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22 febbraio 2022

Denti, jammer e a letto! Per punire i figli, un padre oscura smartphone e wi-fi del vicinato

Storia davvero incredibile in Aquitania, in Francia, dove un intero villaggio, Messanges, è stato tagliato fuori dai servizi di telefonia cellulare e di Internet per colpa di un genitore preoccupato per le ore che i suoi figli adolescenti trascorrevano, di notte, navigando sullo smartphone. Il solerte papà ha pensato bene di acquistare online un jammer, un dispositivo di disturbo, che veniva attivato quando per i ragazzi arrivava l'ora di andare a letto. Risultato: tutta Messanges si è vista bloccare le frequenze del 4G. Potenzialmente un jammer è in grado di disturbare anche i router Wi-Fi su 2.4 e 5.8 GHz.
La notizia è stata anticipata da Radio France Bleu Gascogne, l'emittente pubblica regionale, che ha ripreso un comunicato, tecnico ma molto divertito, della ANFR, Agence Nationale des Fréquences, l'ente che sorveglia le violazioni delle normative sullo spettro elettromagnetico. L'agenzia pubblica addirittura la fotografia dell'apparecchio sequestrato al proprietario, che secondo la legge francese rischia una sanzione penale fino a sei mesi di reclusione e un'ammenda fino a 30 mila euro, oltre alla multa di 450 euro che l'ANFR può applicare per coprire le spese di intervento [via Paolo Romani]. 

14 dicembre 2015

Il DAB+ in Francia, ecco il calendario della copertura nazionale. Si lavorerà fino al 2023.


Era un po' uscita dai radar dopo il lancio di una prima fase con la copertura di Parigi, Lione e Nizza, ma l'iter delle consultazioni e degli studi era andato a vanti e oggi la Francia rientra massicciamente nella corsa alla radio digitale con la pubblicazione di una tabella di marcia per la copertura dell'intero territorio nazionale. In tutto sono previste dal regolatore CSA ben 16 tappe da qui al 2023 (!), in ciascuna delle quali saranno previsti bandi per l'allocazione di risorse "estese" e "locali". In queste tappe, tra 2016 e 2017 sono previste le estensioni locali delle coperture delle tre principali aree urbane francesi, già citate (la capitale, Lione e Nizza). Ci vorranno insomma altri 8 anni per avere in Francia un panorama DAB+ consolidato e nel frattempo ci saranno inevitabilmente enormi cambiamenti a livello delle infrastrutture Internet, in particolare quelle mobili. Il CSA sembra avere ben presente queste possibili evoluzioni. Allo stato attuale, però, bisogna riconoscere che se il consumo di radiofonia attraverso Internet, in rete fissa o mobile, è nettamente in crescita. la scalabilità di questa modalità di fruizione è ancora in discussione. Il modello di distribuzione broadcast - rispetto alla modalità unicast, o punto-punto, offerta dalle infrastrutture IP - continua indubbiamente ad avere i suoi vantaggi. Il vero problema è riuscire a capire la durata di tali vantaggi nel tempo e un orizzonte di otto anni è davvero ampio. 

Vale comunque la pena di studiare a fondo l'approccio francese al DAB+, perché c'è molto da imparare. Sul sito del CSA, seguendo i link forniti dal comunicato ufficiale del 10 dicembre, si arriva a diversi documenti realizzati anche sulla base di consultazioni pubbliche svolte alla fine del 2014 (comunicato gennaio 2015 con la pubblicazione del rapporto "Evolution des modes de diffusion de
la radio: quel rôle pour la radio numérique terrestre?") e a metà 2015 (comunicato ottobre 2015). Sulla base della consultazione dei candidati per i possibili multiplex locali è stato pubblicato anche il rapporto con l'analisi dell'offerta attuale FM e di un possibile adattamento a uno scenario DAB+.
Non è facile sintetizzare tutto, per il momento mi limito a riportare qui uno schema con il calendario delle prossime gare di aggiudicamento delle risorse.

09 aprile 2015

Radio France: la cura Gallet prescrive la chiusura di onde medie e lunghe.

Giunti ormai alla terza settimana di sciopero a difesa del loro ruolo nella radio pubblica, i dipendenti di Radio France si trovano oggi ad analizzare le proposte contenute nel piano di ristrutturazione presentato da Matthieu Gallet e rivelato qualche giorno fa da Le Monde. Ci saranno tagli del personale - circa 300 persone su 4.600 - e interventi sui palinsesti. Per esempio la stazione classica France Musique dovrà funzionare più sul repertorio e vedrà un riposizionamento di contenuti sulla musica jazz, attraverso però la creazione di canali Web specializzati. Non verrà chiusa una delle due orchestre sinfoniche, ma gli organici di entrambe verranno ridotti. 
Le undici pagine del piano contengono alla fine - in cauda venenum - un riferimento a un risparmio di 13 milioni di euro all'anno in spese di diffusione da conseguire con la misura più prevedibile: la soppressione delle onde lunghe e medie. La sezione Espace Public de sito di Radio France pubblica una recente lettera di un ascoltatore che si improvvisa avvocato difensore dell'infrastruttura ancora utilizzata per le trasmissioni di France Inter e di alcuni programmi regionali France Bleu. Il discorso non fa una piega (tranne forse dove dice che le frequenze lasciate libere dalla Francia favoriranno le altre nazioni che potranno aumentare la potenza dei loro impianti), ma non sembra possibile che Gallet voglia tornare indietro su questo punto. Dopo che lo scorso anno France Inter aveva spento i trasmettitori di Nancy, Limoges e Toulouse, presto verrà il turno degli impianti superstiti e con loro spegneranno le onde lunghe. Resterà da vedere quale sarà il destino delle onde corte di RFI. Su alcuni giornali si legge che faranno la stessa fine delle onde medie, ma la gestione della programmazione internazionale dovrebbe essere separata. 
Ecco la lista delle frequenze che con tutta probabilità verranno disattivate:

  • PARIS Villebon (864 KHz - 300 kW) : Ile-de-France, Normandie, Centre (diffuse France-Bleu 107.1)
  • LILLE Camphin (1377 kHz - 300 kW), Nord-Pas de Calais, Picardie, Mer du Nord
  • RENNES Thourie (711 kHz - 300 kW), Bretagne, Pays de Loire, Basse-Normandie, Atlantique-Est, Manche
  • BORDEAUX Néac (1206 kHz - 300 kW) : Aquitaine, Charentes, Atlantique-Est
  • MARSEILLE Réaltor (1242 kHz - 150 kW) : Provence, Languedoc, Golfe du Lion
  • NICE Col de la Madonne (1557 kHz 300 kW) : Côte d'Azur, Méditerranée
  • LYON Tramoyes (603 kHz - 300 kW) : Rhône-Alpes, Vallée du Rhône, Bourgogne, Franche-Comté
  • STRASBOURG Sélestat (1161 kHz - 200 kW) : Alsace, Vallée du Rhin
  • STRASBOURG Sélestat (1278 kHz - 300 kW) : Alsace, Vallée du Rhin (France-Bleu Elsass)
  • BREST Quimerch (1404 kHz - 20 KW) : Finistère, Mer d'Iroise
  • GRENOBLE St-Nizier (1404 kHz - 20 KW) : Alpes
  • AJACCIO Coti Chiavari (1404 kHz - 20 KW) : Ouest de la Corse (diffuse France Bleu RCFM)
  • BASTIA Serra di Pigno (1494 kHz - 20 KW) : Est de la Corse (diffuse France Bleu RCFM)
  • CLERMONT-FERRAND Ennezat (1494 kHz - 20 KW) : Nord de l'Auvergne

07 settembre 2014

La principessa spia che trasmetteva in Morse dalla Parigi occupata

Martedì PBS manderà in onda una docufiction dedicata alla figura di Noor Inayat Khan, la figlia di un notabile indiano musulmano che partecipò alle operazioni SOE dello spionaggio britannico durante la Seconda Guerra mondiale. Tra il 1943 e il 1944, gli anni cruciali in Europa, Noor era dislocata a Parigi e aveva il compito di raccogliere e ritrasmettere via radio le informazioni prodotte dalla rete spionistica britannica e le richieste della resistenza. Sfuggì una prima volta alla cattura quando l'intera rete venne tradita dai doppiogiochisti e annientata, ma alla fine venne arrestata anche lei, torturata e deportata a Dachau, dove fu uccisa. Di "Enemy of the Reich", questo il titolo del film, si parla in questa intervista della NPR al produttore esecutivo, Alex Kronemer. Questa invece è la pagina ufficiale di questa interessante produzione della Unity.



