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09 giugno 2016

Radiopassioni on-air: i post si leggono sulle onde corte di IBC

Radiopassioni non viene più aggiornato molto frequentemente - è un periodo in cui purtroppo non mi è facile trovare abbastanza tempo - ma in compenso i suoi contenuti trovano nuove piattaforme di distribuzione! Grazie a IBC Italian Broadcasting Corporation, una selezione dei miei post viene ora diffusi in modalità digitale attraverso le onde corte analogiche, utilizzando le codifiche radioamatoriali MFSK32 e Olivia 16-500. La trasmissione ha luogo ogni mercoledì nello slot dalle 20 alle 22 UTC che IBC si è assicurata sulla frequenza europea di 6070 kHz, dalla Germania. La prima trasmissione ha avuto luogo ieri, 8 giugno, ma lo spazio di IBC Digital dovrebbe essere regolare, tra le 20:30 e le 21 UTC. Radiopassoni condivide la fascia testuale del programma IBC con "DX News DX Italia". Le due modalità di trasmissione si possono decodificare facilmente utilizzando il software cross-platform FlDigi e a differenza di quanto avviene normalmente con questo tipo di emissioni non occorre avere un ricevitore in grado di ricevere trasmissioni in CW o in banda laterale. In questo caso la banda-base del segnale digitale viene infatti diffusa in modulazione d'ampiezza, generando l'audio che serve ad alimentare l'ingresso del computer utilizzato per FlDigi.
D'accordo con la redazione di IBC, Radiopassioni in futuro andrà in onda anche con una programmazione audio. Sto pensando a come produrre questa nuova veste di RP, per il quale sto da tempo meditando una uscita on-air o podcast. La trasmissione verrà inserita nella programmazione IBC in onda, oltre che sul relay di 6070, sulle frequenze proprie di 3930 e 6970USB che IBC impegna tutti i martedì e i giovedì tra le 18 e le 21 UTC.
Lasciatemi dire che sono molto contento che Radiopassioni possa essere associato a una stazione "non autorizzata" (in realtà i 6070 del relay sono regolarissimi) che ha fatto la storia delle trasmissioni hobbystiche in Italia. IBC oltretutto nasce per iniziativa di amici con i quali ho condiviso decenni di militanza nella DX community italiana. Nel frattempo la radiofonia in onde corte è cambiata radicalmente, là fuori non ci sono più tutte quelle stazioni da ascoltare. Ma per un verso o per l'altro l'hobby è ancora pimpante, anche se tanti broadcaster internazionali e domestici hanno abbandonato le HF. I veterani si consolano con le onde medie, gli SWL continuano a seguire le trasmissioni dei radioamatori, la ricezione a lunga distanza in FM, anche se stagionale, è una inesauribile fonte di emozioni. E poi c'è tutto il comparto delle trasmissioni civili e militari HF a carattere utilitario, inclusa la nicchia dei radiofari in LF. Insomma, tante occasioni di sperimentazione della ricezione on-air e tante, tantissime storie da raccontare su una radiofonia ormai indissolubilmente integrata con Internet e aperta a nuove modalità digitali. 


15 settembre 2012

Cultura in mp3: i software anti-pirateria minacciano la libertà di condivisione

Cominciano a venire al pettine i nodi di una politica di tutela del copyright digitale ottusa e attenta solo agli ingenti profitti di una casta di produttori di contenuti audiovisivi, in genere più attenti alle aspettative di grosse folle di consumatori che alla qualità della "merce" venduta. I broadcaster televisivi e le case cinematografiche e discografiche combattono il fenomeno della pirateri digitale con armi e azioni indiscriminate, che incidono poco sull'industria della copia illegale ma penalizzano e criminalizzano gli individui che attraverso Internet promuovono la cultura e la creatività collettiva.
Sapete che da molto tempo cerco di dare il mio supporto ai gruppi di appassionati che condividono i podcast delle emittenti radiofoniche culturali, letture ad alta voce e altri contenuti di alto livello, come conferenze, interviste, audiodocumentari e progetti di sound art. Non sto parlando di pirati delle registrazioni musicali colte, ma di semplici cultori della radio e dei contenuti audio (non a caso con una elevata percentuale di chiechi e ipovedenti) che faticherebbero comunque a trovare spazi e soprattutto non generano, dopo la messa in onda, alcun provento da vendita pubblicitaria o diretta. L'equivalente culturale delle tonnellate di cibo mandate ogni giorno a un vergognoso macero.
Il frutto più importante del mio modesto supporto è il catalogo di contenuti mp3 che Mariù, la più instancabile e appassionata tra questi instancabili appassionati, tiene continuamente aggiornato, aggiungendo senza sosta nuovi link. Si tratta per lo più di podcast scaricati dai siti delle emittenti, con qualche contributo quasi sempre registrato dal vivo, con mezzi tecnici non professionali, in occasione di presentazioni di libri, convegni e altri eventi culturali.
Tutto questo lavoro, che costa tempo e denaro e non porta a un centesimo di guadagno (ma neppure a perdite per gli eventuali titolari di copyright, considerando che il grosso dell'"Elencone di mariu" è una semplice aggregazione di materiali gratuitamente disponibili pensata semplicemente per facilitare l'accesso a un patrimonio ignoto ai più), l'impegno di anni di abnegazione disinteressata rischia di andare perduto o di subire un drastico rallentamento. I servizi di "cloud storage", i dischi virtuali messi a disposizione da provider come Mediafire, Rapidshare e molti altri, sono da tempo nel mirino delle norme antipirateria. Il caso più eclatante, quello di Megaupload, ha colpito duramente i depositi di serial televisivi e film.
Nessuno contesta il diritto alla tutela dei contenuti audiovisi da parte dei "proprietari". Peccato che questi ultimi si servano di tecnologie messe a punto da società come Attributor o LeakId (posseduta, per ironia della sorte, da una celebre personalità della radio commerciale francese), strumenti che funzionano come un motore di ricerca passando al setaccio le varie Mediafire per individuare i contenuti sospetti e sparare in automatico raffiche di contestazioni. Come nella pesca a strascico, insieme alle prede più pregiate - le copie effettivamente illegali di CD e DVD e le registrazioni pirata delle serie TV più popolari - nelle maglie dei controlli finiscono anche semplici copie personali, registrazioni di programmi di nicchia e anche diversi file riportati nel nostro amato Elencone. Alcuni dei miei amici condivisori hanno ricevuto dei minacciosi cartellini gialli dai provider utilizzati per salvare letture ad alta voce e programmi radiofonici. I link smettono di essere attivi e quel che è peggio su tutti grava la minaccia di rimozione generalizzata degli account e di tutti i file associati. Ma la cosa più intollerabile è che in tutti i casi che mi sono stati segnalati in queste ore i vari poliziotti-software attribuiscono i contenuti ai titolari sbagliati. In questo modo i podcast prodotti da Radio RAI diventano ex officio "di proprietà" di una emittente televisiva francese o di una casa editrice americana. Errori tanto più gravi perché legalmente supportati da dichiarazoni "in buona fede" ma generiche di avvocati legali rappresentanti che in pratica ottengono la sospensione di un diritto individuale con formule di rito quali "ho ragione di credere che il file in questione sia di proprietà del mio cliente...".
Ho fatto qualche ricerca in giro e il fenomeno sta assumendo dimensioni preoccupanti. Già nel 2010 Hals Report segnalava la pericolosità della "censura" di fatto esercitata da Attributor e colleghi, ma ora moltissimi professionisti e individui che non commettono alcuna violazione si trovano costretti a far valere i propri diritti fondamentali presso i provider che per evitare guai peggiori rendono esecutiva qualsiasi richiesta di rimozione dei contenuti e sospensione degli account. Un caso recente è quella di Sheilah Thomas Davis, una psicologa specialista in ipnosi che si è vista rimuovere contenuti formativi prodotti e caricati in proprio. Proprio in questi giorni le cronache registrano la clamorosa disavventura che ha colpito Mila Parkour, grande esperta di virus informatici, che ha avuto il proprio account Mediafire sospeso per colpa di una denuncia automatica di LeakId. La Parkour è riuscita a dimostrare che i suoi file contenevano copie di "patch" (software di riparazione) destinate a rimediare gli errori di programmazione in pacchetti software commerciali, non copie illegali di programmi della Microsoft e altri produttori. Ma per ottenere giustizia Mila ha dovuto depositare una controdenuncia e sostenere un impegnativo dialogo a distanza con Mediafire. Cose impensabili per un semplice ascoltatore di Radio 3 che mette sul proprio disco virtuale l'ultimo podcast di "Uomini e profeti".
È inaccettabile che uno spazio di libertà e condivisione ceda il passo a un alveare di gabbie in cui l'unico diritto esercitabile sia quello del pubblico pagante. La normativa sul copyright deve cambiare, e in fretta, in un senso meno generalmente restrittivo, più uniforme e più rispettoso delle esigenze di chi vorrebbe tutelare la crescita culturale dell'individuo insieme ai diritti degli autori e ai profitti degli editori. Non lo penso solo io: pochi giorni fa la responsabile della Digital Agenda europea Neelie Kroes ha pronunciato un appassionato discorso al Creative Industries The 2012 Intellectual Property and Innovation Summit, in margine alla presentazione di uno studio del The Lisbon Council sulla proprietà intellettuale. In attesa che qualcosa cambi si potrebbe se non altro porre un freno alla libertà d'azione degli strumenti software utilizzati oggi per la lotta alla pirateria digitale. Mi rendo conto che queste tecnologie sono indispensabili per chi deve affrontare un problema su scala così vasta, ma non accetto l'idea che un meccanismo automatico ma fallace possa portare alla illegittima sospensione del mio diritto all'ascolto intelligente.

