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07 ottobre 2016

Segnali ultradeboli e SDR da master a Castelfeder, per la 18esima edizione di Digital&Radio Communications

Lo so, non è un gran preavviso, ma non potevo non segnalare - facendo i miei auguri ai partecipanti - il summit di due giorni a Castelfeder che si apre domani, sabato 8, in Alto Adige. Si tratta della 18esima edizione dello storico convegno sulle comunicazioni radioamatoriali digitali ideato dall'associazione i-Link e da diversi anni è il centro delle discussioni e degli annunci a più alto livello per quanto riguarda la ricerca e sviluppo SDR in Italia. Ecco la locandina dell'evento, che non è stato particolarmente promosso sul Web:


Personalmente ho diversi problemi che mi impediscono di prendere parte quest'anno, ma se potessi non mi perderei il pomeriggio di domani, con gli interventi di Giovanni Franza, giovane ingegnere svizzero che ha dedicato la sua tesi per il master alla scuola superiore SUPSI di Lugano alle applicazioni della piattaforma SDR Elad DUO,  e il solito Nico Palermo, che presenterà il suo straordinario lavoro sulla trasmissione di segnali a bassissima potenza, alle estreme frontiere del limite di Shannon, con la codifica QRA64 che estende quelle già disponibili con il software WSJT. In occasione della conferenza di Venezia EME2016 lo scorso agosto, Nico aveva già reso pubblici un articolo sui codici "cumulativi", e le slide della sua presentazione.
Arrivare alla Haus Castelfeder, nei pressi di Ora (Bolzano), non è banale, così come non banali saranno i contenuti discussi durante Digital&Radio Communications 2016, ma bisognerebbe davvero esserci. Come sempre, attenderò il reportage fotografico di Alberto Di Bene.

07 aprile 2016

Addio Zurigo: l'International Radio Festival si sposa con Radio City Milano.

È partito questa mattina, 7 aprile, l'International Radio Festival, manifestazione ideata da un impresario svizzero che quest'anno abbandona la natia Zurigo per sbarcare a Milano, nell'avveniristica piazza Gae Aulenti e nel Pavillion messo a disposizione dallo sponsor Unicredit. Abbinato al festival, nella stessa location andrà in scena fino a domenica 10 Radio City Milano, sempre sotto la direzione artistica di Filippo Solibello. Due i siti Web di riferimento. Il programma del Festival si trova qui. Ma si può anche scaricare la guida in italiano. Le prime conferenze sono già andate, ma alle 14:30 chi si trova già a Milano potrà seguire il dibattito sul futuro della radio (perché si ostinano a chiamarlo tale quando è il presente?)
Ovviamente ci sarò, a differenza di Radiodays, che è più oritentata alla teoria e alla formazione, questa è una manifestazione molto partecipata dalle stazioni radio di tutto il mondo, che portano sul palcoscenico le loro programmazioni e i volti associati alle loro voci.

29 ottobre 2015

Radio Research 2015 a Madrid, la scienza della radio (e del podcast) di qualità

È in corso a Madrid, fino al 30 ottobre, la Radio Research Conference 2015 promossa da ECREA, European Communication Research and Education Association, un organismo per lo studio dei media che attualmente ha sede presso l'Université Libre de Bruxelles. All'incontro, uno dei più scientifici e autorevoli oggi promossi in Europa, il mondo accademico italiano è validissimamente rappresentato da Tiziano Bonini, docente dello IULM. In questo momento - a mio modesto parere - Tiziano è il nostro massmediologo più preparato sul mondo della radiofonia ed è forse l'unico a saper coniugare un invidiabile background di teorico e ricercatore a una costante attività di regia e produzione di programmi radiofonici.
Il programma di Radio Research 2015 si può scaricare qui ed è confortante vedere che il nostro amato medium può contare sull'interesse di tanti studiosi. Tiziano, che nella giornata di apertura si è occupato, insieme con due "discussants" (Sally Galiana dell'Amarc e Patricia Horrillo di Agora Sol Radio) di Attivismo politico e protesta nella radiofonia, segnalava questa mattina sul suo profilo Facebook un articolo del quotidiano spagnolo El Diario che denunciava il tentativo, da parte del governo di centrodestra Rajoy, di eliminare dall'ordinamento giuridico il concetto di licenza da concedere alle "radio comunitarie", evidentemente ritenute troppo di sinistra e scomode. La volontà, secondo il giornale, sarebbe quella di relegare queste stazioni al Web, liberando così nuove risorse per le emittenti commerciali.
A Madrid si discute di molte altre cose, e la mia sensazione - sull'onda di quanto è stato detto anche qui su Radiopassioni a proposito di privatizzazione delle frequenze AM - è che un approccio più analitico, una maggiore creatività nel concepire contenuti e modalità distributive, farebbe molto bene anche alla radio italiana, che tra l'altro, con buona pace dei "commerciali", rappresenta ancora un mercato pubblicitario piccolo ma in discreta salute. Tra gli invitati a Radio Research c'è per esempio Carolina Guerrero, una colombiana che studia, a Stanford, presso la John S. Knight Journalism Fellowships. Carolina è anche la fondatrice di una piattaforma chiamata Radio Ambulante, che si prefigge l'obiettivo di formare una nuova generazione di giornalisti latinoamericani nel complesso, ma richiesto mestiere delle produzioni audio di lungo respiro. In questo breve filmato la Guerrero spiega che cosa è Radio Ambulante e perché è così importante sfruttare l'ottimo momento attraversato dal settore dei contenuti audio in podcast negli Stati Uniti. 



Vi suggerisco di andare a esplorare i contenuti del sito Radio Ambulante perché i materiali già prodotti sono veramente ben fatti. Diversi progetti sono in corso anche in Italia, dove qualche tentativo di promuovere il concetto di audio-documentario c'è. Anche la scena delle nostre Web radio è attraversata da un certo fervore. Ma ancora una volta la sensazione è che non ci sia molta consapevolezza e interesse da parte del potenziale pubblico, che per i contenuti giornalistici di qualità non può essere così di nicchia. Tanto da Radio RAI come dal mondo dei grandi network commerciali, invece, mi sembra di percepire una preoccupante indifferenza nei confronti della nuova progettualità radiofonica. Eppure basterebbe andare immergersi in una manifestazione come il Prix Italia per uscirne con una miriade di spunti.

12 aprile 2015

RadioCity e Radiodays: Milano diventa capitale morale della radiofonia

Il mese scorso Milano ha ospitato due eventi dedicati alla radio e al suo futuro, uno su scala nazionale e orientato al nostro mercato della radiofonia commerciale, RadioCity Milano, l'altro di caratura globale, con un numero di partecipanti da grand galà del broadcast radiofonico internazionale. Con ltre 1.300 delegati di 60 nazioni, Radiodays Europe si propone come concorrente europeo del NAB americano e ha riscontrato un grande successo anche in questa edizione milanese (il prossimo anno si terrà a Parigi, guarda caso promossa in queste settimane a capitale dell'emittenza pubblica in subbuglio con il lungo scioperto di Radio France).
Per entrambe le manifestazioni potrete trovare spunti e fotografie sul mio flusso Twitter, ma mi pare doveroso dedicare qualche parola di approfondimento a mente fredda. Nel caso di RadioCity Milano davvero non credo si possa fare meglio del bravissimo Ermanno Becchis, giovane laureato in comunicazione pubblica e politica presso l'Università di Torino, ricercatore e graduate per University of Wolverhampton e navigato programmista, corrispondente e scopritore di nuove forme musicali, sia per 110webradio - emittente d'ateneo della sua alma mater -  e Ustation (il network dei media universitari italiani), sia per diverse altre stazione Web "impegnate", in particolare Radio Banda Larga, Radio Ohm e LDC95. Con il suo registratore mp3 - mi pare uno Zoom - Ermanno ha passato al pettine le giornate di RadioCity (un evento per cui il direttore artistico Filippo Solibello di Radio 2 RAI ha chiaramente trovato ispirazione in analoghe iniziative "diffuse", tra lo spontaneo e l'organizzato, che Milano ha dedicato ai libri e alla musica pianistica) realizzando numerose interviste. Potete sentire un ampio condensato del suo lavoro sintonizzandovi attraverso Mixcloud sulla puntata del suo programma su LDC95, intitolato "Terzo Occhio". Personalmente ho apprezzato molto in RadioCity il grado di maturità dimostrato proprio dal mondo delle emittenti Web, accademiche e no. Forse non ci stiamo rendendo conto della capacità propositiva che queste stazioni hanno raggiunto in questi anni, sfruttando alla perfezione il loro status di operatori di nicchia, esclusi per questioni più che altro regolatorie (e in parte economiche) dalla tradizionale piattaforma del broadcast in FM ma per niente rassegnati all'idea di una radiofonia ancillare o peggio ancora di serie B. Alla Fabbrica del Vapore, la sede della manifestazione, ho seguito il lungo keynote della responsabile di BBC Radio Helen Boaden (la sentirete intervistata da Ermanno), ospite d'onore e ho gettato uno sguardo sul parallelo festival delle emittenti universitarie, il FRU2015, promosso da Raduni. Secondo me è un peccato che questo festival, che prevede anche una gara per premiare i migliori animatori di queste web radio (credo abbia vinto Federico Salmetti di Campus Wave Radio di Savona, nei suoi orientamenti mostri di essere un po' appiattito sugli stili e linguaggi tipici dei grandi network commerciali, considerati evidentemente gli unici sbocchi possibili per chi frequenta queste vere e proprie scuole di radio. Ci vuole un pizzico di coraggio e innovazione in più, ragazzi, non so quanto ancora gli olandesi potranno volare.



