea con una congiuntura fatta di austerità e generale diffidenza nei confronti di una istituzione pubblica come la RAI. Tra le cose che l'Europa sta ridiscutendo da tempo c'è un'invenzione molto europea come l'ente radiotelevisivo "di Stato". Macchine di cultura, educazione e promozione sociale indubbiamente efficaci per decenni nell'era della ricostruzione e della modernizzazione seguita al conflitto di metà Novecento, gli enti pubblici hanno svolto tutti in qualche modo un ruolo di rappresentanza politica e creazione di consenso. Al prezzo di un costo economico che nessun governo, progressista o conservatore che sia, ritiene opportuno sostenere. E visto che chiudere una redazione o un servizio radiotelevisivo locale è una misura più facile da eseguire rispetto alla lotta a sprechi molto più ingenti ma anche più indiretti o politicamente sensibili, i broadcaster pubblici hanno dovuto tutti, senza eccezioni, tirare pesantemente la cinghia.
Il Prix Italia resta una istituzione prestigiosa e per quanto risicati, i margini per fare buona radio e persino buona tv ci sono ancora, come pure l'interesse da parte di un pubblico che sembra essersi stancato di modelli falsamente "attuali" da Drivein all'Isola dei famosi (ma potrei fare anche parecchi esempi radiofonici). Ci sono quindi tutte le ragioni per attendersi ottimi risultati, considerando poi che in eventi del genere, sempre un po' circensi e caciaroni, un occhio alla sobrietà non guasta certo. Non credo che sia completamente casuale la scelta di chiamare Michelangelo Pistoletto, il quasi ottantenne artista contemporaneo esponente della cosiddetta "arte povera", a tenere una lectio magistralis dedicata al "Terzo Paradiso", più recente fase di una carriera artistica partita proprio da Torino, nel 1960, con la prima personale. Terzo Paradiso è una sorta di esplorazione del simbolismo che ha trovato anche una articolazione multimediale nel progetto itinerante RAM Radioartemobile (a Firenze fino a domenica è possibile visitare l'installazione del Palcoscenico Verticale, cui ha partecipato anche Gianna Nannini). Qui comunque c'è tutto il programma della manifestazione.
Gli spazi che in tutte le recenti edizioni del Prix erano occupati dall'evoluzione della radio tra Internet e le trasmissioni digitali, quest'anno viene in pratica requisito dall'EBU, European Broadcasting Union e dagli organizzatori di Multimedia Meets Radio 2012. Diversi sono i protagonisti che la sapiente regia di Mike Mullane, responsabile News, sports and new media dell'EBU e vera anima di "MMR", farà convergere nello splendido Palazzo della Radio di via Verdi a Torino. Spiccano per esempio i casi di Soundcloud, Spotify e del team di Apple iTunes che parteciperà a un incontro sul podcasting moderato da Andrea Borgnino. Ecco anche per Multimedia Meets Radio l'agenda completa.

26 settembre 2011

Al Prix Italia la consacrazione delle Web Radio RAI

Con la consueta, nutrita serie di premi si è conclusa la scorsa settimana la 63esima edizione del Prix Italia. Intanto complimenti all'Istituto Barlumen per il riconoscimento ottenuto per la migliore opera originale con la rivisitazione fiabesca di Pollycino, di Gaetano Cappa e Marco Drago. Un bel debutto per Radio 24, che ha messo in onda Pollycino e ha partecipato per la prima volta al Prix. La lista completa dei vincitori si trova qui.
Dal mio punto di vista la grande novità di quest'anno è stato il ruolo di Web Radio 6, il canale solo Web che Radio RAI dedica alla programmazione culturale di archivio. L'emittente via Internet ha trasmesso in diretta gli eventi inaugurale e finale del Prix Italia, ma ha soprattutto curato la diffusione dei programmi vincitori delle passate edizioni. Trovate i dettagli e la possibilità di scaricare le registrazioni, curate da Mariù, sul forum di Radiopassioni.
Secondo il responsabile Bruno Socillo, che ha partecipato al convegno "La radio che cambia", le offerte "non lineari" di Radio RAI sono sempre più seguite. Nel primo quarto del 2011 i programmi radiofonici terrestri hanno generato un totale di 20 milioni di download di podcast e se Radio 2 fa la parte del leone con i suoi contenuti più "nazional-popolari" anche l'intellettuale Radio 3 produce qualcosa come un milione di podcast scaricati. Per i tre canali Web radio l'audience è ancora di nicchia, ma coinvolge comunque, ha precisato Socillo, «due o trecentomila persone al giorno, per ciascun canale» e funge soprattutto da laboratorio di sperimentazione di contenuti alternativi che potrebbe tradursi - varata l'infrastruttura DAB+ - in una offerta via etere originale ed esclusiva rispetto all'FM.
A proposito di "La radio che cambia", ho riversato l'audio dei vari interventi. Se come al solito avete pazienza con la qualità, potete ascoltarli qui:

Prima parte:

Seconda parte:

21 settembre 2011

La radio che cambia si incontra a Torino

A Torino, domani mattina, in occasione del Prix Italia, proprio sotto la Mole e nel piccolo ma suggestivo Museo della Radio nella sede RAI di via Verdi, si tiene il convegno La radio che cambia. Io ci sarò.