22 febbraio 2012

Stitcher, la talk radio asincrona recupera il concetto di audience nel mezzo one-to-one

Leggevo l'altro giorno da qualche parte (sorry, non mi son segnato la fonte, ma il problema non è nuovo) alcune note su uno degli effetti collaterali dell'aumento dei tassi di ascolto delle stazioni radio via Web, in particolare quelle a forte contenuto musicale, che fanno leva sul concetto di "personalizzazione" dei contenuti. "La tua stazione radio personale" è lo slogan più diffuso, "quello che piace solo a te e ai tuoi amici". La componente social dell'ascolto rimane, ma in generale si sta perdendo quel senso di appartenenza a una comunità di ascolto che ha sempre caratterizzato i programmi radiofonici di successo. Personalizzando troppo l'ascolto si rischia di passare dalla comunità al solipsismo, già acuito dal metodo di distribuzione "one to one" tipico del Web e di iPod.
La piattaforma
Stitcher, che raccoglie i migliori contenuti della talk radio e dei podcast, cerca di invertire la tendenza dotando la nuova versione della sua app per iPhone/Android (qui la versione AppStore) di una maggiore integrazione con Facebook e di nuovi strumenti che permettono all'utilizzatore di rendersi conto di quali altre persone ascoltano gli stessi contenuti, un canale di ritorno e condivisione che restituisce la dimensione dell'audience alla radio asincrona e ai palinsesti fai-da-te. Stitcher, scrive Beth Murphy sul blog della piattaforma "talk Web radio", «reinventa una esperienza di ascolto condivisa per la radio di notizie», tra l'altro una funzionalità, che può portare un vento di novità anche nella radio convenzionale

We love radio here at Stitcher and are always on the look out for new shows and podcasts. With Stitcher you’ve always been able to discover the latest news, sports and comedy the world is listening to. With our latest release, you’ll now be able to discover and share the best of talk radio with your friends. For the first time in the history of talk radio you can see what people are listening to, liking and adding to their favorites. We’ve worked closely with Facebook and are among the first mobile apps to deeply integrate the new timeline features. We’re obviously excited.
See what your friends are listening to all in once place, share your own favorites and view your Stitcher listening stats. You’ll also be able to discover new podcasts your friends are listening to via Facebook and share your favorite shows. This is a first for talk radio and new way to share the listening experience with the people that matter to you. Sign into your Facebook account from the app to start sharing your favorite shows. You can see how interesting and worldly your friends really are by checking out what they’re listening to, and hopefully discover something new.
You can always control what you decide to share – just click on your profile to change your settings. You can also swipe any individual activity to remove it from your history.
Since we launched our discovery engine, over a third of Stitcher listeners have discovered new podcasts through the “Listeners also like” section. The shared listening experience is now even more powerful as you discover and share your favorite shows. As always, keep us posted with your feedback and feature suggestions.

Stitcher dimostra che una radio asincrona di qualità è possibile anche fuori dall'ambito strettamente musicale (ma anche Pandora, bisogna dire, ha lanciato lo scorso anno dei contenuti non-musicali, aggiungendo migliaia di clip audio di quasi mille famosi "comedians", i tipici comici americani) e adesso cerca di ricreare su una piattaforma one-to-one lo stesso feeling di appartenenza del mezzo radiofonico one-to-many.
La radio asincrona, sottoforma di podcast scaricabile, sta conquistando del resto nuove posizioni nell'ambito del dibattito culturale e persino politico. Dopo la pletora di commentatori della talk radio americana che proseguono il loro discorso on-air anche su Web (quando non scelgono di abbandonare l'etere completamente), i casi di podcast mirati a audience particolarmente motivate si diffondono ovunque. James Whale, una degli "host" di punta della storica emittente londinese LBC (non a caso la "stazione dei dibattiti"), ha lanciato il suo James Whale Manifesto, una "trasmissione" con ospiti autorevoli che non viaggia via etere e si prefigge di alimentare la discussione sulla crisi economica, culturale, politica in cui versa la Gran Bretagna (non siamo i soli). Il Manifesto di Whale è ospitato sulla piattaforma Soundcloud.

30 settembre 2011

Mixcloud, i migliori podcast e i programmi radiofonici. In "cloudcasting"

Proseguono le iniziative mirate a creare un positivo cortocircuito tra l'incredibile mole di materiali sonori di pregio distribuiti attraverso Internet e gli ascoltatori che troppo spesso, forse, restano solo potenziali. Ho parlato recentemente di Audiopress e prima ancora di Mixcloud, una piattaforma britannica che ha inaugurato il concetto di cloudcasting creando un sistema di condivisione e accesso (basato sul modello dei micropost di Twitter) che funziona come una specie di guida ragionata a trasmissioni radiofoniche, podcast tematici, compilation e playlist.
In questo Mixcloud si distingue da altri servizi che magari privilegiano la singola canzone o al massimo il singolo album. Con questo strumento si ascoltano interi programmi.
Recentemente Mixcloud, che in questi giorni festeggia il suo secondo compleanno (lancio nel 2009 dopo la fondazione da parte di quattro amici della Cambridge University uniti dalla passione per la radio), ha aggiornato le sue applicazioni per iPhone e per Facebook, creando una interfaccia molto efficace per ascoltare (e suggerire, sullo stesso Mixcloud e sui social network) contenuti audio di alta qualità. Rigorosamente in modalità streaming.
All'apertura dell'applicazione la videata si presenta con quattro semplici icone per la scelta dei programmi più ascoltati dalla community Mixcloud e dei propri preferiti, o per l'accesso alle categorie del catalogo dei brani. In quest'ultimo si possono trovare contenuti musicali o talk, in genere podcast originali o da trasmissioni radiofoniche. Le estensioni social, che per esempio visualizzano su Facebook la lista dei programmi ascoltati, o che sul sito di Mixcloud consentono di seguire e essere seguiti, amplificano le chances di conoscere contenuti nuovi. Questa originale formula di Web radio si sostiene anche con gli accordi diretti con chi i contenuti li produce e può servirsi della piattaforma per estendere il proprio "reach".

24 novembre 2010

Il futuro della radio a Radio Popolare Roma

Sabato scorso ho partecipato, telefonicamente, alla trasmissione di Antonio Pavolini su Radio Popolare Roma dove abbiamo discusso, tra entusiasmi a disillusione, del futuro della radio. La registrazione completa si trova adesso sull'omonimo blog Conversational. Tutto il programma (qui trovate la sezione a esso dedicata sul sito dell'emittente, con i podcast archiviati) mi pare molto riuscito. Del resto stiamo parlando di un esperto vero. Come non ricordare che Antonio, con l'insuperato Pendodeliri, è stato uno dei pionieri del podcasting e della radiofonia asincrona. Lo ringrazio ancora e spero, con la comparsata di sabato, di non essermi definitivamente bruciato ogni possibilità di partecipazione futura alle sue iniziative.

24 settembre 2010

Non solo Jack Daniel's dal Tennessee...


Nuova puntata di Bandscan, podcast "nelle onde corte" di Chris Diemoz, con un divertito viaggio tra i pastori della Bible Belt americana. Ancora una volta imperdibile. Un elenco delle stazioni religiose può essere ricavato dal WRTH e dal database della FCC sulle stazioni in onde corte (quasi tutte a carattere denominazionale). Quante sono le denominazioni religiose di ispirazione cristiana, fuori dal mainstream delle religioni riformate "storiche", riconosciute negli Stati Uniti? Questo è molto più difficile dirlo. Secondo l'Hartford Institute for Religion Research, che cura una lista di denominazioni con i loro siti Web, sono più di 200. L'elenco è molto utile per farsi un'idea dei nomi che popolano i programmi della stazioni religiose in onde corte (non parliamo del mondo delle religiose locali perlopiù in onde medie). Wikipedia riporta una analoga lista delle denominazioni cristiane, assai più dettagliata e articolata. Io ho scovato un blog di un giornalista dell'Arkansas che riporta un fiume di notize: Bible Belt Blogger!

