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27 gennaio 2022

Il trading ad alta frequenza viaggia sull'Alta Frequenza

Dopo essere state scelte per diffondere in tutto il mondo la predicazione multilingue di centinaia di "radioevangelisti" americani e non solo, le onde corte sono diventate il canale privilegiato di una religione più terrena, quella dell'alta finanza. In particolare per i collegamenti transatlantici dell'High Frequency Trading. La coincidenza tra scambi ad "alta frequenza" e l'alta frequenza delle onde radio è casuale. In Borsa l'HFT è un sottoinsieme delle pratiche di trading algoritmico, completamente governate dai computer, che da anni caratterizza una particola forma di contrattazione dei titoli. Secondo il quaderno "Questioni di Economia e Finanza" n. 198" di Bankitalia, l'High Frequency Trading è:
Una tipologia di trading completamente automatizzato (della famiglia del trading algoritmico) in grado di eseguire una moltitudine di calcoli in pochissimo tempo; dispone d un collegamento con il mercato estremamente rapido, analizza dati tick – by – tick avvalendosi di infrastrutture tecnologiche e informatiche in grado di eseguire operazioni in un arco temporale di pochi millisecondi.
La parola chiave in questo caso è "millisecondi". Quando i computer HFT giocano in Borsa una frazione di millisecondo può comportare guadagni o perdite milionarie e per questa ragione le piazze che si scambiano gli ordini di acquisto o vendita devono poter contare su reti di interconnessione a bassissima latenza. Trasmissione e ricezione devono essere pressoché istantanee. In questo, le onde radio possono essere molto più performanti della migliore cablatura in fibra.
Inizialmente, le società di HFT che operavano nel primo decennio del secolo su piazze interne negli Stati Uniti, utilizzavano classici link a microonde, capaci di assicurare larghezze di banda adeguate. Ma quando gli scambi hanno cominciato ad acquisire una dimensione globale, la sintonia dei loro apparati si è spostata in basso, per poter sfruttare meccanismi propagativi a lunga distanza. Di colpo, alla FCC e ai regolatori europei sono pervenute richieste per impianti HF di notevoli dimensioni, con antenne e siti del tutto simili, per portata, a quelli che i broadcaster internazionali hanno smantellato negli ultimi dieci o quindici anni.
Ovviamente il trading algoritmico parla esclusivamente i linguaggi delle modulazioni digitali. I suoi modem occupano decine di kiloHertz di banda (sono stati segnalati canali da 48 kHz) con le classiche modulazioni stile OFDM fatte di sfilze di sottoportanti ortogonali. Guardate lo spettro di una trasmissione su 20250 kHz effettuata da una point-to-point HFT dello stato dell'Indiana, catturata su KiwiSDR qui in Italia. Occupa 10 kHz:





Gli esperti come Antonio I-56578 hanno già pubblicato i risultati delle loro analisi, ma chiaramente abbiamo a che fare con trasmissioni molto ben protette, da parte di operatori che scelgono volutamente di assumere un profilo il più basso possibile. Il rischio per loro non dev'essere tanto quello dell'intercettazione (non dev'essere facile trarre un valore economico dalla semplice decodifica di questi flussi, proprio a causa della criticità della latenza), ma la sensazione è che un'azione di jamming ben coordinata potrebbe fare parecchi danni.
In compenso su Internet possiamo trovare diverse informazioni sui siti trasmissivi e sulle società licenziatarie delle frequenze. Anzi, per fortuna esiste un unico repository di dati, mappe e fotografie frutto del poderoso lavoro di un antropologo belga, Alexandre Laumonier, che ha anche pubblicato in francese un libro - curiosamente intitolato "4" - con i risultati delle sue ricerche nel campo dell'HFT sulle microonde. Laumonier ha pubblicato altri due libri - "6" e "5" - dedicato a tutto il tema del trading ad alta frequenza e questi sono disponibili anche in lingua italiana

25 gennaio 2013

CR-1 CommRadio, inatteso microricevitore analogico con DSP

Apre il primo di febbraio lo store on-line di un nuovo fornitore di ricevitori HF-VHF-UHF autonomi, portatili e (solo in parte) software based. Il modello "CR-1", proposto da CommRadio (ma il sito Web è registrato da AeroStream Communications, una azienda della Pennsylvania) costa solo 500 dollari, non richiede computer, è veramente piccolissimo, forse fin troppo miniaturizzato, e pur non essendo a tutti gli effetti una software defined radio così come abbiamo imparato a conoscerle, ha lo stadio di mediafrequenza realizzato in tecnica DSP. Diciamo una soluzione a metà strada tra un JRC 545 e un Tecsun basato su chip DSP SiLabs. Devo dire che mi sembra una soluzione molto interessante per il viaggio e le DXpedition sulla spiaggia. Stadio frontale simile al Palstar e demodulazione DSP. Leggendo però le specifiche mi sembra che il DSP sia ridotto al minimo ed è difficile capire se i filtri digitali sono o no personalizzabile (si parla genericamente di filtri pre-impostati ma con funzione di "override"). Probabilmente però vengono utilizzati algoritmi di filtraggio ottimizzati, a larghezza di banda fissa. A questo prezzo è interessante, se solo ci fosse qualcosa da sentire nelle onde corte. Però ci si può ampiamente consolare con le onde medie, un po' l'FM (lo step di sintonia è di 200 kHz, per la canalizzazione americana) e le VHF e UHF oltre che con le medie.

