Tutto è cominciato da una registrazione di un programma della BBC di settanta anni fa, una trasmissione in una serie di appelli che l'emittente diffuse nel 1946 per cercare di riunire alle loro famiglie un gruppo di 45 bambini e ragazzi scampati dai campi di concentramento nazisti. Nel nastro, ritrovato recentemente, ci sono i nomi di dodici giovanissime vittime della Shoah. Nel documentario, il giornalista Alex Last si è messo alla loro ricerca. Cinque dei dodici bambini vivono ancora e quattro sono stati in grado di raccontare alla BBC la loro storia. Settanta anni dopo.
Da ascoltare, qui.
Ascolto, linguaggi, tecnologie, storia, geopolitica, cultura della radio: emittenti locali, internazionali e pirata • Web radio • radio digitale • streaming music • ham radio • software defined and cognitive radio • radiocomunicazioni • regolamentazione
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09 maggio 2015
14 febbraio 2014
BBC World Service, and now a word from our sponsor

C'erano stati alcuni test nelle edizioni in altre lingue e una parte dei contenuti viene da tempo commercializzata ad altre emittenti, ma è la prima volta che l'organo regolatore della BBC, il BBC Trust, autorizza la diffusione di annunci pubblicitari nel corso delle trasmissioni in inglese del World Service della BBC (mai però all'interno di notiziari e reportage). Dal primo di aprile, il servizio per l'estero della BBC, celebre per la sua sobria accuratezza e libertà da condizionamenti, potrà vendere pubblicità e con quei soldi finanziare nuove iniziative. La conferma è arrivata da Peter Horrocks, direttore della news division in una lettera ai dipendenti.
Sarà forse una boccata d'ossigeno per una organizzazione che ha subito numerosi tagli in questi anni, ma per il sindacato della National Union of Journalists - che invoca l'annullamento della decisione - la pubblicità mette gravemente a rischio l'autonomia dei giornalisti.
28 novembre 2013
Decisa la chiusura del relay BBC alle Seychelles. L'Africa orientale perde un link diretto con il buon giornalismo
La stazione relay aperta dalla BBC nell'arcipelago delle Seychelles nel 1988 smetterà di trasmettere alla conclusione della programmazione invernale, il 29 marzo 2014. Ne ha dato notizia l'emittente qualche giorno fa:
The British Broadcasting Corporation (BBC) announced today that the Indian Ocean Relay Station (IORS) transmitter site at Grand Anse, Mahé, will cease all shortwave transmissions on 29 March 2014.The site was established in 1988 and has been in continuous service since then, relaying BBC broadcasts to audiences in East Africa primarily in English and Somali. The closure will not affect the availability of BBC World Service programmes in Seychelles, which are relayed from satellite broadcasts on to local FM frequencies 106.2, 105.6 and 105.2MHz. In areas of East Africa still dependent upon shortwave broadcasts, the signal will be supplied by other relay stations. The announcement follows an earlier decision to stop all shortwave broadcasts from the BBC World Service site in Cyprus for similar commercial, technological and audience reach reasons. These ended in March of this year.The announcement will unfortunately result in 11 staff being put at risk of redundancy. The staff over the last 25 years have operated and maintained this shortwave broadcast facility with passion, expertise and professionalism. The technical ability and commitment of the team at the IORS has been applauded by the BBC World Service.
Come si può leggere nel dispaccio l'impianto nell'Oceano indiano è stato utilizzato per un quarto di secolo per coprire l'area orientale africana e ancora oggi si possono ascoltare programmi in inglese e somalo. Ecco la griglia dei programmi previsti per questa ultima stagione trasmissiva:
L'impianto della BBC venne concepito in origine nel 1985, la costruzione iniziò nel 1986 e la prima messa in onda risale al 1988, il 7 ottobre. All'epoca alle Seychelles esisteva un'altra stazione a onde corte internazionale, gestita dall'ente religioso britannico FEBA (Far East Broadcasting Associatons). Questa stazione era stata inaugurata nel maggio del 1970 ma ha cessato di trasmettere nel 2003, anche per questioni legate alla politica di riutilizzo dei terreni stabilite dal governo locale (FEBA prosegue la sua programmazione affittando altrove il suo "air time"). FEBA e BBC erano però due entità completamente separate.
Da molti anni il World Service della BBC ha smesso di confermare i rapporti di ricezione alle sue emittenti ma nel caso delle Seychelles recentemente sono stati segnalate lettere di conferma inviate direttamente dal responsabile tecnico dell'impianto, Herve Cherry. Dopo aver letto la notizia della chiusura l'altro giorno ho deciso di contattare Mr. Cherry inviando un breve rapporto di ricezione su tre frequenze facilmente ascoltabili in Italia e lui mi ha risposto con estrema gentilezza e puntualità fornendo molti dettagli sulle operazioni della BBC alle Seychelles:
(...) I personally would like to thank you for your sympathy and heartfelt words with reference to the imminent closure of the BBC Indian Ocean Relay Station due to happen on the 30th March 2014. As you stated it is unfortunate but inevitable due to the several unfavorable factors mainly financial and new developments in telecommunicating mediums affecting the global existence of shortwave. As you may be aware we are not the first BBC site to cease transmission as others before us had suffered the same fate.The FEBA transmitting site was an entirely different site from the BBC site; that is in its location, equipment, staffing, target area and programme content. Unfortunately I cannot provide you with many details as to the FEBA operations in Seychelles as when the site was closed I had just ended my academic studies. But to answer your query the site has been decommissioned and I assume all the equipments removed.I myself started working at the BBC Indian Ocean Relay Station in February 2005 as a Trainee Communications Engineer to date I am the Senior Transmitter Engineer and by next year it would be 9 years working for the site. As a Telecommunications Engineer I have acquired most of my knowledge in-house, the site itself served as a learning facility for any engineer willing to learn and develop in the industry in which I took full advantage.What was seen a major achievement for the site was the localization of all post as from 2004 to date; this is the case to date and to note we are the only overseas site to have achieved this status. Although the closure of the site is very sad news indeed there was seemingly no other choice, myself and all the other staff have accumulated good experience over the years which we all grateful for. I am also very happy to have been able to serve a large number of listeners not only to the designated target area but also the passionate DX listeners such as yourself who have been very faithful.
La storia raccontata da Herve è, sotto molti punti di vista, esemplare della ricchezza di quello che è stato, per circa mezzo secolo, l'unico vero sistema mediatico internazionale operativo nel mondo. Prima della tv satellitare diretta e di Internet, che oggi hanno soppiantato le onde corte, la radio ha saputo trasportare il suo messaggio multilingue in modo estremamente capillare. Il tecnico di BBC Mahe si riferisce alle ragioni finanziarie che oggi spingono tutti i broadcastar a rinunciare alle onde corte, ma sul piano tecnico a mio modesto parere sarà difficile superare i livelli di efficienza e economicità di un mezzo che con potenze relativamente contenute può coprire aree vastissime e ha in più l'enorme vantaggio della semplicità sul lato ricezione, con dispositivi commercializzati a prezzi bassissimi e capaci di funzionare a lungo con batterie altrettanto economiche e pratiche. Nessuna tecnologia digitale può al momento rivaleggiare con le onde corte come strumento diffusivo (e lascio da parte qui ogni considerazione sul ruolo geopolitico, culturale, umano, che il giornalismo della BBC continua ad avere indipendentemente dal mezzo scelto per propagarlo). Anche il modello di ri-trasmissione di segnali basato su una prima distribuzione satellitare e un netowrk diffuso di emittenti FM locali ha i suoi ostacoli, magari di natura non tecnica. Pensiamo soltanto a quello che sta succedendo in Somalia dove stazioni locali come Shabelle sono sottoposte a ogni sorta di pressione e angheria e dove la soppressione di un link diretto con le notizie della BBC può dar luogo a scenari ancora più drammatici.
La lettera di Herve (altri dettagli tecnici e storici li trovate nella lettera-QSL qui sotto) dice anche un'altra cosa importantissima quando l'ingegnere afferma di aver acquisito tutte le sue competenze lavorando presso un impianto che ha svolto una incredibile funzione formativa anche per tanti altri colleghi di Cherry. La radio a onde corte è stata una scuola formidabile per intere generazioni di ingegneri elettronici e anche se oggi il testimone è stato degnamente raccolto dall'industria della telefonia radiomobile, onde corte e ponti radio lasciano pur sempre un considerevole vuoto "culturale". Non so se sarà mai possibile - o giustificabile - invertire la tendenza verso un definitivo declino di questo mondo, ma è importante conservarne la memoria (e sostenere il più possibile ciò che resta per il momento) per continuarne a trarre da questa formidabile epopea tecnologica una lezione importante per tutti noi.
28 ottobre 2013
Il BBC WS chiede l'aiuto della "folla" per indicizzare il suo archivio sonoro.

