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20 settembre 2014

Russia, la fine delle onde lunghe crea un vuoto culturale e civile?


Un lungo articolo di un commentatore di Business Gazeta, una testata online del Tatarstan, - la repubblica dell'antico popolo dei Tatari - lamenta la perdita del trasmettitore a onde lunghe a Kazan, la capitale. Quello di Kazan è solo uno di una trentina di impianti sul territorio della Federazione Russa (altri impianti nelle ex repubbliche sovietiche potrebbero essere rimasti attivi, anche se molti sicuramente risultano spenti da tempo) chiusi da Radio Rossia all'inizio di quest'anno. Rimzil Valeev racconta di essersi accorto che qualcosa non andava quando a gennaio provava a sintonizzarsi - senza successo - con l'autoradio sulla frequenza di 252 kHz. Il giornalista aveva pensato che l'apparecchio si fosse guastato, anche perché (si legge più avanti nella traduzione, abbastanza attendibile, di Google Translate) giornali e televisioni non hanno parlato molto della decisione di smantellare l'intera infrastruttura in modulazone di ampiezza presa dall'ente radiofonico pubblico (in seguito alla recente riforma putiniana). Radio "Tatarstanwave" aveva anche un programma ridiffuso in onde corte, ma è stato soppresso pure quello.

Valeev lamenta la scomparsa di una alternativa radiofonica alle attuali stazioni in FM, con la loro insulsa programmazione musicale, affermando che per molti anziani lo spegnimento dei 252 kHz ha in pratica coinciso con la fine della radiofonia tour court. E si lascia andare in varie considerazioni sociologiche sugli effetti deleteri di una radio così superficiale, incapace di informare su cose fondamentali e sulla politica. Anche in epoca sovietica la gente almeno riconosceva i nomi dei notabili che occupavano le posizioni di comando. Il testo è corredato da molte fotografie, mi piacerebbe molto riuscire a farlo tradurre decentemente dal russo. Il link è stato riportato dal blog Window on Eurasia, a sua volta segnalato da Kim Andrew Elliott.
Dopo l'annuncio della chiusura delle frequenze russe in modulazione d'ampiezza Wolfgang Bueschel ha stilato un prezioso elenco delle infrastrutture LF utilizzate in Unione Sovietica, Russia e ex repubbliche sovietiche negli anni passati e ormai silenziate (o pianificate e mai realizzate, tra le quali c'erano anche degli impianti già compatibili con il DRM digitale). Lo pubblico qui a futura memoria, per ogni frequenza trovate le coordinate geografiche per individuare l'antenna, o quel che rimane, su Google Maps.

48 LW installation in total, in reality or already planned.
All gone now on January 9, 2014, or monitored already inactice.

kHz
153 Chita Kruchina DRM mode, see 216 kHz AM mode (only registered)
51°50'21.58"N 113°44'09.00"E