08 aprile 2012

Informazioni ai naviganti, i sistemi HF di Vietnam, Taiwan e Nuova Zelanda

La crisi generalizzata in cui versa l'emittenza radiofonica internazionale in onde corte spinge gli hobbysti come il sottoscritto a cercare, come si dice, di spremere il limone delle "alte frequenze" percorrendo strade alternative. Una di queste consiste nel volgere sguardi e ricevitori verso l'affascinante mondo delle comunicazioni professionali, addirittura vitali per segmenti come la navigazione aerea e marittima.
C'è in particolare l'ambito delle informazioni meteorologiche, che potremmo considerare, quando queste informazioni viaggiano sulle radiofrequenze, un argomento di frontiera, a metà strada tra le normali trasmissioni "circolari" (quelle per il pubblico generalizzato) e le trasmissioni punto-punto che contraddistinguon la faccia professionale della medaglia radiofonica. Non si parla ovviamente dei bollettini meteo che potremmo ascoltare sulla radio in FM, ma degli annunci settoriali rivolti soprattutto ai naviganti, siano essi comandanti e ufficiali delle petroliere o semplici velisti da diporto in mare aperto. Grossa parte di questo traffico viaggia ormai sicuramente Internet e via satellite, ma una fetta non trascurabile continua a utilizzare canali radiofonici su frequenze nella banda marittima delle VHF, nelle medie frequenze tra 1,8 e 4 MHz e sulle HF. In proporzione le comunicazioni VHF sono preponderanti, anche perché i contenuti interessano molto chi naviga sottocosta, in prossimità dei porti, dove ci possono essere situazioni di rischio a causa di movimenti di navi o di guasti ai sistemi di segnalazione, ma in parecchie nazioni le autorità marittime non rinunciano ai canali tra 1,8 e 30 MHz per diffondere alle imbarcazioni avvisi, previsioni del tempo e altri contenuti "tecnici".
Vorrei soffermarmi qui su tre casi, il Vietnam, Taiwan e la Nuova Zelanda che oltre a rappresentare un buon esempio di un volto poco conosciuto della radiofonia, sono anche una discreta sfida tecnica per l'appassionato di radioascolto. Le prime due nazioni hanno servizi molto orientati alle flotte di pescherecci attive nelle acque limitrofe a una lunghissima situazione costiera nel caso del Vietnam e allo stato di grande isola di Taiwan. Il Vietnam vanta una nutrita serie di stazioni costiere (circa 30) che si passano il testimone di un lungo bollettino di informazioni ai naviganti trasmesso su una unica frequenza di 7906 kHz in banda laterale superiore (più alcune stazioni che utilizzano anche gli 8294 kHz). Due le fasce giornaliere, dalle 22:20 alle 02:20 e dalle 10:20 alle 14:20, in queste quattro ore vengono diffusi bollettini da 15 minuti, per circa 15 bollettini da altrettante stazioni. Al contrario Taiwan concentra le attività di interesse marittimo del suo Central Weather Bureau su tre frequenze, 5170, 8117 e 27500 kHz. Le prime due sono ricevibili anche qui.
La Nuova Zelanda vanta una situazione mista, con numerose stazioni costiere (quasi 30) attive solo in VHF e una postazione centralizzata, Taupo Radio, al centro dell'isola settentrionale, a metà strada tra Auckland e Wellington, a est del lago Taupo. Da qui vengono trasmessi diversi bollettini giornalieri su frequenze in tutte le principali bande marittime 2207, 4416, 6224, 8297, 12356, 16531 (vi suggerisco di scaricare, gratuitamente, il Radio Handbook for coastal vessels realizzato da Maritime New Zealand). La struttura neozelandese è anche quella più orientata al servizio di una navigazione di alto bordo nella cosiddetta Navarea XIV che comprende tutto il quadrante sudoccientale del Pacifico (le Navarea sono definite dalla Organizzazione Idrografica Internazionale - IHO, e ciascuna area - comprendente eventuali sub-aree, ha un coordinatore, un governo che deve gestire la diffusione degli avvisi ai naviganti). La Nuova Zelanda è l'entità responsabile della Navarea XIV e l'organo demandato all'informazione via radio è il Land & Information New Zealand).
Ma cerchiamo di capire che cosa possono monitorare le eventuali persone interessate. Le caratteristiche di queste trasmissioni sono tali per cui impianti e frequenze sono scelte per favorire il loro target naturale, senza pesare troppo su una risorsa condivisa preziosa come le frequenze marittim. Gli impianti sono generalmente poco potenti: Taiwan utilizza 250 o 500 watt, la Nuova Zelanda 1000, il Vietnam deve essere su questi stessi livelli. La propagazione delle HF però ci aiuta, soprattutto perché tutte le emissioni in banda laterale sono molto efficienti e perché le frequenze utilizzate sono libere. Il risultato di questo mix di fattori è che l'ascolto delle costiere vietnamiti, del Central Weather Bureau di Taiwan e di Taupo Radio non solo non è impossibile ma è addirittura regolare. La frequenza di 5170 si può provare in ore serali o, in autunno-inverno, nel tardo pomeriggio. Qui potete ascoltare un esempio di come arrivava il servizio in lingua cinese del CWB da Taipei su questa frequenza poco sopra il limite superiore dei 60 metri.



Nello stesso periodo sono riuscito ad ascoltare anche il segnale, più debole, su 8117 kHz.
Il giro di bollettini meteo su 7906 kHz dal Vietnam è piuttosto agevole nella fascia dopo le 22:20 UTC e in inverno si può addirittura provare nella parte finale della fascia fino alle 14:30. Ancora una volta ecco un campione registrato a gennaio di quest'anno, ma sicuramente è possibile provare anche in altri momenti dell'anno.



Una seconda frequenza utilizzata da Vishipel, l'operatore dei servi radio marittimi in Vietnam, è quella degli 8294 kHz, ma non ho esempi di ascolto su di essa.
Taupo Radio dalla Nuova Zelanda viene regolarmente segnalata in Europa e in Italia nei suoi servizi radiotelegrafici, in particolare con il traffico DSC delle chiamate di "distress", la voce in SSB è sicuramente più difficile, ma si può fare. Proprio in questi giorni in Liguria l'ho ascoltata alle 15:33z su 8297, con un warning marittimo che non sono riuscito a decifrare prima di ricevere, in risposta a un mio rapporto d'ascolto "tentativo", il testo letto dalla voce maschile che potete ascoltare (con cuffia o auricolari) in questo audioclip.