Un bel progetto dell'R&D della BBC, che invita gli ascoltatori del BBC World Service a diventare anche "taggatori", partecipando all'iniziativa di crowdsourcing per l'indicizzazione dell'archivio sonoro dell'emittente. Circa cinquantamila programmi in lingua inglese diffusi dal BBC WS negli ultimi 45 anni sono stati sottoposti a un processo di classificazione automatica con un software che ha tradotto in parole chiave (tag) i metadati disponibili o estraendole dall'audio con tecnologie speech to text. Da oggi e per qualche tempo sarà possibile registrarsi sul sito dell BBC World Service Archive Prototype per ascoltare gli stessi programmi e applicare tag e commenti. L'intero archivio è ricercabile dagli anni '80 a oggi e contiene ogni sorta di corrispondenza dai luoghi più disparati. Presto sarà la volta dell'archivio di Radio RAI immagino!
20 febbraio 2012
1932-2012, l'80esimo del BBC Empire (oggi World) Service

Prepariamoci, il 29 febbraio, per l'ottantesimo compleanno del World Service della BBC. In questa data tutta la programmazione giornaliera sarà dedicata alle testimonianze, inclusa quella dello scrittore VS Naipaul, che ha lavorato per il Caribbean Service (chiuso il 25 marzo 2011). Incidentalmente, fu il primo "portale multilingue" e il primo medium globale, parecchi annetti prima di quello che state leggendo adesso.
La prima trasmissione del'Empire Service risale al dicembre del 1932. Molto bella l'infografica preparata con le fotografie e le tappe salienti di questo straordinario percorso. Qui si vede un corrispondente di guerra che registra il suo reportage su un pratico "compact disc" analogico. Tanti auguri BBC World Service, hai contribuito a raccontare il mondo. E a cambiarlo in meglio.
23 aprile 2011
The show must go off: addio BBC World Service Drama
Una petizione online e l'immancabile pagina su Facebook non sono bastati a salvare la produzione radiodrammaturgica promossa da oltre 75 anni dal World Service della BBC. La multimilionaria ondata di tagli che ha falcidiato le risorse del servizio radiofonico per l'estero più famoso del mondo ha chiuso i rubinetti sul contratto che il World Service aveva stipulato con la sezione Audio&Music della BBC per la produzione di 14 radiodrammi all'anno trasmessi nell'ambito del World Service Drama La sezione è stata chiusa il 31 marzo 2011, dopo 79 anni di attività. Da 22 anni veniva bandito, in collaborazione con il British Council, il concorso biennale International Radio Playwriting Competition, un premio per gli scrittori di madrelingua inglese e uno per coloro che scrivono in inglese come lingua acquisita (anche lui ha una pagina Facebook. L'edizione del 2011 si è già conclusa e i radiodrammi premiati dovrebbero essere trasmessi in autunno. Per fortuna sembra che almeno questa competizone non verrà dismessa e continuerà a stimolare la creatività di nuovi talenti internazionali.
Nella sua lunga carriera di "impresario" virtuale il World Service Drama ha ospitato le migliori penne e le migliori voci della drammaturgia inglese ed è riuscito a essere molto popolare tra gli ascoltatori di tutto il mondo producendo persino una soap radiofonica ambientata in una casa di cura londinese, Westway, dal 1997 al 2005. Quello che segue è un ricordo dell'ultima executive producer del programma, Marion Nancarrow. Come abbiamo ormai compreso definitivamente e con buona pace del principio evangelico sulla insufficienza del solo pane, con la cultura non si mangia. Immagino che nella visione di chi elegge chi ci governa il futuro sarà popolato da una nuova tipologia umana l'homo insipiens capace solo di lavorare (precarariamente), consumare e mangiare Sarà un dramma mondiale. Ma vero.
From midnight last night, after 79 years of broadcasting on the network, World Service's regular drama slot came to an end and the team was disbanded.In its heydey, Drama transmitted 2.5 hours a week. Voices heard across those years included Donald Wolfit, John Gielgud, Rex Harrison, Peggy Ashcroft, Paul Scofield, Trevor Howard, Ian Holm, Judi Dench, Tom Conti, Penelope Wilton, John Kani, Winston Ntshona, Archie Panjabi, Juliet Stevenson, Keeley Hawes, Toby Stephens, Sophie Okonedo, David Suchet, Chiwetel Ejiofor, Bill Nighy, Meera Syal, Ed Asner and Calista Flockhart. Kenneth Branagh, Daniel Day Lewis and Ewan McGregor did their first radio for the World Service! Plays by Stoppard, Soyinka, Tremain, Beckett, Bennett, Rushdie, Naipaul, Atta Aidoo, Dove, Oda, Agboluaje, Baldwin and Shakespeare have been heard, winning countless Sonys. The hugely popular - and only global - soap, Westway, attracted a diversity of writing and acting talent and won the CRE Award for Best Soap in 2000 (beating Coronation Street!). The entire 7 years of broadcast was repeated on Radio 7.Recent judges for the international playwriting competition, now in its 22nd year, included Doris Lessing, Lennie James and Kwame Kwei-Armah. Recent collaborations have been with Shakespeare’s Globe, the Royal Court, King’s College, The Slade School of Fine Art and, of course, the British Council.Directors Gordon House and David Hitchinson became household names and the department has always shared its expertise with new writers, directors and actors. Westway became a training ground for writers and producers moving on to Eastenders, Casualty and beyond and the department gave advice, support and training for drama projects set up by the WS Trust, including Rruga Me Pisha in Albania, Story Story in Nigeria and Thabyegone Ywa in Burma, as well as to the Asian network soap, Silver Street. We ran writing and acting workshops in Ghana, Cameroon, Kenya, Zimbabwe, across South Africa, Malawi and the Middle East. We co-founded "Worldplay", an annual season of international collaborations with English-speaking Radio Drama Producers across the world. With the British Council and African Productions, the first ever 2nd language radio writing residency was set up in London. Writers who attended went on to win the Caine Prize, to be shortlisted for the Asian Booker and to have plays premiered off Broadway and at the Royal Court.And World Drama became the place for new voices – from the Sony Gold winner Michael Philip Edwards’ one man show Runt, about being Jamaican in America, to plays by 10 year olds from Ghana, Kosovo, Singapore and Bangladesh in Generation Next; from 12 Royal Court Young Writers in 12 countries writing online about water in We Are Water, to young people living with disabilities in Uganda in Beautiful Only at Night. Our last 2 regular broadcasts were a play inspired by the work of a theatre company in Malawi who use drama to change attitudes to HIV/AIDS and a Russian playwright's first commission about climate change, written in the Artic! In this way, the network gave a platform and an opportunity to celebrate the diversity, imagination and universality of every country of which its audience was comprised.Of course, we continue to run the BBC/British Council International Playwriting Competition and that is a wonderful and genuine way to continue to bring new voices to the network. And some ad hoc drama will hopefully continue.I'm incredibly proud of what we've been able to achieve - and lament what our audience and the upcoming generation of talent will lose - but I'm also acutely aware that none of this would have happened without you - our fantastic contributors and supporters, who gave so much to ensure that only the best work was heard on air. And that really is the point of this long message: I can't thank you enough. I hope we will find other ways to bring those stories to the world.
13 aprile 2011
Tagli al BBC WS "ingiustificati" secondo la Commissione Esteri
Se non fosse stata utilizzata recentemente con Angela Merkel dall'imputato eccellente Silvio Berlusconi, sarebbe proprio il caso di ricorrere alla citazione brechtiana "c'è un giudice a Berlino". E invece l'efficacia della metafora inventata dal grande drammaturgo è stata vanificata da un grande mistificatore. Per fortuna la vicenda di cui voglio parlare riguarda sia i tagli che hanno costretto il World Service della BBC a ridurre drasticamente i suoi programmi in lingue estere, sia il destino finanziario della National Public Radio americana minacciata da tagli non meno drastici. Su entrambe le vicende si sono accese alcune luci di speranza e al posto della metafora svilita si può parafrasare con un altrettanto efficace "ci sono giudici a Londra e Washington." Per fortuna sì, esistono ancora dei giudici capaci di opporre a scelte politiche arroganti e controproducenti la forza di una pacata, democratica argomentazione.
I giudici di Londra sono quelli che siedono sugli scranni del Foreign Affairs Committee, la Commissione Esteri del Parlamento britannico. La quale commissione ha appena rilasciato un rapporto in due volumi (uno e due) che critica pesantemente la decisione da parte del governo Cameron togliere al BBC World Service i soldi che arrivavano dal Foreign Office. Il "tribunale" americano che ha allontanato per il momento le nuvole minacciose agitate da deputati repubblicani come Doug Lamborn contro la "Corporation for Public Broadcasting", è lo stesso Congresso: nelle pieghe degli accordi che hanno consentito in questi giorni di evitare il crack del bilancio federale, c'è anche il mantenimento quasi integrale della copertura finanziaria dell'organismo che consente per l'appunto a centinaia di stazioni NPR di offrire programmi di qualità e buon giornalismo radiofonico. Secondo Paul Fahri del Washington Post la CPB riceverà una somma di 445 milioni di dollari, con poche variazioni rispetto allo scorso anno, mentre Senato e Casa Bianca hanno fatto in modo che non venissero modificate le regole sull'impiego dei fondi che le varie stazioni ottengono dalla CPB (i repubblicani volevano impedire che servissero per l'acquisto di programmi).
Leggere l'incipit del rapporto pubblicato dalla Commissione parlamentare britannica fa bene al cuore. In esso le attività del BBC World Service sono equiparate letteralmente a un "gioiello della corona".
