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26 gennaio 2015

Onde medie, la fine del monopolio Rai arriva troppo tardi?

Siamo davvero a un passo (legislativo) dalla fine del monopolio - de facto se non ex lege - delle onde medie italiano appannaggio esclusivo della Rai? Come forse ricorderete l'amico Giorgio Marsiglio, esperto di diritto e appassionato di radiofonia, aveva presentato in sede europea una protesta formale che si era tradotta in una procedura ufficiale di infrazione contro l'Italia, "colpevole" in questo caso di non essersi adeguata allo spirito europeo favorevole alla liberalizzazione dello spettro radio. In pratica, e scusate il linguaggio poco tecnico, le onde medie erano solo teoricamente disponibili, ma di fatto "riservate" alla Rai anche a motivo della necessità di coordinamento internazionale nell'assegnamento delle varie frequenze. 
Giorni fa Marsiglio ha annunciato che il Consiglio dei Ministri aveva approvato una prima bozza di un progetto di legge "europea" destinato a risolvere una decina di procedure di infrazione, tra cui quella sulle onde medie. A proposito di quest'ultimo sul sito Politiche Europee possiamo leggere: 
"Il servizio di radiodiffusione sonora in Onde Medie analogico a modulazione di ampiezza (AM) è attualmente esercitato solo dalla Rai mediante gli impianti registrati all'UIT (International Telecomunication Union). Negli ultimi anni la Rai ha iniziato a ridurre la propria presenza nel settore, lasciando in tal modo potenzialmente libere risorse di frequenze che potrebbero essere utilizzate dall'Italia per essere assegnate ad altri soggetti, secondo le regole stabilite dall'UIT e dagli accordi interazionali stabiliti in tale contesto. La nuova norma interviene prevedendo la possibilità di assegnare nuove frequenze per la radiodiffusione in tale banda e disciplinandone le modalità.”
«Quanto sopra - scrive Giorgio Marsiglio - è riportato nel comunicato con il quale il “Dipartimento Politiche europee” rende noto che il 24 dicembre 2014 il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare il disegno di “legge europea 2014”. Con tale provvedimento il Governo conta di chiudere 10 procedure d'infrazione e 7 casi “EU pilot”, attualmente in corso contro l’Italia presso la Commissione europea. Ricordo - aggiunge Marsiglio - che fu proprio la mia denuncia presentata alla Commissione Europea nel 2012 (rubricata sotto il numero 3473/12/INSO della suddetta applicazione EU Pilot) ad avviare la procedura d’infrazione contro l’Italia per l’attuale situazione di monopolio nelle onde medie; procedura che ha visto il coinvolgimento anche dell’AGCOM, culminato nella “Consultazione pubblica relativa all’utilizzo, in tecnica analogica e digitale, in onde medie e corte".
Come si ricorderà, nel pubblicare gli esiti della consultazione l’AGCOM affermò che non si poteva in alcun modo condividere quanto sostenuto nella mia denuncia alla Commissione Europea, cioè che non sussiste la necessità, dal punto di vista della quantità di spettro disponibile e dei rischi di interferenza, di limitare i relativi diritti d’uso ricorrendo a procedure per selezionare i soggetti destinatari di assegnazione. Il Governo ha accolto tale impostazione riduttiva della libertà di comunicazione; ad ogni modo il percorso per giungere ad una pur timida rottura del monopolio RAI in onde medie non è ancora terminato, dovendo ora attendere il parere della Conferenza Stato-Regioni, la successiva approvazione in via definitiva del disegno di legge da parte del Consiglio dei Ministri e, infine, l’approvazione della legge eurpoea 2014 da Camera e Senato. Mettiamo già in preventivo un altro anno di attesa.»
Se dovessi esprimere un parere, questo tenderebbe a non essere altrettanto ottimista. È sicuramente possibile che l'iter di questa normativa vada in porto, anche se non credo che basteranno dodici mesi. Ma il punto è tutto quello che dovrebbe seguire dopo, i regolamenti di attuazione, le procedure delineate da Agcom, le regole di assegnazione delle eventuali licenze... Francamente non credo che alla fine di tutto questo percorso, diciamo nel 2017, in Italia ci possa un qualsivoglia interesse nei confronti della trasmissione in modulazione di ampiezza, commerciale o comunitaria che fosse. 
Tutta questa discussione avviene con qualche decennio di ritardo rispetto al pesante deficit che l'Italia ha accumulato sul piano della capacità di regolamentare l'uso dello spettro frequenziale broadcast. Non siamo mai riusciti ad adottare un criterio minimo per un uso realmente condiviso e equo delle risorse per la modulazione di ampiezza. 
L'eventuale adozione di norme per la regolamentazione delle onde medie non basterà a colmare questo divario e con tutta probabilità di dimostrerà inutile: se devo valutare dall'esperienza delle emittenti a bassa potenza in AM emerse in questi tre o quattro anni, e in particolare dalla loro inconsistenza sul piano editoriale, l'eventuale futura offerta di licenze per operatori sulle onde medie cadrà tristemente nel vuoto, a parte qualche onorevole eccezione. Se volete una lezione concreta su come si regolamenta lo spettro per le onde medie andate a scaricare le mappe elaborate dall'autore del blog Radio-Timetraveller (cliccare in alto a destra per le due cartelle dei file "US-CA Daytime/Nighttime Pattern Reference"). Utilizzando i dati tecnici messi a disposizione dalla FCC e dal regolatore canadese, Bill ha messo a punto, per tutte le frequenze tra 540 e 1700 kHz, dei mash-up che visualizzano, per ciascun canale, i "pattern" di irradiazione delle emittenti in onde medie nordamericane. Gli impianti di queste emittenti devono rispondere a criteri molto stringenti per evitare di interferirsi a vicenda, sia in orario diurno, sia soprattutto durante le ore notturne, quando l'onda di cielo (skywave) tipica delle onde medie, permette ai loro segnali di viaggiare ben oltre l'orizzonte ottico.

02 settembre 2013

Il sogno (impossibile?) di un servizio radiotelevisivo pubblico europeo

Intervenendo al meeting ciellino di Rimini per presentare il suo libro dedicato al ruolo dell'informazione radiofonica nella divulgazione dei problemi legati alla crisi economica ("Radiocronaca di una crisi", Eri edizioni), il direttore dei GR e di Radio Uno Antonio Preziosi ha rilanciato la sua idea di servizio pubblico radiotelevisivo europeo. Un'idea, ha detto Preziosi, che dovrebbe diventare uno dei temi forti della presidenza italiana dell'Unione (dal giugno del 2014). Le cronache riferiscono che il presidente del consiglio Enrico Letta si è detto d'accordo.
Il tema del servizio pubblico sta molto a cuore anche a me, ma è inutile nascondersi che questi ultimi anni sono stati sicuramente i peggiori per una istituzione politica e sociale che si è sviluppata quasi un secolo fa. Il profondo rapporto che a partire dagli anni Venti del secolo scorso è andato sviluppandosi tra sistemi radiotelevisivi e società, politica, cultura, economia, sembra essere andato in tilt con la crisi di quest'ultima. Improvvisamente ci si è resi conto che le risorse finanziarie che sembravano inesauribili erano assai più labili (anche, anzi soprattutto per precise responsabilità politiche). Quello radiotelevisivo è solo uno dei grandi servizi pubblici - sistemi pensionistici, scuole, trasporti - la cui sostenibilità finanziaria è messa in forse. In questa situazione si innesta la spinta verso forme di populismo e personalizzazione delle politica che sicuramente non giovano alla percezione del servizio pubblico informativo come indispensabile contrappeso interno ai processi democratici. Invece di "servire il pubblico", radio e televisione finiscono - noi italiani lo abbiamo visto, ma non siamo i soli - per servire a un potere sempre più allergico a controlli e responsabilità. È possibile intervenire per restituire al servizio pubblico la sua centralità, la sua indipendenza e la sua autonomia finanziaria? È immaginabile riuscire a farlo a livello europeo, considerando che anche la stessa idea di Europa sta perdendo consenso? E con quali risorse?
Personalmente mi piacerebbe disporre di un canale televisivo e di uno o più canali radiofonici gestiti in modo partecipato da tutte le nazioni dell'Unione. Non è sicuramente un progetto facile da realizzare, non foss'altro per la grande diversità linguistica che caratterizza il continente, ma varebbe la pena provarci. Il problema è che nessuno ci proverà.