Convegno
LA RADIO CHE CAMBIA
Giovedì 22 settembre 2011
RAI, Museo della Radio, Via Verdi 16
(h 9.30 – 13.30)
(aggiornato 8 settembre 2011)
In collaborazione con Radio Rai e Rai Way

La radio continua ad essere uno dei media più popolari, malgrado l’esponenziale sviluppo di Internet negli ultimi 10 anni. Le nuove piattaforme di diffusione offrono alla radio digitale la possibilità di evolvere e quindi di adattarsi meglio alla concorrenza sia del Web che degli altri media digitali. Questa evoluzione sarà in primo luogo editoriale, ma permetterà sicuramente anche lo sviluppo di nuovi modelli economici. Il flusso sonoro potrà essere arricchito con informazioni complementari e/o supplementari che permetteranno un utilizzo più flessibile e attraente del mezzo. La radio digitale terrestre di ultima generazione (standard DAB + o DMB e i dati associati previsti da questi standard) o la rete Internet (DNS Radio) permettono la diffusione di queste informazioni. Anche se la componente sonora continuerà a ricoprire un ruolo fondamentale nella comunicazione radiofonica, le foto, le immagini in movimento, i grafici, le mappe e i testi permetteranno di arricchire i programmi e creare nuovi formati editoriali. La radio visione faciliterà anche la fruizione di beni culturali tra cui gli spettacoli e le visite ai luoghi d’arte.
9.30 - Saluti
Giovanna Milella, Segretario Generale Prix Italia
Eva Hamilton, Presidente Prix Italia
Apertura dei lavori
Bruno Socillo, Direttore Radio Rai
Stefano Ciccotti, Amministratore Delegato Rai Way
Introduzione: la radio che cambia
Albino Pedroia, Augusto Preta, IT Media Consulting
10.15 Parte I - LE ESPERIENZE
Modera:
Andrea Borgnino, Responsabile Progetto Archivi Audioteca Rai e Webradio (già Project Manager of EBU New Radio)

Esperienze
· BBC : La radio visione
Tim Davie, Direttore Audio e Musica BBC
· Radio France Internazionale : I dati associati dei programmi
Bruno Tézenas du Montcel, Directeur des Technologies et des Systèmes d’Information, Radio France Internationale
· RadioDNS - Hybrid Radio
James Cridland, Segretario RadioDNS (Regno Unito)
· Unione Europea di Radiodiffusione (EBU) - L’analisi e le proposte
Michael Mullane, Direttore di News, Sport e New Media, Radio Dept.

11.45 Parte II - LE PROSPETTIVE
Tavola rotonda
Modera
Enrico Pagliarini, Giornalista e conduttore del Programma “2024”, Radio 24

Interventi

Giuseppe Braccini, Responsabile Progetto Radio Digitale Rai Way
David Kessler, Responsabile del Rapporto sulla Radio Digitale Terrestre in Francia, incaricato dal Primo Ministro (Francia)
Joan Warner, CEO Commercial Radio Australia (CRA)
Paul Smith, General Manager Pure (Regno Unito)
Candido Peterlini, Direttore del Product Concept Infotainment, Fiat Group

25 settembre 2010

Prix Non Italia: un bell'evento per una amara lezione

Si è conclusa la 62esima edizione del Prix Italia, una manifestazione che secondo la segretaria generale Giovanna Milella potrebbe, anzi vorrebbe, piantare stabilmente le tende nella città di Torino. E' sempre stato un premio itinerante, anche se usava tornare frequentemente nelle principali città, ma tutto questo doveva costare parecchio a una RAI desiderosa di risparmiare. L'idea di un Prix Italia d'ora in poi torinese - nel 2011 lo sarà comunque, per la terza volta consecutiva - mi sembra molto sensata perché potrebbe dar vita a iniziative continuative, alla creazione di laboratori, corsi formativi, produzioni fruibili anche fuori dalla manifestazione-vetrina. E a proposito di vetrine quest'anno il Piccolo Teatro di Milano offre la rara opportunità di entrare in contatto con il mondo delle produzioni di qualità che a Torino è rimasto un po' chiuso negli ambienti esclusivi delle giurie, degli addetti ai lavori e dei rari giornalisti. Lunedì 27 e martedì 28, nel Chiostro e nella sala della sede storica del Piccolo in via Rovello, viene allestita una selezione dei migliori video che hanno partecipato alle scorse edizioni del premio (17-23 di lunedì) e alcune recenti produzioni dedicate a Dalì, alla danza, alla musica. Ci saranno occasioni per festeggiare anche con la buona gastronomia e alle 19.30 di martedì in sala Grassi verrà proiettato il video vincitore della categoria "Performing Arts". Come si vede l'attenzione di questo lodevole evento è rivolta alla televisione. Perché non mettere a disposizione del pubblico alcune delle postazioni multimediali riservate a Torino ai giurati, per il riascolto delle opere radiofoniche in concorso, magari con la documentazione e le trascrizioni che solo i giornalisti riescono normalmente a consultare? Non sarebbe una magnifica occasione per trasformare un concorso in spettacolo, facendo toccare con mano la distanza che ci separa dalla vera cultura radiotelevisiva?
Ma torniamo al Prix e ai suoi riconoscimenti, che per la radiofonia sono andati alla Germania (due premi), Australia, Francia, Finlandia, Gran Bretagna. Persino alla Croazia. Ecco il comunicato Asca:

Due premi per la Germania al Concorso Radio del 62* Prix Italia, uno per Australia, Francia, Austria e Finlandia.

Il doppio successo e' dell'emittente pubblica ARD per Winterreise. Featuring Shubert's winterreise (Viaggio d'inverno.
Messa in onda di Winterreise di Shubert) di Werner Cee nella sezione ''Composizione musicale'' e Kinder von Sodom und Gomorrha (I bambini di Sodoma e Gomorra) di Jens Jarisch nella sezione ''Documentario per la migliore qualita' globale''. La ABC australiana si aggiudica invece la sezione ''Programma sulla musica'' con The devil in music (Il diavolo in musica) di Jane Ulmann e Russel Stapelton. Per ''Opera originale'' vince Radio France con Le morts qui touchent (Le morti toccanti) di Myron Meerson. Little Enemyz (Piccoli nemici) di Petschinka della ORF austriaca si aggiudica la sezione ''Adattamento drammaturgico''.
Il ''Prix Italia Premio speciale per la straordinaria originalita' e innovazione della forma di linguaggio documentaristico'' va, infine, alla finlandese YLE con Pimeyden Valo (Gli archivi segreti di un batterista) di Hannu Karisto. Il ''Premio Speciale - Coppa del Presidente della Repubblica'' e' stato vinto da Jerihonska Ruza (La rosa di Gerico) di Anica Tomic della HRT Croata. Una menzione speciale (Composizione) e'
andata a Between the ears: Paul Klee, a balloon, the moon, music and me (Tra due orecchie: Paul Klee, un palloncino, la luna, la musica e io) di Ergo Phizmiz per la BBC.

