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28 ottobre 2013

Il BBC WS chiede l'aiuto della "folla" per indicizzare il suo archivio sonoro.


Un bel progetto dell'R&D della BBC, che invita gli ascoltatori del BBC World Service a diventare anche "taggatori", partecipando all'iniziativa di crowdsourcing per l'indicizzazione dell'archivio sonoro dell'emittente. Circa cinquantamila programmi in lingua inglese diffusi dal BBC WS negli ultimi 45 anni sono stati sottoposti a un processo di classificazione automatica con un software che ha tradotto in parole chiave (tag) i metadati disponibili o estraendole dall'audio con tecnologie speech to text. Da oggi e per qualche tempo sarà possibile registrarsi sul sito dell BBC World Service Archive Prototype per ascoltare gli stessi programmi e applicare tag e commenti. L'intero archivio è ricercabile dagli anni '80 a oggi e contiene ogni sorta di corrispondenza dai luoghi più disparati. Presto sarà la volta dell'archivio di Radio RAI immagino!

23 aprile 2013

Alianza DxB, il guscio che trasforma lo smartphone in un walkie-talkie VHF/UHF

Forse l'obiettivo che si sono prefissati su Kickstarter (300 mila dollari è un po' troppo ambizioso, ma l'idea alla base di Alianza DxB è abbastanza originale. Concepito da BriCom Solutions, una piccola azienda a conduzione famigliare del New Jersey, Alianza è un dispositivo che riesce a integrare le tradizionali comunicazioni radio a due vie effettuate su un walkie-talkie nelle bande VHF/UHF assegnate, e le comunicazioni Voip effettuate attraverso la rete telefonica cellulare. Non si tratta però di un dispositivo multifunzione: la parte RF analogica è stata inserita all'interno di una docking station che a sua volta dispone di un connettore verso tutti i principali modelli di smartphone. Non una radio con smartphone integrato, dunque, ma un vero e proprio guscio esterno componibile dotato di antenna VHF/UHF removibile e manopole per il volume e la selezione dei canali anch'esse removibili (al limite il guscio può funzionare come batteria di backup). 
Il software che gira sullo smartphone si occupa della gestione dei canali radio ma svolge anche la preziosa funzione di gateway di comunicazione "RoIP": Radio over IP, ispirandosi ai dispositivi che  i radioamatori oggi utilizzano per stabilire delle connessioni IP tra i ripetitori attivi in banda VHF/UHF. In questo modo un dispositivo Alianza può agire da ponte tra due tipi di comunicazione diversa, consentendo per esempio a uno smartphone di collegarsi a un apparato radio che si trova fuori dalla portata di una rete cellulare o, viceversa, permettendo a un normale walkie-talkie di fare una telefonata IP. Se siete interessati a investire nel progetto, che mira a raccogliere i fondi necessari per la prototipizzazione e per la successiva fabbricazione in serie sappiate che 400 dollari bastano per ricevere un Alianza DxB se la raccolta fondi andrà in porto. L'innovativa docking station RF/IP si rivolge a radioamatori, tecnici sul campo, soccorritori, escursionisti, sorveglianti e così via. (tnx Andrea Borgnino e GizMag)