16 ottobre 2012

Jamming satellitare: guerra aperta tra Iran e Europa, che spegne IRIB su Eutelsat

La guerra delle interferenze che aveva caratterizzato gli anni della Guerra fredda, epoca in cui tutte le nazioni dell'allora blocco sovietico disponevano di potenti impianti in grado di diffondere un rumore elettronico, il cosiddetto "jamming" sulle stesse frequenze a onde corte usate dalle emittenti occidentali, non ha mai visto un vero e proprio armistizio. Nazioni come Cina e Iran hanno sempre continuato a disturbare le emissioni "scomode", a carattere giornalistico, politico ma anche religioso. Oggi però che molte di quelle emittenti non trasmettono più sulle onde corte, preferendo Internet o il satellite, il conflitto ha fatto un salto di qualità. E anche le contromisure. 
Da mesi i maggiori broadcaster internazionali, con in testa la Voice of America, accusano nazioni come l'Iran di disturbare scientemente le emissioni radio satellitari agendo sulle frequenze (in GHz) degli "uplink", i collegamenti terra-satellite che vengono poi ridistribuiti dai "downlink" dei ripetitori orbitanti. All'inizio del 2012 era stata depositata una petizione in seno all'ITU, un appello firmato da British Broadcasting Corporation (BBC), Deutsche Welle (DW), Audiovisuel Extérieur de la France (AEF), Radio Netherlands Worldwide (RNW) and the U.S. Broadcasting Board of Governors (BBG). Quest'ultimo ha reiterato le sue richieste, precisando che ancora una volta gli iraniani erano intervenuti per bloccare alla fonte le trasmissioni satellitari di Radio Farda e Free Europe/Liberty. Già a febbraio l'ITU aveva reagito esortando i proprietari degli impianti di jamming al rispetto delle normative internazionali, che vietano espressamente i disturbi alle comunicazioni via satellite.
Oggi per la prima volta l'occidente reagisce. In seguito alle richieste dell'UE di inasprire le sanzioni contro il regime iraniano, Eutelsat, d'accordo con il regolatore francese, il CSA, ha deciso di spegnere il transponder di Hot Bird che ripeteva i programmi televisivi e radiofonici dell'IRIB (una emittente che diffonde anche programmi radiofonici in lingua italiana, utilizzando onde corte, il Web e il satellite). Gli iraniani non sono rimasti con le antenne in mano. Una petizione "per salvare la libertà di espressione in Europa" (non in Iran), è apparsa oltre che sul sito di Voce dell'Iran "Radio Italiaanche su Facebook. Andrea Borgnino annuncia che la questione verrà affrontata venerdì in diretta alle 11.30 da Radio 3, nel programma Radio3Mondo.

03 marzo 2011

Boom del DAB+ in Europa, la Kroes spinge il digitale

Sul sito dell'EBU sono state rese disponibili le presentazioni in PDF e le registrazioni audio degli interventi alla Digital Radio Conference del 16 febbraio a Ginevra. Proprio in queste ore è invece in corso, alla RAI di via Asiago, la conferenza Multimedia Meets Radio. Per colpa di una settimana rognosa, che per fortuna si conclude con la partenza per una settimana a Favignana, non sono riuscito a essere presente ma spero di avere le presentazioni da condividere quanto prima.
Intanto ecco il link a quelle del 16 febbraio, da scaricare soprattutto quella sui test in corso in Europa sulla tecnologia DRM+ per la digitalizzazione dell'FM e quella di Frontier Silicon sull'evoluzione del mercato dei ricevitori digitali, davvero molto interessante. Nel giro di pochi anni siamo arrivati ad avere ricevitori DAB del costo di 30 euro e diverse nazioni europe, oltre ad aver adottato il DAB+, pensano seriamente di utilizzarlo per sostituire completamente i network nazionali e regionali in FM. Se il DRM+ dovesse decollare sul piano della disponibilità di chipset, moduli e ricevitori, è sempre più concreta la possibilità che si arrivi ad avere estese aree geografiche caratterizzate dallo switch off dei servizi FM analogici locali. Oggi a Bruxelles la responsabile dell'Agenda Digitale europea Neelie Kroes, intervenendo alla conferenza della Associazione Radiofonica Europea, si è rivolta ai consorzi che si occupano della promozione della radio digitale in Europa ad accelerare il passo, per non "lasciare indietro la radio" rispetto al processo di digitalizzazione. Sul DAB+ c'è del resto sempre più convergenza. Anche l'Austria (qui il documento messo a punto da KommAustria per la radio digitale nel 2012) e il Belgio, dove a Bruxelles RTBF sta effettuando da qualche mese un test DAB+ sul canale 12B con un multiplex di quattro programmi diffusi a diversi bit rate si sono unite al carrozzone dello standard Eureka 147 con nuova codifica audio AAC, mentre in Francia David Kessler, l'incaricato della presidenza della Repubblica che doveva rimettere a febbraio uno studio sulla situazione della radio digitale, ha commentato sulla stampa con molto entusiasmo i test DAB+ che sono in corso a Nantes per iniziativa di un gruppo di radio "associative".

08 luglio 2010

Traffico aereo: ETSI per il Single European Sky

Interessante iniziativa dell'ETSI per la standardizzazione in materia di Air Traffic Management nello spazio europeo. Approvate nella gazzetta ufficiale europea le linee guida per un decision making "collaborativo" tra gli aeroporti dello spazio UE, nel quadro delle iniziative per il Single European Sky.

Single European Sky: ETSI announces its first Community Specification for European Air Traffic Management

ETSI Headquarters, Sophia Antipolis, France – 6 July 2010

ETSI's newly-published European Standard for Airport Collaborative Decision Making (A-CDM) has been declared a European “Community Specification” as a consequence of being listed in the Official Journal of the European Union (OJEU) on 26 June. It is the first standard from a European Standards Organisation to be listed as a Community Specification and provides essential requirements in support of the Single European Sky Interoperability Regulation for Air Traffic Management.
This specification (EN 303 212), one of a series being developed in support of the European Union initiative to enhance the capacity and safety of European airspace, was published by ETSI on 1 June. It is a significant first step towards achieving the goals of the Single European Sky Air Traffic Management Research (SESAR) initiative: a 3-fold increase in capacity with a safety performance improvement by a factor of 10, a 10% reduction in environmental impact and a 50% reduction in costs
The A-CDM concept enables airlines, ground handlers, air navigation service providers and airports to work together efficiently to share data, thereby providing all the involved airport partners with the same view of airport operations. All concerned with airport operations are therefore in a position to make accurate, timely and consistent decisions.
Under the terms of the European Commission's Interoperability Regulation 552/2004 (amended by Regulation 1070/2009) for the Single European Sky, systems, procedures and constituents which meet this Community Specification are presumed to be compliant with the essential requirements of the regulation and the relevant implementing rules. The publication of this European Standard, and its reference in the OJEU as a Community Specification, will therefore facilitate the deployment of the A-CDM concept in Europe's airports.
The Single European Sky legislation was adopted in 2004. It is based on a framework of four regulations, the Interoperability Regulation being one of them. The objective of the regulation is to ensure interoperability of the European Air Traffic Management Network (EATMN), consistent with air navigation services.
ETSI is preparing other Community Specifications for use under the Interoperability Regulation. These will include standards for the Advanced Surface Movement Guidance and Control System (A-SMGCS, to assure the safe movement of vehicles and aircraft on the ground at airports) and Data Link Services (DLS). Other work under the umbrella of the European Air Traffic Management Master Plan is scheduled to begin later this year.

About Single European Sky

The Single European Sky (SES) is an initiative launched by the European Commission to reform the architecture of European air traffic control to meet future capacity and safety needs, organizing airspace and air navigation at a European rather than at a local level. The initiative is based on a harmonized regulatory framework, in which the technical regulation is based on essential requirements, rules and standards that are complementary and consistent. Great emphasis is placed on interoperability.

