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17 novembre 2013

Auditorium, elusivo canale RAI di "classica no stop" promuove l'ascolto in DAB+. Con antenna sul tetto.

Auditorium, il canale di classica no stop di Radio RAI, promuove sul proprio sito Web l'ascolto in DAB+. Facendo per così dire doppio outing: rivelando cioè che in Italia esiste anche un'offerta musicale di questo tipo (quanti sanno che Auditorium può essere ascoltata, oltre che in streaming, app, sul DTT e via satellite, anche in FM in cinque città importanti?). E ammettendo che all'interno delle case il segnale della radio digitale può non essere abbastanza intenso. «Gli appassionati che volessero ricevere  la Radio Digitale anche dove il segnale è scarso possono ricorrere a soluzioni tecniche raffinate, come ad esempio una antenna sul tetto e un cavo  che porti il segnale fino al radioricevitore.» È una affermazione candida ma tutto sommato rispettosa del consumatore, e un argomento che i fautori della radio digitale tendono spesso a marginalizzare. Invece è un problema importante perché le frequenze del DAB sono quelle un tempo utilizzate dalla tv e la tv, si sa, si riceve meglio con una antenna esterna. Questa semplice circostanza non può essere trascurata da chi deve decidere sul passaggio a nuove forme di radiofonia, magari a esclusione totale di quelle che oggi servono decine di milioni di ascoltatori. 
In FM Auditorium è presente a: 

Ancona su 106,00 MHz. 
Milano su 102,20 MHz
Napoli su 103,90 MHz
Roma su 100,30 MHz 
Torino su 101,80 MHz

Purtroppo al momento non sono previsti ampliamenti del servizio.

La musica di Auditorium in digitale
Il servizio di Radio Digitale è stato esteso, e recentemente è diventato ufficialmente  attivo  in Provincia di Trento (M.Paganella) e da Roma (Monte Mario). Il servizio digitale arriva anche in molte altre province italiane (ad es. Aosta, Milano, Torino, Napoli, Palermo...). La superficie servita sarà progressivamente estesa, e già il servizio è in sperimentazione in molte zone del Nord Italia.
Lo standard che adesso viene usato è il DAB+ (il simbolo "+" indica lo standard più avanzato con una codifica più elaborata del segnale audio) , in stereofonia. 
La Radio Digitale offre la possibilità di inviare all'utente, oltre all'audio,  arricchimenti sotto forma di infromazioni testuali  e immagini, che possono essere correlate al programma radiofonico oppure indipendenti.
Sul canale di testo  i metadati relativi al brano in trasmissione (artista, titolo...) sono inviati anche  secondo lo standard DL+ (Radio Semantica),  una sperimentazione  a cura del Centro Ricerche e Innovazione Tecnologica della RAI in Torino.
Chi già dispone di un radioricevitore per DAB+ potra quindi ascoltare , in provincia di Trento, a Roma  e nelle altre zone raggiunte dal servizio, Radiofd5 su un canale aggiuntivo a quelli già esistenti:  satellite, nei canali Radio del digitale terrestre televisivo,  web (clikkando sui tasti software a destra in questa pagina),  Filodiffusione Analogica (incompatibile con l'ADSL).
 Chi  dovesse acquistare ex-novo una radio digitale dovrà chiedere che sia idonea a ricevere lo standard DAB+. Esistono sia radio e autoradio DAB+, sia  dei piccoli "decoder"  digitale-analogico da collegare alla radio, a patto che  la radio disponga dei connettori necesari, il che va verificato modello per modello. E' già disponibile un chip che integra AM-FM-DAB,e quindi è probabile che tra qualche tempo esisteranno cellulari, smatphone, tablet, con cui sarà possibile ascoltare anche la radio DAB, come già avviene per l'FM.
La "copertura" del servizio indicata sulle mappe è riferita a livello di "suolo libero", che nelle aree densamente urbanizzate coincide con i tetti dei palazzi; potrebbe quindi accadere che il segnale sia ricevibile sul tetto ("outdoor") e non dentro l'appartamento o il negozio ("indoor"). Gli appassionati che volessero ricevere  la Radio Digitale anche dove il segnale è scarso possono ricorrere a soluzioni tecniche raffinate, come ad esempio una antenna sul tetto e un cavo  che porti il segnale fino al radioricevitore. La Radio Digitale è infatti attualmente trasmessa sulle frequenze VHF, e quindi l'antenna può essere lineare, può assomigliare molto a quella Yagi del primo canale TV, o di altro tipo (per gli appassionati le antenne sono un mondo a sé).  Se invece la ricezione avviene tramite uno "stilo",  sarà più corto che per una radio FM poiché la frequenza è maggiore.
Informazioni sulla copertura DAB+ possono essere richieste all'800 111 555 di Raiway, o scrivendo a raiway (at) rai (dot) it. Segnalazioni, domande, e altro possono essere anche inviate a filodiffusione (at) rai (dot) it o con un SMS al numero 347 014 23 71.
I programmi dei Radiofd5 sono anche consultabili alla pagina 539 del Televideo RAI.

