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13 dicembre 2013

Ricordi e resistenze, aspettando le decisioni del governo UK sullo switchover della radio.


Circa mezzo secolo, appena 40 anni se facciamo partire il conteggio dall'anno 1973, quello in cui per la prima volta nella storia del monopolio radiofonico britannico l'etere si popolò di stazioni locali indipendenti e commerciali (prima di allora solo le stazioni pirate offshore avevano trasmesso pubblicità).  Per le onde medie e lunghe, le prime frequenze usate per trasmettere servizi "circolari", abbiamo avuto una durata più che doppia. Nel giro di pochi giorni conosceremo quale sarà il destino della banda FM e delle modulazioni analogiche in Gran Bretagna (e per estensione riusciremo a farci un'idea di una possibile tempistica europea). Il 16 dicembre sarà il D Day, come lo chiama il Guardian. In quella data il ministro Ed Vaizey annuncerà i piani del suo governo per un processo di digitalizzazione che nel giro di pochi anni potrebbe portare al definitivo spegnimento delle trasmissioni radio analogiche, almeno per quanto concerte i network nazionali e regionali della BBC e le grandi insegne private. A quanto si sa è probabile che le stazioni locali molto piccole godranno di una lunga moratoria. Per loro sarebbe impossibile o molto costoso passare ai multiplex DAB e l'FM analogica, libera di forti interferenze, potrebbe garantire loro una certa continuità. Ma bisogna anche capire quali potrebbero essere le ambizioni di altri operatori non radiofonici sui 20 MHz della banda FM: a rigor di logica sarebbe impensabile utilizzarli per dispositivi mobili come i cellulari, perché la lunghezza d'onda implicherebbe antenne troppo lunghe, ma in un caso del genere, con la spinta esercitata dalle varie modalità di trasmissione IP, sarebbe sbagliato escludere certi scenari.

Per molti ascoltatori britannici è il momento dei ricordi. Per altri, e per molti proprietari di piccole stazioni, inizierà una fase di resistenza anti-DAB, come spiega questo servizio apparso ieri su BBC TV. Un servizio non del tutto parziale, considerando che l'intervistato pro-radio digitale è un signore molto raffinato all'interno della sua elegante abitazione, mentre il "resistente" al DAB è un radioamatore con un marcato difetto di pronuncia intervistato all'interno di un caotico "shack" in giardino. Le celebrazioni del 40esimo anniversario della legge che istituì le radio commerciali ILR, la stessa BBC ha preparato un medley con gli annunci delle prime 19 stazioni che videro la luce tra 1973 e 1976, a partire da LBC London (qui nel supplemento promozionale che spiegava i vantaggi della nuova radiofonia, incluso un ruolo di spicco per le donne reporter! - dall'archivio di Paul Easton) Tutto comincia ovviamente con le radio pirate di 10 anni prima, un fenomeno che non resistette alla forza della burocrazia degli anni '60 e alla diffidenza che il governo labour nutriva nei confronti delle iniziative private. Paradossalmente fu per merito del governo conservatore di Edward Heath se tra il 1970 e il 1972, anno in cui Elisabetta II diede il proprio Royal Assent al Sound Broadcasting act che istituiva la Independent Broadcasting Authority, antenata dell'attuale regolatore OFCOM, vennero gettate le basi della radiofonia moderna nel Regno Unito e in Europa. Dal punto di vista organizzativo, il modello delle radio "libere" (in realtà concessionarie per conto di un ente a controllo pubblico) si ispirava proprio a stazioni non autorizzate come Radio London, tanto che Philip Birch, managing director di "Big L", entrò a Piccadilly Radio di Manchester e fu per dieci anni il suo CEO. La storia della stazione nota anche come "Wonderful Radio London" raccontata da Birch in persona si trova qui ed è molto interessante - anche per noi oggi - ascoltare il primo teorico della radio privata pubblicitaria paragonare il suo modello a Radio Caroline, che fu la prima stazione pirata ma fu anche un disastro finanziario perché troppo legata all'industria discografica e al commercio di album musicali:



Per una storia dettagliata dei quarant'anni trascorsi da quella prima manciata di stazioni, i cui programmi musicali furono decisivi per l'affermazione della modulazione di frequenza, Radiocentre, l'organizzazione ombrello dei broadcaster commerciali British, ha preparato una bellissima timeline interattiva. Tutto questo potrebbe essere storia nel senso concreto del termine.

08 settembre 2013

Radio Randal, radio "ufficiale" di Biological 2013, anche su FM?


Con mia grande sorpresa leggendo il programma della fiera BioLogical 2013, allestita per il 7 e 8 settembre nello splendido borgo fortificato di Varese Ligure, capoluogo di una valle nota per le sue numerose aziende di agricoltura e allevamento biologici, mi accorgo che la manifestazione ha una sua "radio ufficiale". Radio Randal dice di essere il proseguimento di un'altra stazione, 9210fm, che in questi ultimi anni ha trasmesso sul Web ma a quanto sembra anche con un minitrasmettitore FM, sulla frequenza di 92.1, nell'entroterra ligure, seguendo in diretta eventi e sagre di paese. Nel manifesto di 92.10FM che ho trovato su Internet si legge che la stazione «è nata in una valle dell'entroterra ligure, dove grazie alle montagne c'è ancora un po' di spazio nell'etere.» Il successore Radio Randal ha uno stream Web che sembra proprio trasmettere in diretta, ma da dove sono io, grossomodo a sudest di Varese, non mi sembra di poter distinguere niente su 92.10. La pagina Facebook di Radio Randal sembra però indicare che il trasmettitore è stato messo in funzione.

Alla fiera del biologico ci stiamo andando, ovviamente vi saprò dire. A quanto ne so la legislazione in materia non consente la creazione di radio temporanee, ma la faccenda merita evidentemente di essere approfondita.

[aggiornamento del 9 settembre]


Per colpa del cattivo tempo non sono riuscito ad ascoltare Radio Randal sui 92.1, la frequenza che i ragazzi che hanno fondato questa Web radio a Sestri Levante sognano di poter utilizzare un giorno per una vera e propria radio comunitaria attiva nel Levante ligure. Per il momento la stazione opera via Internet e occasionalmente partecipa a eventi musicali e a fiere popolari e solidali come BioLogical. In questi casi Radio Randal allestisce una propria postazione per effettuare uno streaming in diretta sul campo, e a volte ridiffonde le sue trasmissioni attraverso un piccolo impianto FM e una antenna che i ragazzi del banchetto di Radio Randal a Varese Ligure, montano su un palo di alluminio. Questo pomeriggio il sostegno era miseramente steso sul selciato della piazza del borgo medievale, sotto il massiccio torrione che simboleggia questa località della Val di Vara. Con i temporali meglio non andare "on air" ma i responsabili dell'emittente mi hanno spiegato che quando era in funzione l'antenna riusciva, con una manciata di watt, a coprire la zona in cui gli altri banchetti dei partecipanti a BioLogical vendevano formaggi, ortaggi, miele, confetture, cosmetici e indumenti di lana di capra lavorata con i metodi antichi (una curiosità mai vista, che merita di essere segnalata).
On air Radio Randal ci vorrebbe anche andare, ma in Italia l'etere ha ben pochi spazi da concedere mentre i legislatori si ostinano a fingere che non sia possibile - o a nessuno interessi - liberarne di nuovi. E invece basta incontrare una realtà come Radio Randal (e come chissà quante altre) per capire che l'etere interessa eccome. Un volantino distribuito a Varese Ligure recita: "Sappiamo che la legge sulla radiofonia non prevede più uno spazio per un progetto che non segua le logiche del mercato, ma per noi la radio deve avere la musica come anima e deve essere accessibile a tutti.» Poche, chiare parole per raccontare una passione che, come dev'essere, cerca di costruirsi comunque i suoi spazi di espressione e condivisione. Nel commento che potete vedere qui in calce lo staff di Radio Randal sembra auspicare che io possa dar loro una mano in tal senso, contribuendo in qualche modo a far sì che anche in Italia esistano le formule previste da molte altre nazioni per favorire l'esistenza di piccole realtà radiofoniche no profit, che vengono rese possibili e tutelate.
Basterebbe poco, una regolamentazione un po' più razionale ed equa dello spettro FM destinato alle radio più importanti, una maggiore flessibilità nel consentire la creazione di microemittenti ultra-locali, anche temporanee, basate su impianti a bassissima potenza. Si potrebbe anche pensare di riservare alle stazioni comunitarie qualche frequenza, o aprire l'uso delle onde medie, i cui ricevitori sono ancora abbastanza diffusi (ma un ricevitore oggi costa ormai così poco che si potrebbe pensare di regalarli agli ascoltatori con l'aiuto di uno sponsor o di una convenzione). In alternativa ci sono addirittura modelli sperimentati con la radio digitale DAB, i cui multiplex in apparenza così rigidi permettono invece di escogitare modalità innovative come le stazioni "ad hoc", legate eventi sportivi o culturali, persino al lancio pubblicitario di prodotti commerciali. Insomma, le idee ci sarebbero, è la voglia o la capacità di metterle in pratica che latitano. Ci vorrebbe l'interessamento dei politici, qualcuno che possa portare avanti una proposta, un progetto di legge. Me ne farei immediatamente portavoce e finalmente potrei evitare di usare il condizionale per passare al futuro.