01 luglio 2010

Radio digitale UE, sancito il "doppio binario"

Il 29 e 30 giugno si è riunito a Copenhagen il comitato dello European Communications Office sulla radiofonia digitale in Europa. Come al solito si trovano molti documenti sul sito www.ero.dk (cercare nel menu ECC Activities quella riferita al gruppo "FM45"). Abbastanza interessante è la bozza Initial Draft ECC Report on Possibilities for Future Terrestrial Delivery of Audio Broadcasting Services, frutto di una riunione ristretta tenutasi a Londra il 16 e 17 giugno con solo quattro partecipanti:

Roland Beutler (SWR Germania)
Hanns Wolter (Club DAB, Italia)
Mike Hate (consulente BBC World Service)
Nigel Laflin (BBC Distribution)

Questo approccio da direttorio ristretto servirà sicuramente per accorciare i tempi delle successive discussioni, ma il sospetto (a parte la soddisfazione di vedere un rappresentante italiano) che ci possano essere un po' di condizionamenti c'è. Bisogna però sottolineare come nel report prodotto da questa riunione viene messo nero su bianco il principio del "doppio binario", cioè della duplicità di approccio - "broadcast" e "broadband" - alla problematica della distribuzione di contenuti radiofonici:
Currently two fundamental approaches to radio distribution may be observed

1) Broadcast

• Access to listeners is direct and not though a third party
• Strict regulation of content and access to distribution mechanisms
• One to many delivery - highly efficient for large audiences
• Free to air for the listener
• Access to spectrum is crucial
• Defined quality of service

2) Broadband

• Flexibility and interactivity
• Potential for Worldwide coverage
• Subscription needed for reception (not free to air)
• ‘Gatekeeper’ can exercise absolute control
• Best effort quality of service – dependant on traffic
Se volete leggere l'integrale del testo della bozza discussa in questi giorni a Copenhagen cliccate qui.


14 aprile 2010

A Copenhagen si discute di digitalizzazione dell'FM

Si è chiusa oggi a Copenhagen in Danimarca la decima riunione del gruppo FM PT45 dello European Communications Office, che si occupa di radio digitale e di digitalizzazione della radio analogica. In attesa di leggere la relazione finale ho provveduto a confezionare un file zippato con dentro i documenti che ho prelevato dal sito dell'ERO. Ci sono molte relazioni interessanti, in particolare sulla banda FM numerica (una prospettiva che in Europa si sta declinando sugli incerti potenziali del sistema ETSI DRM+). Su questo ultimo argomento ci sono anche i risultati di una consultazione pubblica molto interessante da leggere (uno zip di questo specifico gruppo di documenti lo trovate qui). Mi rendo conto che la questione meriterebbe un post molto più articolato e che per il momento vi sto mettendo a disposizione solo un mucchio di file alla rinfusa, ma intanto cominciate a scaricare il materiale che trovate qui:
Per quel che riguarda la digitalizzazione delle onde medie e lunghe è stato pubblicato il report 117, risalente alla riunione delle gruppo PT45 ad Atene nel 2008. Appena avrò notizie del verbale di quello che è successo in questi due giorni a Copenhagen cercherò di analizzare meglio le prospettive europee di evoluzione delle frequenze - oggi analogiche - comprese tra 88 e 108 MHz.

16 febbraio 2010

Radiodays 2010, la parola ai cervelli della radio europea


Nel ricordare che domani, 17 febbraio, a Ginevra si apre il Digital Radio Summit 2010 organizzato dall'EBU, vorrei segnalare un altro evento che si terrà a marzo. Dopo la chiusura del NAB Europe l'evento sulla radio europea organizzato dalla National Association of Broadcasters americana, lo scorso anno, un gruppo di imprenditori danesi prova a rilanciare la formula con il Radiodays Europe 2010, in programma a Copenhagen dal 18 al 19 marzo prossimi. Tutti i dettagli sull'evento, incluso i costi di partecipazione, si trovano sul sito Web ufficiale.
Da notare che tra gli speaker chiamati a dire la loro sul presente e il futuro della radiofonia sul nostro continente, insieme a nomi già noti ai miei lettori (James Cridland, Nick Piggott, Mark Ramsey) c'è anche quello di Filippo Solibello di Caterpillar. Il suo intervento verte sul pubblico giovanile della radio.
Speakers from 15 countries at RADIODAYS EUROPE in March
Speakers from 15 countries are now confirmed for Europe´s most important meeting point for radio – Radiodays Europe, taking place in Copenhagen 18-19 March. A range of toplevel radio executives are among the speakers – including Tim Davie, BBC - as well as leading media futurists, car manufacturers, experts in consumer psychology, advertisement, new media and content development.

- This is not yet another media conference. Radiodays Europe will be a meeting point for commercial and public service radio as well as having an impressing program with several themes that address the challenges for radio today and in the future, says Project Manager Anders Held. Radiodays Europe will appeal to everyone who wants to know what´s new in radio programming, audience research and radio across all platforms, as well as new business models for radio.

Trendwatchers and Media futurists

What are the latest trends in media and consumer behaviour that will affect the radio business? The Belgian trendwatcher and consumer psychology expert Herman Konings will look at the global trends influencing the “consu-human”, different trends in different generations and trends in consumer psochology. The Swedish anthropologist Katarina Graffman will reveal interesting observations from studies of how and why young connected people of the iPod generation use their radios in their everyday lives. Finally media futurist James Cridland, UK, who has been exploring the world of radio from Asia to the USA this winter, will give his report on global trends in radio and new media.
Mark Ramsey, USA, will give an overview and analysis of where American radio is heading today and Joan Warner, Commercial Radio Australia will tell her story of how the country Down Under is doing on its road to digital.

Digital radio, radio in mobile phones and “on the road”

To get to digital, radio needs a European roadmap. Leading broadcasters from France, Germany, Britain and Norway will be discussing the way forward. You will also learn about internetradio, interactivity, new ways to deliver radio over the web and how radio can use social media. The future of radio in cars and in the mobile phones will be discussed in separate sessions. Mobile phones are perhaps the most important gadgets in people’s lives and they are getting increasingly advanced. Mark Jefford-Baker, Business Development Manager at Ericsson Multimedia, will talk about new technological developments as well as what consumer behavior can be expected. It will be followed by a discussion with telecom operators, broadcasters and mobile service developers.
The trend researcher Sven Tollmien, TrendONE, Hamburg, will give a visionary perspective on the prospects of in-car-entertainment. BMW’s manager for personal Entertainment, Dr. Michael Weber, will give the car manufacturer’s perspective and Dr. Marcus Heitmann, Deutsche Telekom will speak about in-car-services from the viewpoint of the telecom industry. Rainer Biehn from Bayerische Medien Technik will look at how different technologies can be combined to produce remarkable results for radio as well as media users.

Creativity and content on the agenda

To get good content, you need good ideas and have ways to nourish creativity and find new ideas. Luckily there are effective methods to find ideas, develop creativity, create great team spirit and get the best out of everyone within a radio organization. Jens-Uwe Meyer, a leading German expert, will lead us through the process. Two of the greatest mornings shows in Europe will be presented by their producers: Rachel Mallender, producer of The Chris Moyles Show (BBC Radio 1, UK) and Marc Haberland, producer of Arno & die Morgencrew (RTL Berlin, Germany) will go “behind the shows” and say “Goodmorning Europe!” in a session focusing on the work behind the success of a morning show.
Another session focus on how to “catch the ears” of the young audience, including cases from Britain, Italy and Germany.

Brains, Brands and Sales

Two new research studies on advertisement effectiveness– from Germany and the UK – are revealing new insights about the strengths of radio as a medium and will be presented at Radiodays Europe. The German study implies that that radio ads can increase the purchase response, although radio is used only as a background medium. The British study shows how radio is a highly efficient method of multiplying a brand’s online presence.

Copyright or copywrong?

An issue of increasing importance to the radio industry is the rights management and the cost to compensate record companies, performers and others. The prevailing system is challenged by the internet and the online environment. What can be done to reform the system and what do broadcasters and the international music industry think about possible solutions that could benefit all? Christian Hauptmann, RTL Group Deputy General Counsel, Lauri Rechardt, Finland, representing IFPI, the International Federation of the Phonographic Industry and Per-Helge Sörensen, DR, Denmark will give you an overview of the options. The conference will be opened by Tim Davie (Director of BBC Audio & Music) and Christophe Montague (CEO of NRJ International) who will speak about “The Future of Radio”.