23 settembre 2013

Rapporto IFPI: la musica digitale e streaming cresce e si apre al genere classico

In occasione del convegno sulla musica digitale in Italia tenutosi durante i "Digital Days" di MTV a Torino, ecco arrivare fresco di stampa sul sito FIMI, la federazione delle aziende musicali italiane, la versione tradotta del rapporto Digital Music Report 2013. Un mucchio di dati e considerazioni sull'industria della musica registrata, ormai sempre più focalizzata su Internet. La rete viene intesa sia come veicolo di singoli brani e album da acquistare separatamente da store come Apple iTunes, sia nella più recente accezione di servizi che dietro modesti abbonamenti mensili (la media si aggira intorno ai 5 euro o anche meno) consentono di ascoltare tutta la musica possibile direttamente online e in molti casi di scaricare un certo numero di brani su un dispositivo personale, in genere lo smartphone, per il riascolto offline. Se qualcuno preferisce il Digital Music Report nella sua versione originale inglese pubblicata dall'omologo internazionale di FIMI, la IFPI lo troverà qui, ma l'edizione italiana contiene alcuni dati locali che sono interessanti.
Quello italiano è un mercato abbastanza piccolo se paragonato a quello di altre nazioni con lo stesso numero di abitanti e il digitale sta crescendo rapidamente. Ormai siamo quasi al pareggio, il download e lo streaming sono il grosso di un fenomeno che rappresenta il 45%, contro il 55% del supporto fisico (anche il CD non è certo analogico, in realtà si dovrebbe parlare di musica "liquida" più che digitale)

Continua la crescita dell’offerta digitale in italia, trainata anche dalle nuove piattaforme e dai servizi cloud based lanciati nel 2012. Secondo i dati di Deloitte per FIMI, lo scorso anno il fatturato è cresciuto al sell-in del 31%, superando i 36 milioni di euro. Il download di album e singoli è cresciuto del 25%.nel 2012 sono stati scaricati in italia quasi 23 milioni di singoli digitali e 2,3 milioni di album (Gfk). Un vero e proprio boom è arrivato dallo streaming video basato sulla pubblicità, con Youtube e vevo, salito del 77 % con un fatturato di 8 milioni di euro. Lo streaming è la seconda fonte di ricavo nel digitale. Nei primi mesi del 2013 nel segmento streaming audio sono entrati anche importanti operatori come Spotify (che nella prima settimana di lancio ha realizzato oltre 11 milioni di stream) e Rdio, che si aggiungono a Deezer, già attivo nel 2012.
Cresciuti dell’80% anche i modelli in abbonamento, altro segmento in grande espansione. In crescita sul mercato italiano, i proventi diversi (new revenue stream) saliti del 29% tra i quali, ad esempio, i diritti connessi, il merchandising, e le sponsorizzazioni. Complessivamente, considerando l’intero mercato tradizionale, più digitale e nuovi proventi, il fatturato è risultato pari a 150,9 milioni di euro al sell in (169,6 milioni al sell out per IFPI): digitale e nuove fonti di ricavo rappresentano oggi il 45% del totale, a fronte di un 55% del segmento del supporto fisico.