Che dire invece di Radiodays Europe? Ho seguito alcuni seminari, in particolare quello di Hervé Dejardin e Mathieu Beauval sui progetti di suono binaurale di Radio France, Nouvoson e l'interessante aggiornamento sul mondo della car radio nell'era del DAB e della radio in streaming proposto da James Walshe di Practical Classics, Michael Hill di Radioplayer UK e Tobias Wallerius di Visteon, moderati dal grande radiofuturologo James Cridland. A bordo dell'automobile, ha spiegato Hill, la radio dev'essere considerata come un mezzo sempre più ibrido e le autoradio devono poter assicurare un'esperienza d'ascolto uniforme attraverso le offerte che arrivano da canali broadcast analogici o digitali o dalle piattaforme streaming. Per questo Radioplayer UK sta mettendo a punto una piattaforma di integrazione capace di mantenere l'impianto radiofonico della connected car sempre sintonizzato sul contenuto che interessa in quel momento, nella qualità migliore possibile, si tratti di un segnale FM, DAB o IP. Al momento, mi ha detto Hill, la piattaforma è in fase di testing nel territorio del Regno Unito, ma il modello di aggregazione di Radioplayer UK ormai viene adottato anche in altre nazioni (a Radiodays per esempio è stato annunciata l'apertura del sito web e della app per il mercato Norvegese, che tra l'altro sta per spegnere l'infrastruttura analogica in FM).
Un'altra interessante app per la radio ibrida è quello sviluppato, per il sistema RadioDNS, dall'austriaca Tonio. Ho parlato con Florin Novak, il Ceo di questa piccola startup, che mi ha dimostrato il funzionamento di questa tecnologia. Attraverso una semplice app per smartphone, Tonio è in grado di connettere al Web e ai suoi contenuti qualsasi programma radiofonico. Il sistema consente di trasmettere un watermark audio con il link a un sito o a un servizio Web. La traccia trasmessa non può essere percepita dal nostro orecchio, ma viene catturata dal microfono dello smartphone attraverso la app, che in pratica funziona come Shazam, puntando lo smartphone verso l'altoparlante. Nel corso del programma è quindi possibile inviare info di approfondimento, pubblicità, offerte commerciali, concorsi e quant'altro: la app ascolta, decodifica e apre la finestra del browser mobile sull'indirizzo trasmesso. Il vantaggio è che a differenza del sistema RadioDNS originario Tonio funziona con qualsiasi ricevitore, analogico o digitale, senza bisogno neppure di RDS. La startup fornisce un servizio di watermarking per i programmi da trasmettere in differita e richiede un piccolo dispositivo di encoding per le emittenti che vogliono diffondere le URL in diretta.

 

14 marzo 2015

Radiocity, la radiofonia ha voglia di cambiamento

Una formula che ricalca, a partire dal nome, l'idea che aveva spinto Stefano Boeri a inventare Bookcity, fiera diffusa dell'editoria libraria che Milano contrappone da pochi anni al Salone torinese, disseminando la città di incontri con editori e scrittori. Radiocity Milano, iniziativa lanciata da Filippo Solibello di Rai Radio 2, non è altrettanto diffusa, o almeno lo è in un senso molto diverso. Un luogo che ospita la manifestazione c'è: la Fabbrica del Vapore, a due passi dalla vibrante Chinatown di via Paolo Sarpi. In compenso sono le radio protagoniste a rilanciare i contenuti del nuovo festival della radiofonia attraverso i loro programmi. Alcune hanno allestito uno studio mobile nel piazzale della Fabbrica, per produrre direttamente, con la partecipazione del pubblico, i contenuti.
Al suo debutto quest'anno Radiocity (il festival si conclude domani, 15 marzo, con un atteso incontro con la responsabile di BBC Radio, Helen Boaden), tradisce qualche sintomo della sindrome da prima edizione. Le emittenti rappresentate potevano essere più numerose, le cose da fare e ascoltare più stimolanti, la discussione più animata. Ma tra eventi e pubblico convenuto gli organizzatori potranno sicuramente dirsi soddisfatti, l'idea appare valida, è ragionevole aspettarsi che come è avvenuto per Bookcity, anche Radiocity possa crescere e imporsi come appuntamento regolare. A latere del festival, si stanno svolgendo alla Fabbrica del Vapore i lavori di FRU2015, il festival delle stazioni universitarie promosso dalla loro federazione Raduni (una trentina le webradio accademiche rappresentate). Quest'anno il FRU propone come sempre una serie di seminari e il concorso per giovani talent radiofonici. Ho assistito, in parte, alla selezione dei concorrenti, dopo aver ascoltato nel pomeriggio l'incontro con Renzo Arbore.
La mia impressione è positiva, ci sono molte cose buone in Radiocity, a partire dalla sede, con i suoi scenari di archeologia industriale che mi sembrano molto appropriati. Quanto a contenuti, c'è ancora parecchio da fare, ma temo che questo discorso si applichi in generale anche alla radiofonia in Italia, da troppo tempo povera di sperimentazione. Forse è il caso di dare più spazio al mondo delle emittenti non nazionali con vocazione informativa e di servizio. Altrimenti tutto si riduce all'esaltazione della cifra stilistica da conduttore dei grandi network, una cifra che non è cambiata da 40 anni. Mi è un po' dispiaciuto ritrovare questo stile - la parlantina a raffica, la generale vacuità, la dittatura playlist compilata dalle grandi case discografiche - nei provini del talent show di FRU2015, come se ancora oggi l'unico possibile sbocco per l'aspirante conduttore radiofonico debba per forza di cose essere una scrittura presso le varie 105, RDS o Deejay. Per fortuna, anche per merito dei visitatori a Radiociy si respira un clima positivo, aperto a una maggiore creatività.
Un incontro piacevole è stato quello con Ermanno Bechis, giovane scienziato della comunicazione formatosi a Torino e all'università di Leicester, collaboratore di webradio e autore di un programma, New-Beat (diffuso in syindication da quattro webradio piemontesi). Il programma di Ermanno, che si articola anche in veri e propri happening dal vivo, è un  intelligente ibrido che fonde music discovery e discussione sulla street art. Malgrado un certo arroccamento su modalità che hanno fatto il loro tempo, Radiocity dimostra che la radio ha ancora la volontà e le capacità di cambiare.







13 marzo 2015

Radiocity e Radiodays, Milano accende la radio

Si apre oggi un weekend che più radiofonico di così non si potrebbe. Come molti di voi sapranno, Milano ospita da oggi e fino a domenica 15 alla Fabbrica del Vapore, le giornate di Radiocity, un tributo alla milanesità di alcuni dei nostri network radiofonici nazionali e al ruolo che la città ebbe quarant'anni fa, a partire da Milano International (il cui 40esimo anniversario è stato celebrato anche on-air, in onde corte e medie, il 10 marzo), nel processo di liberalizzazione dell'etere italiano. A Radiocity sono previsti molti interventi, tra cui quello dell'incontro tra Helen Boaden, responsabile di BBC Radio, e Maria Grazia Mattei, da tanti anni infaticabile organizzatrice degli eventi di Meet the Media Guru.

Domenica 15 (e fino al 17) aprirà inoltre i battenti la manifestazione Radiodays Europe, convegno radiofonico itinerante che quest'anno arriva proprio a Milano. E' un evento di cui ho scritto in passato, tutta concentrata sui contenuti e i programmi. Il convegno è a pagamento, l'accesso ai media accreditati è libero ma bisognava appunto accreditarsi entro l'8 marzo (indovinate chi si è scordato di farlo). Il programma è molto, molto fitto e al di là della mia sbadataggine di non-registrato, comincio a essere piuttosto scettico sui reali benefici di queste maratone, ma per gli addetti ai lavori sono "get-together" molto importanti per lo scambio di idee e a me non dispiacerebbe affatto ascoltare, tra gli altri, Valerio Zingarelli, il nuovo CTO della RAI (Valerio è un enorme conoscitore delle reti, ebbe anche la responsabilità mondiale di Vodafone). Radiodays Europe terrà i suoi incontri in tre location diverse: la stessa Fabbrica del Vapore, il MiCo di via Gattamelata (zona ex Fiera) e al Museo della Scienza di via San Vittore.