13 marzo 2013

Nuovo palinsesto per il network RDS

Da lunedì 11 marzo il network RDS ha rinnovato i suoi palinsesti. Confermato l'impianto basato sul flusso musicale con innesti di notizie e altri contributi, ma il discorso viene ricondotto a sei coppie (rigorosamente miste) di conduttori, che si dividono le diverse fasce della seconda mattinata e del tardo pomeriggio nell'arco della settimana. La conduzione in altre fasce è a una sola voce o riprende, come nella prima mattinata, la formula di "Tutti pazzi per RDS".  Ecco il comunicato con tutti i nomi e le indicazioni orarie:


A RDS arriva la conduzione a due.                                                                

Tre coppie, sei voci, sei punti di vista, un solo punto fermo: la musica e l’intrattenimento

Roma, 8 marzo 2013. Primavera all’insegna del rinnovamento per RDS 100% Grandi Successi che ridisegna il palinsesto radiofonico. Il format di successo di “radio di flusso” rimane il punto fermo della programmazione radiofonica firmata RDS, ma, a partire da lunedì 11 marzo, ad arricchire e movimentare la diretta nelle fasce più importanti della giornata, arriva la conduzione a due voci: una femminile, l’altra maschile.
Dal lunedì al sabato, due le coppie protagoniste dalle 9.00 alle 18.00: Anna Pettinelli e Corrado Gentile, conduttore e giornalista della Redazione News del network, saranno on air dalle 9.00 alle 12.00 per parlare di informazione, di attualità e dei sogni degli italiani, mentre Claudio Guerrini e Rosaria Renna terranno compagnia agli ascoltatori dalle 14.00 alle 18.00 e, tra le tante tematiche del pomeriggio, aggiorneranno gli ascoltatori sul mondo del cinema. La terza ed ultima coppia è formata da Chiara Papanicolau e Filippo Firli, in diretta dal lunedì al giovedì, dalle 18.00 alle 22.00, per le interviste, le classifiche e le novità dal mondo musicale.
Ad annunciare le nuove fasce di conduzione, uno spot radiofonico che rispecchia un “gioco delle coppie” fresco, divertente, dinamico e coerente con la promessa “Trasmettiamo voglia di partecipare”: “Anna vorrebbe un uomo informato, informatissimo sull’attualità e capace di sorprendere mentre Corrado vorrebbe una donna affascinante, permalosa, polemica e con una forte personalità. Rosaria lo vuole ironico, brillante, imprevedibile e bellissimo (ma bellissimo non si può!) invece Claudio la vuole esplosiva, chiacchierona e sexy (ma sexy non si può!). Chiara vuole un uomo intelligente e curioso; Filippo una donna alta, bella e che sappia sorprendere”. Tre coppie, sei voci, ognuna con la propria opinione e personalità per dare agli ascoltatori punti di vista diversi.
La fascia serale-notturna prevede la conduzione di Paolo Piva che, dal lunedì al giovedì, sarà on air dalle 22.00 alle 02.00; di Beppe De Marco, venerdì e sabato in diretta dalle 18.00 alle 22.00; e di Renzo Di Falco, in radio dalle 22.00 alle 02.00, sempre il venerdì e il sabato. Rimane, invece, invariata la fascia di conduzione del morning show “Tutti Pazzi per RDS”, dal lunedì al venerdì dalle 05.00 alle 09.00 e il sabato dalle 07.00 alle 09.00 con “Il meglio di Tutti Pazzi per RDS”; quella di Marco Liorni (lunedì – sabato, dalle 12.00 alle 14.00) e quella della domenica (Corrado Trisoglio, dalle 05.00 alle 09.00; Filippo Firli, dalle 09.00 alle 13.00; Beppe De Marco, dalle 13.00 alle 17.00; Paolo Piva, dalle 17.00 alle 21.00; Renzo Di Falco, dalle 21.00 alle 01.00).
“RDS è e rimarrà una radio di flusso dedicata ai grandi successi musicali italiani ed internazionali – dichiara Alessandro Montefusco, station manager di RDS – La centralità del momento musicale non è messa in discussione, ma una conduzione a due voci – energica, fresca, imprevedibile e coinvolgente – capace di raccontare lo stesso mondo in continua evoluzione da due punti di vista diversi, quello maschile da una parte e quello femminile dall’altro, rappresenta un valore aggiunto per coinvolgere gli ascoltatori e “far star bene chi ascolta RDS”. A convincerci ancora più della scelta, il successo del morning show “Tutti Pazzi di RDS” condotto da Rossella Brescia, Max Pagani e Barty Colucci, con la regia di Claudio Cannizzaro, e del gioco condotto da questi ultimi “Maschi vs Femmine”.
“Il rinnovamento del palinsesto – dichiara Massimiliano Montefusco, direttore comunicazione di RDS – risponde alla nuova caratteristica di entertainment company dell’emittente di creare sempre più momenti di confronto e di contatto con gli ascoltatori. La doppia conduzione favorirà questa interazione e renderà così gli ascoltatori protagonisti dello sviluppo dei nuovi contenuti”.

05 aprile 2012

12 (7 già attive) nuove emittenti libere in Tunisia. Le prospettive in Libia

Günter Lorenz ha diffuso qualche giorno fa sulla lista FM_DX_Italy un elenco di sette nuove stazioni FM che trasmettono in Tunisia. Oggi, Andrea Borgnino ha dedicato al tema la sua puntata di "Interferenze", nei programmi mattutini di Radio 3.



