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21 dicembre 2012

La scienza della radio: risposte per tutti da Maxwell a Marconi e oltre

Ho il piacere di poter annoverare tra i miei più autorevoli (e assidui) lettori il nome di Gianfranco Verbana, radioamatore ma soprattutto inventore ed esperto di telecomunicazioni, autentico rappresentante della gloriosa tradizione ingegneristica italiana del dopoguerra (Gianfranco ha avuto la fortuna di poter approfondire una già estesa dottrina lavorando a stretto contatto con molti di coloro che hanno fatto la fortuna di aziende come Telettra e molte altre e condivide generosamente con noi i frutti intellettuali di quella frequentazione). Ora Gianfranco stesso mi segnala il restyling del sito Web del circolo radioamatoriale ARI di Lissone, il quale ospita nella sezione "Documenti" diverse presentazioni firmate Verbana.
Con l'avvicinarsi del periodo delle feste di fine-anno, non c'è occasione migliore per ripercorrere, insieme a Gianfranco, il complesso percorso dell'invenzione marconiana e molte altre problematiche tecniche e storiche affrontate dal nostro studioso, sempre molto abile nello spiegare le cose in modo chiaro ma senza pericolose semplificazioni e nel rispetto assoluto dei formalismi di formule e teorie. Possiamo partire da questa minibiobliografia dei suoi interventi e articoli apparsi o segnalati qui su Radiopassioni:

Serata 11 dicembre 2009, dedicata a una approfondita disamina dele attività di Marconi fino al 1901 annunciata in:


la presentazione della serata si può scaricare adesso all'indirizzo: 


Interventi e articoli su Marconi (alcuni link sono stati riparati, in particolare quelli alle due parti del fondamentale articolo sulla "scoperta" delle potenzialità delle onde corte nella daylight):


Sull'apparecchio "Ondina"

Il raggio della Morte e le bugie fasciste.

A proposito di logica cablata:

La "querelle" sui fratelli Judica Cordiglia: 

Lincredibile storia del ponte radio Telettra con il record di "gittata":

Che cosa ha veramente detto Shannon:

Alle pubblicazioni raccolte dai siti dell'ARI di Milano e Lissone, mi sembra doveroso aggiungere la presentazione che Gianfranco tenne nel 2010 all'Istituto Floriani di Vimercate raccontando la storia dell'elettricità.
Ricordo anche che molti delle osservazioni verbaniane che in questi anni anni ho riportato sul mio blog sono state originariamente pubblicate sul sito di alta divulgazione scientifica Via Lattea, fondato e coordinato da Nicola Scarpel e Paolo Sirtori, iniziativa no profit alla quale Verbana partecipa rispondendo alle domande della sezione Chiedi all'esperto. L'ultima risposta in ordine cronologico è recentissima e riguarda la velocità della radiazione elettromagnetica nel vuoto ricavata dalle equazioni di Maxwell, ma nelle sue numerose risposte dal 2000 a oggi (il sito Via Lattea è stato fondato nel 1997) Verbana si è occupato anche della velocità del paracadutista stratosferico Baumgartner e della questione dei campi elettromagnetici "vicini" non-radiativi. 
Ancora un ringraziamento all'amico Gianfranco e tanti auguri per un Natale superscientifico, in barba alle assurde superstizioni dei Maya e degli oroscopi per l'anno nuovo.

08 dicembre 2009

"Un certo Marconi" (S. Bolchi, 1974) su RAI Storia

Altra chicca marconiana su RAI Storia (digitale terrestre). Questa volta si tratta di "Un certo Marconi", diretto nel 1974 da Sandro Bolchi. In onda venerdì 11 dicembre alle 12.00. Ecco la scheda:

Diretto da Sandro Bolchi su testi di Benvenuto Garone e Diego Fabbri, il film tv del 1974 è dedicato al grande scienziato autodidatta, primo Premio Nobel italiano per la Fisica nel 1909 a soli 35 anni, che con le sue geniali invenzioni (radio, telegrafo senza fili...) ha rivoluzionato il mondo delle comunicazioni. In un'immaginaria intervista rilasciata ad un giornalista americano, Marconi ripercorre le tappe fondamentali della sua avventura scientifica, rievocando soprattutto pensieri, sentimenti ed emozioni che accompagnarono ogni conquista raggiunta. Ne emerge un ritratto inconsueto e accattivante della personalita' di Marconi, dell'ultimo grande artigiano della scienza, un uomo che per i suoi esperimenti adoperava rocchetti di fili di ferro, bidoni di benzina e aquiloni, la cui capacità visionaria si combinava con una straordinaria capacità imprenditoriale. A dare volto a un Marconi solitario e ironico, e' Gualtiero De Angelis, celebre doppiatore, voce italiana di Gary Cooper, Cary Grant, James Stewart. Luigi La Monica interpreta Sid Ross, il giornalista americano (personaggio di fantasia) che raccoglie il racconto dello scienziato a bordo del famoso panfilo Elettra, ricostruito per l'occasione, sul quale Marconi realizzo' alcuni dei suoi più straordinari esperimenti.