153 Gagarino Tyumen, planned DRM mode (only registered)
56°01'13.91"N 69°21'28.32"E

153 Komsomolsk nAmur/Khabarovsk RV-200
50°39'18.71"N 136°55'04.84"E

153 Moscow Taldom RV-359
56°45'30.00"N 37°37'12.04"E

162 Ufa ex-153, scrapped a decade ago
54°45'30.84"N 56°02'01.47"E

162 Vologochan Norilsk
69°24'14.09"N 87°05'24.04"E

171 Armavir Tbilisskaya / Oktyabrskoye, in Krasnodar
45°29'07.37"N 40°05'21.66"E

171 Bolshakovo RV-369
54°54'42.71"N 21°43'04.17"E

171 Moscow Elektrostal, 1933-2006
55°46'46.49"N 38°25'14.76"E

171 Murmansk RV-788
69°00'59.21"N 32°55'57.24"E

171 Oyash Raduga RV-594
55°29'15.76"N 83°41'28.34"E

171 Syktyvkar
61°49'09.54"N 50°41'26.28"E

171 Yakutsk
62°14'14.98"N 129°48'10.27"E

180 Barnaul Altai
53°20'52.82"N 83°47'55.89"E

180 Chita Atamanovka RV-107
51°55'29.54"N 113°38'43.64"E

180 Petropavlosk-Kamchatskyi Yelizovo RV-102
53°11'04.84"N 158°24'02.14"E

189 Belogorsk Konstantinogradovka RV-767
50°30'23.44"N 128°18'29.97"E

198 Alexandrovsk Sakhalinskiy
50°52'57.52"N 142°09'12.05"E

198 Irkutsk Angarsk RV-166, DRM mode planned
52°24'57.49"N 103°41'58.92"E

198 Moscow Avsiunino Kurovskaya RV-71
55°35'13.73"N 39°09'57.96"E

198 St. Petersburg Olgino RV-53
59°59'29.78"N 30°07'39.21"E

198 Ufa, scrapped a decade ago
54°45'30.84"N 56°02'01.47"E

207 Blagovechensk
50°19'34.35"N 127°27'59.76"E

207 Skovorodino RV-201
53°56'54.70"N 124°00'03.75"E

209 Tynda Amur RV-1422
55°05'19.54"N 124°43'10.71"E

216 Birobidjan RV-22, Jewish Autonomous area
48°44'17.06"N 132°48'35.67"E

216 Chita Kruchina RV-106, AM mode, see 153 kHz DRM mode (only registered)
51°50'21.58"N 113°44'09.00"E

216 Krasnoyarsk RV-66
56°02'02.91"N 92°45'31.08"E

225 Surgut Tyumen RV-702
61°23'35.34"N 72°52'19.78"E

234 Irkutsk Angarsk
52°26'10.35"N 103°41'09.32"E

234 Arkhangelsk Koskovo RV-46
64°21'50.71"N 41°24'40.17"E

234 Magadan Arman Radujnyi RV-995
59°42'51.00"N 150°11'31.00"E

234 Samara Novosemeykino closed 2005
53°22'57.00"N 50°20'17.00"E

234 St. Petersburg Krasnyi Bor RV-854
59°39'12.35"N 30°41'50.25"E

243 Vladivostok Razdolnoye
43°32'23.79"N 131°56'54.50"E

252 Kazan Tatarstan
55°49'06.33"N 49°10'24.88"E

261 Chita Kruchina RV-106
51°50'21.58"N 113°44'09.00"E

261 Moscow Taldom RV-99
56°43'58.92"N 37°39'50.51"E

261 Tyumen (only registered)
57°10'13.60"N 65°29'49.35"E

261 Vorkuta, Komi Rep, (planned only registered)
67°15'60.00"N 63°12'00.00"E

270 Birobidjan RV-22, Jewish Autonomous area (only registered. see 216 kHz also)
48°44'17.06"N 132°48'35.67"E

270 Khabarovsk RV-54
48°30'43.62"N 135°07'02.26"E

270 Orenburg
51°50'42.47"N 55°08'54.92"E

270 Oyash Raduga PB-76, Slovo
55°29'31.64"N 83°43'27.02"E

279 Gorno Altaysk RV-83
51°58'01.22"N 85°54'54.92"E

279 Ulan Ude, Selenginsk Buryat Rep
52°02'17.57"N 106°56'25.85"E

279 Yekaterinburg Shartash RV-5
56°53'22.18"N 60°41'30.03"E

279 Yuzhno-Sakhalinsk Vestochka RV-678
46°49'44.75"N 142°52'23.69"E

And 18 x on CIS former USSR satellite republics
ARM AZE BLR GEO KAZ MDA TJK TKM UKR UZB

162 Tashkent Solnechniy UZB
41°17'29.49"N 69°18'24.70"E downtown

171 Lviv Krasne UKR
49°54'12.84"N 24°41'15.30"E

180 Aktyubinsk KAZ
50°19'50.82"N 57°23'17.39"E

180 Alma Ata Shymkent KAZ
42°14'50.26"N 69°32'04.47"E

189 Dusheti GEO
42°03'01.76"N 44°40'37.72"E

198 Bishkek/Frunse KGZ
42°52'42.36"N 74°59'19.84"E

209 Kiev Brovary former 2mast, see G.E. 4 Apr 2002
50°30'41.19"N 30°46'20.62"E

218 Gaencae AZR
40°36'53.01"N 46°20'01.27"E

234 Grigoriopol Maiac MDA, mast scrapped now
47°17'21.32"N 29°26'00.42"E

234 Yerevan Gavar ARM (rebuilt to 1395 kHz now)
40°25'00.50"N 45°11'52.12"E

243 Alma Ata Tolkyn KAZ (ex 245 kHz)
43°38'04.70"N 77°55'39.24"E

243 Karaganda KAZ
49°47'32.08"N 73°01'48.36"E

252 Dushanbe Yangi Yul TJK
38°28'43.90"N 68°48'20.54"E

252 Yerevan Arinji ARM
40°14'25.48"N 44°36'09.40"E from 1966

254 Yerevan Arinji ARM
40°14'05.59"N 44°32'54.72"E til 1965

270 Tashkent Solnechniy UZB
41°12'28.74"N 69°08'13.21"E

279 Ashgabat TKM
37°51'14.65"N 58°21'58.48"E

279 Sosnovy Lapichy BLR
53°23'47.28"N 28°32'01.61"E

16 febbraio 2014

Spengono anche le onde lunghe della Radio Ceca. Avevano la stessa età di Jan Palach.


[Ennesimo contrordine. Fonti attendibili interne alla Radio Ceca affermano che in settimana verrà ufficiliazzato il proseguimento delle trasmissioni su 270 kHz attraverso una rinegoziazione dei costi con l'operatore Radiokomunikace. Seguiranno altri dettagli, nel frattempo l'allarme per la chiusura di Topolná rientra, ma rimane il ricordo di Jan Palach]. Ha avuto una proroga di un paio di mesi, ma il termine ultimo del 28 febbraio si sta avvicinando. In quella data il potente impianto della radio pubblica ceca sui 270 kHz in onde lunghe verrà definitivamente spento. La costruzione dell'impianto di Topolná è iniziata nel 1950 e il trasmettitore è attivo dai suoi due tralicci di 257 metri dal 1951, anche se ufficialmente venne inaugurato nel 1952. Al massimo della sua potenza Topolná ha operato a 1500 kW ma oggi ne utilizza meno della metà, 650. Lo si può ascoltare dal mattino presto fino alle 23 UTC, la mezzanotte in Italia e con il buio il segnale diventa praticamente locale qui nell'Italia del nord. Per Český rozhlas i costi delle operazioni e della manutenzione sono diventati troppo elevati, ci sono ancora due settimane per ascoltare il segnale e cercare di ottenere una conferma. 

