Visualizzazione post con etichetta Svezia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Svezia. Mostra tutti i post

14 ottobre 2014

Svezia: 25 nuove licenze DAB+, ma il revisore pubblico vuole far luce sull'economicità

In Svezia la radio digitale T-DAB ha avuto un percorso molto simile a quello di altre nazioni europee, Italia inclusa. Dopo una decina di anni di sperimentazioni, il governo svedese nel 2005 conclude che il DAB non è una strada percorribile. Passano altri sette o otto anni e il governo cambia nuovamente idea, questa volta non solo il DAB si deve fare, ma la futura rete digitale (proprio in questi giorni sono state concesse numerose licenze, 21 nazionali e 4 regionali) andrà a sostituire completamente la radio in FM, che verrà spenta presumibilmente intorno al 2022. 
Ora però interviene il pubblico Revisore dei conti (Riksrevisionen), che l'anno prossimo pubblicherà un rapporto sui costi e benefici per lo Stato e i cittadini. La traduzione in inglese è molto efficace (quella in italiano molto meno, vi lascio il piacere della scoperta). Il succo è che il Revisore vuole stabilire se la transizione al DAB sarà economicamente sostenibile e quale sarà l'impatto sulla società e i consumatori, anche alla luce di possibili alternative allo switch-off dell'FM, incluso lo streaming in mobilità. Sarà interessante leggere le conclusioni raggiunte nel report promesso per marzo 2015.

State's handling of the transition to digital radio
National Audit Office has initiated a review of the state's handling of the transition to digital, starting with a completed feasibility study. The results of the review will be presented in a report, with a planned release in March 2015 Margaret Atkins is responsible Auditor.
Parliament decided in 1995 to let the Swedish Radio (SR), Educational Broadcasting Company (UR) and private broadcasters begin broadcasting with digital technology Terrestrial Digital Audio Broadcasting (T-DAB). The government chose in 2005 not to continue expanding as the benefits to consumers were not understood and that other technologies are not fully tested. In addition, the government noted that the T-DAB had limited success in other countries.
Digital radio has been brought back in 2013 and the Bill Formation and availability - radio and television public service from 2014 to 2019 in which the government argued that the advantages of digitization of terrestrial network. The government stressed that the development of digital radio should be market-driven and therefore left it to the industry to determine if technical solution. SR and UR, together with the dominant commercial companies MTG and SBS stated that the upgraded technology T-DAB + seems to be most suited for Sweden.
An industry coordinator shall Nov. 30, 2014 present a plan for the transition to digital radio. The plan is a prerequisite for the government to revisit the issue. Thereafter, the parliament might decide that the FM network will be decommissioned and replaced by a digital terrestrial network.
It has emerged in the pilot study indicate that different alternatives are not sufficiently illuminated and that the consequences for society and citizens have not been clarified. It is also uncertain whether a conversion to a digital terrestrial radio network is optimally planned based on the limited spectrum space. 
Purpose
The purpose of the review is to examine whether the state contributes to the transition to digital radio in a way that is economically efficient and that meet the needs of citizens. The review also aims to contribute to the Parliament receives a paper which highlights the consequences of and alternatives to extinguish FM network and replace it with a T-DAB networks.

22 agosto 2014

Radio Nord Revival on air. Dalla Svezia con nostalgia


Tra oggi e domani 23 agosto sono nuovamente in corso da Stoccolma le trasmissioni di Radio Nord Revival, emittente hobbystica autorizzata che celebra gli anniversari della messa in onda dell'emittente pirata offshore anni '60 Radio Nord. Oltre alla frequenza di 1512 kHz in onde medie, impossibile da ascoltare in questo momento e estremamente difficile, venogno utilizzate a partire dalle 08 utc, le 10 italiane, le due frequenze in onde corte da Ringvalla e Sala, rispettivamente i 3950 e i 6065 kHz (sui quali in questo momento a Milano arriva una portante, tra i soliti rumoracci). L'emittente trasmette in AM con banda inferiore soppressa. Domani entreranno in funzione dalla postazione del Castello di Stoccolma i 5770 kHz (in sostituzione degli annunciati 6220). I 3950 kHz sostituiscono gli annunciati 3915.