Ma veniamo ai nomi delle stazioni, a partire da quelle che si possono ascoltare nell'area di Tunisi:

Radio iFM, 100.6 MHz
W: http://www.ifm.tn/
S: http://www.ifm.tn:8002/ifmstream, 128 kbps

Radio Kalima, 90.7 MHz
W: http://kalima-tunisie.info
S: http://radio.kalima-tunisie.info:8787/live

Radio Cap FM, 91.5 MHz + 105.9 MHz
W: http://www.capradio.tn/
S: http://196.203.215.42:8011/listen.pls

Radio 6 Tunis, 97.2 MHz, una "radio libera"
W: http://www.radio6tunis.net/
S: http://www.radio6tunis.net/plugins/emission/load_emission.html)

nelle altre zone:

Oxygène FM, Bizerte, 90.0 MHz
W: http://www.oxygene.fm
S: http://oxygene.fm/liveaudio.php

Radio Sabra FM, Kairouan, 98.8 MHz
W: http://www.radiosabrafm.net
S: http://188.165.248.163:8000/listen.pls
S: http://www.radiosabrafm.net/player/sabra.asx

Radio Oasis FM, Gabès, 94.4 + 96.5 MHz
W: http://www.oasisfm.tn
S: http://www.oasisfm.tn/play.php

Una lista impreziosita dalle relative frequenze e dagli indirizzi dei siti Web di queste emittenti e dello stream audio diffuso su Web (ignoro quale sia la sua fonte ma è un gran bel lavoro). Eppure, le sessioni di ascolto estivo che spero anche quest'anno di potermi godere sull'isola di Favignana rischiano di essere ancora più animate. Nel giugno scorso, la tunisina Instance Nationale pour la Réforme de l’Information et de la Communication (una specie di authority embrionale, che in base al decreto di legge 116/2011 del 2 novembre scorso dovrebbe istituire in Tunisia la Autorité Indépendante de la Communication Audiovisuelle (HAICA) aveva pubblicato la lista di 12 stazioni autorizzate a trasmettere in FM:

1- Radio “El Karama” (Sidi Bouzid)

2- “Chaambi FM” (Kasserine)

3- Radio Oasis FM (Gabès)

4- Ulysse FM (Médenine)

5- “Sawt El Manajem” (Gafsa)

6- Sabra FM (Kairouan)

7- Cap FM (Cap-Bon)

8- Radio Oxygène (Bizerte)

9- Kalima (Grand Tunis)

10- Radio 6 (Grand Tunis)

11- “Kif” FM (Grand Tunis)

12- “Ibtissema” FM (Grand Tunis)

Ho cercato di capire che cosa ne fosse stato delle cinque emittenti che non compaiono nell'elenco di Günther e per ciascuna di loro ho individuato altre notizie o siti Web che sembrano ufficiali, mentre non sono ancora riuscito a ricostruire le frequenze operative (per alcune emittenti si parla di test, di messa in onda "imminente", ma in alcuni casi non si sente neppure lo stream):

* Radio Al Karama – Sidi Bouzid

* Chaanbi FM- Kasserine
(Radio Sada Chaanbi)

* Ulysse FM – Medenine/Djerba

* Sawt Al Manajem – Gafsa
* Kif FM – Tunis


Un bellissimo articolo apparso su Tunisie Projet faceva a novembre il punto della situazione, avvertendo però che con la ulteriore dozzina di emittenti autorizzate si rischia già la saturazione. Il sito parla di un totale a regime di 25 network e emittenti locali/regionali:

9 stations publiques dont 4 stations centrales

• Radio Nationale
• Radio Jeunesse
• RTCI
• Radio Culture

Et 5 stations régionales

• Radio Sfax
• Radio Monastir
• Radio Kef
• Radio Gafsa
• Radio Tataouine

Più le cinque catene private autorizzate in questi ultimi anni:

• Mosaïque FM
• Jawhara FM
• Express FM
• Shems FM
• Zitouna FM

le tre delle 12 approvate a giugno 2011 (alcune delle quali, come 6 FM, operavano già sul Web:

• Radio Oxygène (Mohamed Kamel Robbana, Bizerte)
• Radio Kalima (Omar Mestiri, Tunis)
• Radio 6 (Nozha Ben Mohamed, Tunis)

e le restanti 9 ancora in fase di avviamento (secondo Lorenz due sarebbero nel frattempo partite, iFM-Ibitissama e Cap FM):

• Kif FM (Kamel Zouiten, Tunis)
• Ibtissama FM (Hamed Souayeh, Tunis)
• Cap FM (Olfa Tounsi, Nabeul)
• Sabra FM (Amor Naguazi, Kairouan)
• Chambi FM (Mokhtar Tlili, Kasserine)
• Alkarama (Salah Rabah Hajlaoui, Sidi Bouzid)
• Sawt Elmanejem (Mohamed Hédi Nsib, Gafsa)
• Ouaha FM (Oasis) (Marzouki Bettaïeb, Gabès)

Il blog La Tunisie Vote ad agosto sottolineava come molte delle famose autorizzazioni estive ancora non avevano trovato attuazione.
Dopo la primavera araba del 2011, in effetti, c'è un grandissimo fervore intorno ai temi della libertà d'espressione radiofonica e le emittenti libere comunitarie. All'inizio di marzo AMARC (l'associazione mondiale delle radio comunitarie) con il patrocinio dell'Unesco, ha organizzato un convegno proprio in Tunisia. Nel novembre scorso, una delegazione della ONG danese IMS e di altre organizzazioni ha visitato la Libia per esplorare le opportunità di rinascita di un contesto mediatico davvero libero. Sempre dall'IMS ecco per esempio un articolo sulla situazione in Libia a un anno dall'inizio della rivoluzione, apparso a febbraio. Tra le prime realtà si sono distinte, in Libia, Tribute FM, la prima emittente in lingua inglese di Benghazi (streaming dichiarato ma non ascoltabile) e Shabab Libya FM.
Sempre per quanto concerne la Libia, all'inizio di febbraio sulla lista SkywavesDX "Sigfrid105" diffondeva tra gli appassionati di DX in FM una lista di emittenti attive nell'area di Tripoli, in cui si possono scorgere molti nomi di stazioni ascoltate in passato (gli 88,8 sono arrivati a Favignana):

87.9 Tarhouna Local RD. Tarhouna
88.8 Al'Shababiya Tripoli
90.3 Radio Libya from Tripoli Tripoli
91.1 BBC Arabic Prog. Tripoli
91.9 Gheryan Local RD. Gheryan
92.4 Libya FM Tripoli
93.4 Libya FM Tripoli
95.0 Radio Libya Gheryan
96.6 Radio Libya Tripoli
97.7 Libya Al'Hurra from Janzour Tripli-Janzour
98.8 Ajyal FM Tripoli
99.9 Al'Eeman RD. Tripoli
101.3 AL'Zawiya Local RD. Al'Zawiya
101.9 Western Tripoli RD. Tripoli-Janzour
102.5 Tripoli FM (English) Tripoli
103.4 Voice of Tripoli Tripoli
107.0 Holy Quran RD. Tripoli
107.4 Libya Al'Hurra Tripoli

Tutto questo in attesa che gli stessi fermenti contagino l'Egitto e forse - ma in questo momento mi pare difficile - altre nazioni arabe in fase di risveglio.

01 marzo 2012

Norvegia avviata allo switch-off: FM spenta nel 2017


La situazione non potrebbe essere più diversa, ma trovo istruttivo l'articolo che sull'ultimo numero di Tech-i la rivista dell'EBU, Øyvind Vasaasen dedica alla transizione dall'FM al DAB della Norvegia. Vasaasen è il responsabile della distribuzione del segnale di NRK, l'ente di stao norvegese, e presiede l'associazione Digital Radio Norway. Se la metà degli ascoltatori radiofonici (un parametro diverso da quello che deciderà lo switch-off o lo switch-over nel Regno Unito, dove la soglia da superare si misura sulla metà dell'ascolto complessivo in ore e quindi potrebbe penalizzare chi ascolta poco la radio) in Norvegia utilizzerà una piattaforma digitale entro il 2015 e la copertura territoriale della rete DAB sarà sufficientemente estesa (almeno pari all'attuale 99,5% dell'FM), la nazione scandinava spegnerà la radio digitale nel 2017. E' possibile anche uno slittamento al 2019 nel caso i due obiettivi non fossero raggiunti in tempo.
Tutta l'industria dei contenuti e dei terminali, spiega Vasaasen è molto motivata. In prospettiva il pubblico ha smesso di acquistare radio con la sola FM, i venditori di automobili promettono ricevitori DAB integrati nel cruscotto o soluzioni di upgrade, la stampa ha parlato molto bene della radio digitale e dei suoi vantaggi. Del resto in Norvegia ci sono aree che non ricevono più di quattro programmi radiofonici e con il DAB (che oltretutto passerà presto al DAB+) la scelta passerà in molti casi a 13-30 programmi. Dal punto di vista infrastrutturale gli attuali duemila impianti in FM si ridurranno a 600 con il DAB, che garantiranno comunque una migliore copertura anche per i numerosi tunnel che attraversano le montagne della frastagliata penisola nordica.
C'è da chiedersi che cosa intendano fare delle frequenze FM i norvegesi. Verranno cedute alle Telco o ad altri servizi? Saranno previsti degli spazi destinati alle emittenti comunitarie? Probabilmente la politica dello switch-off totale è stata decisa come forte incentivo al passaggio.