30 ottobre 2014

A Roma (4-5 novembre) tutto il mondo della radio digitale: Pure sale a bordo dell'automobile.


A Roma il 4 e 5 novembre si tiene l'edizione 2014 della "General Assembly" del WorldDMB Forum, la conferenza mondiale della radio digitale. Il nutrito programma prevede due appuntamenti davvero sostanziosi nella giornata del 5, quando i partecipanti all'evento faranno il punto sulle prospettive di mercato in italia e sul futuro "senza FM" delle nazioni che stanno per decidere o hanno già fissato un percorso di definitivo passaggio alle infrastrutture radiofoniche numeriche (Norvegia, UK, Svizzera) o in cui lo standard DAB, Digital Audio Broadcasting, sta avendo particolare successo (Australia, Danimarca, Germania). L'appuntamento è al Crowne Plaza St. Peter's Hotel sull'Appia Antica.
Non mancheranno gli annunci dell'industria dei ricevitori, con un occhio particolare al tema del digital car radio. La britannica Pure presenterà Highway H250S e Highway H270SB – due avanzate autoradio 1 DIN caratterizzate da un sintonizzatore che, oltre a ricevere il segnale AM ed FM, riceve anche la DigitalRadio a standard DAB e DAB+. Entrambi i modelli Pure offrono un’ottima qualità del suono e dispongono di una porta USB per collegare iPod/iPhone e altri dispositivi per la riproduzione di playlist. Highway H270SB offre in più la connessione Bluetooth sia per lo streaming della musica che per telefonare. Highway H250S e Highway H270SB dispongono dell’innovativa funzione “Service following”: in caso di perdita di segnale, un utente all’ascolto di una stazione DAB verrà risintonizzato automaticamente sulla medesima stazione radio, con la migliore ricezione disponibile o, in alternativa, su una stazione radio digitale simile (se l’informazione è trasmessa dall’emittente). Qualora la stessa stazione (o simili) non fosse disponibile in modalità DAB, Highway tenterà di trovare la stessa stazione in modalità  FM. Ritornando in un’area dove questa stazione è di nuovo disponibile in DAB, Highway passerà automaticamente dall’FM al Digitale. 
Pure disponeva già di una soluzione pensata per tutte quelle autovetture ove la sostituzione dell’autoradio (1 DIN) non è possibile perché la radio è completamente integrata all’interno del veicolo. Le autoradio Pure Highway H250S e H270B si aggiungono infatti al convertitore esterno Highway 300D, da tempo inserito nei canali degli accessori after market.
Sarà presente anche il brand italiano Brionvega, noto per i suoi prodotti DAB di fascia alta e dai tratti inconfondibilmente vintage. Con la sua radio.cubo modello ts 522 D+Bluetooth, Brionvega ha creato un nuovo modo di gestire e ascoltare la musica combinando uno dei design rediofonici storicamente più distintivi e il futuro delle tecnologie DAB/DAB+ e Bluetooth.

21 settembre 2014

Creatività, tecnologie e integrazione con il Web: la ricetta della Next Radio


Senza voler togliere nulla alle due conferenze che questa settimana, al Prix Italia di Torino e alla Social Media Week di Roma, coinvolgeranno esperti e operatori sulle tematiche evolutive del mezzo radiofonico, mi sembra doveroso celebrare qui la quarta edizione di Next Radio, un evento londinese che James Cridland - riconosciuta autorità del matrimonio tra radiofonia e Internet - insieme con Matt Deegan organizzano dal 2011.  Chiamando ogni volta una grande quantità di donne e uomini della radio implicati nello studio e nella realizzazione di contenuti "di frontiera": quella dell'interazione tra produttori, ascoltatori, inserzionisti attraverso i nuovi strumenti, tecnologici e social, che un medium tradizionale come la radio può - anzi, deve - sfruttare. 

Tutto, in Next Radio è azzeccato, a partire dal format che consiste in una serie di presentazioni molto brevi, di dieci o venti minuti al massimo, con poche slides e molti "talking points" da portare a casa. Dopo una giornata intera di discussione si finisce tutti al pub per la pinta offerta dallo sponsor. Molto British, molto "factual", molto diverso dalle sbrodolate inutili che rendono i nostri convegni "accademici" così noiosi e improduttivi (più ci penso e più mi chiedo perché con Francesco Delucia non si riesca proprio a organizzare un Radiocamp sulla falsa riga di Next Radio). Il programma dell'evento che si è tenuto l'8 settembre alla Royal Institution ha visto la partecipazione di 25 speaker e tutti o almeno una significativa percentuale si possono seguire adesso attraverso i filmati YT sul sito Nextrad.io. Charles Ubaughs, di Classic FM, spiega come il network di musica classica è riuscita a spingere la sua pagina Facebook in cima alla classifica del rapporto tra like e singole page reach registrato dalle grandi reti inglesi. BBC Radio 1 ha più di un milione di fan ma solo una piccola percentuale di loro consulta la pagina regolarmente, nel caso di Classic FM la percentuale è elevatissima.
Altri relatori sono intervenuti sul tema delle app radiofoniche, su come realizzare grandi progetti intorno a un singolo programma (Phil Critchlow di TBI Media ha raccontato della produzione del progetto D-Day, la celebrazione che BBC Radio 2 ha fatto dell'anniversario dello sbarco del '44 in Normandia), sulle trasmissioni tematiche... Una vera miniera di idee per la radio che cambia. Uno delle presentazioni più strane è stata quella di Tony Churnside dell'R&D della BBC. Tony si occupa di "responsive radio" e di contenuti capaci di adattarsi alle esigenze di tempo e di contesto dell'ascoltatore, ispirandosi ai principi della programmazione object oriented (qui un suo articolo dell'anno scorso). Sotto la sua guida BBC ha realizzato un esperimento chiamato "perceptive radio" in cui un radiodramma riesce ad adattarsi in tempo reale al momento e al luogo in cui l'ascoltatore si trova durante la trasmissione (provateci, è molto divertente, la storia verte sul dialogo tra una donna intrappolata in un ascensore e l'ascensore stesso interpretato da una attrice e da una voce sintetica che appunto riesce a generare un contenuto variabile). Altro intervento degno di nota quello di Soundcloud, la piattaforma di scambio di contenuti sonori, che attraverso Ben Fawkes ha parlato di viralità e delle difficoltà di far circolare su Internet - dove circolano milioni di copie di spezzoni video che catturano la fantasia degli utenti - dei veri e propri "audio virali" (a questo proposito Stan Alcorn aveva scritto questo articolo su Digg).
Appuntamento al prossimo Next Radio! Nell'attesa spero che gli spunti che troverete sul sito possano favorire anche qui contenuti radiofonici più innovativi e una migliore integrazione con il Web e i suoi strumenti.

19 giugno 2014

Programmi finanziati dal crowd-funding: la radiofonia può vivere senza radio?

È davvero pensabile un modello di radiofonia libera almeno in parte, da concetti tradizionali come "infrastruttura trasmissiva", "network", "canone", "spot pubblicitario" e in grado di rendersi completamente autonoma dal punto di vista della fruizione e del finanziamento? Se dobbiamo fidarci di "radiofonari" esperti come Sergio Ferrentino e Alessio Bertallot - insieme a Novara in occasione del Festival delle Web radio universitarie organizzato da Raduni, il FRU2014 organizzato da Radio 6023 - sembrerebbe di sì. Ferrentino in particolare è convinto che casi come Fiorello e lo stesso Bertallot dimostrano che certe personalità radiofoniche potrebbero proporsi sul mercato attraverso un modello che sostanzialmente possiamo chiamare di podcast in abbonamento, o a consumo, mentre la radiofonia convenzionale dovrà sempre più orientarsi al servizio, all'informazione locale o per fasce specifiche di ascoltatori, gli automobilisti, i turisti, gli anziani e così via.
Anche di questo si è parlato nella conferenza di apertura di FRU2014 con Giorgio Simonelli (Università Cattolica), Sergio Ferrentino (Fonderia Mercury), Alessio Bertallot (CasaBertallot),  Marcello Pozza (Bata in store radio e Good Mood edizioni audiolibri) e Michele Tesolin (presidente RadUni). Su questo convegno varrà la pena ritornare, perché i relatori hanno dato moltissimi spunti sul complesso tema del passaggio da una radiofonia a modello misto pubblico-privato che ci ha accompagnati negli ultimi 40 anni a un mondo diverso, in cui la radio pubblica e commerciale è in vistosa crisi di fiato, sul piano finanziario, pubblicitario, dei contenuti. Intanto potete ascoltare qui l'audio dell'evento:

Nel frattempo però il modello di cui parla Ferrentino sta lanciando segnali interessanti nell'ambito del crowd sourcing (adottato del resto da Bertallot per la sua fortunata formula di "hausmusik" in senso quasi settecentesco). Su piattaforme come Kickstarter e Indiegogo si moltiplicano le richieste di finanziamento che arrivano dagli ideatori di programmi radiofonici, anche cult, che oggi faticano a trovare sponsor e spazi sui network e on the air, malgrado da tempo abbiano adottato la formula (molto simile al podcast se ci riflettiamo bene) della syndication. Giorni fa mi è capitato di segnalare su Facebook, il caso dei Radio Diaries, una serie della Public Radio americana che si sofferma sulla vita, mai banale, delle persone comuni. Su Kickstarter i Diaries cercano di raccogliere ben 40 mila dollari e a 8 giorni dalla conclusione della campagna sono arrivati a 26 mila. Ai sostenitori verranno regalate anche radio a transistor "vintage".
Oggi, su segnalazione di Francesco Baschieri di Spreaker (a proposito, andate a vedere la loro nuova mobile app per diventare in un minuto podcaster con lo smartphone), capito sulla newsletter Radio & Internet News, dove insieme ai Radio Diaries vengono illustrate diverse campagne di crowd funding di matrice radiofonica, non solo americane come dimostra il caso del britannico The Media Podcast. Insomma, forse il mondo sta cambiando davvero e continuerà a essere sostenibile. L'unico problema, rilevato anche dai relatori del FRU, è quello della identità troppo debole del singolo programma rispetto alla visibilità che può avere la radio in generale attraverso un network nazionale o una importante stazione locale. Riusciranno gli eroi della nuova radiofonia virtuale a fare a meno del brand? Finora i tentativi di costruire visibilità con gli aggregatori di podcast non hanno avuto enorme successo, anche se ormai brand come Soundcloud e lo stesso Spreaker sono molto solidi (non a caso Soundcloud viene scelto da molti come piattaforma di distribuzione). Voi che ne pensate?

20 marzo 2014

I giorni della radio a Dublino: parte il 23 marzo l'evento Radiodays Europe

Inizia il 23 marzo al Convention Center di Dublino l'edizione 2014 di Radiodays Europe, il salone-convegno della radiofonia - pubblica, commerciale, musicale - di qualità. Durerà fino al 25 marzo e ospiterà tra gli altri Filippo Solibello e Guido Ardone, che interverranno per conto di Radio RAI. Il tema di quest'anno è la radio "da connettere" e a questo proposito ricordo che anche Eugenio La Teana, CTO del network RTL 102.5, parlerà all'interno di un panel dedicato alle numerose innovazioni che la radiofonia ha saputo introdurre negli anni del predominio di Internet. Il programma completo delle conferenze si trova qui. Previsto anche lo streaming degli eventi e due canali radiofonici speciali, la "student radio" con gli allievi del Dublin Institute of Technology Radio Bang Bang! e RTE Radio 1 Extra che saranno diffusi anche via DAB, oltre che online e sulla speciale app della manifestazione. Una postazione speciale ospiterà i rappresentanti di altre emittenti e sembra che anche la RAI trasmetterà qualcosa in diretta da Dublino. 

Radiodays Europe
Radiodays Europe è una conferenza ed è il punto di incontro annuale per l’industria della radio, pubblica e privata, in Europa. E’ l’Evento per eccellenza per tutte le radio europee e una destinazione obbligata per gli amanti della radio da tutto il mondo.
C’è senza dubbio un gran bisogno di un luogo condiviso dove i dirigenti e i protagonisti delle emittenti europee si possano incontrare e possano condividere il meglio della radio di oggi e immaginare come sarà la radio domani. Lo scopo della conferenza è proprio quello di diffondere e condividere buone idee e fare una radio sempre migliore per i nostri ascoltatori.
Radiodays è nata nei paesi nordici dove da anni si tengono incontri e conferenze congiunte di radio pubbliche e private. Le prime due conferenze di Radiodays si sono tenute nel 2010 e nel 2011 a Copenaghen. Nel 2012 Radiodays Europe si è tenuta a Barcellona con 800 partecipanti da 45 paesi. Nel 2013 a Berlino c’erano 1200 delegati da 50 paesi e a Dublino per il 2014 abbiamo registrato più di 1300 delegati da oltre 55 paesi. Radiodays Europe è diventata la più grande e la più importante conferenza internazionale sulle radio in tutto il mondo.
La chiave del successo di Radiodays Europe è il continuo dialogo con le emittenti e i partner di tutta europa sui temi e i contenuti della conferenza. Il “Conference Committee” (l’organo consultivo che avanza le prime proposte) è composto da esperti provenienti da un ampio spettro di organizzazioni e partner da tutta Europa. Dalle centinaia di proposte avanzate per scegliere i relatori e i temi della conferenza, un “Programme Group” internazionale, presieduto dal manager svedese Anders Held e dal norvegese Rolf Brandrud, ha elaborato la selezione finale per il programma di quest’anno.
I partner ufficiali di Radiodays Europe rappresentano un’enorme varietà di emittenti e organizzazioni come EBU (radio pubbliche europee), AER (radio private europee), egta (l’unione delle concessionarie di pubblicità europee) e altre associazioni di radio in Gran Bretagna, Germania, Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Svizzera, Olanda, Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia, Irlanda, Polonia, Russia e Slovenia. Abbiamo anche partner da altre parti del mondo come CBA (le emittenti del Commonwealth), AIBD (unione delle radio di Asia e Pacifico), URTI, WorldMB,  Radiodays Johannesburg e ZA. Oltre a questi, l’evento è finanziato da partner commerciali e espositori.
L’Associazione Radiodays Europe è un’organizzazione no-profit che ha il solo scopo di organizzare la conferenza annuale. Le radio pubbliche SR (Svezia), DR (Danimarca), NRK (Norvegia) e YLE (Finlandia) compongono il board dell’associazione.
Le date della prossima edizione di Radiodays Europe sono 15-17 Marzo 2015. 

13 marzo 2014

Seminari EBU: alla confluenza tra broadcast e broadband spunta una Web radio più efficiente.

Seicento (magari anche settecento) franchi svizzeri da investire bene? Dal 26 al 28 marzo due seminari EBU a Ginevra offrono ai broadcaster (non solo quelli associati all'EBU) una notevole opportunità per approfondire temi molto concreti dell'attuale convergenza dei due modelli distributivi dominanti. Il "one antenna for all" del broadcasting, e il one/multi-to-one del broadband. Le date del 26 e 27 sono riservate al seminario Broadthinking 2014, Where broadcast meets broadband, mentre il 28 si tiene un incontro dedicato ai dispositivi mobili (smartphone e tablet) equipaggiati con le tecnologie adatte a ricevere contenuti broadcast, "Integrating broadcast receivers in handheld devices". Per i non associati EBU il costo è di 600 e 100 euro rispettivamente. Il pdf delle rispettive agende si trova qui e qui. 



Se dovessi scegliere un intervento di estremo interesse per la radiofonia via IP andrei sicuramente ad ascoltare Dirk Griffioen di Unified Streaming (mercoledì 26 alle 16) a proposito delle nuove piattaforme di distribuzione audio a bitrate "adattativo" che promettono il superamento dei limiti attuali per le Web radio legati a una connettività rigorosamente "stateful" (cioè predefinita) imposta dai classici metodi di incapsulamento come Shoutcast, Flash e altri. Dettagli sulla proposta Unified Radio si trovano sul sito dell'azienda olandese.