1. We share the assessments of the observations made by commentators, institutions, statesmen and the Government: the World Service is a “jewel in the crown” which promotes British values across the globe and has a reputation exceeded by none. In an era dominated by the media and the internet its influence becomes increasingly relevant.(Paragraph 14)2. We conclude that the BBC World Service has suffered a disproportionate reduction in its future Grant-in-Aid under the Spending Review settlement, by comparison with that of the ‘core FCO’: allowing for inflation, 16% as against 10% across the four years 2010–11 to 2014–15. Furthermore, we note that this has to be seen in the context of the long-term trend whereby FCO spending as a whole has been eroded in relation to that on other areas of government. We consider that the relatively small monetary savings to be achieved through this 16% reduction in spending on the World Service are disproportionate to the World Service’s actual worth to the UK. The value of the World Service in promoting the UK across the globe, by providing a widely respected and trusted news service in combination with high-quality journalism, continues far to outweigh the relatively small cost of the service. (Paragraph 15)
Investire in buona programmazione radiofonica pubblica, in giornalismo di elevato standard qualitativo, ad alta affidabilità, comporta in definitiva per lo Stato britannico un vantaggio che compensa ampiamente i costi, relativamente bassi, di questi servizi. Il report non lo dice esplicitamente, ma sembra di leggere tra le righe un messaggio che afferma: uno Stato che spende miliardi per affrontare una "guerra al terrorismo" di dubbia efficacia e dai pesantissimi costi in vite umane e sociali, non può chiudere i rubinetti di quei pochi milioni investiti in una arma non cruenta, un "soft power" assai più fruttuoso. Riportando la notizia dei risultati dell'inchiesta sui tagli al World Service, la stessa BBC cita il capo della Commissione, Richard Ottaway che guarda caso si riferisce a una guerra affermando:
«The recent dramatic events in North Africa and the Middle East have shown the 'soft power' wielded through the World Service could bring even more benefits to the UK in the future than it has in the past.»
BBC e NPR sono solo due esempi in una pletora di brutte storie di contrazione dei fondi pubblici riservati alle strutture mediatiche che operano dentro e fuori le varie nazioni. In Olanda un documento appena rilasciato dal governo liberlista di Mark Rutte, minaccia la prossima chiusura delle trasmissioni internazionali di Radio Netherland in lingua olandese. Lo stesso governo prevede di chiudere nove ambasciate in altrettante nazioni in cui i Paesi Bassi non hanno sufficienti interessi economici da difendere. Governi (di destra) che tagliano a mani basse sulla cultura, sugli ammortizzatori sociali, sull'istruzione, sulla diplomazia disarmata, sulla sanità, sulle politiche estere non cruente, apparentemente per risolvere i disastri economici provocati molto spesso da politiche liberiste a dir poco miopi, che non solo hanno favorito una eccessiva "finaziarizzazione" dell'economia ma hanno pure consentito ai padroni della finanza di comportarsi come un'orda di cavallette affamate e prive di ogni regola. E guarda caso molto spesso le prime vittime dei tagli sono gli organismi radiotelevisivi pubblici che denunciano le manchevolezze di queste politiche. Sarebbe ora di inchiodare questi cialtroni alle loro responsabilità. Altro che votarli ridendo, acquiescenti, del loro stile di vita da satrapi e delle loro barzellette oscene.
19 febbraio 2011
Tagli al BBC World Service, tra pessimismo e speranze
Il 26 gennaio il governo britannico ha annunciato una pesante politica dei tagli ai finanziamenti concessi alla BBC per la conduzione del suo World Service. Sparizione di intere redazioni, drastica riduzione delle trasmissioni in onde corte. Ecco un riassunto delle decisioni che entrano in vigore in queste settimane, così come sono state comunicate pochi giorni fa.
Peter Horrocks, head of the BBC Global News Division, today announced the following closure dates:1. BBC Portuguese for Africa and BBC Serbian will cease broadcasting on Friday 25 February.2. BBC Albanian will cease broadcasting on Monday 28 February.3. BBC Macedonian will deliver its final broadcast on Friday 4 March.4. BBC Caribbean will cease broadcasting on Friday 25 March.5. BBC Mundo radio will cease broadcasting on Friday 25 February.6. BBC Russian radio and BBC Chinese radio will end on Friday 25 March.7. BBC Vietnamese radio will cease broadcasting on Saturday 26 March.8. BBC Azeri radio will end broadcasting on the weekend of 26/27 March.9. It is proposed that SW distribution will cease for the following services on the weekend of 26/27 March: Indonesian, Kyrgyz, Nepali, Swahili, Great Lakes and Hindi.10. The cessation of English on 648 MW and SW and the cessation of MW to Russia and the FSU are also proposed for the weekend of 26/27 March.
Grazie al forte dibattito scatenatosi su questa politica di tagli (una politica che incide direttamente sul profilo diplomatico della Gran Bretagna e sulla sua politica estera), il Guardian ha rivelato che il management della BBC starebbe studiando delle possibili alternative. Una di queste prevede la possibilità di utilizzare le trasmissioni a onde corte in una modalità ad hoc, contingente, quando la situazione internazionale dovessere richiederlo. In casi cioè come la rivolta in Egitto o nel Maghreb, quando le notizie diffuse attraverso le onde corte possono aggirare le misure di censura applicate a Internet o alla tv satellitare (casi di jamming di Al Jazeera sono stati riscontrati proprio nei giorni della crisi mediorientale):
The BBC is considering plans to reinstate axed short-wave World Service radio broadcasts on a short-term basis to regions where major events are taking place, following the revolution in Egypt.Short-wave radio broadcasts of the BBC Arabic service, which has around 400,000 listeners in Egypt, will be significantly reduced within weeks as part of plans to save £46m from the World Service budget, a 20% cut from its £253m annual budget.World Service broadcasts in short wave are being cut back in the Middle East, Europe, Africa and Asia as part of the cost saving drive.An email sent to Bush House staff on Wednesday by Peter Horrocks, the BBC's global news director, revealed plans to respond to major events in particular regions by buying up short-wave radio capacity, against a backdrop of violent political uprising sweeping across the Middle East."We also said in January that there would be changes to distribution, in particular changes to SW [shortwave] distribution," Horrocks said in the email, which has been seen by MediaGuardian.co.uk. "We are looking into the possibility of buying SW capacity at short notice to ensure we can react quickly should we need to, as highlighted recently in Egypt," he added. "I must stress that any changes we make to our original plans have to be made in the context of the tight financial settlement - what we can not do, is find new money."
Intanto, nuove prospettive si aprono grazie all'interessamento del Commons Foreign Affairs Committee del Parlamento inglese. Il 16 marzo è previsto l'intervento alla House of Commons del segretario di Stato Ron Hague, espressamente dedicato ai tagli al BBC WS.
Il 9 marzo ci sarà a Londra una riunione promossa tra gli altri dalla National Union of Journalists:
(La NUJ ha preparato un dettagliato documento sugli effetti dei tagli: http://www.nuj.org.uk/innerPagenuj.html?docid=1916)
Recentemente la stessa Commissione parlamentare ha pubblicato il suo Report on the Work of the BBC World Service 2008-2009
C'è anche una ricaduta interna che potrebbe avere molta importanza per un importante protagonista della radiofonia britannica: Radio Caroline. Da tempo i proprietari del marchio della radio pirata chiedono che il regolatore conceda all'emittente una frequenza in onde medie. L'OFCOM ha fatto sapere alla parlamentare inglese - che insieme a un'altra parlamentare, Tracey Crouch, sta facendo lobbying a favore di "una frequenza AM per Caroline" - che la stazione radio potrebbe chiedere e ottenere una licenza per i 648 kHz lasciati liberi dal BBC World Service per l'Europa. Ovviamente, l'OFCOM sottolinea che una richiesta in tal senso potrebbe arrivare insieme a molte altre analoghe richieste e non è certo garantito che Caroline possa spuntarla. Ma intanto è una prospettiva interessante.
La riduzione delle ore di trasmissione e delle lingue disponibili attraverso il World Service poteva sembrare ispirata a mere considerazioni di natura finanziaria. Ma è lecito nutrire qualche dubbio che non sia proprio così dopo che il primo ministro britannico David Cameron ha presentato il suo intervento a Monaco di Baviera, in occasione della Conferenza europea sulla sicurezza.
Molti giornali ne hanno parlato anche qui. Cameron ha in pratica dichiarato la sconfitta della politica di integrazione culturale e razziale adottata in Gran Bretagna, dichiarandola fallimentare perché troppo tollerante delle specificità culturali e soprattutto religiose dei vari gruppi. Il fatto di non aver imposto l'adozione di alcuni tratti culturali comuni, in particolare i sacrosanti principi della democrazia britannica, avrebbe contribuito alla creazione di "ghetti" culturali troppo chiusi e alla nascita di risentimenti che sono sfociati in atti violenti come gli attentati suicidi nella metropolitana londinese. Il discorso di Cameron ha diversi punti contraddittori, a mio modesto parere. Uno dei principi che secondo il Premier bisognava far rispettare consiste per esempio proprio nel non imporre alcun cliché. Cameron a un certo punto cita l'esempio dei matrimoni forzati imposti alle giovani delle famiglie musulmane osservanti. Quale sarebbe la soluzione a un problema del genere? Il governo dovrebbe entrare nelle case prima dei matrimoni e accertarsi che i futuri sposi siano tutti consenzienti? Un bell'esempio di libertà personale ispirato a una politica conservatrice!
