Se non fosse un possibile sintomo di un conflitto capace di degenerare in scontro armato, c'è come sempre da restare affascinati dal suono che arriva, attraverso le onde corte, dalla penisola asiatica. Sarebbe forse il momento di cercare lumi nell'invenzione letteraria, andandosi a leggere un romanzo uscito a fine 2011, più o meno all'epoca della morte di Kim Jong Ill, per la penna di Adam Johnson, che insegna scrittura creativa a Stanford. The orphan's master son è un'incredibile lavoro di fiction che secondo Barbara Demick del Guardian è più realistico di un articolo di giornale e rappresenta il primo tentativo di raccontare una storia della Corea del Nord "dal di dentro", con gli occhi di uno dei suoi abitanti, non dell'occasionale viaggiatore. Il romanzo parla del figlio di un direttore di orfanotrofio che diventa agente buono per tutte le missioni e ha un inizio ambientato sulle barche da pesca coreane in cui la radio ha un ruolo importante.
Ascolto, linguaggi, tecnologie, storia, geopolitica, cultura della radio: emittenti locali, internazionali e pirata • Web radio • radio digitale • streaming music • ham radio • software defined and cognitive radio • radiocomunicazioni • regolamentazione
15 marzo 2013
Tensione in Corea: sulle onde corte ripartono i numeri segreti di V24 Tanshim'
Se non fosse un possibile sintomo di un conflitto capace di degenerare in scontro armato, c'è come sempre da restare affascinati dal suono che arriva, attraverso le onde corte, dalla penisola asiatica. Sarebbe forse il momento di cercare lumi nell'invenzione letteraria, andandosi a leggere un romanzo uscito a fine 2011, più o meno all'epoca della morte di Kim Jong Ill, per la penna di Adam Johnson, che insegna scrittura creativa a Stanford. The orphan's master son è un'incredibile lavoro di fiction che secondo Barbara Demick del Guardian è più realistico di un articolo di giornale e rappresenta il primo tentativo di raccontare una storia della Corea del Nord "dal di dentro", con gli occhi di uno dei suoi abitanti, non dell'occasionale viaggiatore. Il romanzo parla del figlio di un direttore di orfanotrofio che diventa agente buono per tutte le missioni e ha un inizio ambientato sulle barche da pesca coreane in cui la radio ha un ruolo importante.
17 marzo 2012
End Piece, lo switch off della tv analogica diventa arte con David Hall

Nel grande capannone di Ambika P3 Exhibitions, lo spazio che l'università dedica a mostre e manifestazioni, sono stati sistemati - questa volta per terra, con lo schermo rivolto verso il soffitto - mille televisori analogici, con i cavi di alimentazione e di antenna che confluiscono verso un unico punto del tetto della grande sala. Una specie di mazzo rovesciato di televisori tutti accessi e tutti sintonizzati su uno dei cinque programmi analogici ancora visibili nella zona. Tra poche settimane, il 18 aprile per l'appunto, i mille schermi della nuova installazione di Hall, intitolata "End Piece (1001 TV sets)" smetteranno di colpo di visualizzare immagini di senso compiuto e il "videopavimento" trasmetterà solo sabbia e rumore bianco.01 novembre 2011
Le forme del vento (solare) e altri Camps (In)visibles
19 luglio 2011
Codice Morse, nella cronaca e nell'arte contemporanea

Ed ecco invece la trascrizione in punti e linee dei 551 nomi:

21 giugno 2010
Radio Lavabo

30 dicembre 2009
Phonurgia Nova premia Arcoparlante
Leggo sull'ormai imprescindibile Syntone dei risultati del premio di arte sonora e radiofonica Phonurgia Nova 2009, assegnato qualche settimana fa ad Arles, presso il Musée Réattu. La menzione speciale è andata quest'anno ad Alessandro Bosetti per il suo Arcoparlante. Vi ricordo che ho parlato qui del programma andato in onda da DeutschlandRadio pubblicando anche una intervista all'autore. Il vincitore del premio è l'argentino Joaquin Cofreces, nato a Buenos Aires ma cresciuto a Ushuaia, per il suo The Last Voice, un breve documentario dedicato all'ultimo locutor di una lingua india ormai scomparsa (un grande tema, bellissimo). Potete ascoltare questa testimonianza linguistico-sonora sul sito del quotidiano Libération, tra gli sponsor dell'iniziativa, insieme ad altri esempi. In questa edizione, la quindicesima dall'avvio di questa manifestazione, è stato un istituito anche un premio speciale riservato ai giovani produttori e intitolato a Pierre Schaeffer. Fra i tre vincitori ex aequo c'è Caroline Bastin che per RTBF ha creato un radiodocumentario, "Casa Nostra", sugli emigrati italiani che negli anni '50 lavoravano (con enormi rischi, come purtroppo sappiamo) nelle miniere di carbone.17 dicembre 2009
Radioaktivität a Napoli, arte e radiofonia
E' in corso al Palazzo delle arti Napoli (grazie a Francesco per la segnalazione) la terza edizione del Forum Internazionale sulla Documentazione e i linguaggi del contemporaneo e domani, venerdì 18 è previsto l'evento "radioaktivität | arte e radiofonia curato da Stefano Perna «Grazie alla sua capacità di lavorare sull’ascolto e sullo sviluppo di una sua specifica “arte”, di dislocare il senso di presenza, di produrre visioni pur in assenza di immagini, la radio ha continuamente attratto l’attenzione di artisti che, dalle prime avanguardie novecentesche fino agli attuali scenari delle reti digitali, ne hanno voluto sondare potenziali, codici e virtualità. Sotto forma di palinsesto e mediante una serie di interventi in stile ‘radiofonico’ e performance sonore, la giornata esplorerà i rapporti tra radio e sperimentazione artistica.»