Questa sera la storia cecoslovacca di quel periodo è tornata alla ribalta con la trasmissione del film televisivo Burning bush, dedicato alla memoria di Jan Palach, lo studente di filosofia poco più che ventenne che nel gennaio del 1969 si cosparse di benzina e si diede fuoco in piazza San Venceslao, in pieno centro di Praga. Il regime autoritario cecoslovacco crollò solo vent'anni dopo, nel 1989, proprio in seguito alle silenziose proteste per l'anniversario di Jan. Dopo la Rivoluzione di velluto, la prima a essere nominata ministro della Giustizia fu Dagmar Burešová, un'avvocatessa che nei mesi successivi alla morte di Jan patrocinò uno dei processi più coraggiosi di quell'epoca di oppressione. Era accaduto che un alto funzionario di partito e deputato, Vilém Nový, aveva portato avanti una campagna di diffamazione che puntava chiaramente alla damnatio memoriae del giovane suicida. Nel corso di una riunione nella località di Česká Lípa Nový aveva riferito di una indagine del ministero degli Interni, secondo cui il gesto di Palach avrebbe dovuto essere una semplice provocazione ordita per screditare il Partito Comunista e gli occupanti sovietici che avevano stroncato la Primavera di Praga. Sobillato da un gruppo di complottisti, tra i quali lo scrittore Pavel Kohout e persino l'atleta Emil Zátopek, Palach avrebbe dovuto solo fingere di darsi fuoco, utilizzando una sostanza (inesistente) chiamata "fuoco freddo". Ma in qualche modo Palach sarebbe poi stato ingannato e i suoi compagni avrebbero sostituito il fuoco freddo con la benzina. Per queste affermazioni, che erano state ripetute da Nový  anche in occasione di una intervista con la France Presse, la madre di Jan, Libuše Palachová con il fratello, intentò una causa di diffamazione che apparve subito difficilissima. Le autorità cercarono di sabotare in ogni modo l'indagine della Burešová che venne tradita anche dai testimoni a favore. Ma all'ultimo momento saltò fuori la registrazione dell'incontro di Česká Lípa, effettuata da una troupe della redazione Agricoltura di Radio Praga. Quella registrazione venne acquisita al processo, insieme alla testimonianza del tecnico Vladimír Hončík ma non bastò a vincere la causa: la corte decretò che Nový, nella sua posizione di politico aveva il dovere di difendere l'immagine della Cecoslovacchia. La madre e i ricorrenti dovettero pagare le spese dell'istruttoria e furono dichiarati nemici del socialismo.
Ci crediate o no quella registrazione di 45 anni fa che non andò mai in onda è rimasta intatta e la si può ascoltare su You Tube, con la voce originale di Vilém Nový. Il quale non fece purtroppo in tempo ad assistere alla fine del regime che ebbe il suo così solerte contributo. Dagmar Burešová, invece, è ancora viva e ha 85 anni.


19 dicembre 2011

Gli ultimi giorni del tempo in onde lunghe di Prangins

Alla fine del 2011 l’esercizio del trasmettitore del segnale orario HBG di Prangins (Losanna) sarà sospeso, come stabilito dal Consiglio federale nell’agosto 2009. Il comunicato ufficiale dell'ufficio meteorologico elvetico ci ricorda e sancisce la fine dell'impianto che trasmetterà ancora per pochi giorni su 75 kHz dalle grandi antenne poste a breve distanza dal lago Lemano più o meno a metà strada tra Ginevra e Losanna, in uno scenario campestre e montano davvero idilliaco. La dismissione è stata decisa per il grave stato di deterioramento dei tralicci metallici, che vanno abbattuti. Di ricostruirli, ovviamente, non si parla.
Attualmente - scrive il METAS, la maggior parte dei campanili, degli orologi delle scuole, delle stazioni e gli impianti semaforici viene sincronizzata mediante impulsi radio. In tal modo essi dispongono in qualsiasi momento di informazioni esatte sull'ora e passano automaticamente all'ora legale risp. all'ora solare. Fino alla fine di questo'anno, la Svizzera dispone di due segnali radio: quello del trasmettitore a onde lunghe HBG a Prangins (VD) e il segnale del trasmettitore tedesco DCF77. Dal 1966 il trasmettitore a onde lunghe di Prangins emette segnali orari ufficiali a una frequenza di 75 kHz abbinati all'ora mondiale coordinata. Il trasmettitore è stato gestito da Telecom PTT e fino a maggio 2000 da Swisscom. Successivamente la gestione è passata nelle mani dell'Ufficio federale di metrologia (METAS).

Fuori servizio per motivi di sicurezza

I lavori di manutenzione periodici all'impianto di trasmissione hanno messo in evidenza diversi punti di usura sulle antenne. Dalle perizie effettuate da specialisti indipendenti è emerso che un mancato risanamento delle strutture comprometterebbe in maniera inammissibile la sicurezza e comporterebbe l'interruzione dell'esercizio del trasmettitore. Il mantenimento in funzione del trasmettitore, attraverso un intervento di risanamento, ha costi elevati che non potrebbero essere compensati dall'attuale impiego ridotto dell'impianto, come è emerso da uno studio esterno che ha anche verificato se il trasmettitore a onde lunghe potesse essere utilizzato per altri scopi o se la sua gestione potesse essere rilevata da altri enti. Per queste ragioni il Consiglio federale aveva deciso nell'agosto 2009 di mettere fuori servizio l'impianto al termine del 2011.
La decisione era stata presa con largo anticipo in modo da permettere agli utilizzatori del trasmettitore del segnale orario di individuare tempestivamente adeguate soluzioni. Così gli orologi sono stati adattati con una spesa sostenibile al segnale del trasmettitore tedesco DCF77 che sarà ricevuto in Svizzera a un livello di qualità paragonabile a quello del trasmettitore HBG. Le sveglie radiocomandate commerciali HBG sono state ritirate dal mercato già un anno fa.

Il servizio dell'ora ufficiale svizzera è sempre in funzione

L'ora ufficiale svizzera continuerà ad essere trasmessa da METAS. Sarà inoltre messo a disposizione un server per l'ora (ntp.metas.ch) grazie al quale sarà possibile sincronizzare l'ora dei computer con la scala svizzera del tempo. METAS è l'istituto a cui compete la gestione e la diffusione delle unità di misura in Svizzera, tra cui anche l'unità del tempo, il secondo.