Anno di messa in onda: 1974 (Programma nazionale)
Regia: Sandro Bolchi
Sceneggiatura: Benvenuto Garone, Diego Fabbri
Con Gualtiero De Angelis, Luigi La Monica, Andrea Matteuzzi, Giuseppe Addobbati, Piero Biondi, Consalvo Dell'Arti, Sandro Dori, Attilio Dottesio
Scene e costumi: Sandro Dell'Orco
Musiche: Mario Bertolazzi
Fotografia: Giuliano Giustini
Consulente scientifico: Ten. Col. Franco Cremona
Produzione: Intervision realizzata da Mario Davidde


05 dicembre 2009

Marconi tra tv, libri, convegni e monumenti perduti

Stavo cercando sul sito di Rai Storia, nuovo canale Rai del digitale terrestre, i dettagli sulla trasmissione speciale dedicata alla bomba di Piazza Fontana (tutta la giornata di sabato 12 dicembre, quarantesimo anniversario della strage), quando ho notato che domani, domenica 6 dicembre, alle 21:00 è prevista la messa in onda di un documentario su Guglielmo Marconi. Se non avete il DTT potete seguire la diretta sul portale Rai.tv (sempre che riusciate ad accedervi), sintonizzando il browser su RAI STORIA.
Pochi minuti dopo, mi arriva un messaggio dell'amico Francesco Berio, radioamatore esperto di storia della telegrafia. Nel messaggio è allegato il pieghevole di un libro di prossima pubblicazione intitolato "Da El Alamein a Marconi" e scritto da Laura Porciani. Dalle spiegazioni di Franscesco capisco che la signora Laura ha raccontato la vicenda del padre, Bruno, fatto prigioniero a El Alamein e imprigionato in un campo di lavoro del Galles, a Wynols Hill. Nel 1944, con i suoi compagni di prigionia Bruno realizzò, utilizzando materiali di recupero, un monumento a Marconi "genio dell'etere". Oggi questo monumento non esiste più, è stato distrutto per lasciar posto a un complesso residenziale, ma qualche testimonianza fotogafica è rimasta ed è in circolazione su Internet.
Intorno a Marconi fioriscono da sempre aneddoti, leggende e una discreta dose di retorica (del resto comprensibile visto il contesto storico da cui hanno origine), ma bisogna sempre pensare all'impatto che l'invenzione della radio ebbe sull'immaginario collettivo di un mondo che aveva da sempre convissuto con gli ostacoli della distanza geografica e della fisicità. Il telegrafo - l'Internet dell'era vittoriana descritta nel libro di Tom Standage - aveva dato una prima spallata. Rimuovendo i fili, Marconi cancellò anche le ultime certezze. Personalmente sono sempre stato sorpreso di come i suoi contemporanei - non solo i suoi colleghi scienziati e imprenditori della radio - seppero assorbire la sua invenzione nella loro quotidianità, appropriandosene. La radio resta una tecnologia estremamente naturale, facile da capire. E' strano, sempre a proposito di libri, che proprio nell'anno del centenario del Nobel a Marconi (e a Ferdinand Braun) non sia stato riproposto la storia raccontata da Erik Larson nel suo "Thunderstuck", apparso in traduzione italiana ("La fabbrica dei lampi") due anni fa presso Mondadori ma a quanto vedo non facile da reperire sul Web. Ho letto l'originale americano tempo fa e ho imparato molte cose che non sapevo del Marconi imprenditore, dei lunghi tentativi di superare l'Atlantico con il "wireless". Larson (qui mentre legge una porzione del suo libro per la NPR) intreccia la storia dell'affermazione commerciale del telegrafo con quella di un famoso caso giudiziario del primo novecento, la cattura di Hawley Harvey Crippen. Inseguito da Scotland Yard che lo sospettava dell'omicidio della moglie a Londra, Crippen fu arrestato mentre cercava di ritornare nella natia America, a bordo di un bastimento, il Montrose, dotato di sala radio. Era il 1910 e tutti capirono quanto fosse irrinunciabile e pratica quella scatola così misteriosa.
Per conoscere gli aspetti puramente tecnici di quei primi anni della radio, non perdetevi l'intervento di Gianfranco Verbana alla serata marconiana organizzata per l'11 dicembre presso la sede ARI Brianza di Lissone, vicino a Monza. Dopo essersi occupato della problematica dell'onda diurna con i due articoli che trovate sul sito Web della sezione, Gianfranco affronterà il tema delle differenze tra gli apparati messi a punto da Marconi e da Braun.