16 settembre 2011

Soundtap, la vostra" guida al meglio dei programmi radio

Una percentuale molto significativa di ascoltatori della radio è probabilmente concentrata su determinati network o stazioni, che sanno come fidelizzare audience di grandi dimensioni, magari per raggiungere i loro legittimi obiettivi pubblicitari. C'è però anche una parte sicuramente più modesta di pubblico che ama selezionare i programmi radiofonici da ascoltare, alla ricerca di generi letterari o musicali, di specifiche notizie o commenti, di contenuti di servizio. Internet ha sicuramente agevolato questa categoria di ascoltatori più esigenti, moltiplicando le opportunità di ascolto dei programmi preferiti, specie per chi riesce di seguire canali radiofonici in più lingue. Ma come si sa, se il Web amplia a dismisura il cosiddetto outreach, le possibilità di accesso, tende anche a rendere particolarmente complessa l'individuazione e la selezione.
Il progetto Soundtap va proprio in questa direzione: aiutare gli appassionati di programmi radiofonici lasciando che siano gli altri ascoltatori a fare da apripista e comunicatori. Il classico modello social applicato al problema delle guide-programmi in ambito radiofonico. Un problema che Internet, fra stazioni radio in streaming, Web radio e podcasting, ha reso particolarmente intricato. Soundtap è stato fondato da Handan Selcuk, Trip Sweeney e Sujay Vennam, una sede in University Avenue a Palo Alto (a pochi blocchi dai miei parenti!) e una esperienza maturata con progetti abbastanza simili: CollegeRadioMap, un mash up che geolocalizza le stazioni comunitarie e universitarie americane, e RadioCollective.org, più orientato alle radio "indie" a vocazione non commerciale.
In campo televisivo la varietà di scelta e le dimensioni dell'audience giustificano la nascita di una industria editoriale delle guide programmi, cartacee o elettroniche che siano. Per la radiofonia indipendente raccontata da Soundtap le cose sono molto diverse, il pubblico è di nicchia, il fattore pubblicitario assente e quindi l'unico modo per realizzare una guida attendibile consisteva nel reclutare proprio la partecipazione di chi ascolta. Una guida "human powered", come recita lo slogan ufficiale.
Iscrivendosi a Soundtap si ha la possibilità di segnalare con un like una stazione o uno specifico programma. Il software incrocia i dettagli relativi all'ora di messa in onda e crea ogni volta un collegamento diretto allo streaming del programma segnalato. Un incrocio tra player, catalogo e guida composta dai lettori. Sulla videata di apertura compare sulla sinistra una lista dei programmi in onda in quel momento, eventualmente selezionabile per genere. Ciascun programma è contrassegnato dal numero di "mi piace" e da una breve descrizione visualizzata sfiorando il titolo del programma con il mouse (ma ci sono anche simboli riferiti ai palinsesti delle singole stazioni, alla URL del programma o della stazione e molti altri dettagli) e cliccando sul pulsante play può essere ascoltato in diretta streaming. Nel riquadro accanto vengono visualizzati gli utenti che sono collegati a una specifica stazione, con il loro profilo che riporta il numero di stazioni o programmi già segnalati. Un pulsante permette di lanciare lo streaming di un programma in modo random.
Il sito è concentrato sul fenomeno delle radio universitarie e comunitarie degli Stati Uniti, ma come potete immaginare il modello potrebbe funzionare ovunque, Europa e Italia incluse. Il software potrebbe essere farcito (e non escludo che lo sarà nel prossimo futuro) di altre funzioni social, una chat, l'integrazione con Facebook, un forum, un registratore e naturalmente si potrebbe estendere il discorso ai podcast e ad altri generi di emittenti.

Soundtap.com Launches New "Human Powered Radio" App

Palo Alto, CA September 14, 2011

Wednesday, September 14, 2011
Soundtap launches an interactive website for discovering non-commercial radio shows.

Soundtap.com, a crowd sourced guide to independent radio, today announced the launch of its new social platform. The site features live streams and profiles of hundreds of stations and shows alongside a real-time chat and activity feed on each page. Soundtap aims to revitalize non-commercial radio by promoting listener participation and bringing attention back to individual radio shows.
"There is an incredibly rich variety of programming in college and community radio that is largely overlooked," said Sujay Vennam, Soundtap co-founder. "Many people are tired of the repetition they hear on commercial radio and automated playlists but don't realize that they have access to thousands of interesting DJs who volunteer at independent radio stations around the world. Soundtap harnesses the power of community moderation to make these shows more accessible."
Soundtap's schedule already features over a thousand commercial-free radio shows, all added by listeners. Users can add shows from any of the three hundred stations in Soundtap's database or suggest non-commercial stations to be added. To facilitate exploration, stations and shows can be filtered by genre or sorted by popularity. In addition to live streams, many "most liked" shows are available for on-demand or offline listening. Activity feeds on each profile page allow listeners to chat and follow each other and DJs can update their show schedule, get feedback, and interact with listeners directly on the site. Soundtap also brings different radio shows into the spotlight each week with exclusive interviews with the hosts.

About Soundtap
Handan Selcuk, Trip Sweeney and Sujay Vennam co-founded Soundtap after seeing the great potential and complexity in the dynamic world of independent radio. The team received funding for the project after working on CollegeRadioMap.com and RadioCollective.org, the predecessor to Soundtap. All three founders are involved at their local independent radio stations.

18 luglio 2011

BBC: crowdsourcing per misurare la copertura 3G

Il crowdsourcing al servizio della Quality of Service delle infrastrutture cellulari. Dopo il progetto Ne.Me.Sys lanciato da Agcom in Italia per la misura dei livelli di servizio delle reti Internet fisse dei diversi operatori, la BBC lancia una analoga iniziativa basata su una app Android (sviluppata da Epitiro, criticata per il forte impatto dell'applicazione sulla batteria degli smartphone). Basta installare questa app sul proprio telefonino Android per costruire una mappatura dell'intensità di campo generata dalle antenne 3G degli operatori mobili britannici. Una mappa possibilmente più attendibile (soprattutto nel confronto ricezione outdoor/indoor) di quelle normalmente pubblicate sui loro siti Web.