07 luglio 2010

Nuova sezione podcast RAI su iTunes Store


Dopo un impegnativo lavoro di allestimento con l'ostico linguaggio del CMS Apple, è andata online sull'iTunes Store la pagina dedicata ai programmi RAI disponibili nella formula podcast. Ecco l'immagine dell'apertura della sezione specifica:



Il banner della Rai fa bella mostra di sé anche nel rolling delle segnalazioni in cima alla prima pagina dello Store, insieme tra l'altro ai podcast di Radio della Svizzera Italiana:






18 maggio 2010

iPhone App di Radio RAI, boom dei podcast

Sembra che il lancio dell'applicazione per l'ascolto su Apple iPhone dei programmi Radio RAI abbia avuto una immediata ripercussione sulla popolarità del servizio podcast dell'emittente pubblica. Rispetto alla media della settimane che hanno preceduto l'uscita della app, la differenza riscontrata è di circa 75 mila podcast settimanali in più. E' un dato che mi sembra molto significativo. La radio non lineare di Radio RAI ha sempre sofferto, in termini di volumi di ascolto, per gli evidenti difetti di una interfaccia poco accattivante. Le cose sono migliorate con la creazione del nuovo portale Rai.tv, ma sono rimaste le magagne di uno strumento che non viene gestito con la necessaria puntualità. Il podcast di molte trasmissioni, inclusa la seguitissima lettura ad alta voce di grandi romanzi su RadioTre, risulta spesso non aggiornato, alcuni contenuti risultano non disponibili per vincoli normativi (diritti d'autore) che funzionano a singhiozzo, escludendo qualcosa e autorizzandone altre, senza apparente continuità. Del resto tutta la sezione radiofonica del portale della RAI continua a presentare, a dispetto dei recenti restyling, grosse pecche di uniformità. Programmi importanti non hanno uno spazio Web adeguato ai tempi, mancano le schede in sincronia con i palinsesti. E non parliamo della vessatissima questione dei forum di discussione, rimasti in una desolante e annerità metà del guado dopo che i responsabili hanno deciso la migrazione dalla vecchia interfaccia della Community Rai (bloccata alle nuove iscrizioni, nonostante diversi forum continuino a funzionare col vecchio regime), al nuovo luttuoso spazio che dovrebbe ospitare le opinioni dei cittadini abbonati RAI sulle trasmissioni e su temi di rilevanza sociale. Moltissimi utenti di questo spazio lamentano la scarsa leggibilità, la difficile accessibilità (in barba alla Legge Stanca), ma nessuno fa niente.
Ora basta una app ben azzeccata, con una interfaccia molto immediata, per un dispositivo che piace e di colpo la radio non lineare registra percentuali di crescita a doppia cifra. Mi sembra come dicevo molto indicativo. E mi sembra anche urgentissimo che RaiNet affronti il problema della presenza Web della nostra emittenza pubblica, prendendo a esempio la ricchezza e la completezza riservata ad altre emittenti dell'Unione Europea. Date un'occhiata all'incredibile brand unity dei siti di Radio France, alla quantità di informazioni fornite, con grande tempestività, per ciascun programma, alle funzioni di riascolto in streaming e in podcast (che spesso consentono di riascoltare il programma che vi siete perso a una settimana, quando non a un mese dalla trasmissione). Radio France tra l'altro lo fa su molti più programmi radiofonici, molto più "densi" dei nostri.
Il Web, fisso o mobile che sia, è una occasione formidabile, qualcuno dovrebbe farlo capire ai vertici RAI. A meno che non ci sia qualcuno che ritiene la radio un mezzo morto e sepolto perché non può mostrare le tette delle veline e le tronfie facce dei governanti.

28 aprile 2010

Radio RAI in tasca: dirette e podcast su Apple iPhone

Grande attesa questa mattina in viale Mazzini per il lancio della applicazione iPhone (scaricabile qui) di Radio RAI, anticipata sulle pagine di questi giornali. Tutti i palinsesti della radio, l'ascolto dei canali in diretta, le schede dei programmi e naturalmente l'accesso alla radio on demand, "non lineare" come si dice dei podcast. Alla piattaforma Apple faranno seguito altri sistemi operativi mobili "smart".
La popolarità dei podcast RAI sfiora il milione e mezzo di download mensili (marzo 2010) ma la gestione di questo aspetto del sito RAI (ecco per esempio la nuova pagina dei podcast di Radio 3) lascia spazio ad ampi margini di miglioramento. Il podcast di diverse trasmissioni non viene aggiornato con regolarità, per programmi molto popolari (un nome tra tutti, Ad Alta Voce, la lettura di grandi romanzi affidata a grandi attori, così apprezzata dagli ascoltatori di Radio 3 e dai non vedenti) ci sono anche problemi di diritti che nessuno ancora ha risolto definitivamente (non è facile, lo ammetto) ma che ostacolano la libera fruizione di questa essenziale modalità alternativa di ascolto. Chissà che questo non sia un primo passo per una definitiva soluzione al problema. E chissà che iPhone, la radiolina a transistor delle nuove generazioni - con buona pace dei fan della radio numerica DRM+ che si ostinano a considerarlo "un telefono" - non possa diventare il grimaldello per accedere all'infinito scrigno dei tesori d'archivio della nostra radiofonia.

Tutta la radio in tasca: l’applicazione Iphone di RadioRai

La direzione Radio Rai in collaborazione con Raitrade ha sviluppato e lanciato un applicazione Iphone che permette a tutti i possessori dello smartphone Apple di poter ascoltare e interagire con i programma di RadioRai. Questa iniziativa viene presentata nel corso di una conferenza stampa alle ore 10 nella sede Rai di Via Asiago dal direttore di RadioRai Bruno Socillo e dall’amministratore delegato di Raitrade Carlo Nardello alla presenza dell’onorevole Paolo Romani viceministro allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni.
L’applicazione, denominata “Tutta la radio in tasca”, è disponibile gratuitamente e dà la possibilità di far accedere agli utenti a tutti i contenuti di Radio1, Radio2, Radio3 e Isoradio in completa mobilità. Questa applicazione, disponibile ora solo per la piattaforma Apple e a breve anche per gli altri smartphones, permette di raggiungere un nuovo pubblico, sia in Italia che all’estero, abituato ad utilizzare questi terminali evoluti che permettono di rimanere connessi ad internet e poter ascoltare il proprio canale di RadioRai preferito in piena libertà di movimento e creandosi, utilizzando il podcast, il proprio palinsesto personalizzato. E’ infatti possibile ascoltare i canali radio in diretta streaming, consultare il palinsesto e le schede di ogni singolo programma e visualizzare video e immagini relative al mondo di RadioRai e scaricare le proprie trasmissioni preferite in podcast. Inoltre attraverso l’applicazione è possibile interagire direttamente con i programmi inviando messaggi ai conduttori utilizzando il proprio smartphone e ascoltare in anteprima la playlist musicale dei tre canali radio delle Rai.
Con questa applicazione il servizio pubblico di RadioRai offre i suoi contenuti nel mondo delle applicazioni smartphone attraendo un nuovo pubblico che usa sempre di più questi terminali per ascoltare la radio o per cercare notizie e approfondimenti.
Quest’iniziativa si va ad inserire nella complessa offerta multimediale di Radio Rai costituita dal portale Internet www.radio.rai.it e da otto sottoportali che permettono di fruire online i contenuti dei nostri canali che generano un traffico di oltre tredici milioni di pagine viste al mese (dato di Marzo 2010 – Fonte Site Census Nielsen). Tutti i programmi delle tre reti e di Gr Parlamento sono disponibili anche in podcast per l’ascolto su lettori portatili mp3 o sul computer e la fruizione di questa tipologia di radio “on demand” ha superato ampiamente il milione di download al mese (1.453.000 download nel mese di Marzo 2010).