I rapporti di ricezione si possono inviare live commentando sul sito indicato.

22 settembre 2013

Norvegia, tra nostalgia e progettività. Nuovi test per la stazione hobbystica in AM LKB/LLE.

Dopo analoghi casi in Finlandia e Germania, anche in Norvegia, la nazione che si appresta a spegnere definitivamente le radioemittenti analogiche, FM compresa, per passare alla radio digitale, parte un progetto di radiofonia in onde corte a bassa potenza. L'origine del progetto è hobbystica e radioamatoriale, ed è basata credo in parte sull'uso di impianti vintage appartenuti alla stazione in onde medie e lunghe di Bergen della NRK, l'ente di stato norvegese, trasformato in un museo dal locale club di radioamatori.
L'anno scorso erano state effettuate delle trasmissioni sperimentali celebrative su 1314 kHz (frequenza usata non da Bergen ma da un potente impianto che copriva la Norvegia e il nord Europa anni fa). Ora però sembra che intorno alla stazione che ancora viene designata dalla storica sigla LKB, possa nascere un progetto più articolato. Svenn Martinsen, appassionato di radio pirata e organizzatore della Web radio  Northern Star in collaborazione con l'associazione Foreningen Bergen Kringkaster, avrebbe finalmente ottenuto (dopo una richiesta inoltrata già nel 2009) dalle autorità norvegesi una licenza "test e sviluppo" che consente al club di operare con un trasmettitore in onde medie e uno in onde corte.
Gli ultimi due mercoledì, l'11 e 18 settembre, sono stati svolti i primi test su 1314 kHz e 5895, con potenze molto basse, tra i 50 e gli 80 watt. Il primo test, in voce e musica, su 5895 non ero riuscito ad ascoltarlo, ma l'altro ieri, anche grazie alla tempestiva segnalazione di Chris Diemoz, ho ascoltato il segnale da Bergen, modulato in USB. La trasmissione consisteva nella semplice ripetizione del nominativo dei due impianti LKB/LLE-2 e 3 in codice Morse, isentificazione che faceva seguitonalla tipica chiamata generale delle stazioni telegrafiche, la serie "VVV" ripetuta tre volte.
Ecco un campione del segnale di LKB/LLE su 5895 ricevuto a Milano con un semplice portatile. La chiamata Morse si distingue abbastanza bene, ("vvv de lkb/lle"):