RADIODAYS EUROPE – the new European radio conference taking place in Copenhagen on 18th and 19th March 2010 – is supported by leading radio industry organizations such as EBU, AER, egta, URTI and World DMB Forum. Other partners include Radio Academy, UK and the media conferences Le Radio, France and Medientage, Germany.
The full program is now available on www.radiodayseurope.com


Ecco una selezione dei titoli degli interventi con i loro relatori:

Radiodays Europe 2010 Program

The Future of Radio
Keynotes by Tim Davie, BBC and Christophe Montague, NRJ

Copyright or copywrong?
Christian Hauptmann, RTL and Lauri Rechardt, IFPI

Where is European radio heading?

In-car media: The future role of terrestrial radio “on the road”
Sven Tollmien, TrendONE (D), Dr. Michael Weber, BMW (D), Rainer Biehn, Bayerische Medien Technik (D) and Dr. Marcus Heitmann, Deutsche Telekom Laboratories (D)

Radio in the mobile: Golden opportunities?
Mark Jefford-Baker, Ericsson Multimedia and telcoms, broadcasters, service developers

Good Morning Europe!
Rachel Mallender, producer The Chris Moyles Show (BBC Radio 1, UK) and Marc Haberland, producer Arno & die Morgencrew (RTL Berlin, Germany)

Double Your Annual Local Advertising Revenue in 1 Week!
David Barker, Business Development Director, NRS Media (UK)

Know your audience: The European Consu-human
Trendwatcher Herman Konings, Belgium

Seven secrets of creative radio
Tony Hertz (UK)

How to develop great ideas?
Jens-Uwe Meyer (D)

New creativity for online delivery
Swedish Radio and Los40Principales, Spain

Hybrid radio is coming!
Nick Piggott, Global Radio (UK), Michael Reichert (SWR, Germany) and Domenik Born, Switzerland

Audience Research: Where is radio in the lives of the iPod generation?
Katarina Graffman, anthropologist, Sweden

Catching the ears of the young − what´s new?
Geoffrey Goodwin, BBC Switch (UK) and Filippo Solibello, Italian Radio 2, RAI

Open mike: Talk show hosting and personality

Digital roadmap for Europe

Radio Plus – a sunshine story from Down Under
Joan Warner, CRA Australia

Audio – at the core of multiplatform storytelling
Thomas Plessis, Lagardere and Philippe Chapot, Tendanco, France

Radio, social media and user-generated content
Jem Stone, BBC (UK) and James O´Brien, ABC, Australia

Global trend watch: Radio from around the world
James Cridland, UK

The American Way - Radio in the land of Apple & Google
Mark Ramsey, USA

The Online Multiplier − How radio advertising boosts brand browsing online
Mark Barber and Jason Brownlee, UK

Brain, Brands and Sales
Martin Scarabis, Germany

Why radio works
Host: Stefan Möller, Finland.

Creating the No 1 station
Case study: Antenna Zagreb, Croatia
Goran Kurjak, Juraj Hrvačić and Luka Bulić from Antenna Zagreb, Croatia, will tell their story – how they struggled and what they have accomplished.

Audience Research: What can we learn from electronic measurement?

Production In Sight
Bart van Gogh, NL


20 novembre 2009

Spectrum Policy Group europeo sulla radio cognitiva

Non è solo l'OFCOM britannico a occuparsi di radio cognitiva. Anche il Radio Spectrum Policy Group RSPG - organismo creato nel 2002 dalla Commissione Europea e comprendente i responsabili della gestione dello spettro delle radiofrequenze dei 27 paesi membri - ha preparato una bozza di rapporto sulla cognitive radio che in queste settimane è sottoposto a un processo di revisione pubblica attraverso una apposita consultazione, bandita tra il 13 novembre e il 28 dicembre.
Il "Report on cognitive technologies" è un documento di 28 pagine molto ricco di definizioni e spunti. Mi pare un'ottima introduzione alla problematica dell'accesso intelligente alle risorse radio. Potete informarvi su questa consultazione sul sito dell'RPSG, mentre in questo documento trovate l'elenco completo delle organizzazioni europee che ne fanno parte.

Call for public input on the draft RSPG report on Cognitive Technologies
13 November 2009 -> 28 December 2009

The Radio Spectrum Policy Group (RSPG) is preparing a Report on Cognitive Technologies. In the process of finalising this report, the RSPG is seeking input and views from stakeholders on the contents of this draft report. The RSPG also welcomes other remarks or suggestions that you may consider relevant on this topic. Please reply by e-mail to to INFSO RSPG (INFSO-RSPG (at) ec (dot) europa (dot) eu), with PUBLIC INPUT ON COGNITIVE TECHNOLOGIES in the subject line.

The RSPG also discussed its report on Cognitive technologies, examining how best to support this very innovative and nascent sector in the coming years. Cognitive radio technologies can be a key driver of innovation resulting in a more efficient use and a more dynamic management of spectrum. Policy-makers need to be informed well in advance of the challenges they may raise for cognitive technologies to realise their full potential. The report recognises that the EU would benefit from adopting a harmonised approach to cognitive radio technologies. It will now be submitted to call for public input in view of final adoption at the next RSPG plenary meeting.

17 marzo 2009

Comunicazioni dati per il Cielo Unico Europeo

Ho appena ricevuto dagli amici dello studio di pubbliche relazioni SEC, questo comunicato della SITA sulle tecnologie di trasmissione dati "controller-pilot" implementate nell'ambito dell'ambizioso progetto Cielo Unico Europeo. Obiettivo dell'iniziatia è un traffico aereo più sicuro e con meno ritardi, ma c'è anche il desiderio di avere un minore impatto ambientale e un minor spreco di risorse. Da anni la Commissione Europea si occupa del problema della regolamentazione del controllo del traffico aereo in Europa e una parte importante di questo progetto è appunto l'adozione di un sistema unico per la comunicazione tra torri di controllo e piloti in volo, in cui i dati assumono una importanza sempre maggiore rispetto alla voce (considerata, lo dice espressamente Eurocontrol, "un limite"). Il comunicato è abbastanza comprensibile, ma per chi volesse approfondire ecco qui di seguito due link ufficiali. Ricordo che il commissario europeo ai Trasporti che sta coordinando il progetto è l'italiano Antonio Tajani, di cui riporto una recente dichiarazione (febbraio 2009): «Considero della massima importanza, in particolare in un periodo di difficoltà economica come quello attuale, la realizzazione di un Cielo unico europeo, che comporti benefici tanto per l'industria quanto per i passeggeri. Per questo motivo il SES II è una delle maggiori priorità del mio mandato,» ha detto il commissario ai Trasporti Antonio Tajani. Gli obiettivi del pacchetto sono quattro: aggiornare la normativa per migliorare il sistema di controllo del traffico aereo, estendere le competenze dell'AESA alla regolamentazione della sicurezza degli aeroporti, rafforzare il SESAR (sistema europeo di nuova generazione per la gestione del traffico aereo) e migliorare la gestione dell'infrastruttura aeroportuale. «È essenziale che il pacchetto sia approvato prima delle elezioni europee, per permettere ai cittadini di beneficiare quanto prima di questa riforma.»

Eurocontrol Link 2000+
Sito Single European Sky della Commissione Europea


“CIELO UNICO EUROPEO”
EUROCONTROL SCEGLIE SITA PER IL SERVIZIO DI COMUNICAZIONE DEL CENTRO DI CONTROLLO DI MAASTRICHT

Ginevra. 17 marzo 2009 - EUROCONTROL, l'Organizzazione Europea per la Sicurezza della Navigazione Aerea, nell’ambito del progetto “Cielo Unico in Europa” ha scelto SITA per offrire servizi di comunicazioni in data-link per il centro di controllo dello spazio aereo di Maastricht.