Una sezione del rapporto che ho trovato molto azzeccata e stimlante parla del classico, un genere musicale apparentemente escluso dai grandi spostamenti di pubblico giovanile impegnato a seguire la battaglia tra Pandora, Spotify e gli altri astri nascenti dello streaming. Eppure, la transmedialità implicita in tutte le piattaforme di distribuzione di contenuti in streaming, le relazioni rese possibili dai modelli social, sembrano proprio fatti apposta per risvegliare la curiosità dei consumatori di musica classica o come forse è meglio dire "colta, forse minoritari sul piano dei numeri ma in genere molto più aperti alle contaminazioni con altre suggestioni culturali e modalità di espressione artistica. Anche nel campo della musica classica il digitale sta portando cambiamenti e novità, si legge nel rapporto IFPI. Gli esempi fatti provengono dal gruppo Universal, che lo scorso anno ha aperto Sinfini Music, un portale che propone tantissimi aggiornamenti e collegamenti sulla discografia classica, i concerti e i personaggi, esecutori, direttori, cantanti, che animano la scena della musica colta. La stessa Universal, tramite il suo storico marchio Decca, ha sperimentato un bel progetto multimediale in occasione del lancio di un nuovo titolo del soprano Cecilia Bartoli, "Mission". Centrato sul repertorio del primo barocco di Agostino Steffani, Mission è diventata una sorta di inchiesta sul musicista di Castelfranco Veneto coevo di Alessandro Scarlatti, che fu anche sacerdote e diplomatico del Vaticano. Grazie a Internet Universal ha messo insieme un mosaico di contributi, un sito, un canale You Tube, addirittura un adventure game che invita a risolvere un misteriosa vicenda di cui Steffani fu protagonista. Mentre sul fronte editoriale viene coinvolta anche la scrittrice di gialli Donna Leon, che in The Jewels of Paradise narra degli oscuri intrighi di una Venezia ancora percorsa dalle note del musicista-agente segreto. Insomma, lo streaming non è solo pop-rock, e soprattutto non deve necessariamente essere soltanto musicale nel senso stretto del termine.



10 aprile 2011

Su Radio 3 Classicaradio, le gemme musicali dal vivo

Sul forum di discussione di Radiopassioni, la nostra Mariù si occupa della grossa novità annunciata da Radio 3, che comincerà a rendere disponibili attraverso il suo sito le registrazioni storiche dell'archivio musicale classico "dal vivo" della RAI. Classicaradio Non è una vera e propria Webradio, ma rappresenta pur sempre una grande opportunità di fruizione di un patrimonio così importante. Il debutto dell'iniziativa è previsto martedì 12 in occasione della giornata Radiopride che Radio 3 e Fahrenheit organizzano insieme a MediaAid onlus, quella del progetto "Dai voce a una radio". Qui i dettagli di questa giornata, cui parteciperà anche Andrea Borgnino. Appuntamento dunque il 12 aprile su Radio 3 per il Radiopride e per le musiche di Classicaradio.

15 luglio 2009

Il New York Times cede la sua storica radio classica

Ormai si grattano i fondi dei barili. Il New York Times, sempre più bisognoso di soldi, ha deciso di vendere anche la sua stazione radio dedicata alla musica classica e operativa sui 96.3 dell'FM dopo che il giornale aveva deciso anni fa di liberarsi della frequenza sulle onde medie, ceduta a Radio Disney. La stazione WQXR continuerà a trasmettere musica classica, ma sarà gestita come una iniziativa non commerciale da un'altra stazione, la WNYC e cambierà frequenza, andando a utilizzare i 105.9 oggi di proprietà della ispanica Univision ma rinunciando così ad ampie porzioni della sua attuale copertura. WNYC è l'emanazione newyorkese di National Public Radio e ha già fatto sapere che coinvolgerà il pianista classico Emanuel Ax (non lo conoscevo, ma uno che ti accoglie sul suo sito Web con le variazioni Brahms/Haendel in sottofondo dev'essere un tipo a posto) in una campagna promozionale che punta a raccogliere 15 milioni di dollari per il sostegno della stazione, dopo gli 11,5 milioni versati al quotidiano. Il prezzo di vendita di WQXR è una frazione di quello che il New York Times avrebbe potuto chiedere pochi anni fa. Fa abbastanza specie che il giornale stesso, nell'annunciare e commentare la notizia, dica espressamente che il carattere di WQXR non sarà più lo stesso... Oggi quello di WQXR è l'unico segnale di musica colta che arriva ai newyorkesi, un pubblico che vanta in materia la tradizione e la passione di una delle città più musicali del mondo.

July 15, 2009
Times Co. Agrees to Sell WQXR Radio
By RICHARD PÉREZ-PEÑA and DANIEL J. WAKIN