Dopo un po' riuscirete a distinguere le parole del messaggio, che è il seguente:

...WRECK AND OBSTRUCTIONS, INCLUDING STRANDED WRECKS, IN ANY DISPLAY MODE.
WHERE JRC ECDIS IS IN USE, PAPER CHARTS SHOULD BE THE PRIMARY MEANS OF NAVIGATION UNTIL THE ECDIS HAS BEEN PROVED TO OPERATE CORRECTLY. SEE WWW.JRC.CO.JP/ENG/PRODUCT/MARINE/WHATSNEW/20120313/INDEX.HTML FOR FURTHER INFORMATION.

Il messaggio ricevuto dalla Nuova Zelanda si riferisce al malfunzionamento di un apparato ECS/ECDIS della giapponese JRC. ECDIS, Electronic Charts and Display Informazion System, è uno standard definito dalla IHO per la visualizzazione elettronica della cartografia utilizzata in navigazione. Continueremo sicuramente la nostra esplorazione dei servizi radio destinati agli utenti professionali del mare e delle istituzioni che li controllano.

24 maggio 2009

La crisi delle HF non rallenta la produzione di ricevitori

In queste settimane ho qualche difficoltà nel tenermi aggiornato quanto vorrei. Ma non volevo lasciarmi sfuggire l'opportunità di iscrivere nel registro di RP la segnalazione di due nuovi ricevitori commerciali a tecnologia SDR o DSP, entrambi messi recentemente in evidenza da Andrea Borgnino.
Parliamo del modello RDR54 della ditta tedesca Reuter-Elektronik, interessante perché completamente integrato nella parte di downconversion e demodulazione software, quindi del tutto indipendente da personal computer e software esterni. In mancanza di documentazione inglese, c'è la recensione in tedesco di Nils Schiffauer, DK8OK. E qui invece trovate documentazione e descrizione dal sito Reuter.
L'RDR54 è un apparato modulare piuttosto complesso, a leggere la sua descrizione. Per essere un ricevitore software defined ha anche parecchie limitazioni, come la finestra di esplorazione delle frequenze larga appena 163 kHz (la copertura è 1 -30.000 kHz più 4 MHz tra 50 e 54. Un limite che evidenzia la destinazione tipicamente radioamatoriale di questa radio.
L'altro ricevitore è forse più interessante per gli appassionati di radioascolto evoluto perché rappresenta l'evoluzione di un apparecchio analogico, l'AOR 7030, che ha avuto in questi anni un grande successo. Il designer del 7030, John Thorpe, sta lavorando sul successore 7070, che avrà la media frequenza digitale e secondo il sito inglese del produttore giapponese sarà disponibile in autunno. Lo schizzo qui pubblicato viene da un blog giapponese e mostra in modo approssimativo il pannello frontale del futuro 7070.

24 dicembre 2008

AEROLIST, tutte le frequenze (HF) dei traffico nei cieli

L'attesa è stata molto lunga ma finalmente Risto Hirvonen ha rimesso mano, aggiornandola, alla sua mitica Aerolist, l'elenco ragionato di tutte le frequenze HF utilizzate dagli aeroplani in volo, dalle torri e dai "land operation" di alcune compagnie. La lista riposta anche le frequenze delle trasmissioni digitali HFDL (l'ACARS sulle HF). La Aerolist, la cui versione gratuita non veniva aggiornata da anni, viene oggi offerta al prezzo di 25 euro più spedizione su un CD contenente molti altri goodies (qui di seguito l'elenco completo). Un totale di 3.500 voci tra frequenze e reti di Air Traffic Control, un must per chi ama ascoltare le voci dai cieli di tutto il mondo. Per l'acquisto rivolgersi direttamente a Risto all'indirizzo kristofer2 (at) suomi24 (dot) fi per ricevere da lui le istruzioni sul pagamento e l'invio.

1.THE AEROLIST
- a complete frequency list and catalogue of hf aeronautical radionetworks. Almost 3500 entries on the format of excel!
- as a secondary frequency list there is also the format of plain text
- updated by listening and by other reliable sources

2.THE AERONAUTICAL HF RADIO MAP OF THE WORLD
- it is the highly detailed map of aeronautical ground stations over the world
- ICAO mwaras and rdaras
- frequencies
- civil and military stations
- HFDL-stations
- country codes and borders
- now very highly detailed

3.MWARA AREA MAPS
- 8 different maps in two different drawing style
- area borders
- stations of the network

4.SPECTRAL DRAWINGS OF ALL HF AEROBANDS
- 11 different spectral drawings
- colorfull printable slips for using as a listening aid
- frequencies
- main active stations, civil and military

5.THE ANTENNA DRAWING
- one detailed drawing and assembly instructions of a famous antenna, which has good values for listening

6.TECHNICAL INFO HOW TO FIGHT AGAINST QRM
- a drawing of how build a proper installation of listening post, which is tolerant against man made local interference

All this will be on a single CD. All info has been updated to the level of NOVEMBER/2008. All maps are redrawed based on year 2008 and are colorfull and practical for listening.

The price of the cd is 25 euros + mailing fee.