The decision to switch-off FM was a very brave one. The government risked bad publicity and the loss of votes from dissatisfied being forced to buy new receivers. But the press was surprisingly positive, and so were the radio audiences. After all, Norway is a very rural country where a lot of people only have access to 1 - 4 radio stations. They will now get 13 - 30. The announced switch-off has also given the parties involved a sense of security. Knowing that FM will cease affects the range of radio receivers on offer as well as buying patterns. No one wants to buy an FM-only radio as it will soon be obsolete. Most cars today come with a DAB receiver or it is offered as an upgrade option.
NRK still use the DAB standard, while some commercial stations have taken up DAB+. There will be a gradual transition to DAB+ and we will cover the entire country with fewer DAB transmitters than we use for FM today. We will need about 600 transmitters in total to cover the whole country, while we have over 2000 FM transmitters.
In Norway, we are building a robust and modern digital radio network that we think will be far better than today's FM network. All transmitting stations covering more than 5,000 inhabitants (total 90% of the population) have implemented the following forms of redundancy:

• Power back-up reserve through emergency electric generators
• Redundant signal delivery to the transmitters
• Duplicated transmitters and equipment
• Redundant clock synchronisation of the transmission signal

All new highway tunnels will come with DAB transmissions. Existing tunnels where only FM is installed will be upgraded to DAB in time for the switch-off in 2017.

22 dicembre 2011

Salviamo Klubradio: il governo "democratico" ungherese imbavaglia l'ultima voce libera

A volte la democrazia è una strana cosa. Uno si fa eleggere, democraticamente, ma sfruttando qualche conflitto di interesse, o qualche condizionamento, che equivalgono alla morte della democrazia ma che la democrazia non può facilmente prevenire onde evitare di passare per non-democrazia (un bel paradosso); e dopo essersi fatto eletto fa approvare leggi che anti-democratiche, esercitando indebiti controlli e censure sulla libertà di espressione. Possiamo fingere che non sia così, fosse solo per rispetto di elettori di destra sicuramente più distratti che antidemocratici, ma il discorso dovrebbe purtroppo essere applicato all'Italia governata da Berlusconi.
Questa però volta il protagonista della storia di censura mediatica (segnalatami da Marco Allaria Olivieri attraverso il link ad Andrea Tarquini su Repubblica), è il governo ungherese di Viktor Orban. Utilizzando come una vera e propria scure l'agenzia ungherese di regolamentazione dei media, la Nemzeti Média- és Hírközlési Hatóság, Orban ha fatto togliere la frequenza utilizzata a Budapest dalla popolarissima emittente privata Klubradio, che dava voce nei suoi dibattiti alle forze di opposizione. Una decisione presa con la risibile scusa dello scarso fervore nazionalistico della stazione radio, colpevole di non aver trasmesso un volume sufficiente di contenuti originali magiari (e quei pochi, aggiungo io, evidentemente "sbagliati"). Questo insopportabile atto di censura, che sta già suscitando scandalo dentro e fuori l'Ungheria, non è affatto casuale: giunge infatti nelle stesse ore in cui la Corte Costituzionale ungherese ha sollevato numerose eccezioni di costituzionalità nella famigerata Legge dei Media del 2010, un obbrobrio giuridico che toglie ogni forma di garanzia agli ungheresi che cercano di produrre giornalismo indipendente. L'OSCE aveva già lanciato l'allarme lo scorso anno e Radiopassioni lo aveva puntualmente segnalato in un post che univa le vicende ungheresi a quelle bielorusse. Ieri la stessa rappresentante OSCE per la libertà dei media, Dunja Mijatovic, ha emesso un indignato comunicato sulla chiusura di Radioklub, congratulandosi con la Corte Costituzionale ungherese per la sua sentenza.
In base a regole assurde - credo di capire dalla traduzione Google dell'articolo pubblicato dal giornale Népszabadság - la NMHH ha tolto le frequenze a Klubradio riassegnandole a società che avevano presentato una domanda di licenza ma sembrano praticamente sconosciute, entrambe fondate quest'anno con strani giri di proprietà : Prodo Voice Studio e una certa Autórádió Műsorszolgáltató, un marchio registrato a febbraio dal gruppo polacco Tunnel Media e ora in mano a investitori ungheresi. Alle due nuove entità sono state assegnate due frequenze nella capitale ungherese prima occupate da Klub e Juventus Radio. Mentre quest'ultima dovrà spostarsi su una frequenza diversa (e sfavorevole), Klubradio rischia di rimanere a bocca asciutta perché sono in dubbio le sue chance di successo nella riassegnazione della frequenza di 92.9, in seguito al ritiro dell'originario pretendente. La stazione ha già fatto sapere che continuerà a trasmettere su Internet nell'interesse di quasi mezzo milione di ascoltatori, ma è chiaro che una nazione UE come l'Ungheria non può ammettere il verificarsi di fatti del genere.
Oggi pomeriggio, giovedì 22 dicembre, alle 16 accanto al Museo Nazionale in Pollack Mihaly è prevista una manifestazione di solidarietà e su Facebook è stata aperta la pagina Mentsük meg a Klubrádiót (Salviamo Klubradio). I sostenitori di questa vittima della censura sottolineano che da qui partirono i moti indipendentisti di due secoli fa.

24 novembre 2011

La Cina in FM sbarca anche su Roma (100.5 kHz)

«Cari amici - scrive la redazione italiana di Radio Cina Internazionale, se volete ascoltare le informazioni sulla Cina, a partire dal 28 novembre 2011 potrete ascoltare i programmi radiofonici realizzati dallo studio G&E, partner di Radio Cina Internazionale. La frequenza delle trasmissioni 24 ore su 24 sarà FM 100.5 di Roma.» Si estende dunque anche alla capitale il progetto di copertura FM dei programmi di Radio Cina Internazionale, che oggi riguarda Milano con Radio Globale su 101.5 kHz (i cui "retroscena" sono stati svelati questa estate da Millecanali in un articolo di Patrizia Peletti). Si partirà da lunedì 28 novembre e sto cercando di capire chi ha ceduto la frequenza alla nuova stazione.

24 agosto 2011

Quale stazione radio per il Raìs libico?