Alla coraggiosa radio-operatrice e ad altre agenti del SOE si ispira il racconto di Elizabet Wein, "Nome in codice Verity", recentemente tradotto da Giulia Bertoldo per Rizzoli (a proposito, so che è già impegnata con un nuovo lavoro, quello di una stella nascente della letteratura young adult mondiale). Qualche anno fa, la scrittrice e storica indiana Shrabani Basu ha scritto su Noor, una biografia, "Spy Princess". Ma di lei si è occupato anche Jason Porath, un illustratore della DreamWorks che su Tumblr cura uno stranissimo blog-fumetto dedicato alle Principesse reiette. NPR ha intervistato anche lui a proposito degli strani personaggi femminili che ogni settimana vengono presentati attraverso una tavola. Come vedete nel disegno di Parath, Noor è raffigurata mentre trasmette i suoi messaggi, forse con un apparato portatile "Paraset" in dotazione allo spionaggio inglese.


10 luglio 2014

Francia, France Info spegne tre impianti in onde medie.

Secondo informazioni diffuse sul forum francese DocTSF, il 9 luglio sono stati spenti tre impianti in onde medie di France Info, il canale nazionale all news francese. Si tratterebbe dei trasmettitori di:

  • Nancy-Nomény (837 kHz)
  • Limoges-Nieul (792 kHz)
  • Toulouse Muret (945 kHz)


Le antenne sarebbero destinate allo smantellamento. È una notizia a suo modo sorprendente perché la rete a onde medie francese (13 frequenze) sembrava essere piuttosto consolidata e destinata a durare ancora. Se dovesse crollare Nizza 1557 sarebbe un fatto clamoroso. Nell'ottobre dello scorso anno, il regolatore CSA aveva pubblicato i risultati di una consultazione relativa alla concessione di nuove licenze in onde medie in alcune regioni, appello che ha raccolto solo una decina di contributi. A parte un tiepido orientamento alla viabilità delle onde medie per scopi trasmissivi comunitari, non sembrava esserci una ressa di operatori interessati.

22 febbraio 2014

Il digitale dell'anno prossimo, perché il DAB è stato (finora) una delusione

Quella della radio digitale DAB è una "nuova tecnologia" tutta particolare, avendo una storia ultraventennale alle spalle prima ancora di essere adottata su larga scala da un pubblico consapevole. È anche vero che in qualche nazione, non solo europea, il DAB è una realtà abbastanza consolidata e che c'è anche chi si appresta a spegnere definitivamente la radiofonia analogica in suo favore. Ma se fenomeni come la tv digitale terrestre, YouTube o Spotify sono ormai planetari, almeno il 90% degli ascoltatori della radio nel mondo non hanno mai sentito parlare di DAB. Il problema è: in quanti ne sentiranno mai parlare? Fino a poco tempo fa, io che seguo la questione dal 1994 (oh, yes), ritenevo che i casi significativi di successo in Europa - UK, Norvegia, Svizzera e ora Germania - avrebbero prima o poi indotto i regolatori europei a optare per una strategia di switch-over (se non di switch-off) a livello continentale. Ora non sono neppure certo che l'anno prossimo avremo ancora una moneta unica quindi non mi pare realistico pensare che il DAB possa per il momento diventare tanto prioritario.
Comunque vada mi sembra interessante leggere le riflessioni che Philippe Manach, del gruppo francese RTL, ha messo nero su bianco in un pamphlet (un centinaio di pagine) appena uscito per HF Éditions, ordinabile sia in versione cartacea sia in elettronico sull'iTunes Store da Le Kiosk Radio. Andando sul sito di La lettre Pro Radio, dove è in vendita il libro fisico, potete scaricare anche un pdf con l'indice e le prefazioni. Perché le considerazioni di Manach sono interessanti? Perché il caso della Francia è molto particolare. L'autore racconta di essere stato incaricato dei progetti di digitalizzazione della radio da RTL nel 1995: da allora la "radio numerica" è sempre stata in pectore, la classica tecnologia "disponibile dal prossimo anno". In Francia qualche anno fa era stato addirittura deciso di accantonare definitivamente i progetti, allora centrati sulla variante (coreana) T-DMB del DAB (europeo). Poi anche su questa decisione è stato fatto dietrofront, con l'avvio di alcuni progetti di reti metropolitane. Ma senza imprimere alla cosa lo stesso impeto che caratterizza per esempio la rinascita del DAB in Germania, dove una prima fase di implementazione del DAB era stata talmente fallimentare da spingere la Corte dei conti tedesca a fissare un vero e proprio ultimatum ai suoi fautori. Io ho il sospetto che questo impeto cominci a mancare anche in Italia, soprattutto da parte di una Rai piuttosto "groggy" per la mazziatona subita dai risultati Radiomonitor, di cui stanno parlando un po' tutti. Sì, Trentino e Bolzano sono territori importanti, Roma e Milano sono più o meno coperte, Club Dab sta viaggiando veloce con il suo piano di espansione della rete del consorzio. Ma a parte i soliti impegni assunti nei soliti convegni, un piano nazionale degno di questo nome non c'è: è perfettamente inutile fingere il contrario. Cerchiamo almeno di capire perché e se sia ancora possibile uscire dal pantano.

27 novembre 2013

La marcia inarrestabile di un dispregiativo diventato simbolo di eguaglianza sociale


Tra pochi giorni, il 3 dicembre, cade il 30esimo anniversario di una manifestazione politica francese che ha segnato profondamente il dibattito sulla pacifica convivenza in una società multietnica. Pacifica, anzi, esplicitamente ispirata al gandhismo, era la marcia partita quasi per caso da Marsiglia il 15 ottobre precedente e giunta a Parigi qualche settimana dopo, quando allo sparuto gruppo di marciatori si unirono centomila persone. L'iniziativa fu concepita originariamente da due religiosi, Christian Delorme (prete cattolico) e Jean Costil (pastore evangelico) e venne ripresa da un piccolo gruppo di giovani immigrati del nordafrica francese, i cosiddetti Beurs. Le rivendicazioni erano minime, e oggi farebbero quasi sorridere se ancora non fossero drammaticamente attuali. Per esempio si chiedeva l'istituzione di un permesso di soggiorno prolungato.

A trent'anni di distanza la marcia dei Beurs diventa un film, "La Marche", di un regista belga di origine araba Nabil Ben Yadir, e anche se molte vicende raccontate (incluso il ferimento di Toumi Djaïdja, uno prodromi della marcia) il taglio è assolutamente comico. Tra i protagonisti c'è Jabbal Debbouze, il comico algerino senza un braccio (perso per un incidente ferroviario) che abbiamo visto anche nei film di Asterix.
Beur è di per sé un termine da raccontare, macinato com'è da quella particolare forma di argot francese che è il "verlan", un modo di storpiare le parole del dizionario decomponendole e invertendole. Beur, viene da arabe scomposto in "a-r-beu" e trasformato infine in beu-r. All'epoca, il nomignolo volutamente autoironico proprio perché riprende i connotati razzisti che sono alla base della sua creazione, venne ufficialmente adottato dai media e una delle prime radio libere francesi, esattamente in quegli anni, era Beur FM, ancora oggi l'emittente di riferimento della comunità degli immigrati franco-arabi e delle seconde generazioni. In occasione del 20esimo anniversario della marcia su Parigi una studiosa britannica ha pubblicato una eccellente storia di Beur FM.