10 febbraio 2014

Ginevra, si riunisce il summit della radio digitale europea. Lentamente, si muove anche l'Italia

Nella settimana del World Radio Day, l'EBU di Ginevra organizza anche il Digital Radio Summit, evento mirato a consolidare in Europa il fenomeno della migrazione verso le piattaforme di radio digitale, in particolare il DAB. La conferenza si apre domani, martedì 11 febbraio, ma in parallelo, oggi e domani si tiene anche l'evento RadioHack 2014. Ecco un piccolo sommario delle diavolerie tecniche che verranno "smanettate":


• RadioDNS Hybrid Radio with RadioVIS and RadioEPG services. Radio DNS is now an ETSI standard, and its designers and experts will be present to answer questions and assist with implementation. A prototype hybrid radio implementation of the Samsung Galaxy Express handset will be shown.
• EBU RadioDNS Manager and Content Manager. Activate RadioDNS hybrid radio in a few click using EBU platform and learn how to use the content manger to create visuals for your radio station.
• The EBU Cross-Platform Authentication group will show its proposed authentication protocol for personal services on media devices (including radios and TVs) based on OAuth 2.0, with a working reference implementation.
• DABberry, a complete hybrid DAB+ radio receiver based on the Raspberry Pi, developed by IRT. This platform offers broadcasters the opportunity to experiment with new radio services, to demonstrate, test or develop them further using an API. Designers will be present and participants can build a DABberry if they wish; for this it's necessary to contact Alexander Erk (erk@irt.de) in advance and bring your own Raspberry Pi kit (with SD and power supply).
• Software Defined Radio. Having started with CRC's mmbTools some years ago, there is now a community of developers using it for real transmissions and continuing development for SFN compatibility, distributed encoding, satellite fed DAB gap fillers, etc. On the receiving side, recent Android devices are now powerful enough to perform the whole demodulation, decoding on the host processor, thus offering a generic receiving platform.
• Updates on other topics such as chaptering for radio programmes and the GENIVI Alliance open source software platform for in-car infotainment.


Mi piace in particolare questo progetto DABberry, il Raspberry come motore di un ricevitore DAB, a suo tempo presentato all'IFA di Berlino.
Il programma della conferenza vera e propria, prevista per mercoledì 12, si può prelevare qui. In rappresentanza di Radio RAI interverrà anche Andrea Borgnino, quindi immagino sarà possibile seguire i suoi canali su Twitter e FB per avere qualche notizia in diretta. La conferenza di quest'anno si concentra sulla questione della migrazione alla radio digitale, che in alcune nazioni europee equiverrà anche al totale o parziale smantellamento delle infrastrutture analogiche in FM. Ma Nick Piggot, celebre esperto inglese oggi in forza a Global Radio, broadcaster commerciale britannico, interviene sulla iniziativa Universal Smartphone Radio Project, che si prefigge di armonizzare e arricchire le funzionalità di ricezione radiofonica dei dispositivi telefonici smart. Un progetto promosso anche dal consorzio RadioDNS, che a Ginevra in concomitanza con il Digital Radio Summit terrà la sua assemblea generale.




In Italia la radio digitale è ancora priva di un piano di implementazione all'altezza di quelli che si sono visti in azione in Germania, Svizzera, Norvegia e persino in Polonia. Ma le iniziative promozionali curate da Digital Radio.it riescono a farsi sentire. A gennaio per esempio è partita la nuova campagna di spot radiofonici e televisivi per la promozione della DigitalRadio, il brand commerciale delle diffusioni T DAB+ Secondo i promotori è stata la prima delle quattro wave, ciascuna di almeno due flight, in programma per l’anno in corso.  La campagna si è sviluppata su tre settimane di programmazione continuativa, dal 13 gennaio al 2 febbraio, con  la diffusione di 1300 spot radio di 40 secondi. Era incluso anche uno spot video della medesima durata in  programmazione sui canali televisivi delle emittenti radiofoniche nazionali e dei loro gruppi editoriali. Il nuovo spot che promuove la “DigitalRadio, il suono perfetto” parla della evoluzione inarrestabile della  tecnologia. 
Parallelamente, continuano a essere aperti nuovi impianti, mentre vengono potenziati e aggiornati al DAB+ diversi impianti utilizzati in questi anni nelle varie sperimentazioni di RAI e privati. A dicembre RaiWay, RAS e Eurodab sono stati molto attivi in Trentino-Alto Adige. Club Dab ha aperto impianti DAB+ in Friuli e in Lazio. Mediaworld e Saturn a Natale hanno reclamizzato la disponibilità di ricevitori DAB+ nei loro negozi. Certo, siamo lontani dai livelli di consapevolezza che hanno raggiunto i consumatori tedeschi e inglesi, ma si è mosso qualcosa. Speriamo che in questo 2014 arrivino altre iniziative e soprattutto altre attivazioni di impianti.

18 giugno 2013

Utilissimo servizio dell'associazione Aeranti Corallo, che sul suo sito istituzionale ha messo a disposizione tutti i materiali relativi alla recente edizione del Radio-TV Forum romano. La ricca Galleria Eventi multimediale mette a disposizione in particolare gli interventi (filmati e slide) del seminario che ha analizzato il test DAB+ attualmente in corso nelle province di Trento e Bolzano. Vale decisamente la pena seguire i primi interventi (Marco Rossignoli di Aeranti, Vincenzo Lobianco di Agcom e Stefano Ciccotti) perché i relatori affrontano anche i problemi frequenziali di una radio digitale che continua - paradossalmente - a soffrire dell'impossibilità di controllare l'intero spettro VHF originariamente pensato per il DAB. Il fatto di avere la disponibilità di blocchi solo "a macchia di leopardo" (continuano per esempio a esserci difficoltà nel disporre dei blocchi 13 e 11) nuoce al libero sviluppo della radiofonia digitale in Italia, una tecnologia che ancora oggi, a switchoff televisivo analogico ormai concluso, deve contendere le sue frequenze con i militari (i caccia comunicano su frequenze molto vicine quando non sovrapposte) e operatori televisivi. Per fortuna sembrano arrivare notizie positive da un versante autorevole come il Ministero dello Sviluppo Economico. L'11 giugno - come mi segnala l'amico Giorgio Guana, country manager di Pure, tra i maggiori fornitori di ricevitori digitali - si è tenuta davanti alla commissione parlamentare IX (trasporti e telecomunicazioni). Intervenendo insieme al ministro Zanonato, il viceministro (ed ex commissario) Antonio Catricalà ha espressamente citato la radiofonia digitale nella sua relazione sulle attività nel settore da parte del Governo. Qui potete trovare l'intero PDF della relazione ma il punto che ci interessa è questo (la sottolineatura è mia): 
LA RADIOFONIA
Un discorso a parte merita la radiofonia, un mezzo “storico” vivo e vegeto, ma, di cui poco si parla.
La radiofonia è entrata nel percorso del digitale da qualche anno ed è giunto il momento per promuovere una fruizione di massa della tecnologia, anche in considerazione del fatto che è ormai disponibile su ampia scala un’offerta di contenuti e servizi non solo all’altezza di quelli diffusi con la vecchia tecnica analogica, ma per certi aspetti più moderna e avanzata. Basta pensare che esistono oggi contenuti radiofonici digitali che consentono di accompagnare l’ascolto con la visione di immagini su apparati mobili.
Il sistema Paese si sta muovendo in digitale, sarebbe incomprensibile se l’unico mezzo di comunicazione di massa a non seguire questo trend fosse la radiofonia.
Su queste basi ci si sta muovendo per promuovere un passaggio stabile alle trasmissioni radiofoniche digitali, e questo progetto è già stato avviato cominciando dal Trentino Alto Adige.
L’Italia è da sempre pioniera delle evoluzioni tecnologiche e la radiofonia ne è un esempio. Siamo tra i pochissimi Paesi in cui già oggi è disponibile un’offerta radiofonica negli standard tecnologici più evoluti, vale a dire il DAB+ e il DMB. Occorre tenere conto e valorizzare queste esperienze incentivando gli operatori che le hanno implementate a diffonderle ulteriormente, facendo sì che i benefici dell’uso di tali nuove tecnologie siano destinati all’utenza.
Il percorso per la completa digitalizzazione della radiofonia non appare particolarmente accidentato, anche in conseguenza del fatto che opportunamente si è scelto di partire affiancando il vecchio e il nuovo, cioè l’analogico e il digitale.
Sul piano della pianificazione e della gestione delle frequenze vi sono ancora alcuni punti aperti, sui quali tuttavia il Ministero e l’Autorità stanno lavorando e le prospettive di soluzione appaiono concrete e prossime.
L’intervento in questo settore, condiviso con gli operatori potrà essere incisivo, ordinato e tempestivo. Diversamente si rischierebbe di azzerare il vantaggio competitivo e il ruolo di leadership tecnologica che il Paese si è garantito nel contesto della digitalizzazione del sistema delle comunicazioni.