E' arrivato nella notte, annunciato dai programmi di un canale satellitare siriano, Al-Rai o Arrai TV (di proprietà di Mishan al-Jubouri, ex parlamentare baatista iracheno con moglie siriana, titolare della licenza) che riporta i contenuti di una emittente libica chiamata da giornali, blog e agenzie Al-Orouba TV, l'ultimo discorso di Gheddafi che incita alla resistenza contro la ribellione, esortando i tripolitani a "ripulire" la città. Il discorso sarebbe stato fatto poche ore fa, nella notte tra martedì e mercoledì dai microfoni di una non precisata stazione radio locale di Tripoli. La BBC pubblica un breve spezzone dell'audio ripreso appunto dagli schermi di Al-Rai, in una guerra mediatica dalle infinite sfaccettature.
Assumendo che sia stato veramente radiotrasmesso, da quale "stazione locale" di Tripoli avrebbe potuto lanciare il suo ennesimo proclama l'irriducibile Colonnello? Una conoscenza più approfondita dello scenario radiofonico libico aiuterebbe i corrispondenti internazionali - e i loro lettori - a capire di più. In Libia, nazione molto estesa, la copertura radiofonica era ed è ancora assicurata da un network piuttosto sciolto di stazioni in onde medie e da qualche decina di impianti in FM che facevano capo alla LJBC, la radio della Jamahiriya e ad organizzazioni come Al Libya e Ashababiya. In questo momento le frequenze in onde medie fino a poche ore fa controllate dal regime: 1251, 1053, 972 kHz non risultano più ascoltabili. Il 21 agosto è stata registrata in Ungheria una delle ultime trasmissioni da 972:



Risultano invece più che mai attive le frequenze di Libiya al-Hurra, la voce della Libia Libera, che trasmette su 675, 1125 (segnalata in Egitto) e 1449 kHz. Quest'ultima frequenza è molto stabile di notte anche qui a Milano e sono convinto che seguendola con un interprete arabo a portata di mano potremmo ricavare molte informazioni interessanti.
Ma che cosa possiamo dire dell'appello di Gheddafi di questa notte? Da quale frequenza è stato mandato in onda? Tra i possibili candidati ci sono tre stazioni, Ashababiya e Al Libiya rispettivamente su 88,8 e 93,4 MHz in FM e forse i 103,4 MHz della stazione LJBC di Tripoli.
[Aggiunto alle 15:45 - Dopo aver postato il messaggio ho ascoltato il notiziario di Radio Popolare, con una corrispondenza del solito Farid Adly, che non ha mai nascosto il suo fermo appoggio alla rivolta anti-Gheddafi. Questa mattina Radiopop è stata l'unica ad aver precisato che Al Libiya è una stazione radio controllata da Saif al-Islam, il figlio del Colonnello. Alle attività imprenditoriali di Saif in campo mediatico è dedicato questo interessantissimo articolo pubblicato lo scorso anno dalla rivista libanese Executive. Ironicamente, l'articolo si intitola "Radio Free Libiya?".]
Un'altra stazione locale governativa era Az-Zawiya a ovest di Tripoli, su 101.3 MHz, ma quest'ultima potrebbe essere caduta nelle mani dei ribelli. Qui di seguito la mia registrazione di Az-Zawiya su 101.3 effettuata a Favignana il 12 agosto, una settimana prima dell'ingresso in città delle forze antigovernative:



Grazie alla propagazione troposferica a Favignana sono riuscito anche ad ascoltare gli 88,8 di Ashababiya e i 93,4 MHz di Al Libyia:


Ashababiya88 8 by lawendel

Allibiya93 4 by lawendel

Anche in questo caso sono certo che mettendosi a monitorare le frequenze FM da Lampedusa, un giornalista in grado di capire o farsi tradurre l'arabo potrebbe scrivere storie di prima mano molto avvincenti.

21 luglio 2011

OFCOM: Wi-FI anche nell'FM con la radio cognitiva

Mi era sfuggita, due settimane fa, la dichiarazione con cui Ed Richards, chief executive del regolatore britannico OFCOM, ha per la prima volta accennato alla possibilità di utilizzare le tecnologie della radio cognitiva dei cosiddetti "whitespaces" (i buchi frequenziali non altrimenti impegnati) anche nella banda FM lasciata parzialmente libera da un eventuale processo di spegnimento delle stazioni analogiche. E' una dichiarazione molto importante perché finora non era mai successo che un "politico" del radiospettro ipotizzasse uno scenario di assegnamento di frequenze comprese tra gli 88 e i 108 MHz per servizi come la connettività a Internet senza fili. Gli attuali sistemi di comunicazione interattiva digitale occupano porzioni di spettro piuttosto larghe, che trasportate nella piccola finestra di 20 MHz dell'attuale FM si mangerebbero il grosso dello spazio disponibile.
Notabene, Richards non ha affatto voluto dire che a partire da una certa data le frequenze FM verranno assegnate agli operatori di telecomunicazioni per erogare servizi non broadcast (oltretutto saranno frequenze molto pregiate perché a 100 MHz i segnali radio si ricevono meglio all'interno delle case e potrebbero aiutarci a rimediare a molte situazioni di digital divide di zone rurali e montagnose). La radio cognitiva consentirebbe piuttosto di impegnare queste risorse in modo intelligente, occupando solo gli spazi lasciati effettivamente liberi dalle stazioni broadcast a carattere locale che sopravviveranno allo switch-over (peraltro non ancora ufficialmente deciso). Secondo Richards sarebbe addirittura un buon modo per evitare che gli stessi spazi bianchi finessero per essere illegalmente occupati da pirati e hacker. Sarebbe però un precedente importante, perché fino a oggi siamo stati abituati a pensare allo spettro delle radiofrequenze come a un insieme di slot rigidamente assegnati a determinati servizi, con precise regole anti-interferenziali. La radio cognitiva cambierebbe radicalmente questo scenario e il risultato è che comunque l'FM così come la conosciamo attualmente perde molta della sua sacralità. Un fatto su cui editori radiofonici e ascoltatori dovranno cominciare prima o poi a ragionare seriamente.
Ofcom considers future of FM radio band
July 6, 2011

Ofcom today proposed an innovative new use for the airwaves that will be freed up following the UK’s switch from analogue to digital radio.
Speaking at the Radio Centre members’ conference today, Ofcom Chief Executive, Ed Richards, identified White Space Devices as potential new users of the freed up FM radio airwaves. These devices could use these frequencies to deliver innovative applications such as mobile broadband in very sparsely populated areas.
The technology works by identifying unoccupied radio waves called “white spaces” to transmit and receive wireless signals.
Compared with other forms of wireless technology, such as Bluetooth and Wi-Fi, White Space Devices are being designed to use a much wider range of frequencies, including the lower frequencies that have traditionally been reserved for TV and radio.
Ofcom has been leading the way in Europe to develop a system that would allow these devices to work without interfering with other users of spectrum. To date, this has focused on using the white spaces between digital TV channels. However, in practice this technology could also work in the FM radio band.
Signals at these frequencies travel further and more easily through walls.
Ed Richards said: “We believe that any release of new spectrum has great potential to enable innovation and growth in new applications and services.”
“Spectrum is a resource that is in huge demand, fuelled by the recent explosion in smart phones and other wireless technologies. However there is only a limited amount of it to go around, which means we need to start thinking more creatively about how it is used. White Space Devices could offer an effective solution.”

Digital radio switchover

It is anticipated that all large scale radio stations will migrate to digital and eventually cease to broadcast on analogue FM radio. Smaller stations are expected to remain on FM.
This is expected to free up as much as 50% of the capacity currently used to deliver FM radio services and has raised questions as to what this capacity will be used for.
“Our first principle has to be that any future use of the FM band is an efficient use of radio spectrum,” said Ed Richards.
“There must be certainty for smaller and community stations, that do not move across to DAB. These will continue to play their important role, and FM is an appropriate technology for the scale at which they operate.”

Protecting the radio industry

Ed Richards explained that White Space Devices offered a solution that could safeguard the interests of the radio industry by making it less likely that it was backfilled with new commercial and pirate radio stations.
“White Space Devices offer a creative solution that would not only use spectrum to its full capacity, but would also work along side existing smaller FM radio stations. This could be done without causing interference and without any commercial conflict.”
“This approach not only would spur on technological innovation but it could also further restrict the opportunity for pirates to fill in the gaps caused by careful spectrum planning.”