18 gennaio 2013

Francia: le magnifiche 106 del primo DAB+. Vistosa assenza di Radio France

L'autorità audiovisiva francese, il CSA, ha pubblicato oggi la lista dei 106 editori radiofonici che saranno i primi a trasmettere nella nuova infrastruttura di radio digitale DAB+ che prenderà il via in questi mesi nelle tre aree metropolitane di Parigi (dove saranno attivi ben 7 multiplex), Marsiglia e Nizza. Secondo il CSA il prossimo passo che impegna i 106 editori riguarda la scelta dell'operateur de multiplex, cioè della società che materialmente realizzerà e gestira il multiplex di appartenenza. Alla fine del 2011 lo stesso CSA aveva lanciato un appello alle candidature di questi operatori, ma al momento non sono riuscito a identificare le società che hanno risposto o che in seguito sono state selezionate. Ogni stazione avrà due mesi di tempo per comunicare la decisione sull'operatore prescelto e se il CSA dovesse avere qualche obiezione, verrebbero concessi - così vuole la legge - altri due mesi per scegliersi un altro operatore.
La lista completa con l'allocazione dei vari multiplex si può scaricare con questo pdf dal sito CSA. Vi prego di notare un risvolto che non è di poco conto. A questo primo lancio ufficiale di una tecnologia di distribuzione che in Francia ha avuto un percorso molto accidentato, con diverse brusche inversioni di rotta, parteciperanno solo emittenti commerciali e non ci saranno neppure network privati importanti come Europe1, RMC o NRJ, la cui assenza è non meno vistosa di quella dei canali di Radio France. La radio pubblica e molti network primari non hanno mai nascosto le loro perplessità nei confronti del DAB+. Con il DAB+, insomma, la radio francese torna a un passato che ancora non conosceva monopoli e enti pubblici.

12 novembre 2012

Onde Numérique, autorizzata in Francia la radio digitale satellitare-terrestre in Banda L

Nel 2010 avevo dato la notizia di un nuovo progetto per la creazione, in Francia, di un bouquet di emittenti radiofoniche digitali "pay" (cioè in abbonamento) da diffondere attraverso Internet e da una rete di ripetitori in Banda L che ritrasmetteranno un segnale satellitare diffuso grazie ad accordi con Solaris Mobile. Il progetto faceva capo a una società, Onde Numérique, fondata da un ex collaboratore del gruppo World Space, operatore di radio satellitare che aveva fatto un clamoroso fallimento. 
Albino Pedroia, studioso e consulente radiofonico, membro del comitato strategico della startup francese, mi segnala ora da Parigi che Onde Numérique ha vinto la gara di assegnamento bandita dal CSA, il regolatore francese. Il famoso bouquet di 50-60 stazioni ascoltabili con l'autoradio dovrebbe prendere il via a partire dal secondo semestre 2013 su Internet e dal 2014 in Banda L dove verrà utilizzato - e questa è forse l'aspetto più interessante - il sistema ETSI SDR Satellite digital radio (norma ETSI EN 302 550).
E' tutto molto interessante ma mi viene in mente un'obiezione: in questi mesi gli organi di standardizzazione e regolamentazione dello spettro in Europa stanno discutendo del riassegnamento delle frequenze in Banda L a suo tempo allocate alla radio digitale, frequenze che interessano molto agli operatori di telefonia per le loro applicazioni broadband. Si aprirà uno scenario di forte conflitto con iniziative come questa (e con il DAB)?


ONDE NUMERIQUE VINCE IL BANDO DI GARA PER LA RADIO DIGITALE A PAGAMENTO IN FRANCIA

TOLOSA, il 9 novembre 2012 – la società Onde Numérique è stata selezionata dal CSA (Conseil supérieur de l’audiovisuel, regolatore del settore audiovisivo in Francia), nell'ambito del bando di gara riservato ai “distributori di servizio di radiodiffusione” che aveva aperto a fine 2011.

La vincita di questo bando di gara, che la opponeva al progetto della società MediaMobile (filiale dell'operatore di rete TDF, Renault e Vinci), per Onde Numérique rappresenta una tappa importante del suo sviluppo in Francia. Le 64 radio del bouquet, accessibili tramite abbonamento, saranno lanciate nel secondo semestre 2013 sulla piattaforma internet (fissa e mobile) e nel 2014 per gli automobilisti via la rete terrestre di trasmettori in banda L e la diffusione satellitare. Il servizio digitale, che sarà disponibile in “frequenza unica” su tutto il territorio francese, sarà il primo bouquet a vocazione nazionale di radio tematiche digitali per abbonamento, lanciato in Europa in una banda di frequenze riservata alla radio digitale in tutto il continente.

Sono fiero e soddisfatto che il CSA abbia scelto il nostro progetto e voglio ringraziare il collegio per la sua scelta che conferma così la fiducia riposta nel nostro progetto” ha dichiarato Franz Cantarano, Presidente e fondatore di Onde Numérique. “Questa scelta rappresenta per noi una formidabile opportunità per contribuire in modo costruttivo allo sviluppo della radio digitale grazie a un'offerta editoriale innovativa, vasta e diversificata. La programmazione del bouquet è stata ideata per soddisfare le attese dei nostri futuri abbonati. L'offerta sarà complementare alla radio gratuita in termini di contenuti, usi e modello economico” ha concluso il Presidente.


Composizione del bouquet

Il bouquet sviluppato da Onde Numérique permetterà l'accesso, a livello nazionale, a 64 radio e programmi tematici premium:
- 9 radio digitali originali e senza pubblicità che permetteranno all'ascoltatore di divertirsi, informarsi e scoprire nuovi orizzonti, grazie a tematiche originali: viaggi e scoperte, psicologia, sport, talk, letterarura e cultura, storia, ma anche tematiche femminili, maschili, e una radio per i più piccoli
- 43 nuovi programmi musicali, tutti esclusivi e senza pubblicità organizzati per generi: dalla canzone francese alla musica classica, dal jazz al rock senza dimenticare la musica elettronica, la soul e il blues. il bouquet diffonderà anche una serie di programmi di operatori commerciali di grande successo in Francia, come la radio generalista Europe1, ma privi della programmazione pubblicitaria.
Onde Numérique permetterà anche la ricezione a livello nazionale:
- dei 7 programmi del servizio pubblico di Radio France : France Inter, France Info, France Culture, France Musique, FIP, le Mouv’, delle 43 radio locali della rete France Bleu,
e della nuova radio All News europea della rete televisiva Euronews.
Più di due terzi dei 64 programmi del bouquet saranno prodotti da editori radiofonici che già operano sul mercato francese. Grazie agli accordi stupulati, il servizio pubblico, i principali operatori privati ma anche radio private indipendenti e comunitarie produranno programmi di qualità per Onde Numérique.


Una tecnologia d'avanguardia

La società diffonderà i programmi con lo stanrad tecnico europeo ETSI SDR, particolarmente idoneo a una ricezione mobile terrestre e satellitare in auto su tutto il territorio, e in “frequenza unica”. Oltre a una serie di accordi industriali, la società ha firmato un pre-accordo di diffusione satellitare con Solaris Mobile (JV Eutelsat/SES Astra) che permetterà di completare la rete di trasmettitori terrestre che coprirà 140 agglomerazioni francesi al lancio dei servizi.


Il progetto ONDE NUMÉRIQUE

Onde Numérique sta preparando un bouquet premium per il mercato francese composto da 64 radio, di cui 50 inedite, esclusive e senza pubblicità. La società ha stipulato una serie di accordi strategici con operatori radiofonici, editori di contenuti, distributori e società tecnologiche, per il lancio di un'offerta dedicata in un primo tempo alla ricezione a domicilio e mobile (3G e 4G) e in seguito alla ricezione in auto prevista nel 2014. L'abbonato potrà ricevere il bouquet tramite ricevitori specifici che permetteranno anche un ascolto innovativo della radio: navigazione nella programmazione delle radio musicali "forward/rewind" (dispositivo brevettato), accedere a programmi radio parlati con "sottotitoli" per le persone con problemi uditivi, e anche l'aquisto, durante l'ascolto, di brani diffusi nelle radio, direttamente sul terminale Onde Numérique.