01 novembre 2011

Droitwich 198, a fine corsa le onde lunghe britanniche

Mentre il ministro della cultura britannico Veizy spiega in una pubblica conferenza che il piano di switchover delle trasmissioni radio analogiche nel Regno Unito prosegue - pur ammettendo che il DAB suona male e la sua copertura ancora insufficiente - verso la sua scadenza indicativa nel 2015, la BBC continua a implementare un piano di tagli delle spese che coinvolge sia le trasmissioni per l'estero in onde corte e medie (la frequenza di 1296 kHz a Orfordness viene utilizzata sempre meno dai suoi affittuari e sicuramente non durerà a lungo), sia le onde medie locali. Secondo l'ente pubblico le stazioni locali della BBC dovranno rinunciare alle medie là dove esistano troppo ridondanze con la copertura dell'FM (e in ultima analisi del DAB).
Ma il Guardian avverte che un'altra promessa di chiusura incombe sul trasmettitore in onde lunghe di Droitwich, una location inaugurata nel lontano 1934 (qui trovate la dettagliata storia di un impianto che durante la Seconda guerra mondiale veniva utilizzato per i famosi messaggi cifrati diretti alla resistenza francese) e attualmente utilizzata per la copertura nazionale di BBC Radio 4. Il trasmettitore di Droitwich è stato gradualmente rinnovato all'inizio degli anni '60, ma oggi mostra i segni del tempo e soprattutto fa affidamento su alcuni "pezzi", un paio di valvole termoioniche, che non vengono più fabbricati e non potranno essere sostituiti la prossima volta che si guasteranno. Ergo, i 198 kHz di BBC 4, 500 kW, andranno avanti a oltranza ma non verranno rimpiazzati.



L'articolo del Guardian ha suscitato molti commenti dei lettori, quasi tutti critici nei confronti di una decisione che potrebbe rendere complicata la ricezione di Radio 4 in molte aree rurali del Regno Unito dove l'FM risulta più debole e disturbata. Solo alcuni fanno osservare che il trasmettitore di Droitwich svolge anche un'importante funzione accessoria, oltre a mettere il proprio segnale a disposizione dei laboratori e dei radioamatori che hanno bisogno di una sorgente frequenziale molto precisa. Dal trasmettitore al momento "condannato", partono anche i segnali che controllano tre milioni di contatori elettrici "Economy 7", una speciale tariffa differenziata che i fornitori di energia britannica offrono ai loro clienti che utilizzano impianti ad alto assorbimento come termosifoni elettrici e lavatrici, nelle sette ore notturne. Nei momenti di basso consumo complessivo, i contatori Economy 7 usufruiscono della tariffa scontata, ma quando la rete è sottoposta a un carico eccessivo un codice digitale trasmesso dall'antenna di Droitwich comanda agli stessi contatori di misurare la corrente al prezzo normale. Questo sistema si chiama Radio Teleswitch e viene utilizzato in tutto il territorio del Regno Unito. Se il trasmettitore su 198 kHz dovesse cessare di funzionare, si chiedono i lettori del Guardian, come verranno distribuiti i segnali di controllo? La risposta implicita è che tre milioni di abitazioni dovranno passare a contatori smart remotizzati su protocolli IP.
Dovranno arrangiarsi anche i radioamatori che utilizzano la frequenza di Droitwich per calibrare i loro apparati, magari utilizzando uno dei kit di ricezione come questo fornito da Spectrum Communications, capace di fornire in uscita segnali molto precisi a frequenze multiple di un MHz. Di questo risvolto si occupa nel suo blog di autocostruttore Julian Moss, G4ILO, famoso nella comunità radioamatoriale per il coraggio dimostrato nell'affrontare la sua terribile malattia, un glioblastoma multiforme che non gli lascia nessuna speranza. Julian racconta la sua lotta su un secondo blog dall'eloquente titolo di One foot in the grave. Davanti a problemi come questo, il declino della radiofonia analogica diventa ancor meno fondamentale di quello che è.

24 giugno 2011

Danimarca, ritorno alle onde lunghe

Un misto di conformismo e di strategia controcorrente nella decisione delle autorità danesi di riattivare l'impianto trasmissivo di Danmark Radio sulle onde lunghe, i 243 kHz di Kalundborg. I programmi verrano diffusi su quella frequenza ma verranno disattivati, a partire da lunedì, sulla frequenza in onde medie di 1062 kHz. La mossa è legata al fatto che sui 243 kHz è stata spenta l'emittente turca che costringeva i danesi a utilizzare 300 kiloWatt, considerati un livello di potenza eccessivo (e proprio per questo Kalundborg era stato spento nel 2007). Oggi il canale e libero e tornerà a essere utilizzato, ma con soli 50 kW sufficienti a garantire una buona ricezione nella parte occidentale del paese. Ma in onde medie l'antenna consumava 250 kW e quindi non sarebbe stata economicamente sostenibile. C'è tempo per cercare di sintonizzarla nel weekend, ovviamente in orari serali. Di notte sarà forse possibile ascoltare anche i 243 kHz riattivati da pochi giorni.

Today the Danish national public service radio station DR has reactived long wave 243 kHz using a brand new Nautel 50 kW sender from the current transmitter site in Kalundborg on the western part of Sealand (Sjælland), Denmark.
Broadcasting on medium wave 1062 kHz (250 kW) will cease on Monday June 27 2011.
From today and until Monday the programmes will be simulcast on the two frequencies. Broadcasting hours remain the same. Cf. WRTH or Euro-African MW Guide for details.
The use of 243 kHz with 300 kW was ended in February 2007, but after Turkey left the channel in October 2008, DR is the only radio station on this channel. Thus it is estimated that the coverage will be pretty good on 243 although the power utilized is only 50 kW.