La verità è che nelle nostre società multietniche c'è sempre più bisogno di dialogo, confronto, informazione, approfondimento. E che queste cose non nascono gratuitamente sulle piante, nei parchi cittadini. Si devono coltivare, incoraggiare, sostenere. Possibilmente con il denaro e le risorse controllate dal pubblico, da tutti noi. Il vero problema, per la nostra attuale classe politica, è che il dialogo e l'informazione hanno un effetto collaterale devastante per il cattivo governo: spesso finiscono per mettere in risalto le magagne della mediocre politica della retorica, della paura, del populismo becero messa in atto da personaggi privi di reale spessore culturale, etico, umano. I governi del mondo, anche nelle famose democrazie occidentali, vengono colonizzati da individui interessati solo al mantenimento del potere, alla politica come perfetta soluzione della propria incapacità. E questi individui hanno tutto l'interesse a licenziare bravi giornalisti, a non dare voce a un mondo di complessità che nessuno sa e vuole risolvere.
A noi non restano che le autoconsolazioni come quella Nicholas Walton in questo articolo pubblicato sul sito del think tank European Council for Foreign Relations, "Who needs the BBC World Service?" Walton sostiene che l'ondata di licenziamenti che falcidierà il servizio per l'estero della BBC avrà un effetto positivo, rilasciando sul mercato molti giornalisti preparati che troveranno altre collocazioni, specie nei nuovi media. Istituzioni come il World Service non devono essere delle riserve esclusive e paludate, afferma Walton. Vero. Ma almeno riescono ad accentrare e mettere a frutto risorse che sul libero mercato si diluiscono, spesso fino a sparire.
27 gennaio 2011
Pesanti tagli al BBC World Service, onde corte quasi off

Mezzo migliaio di posti di lavoro tagliati. Cinque servizi (e lingue) chiusi: albanese, macedone, serbo, portoghese per l'Africa, inglese per i Caraibi. Altri sette servizi tra cui il vietnamita o il mandarino (ma il cantonese rimane) chiudono le emissioni radiofoniche per focalizzarsi su tv, mobile (mobile?) e online (a parte il russo che via Internet verrà diffuso in audio)… Spegnimento delle onde medie (gli storici 648 kHz per l'Europa occidentale finiscono a marzo) e drammatica riduzione delle onde corte che spegneranno tra marzo 2011 e 2014. Dovrebbe restare qualcosa in somalo e burmese, a parte le emissioni in inglese che però già oggi non sono più rivolte verso l'Europa.
Noi appassionati di ascolto internazionale, sulle onde corte, della radio ce lo aspettavamo ma la prima impressione dopo il comunicato stampa relativo alle misure di contenimento dei costi per il BBC World Service è quella di un servizio avviato al totale smantellamento. Certamente è finito un modello che ha retto per circa mezzo secolo. Le antenne dei servizi in onde corte delle grandi democrazie occidentali e più in generale delle potenze mondiali e regionali rappresentavano un'intera strategia diplomatica, erano la voce ufficiale e multilingue delle grandi amministrazioni, facevano informazione e promozione turistica, promuovevano l'export. Nei lunghi anni della Guerra Fredda molte di queste antenne svolgevano un ruolo fondamentale di supplenza, andavano a riempire vuoti di informazione e critica interna, cercavano - come si dice oggi - di esportare democrazia, ma per davvero. E a parte qualche eccesso retorico non lasciavano sul terreno una sola vittima.
Oggi per fare le stesse cose ci sono altri modi, c'è Internet, c'è la televisione satellitare, i ripetitori locali in FM. Personalmente dubito che l'insieme di queste alternative consentano gli stessi livelli di efficienza rispetto a una intelligente rete di ripetitori in onde corte di media potenza sparsi per il globo, magari associati all'uso di efficienti ed economicissimi ricevitori di concezione moderna. Ma la mia idea non è condivisa dagli amministratori che hanno deciso il taglio di risorse al BBC World Service, destinato a partire dal 2014 a sopravvivere solo con le provvigioni ricavate dal canone televisivo e privato quindi del budget sostanzioso che arrivava dal Foreign Office. Se la radio non serve più per fare diplomazia, dev'essere stato il ragionamento, tanto vale spegnerla. Ma spegnere la radio non è anche un po' oscurare una parte del nostro e dell'altrui cervello?
World Service changes26 January 2011The BBC is today announcing large scale and significant changes to BBC World Service. These changes have been fully considered and approved by the BBC Trust.As part of the new licence fee settlement agreed with the Government last autumn, the World Service will be funded from the licence fee from 2014. This was agreed on the basis that there are valuable synergies between the World Service and the rest of the BBC and the fact that it helps to deliver the BBC's public purposes.In the period up to 2014 the World Service continues to be funded by the Government through a grant from the Foreign and Commonwealth Office. Today's announcement reflects the financial settlement reached with the Government as part of the recent Comprehensive Spending Review, which sees the level of Government funding available for the World Service reduced by 16 per cent. The revised strategy for the World Service will see the closure of five language services and changes to many parts of the World Service's operation. The Trust believes that, although difficult, these changes are necessary in light of the funding situation.Under the terms of the Agreement that the BBC has with the Government, the closure of the language services was jointly approved by the BBC Trust and the Foreign Secretary. Exceptionally the BBC Trust has agreed to release a limited amount of licence fee funding over the next two years to meet the restructuring costs that will help ensure a smooth transition over to the BBC in 2014. This will require a change to the BBC Agreement and the Trust is now working with the Government to bring this into effect.BBC Trust Chairman Sir Michael Lyons said:"Today is a difficult day for the World Service, which we want to ensure continues to be the most authoritative, quality broadcaster of news and information around the world. But we have no choice other than to live within the reduced Government grant. Our aim is to help the World Service continue to support the BBC's international role by ensuring it adapts to the changing needs of its audience within a more constrained public spending environment. As part of that the Trust has approved the closure of five language services."BBC World Service cuts language services and radio broadcasts to meet tough Spending Review settlementDate: 26.01.2011BBC World Service gave details of its response to a cut to its Grant-in-Aid funding from the UK's Foreign & Commonwealth Office today.BBC World Service is to carry out a fundamental restructure in order to meet the 16 per cent savings target required by the Government's Spending Review of 20 October last year.To ensure the 16 per cent target is achieved and other unavoidable cost increases are met BBC World Service is announcing cash savings of 20 per cent over the next three years. This amounts to an annual saving of £46m by April 2014, when Grant-in-Aid funding comes to an end as BBC World Service transfers to television licence fee funding, agreed as part of the domestic BBC's licence fee settlement announced on the same day.In the first year, starting in April 2011, the international broadcaster will be making savings of £19m on this year's operating expenditure of £236.7m (2010/11).The changes include:
- five full language service closures;
- the end of radio programmes in seven languages, focusing those services on online and new media content and distribution;
- a phased reduction from most short wave and medium wave distribution of remaining radio services.