The New York Times Company will sell WQXR-FM to WNYC Radio and Univision, the companies announced on Tuesday, in a complex deal that preserves WQXR as the only station devoted solely to classical music in New York City, but that could alter its character.
WQXR would move to a weaker signal near the high end of the FM band, and would become a listener-supported station, owned by WNYC, the nation’s largest public radio station. The Times Company, which has been trying to shed assets to raise cash and weather a newspaper industry downturn, would get $45 million, but would sever ties with a station it has owned since 1944.
The long-rumored sale of WQXR, at 96.3 on the dial, and the real possibility that such a move would spell the death of a major classical music purveyor on the airwaves, was a depressing thought for fans. Classical music radio stations have been dwindling in recent decades.
Talk of the sale also sent shivers through cultural institutions that rely heavily on WQXR, like the New York Philharmonic, the Metropolitan Opera and the Juilliard School.
The parties involved said the station would keep a classical music format. But new ownership and a transition to public radio raise other concerns for those cultural institutions, creating a competitor for the diminishing pool of charitable dollars for the arts, and potentially changing the cozy relationship they have had with a station that gives them ample exposure and greatly broadens their reach. WQXR is a major outlet for the Met’s venerable Saturday afternoon broadcasts. “There would be a huge void if, in our home city, the international broadcasts were not heard,” said Elena Park, the Met’s assistant manager for editorial and creative content.
Laura Walker, president and chief executive of WNYC, said those institutions had nothing to fear from the transition. “We will not only look to continue those relationships, but to extend and expand and deepen them,” she said, adding that WNYC has long wanted to have an all-music station and to lessen the music content on its existing FM station, at 93.9.
Classical music fans may be relieved by WNYC’s pledge to keep that focus, but fewer will be able to tune in. Under the deal, WQXR would trade places on the dial, and transmitting equipment, with WCAA, at 105.9, a station owned by Univision, a major Spanish-language broadcasting company. Both stations broadcast from atop the Empire State Building, but WQXR would give up its 6,000-watt signal for WCAA’s signal of about 600 watts.
But Steve Shultis, the chief technology officer of WNYC, said the reach and quality of the signal was “not a linear comparison” based on wattage, and there are no plans to make the 105.9 signal stronger, which would require obtaining a different kind of F.C.C. license. He said a clear 105.9 signal reaches about 30 miles from the broadcast antenna, extending into southwestern Connecticut and Central New Jersey — an area that is home to 12.6 million people. The 96.3 signal extends about 12 miles farther, reaching 17.1 million people.
WQXR is broadcast even farther afield on independently owned “repeater” signals in Poughkeepsie and Asbury Park, N.J. It was not clear on Tuesday what would become of those arrangements. Listeners will still be able to go online to hear WQXR, which will retain a Web site of its own.
Janet L. Robinson, chief executive of the Times Company, said that other companies had expressed interest in buying the station. It was not clear if any made actual offers.
WQXR’s 19 full-time and 2 part-time employees who want to stay after the deal closes — expected late this year — will have to apply for their jobs. New York Times reporters and critics regularly appear on WQXR, but that arrangement will not continue, Ms. Robinson said.
The deal gives Univision a stronger signal and a coveted spot near the middle of the FM band for WCAA, reflecting the region’s growing Hispanic population and the increasing prominence of Spanish broadcasting. WCAA’s mix of talk and music includes the morning show of Luis Jimenez, one of the most popular Spanish-language radio hosts.
Univision agreed to pay the Times Company $33.5 million. At the same time, WNYC would buy the 105.9 equipment and license, and the right to the WQXR call letters, from the Times Company for $11.5 million. The transaction requires F.C.C. approval.
Along with the Met’s Saturday performances, WQXR also broadcasts concerts by the New York Philharmonic, Juilliard-connected artists and events from major international festivals.
“WQXR has been in so many ways a symbol of New York’s culture for decades,” said Joseph W. Polisi, Juilliard’s president.
The station was founded in 1936 and calls itself the country’s oldest commercial radio broadcaster of classical music, and is in fact one of the first FM stations anywhere, as well as the oldest in New York. WQXR said it had the most listeners for a commercial classical station, nearly one million a week.
Generations of celebrated musicians in their youth were heard on WQXR’s programs, including the violinist Joshua Bell, the cellist Matt Haimovitz and the pianist Orli Shaham. Prominent maestros of the age, like Leonard Bernstein, passed through its studios.
Faced with losses brought on by a deep advertising slump, the Times Company has been cutting costs across all of its operations, including the flagship Times newspaper. This year it negotiated union concessions on wages and benefits at The Boston Globe, and closed a wholesale newspaper and magazine distribution subsidiary.
The company is also seeking to sell assets, including The Globe; another Massachusetts paper, The Worcester Telegram & Gazette; and the company’s minority stake in the company that owns the Boston Red Sox.
WNYC has started a campaign to raise $15 million to cover the purchase price and some transition and operating costs, and the Jerome L. Greene Foundation has committed $5 million. The pianist Emanuel Ax, a co-chairman of the campaign, called preserving WQXR as a classical station “the sonic equivalent of saving Carnegie Hall from the wrecker’s ball.”