Qualche motivo di ottimismo forse c'è, ma perché parlo di situazione paradossale in Italia? Perché nel frattempo è ormai chiaro che l'intera Europa si sta muovendo in direzione della radio DAB+. Lo stesso Guana mi riferisce per esempio due notizie che arrivano dall'Est. e che ho cercato di approfondire L'authority slovena ha appena avviato le consultazioni per la creazione di un primo network nazionale DAB+ in sostituzione dell'attuale piattaforma DAB tradizionale che attualmente copre una parte limitata del territorio con pochi canali e la cui licenza scadrà quest'anno. Con Google è possibile tradurre abbastanza bene la notizia del bando consultivo apparsa pochi giorni fa sul sito della APEK. Seguendo il link potete arrivare facilmente alle domande cui rispondere e quali sono le modalità per la partecipazione. La sottomissione dei pareri deve avvenire entro il 3 luglio.
A quanto sembra, infine, anche la Polonia sarebbe intenzionata a implementare una infrastruttura DAB+. Lo avrebbe dichiarato il presidente dell'authority KRRIT. Nel novembre del 2011 l'organismo aveva anch'esso bandito una consultazione, specificando che nel 2013 sarebbe stato possibile partire con uno o forse due multiplex nazionali seguiti da un terzo network nel 2015. Oggi questi piani suonano un po' ottimisti ma non è inverosimile pensare a un primo network entro un anno e mezzo. In Italia rischiamo ancora una volta di arrivare nel gruppo di coda, dobbiamo risolvere una volta per tutte i problemi di gestione dello spettro e premere sull'acceleratore di una tecnologia che non potrà non stimolare la creatività degli editori attuali e l'arrivo di nuovi entranti.

13 marzo 2013

Seminario WorldDMB 15-16 aprile: a Riva del Garda tutto il mondo della radio digitale

WorldDMB, il consorzio che da anni sta conducendo una efficace lobby a favore della radio digitale DAB in Europa, ha scelto Riva del Garda per organizzare uno dei suoi convegni internazionali. E' la prima volta che gli operatori della radio, gli inserzionisti e indirettamente tramite la stampa anche il pubblico degli ascoltatori hanno l'opportunità di ascoltare, direttamente dal mondo dell'industria dei componenti, degli impianti, dei ricevitori (gli ospiti internazionali parleranno in inglese con traduzione simultanea), il racconto di che cos'è la radio numerica oggi nel mondo, quali sono i suoi vantaggi in termini di nuovi servizi di news, infotraffico, turismo, quali inedite opportunità di comunicazione si aprono (spot radiofonici associati a immagini dei prodotti, per esempio) e tutti i numeri delle success stories che in questi ultimi due o tre anni sono state pazientemente costruite in diverse nazioni europee (pensiamo alla Svizzera e al suo milione e duecentomila ricevitori DAB venduti), in Australia.
Il convegno, dallo schettinesco titolo "A Trento il futuro della radio è già a bordo", si avvale della collaborazione di Trentino Network con il supporto di Club Dab Italia (il consorzio di network privati nazionali che ci sta credendo di più in questo momento) e si svolge dal 15 al 16 aprile 2013, al Centro Congressi Parco Lido di Riva del Garda. La partecipazione per operatori e giornalisti è gratuita ma a numero chiuso, quindi è consigliabile registrarsi subito a questo indirizzo. Gli organizzatori mi dicono che a poco più di un mese dall'evento i partecipanti iscritti sono già una cinquantina, quindi è meglio affrettarsi. Tra l'altro entro questa settimana scadono anche i termini per la definizione dei contratti di sponsorizzazioni e per le aziende che vogliono essere presenti.

Per la prima volta in Italia, WorldDMB in collaborazione con Trentino Network organizza un convengo sulla radio digitale 

A TRENTO IL FUTURO DELLA RADIO È GIÀ A BORDO 

“La Radio Digitale sale a bordo” o meglio - vista l’internazionalità dell’evento - “Digital Radios gets on board”. È questo il titolo della due giorni organizzata per la prima volta in Italia da WorldDMB con la collaborazione della società di sistema Trentino Network. 
Fra i luoghi possibili si è scelta Trento perché è questa la prima provincia in Italia a essere stata coinvolta dall’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) e dal Ministero dello Sviluppo Economico nel passaggio alla Radio Digitale secondo gli standard Eureka147. 
Questo evento rappresenta il momento conclusivo di una riflessione e conoscenza della nuova tecnologia digitale (DAB+) per la radio iniziata ad ottobre dello scorso anno. 
E proprio per concludere con un gran finale, il convegno vede il coinvolgimento attivo dell’organizzazione internazionale WorldDMB, ente coordinatore del progetto comunitario europeo Eureka 147, vale a dire il progetto che si occupa di favorire il passaggio della radio alla tecnologia digitale DAB+. 
La due giorni che si terrà presso il Centro Congressi – Parco Lido – a Riva del Garda TN l’15 e il 16 Aprile 2013, analizzerà tutti i temi collegati alla radio digitale e porterà direttamente in Italia le esperienze di successo europee. 
Il convegno vedrà così partecipare i più importanti team attivi nel concreto sviluppo della radio digitale dei vari paesi europei, rappresentati di case automobilistiche, fornitori di tecnologie, componenti e servizi per comprendere a fondo un fenomeno di evoluzione tecnologica e di consumo. 
L’evento si terrà in lingua italiana proprio per favorire gli oltre 2000 imprenditori italiani che operano nel settore della radio e che sono interessati ad approfondire gli impatti commerciali in termini di opportunità in un mercato che sta inesorabilmente cambiando e sempre più velocemente. 
Per salire a bordo dell’evento è però necessario prenotarsi per tempo. 
Il convegno infatti gratuito ma a numero chiuso per via della traduzione simultanea offerta a tutti i partecipanti. 
L'occasione è veramente di alto livello e si svolge nel cuore della provincia che in questo momento sta varando quello che potrebbe davvero essere più di un semplice, ennesimo, "progetto pilota". La regione intorno a Trento è stata scelta da AGCOM e dagli operatori come primo progetto di radio digitale DAB+ concreto, supportato dagli editori radiofonici pubblico e privati, dai costruttori di trasmettitori e antenne e soprattutto dai costruttori di apparecchi radio (tra questi ultimi non c'è solo il pioniere britannico Pure, ma anche marchi gloriosi come la stessa Sony, che ha presentato proprio in questi giorni una piccola, elegante, kitchen radio portatile DAB+, il modello XDR-S40DBP (ma perché si ostinano a usare queste sigle impossibili?): alimentabile con 4 pile AA con una autonomia di 13 ore, sarà disponibile da aprile.
Purtroppo non dobbiamo nasconderci che la radio digitale si è decisa a salire a bordo nel momento in cui è difficile dire se l'imbarcazione-Italia riuscirà a evitare il naufragio. E' addirittura verosimile che il 15 aprile al convegno di WOrldDMB non ci sarà il consueto saluto del ministro di un nuovo governo. La mia personale sensazione - molto pessimistica, lo ammetto - è che in Italia non ci saranno soldi per infrastrutture DAB+ per almeno due o tre anni, che la RAI subirà una drastica cura dimagrante e che il mercato pubblicitario radiofonico, colpito dalla crisi e certo non aiutato dalla mancanza di un sistema di rilevamento dell'audience ufficiale e riconosciuto, porterà ulteriori guai. La speranza  - se così posso dire perché le incognite, soprattutto per quanto riguarda la ricezione indoor del DAB non sono poche - a livello di governance complessiva, è che l'Europa si decida a indicare una strategia comune, basata come per la tv digitale sul concetto di graduale switch-off. Solo a quel punto l'Italia sarebbe costretta ad adeguarsi, ma non sarà comunque un adeguamento a costo zero, come insegna il triste caso delle tv locali messe fuori gioco dal digitale terrestre.
L'amore nei confronti di questo fantastico mezzo mi induce però a nutrire qualche speranza. È possibile che il clima, oggi poco favorevole, possa cambiare proprio in virtù delle informazioni che eventi come quello di aprile a Riva del Garda riusciranno a veicolare. Dopotutto i costi infrastrutturali del DAB non sono drammatici e la radio digitale potrebbe consentire la nascita di iniziative e operatori nuovi (ma bisogna cambiare un po' le regole di base, troppo prudenti e favorevoli agli incumbent), stimolando la vendita di apparecchiature e gli investimenti pubblicitari. Proviamo a salire a bordo, c...o!

19 novembre 2012

A Trento per (ri)parlare di nuova radio


Continuo a pensare che il marketing della radio digitale dovrebbe pensare a fare più inaugurazioni ufficiali di servizi che convegni sulle "nuove possibilità della radio", ma diamo atto a Trentino in Rete della necessità di creare una maggiore consapevolezza nel pubblico della provincia di Trento, sede di un "imminente" lancio di un network radiofonico DAB+. 