12 ottobre 2009

Internet radio Nokia: alta qualità, margini di crescita


Ho colto l'occasione del comunicato stampa ricevuto l'altro giorno e pubblicato subito su RP per chiedere di sperimentare dal vivo le funzionalità Nokia Home Music, la nuova Internet radio arricchische la gamma di prodotti marcatamente musicali del colosso dei telefonini. Venerdì mi è arrivato un esemplare del dispositivo e l'ho messo alla prova in questo fine settimana. Mi sono fatto l'idea di un apparecchio di qualità superiore alla media - e in questo senso si vede in azione la forza del brand Nokia rispetto alle società più di nicchia che hanno fatto da apripista in un settore tanto innovativo dell'elettronica di consumo - che ha ancora parecchio margine di miglioramento.
Nokia Home Music, NHM per brevità, appartiene alla categoria che personalmente definisco delle Internet radio ibride. La sua funzione principale è quella di potersi sintonizzare - senza pc, direttamente via interfaccia Wi-Fi o Ethernet cablata - sulle ormai numerose stazioni radio che ripetono via Web un segnale già diffuso via etere o che ne generano uno apposito per la "piattaforma" Internet. Ma questa è solo una delle possibilità di un dispositivo che abbraccia la nuova tendenza all'universalità, alla musica "on any platform" che contraddistingue l'industria multimediale. Home Music amplia la sua offerta audio con un sintonizzatore FM (con RDS - anche se curiosamente le specifiche sul manuale non lo dicono - e con passi di sintonia di 50 kHz) e con la possibilità di abbonarsi ai podcast del Web attraverso una apposita directory o inserendo il codice XML dei feed RSS. Inoltre, Home Music funziona come client UPnP e riproduce la musica del personal computer o del dispositivo UPnP connesso alla stessa rete locale. Una serie di porte permette inoltre di ascoltare la musica di player e chiavette USB, e in uscita di connettere Home Music verso casse, amplificatori e altri sistemi di riproduzione (prese RCA, S/PDIF e jack altoparlanti/cuffie).
La prima impressione fuori dalla scatola si concentra sulla solidità del dispositivo, sull'ampiezza e la leggibilità del display, sulla qualità e la potenza dell'audio riprodotto. NHM possiede un design elegante e una delle migliori interfacce utente che abbia visto, anche se l'ergonomia dei pulsanti frontali potrebbe essere migliore. L'apparecchio può essere gestito anche da telecomando che sicuramente rende la navigazione è più pratica e veloce. Peccato che il telecomando fornito nella mia confezione avesse un difetto nella ghiera del pulsante centrale che ha reso difficile spostare il cursore del display in direzione destra. NHM è un dispositivo costoso, più di altri, ma per come si presenta è un prezzo tutto sommato in linea con una qualità molto marcata.
All'accensione NHM cerca subito una connessione di rete Wi-Fi, per impostare l'accesso alle reti protette si deve semplicemente immettere la password con la tastiera emulata sul display. E' una tastiera molto visibile ma come per tutte le versioni emulate immettere i caratteri è sempre un'impresa. Mi sentirei di suggerire a Nokia qualche miglioria a tale proposito: per prima cosa sarebbe bello avere dei tasti per lo spostamento del cursore sui singoli caratteri di stringhe alfanumeriche che possono essere molto lunghe (ora per correggere o inserire un carattere mancante è necessario cancellare tutto); inoltre trovo veramente macchinoso dover passare dalla sezione alfabetica della tastiera a quella numerica solo per inserire una cifra che nelle URL delle stazioni radio sono molto frequenti, non si potrebbero avere cifre e lettere in una unica videata? Le cose vanno un po' meglio con il telecomando, peccato che quello provato da me fosse difettoso. In ogni caso bastano pochi minuti per rendere completamente operativa la radio. A questo punto basta scegliere in contenuti da ricevere. NHM ha una sezione FM di ottima qualità con funzione di RDS e Radiotetx. La ricerca della stazione può avvenire per scansione della banda o per sintonia diretta in passi da 50 kHz. Ogni canale impostato può essere associato a una etichetta col nome e memorizzato tra i preferiti, nome che può essere impostato a mano o ritagliato dall'identificativo RDS. In modalità "scanning" è possibile avanzare con la frequenza agendo sulle apposite frecce. Qui l'ergonomia lascia un po' a desiderare, forse sarebbe opportuno programmare la ghiera di selezione anche per spostare in avanti o indietro la frequenza di sintonia.
La ricerca delle stazioni su Internet avviene invece per nazione, lingua o genere e dovrebbe far riferimento al Nokia Internet Radio Directory che alimenta anche telefonini e Internet tablet dello stesso costruttore. Come potete aspettarvi è la funzionalità che ho esplorato più a fondo. La scelta di canali preimpostati nella directory può essere ampliata immettendo la URL della Web radio desiderata, ma qui comincia a manifestarsi il vero punto debole di NHM. La lista di stazioni di Nokia non è molto completa, mancano moltissimi broadcaster pubblici europei e purtroppo non è sempre possibile ovviare con l'immissione di una URL nuova. NHM sulla carta supporta stream di tipo MP3 e WMA (non c'è il supporto dell'audio Real Media che viene invece precisato tra le specifiche del player Nokia a bordo di certi telefoni e della Internet tablet). Molte stazioni pubbliche utilizzano Real e pertanto non si possono ascoltare. In teoria NHM dovrebbe supportare anche diversi formati di metafile per l'accesso agli stream, in particolare m3u, pls, asx. Purtroppo le cose non sono così semplici, il più delle volte ho passato diversi minuti per immettere URL molto lunghe con la tastiera emulata e alla fine NHM mi ha risposto con un laconico "formato non supportato". In alcuni casi la ricezione può avvenire modificando il tipo di protocollo (da http:// a mms://) o omettendolo, o ancora esplicitando i metafile e sostituendoli con la URL diretta allo stream. Ma è un lavoro complicato e senza nessuna garanzia di successo, troppi stream mi sono risultati inaccessibili e questo in un prodotto di standard qualitativo così elevato è un altro difetto importante. Sono sicuro che le cose possono cambiare, anche perché NHM utilizza software open source ed è sempre possibile modificare le cose (il costruttore si offre persino di inviare un CD con i sorgenti), si tratta di vedere se Nokia avrà interesse nel far evolvere questo prodotto e come. Al momento direi che la scelta di stazioni preimpostate sul server non è particolarmente estesa e che l'aggiunta di nuovi canali tramite URL può contribuire solo in parte a risolvere il problema.
Come per le stazioni radio, esiste anche un catalogo preimpostato di audio in formato podcast. E come per le stazioni NHM offre l'opportunità di memorizzare anche i podcast preferiti inserendo il rispettivo feed XML. Ho dovuto fare qualche prova, verificando che è meglio inserire le URL senza l'indicazione esplicita del protocollo HTTP:// ma sono riuscito senza altri problemi a impostare i podcast di RadioRai e ad ascoltare, per esempio, le letture di Alta Voce da Radio3. Malgrado la natura "scaricabile" del formato podcast, NHM non consente di effettuare alcuna operazione di salvataggio su un supporto esterno, pur essendo dotata di una porta USB dedicata alla lettura dei file audio salvati su chiavette e altri dispositivi. La mancanza di una funzione di salvataggio è comprensibile, Nokia dev'essere preoccupata, come tutti i grossi operatori, dalla questione diritti digitali, ma per un apparecchio del genere è un limite: sarebbe molto bello se NMH potesse gestire anche il download dei podcast.
Con NMH sono riuscito, devo dire per la prima volta su Mac OS X, a riprodurre i contenuti musicali del mio Mac "trasmessi" in rete locale con il protocollo UPnP. Mac OS X Leopard non supporta nativamente il protocollo ma esiste un certo numero di client e server da installare. Ho provato con successo Allegro MediaServer (a pagamento) e un programma molto interessante della britannica TvMobili (free, multipiattaforma), che permette di condiviere i contenuti custoditi sul disco del pc con dispositivi in rete anche remotamente, via Internet. Una volta caricato il server e configurata la condivisione della cartella Musica sul Mac, l'ascolto dei brani attraverso Nokia Home Music è davvero immediato: si sceglie la funzionalità Jukebox e sul display compare automaticamente il server UPnP. Selezionandolo, i file custoditi sul disco compaiono direttamente nell'elenco di file riproducibili sul dispositivo esterno. Se avessi collegato NHM a un impianto stereo avrei potuto trasformarlo in un media server molto intuitivo.
Ci sono diversi aspetti che non convincono del tutto in Nokia Home Music, una piattaforma peraltro completa e molto promettente. L'elenco delle stazioni impostate nella Nokia Internet Radio Directory sembra un po' limitato e NHM mi sembra troppo schizzinosa con le URL personalizzate: troppo spesso lo stream non può essere riprodotto e manca il supporto del formato Real Media. Lo stadio di ricezione FM è sicuramente valido ma proprio per questo non riesco a spiegarmi del tutto perché Nokia non abbia voluto aggiungere all'FM anche la radio digitale DAB. So che in questa industria la situazione è molto complessa e che Nokia probabilmente non può operare le stesse scelte dei costruttori tutto sommato di nicchia che oggi alimentano il mercato dei ricevitori DAB/ADB+. Certo è che un dispositivo Nokia compatibile con la radio digitale Eureka 147 (o, negli USA, con Ibiquity) sarebbe un segno molto eloquente, senza contare che Nokia stessa potrebbe rivestire un ruolo non secondario nello sviluppo di componenti per gli standard radiofonici numerici. Mi chiedo se la presenza della sola FM analogica nella NHM debba essere inserita in uno scenario di contrapposzione tra radio digitale e radio via Internet (fissa o mobile che sia).
E' un prodotto riuscito? Per molti versi lo è e non escludo che possa contribuire a rendere ancora più diffuso l'ascolto della radio via Internet. Dal mio punto di vista Nokia Home Music ha qualche pecca e il suo prezzo consigliato, 399 euro, mi sembra piuttosto elevato. I numerosi aspetti positivi evidenziati invitano però a non distogliere lo sguardo da una piattaforma di accesso ai contenuti audio che ha molte cose da dire alla attuale concorrenza. L'uso del software open source mi fa credere che la Internet radio Nokia possa evolvere in modo significativo.

22 settembre 2009

MixCloud, la radio futura (ma senza presente)

Rimango sempre un po' basito davanti a chi si interroga sul futuro di tecnologie che hanno a malapena consolidato un incerto presente, ma l'esperimento di MixCloud - apparso ora su PodcastingNews (grazie Francesco) - mi pare degno di menzione, anche se sono spinto a chiedermi se questo sia piuttosto "il futuro del podcasting".
Le intenzioni dei fondatori di MixCloud, startup attiva negli Usa e in Gran Bretagna che si autodefinisce la YouTube dell'audio, sono di "rendere la radio più democratica" attraverso un sito che possa mettere in relazione il navigatore di Internet con la sua estesa offerta per l'orecchio. Una offerta che comprende sia i canali radiofonici tradizionali, sia i podcast, le registrazioni live, le compilation di brani, iansomma l'insieme di stream e file sonori che sono in qualche modo accessibili in rete ma di cui tendiamo a ignorare l'esistenza. E' l'ormai angoscioso problema di un contenuto alla perenne ricerca di qualcuno che lo prenda in considerazione. Questa azione di "cloudcasting" (ogni contributo audio si chiama infatti cloudcast), MixCloud cerca di realizzarla attraverso gli strumenti sociali del Web 2.0, come la creazione di canali personalizzati e naturalmente con un bell'elenco ricercabile per tag, personaggio, artisti e quant'altro. Sembra che siano già un migliaio i deejay iscritti, e vedo che ci sono anche fonti famose come BBC Radio 1.
Interfaccia accattivante, tutto funziona, tutto "si sente". Ma io comincio a chiedermi che funzione riusciranno mai a svolgere gli aggregatori come MixCloud e se per caso queste guide, directory, meta-quelchevolete non rischiano di diventare ancora più dispersivi del medium che cercano in qualche modo di contenere. Ci sono decine, forse centinaia di questi esperimenti. Chi aggregherà gli aggregatori di questa radio che si ascolta senza radio, ma anche senza avere la minima idea di che cosa c'è da ascoltare?