12 novembre 2009

Le "Giornate Marconiane" ai tempi della ex-Eutelia

La prima delle "Giornate marconiane", organizzate dalla Fondazione Ugo Bordoni per celebrare il centenario del Nobel a Guglielmo Marconi con una serie di interventi che hanno al centro le tecnologie delle telecomunicazioni e il loro potenziale di rinnovamento c'è già stata e mi scuso per non averne dato notizia per tempo. Le altre due, previste per l'11 dicembre e per il 28 gennaio 2010 sono ancora in calendario e potete trovare tutte le indicazioni sul sito della FUB, dove tra l'altro viene pubblicato, in relazione alla prima giornata del 9 novembre, l'intervento di Sandro Frova, un economista molto preparato sull'economia dell'innovazione. Il programma è davvero fitto di relatori e tematiche interessanti, incluse quelle politiche (politica industriale, quella che da noi semplicemente non si fa, o si fa solo a parole). Non mancano i nomi di ministri e governanti, ma ci sono anche gli esperti veri, quelli che vale ancora la pena ascoltare, come Leonardo Chiariglione. Le giornate di studio sull'industria delle telecomunicazioni e sulle prospettive in Italia si tengono a Roma e potete prelevare il PDF con il programma dell'11 dicembre e del 28 gennaio.
A me piacerebbe molto che si riuscisse ad aprire un piccolo spazio di analisi e autocritica dello "spirito imprenditoriale" italiano del settore Tlc emerso in questi giorni dalla lettura della triste vicenda dei lavoratori ex-Eutelia. Trovo opportuno inserire, in calce alla notizia sull'ennesimo, paludato, ufficialissimo convegno, il comunicato che mi è arrivato dal comitato Lavoratrici e Lavoratori di Agile s.r.l.. Ho fatto qualche ricerca, quel poco che si può trovare su Internet, sul Gruppo Omega, nuovo acquirente di Agile, la società ceduta da Eutelia dopo lo scorporo delle attività informatiche dell'operatore (nato dalla fusione tra Plug It e Edisontel) . Le zone grige della vicenda sono a dir poco inquietanti (altre informazioni si trovano qui sul blog di Paolo Casalieri). Come "eredità" dell'imprenditore Marconi non ci siamo proprio, specie se guardiamo a questo ennesimo esempio di spreco di risorse umane ed economiche unito all'analogo caso di Nortel Italia, filiale italiana del colosso delle telecomunicazioni canadese, entrato in procedura fallimentare e avviato a essere fatto a pezzi. Michele Prosperi, un vero amico comunicatore di quella azienda, mi ha invitato a diffondere l'indirizzo del blog aperto insieme ai colleghi. Ad Agile e Nortel Italia va la mia soliderietà, per il poco che vale.
AGILE – ex EUTELIA - COME LICENZIARE 9000 PERSONE SENZA CHE NESSUNO SE NE ACCORGA !!!!!

E’ iniziato il licenziamento dei primi 1.200 lavoratori di OLIVETTI-GETRONICS-BULL-EUTELIA-NOICOM-EDISONTEL TUTTI CONFLUITI in:

AGILE s.r.l. ora Gruppo Omega

Agile ex Eutelia è stata consegnata a professionisti del FALLIMENTO.
Agile ex Eutelia è stata svuotata di ogni bene mobile ed immobile.
Agile ex Eutelia è stata condotta con maestria alla perdita di commesse e clienti .

Il gruppo Omega continua la sua opera di killer di aziende in crisi, l’ultima è Phonemedia, 6.600 dipendenti, che subirà a breve la stessa sorte. Siamo una realtà di quasi 10.000 dipendenti e considerando che ognuno di noi ha una famiglia,le persone coinvolte sono circa 40.000 eppure nessuno parla di noi. Abbiamo bisogno di visibilità mediatica, malgrado le nostre manifestazioni nelle maggiori città italiane (Roma - Siena Montepaschi – Milano – Torino – Ivrea – Bari – Napoli - Arezzo - ) e che alcuni di noi sono saliti sui TETTI, altri si sono INCATENATI a Roma in piazza Barberini, nessun giornale a tiratura nazionale si è occupato di noi ad eccezione dei TG REGIONALI e GIORNALI LOCALI.