Secondo Martinsen le prove di LKB dovrebbero preludere al lancio di una stazione più regolare, anche se non sono chiari le possibili tempistiche e la regolarità delle future trasmissioni. La finnica Scandinavian Weekend Radio per esempio trasmette ogni primo sabato del mese. Probabilmente ci saranno altri test e bisognerà anche fare maggiore chiarezza sulla reale provenienza di questi segnali. Molto probabilmente le prove su 5895 sono state effettuate con un impianto che era stato utilizzato lo scorso anno per un analogo esperimento effettuato in Svezia, a Deslbo, 350 chilometri a nordest di Stoccolma, per una riunione di appassionati della radio. In quella occasione, dal 1 al 3 giugno 2012 aveva trasmesso, con una licenza temporanea, Radio Dellen International. Non si può escludere che per i test di LKB siano stati utilizzati la stessa location svedese o quanto meno lo stesso apparato.
Tutte queste attività dimostrano sicuramente il forte attaccamento alla radio ancora vivo nella comunità dei radioamatori e degli ascoltatori delle emittenti internazionali. C'è anche da aggiungere la sensazione positiva sulla disponibilità dimostrata dalle varie authority nazionali, che sembrano aperte a discutere la possibilità di aprire a un uso più generalizzato frequenze che erano un tempo appannaggio di grosse emittenti pubbliche, o addirittura di servizi di comunicazione non broadcast. Come hobbysta non posso non essere emozionato di fronte a queste nuove opportunità di dare la caccia a segnali deboli, comunque non facili da captare.
Un'altra parte di me, quella ancora convinta delle straordinarie potenzialità del mezzo radiofonico in generale e di porzioni di spettro ormai dimenticate come le onde medie e corte in particolare, si sente invece un po' perplessa. Le frequenze che un tempo erano dominate da numerosi grandi e piccoli broadcaster, emittenti religiose, locali e clandestine, oggi vede la presenza di qualche grande nazione, di alcuni organismi religiosi, una manciata di emittenti regionali o locali di nazioni in via di sviluppo e infine una pletora di programmi che vengono diffusi da enti, associazioni, partiti e gruppi che affittano la loro capacità trasmissiva da società commerciali non più pubbliche. Poi ci sono le stazioni non autorizzate, pirata, che sono sempre molto divertenti ma si comportano sempre più come i radioamatori con licenza, comunicando via Internet con i loro ascoltatori e spesso spostando la frequenze delle loro saltuarie trasmissioni in modo da favorire certe aree di ascolto sulla base delle indicazioni ricevute in tempo reale. Ripeto, tutto molto divertente e stimolante, anche perché si tratta di stazioni che usano livelli di potenza molto bassi e ascoltarle a grande distanza può essere un'impresa.
Fa molto piacere assistere al moltiplicarsi di iniziative che cercano di uscire dalla sfera della non ufficialità o della palese violazione delle leggi vigenti e conquistare una certa regolarità. Ma sarebbe bello se ci fosse una maggiore progettualità, che il modello non debba continuare per forza a essere quello della stazione pirata musicale. Lo stesso discorso vale per esempio per le varie stazioni locali in onde medie che in questi ultimi due o tre anni hanno effettuato o stanno effettuando i loro test in Italia. La situazione è più o meno la stessa: in Italia le onde medie non sono mai state autorizzate fuori dal contesto dell'ente pubblico RAI e invece proprio nelle onde medie potrebbe esserci molto spazio per associazioni, scuole, enti no profit, pubbliche amministrazioni locali. Parliamo di stazioni a bassa potenza in grado di coprire un bacino d'ascolto limitato, ma il concetto di "nicchia" dovrebbe essere solo geografico. La radiofonia è capace di portare avanti discorsi molto complessi, di impattare su aspetti sociali importanti, sulla vita dei centri urbani, delle periferie, delle persone. Io oso ancora sperare che da tutti questi esperimenti di natura hobbystica possa emergere un fenomeno molto più esteso, contenuti che valga davvero la pena di seguire, possibilmente in chiave partecipativa.

08 marzo 2011

Un successo propagativo per la svedese Radio Nord

Un 8 marzo 2011 che sarà ricordato dalla comunità dei "radiomani" per la celebrazione del 50esimo anniversario di Radio Nord, emittente pirata offshore che debuttò in Svezia la mattina dell'8 marzo 1961. Una licenza temporanea concessa dall'authority svedese ha permesso a una associazione locale di ricreare il clima musicale di quegli anni utilizzando due frequenze, in onde medie (1.512 kHz) e corte (6060 kHz). Quest'ultima frequenza oggi è arrivata un po' dappertutto in Europa ed è stata segnalata persino in Australia.
Io l'ho sintonizzata questo pomeriggio, dopo le 16 utc (le 17 locali) su 6060 kHz, qui sull'isola di Favignana, dove sto passando la settimana di carnevale. E' stata una bellissima idea, Favignana è incredibilmente diversa in inverno e mi ha fatto apprezzare l'unicità delle condizioni estive di ascolto sulla banda dell'FM. La temperatura molto più bassa rispetto a luglio e agosto e il forte vento da nordovest e nord azzerano le possibilità di ascolto a media distanza via troposfera: non c'è proprio traccia di emittenti tunisine.
Tornando a Radio Nord, quella che potete ascoltare qui è una registrazione effettuata verso le 16.15 utc, con una canzone svedese che potrebbe risalire agli anni '50 (o anche prima, sembra di ascoltare il Trio Lescano):