BBC Global News Director Peter Horrocks said: "This is a painful day for BBC World Service and the 180 million people around the world who rely on the BBC's global news services every week. We are making cuts in services that we would rather not be making. But the scale of the cut in BBC World Service's Grant-in-Aid funding is such that we couldn't cope with this by efficiencies alone."What won't change is the BBC's aim to continue to be the world's best known and most trusted provider of high quality impartial and editorially independent international news. We will continue to bring the BBC's expertise, perspectives and content to the largest worldwide audience, which will reflect well on Britain and its people."BBC World Service also plans spending reductions and efficiencies across the board, targeted in particular in support areas where there will be average cuts of 33 per cent.BBC World Service also expects to generate additional savings from the new ways of working after the move to the BBC's London headquarters at Broadcasting House in 2012, and also by the transfer of BBC World Service to television licence fee funding in April 2014.Under these proposals 480 posts are expected to close over the next year.By the time the BBC World Service moves in to the licence fee in 2014/15 we anticipate the number of proposed closures to reach 650. Some of these closures may be offset by new posts being created during this period.It is expected that audiences will fall by more than 30 million from the current weekly audience of 180 million as a result of the changes this year.The changes have been approved by the BBC Trust, the BBC Executive and, in relation to closure of services, The Secretary of State for Foreign and Commonwealth Affairs, William Hague, as he is required to do under the terms of the BBC's agreement with the Foreign and Commonwealth Office.The changes in detail are:Full language service closuresThere will be the complete closure of five language services – Albanian, Macedonian, Portuguese for Africa and Serbian languages; as well as the English for the Caribbean regional service.End of radio programmingBBC World Service will cease all radio programming – focusing instead, as appropriate, on online, mobile and television content and distribution – in the following languages: Azeri, Mandarin Chinese (note that Cantonese radio programming continues), Russian (save for some programmes which will be distributed online only), Spanish for Cuba, Turkish, Vietnamese, and Ukrainian.Reductions in short wave and medium wave radio distributionThere will be a phased reduction in medium wave and short wave throughout the period.English language short wave and medium wave broadcasts to Russia and the Former Soviet Union are planned to end in March 2011. The 648 medium wave service covering Western Europe and south-east England will end in March 2011. Listeners in the UK can continue to listen on DAB, digital television and online. Those in Europe can continue to listen online or direct to home free-to-air satellite via Hotbird and UK Astra. By March 2014, short wave broadcasts of the English service could be reduced to two hours per day in Africa and Asia.BBC World Service will cease all short wave distribution of its radio content in March 2011 in: Hindi, Indonesian, Kyrgyz, Nepali, Swahili and the Great Lakes service (for Rwanda and Burundi). These radio services will continue to be available for audiences by other means of distribution such as FM radio (direct broadcasts and via partners); online; mobiles and other new media devices.Short wave broadcasts in remaining languages other than English are expected to end by March 2014 with the exception of a small number of "lifeline" services such as Burmese and Somali.English language programmesThere will be a new schedule for World Service English language programming – a focus on four daily news titles (BBC Newshour, BBC World Today, BBC World Briefing, and BBC World Have Your Say); and a new morning programme for Africa. There will be a new daily edition of From Our Own Correspondent; and an expansion of the interactive World Have Your Say programme.There will be a reduction from seven to five daily pre-recorded "non-news" programmes on the English service. This includes the loss of one of the four weekly documentary strands. Some programmes will be shortened. Titles such as Politics UK, Europe Today, World Of Music, Something Understood, Letter From…, and Crossing Continents will all close. There will also be the loss of some correspondent posts.Audience reductionAudiences will fall by more than 30 million as a result of the changes announced on 26 January 2011. Investments in new services are planned in order to offset further net audience losses resulting from additional savings in the 2012-14 period.Professional ServicesThere will be a substantial reduction in an already tight overhead budget. Teams in Finance, HR, Business Development, Strategy, Marketing and other administrative operations will face cuts averaging 33 per cent.Job lossesUnder these proposals 480 posts would be declared redundant; of these 26 posts are currently unfilled vacancies. BBC World Service is proposing to open 21 new posts. Therefore the net impact of these proposed changes could result in up to 433 posts being closed this financial year against a total staff number of 2400.By the time the BBC World Service moves in to the licence fee in 2014/15 we anticipate the number of proposed closures to reach up to 650. Some of these closures may be offset by new posts being created during this period.NotesBBC World Service is currently an international multimedia broadcaster delivering 32 language and regional services, including: Albanian, Arabic, Azeri, Bengali, Burmese, Cantonese, English, English for Africa, English for the Caribbean, French for Africa, Hausa, Hindi, Indonesian, Kinyarwanda/Kirundi, Kyrgyz, Macedonian, Mandarin, Nepali, Pashto, Persian, Portuguese for Africa, Portuguese for Brazil, Russian, Serbian, Sinhala, Somali, Spanish for Latin America, Swahili, Tamil, Turkish, Ukrainian, Urdu, Uzbek, and Vietnamese.It uses multiple platforms to reach its weekly audience of 180 million globally, including shortwave, AM, FM, digital satellite and cable channels. Its news sites, which received 7.5 million weekly visitors in November 2010, include audio and video content and offer opportunities to join the global debate. It has around 2,000 partner radio stations which take BBC content, and numerous partnerships supplying content to mobile phones and other wireless handheld devices. For more information, visit bbcworldservice.com. For a weekly alert about BBC World Service programmes, sign up for the BBC World Agenda e-guide at bbcworldservice.com/eguide.BBC World Service is part of BBC Global News. BBC Global News brings together BBC World Service – funded by Grant-in-Aid by the UK Government; the commercially funded BBC World News television channel and the BBC's international facing online news services in English; BBC Monitoring – which is funded by stakeholders led by the Cabinet Office, and a range of public and private clients; and BBC World Service Trust – the BBC's international development charity which uses donor funding. No licence fee funds are currently used in any of these operations.BBC World Service Press Office
30 novembre 2010
BBC World Service vittima (sacrificale?) dei tagli
Si potrebbero fare molte considerazioni sulla lettura dell'articolo di James Robinson sul Guardian a proposito dell'incerto futuro del BBC World Service, il servizio radiotelevisivo internazionale della BBC. Il piano di risparmio deciso dal nuovo governo britannico ha colpito anche il Ministero degli esteri, principale finanziatore del World Service (ma anche il British Council viene colpito) che nel 2014 passerà la mano. Il servizio per l'estero ritornerà a essere competenza della BBC, la quale ha promesso che non ci saranno tagli. Non si vede come, scrive perplesso il Guardian, dato che anche la BBC subisce importanti tagli.
La verità è che per una nazione che non esita a spendere somme ben più consistenti per intervenire militarmente in Iraq o in Afghanistan, i programmi per l'estero rappresentano un'arma incruenta, "soft power" lo chiama Robinson, in grado di imporre senza violenza il modo di essere e di pensare di una democrazia matura, informando in modo professionale e a livelli qualitativi riconosciuti da tutto il mondo democratico e no. Un "soft power", aggiungo io, che a differenza della maldestra diplomazia sputtanata in queste ore da WikiLeaks non fa del gossip di bassa lega e lo mette in cifra, ma utilizza al contrario lo strumento della verità, della trasparenza.
Ma forse è proprio questo il punto. Anche nelle nazioni dove la libertà di stampa e l'autonomia del giornalista sono prese molto sul serio, il modello di una azienda pubblica i cui dipendenti non esitano a denunciare la mediocrità della politica che governa lasciando dietro di sé una scia di errori, crisi economica, omissioni, distruzioni, paure e soprattutto silenzi, non viene più tollerato. E' un modello di virtù in sistemi dove la virtù ha smesso da tempo di essere un requisito per entrare a far parte dell'esecutivo. Incapaci di governare, i burocrati ostacolano in tutti i modi chi cerca di svelare la misura ormai allarmante della loro incompetenza.
Ma gli effetti di una contrazione della capacità di fuoco del BBC World Service non saranno trascurabili. Ci sono emittenti internazionali che in questo stesso periodo incrementano i loro budget, la Voice of Russia di Putin, la Voce dell'Iran di Ahmadinejad il nucleare. Gente che di censura preventiva se ne intende davvero e che rischia di restare sola, con i propri megafoni, a fare cattiva propaganda in aree del mondo già abbastanza infiammate.
22 ottobre 2010
Duri tagli alla BBC, che assorbe il World Service
David Cameron l'aveva detto, la politica di indispensabili tagli messi in atto dal nuovo governo britannico avrebbe toccato la BBC, baluardo dell'emittenza pubblica, con un budget da 3,5 miliardi di sterline e oltre. Non sono tagli radicali, ma il colpo non sarà facile da assorbire.

Intanto il ministro della cultura Jeremy Hunt ha dichiarato che per i prossimi sei anni il canone televisivo resterà bloccato (sono conservatori, il loro obiettivo è non far aumentare le tasse) e a Bush House si dovrà continuare a fare economie e far leva sul marketing delle sue produzioni attraverso BBC Worldwide, il braccio commerciale internazionale. Tutto il welfare del Regno Unito verrà del resto sottoposto a una drastica cura dimagrante. Il governo aveva promesso 11 miliardi di sterline di risparmio annuo da raggiungere nel 2015, ma a questa somma già imponente sono stati aggiunti altri 7 miliardi. Una stangata, ma fatta in perfetto stile British sul piano della comunicazione. Il documento rilasciato alla stampa http://cdn.hm-treasury.gov.uk/sr2010_pressnotices.pdf, suddiviso in capitoli dedicati ai risparmi di ciascun ministero è un modello di chiarezza e linguaggio accessibile, anche graficamente. Non parliamo del report di 104 pagine che il ministero delle finanze ha scritto per illustrare i risultati della Spending Review, la rassegna delle spese. Su carta il volume costa 45 sterline, online è gratis http://cdn.hm-treasury.gov.uk/sr2010_completereport.pdf e anche qui il lettore italiano non può fare a meno di pensare alla differenza tra questa documentazione chiara, esaustiva, trasparente, e gli annunci da Dulcamara, le ridde di cifre tutte diverse che arrivano dal nostro tesoriere e Chancellor of the Exchequer, il creativo Lord Three Heights.
Ma torniamo alla BBC. Come se il congelamento del canone non bastasse, dovrà contare solo sul proprio budget per finanziare nuovi contenuti televisivi locali, contribuire alla diffusione degli accessi a larga banda e pagare intereamente i conti del canale televisivo gallese S4C. In precedenza i fondi per questo canale in lingua locale arrivavano separatamente dal ministero della cultura e dei media, ma questi saranno tagliati del 24%. Il resto arriverà dai canoni televisivi nazionali. Il direttore di S4C John Walter Jones ha già dichiarato che la decisione avrà effetti disastrosi sul pubblico di lingua gallese e la Authority che governa l'emittente ha detto che ricorrerà subito in tribunale chiedendo una "Judicial Review" (immagino come un ricorso al Tar o alla Corte dei conti). Del resto il ministero della cultura (perché i governi si ostinano a chiamarli così invece di "ministero dei tagli alla cultura") ha deciso la chiusura di 19 organismi su 55 e una riduzione del 15% dei fondi erogati al mitico British Film Institute.