13 febbraio 2008

HF "essenziali": la USCG non chiude il meteo

Una grande vittoria della democrazia radiantistica ha sconfitto le bieche forze della reazione che guidano l'odiosa manovra di repressione delle onde corte. La Guardia Costiera americana ha annunciato che le trasmissioni voce-dati-facsimile di informazioni meteorologiche in HF proseguiranno. Forse ricorderete che lo stesso ente l'anno scorso aveva bandito una sorta di referendum tra gli utilizzatori di questi servizi marittimi per valutare l'opportunità di spegnere impianti ritenuti troppo costosi. Le risposte sono state, come dicono gli americani, overwhelimg: le HF svolgono un ruolo prezioso e ESSENZIALI, tutte le altre alternative (leggi, i servizi satellitari) costano un occhio della testa per chi naviga e non sono altrettanto affidabili. Alla Guardia Costiera mancano i fondi per rimpiazzare tutti suoi trasmettitori HF, ma i 20 impianti meteo verranno aggiornati.
Viva la lotta proletaria della radiofonia unita!

US Coast Guard Continues HF Weather Broadcasts

WASHINGTON - Last April the Coast Guard asked for public comment on the need to continue broadcasting high frequency (HF) high seas weather forecasts for single sideband voice, facsimile charts and text messages over radiotelex (e.g. HF NAVTEX). The Coast Guard required public comment because the infrastructure necessary to provide these services had exceeded its life expectancy and significant costs were involved to continue these services.

After reviewing and analyzing the substantial public response that overwhelmingly urged the continuation of these services, the Coast Guard's "business case study" concluded that it was necessary to continue HF weather broadcasts. The business case study, "An Impact Assessment of Discontinuing USCG High-Frequency Radio Broadcasts of NWS Marine Weather Forecasts" is posted at: http://www.navcen.uscg.gov/marcomms/high_frequency/HF-WX_notice.htm

The study concluded:

"The responding public collectively perceives that the USCG HF broadcasts are essential to their safety. There is no viable alternative to the USCG HF broadcasts because present alternatives are perceived by the public to be out of financial reach. Also, marine weather forecasts available through these alternative sources may not guarantee the same level of accuracy, timeliness, and/or sufficiency as provided by the USCG HF broadcasts."

While the Coast Guard does not have funds necessary to replace all of its HF transmitters, funds are available to replace the 20 transmitters used for weather broadcasts.

16 gennaio 2008

Esercito USA: come radiocomunicare in ALE

Sul Web è diventata reperibile una guida alle comunicazioni HF in modalità ALE (automatic link establishment) curata direttamente dallle forze armate americane per la Training and Doctrine Digital Library. La pubblicazione si intitola "HF-ALE: Multi-Service Tactics, Techniques, and Procedures For The High Frequency Automatic Link Establishment (HF-ALE) Radios" e me ne ha parlato Andrea Borgnino. Il manuale si trova facilmente, insieme a molte altre informazioni sui modi digitali, nelle pagine di documentazione della rete MARS (radioamatori militari) della Marina USA all'indirizzo:
http://www.navymars.org/pacific/reg10/digi85.htm.
Cliccate a sinistra su ALE for HF radio e scegliete nella videata successiva il documento suindicato. L'indirizzo diretto è:
http://www.navymars.org/national/ale/FM%206-02.74_1.PDF
Il manuale di oltre 100 pagine contiene una introduzione alle radiocomunicazioni in onde corte, la descrizione dei formati di comunicazione ALE e alcune tabelle di frequenze da utilizzare.

08 settembre 2007

Nexus-IBA: il futuro nelle onde corte

Attraverso una serie di rimbalzi iniziata dall'amico Gigi Nadali ho riallacciato i contatti con Alfredo Cotroneo, imprenditore (e volontario riconosciuto dall'ONU) di Internet e della radio in FM e su onde corte. Con International Radio Relay Service-Globe Radio Milan Alfredo portò nell'etere milanese, sugli 88,85 MHz, i primi programmi dall'estero. Era la fine degli anni 70 e una decina d'anni dopo IRRS passa dall'FM alle HF, arrivando verso il 1995 a impiantare nei dintorni di Milano, secondo alcune fonti (mai confermate) a Trezzo d'Adda, un moderno trasmettitore Siemens, 10 kW utilizzati in AM a portante parzialmente soppressa, più efficienti sulle lunghe distanze. I dettagli di questa ventennale storia si possono trovare sul sito Web di Nexus.
Oggi Nexus-International Broadcasting Association è un "charter" di programmi di vario tipo a carattere laico o religioso, ritrasmessi da facilities affittate - si ritiene - all'estero. Negli ultimi quattro anni le speculazioni si sono accavallate riguardo alla location utilizzata. Il candidato riportato più frequentemente (senza alcuna conferma delle fonti locali) è la Bulgaria, ma anche Albania e Germania sono state a volte tirate in ballo. In realtà le infrastrutture potrebbero essere anche extra-europee: per varie ragioni Nexus non ha mai voluto dichiarare apertamente la posizione geografica delle sue antenne, sottolineando però di aver sempre operato nel pieno rispetto di leggi e licenze. Nexus-IBA è anche una NGO riconosciuta dall'ONU e una parte dei suoi programmi, disponibili via radio e su Web, è appunto dedicata alle notizie delle Nazioni Unite.
Gigi mi aveva inoltrato un testo che Nexus-IBA ha rielaborato a partire da un originale di Bob Zanotti, giornalista della fu Radio Svizzera Internazionale. Un testo, spiega Alfredo, realizzato già da qualche anno ma quanto mai valido in questo momento di tiepido interesse nei confronti dell'emittenza internazionale in onde corte. Potete leggere il documento completo andando sul sito che le Nazioni Unite mettono a disposizione per il dialogo tra le NGO regolarmente registrate. Io mi limito a citare l'attacco di questo interessante contributo, intitolato "The future of international broadcasting: e critical point of view":

There is much pessimistic talk today about the validity of shortwave as the prime vehicle of international broadcasting. Critics present several arguments: high operating costs, environmental considerations, a need to re-channel available funds into satellites and the Internet, and what is loosely termed a decline in shortwave. From the point of view of the broadcast planner and decision-maker, this catalogue of negative arguments appears sound and reasonable. From the perspective of a large segment of the audience, however, reductions in shortwave services are inexplicable and a source of frustration and even anger.
Let us examine the issues carefully, using the senses and instincts of the investigative journalist. We are in a period of restructuring, a contemporary buzzword that is used and abused so frequently as a catch-all excuse to justify virtually any action taken by management, regardless of how inappropriate. We are in a period where human endeavour is scientized, and we no longer have faith in our common sense judgement as human beings. This is the age of consultants and high technology. The media are ruled by time-and-motion studies and so-called market forces. Radio and television no long produce programs, but products. Today there are no listeners, there are markets.