Il centro di controllo dello spazio aereo superiore di Maastricht, MUACC , eroga servizi di navigazione aerea al Belgio, al Lussemburgo, ai Paesi Bassi e alla regione Nord-Ovest della Germania. Quest’area sarà ad esempio la prima a trarre profitto dall’implementazione di comunicazione controllore-pilota in data-link (CPDLC) nello spazio aereo europeo.
La recente approvazione (ottobre 2008) del pacchetto Cielo Unico Europeo da parte della Commissione Europea obbliga entro il 2013 la zona europea occidentale ed entro il 2015 il resto dell’Europa ad adottare sistemi e servizi di CPDLC per la gestione del traffico aereo che avrà un forte incremento, si stima infatti che nei prossimi vent’anni il numero dei voli annuali in europa raddoppierà. L’implementazione di questa tecnologia sulla rete di gestione del traffico aereo oltre a portare un risparmio di 200 milioni di euro all’anno, ridurrà anche i ritardi dei voli e l’ impatto ambientale.
L’accordo rivoluzionerà le modalità di erogazione dei servizi di controllo del traffico aereo, che attualmente vengono scambiate per radio-telefono e che cederanno il posto a messaggi in data-link simili a delle e-mail.
Il servizio di comunicazioni in data-link di SITA abiliterà lo scambio in digitale (VHF Digital Link Mode 2) di messaggi di comunicazione tra i controllori di traffico aereo e i velivoli adeguatamente equipaggiati.
SITA già eroga servizi di comunicazione in data-link CPDLC a clienti che comunicano con il MUACC dal 2003, quando venne lanciata la primissima fase del programma "Link2000 +". SITA è stata scelta anche per fornire al MUACC il FEP, Front End Processor, utilizzato per gestire i collegamenti con i velivoli.
Circa 400 aerei di 15 diverse compagnie aeree hanno aderito già nella primissima fase. L’80% delle compagnie ha scelto SITA come service provider per le comunicazioni in data-link CPDLC, tra cui Lufthansa, Alitalia, Fedex, Hapag Lloyd e Air Europa.
Akhil Sharma, Direttore di Gestione del Traffico Aereo per SITA, ha dichiarato: "Siamo lieti della fiducia accordataci da EUROCONTROL, che ha scelto SITA quale service provider per le comunicazioni in data-link al MUACC negli anni a venire e, in particolar modo, nei primi due anni della fase del mandato, durante la quale ci aspettiamo che i velivoli equipaggiati per le comunicazioni in data-link circoleranno a migliaia ogni giorno.”

SITA (Società Internazionale Telecomunicazioni Aeronautiche) è lo specialista nella fornitura di soluzioni IT e servizi di comunicazione per l’industria del trasporto aereo. La gamma di applicazioni e servizi per le compagnie aeree e gli aeroporti comprende le operazioni aeroportuali, i servizi integrati per la gestione bagagli, servizi desktop e common use, operazioni di volo e comunicazioni air-to-ground e servizi end-to-end per la distribuzione e la tariffazione.
SITA opera in 220 nazioni e ha un fatturato aggregato 2007 di 1,06 miliardi di euro. Due le principali società controllate: OnAir, che sta conducendo la corsa per l’introduzione sul mercato della telefonia mobile a bordo degli aerei, e CHAMP Cargosystems, l’unica società IT al mondo interamente dedicata al settore dell’air cargo. SITA gestisce inoltre due joint venture per la fornitura di servizi alla comunità del trasporto aereo: Aviareto, per l’asset management degli aeromobili, e CertiPath per la sicurezza dell’identità elettronica. Inoltre, SITA promuove la diffusione di “.aero”, il dominio Internet di riferimento per il mondo dell’aeronautica.






12 novembre 2008

Euranet, la radio europea senza l'Italia

E' partita con un certo slancio l'iniziativa di Euranet, il consorzio di emittenti europee (no, l'Italia non c'è) pubbliche, private e universitarie, che con i fondi UE sta realizzando una sorta di canale radiofonico multilingue e distribuito. E' ormai entrato a regime, come racconta questa corrispondenza dell'agenzia spagnola EFE, un portale Web inaugurato nell'aprile scorso, che permette di accedere ai contenuti emessi via etere. Sono andato a visitarlo, il portale, e non mi sembra che l'interfaccia sia particolarmente riuscita. Ho trovato però una dettagliata brochure con le frequenze utilizzate per le trasmissioni on air, dove compaiono anche parecchi canali sulle onde corte. Al progetto partecipano 16 catene radiofoniche e alcune emittenti universitarie che insieme trasmettono in diverse lingue. Il budget destinato alle operazioni e alla produzione di contenuti è di 5 milioni di euro all'anno per cinque anni. Nel 2013 l'iniziativa dovrebbe essere estesa a 27 nazioni. Nel 2009 dovrebbe anche partire un analogo progetto di rete televisiva continentale. L'Italia non è ancora rappresentata nel canale multilingue ma ascoltando un notiziario inglese di Euranet ho imparato che a Palazzo Vecchio, a Firenze, da novembre si possono visitare (la prima domenica del mese, a gruppi di 50 persone per volta) parte degli scavi archeologici del teatro romano su cui insistevano le fondamenta dell'edificio. Chissà, forse a Firenze ci sarà qualche turista in più,senza che RAI International abbia dovuto sforzarsi troppo.
Red de radios europeas lanza su plataforma en internet

EFE -

Euranet, el consorcio de 16 radios europeas que coproduce programas sobre la actualidad de la UE, presentó hoy su plataforma por internet, que combina las emisiones europeas de todas ellas y se puede consultar en nueve lenguas.
La plataforma, en la dirección www.euranet.eu, ofrece a los internautas la posibilidad de escuchar los programas que realiza cada una de las cadenas de radio, así como acceder a noticias europeas. Euranet comenzó sus emisiones en abril pasado y actualmente tiene una audiencia semanal de 19 millones de personas en la Unión Europea y de 30 millones en países extracomunitarios, ya que Radio Netherlands, Radio France Internationale (RFI) y la Radio Polaca emiten por sus sistemas de difusión internacional fuera del territorio comunitario.
"Nuestro objetivo es ofrecer una cobertura específica de los asuntos e instituciones de la UE", señaló en una conferencia de prensa Erlends Calabuig, director delegado de RFI y uno de los dos consejeros delegados de Euranet.
Calabuig destacó la importancia de que los usuarios puedan elegir entre una variedad de lenguas, cuyo número aumentará progresivamente hasta las 23 oficiales en la UE. Esa configuración multilingüe demuestra que "estamos trabajando juntos en Europa. Somos de verdad una red", afirmó. El portal de internet permitirá al público interactuar con las emisoras de radio y enviar sus puntos de vista, así como participar en debates sobre las cuestiones europeas.
La otra consejera delegada del consorcio, Petra Kohnen, de DW, señaló que debido al éxito inicial "muchas emisoras de radio quieren unirse a nosotros" y además ya hay en marcha un mecanismo de colaboración con estaciones de radio de campus universitarios.
Euranet está formada por 16 cadenas de radio y otras 8 emisoras universitarias asociadas de 15 países de la UE que emiten en diez lenguas comunitarias, y el proyecto de expansión prevé incorporar anualmente al menos una cadena radiofónica por cada país comunitario hasta 2013.
La financiación comunitaria al proyecto Euranet es de 5,8 millones de euros anuales entre 2008-2013. La Comisión Europea prevé lanzar un consorcio similar en el medio televisivo durante 2009.

09 luglio 2008

Il Parlamento europeo vuole una regolamentazione europea

Una gestione più uniforme e armonizzata su scala europea per una gestione delle risorse spettrali che sia davvero in grado di assicurare il pluralismo, l'accesso e vantaggi per tutti i cittadini derivanti dalla rivoluzione del wireless. In Italia saranno contentissimi di lavorare a questo progetto di regolamentazione allargata. Il voto favorevole del Parlamento europeo al rapporto approvato dalla Commissione industria lunedì spiana anche la strada al BERT, Body of European Regulators in Telecommunications. Un nuovo regolatore formato dalle 27 authority nazionali e finanziato per un terzo dalla Comunità e per due terzi dalle stesse authority. BERT è stato proposto come possibile alternativa alla European Electronic Communications Market Authority (EECMA) voluta dalla Commissione Europea.

Telecoms package: EU-wide spectrum management for full benefits of wireless services

Information society - 08-07-2008

Radio spectrum use must be co-ordinated and harmonised across the EU to enable citizens to benefit from new electronic services like mobile broadband internet access, says the Industry Committee. In reports approved on Monday night, MEPs advocate setting up a new European body of national telecommunications regulators to ensure that measures apply consistently EU wide and also call for incentives to invest in new infrastructure, including "next generation" access networks.