NON siamo mai stati nominati in nessun TELEGIORNALE NAZIONALE perchè la parola d’ordine è che se non siamo visibili all’opinione pubblica il PROBLEMA NON ESISTE. [la frase risale ai giorni precedenti le ultime, drammatiche cronache - NdR]

è dal 4-Novembre-2009 le nostre principali sedi sono PRESIDIATE con assemblee permanenti

07 aprile 2009

il centenario del Nobel a Marconi

Uno dei miei contatti professionali mi ha inviato l'annuncio di un incontro sulla sicurezza informatica che avrà luogo, a Bologna, nell'ambito di una manifestazione che sposa le tematiche del software alla figura di Guglielmo Marconi, in occasione del centesimo anniversario del conferimento del Premio Nobel allo scienziato, sperimentatore e imprenditore bolognese. In effetti la madre di Guglielmo era irlandese, tra l'altro una Jameson, della dinastia di distillatori di whiskey oggi a Cork (non perdetevi una visita se capitate da quelle parti, il Jameson rimane uno dei blended più accettabili tra le etichette commerciali).
Il GUGLIELMO MARCONI ICT GLOBAL FORUM & EXHIBITION si terrà in centro, a Palazzo Re Enzo, dal 22 al 24 aprile. Trovate una scheda con il programma dei vari incontri su questa pagina del sito dedicato al centenario del Nobel conferito al padre della radio nel 1909 (29 anni prima di quello vinto da Enrico Fermi e 50 di quello assegnato a Emilio Segré). Ricordo anche che il 25 aprile, il giorno della nascita di Guglielmo (e della nostra liberazione, vediamo di non scordarcelo), i radioamatori di tutto il mondo celebrano l'International Marconi Day, con una serie di contest, di "gare" di collegamento. Quest'anno la festa, che si tiene a cavallo tra sabato e domenica, cade proprio nella data giusta. Alle onde radio sarà intitolato un musical, "Sulle onde di Marconi", composto da Tania Bellanca e rappresentato, sempre a Bologna, il prossimo 14 maggio.

24 febbraio 2009

Sanremo, a Villa Nobel i 100 anni del premio a Marconi


Il 2009 è l'anno delle celebrazioni dei cento anni del premio Nobel conferito a Guglielmo Marconi per la fisica. Com'era prevedibile sono in programma tante manifestazioni e una di queste, mi segnala Andrea Borgnino, si terrà a Sanremo dove - e forse questa per molti, almeno lo è stata per me, è una notizia - ha trascorso i suoi ultimi anni di vita Alfred Nobel in persona. Di salute alquanto cagionevole, Nobel cercava un posto dal clima più favorevolo per curarsi i raffreddori e la brutta angina pectoris di cui soffriva. Lo trovò a Sanremo, dove acquistò una villa che dopo di lui fu ribattezzata Villa Nobel, oggi di proprietà della provincia di Imperia.
Nella villa, la locale associazione dei radioamatori, l'ARI, organizza dal 13 al 28 giugno una mostra retrospettiva di radio d'epoca e il giorno 19 giugno ci sarà, presso il teatro dell'opera del Casinò di Sanremo, un convegno che vedrà la partecipazione di alcuni premi Nobel per la fisica, tra i quali l'astrofisico Joseph Taylor Jr., radioamatore con la sigla K1JT (sono pochi i radioamatori con una home page sul sito dell'Università di Princeton), autore di famosi software per la comunicazione digitale a bassissima potenza e laureato col Nobel per la sua scoperta delle stelle pulsar.
Andando a leggere la storia di Villa Nobel, ho scoperto molte cose sull'inventore della dinamite e del premio più ambito dall'intera comunità scientifica mondiale. Sono per esempio venuto a conoscenza, attraverso i siti della fondazione che porta il suo nome, che Nobel ebbe persino una vena letteraria e compose poemi e drammi. Potete leggere le interessanti note di Åke Erlandsson su queste attività del brillante chimico svedese, su questo indirizzo del sito Nobelprize.org, dove troverete il testo del poema The Riddle, da un Nobel diciottenne, a Parigi, in seguito alla più classica delle delusioni d'amore. Qualche anno dopo, Nobel scriveva a un'altra donna, allegando una versione rivisitata di The Riddle (che significa enigma, indovinello), scrivendo "Vous avez dit autrefois que je suis une énigme". A quanto leggo, la vita e la personalità di Nobel ebbero davvero, per la famiglia, i contemporanei, e i suoi successivi biografi, un carattere molto enigmatico. Alfred Nobel morì nella sua villa del ponente ligure, ancora relativamente giovane, a 66 anni, nel 1896, poco dopo gli esperimenti del giovane Marconi.