La notizia più clamorosa per chi ascolta le onde corte - e non mi riferisco a noi hobbysti occidentali annoiati - è il riassetto del BBC World Service, che cesserà di percepire i 273 milioni di sterline dal ministero degli esteri. Anche in questo caso il World Service riceverà solo soldi dal canone. Decisamente a rischio diventa soprattutto il BBC Monitoring Service, l'orecchio del mondo, un team di ascoltatori/traduttori che segue e decifra migliaia di ore di trasmissioni radiotelevisive e Internet di tutto il mondo. Oggi riceveva 25 milioni direttamente dal Cabinet Office del primo ministro. Via anche quelli.
Al di là dei gravi rischi di contenimento delle lingue e delle ore di trasmissione del BBC World Service, con i soldi del Foreing Office, viene a cessare soprattutto la catena di trasmissione tra i contenuti trasmessi e la diplomazia inglese. Sarà la BBC a decidere tutto e non sarà facile far passare il messaggio di un servizio rivolto all'estero ma finanziato direttamente con i soldi dei contribuenti. A nulla vale pensare ai tagli che anche il ministro della difesa dovrà subire (gli resteranno solo le noccioline, 32-33 miliardi), alla messa all'asta delle frequenze oggi usate dai satelliti militari (in generale Cameron conta di fare parecchi soldi vendendo spettro RF), il merger tra BBC e BBC World Service è una sconfitta dell'idea di servizio pubblico, forse una delle poche discriminanti che ci permette oggi di separare una politica di destra da una di sinistra. Intanto potete scommettere su una cosa: le onde corte della BBC verranno quasi completamente soppresse fuori da quelle realtà più problematiche come il Sudan, l'Afghanistan, Burma.
Neanche la crisi degli anni '70, oggettivamente in un'epoca non del tutto paragonabile, era arrivata a tanto. I giornali rivelano anche che i capi della BBC erano stati posti di fronte a una possibile alternativa: o accettare questi tagli, o rassegnarsi a ingoiare una pillola ancora più amara, quella del finanziamento dei canoni televisivi che i pensionati ultra-75enni non pagano da queste parti. Si trattava di tirar fuori dal cilindro una somma superiore al mezzo miliardo di sterline, equivalenti a un aumento del canone di 20. Il governo ha fatto chiaramente capire che questo aumento non sarebbe passato e l'emittente avrebbe dovuto affrontare una austerity intollerabile. Forse la squadra di Cameron ha voluto ribadire che d'ora in poi si fa sul serio. Malgrado una età che noi considereremmo infantile - il ministro George Osborne ha 39 anni, il secondo in comando, il chief secretary Danny Alexander, 38! - il Tesoro di Sua Maestà non ha nessuna voglia di giocare.
01 ottobre 2010
Che il World Service torni sotto il pieno controllo BBC
Commentando sull'Independent l'ultima tornata di revisioni attraverso cui il Foreign Office britannico sta decidendo la futura allocazione del suo bilancio, Mary Dejevsky si interroga sul ruolo del BBC World Service, il servizio internazionale della BBC che utilizza ancora, sebbene in misura decrescente, le onde corte e che dal Foreign Office dipende almeno per quanto riguarda la scelta delle lingue da utilizzare e sul piano degli indirizzi fondamentali (i contenuti sono affidati alla BBC). Per una giornalista che con il WS ha lavorato è - per stessa ammissione dell'autrice - una specie di tradimento. Le onde corte vengono per esempio definite ormai desuete, perché anche nelle nazioni in cui la libertà di espressione lascia a desiderare, è sempre più difficile per i governi "chiudere ermeticamente" i propri cittadini in un guscio di censura e controllo. Le nazioni così sigillate sono sempre meno numerose e quindi viene meno anche la motivazione per cui le onde corte sarebbero l'unico mezzo in grado di superare certi cordoni sanitari. Alla fine la Dejevsky propone di abolire lo status del WS come "quango" - ente quasi governativo finanziato dall'esecutivo ma solo in parte controllato da esso - e trasferirne il pieno controllo alla BBC che verrebbe di conseguenza strutturata in un braccio nazionale e uno internazionale.
Mary Dejevsky: What is the BBC World Service for?The most elegant solution would be for the World Service to be shorn of its government connection and incorporated into the mainstream BBCFriday, 1 October 2010(…)The fundamental question now cries out to be asked: what precisely, in this global, multimedia age, is the BBC World Service for? Well, it wants to be the best international broadcaster anywhere. It wants to place its skills and its international knowledge at the service of the whole complex of modern media. The problem is that it has so far done this in an inconsistent and piecemeal manner. Not only this, but other international broadcasters have been catching up.(…)Last year the World Service lost more than 20 million shortwave listeners, mostly in Bangladesh, India and Nigeria, which is good news, because it shows how these countries are joining the modern world. While accepting, reluctantly, that shortwave is probably the past, however, the World Service seems in a quandary about the future.(…)Foreign language radio, however, is in decline. Language services continue to close. One of the growth areas, paradoxically, is the US, where the internet, local FM deals and multi-channel cable and satellite possibilities abound. But here, as increasingly elsewhere, the World Service competes not just with other international broadcasters, but – foolishly, and counterproductively – with itself.(…)This is madness. It is a recipe for administrative and editorial chaos. It is extravagant, and it should have ended long ago. The most elegant solution would be for the World Service to be shorn of its government connection and incorporated into the mainstream BBC – which it will be, physically, when it moves to Broadcasting House in the coming months. The Corporation should then be split into domestic and international arms, sharing journalists and programming where possible – which means far more than at present. It would have to decide whether to retain any foreign language broadcasting.
08 novembre 2008
Proteste per i tagli alla BBC in russo sulle onde corte
Addirittura un premio Nobel, la scrittrice Doris Lessing, molti accademici (inclusa la professoressa Silvana Malle di UniVerona, che è stata dirigente dell'Ocse), traduttori, esperti di politica estera hanno scritto al Times si Londra per protestare contro la decisione, annunciata dalla BBC, di tagliare 19 ore dalla programmazione in lingua russa del World Service. La Beeb, che per la sezione russa investe 5 milioni di sterline all'anno, ha fatto sapere che il ridimensionamento delle trasmissioni si tradurrà in una più efficace presenza Web.
Secondo le analisi dell'audience sarebbero circa 730 mila gli ascoltatori della BBC in russo. Erano 1,1 milioni pochi anni fa, ma da allora molti sono passati all'ascolto dei ripetitori FM di Mosca e San Pietroburgo. Oggi spenti per le cattive relazioni che risalgono ai difficile mesi dell'affaire dell'e spione Litvinenko. Oggi chi vuole ascoltare la BBC via radio deve commutare sulle onde corte. I visitatori del sito Web hanno superato quota un milione, in calo dopo la crisi in Georgia, forse le onde della radio possono servire più efficacemente le zone più remote di quella immensa nazione. Cinque milioni di sterline non sono pochi, ma io continuo a pensare che la diplomazia delle armi costi ancora di più e forse anche la diplomazia degli alti livelli, dove non c'è nessuno da convincere, serve a poco.
Secondo le analisi dell'audience sarebbero circa 730 mila gli ascoltatori della BBC in russo. Erano 1,1 milioni pochi anni fa, ma da allora molti sono passati all'ascolto dei ripetitori FM di Mosca e San Pietroburgo. Oggi spenti per le cattive relazioni che risalgono ai difficile mesi dell'affaire dell'e spione Litvinenko. Oggi chi vuole ascoltare la BBC via radio deve commutare sulle onde corte. I visitatori del sito Web hanno superato quota un milione, in calo dopo la crisi in Georgia, forse le onde della radio possono servire più efficacemente le zone più remote di quella immensa nazione. Cinque milioni di sterline non sono pochi, ma io continuo a pensare che la diplomazia delle armi costi ancora di più e forse anche la diplomazia degli alti livelli, dove non c'è nessuno da convincere, serve a poco.
November 7, 2008
Academics attack BBC over proposed cuts to World Service in Russia
Dan Sabbagh, Media Editor
Doris Lessing, the Nobel prize-winning author, and the playwrights Tom Stoppard and Michael Frayn have written to The Times to protest against cutbacks in Russian radio broadcasts proposed by the BBC.
They join a group of academics and former diplomats who are unhappy that the World Service plans cuts at a time when in Russia “misunderstanding and mistrust of Britain has reached a height unprecedented since the end of the USSR”.
The letter writers complain that the BBC wants to drop 19 hours a week of radio coverage and switch resources to the BBC Russian language website. The critics say that this makes the service too easy to block.
Robert Chandler, a translator of Russian literature, organised the campaign by word of mouth and by e-mail. He said: “It seems there are a lot of people unhappy with the foreign language services, or at least the Russian service on the BBC.”
Related Links
* World Service cuts
* London Calling
Further signatories include Andrew Wood, who was the British Ambassador to Moscow from 1995 to 2000, and David Manning, former Ambassador to the United States, Orlando Figes, Professor of History at Birkbeck College, London, and Antony Beevor, author of Stalingrad.