Bob e Nexus propongono una rilettura di un mezzo a torto considerato in via di estinzione e Alfredo conta di potere aprire un dibattito in seno alla HFCC, l'organismo di coordinamento dei broadcaster internazionali, in modo da studiare nuove iniziative per un più efficace marketing di questo strumento. Insomma, l'idea è che lungi dall'essere defunte - o peggio ancora antieconomiche - le onde corte sono ancora un medium fondamentale, da rivalutare e rilanciare. Ecco quello che Alfredo ha scritto a proposito dei suoi piani di rilancio, nel presentare l'articolo a una serie di note personalità della comunità dei "broadcast listeners" e invitandole a esprimere i loro pareri.

More than in desperation, or in an attempt to set up a "Shortwave Preservation Society" (as if SW was dead already), I would like to try to bring something more positive, that we could all benefit from (broadcasters and listeners). I am trying to get people from the HFCC involved, but since they are mostly engineers, the intimacies of the issues are not fully understood there, with a few notable exceptions.
My idea is to have a working group that may share ideas and thoughts, that could help either people/organizations in doing some better marketing/PR job about Shortwave, better than what was done in the last few years. And I mean strictly NOT to promote any station or services, but promote Shortwave itself as a still-very-viable media. This is why at least for now the article it's published on more neutral site than ours.
The attached paper is not new. We discussed and formulated these ideas at NEXUS since the early 80's and 90's. The paper basically stayed in my folder for at least 5 years, and then was slightly revised to take the latest developments (like DRM) into account.


Personaggi come lo svedese Ullmar Qvick, l'inglese Noel Green e Drita Cico di Radio Tirana (che attraverso Gigi Nadali ha stimolato la nascita di questo post) si sono già espressi al proposito. Riporto qui il parere di Ullmar (che conosce l'italiano e ogni tanto mi legge) e Noel. Entrambi stanno rispondendo a Drita, che aveva fatto circolare una prima bozza di The future of international broadcasting distribuito in una riunione della HFCC.

I am immensely grateful to you for forwarding the article written by Mr. A. Cotroneo of Nexus. His views are sound, logical, the arguments are strong and close to reality. There are indeed commercial forces at large who use cunning and determined propaganda methods to convince us that the old media are dead, obsolete. The future belongs to satellite broadcasting, the digital technologies and especially DRM, is what we are told.
It is not proper to talk about a conspiracy, but in fact enormous financial interests are involved, and the great problem - as Mr. Coltroneo points out - is that many of those who throw old technologies into the waste basket have a very narrow point-of-view, simply because their experience in shortwave and mediumwave listening is almost non-existing. They are technocrats, whereas the target group is the ordinary listener who is concerned first of all about the contents of the programmes and that they are available without too much technical complicity.
One matter which Mr. Cotroneo's otherwise excellent article did not deal with is the use of shortwave under special and often dramatic circumstances. I will give some examples:
You live in a country where harsh dictatorship limits your possibilities to get unbiased information from the world. Shortwaves is unlimited (except that jamming may exist) and means a very important source of information.
You live in a country where a natural catastrophe has taken place or where a civil war is raging. No electric power is available, communications in general do not function. With a short-wave radio using batteries you can get news and information from the country where you are and from the outside world.
You live in a society where the social and economic situation is difficult, where the infra-structure is little developed. The internet is not a reality there and there are often problems with the electric current. Add to this distances and topographical conditions which may be a serious obstacle to FM radio reception. Many parts of the world, especially in Africa and Asia, belong to this cathegory.
Those were some points which the technocrats and media gurus easily (and gladly!) overlook.
So much for now. There are many other aspects as well, but I will end this letter by congratulating Mr. Cotroneo on his views and I hope many many others will react to his message the way I did. The creation of a body for supporting and promoting shortwaves is an excellent idea, I support it and will be happy to participate in a small way in such work. (Ullmar Qvick)


I absolutely agree with what I have read - and with Ullmars excellent comments. I'm all for technical innovation - that works - but certainly do not favour the abandonment of shortwave as a medium. As the article says, there are lots of shortwave receivers "out there", and many of them portable. But who carries a TV receiver or a computer around to listen to radio programmes? We have a saying in the UK - don't leap before you can walk, and this is what the so called technical guru's are trying to talk us into doing.
And there have been many instances where local FM relays of foreign radio stations have been turned off if the government of the country doesn't like what it hears. A FM relay of the BBC in Moscow was recently "switched off" for instance.
Despite being around for a number of years now, there are very few DRM receivers available on the market. Sangean, a well known manufacturer, will not now produce a receiver that it was intending to bring onto the market. If I understand correctly, most listening to DRM shortwave transmissions - and probably those on long and medium waves too - is being done via a computer programme. It would be most interesting to know what DRM audience figures actually are.
A very well known BBC TV personality recently gave an excellent lecture in which he strongly criticised the BBC for pursuing technicalities instead of programmes. I'm very much inclined to agree. (Noel R. Green)