Dopo la presentazione fatta qualche settimana fa, questo sabato 24 novembre in Piazza di Fiera 13 a Trento, in una sala del palazzo Coni, la città torna a incontrarsi per discutere di New Radio: nuovi media, nuove sperimentazioni, nuovi mezzi. Nuova Radio? Forse la novità più sostanziale e il vero motivo di interesse è rappresentato dal tavolo dei relatori, che saranno moderati da Alessandro Longo. I partecipanti sono infatti Luca de Biase di ahref, Sergio Ferrentino di Fonderia Mercury meritevole produttore di audiodrammi a distribuzione crossmediale, Mario Frullone della Fondazione Ugo Bordoni, Eugenio La Teana CTO di RTL102.5 e Michele Tesolin di Sanbaradio (Web radio dell'Università di Trento). Appuntamento tra le 10 e le 12 confidando che il DAB trentino si accenda al più presto, magari con qualche contenuto nuovo e esclusivo. Alla fine dell'incontro verranno estratte a sorte cinque radio digitali Pure, co-sponsor dell'evento.

10 ottobre 2012

EBU: un chip universale per la radio digitale europea

E' in corso in queste ore a Bruxelles, fino a domani pomeriggio, la Digital Radio Conference 2012 organizzata dall'EBU. Potete seguire la cronaca dei lavori attraverso i tweet dei partecipanti con hashtag #drc12 ( ). Mi è arrivato da Mike Mullane un primo comunicato stampa che riguarda l'intervento di Willi Steul, di Deutschland Radio, che annuncia l'intenzione di promuovere, insieme a BBC Radio, una iniziativa europea in favore di un Euro-Chip destinato al mercato dei ricevitori digitali "universali", compatibili cioè con ogni tipo di sistema di trasmissione.


BBC and Deutschlandradio  - si legge nel comunicato EBU - have joined forces to support an EBU push to speed the rollout of a universal chip to enable radios to receive multiple broadcasting standards, benefitting consumers, broadcasters and manufacturers across Europe.
EBU Media Director, Annika Nyberg Frankenhaeuser applauded the action by the two EBU Members, which was announced at the EBU's Digital Radio Conference, in Brussels.
The 'Euro-Chip' is an existing set of minimum features and functions, originally created by WorldDMB, for all new digital radio receivers. It is already in production and ensures the interoperability of all new digital radio receivers in European countries where broadcasters are using DAB, DAB+ or DMB, and/or analogue AM and FM.
 The initiative was announced at a news conference attended by the Director-General of Deutschlandradio, Willi Steul, and the BBC Director of Audio and Music, Tim Davie.
"Digital radio across Europe has been plagued by uncertainty," Mr Davie said. "We may be reaching a tipping point, but first we have to bank what is certain about radio's digital hybrid future and join forces to promote a common vision across Europe."
 Mr Steul added, "Digital radio is a technology invented in Europe and we as broadcasters in Europe can show that we are able to work together to assure the future of radio."
Ms Nyberg Frankenhaeuser said: "This is of critical importance for broadcasters, manufacturers and the public. We must ensure that European consumers are able to buy future-proofed receivers that will provide them with radio services across Europe."
More than 50 senior managers representing public service radio are attending the Digital Radio Conference at the EBU's Brussels offices, which closes on Thursday (11 October).

La richiesta è più che ragionevole e chiedere non costa nulla, ma bisogna vedere quanto possa essere fattibile la cosa. Sicuramente se le aziende europee si mettessero d'accordo potrebbe sicuramente nascere qualcosa di buono. Nel recente passato si sono già viste architetture per chip di questo tipo, in genere però ideate da startup che non hanno avuto vita troppo lunga o che come Mirics non hanno finora saputo avviare un discorso di produzione di massa di "end user devices".
E' anche vero che sinora le prospettive per la radio digitale in Europa non erano sembrate troppo incoraggianti. Negli ultimi 24 mesi invece le cose sono molto cambiate e il DAB ha cominciato a imporsi. A Bruxelles questa mattina hanno per esempio annunciato che anche la Danimarca sarebbe intenzionata a spegnere l'FM analogica nel 2019 se l'ascolto "all digital" della radio raggiungesse la soglia del 50% entro il 2018 (in un caso del genere la metà degli ascoltatori sarebbe costretta ad adeguarsi). Se si spalancano scenari di switch-off su larga scala, è chiaro che un Euro-Chip sarebbe un toccasana, anche per intervenire nel dominio delle car radio e venire incontro alle pressanti esigenze di chi ascolta la radio al volante. A questo proposito segnalo che l'associazione di categoria WorldDMB ha organizzato per il 14 novembre al Ministero dei trasporti tedesco di Berlino, un seminario sulla radio digitale per l'automotive. L'iniziativa precede di un giorno l'annuale riunione dell'associazione, che si tiene dal 15 al 16 novembre a Lipsia. Per informazioni sullo European Digital Radio Automotive Event 2012, cliccate qui

06 settembre 2012

Un Prix Italia all'insegna della sobrietà tra la benedizione laica di Michelangelo Pistoletto e la radio multimediale

La qualità dei contenuti in concorso sarà verosimilmente all'altezza di tutte le edizioni precedenti ma non riesco a sfuggire alla sensazione che il 64esimo Prix Italia in programma nell'ormai stabile sede di Torino dal 16 al 21 settembre sarà un po' sottotono, in linea con una congiuntura fatta di austerità e generale diffidenza nei confronti di una istituzione pubblica come la RAI. Tra le cose che l'Europa sta ridiscutendo da tempo c'è un'invenzione molto europea come l'ente radiotelevisivo "di Stato". Macchine di cultura, educazione e promozione sociale indubbiamente efficaci per decenni nell'era della ricostruzione e della modernizzazione seguita al conflitto di metà Novecento, gli enti pubblici hanno svolto tutti in qualche modo un ruolo di rappresentanza politica e creazione di consenso. Al prezzo di un costo economico che nessun governo, progressista o conservatore che sia, ritiene opportuno sostenere. E visto che chiudere una redazione o un servizio radiotelevisivo locale è una misura più facile da eseguire rispetto alla lotta a sprechi molto più ingenti ma anche più indiretti o politicamente sensibili, i broadcaster pubblici hanno dovuto tutti, senza eccezioni, tirare pesantemente la cinghia.
Il Prix Italia resta una istituzione prestigiosa e per quanto risicati, i margini per fare buona radio e persino buona tv ci sono ancora, come pure l'interesse da parte di un pubblico che sembra essersi stancato di modelli falsamente "attuali" da Drivein all'Isola dei famosi (ma potrei fare anche parecchi esempi radiofonici). Ci sono quindi tutte le ragioni per attendersi ottimi risultati, considerando poi che in eventi del genere, sempre un po' circensi e caciaroni, un occhio alla sobrietà non guasta certo. Non credo che sia completamente casuale la scelta di chiamare Michelangelo Pistoletto, il quasi ottantenne artista contemporaneo esponente della cosiddetta "arte povera", a tenere una lectio magistralis dedicata al "Terzo Paradiso", più recente fase di una carriera artistica partita proprio da Torino, nel 1960, con la prima personale. Terzo Paradiso è una sorta di esplorazione del simbolismo che ha trovato anche una articolazione multimediale nel progetto itinerante RAM Radioartemobile (a Firenze fino a domenica è possibile visitare l'installazione del Palcoscenico Verticale, cui ha partecipato anche Gianna Nannini). Qui comunque c'è tutto il programma della manifestazione.
Gli spazi che in tutte le recenti edizioni del Prix erano occupati dall'evoluzione della radio tra Internet e le trasmissioni digitali, quest'anno viene in pratica requisito dall'EBU, European Broadcasting Union e dagli organizzatori di Multimedia Meets Radio 2012. Diversi sono i protagonisti che la sapiente regia di Mike Mullane, responsabile News, sports and new media dell'EBU e vera anima di "MMR", farà convergere nello splendido Palazzo della Radio di via Verdi a Torino. Spiccano per esempio i casi di Soundcloud, Spotify e del team di Apple iTunes che parteciperà a un incontro sul podcasting moderato da Andrea Borgnino. Ecco anche per Multimedia Meets Radio l'agenda completa.