White space technology

On 9 November 2010, Ofcom launched a consultation on the processes needed to successfully launch the technology and how new devices will be made available to consumers without the need for a licence. This was based on using white spaces between digital TV channels, however it could also be extended to use white spaces in the FM radio band. Ofcom expects to publish a statement concluding its thinking in the area of digital TV white spaces shortly.

White space database

It is important that white space devices do not interfere with other wireless technologies that share these frequencies. The solution is for devices to do this by consulting a “geolocation database” that contains live information about which frequencies are free to use at their current location.
Ofcom expects to make it possible for interested companies to host such databases.

How the technology will work

Some white space applications will work in a similar way to Wi-Fi, which uses a wireless router to send and receive information to other wireless devices. A key difference is that the white space router or base station will first need to consult a list of databases hosted online. It will describe its location and device characteristics to one of these databases on a regular basis. The database will then return details of the frequencies and power levels the router is allowed to use so that it does not interfere with other devices operating in its vicinity.

16 giugno 2011

Perseus e RFSpace, tutti pazzi per l'FM



A proposito del convertitore che Microtelecom presenterà prossimamente per consentire l'ascolto della banda FM sul ricevitore SDR Perseus ricevo questa importante precisazione di Nico Palermo. «Il demodulatore stereo e decodificatore RDS del software FM+ sono stati scritti qui in Microtelecom e non derivano dal codice sviluppato da Sandro [Sfregola].» Nel mio post di qualche giorno fa avevo scritto che mi sembrava molto probabile che il codice di demodulazione Wide FM stereo con RDS fosse quello sviluppato da Sandro Sfregola, già autore di WRplus, il software ispirato (ma in realtà profondamente rivisto) al progetto SDR Winrad. La precisazione di Nico riafferma il ruolo di Microtelecom, ma questo (l'interpretazione è mia) non esclude possibili accordi tra Microtelecom e Sfregola, un grande esperto di DSP, che mesi fa ha terminato il progetto WRplus per dedicarsi, per sua stessa ammissione, a una iniziativa commerciale.Sarebbe del tutto plausibile, a mio modesto parere, un accordo proprio tra Microtelecom e Sfregola. Ho già provato a contattare entrambi, offrendomi di ospitare qui su Radiopassioni dichiarazioni e annunci: staremo a vedere. Nel frattempo, l'importatore tedesco del Perseus ha pubblicato una pagina del suo sito Web con altre immagini del convertitore FM+ dichiarandone anche il prezzo: 250 euro.
Mi sembra molto indicativo il fatto che nel mondo delle piattaforme SDR finora focalizzate sulla ricezione nello spettro delle onde corte, si moltiplichino i segni di un forte interesse nei confronti della ricezione Wide FM. Sulla banda tra gli 88 e i 108 MHz si sta concentrando l'attenzione di molti "DXer" capaci di sfruttare i meccanismi propagativi che portano a lunghissime distanze segnali che per la maggior parte di noi sono strettamente locali. E sporadico estivo, scattering troposferico, echi da sciami meteorici, grazie a tutti questi fenomeni le stazioni locali FM possono essere ricevuti a centinaia, se non migliaia di chilometri, con effetti davvero spettacolari e la loro identificazione impegna moltissimo un po' per la varietà linguistica dei contenuti, un po' per la breve durata dei picchi di ricezione. L'idea di un Perseus equipaggiato per l'FM avrà sicuramente un forte potenziale commerciale. Aggiungo che un convertitore sarebbe ancora più interessante se andasse a coprire la ricezione della vecchia banda FM dell'Europa orientale, quella giapponese e soprattutto la banda VHF/III del Digital Audio Broadcast, ma penso che ci si arriverà prima o poi.
Lo stesso vale per altre piattaforme SDR per la ricezione HF. Giorgio Campiotti mi ha scritto oggi per segnalarmi la sua recensione sul ricevitore NetSDR di RFSpace, di cui Giorgio è il primo acquirente italiano. Trovate l'articolo con le prime informazioni su questo concorrente di Perseus sul blog di Giorgio. Anche per il NetSDR - precisa Giorgio - è previsto un convertitore per banda FM. Non si tratta di un dispositivo esterno, ma di un modulo plug-in concepito come espansione interna.

01 giugno 2011

Anche in FM il radiofestival di Gwen, web radio ticinese

E' in pieno svolgimento, da domenica scorsa, il festival musical-culturale dell'emittente Web ticinese Gwendalyn. Per l'occasione, dal 30 maggio al 5 giugno l'emittente dichiara di aver attivato due frequenze FM, per la zona di Chiasso e di Lugano: rispettivamente (come direbbe un ticinese purosangue) 97,3 e 107,2 MHz. Non ho ben chiaro se si tratti di frequenze pirata (improbabile, in Svizzera), temporaneamente autorizzate da UFCOM, il regolatore elvetico, o più semplicemente prese a prestito da qualcuno, penso da Radio 3iii. Ma sarò molto grato a chiunque potrà confermare la ricezione di una o entrambe queste frequenze. Da Como dovrebbe essere possibile sintonizzarsi sui 97,3, per esempio. Ecco qualche estratto dal comunicato che ho ricevuto dagli amici di Gwen:
Se possiamo definire il Ticino come una metropoli allargata, ci prefissiamo di cogliere l'occasione per lavorare su quest'area, distribuendo gli eventi su più fronti e spostandoci su una linea ideale tra Losone, Lugano e Chiasso senza soffermarci su un luogo centrale, in modo da permetteci di ridurre il concetto opaco di una divisione territoriale suddivisa in confini poco comunicanti tra loro. Questi confini si accorciano o si annullano proprio grazie all'accompagnamento della comunicazione radiofonica FM e Web.
Gli storici magazzini FFS di Chiasso, Il centro culturale "La Fabbrica", il centro sociale "Il Molino" e naturalmente il quartier generale di Radio Gwendalyn, saranno i contenitori delle proposte artistiche del Festival la cui strutturazione si dispiega su almeno due fronti: programmazione radio FM e web per la durata di una settimana dal 30 maggio al 5 giugno 2011.
Intendiamo proporre un dialogo che possa avere come attori i tre fondamentali settori che alimentano la nostra vita quotidiana e creano, smembrano e ricreano i nostri insiemi di senso, di giudizio, di esperienza: la comunicazione, la tecnica, la musica.
Lo scopo sarà così di comprendere la loro influenza sul territorio ticinese ed il tipo di interazione che hanno l'uno con l'altro tramite incontri tra esperti, testimonianze di artisti e musicisti, utilizzi sperimentali nei loro ambiti, interazione tra luoghi (asse Locarno-Lugano-Chiasso). Unendo il dialogo all'interno dei due macro-progetti vogliamo permettere di farli interagire e di prendere spunto e idee l'uno dall'altro con lo scopo ultimo di tradurre tre linguaggi di comunicazione differenti verso uno stesso livello di percezione collettiva: un festival musicale (incontro di persone e scambio di esperienze), una radio FM (un linguaggio per il grande pubblico) e la tecnologia Web (un linguaggio contemporaneo ed ancora molto incompreso).

Il programma dei concerti del festival si trova all'indirizzo:


Mentre il palinsesto della radio si trova qui:


Radio Gwendalyn ha una nutrita pagina di podcast, che include alcuni radiodrammi autoprodotti.