Citando la personalità televisiva della BBC che critica una politica che "persegue le tecnicità invece dei programmi", Noel identifica alla perfezione la natura di un problema che non riguarda certo solo la radiofonia su onde corte. La sensazione è che ormai dappertutto si cerchi di nascondere con la (presunta) qualità del digitale la scarsa qualità della programmazione analogica. E non sto parlando di rumori, distorsioni e interferenze. Non è quella la qualità che mi interessa. Alla fine tutto è legato ai costi, al vil denaro. Produrre un programma radiofonico è più o meno equivalente a produrre un dentifricio o una merendina. Se riesci a vendere tot milioni di pezzi o tot minuti di spot fai margine, altrimenti chiudi. Nella radio commerciale le logiche sono ormai queste e magari è giusto che sia così, non voglio fare per forza l'anima bella. Restano però due ambiti, quello delle emittenti pubbliche e del broadcasting internazionale, in cui i soldi sono importanti, visto che vengono dai nostri borsellini. Ma non sono o non dovrebbero essere l'unico fattore in gioco. In questi due ambiti fa abbastanza specie vedere che le tecnicità prendono il sopravvento sul buon programma e che la qualità (presunta) del digitale viene usata come paravento o come specchietto per le allodole da manager che vengono in molti casi nominati dai politici.
L'intera questione del digitale nella radio è viziata da distorsioni e verità molto parziali. Le stesse distorsioni viziano il fosco ritratto di un medium, le onde corte, che tutti ritengono obsoleto, sventolando come unico possibile rimedio la banderuola del DRM. Ma come ricorda Ullmar, le onde corte non sono un medium come tutti gli altri, nessuno pensa di utilizzarle per raggiungere un "mercato" di ascoltatori. Attraverso le emittenti internazionali, le onde corte hanno la capacità di portare cultura e informazione (sì d'accordo, a volte propaganda e disinformazione, o strani connubi di religione e odio) verso target di persone tagliate fuori da tutto, geograficamente, politicamente ed economicamente parlando. La radio pubblica si rivolge a un mercato di cittadini (da cui una comprensibile attenzione alla bottom line, alla quadratura dei bilanci). Ma le onde corte a volte finiscono nei piccoli altoparlanti di un non-mercato di individui che in certi casi non possono neanche definirsi cittadini. E lo fanno con un livello di efficienza sorprendente rispetto ad altri mezzi, attraverso terminali economici e ampiamente disponibili. Le nazioni ricche hanno il dovere etico di coltivare e promuovere un medium così prezioso. E quelle meno ricche farebbero bene - magari con qualche aiuto, di quelli che non vengono mai lesinati quando si tratta di rifornire gli armamenti di dittatori e generali - a impiegarne le potenzialità a favore dei loro cittadini, presenti o futuri che siano.


07 luglio 2007

Onde corte: digitalizzare il silenzio?

Fervono già i preparativi per la World Radio Conference '07 del prossimo ottobre a Ginevra, dove verranno prese importanti decisioni in materia di spectrum policy. In discussione, tra l'altro, c'è il futuro delle comunicazioni mobili (per le quali già si pensa di utilizzare frequenze nella Banda C, sopra i 3 GHz) e dei servizi broadcast epunto punto, sempre più digitalizzati, che oggi utilizzano le onde corte. Un documento UE riassume tutte le questioni che si troveranno sul tavolo. In particolare, per la porzione delle HF si legge:

5.2. REORGANISATION OF HF BANDS High-frequency (HF) or "short-wave" spectrum bands which are essential to transmit radio signals over long distances have come under pressure from different users, in particular radio broadcasting, aeronautical, military and maritime mobile services. The in-depth consideration of this band taking place at WRC-07 may potentially impact relevant EU audiovisual and transport policies. Short-wave broadcast radio is poised to embrace the benefits of digital technology and should be supported by sufficient spectrum capacity. New broadcasting services based on digital technologies such as DRM (Digital Radio Mondiale) technology offer the prospects of reviving long-distance radio and contribute to the dissemination of European culture and perspectives on the global scene. Further HF spectrum for broadcasting will assist the successful uptake of digital radio broadcasting technologies. Key HF maritime services are also gradually switching over to digital transmission. WRC-07 should address the spectrum needs of this sector in a timely manner while ensuring appropriate continuity with critical analogue services.
Community policy objectives
The switchover from analogue to digital technology of short-wave radio broadcasting and of maritime services should be assisted by accommodating their spectrum requirements in the review of the HF band due at WRC-07.
E' il solito vizio del regolatore. Funzionari che si spostano dai loro uffici pieni di documenti cartacei, dove evidentemente la radio non si ascolta, e confluiscono all'ITU di Ginevra per decidere, tra un buffet e l'altro, "questo lo spegniamo", "quest'altro lo spostiamo", "quest'altro ancora è obsoleto". Se la radio la ascoltassero davvero non scriverebbero scemenze come "new broadcasting services based on digital technologies such as DRM (Digital Radio Mondiale) technology offer the prospects of reviving long-distance radio and contribute to the dissemination of European culture and perspectives on the global scene," le stesse frasi che leggiamo sui comunicati stampa dei fornitori di apparati DRM. E' straordinario il riferimento alla disseminazione di cultura europea, letto a pochi giorni di distanza dalla chiusura delle trasmissioni in lingua estera di Radio Budapest, della definitiva chiusura (1 luglio) dei relay in HF di RUV dall'Islanda e nell'imminenza della probabile chiusura delle onde corte RAI, della cessazione dei programmi in inglese di Kol Israel e di decine di altre simili decisioni "cost cutting". Non parliamo poi del delirio che vorrebbe "rivitalizzare" la ricezione a lunga distanza con una tecnologia calmorosamente incompatibile con i meccanismi propagativi ionosferici delle HF. Ormai si sa perfettamente che senza sparare almeno 500 kW il DRM non riesce neppure a superare la distanza tra Europa e Americhe e anche in quel caso l'evanescenza rischia di rendere del tutto inaccessibile una buona parte dei contenuti trasmessi (a differenza del fading analogico, durante il quale il contenuto, più debole e distorto, almeno riesce a farsi sentire). Le prove effettuate con potenze medio-basse dimostrano solo che la copertura del DRM può essere, quando va bene, solo continentale e a quel punto, cari signori, i poveri straccioni che possono permettersi solo un ricevitore analogico economico (milioni di persone, come dimostra l'audience della BBC), possono pure attaccarsi ai tram che non hanno e fischiare in curva. Altro che disseminazione. Tutti gli altri sono già su Internet via Adsl, cosa vuoi che gliene freghi delle onde corte, ai ricchi? E infine: che cosa volete digitalizzare, di grazia, se le redazioni internazionali chiudono, il silenzio fuori ordinanza?
Leggevo l'altro giorno i reportage sulla liberazione di Alan Johnston, catturato e liberato da quei grandi simpaticoni di Hamas. Durante la sua prigionia, una radio gli permetteva di seguire i programmi della sua stessa emittente, la BBC. Immaginatevi la stessa situazione nell'era del DRM. Intanto i rapitori avrebbero dovuto permettersi una radio DRM, che a batterie offre una autonomia di una mezz'oretta. In balia di governanti e "regolatori" così illuminati, il povero Alan rischiava di ritrovarsi con una bella radio in onde corte di vecchia generazione, forzatamente pensionata dopo ottanta anni di onorato (ed efficiente) servizio. E tanti bei fruscii digitali da cui farsi cullare nelle tiepide notti mediorientali (sì, perché anche l'FM analogica la dobbiamo spegnere visto che funziona così male).
Come direbbe il mio amico Aldo... Ma, un bel vaffanculo?