Ed ecco come la Hessicher Rundfunk celebra il vincitore del premio per la migliore composizione musicale originale, una rivisitazione elettronica del sublime Winterreise schubertiano.

24.09.2010/hr2-kultur
hr2-Hörspielproduktion gewinnt „Prix Italia“

„Winterreise“ von Werner Cee in der Kategorie Musik ausgezeichnet

Beim 62. Prix Italia, dem von der RAI veranstalteten Radio- und Fernsehfestival in Turin, ist das hr2-Hörspiel „Winterreise featuring Schuberts Winterreise“ von Werner Cee heute mit dem Preis in der Kategorie „Radio, Composed Music“ (Radiokomposition) ausgezeichnet worden. Das Stück des 1953 im hessischen Friedberg geborenen und bei Marburg wohnenden Musikers, bildenden Künstlers und Hörspielmachers Cee sendete hr2-kultur erstmalig am 3. März 2010. Dramaturgie und Redaktion lagen bei Manfred Hess. Der „Prix Italia“ gilt als einer der bedeutendsten internationalen Preise für Radio, Fernsehen und Internet.
In der Begründung der international besetzten Jury des „Prix Italia“ heißt es: „Dieses sehr evokative und manchmal regelrecht unheimlich wirkende Werk nimmt den Liedzyklus von Franz Schuberts ‚Winterreise‘ als Ausgangspunkt. Die Empfindungen von Einsamkeit und Tod finden hier in neuartigen und zugleich sehr persönlichen Klangarrangements ihren Ausdruck. Vergangenheit und Gegenwart begegnen sich so in einem überzeugenden Kunstwerk. Auch auf der technischen Seite ist diese Sendung bemerkenswert, da sie sorgfältig und stimmig produziert wurde.“
Werner Cee über seine Arbeit: „Ich verstehe Komposition nicht nur als das Notieren von musikalischen Ideen in Form einer Partitur, die dann, als Werk fixiert, von unterschiedlichen Interpreten wiedergegeben wird; diese Arbeit ist für mich vielmehr ein komplexer Vorgang. Oft sind meine Kompositionen auch direkt an einen bestimmten Interpreten gebunden.“ So wirken an diesem Hörstück mit der australische, in Holland lebende Schauspieler und Puppenspieler Neville Tranter als Sprecher, der norwegische E-Gitarrist Eivind Aarset, der E-Pianist Norbert Grossmann, der Rock-Drummer Ulrich Pfannmüller und Werner Cee, Elektronik.

Mentre l'altro vincitore, nella sezione documentaristica, è un reportage prodotto da WDR e altre emittenti regionali tedesche sulle ragioni che spingono i giovanissimi africani alla fuga verso il continente europeo. Tra l'altro un tema che forse sarebbe opportuno elaborare qui, in casa nostra. Capire le ragioni, invece di cercare ogni possibile modo, anche violento, in questa cristianissima e cattolicissima nazione, per respingere, relegare, svilire, umiliare. Ho scoperto sul sito della WDR la trascrizione di questo audiodocumentario.
Non c'è da stupirsi dell'assenza, nel palmarès 2010, della produzione locale. La radio pubblica italiana, che apre le celebrazioni del 60essimo di Radio 3, non può fare altro che guardarsi alle spalle, ripensare agli anni ormai lontani in cui tra i suoi dipendenti c'era un certo Carlo Emilio Gadda, alle attrezzature avveniristiche che mezzo secolo fa un certo Luciano Berio montava in una delle stanze della sede RAI di Corso Sempione a Milano per trasformare la struttura della musica. In Germania e decine di altre nazioni civili si stanziano fondi per stimolare la produzione di una radio di qualità e alcuni di questi fondi vanno, ironia della sorte, ai sound artist e musicisti italiani, costretti a migrare per le stesse ragioni per cui emigrano i giovani senegalesi: per mancanza di opportunità, per tragica assenza di prospettive future.
Non c'è edizione del Prix Italia che non contenga una lezione umiliante per lo stato in cui versa la committenza culturale pubblica in Italia. Dovrebbero chiamarlo Prix non-Italia.
Lunedì scorso sono stato a Torino, nella sede storica della RAI che ospita il premio, per seguire l'ennesima rappresentazione, con abbondante aspersione di lacrime, auspici e interrogativi inevasi, del nostro inesorabile declino. Per un paio d'ore l'associazione Audiodoc presieduta da Andrea Giuseppini, che cerca di promuovere la produzione indipendente di documentaristica audio, ha esplorato i possibili sbocchi, le alternative alle tragiche carenze, al vuoto assoluto della committenza pubblica. Il documentario radiofonico è praticamente morto in questo paese, ha detto Giuseppini presentando alcune forme innovative di proposta. Il veronese Jonathan Zenti, di Suoniquotidiani.it, trasforma gli audiodocumentari in occasioni di teatro civile presentandoli dal vivo al pubblico, in teatro. Anna Maria Giordano, di RadioRAI, ha invece esplorato le opportunità che consentono di realizzare produzioni giornalistico-formative di taglio radiofonico ma in seno alle ONG che operano nelle nazioni in via di sviluppo (Anna Maria ha fatto ascoltare un programma sulle mutilazioni genitali femminili ripreso da molte stazioni locali del Burkina Faso). Poi lo stesso Giuseppini e Angelo Miotto, ex Radio Popolare, oggi a Peace Reporter, si sono soffermati sulle nuove forme di audiodocumentari aperti alla multimedialità del Web. Miotto ha presentato Iron Curtain Diaries, un Web documentario ricco di immagini, video e testimonianze sonore da un viaggio lungo la linea di demarcazione della Cortina di ferro a vent'anni dalla caduta del muro di Berlino. Stimolante, ma un po' troppo visuale per essere veramente audiodocumentario. Tutte queste strade, il teatro civile, il connubio con il terzo settore o con Internet, possono davvero portare "oltre la radio", come recitava il titolo del convegno? I primi a non crederci del tutto mi sono sembrati gli stessi relatori, ma potete farvi una vostra idea ascoltando la mia registrazione del simposio.