16 gennaio 2011

Su Web tutte le frequenze delle radio di tutto il mondo

Questo post è dedicato agli ascoltatori delle emittenti broadcast, vicine e lontane, e contiene una metalista di risorse che permettono di conoscere con precisione quasi assoluta quali emittenti operano su una determinata frequenza compresa tra le onde lunghe, medie, corte e in modulazione di frequenza.
Ho ancora un vivido ricordo dell'acquisto di un manuale che avrebbe rappresentato per me l'ingresso ufficiale nel mondo dei segnali radiofonici lontani. Doveva essere la fine del '74 o l'inizio del '75 e nelle mie periodiche visite nelle librerie del centro a Milano avevo trovato una copia di un repertorio chiamato World Radio & Tv Handbook, edizione 1974. Non so spiegarmi bene perché mi avesse colpito quella specie di calendario De Agostini che per ogni nazione (allora ordinate per continenti) riportava la lista di tutte le stazioni radio domestiche e, alla fine del libro internazionali. E' possibile che già allora avessi scoperto la possibilità di ricevere segnali radio non locali, sicuramente ero un grande fan di trasmissioni RAI come Alto Gradimento, mi ero accorto che sulla vecchia valvolare Blaupunkt che avevo in salotto era possibile ascoltare l'FM Svizzera e forse risalgono a prima dell'acquisto del "WRTH" le mie prime esperienze di ascolto di emittenti estere in lingua italiana, con un semplice transistor Sony.
Fatto sta che quel repertorio aveva colpito la mia fantasia e me lo portai a casa. A metà anni Settanta si sapeva a malapena che le finali dei Mondiali di calcio erano state trasmesse via satellite. Il primo di questi satelliti, Telstar, segnò l'inizio di una tecnologia che nel 1970 aveva meno di dieci anni e per tutti, figuriamoci un liceale, anzi ginnasiale, come ero io, era del tutto esoterica (considerate che il primo satellite televisivo europeo per il Direct Broadcasting, Astra, arrivò nel 1988 (ricordo anche il mio primo impianto satellitare Amstrad, ero andato ad acquistarlo chissà dove e da bravo spatentato mi ero portato il padellone a casa a piedi).
Le onde corte continuavano insomma a essere l'unico medium in grado di assicurare una connessione istantanea a migliaia di chilometri di distanza e per parecchio tempo, prima che i satelliti per telecomunicazioni prendessero davvero piede, molte nazioni ex coloniali oltre ai cavi sottomaroini utilizzavano le onde corte per le loro telefonate internazionali.
Per molti anni il WRTH è stato compagno fedele di ogni DXer, l'unica fonte certa per l'identificazione delle stazioni ascoltate. L'edizione 2011 del WRTH è disponibile come tante altre prima, ma il ruolo del fedele compagno del radioascoltatore impegnato oggi è stato usurpato da Internet, molto più efficace nel censire le stazioni radio locali e internazionali rimaste attive (e quasi certamente, malgrado tutto sono più numerose oggi rispetto al 1974, anche se quelle attive in onde medie e corte rappresentano una minoranza).
Ho pensato quindi di compilare un breve repertorio di siti che consentono di conoscere con precisione quello che possiamo ascoltare in onde medie, corte e FM praticamente in tutto il mondo. Le stazioni che utilizzano le onde corte rispettano griglie di programmazione molto regolari e le loro schedules si possono trovare oin diverse liste curate da volontari, o sul sito dell'organismo internazionale che si occupa di coordinare l'occupazione dello spettro HF da parte di quasi tutte le emittenti broadcast internazionali:
Le prime quattro fonti sono disponibili in un database Excel integrato curato dalla North American SW Association:


Altri repertori ragionati per determinate aree geografiche di emittenti in onde corte sono curati dal British DX Club:
L'Africa subsahariana in onde corte è molto ben rappresentata anche da Africalist che Thorsten Hallmann aggiorna regolarmente con le segnalazioni pubblicate sui principali bollettini e mailing list di appassionati.
Gli amici del Mosquito Coast DX Club, il team di valenti DXer italiani basati nella location di Piancada, curano da qualche tempo la lista "LA SW log", con tutte le segnalazioni di emittenti HF ancora attive dal continente latinoamericano:


Le emittenti HF dell'area dell'Asia-Pacifico sono invece riportate dalla lista curata dalla neozelandese Radio Heritage Foundation


E veniamo alle onde medie. Per le stazioni attive in Europa e Africa, la fonte di riferimento è senza dubbio la EuroAfrica MW List curata da Herman Boel:


Omologo di questa lista per l'Asia-Pacifico è la lista PAL, della Radio Heritage Foundation, con una appendice per la X Band australiana:
Un repertorio asiatico che mescola informazioni relative alle emittenti in onde medie e FM è AsiaWaves:


Questo link (da tradurre con Google Translator) contiene una accurata lista delle emittente MW del mainland cinese:


Per le onde medie nordamericane, è possibile consultare online la Canada/US Station Info Lookup Page:


mentre una lista costantemente aggiornata di nordamericane nella X-Band è quella curata da Ydun M. Ritz:


L'area meno coperta è quella delle emittenti in onde medie e FM del continente latinoamericano, a eccezione forse di Cuba (Bruce Conti), Messico (John Callarman) X-Band argentina (Ydun M. Ritz) e Brasile (DX Clube do Brasil):
Queste e altre fonti contribuiscono a formare l'elenco "quick and easy" del sito MWlist.org di Günther Lorenz, un pratico repertorio di tutte le frequenze in onde medie del mondo (probabilmente non tutte verificate):