Spectrum owned by Member States is needed for many wireless services, from broadcasting and mobile TV through mobile communications and broadband internet to new electronic services such as e-government or e-health. To optimise frequency use and avoid harmful interference among services, Member States must co-operate with each other and the Commission in the strategic planning, co-ordination and harmonisation of radio spectrum use, says the report by Catherine Trautmann (PES, FR).
The electronic communications framework directive, as amended by the Industry Committee, therefore asks the Commission to table a legislative proposal to establish a "radio spectrum action programme".
The committee calls for a more coherent and integrated approach to allocating "digital dividend" frequencies freed up by the switchover from analogue to digital TV, to be completed by 2012.

Manage spectrum flexibly, but safeguard media pluralism

The draft directive, as amended, would require Member States to ensure that any technology or any service can use any frequency available for electronic communications services, in line with national frequency allocation plans and with the International Telecommunication Union's Radio Regulations. Measures requiring that a service be supplied in a specific frequency band would have to be justified by reference to general interest aims such as ensuring safety of life, promoting social, regional or territorial cohesion, avoiding inefficient use of radio frequencies, or promoting cultural and media aims such as cultural and linguistic diversity and media pluralism, say MEPs.

Ensure fair competition by applying regulatory measures consistently in all Member States

The Industry Committee also approved a report by Pilar del Castillo (EPP-ED, ES), which proposes setting up a Body of European Regulators in Telecommunications (BERT), composed of the 27 national regulatory authorities, as an alternative to the European Electronic Communications Market Authority (EECMA) advocated by the Commission.
MEPs propose a new "co-regulation" procedure which would require national regulatory authorities consult the Commission and BERT before taking regulatory decisions. The Commission may require the national regulatory authority to amend the draft measure if BERT considers the measure inappropriate or ineffective.

Separating network access products from other services seen as "an exceptional measure" to promote competition

A national regulator may, as "an exceptional measure", require telecoms operators to separate their network access products from other services - known as "functional separation" - by creating a separate business unit to run the network access services. This unit should then provide all network user firms with access products and services on equal terms. However, the national regulator may apply this remedy only if both the Commission and BERT confirm that no other measure has achieved effective competition and that, without the remedy, there is little prospect of future infrastructure-based competition.

Promote investment in next-generation access networks

MEPs also advocate "appropriate incentives for investments in new high-speed networks that will support innovation in content-rich internet services and strengthen European international competitiveness". These "next generation access networks", using fibre optics, will provide ubiquitous and converged service infrastructure for electronic communications, computing and media.
The Industry Committee asks national regulators to promote market-driven investment and innovation in new and enhanced infrastructures, for example by encouraging investment sharing and by ensuring appropriate risk-sharing among the investor and firms wanting access to new facilities.

Funding BERT

The new Body of European Regulators in Telecommunications (BERT) should be funded by the Community (one third) and by direct contributions from national regulatory authorities (two thirds), according to an amendment adopted by the committee. However, the rapporteur and shadow rapporteurs agreed to review these funding provisions ahead of the plenary vote.

Keep BERT and ENISA separate

BERT should not take over tasks relating to network and information security, says the amended proposal. The Commission had originally proposed merging the existing European Network and Information Security Agency (ENISA) with the new European Electronic Communications Market Authority (EECMA). However, the European Parliament has already prolonged ENISA's mandate until March 2012, in a vote at the June plenary session.
BERT's mandate should be reviewed by 1 January 2014, to ascertain whether it needs to be extended, say MEPs.

15 giugno 2008

Groot Nieuws, Bad News. Le onde medie religiose costano

Mezzo milione. Questa è la somma che l'emittente religiosa olandese Groot Nieuws (great news) Radio sta chiedendo ai suoi ascoltatori come contributo "volontatorio" ma obbligatorio per andare avanti. Groot Nieuws aveva rilevato diversi mesi fa, da una emittente specializzata in musica oldies, la frequenza di 1008 kHz. Ma evidentemente aveva fatto i conti senza l'oste. Le onde medie, date le potenze in gioco, costano parecchio, specie se non intendi rinunciare a un ciclo di trasmissione senza interruzioni.
Groot rischia la chiusura così come tante altre esperienze analoghe in Olanda. Magari non a contenuto religioso, è vero, ma considerando che altrove la religione alla radio è l'unica che tira la news è tutt'altro che great... A ulteriore conferma della distanza, ormai forse incolmabile, che il pubblico europeo ha messo tra di sè e la radio della tradizione, quella del trasmettitore unico, in grado di coprire aree molto estese. In Olanda poi tutto questo non ha senso. Piatta e di piccole dimensioni com'è, l'FM da quelle parti svolge un ottimo servizio. Se a Groot interessasse una audience internazionale stile Lussemburgo su 1440 (in forte crisi anche lei e anche molto delusa da una sperimentazione in DRM che non ha portato ad alcun risultato), forse le onde medie serali e notturne avrebbero ancora senso. Ma resterebbe la questione dei costi.
Groot chiede agli ascoltatori di sottoscrivere donazioni una tantum e possibilmente ad abbonarsi con una piccola somma mensile da addebitare sul conto corrente, promettendo in cambio dei CD in regalo. Il modello di business della stazione è puramente commerciale. Groot dichiara infatti di non percepire un soldo in pubbliche sovvenzioni, tutto dipende dalle donazioni e dalla vendita di pubblicità, immagino che il fatto di essere ripresa dai bouquet via cavo non porti granché in cassa. Buffo per una stazione religiosa molto simile alla britannica Premier Christian Media, che però viene interamente gestita come charity, anche se l'emittente propone due shop elettronici per l'acquisto di libri e Cd e prodotti eco-solidali, in perfetta linea con la tradizione ecclesiastica dei bazaar.
Le onde medie in Europa sono diventate anacronistiche. Resistono forse pochi modelli comunitari e molto locali, come per una manciata di stazioni spagnole. Resistono ancora le emittenti pubbliche, ma probabilmente tutte, senza eccezioni, si stanno chiedendo che senso abbia proseguire quando gli ascoltatori conoscono solo l'equazione radio=FM. E l'alternativa digitale? Per un broadcaster dev'essere una cocente delusione. Tante promesse, tanti esperimenti. Ma anche là dove esiste la relativa sicurezza di un mercato di ricevitori, come per il DAB, emergono fatti inquietanti come l'indifferenza degli ascoltatori, i codec audio peggiori della migiore FM, gli elevati costi infrastrutturali. Vedrete che presto o tardi le onde medie, in Europa, verranno abbandonate da tutti. A quel punto forse si potrà sperare in una intelligente deregulation (poche regole anti-interferenziali e liberi tutti, a patto di restare sotto certe soglie di potenza) che apra la strada all'esperienza delle microstazioni comunitarie e associative. Ma temo di essere parecchio utopico in questo.

19 aprile 2008

Una Webradio comunitaria e internazionale

Si autodefiniscono "a bunch of hackers, (pirate) radio broadcasters, radio artists, media activists, independent musicians and others, who are dedicated to the open-publishing ethos". Sono i realizzatori del progetto di radio collaborativa Open Radio. Sono olandesi, ma come ci racconta Indymedia tedesco, da qualche giorno il sito dell'Open Radio Group è stato aperto ai contributi internazionali. Per ora in lingua olandese, tedesco e inglese, ma francese e italiano sono in arrivo. Alcune parti del sito sono state tradotte nella nostra lingua.
L'idea è quella di liberarsi una volta per tutte delle restrizioni imposte dai regolamenti dello spettro e adottare Internet come piattaforma distributiva. Il target di questa innovativa stazione-collettivo politico (dopo le ultime elezioni si può ancora scrivere, in Italia, "collettivo politico"? Speriamo...) è sicuramente già fornito di connettività. Insomma, la proposta ha senso, anche se implica, in prospettiva, un ulteriore impoverimento dell'etere radiofonico.
Il "bunch of hackers" non deve farci pensare alle emittenti pirata dei 48 metri, in genere assai poco politiche e poco evolute musicalmente. Qui abbiamo a che fare con le emittenti comunitarie delle città d'Europa, soprattutto in Olanda e Germania, e del resto del mondo. Stazioni non sempre legali ma molto impegnate, molto schierate sui temi dell'anti globalizzazione, e caratterizzate da offerte informative e musicali molto spinte.
L'accesso ai contenuti del sito può avvenire in modalità diverse. C'è un pulsante per ascoltare in una finestrella Java lo stream in formato OGG. Ma si può anche accedere a un archivio ordinato per data o ancora prelevare i programmi più interessanti in podcast. Tutto è copyleft e tutti possono contribuire rispettando le linee editoriali e il multilinguismo del sito. I contributi possono essere di tre tipi: programmi (della durata di un'ora al massimo), notizie (più brevi) e musica (occhio alle questioni di copyright).
Per le questioni più tecniche e per diventare contributori date un'occhiata, sul sito di Open Radio, alla pagina dei link: troverete un sacco di riferimento ai software per "fare radio" e per mettere online gli stream audio. Ce n'è per tutti i gusti e per i sistemi operativi Windows, MacOS e Linux. Altri link riportano a interessanti associazioni di radio comunitarie e libere. Vorrei citare qui il portale Freies Radio (anche in italiano).
Auguri, Open Radio.