Il segnale è piuttosto disturbato dal programma in turcomanno di Radio Liberty, attraverso un ripetitore tedesco. Questa trasmissione è diretta verso la russia asiatica, ma evidentemente la cosa non basta ad attenuare l'interferenza qui, a circa 2.500 chilometri (2.460 per la precisione) dalla cittadina svedese di Sala dove è localizzato il trasmettitore. Avevo cercato di sintonizzarmi sull'emittente verso le nove del mattino di oggi, ma il segnale era decisamente troppo debole, del resto in quelle ore si è verificato un brillamento solare che deve aver perturbato non poco la ionosfera. Non so quanto questa riedizione di Radio Nord resterà in onda, cercate di ascoltarla se e finché potete.

03 marzo 2011

Radio Nord torna dopo 50 anni nell'etere svedese

Esattamente 50 anni fa, gli ascoltatori svedesi di una radiofonia di leggendario grigiore dovettero essere piuttosto sorpresi di trovare, sull'inaspettata frequenza di 602 kHz, la vivace programmazione e gli ironici jingle di Radio Nord. Tra pochi giorni, l'8 marzo, per celebrare l'evento il progetto Radio Nord Revival cercherà di ricreare la trasmissione inaugurale dell'emittente pirata che riuscì a resistere fino al 1962.
Il blog dedicato all'iniziativa ha appena annunciato di aver ricevuto dal regolatore svedese la licenza temporanea per utilizzare le frequenze di 1512 kHz sulle onde medie e di 6060 kHz sulle corte. La trasmissione celebrativa dovrebbe partire alle 9 e 48 del mattino, lo stesso orario dell'8 marzo 1961, ma da qui all'8 marzo potrebbero esserci dei test. Diverse altre emittenti scandinave e baltiche faranno da relay dell'evento.
Su questa incredibile esperienza nel 2009 è stato pubblicato un libro (in svedese ma pieno di belle foto) "Stick iväg, Jack!" e su You Tube potete trovare dei documentari. In quegli stessi anni, anzi fin dal 1958 grazie all'affitto di alcune fette di programmazione della danese Mercur, vera antesignana delle stazioni pirata offshore, e fino al 1966 (quando la nave che la ospitava si trasferì al largo di Banjul, in Gambia), in Svezia operava anche Radio Syd.


11 novembre 2010

Svezia, il report sui test DAB+ in onda dal 2009

Seguendo le raccomandazioni tecniche del rapporto sul futuro della radio pubblicato nel 2008 dall'autorità svedese per la radio e la televisione (Radio och TV Verket) nel 2009 l'operatore di rete Teracom ha avviato un test del sistema DAB+ in banda VHF-III in un paio di città importanti ( Gävle e Uppsala) e nella regione di Stoccolma (con tre impianti da 15.000, 700 e 200 Watt). Sul mercato sono stati immessi alcuni modelli di ricevitori (nelle prove viene utilizzata anche la avveniristica Sensia) che al momento possono sintonizzarsi su questo bouquet a composizione mista di stazioni pubbliche, commerciali e comunitarie riunite nella associazione NRO (Närradions riksorganisation):

SR P2 Musik
SR P3
SR P4 Stockholm
SR Metropol
RIX FM
BANDIT
NRJ
Lugna Favoriter
Radio Deejay
Skärgårdskanalen
Dansbandskanalen
Radioseven
Studentradion 98,9
Radio Lidingö
Rocket FM