Sono previsti interventi di: Knut Aufermann & Sarah Washington / João Bacahlau / Cappa & Drago / Pinotto Fava / Gabriele Frasca / Ilaria Gandez / Heidi Grundmann / Honor Harger / Carola Haupt / Cristiano Magi / Etienne Noiseau & Irvic D'Olivier / Richard Thomas / Ilari Valbonesi. Rilevante, come sempre, la presenza di Cappa & Drago dell'Istituto Barlumen, che offriranno un'opportunità ghiottissima, porgendo in anteprima e in progress al loro pubblico un omaggio a "Ritratto di città", radiopoema scritto da Roberto Leydi e musicato da Luciano Berio e Bruno Maderna nel 1954 allo Studio di Fonologia della RAI di Milano. Vedo anche che è atteso Etienne Noiseau di Syntone. Per scaricare il programma completo della manifestazione. Vorrei davvero essere a Napoli, e non solo per questo evento... Davvero, se qualcuno di voi riuscisse a esserci e a inviarmi qualche annotazione, sarei immensamente grato.
14 ottobre 2009
Radioguidàti tra vestigia e monumenti
Ah, domani, 15 ottobre, a Firenze inizia il Festival della Creatività. Anche questa è una manifestazione molto simpatica, da non perdere.
02 ottobre 2009
Sintonie francofone
Ecco qualche meta-rimando:
Festival del Teatro radiofonico francofono Les Radiophonies
Mégahertz, la radio che parla di radio, su France Culture
Forum di discussione di Arte Radio, Amoureux de la radio e de l'audio
Gli autori di Syntone sono Étienne Noiseau e Pascal Mouneyres. Chapeau!
22 aprile 2009
Alessandro Bosetti: la radio come luogo di "infiniti esperimenti artistici"
Il progetto mi aveva subito affascinato e così ho contattato Alessandro, che mi ha gentilmente concesso questa intervista. Potete trovare numerosi dettagli sulla sua carriera di artista sonoro sul sito Web Melgun.net. Devo dire che quello che Alessandro dice a proposito di "artefatti" e del ruolo della radio come strumento di diffusione e produzione musicale è molto evocativo. Mi sono permesso di inserire alcuni link relativi ad artisti e opere da lui citati.
In attesa della prossima rielaborazione di Alessandro Bosetti, potete ascoltare qui l'audio originale della trasmissione del 21 marzo 2009:Altoparlante-arcoparlante. Un gioco, o una composizione musicale?
Entrambi. Un gioco che serve a preparare una composizione. arcoparlante è suddiviso in due fasi che possono essere considerate come due parti del lavoro. La prima è il "gioco" vero e proprio. Trascrizioni di registrazioni "disturbate" che ho fatto negli ultimi anni sono state a loro volta ritrasmesse. Si tratta di frammenti in cui si sente qualcuno parlare ma non è chiaro cosa dica e neppure che linguaggio parli perchè il segnale è molto disturbato. Questi frammenti mi hanno sempre molto affascinato perchè le interferenze sono spesso molto interessanti da un punto di vista sonoro o musicale. In inglese si usa il termine "artifact" non solo per definire un "oggetto fatto ad arte" ma anche per gli elementi estranei che appaiono quando un segnale di distorce. Le scariche di energia statica, le ombre che appaiono in una fotografia sviluppata incorrettamente o i fruscii di un vecchio vinile sono "artifacts". Cominciano a vivere una nuova esistenza autonoma e ad assumere un senso estetico proprio.