18 ottobre 2012

CSA: OK a test DRM+ a 60 MHz a Nizza. Danimarca e Norvegia accelerano lo switchoff dell'FM

Nella sua assemblea dell'11 settembre il Consiglio Superiore dell'Audiovisuale, l'autorità francese, ha autorizzato i test in DRM+ dell'emittente nizzarda Agora Côte d'Azur. Potranno durare dal primo di ottobre 2012 al 31 marzo 2013 e riguarderanno la frequenza di 60 MHz nell'area di Nizza. Sarebbe interessante capire se i test sono già partiti, ma dovranno essere necessariamente strumentali, perché non esistono ricevitori commerciali (almeno non con firmware pubblicamente accessibile) in grado di decodificare questo standard di radiofonia digitale:


Le Conseil a autorisé, du 1er octobre 2012 au 31 mars 2013, la diffusion expérimentale de Radio Agora Côte d’Azur en DRM+ en bande I, sur la fréquence 60 MHz dans la zone de Nice.

In teoria, dovrebbe essere possibile ricevere i test con una chiavetta DVB-T in grado di coprire a partire dalla banda I VHF televisiva. Come software di decodifica immagino si possa provare con il tedesco SODIRA, per Windows.
All'inizio di ottobre lo stesso CSA ha pubblicato l'elenco delle radio e dei network commerciali prescelti per il futuro assegnamento degli ensemble di radio digitale terrestre DAB, dopo i bandi pubblicati originariamente nel 2008 e modificati nell'aprile di quest'anno dopo la decisione di abbandonare il T-DMB e adottare il DAB+. La selezione riguarda le aree metropolitane di Parigi, Nizza e Marsiglia. La lista di emittenti si può scaricare qui.
Una eventuale adozione massiccia del digitale in Francia, dopo la Svizzera e la Germania, potrebbe davvero far precipitare la situazione in tutta Europa. Un recente comunicato del ministro della cultura danese, Uffe Elbæk, ha confermato che la Danimarca sta seriamente pensando di regolamentare la fine dell'FM analogica entro il 2019, a patto che il 50% dell'ascolto della radio avvenga attraverso un mezzo digitale (gli altri si dovranno adeguare). Un articolo della testata Ingeniøren spiega in dettaglio (la traduzione di Google è abbastanza comprensibile) le fasi di passaggio, sottolineando che in Norvegia lo switchoff della radio analogica dovrebbe avvenire già entro il 2017. Sul suo blog, il capo della norvegese Mobile TV e del consorzio IDAG per la promozione della tv mobile T-DMB Gunnar Garfors sottolinea come in Norvegia e in Germania vengono già commercializzati i minitablet Android Samsung Galaxy S5 Wi-Fi, che includono moduli di ricezione DAB+ e DMB. In Germania Saturn e Amazon vendono questi dispositivi a un costo variabile da 227 a 249 euro.

02 luglio 2012

Radio digitale in Francia, nuova clamorosa battuta d'arresto?

Bureau DR France lancia un clamoroso allarme riprendendo un articolo apparso oggi sul quotidiano economico Les Echos, secondo cui Radio France avrebbe deciso di rinunciare al suo diritto di prelazione su quelle che sarebbero state le frequenze dei nuovi multiplex DAB+ in Francia. Ricordo che il percorso della radio numerica francese è sempre stato piuttosto accidentato. Anni fa era arrivata la strana decisione di rendere ufficiale l'adozione del sistema T-DMB, con l'idea di veicolare anche contenuti di tipo televisivo. Due anni fa il rapporto dell'inviato governativo David Kessler era giunto alla conclusione che con tale premesse il progetto di digitalizzazione della radio sarebbe costato troppo. Il primo oppositore a questi progetti, curiosamente, è sempre stato il mondo dei grandi network commerciali, spaventati dalla necessità di investire in una tecnologia di dubbia utilità.



Poi sono accadute un po' di cose, in particolare il successo di una sperimentazione DAB+ voluta a Lyon dalle radio locali e sponsorizzata da Pure. E il CSA, il regolatore francese, ha subito rilanciato, alla fine dello scorso anno, il discorso. I suoi piani prevedevano l'offerta di una prima tranche di frequenze entro il 2012 per una ripartenza bruciante nell'arco dei prossimi 18 mesi. Ma i regolamenti impongono di dare la priorità all'ente pubblico per la definizione dei multiplex e se l'ente pubblico si dice disinteressato (per motivi economici, ovviamente) sembra difficile che la radio digitale partirà lo stesso. Il sistema DAB+ obbliga infatti a investire in infrastrutture condivise che per le piccole emittenti regionali, locali e associative risulterebbero proibitive. Per sapere come andrà a finire si attendono gli esiti di una riunione che dovrebbe tenersi entro la settimana a palazzo Matignon, la sede del Governo francese.

Le gouvernement enterre la radio numérique terrestre?

Il a décidé de ne pas demander de fréquences pour Radio France, ce qui l'empêchera d'être de l'aventure. Reste à savoir ce que va faire le CSA : maintenir les appels à candidatures, ou les déclarer infructueux compte tenu de l'absence d'un acteur de poids.
Un enterrement de première classe. Selon nos informations, le gouvernement s'apprête à faire un arbitrage lourd de conséquences pour la relance de la radio numérique terrestre (RNT). Il a en effet décidé de ne pas préempter de fréquences pour Radio France dans le cadre des appels à candidatures pour les villes de Paris, Marseille et Nice, qui viennent d'être relancés par le Conseil supérieur de l'audiovisuel (CSA). La décision doit être prise formellement cette semaine, à l'occasion d'une réunion interministérielle à Matignon. Dans le cadre de chaque appel à candidatures, le service public a un droit prioritaire sur les fréquences disponibles, qui doit être exercé par le gouvernement.Cela signifiera que le groupe audiovisuel public ne sera pas sur la RNT, pas plus que les grands groupes privés (Lagardère, RTL, NRJ et NextradioTV) qui militent contre cette relance.
Pour le CSA, la pilule est amère. Enlisé depuis 2009, le dossier de la radio numérique terrestre était ressorti de terre à la fin de l'hiver, suite à la décision du régulateur de relancer les appels à candidatures pour Paris, Marseille et Nice. En mai, le CSA est allé plus loin en publiant un calendrier pour de nouveaux appels à candidatures dans vingt zones, afin d'assurer à la RNT une couverture de 60 % du territoire. Malgré l'opposition des radios historiques, le CSA avait tenu bon et était décidé à lancer coûte que coûte la RNT. Pour créer une dynamique, à défaut du soutien des grands groupes privés, il comptait sur les radios indépendantes (Nova, FG, Espace Group...) visant une extension de leur diffusion, sur des nouveaux entrants comme la chaîne d'information Euronews, mais aussi sur Radio France . « Sans Radio France, toute relance de la RNT est impossible. La RNT est en état de mort clinique », estime un observateur. Reste à savoir ce que va faire le CSA : maintenir les appels à candidatures, ou les déclarer infructueux compte tenu de l'absence d'un acteur de poids.
Dans le dossier de la RNT, le CSA a toujours dû faire face à l'opposition du gouvernement. C'était le cas sous la précédente majorité, ça l ‘est aussi avec la nouvelle. Aujourd'hui, l'Elysée ne voit pas d'un bon oeil la RNT : David Kessler, conseiller de François Hollande en charge des médias et de la culture, a rédigé un rapport très prudent sur le sujet il y a deux ans. De plus, la raison budgétaire a fini par peser : lancer Radio France dans l'aventure de la RNT signifiait plusieurs millions d'euros de dépenses en plus pour la radio publique.