We're mounting an ambitious project to try to map mobile coverage across the UK - and, if you have an Android phone, you can be part of it. From today you can download an app which will record the signal you're getting on your phone - 3G, 2G or nothing - and feed the data back to our research project.
The UK 3G survey app has been developed by Epitiro, the firm behind Ofcom's recent report on mobile broadband speeds.
It will record phone signal data all the time the phone is switched on, and Epitiro is going to work with us to collect the results over the next month.




La cosa divertente è che appena diffusa la notizia, alla BBC sono arrivate le segnalazioni di una campagna di misura molto simile, ma su scala mondiale, effettuata da OpenSignalMaps. Anche in questo caso si tratta di scaricare una app Android (ma presto dovrebbe esserci quella per iPhone) per raccogliere dati che finiscono in un archivio centralizzato e vengono rielaborati in una mappa Google che mette subito in evidenza le aree in cui la rete mobile fa acqua.
Immaginatevi che cosa si potrebbe realizzare sviluppando analoghe applicazioni che sfruttino i chip per la ricezione dei segnali FM per tracciare mappe di copertura e interferenza!

12 gennaio 2010

Decidi la radio via Web, nuovi finanziamenti per Jelli

Ricordate il crowdsourcing radiofonico di Jelli? La startup americana realizza una tecnologia che permette alle stazioni radio di coinvolgere i loro ascoltatori nella programmazione, trasmettendo i brani votati da chi si collega a un sito Web. Dopo diversi mesi Jelli ha annunciato di aver raccolto un altro round di investimenti, 2 milioni di dollari, in parte conferiti da Alfred Lin, chief operating officer di Zappos, uno dei casi eclatanti del 2009 dell'e-commerce (Zappos vende scarpe online e ha avuto un enorme success0).
Non sono moltissimi soldi ma è un segnale positivo per un settore molto colpito dalla crisi, che dimostra però di avere ancora una certa creatività. Secondo MediaPost, che cita fonti Arbitron Edison Research, il 17% degli americani di più di 12 anni di età ascoltano la radio online durante la settimana, il doppio rispetto al 2005. A fronte di questa audience, secondo ZenithOptimedia, nel 2009 le Web radio hanno raccolto quasi 290 milioni di dollari di pubblicità, pari ad appena il 2% del totale della raccolta radiofonica.

Whatever the financial woes of the radio business in 2009, there is still money for innovative new approaches to programming and distributing content, as evidenced by the $2 million of new funding raised by Jelli, a company that enables traditional and online radio broadcasters to "crowd-source" their programming via an online interface.
The latest round of funding, which includes an investment by Zappos COO Alfred Lin, will be used to develop the service and make the sales process more efficient.
In October, Triton Media signed a deal with Jelli that allows Triton to offer its 4,500 affiliates the interactive programming feature. The deal gave Triton Radio Networks the exclusive U.S. rights to syndicate two of Jelli's daily programs, "Top 40 Jelli" and "Rock Jelli," through Dial-Global.
Triton is also using the basic Jelli online infrastructure to create customized audience-controlled programming features for its various affiliates. Jelli's first major partnership with a traditional radio broadcaster launched last year with San Francisco's KITS Live 105, which offers a "crowd-sourced" show Sunday nights; listeners can participate at the Jelli consumer Web site, jelli.net.
Despite the steep decline in traditional revenues in 2009, innovative online and mobile radio services surged ahead, encouraged by the strong growth in digital audiences.
In April 2009, Arbitron and Edison Research found that 42 million Americans over the age of 12 listen to radio during an average week -- more than double the 2005 figure of 20 million, and up 27% from 33 million in 2008. That means that online radio currently reaches about 17% of Americans over the age of 12, up from about 8% in 2005 and 13% in 2008.
This audience growth has fueled a flurry of online radio deals. Most recently, Pandora -- the popular online music service -- announced a deal last week with electronics manufacturer Pioneer Corp. that will allow consumers to bring Pandora's personalized audio content to their automobiles.
According to Pandora, Pioneer has begun manufacturing a multipurpose navigation and media device, priced at $1,200, which will allow consumers who own iPhones to stream the online music service to their car stereos via the mobile devices -- after they download a new app that lets the devices link up.
Based on the audience numbers, pure-play online radio sites and traditional broadcasters alike are hoping for major growth in digital ad revenues as the economy begins to recover. Still, digital ad revenue has remained a small part of total revenues. According to ZenithOptimedia, Internet radio will attract about $288 million of ad spending in 2009 -- or just 2% of radio's total projected revenues this year.