The BBC said its plans had been misunderstood. Nigel Chapman, the head of the World Service, said: “We are not cutting the budget for the Russian Service now, or in the next two and a half years as part of these changes”.
The Russian Service spends about £5million a year, and is the second-largest part of the World Service, after its expanding Arabic arm. Over the past five years, the BBC has been closing services in Eastern Europe gradually in favour of the Middle East. The World Service's Russian radio service attracts 730,000 listeners. The audience has fallen from 1.1million three years ago, partly because it transmits on short wave. Russians listen increasingly to the better quality FM radio but the World Service was bumped off FM transmitters in Moscow and St Petersburg when Anglo-Russian relations were at a low point after the poisoning of Alexander Litvinenko. It now has no FM output.
The BBC's Russian language website attracts about one million unique vistors a month, a figure that trebled during the Georgia crisis.
12 luglio 2008
BBC Worldservice, una audience da 182 milioni
Dopo il report annuale della BBC, anche il BC Worldservice esce con la sua relazione 2007/2008. Altra lettura interessante. La versione in pdf è qui.
"A defining year for BBC World Service", says 2007/08 Annual Review
Date: 08.07.2008
The BBC World Service Annual Review for 2007/08, published today, provides information about its performance during a year of major news events. In his foreword, BBC World Service Director Nigel Chapman said: "It was a broadcasting year that saw the launch of the first BBC television news channel for a decade, improvements to our future media services, and the retention of our global radio listenership after the large increase of the previous 12 months.
"In these ways, 2007/08 can be seen as a defining year; we demonstrated our ability to innovate while retaining the affection of audiences, who have been loyal to us for a large part of our history."
The review highlights:
BBC World Service's further developing its multimedia strategy, including the launch of BBC Arabic television.
Independent research which indicates that BBC World Service's reputation for providing unbiased and objective news and information is stronger than that of any other international radio competitor in virtually all markets surveyed.
BBC World Service's weekly radio audience estimate is 182 million listeners a week across its 33 language services – down one million on last year's record 183 million total.
Its English language service attracted 40 million weekly listeners – up two million on last year.
BBC World Service weekly audiences in Indian and Nigerian radio markets each grew by around a million or more during the year.
BBC World Service is now available on FM in 154 capital cities, up from 152 last year.
BBC World Service's online sites attracted a record 259.6 million page impressions in March 2008, compared to 189.8 million in March 2007 an increase of 37 per cent.
The quality of its output being recognised with a record nine awards in the 2008 Sony Radio Academy Awards and the top award in the radio category of the Webbys the Oscars of the internet.
BBC Global News services – which include BBC World Service, BBC World News television and bbc.com/news (the BBC's international-facing online news site)– maintaining its record global weekly audience of over 233 million during 2007/08.
BBC World Service's Grant-in-aid funding for 2007/08 was £255 million.
The Annual Review can be accessed at www.bbc.co.uk/worldservice/us/annual_review/2007/.
Notes to Editors
BBC World Service is an international multimedia broadcaster delivering programmes and services in 33 languages.
It uses multiple platforms to reach 182 million listeners globally, including shortwave, AM, FM, digital satellite and cable channels.
It has around 2,000 partner radio stations which take BBC content, and numerous partnerships supplying content to mobile phones and other wireless handheld devices.
Its news sites include audio and video content and offer opportunities to join the global debate.
For more information, visit bbcworldservice.com.
To find out more about the BBC's English language offer and subscribe to a free e-newsletter, visit bbcworldservice.com/schedules.
18 febbraio 2008
BBC: spente onde corte analogiche per l'Europa
Molti di voi lo hanno letto in questi giorni perché la notizia è ampiamente circolata nei gruppi di discussione radiantistica. Oggi, 18 febbraio, il World Service della BBC ha spento le frequenze in onde corte in servizio per l'Europa Occidentale. In sostanza l'emittente dice che ormai ci sono troppe alternative alle onde corte nei paesi sviluppati, incluse molte stazioni locali che ripetono i programmi (non in Italia, a parte la presenza del World Service televisivo sul digitale terrestre), i satelliti e naturalmente Internet. Il dibattito nostrano oscilla tra le opinioni di chi dà pienamente ragione alla Beeb e i nostalgici a oltranza, che si dicono affranti. Io cerco di scegliere una posizione intermedia e sottolineo che è vero, la BBC si può ascoltare facilmente via Internet, ma che perfino nella ricca Italia la larga banda non arriva dappertutto. E le onde corte analogiche continuano a essere l'unico medium in grado di assicurare ovunque un'ottima copertura con un terminale utente costituito da una radiolina da poche decine di euro alimentabile a batteria.
Il comunicato della BBC ribadisce un fatto che a sua volta farà discutere: le frequenze impegnate oggi per i test DRM non verranno spente. Notizia fantastica, peccato che di radio DRM ce ne siano venti in Italia. Leggete quello che scrive oggi sul suo blog Critical Distance uno che se ne intende per davvero, Jonathan Marks, a proposito di quella bufala totale di Digital Radio Mondiale:
La gloriosa stazione precisa che gli ascoltatori europei possono avere ancora qualche chance sulle corte grazie alle frequenze verso la Russia occidentale e il Medio Oriente. Ecco le due rispettive griglie


Il mio dubbio - ma non posso controllare adesso via radio - è se per caso l'area geografica del Nord Africa verrà mantenuta, perché in questo caso noi non dovremmo avere problemi con le seguenti frequenze: http://www.bbc.co.uk/worldservice/schedules/frequencies/sena.htm.
Il comunicato della BBC ribadisce un fatto che a sua volta farà discutere: le frequenze impegnate oggi per i test DRM non verranno spente. Notizia fantastica, peccato che di radio DRM ce ne siano venti in Italia. Leggete quello che scrive oggi sul suo blog Critical Distance uno che se ne intende per davvero, Jonathan Marks, a proposito di quella bufala totale di Digital Radio Mondiale:
[...] DRM (digital shortwave) transmissions are unaffected, but frankly I think today is a rather momentous day, meaning the end of analogue shortwave as we know it in the developed parts of the world. Shortwave radio is certainly the medium of last resort. DRM has been a huge disappointment - more than 12 years since its official launch as a standard, there is still nothing in the mainstream shops. So the future is wifi, DVB-H, especially with NOKIA being the largest radio manufacturer these days. DRM now stands for "Doesn't Really Matter". For me, at least, the window of opportunity has now closed.Con buona pace dei più accaniti sperimentatori della radio digitale in onde corte, è ormai evidente ai più che i loro obiettivi di "rivitalizzazione" del mezzo analogico non verranno raggiunti. Mai. Pensare che sulle onde medie locali le cose possano andare diversamente è quanto meno avventato, anche se potenzialmente i bacini di utenza da servire sono più consistenti e i vantaggi del digitale più facilmente percepibili (buona qualità su scala locale, specie dove le onde medie analogiche soffrono dei rumori di origine umana). Le onde corte restano un campo in cui la qualità del DRM viene meno a fronte dei problemi di propagazione ionosferica. DRM doesn't really matter e l'unica vera alternativa all'analogico è lo spegnimento degli impianti. Epperò: shortwave radio is certainly the medium of last resort... Ne siamo davvero sicuri? Ripeto, non stiamo a guardare le singole tecnologie, e soprattutto non pensiamo che la scelta di una tecnologia dipenda solo dal trend generale che seguono molti altri media. Chiediamoci soltanto qual è il modo migliore (e più economico) per far arrivare le notizie.
La gloriosa stazione precisa che gli ascoltatori europei possono avere ancora qualche chance sulle corte grazie alle frequenze verso la Russia occidentale e il Medio Oriente. Ecco le due rispettive griglie


Il mio dubbio - ma non posso controllare adesso via radio - è se per caso l'area geografica del Nord Africa verrà mantenuta, perché in questo caso noi non dovremmo avere problemi con le seguenti frequenze: http://www.bbc.co.uk/worldservice/schedules/frequencies/sena.htm.
23 gennaio 2008
Quando le "immagini" della radio colpiscono
Alan Johnston, il corrispondente della BBC rapito a Gaza da un commando palestinese e liberato dopo quattro, angosciosi mesi di prigionia, curerà dal 27 gennaio il famoso programma From our own correspondent, forse la più bella "pagina degli esteri" al mondo, trasmessa dal BBC World Service ogni domenica. In questi giorni con Fabrizio si discuteva a proposito del concetto di "marginalità" della radio, del ruolo fondamentale della immagine televisiva nel raccontare anche là dove i limiti linguistici possono attenuare la potenza della parola. Ma come scrive un ascoltatore della Beeb, certe volte "pictures painted in words on the radio can be more vivid than pictures on television." Ecco come il nuovo conduttore si presenta su The Independent.When radio voices paint vivid pictures of far away places
Having often contributed to 'From Our Own Correspondent' prior to his kidnap, Alan Johnston explains why he's now delighted to present this World Service classic
Published: 21 January 2008
Any BBC foreign correspondent will tell you the same thing. In these days of rolling-news channels, when your story hits the headlines, the torrent of demands from London can almost sweep you away.