Anche altrove ci si interroga sulle modalità di finanziamento di formati radiotelevisivi di nicchia. I fondi pubblici per questo tipo di contenuti si stanno riducendo ovunque. Radiopassioni ha già affrontato il tema di una radiofonia fatta "senza radio", parlando per esempio del (piccolo) mercato dei "mind movies" negli Stati Uniti. Ma il gioco presuppone un minimo di interesse da parte del mercato, un minimo di pubblico. Ed è proprio su tale presupposto che sembrano accendersi le perplessità degli operatori intervenuti all'incontro promosso da Audiodoc. Forse solo Zenti ha lanciato un messaggio ottimista parlando dell'interesse suscitato dalla sua "radio dal vivo" (ma il suo si chiama teatro, anche se innervato di interventi registrati rigorosamente dal vivo, senza copione). Il problema di una committenza del tutto assente consiste nel colmare con percorsi di finanziamento "collaterali" (vendita diretta o partecipazione del pubblico, formazione di nuovi operatori, educazione) i sostegni economici che vengono a mancare. Un modello di radiofonia simile all'economia del software open source. Sarà davvero fattibile? Speriamo di sì.

21 settembre 2010

Preziosi, una radio europea a 12 stelle. Come Euranet?

Oggi al Prix Italia di Torino Antonio Preziosi, il direttore dei giornali radio, di Radio Uno e di Gr Parlamento, ha proposto di dar vita a una radio europea «a dodici stelle», che «sappia rilanciare il ruolo dell’informazione europea». Per questo ha detto di voler convocare a Roma una conferenza aperta a tutte le radio europee interessate.

PRIX ITALIA:PREZIOSI, TESTATA RADIOFONICA EUROPEA WEB A 12 STELLE

(AGI) - Torino, 21 set. - Un’unica testata radiofonica europea che coinvolga tutte le radio del servizio pubblico. Una testata a 12 stelle, quelle della bandiera europea. E realizzare a Roma una grande conferenza continentale per coinvolgere tutte le radio interessate a questo progetto innovativo. E’ la proposta che dal Prix Italia di Torino lancia Antonio Preziosi, direttore del Giornale Radio Rai, di Radio Uno e di Gr Parlamento. Preziosi si dice convinto della possibilita’ “di dar vita ad un grande progetto giornalistico europeo che veda coinvolte le radio del servizio pubblico
attraverso le nuove tecnologie crossmediali. Una testata a dodici stelle che sappia rilanciare il ruolo dell’informazione europea, e del servizio pubblico in particolare”. La proposta e’ arrivata da Preziosi in chiusura dei lavori del convegno dal tema “Identita’ e diversita’ dell’Europa”, organizzato dalla Rappresentanza della Commissione Europea in Italia con Infocivica e Gruppo di Torino nell’ambito appunto della 62esima edizione del Prix Italia.

Sarebbe proprio un bel progetto e non dubito che la Rai potrebbe mettere a disposizione fior di professionisti. Ma è possibile che tra Preziosi e il suo staff nessuno si sia accorto di Euranet, il consorzio di radio europee creato nel 2008 per iniziativa di due broadcaster pubblici come Deutsche Welle e Radio France Internationale? Sarà perché il rappresentante italiano del consorzio (un rappresentante un po' tardivo, per una iniziativa nata più di due anni fa senza parlare italiano) è Radio 24 e non Radio Rai? O magari perché da quando ha spento le onde corte la Rai non vuole avere niente a che fare con Deutsche Welle e Radio France Internationale? O forse perché Euranet trasmette le sue interessanti corrispondenze solo via Internet? Dev'essere sicuramente per quest'ultimo motivo: la radio europea secondo Preziosi, mi pare di capire, dovrebbe trasmettere su "vere" frequenze. Vista l'abbondante disponibilità di frequenze libere in Italia mi sa che dovrà necessariamente trasmettere sul DAB: ma questa sarebbe un'idea troppo sensata perché sia realizzata davvero.
Non pensiate che il mio sia solo sarcasmo, un canale radiofonico europeo multilingue sarebbe un'ottima idea e il progetto Preziosi andrebbe incoraggiato. Noto però - lasciatemelo dire - un certo décalage tra le ottime intenzioni del Direttore e una progettualità che, per Radio Rai, sembra campare piuttosto asfittica su tre misere reti via etere in Italia (lasciatemi escludere GRP e le due filodiffusioni presenti nelle città maggiori). La nostra radiofonia pubblica in Italia sta compiendo molti sforzi, con risultati che oscillano tra il rimarchevole (spesso) e lo sconcertante (in alcune evidenti cadute di stile).
Infine di questi tempi l'informazione della Rai la scuola deve farla o andarci?

21 luglio 2010

Prix Italia 2010, torna a Torino la qualità nel broadcast


Nella conferenza stampa di ieri la RAI ha presentato obiettivi e contenuti dell'edizione 2010 del Prix Italia che dopo il successo dello scorso anno torna a Torino dal 19 al 24 settembre. Ricordo che questo premio internazionale è una bellissima occasione per mettere a confronto le produzioni radiotelevisive di qualità provenienti dal mondo intero. La riconferma di Torino come sede del concorso è funzionale anche al clima di celebrazione (facciamo finta che sia così anche nelle stanze del Parlamento e del governo) intorno al 150esimo anniversario dell'unità di una nazione che ha smesso da tempo di ragionare su se stessa, chissà che nella sede di un premio che porta il suo nome non possano avvenire riflessioni interessanti. Insieme alla qualità alla radio e alla televisione, il Prix Italia si occupa da diverse edizioni della presenza su Web delle emittenti associate. Quest'anno verranno premiate anche le iniziative di user generated content.
Giovanna Milella è confermata come segretario generale dell'evento, con un fondamentale ruolo di direzione e coordinamento. Tra le novità di questa edizione vale la pena sottolineare la presenza, tra le emittenti in concorso di Radio 24 del Sole 24 Ore per la radio e di La 7 per la tv. Ci sono anche due nuove nazioni rappresentate, l'Egitto e il Messico. Tanti gli ospiti d'eccezione, come il regista Peter Greenaway e il musicista Roman Vlad, fondatore del Prix Italia nel 1948. Per scaricare il pdf del programma cliccate qui.