Ora Teracom ha appena pubblicato un dettagliato report, disponibile anche in lingua inglese. E' molto significativo il fatto che in base alle conclusioni del test pilota, la Svezia ha approvato una modifica della legislazione in materia radiofonica che consentirà alle emittenti commerciali di richiedere licenze anche per le trasmissioni numeriche. Il processo di concessione di licenze inizierà nel 2011 e nel rapporto Teracom si precisa che tali licenze avranno la durata di 8 anni e richiederanno solo il versamento di una piccola "fee" amministrativa (in pratica gli editori dovranno sostenere, a quanto pare, solo le spese di occupazione dell'infrastruttura condivisa). La lettura del report è molto interessante per la grande chiarezza con cui vengono messi in evidenza i risultati. Gli obiettivi di partenza erano quelli di ottenere una buona copertura outdoor, ma nelle aree meglio coperte viene riscontrata anche una ricezione indoor definita buona-ottima (la mediana dell'intensità di campo è > 58 dBμV/m @1,5m). Utile anche il confronto con le tecniche di acquisizione, codifica e redistribuzione del segnale utilizzate da Teracom. Per la radio nazionale SR e il broadcaster commerciale MTG, ciascuno dei quali occupano quattro programmi nei multiplex DAB+ sperimentali svedesi, la codifica arriva in Teracom direttamente dagli encoder ospitati nei rispettivi studi attraverso una connessione IP-WAN. Le emittenti più piccole raggiungono gli encoder ospitati presso Teracom vuoi attraverso una connessione audio su IP sulla rete privata Teracom, vuoi con un normale stream sulla Internet pubblica. Il pilota non si conclude qui perché è prevista una ulteriore campagna di misurazione della ricezione indoor, sicuramente uno dei fattori critici del DAB+ in VHF.

31 ottobre 2010

Ciao Stoccolma, anche la Svezia lascia le onde corte

Credo che tutti i lettori abituali e occasionali di questo blog siano più o meno assuefatti all'idea dell'innovazione tecnologica o mediatica. Un dispositivo, un servizio, un mezzo di distribuzione che prima non c'era e di colpo, o più gradualmente, c'è. Internet, il Web, sono stati la novità più grossa, ma pensate a quante cose spuntano continuamente, dai lettori mp3 ai navigatori Gps. Molte altre cose di natura tipicamente tecnica o tecnologica, cambiano, si evolvono, restando più o meno uguali. Oggi i nostri figli non saprebbero utilizzare un telefono a disco, ma in compenso sono nati che la telefonia cellulare era già una realtà consolidata.
Ho sempre trovato meno istintiva da accettare, invece, l'idea dell'obsolescenza tecnologica. Anche qui le gradazioni sono diverse. Il compact disc ha soppiantato il "vinile", che non è proprio scomparso del tutto, ha avuto addirittura un suo piccolo revival. I registratori digitali non hanno (ancora) sostituito del tutto le audiocassette e comunque l'obsolescenza può riguardare oggetti che hanno avuto una esistenza relativamente breve (le audiocassette hanno cominciato ad affermarsi alla fine degli anni Sessanta e hanno dominato più o meno per 30 anni, un periodo equivalente a una generazione o poco più). Tendiamo a dare per scontato o a giudicare comunque ragionevole il fatto che dopo una generazione una novità tecnologica possa sostituire l'altra.
Le onde corte furono una invenzione tecnologica che può rientrare a pieno titolo tra i pochi, autentici miracoli della modernità. I programmi in onde corte delle emittenti internazionali sono iniziati 70, 80 anni fa. Molte trasmissioni locali in onde corte sono andate avanti per mezzo secolo, le onde medie hanno addirittura 90 anni. Forse perché le ho seguite a lungo anch'io, assistere in questi ultimi anni alla loro inesorabile estinzione mi dà una strana sensazione, come di un'inattesa accelerazione del normale corso del tempo, una canizie improvvisa, una porta che si chiude di colpo e per sempre.
Ieri sera c'è stata l'ultima trasmissione in onde corte di Radio Sweden, emittente svedese per l'estero che aveva aperto i battenti nel 1938. Con le frequenze in onde corte se ne vanno anche il trasmettitore in onde medie di Sölvesborg, distante da noi ma udibilissimo sebbene il canale di 1179 kHz fosse, sia piuttosto affollato. Se si eccettua l'hobbystica Scandinavian Weekend Radio, non esiste più una stanzione broadcast che utilizza le onde corte e medie in Scandinavia. Gli impianti dismessi dalle emittenti pubbliche in Finlandia e Norvegia vengono affittati ad altri operatori e questo dovrebbe essere il destino di Sölvesborg. Roy Sandgren, un imprenditore svedese della radio che sul Web commercializza una autoradio DAB, vuole aprire una stazione commerciale su 1179 kHz.
Sul sito di Radio Sweden, dove l'attività delle redazioni per l'estero proseguirà in futuro, trovate il file mp3 dell'ultima trasmissione, con una breve storia della sua parabola e una intervista alla responsabile dell'emittente che ha deciso la chiusura definitiva per evidenti ragioni di costo:





Questo qui invece è il filmato degli ultimi due minuti di audio ascoltati ieri sera, intorno alle 22 UTC su 1179 kHz. Anche quella musica è finita per sempre, d'ora in poi per ascoltare Sverige Radio è meglio scaricarsi l'applicazione per iPhone.





20 marzo 2010

Dopo 72 anni chiude le onde corte anche Radio Sweden

Lentamente (neanche tanto) ma inesorabilmente, le onde corte come mezzo di comunicazione oltrefrontiera - verso gli ascoltatori di altre nazioni e verso i propri espatriati - vengono messe in pensione forzata. L'ultima ad annunciare la chiusura delle trasmissioni in onde corte e in onde medie (il glorioso trasmettitore su 1179 kHz), è Radio Sweden, che continuerà a trasmettere verso l'estero solo via Internet. Sverige Radio dispone anche di un corposo apparato redazionale per la trasmissione di programmi e notiziari rivolti agli immigrati di varie etnie, ma quelle riguardano le trasmissioni locali. Ci saranno tagli anche per loro perché notiziari in lingue come il serbocroato, l'assiro-siriaco e il bosniaco non ci saranno più. La politica di Sverige Radio in materia è ben chiara: le comunità di immigrati vengono supportate fino a quando il loro livello di apprendimento dello svedese non consente loro di capire i notiziari in lingua locale.
Con il prossimo ottobre Radio Sweden saluterà dunque le onde corte, sulle quali era presente da oltre 70 anni, dal 1938. Ho trovato l'intervista alla responsabile della programmazione Elle-Kari Höjeberg, traducendola con Google (è abbastanza comprensibile). La Höjeberg sostiene che ormai gli ascoltatori di questi specifi contenuti di nicchia preferiscono utilizzare Internet e quando l'intervistatore domanda chi andrà a colmare le necessità informative quando Internet non sarà disponibile in caso di disastro o censura, lei ribatte che sarebbe impossibile tenere in piedi impianti di trasmissione tanto onerosi solo per coprire le eventuali emergenze. Il discorso non fa una grinza: già i soldi destinati all'emittenza pubblica sono risicati, una nazione così piccola non può giustificare uno sforzo il cui risultato viene comunque recepito da un pubblico di nicchia benestante ed evoluto, che utilizza Internet correntemente. Altro discorso sarebbe un tipo di programmazione con destinatari diversi, in aree geografiche più povere e non infrastrutturare, ma anche in questi casi sembrano non esserci più argomenti che tengono contro l'imparante obiettivo della riduzione dei costi. Giusto così? Secondo me non del tutto, le onde corte continuano ad avere una loro ratio. Ma non sono io che devo decidere o far quadrare i bilanci. Ascoltando ieri il programma inglese (in mp3...) ho appreso che la squadra di curling svedese ha sconfitto quella italiana alle Paralimpiadi e che a Göteborg è in mostra un dipinto di Leonardo Da Vinci riscoperto di recente. E ho scoperto anche che avrei potuto sapere le stesse cosa seguendo il canale di Radio Sweden su Twitter. Non sarà mai, mai la stessa cosa.