Durante questa prima parte di Arcoparlante i frammenti sono stati trasmessi e ricaptati dal pubblico che li ha trascritti e ce li ha rimandati, noi li abbiamo ritrasmessi e così via. Telefono senza fili, ne più ne meno. Si è trattato di una sorta di installazione radiofonica o di scultura effimera che è durata per quattro ore e si è estesa su distanze enormi perchè tra le onde medie, lunge e lo streming su internet hanno potuto partecipare in Europa, Asia, Messico, Stati Uniti. Siamo stati letteralmente inondati di risposte.
Tutto il materiale raccolto, assieme alla registrazione delle quattro ore di trasmissione costituisce ora il materiale di partenza su cui io costruirò una composizione musicale, e questa sarà la seconda parte del lavoro. Si tratterà di un "artifatto" basato su tutti gli "aritfacts" che si sono venuti a creare durante il gioco.
naturalmente qusta composizione avrà la sua prima in radio, il 3 luglio su Deutschland Radio Kultur.
C'è una motivazione tecnica e artistica nella scelta di diffondere anche in onde medie quella che ha tutta l'aria di una partitura per orchestra "diffusa" o è solo una questione contingente, legata alle esigenze di un broadcaster radiofonico?
In partenza si è trattato di una scelta contingente legata al fatto che essendo le onde medie e lunghe sempre meno utilizzate è stato possibile accedervi con più facilità. Personalmente però sono molto affascinato dal momento in cui una tecnologia comincia a divenire obsoleta. E' un momento in cui si aprono molte possibilità interessanti per un artista che ci si avvicina. Il momento in cui una tecnologia è "bambina" e il momento in cui è "anziana" (e in genere le tecnologie restano anziane per moltissimo tempo, non muoino mai, cadono semplicemente in disuso) sono molto molto stimolanti. Quando una tecnologia è sotto gli occchi e le mani di tutti, e viene costantemente sfruttata per scopi commerciali o fa parte integrante della quotidianità diventa più difficile immginarne usi e interpretazoni alternativi.
A che cosa si ispira Arcoparlante? Karlheinz Sotckhausenn aveva già proposto alcune composizioni da eseguire "con la radio", c'è qualche affinità?
Non direttamente. Arcoparlante fa parte di una "famiglia" di composizioni che pensano la radio come uno strumento, quindi si colloca senz'altro in una tradizione. Esistono anche molti lavori che intendono la radio non come un oggetto fisico ma come uno spazio, un "arco", una serie di traiettorie reali e immaginate che si disegnano tra le persone in ascolto.
Esiste un patrimonio ricchissimo di composizioni per la radio che hanno esplorato questa idea. Mi viene in mente Max Neuhaus [pioniere della sound art scomparso nel febbraio scorso, NdR] ma in realtà ce ne sono moltissime altre. da poco è uscito un libro bellissimo "Reinventing Radio, aspects of Radio as Art" curato da Elisabeth Zimmermann e Heidi Grundmann che ne da una panoramica.
Qual è a tuo parere il ruolo del mezzo radiofonico nella diffusione e in questo caso nella creazione di eventi culturali?
Immenso. Specialmente se si considera la radio nel panorama dei nuovi media. Non solo una singola "voce" ascotata da molti ma una pluralità di voci differenti che interagiscono attraverso moltissimi canali. La nuova idea di "radio" si mescola con la rete, tutto cio che è wireless, i cellulari, le frequenze disponibili e quelle riservate. E' un mondo che si presta a infiniti esperimenti artistici, e cha va al di là dell'uso centralizzato dei mezzi di comunicazione. E' positivo che un network nazionale come DeutschlandRadio sia sensibile a questo nuovo significato della parola "radio".
Il coinvolgimento di Deutschlandradio è casuale o si inserisce in contesto di programmazione più strategico, connaturato con le scelte della direzione culturale dell'emittente?
Personalmente ho iniziato a collaborare con DR nel 2004 producendo il "Fiore della Bocca" seguito da molti altri lavori tra cui "Gesualdo Translations" del 2008, "Zwöfzungen" del 2006, or " the Feelings of Objects" nel 2007. L'emittente produce moltissimi lavori specificamente radiofonici come i pezzi splendidi di Hanna Hartmann, Andreas Bick, Alvin Curran, Stefano Giannotti, Thomas Köner e Tetsuo Furudate.
Arcoparlante è il naturale proseguimento di questo rapporto di fiducia e scoperta.
Chi è Alessandro Bosetti, qual è la sua crescita artistica? Come è arrivato a concepire la sua teoria della voce e del rumore?