IL PRIX ITALIA NELL'EDIZIONE DEL 2010 ASSEGNA I SEGUENTI PREMI:

TELEVISIONE
1. Rappresentazioni artistiche - Prix Italia
2. Documentari di arte e di musica - Prix Italia
3. Film TV e mini serie - Prix Italia
4. Serie ad episodi e serie a puntate - Prix Italia
5. Documentari di interesse generale e culturale - Prix Italia
6. Documentari di attualità - Prix Italia

RADIO
1. Composizione musicale - Prix Italia
2. Programma sulla musica - Prix Italia
3. Opera originale- Prix Italia
4. Adattamento drammaturgico - Prix Italia
5. Documentario - Prix Italia per la migliore qualità globale
6.Documentario - Prix Italia Premio Speciale, per la straordinaria originalità e/o innovazione della forma di linguaggio documentaristico.

WEB
1. Sito interattivo legato ad un programma radiofonico o televisivo
2. Contenuto generato dagli utenti

Come al solito è abbastanza nutrita la serie di incontri e iniziative ma noto che quest'anno - forse perché Radio RAI è distratta da altre celebrazioni (per esempio il 60esimo del Terzo Programma culturale), di radio nello specifico non si parla, a differenza di quanto era accaduto nelle edizioni precedenti. Segnalo però, dal calendario che riporto integralmente, l'interessante momento dell'incontro “Mass media : disabilità e nuove tecnologie” a cura del Segretariato Sociale Rai e in collaborazione con il Centro Ricerche Rai.

IL CALENDARIO

Domenica 19 settembre

Accrediti. Ascolto/visione on-demand dei programmi in concorso.
Proiezioni pubbliche dei programmi in concorso.
Incontro con la stampa – presentazione eventi e programmi in concorso
Avvio dei lavori con accredito dei delegati, briefing delle giurie ed elezione dei presidenti.
Anteprima nazionale del film “Concerto Italiano” di Italo Moscati.

Lunedì 20 settembre

Lavori delle giurie e ascolto/visione on-demand dei programmi in concorso.
Proiezioni pubbliche dei programmi in concorso.
Dimostrazioni tecnologiche a cura del Centro Ricerche RAI
Presentazione Nuova Offerta Rai. Incontro con la stampa.
Incontro “2010: Donne in Afghanistan” a cura del Segretariato Sociale RAI
Serata dedicata al regista Peter Greenaway e proiezione di “TV Dante”, vincitore del Prix Italia 1991.

Martedì 21 settembre

Lavori delle giurie e ascolto/visione on-demand dei programmi in concorso.
Proiezioni pubbliche dei programmi in concorso.
Dimostrazioni tecnologiche a cura del Centro Ricerche RAI.
Seminario internazionale “Identità e diversità dell’Europa – L’integrazione comunitaria nelle prospettive del servizio pubblico crossmediale” a cura della Commissione Europea (Rappresentanza in Italia) e di Infocivica
Convegno internazionale “Raccontare il Mediterraneo” – Presentazione della ricerca inedita “Telling and broadcasting Mediterranean stories. A survey on documentary” sulla produzione di documentari nell’area mediterranea, realizzata dalla RAI, Direzione Palinsesto TV e Marketing e dal Prix Italia in collaborazione con (in ordine alfabetico) : ASBU, Babelmed, CMCA, COPEAM, Doc.it, Osservatotrio Balcani e Caucaso, Rai Teche. A seguire dibattiti e proiezioni.
Incontro con la stampa – presentazione eventi e programmi in concorso
Riunione della Comunità Radiotelevisiva Italofona.
Il Gruppo Donne della Copeam presenta i risultati finali del “Global Media Monitoring Project”.
Sinergie internazionali - Riunione delle Associazioni ABU, ASBU, CIRCOM, CIRTEF, CMCA, Comunità Radiotelevisiva Italofona, COPEAM e URTI con la Presidenza del Direttore Generale dell’EBU, Ingrid Deltenre
“Bentornato Maestro”. Incontro con il compositore Roman Vlad, fondatore del Prix Italia nel 1948, proiezione del film “Roman Vlad e il suono della memoria” con la regia di Giovanni Sinopoli.
Proiezione del film “Piccola Casa della Divina Provvidenza - S.G.B. Cottolengo - Torino” della serie “I passi del silenzio”di Ivano Balduini e Marina Pizzi per TV2000.
Serata dedicata al regista Ingmar Bergman con la proiezione cinematografica di “Saraband”, vincitore del Prix Italia 2004. In collaborazione con il Museo del Cinema di Torino.

Mercoledì 22 settembre

Lavori delle giurie e ascolto/visione on-demand dei programmi in concorso.
Proiezioni pubbliche dei programmi in concorso
Dimostrazioni tecnologiche a cura del Centro Ricerche RAI.
Convegno internazionale : “Le fonti dell’informazione – pluralità, affidabilità, responsabilità”.
Incontro con la stampa – presentazione eventi e programmi in concorso
Incontro “2010 : piccoli lavoratori, piccoli schiavi”, a cura del Segretariato Sociale RAI
Convegno internazionale in occasione del 40° FERPI - Federazione Relazioni Pubbliche Italiana – “Informazione e cultura nella network society”.
Concerto di Benvenuto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI. Dirige il Maestro Sir Andrew Davis. Violinista Nemanja Radulovic. Ripreso da Rai Tre e in diretta su Radio3.

Giovedì 23 settembre

Lavori delle giurie e ascolto/visione on-demand dei programmi in concorso.
Proiezioni pubbliche dei programmi in concorso.
Dimostrazioni tecnologiche a cura del Centro Ricerche RAI.
Convegno internazionale : “Le nuove frontiere della televisione e dei media” , in collaborazione con il Politecnico di Torino e con le dimostrazioni del CRIT.
Incontro con la stampa – presentazione eventi e programmi in concorso
Dibattito pubblico delle Giurie Radio, TV e Premi Speciali - tradizionale appuntamento molto atteso dai delegati internazionali del Prix, in cui vengono annunciate le terne finaliste di tutte le categorie del concorso.
Presentazione lavori Giurie Studenti dell’Università degli Studi di Torino.
Annuncio vincitori Radio, TV e Premi Speciali della 62° edizione.
Serata dedicata all’attrice Isabelle Adjani, insignita di 5 César, con la proiezione di “La giornata della gonna”, regia di Jean-Paul Lilienfeld.