SR cease broadcasting abroad

Transmission of short-and medium wave ending (next) October. Expatriate Swedes and Sweden-interested parties may then rely on the Internet to get news from Sweden. Thus (ends) a more than 70-year-old radio era.

It was 1938 Swedish Radio started with short-wave to the first Swedes abroad and over the years, the Swedish Radio's international programs Radio Sweden sent in eleven languages abroad.

Cost reasons is an argument for the abandonment of foreign broadcasts, but also to new and better techniques are now taking over, "says Elle-Kari Höjeberg manager in radio management for Radio Sweden.

- We see it as that we stand at a crossroads where we have an old form of distribution, short and medium wave, and a new one which is through the Internet. And the audience chooses increasingly to listen to us over the Internet even when they are abroad.

It is said to be around half a million Swedes abroad and many have listened to Radio Sweden via short wave and medium wave and continue to do so. Perhaps there is a generational issue here, too, in terms of radio listening today.

Elle-Kari Höjeberg again:

- Of course there are people who have grown up with the short and medium wave and still uses it as an opportunity to hear when they go abroad, but my impression is when I look at the reactions to us what people are listening to and what people listen to online , so there are many people who appreciate that they can get the range of SR is online. It may weigh one against the other and when we believe that it is not justifiable to keep this cost further.

Radio's ability to reach listeners abroad also in various types of disasters and wars, in which the Internet can let knocked out, is no argument for keeping kortvågsdistributionen, "said the officer Elle-Kari Höjeberg:

- The times when it occurs, major disasters, it is clear that the Swedish Radio's international broadcasts have sometimes been extremely significant. We know from eg tsunami, but we can not build an entire broadcasting means exist for it to be for when the disaster occurs. It is not possible.

Elle-Kari Höjeberg, responsible for SR's broadcasts on short and medium wave radio in Sweden, which broadcasts in English, German and Russian continues on the Internet. Many other broadcasting companies in Europe have also scaled down the use of short-wave as a medium. The digitization of short-and medium wave has not had the impact that many had hoped for.

SR International, Radio Sweden is a part, have also broadcasts in Sweden in many languages of immigrant communities. Transmission occurs in P2, and on FM 89.6 in Stockholm This also makes it from the autumn changes. The editors currently broadcasting in Albanian, Assyrian / Syriac and Bosnian, Serbian and Croatian closure.

They have been under the editorial head of the SR International Ingemar Löfgren done its part to provide immigrants with these backgrounds, news and knowledge about Swedish society. Today the need to replace more resources be put on consignment to the new large immigrant and refugee communities from Somalia and Afghanistan, "said Ingemar Löfgren:

- Like, maybe not favored because we have retained the old language, too. For so here it has always been on time. We have the best possible way to be flexible to the world and what happens there.

Yes, language has come and gone over the years, such as Spanish, Turkish and Greek and has been replaced by new ones which do not reflect policy changes in the world and the refugees as they brought with them. And these priorities will continue to head the editorial says Ingemar Löfgren, and even of cultural conservation purposes are maintained an immigrant language:

- It may not go that far, I think we are just cultural preservation for which it is mixed together with minority languages. These languages we broadcast on the Swedish Radio - Finnish, tower sharing Finnish, Sámi and Romany, also. But they have another task. They will be cultural preservation. For all other languages, we have only the task of being a news service. We should give them the news and current affairs in their own language until they speak Swedish so well that they can keep up with the Swedish news bulletins.