Un artista sonoro ossessionato dalla musica nascosta nei linguaggi. Tutti i miei lavori (o quasi) sono basati sulla parola, sul capirsi o non capirsi, sui malintesi, sulle traduzioni. Le lingue fanno "rumore". Anche chi ascolta fa "rumore" in un certo senso.
Qual è il tuo rapporto con la radiofonia, te ne servi come strumento e piattaforma delle tue creazioni o è anche un rapporto di empatia con una modalità di fruizione apparentemente "fuori moda"? Che futuro può avere la radio: autonomia e originalità o una crescente contaminazione crossmediale?
Includere il linguaggio parlato in una composizione musicale è sempre problematico. Non che ci sia un modo solo per farlo. Ma comunque lo si faccia si arriva sempre a scardinare le comuni modalità d'ascolto musicale. La radio da sempre è fatta di questo misto di parola, rumore e musica e per questo c'è una sorta di affinità elettiva tra me e questo medium. Personalmente credo che il futuro della radio sia enorme se la si considera come un medium "ibrido" senza una separazione netta con la rete, la telefonia etc. Se all'nizio della mia carriera si trattava dello spazio più adatto per relizzare le idee che avevo in mente si rivela ora anche una grande fonte di ispirazione per i modi in cui va trasformandosi.
19 marzo 2009
Deutschlandradio: le suggestioni di "Arcoparlante"
Comincia sabato sera 21 marzo alle ore 20 e durerà fino a mezzanotte sulle frequenze in onde medie e lunghe di Deutschlandradio (emittente giornalistica e culturale a copertura nazionale nata 15 anni fa dalla fusione tra Rias Berlin, Deutschlandfunk e DS-Kultur, ex canale tedesco orientale, in una nazione dove la radiofonia pubblica è a carattere regionale) la trasmissione "Arcoparlante", un interessante esperimento artistico teatrale e sonoro che vedrà coinvolto il pubblico della radio in una suggestiva riedizione del gioco del telefono senza fili. A ideare il progetto è stato un artista milanese Alessandro Bosetti, che vive tra Milano, Berlino e Baltimora e vanta una lunga esperienza di installazioni sonore. Sapete tutti come funziona il telefono senza fili. In questo gioco della nostra infanzia (almeno della mia) ci si sedeva in circolo e si pronunciava una frase a bassissima voce, rapidamente, all'orecchio del vicino. Questi a sua volta cercava di ripetere la frase nel modo più corretto, sempre all'orecchio del vicino successivo. E così via fino a chiudere il cerchio.Alessandro farà lo stesso attingendo alla sua collezione di materiali registrati dalle stazioni radio. Diffonderà un brano invitando gli ascoltatori a cercare di trascriverlo e rimanderà in onda le trascrizioni. Allo scopo verranno utilizzate le frequenze DR in onde lunghe, medie , il satellite e lo stream su Internet, in modo da allargare molto la possibile audience.
Mi è sembrata una bella idea e ho cercato di contattare l'autore, che molto cortesemente mi ha subito risposto dicendo che cercherà quanto prima di rispondere alle mie domande. In effetti Alessandro in questi giorni è in viaggio alle isole Canarie per effettuare le registrazioni di un altro progetto, anch'esso riguardante la produzione di programmi radiofonici.
Con Islas Resonantes (da visitare assolutamente il sito ricco di foto, testi e clip audio), un gruppo di artisti europei sta raccogliendo materiali di ogni tipo per la creazione di sette "radiodrammi" basati sui suoni naturali e le storie degli abitanti delle isole dell'arcipelago vulcanico delle Canarie, uno dei più straordinari paesaggi del pianeta. In attesa di saperne qualcosa di più, buon divertimento con le "telefonate" di Arco Parlante.In search of participants for ARCOPARLANTE, a live radio experiment!
On March 21st, together with the radio-art group of Deutschlandradio, I will organize a big STILLE POST ("telephone", telefono senza fili etc...) game. We will be using the middle/long waves and internet streams of the radio station. For four hours, between 8pm and midnight, european time (2pm and 6pm USA east coast time), a speaker will broadcast several transcriptions from my personal collection of "incomprehensible radio broadcastings".
These are recordings of broadcasted speech where neither the language spoken nor the meaning are decipherable. The only certain thing is that they will contain HUMAN SPEECH.
The listeners (that's YOU!!) will be asked to transcribe what they hear and (believe to) understand. Then send it back to us, via email or telephone. In the best case scenario, this will happen in real time. We will be including all the new transcriptions we receive from you into the broadcasting. We will give them to the speaker right away and then feed the "arcoparlante" circle one more time. You are also welcome to send us your transcriptions LATER, by post, passenger pigeon, by hand, etc....