A uso degli utenti del ricevitore SDR Perseus, Willi Passman compila un database integrato che aggrega questa e altre fonti (sono 26 mega nella compressione in .rar). La megalista di Willi, i Perseus Databases, copre lo spettro tra 0 e 30 MHz e include anche molte stazioni non broadcast corrispondenti in particolare ai servizi di supporto alla navigazione marittima e aeronautica:


In conclusione ecco un po' di risorse riferite alle trasmissioni in FM. Molto attendibile e decisamente fondamentale la lista di tutte le stazioni in FM del mondo compilato dallo stesso Lorenz, la FMlist. Le liste dell'area europea e Mediterranea sono particolarmente aggiornate:


Tanto la FM che la MW List prima citata, danno la possibilità di visualizzare liste e mappe di frequenze, o scaricare elenchi di stazioni per singola nazione o per location di ascolto.


Nell'area geografica del Nord Africa e del Medio Oriente, la reference più importante e aggiornata è quella curata da Mike Fallon. Il North Africa & Middle East FM Database può essere consultato online o scaricato sul computer:



01 aprile 2009

Francia: RMC, il tribunale spegne i 216 kHz?

Le autorità francesi avrebbero disposto lo spegnimento dell'impianto in onde lunghe di Romoules utilizzato da RMC per la copertura dell'intero territorio nazionale francese. Sembra che un gruppo di attivisti anti-antenne (normalmente concentrato sugli impianti per la telefonia cellulare) Robin des Toits abbia denunciato presunti rischi per la salute. RMC trasmette su 216 kHz con una potenza assegnata di 1,5 MW. Più o meno nella stessa area, sul Col de la Madone, si trova anche l'impianto sui 702 kHz utilizzato tra l'altro per ripetere i programmi italiani di Radio Cina Internazionale e i 1467 kHz utilizzati da Radio Maria.
Forse stazioni di tale potenza cominciano a essere un po' anacronistiche, a fronte del reale bacino di utenza servito da un operatore come RMC, che in Francia dispone di una capillare rete di frequenze FM. E credo che il chief financial officer del gruppo radiofonico non sia troppo affranto di questo ordine del tribunale. Anni fa si era già parlato di dismissione di questo impianto.
RMC absente des Grandes ondes
Info postée le 31-03-2009

RMC n’est plus diffusée depuis cet après midi en grandes ondes. Aucune explication officielle sur cet arret. Une rumeur, colportée par une radio, dit que suite à une plainte de l'Association Robin des Toits sur les dangers pour la santé des ondes émissent par l'émetteur de Romoules, le tribunal d'Aix en Provence à ordonner l'arrêt de l'émetteur.
A confirmer mais il est certain que ce principe de précaution appliqué à un émetteur qui tourne depuis des années est quelque peu surprenant. On espère qu’aucun des membres de ces associations ne fume ni ne conduit car il est certain que la cigarette et la voiture font plus de morts de tous les émetteurs réunis. Le principe de précaution est une bonne chose mais appliqué sans aucune preuve ni fondement scientifique n’est pas forcément censé.

31 dicembre 2008

Onde lunghe per studiare la ionosfera


Le ionosonde sono, come si sa, lo strumento più utilizzato dagli scienziati dell'atmosfera e dai geofisici per analizzare la ionosfera dal punto di vista morfologico e elettromagnetico. Ma chiunque sorvegli la propagazione dei segnali radio distanti fa, in un certo senso, dei sondaggi nella ionosfera. Oggi l'amico Flavio Gori mi ha parlato di un sito molto interessante curato da un radioamatore tedesco che ha allestito due sistemi di monitoraggio automatico nella banda delle V/LF per analizzare graficamente, attraverso le variazioni di un segnale in onde lunghe, le cosiddette Sudden Ionospheric Disturbances, cioè tutti quegli eventi di natura solare o cosmica, dai brillamenti solari a quelli gamma o X, che possono perturbare le normali condizioni della ionosfera.
Il sito è dedicato al Kiel Longwave Monitor di Peter Wilhelm Schnoor, dove sono in funzione due ricevitori, uno molto selettivo sintonizzato sui 75 kHz della stazione di tempo svizzera HBG, l'altro a banda più larga è una SDR che campiona continuamente lo spettro tra 10 e 96 kHz e utilizza - questo il particolare sottolineatomi da Flavio - il software per Linux SID Monitor messo a punto da Paul Nicholson, generando uno spettrogramma che Peter mette online in tempo reale. Il sito della stazione di monitoraggio di Kiel indica anche una piccola ma nutrita serie di riferimenti sulle perturbazioni ionosferiche improvvise (SID), per esempio il progetto AAVSO (associazione americana degli osservatori delle stelle variabili) o la pagina sulle SID e sui brillamenti gamma di David Saum.
RP aveva parlato di analoghi studi SID effettuati a Torino. Grazie Flavio, è un argomento su cui valeva la pena ritornare, specie alla luce delle ultime evoluzioni SDR.

25 marzo 2008

Tullamore chiude, Kalundborg riapre (in DRM)

Nel week end di Pasqua ha chiuso per sempre le trasmissioni in onde medie la radio nazionale irlandese. I trasmettitori su 729 e 567 kHz non si sentono più. Questa la registrazione dell'annuncio finale ascoltato in Scozia da Paul Crankshow.
Nel frattempo, a sopresa ha ripreso a trasmettere un impianto che sembrava destinato allo smantellamento, i 243 kHz danesi del sito di Kalundborg. Una notizia "mista", perché le trasmissioni sono in DRM digitale. Stig Hartig Nielsen riferisce di aver ascoltato su 243 un tono di un kHz trasmesso a 13 kbps. Ancora non si sa bene quali siano le intenzioni di Danmark Radio.
Curiosamente, la frequenza è adiacente ai 252 kHz che rappresentano l'ultimo pezzo di AM (analogica) ancora sopravvissuto in Irlanda.