14 marzo 2012

Clamorosa accelerazione della radio digitale in Francia, possibile anche una data di switchoff dell'FM


Nel settembre scorso a Torino, in occasione del Prix Italia, il rappresentante ministeriale francese che aveva partecipato al dibattito sulla radio digitale, aveva fatto capire in modo esplicito che la Francia aveva messo una pietra probabilmente tombale sulla radio digitale. Nelle ultime settimane il clima è parso improvvisamente cambiato, anche per il ruolo assunto da Rachid Arhab, il consigliere del CSA, la commissione audiovisuale che regolamenta il mercato francese, titolare del dossier sulla digitalizzazione della radio. Con lui, giornalista algerino naturalizzato francese solo 20 anni fa, la situazione ha subito una accelerazione improvvisa, verso una direzione del tutto opposta. Ieri il quotidiano economico Les Echos ha scritto che il CSA di Arhab e del presidente Michel Boyon, evidentemente anche lui favorevole, è seriamente intenzionata a lanciare ufficialmente la radio numerica in Francia entro il 2012, superando quelle che sono state le forti resistenze da parte non delle piccole emittenti bensì dei maggiori network commerciali, come Europe 1, RTL o la stessa NRJ, preoccupati dei costi del digitale T-DMB. Per una questione regolamentale la prossima mossa - che dovrebbe riguardare la pubblicazione dei bandi di partecipazione ai futuri consorzi in 20 agglomerati metropolitani - partirà dalla norma T-DMB, ma il regolatore auspica espressamente il passaggio al DAB+, parlando di realizzare un network con 5 o 6 multiplex per ciascuna grande città e 12 o 13 emittenti per ciascun multiplex. A sorprendere è la fretta che sembra connotare la decisione, fretta forse legata al fatto che sia Arhab che il suo presidente in CSA tra un mese arriveranno a fine mandato.
Stupefacente la chiusa dell'articolo di Gregoire Poussielgue sull'Echos: in un virgolettato l'autore attribuisce ad Arhab l'esertozione a cominciare a pensare a una data di spegnimento della radio analogica in FM: "quando saremo arrivati al 40% di copertura nazionale, dovremo fissare una data di switchoff, come è stato fatto con la televisione analogica terrestre. Comincia a profilarsi l'ipotesi, non del tutto irrealistica, di una Europa nordico-occidentale disposta ad abbandonare completamente l'FM negli anni intorno al 2020.

Radio numérique terrestre : le CSA passe en force

Bloquées depuis trois ans, les stations détenant une fréquence à Paris, Marseille et Nice vont finalement être autorisées à émettre dès cette année. Un appel à candidatures va être lancé pour les 20 plus grandes agglomérations françaises.

13/03 Gregoire Poussielgue

Plus personne ou presque n'y croyait. Bloquée depuis de longues années, la radio numérique terrestre (RNT) va pourtant bel et bien voir le jour cette année. Le Conseil supérieur de l'audiovisuel (CSA) a un plan en deux parties. Primo, il va signer les conventions des stations qui avaient obtenu une fréquence au printemps 2009 pour les villes de Paris (une cinquantaine de stations), Marseille (une quarantaine) et Nice (idem). Une étape qui leur permettra de commencer à émettre dès cette année. Ce lancement à grande échelle est soutenu par Radio France, le Sirti, qui regroupe les radios commerciales indépendantes, et les radios associatives, malgré l'opposition des historiques (RTL, Europe1, NRJ et NextradioTV). La décision officielle sera prise fin mars. Entre-temps, plusieurs projets ont disparu, comme Europe1 Sport, ou encore LCI Radio, ce qui obligera le CSA à effectuer des ajustements. Mais la décision de lancer enfin la RNT au plan industriel, alors que les expérimentations se multiplient un peu partout en France, est un vrai signal. Les contestations se faisaient de plus en plus fortes contre la non-attribution de ces conventions. Le Sirti a même déposé un recours en référé devant le Conseil d'Etat, qui sera examiné vendredi.
Secundo, le CSA entend lancer, cette année si possible, un appel à candidatures pour étendre la RNT aux vingt principales agglomérations françaises. « Nous visons un taux de couverture de la population légèrement supérieur à 50 % », estime Rachid Arhab, membre du CSA. Déjà titulaires d'une fréquence à Paris, Marseille et Nice, les radios nationales seront mises au pied du mur : si elles veulent prendre le train de la RNT et être diffusées en numérique partout en France, il leur faudra participer. Pour l'instant, il est prévu que cet appel à candidatures soit lancé avec la norme T-DMB, qui est celle de la RNT. Mais le gendarme de l'audiovisuel espère que la nouvelle norme DAB + soit adoptée d'ici là. « L'idée du DAB + vient d'une réflexion économique car cette norme permet de diminuer considérablement les coûts de diffusion », poursuit Rachid Arhab. Cette nouvelle norme permet aussi de couper l'herbe sous le pied des radios historiques, qui se plaignent de coûts de diffusion trop importants pour la RNT, en plus de leurs coûts en FM. Pour l'instant, le ministère de la Culture et de la Communication bloque le dossier : la consultation publique pour l'adoption du DAB + n'a pas été lancée, pas plus que le dossier n'a été transmis à la Commission européenne.
A moins d'un an de la fin de leur mandat, Michel Boyon, le président du CSA, et Rachid Arhab, le conseiller en charge du dossier, veulent donner à la RNT une impulsion qu'ils espèrent irréversible. Concrètement, avec 12 à 13 radios par multiplex et 6 multiplex par ville, il sera possible d'augmenter considérablement l'offre en radios pour certains territoires qui sont désertés par la bande FM. Etape ultime, la fixation d'une date pour l'arrêt de la diffusion en FM. « Quand on sera à 40 % de couverture nationale, il faudra fixer une date comme cela a été fait pour la TNT », ajoute Rachid Arhab. On n'en est pas encore là.

09 febbraio 2012

Parigi, coup de foudre per il DAB+ multiplex forse già da quest'anno

Dopo la falsa partenza del T-DMB molti erano convinti che il dossier della radio digitale in Francia fosse ormai chiuso. Troppa diffidenza sui costi di uno standard che i francesi avevano scelto in netta contrapposizione con il resto dell'Europa (oddio, anche gli italiani hanno sperimentato il T-DMB). E invece lo scorso anno sono arrivati i test metropolitani di Lyon e Nantes e nel giro di pochissimo gli umori sono cambiati. Intervenendo a Parigi al salone Le Radio, conclusosi martedì, il consigliere del CSA (l'autorità garante dell'audiovisuale francese) Rachid Arhab si è detto particolarmente ottimista. Arhab ha anche citato Le Figaro, secondo il quale Radio France sarebbe intenzionata a investire oltre 6,5 milioni di euro nei media digitali. Il legislatore francese potrebbe sancire nel giro di poco tempo l'adozione della norma DAB+ dando modo al CSA di bandire già entro quest'anno le prime gare di assegnazione dei multiplex DAB+ offerti ai cugini d'Oltralpe. A quel punto il discorso delle modulazioni radiofoniche numeriche in Europa comincerebbe a farsi davvero interessante per editori e costruttori di apparati.

Ce lundi 6 février 2012, Rachid Arhab était l'invité du salon Le Radio. Le conseiller du CSA, spécialiste de la radio numérique, a annoncé qu'Eric Besson, le ministre chargé de l'économie numérique avait donné un accord de principe pour un rajout de la norme DAB+ dans les textes.
Par contre, Frédéric Mitterrand, le Ministre de la Culture et de la Communication n'a toujours pas donné de réponse. Une fois les accords ministériels délivrés, il faudra aussi attendre que Bruxelles s'exprime sur le sujet, ce qui ne devrait pas poser de problèmes vu que le DAB+ est adopté par tous les autres pays européens.
Rachid Arhab estime donc pouvoir "lancer avant fin 2012 un appel conséquent qui ferait qu'on arrêterait de se demander si la RNT peut fonctionner." Cette fois-ci, le lancement de la RNT se ferait en même temps sur une très grande partie du territoire et non plus sur trois régions.
Les responsables du SIRTI ont demandé une fois de plus que le CSA n'attende pas et délivre dès à présent les autorisations pour les dossiers qu'il a sélectionnés en 2009. Tout ira très bien sauf si... il y a quelques changements dans l'univers politique français dans les prochains mois.
En tout cas, Rachid Arhab s'est félicité du bon article sur la RTNT paru ce lundi matin dans Le Figaro.