What is Mixcloud? from Mixcloud on Vimeo.

18 luglio 2009

Radiopassioni, il forum. La parola alla parola

Quello che vedete qui accanto e sopra, sotto l'intestazione, è il banner che porta a un nuovo spazio online che ho deciso di affiancare al blog. Com'è facile intuire, Radiopassioni, il forum vuole facilitare la discussione tra i lettori in un modo più focalizzato sui contenuti della radio, sull'approfondimento di tematiche culturali, musicali e sociali, in una parola su quant'altro non trovi posto sul blog, che resta orientato verso le notizie e le questioni tecniche. Se il diario di Radiopassioni parla della radio, il forum riguarderà ciò di cui la radio parla, cominciando dai programmi di qualità diffusi via etere e via Web, in lingua italiana e no. Accanto alla discussione e alle segnalazioni, ci sarà lo scambio diretto di registrazioni personali, podcast, riferimenti alla reperibilità di contenuti archiviati: materiali di cui spesso gli appassionati della radio ricercano, per le loro collezioni o per l'occasionale riascolto.
Il meccanismo della discussione in cui spero di coinvolgere tutte le persone interessate ai programmi radiofonici, sarà quello classico dei forum su Internet: i messaggi inseriti in una serie di aree tematiche generali (che sono preimpostate), sotto l'insegna di uno specifico "thread" (che ciascun iscritto alla community può invece liberamente inserire). Come motore software ho scelto quello proposto un nuovo provider americano, Lefora, che mi è sembrato interessante. Partecipare a Radiopassioni, il forum non è difficile e la sola lettura dei messaggi non richiede iscrizione. Quest'ultima è necessaria solo se si vuole partecipare alla discussione.
La novità nella novità è che il forum di Radiopassioni non è un progetto di Andrea Lawendel. La sua vera anima è mariu (il nick ha perso il previsto accento sulla u perché molto siti Web non l'accettano in corso di registrazione), attenta lettrice e chiosatrice del mio blog. E' lei ad aver ispirato, con la sua straordinaria competenza critica, il suo modo generoso e disinteressato di partecipare ad altri gruppi di discussione su Internet - "I nostri podcast" sulla community online della RAI, o "Raipodcast", analoga area di dibattito e scambio che mariu co-gestisce su Yahoo - questo nuovo spazio dedicato a tutti coloro che amano ascoltare e soprattutto riascoltare la radio.
Con l'aiuto di mariu - che farà da co-moderatrice - Radiopassioni, il forum ha già attraversato una lunga fase di gestazione, dovuta soprattutto al lavoro di traduzione dall'inglese all'italiano dell'interfaccia utente Lefora. A seconda delle impostazioni linguistiche del vostro browser potete scegliere se accedere a Lefora nell'originale inglese o attraverso i comandi italiani. Come vedrete il lavoro non è ancora concluso e se con mariu abbiamo voluto inaugurare ufficialmente un sito che finora era rimasto silente ed è stato classificato solo dai motori di ricerca, è anche perché abbiamo bisogno di "beta tester" che ci aiutino a segnalare gli errori e i vuoti di traduzione.
Non sappiamo quanto la nostra iniziativa sarà apprezzata e riuscirà a crescere. mariu e io confidiamo possa colmare una piccola lacuna informativa in un mezzo multimediale che dà parecchia importanza alla radio senza tuttavia dedicarle l'attenzione, l'amore che merita.
Buona conversazione sul forum di Radiopassioni!
http://radiopassioni.lefora.com

23 aprile 2009

E se Stern lasciasse Sirius per iPhone?

Sempre attraverso Podcasting News (grazie ancora una volta a Francesco) arriva una curiosa analisi statistica effettuata da Chris Bulger, della società specializzata in "Web analytics" (misurazione dell'audience dei siti Web) Compete. Bulger dice di essere riuscito a contare gli ascoltatori che accedono ai contenuti della radio satellitare Sirius XM attraverso Internet, aspettandosi di trovare una popolazione piuttosto variegata, con tanti canali ascoltati da piccoli gruppi. E invece no. Anche su Internet la parte del leone nel bouquet offerto da Sirius la fa il famoso e irriverente DJ Howard Stern, lo "shock jock" (come dire il dj-choc) più famoso d'America. Quasi il 30 % dell'audience di Sirius su Internet si sintonizza sui suoi programmi. A questo punto Bulger si chiede che cosa succederà a Sirius qualora Stern dovesse davvero decidere di andarsene, come si va dicendo da mesi. Per farlo restare, l'operatore guidato da Mel Karmazin dovrebbe sborsare un sacco di soldi che non ha. Ma se lo lascia andare, rischia di perdere preziosi abbonati.
Bulger si spinge a ipotizzare che Stern potrebbe anche decidere di mettersi in proprio su Internet, con una Web radio o un podcast. «E se nel 2011 - si chiede l'analista - l'applicazione per iPhone più gettonata fosse proprio un Howard Stern for iPhone?". Podcasting News segnala per esempio che alcuni conduttori radiofonici famosi stanno già optando per il podcast. Uno di loro si chiama Adam Carolla e avrebbe raggiunto in pochi mesi una audience di un quarto di milione di navigatori che scaricano i programmi di Carolla Radio http://carollaradio.com/. Fino a febbraio e negli ultimi tre anni Carolla aveva uno show mattutino su CBS Radio. Qui trovate uno degli ultimi podcast, Carolla and Mike Tyson.

The ‘King of All Internet Radio’
Written by Chris Bulger April 20th, 2009

For the past few years, I have not only been a Sirius Satellite Radio subscriber, but also one of its biggest fans. Sirius replaced the unmanageable amount of mix CD’s that littered my car and put all the music and entertainment in one small piece of equipment. Sirius has also changed the way I listen to music at work. On in the background all day, Sirius Internet Radio provides me with the soundtrack to my daily life. While some days call for an upbeat tempo with Sirius Hits 1 and some days require a more mellow choice like Cinemagic, my channel of choice is Howard 100. And who can blame me - the home of chaotic entertainment that is amusing day after day, providing everything from the ‘Wack Pack’ to Robin’s News. I wanted to know if others shared in my loyalty to Howard 100 when listening to Sirius Internet Radio, and if not, what are the subscribers listening to?

To do this, I looked at the population of Sirius Internet Radio listeners and then analyzed what channels they are tuning into during a month. Keep in mind that one listener can fall into multiple buckets throughout the month. Here’s what I found:

  • Howard is King: 28.4% and 16.1% of Sirius Internet Listeners tune in to Howard 100 and Howard 101, respectively. Just like in his days of old on terrestrial radio, Howard Stern continues to be the most listened to channel.
  • Rock and Pop lead in the music categories: Sirius Hits 1 commands the top music channel with 10% of Listeners heading to this channel. However, while people are tuning in to hear the latest pop hits, just as many people are tuning in to listen to the two classic rock channels (Classic Rewind and Classic Vinyl).
  • While not on the list here, Sirius NFL Radio does break into the Top 10 listened to channels during the NFL season. 9.3% of Sirius Internet Unique Listeners listened to Sirius NFL Radio in September ‘08. This was #4 overall!
  • Online listeners love their caroling: Sirius XM Pops and Cinemagic, two channel dedicated to Holiday music, were in the Top 10 listened to channels in December ‘08. Cinemagic was the 2nd most listened to channel in December ‘08 with 14.2% of Sirius Internet Listeners listening to Holiday music. The top channel was still Howard 100.

With a large percentage of listeners tuning into Howard 100 and Howard 101 on SIRIUS Internet Radio, what will happen to Sirius XM Radio if Stern were to leave at the end of his contract in 2010? Howard Stern commands a large audience, many of which might cancel their service if Stern were to leave at the end of his contract. As Internet Radio continues to grow, Stern’s next move could be to bring his own channel to the World Wide Web. I can see it now, the Stern Internet Radio iPhone app being the biggest app of 2011.