05 settembre 2007

Onde lunghe per le emergenze sotterranee

Ho come la sensazione di aver già parlato qui su RP di sistemi per la comunicazione radio nel sottosuolo, ma non riesco a rintracciare il link. In ogni caso, ecco una curiosa applicazione che Elasa, divisione di Siemens España ha realizzato in collaborazione con l'Università di Zaragoza (Grupo de Tecnologías en Entornos Hostiles) per la trasmissione, senza fili, attraverso la roccia di montagne e grotte. L'apparecchio si chiama TEDRA (through earth digital radio appliance) e sfrutta, a quanto leggo dalle specifiche del sito Siemens, una modulazione SSB di una portante a 70 kHz. Il ricetrasmettitore TEDRA dispone di due elettrodi da conficcare al suolo e la distanza percorribile dalla corrente iniettata nella roccia è di circa mille metri. Sufficienti per assicurare ad alpinisti e speleologi un prezioso canale di comunicazione con le missioni di soccorso. Secondo la documentazione, trasmissione e ricezione sono implementate via software tramite stadi DSP.
Nell'articolo che segue ABC descrive questa peculiare invenzione.

Un dispositivo inalámbrico permite la comunicación subterránea por radio
S. B. MADRID.

El reciente y espectacular rescate de la espeleóloga belga Anette van Houte, de 49 años, atrapada durante más de 80 horas a principios de agosto en una de las simas más profundas del mundo, la de la Piedra de San Martín, en la localidad de Isaba (Navarra), pudo haber sido menos prolongado y difícil para los equipos especializados que intervinieron de haber contado con un sistema de comunicaciones capaz de mantener un contacto permanente y fiable con la superficie.
Van Houte permaneció más de tres días a 600 metros de profundidad, con una temperatura de cuatro grados y una humedad del 100%, hasta que los esfuerzos de 142 especialistas lograron rescatarla. Espeleólogos y mineros, expuestos en cualquier momento a un accidente similar, han suspirado siempre por un sistema de comunicación de estas características.
La división Elasa de Siemens acaba de lanzar un novedoso sistema capaz de resolver el reto de la incomunicación en estas situaciones de alto riesgo. Se trata de un dispositivo de comunicación inalámbrica por medio de la voz entre entornos subterráneos y la superficie. Este dispositivo «Tedra» (Through Earth Digital Radio Appliance) no precisa de conexión por hilos entre los puntos a comunicar.
Cada dispositivo se basa en un equipo electrónico de emisión-recepción por radio y en un par de electrodos que se insertan en el terreno. Basta con una correcta distribución de las mallas de contacto para lograr una comunicación, por medio de ondas electromagnéticas, con total fiabilidad, entre la superficie y un punto subterráneo a más de un kilómetro de profundidad, independientemente de las características geológicas del terreno.
Su reducido peso y dimensiones, así como la facilidad y rapidez de su instalación, hacen del «Tedra» una herramienta ideal para los bomberos y los equipos especializados en el rescate de espeleólogos y mineros. Además, en estas situaciones de emergencia, el sistema de comunicaciones no pierde eficacia en caso de derrumbes y desprendimientos.
Siemens cree que resultará una herramienta imprescindible en tareas como estudios geológicos, prospecciones petrolíferas, desescombros y construcciones de obra civil, almacenamiento de residuos peligrosos, organización de expediciones... y para evitar el aislamiento en casos de accidente.


01 gennaio 2007

AM nordica, si salvano le danesi e i 558 di Pori

Il colpo di spugna che ha definitivamente rimosso le frequenze in onde corte e dei 963 kHz della Finlandia ha avuto regolarmente effetto alle 22 UTC del giorno 31 dicembre. In compenso, sembra proprio che la Danimarca non abbia ancora deciso ufficialmente il destino dell'impianto in onde lunghe e medie di Kalundborg, che quindi risulterebbe ancora attivo.
Stig Harvig Nielsen, su Medianetwork commenta così le notizie di questi ultimi giorni, riprese anche da RP, sulla presunta chiusura definitiva dell'impianto costiero danese:
No - with regard to Denmark - that's not true. Both 243 and 1062 from Kalundborg will continue on January 1st 2007. The FINAL decision as to what exactly will happen with these two transmitters still hasn’t been taken.
Era anche il senso della risposta che avevo ricevuto l'altro giorno da Erik Køie, fresco ex-dipendente di Danmark Radio (Erik è andato in pensione a fine novembre). I tagli di budget sulle trasmissioni di DR erano stati decisi nel 2005, ma evidentemente la data di chiusura delle onde lunghe era solo indicativa. Per noi nostalgici è una temporanea buona notizia.
Anche le due frequenze delle onde corte che ripetevano - a beneficio dei marinai - i programmi domestici dell'islandese RUV dovrebbero essere state spente. Nelle tre nazioni nordiche, oltre ai 243 e 1026 kHz danesi, entrati in un limbo che potrebbe però portare comunque alla chiusura, restano attivi anche i 558 kHz della Finlandia, usati per coprire l'area che si affaccia sul golfo di Botnia. E' una frequenza praticamente impossibile perché utilizzata anche da Radio Monteceneri. Sono ancora attive le stazioni islandesi in onde lunghe, su 189 e 207 kHz. Per niente facili, ma a volte possibili nel Nord Italia.