15 luglio 2009

Listener Driven Radio: la trasmissione la fate voi

Francesco mi segnala un post apparso sull'italiano TheBlogTv relativo a una novità arrivata dagli USA: la radio basata sul crowdsourcing. Con questo termine vengono indicate le iniziative Web e i servizi che vengono gestiti in toto o in parte attraverso meccanismi di partecipazione delle comunità di utenti. Ci sono aziende che su Internet erogano per esempio servizi di assistenza sui loro prodotti coinvolgendo altri utenti che rispondono a dubbi e richieste di aiuto come un vero e proprio help desk. Solo che il servizio è fornito dalla "folla", non da dipendenti dell'azienda.
LDR Listener Driven Radio permette di applicare lo stesso meccanismo alla programmazione di una stazione radio. Non è una novità di per sé, moltissime piattaforme musicali in Web streaming prevedono la partecipazione diretta di chi ascolta e i brani vengono diffusi in base alla loro popolarità nell'ambito di una comunità di persone. LDR però non è un sito Web pubblico pensato per lo streaming ma un prodotto commerciale (venduto o acquisito in cambio merce) espressamente rivolto alle stazioni radio con tanto di trasmettitore e antenna che intendono avvalersi del mezzo interattivo non solo per catalizzare l'attenzione del loro bacino di utenza e magari per estenderlo, ma anche per coinvolgere direttamente l'ascoltatore nella "direzione artistica". Con LDR la stazione può sfruttare il sito Web, i widget, i principali social network per raccogliere il feedback sui brani da trasmettere e persino per raccogliere nuove proposte dai gruppi musicali emergenti e sottoporle al famoso giudizio della folla.
LDR è una startup di Westlake, Ohio e l'inventore della piattaforma software è Daniel Anstandig, che insieme a Lee Zapis e Mike McVay, tutti coinvolti nella produzione di programmi radiofonici e manager di stazioni radio, ha pensato di cavalcare in questo modo i nuovi aspetti sociali e partecipativi della radiofonia. Sul blog di LDR ho trovato un post di McVay che può rappresentare il manifesto programmatico di questa nuova avventura.
Ecco invece il comunicato stampa sul lancio del software:

Listener Driven Radio Launches New Software for Radio, Giving Listeners Control
Jul 5th, 2009

The Radio revolution has begun! Listeners are taking back control of the radio. The principles of Listener Driven Radio, LLC (Broadcasters Lee Zapis, Daniel Anstandig, and Mike McVay) announced today the release of new Listener Driven Radio software, empowering broadcasters to become crowdcasters.SM The listeners become the Music Director with Listener Driven Radio.
Listener Driven Radio (www.ListenerDrivenRadio.com) is a new model for radio built on crowdsourcing, that allows listeners to go online, or to their iPhone, and offer their input into what plays next on the radio station. LDR is constantly absorbing listener input, song votes, and comments on music, and automatically adapting programming in real-time. Your audience can control the stations on-air product … within the parameters that the Program Director creates.
McVay New Media President and LDR architect Daniel Anstandig said, “This is a new way of programming radio and growing your brand-community. This is the first time that the power of crowdsourcing has been harnessed this way for radio programmers. Imagine being able to improve your product while decreasing the cost of programming.” Zapis Capital CEO Lee Zapis said, “The software we’ve developed will allow the listener to truly take control of their radio. So many of us in broadcasting have been concerned about the competition we face from the Internet, satellite, and social networking. LDR diminishes those concerns and takes what’s best about the Internet and puts it to use for your radio station.” McVay Media President, Mike McVay, added, “It’s time that radio operators get over their inferiority complex and embrace new technologies. The times have changed, and God willing, they’ll keep changing. Listener Driven Radio is the first application that marries the consumer’s wants with the PD’s desires … and that equals great and entertaining programming that’s good for any daypart.”

Introducing Listener Driven Radio:

• It’s groundbreaking. Turn your listeners into collaborators. Constant research generated from active listener interaction. Listeners log-on, click-to-pick their favorite songs, and then sit back and enjoy hearing what they … and other listeners … selected to play on the air.

• The Program Director selects the universe from which the listeners click-to-pick. Your station will still be “SAFE” while allowing the audience to program the music that you play.