31 gennaio 2011

Varata a Milano Radio Globale


E così a Milano da stasera si ascolta una nuova emittente FM. Si chiama Radio Globale, trasmette su 101,5 MHz e da domani dovrebbe anche cominciare a ripetere i programmi in lingua italiana di Radio Cina Internazionale. Naturalmente non è una vera "nuova stazione". Su questa stessa frequenza operava fino a poche ore fa il network Fantastica, del gruppo Media Hit. Dovrei riuscire ad approfondire presto i retroscena di questa iniziativa, che personalmente trovo di incredibile interesse per la Milano dei migranti, delle comunità straniere, dei knowledge worker di tutto il mondo. Auguri, Radio Globale!
La foto che vedete riprende Radio Globale ricevuta con il mio smartphone Android, Samsung Corby, e il suo ricevitore FM integrato (se qualcuno mi spiega come acquisire i privilegi root forse riesco a fare lo screen capture, in questo Android è inferiore a iPhone/iPod Touch che produce screenshot perfetti senza nessuna installazione aggiuntiva). E' comunque un telefonino molto interessante dal punto di vista radiofonico, sia per la sintonia diretta in banda FM (con RDS: perché iPhone non si decide ad attivare quel dannato chip radiofonico che nasconde da anni?), sia per le numerose applicazioni per la sintonia "Webradiofonica". Due grossi difetti: la durata della batteria è ridicola e la navigazione GPS compromessa dalla incredibile lentezza dell'aggancio del segnale. Android è un sistema operativo eccezionale ma implementato su questo hardware non riesce a dare tutto il suo meglio.

Venti di globalizzazione sui 101,5 di Milano

Sto cercando di approfondire i retroscena dello sbarco di Radio Cina Internazionale nell'etere FM milanese. Se la frequenza coinvolta è quella dei 101,5 MHz si tratta di un canale importante, diffuso dalla torre di via San Galdino a Milano (curiosamente, proprio ai confini della nostra Chinatown), finora utilizzato dal network Fantastica. Vista la programmazione essenzialmente musicale di questa property, mi suonava alquanto strano il fatto che RCI potesse semplicemente accontentarsi di affittare qualche ora di trasmissione all'interno di un palinsesto non proprio compatibile con l'intento informativo-promozionale dei programmi cinesi per l'estero. Ho consultato alcune fonti e posso anticiparvi che in effetti l'operazione 101,5 è molto più estesa e riguarda probabilmente un nuovo brand la cui messa in onda è prevista nelle ore a cavallo tra oggi e domani 1 febbraio, data indicata nei comunicati cinesi per l'avvio delle trasmissioni di RCI in FM.
Ni hao and stay tuned.

16 gennaio 2011

Su Web tutte le frequenze delle radio di tutto il mondo

Questo post è dedicato agli ascoltatori delle emittenti broadcast, vicine e lontane, e contiene una metalista di risorse che permettono di conoscere con precisione quasi assoluta quali emittenti operano su una determinata frequenza compresa tra le onde lunghe, medie, corte e in modulazione di frequenza.
Ho ancora un vivido ricordo dell'acquisto di un manuale che avrebbe rappresentato per me l'ingresso ufficiale nel mondo dei segnali radiofonici lontani. Doveva essere la fine del '74 o l'inizio del '75 e nelle mie periodiche visite nelle librerie del centro a Milano avevo trovato una copia di un repertorio chiamato World Radio & Tv Handbook, edizione 1974. Non so spiegarmi bene perché mi avesse colpito quella specie di calendario De Agostini che per ogni nazione (allora ordinate per continenti) riportava la lista di tutte le stazioni radio domestiche e, alla fine del libro internazionali. E' possibile che già allora avessi scoperto la possibilità di ricevere segnali radio non locali, sicuramente ero un grande fan di trasmissioni RAI come Alto Gradimento, mi ero accorto che sulla vecchia valvolare Blaupunkt che avevo in salotto era possibile ascoltare l'FM Svizzera e forse risalgono a prima dell'acquisto del "WRTH" le mie prime esperienze di ascolto di emittenti estere in lingua italiana, con un semplice transistor Sony.
Fatto sta che quel repertorio aveva colpito la mia fantasia e me lo portai a casa. A metà anni Settanta si sapeva a malapena che le finali dei Mondiali di calcio erano state trasmesse via satellite. Il primo di questi satelliti, Telstar, segnò l'inizio di una tecnologia che nel 1970 aveva meno di dieci anni e per tutti, figuriamoci un liceale, anzi ginnasiale, come ero io, era del tutto esoterica (considerate che il primo satellite televisivo europeo per il Direct Broadcasting, Astra, arrivò nel 1988 (ricordo anche il mio primo impianto satellitare Amstrad, ero andato ad acquistarlo chissà dove e da bravo spatentato mi ero portato il padellone a casa a piedi).
Le onde corte continuavano insomma a essere l'unico medium in grado di assicurare una connessione istantanea a migliaia di chilometri di distanza e per parecchio tempo, prima che i satelliti per telecomunicazioni prendessero davvero piede, molte nazioni ex coloniali oltre ai cavi sottomaroini utilizzavano le onde corte per le loro telefonate internazionali.
Per molti anni il WRTH è stato compagno fedele di ogni DXer, l'unica fonte certa per l'identificazione delle stazioni ascoltate. L'edizione 2011 del WRTH è disponibile come tante altre prima, ma il ruolo del fedele compagno del radioascoltatore impegnato oggi è stato usurpato da Internet, molto più efficace nel censire le stazioni radio locali e internazionali rimaste attive (e quasi certamente, malgrado tutto sono più numerose oggi rispetto al 1974, anche se quelle attive in onde medie e corte rappresentano una minoranza).
Ho pensato quindi di compilare un breve repertorio di siti che consentono di conoscere con precisione quello che possiamo ascoltare in onde medie, corte e FM praticamente in tutto il mondo. Le stazioni che utilizzano le onde corte rispettano griglie di programmazione molto regolari e le loro schedules si possono trovare oin diverse liste curate da volontari, o sul sito dell'organismo internazionale che si occupa di coordinare l'occupazione dello spettro HF da parte di quasi tutte le emittenti broadcast internazionali:
Le prime quattro fonti sono disponibili in un database Excel integrato curato dalla North American SW Association:


Altri repertori ragionati per determinate aree geografiche di emittenti in onde corte sono curati dal British DX Club:
L'Africa subsahariana in onde corte è molto ben rappresentata anche da Africalist che Thorsten Hallmann aggiorna regolarmente con le segnalazioni pubblicate sui principali bollettini e mailing list di appassionati.
Gli amici del Mosquito Coast DX Club, il team di valenti DXer italiani basati nella location di Piancada, curano da qualche tempo la lista "LA SW log", con tutte le segnalazioni di emittenti HF ancora attive dal continente latinoamericano:


Le emittenti HF dell'area dell'Asia-Pacifico sono invece riportate dalla lista curata dalla neozelandese Radio Heritage Foundation


E veniamo alle onde medie. Per le stazioni attive in Europa e Africa, la fonte di riferimento è senza dubbio la EuroAfrica MW List curata da Herman Boel:


Omologo di questa lista per l'Asia-Pacifico è la lista PAL, della Radio Heritage Foundation, con una appendice per la X Band australiana:
Un repertorio asiatico che mescola informazioni relative alle emittenti in onde medie e FM è AsiaWaves:


Questo link (da tradurre con Google Translator) contiene una accurata lista delle emittente MW del mainland cinese:


Per le onde medie nordamericane, è possibile consultare online la Canada/US Station Info Lookup Page:


mentre una lista costantemente aggiornata di nordamericane nella X-Band è quella curata da Ydun M. Ritz:


L'area meno coperta è quella delle emittenti in onde medie e FM del continente latinoamericano, a eccezione forse di Cuba (Bruce Conti), Messico (John Callarman) X-Band argentina (Ydun M. Ritz) e Brasile (DX Clube do Brasil):
Queste e altre fonti contribuiscono a formare l'elenco "quick and easy" del sito MWlist.org di Günther Lorenz, un pratico repertorio di tutte le frequenze in onde medie del mondo (probabilmente non tutte verificate):


A uso degli utenti del ricevitore SDR Perseus, Willi Passman compila un database integrato che aggrega questa e altre fonti (sono 26 mega nella compressione in .rar). La megalista di Willi, i Perseus Databases, copre lo spettro tra 0 e 30 MHz e include anche molte stazioni non broadcast corrispondenti in particolare ai servizi di supporto alla navigazione marittima e aeronautica:


In conclusione ecco un po' di risorse riferite alle trasmissioni in FM. Molto attendibile e decisamente fondamentale la lista di tutte le stazioni in FM del mondo compilato dallo stesso Lorenz, la FMlist. Le liste dell'area europea e Mediterranea sono particolarmente aggiornate:


Tanto la FM che la MW List prima citata, danno la possibilità di visualizzare liste e mappe di frequenze, o scaricare elenchi di stazioni per singola nazione o per location di ascolto.