10 aprile 2009

Miss Julia e la mappa sonora della città del Jazz

Il suono "ventoso" del tram di St. Charles Street a New Orleans è solo una delle tante tessere del mosaico sonoro che il wiki di Opensoundneworleans sta costruendo con la collaborazione degli abitanti della città sul Mississipi, ancora convalescente dalla terribile inondazione subita nel 2005. Bellissimo intendimento, questo della mappa sonora della capitale del Jazz, una storia raccontata da Podcastingnews e prontamente intercettata da Francesco. La motivazione alla base di questo lavoro, affermano i promotori sul loro sito è la memoria dei suoni dell'esistenza quotidiana della città, il rumore e la musica prodotta dalle sue infinite sinapsi architettoniche, infrastrutturali, commerciali, umane. L'anima acustica di New Orleans. “Archiving the sounds of our city as everyday people hear them, move through them, and create them, is an act of preservation.” Un atto di conservazione e di amore per le piccole effimere cose che ci circondano, che forse non servono a null'altro se non a fare da contrappunto alle mappe interiori che tracciamo continuamente di noi stessi, senza riuscire sempre a orientarvici dentro. E non è poca cosa. Le voci oltretutto comprendono anche delle brevi interviste ai passanti, agli ambulanti, alle persone che frequentano e lavorano nelle strade. L'autrice della registrazione del suono prodotto dai caratteristici trammini che percorrono St. Charles verso il mitico Garden District si chiama Julia Botero e di sé scrive una autobiografia bellissima che per una volta vi voglio tradurre:
I due grandi amori nella vita di Julia sono le storie e i suoni. Di giorno lavora come sound editor a una stazione radio, di sera registra i suoni della città e di notte rimugina le idee per nuove registrazioni. Prima di traslocare a New Orleans in gennaio ha studiato per imparare come si raccontano le storie con i suoni. Se non fosse per il notiziario culturale di radio WWOZ, "Street Talk" e per questo sito Web, potrebbe trascorrere meno tempo con le sue storie e le registrazioni e molto più tempo a fare cose che non ama.
La stazione radio "Jazz& Heritage" dove lavora Julia e il programma Street Talk possono essere ascoltati in streaming su Internet o, la prossima volta che capitate a New Orleans (e se dovete andare una volta nella vita in America scegliete quella città) sui 90.7 in FM.
Il progetto è uno dei tanti esempi di citizen medium che fioccano ormai sulla rete e mi pare facilmente replicabile in qualsiasi centro urbano. Con la diffusione dei telefonini capaci di registrare brevi appunti vocali forse non è neppure necessario distribuire dei registratori ai volontari che decidono di catturare i suoni. Forse non tutte le città sono interessanti e uniche come New Orleans, ma sono convinto che ciascuna di loro, ha un suo paesaggio sonoro esclusivo, inimitabile da preservare in qualche modo.

Open Sound New Orleans Links Sound To Place
Apr 8th, 2009 | By Elisabeth Lewin

Calling itself “a collaborative soundmap of the city,” the site invites New Orleanians to share the recorded sounds of their lives.
Recording equipment is loaned to community organizations, neighborhood groups, and individuals to facilitate a wide range of “dispatches” from around the city. Sounds are archived and organized geographically on a soundmap of the city (pictured, right).
Pins on the Google map of New Orleans are color-coded to designate whether they are music, conversation/interviews (or prayers), ambient noise (footsteps on a street, frogs and crickets in the trees), recently added recordings, or currently featured sounds.
Clicking on a map pin will open a window to the recording, with options to stream or download the sound. Users can also search the library of recordings from a list, sorted by categories. You can also get directions to each of the sounds’ locations through the mapping program.
I didn’t mean to, but got completely sucked into trying out one curiously-named sound bite after another. The sound library is fascinating and the entries are diverse.
The group describes their motivation behind the sound-collecting project: “Archiving the sounds of our city as everyday people hear them, move through them, and create them, is an act of preservation.”
Not a podcast per se (there is no RSS feed to automatically receive new additions to the collection), this is a thought-provoking use of digital media (like audio recordings) mixed with free technology (like Google Maps), to make creative and useful new mashups.

13 marzo 2009

Dai podcast a Radio Nacional per il re dell'hip hop

Un quartiere operaio di Madrid, barrio bajo per eccellenza il Pan Bendito, "pane benedetto". Un cantante hip hop che in questo quartiere è nato, eleggendolo a scenario e co-protagonista dei suoi lavori, fino a scalare le classifiche della popolarità e dei premi. Juan Manuel Montilla, in arte El Langui, ha raccontato le storie del Pan Bendito, dei suoi personaggi, della nuova società della capitale spagnola in Radio Taraskà, un podcast che ha accumulato cento puntate settimanali diffuse via Internet negli ultimi tre anni. E ora passa alla radio "vera", con una trasmissione serale che andrà in onda a partire da stasera, alle 19, sulle frequenze di RNE Radio 3, il canale musicale giovanile di Radio Nacional de España. Una bella persona, El Langui, simpatico, alla mano, con quella pronuncia madrilena che ti spiazza, la continua invenzione linguistica di un idioma pazzescamente duttile e travolgente. L'articolo sul sito del quotidiano El Mundo è accompagnato da una videointervista molto divertente in cui El Langui appare inquadrato nella habitación de 5 metros cuadros che fa da studio di registrazione del suo podcast (reperibile sul sito ufficiale della band, La Excepción).

RADIO | Estreno en Radio 3
'Radio Taraská': la voz de los barrios bajos
Yago Portillo | Madrid Actualizado viernes 13/03/2009

Junto a una mercería y una panadería, aparece bajado el cierre metálico de comercio de uno de los primeros locales construidos en el barrio de Pan Bendito en los 80. Nadie podría pensar que unos chicos de barrios bajos pudieran guardar en un sitio así su mejor secreto: 'Radio Taraská'.
Este programa forjado durante tres años en internet, llega ahora aRadio 3 (cada viernes, 19:00 horas), de la mano de su presentador y director, Juan Manuel Montilla, alias 'El Langui', miembro de La Excepción y lanzado desde que consiguiera dos Goya por su participación en 'El truco del manco'.
A la entrada no hay ningún cartel identificativo. Tampoco hay más timbre que el de los golpes de algunas madres en su cierre para comprobar si sus hijos se encuentran en el interior. Igual que cuando ellos eran pequeños y rondaban por el 'poli'. 'Aún no han llegado', dice haciendo la prueba la madre de 'La Dako', extrañada por la visita.
Llega Juan Manuel con un amigo que recuerda a Bud Spencer en versión gitana. Suben el cierre y abren una puerta morada 'grafitteada' por la que cada viernes pasan decenas de personas."Este es un lugar abierto a todos. Esto es la esencia del estudio y nosotros queríamos conservarla, sentar aquí al entrevistado, acostumbrado a grandes instalaciones, porque es muy bonito".
Una vez dentro, uno se da cuenta de esa esencia y de que este "estudio representa la amistad". Una foto gigantesca del barrio forra toda la pared frontal mientras aparece aparcada a un lado la 'motillo' especial de 'El Langui'; pósters de la Excepción y del equipo, una diana e, incluso, una tabla de resultados de la pasada Eurocopa decoran el resto de paredes. Cuatro sillones enmarcan una habitación con restos de la última reunión de amigos.
De primeras, no hay nada que nos recuerde que aquí se graba un programa. Sólo al fondo, una pequeña mesa negra con varios micrófonos de RNE y a su derecha los controles, la mesa y el ordenador desde donde 'la Dako' "se pone a los mandos del programa, lo edita y guarda su cestita de mimbre repleta de buenos temas", explica 'el Langui'."De aquí salen muchas ideas que podemos archivar aunque no preparemos en ese momento el programa".
Y es que para ellos, el programa es una sincronía entre el guión y la improvisación: "El guión es muy importante, aquí están los guiones y las escaletas. Que somos profesionales (advierte entre risas). Pero la improvisación también es muy importante, te mantiene despierto. A mí me gusta exprimir a los chicos, sacarles del guión".
De este modo, la preparación previa es fundamental en 'Radio Taraská'. Si el viernes graban, el miércoles están manos a la obra. No importa que la duración haya pasado de dos a una hora. "Durante la semana preparamos el guión, las entrevistas... Vemos quién será el invitado, las secciones, los 'jingles', las cabeceras y sobre todo, quién se dejará caer por aquí".

Los otros protagonistas
Ahí entra el resto del plantel. Entre ellos, destaca Rellenito Makeinjan, co-presentador del programa y voz distintiva donde las haya. "Es el más 'pesao' del barrio, pero su talento se lo ha ganado a pulso. Es de esas personas que cuando está cerca no la soportó, pero cuando está lejos, la echo de menos".
Junto a 'Rellenito', está Josete, el rey de las imitaciones y los personajes. "Se sienta y te crea los personajes según las características que tú le pidas".También está Andrés Anguita, el único periodista, y, por supuesto, la mascota y "alma del programa", la zarigüella, elegida por ser el apodo de Juan Manuel y, sobre todo, por dar nombre al programa. Si alguien muerde y da buenas 'taraskas', esa es ella.
Sólo Anguita y 'el Langui' han tenido alguna relación con los medios. Aún así, eso no ha impedido que en 'Radio Taraská' todos emprendieran una aventura nueva, dar forma a su pasión por la radio sin más planes que "hacer del humor su gran receta y su vehículo. Para 20 penas, 30 risas".

100 programas y 30.000 oyentes
Quizás esa es la clave por la que 'Radio Taraská' ha superado los 100 programas y ha reunido todos los viernes a más de 30.000 oyentes. O quizás por esta razón, Toni Garrido, para 'el Langui' 'el padrino' de Radio Taraská , decidió otorgarles un minuto de emisión en sus programas en la Cadena Ser y RNE, considerando "que ellos tenían el alma de la radio".
Lejos quedan los recuerdos en los que 'el Langui' y sus amigos experimentaban "en los cinco metros cuadrados de habitación de 'La Dako'" pasándose un micrófono y preguntándose: "¿Esto llegará a buen puerto?".
Parece qué sí. Para muchos, se han convertido en la voz de los menos escuchados. Para otros, en buenos representantes del 'Pan Ben'. Lo que es seguro es que en esta nueva etapa, 'El langui' no es una excepción. "Yo soy uno más. Yo no he inventado nada, los que inventan son ellos".