Venerdì 24 settembre

Ascolto/visione on-demand dei programmi in concorso.
Proiezioni vincitori TV 62° edizione Prix Italia.
Ascolto vincitori Radio 62° edizione Prix Italia.
Dibattito pubblico della Giuria Web, con i quattro finalisti
Dimostrazioni tecnologiche a cura del Centro Ricerche RAI.
Annuncio vincitori Web.
Assemblea Generale Prix Italia delle emittenti televisive e radiofoniche, presieduta da Eva Hamilton, Presidente Prix Italia
Sinergie internazionali – TV Committee Presidency meeting
Incontro “Mass media : disabilità e nuove tecnologie” a cura del Segretariato Sociale Rai e in collaborazione con il Centro Ricerche Rai
Cerimonia di Premiazione dei vincitori della 62° edizione e spettacolo di chiusura presso l’Auditorium Rai “Toscanini”, ripreso da Rai Uno.

14 maggio 2010

Prix Italia 2010, ritorno a Torino e arrivo di Radio 24

Il Prix Italia, prestigioso evento dedicato alla radiotelevisione di qualità, cessa di essere una manifestazione itinerante e torna per il secondo anno consecutivo a Torino, il prossimo 19 settembre. Tra le novità spiccano la decisione di aprire al pubblico l'accesso ai programmi presentati alle giurie, l'iscrizione di Radio 24 e La7 tra le emittenti in competizione e l'arrivo di due nuove nazioni, il Messico e l'Egitto.




















Dopo il successo dello scorso anno, il Prix Italia ha accettato l’invito della Regione Piemonte a confermare Torino come sede della manifestazione.
La 62ma edizione del Premio radiotelevisivo internazionale, che si svolgerà dal 19 al 24 settembre, sara’ ospitata come lo scorso anno nelle sedi della Rai - Centro di Produzione TV di Via Verdi 16, Palazzo della Radio di Via Verdi 31, Auditorium “Arturo Toscanini” – e nei luoghi più prestigiosi della città grazie alla collaborazione del Comune e della Provincia.
Molte le novità di quest’anno - presentate giovedì 13 maggio alle ore 16,30 al Salone del Libro di Torino - a cominciare da 4 nuove importanti adesioni, due emittenti nazionali italiane, La 7 e Radio 24, e due nuovi Paesi stranieri Messico ed Egitto.
Il Prix Italia conta oggi 90 enti radiotelevisivi provenienti da 48 Paesi e continua a distinguersi per la qualità dei programmi in concorso e per gli incontri internazionali ai quali partecipano esperti e studiosi di tutto il mondo.
Il tema dell’edizione 2010 – ideata e diretta dal Segretario Generale Giovanna Milella - è “Il futuro in anteprima”.
Per la prima volta il pubblico potrà vedere al Teatro Gobetti - oltre che nelle postazioni on demand - i programmi iscritti al premio.
La settimana del Festival sara’ densa di appuntamenti e, oltre ai convegni, ogni sera ci sara’ un evento speciale.

- Martedì 21 settembre. Giornata dedicata al “Progetto Mediterraneo” con la presentazione di una ricerca inedita. La ricerca rappresenta il punto di partenza di un appuntamento che, attraverso la proiezione dell’opera vincitrice dell’edizione 2009 del Premio Internazionale del Documentario e del Reportage Mediterraneo e di uno dei prodotti realizzati all’interno del progetto Inter-Rives (Copeam-Asbu), indagherà sullo stato del documentario nell’area Euro-Mediterranea. Serata dedicata al film “Piccola casa della Divina Provvidenza – S.G.B. Cottolengo – Torino” di Marina Pizzi e Ivano Balduini realizzato nell’ambito della seconda serie de “I passi del silenzio” per TV2000.

- Mercoledì 22 settembre. Meeting internazionale “Le fonti delle verità – molteplicità, affidabilità, responsabilità”: la notizia oggi è un valore in sé o una merce da vendere? E soprattutto, come trovare un equilibrio tra le molte fonti dell’informazione? A seguire incontro internazionale per il 40° di FERPI su “Informazione e cultura nella network society: il ruolo delle Relazioni Pubbliche”.

- Giovedì 23 settembre. Meeting internazionale “Le nuove frontiere della televisione e dei media”, ovvero dalle reti a banda larga alla televisione tridimensionale, in collaborazione con il Politecnico di Torino e con le dimostrazioni del Centro di Ricerche della Rai.

Per la prima volta nella storia del concorso, terminato il dibattito pubblico delle giurie, diretto dal Presidente del Prix Italia Eva Hamilton, nel pomeriggio il Segretario Generale Giovanna Milella annuncerà alla stampa i vincitori del Festival nelle varie categorie Tv, Radio e Premi Speciali. Tra le novità della 62ma edizione la Giuria speciale degli studenti dell’Università di Torino. Grazie alla formazione acquisita in appositi laboratori organizzati dai docenti, dal Prix Italia e da Rai Teche, gli studenti potranno giudicare i programmi in concorso per le categorie Tv Drama e Radio Drama e presentare il proprio lavoro ai professionisti radiotelevisivi di tutto il mondo.

Eventi Speciali:

• Domenica 19 settembre, anteprima del film “Concerto italiano” dedicato al 150° dell’Unità d’Italia, con la regia di Italo Moscati.

• Lunedì 20 settembre, serata dedicata al regista inglese Peter Greenaway che ha diretto “Ripopolare la Reggia”, per la Reggia di Venaria Reale, con la proiezione di “TV Dante”, film con il quale ha vinto il Prix Italia nel 1991 a Urbino.

• Martedì 21 settembre, serata dedicata al regista svedese Ingmar Bergman, in collaborazione con il Museo del Cinema, con la prima proiezione cinematografica italiana di “Saraband" – opera vincitrice del Prix Italia nel 2004 a Catania – accompagnata dall’inedito backstage del suo "Flauto magico", presentato fuori concorso al Prix nel 1975 a Firenze.