13 ottobre 2008

Tra poco RSI Rete Uno parla di Marconi a Salvan

Tra poco più di un'ora, alle 11.00, sulle frequenze della Radio della Svizzera Italiana (Rete Uno) e in streaming/podcasting su Internet, si parlerà, a Millevoci, del "caso Salvan", la località alpina del Vallese che recentemente l'ITU ha dichiarato "patrimonio dell'umanità" per aver ospitato gli esperimenti di trasmissione a distanza che Marconi avrebbe effettuato prima del fatidico colpo di fucile di Pontecchio. Tra gli ospiti il presidente della Fondazione Marconi Gabriele Falciasecca.
Chi ha ragione, in questa disputa francamente un po' ridicola? E soprattutto: che senso ha?
[Come sempre tempestiva e amica di questo spazio, mariu ha cortesemente confezionato il file mp3 dell'edizione di Millevoci di questa mattina, dedicata all'affaire Marconi-Salvan. Se ve lo siete perso in diretta streaming e volete risparmiarvi la fatica del podcasting, lo trovate qui (grazie, mariu). Un'ascoltatrice di Millevoci, intervenendo al telefono durante la trasmissione, ha giustamente fatto notare che se davvero si tiene alla memoria di Marconi, la cui carriera non fu propriamente quella di un provinciale che non metteva mail il naso fuori casa, forse sarebbe il caso di seminare il mondo di targhe con il suo nome sopra piuttosto che litigare sull'attribuzione di un singolo primato. Mi sembra un'osservazione di buon senso.]

MILLEVOCI

"Sulle onde di Guglielmo Marconi tra storia e polemica: Salvan o Sasso Marconi patria delle telecomunicazioni?"

Rete Uno - lunedì 13 ottobre, ore 11:10 con Giuseppe Pelosi, Gabriele Falciasecca, Sandro Benedetti e Yves Fournier a cura di Nicola Colotti

Difficilmente il celebre Guglielmo Marconi inventore della telegrafia senza fili alla fine dell’800, avrebbe potuto immaginare di diventare un giorno (nel 21.mo secolo) oggetto di una vertenza storica, dai risvolti politico-diplomatici, tra Italia e Svizzera.
Dopo la recente attribuzione al comune vallesano di Salvan del titolo di Patrimonio mondiale delle telecomunicazioni da parte dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni di Ginevra (agenzia delle nazioni Unite), in Italia qualcuno ha gridato persino allo scippo: “Ci rubano Marconi”, hanno tuonato, monumento del genio italico. Le autorità di Sasso Marconi (in provincia di Bologna) hanno persino chiesto l’intervento del governo di Roma.
A Salvan invece hanno optato per il profilo basso: niente polemiche ma le prove che Marconi realizzò in Vallese alcuni tra i suoi primi esperimenti ci sarebbero.
Ma che ci faceva Guglielmo Marconi nel 1895 in un villaggio del Canton Vallese tra le Alpi svizzere? E soprattutto come fanno ad essere sicuri che ci soggiornò per davvero? E sul lato italiano perché il riconoscimento dell’UIT a Salvan dà tanto fastidio e si contesta che Marconi sia andato fin lassù per i suoi esperimenti? Una difficile verità storica da appurare e una polemica da smorzare, alla vigilia del Centenario del primo premio Nobél ad un italiano.

Ospiti:

Giuseppe Pelosi. Docente di Elettronica e telecomunicazioni all’Università di Firenze e studioso dell’opera di Marconi. Membro dell’Istituto internazionale di ingegneria elettrica ed elettronica IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineers)

Gabriele Falciasecca. Presidente della Fondazione Guglielmo Marconi a Pontecchio Marconi (Bologna)

Da Salvan (Vallese):
Sandro Benedetti, Geografo, esperto di itinerari storici del Canton Vallese e della Romandia.

(Registrato) Yves Fournier, storico, presidente della Fondation Marconi a Salvan nel Canton Vallese.