27 dicembre 2006

Il Nord Europa chiude il sipario sull'AM

Capodanno triste per tre nazioni del Nord Europa, Islanda Danimarca e Finlandia, che abbandonano la radio alla vecchia maniera. I trasmettitori in onde medie e lunghe di Kalundborg, in Danimarca, dovrebbero cessare a mezzanotte del 31 dicembre le trasmissioni dei programmi P5 e P6 della radio pubblica danese. Una decisione che risale ai tagli sul budget (95 milioni di corone) stabiliti nel 2005. Ci sono insomma altre tre o quattro sere per provare due frequenze storiche come i 1062 kHz (ricordo i tempi in cui a Milano facevano a gara, al mattino presto, con le onde medie di RAI Sardegna) e i 243 kHz. In Danimarca il DAB diventa sempre più forte, anche se per adesso non si pensa di abbandonare l'FM. Sullo spettro AM è difficile ovviamente fare previsioni, ma non si possono escludere riusi in modalità digitali come il DRM, su frequenze da assegnare alle radio comunitarie.
Il vero problema della modulazione d'ampiezza così come era stata concepita ai suoi esordi, cioè come strumento per la copertura di estesi bacini di pubblico, espatriati inclusi, sono i costi operativi e della manutenzione. Mettere qualche centinaio di kilowatt in antenna non è cosa che molte emittenti, soprattutto di stato, possono più permettersi. Anche in considerazione dell'impatto ambientale complessivo di tutta quella corrente elettrica da generare. La Danimarca aveva già lasciato le onde corte diversi anni fa, quando fu deciso di smantellare gli impianti di Herstedvester nel 1990. Fino al 2003 Radio Danmark utilizzò per i suoi programmi dei ripetitori norvegesi. Oggi neppure questi ripetitori esistono più.
Dall'Islanda invece non arriveranno più le voci del relay su onde corte dei programmi interni. Alla fine del 2006 "salteranno" insieme ai tappi dello spumante, le due frequenze di 12115 e 13865 kHz affittate dall'ente per le comunicazioni marittime e facilmente ascoltabili in Europa nel pomeriggio. Prendo in prestito la notizia di Bernd Trutenau/Cumbre apparsa a novembre sul blog di Gayle Van Horn, MT Shortwave Central:

Iceland's RÚV to end SW relays of main newscasts

The Icelandic public broadcaster RÚV will end the SW relays of its main newscasts by the end of the year. Since the 1970s, RUV had leased SW capacities at the Gufunes Telecommunicatons Centre in Reykjavík to serve Icelandic ships and expatriots in Europe and North America.
(Bernd Trutenau-LTU/Cumbre DX)

Correspondence to the station may be directed to:
Icelandic Broadcasting Corporation
International Relations Department
Efstaletti 1
IS-150 Reykjavik, Iceland
(GVH/TP NC)

Station relays home service newscasts. RÚV is the public service broadcaster in Iceland. Transmissions are in AM-compatible R3E modulation USB with -6dB carrier reduction on the following schedule in Icelandic.
Smobilitazione generale anche in Finlandia, dove a partire dal 1 gennaio vengono ufficialmente abbandonate le onde corte, dopo la cessazione quasi totale delle trasmissioni in onde medie. Ecco la storia degli impianti in onde corte di Pori, costruiti nel 1948, appena pubbicata su YLE News:

YLE Ends Short Wave Broadcasts
Published 24.12.2006, 18.37 (updated 25.12.2006, 18.54)

The end of the year marks the end of an era in Finnish broadcast history. On December 31st, YLE- the Finnish Broadcasting Company will transmit its final short wave broadcast. For half a century, short wave radio was the only way to stay in touch with home. Now internet and mobile services are taking over.

From January,1st. a world band radio will no longer keep Finnish listeners in touch with news from home. This follows a decision taken earlier this year by YLE to close down all international short wave broadcasts in favour of internet, mobile and satellite services. Finland's first pre-war short wave broadcasts were transmitted from Lahti, former home of the nation's only long wave station. The country's post-war attempts at international broadcasting were transmitted from a short wave station at Pori on the west coast. Opened in 1948, it provided a link with home for Finns residing abroad. Broadcasts sent out from Pori also attracted many enthusiastic listeners around the world through its popular English language broadcasts. For a time, there were also broadcasts in German and French.
Cold war power battles over the airwaves soon began to drown out Finland's small voice and a new purpose-built short wave centre was inaugurated outside Pori in the eighties. A powerful medium wave transmitter at the site served Finnish speaking listeners in parts of Sweden. The close down of the Pori shortwave station also means YLE will lose some listeners to its Russian service. These broadcasts are more and more aimed at the Russian minority living in Finland. YLE broadcasts daily news bulletins in English on radio and television but these are aimed for audiences in Finland.
Replacing the shortwave broadcasts are an internet service and mobile phone services as well as satellite distribution of all YLE radio channels. Jorma Laiho, Director of Corporate Technology at YLE believes few people will miss the short wave service. However, he admits that older Finns abroad might protest at the closure of the service from Pori that has kept them informed of events back home for over half a century.
Consoliamoci pensando ai tempi che furono sulla lettura di questa bella brochure sugli enti radiotelevisivi pubblici delle cinque nazioni nordiche che ho trovato proprio sul sito di Danmark Radio. Al momento, solo la Svezia mantiene un trasmettitore in onde medie, parzialmente la Finlandia continuerà a utilizzare un unico impianto, la Norvegia affitta ogni tanto le antenne su 1314 kHz spente pochi mesi fa e l'Islanda trasmette sulle onde lunghe (possibili anche qui, ma non facili). Poi non dite che sono pessimista.