• LDR builds community by empowering your audience giving them ownership over your programming, integrating their feedback into your music scheduling immediately Listeners can also comment and vote on new songs, giving them the power to elect new songs for airplay.

• LDR makes it possible for listeners to vote for songs, request songs, pick which song should play next, and upload or vote for new music through radio station websites, iPhones, and Facebook.

• The radio station will NOW be CONNECTED to the social networking platforms used most by your audience. Turn your radio station into a community. Your listeners will communicate online using LDR, and will be encouraged to repeat visit and repeat listen to your station.

• LDR feeds Twitter automatically for radio stations, helping them to increase tune-in. LDR harnesses the marketing capabilities of social media.

• LDR engages listeners, constantly absorbing their input, votes, and comments about your station’s music. This creates a community around a radio station’s brand.

• LDR ties in directly to radio automation systems and instantly adapts a radio station’s programming based on listener feedback and parameters preset by the Program Director.

• LDR takes a four-pronged approach to reaching listeners. LDR is software that enables listener interaction via Mobile/iPhone, Widget (embeddable on any site), Your Station Website, and Social Networks (including Facebook, MySpace, and Twitter). Then, listener input drives your on air programming and music scheduling in real time.

• LDR enables you to change your playlist in real time based on listener input. The end result is programming that adapts to your target audience. The LDR software is also fully adaptable to your branding and look-and-feel, seamlessly integrating into your radio station website.

Visit www.listenerdrivenradio.com for an actual demonstration. The software is available to radio stations for cash or barter. For more information, call Listener Driven Radio at 877-221-7979, or e-mail Daniel Anstandig at daniel (at) listenerdrivenradio (dot) com. Follow LDR on Twitter here!


25 gennaio 2008

Qui radio wiki, il programma lo fate voi

Grande, grandissimo. Mark Ingram sul Globe and Mail di Toronto racconta di come con il suo programma "Spark", rubrica tecnologica condotta da Nora Young, l'emittente canadese CBC Radio sta sperimentando il primo esempio di radio autenticamente interattiva. Direi collettiva. Quasi comunista. Orrore: gli ascoltatori messi sullo stesso piano del conduttore?
La modalità scelta non è un sito Web, per quanto dinamico possa essere. No, no. La brava Nora, che dice di nutrire una relazione di amore/odio con l'high-tech, ha messo su un wiki su Socialtext e un community blog. Quando si tratta di intervistare Howard Rheingold, per esempio, le domande da porre si affinano attraverso i contributi di tutti. Geniale. Bisogna vedere anche quanto sostenibile, sul lungo termine. Gli ascoltatori continueranno a partecipare o presto si stancheranno? Se non si va non si vede.
Intanto la puntata del 6 febbraio di Spark sarà tutta dedicata al "crowdsourcing". E ci sarà una intervista ad Axel Bruns, esperto australiano di social media che sta per pubblicare un ghiotto libro intitolato "Blogs, Wikipedia, Second Life, and Beyond: From Production to Produsage". Produsage? Producing più using. Prodused content. Ehi, con il phone-in la radio lo sta facendo da quarant'anni almeno! Ma volete mettere col wiki? In ogni caso è tutto molto kkkkewl, soprattutto considerando che tra streaming e podcasting uno può partecipare a Spark anche da qui. Produsage, slurp.
THE WIKI THAT RUNS A RADIO SHOW

MATHEW INGRAM January 24, 2008

Much of what we call "public" radio isn't that public - if by public, you mean interactive - apart from maybe the call-in shows. However, some radio programs, including a couple that are featured on our national broadcaster, the CBC, are trying to change that. Spark, a show about technology and culture hosted by founding Definitely Not the Opera host/producer Nora Young, has launched a "wiki."
The term wiki - which comes from a Hawaiian slang term meaning "quickly" - refers to websites that anyone can edit. One of the most popular examples is Wikipedia, the "open source" encyclopedia. Young says she hopes that listeners will use the Spark wiki to offer thoughts about show topics, to contribute questions for guests and generally to interact with her and the rest of the show staff.
Spark is planning to do its entire show on Feb. 6 using ideas generated by listeners. It airs on CBC Radio One on Wednesdays at 11:30 a.m. and on Saturdays at 4 p.m. "It's a way of making public radio in a public way," Young said in an e-mail. "Of embracing the values of public radio using 21st-century tools. What better way to encourage conversation about technology and society than by opening the show itself to more participation?"
The Spark host said it was also a way for people to get a look inside the process of creating a radio show.