As you try to get out into the streets and see what's happening, the interview requests pour in: BBC News 24, World TV, World Service, Five Live. You scribble dispatches and try to stitch together telly and radio pieces as your manic day unfolds. In the frenzy, and under the pressure of time, it is sometimes difficult to do more than just put across the hard facts – the bare bones of the events that are changing the world around you.
But there is still one corner of the BBC where there is the space and time for much more. There is From Our Own Correspondent, or FOOC (pronounced "fook"), as we know it for short.
The programme asks for a straight dispatch over four clear minutes, which in our business feels like a lifetime. This is where you really get a chance to reflect and observe a little more, and try to bring alive the extraordinary place in which you find yourself. You get a chance to show the people who you meet there as more than the news stories that they inhabit – more than just refugees, or fighters, or politicians, or demonstrators. By exploring the backgrounds of their lives, their hopes and fears, their ways of seeing, and perhaps even the things they laugh at, you can make their world more vivid, more real.
A quick example. When an Israeli tank rolls down a Palestinian street, parked cars can often be completely crushed under its tracks. And I remember hearing of a few people in Nablus gathering quietly round an old Fiat that had just been flattened into a long strip of metal only a few inches high. Then the car's owner said, "Anyone got some jump leads? Perhaps it'll still start". That sort of black humour is part of the stuff of life in the West Bank, and in its way, it is significant. It helps people cope with the stress. As a correspondent, if you want to highlight this, then FOOC would be the place to do it.
Revealing the memorable, human detail is one of the programme's trademarks. In a Hugh Schofield piece, for example, we heard that France's now-retired last executioner keeps a replica guillotine on his mantelpiece. It is a small detail that says much about Fernand Meyssonnier's attitude to his work.
But perhaps more than anything, the programme is a bastion of good writing and strong storytelling that can conjure a sense of place. My colleague Allan Little captured all of that in a piece he wrote in Kinshasa as he awaited the fall of President Mobutu of Zaire: "We know the rebels are coming to take the city, and we know that when they descend it will be decisive and immediate, but we don't know how far away they are, or how imminent their strike.
We wait in the highly charged city, gripped by rumour and feverish counter-rumour, and we try to separate fact from fancy, legitimate, balanced concern from mounting paranoia. Everyone feels this. Mobutu's soldiers are behaving with more and more brutal abandon. I have seen this ready impulse to violence everywhere in this country; that single heart-stopping moment when a red-eyed, angry soldier holds you at gunpoint and you wait for his bitterness and fury to spill over into physical cruelty."
The personal nature of FOOC allows glimpses of the sometimes terrible emotional pressures of the job. Jim Muir lost his friend and cameraman Kaveh Golestan on a trip to northern Iraq when they strayed into a minefield. "Lives were changed and one ended in much less time than it takes to say these lines. My journey back to Teheran with Kaveh's remains was the saddest of my life," he wrote.
You feel that you can take a FOOC piece off in almost any direction, and as a result, the listener tuning in never knows quite what to expect. Perhaps that helps to explain why the programme has been one of the BBC's longest-running and most popular shows.
Like all correspondents, I loved the freedom that the programme offers. Writing FOOCs was always the best part of the job. In the hours after I was kidnapped in Gaza, as I struggled to stave off rising fear, and in a vain attempt to cheer myself up, I remember thinking, "At least there ought to be a decent FOOC in all this..."
When it was suggested, after my release, that I might become the presenter of the programme's World Service edition, I was delighted to accept. Perhaps the show will benefit from having a regular presenter, one who has both contributed to it and been a fan for many years, although the FOOC formula would be very hard to improve.
One of the programme's many admirers has written that, week after week, it proves that pictures painted in words on the radio can be more vivid than pictures on television. "The invention of radio would have been worthwhile," he wrote, "even if the only programme ever broadcast was From Our Own Correspondent."
Alan Johnston will be presenting 'From Our Own Correspondent' on the BBC World Service from Sunday 27 January, at 11am and 3pm
05 luglio 2007
Online il report annuale di BBC World Service
Sapete quanta ammirazione io nutra per il World Service della BBC. Andate a scaricare il pdf dell'annual review 2006-2007 da questo indirizzo (su Web trovate un'ampia anteprima) e capirete perché. Nell'ultimo anno il BBC WS, con le sue 33 lingue nazionali, ha incrementato di 20 milioni su base settimanale la sua audience globale: oggi la ascoltano ogni settimana 183 milioni di persone. Un ruolo molto importante continuano a svolgerlo le onde corte, ma in regioni come l'Afghanistan, il fattore di successo è la disponibilità del World Service su scala locale, in FM. Nel report leggo che diversi impianti in Afghanistan sono alimentati con energia solare, mentre la stazione dei ripetitori in onde corte sull'isola di Ascension, che serve quasi tutta l'Africa, la BBC passerà presto all'alimentazione eolica, con un risparmio quantificato in mezzo milione di sterline all'anno.23 maggio 2007
Toh, la radio internazionale la ascoltano in tanti
Ma guarda. Il World Service e gloi altri servizi internazionali della BBC hanno appena rilasciato i risultati dell'indagine sul bacino di utenza dei notiziari trasmessi nel mondo su tutti i canali presenziati (radio, tv satellitare e Internet). Il giornalismo radiofonico targato "Beeb" - che non viene trasmesso solo su onde corte ma anche attraverso una rete di emittenti FM e onde medie locali - ha guadagnato venti milioni di ascoltatori in più su base settimanale rispetto allo scorso anno, arrivando alla cifra di 183 milioni, un vero record. Buona parte di questo aumento è dovuto all'inclusione dei dati ricavati dall'analisi dell'audience in Congo Democratico e Afghanistan, dove la fame di notizie è molto elevata. Ma il dato è in controtendenza, soprattutto nei confronti delle strategie adottate dai broadcaster internazionali. I quali sembrano aver trovato nella soppressione delle trasmissioni una via più facile rispetto alla qualità e al solido marketing dei programmi (mi chiedo quanto sia costata la "sperimentazione" del DRM, audience complessiva 200 persone, e se questi soldi non risulterebbero meglio spesi se fossero investiti in qualcosa che la gente possa ascoltare davvero). Ma forse gli ascoltatori sono diventati obsoleti, come le onde corte.
BBC's global news audiences reach record 233m
21.05.2007
The BBC's combined international news services attracted a record global weekly audience of more than 233 million during 2006/7, according to independent surveys. The global audience figure for the combined services of BBC World Service radio, BBC World television and the BBC's international online news service bbcnews.com is up 23 million from 210 million last year. Many people used more than one service.
BBC World Service's weekly radio audience estimate is a record 183 million, up 20 million on last year. BBC World – the commercially-funded international English language news and information television channel – now has estimated record audiences of 76 million viewers a week, up from 65 million in 2005/6. The BBC's international-facing online news sites attracted a record 763 million page impressions in March 2007, up from 546 million in March 2006. There were a record 38.5 million unique online users across the globe during March 2007, up from 32.8 million a year ago.
BBC Global News Director Richard Sambrook said: "This is a strong and welcome indication that the BBC's news services are strengthening their impact with audiences around the globe in the highly competitive multimedia age. "People around the world are increasingly turning to the BBC when they need quality news and information that is independent and trusted." There were large BBC radio audience increases in Bangladesh – up 8.3 million. Increased survey coverage added 7.5 million to the estimate in Democratic Republic of Congo and 7.0 million in Afghanistan. Weekly audiences in radio markets in India, Nigeria, Pakistan and Rwanda all grew by a million or more during the year. BBC World saw substantial growth in audiences in Africa, Canada, Egypt, India, Pakistan and the USA.
BBC World Service broadcasts in 33 languages including English. The other languages are: Albanian, Arabic, Azeri, Bengali, Burmese, Caribbean-English, Cantonese, French for Africa, Hausa, Hindi, Indonesian, Kinyarwanda/Kirundi, Kyrgyz, Macedonian, Mandarin, Nepali, Pashto, Persian, Portuguese for Brazil, Romanian, Russian, Serbian, Sinhala, Somali, Spanish, Swahili, Tamil, Turkish, Ukrainian, Urdu, Uzbek, and Vietnamese.
In the UK, World Service in English is available on 648 MW in south eastern England. In addition, overnight on BBC Radio 4, BBC Radio Wales and BBC Radioi Ulster and via digital radio, digital satellite and the internet. The English Network can be heard on the BBC's digital multiplex in the UK, Freeview digital channel 80 or in Europe on the Astra satellite, channel 865. Outside the UK, BBC World Service is available on short wave; on FM in 152 capital cities; and selected programmes are carried on almost 2,000 FM and MW radio stations around the world.
BBC World television is the BBC's commercially-funded global 24-hour news and information channel. BBC World is available in more than 200 countries and territories worldwide, and reaches more than 280 million households (147 million 24-hour homes) and more than 1.3 million hotel rooms. It is also available on 50 cruise ships, 37 airlines and 29 mobile phone platforms. The new World Service global audience estimate is derived from a comprehensive programme of independent audience research over a four year cycle. This year's figure incorporates new data from 24 countries – some 69 per cent of this year's audience (some 65 per cent of last year's audience). The BBC World audience figure is compiled from multiple surveys (syndicated, omnibus and specifically commissioned) across 100 countries. The surveys are carried out by independent market research groups and comply with international standards of audience research.
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