Open-radio wird international
18.04.2008 09:07

Die neue unabhängige Plattform für freies Radio geht in die dritte Woche seit der Öffnung für internationale NutzerInnen!
Morgen, am Samstag, 19.4. gibt es ein Themenspecial zum G8.
Vor einiger Zeit in den Niederlanden: Piratenradios sterben oder senden nur eine Stunde in der Woche...Einige Menschen taten sich zusammen um der Welt eine neue Möglichkeit für freie Medien zu schaffen. Ursprünglich als streamende Austauschplattform für niederländische Piratenradios gedacht, entwickelte sich die Idee bald weiter.
Warum nicht allen die Möglichkeit geben, selbstproduzierte Beiträge zu veröffentlichen? Dass das Projekt 24 Stunden am Tag hörbar sein sollte war da schon klar.
Leere Zeiten sollten mit Musik aufgefüllt werden. GEMA-Diskussionen wurden schnell beiseite gelegt, denn alle fanden es richtig, nur Musik ohne kommerzielles Copyright zu spielen. Dass das gar kein Problem ist, stellte sich bald heraus, denn z.b. Creative-Commons-lizensierte Musik ist reichlich und in guter Qualität vorhanden. Die Recherche ergab: Dieses Internetradioprojekt würde etwas ganz Neues werden. Es gab zwar einige Archive im Internet und auch viele Internetradios, es gab auch Playlisten bei denen man selbst etwas hinzufügen konnte, aber ein Internetradio bei dem JedeR selbst bestimmen kann, wann der Beitrag gespielt werden soll, etwas ohne kommerzielles Copyright, und das noch mit einem explizit emanzipatorischen und freiheitlichen Ansatz und open-source Software gab es nicht. So folgte erstmal eine längere Phase des Programmierens. Letztes Jahr war es dann soweit: Open-Radio ging online und ließ sich testen, erstmal mit dem Fokus auf die Niederlande.
Jetzt wird Open-Radio international. Der Testlauf bei den Freiraumtagen war erfolgreich und Open-radio.nl ist bereit, seine Bekanntehit u vergrößern. Es kann noch viel verbessert werden, aber Open-radio stellt sich der Herausforderung. Seit der Öffnung für internationale NutzerInnen steigt das Angebot von spannenden Sendungen, und im Moment gibt es täglich mindestens zehn Sendungen zu hören.
Es gibt verschiedene Möglichkeiten, Open-radio.nl zu nutzen. Man kann einfach jederzeit "Einschalten", und die Seite als Ersatz fürs normale Radio benutzen.
Man kann aber auch nur einzelne Beiträge als Podcast runterladen und ausgewählte Sendungen hören, bzw. in seinem eigenen freien Radio aussenden. Man kann aber auch den ganzen Stream übernehmen, z.B. um sein eigenes Programm aufzufüllen. Und natürlich geht es auch darum, unkommerzielle und alternative Beiträge einer größeren Öffentlichkeit zugänglich zu machen!
Die Sprachen der Beiträge sind beschränkt auf die Sprachen, die die Mitglieder der Moderationsgruppe verstehen können, das sind derzeit Niederländisch, Englisch und Deutsch.
In Ausnahmefällen werden auch Französische und Italienische Beiträge zugelassen.
Inhaltlich werden Beiträge, die diskriminierend oder fanatisch religiös sind aussortiert.
Open-Radio freut sich über neue HörerInnen, ModeratorInnen, ProgrammiererInnen, Einladungen zu Infoveranstaltungen, Geldspenden, Publicity und über Anregungen, Nachfragen, Kritik, Wünsche etc.

26 febbraio 2008

Va in onda l'Europa, non l'Italia

E' stato presentato ufficialmente a Bruxelles il progetto Euranet, il consorzio di emittenti radio europee che a partire dal mese di aprile coprodurrà e trasmetterà programmi radio di interesse "continentale". Si parte con 10 lingue, da estendere gradualmente alle 23 dell'Unione. 16 le stazioni confederate, cui si aggiungono già sette stazioni associate che potranno ripetere le trasmissioni. Sì, avete indovinato, Grecia e Spagna ci sono, l'Italia no. Abbiamo ben altri problemi, noi.
Ecco il testo del comunicato stampa in italiano diffuso oggi sul sito Europa.eu (in allegato sono pubblicati gli elenchi delle stazioni aderenti):

L'Europa in onda: avvio di una rete di radio europee
A partire dall'aprile 2008, 16 stazioni radio di 13 paesi riunite in un consorzio e 7 stazioni radio associate potranno coprodurre e trasmettere simultaneamente, giorno dopo giorno, programmi dedicati all'attualità e alla società nell'Europa a 27.
Tra i programmi di questa rete EUROPEA, trasmessi quotidianamente, rientreranno radiogiornali quotidiani, interviste, dibattiti, rubriche di approfondimento, eventi in diretta. Le prime trasmissioni inizieranno nell'aprile 2008.
In un primo tempo verranno utilizzate 10 lingue (bulgaro, francese, greco, inglese, polacco, portoghese, rumeno, spagnolo, tedesco e ungherese), poi gradualmente tutte le 23 lingue dell'UE.
Questa rete – aperta a tutti i tipi di radio, nazionali, regionali, locali, pubbliche o private – va già da "Radio Polskie" a "Punto Radio" (Spagna), passando per "Deutsche Welle", "Radio Netherlands", "Radio France Internationale" e "Radio Slovenia International".
Altre radio potranno aggiungersi, se saranno conformi alle regole definite dal consorzio.
Il carattere interattivo di questo programma quotidiano, la cui durata è compresa tra 30 e 60 minuti, sarà rafforzato dall'avvio di un portale Internet comune nel luglio 2008.
Il 26 febbraio 2008 Margot WALLSTRÖM, vicepresidente della Commissione europea e commissario responsabile delle Relazioni istituzionali e della strategia della comunicazione, ha espresso la propria soddisfazione per il sostegno che la Commissione europea potrà fornire al consorzio europeo delle stazioni radio per una durata di 5 anni a partire dal suo avvio, nel quadro della gara d'appalto del 14.7.2007 e nel più rigoroso rispetto della sua libertà editoriale garantita da una Carta editoriale.
Il 14 dicembre scorso la Commissione ha firmato con il consorzio delle radio coordinato da "Deutsche Welle" e da RFI, vincitore della gara di appalto, un contratto di servizi per un importo di 5,8 milioni di euro all'anno.
I signori Erik BETTERMANN, Antoine SCHWARZ (foto Bernard Revert, da Flickr) e Jan HOOK, rispettivamente presidenti di Deutsche Welle, RFI e Radio Netherlands International hanno sottolineato davanti alla stampa a Bruxelles l'esperienza unica e l'arricchimento che costituiranno i contributi e i punti di vista incrociati apportati dai partecipanti al consorzio per fornire ai cittadini dei 27 paesi dell'UE programmi vivaci e ben documentati sulle questioni relative all'Europa.