16 maggio 2007

Meteo in HF, la Guardia Costiera USA chiude?

So che al mio amico Christian non piacerà leggere questo post, ma gli appassionati delle onde corte devono imparare rassegnarsi all’inevitabile decadenza di questo mezzo di comunicazione. E’ abbastanza triste vedere che questa decadenza riguarda anche il mondo delle comunicazioni professionali - il controllo del traffico aereo, le informazioni meteorologiche per la navigazione… Un mondo in cui ci sembrava che le onde corte servissero ancora a qualcosa. Sembrava. La Guardia Costiera americana ha da poco rilasciato una request for public comments ufficiale, in cui si chiede espressamente di esprimere un parere sulla continuazione del servizio di trasmissione di informazioni meteorologiche in HF (onde corte). Sono 24 frequenze che oggi la USCG usa per diffondere bollettini e avvisi ai naviganti in tre tipologie di formato: radiofax, voce e sitor.
In pieno stile anglosassone, la Coast Guard è trasparente al limite della rudezza. Signori, dice in sostanza la RFC: i nostri impianti hanno raggiunto il limite della loro efficienza, le parti di ricambio non ci sono più, molti equipaggiamenti non vengono più fabbricati. L’infrastruttura necessaria per proseguire i nostri servizi costa. Dobbiamo sapere una cosa prima di chiedere i soldi (sempre ammesso che li concedano, NdR): se qualcuno, là fuori, questi belin di servizi li utilizza ancora. Ditecelo, che altrimenti noi si gira l’interruttore e ce ne andiamo in pensione.
DEPARTMENT OF HOMELAND SECURITY Coast Guard
[USCG–2007–27656]

High Frequency (HF) Radio Broadcasts of Marine Weather Forecasts and Warnings

AGENCY: Coast Guard, DHS.
ACTION: Notice; request for public comments.

SUMMARY: The Coast Guard is soliciting public comment on the need to continue providing high frequency (HF) radio broadcasts of weather forecasts and warnings. Public comment is necessary in order to assess the demand for the HF radio broadcasts of weather forecasts in each of three forms: (1) Radiofacsimile; (2) voice; and, (3) Simplex Teletype Over Radio (SITOR), also known as Narrow Band Direct Printing (NBDP). The infrastructure necessary to provide these services has exceeded its life expectancy; the equipment is no longer manufactured, repairs are difficult to accomplish, and spare parts generally are not available. Because of the very significant costs involved to continue these specific HF radio services, the Coast Guard requires information on the extent to which these services are used by the public and what alternative services are being used or are available to obtain weather forecasts and warnings.