10 novembre 2011

AEF, critiche e sforamenti di spesa rischiano di costar care alle onde corte di France Internationale


Contestazioni sul nuovo assetto centralizzato e aspre critiche alla governance e alla spesa fuori controllo di Audiovisuel extérieur de la France mettono improvvisamente in pericolo le attività in onde corte di un altro grande broadcaster internazionale: Radio France Internationale.
Oltre a RFI, il gruppo AEF concentra dall'inizio del 2009 la programmazione di France 24, TV5 Monde e di Radio Montecarlo Doualiya, la sezione araba di RFI, una specie di Radio Sawa francese. In questi giorni è successo che la deputata socialista Martine Martinel ha reso pubblico un rapporto del tutto sfavorevole alla riforma che ha messo sotto le potenti mani di Alain de Pouzilhac, manager della pubblicità prestato alla dirigenza televisiva, le sorti di tre emittenti e mezza. Per la Martinel sarebbe molto più sensato raggruppare "per mestiere" i canali televisivi sotto la gestione di France Television e di RFI sotto Radio France. Poi è arrivato il colpo di maglio dell'IGF, l'Inspection Générale des Finances, che ha fatto le pulci sulla gestione finanziaria della società pubblica.
Tra sprechi, sovrapposizioni e sovradimensionamenti l'AEF, ha concluso l'IGF, ha un pesante margine di rischio, più di 55 milioni di euro, nel suo budget relativo al triennio 2011-2013. Inoltre l'AEF, che si fa coprire per almeno un terzo dallo Stato francese, spende i soldi in modo ingiustificato e non sfrutta a sufficienze le possibili sinergie tra i suoi diversi organismi.
L'IGF arriva a suggerire qualche misura di contenimento di questi costi (ma perché non cacciano de Pouzilhac, con quel nome da moschettiere?): ridurre le trasmissioni in onde corte e medie di RFI. Purtroppo il file PDF con il rapporto originale dell'organismo di controllo finanziario risulta danneggiato e non leggibile, ma i giornali che lo hanno ricevuto parlano anche di una tabella che mette a confronto le spese pazze dell'AEF con quelle di analoghi broadcaster europei. 368 milioni annui contro i 362 di BBC Global o i 286 di Deutsche Welle e tutto questo per mantenere un numero di redazioni estere inferiore, 13 contro i 28 dei tedeschi e i 27 degli inglesi (bisogna capire se le cifre si riferiscono al passato o tengono conto degli ultimi tagli). L'ente ha già dovuto attraversare un momentaccio proprio un anno fa, quando la sua direttrice generale, la giornalista televisiva Christine Ockrent, è stata travolta dall'accusa di aver creato una rete di spionaggio interna per accedere a documenti riservati e alla posta dei colleghi. Nel maggio scorso, la Ockrent è stata costretta a rassegnare le dimissioni.

03 maggio 2011

Lione, Francia: parte con 16 commerciali il test DAB+

Tra quindici giorni a Lyon in Francia verrà presentata la sperimentazione della radio digitale autorizzata dal regolatore CSA, credo in base allo standard DAB+ (anche se in effetti potrebbe trattarsi di codifiche DAB+ incapsulate in un involucro T-DMB, il sistema scelto ufficialmente in Francia). Da maggio a dicembre di quest'anno il 75% degli abitanti di Lione potranno ascoltare, attraverso due impianti trasmissivi, un insieme di 16 programmi commerciali nell'ambito del progetto "RNT (radio numerica terrestre) Lyon". Il fornitore infrastrutturale dovrebbe essere il gruppo VDL, attivo anche in Germania e Belgio. Il sito Web del progetto è ancora in via di elaborazione ma si può già vedere qualcosa e mi sembra molto accattivante. Visto il coinvolgimento di Pure come fornitore degli apparecchi riceventi, non capisco che cosa manchi per realizzare sperimentazioni analoghe in tutte le maggiori città italiane: possibile che anche un investimento modesto come dovrebbe essere questo sia considerato impraticabile?

Le CSA autorise la diffusion de programmes en radio numérique (RNT) à Lyon, en France

Lyon, 21 avril 2011 : le CSA a annoncé aujourd’hui qu’il avait approuvé le projet “RNT Lyon”. Il s’agit d’une démonstration de diffusion en radio numérique à destination des auditeurs lyonnais d’une durée de 9 mois jusqu’à décembre 2011.

16 radios sont diffusées depuis 2 émetteurs couvrant 75% de la population du Grand Lyon. Les stations sont Africa N°1, Capsao, FG DJ Radio, France Maghreb 2, Impact FM, Latina FM, MFM radio, Nova, Ouï FM, Radio Orient, Radio Scoop, Radio Vinci Autoroute Sud, RCF, Sol FM, Sud Radio et TSF Jazz. Ces stations proposent une grande diversité de programmes et couvrent une large audience.
Pour Antoine Baduel, Directeur Général de la radio FG DJ Radio, “faire part de ce projet est important afin de tester les possibilités offertes par le numérique. L’extension de notre marque vers de nouveaux marchés et de nouvelles villes nous est profitable au moment où nous développons notre offre de service multiplateforme”.
Yannick André-Masse, Président de VDL, opérateur de multiplex et opérateur de diffusion pour ce projet : «VDL soutient cette démonstration de radio numérique à destination des auditeurs lyonnais afin de leur permettre de découvrir cette technologie et ses avantages. Nous participons ainsi à l’augmentation du nombre de stations. Ces dernières et celles qui existent déjà sur la zone en FM vont pouvoir ainsi expérimenter la radio numérique ».
Le projet RNT Lyon démarre officiellement en Mai 2011 par une conférence de presse de lancement qui aura lieu à Lyon. Un site Internet fournira des informations sur la radio numérique, les endroits où acheter les récepteurs et les services disponibles. La promotion se poursuivra par des évènements publics, au sein des magasins spécialisés, et par les campagnes de publicité diffusées sur les stations de radios.
Pour Colin Crawford, Responsable marketing de PURE DIGITAL, un des fournisseurs de récepteurs pour le projet RNT Lyon a déclaré : « ce projet doit promouvoir de nouvelles stations, montrer le nombre de récepteurs de radio numérique disponibles et donner aux français l’envie de découvrir la radio numérique. On espère que cette démonstration sera un modèle pour d’autres villes en France. »

30 marzo 2011

Le web radio collaborative di Saooti

Ho scoperto una interessante piattaforma per radio collaborative via Web battezzata WikiRadio. La sviluppa una società francese, anzi bretone (una cittadina, Lannion, a due passi da Brest, dev'essere un posto magnifico), che si chiama Saooti. Il principio di funzionamento mi pare abbastanza simile all'esperienza proposta dall'italiana Spreaker. Per creare una Web radio in grado di diffondere in streaming trasmissioni in diretta e in podcast non serve installare nessun client, tutto il servizio poggia sui server di Saooti e gli utenti possono integrare player e archivi dei programmi sui loro siti. Insieme a WikiRadio vengono proposti dei servizi/accessori di contorno, come Audience, che apre i canali audio alla partecipazione degli ascoltatori, RendezVous e Event, per creare eventi e incontri audio promozionali o di altro genere e MurDuSon, una fantastica idea di un forum o bacheca online dove i messaggi scritti sono sostituiti da registrazioni audio dei visitatori.
Si possono vedere degli esempi di funzionamento di WikiRadio sintonizzandosi sulla Web radio della Université Européenne de Bretagne, su Neweez, la WikiRadio sull'innovazione creata dalla Comunità di Aggregazione di Lennion, ma anche sul programma settimanale che France Culture dedica a Internet, Place de la toile (peccato che l'archivio non sia popolato i podcast aggiornati del programma si trovano qui). Non manca naturalmente un end point per l'ascolto dei contenuti su iPhone, per esempio il client sviluppato per conto della WikiRadio UEB.
Saooti è stata fondata il primo febbraio del 2009 da un gruppo di ingegneri informatici quasi tutti provenienti dai laboratori di sviluppo di Orange, l'operatore mobile francese, sostenuti da un gruppo di business angels locali, gli Armor Angels.