We encourage all listeners (yes, YOU, again!) to record the moments while you listen and try to figure out what the texts are. Feel free to use any recording device (from very good to very bad quality). We'll take anything from cassettes, mini cassettes, cd's, minidisks, audiofiles etc....
So, invite some friends for dinner (if you are in Europe or Africa), for a late lunch or coffee (if in the Americas) or for breakfast (if you are in Asia), turn on your radio and play with us !!
Eventually, I will re-compose all the scattered recorded bits and pieces. All these materials will become the building blocks of a final composition.
This is how you can tune in and receive the "arcoparlante" broadcasting on your radio or computer :
Medium Wave : 855 and 990 KHz
Long Wave : 153 and 177 KHz
Satellite : ASTRA 1, Transponder 77, ZDF.vision
Internet stream : http://www.dradio.de/streaming/dplus.m3u
This is how you can reach us :
Snail mail:
Deutschlandradio Kultur
Hörspiel / Klangkunst
Hans-Rosenthal-Platz
D-10825 Berlin
e-mail: klangkunst@dradio.de
Phone: 00 800 800 22 11 (only during the broadcast )
Fax: +49 (0)30 8503 940 5585
28 ottobre 2007
Radiophonic, festival di radiofonia creativa
Ancora una volta grazie a Jorge e al suo A Rádio em Portugal, per una notizia riguardante un curioso festival di una libera associazione di stazioni radio libere e webradio, Radia Network.Radiophonic 2007 si sta svolgendo in questi giorni, in queste ore, fino alle 20 italiane di stasera, quando la maniferstazione si chiuderà con una kermesse di programmi concatenati e diffusi via etere dalle stazioni del circuito Radia e via Internet. Ecco il programma (come si vede, nessuna rappresentanza dall'Italia):
Radioactive Radiophony by RADIA networkQuesto è invece un breve testo di presentazione dell'intero festival, iniziato venerdì 25. Sul sito Web ufficiale si trovano molte informazioni.
sunday 28/10 - 20:00
From New York to Lisbon, the radio stations of the creative network RADIA will make a live broadcast of the performances taking place at the festival’s venue. The contributions from abroad will be «contaminated» by artists on stage, in Brussels. This collective performance in real-time will be introduced by Knut Aufermann and Sarah Washington (Resonance104.4fm, Mobile Radio), Pierre De Jaeger (acsr, Radio swap, Radio Campus), Etienne Noiseau (acsr, Radio Grenouille), Ricardo Reis (Radio Zero) and DinahBird.
With stream from:
20:20 - Rádio Zero (Lisbon, PT): Paulo Raposo
20:40 - Radio Corax (Halle, DE): Ralf Wendt + Udo Israel
21:00 - Radio Grenouille (Marseille, FR): Tante Hortense + Eddy Godeberge
21:40 - Lemurie TAZ (Praha, CZ): Jan Dufek, Ladin Zelezny, Stana Abraham + Milos Vojtechovsky
22:20 - Backyard Radio (Berlin, DE): Diana McCarty + Pit Schultz
23:00 - Resonance104.4fm (London, UK): Piers Gibbon
23:20 - free103point9 (New York, US): Sophea Lerner with Ravi Agarwal
Radiophonic 2007
‘Les rencontres de l’atelier de création sonore radiophonique’
A radio in the making: ephemeral, live and on the air 24 hours a day from 25th until 28th of October 2007
Taking the radio station as its starting point, the festival opens on the « post - radiophonic »: an attempt at apprehending new kinds of expressions in sound and radio-art, which are propagating beyond a desire for control, propaganda or discourse. This is a radio inventing itself; in which the three genres of radiophonic art – fiction, documentary, sound art – are approached in their pure or porous forms, through the theme of contamination.
The Radiophonic Festival 2007 offers a laboratory space for radio-artists, those who capture sound, broadcast it on the airwaves as much as for artists of all disciplines, poets, animators, activists, scientists and the amateurs.
If the specificity of sound is to propagate freely, it sometimes does this, despite ourselves. At Radiophonic, both hertzian and Web radio will be the transmitting medium of sonorous viruses, which all kinds of creation, from literature to music, theatre, dance or the visual arts appropriate in order to parasite them and transform them.
Radio is in full mutation; it is an extravagant and plethoric wave unfolding before our eyes and particularly in our ears. « Without much noise, with its elegance and natural discretion, radio is experiencing its revolution».
Radiophonic Collectif