Nell'area geografica del Nord Africa e del Medio Oriente, la reference più importante e aggiornata è quella curata da Mike Fallon. Il North Africa & Middle East FM Database può essere consultato online o scaricato sul computer:



23 settembre 2010

Insignia HD1 HD Radio/FM: la radio digitale è tascabile

L'anno scorso avevo dato notizia di un ricevitore portatile americano compatibile con l'FM (con RDS) e con il sistema di radio digitale HD Radio. Oggi questo ricevitore, l'Insignia HD1 si trova su eBay a prezzi praticamente stracciati. Christian Diemoz - che ringrazio confidando in tante altre recensioni - lo ha acquistato e lo ha provato per noi. Da ciò che emerge dalle sue osservazioni viene una conferma della qualità dei chipset sviluppati per HD Radio (un punto molto interessante alla luce delle difficoltà che l'industria sta incontrando nel supportare altri sistemi di radio digitale). Non ci sono molte probabilità che questa modulazione venga adottata sul nostro continente, tanto meno in Italia, ma se viaggiate negli Stati Uniti forse potreste prenderlo in considerazione. Il vero "neo": il passo di sintonia a 200 kHz, uniformato alla conformazione della banda FM americana. Un limite che qui in Europa esclude l'ascolto "centrato" di parecchie frequenze. Un vero peccato, perché le doti di questo ricevitorino...


Non sempre si arriva sulle novità in tempo reale. Del ricevitore portatile HD1 di Insignia, Radiopassioni aveva già parlato oltre un anno fa, nel luglio 2009. Peraltro, il progetto - avveniristico nel tentare di lanciare, attraverso la divulgazione massiva di un “terminale leggero” (ed a prezzo contenuto), lo standard radiofonico ad alta definizione (audio in qualità cd) - sembrava scarsamente appetibile dalla prospettiva italiana.
Per carità, non che accadimenti recenti abbiano modificato radicalmente la situazione. Il naufragio di uno dei pochi tentativi di attivazione di HD radio in Europa (in Svizzera, di cui si è detto in questo articolo) costituisce una bara di cemento per l’ennesimo standard digitale rimasto sulla pista di decollo, ma la curiosità del radioappassionato è più longeva dell’emivita di una sostanza radioattiva e la disponibilità di un “ultralight” dotato di lettura rds si palesava quale fattore attrattivo non considerato inizialmente.
Oggi come oggi, su Ebay, le quotazioni dell’Insignia HD1 sono decisamente basse. Lo si può avere a casa propria, in versione “refurbished” (viene eliminato solo l’imballo originale, ma il contenuto dello stesso è completo e nuovo), con 28 dollari. Malgrado la modesta entità della cifra e la dicitura “gift” sulla dichiarazione doganale, yours truly si è visto applicare un conteggio IVA per un totale di 10.14 Euro. Nulla, comunque, da rendere insostenibile il prezzo finale (considerato anche il favorevole cambio momentaneo del dollaro americano).
Il primo impatto è positivo, vista la dotazione molto completa: oltre al ricevitore, all’acquirente vengono forniti un cavo USB per ricaricare la batteria (interna e non sostituibile dall’utente, da 840 mAh, al Litio), gli auricolari (con jack standard da 3,5 mm stereo), una “strip” in tela con chiusura a velcro da indossare sul braccio (utile per l’ascolto a mani libere, durante attività come il jogging) e il manuale inglese. La dimensione del ricevitore è davvero contenuta (52.4 x 78 x 15.9 mm): si veda l’immagine fotografica in cui compare accanto ad una comune penna a sfera).
Tali considerazioni positive si specchiano nell’essenzialità dei comandi. Sul fronte dell’HD1 sono presenti solo sei pulsanti, tre per lato del display. Sulla destra, quello di accensione/spegnimento (prima di tutto, procedere a caricare la batteria, poiché fornita scarica) e i due che servono a muoversi tra le dieci frequenze memorizzabili. Sulla sinistra, i due utili ad esplorare lo spettro ricevibile dall’HD1 (87.5-107.9 MHz) e quello che apre le porte del menù.
Da quest’ultimo, l’utente può gestire funzioni relativei al contrasto e all’illuminazione del display LCD (128 x 128 pixels, fullcolor), alle modalità di ricerca delle stazioni, nonché ottenere le informazioni sulla versione del (blindatissimo) firmware implementato nel terminale e, se necessario per vari motivi, ripristinare le impostazioni di fabbrica del ricevitore. Infine, sotto il display si trovano i due pulsanti per la lanciare la ricerca delle stazioni (verso il margine superiore, o inferiore, dello spettro) e un terzo, con funzione di “enter” per le opzioni del menù.
La sensazione di un apparato “user friendly” è confermata al momento dell’accensione. Al di là delle opzioni di memorizzazione e ricerca, andare a zonzo in libertà per la banda FM è davvero semplice. E’ in questa fase che, tuttavia, si palesa il primo e maggiore limite dell’HD1. Essendo concepito per il mercato USA, il ricevitore applica la canalizzazione di quel Paese e presenta uno step a 200 kHz. Un muro che, dalle nostre parti, taglia fuori una quantità tutt’altro che indifferente di frequenze.
Però, la pienezza e nitidezza dell’ascolto (sia in cuffia, sia collegando l’Insignia ad una cassa, come nel video a margine) compensano, almeno in parte, tale limite. Altrettanto fa l’rds, concepito su due righe: una dedicata all’Id della stazione (senza, però, visualizzazione del PI code), l’altra al “Radiotext” (alcune stazioni lo usano, ad esempio, per offrire il titolo del brano trasmesso in quel momento). Il riconoscimento delle emittenti è rapido e l’unico limite, specie per quanto riguarda il messaggio variabile, è dato dal display di piccole dimensioni, che rende obbligato e pressoché istantaneo lo scrolling del testo.
Il volume può essere regolato tramite un comando a rotella sul lato destro del ricevitore (mentre sull’opposto si trova la presa USB per il caricamento) e anche questo fa dell’HD1 un’ottima soluzione per l’ascolto in movimento. Volendo spingere all’estremo la fantasia, cosa in cui i radioappassionati non sono secondi a nessuno, l’idea di un utilizzo per FM DXing è da abbandonare pressoché aprioristicamente. La canalizzazione dell’apparato, unita all’assenza di prese esterne di antenna, rende necessario un quasi miracolo. Però, non si può escludere che, specie in condizioni di forte tropo, se il canale libero è tra quelli rilevabili dall’HD1, qualche sorpresa possa verificarsi (esistono dei precedenti in merito, dalle nostre coste). L’antenna interna appare infatti piuttosto sensibile, dal momento che tenendo in mano il ricevitore e spostandolo si possono notare, nelle stazioni meno forti, variazioni di segnale. Quindi, chissà.
Concludendo, per i suoi poco più di trenta Euro di prezzo, per l’rds su una radio che sta in un palmo di mano, per la nitidezza di ascolto garantita, l’HD1 - fatti i salvi i limiti ampiamente sottolineati – è in grado di offrire un’esperienza FM divertente e positiva, specie se in mobilità. Non è poco, considerando che i presupposti della sua nascita (l’HD radio) erano ben diversi.
(Christian Diemoz)