• Martedì 21 settembre, “Bentornato Maestro”, incontro con il musicista Roman Vlad, compositore della musica eseguita in occasione della nascita del Prix Italia a Capri nel 1948. A seguire la proiezione del film “Roman Vlad e il suono della memoria” per la regia di Giovanni Sinopoli.

• Mercoledì 22 settembre, cerimonia di benvenuto con il concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, diretta dal Maestro Sir Andrew Davis, con la partecipazione della violinista Nemanja Radulovic (trasmesso da Rai 3 e da Radio 3).

• Giovedì 23 settembre, serata dedicata all’attrice Isabelle Adjani, con la proiezione del film “The skirt day” che nella scorsa edizione del Prix Italia ha vinto il premio della categoria Tv Drama. Successo replicato in febbraio con la vittoria del suo quinto Premio Cesar.

• Venerdì 24 settembre, serata conclusiva del Prix Italia, con la presentazione dei programmi vincitori, trasmessa da Rai 1.

27 settembre 2009

Le selezioni del Prix Italia presentate a fahrenheit

Con un commento dei suoi alle mie note dalla conferenza su radio e informazione al Prix Italia, mariu ci ha regalato la registrazione del pomeriggio di venerdì 25 settembre della trasmissione Fahrenheit, lo spazio culturale e librario curato dal neodirettore di Radio 3 Marino Sinibaldi. Ho pensato che fosse il caso di mettere a disposizione i link per un ascolto più diretto, come ideale integrazione dell'annuncio dei premi assegnati da questa importante manifestazione.
mariu deve aver lavorato moltissimo per riversare e ritagliare tante ore di programmazione in tante puntate più compatte, perfette per un riascolto in podcast. Non mi sono rimaste più parole di gratitudine. Potete ascoltare la serie di spezzoni preparati dalla nostra amica lettrice direttamente qui o scaricarli nel vostro mp3 player: 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11.





















Prix Italia 2009, i vincitori

Con un po' di pazienza ho scovato online i comunicati stampa relativi ai vincitori dell'edizione 2009 del Prix Italia a Torino, per la radiofonia. Il lancio è di Adn Kronos ripresa dal sito del quotidiano Libero. Le agenzie e l'ufficio stampa RAI riferiscono che domenica 27 settembre il digitale televisivo terrestre trasmetterà un canale speciale su cui verrà proiettato il meglio dei partecipanti presentati per i premi televisivi. Anche il sito Web del Prix Italia dovrebbe visualizzare una selezione di programmi, sperando che tra questi ci sia anche la "menzione speciale" de “Il canto del popolo ebraico massacrato” (Dos lid funem oysgehargetn yidishn folk) di Yizhak Katzenelson. Presentato per la prima volta da Moni Ovadia e la sua Stage Orchestra in occasione del Giorno della Memoria il testo, definito da Primo Levi “opera senza uguali nella storia della letteratura”, ripercorre l’annientamento dell’ebraismo polacco dall’invasione nazista al rogo del ghetto di Varsavia. Il "canto" fu scritto dall’autore nel lager di Vittel, in Francia, e fu sepolto in un barattolo di latta ritrovato nel 1945. L’autore era stato trucidato ad Auschwitz l’anno prima. Palco e Retropalco presenta un’ edizione adattata e diretta per lo schermo da Felice Cappa con un montaggio in cui, alle immagini dello spettacolo messo in scena al Binario 21 della Stazione Centrale di Milano, si alternano quelle del viaggio di Moni Ovadia sulle tracce dell’autore. “La giuria ha voluto una menzione speciale per questo programma – è la motivazione - che ha il merito di aver scoperto un libro di poesie scritto da Yizhak Katzenelson in campo di concentramento. Una produzione coinvolgente e intensa con musiche originali dedicate ai sopravvissuti”. Difficile che la cosa riguardi anche i premi radiofonici, perché in quel caso non sarebbe possibile visualizzare i sottotitoli...
Per i radiodrammi premiate la Francia e la Germania. Per i radiodocumentari la Polonia (che vince anche il secondo premio per la musica) e ancora la Germania. La Finlandia riceve il primo premio per la musica.

http://www.libero-news.it/adnkronos/view/192057
http://www.libero-news.it/adnkronos/view/192062
http://www.libero-news.it/adnkronos/view/192066