22 dicembre 2008

Tunerec, musica free registrata dalle Web radio

Un messaggio che mi arriva da Francesco Delucia riporta il link ad Appunti Digitali che sembra riprendere la notizia di Readwriteweb relativa a un nuovo servizio di contenuti musicali su Web. Tunerec, questo il nome del servizio, sta cercando di fare concorrenza a erogatori di musica più affermati come Last.fm e Pandora. L'idea è di Sven Boström e della sua startup svedese (svedese è anche la società, chiamata Distrop, che ha sviluppato parte del software) ed è rivolta agli appassionati di musica che ascoltano ormai prevalentemente via Web o attraverso i lettori MP3. Come Last.fm, Tunerec è una libreria di titoli integrata con alcuni semplici strumenti di social networking per la condivisione di playlist. La novità consiste nel modo con cui questa libreria viene costruita, gradualmente, accumulando i brani musicali trasmessi da una selezione di stazioni radio su Web. Tunerec è in versione beta ma ho ho ricevuto un immediato invito lasciando il mio indirizzo di mail. All'atto dell'iscrizione ho selezionato un gruppo di stazioni e Tunerec si è messo al lavoro, o almeno così dice. Dovrò a quanto sembra attendere qualche giorno, ma alla fine mi ritroverò con un database di migliaia di brani accessibili attraverso una interfaccia stile iTunes. Potrò cercare artisti e titoli, compilare playlist, condividerle con gli amici, sbirciare quello che gli amici ascoltano. Il tutto viene finanziato dalla pubblicità ed è frutto di accordi con la Swedish Performing Right Society, che protegge gli interessi degli autori e degli editori di musica in Svezia. I diritti d'autore sono assolti e gli utilizzatori di Tunerec possono ascoltare e scaricare i brani sui loro lettori, legalmente.
Non so se è colpa dei browser Mac che ho utilizzato finora, ma non sono ancora riuscito a capire come funziona veramente questo servizio. Anche Readwrite spiega che è opportuno armarsi di pazienza perché la creazione del database può richiedere qualche tempo. Vi saprò dire.
Readwrite sostiene che Tunerec rappresenta una valida alternativa a un altro sito musicale, Spotify. Anche questo servizio propone una raccolta di musica legale che tuttavia viene assemblata con metodi più tradizionali, attraverso gli accordi con i consorzi titolari dei diritti. Spotifiy prevede in alcune nazioni (non l'Italia) la possibilità di usufrire di un ascolto free finanziato con gli spot pubblicitari. In alternativa ci si può abbonare per 9 euro e 99 al mese. L'ascolto è mediato attraverso un "tuner" software disponibile in versione Win e Mac. I fondi per questa iniziativa vengono da una società lussemburghese, ma Spotify ha un doppio quartier generale a Stoccolma e a Londra.
Dopo più di tre anni online Radiopassioni può proprio permettersi il lusso di autodefinirsi un diario che è anche frutto di un lavoro di squadra, non solo del suo logorroico iniziatore. Non è una cosa da poco perché il rapporto tra ciò che viene scritto e ciò che viene letto, qui su Internet, è qualcosa di molto particolare, che rafforza il senso di reciproca appartenenza già familiare a chi produce e legge un giornale. Non sono mai stato, non sarò mai una grande firma, anche se ho la fortuna di essere riuscito a farla apparire, al di là di ogni merito effettivo, anche su grandi giornali. Ma questo lavoro di squadra è una conferma (per me preziosa), che questo spazio, così marginale, è seguito e magari apprezzato.
Il pistolotto da clima di finestagione serve solo per ringraziare Francesco e con lui le altre persone amiche che mi inviano regolarmente link a documenti, software nuovi servizi, che partecipano alla discussione sulla vecchia e sulla nuova radio (rare volte la discussione trascende un poco, qualcuno si arrabbia e me ne scuso). Ne approfitto anzi per scusarmi anche delle numerose occasioni in cui le segnalazioni non vengono riprese più tempestivamente, o addirittura dimenticate. Avrete notato che questo non è un periodo facile e che fatti della vita, intrecci, orari e quant'altro mi costringono spesso a trascurare Radiopassioni. Verranno tempi migliori, nel frattempo mi piego ma non mi spezzo.
Voi, se vi riesce, vivete felici, non solo in questi giorni di festa.