16 febbraio 2009

Conversations Network, il disgelo dei podcast d'autore

Ti prende davvero come una morsa di ghiaccio la recensione che la scrittrice Melania Mazzucco ha pubblicato ieri sul supplemento culturale del Sole 24 Ore. L'occasione è un libro del raffinato scrittore e filosofo austriaco Christoph Ransmayr, erede di una tradizione densa di nomi che spaventerebbero i cervelli letterari meglio dotati, un libro non nuovo perché uscito diversi anni fa in edizione numerata, per essere ripreso solo qualche anno fa dagli editori austriaci e tradotto l'anno scorso in italiano con il titolo Gli orrori dei ghiacci e delle tenebre che riprende fedelmente un originale ancora più suggestivo, perché onomatopeico e etimologico, Die Schrecken des Eises und der Finsternis (finster, la tenebra, tanto che Cuore di tenebra di Conrad si traduce così in tedesco, deriva probabilmente da finis terrae, pazzescamente appropriato visto l'argomento del testo di Ransmayr).
Nel racconto si narra l'impresa poco conosciuta di una nave con equipaggio austroungarico e italiano e istriano, salpata da Tromso nel 1872 per raggiungere il polo nord geografico. La Admiral Tegetthoff nel giro di pochi giorni fu catturata dai ghiacci e per due lunghi inverni l'equipaggio lottò in condizioni che definire estreme è poco. La nave non fu mai liberata e gli esploratori non raggiunsero mai la loro meta, ma riuscirono a dare il nome all'arcipelago Franz Jospef Land, a est delle Svalbard. Sulla sfortunata spedizione di Julius von Payer e Carl Weyprecht c'è una ottima voce di Wikipedia tedesca e uno studio scaricabile grauitamente curato dal fotografo e ricercatore austriaco Andreas Pöschek.
Lo splendido inquadramento donatoci dalla Mazzucco offre al Sole lo spunto per una seconda pagina dedicata al problema dei ghiacci artici in forte contrazione a causa del riscaldamento delle acque. Ma è tra la vita di Ransmayr stesso come scrittore e il contributo che Clara Somajni, nella sua rubrica Cultweb, offre a corredo di questa glaciale apertura del quotidiano economico, che mi inserisco io per perseguire i miei interessi nei confronti della parola parlata.
Intanto ho scoperto che Christoph Ransmay pubblica i suoi romanzi anche in forma di audiolibri letti direttamente da lui. Vi metto qui i riferimenti a Die Schrecken, pubblicati in sei CD dalla Deutsche Grammophon nel 2004 (con una recensione che ho trovato su Literaturhaus.at) e a un'altra versione audio di un libro di Ransmayr, Die fliegende Berg, pubblicato in Italia da Feltrinelli con il titolo La montagna volante (Ransmayr è amico personale dell'alpinista Reinhold Messner (qui una bella intervista allo scrittore che parla dei suoi viaggi con l'amico Reinhold in Tibet, Nepal, Cina).
Clara invece fornisce un paio di link a due iniziative che secondo me sono straordinarie. Spokenword.org è un portale Web da poco inaugurato da Conversations Network, una società no profit californiana che riunisce un gruppo di produttori multimediali e appassionati che hanno come obiettivo la creazione, la raccolta e la registrazione di materiali sonori (in particolare testi di lezioni, conferenze e dibattiti). Con Spokenword potete effettuare ricerche mirate su qualsiasi argomento e avrete la possibilità di accedere ai podcast e agli archivi audio con materiali bellissimi, raccolti in tutto il mondo da una rete di volontari. Ecco il manifesto dell'iniziativa:
Every day scores of educational, inspirational and entertaining conference sessions, lectures, debates and other spoken-word presentations are lost. They simply evaporate because no one records them. Some of these presentations are by the greatest and most inspiring minds of our time, and many would be important to people in the far reaches of the planet, if only they could hear them.
The Conversations Network helps people capture, produce, preserve, find and share recordings of spoken-word events in three ways:
SpokenWord.org is the best place on the web to find and share audio and video recordings of spoken-word events and programs. SpokenWord.org is a directory and search engine of programs published elsewhere on the Web and submitted to our database by people like you.
Curated Channels such as IT Conversations and Social Innovation Conversations produce and publish carefully selected conferences and unique interviews. Our part-time writers and audio engineers are located in every corner of the planet, and are led by a staff of senior producers and managers.
PodCorps.org is our grassroots army of volunteer audio and video stringers who record events and interviews worldwide. The Conversations Network operates an online service that matches events and television, radio and Internet producers with PodCorps.org stringers and supports our community.
The Conversations Network is a California nonprofit public benefit corporation
Ed ecco infine la recensione degli Orrori del ghiaccio e delle tenebre in versione audiolibro, per chi ha la fortuna di poter leggere e ascoltare il tedesco.

Die Schrecken des Eises und der Finsternis
Autorenlesung 6 CDs Gesamtspieldauer 6 3/4 Std. ISBN 3-8291-1389-7 Berlin: Deutsche Grammophon, 2004

In einem der Exkurse, die der damals dreißigjährige Christoph Ransmayr seinem 1984 erschienen Roman "Die Schrecken des Eises und der Finsternis" einfügte, wird ein fundamentales Prinzip unserer Erinnerungskultur beschrieben: "Wer auf einem Fischkutter rettungslos ins Eis gerät und ersäuft, verhungert oder erfriert, hat keinen Anspruch auf eine historische Notiz. (...) Wer seine Arbeit auf einem Fangschiff verrichtet, hat keinen Anspruch auf Ruhm. Aber den Expeditionen, und seien sie noch so erfolglos, ein Denkmal." Das kollektive Gedächtnis braucht Helden, doch es gibt genaue, quasi institutionalisierte Spielregeln, die entscheiden, wer als Held gelten darf. Auf den ersten Blick respektiert der Roman diese Regeln und dokumentiert minutiös eine der spektakulärsten "Heldentaten" der untergehenden Donaumonarchie: die 1872 begonnene, von Julius Payer und Carl Weyprecht kommandierte österreichisch-ungarische Nordpolexpedition, die im August 1873 einen unter Gletschern liegenden Archipel entdeckte und ihm nach alter Entdeckersitte den Namen des Kaisers gab - "Franz-Josefs-Land". Ransmayr wertet wie in einem klassischen Dokumentarroman alle verfügbaren Quellen zu dieser Expedition aus: Die Tagebücher der Teilnehmer, Auszüge aus ihren Personalakten, ja sogar die Zeichnungen Payers illustrieren den Bericht über die unbestreitbaren Leistungen und die damit verbundenen Leiden der Protagonisten, die vor Antritt ihrer Reise eine Erklärung unterzeichneten, in der sie auf jede Rettung im Falle ihres Scheiterns verzichteten. Das ist also das den Helden zustehende Denkmal, doch der Roman verlässt die dokumentarische Ebene und wiederholt beharrlich die bohrende Frage nach der Gerechtigkeit unseres Umganges mit grenzüberschreitendem Abenteurertum.
Was treibt Männer wie Payer und Weyprecht aus ihrer gesicherten Existenz in die im Titel angesprochenen "Schrecken"? Die Frage bleibt unbeantwortet, Ransmayrs Ich-Erzähler diskutiert sie an Hand einer in den dokumentarischen Roman eingefügten Figur aus dem Heute der Erzählung: Josef Mazzini ist seit seiner Kindheit von den großen Arktis-Entdeckern ebenso besessen wie von ihrem Scheitern. Die Rolle des Chronisten genügt ihm nicht, er muss in gewisser Weise die Erlebnisse der historischen Polarforscher in seinem Leben nachstellen und schließt sich einer norwegischen Nordpolexpedition an. Die Leiden der Payer und Weyprecht verdoppeln sich damit, nicht aber ihr Erfolg: Mazzini geht mit seinem Schlitten in Spitzbergen unwiderruflich verloren - ein Opfer, kein Held. So bekommt die Arktis metaphorischen Charakter und Ransmayrs Mischung aus Dokumentation und Fiktion bietet uns zwei verschiedene Optiken auf die Eiswüste an: eine historische und eine moderne, eine der "Sieger" und eine des "Verlierers". Die Mythen der polaren Wüsten sind mittlerweile zerstört, man hört dort Avantgarde-Jazz aus dem Walkman, doch der Entdecker als absurde und dennoch mythische Figur ist unsterblich und was den archetypischen Kern betrifft ist der Unterschied zwischen den beiden Bilderwelten gering.
Ransmayrs Roman hätte beinahe ein "österreichisches Schicksal" erlitten: von einem heimischen Verlag 1984 in einer Auflage von 4.000 Stück herausgebracht, waren trotz einer mehrseitigen, geradezu hymnischen Rezension von Hans Magnus Enzensberger im "Spiegel" nach fünf Jahren immer noch Exemplare der ersten Auflage lieferbar. Erst Ransmayrs internationaler Erfolg, der in der "Anderen Bibliothek" erschienene Ovid-Roman "Die Letzte Welt" und ein Verlagswechsel hat dem Erstling die gebührende Aufmerksamkeit gesichert und auch das hier zu besprechende Projekt ermöglicht: der Autor liest den kaum gekürzten Roman sozusagen in einem, fast sieben Stunden währenden Zug vor. Das ist - trotz der Popularität von Hörbüchern im allgemeinen und Autorenlesungen im besonderen - kein selbstverständliches Unterfangen, sondern es hat eine durchaus experimentelle Dimension. "Die Schrecken des Eises und der Finsternis" mit ihren zahlreichen Verschränkungen, Sprüngen zwischen Dokument und Fiktion, Wechseln von Zeit und Ort der Handlung sind keineswegs ein ideales Objekt für eine akustische Aufbereitung. "Easy listening" auf der Autobahn ist hier unmöglich, wer Ransmayr nicht genau zuhört, hat den Zusammenhang schnell verloren. Man sollte den Roman zumindest kennen, würdigen kann man die Leistung des Vortragenden wohl nur, wenn man ihn vor dem Anhören der CD wieder gelesen hat. Ransmayr verfügt über eine hohe Vortragskunst, doch setzt er seine Mittel sparsam ein, verzichtet auf Pathos und bleibt auch als Vorleser ratlos gegenüber den Geschehnissen, die er berichtet - "allein mit allen Möglichkeiten einer Geschichte, ein Chronist, dem der Trost des Endes fehlt."
Alfred Pfabigan 14. September 2004