Per la sezione radio, due premi per Germania e Polonia, uno a Francia e Finlandia. Nei RadioDrama vincono i francesi di Srf con 'Farben' (Colori), diretto da Marguerite Gateau. Per i giurati: ''Incantevole esplorazione su antisemitismo, femminismo ed etica nella ricerca scientifica e nelle loro disastrose inaspettate conseguenze, nel XIX e XX secolo. Straordinarie l'interpretazione e la regia che con un magnifico progetto musicale danno la sensazione che il suono penetri nei pori come il gas sulfureo che e' il cuore del drama''.
La tedesca Ard e la sua 'My body in nine parts' (il mio corpo in nove parti) di Goetz Naleppa e scritto da Raymond Federman vince tra gli Adattamenti Drammaturgici perche', si legge nella motivazione ''in questa meravigliosa versione, Raymond Federman offre un'esplorazione della sua stessa esperienza sull'invecchiamento, attraverso il ritmo della poesia incorporando il jazz, una danza di lingue e una divertente gioia ironica. Il caratteristico accento franco-inglese di Federman gli conferisce una straordinaria veridicita'''. [NdR: My body in nine parts verrà trasmesso il 29 settembre, alle 21.01, dal canale austriaco ÖE1 disponibile al seguente stream: mms://apasf.apa.at/oe1_live_worldwide]
Tra i Documentari Radio, il premio per la migliore qualita' globale va alla Pr polacca, per 'Guilty or not guilty' (Colpevole o innocente, WINna niewinna qui l'mp3) di Patrycja Gruszynska Ruman. ''E' la storia - scrivono i giurati - di Stanislawa Rachwal, attivista politico detenuto ad Auschwitz e condannato a morte durante la seconda guerra mondiale. Colpisce la profondita' del conforto morale imposto all'ascoltatore e la maniera elegante con cui e' stato realizzato''.
E' ancora la Ard tedesca ad aggiudicarsi il Premio Speciale per la Straordinaria Originalita' tra i Documentari Radio con 'Lost in music- The Cornel Chiriac story' (Perso nella musica - La storia di Cornel Chiriac) di Patrick Banush. ''Il programma - recita la motivazione - colpisce per l'abilita' con cui il produttore ha combinato la musica con la storia di Cornal Chiriac, paladino della liberta' fra i giovani del suo paese, ed esplora un periodo di repressione ed ingiustizia storica''. [Cornel Chiriac è stato deejay a Radio Free Europe, a Monaco, dove lavorava quando fu accoltellato al petto]
La Pr polacca doppia la vittoria anche nella sezione Radio - Musica/Programmi sulla Musica: 'The forgotten's prayer' (La preghiera della dimenticata) diretta da Dorota Halasa e Katarzyna Michalak viene definita dalla giuria ''una piccola composizione musicale che apre una finestra sulla storia della musica, culture differenti e generi, narrato in maniera intelligente ed elegante. Un programma emotivamente commovente''.
Ai finlandesi della Yle, infine, il premio Radio Musica - Composizione Musicale con'Creation game' (Il gioco della creazione) di Jovanka Trbojevic. ''Lavoro tecnicamente eccellente - dicono i giurati - L'abbondanza di musica elettronica e' il modo piu' appropriato per illustrare il mondo virtuale dei videogiochi. Il dialogo di due bambini che giocano si trasforma in un serio monito sullo sviluppo e sul futuro dell'umanita'''.
Infine, per la sezione web vincono Danimarca e Inghilterra. Alla Dr danese il premio per il miglior sito del servizio pubblico Demokratibooster www.dr.dk/Tema/Booster di Rune Geertsen e Nicolai Lang. ''Sito interattivo e graficamente accattivante - dice la motivazione - Sfrutta le nuove tecnologie del Web per sensibilizzare i giovani nell'approccio con la democrazia''.
Dell'inglese Bbc, invece, il premio per il Miglior sito dedicato ad eventi speciali con Bbc Red nose day www.bbc.co.uk/rednoseday di Daniel Judd. ''Un sito - per i giurati - che affronta in modo chiaro e ben confezionato una delle iniziative piu' belle: aiutare i bambini malati in ospedale. Design semplice ed efficace. L'accessibilita' e' il suo punto di forza''.

25 settembre 2009

Radio News Conference, live audio

Eccomi di ritorno da Torino, dove questa mattina si è tenuta l'ultima parte della Radio News Conference con una animata discussione tra giornalisti radio(webtelevisivi) sui vantaggi e svantaggi delle newsroom, delle redazioni unificate. O "integrate". Con l'inesorabile tendenza delle emittenti pubbliche nazionali verso l'occupazione (non manu militari, fortunatamente) di tutte le possibili piattaforme mediatiche, ci sarà sempre più necessità di spazi di collaborazione integrata a comune. Ma come si gestiscono? Come si ottimizzano? E soprattutto come si evitano i potenziali rischi e svantaggi, prima tra tutti l'omologazione delle notizie prodotte.
Non è facile tracciare un bilancio complessivo di un evento così denso e articolato. I just wanted to say, Michael and all other friends and colleagues at EBU and member broadcasters, is that the quality of your events and productions is always astounding, as usual. Thank you for such a stimulating conference.
Non è proprio come essere presenti, ma ecco l'audio degli interventi che ho registrato.

Mattina del 24:

Pomeriggio del 24:

Mattina del 25, prima parte:

Mattina del 25, seconda parte:

RNC - Multigiornalisti per zone critiche

Nils Horner, parla delle sue avventure di corrispondente dall'Asia per Sverige Radio armato di un equipaggiamento satellitare (4mila dollari il dispositivo, 10 dollari al minuto per l'upload dell'audio). Rutger Mazel invece lavora nella integrated newsroom della olandese NOS e a Torino ha parlato della sua esperienza di reperter per la radio, la tv e il Web dalla Kabul elettorale. La domanda è monojournalist o multijournalist?
Nel frattempo ho provveduto a caricare anche il filmato prodotto dalla radiotelevisione belga fiamminga VRT per promuovere la redazione poligiornalistica, multimediale e convergente (tv, radio, Web) inaugurata nel 2007. Ecco il filmato così come potete trovarlo su YouTube:

RNC - Quando radio, tv e Web lavorano insieme

Si sta avvicinando la conclusione di questa conferenza tutta dedicata alle notizie e al giornalismo nella radio che cerca di stare al passo del cambiamento del mondo. In fin dei conti i problemi che stiamo discutendo da due giorni non riguardano certo la sola radio. E infatti gli ultimi panelist invitati dal grande Mike Mullane, dell'EBU, intervengono su questioni assolutamente crossmediali. Forse l'intervento più interessante è quello di Wim Willems, il capo delle News del broadcaster pubblico fiammingo. Nel 2007, le redazioni radio, televisione e Web di VRT hanno preso la coraggiosa decisione di unire i rispettivi desk in una "integrated newsroom" in cui i giornalisti dei tre mezzi lavorano tutti insieme, a stretto contatto, collaborando e a volte contaminandosi a vicenda (anche se tutti ammettono che non è facile lavorare per la tv e al tempo stesso per la radio). Grandi vantaggi in termini di stimoli, creatività e flussi di lavoro (e anche di costi, anche se su questo punto Wim nega decisamente che la newsroom integrata sia stata fatta con meri obiettivi di risparmio). E gli svantaggi? Il rischio più grosso è che una unica grande redazione produca, per i tre mezzi, contenuti simili tra loro, che il pubblico trovi su radio, tv e Web esattamente gli stessi argomenti, trattati nello stesso modo. C'è anche un "fattore acquario" a causa del quale i giornalisti finiscono spesso per isolarsi, magari davanti allo schermo di Internet, e perdono contatto con la realtà. La bottom line è che la redazione integrata è sicuramente più efficiente, più ricca di inventiva, più produttiva e sempre in grado di compensare abbondamentemente gli svantaggi di cui si è parlato. Willems ha presentato un bel video che ho ripreso con il telefonino ma non posso, per ragioni di banda, caricare qui.