13 dicembre 2007

European Radio Project, Italia assente

La testata telematica EUObserver fornisce qualche dettaglio in più sul progetto di emittente europea che vedrebbe la partecipazione di un consorzio di 16 emittenti in 13 nazioni dell'Unione. Il sito rivela che il progetto reca, tra le altre, le firme di Deutsche Welle, Radio France Internationale e Radio Netherlands Worldwide, Polskie Radio e Punto Radio in Spagna. Inizialmente, a partire dall'aprile prossimo, le trasmissioni saranno in inglese, francese, tedesco, spagnolo e polacco. Altre 5 lingue, tra cui portoghese e greco, si aggiungeranno in seguito, con l'obiettivo di coprire entro il 2012 tutte le 23 lingue ufficiali dell'Unione. La lingua italiana brilla per la sua assenza, com'era da aspettarsi. Del resto, diversamente dalle altre nazioni citate, che mettono a disposizione i loro broadcaster internazionali, l'Italia non ha più nemmeno un broadcaster internazionale. Secondo la pubblicazione online i programmi si potranno ascoltare sulle consuete frequenze delle emittenti partecipanti nonché su un sito Web che sarà pronto a partire da giugno 2008. L'audience potenziale viene stimata in 12-19 milioni di ascoltatori in Europa e altri 30 nel resto del mondo. COnfermato uno stanziamento annuo di 5,8 milioni di euro, contro i 5 (tra poco 10) all'anno per il canale satellitare EuroNews.

EU to fund pan-European radio station

12.12.2007 - 07:14 CET | By Mark Beunderman

EUOBSERVER / BRUSSELS - Radio fans will from next year onwards be able to tune in to a new pan-European station, to be set up by a multinational group of broadcasters and funded by the European Commission.
The 'European Radio Project' (ERP) - a consortium of 16 radio stations from 13 member states - will from April 2008 onwards bring programmes "from a European point of view," according to plans seen by EUobserver.
The project, to be officially signed off this Friday (14 December), will see the ERP group jointly producing daily half-an-hour EU "hard news" shows, weekly magazines and coverage of big European cultural events.
The programmes will be broadcast on the usual frequencies of the participating radio stations, as well as through a new ERP internet site, which will be in the air from June onwards.
Participants include internationally operating public broadcasters such as Germany's Deutsche Welle, Radio France Internationale and Radio Netherlands Worldwide, as well as Poland's Polskie Radio and Spain's Radio Punto.
Belgian, Czech, Bulgarian, Greek, Hungarian, Portuguese, Romanian, and Slovenian channels are also taking part in the scheme, which is open to further participants in future.
Original content for the radio shows will initially be produced in five "core" languages - English, French, German, Spanish and Polish - and will be translated into Bulgarian, Greek, Hungarian, Portuguese and Romanian.
More core languages and translated versions will be added in the coming years so that by 2012, all official 23 EU languages should be covered.
The euro-radio project will be primarily financed by the EU Commission, which earlier this year issued a tender for "informative radio programmes on EU affairs" made by radio operators belonging to various member states.
The ERP consortium won the tender and will now pocket €5.8 million per year of subsidies for its pan-European shows, which comes down to a daily amount of € 15.890, commission sources said.
The 16 participating channels themselves will also support the ERP by providing frequencies, studio space and personnel.
Sources familiar with the project said the commission as a major financer "will not interfere in any way in the content" of ERP programming, with a commission official confirming that "they will have full editorial independence."
The commission tender cites as aim of the radio project to "encourage the development of a European public area," with Brussels already subsidising the European TV news channel EuroNews to the tune of €5 million euro a year (increasing to € 10 million from next year onwards).
ERP programmes are likely to include "Europe in brief" (European news of the day); "Europe in perspective" (backgrounds with the news); "Europe in-depth" (interview, analysis, and debates) and "Europe Live" (major cultural events in the EU).
Deutsche Welle will ensure the editorial coordination of the project, while Radio France will be responsible for financial affairs and Radio Netherlands will run the web portal of the euro-station.
The audience is estimated at 12 to 19 million daily listeners in the EU-27 plus around 30 million in the rest of the world. The consortium hopes to increase its EU audience to 30 million through marketing.

11 dicembre 2007

Qui Radio Europa

Riuscirà davvero Radio Netherland a realizzare l'antico sogno di una radio dell'Europa unita? Sembra che l'idea di una emittente multilingua con una programmazione di respiro continentale diventerà una realtà a partire dal prossimo aprile e avrà una presenza in Olanda e in altre dodici nazioni. La Commissione europea ha concesso un finanziamento di 5,8 milioni di euro, ma non avrà voce in capitolo sui contenuti. Inizialmente le trasmissioni saranno in inglese, tedesco, francese e polacco con traduzioni in altre cinque lingue.

Radio Netherlands joins European radio network

Hilversum (11 December) - Radio Netherlands Worldwide is setting up a European radio station together with stations in 12 other EU countries.
The station, which will produce programmes from a European perspective, is due to start broadcasting daily in April. The programmes will be broadcast on the existing frequencies of the radio stations taking part and via a website which will be launched in June.
The broadcasts will be produced in English, German, French and Polish and will be translated into five other languages. In 2009, Dutch will become one of the core languages. The European radio project, which will receive a yearly subsidy from the European Commission of 5.8 million euros, will operate independently.

05 ottobre 2007

HD Radio Days a Lucerna, cronaca e documenti

Documenti e fotografie relative alle giornate HD Radio appena concluse a Lucerna sono già disponibili online. Vi suggerisco in particolare il documento presentato da Hans-Ulrich Rohrbach per conto del regolatore elvetico BAKOM/OFCOM, sulle misure di interferenza su ricevitori FM tradizionali. La conclusione è che il sistema HD Radio è molto interessante ma va studiato a fondo, soprattutto con livelli di protezione di 200 o 300 kHz tra una frequenza attiva e l'altra. Secondo il comunicato ufficiale qui riportato le trasmissioni HD Radio potrebbero avere inizio commercialmente a fine 2009. I procedimenti per la standarizzazione sono attualmente in corso presso l'ETSI.


Surge of interest in HD Radio technology

The second HD Radio Days have taken place in Lucerne, following on from the 2006 event. This year, managers of the HD Radio field trial in Central Switzerland welcomed over 200 specialists from 13 countries. Prominent speakers from the regulatory and commercial sides highlighted the latest trends and developments in radio’s “going-digital”. Participants from all over Europe could also witness for themselves the fruits of the HD Radio trial currently underway in Central Switzerland.

HD Radio field trial points the way to low-cost digital radio

Since the wide-area HD Radio field trial got underway in March 2006, the capability and efficacy of the American radio standard has been put to the test under European conditions and against Swiss topography. According to Markus Ruoss, initiator of the field trial in Switzerland, "It grew increasingly clear that for commercial broadcasters to begin with, HD Radio technology promises an entry to the digital radio era that is both economical and highly advantageous in technical market terms." As Markus Ruoss sees it, "This explains the strong surge of interest in the HD Radio system in recent months, in Switzerland as well as in other European countries."

International HD Radio Days in Lucerne

The second HD Radio Days were held on 4-5 October 2007 in Lucerne (Hotel Radisson SAS Lakefront). Interim results of the field trial were revealed and elucidated as part of a series of presentations. Scenarios for introducing HD Radio broadcasting were also discussed. Various test vehicles were available so that participants could experience at firsthand the benefits of HD Radio technology on the move. In separate workshops, specialists demonstrated a frequency allocation simulation along with a wide selection of receiving equipment. Workshops were also held on pertinent topics like surround-sound and future radio application possibilities such as addressability, EPG (Electronic Program Guide), and even visual radio.

Wide-area HD Radio field trial

The second phase of the field trial got underway in summer 2007, with the start-up of an HD Radio converter broadcasting within the Lucerne region. Mobile and stationary receivers then left the laboratory for distribution to selected test listeners in Central Switzerland, in a bid to assess the system’s everyday operability and market potential.

The future of HD Radio in Switzerland and Europe

Full results of the field trial will be collated into a final report early next year. After the field trial has successfully finished, and subject to approval by the Federal Office of Communications (OFCOM), Swiss HD Radio broadcasting is expected to commence in late 2009. The European HD Radio Alliance is in the process of being formed in response to strong national and foreign interest in HD Radio TM broadcasting, and to increase awareness of the technology. The European HD Radio Alliance is also participating in the European standardisation and approval process (ETSI/ITU) and will issue regular bulletins on the status of technical developments, statutory regulation, and frequency planning.