03 marzo 2011

Boom del DAB+ in Europa, la Kroes spinge il digitale

Sul sito dell'EBU sono state rese disponibili le presentazioni in PDF e le registrazioni audio degli interventi alla Digital Radio Conference del 16 febbraio a Ginevra. Proprio in queste ore è invece in corso, alla RAI di via Asiago, la conferenza Multimedia Meets Radio. Per colpa di una settimana rognosa, che per fortuna si conclude con la partenza per una settimana a Favignana, non sono riuscito a essere presente ma spero di avere le presentazioni da condividere quanto prima.
Intanto ecco il link a quelle del 16 febbraio, da scaricare soprattutto quella sui test in corso in Europa sulla tecnologia DRM+ per la digitalizzazione dell'FM e quella di Frontier Silicon sull'evoluzione del mercato dei ricevitori digitali, davvero molto interessante. Nel giro di pochi anni siamo arrivati ad avere ricevitori DAB del costo di 30 euro e diverse nazioni europe, oltre ad aver adottato il DAB+, pensano seriamente di utilizzarlo per sostituire completamente i network nazionali e regionali in FM. Se il DRM+ dovesse decollare sul piano della disponibilità di chipset, moduli e ricevitori, è sempre più concreta la possibilità che si arrivi ad avere estese aree geografiche caratterizzate dallo switch off dei servizi FM analogici locali. Oggi a Bruxelles la responsabile dell'Agenda Digitale europea Neelie Kroes, intervenendo alla conferenza della Associazione Radiofonica Europea, si è rivolta ai consorzi che si occupano della promozione della radio digitale in Europa ad accelerare il passo, per non "lasciare indietro la radio" rispetto al processo di digitalizzazione. Sul DAB+ c'è del resto sempre più convergenza. Anche l'Austria (qui il documento messo a punto da KommAustria per la radio digitale nel 2012) e il Belgio, dove a Bruxelles RTBF sta effettuando da qualche mese un test DAB+ sul canale 12B con un multiplex di quattro programmi diffusi a diversi bit rate si sono unite al carrozzone dello standard Eureka 147 con nuova codifica audio AAC, mentre in Francia David Kessler, l'incaricato della presidenza della Repubblica che doveva rimettere a febbraio uno studio sulla situazione della radio digitale, ha commentato sulla stampa con molto entusiasmo i test DAB+ che sono in corso a Nantes per iniziativa di un gruppo di radio "associative".

04 ottobre 2010

DR France: no allo stallo, radio digitale anche "parziale"

L'associazione DR France, un consorzio di operatori che in Francia promuove l'adozione della radiofonia digitale firma insieme ad alcuni network radiofonici commerciali (AFRICA N1, CONTACT, CROONER, JAZZ RADIO, LA RADIO DE LA MER, MFM, OUI FM, RADIO FG) il costruttore britannico Pure e il fornitore di servizi infrastrutturali VDL un appello affinché venga superata la fase di stallo che sta ritardando l'avvento della radio numerica in una Francia che già da due anni si è dotata di un inquadramento legislativo in tal senso, definendo 19 città pronte all'attivazione delle licenze a operare nello standard T-DMB. Ricordo che in questo momento è in corso l'ennesima indagine governativa sulle aspettative del mercato, inchiesta che dovrebbe concludere la sua missione in novembre.
Accusando alcuni grossi network di aver messo i bastoni nelle ruote del progetto, i firmatari dell'appello chiedono in pratica di partire comunque sulla base delle richieste già pervenute al regolatore CSA, lasciando una porta aperta alle radio che ancora non hanno preso una decisione o che si sono dette contrarie. Una sorta di lancio a partecipazione ridotta chiamato RNTest, che offra la possibilità di entrare in futuro nel sistema dei multiplex digitali a chi oggi preferisce restarne fuori. Il testo completo dell'appello si può prelevare qui. Faccio notare come DR France faccia leva, per promuovere la digitalizzazione del mezzo, su una caratteristica del modello diffusivo della radio che raramente viene presa in considerazione: a differenza della radio via Internet, la radio analogica o digitale che sia permette di salvaguardare l'anonimato degli ascoltatori attraverso la non tracciabilità dei sistemi di ricezione.

(…)
1. La Radio Numérique Terrestre : la Radio gratuite et anonyme

Si la radio de demain ne passe pas par la Radio Numérique Terrestre, elle passera alors par Internet et par le téléphone mobile qui nécessite un abonnement payant. Cela aura logiquement pour conséquence que la radio du futur sera payante et que l’auditeur perdra son anonymat (puisque la traçabilité est avérée que l’on téléphone ou que l’on navigue sur Internet). Savoir quelle radio vous avez écouté ce matin dans votre salle de bain, c’est ouvrir une porte très dangereuse : celle de permettre une intrusion dans la vie privée de chaque auditeur.

Or, la Radio Numérique Terrestre, comme la FM ou les Grandes Ondes, est non seulement gratuite mais sauvegarde totalement l’anonymat de ses auditeurs. La radio doit rester ce qu’elle a toujours été et représenter un symbole de liberté et d’accessibilité à toutes et à tous.

6. La Radio Numérique Terrestre : déjà inscrite dans la loi

Aujourd’hui, la Radio Numérique Terrestre n’est pas un projet, elle est déjà inscrite dans la loi française. Pourtant, elle a été remise en cause par quatre groupes de radios nationales privées. Cela a donc pour conséquence de retarder son lancement et de facto de faire prendre à la France beaucoup de retard. Les constructeurs sont forcément dans une positon délicate puisqu’en parallèle, la loi les oblige à équiper tous les récepteurs de radio vendus en France de puces permettant de recevoir la Radio Numérique Terrestre . Cette situation est intenable et une décision doit être prise car cet immobilisme est nuisible tant pour les opérateurs, les constructeurs que pour les millions d’auditeurs en France et ne respecte pas de facto les dispositions de la loi.

7. Les conditions d’une relance rapide de la Radio Numérique Terrestre

Si certains opérateurs radio ont des questions légitimes (techniques, économiques) qui nécessitent effectivement des réponses précises qu’elles sont en droit d’attendre ; d’autres semblent plutôt s’y opposer pour des raisons purement stratégiques ce qui a pour conséquence de repousser sans cesse
le lancement de la Radio Numérique Terrestre en France.
Pour que la Radio Numérique Terrestre soit un succès, nous avons conscience qu’un certain nombre de conditions doivent être remplies :

- obtenir une implication des Pouvoirs Publics qui doivent donner un signal fort ;

- lever certaines interrogation techniques ou financières aux opérateurs afin d’obtenir le consensus le plus large possible ;

- relancer la procédure d’appels à candidatures dans les 19 villes choisies par le Conseil Supérieur de l’Audiovisuel en 2008 ; dans le cas où un nouveau report serait décidé, nous demandons à ce que cet appel reste ouvert à ceux qui le désirent, c’est ce que l’on appelle le RNTest.

Le RNTest permettra de satisfaire les radios qui souhaitent encore du temps pour se lancer dans cette aventure sans hypothéquer l’avenir de la Radio Numérique Terrestre et priver plus longtemps encore les auditeurs du droit qui leur revient de profiter de cette avancée technologique majeure.
Cependant, nous insistons sur le fait que le RNTest n’est pas la solution que nous privilégions ; elle ne doit être qu’une solution alternative et de transition dans le cas d’un nouveau report du lancement officiel de la Radio Numérique Terrestre. Cela ne doit pas remettre en cause la forme de l’appel à candidature en Radio Numérique Terrestre qui doit être le même pour tous sur la base d’une norme technique unique à tous les opérateurs.
Pour conclure, Nous, signataires de cette lettre, demandons à tous les opérateurs et acteurs de la radio en France de mettre de côté leurs intérêts particuliers afin de ne pas mettre en péril l’avenir de la radio du futur.