Background and Purpose

The Coast Guard broadcasts the National Oceanic and Atmospheric Administration’s (NOAA) National Weather Service (NWS) weather forecasts and warnings using 24 high frequency (HF) radio transmitters (transmitting on frequencies between 3 and 30 MHz) located at seven Coast Guard communications stations in the United States and Guam. The range of these HF radio transmissions is dependent upon operating frequency, time of day and atmospheric conditions, and can vary from only short distances to several thousand miles. There are three types of HF radio broadcasts currently provided:
(1) Voice broadcasts that transmit a synthesized voice to announce the forecasts);
(2) radiofacsimile, also known as ‘‘radiofax’’ or ‘‘HF Fax’’ broadcasts, that transmit graphic weather maps and other graphic images over HF radio (maps are received using a dedicated radiofax receiver or a single sideband shortwave receiver connected to an external facsimile recorder or a personal computer equipped with a radiofax interface and application software); and,
(3) Simplex Teletype Over Radio (SITOR) broadcasts also known as Narrow Band Direct Printing (NBDP).
The 24 HF transmitters employed to transmit weather forecasts and warnings are not, because of their age, providing the reliability the Coast Guard expects from its radio transmitters. These particular transmitters are no longer manufactured and replacement parts generally are not available, making it difficult, if not impossible, to repair them. If the HF weather broadcasts are to continue, the infrastructure necessary for the broadcasts must be replaced. Significant costs will be incurred to replace the requisite transmitters and associated infrastructure. Before seeking funds for this undertaking, the Coast Guard must gather evidence relating to how frequently, and under what circumstances, the maritime community uses the various types of HF radio weather broadcasts. In addition, it would be helpful to learn about current and future needs of the maritime community with regard to receiving weather forecasts and warnings over HF radio, and what alternatives are being used or might become available.
Se vi capita di navigare con la vostra barchetta al largo delle coste americane, provate a dire la vostra. Il documento con tutti i riferimenti del caso, compreso si trova qui:
Insomma, la solita storia di un mucchio di ferraglia ormai inutile che è meglio togliere di mezzo con tanti saluti and thanks for all the fish? Incerto sul da farsi (e se poi quelli scrivono *davvero* che il weather forecast in HF non serve?) sono andato a guardarmi le reazioni di coloro che si sono già presi la briga di andare sul sito Web indicato (http://dms.dot.gov/) per depositarvi i loro pareri. La lettura di questi contributi è un balsamo per le orecchie, già piegate a mo’ di coniglio depresso e umiliato, dell’ex intrepido Dxer. E’ uno tsunami in miniatura di appelli a proseguire un servizio giudicato da molti indispensabile per la sicura navigazione dei natanti più piccoli. Ecco per esempio uno di questi pareri:
I use HF voice weather broadcasts routinely while making transits between the eastern coast of the US, Bermuda, and the Caribbean. This is a valuable service that is crucial to vessel safety, and for which there is no cost-effective alternative. I urge you to continue the service.
Eccone un altro:
I am not a vessel captain or a mariner. However I am an Amateur Radio operator, and I do monitor (and participate in when possible) the Maritime Mobile Service Net on 14.300MHz. I know that many small vessels (both comercial and private) utilize HF radio as their only means of long distance communication. I feel that these vessels would be considerably endangered if the broadcasting of marine weather forcasts on HF was to be discontinued.
I do not see that the cost of replacing the HF voice, and HF radio fax transmission equipment would be all that expensive. While more expensive than Amateur Radio equipment, Comercial HF transmitters are available from a number of sources. Computers are relatively inexpensive these days, and could provide the requsite signal inputs for HF voice and fax weather broadcasts.
I feel that it is important that the above mentioned broadcasts be continued for the safety of small vessels at sea. The owners of many of these vessels cannot afford to buy expensive and highly complex systems to receive weather forcasts. Marine HF radio gear, or Amateur Radio equipment (modified to also cover marine HF frequencies) is relatively inexpensive, and available to most small owners.
Molte opinioni ben articolate, educate, sommesse. Tutte per dire una verità che per i burocrati dovrebbe essere evidente. Le onde corte costano poco e sono accessibili a tutti, anche ai più piccoli, anche senza investire milioni in comunicazioni satellitari magnifiche e progressive, ma non sempre così affidabili. E’ un principio di razionalità che molti farebbero bene a ricordare per evitare inutili infatuazioni nei confronti delle tecnologie digitali. Che non sono negative di per se stesse, intendiamoci, ma che non dovrebbero autorizzarci a fare a meno di certe sane valutazioni costi/benefici.

21 marzo 2007

Chiacchiere (e preghiere) tra pescatori sulle onde corte

E' davvero incredibile quanto riesca a essere ancora vitale un mezzo che nel ricco occidente ipertelevisivo diamo praticamente per spacciato. Sulle onde corte si sentono cose davvero strane. Oggi sulla lista "utilitaria" UDXF per esempio, un DXer americano ha pubblicato una richiesta di aiuto per l'identificazione di alcune trasmissioni, in una lingua che gli pareva l'italiano, su 6570 kHz in USB verso le 22 UTC. Ora, per DX "utilitario" (traduzione di utility DX) si intende un tipo di comunicazione non broadcast, di solito a supporto di servizi come la navigazione aerea o marittima, ma anche del pronto intervento civile e militare, le emergenze, le attività industriali o ingegneristiche. Insomma tutto quello che riguarda le professioni e il traffico in mare e nei cieli. E' una tradizione molto vecchia, dove bisogna coprire distanze molto lunghe via radio, si usano le onde corte, che ancora oggi sostituiscono o affiancano i satelliti (costosi e non sempre accessibili). 6570 kHz è una frequenza normalmente assegnata al volo civile, da dove venivano quelle voci? Ascoltando le registrazioni che il DXer americano ha messo a disposizione della comunità di UDXF è stato facile capire che molto probabilmente si trattava di una flotta di pescatori d'altura galiziani, che comunicavano tra loro in una porzione di spettro non propriamente assegnata a loro. Esiste una banda marittima nei 6 MHz, ma leggermente più in basso. I pescatori semplicemente avevano acceso l'apparato di bordo su un canale che a loro pareva libero e se la contavano su, visto che in alto mare i telefonini non funzionano.
Ieri sera dopo le 23.00 UTC, anche in Italia è stata ascoltata una trasmissione di questo tipo, su 8989 kHz USB, Anche questa non è una frequenza marittima ma aeronautica, anche in questo caso le conversazioni sono state segnalate da un americano (nel West Virginia) e anche queste erano di pescatori che parlavano spagnolo. A cambiare era l'area geografica, secondo Raúl Saavedra, in Costa Rica, si è trattato di un "net" una rete estemporanea tra pescatori, quasi tutti della costa Caraibica del Nicaragua, riunitisi via radio, in onde corte, per pregare e parlare dell'eternità. Malgrado la presumibile scarsa potenza e la grande distanza, Renato Bruni è riuscito a registrare con buona intensità qualche scampolo dei saluti finali tra i pescatori. Che tipo di "validità" hanno queste trasmissioni? Sono da considerarsi di tipo utilitario o no? Non è facile rispondere, perché se è vero che le frequenze utilizzate non sono di tipo radiodiffusivo, non si può dire che i contenuti fossero professionali. Il parallelo più calzante sarebbe quello dei camionisti che si servono del baracchino nella banda dei 27 MHz, solo che questa volta il "baracchino" è l'apparato HF a bordo di un peschereccio. La radio è bella anche perché è ancora molto varia.