13 febbraio 2009

VIdeo e audio podcasting: Miro, il superplayer

La nuova versione del client open source per l'accesso ai contenuti multimediali di Miro, piattaforma di Internet TV peer-to-peer, integra nuove funzionalità rivolte all'audio podcasting. Miro 2.0 è allo stesso tempo un aggregatore di feed RSS, un client per Bit Torrent e un mediaplayer per Windows, Macintosh e Linux. Miro ha anche una sua Miro Guide in cui vengono pubblicati i contenuti disponibili in un formato video podcasting, in un modello che ricorda progetti come Joost, Babelgum e il progetto che oggi va per la maggiore, Hulu. Interamente open source, il codice viene sviluppato da una comunità guidata da una fondazione no profit. Ho qualche dubbio sui fondamenti utilizzati, perché il codice Windows di Miro si serve di parti di VLC per il suo player, mentre la versione Macintosh è costruita su Quicktime. Il risultato è che la parte audio non è per esempio compatibile con i flussi Real Audio. C'è ancora molta strada da fare sul percorso evolutivo dei mediaplayer che integrano funzioni di aggregazione di contenuti esterni (e magari di produzione di flussi in uscita). Ma inevitabilmente questi software cresceranno e il ruolo dell'open source sarà molto importante.


Miro 2 has an all-new interface and lots of new features– but for me it’s less of a collection of new stuff and more of a rethinking of the whole Miro experience. I’m really proud of what we’ve built and I think it will definitely advance our mission to spread open video to more people.

In a nutshell, here’s what’s new:

  • A beautiful, all-new widget based interface (see it in action here)
  • Browse while you watch– pop out any video to an external window (our number one requested feature)
  • Miro is now faster, more responsive, and uses less memory
  • You can add streaming sites like Hulu to your sidebar (note: streaming with Flash only works in Windows and OSX)
  • You can add download sites like Archive.org or legaltorrents.com to your sidebar and download to Miro with a single click
  • Improved playlists
  • New compact, sortable list view
  • Better audio support

…and a few days ago we launched the all-new Miro Guide that looks beautiful and works with Miro 2.0 (for example, the Guide is now starting to list some streaming sites).

09 gennaio 2009

Praga 5-6 marzo: la multimedialità incontra la radio

Non è ancora disponibile il programma definitivo ma ci sono tutti i presupposti per un incontro di idee davvero stimolanti. Il prossimo 5 e 6 marzo, nella splendida Praga, si terrà l'edizione 2009 di Multimedia Meets Radio, la convention che l'EBU di Ginevra (e quest'anno a rappresentare l'organismo ci sarà anche Andrea Borgnino) dedicate alle tematiche "cross mediali", cioè al proficuo connubio tra i linguaggi della radiofonia convenzionale e gli strumenti delle tecnologie collaborative e di rete. Gli argomenti in discussione, annuncia la pagina Web appena messa online dal team del Radio Department dell'EBU, di cui fa parte Mike Mullane buon amico di Radiopassioni (hope to see you in Prague, Mike), riguardano le Web radio, l'interattività e naturalmente il podcasting, una realtà sempre più solida e fiorente.
Quest'anno inoltre ci sarà una connessione diretta tra Multimedia Meets Radio e i Premios Ondas, prestigiosa manifestazione (nel 2009 ci sarà la 56esima edizione) bandita da Radio Barcelona e Cadena SER per premiare i contenuti mediatici di qualità. L'evento avrà il patrocinio dell'ente radiofonico pubblico ceco, Český Rozhlas, che tra l'altro dispone tuttora di una eccellente redazione di programmi per l'estero.

This year's conference will feature some of the best ideas and projects from around the world. Guest speakers will lead the conversation about the future of media.
Topics on the agenda will include internet radio, interactivity and podcasting. Distinguished speakers will address issues such as developing content for youth audiences, new trends in user metrics and the impact on traditional broadcasting of social networks.
MMR09 is an important networking event for producers, webmasters, journalists, developers and new media executives. It is an opportunity for learning from the experience of others, exchanging ideas and sharing expertise.
For the first time, the most innovative content presented at MMR09 will be submitted to the jury responsible for the new media category of Spain's prestigious Premios Ondas. The awards, which go back more than half a century, pay tribute to excellence in media.
The EBU is the largest association of national broadcasters in the world with 75 active members and 45 associate members. The EBU helps public service broadcasters to deliver unique high quality programming to their audiences.
The EBU offers members technical, operational and legal services, and coordinates a growing supply of quality content for radio, television and new platforms.
The Radio Department is active in a number of key areas, including sport, news, international broadcasting, new media and music. Each year the Radio Department coordinates the transmission of hundreds of sport fixtures and major news events, while the Euroradio network relays 2,500 concerts and operas.

31 dicembre 2008

Buon 2009

Ne ho talmente sin qui di fare bilanci di fine d'anno che proprio non mi sembra il caso di aggiungere ulteriori lamentazioni a tutto quello che in questo orribile 2008 ho già fatto trasparire qui. In giro non c'è molto ottimismo sul 2009 e io sospetto che il pessimismo sia fondato. La crisi finanziaria è seria e non potrà non avere ripercussioni, perché è una profonda crisi di sistema e dai primi segni non sembra esserci troppa consapevolezza, troppa volontà di agire sull'unica leva possibile: quella di un cambiamento che non può essere solo di regole, ma dovrà andare in profondità, alle radici etiche di un intero costrutto sociale e (è il compito che più fa paura) individuale.
Invece dei bilanci relativi a un passato recente e appena concluso, bisognerebbe comunque parlare di futuro, anche per Radiopassioni. E' una realtà che ha superato i tre anni di vita, che è cresciuta anche in visibilità. Ma che deve, credo, cercare nuove dimensioni, sperimentare formule nuove. La radiofonia tradizionale è stanca, forse, ma ancora molto vitale e curiosa. E se sul piano tecnologico certe promesse "future" hanno ampiamente deluso, almeno sul difficile punto di incrocio tra offerta, domanda reale, mercato e regolamentazione, i modelli linguistici e imprenditoriali messi a fermentare in quel gigantesco alambicco creativo che è il Web sono andati avanti, hanno conquistato pubblico, acceso la discussione. Come vado scrivendo da tempo la "nuova" radio c'è già e forse il mercato sta commettendo l'errore di pensare che debba ancora essere definita. Magari da qualcuno che la radio la conosce, la ama, molto poco. Su tutto questo, sui linguaggi e i modelli, Radiopassioni deve impegnarsi di più, deve soprattutto cessare di essere solo un partita di solitario o poco più, deve coinvolgere i modo più immediato i suoi lettori, aggregare le opinioni. Insomma, deve maturare come strumento mediatico. E' un compito sui cui cercherò, cercheremo, di concentrarci meglio nel 2009 (sempre che la fila per la tessera da 40 euro non sia troppo lunga).
Questo è un blog molto specializzato, è vero, ma non ho mai voluto nascondere i miei goffi interessi nei confronti di un approccio culturale più ampio e articolato. E il futuro di RP, spero, riuscirà a incrociare meglio le strade con tale approccio, inteso anche come stimolo alla ricerca di modalità nuove. In uno degli ultimi post, per esempio, ho fatto il nome di uno scrittore svizzero, Friedrich Glauser, di cui stavo leggendo in questi giorni una operina, una piccola antologia di storie di spettri veri e presunti, "La negromante di Endor", che si conclude con un racconto breve intitolato Una visita dall'aldilà. Essendo in parte ambientato nell'ultima sera dell'anno, ho pensato di regalarvi, ancora una volta, una lettura ad alta voce. La potete ascoltare in diretta cliccando sul player qui sotto, o scaricarla qui.
Comunque sia, anche se decidete di non ascoltarla, buon anno nuovo, a tutti voi.