09 febbraio 2012

Dal 14 febbraio al Museo del Risorgimento di Milano un ciclo dedicato al "Segreto"

Non capita tutti i giorni di assistere a una discussione pubblica, approfondita ma non strettamente riservata agli addetti ai lavori sul tema del "segreto", inteso proprio come attività di raccolta, classificazione, trasmissione di informazioni riservate. Ci provano gli organizzatori di un ciclo di incontri, intitolato appunto Il segreto. Spionaggio, Intelligence e modelli culturali, organizzato da Massimo Rizzardini e Andrea Vento al Museo del Risorgimento di Milano. Il ciclo avrà inizio il prossimo martedì alle ore 18 e si concluderà il 17 maggio prossimo, con cadenza settimanale.
Conoscete la mia passione per la crittografia ma qui - anche se il primo incontro vedrà Massimo Rizzardini e Paolo Preto discutere proprio di questo argomento con "La chiave. L’invenzione della crittografia in età moderna" - abbiamo a che fare non tanto con gli aspetti tecnici, matematici o ingegneristici della crittografia e della trasmissione "protetta", quanto piuttosto con i risvolti storici, sociali, politici dell'intelligence in senso anglosassone e delle comunicazioni riservate. Non che questo tolga interesse a una iniziativa che a quanto ne so è una prima del genere, almeno qui a Milano.
Dopo aver ricevuto l'invito attraverso Facebook ho cercato di approfondire, in attesa, confido, di poter parlare direttamente con gli organizzatori. Massimo Rizzardini, lavora in ambito accademico come storico della filosofia ed è editor di Lupetti, oltre che curatore per questa casa editrice di una propria iniziativa editoriale (I rimossi, una collana di autori letterari per così dire "scomparsi" o dimenticati, per varie ragioni, dopo un iniziale successo di pubblico). Andrea Vento è un giornalista, direi di area conservatrice anche se ha firmato su Limes, autore di un interessantissimo saggio, In silenzio gioite e soffrite (Il Saggiatore, 2010) che racconta la storia dei servizi segreti italiani dal Risorgimento alla Guerra Fredda. Rizzardini inaugura il ciclo di incontri martedì prossimo dialogando con un altro ricercatore che si è occupato di storia dell'intelligence. Paolo Preto, infatti, che lavora all'Università di Padova, ha scritto, sempre per Saggiatore/NET, un monumentale I servizi segreti di Venezia. Spionaggio e controspionaggio ai tempi della Serenissima (lo si può leggere in parte in rete su Google Books).
Insomma, una serie di conferenze che promette di essere quanto mai stimolante. Altri dettagli si possono trovare sul sito Web evidentemente creato per l'occasione ma lasciato ampiamente incompleto (il cms è Wordpress). Spero che il lavoro prosegua e intanto vi suggerisco di cliccarci sopra per trovare l'elenco completo delle conferenze. Il comitato scientifico di "Segreto" accoglie esperti di matrice più storico-filosofica o politico-sociologica che scientifica. Tra essi troviamo per esempio Claudio Bonvecchio, di cui deve avermi parlato un caro amico filosofo che con questo docente dell'Università dell'Insubria (filosofo teoretico di formazione ma docente di scienze sociali) sta per conseguire un secondo dottorato. Ma anche lo storico (allievo di De Felice) Mauro Canali, il filosofo, letterato e traduttore dallo svedese Enrico Tiozzo e Morris Ghezzi, filosofo del diritto e autore di una storia della Massoneria italiana, "Il segno del compasso" (Mimesis, 2005).
Mi sembra proprio che l'iniziativa nasca in un contesto culturale e politico abbastanza controcorrente e non lo dico certo con intento polemico, anzi. È una positiva dimostrazione di maturità e varietà dell'offerta intellettuale italiana, al di là (finalmente!) della triste mediocrità del dibattito squisitamente politico, o meglio partitico, cui la televisione ci ha assuefatti in questi anni. Personalmente devo dire che mi stimola molto l'approccio storiografico a una materia come la crittografia, che affonda invece molte sue radici nel bacino della "filosofia naturale". La nostra generazione, tra Seconda Guerra mondiale e avvento delle reti telematiche, è abituata a pensare ai linguaggi cifrati in termini molto tecnici, ma non bisogna dimenticare che anche le scuole crittografiche britanniche e americane nascono in ambienti accademici assai più ibridi, reclutando matematici, logici ma anche filosofi, linguisti, letterati (e del resto il software stesso è un territorio molto frequentato dai filosofi del linguaggio). Il merito degli organizzatori de Il segreto è anche quello di aver inquadrato il fenomeno in modo molto più equilibrato e interdisciplinare, mescolando umanesimo e tecnologia. Tra gli oratori presenti ai convegni ci sarà anche Giuliano Tavaroli, il manager della sicurezza di Telecom Italia che fu al centro delle indagini (e dei processi, Tavaroli ne è uscito con il patteggiamento) per lo scandalo delle intercettazioni Telecom-Sismi e oggi ha una società di consulenza chiamata Dual Risk Management. Difficile sfuggire al fascino intellettuale della riservatezza, anche quando utilizza canali per definizione oscuri e incontrollabili, finendo spesso per lasciarsi dietro una scia di vittime, paure e sopraffazioni.

19 ottobre 2011

La radio 2.0 in discussione a Parigi

Sto seguendo attraverso Twitter (hashtag #radio_20) la discussione in corso a Parigi per il salone Rencontres Radio 2.0 Paris. L'evento si può ancora seguire in diretta audio sul sito dell'organizzatore, INNOVATIVE BROADCAST SOLUTIONS. Vedo molti nomi interessanti, dalla britannica Absolute Radio all'amico consulente Albino Pedroia. Da quello che mi pare di capire la discussione riguarda la radio ibrida, i modelli di integrazione broadcast/Web. La Francia è molto in ritardo sulle infrastrutture di radio digitale, anzi sembra proprio aver deciso che per il momento queste infrastrutture costano troppo e non servono. Comincio a pensare che in questa fase questo ritardo sia un grosso vantaggio e stimola la creazione di nuove idee e iniziative.
Un altro modo per seguire in diretta e in differita questo interessante spazio di confronto è la trasmissione Web "Atélier des medias", grandissima iniziativa di Radio France Internationale. Il link da seguire è atelier.rfi.fr.

11 ottobre 2011

Digital Radio Conference 2011, dal Parlamento Europeo

E' in corso a Bruxelles, nella sede del Parlamento Europeo, l'edizione 2011 della Digital Radio Conference dell'EBU. Il pomeriggio di oggi era dedicato a una anteprima con un "live show" dedicato proprio ai deputati per illustrare le possibilità connesse con la digitalizzazione della radio e la radio ibrida. In un suo tweet l'organizzatore Mike Mullane riporta il link alla pagina Ebu dove in teoria è possibile riascoltare in streaming una parte dei contenuti di questo show, ma forse sono io che ho qualche problema con i browser per Mac, perché non riesco ad accedere. In ogni caso ecco la URL al player allestito dagli EbuLabs.
La conferenza entra nel vivo domani, 12 ottobre, con la vera e propria agenda. Ovviamente i temi caldi dell'evento sono il caso Germania, dove ad agosto ha debuttato il rilancio della piattaforma DAB, il Regno Unito, la Norvegia (nazione che in teoria dovrebbe spegnere l'FM tra qualche anno)... Non manca uno spazio sorprendentemente dedicato alle onde corte digitali a tecnologia DRM, con l'allestimento di una speciale trasmissione destinata all'area geografica sudafricana. Le chance di adozione di un sistema che dovrebbe sostituire la modulazione analogica in una porzione di spettro da cui le emittenti internazionali storiche (BBC, Deutsche Welle, Voice of America, Radio Netherland) abbandonano come ex miliardari che hanno perso tutto alle slot machine mi sembrano francamente nulle, ma il consorzio DRM continua a rivestire i panni, sempre più sbrindellati, del giapponese nella giungla.
Mi sembra assai più interessante - e non mi dispiacerebbe prendervi parte - la conferenza tecnica organizzata sempre dall'EBU a Ginevra dal 9 al 10 novembre prossimi, Forecast 2011. Si parlerà ancora di radio digitale e ibrida, tematiche relative allo spettro delle radiofrequenze, ma anche di televisione mobile e ibrida... Insomma una discussione molto ampia che promette di essere più costruttiva (ecco il programma completo)

Può sembrare che io abbia il dente avvelenato nei confronti della radio digitale, ma non è così. La proposta del DAB+ continua a piacermi molto per l'Europa. E forse posso condividere l'idea di una parziale digitalizzazione dell'FM con tecnologie come HD Radio e DRM+. Ma al tempo stesso mi pare insensata la decisione dell'EBU di organizzare queste dimostrazioni davanti ai parlamentari di un continente che sta cercando di evitare il default dei debiti sovrani di diverse sue nazioni anche importanti. La triste realtà è che la radio digitale per come è stata concepita prima dell'avvento di Internet è ampiamente superata rispetto a una intelligente combinazione tra copertura broadcast in FM convenzionale e streaming di contenuti e interazione su reti IP. Se l'Europa grondasse di capitali da investire potrebbe anche indulgere in una infrastruttura a questo punto ridondante. Ma questi capitali per il momento non ci sono e quando ritorneranno, ammesso che lo facciano, i modelli di distribuzione Ip domineranno incontrastati.