28 marzo 2010

Radio numerica in Francia, due rapporti antitetici

Botta e risposta in Francia tra critici e fautori della radio digitale. Lo scontro indiretto tra Marc Tessier e Emmanuel Hamelin - l'uno incaricato dal Primo Ministro, l'altro su mandato del Ministero della Cultura - è avvenuto in realtà lo scorso novembre, con la presentazione dei rispettivi rapporti. Solo oggi però il rapporto Hamelin è stato diffuso su Internet e può così essere messo a confronto con quello presentato dall'ex presidente di France Television.
Tessier afferma in buona sostanza quello che da anni - con i suoi "latrati", verrebbe da dire riprendendo la cortese definizione di un mio amabile lettore - questo blog va ripetendo (alla noia, direbbe lo stesso lettore, che tuttavia - a meno di una qualche rara patologia a me ignota che lo richiedesse per cura - non è affatto obbligato a leggermi): l'unico modo per imporre la transizione alla radio digitale è decretare lo spegnimento ex lege della radio analogica in FM. Secondo Tessier non sarebbe realistico fare questo prima del 2020 e anche con questo termine il gioco probabilmente non vale la candela: "Au final, le projet de RNT comporte, pour les radios, autant un risque d’appauvrissement que la possibilité d’une amélioration, car il ne créera pas de dynamique de la recette, alors qu’il nécessitera un coût additionnel important, pendant plusieurs années, principalement lié à la diffusion" scrive Tessier, sostenendo in pratica che le opportunità di crescita del mercato radiofonico tutto digitale non sono affatto garantite, mentre i costi addizionali della transizione lo sono eccome.
Di segno opposto è la conclusione di Hamelin, che nel suo rapporto si sofferma in particolare sulla necessità di aiutare finanziariamente le stazioni radio associative, quelle che effettivamente non disporrebbero dei mezzi finanziari necessari per affrontare la digitalizzazione ma che devono essere tutelate in quanto portavoce di un principio di libertà di espressione e democrazia da salvaguardare. Per Hamelin il digitale radiofonico ha senz'altro un costo ma non deve essere ulteriormente rimandato (i francesi hanno spostato il lancio dal 2009 al maggio di quest'anno). Devo dire che nel suo rapporto c'è un passaggio molto interessante che riguarda proprio la questione - anch'essa molto presente su Radiopassioni - della cosiddetta "alternativa IP". Come sapete, le mie personali perplessità (che ritengo modestamente di riuscire ad articolare con qualcosa di meglio di un latrato) nei confronti del digitale sono dovute a uno scetticismo nei confronti di tecnologie che stanno impiegando troppo tempo per affermarsi sul mercato e che in certi casi (vedi il DRM sulle onde corte) non riescono proprio a dar luogo a una industria dei terminali utente.
La radio digitale rischia di invecchiare prima di nascere, mentre milioni di persone stanno già consumando contenuti di tipo radiofonico, moltissimi dei quali generati da stazioni convenzionali, attraverso terminali di tipo IP. Ebbene, Hamelin conclude il suo rapporto affermando che se la radio numerica dovessere esaurirsi nella radio su IP, dovremmo preoccuparci seriamente, perché in questo caso l'accesso alle piattaforme di distribuzione dovrebbe passare per delle infrastrutture che a differenza dell'etere non sono controllate dalla collettività, ma da aziende private, gli Internet Service Provider (FAI in francese).
E' una obiezione che trovo sensatissima e che arricchisce un dibattito già molto interessante. Se poi c'è chi lo trova noioso e cacofonico come lo stupido latrato di un cane, ribadisco il concetto: il sito di Digital Radio Mondiale è assai più divertente, illustrato, sintetico e ricco di stimolanti pubblic… pardon informazioni sulla radio del futuro.
Resta ancora da vedere se davvero questo futuro debba passare per una strategia di esclusione (lo switch off ex lege) o di graduale accrescimento, con il digitale che non esclude l'analogico ma offre nuove opportunità in bande di frequenza addizionali (come nel caso del DAB in VHF/III) o comunque separate (come una ipotetica banda FM eventualmente ampliata verso il basso e ripartita in due porzioni che permettano la convivenza di modulazioni analogiche classiche e modulazioni digitali alla DRM+). Lasciando libera la radio che conosciamo oggi di trovare da sola i propri percorsi di evoluzione e integrazione con il digitale.
Comunque vada a finire, smetto di abbaiare e vi lascio a due brevi articoli che nel novembre scorso parlavano dei due rapporti francesi. I quali possono essere scaricati dai seguenti link per Marc Tessier e Emmanuel Hamelin. Ulteriori approfondimenti si trovano sul blog del settimanale L'Express e sul sito di Radio Campus Paris.

Radio numérique terrestre: Marc Tessier remet un rapport critique
L'ex-président de France Télévisions Marc Tessier vient de remettre aux pouvoirs publics un rapport critique sur le projet de radio numérique terrestre, concluant notamment qu'il était "encore temps de s'interroger sur l'opportunité" de ce projet.

AFP - le 10 novembre 2009
En juin dernier, le Premier ministre François Fillon avait confié à M. Tessier une mission sur "les perspectives de financement du projet de radio numérique terrestre" (RNT).
"Le projet de RNT comporte, pour les radios, autant de risque d'appauvrissement que la possibilité d'une amélioration, car il ne créera pas de dynamique de la recette, alors qu'il nécessitera un coût additionnel important pendant plusieurs années, principalement lié à la diffusion", selon le rapport rendu public lundi.
Le déploiement de la radio numérique, dont le commencement était initialement prévu fin 2009, devrait permettre aux radios qui émettent actuellement en FM de disposer d'une meilleure couverture du territoire, avec un meilleur son et la fourniture à l'auditeur de données associées sur un petit écran (titres des chansons, graphiques, etc.).
La RNT exigera l'achat d'un récepteur dédié, non encore commercialisé, dont le prix pourrait se situer entre 80 et 150 euros.
Pour mener à terme le projet de RNT, le volume de dépenses serait "compris entre 600 millions et un milliard d'euros sur 10 ans selon les objectifs de couverture territoriale retenus et hors investissements de Radio France", souligne le rapport.
Il évalue à plus de 100 millions d'euros annuels une éventuelle aide de l'Etat et "considère qu'un tel coût pour l'Etat serait trop élevé au regard des avantages collectifs escomptés".

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Les Echos - Rapport Hamelin : la radio numérique ne doit pas attendre

Mercredi 18 Novembre 2009

Répondant à la publication du rapport de MarcTessier, très critique sur l'avenir de la radio numérique terrestre, Emmanuel Hamelin demande un lancement en 2010 sous peine de déstabiliser le paysage radiophonique.

Un partout, balle au centre. Une semaine après la remise du rapport très critique de MarcTessier au Premier ministre sur l'avenir de la radio numérique terrestre (RNT) ,un second rapport prend le contre-pied et souligne l'urgence de lancer cette technologie. L'ancien député UMPet rapporteur de la loi sur la télévision du futur, Emmanuel Hamelin, vient de rendre son document à l'inspection générale pour transmission au ministère de la Culture. Ce rapport détermine essentiellement les aides d'Etat nécessaires aux radios associatives pour passer au numérique (9,5 à 11,5 millions d'euros) et le fonctionnement du Fonds de soutien à l'expression radiophonique (FSER).
Il souligne également «l'ardente nécessité» d'un lancement de cette technologie mi-2010.
Il estime que le calendrier actuel du Conseil supérieur de l'audiovisuel (CSA) doit être conservé et que tout nouveau retard serait nuisible à l'ensemble du secteur.
Si la RNT n'était pas lancée, les radios pourraient uniquement être écoutées au format numérique sur Internet grâce, notamment, aux« téléphones intelligents.

30 dicembre 2009

Phonurgia Nova premia Arcoparlante

Leggo sull'ormai imprescindibile Syntone dei risultati del premio di arte sonora e radiofonica Phonurgia Nova 2009, assegnato qualche settimana fa ad Arles, presso il Musée Réattu. La menzione speciale è andata quest'anno ad Alessandro Bosetti per il suo Arcoparlante. Vi ricordo che ho parlato qui del programma andato in onda da DeutschlandRadio pubblicando anche una intervista all'autore. Il vincitore del premio è l'argentino Joaquin Cofreces, nato a Buenos Aires ma cresciuto a Ushuaia, per il suo The Last Voice, un breve documentario dedicato all'ultimo locutor di una lingua india ormai scomparsa (un grande tema, bellissimo). Potete ascoltare questa testimonianza linguistico-sonora sul sito del quotidiano Libération, tra gli sponsor dell'iniziativa, insieme ad altri esempi. In questa edizione, la quindicesima dall'avvio di questa manifestazione, è stato un istituito anche un premio speciale riservato ai giovani produttori e intitolato a Pierre Schaeffer. Fra i tre vincitori ex aequo c'è Caroline Bastin che per RTBF ha creato un radiodocumentario, "Casa Nostra", sugli emigrati italiani che negli anni '50 lavoravano (con enormi rischi, come purtroppo sappiamo) nelle miniere di carbone.
Per approfondimenti sul premio Phonurgia vi suggerisco il blog ufficiale della manifestazione. Diverso materiale sonoro afferente all'evento si può trovare sulla Web radio Transradio.org.